Abstract: conversione di tutti gli istituti privati medi (inferiori e superiori) e universitari in scuole pubbliche; libro di testo unico per ogni materia a livello regionale; maggiore rappresentanza studentesca nei consigli d'istituto; aumento delle ore di educazione fisica del 150%; escursioni naturalistiche e organizzazione di campi montani e marittimi con cadenza stagionale;
Abstract: attuale scuola italiana è tanto valida,come mai molti politici e difensori del sistema hanno i loro figli in scuole private cattoliche,americane o francesi?Chiedete ai vari Fioroni,Rutelli Finocchiaro ,Moretti, Santoro solo per citarne alcuni.Perchè quando Prodi tolse 87 milini di euro ai ricercatori universitari per placare i camionisti che bloccavano l'
Abstract: VOTO CONDOTTA: si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. VOTI IN PAGELLA: Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media LIBRI DI TESTO: i testi scolastici dovranno durare almeno cinque anni (
Abstract: sulla base delle media dei voti della pagella di fine anno, incluso il voto di condotta e dell'Esame di Stato per gli alunni di quinta. Gli studenti meritevoli sono stati: Ilaria Curlo, Matteo Paletti, Elena Gavazzoni, Micol Trenta e Quadrini Maria Denise. Stimata e amata da colleghi e alunni, la prof.
Abstract: E il premier pensa di ridurre i tagli alle scuole cattoliche Il Pd: faremo un referendum ROMA Per i vertici del Pd l'unica strada ora è il referendum. «Dobbiamo riportare scuola e università al centro dell'agenda politica», ha dichiarato Walter Veltroni «per dire no al taglio imposto dal governo e puntare alla qualità».
Abstract: A chiamare allo sciopero contro il decreto 137 noto come "riforma Gelmini" sono Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda. L'ASTENSIONE SI prevede altissima, e non risparmierà neanche le scuole private, tant'è che - per dirne una - si sciopera pure alle elementari delle Canossiane. Con le mamme imbufalite perché proprio non se l'aspettavano.
Abstract: Torna il voto in condotta e vanno via i giudizi Torna il voto in decimi, dalle elementari alle superiori. Sostituirà i vecchi giudizi. Ripristinato anche il voto in condotta, che, se inferiore a sei/decimi, comporterà la bocciatura. Che però dovrà essere decisa dall'intero collegio dei docenti.
Abstract: Voto condotta. Si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. Voti in pagella. Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi).
Abstract: Voto condotta. Si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. Voti in pagella. Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi).
Abstract: Voto condotta. Si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. Voti in pagella. Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi).
Abstract: con le proteste in tutta Italia per i tagli alla scuola pubblica, ha dichiarato davanti all'assemblea della Confcommercio che si troverà il modo di dare più soldi alla scuola privata. Ha anche approfittato per ripetere la menzogna di non aver mai chiesto l'intervento della polizia e che i giornali hanno falsato il senso del suo discorso.
Abstract: Voto condotta. Si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. Voti in pagella. Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi).
Abstract: VOTO IN CONDOTTA - La valutazione della condotta degli studenti farà media ai fini del giudizio finale. Si verrà bocciati con il 5 in condotta. VOTI IN DECIMI - Tornano i voti in decimi anche alle medie e alle elementari (dove saranno accompagnati dai giudizi).
Abstract: di relegare la scuola pubblica a una mera funzione sussidiaria e di favorire la scuola privata». Sempre il Comitato provinciale partigiani di Piacenza ritiene che «le espressioni di dissenso, rispetto a scelte di governo, siano un diritto in uno stato democratico» e condanna le dichiarazioni di Berlusconi «che voleva mandare le forze dell'ordine nelle scuole».
Abstract: Blocco di tutti i finanziamenti a favore della scuola privata attraverso fondi dei contribuenti. - Blocco e abrogazione di tutti quei provvedimenti atti alla trasformazione delle università e scuole pubbliche in apparati privati con struttura aziendale. - Cancellazione dell'autonomia scolastica e universitaria doverosa per un percorso finalizzato a strappare la subordinazione dell'
Abstract: Voto condotta. Si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. Voti in pagella. Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi).
Abstract: UNIVERSITà Fondi solo per i migliori di Roberto Perotti I l decreto Gelmini è legge. Ora toccherà all'università. Qui ci sono ottimi motivi per una riforma drastica, perché gli atenei italiani costano come quelli europei ma sono molto meno efficienti, e in alcuni casi semplicemente corrotti. Le proposte sul tappeto sono tantissime, tutte ovviamente all'insegna del "merito".
Abstract: Il Senato approva il decreto Gelmini e gli studenti invadono le strade. Ieri è stata Venezia il cuore della protesta delle superiori in Veneto, con 12 scuole su 25 investite da occupazioni, assemblee, autogestioni e sit-in. Alla notizia del sì alla riforma in pochi secondi i giovani si sono riversati per le strade di Mestre fino a raggiungere il centro in un migliaio.
Abstract: 3 categoria: REDAZIONALE Treni bloccati e tafferugli al corteo anti-Gelmini Scontri con la polizia in via San Paolo, occupata la stazione di Lambrate. «Non ci arrendiamo» Due giovani lievemente contusi sono stati medicati (e subito dimessi) dall'ospedale Fatebenefratelli Cortei. A ogni ora del giorno, selvaggi, «disobbedienti ».
Abstract: REDAZIONALE Gli appuntamenti Oggi il corteo e domani in Bocconi arriva Napolitano Il Senato approva il decreto Gelmini. «Ah sì? E noi restiamo in piazza». Anche a Milano. «Soprattutto a Milano. Perché la nostra protesta non può essere fermata». Così oggi ennesimo corteo, «il più importante». E atteso: lo sciopero nazionale, per chi non riesce ad andare a Roma, è anche qui.
Abstract: I tagli che in questi giorni provocano l'ira degli studenti medi e universitari, rischiano di pesare anche sulle scuole per l'infanzia. Intanto oggi è il giorno della protesta a Roma delle scuole superiori. I professori del liceo classico, invece, stasera alle 21 saranno alla Gran Guardia per discutere del decreto Gelmini. Francesco Casoni
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi I senatori dipietristi vanno in piazza, a mescolarsi con i liceali e a lanciare il referendum abrogativo della legge Gelmini. Gridano: «Cari ragazzi....». Ma 24 ore prima, uno di loro, il prof. Pancho Pardi, aveva confidato: «I sessantenni che si mettono a fare i capipopolo degli studenti fanno ridere i polli».
Abstract: Qui è Gasparri che stringe la mano alla Gelmini, e come lui hanno fatto tanti altri parlamentari e ministri. «Adesso - dice Mariastella - nella scuola torna la serietà e il merito». E speriamo che così, magari, un Leo Longanesi non possa più dire: «Tutto ciò che non so l'ho imparato a scuola».
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Via libera al decreto Gelmini, ma è scontro Berlusconi: la sinistra prende in giro gli studenti. Oggi le scuole si fermano per lo sciopero generale
Abstract: Contro gli orientamenti del ministro Gelmini, nei giorni scorsi c'è stata una levata di scudi: dalla Compagnia delle Opere, alla Fism, la federazione di scuole materne di ispirazione cristiana, mentre i parlamentari cattolici in blocco iniziavano un pressing sul premier e sul sottosegretario Letta.
Abstract: Gelmini Day le ha scaricato addosso di tutto: fiaccolate anti-Gelmini, pedalate anti-Gelmini, appelli e petizioni e raccolte di firme anti-Gelmini, spogliarelli anti-Gelmini, gruppi anti-Gelmini su Facebook che continuano a raccogliere decine di migliaia di persone al grido «Anch'io voglio che la Gelmini ripeta l'esame di Stato»
Abstract: tafferugli e scontri di piazza il decreto Gelmini diventa legge. Alle 11 il Senato dà il via libera con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti mentre gli studenti tentano l'ultima disperata resistenza contro l'iniziativa del governo. Tra i voti contrari ci sono quelli dell'Udc, perché anche la scuola cattolica è colpita dai tagli.
Abstract: giovanile impegnata a proteggere ciò che resta della scuola dal furore gelminiano e in un'Italia vecchia, comatosa, rinunciataria, rassegnata, che sembra non aver più nulla da salvare, né valori né ideali, soltanto telefonini. Di questo scandalo senza fremiti noi siamo la matrice. E' soprattutto dalle nostre parti, nella Padania lombardo- veneta, che l'anestetico leghista dei Borghezio,
Abstract: per definire una linea comune contro il rischio tagli del decreto Gelmini. Presenti 38 Comuni su 69, nonostante le polemiche dei giorni scorsi e la defezione di sindaci del centrodestra, come quelli di Belluno e Sedico, Antonio Prade e Giovanni Piccoli, dopo le rassicurazioni dell'assessore regionale Elena Donazzan, che aveva escluso tagli nel Bellunese.
Abstract: oltre un migliaio di studenti avevano sfilato in corteo per le vie del Comune con striscioni e cori contro la riforma Gelmini. Intanto, una cinquantina di docenti delle sezioni classiche e scientifiche del liceo scientifico «Alfonso Gatto» hanno firmato un documento di condanna della riforma 'Gelminì.
Abstract: La riforma Gelmini fa tagli troppo alti e ingiustificati». Così Raffaele Bonanni, segretario nazionale Cisl, ieri a Belluno per il convegno della Cisl sull'energia. Gas, acqua e smaltimento dei rifiuti, secondo le schema lanciato al convegno, andrebbero controllati da un ente in grado di servire il fabbisogno non delle singole province,
Abstract: obiettivo è ridurre i gas serra del 20 per cento, diminuendo la congestione del traffico», dice Pietro Gelmini, autore del piano. Una bella impresa, perché nei prossimi dieci anni aumenteranno gli abitanti dell'8,4 per cento, ossia di quasi 40 mila persone tra Venezia e altri sette comuni dell'hinterland. A PAGINA 9 Bottazzo
Abstract: alla luce delle proteste e delle iniziative di docenti e studenti contro la riforma Gelmini. Alla riunione, richiesta dalla maggioranza consiliare, sono stati invitati rappresentanti dei sindacati, degli studenti, degli insegnanti e dei genitori delle scuole di ogni ordine e grado, e dell' Ateneo di Perugia. Era presente anche il rettore dell'Università, Francesco Bistoni.
Abstract: la protesta dilaga Oggi la manifestazione anti-Gelmini. Vigili in assemblea, città a rischio caos traffico VERONA — Non li ha scoraggiati la decisione presa ieri dal Senato. Oggi è il giorno del corteo «apartitico, senza bandiere e aperto a tutta la cittadinanza » spiegano gli studenti anti-Gelmini.
Abstract: sì al decreto Gelmini A Roma scontri tra gli studenti ROMA — Il decreto Gelmini sulla riforma della scuola è legge. A Roma scontri tra studenti di destra e di sinistra. Oggi lo sciopero. DA PAGINA 2 A PAGINA 5 Un momento degli scontri in piazza Navona, a Roma, tra studenti di destra, con i bastoni avvolti in stoffa tricolore,
Abstract: Pubblica amministrazione) e Gelmini (Istruzione), stanno toccando importanti santuari elettorali del Partito democratico. Ciò spiega l'astio nei loro confronti degli esponenti di quel partito e dei suoi giornali d'area ( Il Riformista escluso). Tanto più che i due ministri si muovono in un modo insidioso per i difensori dello status quo.
Abstract: sentirli sbraitare anche contro la Gelmini. Non dissimile il percorso delle nostre Università, sfinite da anni di deregulation selvaggia, carenza di risorse, clientele borboniche, assunzioni nepotistiche. Un pianeta spappolato in centinaia di atenei e specializzazioni, angosciato da tagli reali e minacciati, popolato da tutte le fattispecie di precariato immaginabile.
Abstract: Nonostante l'approvazione definitiva del decreto Gelmini avvenuta tra le proteste, ieri professori e studenti hanno letto, discusso e analizzato il testo della legge approvata. Un'occupazione serena e votata all'informazione e conoscenza della legge per capire in quali punti specifici va riformata.
Abstract: Ma intanto, a metà mattina, arriva la notizia che il Senato approva il decreto Gelmini. «Domani a Roma per la grande manifestazione nazionale - annuncia Diego Piccoli agli studenti - Appuntamento alle 8 alla stazione di Latina insieme agli studenti delle scuole superiori del capoluogo».
Abstract: nella vallata del Tronto, bisogna estendere l'invito anche ai volantini che qualche debole di mente pensa di poter veicolare attraverso l'infanzia. Gruppi che hanno ritenuto, evidentemente, di dover ricorrere anche alla strumentalizzazione dei bimbi dell'asilo pur di alimentare il loro happening anti-Gelmini».
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Corteo contro il decreto Gelmini anche a Latina «Vogliamo solo studiare in modo serio» Studenti in piazza: l'istruzione non è uno spreco Gli universitari sollecitano l'istituzione di un consorzio a sostegno di ricerca e didattica
Abstract: La riforma Gelmini, a Palazzo Madama, è diventata legge da un'ora, quando in piazza Navona, lì davanti, s'infrange il sogno della protesta unita. «Né rossi né neri ma liberi pensieri», lo slogan di questi giorni va in frantumi in un lampo. Stavolta si scontrano.
Abstract: al termine di un corso intensivo sul decreto Gelmini. A cinque studenti-cavie è stato affidato il supplizio di sei ore in balìa di alcuni docenti di diritto. Imparato il testo quasi a memoria, sono andati a loro volta nelle classi ad esporre pro e contro del decreto. La seconda parte è venuta decisamente meglio.
Abstract: Il decreto Gelmini è stato definitivamente approvato dal Senato con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti. «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione», è stato il commento a caldo del ministro Gelmini. «Un grande risultato », ha dichiarato Silvio Berlusconi che ha poi accusato l'opposizione di manipolare gli studenti:
Abstract: Primo Piano - data: 2008-10-30 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Scuola La sinistra Quagliariello e quell'sms della moglie «La Finocchiaro cita il Vangelo e la Bibbia, tu paragoni Gelmini a Gentile, io la prossima volta voterò Bricolo»(Lega): è l'sms scherzoso spedito al pdl Gaetano Quagliariello (foto) dalla moglie insegnante
Abstract: Un referendum per abrogare la legge Gelmini. Lo lancia Walter Veltroni, proprio il giorno prima della grande manifestazione sulla scuola. Segue a ruota Italia dei Valori. «A dir la verità siamo stati i primi a lanciarlo — precisa Massimo Donadi — anche se non vogliamo primogeniture».
Abstract: Andate a guardare il commento del direttore dell'Unità: è favorevole al decreto Gelmini!». Insomma, non tutti sono entusiasti di questa sortita ad effetto del segretario, che prima della conferenza stampa ha convocato un coordinamento lampo, onde evitare che qualcuno poi lo accusasse, come capita, di agire sempre da solo.
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi E' molto ferma, pur non avendo assunto toni esasperati, la protesta degli studenti di Foligno contro il decreto del ministro Gelmini e gli altri provvedimenti che tagliano risorse alla scuola. Oggi due pullman di ragazzi saranno a Roma al corteo nazionale
Abstract: Centoventi pullman partiranno oggi da tutta la Puglia per la manifestazione anti Gelmini a Roma. A guidare il corteo il governatore della Puglia Nichi Vendola. Ieri sono scesi in piazza i genitori delle scuole elementari baresi, prima tra tutte il circolo didattico Re David, che hanno consegnato alle autorità 3mila firme contro il decreto.
Abstract: Mentre nelle piazze imperversano le manifestazioni contro il decreto legge Gelmini, in Provincia un procedimento mette in ginocchio finanziariamente diversi istituti scolastici». Così i consiglieri provinciali di An, Guido Sensi e Nicola Nascosti e la capogruppo consiliare di Scandicci Erica Franchi. «All?inizio di questo anno scolastico ?
Abstract: nessuna forzatura e soprattutto nessuna divisione: la protesta anti decreto Gelmini, all'ombra del Torrino, appartiene allo stesso modo a genitori, studenti e insegnanti. E lo si è visto l'altro pomeriggio alla sala della Corte del palazzo comunale dove tutti i diretti interessati dalle novità di quel decreto si sono ritrovati per volontà unanime.
Abstract: ragazzi di piazza Navona con la proposta di continuare la lotta anti-Gelmini col referendum. Intanto si attende ora il piano sull'università, che ieri il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha detto di voler presentare entro una settimana. CHE DICE LA RIFORMA GELMINI Il contestato provvedimento che prende il nome dalla ministro dell'Istruzione accorpa misure di vario tipo.
Abstract: Da poco si era diffusa la notizia che il decreto Gelmini aveva ottenuto l?ok al Senato. E i ragazzi erano già lì, in strada, a protestare. I primi a muoversi sono stati gli studenti di Novoli. Poche parole hanno percorso la biblioteca, i corridoi e le aule: «E? passata la 137. Scendete in strada con noi!
Abstract: la città inghiottita dai cortei Proteste, ma niente scontri come altrove, dopo il «sì» alla Gelmini. Caos per il traffico da Novoli al centro di GIOVANNI SPANO ORE 10,36, agenzie e Televideo hanno appena terminato di battere la notizia: approvato il 9 ottobre alla Camera, il decreto-Gelmini, «137», passa anche al Senato e diventa legge.
Abstract: polemica sulla Sun A Napoli 20 mila in piazza contro Gelmini e legge 133. Occupata anche la stazione centrale ( foto). è polemica tra il sottosegretario Pizza e il rettore della Sun, Rossi. Il primo cita «l'università ad Aversa» come esempio di spreco. Il rettore: «Sono facoltà, s'informi». Pizza rimbeccato anche da Pasquale Giuliano (Pdl).
Abstract: ai miei tempi si scioperava per Trieste italiana) è scattata su assist del ministro Gelmini. Che ha usato modalità ruvide per impostare problemi vecchi e reali. Un vero detonatore per risvegliare sopiti spiriti in una generazione che continua a pagare in silenzio e senza grandi prospettive i diritti acquisiti e le garanzie ottenute dai padri e dai nonni.
Abstract: il comune di Pontassieve è talmente contrario alla riforma Gelmini da approvare un ordine del giorno contro il provvedimento del Governo. In questo modo l?amministrazione risponde al gruppo di genitori ed insegnanti che, ieri, ha accusato Palazzo Sansoni Trombetta di non voler concedere una sala alla discussione sulla riforma della scuola.
Abstract: nei giorni delle proteste contro la riforma-Gelmini. Cresciuto ora dopo ora, grazie al semplice passaparola dentro e fuori le aule universitarie. Maturato via internet, attraverso i tanti blog studenteschi creati per l'occasione. Costruito senza particolari etichette politiche, spontaneamente, senza bisogno di partiti, sindacati, associazioni o movimenti.
Abstract: Il decreto Gelmini è passato al Senato ed è diventato legge. E negli occhi del rettore Vincenzo Milanesi, che fin dal primo giorno si era scagliato contro i tagli alla ricerca che «ricordano più la mannaia del boia che il bisturi del chirurgo », si legge la delusione nel vedere svanire i sogni di una università migliore.
Abstract: Il Senato approva il decreto Gelmini e gli studenti invadono le strade. Ieri è stata Venezia il cuore della protesta delle superiori in Veneto, con 12 scuole su 25 investite da occupazioni, assemblee, autogestioni e sit-in. Alla notizia del sì alla riforma in pochi secondi i giovani si sono riversati per le strade di Mestre fino a raggiungere il centro in un migliaio.
Abstract: La priorità per lui resta fermare la riforma Gelmini. All'insegna dello slogan «avanziamo diritti». Sua la regia di scioperi, lezioni all'aperto e notti bianche in tutta Italia. E anche della manifestazione nazionale a Roma. «Ostacolare il governo e bloccare l'azione in corso è il nostro obiettivo», scandisce.
Abstract: elenco degli istituti che cadranno sotto i decreti di Maria Stella Gelmini, ma i provvedimenti da prendere rappresenteranno il prezzo da pagare per permettere allo Stato di raggiungere in tre anni su scala nazionale un risparmio pari a 7 miliardi e 832 milioni di euro, così come indicato dal Piano Programmatico emanato dal Ministro.
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi La protesta degli studenti all'università di Macerata: i ragazzi hanno manifestato contro la riforma Gelmini con assemblee e lezioni all'aperto (Foto di PIERPAOLO CALAVITA)
Abstract: interrogazione sulle dichiarazioni del ministro Gelmini, che aveva indicato l'Università di Camerino in un gruppo di cinque con «buchi di bilancio». In realtà - segnala Cavallaro - è «almeno un evidente e grossolano equivoco» dato che Camerino è «uno dei due atenei italiani che adottano la contabilità economica e non finanziaria».
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Grande partecipazione di tutte le componenti universitarie alle iniziative che hanno caratterizzato il giorno del blocco della didattica Studenti e docenti in piazza per ascoltare In mattinata protesta contro il decreto Gelmini, nel pomeriggio lezione all'aperto
Abstract: ieri mattina, l'assemblea pubblica di protesta contro il decreto Gelmini. Decreto che, nel frattempo, veniva approvato dal Senato, diventando così legge. La mobilitazione contro la riforma dell'istruzione non si ferma. C'è stata grande partecipazione di studenti, professori, presidi di facoltà, ricercatori.
Abstract: si è chiesto il vice della Gelmini — ad avere una università ad Aversa e un'altra a Campobasso? Falliranno, è chiaro». Professore Rossi, c'è il rischio fallimento per la Sun? «Macché! Con ventottomila iscritti nessuna università è destinata a fallire. Piuttosto, il Governo se vuole intervenire davvero, lo faccia in quegli atenei vuoti,
Abstract: Ma il ministro Gelmini non vuole u... IL FIGLIO di Bossi bocciato due volte con ricorso al Tar. Ma il ministro Gelmini non vuole una scuola più dura? Come la ?fattoria degli animali? di Orwell: alcuni sono diversi, sia davanti alla legge che ai docenti. Lo fa anche la sinistra?
Abstract: Abbracci contro la Gelmini» in piazza del Gesù, una iniziativa del Genovesi occupato: decine di studenti medi hanno abbracciato chiunque prima di cominciare una conferenza davanti al portone del liceo. Invece Tutti a Scuola, la Onlus per i diritti degli alunni disabili, resterà oggi in piazza Trieste e Trento, tutto il giorno,
Abstract: 2 VOTO IN CONDOTTA E VOTI IN DECIMI p Il voto in condotta è reintrodotto da quest'anno alle medie e alle superiori: si valuta il comportamento nello scrutinio intermedio e finiale. Chi non raggiunge il sei è bocciato. Alle elementari e alle medie si reintroduce il vecchio sistema di voti (in decimi) in tutte le materiee all'
Abstract: REDAZIONALE Il caso E sulla Gelmini si litiga anche in Consiglio regionale NAPOLI — Meno male che nella convocazione era specificato che la seduta sarebbe continuata ad oltranza. Un segnale di buona volontà puntualmente contraddetto alla prova dei fatti. Ieri il Consiglio regionale non è riuscito ad approvare uno straccio di delibera: niente nomine (
Abstract: sarà bocciatura con il 5 in condotta ROMA Il decreto Gelmini deriva dal disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso agosto, un documento più ampio che, evidentemente, non offriva garanzie sui tempi di approvazione. Il cambio di passo è stato immediato: nel giro di un mese il Dl –
Abstract: Gli studenti di sinistra e di estrema destra che contestavano il decreto Gelmini prima hanno manifestato insieme, poi si sono divisi e si sono affrontati con violenza. Le forze dell'ordine li hanno separati e ne hanno arrestati alcuni (in prevalenza di destra, gli aggressori). Due funzionari di polizia sono stati feriti.
Abstract: la proposta di un referendum per abrogare il decreto Gelmini. «Nella giornata in cui la riforma diventa legge, noi dobbiamo dare ai ragazzi un obiettivo democratico: convincerli a raccogliere firme e non lasciarli in balia della rabbia ». Così Giorgio Tonini, il fedelissimo del segretario, parlava alla riunione tra qualche silenzio dei presenti che poco dopo è diventato mugugno.
Abstract: dal ministro Mariastella Gelmini. Nulla è trapelato ancora sui contenuti del programma, ma le riduzioni del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) contenute nella manovra d'estate hanno già agitato la protesta dei rettori. Che, in alcuni casi, hanno appoggiato le manifestazioni degli studenti, invitandoli, come ha fatto il rettore di Roma Tre,
Abstract: al Dl Gelmini che contiene provvedimenti già adottati per l'anno scolastico in corso e altri che scatteranno dal 2009/10. Ma la giornata del via libera al decreto è stata anche quella degli scontri di piazza più cruenti. A Roma scene di guerriglia urbana, ragazzi con caschi e volto coperto armati di spranghe in piazza Navona: si sono fronteggiati studenti di destra e di sinistra,
Abstract: elenco degli istituti che cadranno sotto i decreti di Maria Stella Gelmini, ma i provvedimenti da prendere rappresenteranno il prezzo da pagare per permettere allo Stato di raggiungere in tre anni su scala nazionale un risparmio pari a 7 miliardi e 832 milioni di euro, così come indicato dal Piano Programmatico emanato dal Ministro.
Abstract: DECRETO GELMINI ? VERGATO ? RITORNA IL SERENO sulle scuole elementari di Tolè, a Vergato. Non c?è più il rischio di chiusura. La conferma è scaturita l?altra sera da un acceso dibattito organizzato dal Comune. «Questi amministratori ? ha detto il consigliere regionale di An, Alberto Vecchi ?
Abstract: E' questo infatti uno degli obbiettivi del Pum anche perché Gelmini suggerisce l'uso esclusivo di una corsia per senso di marcia del tram che deve arrivare — seppura passando per piazzale Roma — a San Basilio. Con questa ipotesi ci sarebbe un incremento della domanda dei passeggeri del 39 per cento.
Abstract: dice Pietro Gelmini, autore del piano. La sfida Una bella impresa, perché nei prossimi dieci anni aumenteranno gli abitanti dell'8,4 per cento, ossia di quasi 40 mila persone tra Venezia e altri sette comuni dell'hinterland (Dolo, Marcon, Martellago, Mira, Mogliano, Quarto d'Altino e Spinea) e di quasi il 17 le attività produttive.
Abstract: un mezzo per fare fuoco di sbarramento contro la Gelmini. Più di proposte generiche servirebbe, da parte del Pd, un serio ripensamento sui problemi dell'università e della scuola. Per esempio, ci vorrà pure, prima o poi, una pubblica spiegazione sul perché, a suo tempo, Luigi Berlinguer, ministro dell'istruzione del primo governo Prodi, venne bruciato,
Abstract: Per il modo con cui il ministro Gelmini ed il governo introducono novità nella scuola, per decreto e senza ascoltare nessuno, né alcuna persona della scuola, né i politici della minoranza, né gli studenti le loro famiglie e le varie associazioni, né gli insegnanti, né i dirigenti scolastici, né le organizzazioni sindacali».
Abstract: è stato occupato dagli studenti non solo per protestare contro il decreto Gelmini. I ragazza hanno messo in risalto i troppi problemi dell'edifcio scolastico L'Istituto tecnico statale Marco Polo è stato occupato dai coetanei del Berti per protestare contro la riforma scolastica Al liceo scientifico Fracastoro l'occupazione du tre giorni degli alunni è terminata ieri sera
Abstract: Tutti contro la Gelmini, o quasi. L'Istituto alberghiero Berti infatti si discosta in parte dalla motivazione anti-decreto che accomuna gli altri due istituti (e gli altri licei che parteciperanno al corteo e alle lezioni in piazza Dante oggi). Per loro, l'occasione è mettere in risalto i problemi della scuola.
Abstract: il convertito) e Melissa la liceale Il popolo dei No-Gelmini fra assemblee e notti a scuola VERONA - Apartitici, ma politici. Quella che è una definizione molto in voga nei giorni della contestazioni universitarie sembra calzare a pennello a molti studenti dell'ateneo di Verona impegnati nelle iniziative di questi giorni.
Abstract: Gelmini approvatio ieri mattina dal Senato all'interno di un territorio già con i suoi problemi di crescita sociale ed economica «Si tratta di un risultato storico - ha affermato ieri il segretario regionale della Cgil scuola Sergio Sorella - che non ha eguali e dimostra la determinazione dei docenti degli Ata ma anche dei genitori e degli studenti di battersi contro le devastanti
Abstract: Gelmini; bensì la condizione dell'edificio fatiscente. Un edificio di triplice proprietà: Ussl, Comune e Provincia, che gestisce gli istituti superiori di Verona. «La Provincia ha sempre investito su questo istituto – difende il preside –
Abstract: mentre la legge Gelmini veniva approvata, giovani di destra e di sinistra si sono picchiati usando anche sedie e tavoli di ristoranti e bar. Il bilancio finale è stato di quattro poliziotti feriti, decine di ragazzi contusi e tre all'ospedale. Due arrestati, quattro denunciati, una ventina fra identificati e rilasciati.
Abstract: Lezioni in piazza Dante Oggi la manifestazione anti-Gelmini, partenza alle 8,30 da via San Francesco. Il blocco studentesco non aderisce VERONA — Non li ha scoraggiati la decisione presa ieri dal Senato. Oggi è il giorno del corteo «apartitico, senza bandiere e aperto a tutta la cittadinanza » spiega Jack Salbego, studente di filosofia all'ateneo scaligero,
Abstract: Castenaso dice no alla riforma Gelmini?, apparso ieri mattina davanti alle elementari Nasicae, manda su tutte le furie il Pdl. E oggi il consigliere di An, Andrea Castelli, si presenterà in caserma dai carabinieri per sporgere denuncia. «Ho telefonato ai vigili - spiega ? i quali mi hanno risposto che non era loro compuito rimuoverlo,
Abstract: BREVI Il gesto I documenti dell'archivio scolastico lanciati dalle scale dagli studenti del Berti Marco Polo L'Istituto tecnico occupato dagli studenti ieri mattina come protesta al decreto Gelmini sulla riforma scolastica approvato in senato Cartelloni Tanti i fogli colorati con slogan anti Gelmini (Fotoservizio Sartori)
Abstract: sta per riprendere la discussione sul decreto Gelmini. Nella città universitaria, però, le aule delle facoltà occupate sono piene di gente: si aspettano notizie sul voto finale (e sulla scontata approvazione) della riforma, prima di decidere come organizzare un corteo. Spuntano anche i cornetti per la colazione, nel-l'atrio di Scienze Politiche.
Abstract: apertura ma torna sulle barricate La Gelmini: «Pronti al dialogo è il Pd che vuole la guerra» Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it La mattinata volge al termine. Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo Pdl al Senato e uno dei consiglieri più ascoltati dalla Gelmini (salvo durante le partite del Napoli), passeggia nel transatlantico del Senato.
Abstract: REDAZIONALE Le elementari Assemblea convocata dalla Iqbal Masih Bandiere e notti bianche il «no» alla Gelmini continua Cento scuole nel coordinamento romano Non sarà il Senato che approva il decreto 137 a fermare il movimento del «no» alla riforma Gelmini. Che cerca nuove forze e che pensa a nuove iniziative per far sentire tutte le sue ragioni.
Abstract: RIFORMA GELMINI GLI INSEGNANTI di educazione tecnica hanno scritto al Ministro Gelmini per esprimere la preoccupazione per il pericolo di un forte ridimensionamento che potrebbe subire il loro insegnamento nel quadro della Riforma della scuola. Mentre, infatti, nella scuola elementare la prossima rivoluzione sarà costituita dal maestro unico,
Abstract: effettuato alcune lezioni per informarci delle novità introdotte dal decreto Gelmini. Nel documento dell?occupazione viene sottolineato che la nostra iniziativa aveva l?obiettivo di sensibilizzare tutti gli studenti sui tagli della riforma. Non ci sono stati danni alle strutture. Sia insegnanti che genitori hanno potuto osservare che il nostro comportamento è stato ineccepibile».
Abstract: con il voto finale alla riforma Gelmini, che Pd e Idv affilano le armi e gli studenti annunciano una mobilitazione ad oltranza. Poi gli scontri tra studenti a Piazza Navona complicano di più le cose. In Aula il ministro Mariastella Gelmini ascolta composta, per lo più a braccia conserte, gli interventi dei senatori.
Abstract: reintrodotta con il decreto Gelmini, il professor Montanari chiama in causa un testimonial eccellente, che estese questa valutazione a tutti i protagonisti del mondo scuola, in particolare gli insegnanti e i dirigenti, Luigi Berlinguer. Con il cui slogan concorda pienamente: «Va introdotto il concetto di merito: chi vale di più deve avere di più».
Abstract: fazzoletti sporchi di sangue e il movimento anti-Gelmini in frantumi. E' guerriglia, a due ore dall'approvazione del decreto sulla scuola, in una piazza superblindata, protetta da furgoni, carabinieri, e poliziotti con scudi, caschi e manganelli. I primi scontri già dalla mattina. Migliaia di studenti sono stretti tra le transenne sulla Corsia Agonale,
Abstract: del decreto Gelmini. Il bravo Floris non si arrabbierà se dico che, sull'argomento, il libro di Roberto Perotti «L'università truccata » (Einaudi) è molto più utile del suo «La fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana» (Rizzoli) e lungi da me il sospetto che Floris faccia come Vespa, affronti cioè problemi con bibliografia personale a seguito.
Abstract: Università Mariastella Gelmini, portando delle proposte concrete». Anche Francesco Rossi, 21 anni di Agraria non boccia del tutto i motivi delle agitazioni (perché «è ingiusto tagliare, le gambe all?Università che naviga in cattive acque»). Ma subito precisa: «Resta il fatto che non è corretto impedire il diritto allo studio,
Abstract: No Gelmini? uscendo dalla facoltà di giurisprudenza per un corteo notturno non autorizzato. Sono le otto e mezza di ieri sera quando circa 500 universitari dei collettivi decidono di bloccare la città con una ?passeggiata?. «Noi la crisi non la paghiamo.
Abstract: assemblea dei movimenti spontanei insorti contro il decreto Gelmini e i tagli all?università. Un altro quotidiano (anch?esso folgorato sulla via di Damasco) ha definito Bologna come la «trincea delle maestre». Insomma, noi bolognesi non perdiamo occasione per farci riconoscere alla stregua dei «bravi compagni dell?
Abstract: 10 Cortei in città e a Vigevano Università nel caos LEGGE GELMINI ? PAVIA ? IL MONDO della scuola scende in piazza. Oggi nel capoluogo pavese (con partenza alle 9 dalla stazione per confluire in piazza della Vittoria dove parleranno i sindacalisti) e a Vigevano (in piazza Ducale) si terranno due manifestazioni contro il decreto Gelmini e in difesa della scuola pubblica.
Abstract: Gelmini (maestro prevalente, voto in condotta e grembiule): «Si tratta di un ritorno a vecchie abitudini» e che comunque riguardano «solo la scuola elementare e non l'Università». Il ministro dopo la manifestazione si è intrattenuto in piazza per circa mezz'ora con alcuni studenti, che avevano iniziato contestandolo ma hanno finito per gradire la disponibilità del ministro a rispondere
Abstract: TUTTI UNITI contro il ministro Gelmini. Sindacati, insegnanti, personale non docente, genitori e studenti universitari e medi scenderanno in piazza questa mattina per lo sciopero generale. I manifestanti si ritroveranno alle 9 in Piazzale Marconi, sfileranno per le vie del centro e raggiungeranno piazza Vittorio Veneto.
Abstract: Gelmini. Senza striscioni né slogan, hanno stazionato, dinanzi all?ingresso del Comune, mentre poco distante hanno vigilato alcuni agenti del commissariato. Alcuni degli studenti hanno annunciato che questa mattina, peraltro giorno di mercato, per cui il centro è chiuso al traffico veicolare, si organizzeranno in corteo al Piazzale San Carlo per raggiungere il centro storico e manifestare
Abstract: traffico ko Contestati i tagli previsti dal nuovo decreto Gelmini UNIVERSITARI IN VIA GRAMSCI CORTEO Un momento della manifestazione studentesca contro il decreto Gelmini sulla scuola ? BRESCIA ? STUDENTI universitari ieri in corteo e poi davanti alla sede del rettorato in via Gramsci contro il decreto Gelmini che nelle stesse ore veniva approvato in Senato.
Abstract: entrata in vigore della riforma Gelmini approvata ieri. «DA QUESTA settimana di sperimentazione emerge chiaramento che le future generazioni - spiega lo stesso dirigente - in pratica avranno un anno in meno di istruzione rispetto a quelle attuali, che significa minor preparazione e cultura».
Abstract: 13 Il collettivo studentesco organizza oggi una manifestazione che partirà da Piazza della Repubbl... Il collettivo studentesco organizza oggi una manifestazione che partirà da Piazza della Repubblica a Jesi alle ore 9 contro il decreto legge Gelmini. Sempre stamane sono partiti i pullman diretti a Roma per la manifestazione nazionale.
Abstract: Secondo le insegnanti la riforma Gelmini svuota la scuola del tempo utile a far crescere i bambini imparando a stare con gli altri, rispettando le diversità di ognuno, poi non dà futuro alle nuove generazioni a cui va garantita la possibilità di imparare nel miglior modo possibile e infine nega la possibilità di integrare fra loro chi ha esperienze,
Abstract: 4 Ragioneria occupata contro il decreto Gelmini Su 900 ragazzi 600 in assemblea permanente di MAURIZIO MAGNONI ? COMO ? SCUOLE SUPERIORI comasche sempre in agitazione, soprattutto dopo l?approvazione del decreto Gelmini di ieri. Dopo il liceo scientifico Paolo Giovio (scuola occupata per tre giorni da giovedì della scorsa settimana), dopo la lezione all?
Abstract: IL DECRETO legge Gelmini, che sta suscitando la «rivolta» del mondo ... ? JESI ? IL DECRETO legge Gelmini, che sta suscitando la «rivolta» del mondo scolastico e universitario non avrà ripercussioni nell?ateneo jesino che ospita i corsi e, dalla prossima settimana, anche un nuovo dipartimento dell?
Abstract: insegnanti sul piede di guerra CODOGNO CONTRO IL DECRETO GELMINI ? CODOGNO ? GRANDE allarme anche a Codogno per le conseguenze del Decreto Gelmini sulle scuole pubbliche locali. Le preoccupazioni principali sono state sviscerate martedì sera alla scuola elementare San Biagio nell?ambito di un incontro pubblico promosso dal neo costituito «Comitato in difesa della scuola pubblica»
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini è arrivato ieri in Senato. La protesta di studenti e insegnanti non si ferma. Oggi, con lo sciopero della scuola, sono previste iniziative in tutta la provincia. A Varese, dove ieri alcuni allievi del classico Cairoli hanno occupato «simbolicamente» il cortile dell?
Abstract: per protestare contro la riforma Gelmini che in contemporanea otteneva a Roma il disco verde del Senato. Per quanto riguarda la città degli amaretti, ieri il raduno è avvenuto sul sagrato del Santuario della Beata Vergine dei Miracoli dove attorno alle 9.30 un corteo costituito da circa cinquecento ragazzi ha raggiunto il liceo scientifico «Grassi» i cui alunni,
Abstract: approvazione del decreto Gelmini APPENA saputo dell?approvazione del decreto Gelmini hanno dato sfogo alla loro rabbia. Protagonisti gli studenti dell?Istituto Alberghiero Savioli. L aprotesta è esplosa verso le 11, mentre i ragazzi discutevano in assemblea sui punti della nuova riforma.
Abstract: Una minaccia rigettata dalla madre del ragazzo che ha difeso l?occupazione pacifica degli studenti. L?agitazione culminerà oggi nello sciopero generale ?anti Gelmini? che coinvolgerà anche le scuole medie del territorio lughese. Lorenza Montanari
Abstract: contro il decreto Gelmini. E così anche oggi, in occasione dello sciopero nazionale, a Cattolica la situazione vedrà il coinvolgimento dei genitori, in modo ancor più vivace e sentito che in altri Comuni. Nell?ultima settimana molti genitori hanno iniziato un vero e proprio tam-tam telefonico prima e su Internet poi.
Abstract: è un dato evidenziato non dal Ministro Gelmini ma dal Quaderno bianco di Prodi a pag. 97». In ogni caso - prosegue marco Lombardi - il ministro Gelmini ha più volte affermato in occasioni pubbliche ed in modo formale, che non prevede alcuna chiusura di scuole di Montagna e delle isole, ma semplicemente l?
Abstract: per lo sciopero di oggi LA PROTESTA studentesca anti Gelmini cresce anche in Veneto. Ieri sei province su sette sono state avvolte dal vento di fronda degli studenti scesi in strada un po? dovunque, una sorta di prova generale dello sciopero di oggi. Nel veneziano sette istituti superiori sono stati occupati dai ragazzi che nel primo pomeriggio hanno sfilato a Mestre.
Abstract: Gelmini semplicemente perché questa riforma non esiste. Esiste invece un decreto che impone dei tagli senza alcun criterio con l?unico fine di sottrarre risorse alle Università per spostarle verso altri settori forse più vicini e familiari a questo Governo di centrodestra: una situazione drammatica, visto che per il 2010 è prevista una diminuzione del Fondo di Finanziamento addirittura
Abstract: a decreto Gelmini già conferm... ?CHIUSO per sciopero?: a decreto Gelmini già confermato, anche a Carpi si sciopera. Volenti o nolenti dovranno rimanere a casa, oggi, i 1400 studenti del Liceo Fanti insieme ai loro colleghi dell?istituto tecnico Meucci: le due scuole, infatti, sono ufficialmente chiuse per mancanza di personale Ata (
Abstract: le proteste di noi studenti che subiremo le conseguenze della riforma Gelmini». E? il grido lanciato da tanti giovani in tutta Italia e anche a Fermo il dissenso si fa sentire sempre di più. Come il giorno precedente, ieri gli studenti della città si sono ritrovati per far sentire il loro ?no? davanti al liceo scientifico ?
Abstract: università DOCUMENTO CONTRO IL DECRETO GELMINI STUDENTI, docenti universitari, precari e semplici cittadini si ritroveranno oggi, a partire dalle 15, nell?Aula magna della facoltà di Beni culturali, per parlare del presente e del futuro dell?università italiana. La facoltà ha indetto l?
Abstract: il decreto Gelmini abolisce infatti le sperimentazioni e la miriade di sottocorsi nati negli ultimi anni, ma sarebbe sufficiente che Provincia e Regione si impongano per decretare la trasformazione del corso tecnologico in scientifico puro. Poi sarebbe il Galilei, attraverso il 20% del monte orario di lezioni che può scegliere in autonomia,
Abstract: Maltagliati riconsegna la delega UN CASO Apecchio è sorto in seguito alla manifestazione di martedì contro il decreto Gelmini. Il sindaco Stefano Cristini (indipendente di sinistra, ma a capo di una lista civica mista, ossia con esponenti sia di centrosinistra che di centrodestra) ha aderito alla protesta indetta dal presidente della Provincia, senza avvisare la giunta comunale.
Abstract: istituzione di PATRIZIA BARTOLUCCI LA MANIFESTAZIONE di martedì contro il decreto Gelmini ha riportato alla ribalta l?identità istituzioni-partito già criticato per la Festa Pesaro. Il commissario provinciale di FI Roberto Giannotti ha accusato Ucchielli di essersi servito dei soldi pubblici per fomentare «una protesta di parte» contro il provvedimento sulla scuola.
Abstract: La protesta degli universitari contro la riforma Gelmini prende sempre più forma dunque e al pari di quanto già accaduto in moltissime città italiane dopo le assemblee straordinarie, le occupazioni e i cortei, fa un passo avanti portando le lezioni all?esterno delle aulee: un modo per prendere ulteriormente le distanze dalle modalità con cui sarà gestita l?
Abstract: 5 Oggi sfilano quelli delle superiori LA PROTESTA STUDENTI MOBILITATI CONTRO LA LEGGE GELMINI LA PROTESTA contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini è entrata anche nelle aule dei licei del capoluogo, dove ormai da giorni gli studenti si confrontano, dibattono e distribuiscono volantini informativi in cui sono sintetizzati i punti focali della legge 133.
Abstract: IL SENATO ha approvato la riforma Gelmini, ma la protesta non si ferma. «E? confermato lo sciopero del 15 novembre ? ribadisce Iacopo Cesari del liceo classico Nolfi ?. Ci stiamo organizzando perché ogni scuola media superiore (allo sciopero hanno dato la loro adesione tutti gli istituti superiori fanesi) prima del 15 novembre fissi le assemblee di istituto»
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi TERAMO - Scuola: continua la protesta anti-Gelmini in tutto l'Abruzzo. Lezioni all'aperto nelle università. Il rettore teramano Mauro Mattioli (foto Armando Di Antonio) sostiene le ragioni degli studenti. FRANCHI, PROCOPIO E RECCHIA ALLE PAGG.38, 42 E 44
Abstract: anche in città di OSVALDO PASELLO SAR una giornata di mobilitazione in tutta la scuola polesana contro il decreto-Gelmini approvato ieri in via definitiva dal Senato. Una manifestazione dalle forme variopinte. Una parte del personale docente e Ata, di Cgil, Cisl, Uil e Snals, sarà a Roma con mezzi propri, ma anche con due pullman dell?organizzazione partiti da Rovigo nella nottata.
Abstract: quella contro il decreto del ministro Gelmini approvato ieri, che si sposterà dalle aule alle strade. Alcuni studenti andranno a Roma per prendere parte alla manifestazione nazionale sui pullman messi a disposizione dai vari sindacati. «Abbiamo già riempito 4 mezzi, da Rimini partiranno quasi 300 persone e tra loro ?
Abstract: accordo con la Gelmini» SINDACO A S. BORTOLO LA RIFORMA SCOLASTICA è un tema ?caldo? che accende la discussione fra genitori, insegnanti, sindacato e istituzioni. Martedì sera al teatro San Bortolo per iniziativa del Gruppo Famiglie si è svolto un assemblea per approfondire in chiave critica i contenuti del decreto.
Abstract: raccoglierà tutte le anime che hanno espresso in questi giorni la loro condanna nei confronti della Gelmini. Ci saranno gli studenti, in testa al corteo, che hanno deciso di tenere le bandiere politiche fuori da questa manifestazione: gli universitari del collettivo ?Lettereinmovimento? indosseranno magliette bianche, con i loro pensieri ?indelebili?
Abstract: 2 Referendum anti Gelmini PD FIORONI LANCIA LA RACCOLTA FIRME LA BATTAGLIA politica contro il decreto Gelmini non si ferma. E la nuova arma anti riforma è il referendum. Domani alle 16 alla sala Panini della Camera di commercio, ci sarà l?ex ministro all?istruzione del Pd Giuseppe Fioroni (nella foto), che insieme ai suoi colleghi di partito Mariangela Bastico,
Abstract: 9 Tosini: «Piccoli Comuni contro la Gelmini» BOSARO «NON POSSIAMO accettare la chiusura delle scuole nei piccoli comuni». Questo l?appello dei sindaci, che si aggiungono al corteo di protesta che sta investendo il nostro Paese, con mobilitazioni nelle scuole e università italiane contro la riforma del ministro dell?
Abstract: ANCHE GLI STUDENTI delle scuole superiori di Vignola protestano contro il decreto Gelmini (approvato ieri al Senato con 162 voti favorevoli) attraverso occupazioni e cortei. Dopo l?autogestione di martedì indetta dai rappresentanti dell?istituto Primo Levi, ieri la protesta si è estesa alla piazza di Vignola, con l?aiuto di molti studenti del liceo classico/scientifico Paradisi.
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi La protesta nelle scuole. Rischio esuberi per insegnanti e ausiliari, ieri il consiglio comunale straordinario «In Abruzzo 1500 posti in meno» Le stime della Cgil sugli effetti dei tagli previsti dal decreto Gelmini
Abstract: che reggono uno striscione che recita: "Col decreto Gelmini si diventa tutti cretini". Viene fatto rimuovere prima che Di Pietrantonio continui a sottolineare i punti della riforma che la maggioranza giudica dannosi: 8 miliardi di tagli in tre anni; la riduzione del tempo pieno; il ritorno al maestro unico;
Abstract: Il decreto Gelmini che è stato proprio ieri mattina approvato dal Senato prevede, come condizione necessaria alla conservazione delle scuole, il raggiungimento di cinquanta iscritti per plesso scolastico. Montefortino è a quota quarantasette. Il sindaco Siliquini si dice preoccupato, ma ottimista.
Abstract: Inviterò il ministro Mariastella Gelmini a venire nella nostra provincia per conoscere le problematiche della scuola nel nostro territorio». il pensiero della presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, visto che entro il 30 novembre la Regione, su indicazione delle Province, dovrà preparare un nuovo sistema di riorganizzazione delle scuole e inviarlo al Governo per l'
Abstract: contro il decreto del ministro Gelmini sui i tagli alla scuola. "Siamo preoccupati - ha detto Francesco Di Tommaso, senatore degli studenti - soprattutto per l'idea che qualcuno ha di trasformare gli atenei in fondazioni. Una manovra che comporterà un indebolimento dell'offerta formativa pubblica, creando un sistema in cui sarà privilegiata più la tecnica che la ricerca,
Abstract: approvazione del decreto Gelmini. Scuola in subbuglio e a farne le spese, come al solito, sono gli addetti ai lavori, che di fronte ad una situazione così complessa e delicata non sanno davvero più che pesci prendere. Tutto si fa più difficile quando alla protesta si avviluppa la politica.
Abstract: Bimbi strumentalizzati contro la riforma Gelmini» Castelli (An): «Esposto al garante per l?infanzia» ? SPINETOLI ? I BAMBINI della scuola materna di Spinetoli si improvvisano addetti al volantinaggio contro la riforma della scuola promossa dal ministro Gelmini. La denuncia dell?accaduto arriva dal consigliere regionale di Allenza Nazionale, Guido Castelli,
Abstract: Unione per discutere sul decreto Gelmini. Al consiglio aperto hanno partecipato anche l?onorevole Luciano Agostini, il presidente della Provincia Massimo Rossi, il vicepresidente Emidio Mandozzi, l?assessore Olimpia Gobbi, il vicepresidente del consiglio provinciale Cinzia Peroni, il rappresentante dell?
Abstract: del contestato decreto Gelmini non ferma la marcia dei genitori e degli insegnanti di Contigliano, tra i primi nel Reatino a riunirsi in coordinamento per contrastare la riforma della scuola. Domani alle 17,30 l'appuntamento è al Cinema Kursaal per un incontro pubblico cui parteciperanno la consigliera regionale Anna Maria Massimi (nella foto a sinistra)
Abstract: interno della cosiddetta Riforma Gelmini diventeranno realtà. Così gli studenti della Facoltà di Medicina Veterinaria si sono presentati ieri mattina al sit-in di protesta organizzato in piazza Aldo Moro, davanti alla sede della loro Facoltà. Ieri pomeriggio i ragazzi di Agraria hanno invece promosso un'assemblea affollatissima, a cui hanno partecipato anche i docenti.
Abstract: Contro il decreto Gelmini, ieri convertito il legge, prosegue l'occupazione della facoltà di Ingegneria da parte dell'assemblea "No 133". Tengono duro anche le mamme delle scuole primarie Tavernelle-Grazie, che anche oggi non manderanno a lezione i loro figli.
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Il decreto Gelmini da ieri è legge. Ed aumentano le proteste dal mondo della scuola. Questa mattina saranno molti gli studenti ed i docenti di Civitavecchia che parteciperanno allo sciopero nazionale per l'ultimo appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Abstract: Gelmini promossa dal presidente della Provincia Palmiro Ucchielli sono state le "dimissioni" dell'assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Apecchio che ieri mattina ha rimesso la sua delega nelle mani del sindaco, Stefano Cristini, simpatizzante Pd, in polemica con la partecipazione del primo cittadino alla manifestazione che si è svolta martedì pomeriggio nella sala del
Abstract: E a prendere di petto la protesta studentesca made in Tuscia contro il decreto Gelmini è stata Giorgia Meloni, ministro della Gioventù. «Mi fa piacere che ci siano tanti ragazzi - ha subito ammiccato l'esponente dell'esecutivo - a cui chiedo di essere fiduciosi. La scuola italiana così com'è non funziona e stiamo provando a migliorarla, razionalizzando le risorse.
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Ad Apecchio l'assessore di Forza Italia rimette la delega all'istruzione in polemica con il sindaco e Ucchielli La scuola sciopera e scoppia caso politico Contro la Gelmini oggi sit-in a Pesaro, a Urbino si bloccano le lezioni all'Università
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Studenti contro la legge Gelmini Blocco delle lezioni per 10 minuti
Abstract: in seguito alla legge Gelmini, vedrà chiudere 32 complessi scolastici dell'entroterra, con conseguente riduzione di 540 cattedre nei prossimi tre anni. «Giannotti non sa di cosa parla - continua Ucchielli - questa legge danneggia il nostro territorio ed come rappresentante istituzionale sono intervenuto in prima persona, per difendere l'interesse collettivo.
Abstract: Gelmini. Da lunedì, gruppi di studenti irromperanno in modo pacifico nelle aule per interrompere le lezioni e «fare informazione sulla legge e i danni che provoca». La "controriforma" è partita. E questa è solo la prima mossa decisa ieri dagli studenti di "Urbino in lotta" riuniti in assemblea nell'aula C1 di Magistero.
Abstract: Gelmini promossa dal presidente della Provincia Palmiro Ucchielli sono state le "dimissioni" dell'assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Apecchio che ieri mattina ha rimesso la sua delega nelle mani del sindaco, Stefano Cristini, simpatizzante Pd, in polemica con la partecipazione del primo cittadino alla manifestazione che si è svolta martedì pomeriggio nella sala del
Abstract: usando lo stesso comportamento che il Governo nazionale usa per tutelare il ministro Gelmini, etichettando chiunque manifesti contro la legge 133 come strumentalizzati e manovrati dall'opposizione politica». Per il comitato quello che dice Ucchielli «è un'ovvietà. Che il Codice della Strada debba essere rispettato è naturale, che con il rosso non si passa è altrettanto naturale».
Abstract: Per Salucci infatti le polemiche contro la Gelmini sono stumentali mentre per Magini "Salucci ripete cose che non stanno scritte da nessuna parte". Oggi intanto, un nuovo incontro fra i rappresentanti delle superiori, per preparare le assemblee in vista dello sciopero locale del 15 novembre.
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. è stato approvato con 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti. «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione», è stato il commento a caldo del ministro Gelmini, convinta che «gran parte degli italiani » condivida le novità introdotte con il decreto.
Abstract: dalla giunta provinciale sulla riforma della scuola firmata dal ministro Gelmini. «I provvedimenti proposti ? si legge nella nota ? causeranno la riduzione delle risorse finanziarie e professionali; una scure che si abbatte più duramente sulla scuola primaria considerata a livelli di eccellenza nel mondo». La giunta provinciale si impegna ad impedire che, nel territorio livornese,
Abstract: approvazione in Senato del decreto Gelmini. Stando ai dati arrivati di minuto in minuto sul tavolo del dirigente dell?Ufficio scolastico provinciale, la professoressa Elisa Amato, risultava che ieri si sono tenute lezioni regolati al Iti Galilei di Livorno e al Cerboni di Portoferraio.
Abstract: riforma della scuola del ministro Gelmini. Molti livornesi hanno scelto il treno per raggiungere la capitale mentre in pochi hanno varcato i confini di Roma in auto; l?allerta maltempo ha lasciato a casa i meno convinti. Oltre mille persone, dal capoluogo all?isola d?Elba, tra studenti, genitori, insegnanti e lavoratori nelle scuole labroniche hanno scelto la via della protesta .
Abstract: Da giorni protestiamo contro il decreto della Gelmini e sostiamo a piazza Navona. Ci aspettavamo un'aggressione, per questo abbiamo registrato tutto». Andrea è stato medicato al Fatebenefratelli all'Isola Tiberina per una ferita alla mano destra. «I medici - continua - mi hanno applicato alcuni punti di sutura.
Abstract: definitiva approvazione da parte del Senato del contestatissimo decreto Gelmini non esaurisce che in minima parte la disputa sul futuro della scuola italiana le cui condizioni di profondo degrado, unanimemente riconosciute, impongono ulteriori e ben più approfonditi interventi. Quel che è accaduto in questi giorni attorno ad un provvedimento che, per la limitatezza dei suoi contenuti,
Abstract: contro il decreto Gelmini, si contano i danni: «i vetri rotti dell'edicola all'angolo, tredici sedie - dice Scibona - due funghi, dieci tavolini distrutti». Danni per migliaia di euro. «C'è mancato davvero poco che qualcuno ci rimettesse la pelle - si foga Piero Congiusti, direttore del ristorante la Dolce Vita - C'erano ragazzi col viso pieno di sangue sdraiati in mezzo alla strada.
Abstract: Facchinetti II Ieri mattina, mentre il decreto Gelmini veniva approvato, un gruppo di studenti del liceo socio pedagogico Sanvitale ha deciso di tenere nel piazzale antistante la scuola l'ora di lezione di Pedagogia e diritto, trasportando sedie e zaini in strada, all'attenzione dei passanti.
Abstract: che hanno deliberatamente puntato a stravolgere il reale contenuto del decreto Gelmini». Secondo i due esponenti del polo della libertà, «la strumentalizzazione politica prevale su dati di fatto incontrovertibili». «Per prima cosa - spiega Villani - bisogna affermare senza esitazione che non è in previsione un solo licenziamento in tutto il settore scolastico.
Abstract: ad un dibattito in merito alla riforma Gelmini che si sarebbe dovuto tenere nello stesso istituto, ed a cui avrebbero dovuto partecipare il responsabile del Blocco Studentesco Universitario Filippo Burla, oltre che al responsabile locale del Movimento Giovani Padani. Naturalmente, le scuse accampate sono state le solite, in osservanza del teorema secondo il quale,
Abstract: giorno dello sciopero generale SCUOLA NELLA BUFERA DOPO IL VARO DEL DECRETO DA PARTE DEL GOVERNO IL DECRETO Gelmini è legge, ma il popolo della scuola non si arrende. Oggi è il giorno dello sciopero generale indetto dalle organizzazioni sindacali della scuola e molti professori, studenti, ricercatori e personale Ata dell?Empolese Valdelsa saranno a Roma per sfilare nel corteo contro ?
Abstract: di GIULIA MAESTRINI NEL GIORNO in cui il Senato dà il via libera definitivo alla riforma della scuola firmata dal ministro Gelmini, a Siena come nel resto d?Italia succede un pò di tutto. Mentre cortei spontanei, sit-in, proteste e blocchi del traffico si moltiplicano in moltissime città, anche nella nostra le iniziative e i movimenti si inseguono, minuto dopo minuto.
Abstract: Oggi lo sciopero degli insegnanti I L DECRETO Gelmini è stato approvato ma la protesta continua anche nella nostra città. Il senatore Andrea Marcucci (Pd), segretario della commissione Pubblica istruzione e beni culturali, è molto critico. «Un governo appena insediato, un ministro alla prima esperienza, in pochi giorni hanno imposto uno stravolgimento della qualità della formazione.
Abstract: Si è chiusa così la settimana di proteste degli studenti delle superiori contro il decreto Gelmini. Al liceo erano presenti l?assessore comunale Pierotti e quello provinciale Pedreschi, col presidente del consiglio d?istituto Remo Rossi, gli alunni e il personale. Liceo e Iti hanno portato avanti anche due giornate di occupazione, terminate ieri prima dell?
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi ROMAVia libera del Senato al decreto Gelmini, ma è scontro. Veltroni: «Subito un referendum abrogativo». Il premier Berlusconi: «La sinistra inganna i giovani».
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Via libera del Senato alla riforma Gelmini. Rissa tra studenti di destra e sinistra. Oggi sciopero generale Scuola, sì al decreto. Scontri a Roma Berlusconi: la sinistra inganna i ragazzi. Veltroni: ora il referendum
Abstract: occupata a Faenza per manifestare contro la legge con cui si tagliano i fondi per la ricerca e contro la legge di riforma Gelmini, ma due iniziative: una di pacifica protesta, la seconda di approfondimento. La Consulta degli studenti uniti dell?Isia (Istituto superiore per le industrie artistiche) promuove per oggi sette lezioni di circa due ore ciascuna nel centro faentino, quindi all?
Abstract: vicepresidente dei senatori del Pdl a margine del voto al Senato sul Decreto Gelmini. «Al contrario di quanto ci viene rimproverato dagli insegnanti, dai sindacati e dai sistema dei baroni universitari ? sottolinea la senatrice ? questa riforma ci aiuta a cambiare pagina ridando a tutti coloro che sono chiamati ad educare un ruolo più attivo e consapevole.
Abstract: con carattere prettamente informativo sulla legge Gelmini... UN?ASSEMBLEA «con carattere prettamente informativo sulla legge Gelmini». Con queste parole le sigle di associazioni studentesche universitarie «Analysis, Astice, Mysta, Spazi e Sprite annunciano l?assemblea con «Discussione sul decreto Gelmini che si tiene oggi alle 10 all?
Abstract: approvazione della riforma Gelmini aumenta la preoccupazione, già alta, del sindaco di Comacchio Cristina Cicognani, sulla situazione delle scuole del territorio. «In questi giorni abbiamo incontrato le scuole ? dice il primo cittadino ? e la preoccupazione è tanta, soprattutto per Volania, dove siamo un po?
Abstract: in tutte le scuole cittadine è continuata la protesta contro la riforma Gelmini. Ma gli studenti, in accordo con la maggior parte dei professori, hanno optato per altre forme di dissenso rispetto alla sospensione della didattica: in molte scuole si è svolta lezione regolare, alternata da momenti di dibattito e confronto sulla riforma (come all?
Abstract: approvazione del decreto Gelmini, attraverso il capogruppo in consiglio comunale Maurizio Mancini, commenta: « una riforma assolutamente deprecabile sia nel metodo che nel merito.Ci impegneremo affinché il referendum annunciato in queste ore possa essere lo strumento per salvare da questo attacco la scuola».
Abstract: studenti e professori ieri i docenti di scienze della formazione hanno illustrato la riforma scolastica Gelmini. Durante la conferenza che, intervento dopo intervento ha assunto sempre più i connotati dell?assemblea, hanno trovato ampio spazio anche le voci degli studenti che, al pomeriggio, si sono poi presentati davanti alla prefettura reggiana per manifestare il loro dissenso.
Abstract: del ministro Maria Stella Gelmini. UN ORDINE del giorno che «esprime apprezzamento per i provvedimenti di riforma della scuola del ministro Gelmini perché intervengono in un settore delicato e di grande importanza, finalizzato a rilanciare qualitativamente la scuola italiana caratterizzata da tempo da una profonda crisi di qualità e per riportarla finalmente agli standars europei»
Abstract: studenti e professori ieri i docenti di scienze della formazione hanno illustrato la riforma scolastica Gelmini. Durante la conferenza che, intervento dopo intervento ha assunto sempre più i connotati dell?assemblea, hanno trovato ampio spazio anche le voci degli studenti che, al pomeriggio, si sono poi presentati davanti alla prefettura reggiana per manifestare il loro dissenso.
Abstract: approvazione al Senato del decreto Gelmini tanti movimenti politici della città sono intervenuti nel dibattito. In previsione poi della manifestazione degli insegnanti di oggi a Roma non si esclude che possano esserci disagi in alcune scuole. CGIL. Il sindacato ha lanciato la mobilitazione per la manifestazione nazionale di Roma.
Abstract: insegnanti e genitori sono scesi in piazza ieri contro la riforma Gelmini diventata legge. Sul palco tanti studenti si sono alternati per spiegare i motivi della protesta. E in prima fila il sindaco Daniele Manca, l?assessore all?Istruzione Andrea Bondi e il segretario del Pd, Fabrizio Castellari; oltre ai segretari di Cgil e Cisl, Elisabetta Marchetti e Danilo Francesconi.
Abstract: ha criticato in aula il decreto Gelmini e dal Pdl hanno risposto negando le firme per il consiglio tematico a quel punto proposto dal Pd. «Mondini e la sinistra ? aggiunge Carapia ? dimenticano che questo decreto blocca per 5 anni il carolibri». E sempre dal Pdl, Alessandro Fiumi aggiunge: «Mi aspetto che Mondini sfili con il Pd per contestare la Gelmini e il governo Berlusconi»
Abstract: LA MIA IMPRESSIONE è che i contestatori scesi in piazza per protestare contro il Decreto Gelmini in molti casi non abbiano conoscenza, se non molto superficiale, del problema e abbiano ancora meno chiare le modalità per modificare in positivo la situazione della scuola italiana. Un visitatore straniero che dovesse ascoltare le voci dei dissidenti, potrebbe pensare che l?
Abstract: NONOSTANTE il decreto Gelmini sia diventato legge noi non ci fermeremo, continueremo a protestare». A parlare, a nome di numerosi studenti degli istituti superiori forlivesi è Luca Bertani, del liceo scientifico tra i rappresentanti dell?associazione apartitica Rete degli studenti medi di Forlì che sarà una delle anime dell?
Abstract: egida Gelmini è stato approvato. Il Parlamento è ormai esautorato. Non serve a nulla. Il Governo decide, decreta, ordina. Io a questo punto propongo la chiusura della Camera e del Senato». E' la nuova, provocatoria proposta lanciata ieri attraverso il suo blog da Beppe Grillo, subito dopo il voto al Senato sul contestato «pacchetto scuola»
Abstract: obiettivo del duo Tremonti-Gelmini. Al contempo pretendono di far credere che così si migliora l?efficienza e l?efficacia delle istituzioni formative pubbliche. In realtà l?intero percorso formativo risulta duramente penalizzato». L?avvocato Paola Pasini del coordinamento provinciale dell?
Abstract: COME amministrazione comunale di Montignoso sosteniamo la protesta degli studenti contro la riforma Gelmini che il governo vuol portare avanti. Riteniamo che impoverisca la scuola pubblica e che non contenga un vero e proprio progetto scolastico di cui la scuola ha bisogno». L?assessore alla cultura Settimo Del Freo va avanti così: «La riforma mette davanti a tutto l?
Abstract: ritrovati sotto il palazzo comunale per protestare contro la riforma Gelmini. E? stata una mobilitazione non programmata, frutto di contestazioni avvenute all?interno delle scuole e che ha coinvolto studenti di diverse idee politiche. «In questo momento di mobilitazione permanente ? ci ha dichiarato ieri mattina Angelica Gatti, coordinatrice provinciale della Rete degli studenti Medi ?
Abstract: la riforma Gelmini. E ieri, sul palco del Teatrino dei Servi, hanno preso parola il vice sindaco Martina Nardi, l?assessore Gabriella Gabrielli, il consigliere comunale Simone Ortori (tutti di Sinistra Arcobaleno) e il capogruppo Pdl in consiglio comunale Corrado Amorese, i quali hanno risposto alle domande, incalzati dagli studenti Francesco Morchi e Luca Nicolini.
Abstract: ROMA II Il decreto Gelmini sulla scuola è legge. Il Senato lo approva in via definitiva con 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti. Un'approvazione scontata, vista la forza dei numeri del centrodestra a Palazzo Madama, salutata con soddisfazione dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: «La scuola cambia,
Abstract: che in queste ore manifestano a Roma contro il decreto Gelmini, sono stati invitati dai ragazzi a spiegare le ragioni della protesta, hanno risposto alle loro domande e condiviso le preoccupazioni di molti studenti sulle trasformazioni in atto nel mondo della scuola e dell?università. C?erano Gino Castiglione per la Cisl, Lara Ghiglione per la Cgil, Enrico Tonelli per Snals.
Abstract: Sono questi i punti salienti del decreto Gelmini, approvato ieri mattina in aula al Senato. MAESTRO UNICO: alle elementari, già dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente. Il maestro unico sarà però affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese.
Abstract: nello scenario aperto dalla dibattuta riforma Gelmini, si sommano quelle dovute alla prevista diminuzione degli orari scolastici e al taglio del personale docente. «In base al decreto - ha detto Ralli - non c'è il rischio di chiusura basato sui numeri per le nostre scuole, poiché protette dalla formula dell'Istituto comprensivo fondato nella Valceno da oltre due anni.
Abstract: Dopo il sì al decreto Gelmini, il mondo della scuola arriva oggi a Roma da tutta Italia per manifestare contro le politiche del governo sull'istruzione. Lo sciopero generale, indetto dalle principale sigle sindacali che operano nella scuola, porterà nella capitale con treni speciali e un migliaio di pullman da tutta Italia,
Abstract: ore in cui il Decreto Gelmini diventava legge manifestavano il loro dissenso. A preoccuparli, le disposizioni riguardanti la razionalizzazione del sistema universitario; norme che se così applicate , hanno voluto sottolineare alcuni dei partecipanti, comprometterebbero seriamente il futuro del distaccamento di Latina così come la possibilità di studiare per le migliaia di studenti.
Abstract: arroganza del centrodestra e della Gelmini hanno portato al voto finale sul decreto 137, contestato dal Paese, senza che nemmeno uno degli emendamenti dellopposizione sia stato accolto. Cè un punto che è rimasto in ombra, nel dibattito giustamente concentrato sul tempo scuola così caro alle famiglie, ed è il taglio ai fondi per la sicurezza nelledilizia scolastica.
Abstract: approvazione del decreto Gelmini, è raggiungere la tangenziale e bloccare il traffico. Non ce la fanno. La polizia li ferma in via Rombon. Questo tuttavia non arresta «l'onda anomala», alimentata dalla rabbia per le notizia che arrivano in diretta, con un tam tam via cellulare, dalle piazze di Roma, dove gli studenti sono arrivati alle mani con i gruppi di estrema destra.
Abstract: dalle 11 alle 15, sarà davanti alla Statale, in via Festa del Perdono, per continuare con l'«operazione verità» sul decreto Gelmini. Per illustrare i reali contenuti dell'intervento governativo e «smascherare le bugie» dei contestatori. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
Abstract: con una manifestazione unitaria contro il decreto - ormai divenuto legge - Gelmini. Ma gli studenti sembrano determinati a giocare un'altra carta, prima dell'eventuale ricorso al referendum: l'appello diretto al presidente della Repubblica. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
Abstract: manifesto solo perché sono contraria ai tagli della riforma Gelmini». Milano è stata piegata da una minoranza di manifestanti. «Precisamente - puntualizza il vicesindaco Riccardo De Corato - lo 0,5 per cento, che hanno preferito bigiare mandando in tilt la città con cortei non autorizzati, scimmiottando vecchi stilemi dei centri sociali, come quello di inveire contro le forze dell'
Abstract: la riforma Gelmini è legge. Scontri nella capitale. Mobilitazione generale in terraferma e a Venezia Scuola, la protesta sale sul Ponte Il corteo parte da piazzale Roma. Ieri bloccato il centro di Mestre VENEZIA. Il Senato dà il via libera alla riforma della scuola e in tutta Italia la protesta dilaga.
Abstract: Il decreto Gelmini è legge, le opposizioni: l'abrogheremo col referendum. Oggi sciopero generale Il rettore: senza fondi il Bo chiude Cinquemila in corteo al «funerale» dell'università PADOVA. L'Università invade la città: dopo le lezioni in piazza, questa mattina studenti, docenti e famiglie si radunano in Prato della Valle,
Abstract: traffico del trasportista Pietro Gelmini. Il Piano urbano della mobilità ha un obiettivo ambizioso: guarda avanti, fino al 2027, e oltre i confini del Comune di Venezia, comprendendo Dolo, Marcon, Martellago, Mira, Mogliano, Quarto d'Altino e Spinea. Un'area destinata a un aumento dei residenti dell'8,4 per cento di qui al 2017, con un aumento del numero di addetti ancora maggiore (
Abstract: non me ne può importare di meno in questo momento, ma dico che questa riforma Gelmini mi sta facendo nascere funesti presagi per il delicato equilibrio della mia famiglia (e del mio reddito) che, con 2 figli alle elementari e 2 genitori che lavorano si basa di molto sul tempo pieno, senza il quale non riusciremmo a gestire il nostro nucleo.
Abstract: Gelmini di guardare a un obiettivo di medio-lungo termine. Certo, in vent'anni potrebbe succedere di tutto. Ma è proprio questo il giusto orizzonte temporale da tenere in considerazione. Per gli industriali, però, c'è un'urgenza ravvicinata. «La priorità numero uno - continua Codato - per noi è la viabilità complementare al Passante.
Abstract: Il Pd annuncia un referendum Scuola, la riforma Gelmini è legge Dal Senato il sì definitivo, oggi sciopero e manifestazione ROMA. Scuola, la riforma Gelmini è legge. Dal Senato l'ok definitivo al provvedimento che prevede, tra le altre cose, il ritorno del maestro unico e il voto in condotta.
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Benzina, verrebbe da pensare, gettata sui fuocherelli della rivolta appiccati nei cortei studenteschi, visto che da una parte la voglia di menare le mani è tanta e dall?altra la capacità di provocare non manca. Perché di dubbi su come la pensi la Guzzanti sulla Finanziaria e sulla legge Gelmini non ce ne sono.
Abstract: E non si tratta solo di riforma Gelmini o di legge 133, i conti dell?ateneo erano tutt?altro che rosei a prescindere. Così i dottorandi stilano documenti, i docenti si spaccano tra chi dà ragione ai ricercatori e chi no. Insomma, quella che era la bomboniera delle università italiane, il modello certificato dal Censis, si è scoperta piena di debiti,
Abstract: tre maestre è un modello imitato da tutti e il decreto del ministro Mariastella Gelmini lo distruggerà visto che a far di conto sono più bravi i piccoli moldavi dei nostri bimbi. Da quando il governo ha presentato il provvedimento l?opposizione si è sgolata per dimostrare che, da quando è stato inserito il modulo, le elementari rappresentano un meccanismo dagli ingranaggi perfetti.
Abstract: manifestare così il proprio dissenso contro il decreto Gelmini, proprio mentre diventava legge. La protesta degli studenti del capoluogo, che ha anticipato quella nazionale di oggi, è partita fin dalle prime ore del mattino. Dal polo scolastico di Colle Sapone centinaia di ragazzi hanno raggiunto la fontana Luminosa, per unirsi ad universitari, precari e lavoratori della scuola,
Abstract: Il decreto Gelmini è passato tra lo stupore e la delusione degli studenti riuniti nell'ultima riunione di piazza prima dello sciopero generale a Roma. Un minuto di silenzio, e poi ancora megafoni e parole. Questa volta non più urlate con gli slogan, ma affidate ai testi di Tucidide, Erodoto, Eschilo, Ariosto, Dante,
Abstract: opinione pubblica sui motivi della protesta contro il decreto Gelminie. Ecco alcuni protagonisti del sit-in. Gaia Giovannelli, studentessa di Biotecnologie afferma: «I tagli alla ricerca incentivano la fuga dei cervelli. Bisogna finirla con la storia che si tratta di una protesta politica, il diritto allo studio riguarda tutti».
Abstract: il Senato approva il decreto Gelmini. Centinaia di studenti universitari milanesi scendono in piazza per protestare, unendosi al corteo dei liceali. In contemporanea, nell'aula magna della Statale Dario Fo intrattiene un migliaio di giovani con una lezione - «Rappresentazione dell'immaginario» - travestita da spettacolo teatrale.
Abstract: Il decreto Gelmini sulla scuola è stato approvato in via definitiva dal Senato ieri mattina: 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti. E subito un gruppetto di senatori di opposizione esce da Palazzo Madama, davanti al quale sono assembrati gli studenti in lotta, portando uno striscione: «Passa la Gelmini,
Abstract: ma da oggi assemblea permanente «Il decreto Gelmini penalizza l'ateneo e farà aumentare le tasse» PESCARA. Comincia con una brutta notizia l'assemblea dei mille studenti universitari: «Il Senato ha approvato la riforma Gelmini», annuncia Corrado Di Sante dei Giovani comunisti alla folla dell'aula magna.
Abstract: di tre comuni della provincia di Lecco hanno simulato di essere già state riformate dal decreto Gelmini e hanno cominciato a organizzare le lezioni con il maestro unico. Lo ha stabilito tramite votazione un collegio dei docenti straordinario dell'istituto omnicompresivo cui fanno capo due scuole di Olginate (nella foto), una di Valgreghentino e una di Garlate, tutte nel Lecchese.
Abstract: che precisa: «Con l'approvazione del decreto Gelmini, la scuola italiana è più povera». Il vice presidente Lusi continua: «I piccoli Comuni saranno travolti dagli effetti del decreto 154 (in materia di contenimento della spesa sanitaria e di regolazioni contabile con le autonomie locali) che colpirà oltre 4.
Abstract: nel giorno in cui il decreto Gelmini ottiene il sì anche dal Senato, tornare sul tema scuola. « stato un gran risultato», commenta il premier, che sottolinea di nuovo la «truffa» subita dai ragazzi che manifestano - verso i quali «siamo stati di manica larga» - la messa in campo «alle loro spalle» dalla sinistra.
Abstract: che ha difeso strenuamente la riforma del ministro Gelmini. Sono comparsi degli striscioni nella sala consiliare con le scritte: «Col decreto Gelmini si diventa tutti cretini» e «Facoltà di ribellarsi». Alla fine, è stato approvato con 16 sì, della maggioranza e 6 no, dell'opposizione, un ordine del giorno presentato dal capogruppo del Pd, Moreno Di Pietrantonio,
Abstract: tu paragoni la Gelmini a Gentile e io la prossima volta voterò per Bricolo». Una battuta scherzosa, s'intende, che dà la misura del clima in aula. A Montecitorio invece è andato in scena un crac. Di nome e di fatto. Non era mai accaduto prima, si erano visti volare fogli e libri, si erano visti microfoni divelti ma non si erano mai visti deputati che distruggessero il loro banco,
Abstract: In ogni caso trovo che, tra le donne, la Gelmini abbia un buon comportamento. Non è aggressiva, non raccoglie le provocazioni, ma al tempo stesso è determinata, neutra, imperturbabile. Tra gli uomini, tutto sommato direi Veltroni». Info: Arservice, tel. 02.6457377.
Abstract: Manderemo i più bravi all?estero e assumeremo consulenti stranieri: diventeremo un Paese del terzo Mondo e riceveremo aiuti da Unesco, Onu e dei Paesi avanzati. Chi glielo fa fare alla Gelmini di dannarsi l?anima per aiutare delle future nullità? Giampaolo De Maria
Abstract: studenti scendono in piazza Traffico in tilt in corso Europa RHO CONTRO IL DECRETO GELMINI ? RHO ? NELLA GIORNATA dell?approvazione da parte del Senato del decreto Gelmini, anche gli studenti delle scuole superiori di Rho sono scesi in piazza per esprimere il loro dissenso. Dopo giornate di dibattiti e confronti pacifici, in classe con professori o esperti, ieri mattina la notizia dell?
Abstract: approvazione del decreto e la ormai legge Gelmini si è mantenuta negli argini di una manifestazione senza spargimento di sangue e i manganelli degli agenti sono sempre stati tenuti a debita distanza dalle teste degli studenti. Anche se la manifestazione non era autorizzata - ed è pur sempre un reato - anche se l?
Abstract: Cronaca Gelmini, autogestione e corteo allo scientifico Volta La scuola superiore di Francavilla oggi in sciopero contro la riforma FRANCAVILLA. Il liceo scientifico Alessandro Volta scende in piazza contro il decreto Gelmini. Si è avviata ieri con l'autogestione, la protesta degli studenti dell'unico istituto superiore di Francavilla.
Abstract: Il prossimo anno sarà inserito nel progetto anche l'istituto superiore di Torre de Passeri. SCIOPERO STUDENTI. Sciopero e corteo degli studenti oggi a Lettomanoppello contro la riforma Gelmini. Raduno alle 8 in via Marconi, quindi sfilata lungo le vie del paese e dibattito in piazza Umberto I. Silvia Lattanzio
Abstract: Pescara ha organizzato un'Assemblea d'Ateneo a Pescara e delle lezioni all'aperto a Chieti. LEGGI ANCHE: [4] Le novità introdotte dalla riforma Gelmini - [5] Università: l'insostenibile peso del mattone - [6] La Gelmini star di Facebook - [7] I siti della protesta - [8] La cura Gelmini, punto per punto. Partecipa al [9] FORUM
Abstract:
Abstract: 23 (Ultima Modifica: 30 ottobre 2008) I tagli previsti dalla legge Gelmini sulla riforma della scuola non sono l'unico grido d'allarme che viene lanciato dal mondo dell'Università. Il Magnifico Rettore dell'Università di Bologna, Pier Ugo Calzolari è preoccupato per le ristrettezze economiche in cui versa l'Alma Mater.
Abstract: settimana da parte degli studenti delle scuole superiori contro il decreto Gelmini. E così è possibile ?vivere? in soggettiva il punto di vista dei ragazzi che seguono il corteo, come a Saronno o a Gallarate. Pifferi46 ha realizzato anche un montaggio con i momenti salienti della manifestazione saronnese del 28, mentre miticoste93 ha puntato soprattutto sui cori in giro per la città,
Abstract: Per protestare contro il decreto Gelmini sulla scuola diventato legge ci sono anche tanti baby manifestanti. A piazza Barberini, all'arrivo del segretario della Cgil Guglielmo Epifani, intonano un simpatico coretto: "Chi non salta la Gelmini e', chi non salta la Gelmini e'".
Abstract: è la scritta che campeggia sotto una gigantesca silhouette del ministro Gelmini, raffigurata come una strega di Halloween. "Gelmini e Carfagna sarte subito", proclama un altro striscione. Il decreto Gelmini è legge. Scontri e feriti in piazza NavonaUniversità occupate - Fiaccolata a Bologna - Tensione a MilanoPolizia per fermare le occupazioni?
Abstract: Simon ad un passo dalla qualificazione00:26:25 - Non esiste alcun decreto Gelmini che riguardi l'università. Il provvedimento messo a punto dal minis[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona00:05:54 - Simo è molto migliorato, invece, nell'uso del back, che lo aiuta anche a difendersi.
Abstract: La Gelmini è legge Scontri fra studenti uscito su Metro il 30/10/2008 Lascia il tuo commento! La conversione in legge del decreto Gelmini scatena reazioni in tutta Italia ROMA. Senato assediato, scontri fra fazioni studentesche e fra studenti e polizia, dichiarazioni trionfali e polemiche roventi.
Abstract: Queste le principali novità del contestato decreto Gelmini, convertito ieri in legge dal Senato della Repubblica: 1. Cittadinanza e Costituzione Previste attivita` di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all?insegnamento dell?educazione civica a elementari e medie. 2. La condotta sarà valutata Voto di condotta per contrastare i diffusi fenomeni di bullismo.
Abstract: Cronaca Articoli correlati: *I soliti imbecilli *Scuola, treni bloccati dai manifestanti *Dl Gelmini, proposto referendum abrogativo. Bottiglie e cinghiate fra studenti Guarda tutti i correlati
Abstract: annunciata fiaccolata anti-Gelmini. Quasi mille persone (700 secondo le forze dell?ordine) sono scese infatti in strada per dire «no» al decreto del ministro della pubblica istruzione, attraversando il centro storico per circa un?ora e mezza tra ombrelli, torce, pile e tanti striscioni.
Abstract: la Riforma Gelmini terrà banco nel consiglio comunale aperto di stasera alle 21 al Marzocchino. Una sessione aperta dei consiglieri, in cui saranno permessi gli interventi ai cittadini, agli insegnanti e agli studenti. E? prevista anche la presenza dei sindacati, ma non mancheranno anche gruppi del centro-destra,
Abstract: è la massima attenzione al caso-scuola: un nutrito gruppo di genitori di bambini iscritti alla scuola elementare di Piano Mommio ha infatti deciso di affiancarsi alla dilagante proteste contro la riforma-Gelmini: fuori dalla scuola saranno esposti striscioni.
Abstract: Ci aspettiamo che questo impegno venga riconosciuto e valutato, quando la legge Gelmini su istruzioni e università passerà dalle parole ai fatti». La Cecchini analizza poi «i casi concreti per inserire il parametro della territorialità: Città di Castello, con i suoi 38mila ettari, è il ventesimo comune per estensione in Italia.
Abstract: riforma Gelmini «mette in dubbio l?autonoma esistenza dell?istituto scolastico comprensivo, fatto questo da evitare perché la salvaguardia della situazione attuale è un fattore fondamentale ed imprescindibile per il territorio stesso, anche come garante di stabilità sociale, culturale e abitativa, considerato che la scuola è il principale soggetto culturale presente nel territorio»
Abstract: ANCHE SULLA RUPE una parte degli studenti scende in piazza per protestare contro il decreto Gelmini. L?iniziativa è prevista per questa mattina, organizzata dal collettivo LiberaMente. La manifestazione studentesca, che coinvolge anche il personale docente, è aperta ai genitori ed a chiunque sia interessato a contestare le manovre ministeriali riguardanti la scuola.
Abstract: nella puntata dedicata al decreto Gelmini sulla scuola) per vestire i panni del premier. E? lei stessa ad annunciarlo sul blog del suo sito: «Ho registrato tre pezzi di Berlusconi». La Guzzanti torna in tv dopo cinque anni. Era il novembre del 2003 quando del suo programma, delle cinque puntate previste, andò in onda soltanto la prima per la polemica politica che ne scaturì.
Abstract: 6 Vince la Gelmini: «La scuola La riforma è legge. Il ministro: «Ora tocca all?Università». di ELENA G. POLIDORI ? ROMA ? IL DECRETO Gelmini sulla scuola è legge. Il Senato lo ha approvato in via definitiva con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti.
Abstract: per fortuna) contro il decreto Gelmini, al grido di: ?La scuola non si tocca!?. Altro esempio: da quanto tempo parliamo della necessità di snellire la Pubblica Ammistrazione? Non appena, però, Brunetta cerca di muovere le acque stagnanti della burocrazia, insorgono in molti (e non solo i burocrati o i fannulloni) dicendo ?
Abstract: e poiché non ha ascoltato nessun appello per il ritiro del decreto Gelmini, ricorreremo al referendum». Già allo studio, da parte dei tecnici del Pd, la migliore formulazione dei quesiti. LA MOSSA improvvisa del segretario ha spiazzato, in verità, anche alcuni maggiorenti del partito, riuniti ieri per un coordinamento durato appena mezz?
Abstract: IL DECRETO Gelmini sulla scuola ... di ELENA G. POLIDORI ? ROMA ? IL DECRETO Gelmini sulla scuola è legge. Il Senato lo ha approvato in via definitiva con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti. Un?approvazione scontata, vista la forza dei numeri del centrodestra e salutata con soddisfazione dal ministro dell?
Abstract: avvenuto via libera in Senato al decreto Gelmini. Di certo c?è che gli scontri sono cominciati nel momento in cui alcuni studenti del corteo degli universitari e altri esponenti anche dei centri sociali hanno fatto il loro ingresso in piazza, dopo una tappa davanti al ministero. PRIMA del loro arrivo in piazza c?
Abstract: Complice lo sciopero nazionale di oggi contro il decreto Gelmini, il caso non appare destinato a chiudersi presto: ci sarà un?informativa del Viminale in Parlamento che il centrosinistra si augura «sia al più presto e la più autorevole possibile». Ma Berlusconi è netto: «Spiace vedere tanti ragazzi presi in giro dalla sinistra» che li utilizza per combattermi.
Abstract: A mio avviso, non è il ministro Mariastella Gelmini con la riforma in itinere ad aver acceso la miccia. Anzi, possiamo definirla un ministro ?utile? e vi spiego perché. Da anni la scuola delle cronache era quella incendiata, vandalizzata, ostaggio dei bulli. Oggi c?è una generale riscoperta dell?
Abstract: NON TUTTI gli studenti erano ieri in piazza a Milano per manifestare contro il decreto Gelmini. Alcuni volevano andare a lezione, per esempio, alla facoltà di Scienze Politiche della Statale, ma non hanno potuto, perché i professori erano in assemblea, e così sono rimasti ad aspettare l?arrivo del corteo; altri, invece, hanno preferito andarsene a casa.
Abstract: Complice lo sciopero nazionale di oggi contro il decreto Gelmini, il caso non appare destinato a chiudersi presto: ci sarà un?informativa del Viminale in Parlamento che il centrosinistra si augura «sia al più presto e la più autorevole possibile». Ma Berlusconi è netto: «Spiace vedere tanti ragazzi presi in giro dalla sinistra» che li utilizza per combattermi.
Abstract: indetto per discutere del decreto Gelmini, ieri pomeriggio l?ospite più atteso è stato il Rettore Francesco Bistoni. Che infatti ha esordito: «La legge della Gelmini (la 137) non dice nulla sull?Università». Per esser chiari. Ma davanti a sindaco e assessori al completo (solo per la prima ora), i rappresentanti del mondo universitario c?
Abstract: DEL SENATO al decreto Gelmini sca... ? PERUGIA ? L?«OK» DEL SENATO al decreto Gelmini scalda la politica umbra. «Non si puo? pensare a far cassa sul futuro e sull?educazione delle giovani generazioni. Quella approvata ieri è una controriforma che taglia fondi e risorse umane, riducendo a zero le aspirazioni e le speranze di studenti e di ricercatori»
Abstract: «Bisogna andarci cauti, soprattutto dopo lo scontro sul decreto Gelmini». La preoccupazione del Senatùr ? che ha chiesto rassicurazioni anche sul rilancio di Malpensa nel piano Alitalia ? è quella di non inasprire troppo i rapporti con il centrosinistra per ottenere un?opposizione più morbida sul federalismo fiscale, l?
Abstract: RIFORMA GELMINI GLI INSEGNANTI di educazione tecnica hanno scritto al Ministro Gelmini per esprimere la preoccupazione per il pericolo di un forte ridimensionamento che potrebbe subire il loro insegnamento nel quadro della Riforma della scuola. Mentre, infatti, nella scuola elementare la prossima rivoluzione sarà costituita dal maestro unico,
Abstract: Veltroni al corteo no-Gelmini Manifestanti arrivati da tutta Italia con pullman e treni speciali, tra bandiere e palloncini. «Siamo 300mila» ROMA - Dopo la conversione in legge del decreto Gelmini e le proteste spontanee degli studenti in molte città d'Italia, è il giorno dello sciopero nazionale indetto dai sindacati confederali (Cgil,
Abstract: Ad Annozero farò Berlusconi» Nella trasmissione di Santoro, dedicata al decreto Gelmini tornerà per vestire i panni del premier Sabina Guzzanti (Ap) ROMA - «Sono felice di annunciarvi in anteprima che ho registrato tre pezzi di Berlusconi per la puntata di Annozero di giovedì sera». Così Sabina Guzzanti scrive sul blog del suo sito ufficiale.
Abstract: del decreto Gelmini. Il bravo Floris non si arrabbierà se dico che, sull'argomento, il libro di Roberto Perotti «L'università truccata » (Einaudi) è molto più utile del suo «La fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana» (Rizzoli) e lungi da me il sospetto che Floris faccia come Vespa, affronti cioè problemi con bibliografia personale a seguito.
Abstract: dimenticato che solo ieri il pacchetto di misure del Ministro Gelmini è diventato legge. Sono inoltre impegnato nella Commissione degli assessori regionali alla Cultura a realizzare un ??fronte unico? delle Regioni contro la legge Gelmini e stiamo lavorando per promuovere a Napoli nei prossimi giorni gli Stati Generali della scuola del Mezzogiorno attraverso una grande iniziativa,
Abstract: ennesimo atto di arroganza da parte del Governo con l'approvazione del decreto Gelmini che riforma la Scuola e taglia il futuro, una nuova scellerata scelta antidemocratica si fa strada: quella della riforma elettorale per le prossime elezioni europee che rischia di trasformarsi in un nuovo Porcellum?. E?? quanto afferma in una nota l?
Abstract: Gelmini. Una decisione forte, che spinge, di nuovo, i democratici a seguire le orme dell'Idv (che ha annunciato il ricorso al voto popolare non appena l'aula del Senato ha dato il via libera al testo Gelmini) . Lo stesso [5] Veltroni giustifica e spiega così la scelta: "Non siamo persone aduse a usare questo strumento facilmente,
Abstract: 10-2008 Passano le innovazioni della Gelmini e la piazza si anima Cazzotti & referendum l?Italia che non ha paura di Francesco Blasilli Un tranquillo giorno italiano, con il decreto Gelmini che viene approvato, gli studenti che fanno a cazzotti i piazza, Veltroni che si dimostra alla canna del gas e Cossiga che regala l?
Abstract: Gelmini non ha ancora affrontato appieno la questione universitaria italiana, ma ha annunciato proprio ieri che entro la prossima settimana presenterà una sua proposta (meno male?). E questo è quello che concerne il livello intellettuale della maggior parte dei nostri giovani, quelli che in questo momento stanno manifestando per le strade di Milano o di Roma senza nemmeno sapere
Abstract: aula Santa Lucia di Bologna Gelmini e il pretesto per l?arcaismo di Caterina Giannelli Nell?era della globalizzazione le accuse rivolte contro ?il regnante? di turno sono un ritornello consueto. Mentre per la crisi economica si punta il dito contro l?America, colpevole di aver ?
Abstract: epicentro delle proteste contro il decreto Gelmini pare sia nella nostra regione. Per forza, si potrebbe pensare, l?Emilia rossa non può che strumentalizzare politicamente la protesta. Al di là dell?orientamento politico prevalente, ci sono anche altri aspetti che fanno sì che la contestazione parta propro da qui.
Abstract: inizio della stagione ad oggi è una puntata dedicata alla riforma Gelmini. Maggiormente interessati a questo tema di stretta attualità sono gli uomini (19,59% di share), di età superiore ai 45 anni, appartenenti alle classi socioeconomiche più abbienti e in possesso di licenza di scuola elementare (19,75% di share) e di diploma di laurea (26,28% di share).
Abstract: Oggi sciopero generale Gelmini: «Torna la serietà» E il Pd vuole il referendum   Il Senato ha approvato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il provvedimento che porta il nome del ministro dell?Istruzione e che prevede, tra le altre cose, il ritorno dal 2009-2010 delle classi con il maestro unico nella scuola primaria e il voto in condotta.
Abstract: approvazione da parte del Senato del contestatissimo decreto Gelmini, non esaurisce che in minima parte la disputa sul futuro della scuola italiana le cui condizioni di profondo degrado, unanimemente riconosciute, impongono ulteriori e ben più approfonditi interventi. E la prima considerazione concerne il comportamento che maggioranza e opposizione hanno tenuto in questa vicenda.
Abstract: Gelmini, oggi 20 pullman per Roma Forum tra docenti, genitori e studenti: «Per ora solo tagli»   Mobilitazione anche a Vicenza, ieri, sui temi della scuola. In un forum promosso dal nostro Giornale si sono confrontati insegnanti, dirigenti scolastici, genitori , studenti e sindacati, sostanzialmente tutti allineati nella critica al decreto 137 e soprattutto sul tema delle risorse,
Abstract: nbsp ROMA Il decreto Gelmini è legge. Il Senato lo ha approvato in via definitiva con 162 sì, 134 no e tre astenuti. Soddisfatti Mariastella Gelmini, ministro dell?Istruzione: «La scuola cambia, si torna alla scuola della serietà, del merito e dell?educazione»; e il premier Silvio Berlusconi: «Il voto è andato come era logico che andasse.
Abstract: approvazione in legge del decreto Gelmini, in una piazza Navona, a pochi passi dal Senato, già gremita dagli studenti che da giorni stanno portando avanti la protesta, universitari e liceali insieme. Ma anche destra e sinistra. E proprio tra i due schieramenti si creano momenti di tensione che poi sfociano in veri e propri scontri.
Abstract: stampa Manifestazione contro il ministro Gelmini Studenti e docenti marciano su Roma Adesione record per lo sciopero della scuola previsto questa mattina a Roma.In base alle previsioni di alcuni soggetti impegnati nell'organizzazione della protesta, la presenza della provincia di Frosinone si farà sentire.
Abstract: saltano le nomine Scontri verbali sul decreto Gelmini tra Scala (Sinistra democratica) e Rivellini (An) Si è conclusa prima del tempo, e senza affrontare il nodo delle nomine Corecom all'ordine del giorno, la seduta del Consiglio regionale campano. A bloccare i lavori le polemiche, subito sfociate in scontri verbali.
Abstract: Annunciate lezioni in piazza e notti bianche in novembre   Nel giorno del sì al decreto legge Gelmini da parte del Senato, trecento vicentini tra insegnanti, genitori e studenti delle superiori cittadine si sono radunati in piazza dei Signori e sono rimasti sotto la pioggia per far sentire la loro protesta contro "quella che non è una riforma, ma solo tagli".
Abstract: Giovedì 30 Ottobre 2008 Ma la riforma Gelmini esiste davvero? Quei vecchi ?compensi? al Dal Molin   In Germania con una popolazione studentesca che supera i 10 milioni ci sono 50.000 bidelli. Da noi invece i bidelli sono oltre il triplo, 160.000 e superano i carabinieri. Per quanto riguarda i provvedimenti legati al rigore alla condotta certamente rispondono all'
Abstract: Gelmini. E, promettono gli studenti, lo fara' anche nei prossimi giorni perche', dicono, ''la Gelmini e' bene che ci ripensi''. L'ennesima giornata di protesta e' iniziata a suon di cortei, piu' o meno spontanei. Migliaia di studenti si sono riuniti nel cuore della citta', in piazza del Plebiscito, li' dove,
Abstract: studenti dopo il sì al decreto LEGGE IL PROVVEDIMENTO GELMINI SULLA SCUOLA Il Pd: referendum. Estremisti di destra, blitz in piazza Roma. Il decreto Gelmini, prima tappa della riforma della scuola, è diventato legge in Senato, ieri mattina. E l'opposizione ha lanciato subito il referendum. Ma negli stessi momenti, a piazza Navona, un'azione organizzata di estremisti di destra,
Abstract: Die von Unterrichtsministerin Mariastella Gelmini verfasste Reform wurde wie erwartet am Mittwoch vom Senat gebilligt. Da die Abgeordnetenkammer bereits am 9. Oktober zugestimmt hatte, kann die Reform jetzt in Kraft treten. Anzeige Die Reform sieht die Streichung von 87'000 Lehrerstellen und 44'500 Arbeitspltze im administrativen Schulbereich innerhalb der nchsten drei Jahre vor,
Abstract: 260 del 2008-10-30 pagina 0 Legge Gelmini, Veltroni: referendum Ieri gli scontri, oggi sciopero generale di Redazione Il decreto Gelmini convertito in legge dal Senato. Il ministro: "Ora si torna alla scuola della serietà". Scontri fra studenti e polizia a Milano (guarda il video).
Abstract: 30 pagina 0 Verità e bugie sui contenuti del decreto di Redazione Il decreto Gelmini sulla scuola è legge. Il Senato ha approvato ieri con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il provvedimento che porta il nome del ministro dell'Istruzione. Ecco tutte le bugie sulla riforma Il decreto Gelmini sulla scuola è legge.
Abstract: Milano e Torino contro la legge Gelmini, nel giorno di sciopero nazionale della scuola indetto da Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals. Nelle intenzioni degli organizzatori lo sciopero odierno sarebbe dovuto avvenire prima del voto finale di conversione del decreto Gelmini al Senato, ma l'opposizione - che ieri, Udc compresa, ha votato compatta contro il decreto -
Abstract: Attualità > Macerata: notte bianca anti-Gelmini Nella foto: Immagine da http://www.glomeda.org Giovedì 30 Ottobre 2008 11:27 Macerata: notte bianca anti-Gelmini Un'altra giornata di occupazione e la prima "Notte Bianca Anti-Gelmini": questa la reazione dell'assemblea No133 dell'UniMC all'approvazione del dl Gelmini al Senato.
Abstract: Infografico per ipovedenti illustra verità e bugie sul decreto Gelmini. Un pezzo è dedicato all?opposizione “Veltroni scavalca Di Pietro in piazza: referendum contro il maestro unico”. L?altro è dedicato alla maggioranza “La Gelmini incassa il sì e guarda oltre «Ora cambiamo anche l?Università”
Abstract: si torna alla scuola della serietà Sì al decreto Gelmini Veltroni: referendum Si ripetono cortei e proteste, a Roma scontri fra studenti Berlusconi: faremo correzioni per le risorse alle paritarie Guerriglia urbana in piazza Navona tra sinistra antagonista e neofascisti: 5 feriti tra Il ministro: entro una settimana il piano sull'università.
Abstract: decreto Gelmini al Senato: botte in piazza Navona tra «compagni» e «camerati», 2 fermati (un dipendente di Rifondazione comunista di 36 anni e un neofascista diciannovenne), 21 identificati, 3 feriti tra i litiganti e 2 tra i poliziotti. Si è infranto in pochi istanti lo slogan «né rossi né neri, liberi pensieri» e ciascuno è tornato dalla propria parte della barricata.
Abstract: anche in questi giorni di "mobilitazione" contro il ministro Gelmini, le lezioni sono continuate regolarmente, così come i momenti di confronto sulla nuova legge. l'altra faccia di un'I- talia che cerca di capire, che si confronta, ma lo fa sui banchi e nelle aule continuando, in definitiva, a fare il proprio dovere.
Abstract: referendum La Gelmini: si torna alla serietà. Berlusconi: un grande risultato DA ROMA GIORGIO D'AQUINO S cuola si cambia. Alle 10,44 il decreto legge Gelmini diventa legge nell'aula di palazzo Madama, con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. lo stesso Ministro per l'Istruzione, Mariastella Gelmini a spiegare in uno scarno comunicato come da oggi «
Abstract: come ha annunciato il ministro Gelmini, sicuramente dai docenti di inglese e di religione (per chi se ne avvale), è previsto per le prime elementari che inizieranno il loro percorso nel settembre 2009. Il maestro unico avrà un impegno settimanale di 24 ore, due ore in più rispetto all'orario previsto dal contratto.
Abstract: intervento del ministro Mariastella Gelmini salta all'ultimo momento per motivi di ordine pubblico. E, forse per analoghi motivi, anche la sua presenza prevista per oggi alla Luiss, l'università romana di Confindustria (c'erano state accuse da parte del Pd che aveva sottolineato l'inopportunità di partecipare nel giorno della mobilitazione sindacale contro il decreto)
Abstract: aula del Senato che si accinge a votare senza sorprese il decreto-Gelmini è Anna Finocchiaro la grande protagonista, che dà voce agli studenti, assembrati in piazza Navona. La capogruppo del Pd legge la lettera dei ragazzi del liceo romano Orazio, a integrare l'ennesima dichiarazione sferzante dedicata al provvedimento.
Abstract: Gelmini non potrà intervenire «per questioni di sicurezza pubblica » ( ndr, vedi servizio a pagina 5). Monsignor Fisichella ricorda poi come «l'università deve essere il luogo dove la passione per la verità viene non solo conservata ma mantenuta viva con la costante attenzione a quanto avviene nel mondo per essere capaci di fornire una risposta che raggiunga la mente e il cuore delle
Abstract: sì alla legge Gelmini Lite in Aula. Pd: referendum Scontri tra studenti a Roma. Oggi lo sciopero e cortei in molte città A Verona Occupati altri due istituti. A Roma una delegazione di studenti8 In provincia S.Giovanni Ilarione: genitori in sciopero. Piano per le scuole di montagna23   Il decreto Gelmini è legge,
Abstract: parte del Senato del contestatissimo decreto Gelmini, non esaurisce che in minima parte la disputa sul futuro della scuola italiana le cui condizioni di profondo degrado, unanimemente riconosciute, impongono ulteriori e ben più approfonditi interventi. Quel che è accaduto attorno a un provvedimento che, per la limitatezza dei contenuti, non giustifica il gran trambusto sollevato,
Abstract: nbsp ROMA Il decreto Gelmini è legge. Il Senato lo ha approvato in via definitiva con 162 sì, 134 no e tre astenuti. Soddisfatti Mariastella Gelmini, ministro dell?Istruzione: «La scuola cambia, si torna alla scuola della serietà, del merito e dell?educazione»; e il premier Silvio Berlusconi: «Il voto è andato come era logico che andasse.
Abstract: E il premier pensa di ridurre i tagli alle scuole cattoliche Il Pd: faremo un referendum   ROMA Per i vertici del Pd l?unica strada ora è il referendum. «Dobbiamo riportare scuola e università al centro dell?agenda politica», ha dichiarato Walter Veltroni «per dire no al taglio imposto dal governo e puntare alla qualità».
Abstract: approvazione in legge del decreto Gelmini, in una piazza Navona, a pochi passi dal Senato, già gremita dagli studenti che da giorni stanno portando avanti la protesta, universitari e liceali insieme. Ma anche destra e sinistra. E proprio tra i due schieramenti si creano momenti di tensione che poi sfociano in veri e propri scontri.
Abstract: che vuole essere una protesta contro la riforma della scuola disegnata dal ministro Gelmini ma anche un «chiaro segno che non vogliamo perdere tempo utile togliendolo all?insegnamento», spiegano gli organizzatori, parteciperanno anche alcuni insegnanti, che hanno dato la propria disponibilità ad impartire all?aperto lezioni di matematica e scienze, filosofia, spagnolo e tedesco.
Abstract: che non intendono protestare direttamente contro la riforma Gelmini, ma che vogliono portare all?attenzione di tutte le istituzioni i molti problemi logistici della scuola. Solo che l?esordio non è stato dei più felici: non appena proclamato lo stato di agitazione, un gruppetto di una quarantina di studenti ha fatto irruzione nell?
Abstract: ma tagli del 46 per cento nelle scuole pubbliche hanno notevoli conseguenze per tutti». E aggiunge: «Così facendo chi avrà voglia di studiare, non potrà farlo se non in costose scuole private. Noi vogliamo una scuola pubblica importante, che ti formi davvero e non è con questa riforma che si può ottenere tutto questo».
Abstract: trasformato in legge il decreto 137 sulla scuola, il ministro Gelmini ha annunciato che passerà a dedicarsi all?università, con la presentazione ufficiale delle attese linee guida di intervento entro non più di una settimnana. Un incontro, rispetto a quanto visto finora, numericamente tra i meno partecipati, nonostante circa duecento presenti e l?
Abstract: Il Senato converte in legge il decreto Gelmini. Ma in aula e in piazza è bagarre. Berlusconi accusa la sinistra di «truffare» i ragazzi. Veltroni e Di Pietro annunziano la raccolta di firme per il referendum. Approvata la legge, gli studenti non mollano, i cortei si moltiplicano. Nelle università tante assemblee.
Abstract: articolo 64 della legge 133, del decreto 137, noto come Gelmini, e della proposta di legge per la riforma della scuola dell?onorevole Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura della Camera». Il preside del liceo classico Maffei, Francesco Butturini, illustra così l?attività svolta nell?
Abstract: Gelmini, dice il consigliere regionale del Pd Franco Bonfante,« in tutta Italia, e anche a Verona, c?è stata una forte mobilitazione di studenti, docenti, e anche di un numero crescente di famiglie, preoccupate per il futuro dei ragazzi. Ora emerge il vero volto di questa pseudo-riforma: la cosiddetta riduzione dei costi improduttivi è in realtà un taglio generalizzato che mette
Abstract: Irraggiungibile perfino dalle frecce (San Sebastiano soffriva più di lei, cioè di Mariastella Gelmini, ossia MaryStar come la chiama la Littizzetto) che le lancia, da donna a donna, Anna Finocchiaro e che saettano dai banchi del centrosinistra fino al bersaglio che siede nel tavolo dei ministri e che si rifiuta di sanguinare. SEGUE A PAGINA
Abstract: Il ministro Gelmini soddisfatto: si torna alla serietà e al merito Sì al decreto scuola, rissa in piazza Veltroni e Di Pietro: ora il referendum. Berlusconi: il Pd truffa i ragazzi Scontri tra studenti di destra e sinistra a Roma: due arresti. Oggi sciopero generale
Abstract: cosa che sembra faccia moda in questi tempi, perché tutto fa brodo per andare contro la povera Gelmini che nulla è se non l'ultima dei tanti che hanno provato a cambiarla. Tutti e dico tutti dicono che l'insegnamento in Italia è carente, le scuole quando non sono da demolire sono comunque insufficienti come attrezzatura, accoglienza ed altro.
Abstract: Antonio Galdo Vedremo presto se il ministro Mariastella Gelmini riuscirà a seppellire una vecchia regola dei governi italiani: guai a chi tocca la scuola e l'università. Per il momento, la Gelmini incassa un sì definitivo in Parlamento al suo decreto sulla scuola e annuncia di essere pronta a mettere sul tavolo anche alcune misure per l'università.
Abstract: chiusura delle piccole scuole elementari e medie di pianura e di montagna derivanti dalla legge Gelmini. Giandomenico Allegri, segretario provinciale del Pd, con i consiglieri provinciali Vincenzo D?Arienzo, Luciano Sterzi e Sergio Ruzzenente chiedono che «la Provincia, visti rischi per le scuole veronesi, stimoli la Regione a presentare ricorso alla Corte costituzionale per salvare l?
Abstract: genitori ilarionesi contro la riforma Gelmini. E che il decreto di riordino della scuola ieri abbia passato il vaglio del Senato, ai genitori più di tanto non sorprende: «Non ci siamo mai illusi che l?iniziativa potesse in qualche modo influire sull?iter del decreto, anche se è pur vero che sarà nella fase di stesura dei regolamenti che le istanze dei genitori potrebbero avere un peso.
Abstract: poca chiarezza e tanta disinformazione da parte del ministro Gelmini». Dopo una dettagliata contestazione dei più importanti capitoli del decreto legge, scrivono: «Non si tiene conto dei rischi derivanti da un?azione quasi punitiva verso un servizio che continua ad avere il costante gradimento e la forte domanda delle famiglie.
Abstract: sì alla legge Gelmini Scontri tra studenti a Roma. Oggi lo sciopero e cortei in tutta Italia La contestazione/1 Proteste anche in città e provincia Oggi a Brescia blocco totale 8 e 9 La contestazione/2 Brescia, gli agenti scendono in piazza «Tagli alla polizia: paga la gente»9   Il decreto Gelmini è legge, approvato in via definitiva dal Senato (
Abstract: nbsp ROMA Il decreto Gelmini è legge. Il Senato lo ha approvato in via definitiva con 162 sì, 134 no e tre astenuti. Soddisfatti Mariastella Gelmini, ministro dell?Istruzione: «La scuola cambia, si torna alla scuola della serietà, del merito e dell?educazione»; e il premier Silvio Berlusconi: «Il voto è andato come era logico che andasse.
Abstract: E il premier pensa di ridurre i tagli alle scuole cattoliche Il Pd: faremo un referendum   ROMA Per i vertici del Pd l?unica strada ora è il referendum. «Dobbiamo riportare scuola e università al centro dell?agenda politica», ha dichiarato Walter Veltroni «per dire no al taglio imposto dal governo e puntare alla qualità».
Abstract: approvazione in legge del decreto Gelmini, in una piazza Navona, a pochi passi dal Senato, già gremita dagli studenti che da giorni stanno portando avanti la protesta, universitari e liceali insieme. Ma anche destra e sinistra. E proprio tra i due schieramenti si creano momenti di tensione che poi sfociano in veri e propri scontri.
Abstract: Gelmini svuota le scuole di Brescia Incontro sindacati-rettore alla Statale. Preti: «Sbagliato colpevolizzare. E ogni ateneo va valutato singolarmente» Secondo la Cgil l?astensione sarà circa del 75% ma nelle medie e superiori anche dell?85% Contestati i tagli del fondo di finanziamento ordinario e la riduzione delle assunzioni I ricercatori precari si dicono preoccupati per il silenzio
Abstract: scatta la protesta degli studenti bresciani contro i decreti Tremonti e Gelmini. E al loro fianco scendono pure i genitori preoccupati per il futuro scolastico dei loro figli. Ieri alle 17.30 il Comitato per la difesa della scuola pubblica ha chiamato tutti alla manifestazione in piazza Loggia in contemporanea con la votazione del decreto Gelmini al Senato.
Abstract: scolastica Cellatica e Gussago bocciano la Gelmini   C?è chi manifesta in strada contro il decreto Gelmini e chi invia una petizione al ministro all?Istruzione e alle più alte cariche dello Stato per protestare contro la riforma. A raccogliere le firme - ben 1391 - sono stati i genitori e gli insegnanti delle otto scuole elementari e materne del Circolo didattico di Gussago-
Abstract: voluta dal Ministro Mariastella Gelmini ?? afferma Emilia Simonetti - prevede numerosi cambiamenti: dal maestro unico al blocco del turn over nei prossimi tre anni per circa 150 mila insegnanti, dal ritorno al grembiule al voto in condotta (e alle cifre da uno a 10 per le valutazioni nelle singole materie).
Abstract: Gelmini. Lo ha fatto in modo compatto, anche se con sfumature differenti. Lo stesso consigliere regionale Gaetano Fierro, in un suo articolo pubblicato nei giorni scorsi, argomentava dettagliatamente gli effetti, preoccupanti, che tale impianto normativo produrrà sulla popolazione scolastica.
Abstract: LEGGI ANCHE: [7] Approvato il decreto Gelmini - [8] Scontri a Roma tra studenti - [9] Le novità introdotte dalla riforma Gelmini - [10] Veltroni: referendum sulla legge - [11] La Gelmini star di Facebook - [12] I siti della protesta - [13] La cura Gelmini, punto per punto. Partecipa al [14] FORUM
Abstract: quelli maggiormente toccati dal decreto Gelmini approvato ieri. Così all'istituto comprensivo Galilei (2 materne, 2 elementari e 2 scuole medie) tre scuole sono completamente chiuse mentre le altre tre lavorano a ritmo ridotto; anche qui l'adesione ha superato il 50%. Poco stupore da parte dei presidi che commentano la situazione tutti allo stesso modo definendo «
Abstract: contro la riforma Gelmini, oggi a Ischia (Napoli). Un corteo di circa duecento studenti è partito da piazza Antica reggia, a Ischia Porto. Slogan e cori vengono urlati contro il ministro Gelmini e il governo Berlusconi 09:50 Torino, al via anche il secondo corteo Sono circa diecimila ma il numero è destinato ad aumentare,
Abstract: superiori hanno partecipato giovedì mattina a Bologna alla manifestazione contro il decreto Gelmini. I manifestanti si sono radunati in piazza Nettuno e Piazza Maggiore. Il corteo è stato autorizzato marciare fino a via Castiglione davanti alla Chiesa di Santa Lucia. "No alla fondazione, sì alla formazione", "Tremonti-Gelmini giù le mani dai bambini", "Noi la crisi non la paghiamo.
Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (95 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (47 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (35 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (
Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (95 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (47 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (35 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (
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Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (95 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (47 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (35 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (
Abstract: ed è dedicata alla legge Gelmini per la riforma della scuola. Si tratta di un appuntamento importante per la storia televisiva recente, visto che la Guzzanti è diventata in questi anni un simbolo dell'estremismo anti-Berlusconiano e della satira contro il governo. Il ritorno sul piccolo schermo avviene a cinque anni dallo stop a "Raiot",
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Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (95 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (47 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (35 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (
Abstract: Tornando a polemizzare invece con il Pd Rizzi rileva come sulla legge Gelmini, «quattro gatti hanno devastato la citta' con atti di teppismo tipici della sinistra a difesa delle sue falsita', mentendo sapendo di mentire. Ricordo che la Lega piu' volte e' scesa in piazza con milioni di persone, dal Po a Roma a Venezia, ma mai il benche' minimo incidente.
Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (95 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (47 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (35 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (
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Abstract: Gelmini: parte da Modena il referendum del Pd di Nikolas Cremonini «La scuola è morta», questo il grido degli oltre tremila studenti assiepati sulle tribune del Novi Sad ieri mattina. L'approvazione del Decreto Gelmini da parte del Senato ha scatenato la protesta degli studenti, che in massa hanno deciso di manifestare ancora una volta la propria contrarietà al decreto.
Abstract: Gelmini, è apparsa chiara fin dal primo momento la faziosità dell'incontro". Questa la denuncia di Mattia Verna, responsabile provinciale di Azione universitaria: "Peccato che appena arrivati ci è stato detto ripetutamente che la nostra presenza non era gradita, che non avevamo il diritto di partecipare e che avremmo avuto la parola solo per interventi contrari al provvedimento.
Abstract: effetto liberticida della cosiddetta riforma del ministro Mariastella Gelmini sia sul mondo accademico che sul diritto allo studio». Infine, il comunicato emesso da Lettere In Movimento precisa che «il collettivo non si riunisce sotto bandiere nè simboli per sottolineare la propria assoluta autonomia rispetto a qualsiasi altra organizzazione politica e universitaria».
Abstract: anche come risposta indiretta all'approvazione del decreto Gelmini, comunica di aver dato vita a un bando per borse di studio universitarie. «Fiorano è impegnata a favorire il diritto allo studio dei giovani fioranesi al fine di incentivare la prosecuzione del percorso formativo verso gli studi universitari».
Abstract: La riforma Gelmini rischia di contribuire alla chiusura del liceo e in municipio si registra la nuova spaccatura tra La Destra e An. Ad incalzare è Giulia Bellodi di An che non ha digerito il voto contrario de La Destra per la salvaguardia dell'istituto.
Abstract: sono in corso in tutta Italia contro la riforma Gelmini. Lunedì scorso un nutrito gruppo di insegnanti, genitori ed alunni si è ritrovato dalle 17 alle 19 per commentare aspetti del decreto e realizzare slogan antiriforma. Ma il Centrodestra per Castelvetro contesta l'iniziativa. «Sono stati i genitori che hanno proposto questo incontro, l'impulso è venuto da loro - ha spiegato un'
Abstract: del decreto Gelmini sulla scuola. E' la risposta all'atteggiamento del governo, che non ha voluto ascoltare nessuno di quanti, dagli studenti alle famiglie, dai professori ai rettori, avevano chiesto di aprire una discussione sul provvedimento. Il referendum - ha detto il segretario del Pd - va usato con parsimonia Ma le misure decise dal governo vanno contrastate.
Abstract: il decreto Gelmini è legge Finocchiaro (Pd): disprezzo per le ragioni dei giovani. Berlusconi: tutto bene Altissima tensione in aula: 162 sì, 134 no Lega: ricreazione finita ANDREA PALOMBI ROMA. Il decreto Gelmini è legge. Il Senato l'ha approvato definitivamente con 162 voti a favore, quelli di Pdl e Lega, 134 contrari,
Abstract: scolastica solo 20 milioni Queste le principali novità della legge Gelmini. Maestro unico. Alle elementari, già dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente. Il maestro unico sarà però affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese. Per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento,
Abstract: altro che le «frange» rimarcate dal ministro Gelmini - si è coagulata attorno al tema, fondamentale, dei tagli alle risorse e, fatto del tutto inedito rispetto al '68 o al '77, non ha riguardato gli studenti universitari, ma i genitori, le famiglie, i bambini, i ragazzi, i docenti di ogni ordine e grado, fino ai rettori.
Abstract: Giovanni CiampiI ricorda che il decreto legge Gelmini, presentato lo scorso primo settembre, obbliga le Regioni a predisporre piani di ridimensionamento degli istituti scolastici entro il 30 novembre. Per adempiere alle disposizioni governative, l'assessore Ciampi, ha riunito nella sede della Provincia un tavolo tecnico composto dal dirigente csa,
Abstract: approvazione in legge del decreto Gelmini, in una piazza Navona, a pochi passi dal Senato, già gremita dagli studenti che da giorni stanno portando avanti la protesta, universitari e liceali insieme. Ma a incendiare l'ennesima giornata di mobilitazione è l'aggressione a freddo contro gli studenti di un gruppo di giovani armati di spranghe aderenti al Blocco studentesco,
Abstract: all'indomani dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini, il mondo della scuola si ferma per l'intera giornata. E con lo slogan «Uniti per la scuola di tutti», scende in piazza a Roma per quella che «sarà - assicuravano ieri i sindacati - la più grande manifestazione della scuola che si ricordi».
Abstract: aperto in piazza Università ieri per manifestare contro il decreto Gelmini, diventato ieri legge. Le lezioni di malcontento hanno visto concordi docenti e studenti che hanno formato un blocco unico in facoltà come Fisica (la più colpita dai tagli) e Lingue. Per oggi è stato indetto lo sciopero generale con concentramento alle 9 in piazza Roma Belfiore36
Abstract: stasera nella puntata di Annozero dedicata al decreto Gelmini e intitolata "Io non ho paura". «Ho registrato tre pezzi di Berlusconi», annuncia. Durante la trasmissione è previsto anche un collegamento da Pisa. La troupe guidata da Sandro Ruotolo sarà nel Polo Carmignani, la sede universitaria occupata con storie e commenti di ricercatori, precari e studenti.
Abstract: PROTESTA IN BICICLETTA Un centinaio di studenti universitari e di dottorandi italiani e stranieri hanno partecipato a una ciclopedalata nel centro storico di Firenze (foto) per protestare contro i tagli all'università. Poi almeno mille studenti hanno manifestato davanti agli Uffizi. «Contro la Gelmini blocchiamo la città», lo slogan più gettonato.
Abstract: C'è chi ha occupato i binari della stazione (foto) e chi l'aula dell'università. Così Napoli ha ribadito il suo no al decreto Gelmini con una serie di manifestazioni. E, promettono gli studenti, lo farà anche nei prossimi giorni perchè, dicono, «la Gelmini è bene che ci ripensi».
Abstract: Università nel giorno in cui il Decreto Gelmini è diventato legge e alla vigilia dello sciopero generale di questa mattina (il corteo partirà alle 9 da piazza Roma). Forse un po' in ritardo rispetto al panorama nazionale, dove cortei di migliaia di studenti attraversano Roma praticamente ogni giorno e dove le piazze più belle di Italia si sono tramutate da tempo in aule universitarie.
Abstract: docenti e genitori questa mattina in città contro la riforma Gelmini Il popolo latino diceva «dura lex sed lex» tradotto nell'esortazione a rispettare la legge in tutti i casi. Ma non è così per gli studenti italiani che all'indomani dell'approvazione in via definitiva del decreto 137 sulla scuola scioperano ugualmente.
Abstract: Una breve concitata contrattazione e in pochi minuti, i poliziotti e i militari dell'Arma, hanno fatto sgomberare la strada e il gruppo di studenti è stato disperso. Dunque anche ad Agrigento l'approvazione del decreto Gelmini ha scatenato mobilitazioni studentesche ed altre se ne attendono. Antonino Ravanà
Abstract: Ravanusa Liceo Saetta e Livatino «No alla riforma Gelmini» Ravanusa. g.bl) Gli studenti del Liceo Scientifico e Pedagogico «Giudici Saetta e Livatino» di Ravanusa, in autogestione da alcuni giorni, stamattina con inizio alle ore 9, manifesteranno per le principali vie cittadine contro la riforma Gelmini che è stata approvata ieri in Parlamento.
Abstract: manifestazione per dire no al decreto Gelmini Nell'ambito delle proteste contro la riforma della scuola del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, anche il liceo «Vincenzo Linares» di Licata ha manifestato il proprio dissenso verso il decreto Gelmini. Gli studenti del «Linares» sono stati per quattro giorni in assemblea permanente al fine di discutere i punti del decreto che,
Abstract: Alla fine arriva anche il momento delle votazioni. Complessivamente sette le mozioni approvate: tra queste anche la richiesta di dimissioni del ministro Gelmini e la scelta di scendere in piazza anche oggi con un corteo da viale delle Scienze al Politeama. Salvo Cataldo
Abstract: Gelmini è legge e la protesta s'infiamma Giù i tassi. La Fed ha tagliato di mezzo punto i tassi. La notizia è stata accolta con euforia dalle Borse europee che hanno fatto registrare forti rialzi, ad eccezione di Francoforte. berlusconi. In un vertice al ministero del Tesoro, il premier Berlusconi ha allontanato l'ipotesi di una detassazione delle tredicesime annunciando interventi
Abstract: del personale docente e non docente delle scuole superiori che scenderanno in piazza contro la riforma Gelmini. Il ?gruppone? dei manifestanti attraverserà le principali vie della città per giungere fino alla sede della Prefettura in viale Regina Margherita. Ma gli studenti non saranno da soli visto che in piazza scenderanno anche gli iscritti a Cgil, Cisl e Uil scuola.
Abstract: Iniziative contro il decreto Gelmini Serradifalco. All'indomani dell'approvazione del bilancio di previsione 2008, non si placano le polemiche negli ambienti della politica cittadina. «Hanno approvato, salvo qualche piccolo assestamento intervenuto nel frattempo, lo stesso bilancio di tre mesi fa», ha affermato l'assessore Totò Alaimo.
Abstract: Gelmini, dichiarano che l'introduzione del maestro unico per le classi della scuola primaria rappresenta un passo indietro di alcuni decenni, segnando un momento di regresso nella scuola pubblica italiana. Infatti, il docente tuttologo dovrebbe insegnare tutte le discipline, (inglese, informatica e religione comprese) per un monte orario di 24 ore e non tutti i docenti possiedono
Abstract: hanno deciso di aderire alla protesta contro il decreto Gelmini, trasformato ieri mattina in legge dopo il voto favorevole del Senato. La scuola media "Diodoro Siculo" apre invece i battenti ma difficilmente ci sarà spazio per la didattica, considerato il fatto che più del 90% degli insegnanti incrocerà le braccia.
Abstract: vertenze Legge finanziaria dello Stato protesta delle Forze di polizia Al Senato è passata la riforma scolastica targata Gelmini, ma le proteste restano e anche oggi a Roma ci saranno docenti e studenti in delegazione dalla provincia di Ragusa. Intanto il Consiglio comunale del capoluogo ha proseguito la seduta di lunedì stoppata a causa della mancanza del numero legale.
Abstract: Oggi il ministro Gelmini preferisce porre l'attenzione sul voto in condotta, tagliando risorse fondamentali come gli insegnanti di sostegno e togliendo alla scuola la possibilità di creare spazi fondamentali come i laboratori, contesti importantissimi nella relazione tra insegnanti e alunni.
Abstract: mattina alle 10 al coro di proteste contro la riforma Gelmini con un sit-in in piazza Vittorio Emanuele per chiedere la garanzia degli organici del personale in modo da assicurare la continuità didattica, la funzionalità del mondo della scuola e la buona organizzazione degli istituti. La Cgil protesta contro la reintroduzione del maestro unico e la riduzione a 24 ore settimanali dell'
Abstract: per dibattere sulla rovente tematica riguardante il decreto Gelmini che contemporaneamente veniva approvato in Senato. A dirigere i lavori dell'assemblea sono stati i rappresentanti degli studenti. Mentre in qualità di relatori sono intervenuti il preside del Liceo Classico di Ispica Maurizio Franzò e il preside del Liceo Classico di Palazzolo Corrado Spadaro,
Abstract: Riunione a palermo dei quadri dirigenti scolastici sul piano di dimensionamento A Catania il record siciliano di istituti con più di 900 alunni Sopra il dibattito di ieri a Palazzo Madama. In alto il ministro Gelmini ascolta gli interventi
Abstract: Gelmini sarà legge. Ieri, con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti, Palazzo Madama ha convertito il decreto 133 contro cui l'opposizione ha subito annunciato un referendum abrogativo. "La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione", commenta a caldo il ministro Gelmini secondo cui la maggioranza degli italiani condivide il provvedimento.
Abstract: La manifestazione di Roma contro il decreto Gelmini è stata assai diversa da come l'avevano immaginata quei professori che ieri mattina avevano accompagnato i loro studenti a protestare davanti al Senato dove si votava la riforma voluta dalla ministra della Pubblica Istruzione. Lo slogan «né di destra né di sinistra», urlato nei megafoni, insieme ai «vaffa» per la ministra e ai «
Abstract: non detesto questa autogestione perché è contro la Gelmini. La detesterei anche se fosse contro Veltroni, Di Pietro o Diliberto. La detesto perché la considero un mostro, ed ho provato a dirlo anche ai miei professori e ai miei alunni, a quest'ultimi imbracciando un megafono (inutilizzato anch'esso da anni): un mostro giuridico, innanzitutto, perché gli alunni - nei corridoi,
Abstract: una delle voci più critiche contro Veltroni fin dalla prima ora, sembra aver recuperato fiducia: grazie alla manifestazione e al referendum annunciato contro il decreto Gelmini. «Sono sicuro che anche la segreteria del partito seguirà prima o poi i democratici che da subito hanno condiviso anche il referendum contro il lodo Alfano». Gabriella Bellucci
Abstract: assemblee e riunioni che non sono serviti a fermare il ministro Gelmini e il suo decreto sulla riforma scolastica. Così questa mattina anche ad Enna, come nel resto d'Italia, gli studenti scenderanno in piazza per manifestare contro una riforma che a loro dire pregiudica il futuro di molti istituti e studenti.
Abstract: scuola Oggi corteo in centro città Manifestazione contro la legge Gelmini di quanti non sono a Roma per la protesta nazionale torneo 38 L'assessore regionale al Territorio e Ambiente Pippo Sorbello apre alla realizzazione dell'impianto di rigassificazione della Ionio Gas. E' un'apertura, come ha ribadito lo stesso Sorbello, condizionata alla sicurezza dell'impianto.
Abstract: A proposito: riforma Gelmini, cosa ne pensi? «Ci sono alcune cose su cui concordo, a scuola esistono troppi sprechi. Una cosa però voglio dirla: i ministri dell'Istruzione sono sempre medici, avvocati e professionisti che la scuola l'hanno frequentata solo da studenti.
Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni e Di Pietro: «Ora il referendum» Sì del Senato al provvedimento. Palazzo Madama «assediato». I parlamentari dell'opposizione in piazza Mariastella Gelmini (Ansa) ROMA - Il decreto Gelmini (il 137 del 2008) è legge. Il Senato ha approvato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il provvedimento che porta il nome del ministro dell'
Abstract: Anche gli studenti di San Benedetto del Tronto hanno deciso di manifestare oggi contro la Riforma Gelmini. di Redazione studenti in manifestazione Erano circa 600 i ragazzi che questa mattina hanno dato corpo a un corteo energico e compatto. Provenienti dai vari istituti della città (Ragioneria, Liceo Linguistico, Ipsia, Alberghiero, i Licei Classico e Scientifico, nonché l?
Abstract: Per dire no alla Gelmini altri cortei si sono mossi a Milano, Torino, Palermo, Napoli, Bari, L?Aquila, Messina, Cagliari, Genova, Bologna, Firenze. Non si sono registrati episodi di violenza. Slogan di protesta ma anche tante rime ironiche contro il ministro alla manifestazione a Roma.
Abstract: dal corteo di protesta contro la riforma Gelmini che dalle 9,30 ha sfilato per le vie del centro del capoluogo emiliano e al quale il comico genovese aveva portato la propria solidarietà. Appena la testa del corteo lo ha scorto, si è levato il grido «Beppe Grillo non lo vogliamo, non vogliamo le primedonne», slogan conditi anche da insulti irripetibili.
Abstract: E i conti non li ha certo fatti la Gelmini, ma il suo collega al ministero dell'Economia». Questo lo sfogo, ieri, del Rettore Vincenzo Milanesi. «Drenano a noi per rimpinguare le casse dello Stato in cui affluiscono meno soldi perché hanno deciso di togliere l'ici. Vi prego, non facciamoci fuorviare, guardiamo all'aspetto politico di quanto sta accadendo»
Abstract: nazionale di sciopero contro la riforma Gelmini, i docenti dell'istituto andranno a consegnare in municipio al sindaco o comunque a un rappresentante dell'amministrazione comunale. «Abbiamo deciso di non limitarci all'astensione dal servizio, ma di interloquire con le autorità politiche per far presenti le conseguenze che le recenti scelte del governo in carica avranno sulla scuola ed,
Abstract: Gelmini, a scendere in piazza, per motivi di versi, sono i lavoratori dei Consorzi di bonifica che hanno indetto uno sciopero nazionale per oggi per il mancato rinnovo del contratto, scaduto il 31 dicembre 2007.L'astensione dal lavoro, fanno sapere i segretari di Flai Cgil, Fai Cisl e Filbi Uil, sarà di 8 ore e i dipendenti dei tre enti polesani il Consorzio Polesine Adige Canalbianco,
Abstract: istruzione Gelmini. E oggi, secondo gli stessi studenti, faranno sentire la loro voce anche il Duca degli Abruzzi, il Fermi e lo stesso Luzzati. E forse risponderà all'appello anche il liceo classico Canova. Pare fiducioso il preside dell'istituto che precisa come questa non sia un'occupazione, «ma un'assemblea permanente che si esaurirà con la protesta di oggi»
Abstract: Gelmini che ha semplicemente detto che per i bulletti ed i violenti, previo 5 in condotta deliberato con un iter piuttosto complesso, può esserci la bocciatura indipendentemente dal profitto.Spero vivamente che nella scuola italiana siano in numero maggiore gli studenti che hanno problemi di alcuni debiti formativi che non quelli che hanno comportamenti da codice penale ma questo
Abstract: interrogazione parlamentare al ministro Gelmini affinché faccia luce sull'accaduto e adotti dei severi provvedimenti - conclude il deputato del Pdl - se dovessero emergere prevaricazioni della libertà di pensiero degli studenti». Il Consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Raffaele Zanon, interviene presentando un'interrogazione in giunta regionale e interessando il ministri La Russa.
Abstract: attuando il ministro Gelmini e che sono oggetto di tante contestazioni da parte della sinistra, sono datati 1998, e cioè durante il Governo Prodi, sui quali pertanto il Parlamento è in ritardo di ben 10 anni. Come pure altre misure prese dall'attuale Governo, in realtà, non si scostano, nei principi ed in molte proposte, da quelle suggerite dal Quaderno Bianco dei ministri Padoa-
Abstract: Noventa Vicentina ha dato vita a un documento sottoscritto dai papà e dalle mamme degli studenti del comprensivo Fogazzaro, che dicono no alla riforma Gelmini. Frequente è anche la scelta di sospendere alcuni progetti extracurriculari, come nel comprensivo di Costabissara. Saranno presenti anche oggi a Schio e Santorso gazebo informativi a cura di alcuni insegnanti.Laura Pilastro
Abstract: dopo l'insurrezione delle scuole contro il decreto Gelmini, c'è chi sostiene che il "vento" stia cambiando.« fisiologico che una luna di miele duri quel che duri. Ma questo per la sinistra non vuol dire nulla. Un calo di adesioni a Berlusconi, come dicono gli ultimi sondaggi, può riversarsi sulla Lega o sul non voto.
Abstract: unico e il voto in condotta che farà media Sì alla riforma Gelmini, resta lo scontro Diventa legge il decreto sulla scuola. Il Pd non si rassegna: faremo un referendum Il Senato approva la riforma Gelmini e contemporaneamente in Piazza Navona tra gli studenti, universitari e liceali, che da giorni portano avanti la protesta torna alta la tensione diventando contrapposizione politica,
Abstract: Gelmini ha sfilato per le vie del centro Gli studenti: « morto il sapere, ma non le manifestazioni» Nemmeno la pioggia ha spento le migliaia di fiaccole (dalle 3.000 alle 5.000 a seconda degli osservatori) che da palazzo del Bo hanno sfilato fino a Prato della Valle per celebrare il funerale dell'università e della scuola pubblica dopo l'
Abstract: scuola del ministro Gelmini che diventa legge. Alle 12.15 il rettore Vincenzo Milanesi convoca una conferenza stampa nella Sala da pranzo di palazzo del Bo per commentare il passo del Parlamento. Alla sua destra siede il vice Giuseppe Zaccaria. E inizia un lungo sfogo che parte da una premessa: Oggi spiega il rettore è stato approvato un testo che riguarda la scuola e non l'
Abstract: decreto Gelmini è legge ma la protesta non rallenta, anzi si inasprisce: questa notte dal Veneto sono partiti alla volta di Roma cinquemila tra maestri, precari, supplenti, docenti di ruolo, studenti e genitori. Mille i partecipanti provenienti da Padova in quello che Nereo Marcon della Cisl Scuola del Veneto definisce «il più grande sciopero della didattica non solo a memoria d'
Abstract: edificio per protestare contro il decreto Gelmini stato l'istituto Tecnico Commerciale "Riccati - Luzzatti" di piazza della Vittoria il primo in città a crollare sotto la protesta studentesca che sta infervorando l'Italia intera: da ieri mattina gli studenti hanno dichiarato l'assemblea permanente all'interno dell'edificio.
Abstract: del calo di consenso che il decreto Gelmini ha causato al suo governo, il Cavaliere se ne buggera: «Sono superiore a queste cose, le critiche e le invettive non mi toccano!».Canta vittoria anche Mariastella Gelmini: «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione», dice, sostenendo che «provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo,
Abstract: approvazione del decreto Gelmini gli studenti indietreggiano, in vista dello sciopero generale in programma per oggi. Ma nel crescendo di proteste, che si è propagato in tutta Italia fin dalle prime ore del mattino, a Roma e Milano si sono verificati anche scontri con le Forze dell'Ordine e tra fazioni politiche di destra e di sinistra.
Abstract: Gelmini, commentando l'approvazione del decreto sulla «riforma» della scuola da parte del Senato.Gli studenti universitari l'attendono al varco. «Riteniamo gravissima la conversione in legge a tappe forzate da parte del Senato del decreto 137 - osserva, in una nota, l'Unione degli universitari (Udu) - Le proteste degli studenti non si fermeranno anche per fare capire al ministro
Abstract: Gelmini val bene una raccolta di firme. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, definisce una «buona idea» il referendum e torna ad attaccare la Gelmini e la sua «cieca obbedienza a Giulio Tremonti».Ben altro slancio dai dipietristi: «L'Idv raddoppia: dalla settimana prossima staremo nelle piazze non solo contro il lodo Alfano ma anche per la raccogliere le firme contro
Abstract: Decreto Gelmini, oggi possibili disagi Lezioni non garantite Scioperi a scuola Comunicato dei docenti alle elementari Motta di Livenza(g.r.) Possibili disagi anche a Motta nelle scuole questa mattina a causa degli scioperi indetti contro la riforma Gelmini.
Abstract: il vituperato decreto Gelmini è da giorni il bersaglio privilegiato di una protesta furibonda. Ma quel testo disciplina solo alcuni degli oggetti del contendere - come il contenimento dei costi dei libri di testo, il ritorno al maestro unico o prevalente, il voto in condotta, i voti in decimi, l'insegnamento dell'educazione civica,
Abstract: Gelmini, Lodo Alfano, legge elettorale. ... RomaDecreto Gelmini, Lodo Alfano, legge elettorale. Arrivano a quota tre i referendum su cui cittadini potrebbero essere chiamati a esprimersi nei prossimi due anni.LEGGE ELETTORALE- Delle tre iniziative referendarie, l'unica che ha già completato la raccolta firme è quella che chiede la modifica della legge elettorale per Camera e Senato.
Abstract: per cui il decreto Gelmini sulla scuola non produrrà alcun effetto e saranno tutti mantenuti. La direzione didattica n. 1 ha la sede alla scuola Marconi in via Toniolo, la numero 2 alla scuola Kennedy in via Kennedy, la numero 3 (da cui dipendono anche le scuole elementari del Comune di San Pietro di Feletto) alla scuola Rodari di via Einaudi.
Abstract: Il ministro Gelmini, in un momento in cui a parte le strumentalizzazioni è chiaro che non ci sono più i soldi per proseguire nella strada di prima, sta cercando di fare qualcosa di positivo non è certo con le manifestazioni e con i proclami che si può costruire una scuola diversa e più innovativa.
Abstract: di allievi ed insegnanti della scuola pubblica mi convinco sempre di più che il ministro Gelmini ha ragione da vendere. Passi per i vacanzieri che affollano i cortei: sono giovani e da quella età non si può pretendere troppo. Quello che è veramente preoccupante sono gli atteggiamenti ed i suggerimenti che vengono da parte del cosiddetto corpo docente.
Abstract: comaschi manifesteranno invece contro la Gelmini nella Capitale Trecento comaschi sindacalisti e prof sono oggi a Roma, nel maxicorteo contro il decreto Gelmini, approvato ieri in Senato, e i tagli alla scuola. Contemporaneamente, però, circa mille ragazzi sono attesi al corteo studentesco organizzato a Como, che parte da piazzale Gerbetto e arriva in piazza Cacciatori delle Alpi.
Abstract: TELEVISIONEPaola Cortellesi torna in tv:«La mia Gelmini vi divertir໫Sono stata ragazzina negli anni Novanta, non era un periodo molto attivo. Protestavamo per cose concrete, la carta igienica, i laboratori, il riscaldamento. Eravamo dei tontoloni e forse se ci fossimo svegliati prima la scuola non sarebbe in questo stato».
Abstract: sulla riforma Gelmini GemonaNessuna occupazione o autogestione di scuole già annunciata nel Gemonese e, per quanto riguarda lo sciopero generale in programma per oggi a livello nazionale, soltanto la direzione didattica di Piovega ha confermato la partecipazione dei suoi insegnanti e del suo personale Ata: «Per il momento - hanno detto ieri i responsabili degli uffici della scuola -
Abstract: approfondire gli aspetti più controversi del decreto Gelmini, passato proprio ieri alla prova del Senato. stata una giornata positiva, apprezzata in primis da dirigenti, insegnanti e addetti ai lavori, che hanno scelto di venire incontro agli studenti non appena ravvisate le loro intenzioni di gestire costruttivamente la giornata, approfondendo i nodi legati al mondo della scuola.
Abstract: cuore pulsante della protesta studentesca contro la riforma Gelmini.Negata dalla dirigente scolastica la possibilità di organizzare un'autogestione nei locali della scuola, gli studenti del liceo classico "Stellini" si sono organizzati per creare spazi di discussione e dibattito sulla riforma. Coperti da teloni e gazebo tra gli alberi all'ingresso del liceo, circa 450 stelliniani,
Abstract: Feltre Il decreto Gelmini, diventato legge ieri dopo il ... FeltreIl decreto Gelmini, diventato legge ieri dopo il via libera del Senato, continua a far discutere. In più Comuni si sollevano voci di dissenso in merito ai provvedimenti redatti dal Ministro della Pubblica Istruzione.
Abstract: cuore pulsante della protesta studentesca contro la riforma Gelmini.Negata dalla dirigente scolastica la possibilità di organizzare un'autogestione nei locali della scuola, gli studenti del liceo classico "Stellini" si sono organizzati per creare spazi di discussione e dibattito sulla riforma. Coperti da teloni e gazebo tra gli alberi all'ingresso del liceo, circa 450 stelliniani,
Abstract: intenzionati ad esprimere il proprio dissenso alla riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini, si potrà toccare con mano oggi nelle strade e nelle piazze del centro cittadino, in occasione della giornata di sciopero nazionale. Un primo ritrovo di studenti è fissato alle 8.15 in piazzale Cavedalis, nella zona del centro studi, per poi confluire, tra le 8.
Abstract: approvazione della riforma Gelmini. Quasi tutte le discussioni in merito girano intorno al maestro unico, al voto in condotta, alla riduzione del numero degli insegnanti a tutti i livelli, al grembiulino e ai bei ricordi del passato scolastico. Questi provvedimenti non sono i problemi più importanti che si sono approvati.
Abstract: Piermario Fop di Calalzo ha posto l'accento sulle difficoltà dopo i tagli di orario della riforma Gelmini, di assicurare i laboratori didattici. Sindaci bellunesi finalmente tutti uniti? Quasi. Miracolo della scuola, in questo caso maestra davvero.Maurizio Dorigo
Abstract: spiegare cosa comporterà la riforma Gelmini e i tagli del governo alla scuola. «Le nuove norme sulla scuola afferma l'Associazione Mazziniana potrebbero modificare la didattica, ridurre le ore di lezione, bloccare il turn-over dei docenti e soffocare la ricerca». Misure, secondo il ministro, necessarie per abolire gli sprechi che determinerebbero un risparmio di 9 miliardi di euro.
Abstract: appena saputo che il decreto Gelmini era stato convertito in legge, gli studenti delle scuole di Mestre, già riuniti in assemblea, si sono riversati sulle strade. Un corteo spontaneo partito da via Baglioni, dove c'è il Giordano Bruno e lo Zuccante, passato poi per lo Stefanini di via del Miglio e approdato, dopo avere attraversato il centro città,
Abstract: A partire dalla riforma Gelmini che «a parte la reintroduzione del fiocco e dell'8 in condotta non fa nessuna proposta costruttiva. Un taglio di 8 miliardi di euro non è un contenimento degli sprechi, è una vera e propria mannaia. Io, da uomo di montagna, temo ad esempio i tagli ipotizzati perché so cosa vuol dire portare via la scuola a un piccolo paese.
Abstract: Pd per affrontare non tanto le questioni della legge Gelmini, quanto i problemi economici che, inevitabilmente, si riflettono sul futuro dei giovani. quanto successo ieri all'istituto Kennedy in cui è intervenuto all'assemblea di istituto, un esponente della Crup a parlare di crisi finanziaria, attraverso un'accurata analisi storica utile a stabilire lo scenario futuro.
Abstract: SAN VITO In concomitanza con lo sciopero nazionale Liceo in assemblea «No alla riforma Gelmini» San VitoIl Comitato studentesco del liceo classico di San Vito ha organizzato per oggi giovedì, in concomitanza con lo sciopero generale che coinvolgerà il mondo della scuola, un'assemblea-manifestazione. L'appuntamento è presso la sala don Pietro Alverà di Cortina, dalle 9.
Abstract: Pietro Gelmini del Centro studi traffico, hanno illustrato nel dettaglio il Piano urbano della mobilità. Che, per l'appunto, mette insieme tutti gli indicatori. E vuol dire che il prof. Gelmini ha analizzato i Piani regolatori e le previsioni di sviluppo economico dell'intera area, che comprende i Comuni di Venezia,
Abstract: Gelmini - che si può pensare a ricucire lo strappo urbanistico, avvicinando le case che ci sono di qua e di là della tangenziale, ricostruendo quel tessuto urbano che è stato sventrato dalla strada. Il costo dell'interramento non è astronomico perchè è stato calcolato attorno ai 100-120 milioni di euro - il Passante costa 1 miliardo di euro -
Abstract: MestreIl Centro studi traffico del professor Pietro Gelmini ha elaborato una serie di soluzioni per la città antica a partire dalle analisi sulle presenze turistiche. Nel 2006 a Venezia sono state registrati 19 milioni di turisti, con un aumento del 70 per cento rispetto al 1997. Tutti gli studi di settore sono concordi nel dire che si arriverà molto presto a 25 milioni di turisti.
Abstract: JesoloGli echi delle proteste contro il decreto Gelmini arrivano anche nel Sandonatese e nello Jesolano. A San Donà, addirittura, la protesta contro il decreto Gelmini approda in piazza. Dopo l'assemblea organizzata dalla Cgil all'Itis Alberti, venerdì scorso, si è costituito infatti il Comitato in difesa della scuola pubblica.
Abstract: positivi del decreto Gelmini e che è stato accolto da numerosi fischi quando, nel corso del dibattito, ha annunciato che il suo partito intende proporre il reclutamento regionale per gli insegnanti.Giornata di assemblea anche al Liceo classico Marco Polo, dove sono intervenuti ex professori in pensione, ricercatori universitari e alcuni esponenti del Coordinamento Scuola Pubblica.
Abstract: del decreto Gelmini, ma un articolo, l'11, stabilisce che le richieste di utilizzo delle aule fuori dall'orario scolastico, vengono decise dal Consiglio d'Istituto secondo le stesse richieste pervenute. Così sotto la pioggia, senza megafoni o striscioni, ma armate solo di ombrello, una cinquantina di mamme si sono ritrovate nel piazzale antistante la scuola alle 15 in punto con l'
Abstract: al decreto Gelmini. Un gruppetto di circa una sessantina di studenti sin dal primo mattino si sono barricati dentro la scuola di via Del Miglio spingendo fuori dall'istituto docenti e personale Ata. Ma quello che pareva solo un maldestro tentativo di occupazione, come hanno ammesso alcuni dei partecipanti, è poi sfuggito di mano agli stessi organizzatori,
Abstract: ministro Gelmini devono essere chiuse. E, ovvio, sono tutte scuole imbucate nella periferia della periferia. Si va dalla elementare di Ca' Sabbioni in fondo a Malcontenta ai plessi ai margini di Cavarzere o Gruaro. Far sparire una scuola da queste parti significa mettere in grossa difficoltà le famiglie o mettere in ginocchio gli enti locali che devono sobbarcarsi i costi di scuola-
Abstract: approvazione del decreto Gelmini, verso le 11.30, un centinaio di studenti si avviava verso l'istituto più vicino, lo Stefanini di via del Miglio. Singolare l'idea degli studenti: attraversare tutta la città occupando simbolicamente le vie principali e recuperando, durante il tragitto, gli studenti degli altri istituti cittadini.
Abstract: Mariastella Gelmini, non ha mancato di suscitare polemiche da parte dei rappresentanti dell'opposizione. Che hanno espresso la loro contrarietà abbandonando la seduta cui partecipava anche l'assessore alle Politiche Educative Annamaria Giannuzzi Miraglia e una rappresentanza di insegnanti e di docenti universitari.
Abstract: Torino e in molte altre città contro la legge Gelmini, nel giorno di sciopero nazionale della scuola indetto da Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals. Nelle intenzioni degli organizzatori lo sciopero odierno sarebbe dovuto avvenire prima del voto finale di conversione del decreto Gelmini al Senato, ma l'opposizione - che ieri, Udc compresa, ha votato compatta contro il decreto -
Abstract: la protesta degli studenti contro il decreto Gelmini e Ancona non fa eccezione. Martedì è stata occupata l'aula polifunzionale di ingegneria. A decidere l'occupazione sono stati gli studenti dell'assemblea generale d'ateneo dell'Università politecnica delle Marche, un movimento costituitosi immediatamente dopo l'incontro indetto martedì dai sindacati per discutere dei tagli all'
Abstract: Nel mirino dei ragazzi il decreto Gelmini, che ieri mattina è passato al Senato diventando legge. I ragazzi hanno contestato i tagli previsti per l'università e la tendenza alla privatizzazione. "No alla scuola per le elite. Vogliamo una scuola che sia per tutti, come indica la Costituzione", hanno detto gli studenti.
Abstract: e il decreto Gelmini l'aggrava in maniera drammatica. Pure a Fabriano, comunque, è necessario prendere di petto i problemi del mondo scolastico, poiché anche in questa realtà la corsa all'ultima iscrizione, aggiunta a una pessima interpretazione dell'autonomia scolastica, ha finito troppe volte per abbassare la qualità dell'insegnamento.
Abstract: I ragazzi di Azione studentesca contro l'Italia scolastica Manifestazione pro Gelmini FABRIANO - A favore della riforma Gelmini, contro la protesta dell'Italia scolastica. La pensano così i ragazzi di Azione studentesca che ieri si sono incontrati nella sede cittadina del movimento giovanile di An (nella foto Ferretti).
Abstract: chiarezza sui finanziamenti della manifestazione di martedì pomeriggio contro il decreto Gelmini. Manifestazione considerata dallo stesso esponente di FI una "protesta di partito" in cui "non è ammissibile - rincara Giannotti - indossare la fascia istituzionale, simbolo dell'unità territoriale. Bastava che il presidente facesse una conferenza delle autonomie con i parlamentari locali".
Abstract: Insegnanti e genitori anti Gelmini La protesta prosegue Incontro in via Branca pesaro - Non si ferma il vento di protesta contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. Gli insegnanti e i genitori si incontrano oggi, in occasione dello sciopero del comparto scuola, in via Branca (zona portale S.
Abstract: continua a dar battaglia contro la riforma Gelmini rispondendo all'attacco di Lucia Salucci, che ieri aveva accusato chi protesta di mera strumentalizzazione. "Forse che i docenti precari, che non possono essere licenziati perché non assunti a tempo indeterminato, perdano il lavoro poco importa, forse non sono lavoratori della scuola che attendano da anni di essere stabilizzati?
Abstract: con la conversione in legge del decreto Gelmini, gli studenti dell'ultimo ciclo che fino a quel momento erano esclusi, sono stati rimessi in graduatoria con i punteggi attribuiti ai titoli posseduti. Una ben magra consolazione per quelli che sarebbero dovuti essere i futuri maestri e che invece, con i tagli imposti al corpo docente e con il blocco del turnover,
Abstract: per elaborare una piattaforma programmatica di proposte da suggerire al ministro Gelmini, nel solco di una declinazione equa tra diritti e doveri, coniugando al meglio meriti e bisogni e puntando su eccellenze, qualità, responsabilità ed obiettivi. In questa direzione ha poi continuato -, sarà presto messa in cantiere un'iniziativa dall'autorevole risonanza, Le primarie delle idee,
Abstract: Csl e Uil contro la riforma scolastica del ministro Gelmini, preludio della manifestazione che si svolgerà il prossimo 7 novembre quando il movimento studentesco scenderà in piazza con gli studenti delle scuole superiori maceratesi. La grande rivolta della scuola, in ogni ordine e grado, quindi, sta solo muovendo i primi passi.
Abstract: Corteo contro la Gelmini E i sindaci lottano uniti BELLUNO - Nel giorno annunciato dello sciopero generale della scuola parte questa mattina alle 9.30 dalla stazione il corteo di protesta bellunese contro il decreto Gelmini diventato legge ieri. Lungo le vie Dante Alighieri e Loreto, le piazze Castello e Duomo, le vie San Lucano e Mezzaterra (
Abstract: plessi scolastici come conseguenza del decreto Gelmini. Così alla levata di scudi messa in mostra davanti al prefetto Cifelli martedì mattina, i sindaci dell'Unione dei Comuni della Vallata si sono ripetuti in serata davanti ad un'assiepata platea, nel corso di un consiglio aperto a cui hanno partecipato anche l'onorevole Luciano Agostini, il presidente della Provincia Massimo Rossi,
Abstract: diventate la clava di una parte politica contro le scelte del decreto Gelmini. Questa politica intende far guardare il dito per non far vedere la Luna, nell'intento di evitare che si rompa quel torpore che viene dal sessantotto e che porta la sinistra ad usare l'istruzione come fosse cosa propria". E' il punto di vista di Gualberto Vitali Rosati, dirigente provinciale di azione giovani;
Abstract: che ha trasformato in Legge il contestato Decreto Gelmini, non hanno intenzione di mollare e la protesta continua. Ieri hanno organizzato ancora sit-in davati all'Istituto d'Arte Preziotti e al Liceo Scientifico "T.Calzecchi Onesti". Oggi intanto si terrà anche a Fermo lo sciopero generale dei docenti, in contemporanea con tutta Italia.
Abstract: opposizione al governo dopo il prevedibile sì del Senato al decreto Gelmini e lo griderà forte oggi il mondo della scuola che, rispondendo all'appello dei sindacati di categoria, arriverà a Roma da tutta Italia per manifestare contro le politiche dell'istruzione del governo Berlusconi, in concomitanza con lo sciopero generale della scuola.
Abstract: approvazione in legge del decreto Gelmini, in una piazza Navona, a pochi passi dal Senato, già gremita dagli studenti che da giorni stanno portando avanti la protesta, universitari e liceali insieme. Ma anche destra e sinistra. E proprio tra i due schieramenti si creano momenti di tensione che poi sfociano in veri e propri scontri.
Abstract: attuativi del decreto Gelmini la Uil si augura che "ci sia il coinvolgimento di tutte le forze sociali e soprattutto non si penalizzi il tempo pieno nella scuola primaria". Secondo il segretario confederale, Guglielmo Loy, "la riforma della scuola, settore nevralgico per il Paese, non può partire prima dal taglio delle risorse finanziarie ed umane e poi dalla sua organizzazione.
Abstract: Il decreto Gelmini adesso è legge ROMA - Il decreto Gelmini sulla scuola è legge. Il Senato lo approva in via definitiva con 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti. Un'approvazione scontata, vista la forza dei numeri del centrodestra a palazzo Madama, salutata con soddisfazione dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini:
Abstract: ma è con il voto finale alla riforma Gelmini, che Pd e Idv affilano le armi e gli studenti annunciano una mobilitazione ad oltranza. Poi gli scontri tra studenti a Piazza Navona complicano di più le cose. Anche in vista dello sciopero generale della scuola di oggi. In Aula il ministro Mariastella Gelmini ascolta composta, per lo più a braccia conserte,
Abstract: ex ministro Fioroni Da Ancona a Macerata contro la legge Gelmini. Anche i docenti scendono in piazza ma per fare lezione Aule occupate e volantini, monta la protesta ANCONA - Aule occupate, assemblee, volantinaggi, lezioni libere con i docenti in piazza. La protesta degli studenti contro l'ormai legge Gelmini infiamma le aule delle università.
Abstract: Parola di ministro Gelmini che addita, insieme ad altre, anche Camerino. Ma, dopo le rimostranze del rettore Esposito ("i nostri conti sono in regola"), tocca ora al senatore del Pd Mario Cavallaro prendere le difese dell'ateneo camerte perlando di "grossolano equivoco".
Abstract: Politica Interna Anna Finocchiaro (Pd): ?Non finisce qui?. Intanto assediato Palazzo Madama Il decreto Gelmini è legge Sì del Senato al provvedimento. Il Ministro: ?La scuola cambia?
Abstract: Mariastella Gelmini, qui apporte d'importants changements à l'école, en particulier dans le primaire. SUR LE MME SUJET Reportage La contestation persiste après le vote de la réforme scolaire italienne Les faits En Italie, Veltroni reprend l'offensive contre Berlusconi Portfolio Des centaines de milliers d'Italiens défilent contre Berlusconi Edition abonnés Fiche pays :
Abstract: gli anti Gelmini fischiano anche Grillo Posted By redazione On 30/10/2008 @ 12:53 In Headlines | 1 Comment Studenti in manifestazione a Roma contro il decreto Gelmini Chi di Vaffa ferisce. A Bologna, dove il [1] re dei blogger Beppe Grillo, è stato rifiutato, con slogan dai toni da lui usati proprio a Bologna dove lanciò il [2] VaffaDay,
Abstract: Il corteo degli studenti universitari, scesi in piazza contro il decreto Gelmini, si è scontrato con il muro delle forze dell'ordine in via Castiglione, nei pressi dell'Aula Magna di Santa Lucia. I giovani hanno cercato di sfondare il muro creato dalla Polizia allo scopo di arrivare sotto la sede di Confindustria di via San Domenico.
Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona14:30:41 - A volte nelle cose basta un po' di buon senso. Se a me qualcuno chiedesse di fare una nuova versione[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona14:22:31 - Renny tre govrni avete avuto,
Abstract: Politica Articoli correlati: *Scuola, Gelmini su Facebook: "la social protesta" *Veltroni in corteo tra gli studenti *E' sciopero: la scuola si ferma Guarda tutti i correlati
Abstract:
Abstract: parti del Dl Gelmini che sono di carattere normativo”. FIRENZE Momenti di tensione alla stazione Campo di Marte di Fienze dove alcuni binari sono stati occupati da un centinaio di giovani soprattutto dei centri sociali. Il decreto Gelmini è legge. Scontri e feriti in piazza NavonaUniversità occupate - Fiaccolata a Bologna - Tensione a MilanoPolizia per fermare le occupazioni?
Abstract: ma a Cagliari deve vincere" 15:09:35 - Bravo governo, brava Gelmini. Avanti così.[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona15:04:12 - Guai se i magistrati dovessero timbrare il cartellino ed essere pagati per le ore di lavoro effettiv[..
Abstract: ma a Cagliari deve vincere" 15:09:35 - Bravo governo, brava Gelmini. Avanti così.[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona15:04:12 - Guai se i magistrati dovessero timbrare il cartellino ed essere pagati per le ore di lavoro effettiv[..
Abstract: sul decreto Gelmini sempre tanto contestato. Saranno 14 i pullman che da Avellino, Calitri, Lioni, Frigento, Ariano Irpino, Caposele, Sant'Angelo dei Lombardi, Montoro Superiore, Lauro, San Martino Valle Caudina (con fermate anche a Nusco, Montemarano, Grottaminarda, Baiano e Rotondi) partiranno per la Capitale.
Abstract: superiori parteciperanno stamattina alla manifestazione di protesta a Roma contro il provvedimento del ministro Gelmini convertito in legge nella seduta di ieri dal Senato. Malgrado la protesta studentesca a Salerno abbia registrato negli giorni un riflusso, i ragazzi sono intenzionati a organizzare ancora iniziative di autogestione negli istituti coinvolgendo anche i professori.
Abstract: Riforma Gelmini, arriva l'ok del Senato: s'infiamma la protesta, gli studenti tentano di occupare lo svincolo del Raccordo autostradale. Poi ripiegano per un sit-in. Giornata movimentata e ricca di avvenimenti quella vissuta ieri al campus di Fisciano.
Abstract: Riforma Gelmini, arriva l'ok del Senato: s'infiamma la protesta, gli studenti tentano di occupare lo svincolo del Raccordo autostradale. Poi ripiegano per un sit-in. Giornata movimentata e ricca di avvenimenti quella vissuta ieri al campus di Fisciano.
Abstract: Democratico al Senato e le altre forze di opposizione avevano chiesto il ritiro del decreto Gelmini. Il Governo non soltanto lo ha negato ma ha precluso, con lo sbarramento della sua maggioranza, ogni possibilità di apportarvi anche il benché minimo correttivo». Lo dice il senatore Alfonso Andria che parla di «pauroso arroccamento su posizioni retrive» da parte della maggioranza.
Abstract: La Gelmini ha fretta, ma le questioni sociali non vanno ignorate. I problemi di razionalizzazione sono reali e devono essere affrontati, ma questo è un motivo in più per raccordare le esigenze di spesa e i posti di lavoro. sicuramente giusto sopprimere i plessi di 50 alunni, che non vivono alcuna esperienza educativa significativa in una scuoletta,
Abstract: De Sanctis" hanno affidato il no alla riforma Gelmini sottoscrivendo un documento unitario. "E' evidente che una riforma seria della scuola non può nascere e svilupparsi, come sta accadendo attualmente, solo ed esclusivamente sulla base delle esigenze economiche e dei tagli alla spesa pubblica, previsti dalla legge finanziaria".
Abstract: Mobilitati anche a Caserta contro la riforma Gelmini e i tagli alla scuola pubblica Matese, l'appello dei sindaci
Abstract: quei 162 voti a favore contro i 134 contrari ed i tre astenuti con cui il decreto Gelmini ieri mattina è stato convertito in legge. Maggioranza prevista e scontata. Il resto è scontro: dentro l'aula del Senato e in piazza, dove continua la protesta e scoppiano i primi scontri. Silvio Berlusconi è soddisfatto e accusa la sinistra di «truffare» i ragazzi.
Abstract: legge elettorale e ora la riforma Gelmini: Walter Veltroni propone un altro referendum su cui i cittadini potrebbero essere chiamati a esprimersi nei prossimi due anni. Ma nell'ultimo caso c'è un problema: la riforma è legata alla finanziaria e la Costituzione vieta che possano essere sottoposte a referendum leggi tributarie e di bilancio.
Abstract: Gelmini Day le ha scaricato addosso di tutto: fiaccolate anti-Gelmini, pedalate anti-Gelmini, appelli e petizioni e raccolte di firme anti-Gelmini, spogliarelli anti-Gelmini, gruppi anti-Gelmini su Facebook che continuano a raccogliere decine di migliaia di persone al grido «Anch'io voglio che la Gelmini ripeta l'esame di Stato»
Abstract: ha aggiunto Raffaella Carrà facendo riferimento al fatto che il Senato proprio ieri ha approvato in via definitiva il decreto sulla scuola presentato dal ministro Mariastella Gelmini e, contemporaneamente, le proteste e le occupazioni degli studenti in tutte le città italiane sono degenerate a Roma, a piazza Navona, negli scontri tra giovani di destra e giovani di sinistra.
Abstract: Il decreto del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini introduce, infatti, anche la valutazione della condotta degli studenti: un voto che farà media con quelli conseguiti nelle altre materie ai fini del giudizio finale. I ragazzi, quindi, con il cinque in condotta rischieranno di essere bocciati.
Abstract: ha spiegato il ministro Mariastella Gelmini - sono stati reintrodotti soprattutto per esigenza di trasparenza» nella valutazione scolastica degli alunni. E si torna al voto in decimi anche per l'esame di terza media. Vanno quindi in soffitta i giudizi - sufficiente, buono, distinto, ottimo - con i quali finora si concludeva il percorso di studi.
Abstract: Il decreto Gelmini dichiara guerra al «caro libri». Si prevede, infatti, che i libri di testo adottati dagli insegnanti dovranno durare almeno cinque anni nella scuola elementare e almeno sei anni nella scuola media e superiore. Unica eccezione: la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento, ma solo se considerate indispensabili.
Abstract: Il provvedimento del ministro Gelmini rispecchia, quindi, su questo punto, quanto richiesto dalla Lega. Sotto accusa da parte del mondo della scuola ci sono però i tagli previsti per l'intero settore Istruzione dalla manovra di quest'estate che prevede la riduzione di 87.
Abstract: termine di una tre giorni di approfondimenti sulla Gelmini con la presenza dei docenti, si è svolto un forum al quale ha partecipato tra gli altri anche l'assessore alla pubblica istruzione, Simone Monopoli. All'Itis «Morano» del Parco Verde, invece, i circa 800 alunni, dopo qualche giorno di autogestione, hanno sospeso la protesta, «ma - assicurano - oggi parteciperemo allo sciopero»
Abstract: quanto detto e assicurato dal premier e dalla Gelmini. La legge Gelmini affronta anche il nodo del contenimento della spesa per i libri di testo. E impone agli editori un freno alle riedizioni, per quanto riguarda la scuola primaria, di cinque anni, per la secondaria di I grado (medie) e II grado (licei) di sei anni.
Abstract: Una veglia contro la legge Gelmini e la proposta di un referendum abrogativo le iniziative degli studenti condivise dall'istituto di Torregaveta. «Proseguiremo la protesta - dicono Matteo e Lorenza - contro chi taglia otto miliardi di euro all'istruzione e lottiamo affinché i comuni di Bacoli e Monte di Procida ci rendano più partecipi in merito alle politiche sociali e giovanili»
Abstract: provvedimento del ministro Mariastella Gelmini, infatti, prevede di destinare risorse (una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai venti milioni di euro) all'edilizia scolastica. Ma è polemica con le Regioni sul ridimensionamento della rete scolastica - che prevede l'accorpamento delle scuole con meno di 500 alunni - introdotto nel decreto sul contenimento della spesa sanitaria.
Abstract: in adesione della protesta studentesca contro la riforma Gelmini. Solo che a metà mattinata il ragazzo di Vallo si è accorto di non aver più con sé il proprio telefonino. Come spesso accade in tali circostanze, ha chiesto a un conoscente di fargli uno squillo per cercare di rintracciare l'apparecchio smarrito.
Abstract: In piazza per dire no alla riforma Gelmini: a Portici circa 600 studenti di tutte le scuole superiori hanno manifestato, ieri mattina, per le strade scandendo slogan e agitando striscioni di protesta. Appuntamento in piazza San Ciro per tutti e partenza intorno alle 9.30 lungo le strade principali della città.
Abstract: Proseguono le proteste contro la riforma Gelmini. A Pozzuoli, una folta delegazione di studenti medi provenienti dagli istituti superiori dei Comuni dell'hinterland flegreo si recherà questa mattina a Roma per la manifestazione nazionale contro il decreto Gelmini, convertito ieri in legge.
Abstract: Il ministro Gelmini apprezzi le cose migliori della piazza, come l'uscita dei ragazzi dal letargo dell'indifferenza, trovi i canali giusti di comunicazione con un universo così variegato, costruisca alleanze con le famiglie, con gli studenti, con le associazioni che svolgono seriamente la loro attività di volontariato.
Abstract: Gelmini. «Non vorrei mancare di rispetto a Camilleri ipotizzando quello che farebbe Montalbano ma, per quello che mi riguarda, questi ragazzi nelle piazze mi piacciono proprio come allo scrittore siciliano». Quando gli si chiede se in futuro sarà ancora nei panni del commissario più amato della nostra televisione (350 milioni di telespettatori nelle 64 volte in cui i 18 episodi sono
Abstract: La mobilitazione anti-Gelmini. Dopo l'Orientale lezioni ferme anche alla Federico II. E oggi sciopero Gli studenti occupano i binari Protesta continua, sit-in alla stazione centrale: stop ai treni per due ore, disagi per i viaggiatori Corteo fiume, città paralizzata: in ventimila a piazza Plebiscito.
Abstract: ennesima mobilitazione contro la riforma Gelmini. In piazza ventimila studenti e professori, tre cortei che confluiscono in piazza del Plebiscito. La tensione sale quando arriva la notizia dell'approvazione della legge. Sulla strada del corteo un blitz alla stazione: binari occupati, treni bloccati per circa due ore.
Abstract: Anche i genitori dei bambini delle scuole elementari e medie del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele, insieme con i ragazzi dei licei classico europeo e scientifico, hanno protestato contro il decreto Gelmini. Il Convitto è una delle scuole napoletane che rischiano la chiusura.Le mamme hanno deciso di non far entrare i bambini a scuola tenendoli con sè in piazza.
Abstract: Gelmini. Scenari destinati a cambiare perché a molti studenti non è piaciuto che il collettivo dell'Orientale abbia appoggiato la manifestazione di oggi a Roma. « un corteo indetto dai sindacati e noi dobbiamo sforzarci di rimanere apartitici altrimenti è la fine» spiega uno studente di Lettere nel pomeriggio quando la facoltà è già stata occupata e i suoi colleghi sono alla stazione
Abstract: Abbracci contro la Gelmini: questa l'iniziativa degli studenti dei licei Genovesi e Vittorio Emanuele in piazza del Gesù. Decine di studenti hanno abbracciato i passanti per manifestare contro il decreto Gelmini. Davanti al liceo Genovesi invece è stata organizzata una conferenza stampa con banchi e sedia davanti al portone d'ingresso.
Abstract: Una veglia di preghiera per convincere il ministro Gelmini e il governo «a rivedere la legge». A proporla sono i rappresentanti della Confederazione degli studenti che hanno dato appuntamento agli studenti per domani pomeriggio nel Duomo. Gli studenti si augurano che «anche il cardinale Sepe possa sostenere questa forma di protesta civile».
Abstract: squarciagola contro il decreto Gelmini. Una breve sosta, poi di nuovo in corteo, fino a Corso Umberto, fuori la sede centrale della Federico II, attraversando via Mezzocannone. Quanti erano? Impossibile saperlo con certezza anche se il passaparola e la spensieratezza sono state le armi vincenti degli agguerritissimi studenti delle superiori provenienti da ogni parte della città.
Abstract: Gelmini infiamma anche la Regione. In Consiglio regionale, infatti, la seduta è stata sciolta senza affrontare il nodo delle nomine all'ordine del giorno. Polemiche scaturite quando Tonino Scala, capogruppo Sd, abbandona i lavori perché l'opposizione gli impedisce di leggere un ordine del giorno firmato dai gruppi di maggioranza in cui si chiedeva il ritiro della riforma della scuola.
Abstract: Istituto salesiano del Vomero partecipa alla mobilitazione contro la riforma Gelmini. Questa mattina è prevista l'assemblea autogestita degli studenti e delle studentesse dell'istituto. «L'inizitiva punta sostenere la protesta degli studenti italiani e, contestualmente, approfondire attraverso il dibattito e la discussione le problematiche sollevate dalla legge Gelmini.
Abstract: il clou della protesta napoletana anti-Gelmini che ieri ha avvolto la città. Mandando il traffico in tilt per l'intera mattinata e, nel pomeriggio, bloccando anche i treni per oltre due d'ore. Paralisi totale a contare anche i 38 treni soppressi. La normalità tornerà solo in serata.
Abstract: proteste e occupazioni in numerose città Corteo no-Gelmini: «A Roma un milione» Presidio al ministero con lancio di uova Manifestanti arrivati da tutta Italia. Veltroni: «Governo ascolti il popolo». Berlusconi: «Sinistra scandalosa» ROMA - Il corteo romano contro la legge Gelmini ha avuto un epilogo movimentato quando alcune migliaia di universitari della Statale,
Abstract: definitiva del decreto Gelmini. Per l?assessore è opportuno fare una corretta informazione e collaborare con le famiglie per una conoscenza “vera” della legge. Ecco perché questa mattina davanti la scuola dell?infanzia e nei locali pubblici di Lesina sono stati distribuiti oltre 200 volantini nei quali era riportato integralmente il testo della legge e i punti più essenziali:
Abstract: contro la Legge Gelmini”, tramite una sinergia con “rappresentanti della sinistra” ma solo dove la stessa dimostri “maturità e consapevolezza politica. Lo affermano in una nota i delegati di Lotta Studentesca, formazione giovanile di Forza Nuova: “
Abstract: scesi in piazza ieri mattina per protestare contro la riforma della scuola attuata dal Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini. In testa al corteo anche il sindaco di San Severo Michele Santarelli e l?assessore alla pubblica istruzione Michele Monaco che hanno assicurato l?appoggio e il sostegno dell?amministrazione comunale al fianco del mondo scolastico locale.
Abstract: approvazione del Decreto Gelmini. Innanzitutto è da rilevare come un autentico falso parlare di tagli al personale, nel decreto Gelmini non se ne parla in nessuno dei suoi 8 articoli. Trovo assurdo che Gualdi offra sostegno agli slogan dei giovani che disertano le aule e affollano le piazze citando il disegno di legge 133/2008 …
Abstract: pubblica del sindaco di Forlì tra gli studenti che in piazza Saffi contestavano il decreto Gelmini. Antonio Nervegna sottolinea invece l?importanza di un provvedimento di legge che tiene conto delle problematiche economiche in cui versa il sistema scolastico del Paese, gravato da quell? assistenzialismo statale, cavallo di battaglia dei governi di centrosinistra e dei sindacati, “
Abstract: Gelmini. "Anche a Forlì si è svolta una grande manifestazione degli studenti medi per difendere la qualità dell?istruzione e contrastare le scelte sbagliate del Ministro Gelmini. Questo malessere non può essere strumentalizzato maldestramente dalle forze politiche, ma il Governo e il centro-destra farebbero bene a non sottovalutare un sentire molto profondo che investe largamente
Abstract: sul Decreto Gelmini: "Abbiamo letto con stupore le dichiarazioni rilasciate ieri dal prof. Gualdi in merito all?approvazione del Decreto Gelmini sulla scuola. Gualdi è stato abile nel concentrare così tante frasi strumentali e inesatte in un breve comunicato, che sembrerebbe scritto più da un sindacalista incallito che da un assessore alla Pubblica Istruzione.
Abstract: approvazione del decreto Gelmini sulla scuola. La conseguenza e' che il traffico ferroviario e' stato sospeso e i ritardi per i viaggiatori sono stati notevoli e diffusi. In modo piu' o meno simile, anche se con meno conseguenze (a parte Roma, dove quasi ogni mobilita' e' stata impedita), e' accaduto lo stesso nei centri di molte citta' italiane per la circolazione veicolare.
Abstract: ROMA La legge-Gelmini segna uno spartiacque, la fase politica che si è aperta con le elezioni dello scorso aprile si va chiudendo e la protesta degli studenti e dei docenti dimostra che è «finita la luna di miele» per il Governo. Walter Veltroni scende di nuovo in piazza, dopo la manifestazione del Pd di sabato scorso,
Abstract: L'onda anomala circonda il ministero della Gelmini. Il corteo romano contro la legge Gelmini ha avuto un epilogo movimentato quando alcune migliaia di universitari della Statale, invece di riunirsi al serpentone principale, si è diretto verso la sede del ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere.
Abstract: manifestazioni contro il decreto gelmini Veltroni: "Il governo ci ascolti" Berlusconi: "Sinistra scandalosa" Walter Veltroni: "Il governo deve ascoltare questa protesta, non può restare sordo alla voce di chi nella scuola vive ogni giorno". Ribatte Berlusconi: "La sinistra dice cose che non corrispondono al vero" "Oggi a Roma centinaia di migliaia di persone,
Abstract: stampa il decreto gelmini è legge Scuola, il giorno dello sciopero. E in piazza torna la violenza Tutti insieme contro il decreto Gelmini ma poi finisce in rissa. Quattro feriti ieri fra i manifestanti, questo il bilancio del 118 sugli scontri a piazza Navona, senza comprendere gli agenti contusi e il dirigente dell'ispettorato Senato.
Abstract: La llamada 'ley Gelmini' (porque su impulsora ha sido la ministra de Educacin Mariaestella Gelmini) fue aprobada este miércoles por el Senado. El decreto ley da va libre a la vuelta al colegio del maestro nico, a la nota de conducta y al recorte del presupuesto (8.
Abstract: ley Gelmini' (porque su impulsora ha sido la ministra de Educacin Mariaestella Gelmini) fue aprobada este miércoles por el Senado, donde los conservadores de Berlusconi tienen una cmoda mayora. El decreto ley da va libre a la vuelta al colegio del maestro nico, a la nota de conducta y al recorte del presupuesto (8.
Abstract: Education Minister Mariastella Gelmini said the measures "will bring seriousness and merit back to schools". But Domenico Pantaleo of the General Confederation of Labour union said: "These are not reforms, these are just budgetary cuts. The government is destroying public schools and replacing them with a private system.
Abstract: Chiediamo alla Giunta regionale di impugnare il decreto Gelmini trasformato in legge, e di promuovere tutte le iniziative utili per sostenere il diritto alla scuola pubblica anche nella comunità lucana. E?? necessaria una convinta partecipazione delle Istituzioni locali alla raccolta delle firme a sostegno del referendum per l?
Abstract: hanno sfilato per le vie del centro ad Ancona contro la legge Gelmini, bloccando il traffico nelle principali arterie cittadine. Sempre in mattinata un corteo di più di 600 persone ha sfilato per le vie di Jesi. Il corteo, indetto dal Collettivo studentesco "Corto Circuito", ha visto la partecipazione, oltre che degli studenti, anche di insegnanti, personale della scuola e genitori.
Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona17:11:58 - Cosa centrano gli universitari con la riforma Gelmini che riguarda le scuole elementari? I tagli ci [...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona17:11:30 - Godzilla a casa sua ha un sacco di bicchieri mezzi pieni.
Abstract: Legge Gelmini, il giorno dello sciopero generale Il giorno dopo l'approvazione al Senato del decreto Gelmini, è stato il giorno dello sciopero generale della scuola e della manifestazione nazionale a Roma, organizzata dai sindacati contro le politiche dell'istruzione del governo.
Abstract: principali del centro innalzando striscioni e manifesti e urlando slogan contro il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini alla quale è stata rinnovata la richiesta di ritirare il decreto aspramente contestato per i tagli alla scuola pubblica. La protesta avviene, in quasi tutti i casi, sotto il controllo dei dirigenti scolastici e con la collaborazione degli insegnanti.
Abstract: 30 ottobre 2008 Scuola, la Riforma Gelmini diventa legge Riforma scolastica. Dopo la votazione favorevole avvenuta alla Camera lo scorso 9 ottobre, c?è stata anche l?approvazione da parte del Senato per la conversione in legge del decreto 137/2008 che cambierà il volto della Scuola pubblica italiana.
Abstract: Gelmini: in 20mila a Cagliari Si è conclusa senza incidenti e con la partecipazione di oltre 20 mila persone, arrivate da tutta l'isola, la manifestazione organizzata a Cagliari contro la legge Gelmini. Il corteo si è snodato per le principali via cittadine e i comizi finali si sono svolti nella piazza del Carmine dove la folla è rimasta nonostante un acquazzone che si è scatenato
Abstract: di Gallarate allo sciopero anti legge Gelmini Docenti in sciopero e studenti in piazza a Gallarate Massiccia adesione anche nelle scuole di Gallarate, con i dati più significativi nelle scuole elementari. In molti istituti lo sciopero del personale ausiliario e del personale docente ha costretto i dirigenti a dichiarare (anche per questioni di sicurezza e vigilanza sugli alunni)
Abstract: adesione allo sciopero nazionale del mondo della scuola per protestare contro l`approvazione della riforma varata dal ministro Gelmini ha avuto un`adesione massiccia e pressochè scontata anche nel meratese dove molte scuole hanno rimandato i pochi alunni presenti a casa mentre altre hanno garantito il servizio minimo di assistenza da parte del personale docente e Ata.
Abstract: Gelmini, che percorso il centro si è diretto verso la sede di Confindustria: la polizia, in via Castiglione, ha cercato di impedire ai manifestanti di proseguire. Sono così iniziati cori contro gli agenti, all'insegna dello slogan «Bisogna andare avanti, indietro non si torna», in particolare da alcuni anarchici in testa al corteo.
Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (114 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (54 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (35 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (21 commenti)
Abstract: le parti del Dl Gelmini che sono di carattere normativo”. FIRENZE Momenti di tensione alla stazione Campo di Marte di Fienze dove alcuni binari sono stati occupati da un centinaio di giovani soprattutto dei centri sociali. Il decreto Gelmini è legge. Scontri e feriti in piazza NavonaIL CORTEO DI ROMA - Scontri a Bologna - Tensione a MilanoPolizia per fermare le occupazioni?
Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (114 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (54 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (35 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (21 commenti)
Abstract: America come Maria Star Gelmini sta all?Italia. Guardiamo Sarah Palin e ci specchiamo in un Paese che ancora non conosciamo abbastanza bene. Ci elettrizziamo con gli “endorsement” dei principali quotidiani , compreso il più venduto in Alaska, ma è bene ricordarsi che chi legge regolarmente i giornali è pur sempre una minoranza.
Abstract: proposte che il governo e in particolar modo il ministro Gelmini ci propone sono inaccettabili. Il grembiule e il voto in condotta sono solo trucchi per mascherare il principale obiettivo della mossa Gelmini-Tremonti: ridurre i finanziamenti destinati alla preparazione culturale dei giovani immiserendo il budget e creando le premesse affinché venga a mancare il diritto allo studio,
Abstract: fasulla la tesi del pensatore unico Berlusconi e della sua prediletta Maria Egìda Gelmini secondo cui la massa, crescente e ormai ingentissima, degli studenti di ogni grado e scuola viene "manipolata dalle bugie della sinistra". Per chi pensa con la propria testa e agisce di conseguenza non c'è, credo, offesa peggiore. Ma va bene così: giovani e giovanissimi possono meglio comprendere,
Abstract: Gelmini, e si facciano spiegare da lei, che certo le conosce a memoria, le memorabili pagine scritte in proposito da Rudolph Smend. Dunque ha adempiuto al suo compito il presidente della repubblica ricevendo al Quirinale i rappresentanti dei piccoli partiti non rappresentati in parlamento, da dove li ha esclusi sei mesi fa non solo lo sbarramento che protegge il nostro sistema proporzionale
Abstract: Berlusconi torna a difendere la legge Gelmini e commenta le manifestazioni di oggi degli studenti contro la riforma della scuola con parole dure: «C?è una scandalosa sinistra che ha questa capacità assoluta di mentire su cose che sono di un buonsenso e di una logicità assoluta». A chi gli fa notare che in piazza ci sono non solo ragazzi ma anche molti genitori e famiglie,
Abstract: Mentre tutta Italia si mobilita a fronte del decreto Gelmini approvato in via definitiva al Senato della Repubblica nel pomeriggio di ieri, anche gli studenti e i professori sambenedettesi fanno sentire la loro voce di protesta. La riforma, che ripristina il maestro unico alle elementari, ridimensiona i posti di lavoro e gli orari di lezione, il dimensionamento della rete scolastica (
Abstract: Il sindaco Patrizia Rossini dice no alla Gelmini Castel di Lama | "La Legge Gelmini provocherà danni forti al patrimonio scolastico e ai servizi avanzati costruiti in 20 anni nella Vallata del Tronto. Noi non possiamo applicarlo". Il Sindaco di Castel di Lama, Patrizia Rossini. "La legge Gelmini provocherà danni incisivi e forti sul grande patrimonio scolastico,
Abstract: la legge Gelmini non porterà ad alcun taglio al sistema scolastico modenese, bensì ad una necessaria e virtuosa razionalizzazione delle spese e ad una riorganizzazione della didattica. Gli allarmi lanciati dalla sinistra alle famiglie e agli studenti si sono dimostrati totalmente falsi e lo sciopero di oggi ha connotati esclusivamente politici,
Abstract: contro la Gelmini studenti di Ingegneria di Bologna fanno lezione in piazza (29/10/2008 17:23) | (Sesto Potere) - Bologna - 29 ottobre 2008 - Per protestare contro il decreto Gelmini , studenti e professore della Facoltà di Ingegneria di Bologna fanno lezione sotto i portici di piazza San Francesco.
Abstract: totale Manifestazioni un pò ovunque in Calabria contro il decreto Gelmini. A Catanzaro bloccata la principale via d?accesso al centro storico CATANZARO. Cortei e manifestazioni di studenti si sono registrati mercoledì mattina in diversi centri della Calabria, in concomitanza con il raduno nazionale di Roma contro la riforma della pubblica istruzione, alla quale hanno partecipato,
Abstract: altre città contro la legge Gelmini, nel giorno di sciopero nazionale della scuola indetto da Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals. Intanto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha detto che gli studenti che occupano scuole e università saranno denunciati. "Se ci saranno illeciti ci saranno denunce e per chi occupa illegalmente qualora si presentasse situazione di occupazione abusiva"
Abstract: decreto Gelmini" sulla scuola, diventato legge dello Stato a tutti gli effetti dopo il voto favorevole del Senato. A Veltroni si imputa non solo di inseguire l'Idv di Antonio Di Pietro nella sua strategia referendaria inaugurata con la raccolta delle firme per abrogare il "lodo Alfano" (la legge che non rende processabile le massime cariche dello Stato)
Abstract: attuale movimento di contestazione alla controriforma Gelmini basta infiltrare gli uomini giusti, magari con la striscia orizzontale sulla maglia e la P38 in mano come ai tempi di Giorgiana Masi Per ora l'unica differenza è la mancanza del leader, Almirante affiancava i suoi squadristi come testimonia un'istantanea dell'assalto ai sessantottini della romana Sapienza.
Abstract: spontanea e trasversale che boccia la riforma Gelmini contestandola nel merito. Perciò si deve evitare di imporgli un cappello partitico e rispettarne l'originalità. Certo, è anche politica, ma nel senso che tenta di diffondere "un altro" modello di istruzione e dunque di società Mentre scrivo, nella mia città (Cagliari), gli studenti, i miei colleghi delle scuole superiori e dell'
Abstract: 14 Il punto La grande manifestazione sulla scuola e contro la legge Gelmini di oggi 30 ottobre forse rimetterà le cose a posto. Ma sui tafferugli di piazza Navona conviene ancora tornare per un momento. Tra le varie novità del movimento degli studenti ( alleanza triangolare con insegnanti e famiglie) c'è stata anche la presenza degli studenti di destra.
Abstract: il secondo è che ieri il Senato ha approvato il decreto Gelmini, che riduce drasticamente i fondi destinati alla scuola pubblica. L'Italia non è certamente l'unico paese europeo che sta seguendo una politica volta a sostenere le banche. Quello che non va è che il governo lo sta facendo in modo pochissimo trasparente.
Abstract: angolo: il 14 novembre tutti a Roma e il 15 novembre tutti a Pavia a contestare la Gelmini Cinquecento studenti delle scuole medie superiori presenti alle ore 9.00 al concentramento in stazione. Almeno cinquemila studenti (dall'interno del corteo è difficile valutare, ma se la cauta questura di Pavia parla di tremila persone.
Abstract: LEGGI ANCHE: [6] Approvato il decreto Gelmini - [7] Scontri a Roma tra studenti - [8] Le novità introdotte dalla riforma Gelmini - [9] Veltroni: referendum sulla legge - [10] La Gelmini star di Facebook - [11] I siti della protesta - [12] La cura Gelmini, punto per punto. Partecipa al [13] FORUM
Abstract: Dopo il sì del Senato al decreto Gelmini, approvato in maniera definitiva mercoledì, il mondo della scuola è sceso in piazza per manifestare contro le politiche dell'istruzione del governo Berlusconi. Opposizione e studenti chiedono un referendum per abrogare la legge. Roma ha ospitato la grande manifestazione partita da piazza della Repubblica con studenti,
Abstract: Gelmini: «A Roma un milione» Presidio al ministero con lancio di uova Manifestanti arrivati da tutta Italia. Veltroni: «Governo ascolti il popolo». Berlusconi: «Sinistra scandalosa» ROMA - Dopo la conversione in legge del decreto Gelmini e le proteste spontanee degli studenti in molte città d'Italia, è stato il giorno dello sciopero nazionale indetto dai sindacati confederali (
Abstract: Nessuna mobilitazione studentesca organizzata ha manifestato il dissenso per la nuova Legge Gelmini: per le vie del centro gruppi di studenti si sono ritrovati nei bar, nel campo sportivo del Ricreatorio S. Carlo o nei prati del Girifalco come in un giorno di vacanza. Anche i più piccoli, approfittando dell'ultimo caldo, erano in bici o a passeggio con i nonni.
Abstract: di Orazio per illustrare i temi della riforma Gelmini e per illustrare quale sia lo stato dell??istruzione in Italia ed ascoltare dalle voci dei cittadini, delle parti politiche e della società quali siano le istanze e le necessità di riforma. Lo rende noto il capogruppo di An, Antonio Tisci, il quale dichiara che ?
Abstract: DECRETO GELMINI, VITA: PERICOLOSO STRUMENTALIZZARE PROTESTE 30/10/2008 18.28.21 [Basilicata] (ACR) - ??La protesta degli studenti contro il decreto Gelmini, con la legittima rivendicazione di maggiori investimenti per la scuola pubblica, rischia di essere strumentalizzata dai partiti?
Abstract: Gelmini, come emerso dal recente sondaggio su La Repubblica, che la dice lunga su come si sono forzatamente voluti presentare i tagli attraverso lo specchietto per le allodole del grembiulino e del voto in condotta. Il giudizio negativo degli italiani è ormai evidente, soprattutto di quanti hanno preso coscienza dei reali effetti di una riforma che sfavorisce soprattutto le fasce
Abstract: il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (115 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (55 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (36 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (21 commenti)
Abstract: Gelmini ha implicazioni anche istituzionali molto gravi: essa insegue una deriva plebiscitaria ed esprime il massimo della sottovalutazione della dialettica parlamentare". Lo ha dichiarato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl che ha osservato: "Procedendo di questo passo i risultati raggiunti in Parlamento non verrebbero riconosciuti e sarebbero rimessi in questione
Abstract: contro decreto Gelmini ogni forma mobilitazione compreso referendum (30/10/2008 17:36) | (Sesto Potere) - Roma - 30 ottobre 2008 -“Un decreto sbagliato per la scuola, i lavoratori, gli studenti e le famiglie italiane”. Così il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, e il segretario generale della Flc-Cgil,
Abstract: Il ministro Gelmini ha annunciato per la prossima settimana un piano sull?Università: non si commetta l?errore già compiuto per la scuola e si apra il confronto con il sindacato e il mondo accademico. La tensione di queste ore ci auguriamo induca il governo ad approdare ad un approccio più dialogante”
Abstract: contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. Come riferito in serata da fonti giudiziarie, la decisone è stata presa in base al primo rapporto stilato dalla Digos e richiesto dal procuratore della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara. Secondo le fonti, i quindici, di entrambi gli schieramenti, sono stati indagati per porto d'armi improprie e resistenza a pubblico ufficiale.
(
da "Corriere.it"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
protagonista degli scontri in piazza NAVONA L'identikit di Blocco Studentesco e la «rivoluzione dei liberi pensieri» Il movimento legato a Casa Pound, costola staccata da Fiamma tricolore, chiede di chiudere le scuole private Il sito di Blocco Studentesco MILANO - Aprendo il sito di Blocco Studentesco parte un brano musicale che recita: «Mille cuori e una bandiera. Siamo il Blocco Studentesco, state tutti bene in guardia». Sfondo nero e una fascetta tricolore di lato. Sono stati loro i protagonisti, insieme ai ragazzi dell'Uds (Unione degli studenti, l'associazione più rappresentativa in Italia), degli scontri in piazza Navona a Roma. «RIVOLUZIONARIO» - «Il Blocco Studentesco è un movimento studentesco che nasce nell'estate 2006 a Casa Pound (movimento delle occupazioni di destra, una costola fuoriuscita da Fiamma tricolore, ndr), l'occupazione non conforme del fascismo del terzo millennio - si legge sul sito -. L'obiettivo è quello di portare lo stesso spirito d'avanguardia, lo stesso stile che ha contraddistinto l'esperienza delle occupazioni non conformi, nelle scuole. un movimento rivoluzionario, di rottura con quella che è la scuola di oggi, la scuola-azienda dove le idee sono proibite, dove gli studenti non contano nulla, dove a farla da padroni sono i professori nostalgici del '68 e i presidi-manager». LE RICHIESTE - Gli obiettivi del movimento: conversione di tutti gli istituti privati medi (inferiori e superiori) e universitari in scuole pubbliche; libro di testo unico per ogni materia a livello regionale; maggiore rappresentanza studentesca nei consigli d'istituto; aumento delle ore di educazione fisica del 150%; escursioni naturalistiche e organizzazione di campi montani e marittimi con cadenza stagionale; sviluppo delle energie alternative con installazione di pannelli solari sulle scuole. «LIBERI PENSIERI» - Blocco Studentesco ha carattere prevalentemente romano (anche se conta parecchi seguaci a Verona) e nella capitale guida le autogestioni di diverse scuole. Si sono presentati a Palazzo Madama come rappresentanti del gruppo No-Gelmini, con magliette come «Orgoglio della feccia». «Nè rossi né neri, solo liberi pensieri» è il loro slogan, mentre auspicano «un nuovo movimento che superi gli steccati ideologici». Sono ben organizzati, con camion, servizi d'ordine, contatti con la Digos. Gli altri gruppi di destra emersi nella protesta anti-Gelmini sono Lotta Studentesca, componente giovanile di Forza Nuova, e Azione Studentesca, il gruppo legato ad An che invece difende l'operato del governo. Quest'ultimo, al contrario degli altri due, non partecipa allo sciopero generale del 30 ottobre. stampa |
(
da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Passato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. L'opposizione annuncia il referendum.Tensionia Milano, binari occupati. Pasquino, lezione aperta a Bologna
" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa LA PROTESTA ANTI-GELMINI Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona Passato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. L'opposizione annuncia il referendum. Tensioni a Milano , binari occupati. Pasquino, lezione aperta a Bologna Roma, 29 ottobre 2008 - E' arrivato il via libera definitivo del Senato al decreto legge sulla scuola. Il provvedimento, che porta il nome del ministro dell?istruzione, Mariastella Gelmini, è stato approvato dall?aula di Palazzo Madama con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. Il provvedimento prevede, tra le altre cose, il ritorno dal 2009-2010 delle classi con il maestro unico nella scuola primaria e il voto in condotta che farà ?medià con quelli conseguiti nelle altre materie. BERLUSCONI Immediata la reazione del premier: "Bene, e? stato un voto che e? andato come e? logico che andasse: spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra??: lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, appena giunto all?assemblea di Confcommercio, commentando il si? definitivo del Senato al decreto Gelmini. Berlusconi torna a parlare della polemica sulle fosze dell'ordine negli istituti bloccati: ”è una cosa - ha insistito Berlusconi, che ha fatto partire il ragionamento dai disordini in Campania - che vale in tutte le situazioni, anche per la scuola. Loro possono manifestare, ma non contro cose che non esistono. Hanno il diritto di manifestare quanto e dove vogliono. E in questo caso siamo stati addirittura di manica larga perchè gli studenti non possono intralciare il traffico, occupare piazze o impedire a chi vuole studiare di farlo”. SCONTRI IN PIAZZA NAVONA: FERITI Sono in tutto 14 gli studenti fermati oggi a piazza Navona dalle forze dell?Ordine durante gli scontri tra giovani di destra e sinistra che manifestavano davanti al Senato per protestare contro l?approvazione definitiva del Dl Gelmini. Secondo quanto si apprende i fermati, portati al commissariato Trevi per i primi accertamenti, sarebbero tutti aderenti a Blocco Studentesco. Momenti di tensione si sono svolti fin dalla mattinata a piazza Navona, mentre a Palazzo Madama si dava il via libera alla riforma della scuola: ancora diverse migliaia di studenti stanno manifestando contro il decreto Gelmini. Un gruppo di studenti di destra del Blocco Studentesco, denuncia l?Unione degli Studenti, ha attaccato la testa della manifestazione, aggredendo i ragazzi presenti.In merito agli incidenti avvenuti in piazza Navona, nei pressi del Senato, tra i ragazzi dell?Unione degli studenti e quelli del Blocco studentesco, la questura di Roma ha poi precisato di essere intervenuta per dividere le due fazioni. L?intervento della polizia si è reso necessario per interrompere i disordini. LA FINOCCHIARO E I MESSAGGI DEGLI STUDENTI "Onorevole Presidente del Senato onorevoli senatori, oggi nelle vostre mani non vi è un semplice decreto legge, ma il nostro futuro , che è il futuro del paese; è a voi che rivolgiamo l?ultimo, strenuo appello affinchè qualcuno, finalmente, prenda in considerazione il nostro parere: il parere degli studenti". è il messaggio degli studenti del Liceo Orazio letta dalla senatrice Anna Finocchiaro nell?Aula di Palazzo Madama. "Onorevoli Senatori, l?Italia ha assistito in questi giorni alla discesa in piazza di decine di migliaia di studenti di ogni ordine e grado. Persino i professori, i docenti universitari ed i dirigenti scolastici hanno tentato di difendere questa scuola, istituzione che sino ad oggi è riuscita a garantire a tutti i giovani un dignitoso livello d?istruzione nonostante i numerosi tagli di cui essa è stata spesso oggetto. Oggi il Ministro della Pubblica Istruzione sta cercando di infliggere il colpo di grazia alla nostra scuola, che dalla Seconda Guerra Mondiale garantisce in modo paritario un?adeguata istruzione affinchè tutti abbiano la possibilità di inserirsi nel tessuto sociale el nostro Paese: un Paese democratico. Piuttosto che tornare in classe con questo decreto, siamo pronti a fare sentire la nostra voce per cercare di garantiren fino in fondo quella democrazia conquistata dai nostri padri". REFERENDUM Walter Veltroni annuncia un referendum "non di partito, non il referendum del Pd": "Faccio appello - dice il leader Pd - a tutto il mondo della scuola e a tutte le forze politiche per dar vita alla più grande iniziativa civile. Non abbiamo nessun interesse a che il referendum sia solo del Pd". "Il governo - accusa - non ha voluto ascoltare nessun appello per il ritiro del decreto Gelmini e l?apertura di un tavolo che riunisse tutti i soggetti interessati. è stato chiuso al confronto. Nulla è stato discusso con le persone interessate. Il governo si è comportato parlamentarmente e politicamente in modo arrogante ed ha radicalmente sbagliato". SCIOPERO Sciopero generale domani nel mondo della scuola per chiedere il ritiro dei decreti sull?istruzione ed aprire un tavolo di confronto con le parti sociali: l?invito ad astenersi dal lavoro da parte di tutte le maggiori sigle sindacali di categoria ed il particolare momento di contestazione generalizzato per la politica di tagli intrapresa dal Governo comporterà con ogni probabilità interruzioni all?attività didattica e la chiusura di molti istituti. Non accadeva da diversi anni che ad una mobilitazione nazionale partecipassero compatte le organizzazioni sindacali firmatarie di contratto - Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda -, come non accadeva da anni che ad una manifestazione nazionale aderissero anche una buona fetta di studenti e presidi: assieme a loro sfileranno per le vie di Roma anche molti genitori, associazioni, istituzioni locali, i il mondo universitario ed anche alcuni politici del centro-sinistra. Domattina il corteo si radunerà a piazza della Repubblica, da dove si sposterà a partire dalle 9.30 per le vie del centro - passando per via V.E. Orlando, largo di Santa Susanna, via Barberini, piazza Barberini, via Sistina, piazza della Trinità dei Monti, viale della Trinità dei Monti, viale Gabriele D`Annunzio - per radunarsi in piazza del Popolo. La manifestazione si preannuncia imponente: nella capitale è previsto l?arrivo da tutta Italia di circa mille pullman e di alcuni treni speciali. Almeno cento pullman saranno composti da studenti: hanno garantito la loro partecipazione l?Unione degli studenti, la Rete degli studenti e l?Unione degli universitari. Lo sciopero si estenderà anche ai dirigenti aderenti ai sindacati Flc-Cgil, Cisl Scuola e Snals che inizialmente avevano indetto la protest per il 31 ottobre: i presidi protesteranno per chiedere il rinnovo del contratto, scaduto da 32 mesi, e per l?attuazione dell?ordine del giorno del 29 luglio al Parlamento sull?equiparazione retributiva dei dirigenti scolastici agli altri dirigenti dello Stato. Anche i docenti ed il personale Ata si asterrà dal lavoro per il rinnovo del loro contratto, ormai scaduto da 10 mesi, ma la lista delle motivazione è molto più articolata: la protesta intende fermare i tagli all?istruzione, 7,8 milioni di euro in tre anni, ed il ritorno al maestro unico e il modello base ridotto a 24 ore alla primaria. Tra le richieste vi è poi l?apertura di un tavolo di concertazione sulla riforma, con le parti sociali - sindacati, associazioni, studenti e famiglie - da intendere come parte attiva e propositiva, la rivendicazione del tempo prolungato generalizzato alle secondarie, del rispetto per i ruoli professionali che non comportino spostamenti `forzati? per andare a coprire i posti vacanti, degli interventi fiscali, degli organici stabili, una maggiore continuità didattica e più garanzie per i 350 mila precari della scuola. MALTEMPO Il Campidoglio chiede lo stato di calamità naturaleScontri a Roma dopo la votazione - Scontri in piazza Navona tra studentiBologna: fiaccolata di protesta - Tensione a Milano - Università occupatePolizia per fermare le occupazioni? - Giuste le proteste studentesche? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 29/10/2008 11:01 Daniele quanto costa andare all'università ora?? e quanto costerà tra qualche anno?? uno studente riuscirà a mantenersi da solo facendo qualche lavoro?? e le famiglie per quanto ancora potranno aiutarli?? 29/10/2008 11:19 Pilone Evvai! era ora che cambiavano le cose! 29/10/2008 11:41 stellanera Finalmente!!!Mi fa ridere la lettera di alcuni studenti in cui si dice che la nostra scuola "ha garantito un discreto livello di istruzione!!" non è vero! E mi fanno ridere quelli che dicono che devono difendere quello che i "nostri padri hanno conquistato". Questa legge non mette in discussione la democrazia e il diritto allo studio. I tagli ci sono dove c'è spreco e si indirizzano le risorse a migliorare la qualità e l'organizzazione della scuola. Mi fanno piangere quei genitori delle scuole elementari che portano i figli nei cortei! complimenti! delegittimare il rispetto delle regole e dell'autorità a quell'età darà sicuramente buoni frutti!!! e mi fanno disperare quei senatori che si sono affacciati alla finestra a gridare agli studenti che sono con loro. Non sono con loro ma semplicemente contro questo governo qualunque cosa decida.E poi perchè non si da spazio a quelli a cui va bene la riforma e che vogliono usufruire delle lezioni? E sono molto di più!!!! 29/10/2008 11:46 massimo tutti in piazza? ed a studiare e lavorare chi ci va? i soliti stolti? 29/10/2008 11:47 mauro toselli ha ragione Veltroni " l'Italia e' migliore di questo governo che taglia alla scuola ,con una legge che in molti punti e'anticostituzionale e quindi Napolitano non dovrebbe firmare ,per aumentare le spese militari delle nostre missioni all 'estero 29/10/2008 11:49 silvio re brava Gelmini avanti così, ci vuole autorità in sto paese... 29/10/2008 11:50 bimbobello E' l'inizio della fine| 29/10/2008 11:52 carlino Le vicende di questi giorni ci hanno consegnato il più grande prtito conservatore che la storia italiana abbia mai conosciuto, piu' conservatore dei sindacati sempre propensi a tutelare i privilegi acquisiti, si il PD si è dimostrato questo e me ne dolgo come italiano. Dopo questo decreto però è necessaria una riforma totale di tutto il comparto scolastico ed universitario, si convochino da subito tutte le parti e si metta mano con piglio alla riforma senza se e senza ma e senza cedere a chi punta al conservatorismo. 29/10/2008 11:59 Giorgio-Pietro Questa Italia fa veramente pena. E' proprio vero, comunque, che il governo che ci rappresenta è il governo che l'Italia si merita. Che schifo!!!!!!!! Potessi, lascerei l'Italia immediatamente per non ritornarci piu'. Sono veramente schifito dalla classe politica italiana. 29/10/2008 12:05 Elena ... sarà ora che i quasi trentenni che sono in piazza o vanno in tv a dimostrare contro la riforma si mettano a studiare?? naaaaaa :-) Una scuola meno "parcheggio" non gli può mica andare bene :-) Perchè chi ha voglia di studiare si guadagna le borse di studio e finisce in tempo, e tanti, tanti, tanti... a più di 25 anni sono ancora a manifestare per le piazze? papi e mami pagano... 29/10/2008 12:09 Luka Visto come si stanno comportando gli studenti, non denotando certo grande intelligenza e responsabilità, direi che è necessario riformare drasticamente l'istruzione e insistere sul concetto di meritocrazia. Ogni volta che intervistano uno studente per conoscere i motivi della protesta e che questo risponde o che non lo sa oppure con frasi generiche prive di significato, mi vergogno di essere italiano. Ma i nostri studenti si rendono conto che andando avanti di questo passo non troveranno nemmeno un lavoro precario? Ovviamente i figli di papà/radical chic sono esclusi. 29/10/2008 12:14 GIOIR E SE LA PROTESTA FOSSE SVOLTA IN SENSO OPPOSTO ??? CIOE' INVECE DI ANDARE IN PIAZZA FREQUENTARE LA SCUOLA ANCHE NELLE ORE E NEI GIORNI QUANDO NON CI SONO LEZIONI ??? VORREI VEDERE QUANTA DI QUESTA GENTE CHE ALLE AULE PREFERISCE PASSEGGIARE IN STRADA FAREBBE LA PROTESTA, NESSUNO:::!!! PERCHE' QUELLO CHE INTERESSA A QUEI RAGAZZI E CHI LI PORTA IN GIRO, NON E' LO STUDIO MA IL GIOCO NELL' INTERESSI DI POCHI...!!! SONO SFRUTTATI E NON SE NE ACCORGONO O FANNO FINTA...!!! IN TV, IERI:::CORSO DI LAUREA PER 4 FREQUENTATORI E 8 PROFESSORI...!!! PAZZESCO...!!!SONO PAGATI CON I SACRIFICI DI TUTTA LA GENTE ONESTA CHE LAVORA E PAGA REGOLARMENTE LE TASSE...!!! E POI FATEMI IL FAVORE DI DARE UNO SGUARDO AI SONDAGGI SU QUESTO QUOTIDIANO PER RENDERVI CONTO CHE IL PAESE E' CONTRO LO SCIOPERO E CONTRO L'OCCUOAZIONE DELLE AULE E DEGLI ATENEI...!!! O VI INTERESSANO I SONDAGGI QUANDO VI FANNO COMODO??? QUESTO E' SOLO L'INIZIO DI UNA RIFORMA NECESSARIA DELLA SCUOLA NELL'INTERESSE DI CHI HA VOGLIA DI STUDIARE...!!! 29/10/2008 12:15 paolo Le leggi le fa il Parlamento, regolarmente eletto dalla maggioranza degli Italiani, e non la piazza come pensa una parte degli studenti ovviamente spalleggiati da PD e IDV sempre pronti a cavalcare qualunque protesta. 29/10/2008 12:21 Pete Plague Gli studenti prendano atto che le vecchie generazioni, che avevano il maestro unico, sono venute su molto meglio delle più recenti (con pluralità di maestri). Ciò premesso la smettano di rompere gli zebedei con la riforma Gelmini. E la smettano con il fascismo e bischerate varie, che non c'entrano nulla. 29/10/2008 12:21 ed Meritocrazia , domolire i privilegi e tagliare gli sprechi.Questa deve essere la linea guida di un buon governo !! Destra o sinistra che fosse ! Badate che tagliare gli sprechi non significa che la qualità è minore anzi!!! , tagliare, tagliare e fortemente tagliare .Un taglio drastico degli sprechi farebbe risparmiare alla cosa pubblica almeno 100 miliardi di Euro . Non è una esagerazione !! La qual cosa vada a diminuire le tasse di tutti !!Solo così l'Italia nè uscirà fuori.Lo "status quo" ci porterà nel baratro!!A quando la soppressione delle Provincie a quando tagli alla RAI e alle Regioni in perdita??? Tagli e meritocrazia . Lotta ai privilegi. Queste le vere riforme!! 29/10/2008 12:26 paolo Che faccia tosta! L'Unione degli studenti è scandalizzata dal comportamento delle forze dell'ordine che non intervengono a difenderli da ben 20 infiltrati! 29/10/2008 12:28 ELISA A Berlusconi dispiace vedere tanti ragazzi presi in giro dalla sinistra?? E a me rompe vedere tanti italiani fregati dalla destra!!!! Tagli in politica mai, eh??? 29/10/2008 12:30 paolo E' assurdo prendersela con i tagli alla scuola senza dimostrare se questi tagli vanno o meno a colpire inefficienze, clientelismi e posti di lavoro creati a solo scopo di ammortizzare sociale. E il governo ombra della sinistra cosa propone in alternativa: niente come al solito e lo ha detto non uno di destra ma un loro esponente di spicco quale Cacciari. 29/10/2008 12:32 paolo Siamop in una democrazia per cui a una legge del Parlamento ci si può opporre con un'unica arma che è quella eventualmente del referendum non le dimostrazioni in piazza. 29/10/2008 12:38 GIOIR NON SI PUO' PIU' MANTENERE LO STATUS QUO IN CUI SI TROVA LA SCUOLA...NON CI SONO I SOLDI E QUINDI BISOGNEREBBE METTERE NUOVE TASSE, SOPPORTATE DAI MILIONI DI LAVORATORI ONESTI, PER GARANTIRE I PRIVILEGI DI QUALCHE MIGLIAIO DI BARONI DELLA SCUOLA...!!!ALLORA SI DEVE FARE LA LOTTA AGLI SPRECHI ED E' QUELLO CHE STA FACENDO LA GELMINI...!!!NON SOLO MA IL GREMBILINO, IL 5 IN CONDOTTA SONO VOLTI A MORALIZZARE, PER QUANTO POSSIBILE, GLI SCOLARI, PERCHE' ESSERNE CONTRO ??? IL GREMBIULINO UGUALE PER TUTTI NON E' SOLO BELLO A VEDERSI MA EVITA AI RAGAZZINI IL CONFRONTO CON CHI E' PIU' O MENO AGIATO DI UN'ALTRO E CHE SI PUO' PERMETTERE UN ABBIGLIAMENTO DIVERSAMENTE PIU' COSTOSO...!!! IL 5 IN CONDOTTA NON PUO' ESSERE TEMUTO DA CHI TIENE UN COMPORTAMENTO CORRETTO A SCUOLA MA SOLO DA QUELLI CHE , SI PUO' DIRE, VIVONO DI BULLISMO CHE TRASCENDE IN ATTI MERAMENTE DELINQUENZIALI, DOVE SI IMBRATTANO DI VERNICE LE CLASSI, SI DISTRUGGONO BANCHI E SCRIVANIE, SI INSOLTANO GLI ALTRI ALUNNI E SPESSO GLI STESSI INSEGNATI...!!! 29/10/2008 12:46 Beppe Un grandissimo GRAZIE ai parlamentari. A tutti gli universitari che sono contro (alla 133): Forse non sono al corrente dei docenti figli/e di Rettore, Cognati/e di Rettore, Fratelli/Sorelle di Rettore, ecc. che fanno finta (prechè non ne sono all'altezza) di insegnare la materia; se sono al corrente allora sono di sinistra (più che di sinistra sono anti Silvio) e quindi protestano in malafede. Oggi è una magnifica giornata. Saluti a tutti. 29/10/2008 12:52 roberto-rieti le proteste di una frangia di studenti, sobillati dai baroni che vedono minacciati i loro privilegi e strumentalizzati dalla sinistra, ha scoperchiato il vaso di pandora dal quale sono emerse tutte le assurdità del mondo universitario che ci hanno precipitato agli ultimi posti della cultura mondiale - è stato un clamoroso boomerang che ha informato la massa dei cittadini dei torbidi intrighi in cui i nostri ragazzi si devono confrontare e che prima erano noti solo agli addetti ai lavori - ora che l'opinione pubblica è più informata di questo scandaloso andazzo, è urgentissimo e improrogabile che il governo ponga fine a questo malcostume imperante - ringraziamo dunque i peotestanti che, contro la loro volontà, ha fatto capire a tutti i cittadini quanto sia urgente riformare e moralizzare tutto il mondo universitario. bravi, bravi, bravi| 29/10/2008 12:54 BEPPE DI LIVORNO Finalmente si cambia musica, era l'ora di rinnovare tante storture portate nel tempo dalla sinistra. Tipo tutte le porcate che fece Berlinguer, quando era ministro !Al di la di quello che vuol far credere la sinistra, questa è una legge che modernizza tutto il settore della scuola, che non era mai stato modernizzato da tantissimi anni. Adesso per tanti " baroni della scuola " finalmente la pacchia è finita. Ben fatto Ministro Gelmini ! 29/10/2008 13:09 martino Quello che più mi fa rabbia è che si sta' manifestando oggi per l'approvazione di un decreto legge che non ha nulla a che vedere con l'università. Forse gli universitari hanno capito che il grembiule lo devono mettere anche loro? Se fossero capaci di capire e leggere, avrebbero dovuto protestare quando è stata approvata la legge 133 che permette alle università di trasformarsi in fondazioni (e poi qui, quale sarebbe il problema? che sono soggetti di diritto privato? cosa cambia con le università? a ben vedere proprio niente.) 29/10/2008 13:27 kurtz A me rattrista vedere che nessuno risponde mai nel merito della riforma Gelmini: mai un insegnante che abbia scritto da destra qualcosa sul merito della questione. E dire che di insegnanti di destra ce ne sono. Nessuno del centro destra ha chiarito i dubbi che sono sorti a noi genitori: a me venire etichettato a sinistra solo perché vorrei sapere come cambierà la vita mia e di mia figlia mi irrita, penso che sotto le sparate della Gelmini non ci sia nulla e che ci stiano prendendo in giro. Ogni volta che un sostenitore della riforma si è confrontato sul merito con chi la scuola la vive ha fatto la figura del rivenditore d'auto usate. Mi dispiace, ma non credo che tornerò a votare a destra: la sinistra non l'ho mai votata, però da destra ho ricevuto solo risposte qualunquistiche e ideologiche e io con l'ideologia a fine mese non ci arrivo. I decreti li ho letti e non c'è scritto quello che la Gelmini e Berlusconi sostengono che ci sia. Questa destra non è la mia destra, per me la destra è sopratutto onestà. 29/10/2008 13:28 il barone tutti in piazza per tutelare i baroni universitari che devono poter continuare ad assumere i loro parenti e amici 29/10/2008 13:31 valentina Pisa PILONE E STELLA NERA fate una bella coppia vai...ma veen rendete conto?non pensate solo a voi!la scuola se ha delle lacune è colpa anke del governo di tanti anni prima...MA è VERO SIAMO STATI INGANNATI ..IO LO SAPEVOO IO nn l'ho votato berlusconi e ne vado fieraaa!!!ma ki saremo noi un giorno?nessuno e grazie e solo a loro..SENZA PAROLE VERAMENTE 29/10/2008 13:41 adriano ..ffanc.. la maggioranza!!!!!! 29/10/2008 13:42 Bellaz89 Il problema è che nella finanziaria ci sono 1,4 miliardi di euro di tagli alla RICERCA e ai RICERCATORI(NON ai baroni)Il problema è che con il turn-over c'è il blocco delle assunzioni dei professori e molti corsi rimangono scoperti.Il problema è che questa manovra aumenterà il carico didattico dei professori e dei ricercatori diminuendo il loro monte ore di ricerca. Il problema è che se un ateneo non può più opravvivere come entità pubblica non è detto che ci sia un privato interessato. Il problema è che un sistema universitario sul modello americano ( che tra l'altro in questi giorni di crisi si stà rivelando di una fragilità assoluta) non può esistere in Italia o in genere in Europa e in ogni caso non si mette dall' oggi al domani. Il problema è che moltissime persone non potranno accedere all' università perchè non potranno permetterselo(ricordiamo che nella finanziaria ci sono tagli ANCHE alle borse di studio). Il problema è che il taglio lascerà intatto il sistema dei baroni e penalizzerà gli altri. 29/10/2008 13:48 giorho in democrazia si devono sopportare anche le scorretezze messe in atto dai partiti che usciti sconfitti dalle elezioni creano disordini pescando nel dissenso per uscire dall'isolamento.quando ritorneranno al governo questi partiti penseranno solo a se stessi lasciando ancora una volta i meno abbienti nella disperazione continuando a prendere finanziamenti per i loro giornali televisioni future nonchè radio. si poteva evitare questultimo provvedimento eliminando tutti gli sprechi i privilegi e finanziamenti vari,avremmo avuto così la possibilità di evitare tagli e destinare le risorse a chi le produce.come al solito chi è all'opposizione si scandalizza ma una volta al potere arraffa a più non posso alla faccia di chi lavora per mantenerli. 29/10/2008 14:02 renny Studentelli ignoranti vi è andata male questa volta eh....! Questa è una legge giusta che andava fatta molto prima, quindi fate pochi casini e studiate! 29/10/2008 14:06 CARLO (per gioir) caro amico, dici che non ci sono i soldi e che il governo è costretto a tagliare dove ci sono troppi sprechi, è giusto quello che dici, però io avrei un'altra proposta molto più semplice dove nessun italiano si lamenterebbe e non ci sarebbero certamente tutti questi casini ed è questa: perchè i signori parlamentari (tutti ladri sia a destra che a sinistra) non si riducono l'oneroso stipendio che percepiscono? certamente rimarrebbero tanti soldi da poter utilizzare dove veramente c'è bisogno a cominciare dagli stipendi e dalle pensioni da fame!! ciao 29/10/2008 14:22 Vittorio60 nutro seri dubbi sulle intenzioni "democratiche" dell'avo della finocchiaro e su quelle recondite della stessa. inoltre la scuola pubblica non è stata avviata, come invece asserisce la medesima, "democraticamente" solo dal 1945 in poi, bensì parecchi decenni prima e d'autorità. ma contro le falsificazioni ispirate da livore aprioristico non c'è alcun rimedio. se non la sovrana indifferenza. 29/10/2008 14:24 w la scuola perchè non vanno a studiare e, chi deve, a lavorare, nullafacenti!!! La scuola peggiora perchè gli studenti non hanno voglia di fare nulla, i professori ancora di meno, tanto il posto è garantito (almeno era) e la sinistra li sostiene!! purtroppo urlano e stramazzano più degli altri che studiano e lavorano... ecco perchè sembrano tanti. In compenso sono più pittoreschi! io manderei l'esercito licenzierei tutti i professori e boccierei gli studenti che protestano e non sanno perchè! finora si è sempre fatto come volevqno prof e studenti e il risultato è lo schifo attuale 29/10/2008 14:31 sara evviva la democrazia! è un mese che professori e studenti sono in piazza... 29/10/2008 14:33 TANTE GRAZIE E ARRIVEDERCI Dico solo questo: qualsiasi governo denominato "REGIME" ha trovato beneficio nel NON promuovere IL SAPERE da cui deriva anche capacità AUTONOMA di giudizio e quindi anche di scelta. I governi che vogliono promuovere lo sviluppo in genere (vedi l'india ad es) promuovono il sapere, la scuola, le università. Giudicate voi ora! Ritorneremo a fare il popolo di emigranti e come si dice in questi casi: TANTE GRAZIE E CON UN LONTANO "FORSE" arrivederci!!! 29/10/2008 14:35 mauro toselli purtroppo per il cavaliere , per la gelmini, per tremonti e per la lega, gli studenti e le famiglie italiane hanno capito benissimo da chi sono stati presi per i fondelli ( IL GOVERNO BERLUSCONI ) e adesso prenderanno le opportune contromisure ; come al solito berlusconi e i suoi attaccano per non difendersi, ma ormai gli italiani il gioco lo hanno capito benissimo 29/10/2008 14:41 Amato Rispondo a Giorgio-Pietro. Vuol lasciare l'Italia? Non glielo impedisce alcuno? Provi ad informarsi prima di dare giudizi negativi su uno o sull'altro! Le Ns. università, hanno milioni di debiti, con centinaia di corsi fasulli o pseudo-tali. I professori" a vita" i cosiddetti baroni, nelle attuali univ., TUTTE,perepiscono un più che lauto stipendio insegnano al max 4-5 ore, poi fanno proseguire gli assistenti. Ovvio che la prepar. culturale dei Ns. ragazzi è mediocre!Ad es. lo sa Lei che l'Univ. di Firenze, produce olio extravergine, vino e grappa nei suoi 40 Ha di terra, con finanziamenti annui milionari? Li paga forse lei da solo detti finanziamenti o...sono sulle spalle di tutti gli italiani? 29/10/2008 14:50 doc finalmente c'è stato il coraggio di cambiare le cose, almeno cominicare a farlo.. alla faccia di tutta la sx!! viva la meritocrazia, viva la voglia di cambiare e ammodernare questo paese, a cominciare dalla scuola.. io l'università l'ho passata grazie alle mie capacità e alla voglia di studio, perchè se aspettavo prof o rettori.. auguri!!! solo clientelismo alla sinistra!!! ps: non capisco perchè scioperino gli studenti delle superiori o 30enni.. ai primi la riforma non tocca, ai secondi dico: siete tutti figli di papà, piccoli fuoricorso invasi dalla voglia di far nulla... io ho lavorato e studiato a testa bassa laureandomi con ottimi voti e non pensavo proprio a scioperare come fanno questi.. siete ridicoli!!! forza berlusca, a casa tutti i clientelismi.. forza governo, perchè la stragrande maggiornaza dell'italia è coon Voi. 29/10/2008 14:51 Caterina 14 anni è una vergogna!! tutta l'italia protesta e non viene ascoltata: questi sono i nostri rappresentanti? 29/10/2008 14:56 pippo Da quello che leggo la maggior parte delle persone che lascia un commento pensa solo agli stipendiati statali e agli studenti fannulloni. Sinceramente il problema dell'italia non sono i governi che ci sono stati o che ci saranno ma sono gli italiani e la loro mentalità. Qui non si tratta di destra o sinistra, non si tratta di sindacati o statali, ma si parla di futuro, il futuro dei ns. figli e dei nostri nipoti. 29/10/2008 14:57 pippo Fino ad ora tutti ci siamo lamentati che i migliori ricercatori vanno all'estero, che la scuola italiana non tutela ed insegna ai giovani e della non idoneità di una parte degli insegnati. Ora, con questa riforma, si obbliga la maggior parte degli studenti a non iscriversi all'università. Infatti sembra che gli atenei possano fare una richiesta allo stato per passare da pubblici a privati: vuol dire che la maggior parte dei ragazzi non potrà laurearsi e non sto parlando dei figli dei ricchi ma di famiglie normalissime che guadagnando un normalissimo stipendio e non potranno far studiare i propri figli. Complimenti a tutti noi per ciò che abbiamo. CORRAGGIO RAGAZZI L'ITALIA DEL FUTURO SIETE VOI! E RICORDATE CHE NESSUNO VI REGALERA' NULLA, CIO' CHE DIVENTERETE LO DOVETE SOLO A VOI STESSI. Ve lo dice una persona che proviene da una famiglia di contadini e con tanti sacrifici, miei e della mia famiglia, posso dire di aver ottenuto tanto dalla vita. 29/10/2008 15:19 TINO è passata, -perlomeno un minimo di ragione; ma ora si ricorrerà ad un altro periodo di gran casino si invocherà il referendum, (tanto per prolungare la protesta), che più ce n'è meglio è, non si approderà ad un bel nulla, e quindi si escogiterà qualche altra diavoleria, alla fine... nulla. toc..toc..toc..il tempo inesorabile, nel susseguirsi di ere, glacializzazioni, e sconvolgimenti,- tout passe, tout lasse, tout casse; (la signora di solus) ma memorizzata, scolpita (a suon di megafono elettrico) tramandata eternamente l'eroica bravata di chi tentò invano di sconvolgere gli elementi. (eran giovani eran forti) 29/10/2008 15:20 isacco Grazie sign.ra Gelmini per il suo contributo a riqualificare l'Italia 29/10/2008 15:25 parsifal Che tristezza assistere allo scempio quotidiano che questo governo sta facendo del paese. Falsità, dichiarazioni prima 'sparate' e poi ritrattate, l'importante era far cassa con la scuola... Prima la scuola dell'obbligo, poi toccherà all'università... con un sistema che penalizzerà sempre di più l'istruzione pubblica. Una riforma? ma togliamo le bende dagli occhi: sono solo tagli. Promuovere l'istruzione e favorire la crescita delle menti non è certo uno degli obiettivi di questi signori: più ignoranti, più voti. E il bello è che berlusca ha ammesso che nella gelmini qualcosa si deve cambiare... sì, ma solo per la scuola privata, probabilmente ascari inetti avevavno tagliato anche dalla parte sbagliata... 29/10/2008 15:43 Amelia S. Uno dei propositi di Obama è questo: "Recluterò un esercito di nuovi insegnanti, pagherò loro retribuzioni più alte e darò loro maggiore supporto". Per questo quando la Gelmini ha detto che Obama è il suo modello, mi ha fatto ridere. 29/10/2008 15:58 Francesca E' davvero l'inizio della fine..cosa ne sarà del nostro futuro? dove andrà a finire?? x caso nelle mani di chi ancora non ha capito il significato di "scuola, istruzione, cultura"???..no grazie..io sn contraria a tt qst..nn doveva succedere nnt di tt qst..purtroppo è andata cosi..ma noi studenti continueremo comunque a lottare..nn ci fermerà nessuno.."L'ignoranza uccide"..è qst che divulga nella cultura italiana da tempo..ma adesso?? nn possono negarci il diritto di imparare..la scuola è NOSTRA..è degli STUDENTI!!!!!!chi nn ha la possibilità di andare all'università che farà?pulirà le strade?? ma stiamo davvero skerzando..si..LORO stanno giocando cn i nostri diritti e soprattutto cn il nostro futuro cm niente fosse..l'importante è che loro siano tutti felici e RICCHI..agli altri nn ci pensa nessuno..e si certo!..sn davvero arrabbiata..l'università potranno solo permettersela i FIGLI DI PAPA'..e tutti qst nn sn contrari al decreto..sn favoreli..bravi!!!!complimenti..ODIO TT QST..è UN INCUBO!! 29/10/2008 16:06 Alex non sia mai che a qualcuno venga in mente di cominciare a tagliare i privilegi e le spese dei politici. 29/10/2008 16:10 lorenzo ecco fatto il primo passo di un governo non solo arrogante ma prepotente di un sistema tipicamente mussoliniano siamo vicini ad una guerra civile senza tempi pronti a marciare con in mano bastoni e fucili ma non come diceva bossi come diremo noi giovani poveri che non contiamo piu' a ninete che ci hanno chiamato pure terroristi e come tali allora visto che non contiao a nulla ci comporteremo!!!! 29/10/2008 16:18 Carla Ma quanti commenti di gente che non capisce una mazza! Qui si sta discutendo del diritto allo studio della classe medio bassa. Io sono una donna sola con uno stipendio da infermiera e mia figlia si è laureata nei tempi stabiliti con ottimi voti. Ora sta finendo la laurea specialistica. Non ha mai portato il grembiule, ha avuto più maestre ed ha sempre studiato con buon profitto. La scuola non può essere nè di destra nè di sinistra ma deve essere a disposizione di tutti perchè tutti abbiano la possibilità di studiare. Non capite che molto presto solo pochi si potranno permettere di laurearsi perchè in Italia non sarà possibile fare mutui per poter pagare le tasse universitarie come in america. Le famiglie possono al massimo permettersi di pagare il mutuo-casa se lavorano in due perchè gli stipendi sono miseri da noi. Allora chiedetevi sia che siate di destra sia che siate di sinistra se può piacervi un paese dove l'accesso allo studio universitario sia per pochi eletti. Una risposta sarebbe gradita 29/10/2008 16:20 Carla Comunque è ovvio che questo governo voglia un paese di ignoranti...è risaputo che gli ignoranti sono più facilmente tenuti sotto il giogo degli oppressori... 29/10/2008 16:32 mery ma quanto vi rode!!!! finalmente la casta tenuta in piedi dai sinistroidi che da decenni sperpera denaro pubblico non potrà più farlo. ciò che non verrà più sprecato sarà reinvestito utilmente per il miglioramento generale della scuola.tutti i commenti che fate contro questa riforma conferma proprio la malafede della sinistra che strumentalizza e basta, mobilitando gli studenti solo per dare addosso al governo.questa riforma sarà un bene per tutti anche per chi oggi manifesta contro. 29/10/2008 16:41 Lorenza Ah ah ah Tre senatori IDV si affacciano:"Siamo con voi", e chi mai potevano essere se non quegli asini dei senatori di di Pietro! 29/10/2008 16:59 Marco GRAZIE PER AVERCI LEVATO L'ICI.....PROPAGANDA PESSIMA MA MIRATA ALLA GENTE AIME' IGNORANTE DI QUESTO PAESE, E PURTROPPO CE N'E' DIVERSA,PER ANDARE AL GOVERNO. ADESSO DA QUALCHE PARTE I SOLDI BISOGNA PUR PRENDERLI!!! E PERCHE' ALLORA NON IMPOVERIRE L'UNICA COSA DI CUI QUESTI INDIVIDUI HANNO PAURA "LA CULTURA". QUESTA NON E' UNA RIFORMA!!!! 29/10/2008 17:10 doc Signori.. anche se si dovesse fare un referendum, non ci sarà il qorum.. rassegnatevi, questo governo durerà e sara vincente.. prima i tagli, poi regolamentazione dell'immigrazione,poi risveglio economico.. forza governo, alla faccia dei nullafacenti.. andate a lavorare,solo così si risveglia l'italia.. muovetevi!!! 29/10/2008 17:11 PAOLO QUELLI DI SINISTRA E I SINDACATI SI LAMENTANO SEMPRE, PROTESTANO SEMPRE MA ALLA FINE NON VOGLIONO CHE SI FACCIA MAI NIENTE!!! IL MAESTRO UNICO PRODI HA FATTO SCUOLA. 29/10/2008 17:14 paola ignobile, incivile e arrogante il rifiuto di dialogare con il mondo della scuola e dell'università, che da mesi chiede di essere ascoltato. Un trattato di Lisbona, con cui l'Italia si è impegnata a investire il 3% del pil nella ricerca universitaria, considerato carta straccia. I vantaggi economici a lungo termine dei tagli (tagli enormi, più che riforma) quali saranno? Se l'è chiesto a metà ottobre anche la rivista "Nature" http://www.nature.com/nature/journal/v455/n7215/full/455835b.html senza trovare risposte tranquillizzanti... Ma come si fa a criticare chi scende in piazza, ignorando i danni che si stanno arrecando al futuro di questo paese? Vedo che in alcuni commenti si prendono in giro gli "studenti" di 25 - 30 anni che manifestano, ma dottorandi e ricercatori mica possono avere 20 anni! 29/10/2008 17:20 Pilone X VALENTINA DI PISA: ma invece di dire bischerate, perchè non guardi quello che è successo in tutti questi anni lo stesso periodo? Ci sono stati esclusivamente occupazioni e scioperi sistematicamente come incomincia il periodo autunnale i professori e gli studenti pecoroni come al solito, non fanno altro che fare casini. Bene è ora di finirla! Sono stufo di vedere universitari di 35 anni, e sono stufo di pagare professori universitari ultracentenari, fior fiori di soldini solo perchè si sono inventati un corso del cavolo con iscritti solo 1 o 2 persone, è ora di finirla! Riguardo al maestro unico, ancora più favorevole, considerando che classi con più maestri non hanno fatto altro che tirar su persone ignoranti. E' ora di ritornare alle bacchettate sul dorso delle mani. 29/10/2008 17:25 stella Ahahahah!!!ma non avete ancora capito cari studenti che siete delle pedine in mano alla politica??Vi state facendo prendere in giro e non lo avete ancora capito!!! 29/10/2008 17:27 mery GRAZIE GELMINI, GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE DIECIMILA VOLTE GRAZIE. UNA FRASE TRATTA DA UNA FAMOSA CANZONE DICE, "TUTTO IL RESTO E' NOIA"!!! CHI MANIFESTA NON HA VOGLIA NE' DI STUDIARE NE' DI LAVORARE SI DEVONO SOLO VERGOGNARE. 29/10/2008 17:47 GIOIR XXX CARLO::: I DEPUTATI, NON TUTTI PERCHE' ALCUNI LO FANNO PER PASSIONE E ANCHE PERCHE' NON SI DEBBONO MANTENERE CON QUELLO CHE PERCEPISCONO , SI FANNO ELEGGERE PER I STIPENDI DA NABABBO...!!! NE FANNO UN BUSINESS NEL SENSO CHE INVESTONO UNA CERTA SOMMA PER POTERNE AVERE UN RITORNO MOLTO VANTAGGIOSO...!!! QUELLO CHE FA RIFLETTERE E' IL FATTO CHE SONO PERSONE CHE VENGONO DAL POPOLO E DA ESSO VENGONO ELETTE, QUINDI??? NOI A POSTO LORO CI COMPORTEREMMO NELLA STESSA MANIERA...!!! LA SPERANZA E' QUELLA CHE POSSANO FARSI UN MEA CULPA E CHE TROVINO IL PUDORE DI AUTORIDURSI GLI EMOLUMENTI E TUTTI I PRIVILEGI DI CUI SI VANTANO EVOLVENDO LE SOMME RICUPERATI A FINI SOCIALI...!!! SALUTI 29/10/2008 17:52 Luciano Bene! Era ora che la maggioranza emersa da libere elezioni democratiche cominciasse a lavorare per il Paese, esprimendo un governo che pian piano mette in atto delle vere riforme! Il decreto Gelmini, approvato oggi al Senato con 162 voti a 134, è il primo passo per cominciare a svecchiare la scuola italiana. Avanti così! E la piazza rimanga la piazza di sempre: chiacchiere, insulti, ignoranza, odio... 29/10/2008 18:27 Roberto ormai è la moda - per qualsiasi iniziativa del governo si grida "referendum" - benissimo - ma stante la disastrosa situazione economica internazionale, sarebbe quanto mai opportuno che i firmatari versassero un contributo minimo di 100 euro - altrimenti per quale arcano motivo tutti i cittadini dovrebbero pagare di tasca loro le ingenti spese per i loro ridicoli ed inutili capricci politici ? non si rendono ancora conto che non più tardi di 6 mesi fa, hanno straperso le elezioni ed ora abbiamo un governo che "finalmente" mette in pratica il nostro programma, cosa che non è MAI riuscita alle sinistre che non hanno saputo resistere più di due anni - Ora pensate e organizzatevi - avete 4 anni e mezzo e se continuate con questa mentalità, temo che di tempo ne avrete molto di più 29/10/2008 18:31 gigi Coloro che mandano in piazza quei ragazzi hanno delle belle rsponsabilità. Siano più propositivi e soprattutto MANDATE A STUDIARE QUELLA GENTE! Vi ricordo che tra quelli ci saranno i futuri professori, i futuri dirigenti, medici, avvocati.... a vedere sta massa sotto la pioggia con vestiti firmati e mp3 nelle orecchie e cellulare in mano corredati di stiscione con slogan anacronistici... speriamo bene... 29/10/2008 18:32 nazzareno Sono un Collaboratore Scolastico precario da quasi 9 anni, e nella mia condizione di precario le scuole sono piene di colleghi che si trovano nella mia stessa condizione. Sono anni che ci sentiamo rispondere dai sindacati che per fare le assunzioni di ruolo lo Stato necessita di ulteriori disponibilità economiche che attualmente non ha. Ora con questo decreto si intende taglare altro personale, come già accaduto negli anni passati, senza incrementare le assunzioni di ruolo, ma semplicemente continuare nella politica dei tagli e del precariato. E' ora di dire basta! Che i soldi per risanare il bilancio li vadano a prendere, ad esempio, riducendo la spesa dalle missioni militari sparse per il mondo e dalla difesa in generale. Oppure, considerato che i nostri parlamentari sono i più pagati, rispetto ai loro "colleghi europei", che si riducano lo stipendio e molti altri privilegi che la Costituzione permette loro, come ad esempio la pensione dopo solo 34 mesi di legislatura. Saluti Nazzareno 29/10/2008 18:58 luca b. incredibile che questi ragazzini si mandano all'ospedale tra di se per difendere il posto di qualche odiato insegnante di troppo.i grandi invece si lamentano delle troppe tasse per poi difendere i troppi statali!! 29/10/2008 19:05 Sergio Conegliano Dall'opposizione quale condotta adottabile ? Quale comportamento può adottare l'opposizione a fronte delle anticonvenzionali modalità decisioniste della compagine governative? Fra le varie possibilità: ritirarsi sull'Aventino; fare dei box a pagamento su principali quotidiani e periodici evidenzianti i limiti delle scelte fatte dai legiferatori; affidarsi Dr.Enrico Letta affinché tramite zio possano prevalere fra le personalità salienti del governo quelle più aperte a una disamina più puntuale degli aspetti - anche in prospettiva - significativamente problematici di quanto volta a volta legiferato per un illuminata "rimodulazione". Al caso, anche avvalendosi in una sorta di collettivo BRAIN-STORMING di contributi di varia professionalità/provenienza foss'anche dal non molto ben visto candidato IdV (a quanto si legge dai giornali) alla presidenza Rai. Cordialità, Sergio Conegliano (p.i.elettronico/g.pubblicista, 66-enne, pensionato) 29/10/2008 19:06 Vincenzo W il Decreto Gelmini Brutti ignoranti che scioperate a fare voi fate scioperi solo x non studiare e far perdere un po di tempo alle forze dell' ordine. voi ragazzi con ste manie che potete fare tutto quello che volete ma se non volete studiare non andate proprio a scuola. Firmato Anonimo ._. 29/10/2008 19:11 jada non è vero che tutta Italia protesta ci sono anche studenti e insegnanti con gelmini, non sono l'unica , anche su facebook ci sono moltissimi gruppi che esprimono questa opinione ma come al solito viene dato risalto (ingiusto e gonfiato smodatamente) solo alle voci della sinistra faziosa! falsi ipocriti quelli che protestano vanno avanti col paraocchi e guarda caso sono proprio quegli "studenti" che non hanno voglia di far niente, aspettano solo una scusa x vagabondare nelle strade con i loro poveri cani e occupare x farsi le canne e praticare l'amore libero nei locali pubblici, vergognatevi, non sapete niente e andate avanti secondo i dettami della vostra ridicola ideologia . grazie gelmini liberaci da questa vergogna 29/10/2008 19:11 maurizio Eureka! Finalmente questo governo ha trovato i fondi da destinare all'Alitalia, alle banche e alle aziende in difficoltà. I precari tutti a casa, gettando nella miseria centinaia di famiglie, per queste non esistono ammortizzatori sociali. Ma nel programma di questo governo non prevedeva il taglio di una camera,delle province e di tutte le caste? Ma il tesoretto lasciato in eredità dal vecchio governo che fine ha fatto? Questo è un governo Robin-hood all'incontrario, toglie ai poveri per dare ai ricchi, se trova tanto consenso evidentemente molti italiani si identificano in questi personaggi, molto superficiali e interessati esclusivamente ai loro facili guadagni incrementati da evasioni fiscali senza temere controlli di sorta. A tal proposito, molto esplicito fu il premier stesso ad invitare a non pagare le tasse, per quelle bastano i contribuenti a reddito fisso e i pensionati.Il barile è bellè raschiato, ai mercati generali della frutta aumentano coloro che si cibano con gli scarti gettati nei cassonetti! 29/10/2008 19:14 alexbz oh! bepi, el minister, com se la ciama...la gelmini: g'ha dito che son finì gli sghei...casso volen toti sti studenti? vadan a zapar la tèra, lazarùn...mi g'avevo il maestro unico e guarda ti, son mia gnorante mi! ooh! poi...che belo! el grembiulìn, toti uguali come cuando s'eravam piculin!...e cueli che rompon i coioni...adesso daghen: 5! somarii!! 29/10/2008 19:16 leon Il taglio all' università ammonterà a circa il 2% dei fondi...ora mi chiedo......possibile che un fallimento di massa delle università sia causato da un taglio irrisorio come questo?forse , allora, i primi responsabili di un possibile fallimento delle università non saranno i tagli della 133 bensì i rettori e i gestori dell' universatà che finora hanno lavorato talmente MALE da rendere l' organismo delle università così fragile!! Finisco con dire che il decreto gelmini non tocca in alcun modo le università ma riguarda solo le scuole elementari.... i tagli all' università sono contenuti dall' articolo 133 della finanziaria di tremontii!!!eppure in tutte le manifestazione universitarì si accusa la gelmini.....meno male che questi studenti sono informati........rimane il fatto che si potrebbero tagliare anche gli stipendi dei parlamanteri (no dato che per gli stipendi dei parlamentari in italia si spende come francia, spagna e germania messe assieme....) 29/10/2008 19:18 nuanda La posizione del governo Berlusconi sulla scuola è preoccupante: ancora si assiste a provvedimenti legislativi presi senza alcuna cura della posizione assunta dall'opposizione ed anzi sbeffeggiandola argutamente. Spiace dirlo, ma questo è esattamente il contrario della democrazia. In democrazia l'opposizione deve essere ascoltata, poiché chi governa lo fa anche per la stessa opposizione. Non sono cittadini da trascurare o da allontanare. Speriamo sia solo un'ombra passeggera, ma è veramente brutta e pesante. 29/10/2008 19:28 fulvia Se l'attuale scuola italiana è tanto valida,come mai molti politici e difensori del sistema hanno i loro figli in scuole private cattoliche,americane o francesi?Chiedete ai vari Fioroni,Rutelli Finocchiaro ,Moretti, Santoro solo per citarne alcuni.Perchè quando Prodi tolse 87 milini di euro ai ricercatori universitari per placare i camionisti che bloccavano l'Italia,non ci sono state contestazioni?Francamente una parte politica ha cavalcato la protesta degli studenti per far vedere che possono fare ancora qualcosa,ma purtroppo questa parte sfrutta solo gli studenti con una cattiva informazione a proprio ed unico vantaggio.Se ci saranno gravi conseguenze e oggi ci sono stati i primi feriti se ne assumano la colpa e si vergognino!!!! 29/10/2008 19:35 matteo Mi chiedo solamente una cosa...se la maggior parte delle persone che hanno manifestato in qst giorni abbiano letto il testo del decrteo gelmini....e tuuti quelli che in qst forum hanno dato contro al decreto stesso. NON e dico NOn sono previsti tagli...nè licenziamenti...nè innalzamenti delle tasse universitarie....ma chi volete prendere in giro studdenti e professori???forse è meglio che ritorniate a studiare e lavorare anzichè manifestare in piazza per cose che vi hanno inculcato quella rimanenza dell'italia 68ina...che dinnanzi a tutto il mondo ci fa solo vergognare. l'on. gelmini ha fatto davvero una grande cosa....mi auguro solo non ci saranno passi indietro su questo decreto da parte del governo. 29/10/2008 19:52 siamo alla frutta Non capisco perchè si continui a parlare di riforma gelmini quando questa non lo è. Una riforma è tale quando agisce sulla struttura , sui programmi, sull'organizzazione ecc.: questo è un mero e semplice taglio di spese per ottemperare al dictat di Tremonti e ciò avviene in tutti i campi: giustizia, scuola, sanità, stato sociale e via discorrendo. Questo è semplicemente un paliativo per uno stato ormai allo stadio terminale: staccate la spina ed amen.....! 29/10/2008 20:00 Sergio Conegliano Anche dopo Legge Gelmini, per Opposizione quale condotta ? : Quale comportamento può adottare l'opposizione a fronte delle anticonvenzionali modalità decisioniste della compagine governative? Fra le varie possibilità: ritirarsi sull'Aventino; fare dei riquadri a pagamento su principali quotidiani e periodici evidenzianti i limiti dei decreti-legge approvati; rivolgersi a Dr.Enrico Letta affinché tramite Zio si possa far prevalere, tra le personalità salienti del governo, quelle più aperte a una disamina più approfondita degli aspetti significativamente problematici di quanto volta a volta legiferato. Magari per un illuminata "rimodulazione" anche condotta avvalendosi in una sorta di collettivo "brain-storming" di contributi di varia-composita professionalità/provenienza. Cordialità, Sergio Conegliano (p.i.elettronico/g.pubblicista, 66-enne, pensionato) 29/10/2008 20:09 gierre gierre gierre gierre gierre mi sbaglio, o qualcuno tempo fa disse: " finalmente siamo riusciti a fare l'italia, ora però dobbiamo riuscire a fare gli italiani"... questo è ancora là, fermo al palo, si è ritrovato da solo, senza collaboratori. il tempo è passato... ma nulla è cambiato... chi si offre? sarà bene prima ricordare che per essere italiano non basta saper cantare l'inno di mameli... alè 29/10/2008 20:13 elisa si pagherà l'istruzione universitaria fior di quattrini,i figli di papà potranno andare all'università, non fare un beneamato e passare agli esami ugualmente proprio perchè pagano fior di soldi (come adesso succede nelle scuole private). Per gli altri non ci sarà posto, (alla faccia della meritocrazia) e a lavorare subito, in un call center a vita! E vai gelmini end company, avete fregato bene il futuro dei nostri giovani! 29/10/2008 21:30 Antonella Sono una mamma e un'insegnante di scuola primaria che ha votato destra ma che, avendo letto a fondo i testi della finanziaria e dei decreti tanto citati, per la prima volta nella sua vita sciopererà domani e scenderà in piazza. Non contro i grembiulini che non sono mai spariti dalla maggior parte delle scuole, non contro il voto in condotta che non è mai passato di moda, ma contro i tagli contro l'unica scuola che funziona: la primaria. Tornare all'insegnante unico significa impoverire oltre che la quantità anche la qualità. Si tornerà ad esempio ad una matematica meccanica e mnemonica penalizzando l'apprendimento logico attraverso i laboratori e la sperimentazione sui materiali. E così in tutti i campi dell'apprendimento. Senza contare che negli scorsi anni si è puntato su una specializzazione dell'insegnamento. Ci saranno insegnanti bravissime in matematica ma che non hanno mai insegnato italiano. Veramente un salto di qualità! 29/10/2008 21:34 alien mi viene il mal di stomaco a leggere questi post: i piu' risolvono il caso all'italiana, destra o sinistra, offendendo l'avversario nemmeno sapere perche'. La riforma della scuola non si fa con i grembiulini o il maestro unico e basta, bisogna andare in profondita', non rimanere in superficie come fatto finora, e' proprio per questo che siamo in questo fango.la finanziaria ha tagliato i fondi per la ricerca e per gli atenei, si doveva colpire per primi i baroni della scuola e non sta agli studenti farlo, ma al governo che comanda, si dovevano ridurre i corsi superflui e obbligare i professori che fanno un'altro lavoro a fare il proprio doveere, so no via. si doveva incrementare i soldi per la ricerca, invece di darli ad Alitalia. perfino in Africa un segno di crescita di un paese e' l'istruzione e qui da noi e' la prima cosa che si taglia. questa era la riforma, non i grembiulini uguali per tutti,ma tanto gli italiani non capiscono una mazza, quindi si puo' dar da bere quelsiasi cosa. 29/10/2008 21:37 stefano era ora.però ancora poco,le università dovrebbero avere dei posti dove far alloggiare i ragazzi non deve esserci il business degli affitti agli universitari. e chi va alla università solo per bighellonare,vada a lavorare visto che tutti rifiutano lavori manuali. 29/10/2008 22:45 Anonimo Finalmente!Era ora che si cominciasse a tagliare certi sprechi! 29/10/2008 23:14 cicci visto che siamo in fondo alle graduatorie mondiali per preparazione scolastica mi sembra che tre maestri al posto di uno non abbiano fatto grandi miracoli....o no? 30/10/2008 00:26 Lorenza Non esiste alcun decreto Gelmini che riguardi l'università. Il provvedimento messo a punto dal ministro tocca solo le scuole elementari e medie. Sono presenti 85 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Caratteri rimasti Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? 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Adriano gioca in una squadra seria per ci o lav[...] Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa23:14:16 - visto che siamo in fondo alle graduatorie mondiali per preparazione scolastica mi sembra che tre mae[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona22:45:52 - Finalmente!Era ora che si cominciasse a tagliare certi sprechi![...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... 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(
da "Cittadino, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Non c'è solo il maestro unico e il voto in condotta n Il maestro unico alle elementari, il ritorno dei voti in pagella, la valutazione della condotta nel giudizio finale sullo studente, l'aumento della durata dei libri di testo. Sono questi i punti salienti del decreto Gelmini. Dopo essere stato presentato a fine agosto al consiglio dei ministri, il decreto ha avuto già il via libera dalla Camera a metà ottobre. MAESTRO UNICO: alle elementari, già dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente. Il maestro unico sarà però affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese. Per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento, è previsto che si possa attingere, per l'anno 2009, dai bilanci dei singoli istituti scolastici. VOTO CONDOTTA: si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. VOTI IN PAGELLA: Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media LIBRI DI TESTO: i testi scolastici dovranno durare almeno cinque anni (salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento) evitando così continue riedizioni spesso inutili (soprattutto per alcune materie) e certamente onerose per le famiglie. SI INSEGNA LA COSTITUZIONE: Il decreto prevede la sperimentazione dell'insegnamento di educazione civica. DOCENTI SISS: è stata introdotta una norma che salvaguarda le aspettative di alcune categorie di docenti, come, ad esempio, gli abilitati Siss (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento. - EDILIZIA SCOLASTICA: vengono destinate risorse (una cifra intorno ai 20 milioni di euro) all'edilizia scolastica.
(
da "Giornale di Brescia"
del 30-10-2008)
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Edizione: 30/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:scuola Cinque alunni meritevoli premiati in ricordo della professoressa Colombi Continua a farsi vivo il ricordo della professoressa Emanuela Colombi di Orzinuovi, docente di Diritto all'Igea, presso l'istituto «Cossali» di Orzinuovi, scomparsa due anni fa per una malattia incurabile. Oltre a rimanere nei cuori dei suoi alunni, la sua memoria si perpetua da due anni a scuola grazie ad una borsa di studio che i genitori hanno istituito in suo onore. Anche quest'anno, nell'aula magna dell'istituto, alla presenza del dirigente, prof. Giancarlo Bertoletti, del sindaco di Orzinuovi, Roberto Faustinelli, dei docenti, dei familiari della professoressa e di un centinaio di alunni, sono stati premiati i cinque migliori studenti del triennio dell'indirizzo Igea, con una borsa di studio di 500 euro a testa, sulla base delle media dei voti della pagella di fine anno, incluso il voto di condotta e dell'Esame di Stato per gli alunni di quinta. Gli studenti meritevoli sono stati: Ilaria Curlo, Matteo Paletti, Elena Gavazzoni, Micol Trenta e Quadrini Maria Denise. Stimata e amata da colleghi e alunni, la prof. Colombi ha dedicato la sua vita alla scuola con grande passione e tutti ancora la ricordano con sincera commozione. Il preside e il sindaco hanno espresso gratitudine alla famiglia Colombi presente alla premiazione, che si è impegnata a rinnovare il premio anche per il 2009. sp
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 30-10-2008)
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OPPOSIZIONI. Annuncio di Veltroni, l'Idv aderisce, l'Udc no. E il premier pensa di ridurre i tagli alle scuole cattoliche Il Pd: faremo un referendum ROMA Per i vertici del Pd l'unica strada ora è il referendum. «Dobbiamo riportare scuola e università al centro dell'agenda politica», ha dichiarato Walter Veltroni «per dire no al taglio imposto dal governo e puntare alla qualità». Al via dunque i banchetti per raccogliere le firme insieme con l mondo della scuola. L'Idv, che si era presentata poco prima ai manifestanti con lo striscione «Passa il decreto Gelmini: referendum», ha aderito subito. I banchetti contro il Lodo Alfano ci sono già, ha spiegato Antonio Di Pietro, saremo presto operativi. Ma c'è un problema: la riforma della scuola è legata alla finanziaria e la Costituzione vieta che possano essere sottoposte a referendum leggi tributarie e di bilancio. «Stiamo studiando con cura i quesiti», ha affermato Veltroni, « e cercheremo di abrogare la massima parte di questa legge ingiusta e iniqua». Comunque, secondo Veltroni «la luna di miele del Paese con il governo è finita. Fino a dieci giorni fa», ha affermato il leader del Pd in un forum con i giornalisti dell'Unità, «sembrava che il governo fosse l'incredibile Hulk. Adesso sta emergendo la verità: lo stato di grazia derivava dal contesto internazionale con il generale spostamento a destra, e da quel credito che è naturale per l'aver vinto le elezioni. Ma adesso la luna di miele è finita: è finita sulla scuola» Sempre nelle opposizioni ma tra i centristi, L'Udc, non condivide l'iniziativa del referendum: capiamo la protesta, afferma Pier Ferdinando Casini, ma diciamo no anche perché «se tutto va bene si voterà nel 2010». «Malgrado le promesse elettorali, le politiche del governo su scuola e famiglia restano del tutto disattese. I tagli previsti dalla Finanziaria 2009 causeranno o la chiusura degli istituti paritari, che sono spesso luoghi d'eccellenza, o un aumento delle rette, mettendo così in difficoltà le famiglie». ha affermato Luisa Capitanio Santolini, responsabile dell'Udc per la Famiglia. E il messaggio, anche se non esplicitamente pere che sia stato raccolto dal presidente del consiglio. «Sono deciso a mantenere la finanziaria così com'è, ma ciò non vieta che ci siano dei margini» per alcune modifiche, ha dichiarato Berlusconi parlando alla platea della Confcommercio, «per esempio nella distribuzione delle risorse dei vari ministeri ho colto delle cose nella scuola privata che vanno corrette». La Fism, Federazione delle scuole materne di ispirazione cristiana ha registrato con soddisfazione l'apertura di Berlusconi.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 30-10-2008)
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LA PROTESTA. Scatta oggi l'astensione dal lavoro contro il decreto approvato ventiquattro ore fa dal Senato. Ma già ieri in città si sono svolti presìdi e assemblee Lo sciopero anti Gelmini svuota le scuole di Brescia di Mimmo Varone Oggi si ferma la scuola. I sindacati chiamano allo sciopero personale docente e non docente, e l'astensione sarà altissima. Il Comitato bresciano per la difesa della scuola pubblica invita genitori e lavoratori della scuola a una manifestazione in piazza Loggia alle 9.30, a cui si unirà il corteo studentesco che partirà alle 9 da piazzale Garibaldi. E ieri dalle 11 a mezzogiorno via Gramsci è stata bloccata per la protesta davanti al rettorato di ricercatori, studenti e personale tecnico amministrativo dell'Università Statale contro i tagli indiscriminati agli atenei previsti dal decreto 133 della Finanziaria varata a luglio dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. LA MOBILITAZIONE SI diffonde. E anche i consiglieri provinciali del Pd (Ds e Margherita) scendono in campo. Interrogano il presidente Alberto Cavalli per conoscere le ricadute del piano di ridimensionamento sulle scuole dei piccoli paesi di montagna bresciani. Al Consiglio provinciale, poi, propongono una mozione per attivarsi affinché il Governo «convochi immediatamente un tavolo di confronto con le parti interessate sulle profonde modifiche scolastiche previste dal ministro Gelmini». Intanto, dalle elementari alle superiori tutto il personale si fermerà oggi per l'intera giornata. A chiamare allo sciopero contro il decreto 137 noto come "riforma Gelmini" sono Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda. L'ASTENSIONE SI prevede altissima, e non risparmierà neanche le scuole private, tant'è che - per dirne una - si sciopera pure alle elementari delle Canossiane. Con le mamme imbufalite perché proprio non se l'aspettavano. Il segretario provinciale di Flc Santo Gaffurini parla di adesioni «non inferiori al 75 per cento», che nelle medie e nelle superiori potrebbero superare l'85. E intanto 14 pullman sono partiti stamattina per la grande manifestazione di Roma, anticipati da una delegazione dei pensionati Cgil che si è mossa alle 16 di ieri alla volta della Capitale. Il decreto Gelmini è stato appena approvato dal Senato in via definitiva. Ora si scende in piazza «contro gli effetti prodotti da questa legge», dice Gaffurini. Promette che «i lavoratori non staranno a subire e i sindacati li tuteleranno su tutte le materie sindacali chiamate in causa dai futuri decreti attuativi». I nodi saranno tanti, e decisivi, e «la partita è appena cominciata». Ma la mobilitazione investe anche l'università e ieri si sono mossi i 520 dipendenti della Statale. Alle 10 la Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) ha indetto un'assemblea nell'aula 7 di corso Mameli, a cui hanno partecipato circa 300 dipendenti, mentre «gli altri hanno dovuto restare in ufficio per assicurare i servizi essenziali» dice il coordinatore Fabio Fornari. Dopo mezz'ora in 200 o poco meno si sono trasferiti in via Gramsci per un presidio. Protestavano contro i tagli che «riducono di un terzo» un Fondo di finanziamento ordinario «già abbondantemente decurtato», contro la «drastica riduzione» delle assunzioni di docenti e tecnici-amministrativi, la possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni private, l'inadeguatezza delle risorse per il rinnovo contrattuale del biennio 2008-09 e la riduzione dei fondi per il diritto allo studio. In definitiva, «contro il progetto del Governo di smantellare l'università pubblica». Più duri i ricercatori precari, che da tre anni assistono al «silenzio» calato sulla piattaforma presentata al rettore dell'Università bresciana, mentre «le riforme Tremonti-Gelmini affossano per sempre la ricerca pubblica». E all'insegna del «via i baroni dalla cattedra e i cialtroni dal Parlamento», dichiarano «giunto il momento della rivolta per un'università libera, pubblica, meritocratica e che riconosca pari dignità a tutti i lavoratori». DAVANTI ALLA SEDE del rettorato hanno trovato «un grande dispiegamento di forze dell'ordine - dice Gaffurini - che è sembrato del tutto inutile per dei dipendenti». Che erano tanti e pur non avendone l'intenzione per circa un'ora hanno praticamente bloccato il traffico sulla via. E ancor di più la situazione si è fatta critica quando, intorno a mezzogiorno, è arrivato il corteo di un centinaio di studenti universitari partito dalle sedi del centro storico di Economia e Giurisprudenza. La Rsu, insieme a Gaffurini e al segretario provinciale Cisl Renato Zaltieri è stata ricevuta dal rettore che si è detto «preoccupato per la campagna mediatica che con un linguaggio quasi da linciaggio definisce marcio e da buttare il sistema universitario». Giudizi del genere «possono essere accettati solo sulla base di una valutazione seria delle diverse situazioni, e noi non abbiamo nessuna intenzione di accettare etichettature - sottolinea Preti -, siamo pronti ad affrontare e risolvere le cose che non vanno, se ci sono, ma diciamo no a una colpevolizzazione generica». E promette che «a nessun livello ci sarà interruzione dell'attività di formazione, che ricadrebbe in primo luogo sugli studenti. incolpevoli». Zaltieri definisce «gravissimo» il risvolto bresciano dei tagli alla ricerca: «Penalizzino particolarmente le industrie manifatturiere molto diffuse nella nostra provincia, e legate all'università per le innovazioni di processo e di prodotto necessarie per sostenere la competizione globale».
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da "Italia Oggi"
del 30-10-2008)
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ItaliaOggi ItaliaOggi -Primo Piano Numero 258, pag. 4 del 30/10/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Cosa dice il decreto Maestro unico, voto in condotta e prezzi dei libri bloccati La legge introduce anche lo studio degli Statuti regionali e riapre le graduatorie dei prof è il decreto della discordia. Anche se molti dei motivi della protesta con il decreto non hanno nulla a che vedere. Come i tagli ai fondi di funzionamento delle scuole e delle università, che sono invece previsti dalla Finanziaria estiva e dalla manovra di bilancio, in corso di approvazione alla camera. Ecco allora quello che nello specifico prevede il contestato provvedimento di riforma messo a punto dal ministro dell'istruzione, università e ricerca, MariaStella Gelmini, e licenziato definitivamente ieri dal senato. Educazione civica, regionalizzata è l'articolo 1 del dl convertito in legge che prevede, a decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, sperimentazioni nelle scuole sullo studio della Cittadinanza e Costituzione. La nuova educazione civica dovrà promuovere anche lo studio degli Statuti regionali. Torna il voto in condotta e vanno via i giudizi Torna il voto in decimi, dalle elementari alle superiori. Sostituirà i vecchi giudizi. Ripristinato anche il voto in condotta, che, se inferiore a sei/decimi, comporterà la bocciatura. Che però dovrà essere decisa dall'intero collegio dei docenti. Necessario il sei in tutte le materie per l'ammissione all'esame di terza media. Un regolamento attuativo detterà ulteriori precisazioni sulla valutazione studenti. Maestro unico e 24 ore la settimana Nell'ambito della riorganizzazione della scuola, prevista dalla Finanziaria (ovvero il decreto legge n. 112/2008), il dl Gelmini prevede che, dal prossimo anno, le scuole primarie costituiscano classi assegnate a un solo insegnante. In soffitta l'attuale modello di tre docenti che si alternano su due classi. L'orario di lezione scenderà dalle 30 del tempo pieno (adottato da oltre il 40% delle famiglie) a 24 ore la settimana. I docenti, che oggi hanno un orario di lezione a testa di 22 ore, per le due ore in più in classe saranno pagati direttamente dalle scuole. i fondi saranno poi rimborsati dal Tesoro, quando nel 2012 saranno certificati i risparmi attesi dal settore. I libri di testo non cambieranno più ogni anno Dovranno essere adottati i libri di testo in relazione ai quali l'editore si sia impegnato a mantenere inalterato il contenuto per 5 anni, salvo la necessità di aggiornamenti, che comunque saranno pubblicati in appendici a parte. Sanatoria per aspiranti prof e medici specializzandi Potranno iscriversi nelle graduatorie ad esaurimento degli aspiranti docenti anche i ragazzi che hanno frequentato il IX corso di specializzazione Ssis e che, in base alla Finanziaria 2007, non avevano diritto di accesso alle liste. Analoga possibilità per gli aspiranti docenti di strumento musicale e per coloro che nel 2007/2008 si sono iscritti al corso di laurea in Scienze della formazione primaria. Tra l'altro, la laurea in Scienza della formazione primaria, già conseguita, abiliterà all'insegnamento. Per accedere alle scuole di specializzazione in medicina e chirurgia servirà averconseguiro la laurea entro l'inizio della didattica. Edifici più sicuri contro i terremoti Varato un piano per mettere in salvo, contro il rischio sismico, le scuole. Almeno 100 nell'immediato. Il piano sarà finanziato con non meno del 5% delle risorse che il governo deciderà di stanziare per il programma infrastrutture. Alessandra Ricciardi
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da "Mattino di Padova, Il"
del 30-10-2008)
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Pagina 3 - Primo Piano Maestro unico, tornano i voti Per l'edilizia scolastica solo 20 milioni Queste le principali novità della legge Gelmini. Maestro unico. Alle elementari, già dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente. Il maestro unico sarà però affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese. Per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento, è previsto che si possa attingere, per l'anno 2009, dai bilanci dei singoli istituti scolastici. Voto condotta. Si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. Voti in pagella. Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi). Libri di testo. I testi scolastici dovranno durare almeno cinque anni (salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento) evitando così continue riedizioni spesso inutili (soprattutto per alcune materie) e certamente onerose per le famiglie. Costituzione. Il decreto prevede la sperimentazione dell'insegnamento di educazione civica («Cittadinanza e Costituzione»). Docenti Siss. E' stata introdotta una norma che salvaguarda le aspettative di alcune categorie di docenti, come, ad esempio, gli abilitati Siss (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento. Edilizia scolastica. Vengono destinate risorse (una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni di euro) all'edilizia scolastica.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 30-10-2008)
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Pagina 2 - Fatto del giorno Maestro unico, tornano i voti Per l'edilizia scolastica solo 20 milioni Queste le principali novità della legge Gelmini. Maestro unico. Alle elementari, già dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente. Il maestro unico sarà però affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese. Per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento, è previsto che si possa attingere, per l'anno 2009, dai bilanci dei singoli istituti scolastici. Voto condotta. Si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. Voti in pagella. Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi). Libri di testo. I testi scolastici dovranno durare almeno cinque anni (salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento) evitando così continue riedizioni spesso inutili (soprattutto per alcune materie) e certamente onerose per le famiglie. Costituzione. Il decreto prevede la sperimentazione dell'insegnamento di educazione civica («Cittadinanza e Costituzione»). Docenti Siss. E' stata introdotta una norma che salvaguarda le aspettative di alcune categorie di docenti, come, ad esempio, gli abilitati Siss (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento. Edilizia scolastica. Vengono destinate risorse (una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni di euro) all'edilizia scolastica.
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da "Centro, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Attualità Maestro unico, tornano i voti Per l'edilizia scolastica solo 20 milioni Queste le principali novità della legge Gelmini. Maestro unico. Alle elementari, già dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente. Il maestro unico sarà però affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese. Per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento, è previsto che si possa attingere, per l'anno 2009, dai bilanci dei singoli istituti scolastici. Voto condotta. Si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. Voti in pagella. Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi). Libri di testo. I testi scolastici dovranno durare almeno cinque anni (salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento) evitando così continue riedizioni spesso inutili (soprattutto per alcune materie) e certamente onerose per le famiglie. Costituzione. Il decreto prevede la sperimentazione dell'insegnamento di educazione civica («Cittadinanza e Costituzione»). Docenti Siss. E' stata introdotta una norma che salvaguarda le aspettative di alcune categorie di docenti, come, ad esempio, gli abilitati Siss (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento. Edilizia scolastica. Vengono destinate risorse (una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni di euro) all'edilizia scolastica.
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da "Repubblica, La"
del 30-10-2008)
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C arissimo Dr. Augias, in questi giorni ho partecipato a qualche assemblea studentesca qui a Firenze per vedere con i miei occhi. Vedere cosa fanno questi ragazzi, e come lo fanno, mi ha ridato speranza. Qualcuno osa dire che sono manipolati. Questi sanno fare cose e pensano in modi che noi nemmeno ci sogniamo. Vanni Picciotti vanni.piccinotti@tin.it C aro Augias, il mio sogno nel cassetto è ormai andarmene dall'Italia, anche se so bene che il resto del mondo non è poi migliore. Quell'Italia che sarebbe migliore di chi ci governa è davvero piccola. Sergio Carrer carrer.sergio@libero.it G entile Augias, si vuole far passare una norma finanziaria come il trampolino verso una scuola dinamica e di qualità. Poi si parla di studenti strumentalizzati. Non è vero. Quello che vedo ogni mattina sono scuole, comitati e collettivi che scendono in piazza a protestare. Ho visto cortei formarsi strada facendo, senza appuntamenti né organizzatori. Delegazioni delle scuole che si muovono, si incontrano per strada e marciano insieme. Danilo Carrozzo Napoli E ra tempo che non assistevo da questa postazione a una tale ondata di proteste nelle quali predomina una tripla indignazione: contro la nuova legge promossa dalla Gelmini, per il modo in cui il provvedimento è stato trasformato in legge, per le etichette che si è cercato di appiccicare ai ragazzi scesi in strada a protestare. Da quanto so posso aggiungere un altro motivo e cioè la creazione a tavolino di un "contro-movimento" privo di ogni seguito reale, a capo del quale è stato comandato (parlo di Roma) un anziano fuori-corso che è in realtà da anni un piccolo funzionario di Forza Italia. Bisognava creare il caso dando a qualche telegiornale compiacente uno spunto di notizia per parlare di una "spaccatura" nel movimento, così è stato. Poi sono arrivati i fascisti e le cose sono andate come da sempre in questi casi: le provocazioni, le spranghe. Un triste rituale che conosciamo dai tempi della nostra giovinezza. Questa la cronaca di cui il giornale ampiamente riferisce. Preoccupa la determinazione cieca con cui il discusso decreto è stato portato all'approvazione, e l'arroganza del presidente del Consiglio che nel momento di massima tensione, con le proteste in tutta Italia per i tagli alla scuola pubblica, ha dichiarato davanti all'assemblea della Confcommercio che si troverà il modo di dare più soldi alla scuola privata. Ha anche approfittato per ripetere la menzogna di non aver mai chiesto l'intervento della polizia e che i giornali hanno falsato il senso del suo discorso. Non avevo mai visto l'impudenza toccare certi livelli. Nel 1968 la Einaudi pubblicò un libro di Elsa Morante con un titolo pieno di speranza: Il mondo salvato dai ragazzini .
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da "Nuova Venezia, La"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Primo Piano Maestro unico, tornano i voti Per l'edilizia scolastica solo 20 milioni Queste le principali novità della legge Gelmini. Maestro unico. Alle elementari, già dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente. Il maestro unico sarà però affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese. Per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento, è previsto che si possa attingere, per l'anno 2009, dai bilanci dei singoli istituti scolastici. Voto condotta. Si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. Voti in pagella. Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi). Libri di testo. I testi scolastici dovranno durare almeno cinque anni (salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento) evitando così continue riedizioni spesso inutili (soprattutto per alcune materie) e certamente onerose per le famiglie. Costituzione. Il decreto prevede la sperimentazione dell'insegnamento di educazione civica («Cittadinanza e Costituzione»). Docenti Siss. E' stata introdotta una norma che salvaguarda le aspettative di alcune categorie di docenti, come, ad esempio, gli abilitati Siss (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento. Edilizia scolastica. Vengono destinate risorse (una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni di euro) all'edilizia scolastica.
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da "Adige, L'"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Con l'approvazione del Senato il decreto Gelmini è diventato legge Con l'approvazione del Senato il decreto Gelmini è diventato legge. Ecco le principali novità contenute nel provvedimento voluto dal ministro della Pubblica Istruzione. LIBRI DI TESTO - I libri di testo scolastici dovranno durare almeno cinque anni. MAESTRO UNICO - Dal prossimo anno scolastico, a partire dalle prime elementari, ci sarà un solo insegnante. Il maestro unico o prevalente sarà affiancato dai docenti di religione e di inglese. VOTO IN CONDOTTA - La valutazione della condotta degli studenti farà media ai fini del giudizio finale. Si verrà bocciati con il 5 in condotta. VOTI IN DECIMI - Tornano i voti in decimi anche alle medie e alle elementari (dove saranno accompagnati dai giudizi). CITTADINANZA E COSTITUZIONE - Ritorna lo studio dell'educazione civica grazie all'introduzione dell'insegnamento «Cittadinanza e Costituzione». DOCENTI SISS - Il decreto contiene una norma a favore di alcune categorie di docenti come gli abilitati Siss (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento. EDILIZIA SCOLASTICA - Vengono destinati 20 milioni di euro all'edilizia scolastica. 30/10/2008
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da "Libertà"
del 30-10-2008)
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Gli ex partigiani scendono "in trincea" con gli studenti I partigiani al fianco dei manifestanti contro la legge Gelmini. L'Anpi provinciale di Piacenza, con riferimento alla prevista giornata di protesta contro i provvedimenti sulla scuola, fa sapere di condividere «i giudizi negativi sulla volontà del governo Berlusconi di tagliare corsi di studi, di ridurre indiscriminatamente gli organici, di eliminare discipline d'insegnamento, di relegare la scuola pubblica a una mera funzione sussidiaria e di favorire la scuola privata». Sempre il Comitato provinciale partigiani di Piacenza ritiene che «le espressioni di dissenso, rispetto a scelte di governo, siano un diritto in uno stato democratico» e condanna le dichiarazioni di Berlusconi «che voleva mandare le forze dell'ordine nelle scuole». «Tutte le soluzioni per una vera e seria riforma della scuola e della Università - prosegue la nota dell'Anpi piacentina - non devono partire dall'esclusivo contenimento dei costi, ma devono partire dall'ammodernamento dei programmi e passare attraverso il confronto parlamentare e nel Paese». Nota che si conclude con la promessa di «essere a fianco degli allievi, degli studenti, dei docenti e delle famiglie che si stanno battendo con civili manifestazioni contro il decreto Gelmini» e con l'espressione di solidarietà con «la manifestazione sindacale unitaria del 30 ottobre». Iniziativa unitaria su cui ieri con una nota è intervenuta la Cisl nazionale. «E' uno sciopero dovuto ed importantissimo - ha detto Anna Maria Furlan (segreteria nazionale Cisl) - . L'attacco del governo alla scuola, attraverso i tagli consistenti alla formazione e alla scuola, è inaccettabile per la tutela della scuola pubblica e l'opportunità dei giovani di una formazione seria e qualificata"». 30/10/2008
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da "Libertà"
del 30-10-2008)
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Inaccettabile una aziendalizzazione che vada a scapito del ruolo educativo Proponiamo fondi statali per la valorizzazione della scuola pubblica e per la ricerca di FULVIO FREGUIA* In questi giorni stiamo assistendo ad un evento epocale e preoccupante: lo smantellamento della scuola pubblica e la sua aziendalizzazione finalizzata alla stratificazione sociale all'interno dell'apparato didattico. La famigerata riforma Gelmini stà così operando con un programma che si sviluppa fondamentalmente in 3 punti: - Tagli ingenti ai fondi scolastici: Sono previsti tagli nell'ordine degli otto miliardi di euro, dilazionati in tre anni, per quanto riguarda la scuola pubblica, e nell'ordine del miliardo e mezzo di euro, dilazionato in cinque anni, per quanto riguarda l'università. Alla luce di questi dati impressionanti, quali saranno i soggetti che verranno effettivamente colpiti dal decreto? In primis gli organici che vedranno riduzioni vertiginose, infatti verranno tagliati 43mila tra collaboratori scolastici, personale di segreteria e tecnici di laboratorio, nonchè 87mila insegnanti. Con il ridimensionamento dei finanziamenti per le assunzioni, al posto di insegnanti di ruolo verranno assunti docenti precari, peggiorando drammaticamente così la questione della continuità didattica ed educativa degli alunni; i quali all'inizio di ogni anno scolastico (visto che i contratti precari per gli insegnanti prevedono impieghi annuali) dovranno abituarsi al metodo di lavoro di un nuovo insegnante. Inoltre il DL prevede la chiusura per tutti quegli istituti aventi meno di 600 alunni, condannando così le numerose scuole provinciali italiane e creando ulteriori disagi a tutti gli studenti non residenti in città. Nonostante tutto ciò, il decreto prevede ingenti finanziamenti agli apparati didattici privati delineando chiaramente la linea favorita dal governo Berlusconi. - il consiglio d'amministrazione sostituisce il consiglio d'istituto, la scuola come fondazione: citiamo testualmente dall'introduzione della proposta di legge: "la presente proposta di legge introduce la possibilità per le scuole autonome di trasformarsi in fondazioni nonchè di avere partner pubblici e privati, disposti ad entrare nell'organismo di governo della scuola". Il significato di questo estratto è chiaro: deresponsabilizzazione dello stato nell'ambito della scuola pubblica e intervento delle imprese nella vita e nel governo effettivo degli istituti. Questo significa che le modalità di insegnamento e gli argomenti presenti nel programma dell'anno scolastico saranno nel peggiore dei casi decisi o nel migliore influenzati dai partner privati, presenti all'interno del governo scolastico, cioè nei nuovi consigli di amministrazione tramite la delega che le aziende elargiranno ai cosiddetti esperti esterni. In parole povere saranno le aziende a determinare la programmazione didattica a seconda delle proprie esigenze. Oltretutto grazie all'apporto di risorse private si avrà un notevole innalzamento delle tasse d'istituto con la conseguente stratificazione sociale all'interno dell'apparato didattico prima citata. Ciò vuol dire che chi ha disponibilità di denaro potrà garantire una preparazione decente ai i propri figli, mentre per la maggioranza degli italiani (già colpiti dal carovita e ora dalla crisi finanziaria), si prospettano scuole senza fondi, con insegnanti malpagati, sempre vacanti e con programmi completamente assoggettati al volere delle aziende. - Il ritorno del 5 in condotta: con il nuovo DL si potrà bocciare un alunno avente 5 in condotta indipendentemente dal fatto che il suddetto abbia una positiva o negativa media nei voti delle materie ordinarie. Questo provvedimento è stato preso per varie ragioni tra le quali l'eliminazione del bullismo nelle scuole. Questo significa che il governo non ha trovato di meglio della repressione per risolvere i problemi di matrice educativa. Secondo noi questo è molto preoccupante visto e considerato che non solo non si è pensato ad una riforma finalizzata alla valorizzazione della scuola in senso educativo e formativo, ma addirittura si sta destrutturando l'intero apparato didattico pubblico favorendo una vera e propria scuola di classe che frazionerebbe inevitabilmente la comunità nazionale futura. Contro questa proposta di legge la mobilitazione degli studenti è auspicabile e doverosa, visto e considerato che la scuola è un apparato primario per la formazione sia a livello della collocazione nella collettività e sia delle pecularietà sociali dello studente stesso. In virtù di questo per noi è inaccettabile una scuola azienda che prevede per i suoi alunni una formazione di tipo tecnico industriale a scapito del ruolo educativo che essa ha sempre avuto in ogni civiltà propriamente detta. Per una scuola popolare e di alto livello, proponiamo: - Fondi statali per la valorizzazione della scuola pubblica e per la ricerca. Per costruire una scuola innovativa che riesca a garantire una funzione educativa e una formazione professionale di alto livello, e che premi l'impegno e diligenza, e non quelli che hanno una maggiore disponibilità finanziaria. - Blocco di tutti i finanziamenti a favore della scuola privata attraverso fondi dei contribuenti. - Blocco e abrogazione di tutti quei provvedimenti atti alla trasformazione delle università e scuole pubbliche in apparati privati con struttura aziendale. - Cancellazione dell'autonomia scolastica e universitaria doverosa per un percorso finalizzato a strappare la subordinazione dell'istruzione al mercato. - Ripristino della funziona formativa della scuola pubblica e abolizione della norma del "5 in condotta" e di ogni altra legge repressiva. * Lotta Studentesca - Forza Nuova 30/10/2008
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da "Tirreno, Il"
del 30-10-2008)
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Pagina 2 - Attualità Maestro unico, tornano i voti Per l'edilizia scolastica solo 20 milioni Queste le principali novità della legge Gelmini. Maestro unico. Alle elementari, già dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente. Il maestro unico sarà però affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese. Per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento, è previsto che si possa attingere, per l'anno 2009, dai bilanci dei singoli istituti scolastici. Voto condotta. Si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. Voti in pagella. Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi). Libri di testo. I testi scolastici dovranno durare almeno cinque anni (salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento) evitando così continue riedizioni spesso inutili (soprattutto per alcune materie) e certamente onerose per le famiglie. Costituzione. Il decreto prevede la sperimentazione dell'insegnamento di educazione civica («Cittadinanza e Costituzione»). Docenti Siss. E' stata introdotta una norma che salvaguarda le aspettative di alcune categorie di docenti, come, ad esempio, gli abilitati Siss (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento. Edilizia scolastica. Vengono destinate risorse (una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni di euro) all'edilizia scolastica.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-10-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-10-30 - pag: 1 autore: ORA TOCCA ALL'UNIVERSITà Fondi solo per i migliori di Roberto Perotti I l decreto Gelmini è legge. Ora toccherà all'università. Qui ci sono ottimi motivi per una riforma drastica, perché gli atenei italiani costano come quelli europei ma sono molto meno efficienti, e in alcuni casi semplicemente corrotti. Le proposte sul tappeto sono tantissime, tutte ovviamente all'insegna del "merito". Continua u pagina 10 l'articolo prosegue in altra pagina
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-10-30 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il Senato dice sì alla riforma. Manifestazioni a Venezia, Padova, Treviso, Verona Università, la protesta dilaga Occupazioni, cortei spontanei e fiaccolate in tutto il Veneto VENEZIA – Il Senato approva il decreto Gelmini e gli studenti invadono le strade. Ieri è stata Venezia il cuore della protesta delle superiori in Veneto, con 12 scuole su 25 investite da occupazioni, assemblee, autogestioni e sit-in. Alla notizia del sì alla riforma in pochi secondi i giovani si sono riversati per le strade di Mestre fino a raggiungere il centro in un migliaio. Ieri però non si è protestato solo a Venezia, anche a Verona e Treviso i ragazzi hanno occupato gli istituti e a Padova un centinaio di medi ha sfilato in serata contro «il funerale della scuola pubblica». ALLE PAGINE 2 E 3 Bertasi
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-10-30 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Treni bloccati e tafferugli al corteo anti-Gelmini Scontri con la polizia in via San Paolo, occupata la stazione di Lambrate. «Non ci arrendiamo» Due giovani lievemente contusi sono stati medicati (e subito dimessi) dall'ospedale Fatebenefratelli Cortei. A ogni ora del giorno, selvaggi, «disobbedienti ». E incursioni, blocchi dei treni (a Lambrate), lezioni all'aperto, assemblee pubbliche, qualche tafferuglio. Studenti universitari e dei licei. A piccoli gruppi o a migliaia. In tutta la città. Tutto il giorno. Per dire no alla legge Gelmini. Per non dichiararsi sconfitti, per «dare fastidio». Anche se i chilometri sono tanti, non importa: «Contro i tagli, saremo sempre in piazza ». Un'altra giornata di traffico impazzito. Si comincia presto, alle 9.30, prima che il decreto diventi legge al Senato. Sono i ragazzi dei licei a dare via al primo corteo. Striscione: «passa il decreto, blocca la città». Da piazza XXIV Maggio fino a largo Cairoli, dove ci sono gli studenti di altre scuole. Tutti a zig-zag, cambiando direzione ogni dieci minuti, correndo e poi fermandosi. Direzione: Brera, dove viene lanciato un petardo, un fumogeno e qualche uovo. In via Pontaccio le auto si bloccano, gli studenti si rifiutano di concordare un percorso. Si va in centro: tra piazza Meda e in via San Paolo la polizia carica un gruppetto dopo lanci di petardi, uova e zucche. Risultato: due giovani lievemente contusi. «Siamo stati presi a manganellate », denunciano Ivan, 19 anni del Vespucci, colpito alla spalla sinistra e Paolo, 20 anni, ferito al braccio destro. Vengono medicati al Fatebenefratelli e subito dimessi. In via Larga arrivano anche gli universitari, partiti dalla Statale (un'ora prima, alle 10, incursione negli studi di Radio Deejay). Un pezzo di strada insieme, poi ci si divide: i liceali che bloccano la cerchia dei Bastioni e in duemila si dirigono al liceo Manzoni; i «grandi» che vanno verso Città Studi. Obiettivo: occupare la stazione di Lambrate. Statale, Politecnico, Brera. Sono oltre 1500 i ragazzi che, intorno alle due, occupano i binari di Lambrate. Mezz'ora per bloccare l'Eurostar Milano - Venezia, per far impazzire ancora una volta le forze dell'ordine, per riprendere la marcia. Perché finito il sit-in, si torna a camminare: via Rombon, in direzione tangenziale Est (con minaccia di bloccare). Ma lì, all'incrocio con via Passo Sella, sale la tensione. La polizia avverte: «O girate a sinistra o interveniamo ». Un agitatore sui quarant'anni prova a convincere il corteo a sfondare il blocco, ma i leader della protesta hanno la meglio: retromarcia. «Ma continueremo a bloccare il traffico», avvertono. E lo fanno. Via Porpora, corso Buenos Aires, corso Venezia fino a Scienze politiche (giornata di lezioni alternative). E nel cammino, applausi dai balconi, baci dalle finestre delle scuole, commenti dei passanti: «Bravi, siamo con voi». Sei ore di corteo. Sotto la pioggia. E non è ancora finita. In serata sono mamme, bimbi e maester a bloccare il traffico. Con una fiaccolata in via Mecenate che blocca l'ingresso per chi arriva in città dalla tangenziale Est. Annachiara Sacchi Mattatore Il premio Nobel Dario Fo ha tenuto una controlezione alla Statale In piazza Gli studenti delle superiori e degli atenei si sono organizzati in una serie di cortei spontanei con l'intenzione di bloccare il traffico. Sotto, uno degli striscioni della protesta. A destra, una contestatrice intona uno slogan contro il ministro Mariastella Gelmini
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-10-30 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Gli appuntamenti Oggi il corteo e domani in Bocconi arriva Napolitano Il Senato approva il decreto Gelmini. «Ah sì? E noi restiamo in piazza». Anche a Milano. «Soprattutto a Milano. Perché la nostra protesta non può essere fermata». Così oggi ennesimo corteo, «il più importante». E atteso: lo sciopero nazionale, per chi non riesce ad andare a Roma, è anche qui. Tra le strade del centro, con l'obiettivo di «farsi ascoltare». E in piazza ci saranno proprio tutti. Dal personale Ata ai ricercatori. Dai professori ai bambini. L'appuntamento è per le 9.30 in largo Cairoli. La manifestazione verrà aperta con lo striscione: «La scuola e l'università non pagheranno la vostra crisi». E sarà dedicato ad Abba, il ragazzo di colore ucciso a bastonate. In testa ci saranno le elementari coordinati da Retescuole. Subito dietro medie, superiori e universitari. è prevista una grande affluenza. Anche perché i ragazzi hanno già annunciato «istituti chiusi e picchetti all'entrata». Dunque, «nessuna scusa. Nemmeno quella della pioggia», dicono. L'Atm ha deciso di modificare il percorso di 18 linee. Il corteo si snoderà in centro, passando per via dell'Orso, fino in corso Europa. Poi in piazza Fontana, dove i sindacati, Cgil Uil e Gilda, si staccheranno per andare in piazza Santo Stefano. Lì ci sarà un megaschermo «per seguire i discorsi in piazza del Popolo a Roma». Il resto continuerà verso il Duomo, dove si terranno gli interventi conclusivi. E proprio perché la «protesta non può essere fermata», sono previste mobilitazioni anche per domani. Lezioni in piazza e cortei spontanei. C'è grande attesa in Bocconi per l'intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, arrivato ad inaugurare la nuova sede dell'ateneo. Attesi anche il sindaco Letizia Moratti e Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea. Gli studenti consegneranno al capo dello Stato una lettera. Benedetta Argentieri
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: ROVIGO - data: 2008-10-30 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Materne: «I fondi regionali? Li attendiamo da mesi» Private, arrivano i contributi. La Fism: situazione difficile Venezia «scongela» i soldi attesi da tempo. Ma l'associazione delle scuole lamenta un quadro sempre più in salita ROVIGO – «I soldi della Regione? Li attendiamo da mesi e non si sono ancora visti. Intanto la situazione è sempre più difficile». A Nicola Morini, presidente della sezione polesana della Federazione Italiana Scuole Materne (Fism), l'annuncio dell'assessore Stefano Valdegamberi di avere finalmente stanziato 600mila euro per le scuole dell'infanzia polesane arriva a sorpresa. Per lui il dato di fatto è uno solo: le casse sono vuote. «Ci sono delibere fatte a marzo, a cui sono seguiti incontri diretti con la promessa di fare arrivare i soldi entro il 15 di ottobre – riepiloga - . A me risulta che quei fondi non siano ancora arrivati». Certo, l'altro ieri l'assessore regionale alle Politiche Sociali aveva annunciato lo sblocco di fondi per oltre 5 milioni di euro. Al Polesine toccheranno 277mila euro come acconto e altri 335mila euro a saldo, suddivisi per una settantina di parrocchie, enti religiosi e associazioni che gestiscono 147 scuole materne e 3 mila bambini. Buone notizie, insomma, come i 24mila euro destinati agli insegnanti di sostegno in 8 delle scuole beneficiarie. Ma per Morini è l'ennesimo ritardo a provocare stizza: «Le scuole avanzano contributi da mesi – dice – Intanto la situazione è di forte difficoltà. Le scuole se la devono cavare senza soldi. Alla Regione si sommano i Comuni e lo Stato che erogano con forte ritardo i fondi necessari. Alcuni Comuni, poi, non erogano niente. La Provincia di Rovigo, poi, a differenza di altre province italiane, non dà alcun contributo». In una simile situazione di stallo, il rischio è che a pagare siano i genitori dei piccoli iscritti: «Chiaramente così l'unica fonte di sostegno rimarrebbero le rette, ma le scuole badano a non aumentarle per non mettere in difficoltà le famiglie – replica il presidente della Fism – Però gli stipendi bisogna pagarli: ci sono 600 dipendenti in tutto il Polesine a cui bisogna dare quanto spetta». Oltre a essere in ritardo, oltretutto, i fondi in arrivo sembrano solo rattoppare un buco. Perché il problema è più ampio: «I contributi regionali sono fermi. Se le cifre complessive aumentano è solo perché aumentano i servizi, ma in realtà per la singola scuola rimane tutto invariato. – dice – La situazione è così da anni e le prospettive non sono buone: non solo non migliora nulla, ma i tagli previsti peggioreranno lo scenario». I tagli che in questi giorni provocano l'ira degli studenti medi e universitari, rischiano di pesare anche sulle scuole per l'infanzia. Intanto oggi è il giorno della protesta a Roma delle scuole superiori. I professori del liceo classico, invece, stasera alle 21 saranno alla Gran Guardia per discutere del decreto Gelmini. Francesco Casoni
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da "Messaggero, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi I senatori dipietristi vanno in piazza, a mescolarsi con i liceali e a lanciare il referendum abrogativo della legge Gelmini. Gridano: «Cari ragazzi....». Ma 24 ore prima, uno di loro, il prof. Pancho Pardi, aveva confidato: «I sessantenni che si mettono a fare i capipopolo degli studenti fanno ridere i polli».
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da "Messaggero, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi La legge è passata. Evviva. Qui è Gasparri che stringe la mano alla Gelmini, e come lui hanno fatto tanti altri parlamentari e ministri. «Adesso - dice Mariastella - nella scuola torna la serietà e il merito». E speriamo che così, magari, un Leo Longanesi non possa più dire: «Tutto ciò che non so l'ho imparato a scuola».
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da "Messaggero, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Via libera al decreto Gelmini, ma è scontro Berlusconi: la sinistra prende in giro gli studenti. Oggi le scuole si fermano per lo sciopero generale
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da "Messaggero, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di FRANCA GIANSOLDATI CITTA' DEL VATICANO - La buona notizia raggiunge il responsabile della Cei di tutte le scuole cattoliche, monsignor Diego Coletti, al santuario della Madonna di Tirano, in Val Tellina. Berlusconi ha appena assicurato che metterà mano alla Finanziaria per correggere il capitolo riguardante la scuola non statale. «Aspetto di avere delle informazioni ufficiali, possibilmente nero su bianco perchè, purtroppo, è storia di questi ultimi mesi che dichiarazioni importanti vengano poi smentite o ridimensionate o trasformate...» Il vescovo non nasconde la sua preoccupazione per la scure «ammazza-paritarie», come l'ha definita l'Avvenire, che potrebbe abbattersi sulle scuole materne ed elementari gestite da istituti religiosi, parrocchie, suore, pari ad un bacino d'utenza di 720 mila bambini. «Sono preoccupato perchè se non si interviene davvero, tante scuole materne rischiano di chiudere - fa notare monsignor Coletti -. Siamo andati avanti per decenni con scelte che altre nazioni a livello europeo considerano a dir poco strane. Ora si pensa pure a tagliare, e questa sarebbe parità? Pensare che la scuola cattolica fa risparmiare allo stato 6 milioni di euro l'anno». Alla base della discriminazione, il solito approccio ideologico: «scuola cattolica, uguale scuola per ricchi». Niente di più falso. «Pensiamo alle materne: preziosissime realtà popolari diffuse sul territorio tenute in piedi dal volontariato delle suore». Monsignor Coletti fa appello al buon senso. Ingrediente che di questi tempi difetta in politica dove «c'è troppa litigiosità, delegittimazione continua, il che non aiuta a trovare soluzione ai problemi più gravi». Contro gli orientamenti del ministro Gelmini, nei giorni scorsi c'è stata una levata di scudi: dalla Compagnia delle Opere, alla Fism, la federazione di scuole materne di ispirazione cristiana, mentre i parlamentari cattolici in blocco iniziavano un pressing sul premier e sul sottosegretario Letta. A qualcosa è servito tanto che alla fine la rassicurazione del governo è arrivata. Ma forse qualcosa bolliva già in pentola se ieri mattina, al Laterano, il rettore, monsignor Fisichella, buon amico del ministro Gelmini (costretta a rinunciare a partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico per il timore di manifestazioni) chiosava: «la conosco, è una persona che sa ascoltare».
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da "Messaggero, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di MARIO AJELLO ROMA Come Buddha. Immobile. Impassibile. Braccia conserte. Apparentemente lontana, emotivamente distante. Irraggiungibile perfino dalle frecce (San Sebastiano soffriva più di lei, cioè di Maria Stella Gelmini, ossia MaryStar come la chiama la Littizzetto) che le lancia, da donna a donna, Anna Finocchiaro e che saettano dai banchi dei senatori del centro-sinistra fino al bersaglio che siede nel tavolo dei ministri e che si rifiuta di sanguinare. «Lei, signor ministro Gelmini, è in preda all'afasia. A quel silenzio di cui parla il "Nabucco"» di fronte alle istanze e alle richieste del popolo. Cioè del popolo degli studenti che fuori dal Senato, nel Gelmini Day, aspetta la ministra per farle la festa. E poi, con l'occasione, i manifestanti si dividono fra destra e sinistra e giù botte di tutti contro tutti e accuse, caos, ferite, arresti. L'unica a restare zen, in tanta confusione all'esterno e all'interno del Palazzo, è la ministra. Che appena il suo decreto passa, si limita a un sorriso (il primo e unico della giornata). E poi: «Ora torno al ministero a lavorare e entro una settimana preparo il piano di riforma dell'università», è il suo brindisi. Respinge gli abbracci trionfali che i senatori della maggioranza le propongono e sbriga le pratiche della vittoria a colpi di fugaci strette di mano. «Signora ministra, solo a Tremonti lei ubbidisce!», tuona il dipietrista Belisario. E D'Alia, dell'Udc: «Signora ministra, lei è la prima vittima di Tremonti!». La Finocchiaro: «Signora ministra, Tremonti le ha ordinato di tagliare e lei taglia!». Ma il Buddha bresciano - «Lei è un roboootttt!!!!», la pensa invece uno del Pd e glielo grida - non è sfiorata da nulla. C'è ma è come se non ci fosse. Poi incassa il successo e fila via dal Senato, da una porta laterale e super-scortata, in modo da evitare le proteste della piazza che l'aspetta e che in questi giorni di anti-Gelmini Day le ha scaricato addosso di tutto: fiaccolate anti-Gelmini, pedalate anti-Gelmini, appelli e petizioni e raccolte di firme anti-Gelmini, spogliarelli anti-Gelmini, gruppi anti-Gelmini su Facebook che continuano a raccogliere decine di migliaia di persone al grido «Anch'io voglio che la Gelmini ripeta l'esame di Stato», preghiere anti-Gelmini, veglie anti-Gelmini, okkupazioni anti-Gelmini, fumetti, poesiole, canzoni, filmini anti-Gelmini come quello che spopola su YouTube e in cui si vede una sua compagna ai tempi dell'università che così parla di lei: «Mariastella non era brillante negli studi nè le piaceva fare politica». Ma Buddha, con i capelli per la prima volta raccolti in una coda (e le senatrici d'opposizione malignano: «Ciò accade, alle signore, quando non hanno tempo per farsi lo shampoo»), ora guarda avanti: «E' andata come doveva andare, cioè bene. E finalmente nella scuola torna la serietà, il merito e l'educazione. La gran parte degli italiani condivide il ritorno del voto in condotta, dell'educazione civica e dei voti al posto dei giudizi. E anche le misure contro il bullismo e l'introduzione del maestro unico». E ancora: «Ringrazio il governo e la maggioranza per il sostegno che mi hanno dato». Intanto sta per arrivare la telefonata di rallegramento di Berlusconi, che dopo l'estate aveva avvertito i suoi: «Dobbiamo stare tutti vicini a Mariastella». E «Mariastella sei stata perfetta», sarà il complimento targato Cavaliere. Dietro di lei, ad inseguirla, ora che Mariastella è in riunione con i suoi collaboratori a Viale Trastevere e ha rinunciato per motivi di ordine pubblico a partecipare a un convegno all'Università Pontificia, restano gli scontri fra studenti, la richiesta di referendum da parte dell'opposizione e un fiume di polemiche e di rancori. Ma lei è "oltre". Smessi i panni da Buddha, indossa di nuovo quelli della Secchiona che, come dice l'Antico Testamento ben conosciuto dalla cattolica MaryStar, «ha denti di leone e mascelle di leonessa».
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da "Messaggero, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di ANNA MARIA SERSALE ROMA - Tra polemiche, tafferugli e scontri di piazza il decreto Gelmini diventa legge. Alle 11 il Senato dà il via libera con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti mentre gli studenti tentano l'ultima disperata resistenza contro l'iniziativa del governo. Tra i voti contrari ci sono quelli dell'Udc, perché anche la scuola cattolica è colpita dai tagli. Per la maggioranza la partita è vinta, l'esito del voto era scontato. Ma l'opposizione non si arrende, chiede un referendum abrogativo. Pd e Italia dei valori danno battaglia e oggi la scuola si ferma per lo sciopero generale con corteo a Roma. Felice Belisario dell'Idv in aula sbandiera uno striscione con scritto «il decreto passa, subito referendum». La capogruppo del Pd in Senato, Anna Finocchiaro, che come Belisario dopo il voto conclusivo esce da Palazzo Madama per parlare con gli studenti, dice che è una «buona idea, perché occorre aprire un confronto ampio in tutto il Paese». Poi la Finocchiaro si rivolge al Pdl: «Pensate che approvando questo decreto sia finita qui? Non è così, per noi e per il Paese». L'opposizione tenta di ribaltare la situazione. La conferma viene da Valter Veltroni: «Faremo il referendum, il governo non ha voluto ascoltare nessuno». In aula Mariastella Gelmini di mani ne stringe tante dopo avere incassato i voti a favore del suo provvedimento. Abbigliamento sobrio, capelli raccolti, il ministro a Palazzo Madama dribbla i giornalisti e torna al ministero dove sta lavorando al provvedimento sull'università. Il suo commento lo affida a un comunicato: «La scuola cambia, si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione». Poi ringrazia governo e maggioranza per il sostegno avuto. Soddisfatto del voto in Senato anche Silvio Berlusconi che parla di «grande risultato». Poi il premier accusa la sinistra di «truffa ai danni dei ragazzi usati per fare lotta politica». «Dispiace soltanto - osserva il Cavaliere - che siano stati presi in giro, evidentemente è una truffa combinata alle loro spalle». Berlusconi riferendosi alle proteste dice che «siamo stati di manica larga. Abbiamo detto: manifestate come volete, dove volete, ma non potete impedire a chi vuole studiare e a chi vuole insegnare di esercitare il proprio diritto. Possono manifestare, certo, però lo fanno contro cose che non esistono. Per la scuola elementare, per esempio, abbiamo fatto le scelte del buon padre di famiglia. Quanto al tempo pieno aumenterà del 50%». Berlusconi sottolinea inoltre che sull'università «non è stato ancora deciso nulla» e ribadisce: «Mi dispiace davvero che ci sia questa capacità della sinistra di truffare ancora i propri stessi sostenitori. Di quello che ho letto nei volantini nulla corrisponda alla realtà, nulla». Risponde Guglielmo Epifani, leader della Cgil: «Berlusconi soffia sul fuoco, mette in campo tutti i meccanismi per depotenziare la protesta dei giovani». E' un fuoco incrociato. Federico Bricolo capogruppo della Lega Nord attacca l'opposizione: «Avete aizzato la protesta, ora basta». E Gasparri: «Smettete di manovrare gli studenti». Dopo l'approvazione del provvedimento, dunque, la tensione resta alta. E ora la palla passa alle Regioni. Già, perché molte avevano chiesto l'abrogazione dell'articolo 4, quello che reintroduce alle elementari «l'insegnante unico». Molte Regioni, lo hanno già annunciato, faranno ricorso alla Corte costituzionale contro il piano di ridimensionamento delle scuole: «Non siamo stati neppure convocati». Interviene Giuseppe Valditara, Pdl: «Per il tempo pieno, una delle cose che sta più a cuore alle famiglie, nella legge c'è una sorta di delega: saranno i regolamenti attuativi a garantire l'aumento del tempo scuola. Con il maestro unico e con le altre misure di risparmio potremo poi ricavare 2 miliardi e 400 milioni di euro, saranno reinvestiti dando più soldi agli insegnanti migliori. Il governo ha intenzione di impiegare in modo più virtuoso i fondi, non utilizzandoli secondo logiche sindacali o di una certa pedagogia ideologica». Di segno opposto le parole di Maria Pia Garavaglia, ministro ombra del Pd per l'istruzione: «Questa legge approvata senza dibattito parlamentare impoverisce la scuola. C'è una maggioranza superba che non vuole condividere le scelte. Comunque, presto i nodi verranno al pettine. In gennaio le scuole dovranno presentare l'offerta formativa e vedremo se questo aumento del tempo pieno c'è davvero o non comincerà il calvario delle famiglie, alle prese con i tagli drastici di questo governo. Dicono che non licenzieranno, certo, la scuola non è una fabbrica, ma aboliranno 87mila cattedre».
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-10-30 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE LA COSTITUZIONE «NEGATA» AI BAMBINI UNA SOCIETà ANESTETIZZATA di FAUSTO PEZZATO L a Carta costituzionale come la pornografia? Peggio. La pornografia circola liberamente sulle riviste, sui dvd, su Internet, sui cellulari, in tv, in ogni mezzo di comunicazione disponibile, e i ragazzi vi attingono a piene mani col tacito consenso generale. La pornografia invade l'adolescenza maschile e femminile senza che le famiglie, ormai detronizzate, aprano bocca, e spesso il battesimo dell'oscenità viene impartito all'infanzia. Ma questa libertà di diffondersi viene negata alla Costituzione. La Lega ha bocciato una iniziativa delle Poste italiane che volevano allegare la Carta a un kit per i bambini per celebrare la giornata del risparmio. La distribuzione sarebbe cominciata da Venezia e Treviso, se il Carroccio al governo non l'avesse bloccata, tacciando l'iniziativa di razzismo. Da quale pulpito! Proviamo a immaginare una scena del genere in un Paese europeo, nella Francia di Sarkozy o nella Germania della Merkel o nell'Inghilterra di mister Brown, per fare degli esempi, che cosa accadrebbe al partito che lanciasse un simile insulto alla base stessa della democrazia e la deridesse dichiarando , come è accaduto qui, che «è meglio un lecca-lecca»? Come reagirebbero i Parlamenti? E le opinioni pubbliche? Da noi nessuno o quasi ha fiatato, la notizia è scivolata via senza dare nell'occhio in un'Italia giovanile impegnata a proteggere ciò che resta della scuola dal furore gelminiano e in un'Italia vecchia, comatosa, rinunciataria, rassegnata, che sembra non aver più nulla da salvare, né valori né ideali, soltanto telefonini. Di questo scandalo senza fremiti noi siamo la matrice. E' soprattutto dalle nostre parti, nella Padania lombardo- veneta, che l'anestetico leghista dei Borghezio, dei Gentilini, dei Calderoli si è lavorato le coscienze spingendole all'«obbedienza cadaverica», catechizzandole con un irredentismo appositamente inventato che non ha alcun riscontro nella realtà quotidiana ma che si specchia soddisfatto nell'unica realtà di cui ha bisogno, quella mediatica. Ancora una volta, e ora più che mai, bisogna domandarsi se la Costituzione negata ai ragazzi, ovvero l'italianità ripudiata, quindi la Storia, il passato, l'identità nazionale buttati nel cesso, sia il vero contenuto del federalismo, il traguardo finale che gli uomini di Umberto Bossi sperano di raggiungere dietro il paravento della giustizia fiscale. Nella regione è in atto una competizione silenziosa ma senza risparmio di colpi tra la Lega e Forza Italia per la supremazia. Secondo alcuni sondaggi, il Carroccio avrebbe la maggioranza dei consensi. I berlusconiani tacciono. Forse consapevoli che di questa situazione sono pesantemente corresponsabili. Sono stati zitti e collaborativi negli anni in cui avrebbero dovuto esercitare sull'alleato un'azione moderatrice.
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: BELLUNO - data: 2008-10-30 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Scuola, protesta in piazza I sindaci: Venezia ci ascolti Oggi il corteo in città. E Il Renier avvia l'autogestione Metà dei Comuni bellunesi presenti ieri al vertice convocato dalla Provincia per definire la strategia di fronte agli accorpamenti BELLUNO — I sindaci bellunesi contro i tagli alla scuola: «La Regione ci convochi per discutere il futuro dei nostri istituti ». è questa la linea presa ieri dai primi cittadini all'incontro convocato in Provincia dall'assessore provinciale all'Istruzione, Claudia Bettiol, per definire una linea comune contro il rischio tagli del decreto Gelmini. Presenti 38 Comuni su 69, nonostante le polemiche dei giorni scorsi e la defezione di sindaci del centrodestra, come quelli di Belluno e Sedico, Antonio Prade e Giovanni Piccoli, dopo le rassicurazioni dell'assessore regionale Elena Donazzan, che aveva escluso tagli nel Bellunese. «Nessuna scuola dev'essere chiusa, se non siamo noi a deciderlo » ha esordito il presidente della Provincia, Sergio Reolon. «Gli unici tagli vengono fatti sempre dove si conta meno, è per questo che è giusto che la montagna si organizzi per la sua difesa". «Perché l'assessore Donazzan non convoca una riunione con noi sindaci?» è la domanda, posta all'inizio di una lunga serie di interventi, dal sindaco di Danta di Cadore, Virginio Menia Cadore. «Dobbiamo creare un sistema di difesa, di fronte alle scelte regionali e nazionale. La mail che il sindaco di Belluno ci ha inviato oggi per ricordarci le rassicurazioni della Donazzan, lasciano piuttosto pensare al tentativo di frenare la partecipazione all'incontro di oggi». Parla di diritti invece il vicesindaco di Agordo, Sisto Da Roit: «Il diritto alla formazione dev'essere garantito anche ai bellunesi, mentre ogni deroga che ci viene data sembra una sorta di privilegio ». Mentre amministratori locali discutono in cerca di un coordinamento, il decreto Gelmini è stato approvato ieri dal Senato. E il senatore del PD Maurizio Fistarol, ha espresso ulteriori preoccupazioni. «Nel piano programmatico - ha affermato in una nota - c'è scritto che oltre duemila di esse sono fuori dai parametri fissati dal ministero e che si tratta di mettere mano a questa situazione anche attraverso il progressivo superamento delle attuali situazioni relative a plessi e sezioni staccate con meno di 50 alunni. è oggettivo che in provincia di Belluno rischiano le scuole di Rivamonte, Voltago, Vallada, Rocca Pietore, Misurina, Danta, San Nicolò, Santo Stefano di Cadore, Cibiana, Forno di Zoldo, Zoldo Alto, Zoppè di Cadore e Sant'Antonio di Tortal. Il ministro e l'assessore regionale - ha concluso il senatore del Pd- forniscono rassicurazioni prive di significato. Alla scuola si tolgono risorse, insegnanti e sedi: se non tagliano nella nostra provincia dove taglieranno? ». Intanto non si ferma la mobilitazione degli studenti. Quelli dell'Istituto «Renier» di Belluno hanno aperto la prima autogestione della città; e oggi è la giornata del corteo di protesta nel capoluogo. Per il corteo, lanciato dai sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda in concomitanza con la manifestazione nazionale, si attende grande partecipazione anche da parte dei docenti e del personale tecnico. L'appuntamento è fissato alle 9.30 dal Piazzale della Stazione per un percorso che attraverserà il centro cittadino fino all'Ufficio scolastico provinciale di via Mezzaterra dove una delegazione chiederà di essere ricevuta dal dirigente Domenico Martino. Elena Placitelli Doppio no Gli studenti in piazza e a sinistra il vertice in Provincia (Foto Cappello)
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 30-10-2008)
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Corriere del Mezzogiorno - SALERNO - sezione: SALERNO - data: 2008-10-30 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Capaccio Il Comune dalla parte delle scuole in agitazione CAPACCIO — Il Comune di Capaccio-Paestum dalla parte degli studenti che protestano. Ieri mattina i rappresentanti d'istituto delle scuole superiori della città, riunitisi in assemblea permanente nella biblioteca comunale, sono stati accolti dall'assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Eugenio Guglielmotti, il quale ha espresso la solidarietà del sindaco Pasquale Marino e di tutta l'amministrazione. «Chi pagherà in maniera maggiore il conto di questa riforma - ha affermato Guglielmotti sono gli abitanti delle piccole comunità, delle periferie, dei borghi di campagna, dei paesini di montagna. L'accentramento degli studenti in plessi numericamente più grandi, avrà come logica conseguenza lo spopolamento dei centri più piccoli». Prima dell'incontro con l'assessore Guglielmotti, oltre un migliaio di studenti avevano sfilato in corteo per le vie del Comune con striscioni e cori contro la riforma Gelmini. Intanto, una cinquantina di docenti delle sezioni classiche e scientifiche del liceo scientifico «Alfonso Gatto» hanno firmato un documento di condanna della riforma 'Gelminì.
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: BELLUNO - data: 2008-10-30 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il convegno Bonanni: «Tagli ingiustificati» BELLUNO — «Le scuole di montagna? La riforma Gelmini fa tagli troppo alti e ingiustificati». Così Raffaele Bonanni, segretario nazionale Cisl, ieri a Belluno per il convegno della Cisl sull'energia. Gas, acqua e smaltimento dei rifiuti, secondo le schema lanciato al convegno, andrebbero controllati da un ente in grado di servire il fabbisogno non delle singole province, ma dell'intera regione «perché non è più accettabile che gli enti locali – ha riferito per la Cisl regionale Marino Fantino – che gli enti locali mantengano in equilibrio i bilanci traendo benefici dagli introiti delle concessioni affidate a società (ex municipalizzate) dove gli stessi neti sono azionisti di maggioranza». «Il contributo che noi vogliamo dare - spiega Franca Porto, segretaria generale Cisl Veneto - è una discussione aperta sulle prospettive energetiche della regione nella consapevolezza che le nuove strategie devono essere condivise con i territori». Leader Raffaele Bonanni
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-10-30 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Piano della mobilità: nel 2017 40mila residenti in più Tram, metrò e strade nella Mestre del futuro MESTRE — Tre nuove linee di tram che arrivano all'ospedale dell'Angelo, a Spinea (lungo la Miranese) e in via Torino passando per Bissuola; due nuove fermate della metropolitana di superficie a Catene e a San Giuliano; nuove strade e prolungamento dei Bivi, l'interramento della tangenziale. E' la Mestre del 2017 disegnata dal Pum, il piano urbano della mobilità, che ieri l'assessore alla Mobilità Enrico Mingardi ha presentato ai rappresentanti di categorie, associazioni, ordini professionali e istituzioni. «L'obiettivo è ridurre i gas serra del 20 per cento, diminuendo la congestione del traffico», dice Pietro Gelmini, autore del piano. Una bella impresa, perché nei prossimi dieci anni aumenteranno gli abitanti dell'8,4 per cento, ossia di quasi 40 mila persone tra Venezia e altri sette comuni dell'hinterland. A PAGINA 9 Bottazzo
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da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Si è svolta ieri pomeriggio a palazzo dei Priori una seduta aperta del consiglio comunale dedicata al mondo della scuola e dell'università, alla luce delle proteste e delle iniziative di docenti e studenti contro la riforma Gelmini. Alla riunione, richiesta dalla maggioranza consiliare, sono stati invitati rappresentanti dei sindacati, degli studenti, degli insegnanti e dei genitori delle scuole di ogni ordine e grado, e dell' Ateneo di Perugia. Era presente anche il rettore dell'Università, Francesco Bistoni. Ad inizio seduta Lomurno per il centro sinistra e Corrado per il centro destra hanno letto gli ordini del giorno predisposti dai due schieramenti sul tema in discussione.
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-10-30 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Dopo il Fracastoro blitz degli studenti al Berti e al Marco Polo. All'Alberghiero compiti in classe gettati giù dalle scale Occupazioni e corteo, la protesta dilaga Oggi la manifestazione anti-Gelmini. Vigili in assemblea, città a rischio caos traffico VERONA — Non li ha scoraggiati la decisione presa ieri dal Senato. Oggi è il giorno del corteo «apartitico, senza bandiere e aperto a tutta la cittadinanza » spiegano gli studenti anti-Gelmini. Aperto a tutti, il corteo avrà un percorso ad anello: l'appuntamento è per le 8,30 in via San Francesco, davanti alla biblioteca Frinzi. «Attesi in migliaia» secondo gli organizzatori, si dirigeranno poi in via dell'Artigliere, via San Paolo, attraverseranno Ponte Navi per proseguire poi su Lungadige Rubele, via Sottoriva, Corso Sant'Anastasia, dove arriveranno verso le 11. Si temono rischi per il traffico. ALLE PAGINE 2 e 3 Blitz nelle scuole Nel corso dell'occupazione al Berti, compiti in classe gettati giù dalle scale
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-10-30 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Tafferugli tra destra e sinistra, feriti nei cortei. Veltroni: referendum. Oggi lo sciopero Scuola, sì al decreto Gelmini A Roma scontri tra gli studenti ROMA — Il decreto Gelmini sulla riforma della scuola è legge. A Roma scontri tra studenti di destra e di sinistra. Oggi lo sciopero. DA PAGINA 2 A PAGINA 5 Un momento degli scontri in piazza Navona, a Roma, tra studenti di destra, con i bastoni avvolti in stoffa tricolore, e sinistra ( foto Ansa/EttoreFerrari). Il bilancio è di 4 poliziotti feriti, decine di ragazzi contusi e almeno tre (di sinistra) all'ospedale. Due arresti: un neofascista e un militante di Rifondazione.
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-10-30 num: - pag: 1 autore: di ANGELO PANEBIANCO categoria: REDAZIONALE PARTITO DEMOCRATICO E RIFORME I RISCHI DEI TROPPI NO L a manifestazione di sabato scorso ha dato a Veltroni una rinnovata forza politica. è sperabile che egli se ne serva per sottrarsi alla trappola in cui sindacati e proteste studentesche, ma anche Berlusconi, lo hanno fin qui sospinto. La trappola consiste nel fare del Partito democratico il campione del «cartello dei no», di una coalizione di interessi che difende lo status quo in settori come la scuola o il pubblico impiego. Per il fatto che impiegati pubblici e insegnanti rappresentano una parte rilevante della constituency elettorale del Partito democratico, del bacino da cui provengono i suoi voti, l'attivismo del governo in quei settori crea obiettivamente un serio problema a Veltroni. Ma l'arroccamento, il «no» ad ogni provvedimento, spiegabile con la condizione di debolezza in cui l'opposizione si è trovata dopo le elezioni, rischia di diventare suicida. Due ministri in particolare, Brunetta (Pubblica amministrazione) e Gelmini (Istruzione), stanno toccando importanti santuari elettorali del Partito democratico. Ciò spiega l'astio nei loro confronti degli esponenti di quel partito e dei suoi giornali d'area ( Il Riformista escluso). Tanto più che i due ministri si muovono in un modo insidioso per i difensori dello status quo. Non hanno fatto l'errore di proporre l'ennesima «Grande Riforma» della pubblica amministrazione o della scuola. In Italia le Grandi Riforme non portano da nessuna parte, finiscono con un buco nell'acqua. Brunetta e Gelmini si sono mossi invece pragmaticamente, mettendo in fila un provvedimento dopo l'altro. Questo modo di procedere è insidioso per gli oppositori perché rende difficile dire sempre no. Si può contestare un provvedimento o l'altro ma si diventa poco credibili se li si contesta tutti. L'accresciuta forza politica di Veltroni dovrebbe aiutarlo a riprendere un cammino (prefigurato in campagna elettorale) teso a fare del Partito democratico una vera forza riformatrice. In materia di pubblica amministrazione come di scuola ciò può solo significare assumere posizioni davvero indipendenti da quelle del sindacato. Sulla scuola, ad esempio, la difesa sindacale della «quantità» (tanti insegnanti mal pagati) a scapito della qualità non dovrebbe più trovare, come fin qui è stato, l'appoggio del maggior partito di opposizione. Il che significa che il confronto con il governo dovrebbe spostarsi dal tema della quantità (no ai tagli, sempre e comunque) a quello della qualità (idee per migliorare la qualità dell'insegnamento). Né le cose dovrebbero andare diversamente nel caso dell'Università. Non siamo al '68. Gli studenti occupanti godono dell'incoraggiamento aperto di quella parte della docenza che non desidera un uso più responsabile dei soldi pubblici. Alcune delle Università più virtuose ed efficienti si sono già smarcate dalla protesta. Se il governo avrà su questo punto un ripensamento (magari anche spronato in questo senso dall'opposizione) ed eviterà l'errore di tagliare i fondi in modo uniforme, mettendo sullo stesso piano gli atenei efficienti e quelli inefficienti, se procederà premiando i primi e punendo i secondi, assisteremo finalmente a un bello scontro frontale (il Paese ha solo da guadagnarci) fra la buona Università e quella cattiva. CONTINUA A PAGINA 40
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-10-30 num: - pag: 1 categoria: BREVI TRANSIZIONE AL NULLA di ALBERTO BATTAGGIA C ome interpretare le proteste che stanno attraversando le scuole e le università del nostro Paese? Si tratta di malati cronici, ai quali sono già state diagnosticate tutte le malattie possibili. L'ultimo tentativo serio di riformare la scuola fu quello di Giovanni Berlinguer. Voleva modernizzarla, aggiornare i programmi, snellire i percorsi formativi. Il ministro fu impallinato senza pietà dai sindacati di destra, centro e sinistra e da moltissimi docenti «democratici ». Che pena, oggi, sentirli sbraitare anche contro la Gelmini. Non dissimile il percorso delle nostre Università, sfinite da anni di deregulation selvaggia, carenza di risorse, clientele borboniche, assunzioni nepotistiche. Un pianeta spappolato in centinaia di atenei e specializzazioni, angosciato da tagli reali e minacciati, popolato da tutte le fattispecie di precariato immaginabile. I due ammalati non si decidono a morire, nonostante tutto, perché molti dei loro docenti e dei loro dirigenti sono persone serie, preparate, responsabili, decise a fare il meglio. E' giusto, oggi, occupare le scuole, bloccare le lezioni? Cogliere una proporzione tra l'entità delle proteste e le misure previste dal governo è un esercizio inutile. Sta esplodendo, in Italia come a Verona, una rabbia compressa, coltivata sotto stagioni politiche diverse. La Gelmini è l'occasione, non la causa. Non se ne può più di non capire quale sia il punto di arrivo di tagli e pseudoriforme. Il sistema americano? Atenei privati, docenze sul mercato, tasse altissime, borse di studio ferocemente meritocratiche… Certo, un altro pianeta. Ma di altri pianeti è ora di discutere. Ha colpito la decisione del preside della nostra facoltà di Scienze di bloccare le lezioni. Un suo collega gli ha fatto notare che sarebbe stato più serio scioperare, rinunciando allo stipendio. Può darsi, ma le questioni in ballo non hanno certo natura sindacale. La scelta del prof. Giacobazzi ha costretto tutti a misurarsi con la vera posta in palio: l'assenza - non da oggi - di un qualsiasi disegno strategico. Solo tagli. Le domande che salgono dall'Ateneo e dal Fracastoro occupato, sono fondamentali: cosa vogliamo dal nostro sistema dell'istruzione e della ricerca? Quante spese siamo disposti a sostenere per esso? In cambio di che cosa? Che società vogliamo costruire?. Può darsi che i tempi impongano una faticosa transizione; ma è inaccettabile che essa sia ancora, come in questi anni, una transizione al nulla.
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da "Messaggero, Il (Latina)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Quarto giorno di occupazione per il liceo scientifico Leonardo da Vinci di Terracina. Nonostante l'approvazione definitiva del decreto Gelmini avvenuta tra le proteste, ieri professori e studenti hanno letto, discusso e analizzato il testo della legge approvata. Un'occupazione serena e votata all'informazione e conoscenza della legge per capire in quali punti specifici va riformata. Domani alle 17,30 è previsto un incontro tra genitori e studenti. Un altro momento importante di confronto con le famiglie che vogliono capire meglio cosa sta succedendo alla scuola e al futuro dei figli. Ieri sull'argomento è intervenuto il capogruppo di An Francesco Zicchieri che ha sottolineato come la protesta di Terracina sia espressione solo del corpo docente e del personale. «Terracina, per quanto riguarda la contestazione alla riforma della scuola voluta dal governo Berlusconi, è sicuramente in controtendenza rispetto al panorama nazionale - sostiene - Pensate, che in tutta Italia gli studenti si sono fatti parte diligente e attiva della contestazione alla Gelmini mentre a Terracina e precisamente all'interno del liceo scientifico Leonardo da Vinci, l'occupazione pacifica e laboriosa viene posta in essere dal corpo insegnate e dal personale scolastico». Il capogruppo di An se la prende con i docenti definendoli una sorta di casta in grado di cavalcare sempre e comunque la protesta politicizzandola. «Purtroppo - aggiunge - qualche volta i cattivi maestri ritornano ad occupare la piazza invece che la cattedra, per di più con pessime lezioni, sottacendo e mistificando la realtà dei fatti, come nell'occasione». F.Coc.
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da "Messaggero, Il (Latina)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di LAURA PESINO Il corteo si riunisce alle nove in punto, attraversa i corridoi della sede di Ingegneria, raccoglie gli studenti seduti fra i banchi e poi parte, attraversando il centro, alla volta di Piazza del Popolo. Non sono molti è vero, ma si organizzano praticamente per la prima volta. E sono la voce dell'università pontina contro il decreto legge 133, che si unisce alle contestazioni che infiammano da settimane gli atenei di tutta Italia. Sul petto di ognuno c'è un cartello che annuncia: "Affittasi studente universitario", per terra uno striscione che recita "né rossa né nera, la cultura è la nostra bandiera". Ad indicare che la protesta c'è, ma che vuole restare rigorosamente lontana dalla politica e dall'ideologia dei partiti. Del resto, il decreto che impone tagli drastici al sistema universitario diventa realtà adesso, ma alla fine di un processo molto più lungo, iniziato anni fa, che ha progressivamente ridotto la spesa per gli atenei. Si dice questo e molto di più durante il sit in piazza del Popolo e si fa il punto, soprattutto, sulla situazione del polo distaccato di Latina, sulle conseguenze preoccupanti della manovra finanziaria del Governo, sulla necessità dell'ateneo pontino di reperire risorse. Contro lo spettro di una fondazione, meglio pensare per la sede di Latina ad un consorzio, in sostegno alle attività didattiche e di ricerca, aperto alla partecipazione di enti pubblici e privati. «Questo territorio - fa notare il professor Budoni, di Ingegneria - deve investire sull'università e sulle sue risorse umane». Poi a turno è la volta degli studenti. «Abbiamo solo voglia di studiare in modo vero - dice un ragazzo, secondo anno di Ingegneria - L'istruzione non è uno spreco, gli sprechi in questo Paese sono ben altri. Se a Latina togliete l'università, togliete l'anima della città». Qualcun altro fa appello alla partecipazione tra gli stessi studenti: «Non deleghiamo ad altri, non facciamoci rappresentare, confrontiamoci tutti, facciamo sentire la nostra voce». C'è anche un docente di Fisica, giovanissimo ricercatore, docente precario che da anni arriva nel capoluogo dalla Capitale per fare lezione. «Per pura passione» precisa, perché fino a meno di un anno fa non era mai stato pagato. Sullo sfondo poi, restano i famosi 200.000 euro promessi dall'amministrazione comunale alla facoltà di Ingegneria, dei quali non si vede ancora neppure l'ombra. Ma intanto, a metà mattina, arriva la notizia che il Senato approva il decreto Gelmini. «Domani a Roma per la grande manifestazione nazionale - annuncia Diego Piccoli agli studenti - Appuntamento alle 8 alla stazione di Latina insieme agli studenti delle scuole superiori del capoluogo».
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da "Messaggero, Il (Marche)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di RENATO PIERANTOZZI Scoppia la bufera politica sulla protesta del mondo della scuola. Il consigliere regionale Guido Castelli (An/Pdl) accusa: «Ai bambini della scuola materna di Spinetoli sono stati dati volantini della manifestazione organizzata dalla sinistra del Pd dentro la scuola», dice annunciando esposti al Provveditorato e al garante dell'infanzia. Ma contro Castelli si scaglia il vice presidente della Provincia, Emidio Mandozzi (Pd): «Castelli si arrampica sugli specchi -dice - ed invece di intervenire presso il Governo di centro destra per scongiurare la chiusura delle scuole del Piceno, se la prende contro le assemblee dei genitori. Ricordo a tutti che Castelli è un eminente esponente della maggioranza che vuole chiudere 35 scuole nei Comuni più piccoli della Provincia». Mandozzi svela poi un inquietante retroscena: «Siamo vicini e solidali -dice- agli insegnanti che in questo momento sono minacciati anche in vista dello sciopero di domani (oggi, ndr). Chi parteciperà allo sciopero, infatti, rischia di finire in una sorta di "lista di proscrizione". Ma dagli stessi genitori è arrivata la migliore risposta alle insinuazioni di Castelli: nonostante il divieto di fare l'assemblea nella scuola, oltre 150 persone hanno partecipato all'incontro svoltosi nel cinema di Pagliare. Per la manifestazione di Roma partiranno dal Piceno oltre 10 pullman». Anche l'on. Luciano Agostini (Pd) sembra intenzionato a presentare un'interpellanza parlamentare in merito alla mancata autorizzazione da parte del dirigente scolastico di Spinetoli a far svolgere l'assemblea dei genitori nella scuola. Ma anche Castelli annuncia una interpellanza: «Informerò anche il gruppo parlamentare del Pdl -annuncia il consigliere regionale- per un'interrogazione in Parlamento». L'esponente di centro destra poi paragona quello che è successo a Spinetoli a quanto accade nella Corea del Nord: «E pensare che tra Pagliare e Spinetoli, (paradosso dei paradossi) -dice - opera da tempo un corso di laurea in scienze della formazione di cui gli amministratori locali menano gran vanto. Se ne vantano ma, evidentemente, non ne frequentano i corsi se è vero che emulano gli amministratori della Corea del Nord che fanno sfilare i bambini sui carri armati nelle parate di regime. Del resto, la promiscuità tra politica e scuola a Pagliare non è una novità. Basti pensare che l'ultima Festa dell'Unità, a dispetto di ogni regolamento e norma, è stata celebrata all'intero di un plesso scolastico... Ogni commento è superfluo. Ritengo tuttavia mio dovere denunciare il caso di Spinetoli sia all'Ufficio scolastico provinciale che al Garante per l'Infanzia. Una volta si raccomandava ai bambini di non accettare le caramelle dagli sconosciuti. Ora, nella vallata del Tronto, bisogna estendere l'invito anche ai volantini che qualche debole di mente pensa di poter veicolare attraverso l'infanzia. Gruppi che hanno ritenuto, evidentemente, di dover ricorrere anche alla strumentalizzazione dei bimbi dell'asilo pur di alimentare il loro happening anti-Gelmini».
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da "Messaggero, Il (Latina)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Corteo contro il decreto Gelmini anche a Latina «Vogliamo solo studiare in modo serio» Studenti in piazza: l'istruzione non è uno spreco Gli universitari sollecitano l'istituzione di un consorzio a sostegno di ricerca e didattica
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Studenti, scontri a Roma Protesta bipartisan fallita Violenza e feriti tra «rossi» e «neri». Cortei da Milano a Napoli Chiesta al governo una informativa urgente sugli incidenti da esponenti di Pd, Idv e Pdl: perché sono stati elusi i controlli? ROMA — La riforma Gelmini, a Palazzo Madama, è diventata legge da un'ora, quando in piazza Navona, lì davanti, s'infrange il sogno della protesta unita. «Né rossi né neri ma liberi pensieri», lo slogan di questi giorni va in frantumi in un lampo. Stavolta si scontrano. Ed è battaglia: 4 poliziotti feriti, decine di ragazzi contusi e almeno tre (di sinistra) all'ospedale. E ancora: due arresti (un neofascista e un militante di Rifondazione), 4 denunciati (tutti di destra), 21 identificati e rilasciati. Un bilancio da guerriglia urbana. Erano arrivati in ottomila, gli studenti medi romani, ieri al Senato, per l'ultimo sit-in. Ancora una volta, all'inizio, stelle rosse e magliette nere fianco a fianco. Quelli del Blocco Studentesco (la destra radicale) e quelli dell'Unione degli Studenti (la sinistra). Ma prima di mezzogiorno il clima cambia: da piazza San Pantaleo sbuca il corteo degli universitari, ci sono i Collettivi della Sapienza e di Roma Tre, Cobas, centri sociali. Si alzano cori inequivocabili («Noi i fascisti non li vogliamo», «Siamo tutti antifascisti»), agenti della Digos consigliano a quelli del «Blocco» di cambiare piazza, di andare al ministero dell'Istruzione. Ma quelli non ci stanno («Abbiamo anche noi il diritto di manifestare»). Così arretrano solo di qualche metro col loro camioncino bianco, verso la piazza delle Cinque Lune. Intanto, però, quegli altri, 400 persone, hanno creato una falange e il gruppo di testa avanza con i cappucci e i caschi. Poi prendono sedie, bottiglie, posacenere, dai ristoranti che trovano su quel lato di piazza Navona e li lanciano a pioggia contro una cinquantina di «camerati» del «Blocco» e di «Casa Pound», che però intanto si sono armati anche loro, tirando giù dal camioncino una decina di «Stalin », i famigerati manici di piccone avvolti nelle bandiere tricolori. Lo scontro è cruento. La polizia, che fino a quel momento non era intervenuta, carica per separare le due fazioni. C'è un filmato su YouTube abbastanza chiaro. Oggi, intanto, c'è lo sciopero generale della scuola (in piazza a Roma anche Epifani e Veltroni) e la tensione cresce in tutta Italia. Ieri, un migliaio di universitari milanesi ha occupato i binari della stazione di Lambrate (lo stesso a Napoli e ad Alessandria). Sugli scontri di piazza Navona, i senatori del Pd Achille Serra e Paolo Nerozzi, dell'Idv Pancho Pardi e del Pdl Maurizio Gasparri hanno chiesto un'informativa urgente al governo. La domanda è semplice: perché caschi e bastoni, dall'una e dall'altra parte, hanno eluso così facilmente i controlli? Fa.C. Tensione Roma, gli scontri in piazza Navona (Benvegnù-Guaitoli- Lannutti)
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Diario scolastico di Marco Imarisio «Niente alcol, fumo e caos» Bolzano, la «rivolta» dolce S ul portone c'è un piccolo tazebao che detta le regole. Vietato fumare, vietato introdurre alcolici, vietato gettare cartacce. «Il caos non può essere tollerato». Chi sarà sorpreso a sostare in corridoio verrà subito allontanato. L'ingresso è consentito solo previa esibizione del libretto scolastico. Davanti al portone ci sono due ragazzi dallo sguardo severo. Indossano una maglietta bianca con la scritta «Servizio d'ordine». Sembra una caserma, è un liceo occupato. Senza l'aria di svacco e il casino che quasi inevitabilmente si tirano dietro le mobilitazioni studentesche. «Destra e sinistra, questa riforma ci riguarda tutti». Il tono ecumenico dello striscione appeso all'ingresso dovrebbe già suggerire qualcosa. Al classico Carducci di Bolzano è in corso un esperimento. Un tentativo di occupazione «consapevole», così la definisce Diego Zambiasi, 17 anni, uno dei tre rappresentanti di Istituto. La decisione è stata presa con regolare votazione, al termine di un corso intensivo sul decreto Gelmini. A cinque studenti-cavie è stato affidato il supplizio di sei ore in balìa di alcuni docenti di diritto. Imparato il testo quasi a memoria, sono andati a loro volta nelle classi ad esporre pro e contro del decreto. La seconda parte è venuta decisamente meglio. Su 600 liceali, solo 40 hanno votato contro l'occupazione. A questi panda è stata però garantita l'attività didattica. Lezione in classe, come se nulla fosse, mentre gli occupanti si ritirano in palestra aspettando il suono della campanella. «Le minoranze vanno tutelate. Se calpesti i diritti degli altri, come puoi chiedere che il governo rispetti i tuoi?». Diego si è fatto la domanda e si è già dato la risposta. Occupare non si può, lo stabilisce la legge. Ma qui si sono inventati l'illegalità sostenibile, scegliendo di trasgredire «in modo organizzato e responsabile » come spiega Giulia Rossi, che insieme a Diego e Andrea Bailoni ha vergato il draconiano regolamento di cui sopra. «Al ginnasio manifestai contro la riforma Moratti senza saperne nulla. Oggi siamo più consapevoli, e quindi molto preoccupati per il nostro futuro da universitari ». Oltre alla maglietta e al tesserino di riconoscimento, ai volontari del servizio d'ordine sono stati consegnati dei walkie-talkie per comunicare in caso di emergenza. «Fuori c'è gente che vuole entrare per fare casino — dice Diego, che sembra il capobranco —. Spiacenti. Niente danneggiamenti inutili. Lasceremo le aule come le avevamo trovate. Ci vuole disciplina». Se non fosse per il capello lungo e la kefiah d'ordinanza verrebbe da battere i tacchi e mettersi sull'attenti. mimarisio@rcs.it Diego Zambiasi Giulia Rossi A. Bailoni (Foto Gandini)
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-30 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'approvazione Ultimo via libera al Senato con 162 sì, 134 no e 3 astenuti Il decreto Gelmini diventa legge «Torna la scuola della serietà» Berlusconi: grande risultato. Il Pd: non finisce qui. Oggi lo sciopero Il presidente del Consiglio: «Dispiace solo che sono stati presi in giro tanti ragazzi a Roma e in altre città» ROMA — Dal prossimo settembre maestro prevalente, bocciatura col 5 in condotta, ritorno in via sperimentale dell'educazione civica, voti al posto dei giudizi, libri di testo utilizzabili per almeno 5 anni. Il decreto Gelmini è stato definitivamente approvato dal Senato con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti. «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione», è stato il commento a caldo del ministro Gelmini. «Un grande risultato », ha dichiarato Silvio Berlusconi che ha poi accusato l'opposizione di manipolare gli studenti: «Dispiace solo che sono stati presi in giro tanti ragazzi a Roma e in altre città». Lo stesso Berlusconi ha poi parlato di possibili modifiche alla Finanziaria per «correggere qualcosa per le scuole private». Ma la protesta continua. Oggi la scuola si ferma. Lo sciopero generale — non accadeva da anni — è stato proclamato da tutti i sindacati più rappresentativi: Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. «La maggioranza ritiene che con l'approvazione del decreto sia finita qui. Non è affatto finita qui. Noi continueremo la battaglia in Parlamento e nel Paese. è una promessa che vi facciamo», ha detto il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro, scesa a parlare con gli studenti subito dopo l'approvazione del decreto. Il decreto Gelmini comincerà a far sentire i suoi effetti a settembre. Il punto più contestato riguarda il maestro prevalente. Secondo l'opposizione il tempo pieno è in pericolo. Oggi coinvolge 34 mila classi (25%), con una crescita costante dell'1 per cento, indipendentemente dal colore dei governi. Berlusconi ha promesso un aumento del 50% in 5 anni, ossia altre 15.750 classi, più di 3.000 l'anno. Possibile? In teoria sì, vista l'entità dei tagli. Solo le compresenze pesano almeno 6 ore a settimana per classe. Eliminandole, ogni quattro classi si ricavano 24 ore, ossia una cattedra. Poi c'è la riduzione delle ore da 30 — l'opzione più diffusa — a 24, e qui saltano fuori altre 6 ore a settimana. Le difficoltà per l'allargamento del tempo pieno potrebbero essere soprattutto logistiche: dove si prenderanno i locali e le mense? A settembre la riduzione dell'orario a 24 ore coinvolgerà solo le prime (21 ore col maestro prevalente, 2 di religione e 1 di inglese), l'anno successivo le prime e le seconde (20 più 2 più 2), nel 2011-2012 le terze(19 più 2 più 3) e poi le quarte e quinte con le stesse modalità. Il ritorno dell'educazione civica sarà sperimentale — quindi nessun obbligo — all'interno dell'orario normale. G. Ben. GUARDA le foto degli scontri su www.corriere.it I voti Il ministro Mariastella Gelmini riceve i complimenti dal ministro Sacconi: il suo decreto è passato con 162 sì, 134 no, 3 astenuti
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-30 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Scuola La sinistra Quagliariello e quell'sms della moglie «La Finocchiaro cita il Vangelo e la Bibbia, tu paragoni Gelmini a Gentile, io la prossima volta voterò Bricolo»(Lega): è l'sms scherzoso spedito al pdl Gaetano Quagliariello (foto) dalla moglie insegnante
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-30 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Referendum anti-riforma, la sfida di Veltroni «Governo arrogante, serve un'iniziativa della società civile». E l'Idv: noi i primi a lanciarlo Il segretario democratico e il possibile quesito: riguarderà la parte più estesa possibile della legge ROMA — Un referendum per abrogare la legge Gelmini. Lo lancia Walter Veltroni, proprio il giorno prima della grande manifestazione sulla scuola. Segue a ruota Italia dei Valori. «A dir la verità siamo stati i primi a lanciarlo — precisa Massimo Donadi — anche se non vogliamo primogeniture». All'iniziativa si uniscono con entusiasmo Prc e Pdci, mentre l'Udc si chiama fuori. La sfida è di quelle impervie. I referendum più recenti sono miseramente falliti. Gli ultimi quorum raggiunti risalgono al '95. «Sappiamo bene che il referendum è uno strumento da usare con parsimonia — spiega Veltroni — ma di fronte all'arroganza del governo, è necessaria un'iniziativa non di partito ma della società civile». L'intento non vuole essere conservatore: «Il referendum serve per un'università e una scuola nuova, non per difendere ciò che c'è». Quale sarà il quesito è ancora presto per dirlo. Perché la legge Gelmini tocca norme di bilancio, che non possono essere oggetto di referendum. Quello che si può dire al momento, spiega Veltroni, «è che riguarderà la parte più estesa possibile di questa legge ingiusta e iniqua». L'Italia dei Valori annuncia che raddoppierà i banchetti, aggiungendo a quelli per la raccolta di firme contro il «l'ignobile» lodo Alfano, anche i nuovi: «è scontato e doveroso — aggiunge Donadi — che le nostre forze si uniranno a quelle del Pd: sommergeremo il governo con quattro milioni di firme». Il problema sarà raggiungere poi il quorum. Anche se votare nello stesso giorno il quesito sul lodo Alfano (tra le ipotesi il 18 aprile 2010) potrebbe aiutare e molto. Per il segretario del Prc Paolo Ferrero, «il referendum sarà un buon metodo per stappare le orecchie al governo». L'Udc non condivide: «Mi sembra una presa di posizione simbolica — spiega Pier Ferdinando Casini —. La guardiamo con rispetto ma non aderiamo». Arturo Parisi invece aderisce. Ma puntualizza: «Ora il Pd raccolga le firme contro il lodo Alfano». Per la maggioranza parla Gaetano Quagliariello (Pdl): «Ma non era una riformetta quella sulla scuola? Il referendum è un'iniziativa ridicola». E per Ignazio La Russa «è un segno di debolezza». Alessandro Trocino
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-10-30 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Dietro le quinte Tiepidi Marini e D'Alema Malumori nel Pd «Così inseguiamo la linea dipietrista» SEGUE DALLA PRIMA «Mobilitiamoci», è la sua parola d'ordine. Il fatto che in realtà, come ammetteva ieri il costituzionalista di rito veltroniano Stefano Ceccanti, l'unico referendum tecnicamente possibile sia quello sul maestro unico poco importa. Quel che conta è la mobilitazione, la raccolta di firme, il ritorno di Veltroni al rapporto diretto con il "suo popolo". E prima della conferenza programmatica il segretario convocherà gli "Stati generali" della scuola. Un tema, questo della scuola, su cui Veltroni insisterà: la campagna elettorale per le europee è già cominciata. Com'è naturale in un partito qual è il Pd non tutti si sono schierati al fianco del leader. Massimo D'Alema non è «contrario», lo ha specificato lui stesso, però ha anche detto di «non essere entusiasta». «E' una mobilitazione politica anche inevitabile», secondo l'ex ministro della Farnesina, ma di qui a dire che poi il referendum si farà sul serio è un altro discorso: «Chissà che succederà nel 2010». Già, chissà. D'Alema, che non è stato consultato dal segretario, appare più che tiepido. Simile l'atteggiamento di Franco Marini. Anche l'ex presidente del Senato non era stato sondato dal segretario: «Non sono pregiudizialmente contrario però devo capire bene di che si tratta». Chi invece è convinto di aver ben compreso il senso di questa iniziativa è Marco Follini: «E' un inseguimento di Di Pietro». Il senatore del Pd è sconsolato e anche un po' arrabbiato: «Il Partito Democratico che si abbandona al radicalismo contraddice se stesso e le sue buone intenzioni, e offre pure un vantaggio alla maggioranza. Sì, il centrodestra non vede l'ora di avere un'opposizione radicale». Il fassiniano Francesco Tempestini bolla come mera «propaganda» l'iniziativa di Veltroni sulla scuola. E maliziosamente aggiunge: «Andate a guardare il commento del direttore dell'Unità: è favorevole al decreto Gelmini!». Insomma, non tutti sono entusiasti di questa sortita ad effetto del segretario, che prima della conferenza stampa ha convocato un coordinamento lampo, onde evitare che qualcuno poi lo accusasse, come capita, di agire sempre da solo. Ma c'è un altro aspetto di questa vicenda che appare importante. E' un aspetto che inquieta non poco Follini: «Sotto le mentite spoglie referendarie rinasce l'Unione». Ma quel che scandalizza tanto il senatore del Pd è uno degli obiettivi del segretario. Veltroni, infatti, è riuscito a mettere insieme da Ferrero a Di Pietro, è riuscito, cioè, a creare un fronte comune delle opposizioni su una proposta del Partito Democratico. Di più, Veltroni ha bruciato sul tempo Italia dei Valori anche se i dipietristi rivendicano la primogenitura dell'idea. E ha mostrato che il partito c'è e che si muove «non per un referendum settoriale come quello sul lodo Alfano », ma su un tema «che riguarda il primo vero grande momento di partecipazione e mobilitazione da dopo la vittoria di Berlusconi ». Che poi tutto ciò produca veramente qualcosa e dia una spinta al Pd al momento è difficile da prevedere. Maria Teresa Meli In Aula e in strada Uno striscione contro il decreto. Nel tondo la Finocchiaro parla con gli studenti
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da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi E' molto ferma, pur non avendo assunto toni esasperati, la protesta degli studenti di Foligno contro il decreto del ministro Gelmini e gli altri provvedimenti che tagliano risorse alla scuola. Oggi due pullman di ragazzi saranno a Roma al corteo nazionale
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 30-10-2008)
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Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: ECONOMIA - data: 2008-10-30 num: - pag: 15 categoria: BREVI Scuola, a Roma 120 bus BARI — Centoventi pullman partiranno oggi da tutta la Puglia per la manifestazione anti Gelmini a Roma. A guidare il corteo il governatore della Puglia Nichi Vendola. Ieri sono scesi in piazza i genitori delle scuole elementari baresi, prima tra tutte il circolo didattico Re David, che hanno consegnato alle autorità 3mila firme contro il decreto. «Siamo qui senza strumentalizzazioni ha detto il sindaco di Bari Michele Emiliano - anche quelli di destra vorrebbero manifestare». Lezioni all'aperto al liceo linguistico Marco Polo di Bari (foto) mentre venerdì toccherà all'istituto Pietro Siciliani di Lecce. Ieri inoltre gli alunni del classico Orazio Flacco hanno occupato per mezza giornata la palestra dell'istituto. E mentre la riforma Gelmini sarà al centro di un consiglio regionale monotematico, organizzato per il 4 novembre, ieri il preside della facoltà di Scienze di Lecce, Carlo Storelli, dopo le polemiche dei giorni scorsi sull'utilizzo dell'anfiteatro, ha deciso di spostare le sedute di laurea nel palazzo Codacci Pisanelli. (s. del.)
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 30-10-2008)
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METROPOLI & PROVINCIA FIRENZE pag. 14 «Rifiuti, i costi non ricadano sulle scuole» LA MOZIONE AN CONTESTA I PIGNORAMENTI TOCCATI ANCHE AL RUSSELL ALLEANZA nazionale sul pagamento della Tarsu da parte degli istituti scolastici della Provincia. «Mentre nelle piazze imperversano le manifestazioni contro il decreto legge Gelmini, in Provincia un procedimento mette in ginocchio finanziariamente diversi istituti scolastici». Così i consiglieri provinciali di An, Guido Sensi e Nicola Nascosti e la capogruppo consiliare di Scandicci Erica Franchi. «All?inizio di questo anno scolastico ? spiegano ? sono stati pignorati fondi destinati all?ordinaria amministrazione di alcuni istituti superiori per saldare la Tarsu 2000/2002. Un processo concordato che azzera il trasferimento dei fondi per la manutenzione. Gli istituti interessati, primo su tutti il Russell Newton di Scandicci, si trovano a non avere più fondi per elementari necessità quali acquisto di banchi, sedie, cancelleria, materiale di pulizia, carta igienica. Questo mentre l?assessore provinciale Simoni rispondendo su una questione attinente all?istituto Marco Polo poco più di venti giorni fa, ci assicurò che il pignoramento dell?edificio di proprietà provinciale e dei beni della scuola sarebbe stato improbabile. Presenteremo una mozione per impegnare la Giunta provinciale ? concludono Sensi e Nascosti ? ad attivarsi per risolvere questa situazione».
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da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Nessun clamore, nessuna voce alta, nessuna forzatura e soprattutto nessuna divisione: la protesta anti decreto Gelmini, all'ombra del Torrino, appartiene allo stesso modo a genitori, studenti e insegnanti. E lo si è visto l'altro pomeriggio alla sala della Corte del palazzo comunale dove tutti i diretti interessati dalle novità di quel decreto si sono ritrovati per volontà unanime. Un'assemblea tranquilla, pacata, molto impegnata. Dalla quale è scaturito il programma per la giornata di oggi, quella che in tutta Italia vuole essere la risposta degli studenti al decreto: per Roma partiranno due pullman carichi di studenti mentre tutti gli altri che vorrebbero andare perchè fortemente motivati a protestare ma che non possono, si ritriveranno alle 8,30 nel cortile di palazzo Trinci (oppure, se sarà una bella giornata di sole) in piazza della Repubblica, per una lezione all'aperto. Nei giorni scorsi, nelle scuole della città, non si è assistito al fenomeno delle assemblee, delle divisioni, della protesta dura con autogestioni o èpicchetti ai cancelli: gli studenti folignati, e insieme a loro i geniotori e gli insegnanti, hanno scelto la linea del ragionamento e per quato hanno deciso di ritrovarsi nella sala della Corte. Tutti insieme. C'erano alcuni studenti universitari del corso di laurea in Protezione civile, poi studenti del liceo Classico, dello Linguistico e dello Scientifico. Con loro, tanti genitori e tanti insegnanti. E i documenti scritti dal Governo per riformare la scuola. Sono stati letti, sono stati discuissi e alla fine sonmo stati bocciati. Inesorabilmente bocciati perchè al di là di poche cose su cui insegnanti e gewnitori concordano, per tutti i progetti del Consiglio dei ministri equivalgono ad un taglio drastico delle risorse senza la pur minima valutazione del funzionamento delle scuole o della modernità dei corsi di laurea. Prima di questa assemblea erano stati i genitori del secondo circolo didattico (mamme e papà di bambini delle elementari) a riunirsi nei locali della parrocchia per capire cosa il governo intedesse fare concretamente, scoprendo che sarebbe tornato il voto in condotta e l'obbligo del grembiule (che non è stato poi giudicato male) ma si sarebbe drasticamente ridotto il tempo pieno (e questo è stato considerato un dabnno grave). Ne è venuta fuori una lunga lista di firme in calce ad un appello a soprassedere che quesi genitori, oggi alle 16, consegnano al sindaco affinchè le faccia arrivare al ministro. Anche la voce degli studenti di Foligno, quindi, arriva a Roma. Non è un grido, non c'è rabbia ma consapevolezza sia da parte degli studenti che dei genitori e degli insegnanti. Perchè qui, il decreto del ministro dell'Isgtruzione una cosa buona l'ha fatta: ha finalmenmte messo insieme genitori e figli che, soprattutto sul fronte scuola, sono storicamente divisi.
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da "Reuters Italia"
del 30-10-2008)
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ROMA (Reuters) - I sindacati della scuola oggi scendono in piazza a Roma per manifestare contro la legge Gelmini, dopo il voto di ieri al Senato. Un corteo unitario partirà alle 9.30 da piazza della Repubblica, per snodarsi lungo le vie del centro fino a piazza del Popolo, dove la manifestazione si concluderà con l'intervento del segretario nazionale della Cgil Guglielmo Epifani. In occasione della manifestazione, il prefetto di Roma Carlo Mosca ha disposto la chiusura della fermata Spagna della linea A della metropolitana a partire dalle 12 "sino a cessate esigenze", dice una nota. Nelle intenzioni degli organizzatori lo sciopero odierno sarebbe dovuto avvenire prima del voto finale di conversione del decreto Gelmini al Senato, ma l'opposizione - che ieri, Udc compresa, ha votato compatta contro il decreto - ha accusato la maggioranza di aver stretto il calendario dei lavori in aula proprio per battere sul tempo i sindacati. Ieri, dopo il voto a Palazzo Madama, accolto dalle proteste degli studenti a Roma e in altre città, il leader del Pd Walter Veltroni ha annunciato l'iniziativa referendaria, dopo che l'Idv aveva già suscitato l'entusiasmo dei ragazzi di piazza Navona con la proposta di continuare la lotta anti-Gelmini col referendum. Intanto si attende ora il piano sull'università, che ieri il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha detto di voler presentare entro una settimana. CHE DICE LA RIFORMA GELMINI Il contestato provvedimento che prende il nome dalla ministro dell'Istruzione accorpa misure di vario tipo. Per esempio punta a contenere il costo dei libri di testo scolastici, stabilendo che essi dovranno durare almeno cinque anni, e insieme reintroduce la vecchia figura del "maestro unico" o "prevalente", affiancato da quelli di religione e di inglese. Sono già tornati, intanto, i voti espressi in numero, coi decimi, e col 5 in condotta si rischia la bocciatura. Si studierà l'educazione civica. Ma viene bloccato anche il turn over degli insegnanti che vanno in pensione, con la scomparsa di 87mila posti in tre anni. Continua...
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 30-10-2008)
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PRIMO PIANO FIRENZE pag. 2 Raffica di messaggini Poi tutti in piazza E stamani ci sarà un?altra manifestazione IL TAM-TAM è stato rapidissimo. Da poco si era diffusa la notizia che il decreto Gelmini aveva ottenuto l?ok al Senato. E i ragazzi erano già lì, in strada, a protestare. I primi a muoversi sono stati gli studenti di Novoli. Poche parole hanno percorso la biblioteca, i corridoi e le aule: «E? passata la 137. Scendete in strada con noi!». Alle 11,30 parte così il primo corteo non autorizzato. Nella fretta, i circa 400 ragazzi riescono a recuperare solo uno striscione («Difendiamo l?Università pubblica») e il megafono. «Noi la crisi non la paghiamo!», urlano gli studenti. C?è chi distribuisce volantini e chi incita gli automobilisti ad accompagnare col clacson i cori. La protesta si fa vivace e colorata. E poco importa se nessuno ha in mente il percorso da compiere. «Dalle elementari all?Università, contro la Gelmini blocchiamo la città», è la parola d?ordine. La notizia che anche gli studenti medi sono scesi in corteo galvanizza tutti. Gli sms rimbalzano. E si cerca, strada facendo, di dare ancora più corpo alla manifestazione. Un paio di volte gli studenti sono indecisi sulla strada da imboccare. Nel frattempo quelli delle superiori si riuniscono in piazza Santissima Annunziata per poi raggiungere le sedi del Michelangelo e del Castelnuovo. Anche tra loro c?è incertezza sul percorso. «Volevamo solo distanziarci da alcuni studenti che avevano acceso dei fumogeni e scritto per terra con le bombolette», racconterà una ragazza dell?artistico Alberti, in cui è ripresa l?occupazione. Alla fine, gli studenti medi decidono di confluire in piazza della Libertà. Così, anche quelli del Polo di Novoli vanno in quella direzione, percorrendo i viali. «Tremonti vaffa?», gridano i ragazzi. E ancora: «La riforma fatela davvero: Università a costo zero». Intanto, gli occupanti del Polo di viale Morgagni distribuiscono volantini in piazza Dalmazia senza bloccare il traffico. Altri cortei partono da Agraria, Lettere e Psicologia. E tutti sono diretti in piazza della Libertà, dove alla fine si riuniscono 5-600 giovani. Un ragazzo urla al megafono: «Solidarietà agli studenti di Roma!». E giù applausi. Le iniziative si moltiplicano: dalla ciclopedalata in centro agli striscioni. Ognuno cerca di dare il proprio contributo alla protesta. Gli SdS parlano di «azioni pacifiche alla stazione Campo di Marte». E poi i flash- mob: la corsa improvvisata per raggiungere gli Uffizi dal lungarno alle Grazie e la ?battaglia dei cuscini? («Per prendere a cuscinate la Gelmini», ironizzano i ragazzi) per chiudere una giornata iniziata, davanti all?alberghiero Saffi, con una trentina di prof e 150 allievi incatenati in difesa della scuola pubblica. Nel pomeriggio al Polo Morgagni va in scena l?assemblea regionale degli studenti da cui sono state lanciate due proposte: una mobilitazione in tutte le città toscane il 7 novembre e, l?8 a Firenze, un?assemblea nazionale studentesca. Infine, stamani appuntamento in piazza San Marco alle 9,30 per un corteo. Elettra Gullè
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 30-10-2008)
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PRIMO PIANO FIRENZE pag. 2 Decreto sulla scuola: la città inghiottita dai cortei Proteste, ma niente scontri come altrove, dopo il «sì» alla Gelmini. Caos per il traffico da Novoli al centro di GIOVANNI SPANO ORE 10,36, agenzie e Televideo hanno appena terminato di battere la notizia: approvato il 9 ottobre alla Camera, il decreto-Gelmini, «137», passa anche al Senato e diventa legge. E subito dal Polo universitario di Novoli muove alla volta del centro un corteo di studenti. Sarà un po? l?asse portante della protesta, quella su cui via via si innesteranno altri gruppi di manifestanti, da vari punti e fino a metà pomeriggio. Diciamo anzitutto che, a differenza di quanto è accaduto in altre città ? binari occupati e (secondo alcuni studenti) manganellate a Milano, scontri tra sostenitori di destra e di sinistra a Roma, risse a Siena ? la manifestazione è stata incruenta. Non sono mancati moti di scontento, di rabbia anche, slogan, striscioni e cori, più in generale la volontà di contrapporsi a una normativa ritenuta da molti iniqua, che reintroduce il maestro unico nella scuola primaria, il voto in condotta che farà media con quelli delle altre materie. Per non parlare delle prospettive su ricerca, tagli di cattedre e di corsi universitari. Ma niente tafferugli, contrapposizioni con le forze dell?ordine o tra appartenenti a orientamenti politici diversi. La tensione sociale è rimasta contenuta grazie al senso di responsabilità (e al buon senso) di tutti. In prima persona, in piazza a garantire l?ordine e il diritto di tutti a manifestare, o a dissentire, senza violenze su persone o cose, il capo della Digos Alfredo Pinto, i suoi funzionari e agenti e gli uomini del Reparto Mobile diretto da Luigi De Angelis, specificamente addestrati per questo servizio. Oltre naturalmente ai carabinieri. Un impegno severo, specie sul piano della tenuta nervosa. Sul fronte della viabilità, non meno impegnativo il lavoro dei vigili soprattutto perché il corteo è stato a lungo formato da tanti «focolai», snodandosi su più direttrici. E trattandosi di manifestazione non organizzata ma spontanea, i cortei ? uno di universitari, uno di studenti medi ?, si sono mossi seguendo il filo di itinerari improvvisati. Con un presidio in San Marco, un primo, generico punto di raccolta in piazza D?Azeglio e un altro, più definitivo in piazza della Signoria, dove la manifestazione si è di fatto conclusa nel pomeriggio. Riannodiamo il ?film? della manifestazione partendo da via Forlanini, Novoli, zona Polo delle Scienze Sociali. Duecento circa i giovani del nucleo originario che si sono incamminati lungo il viale Redi raggiungendo viale Belfiore e via Guido Monaco. La circolazione ne ha subito risentito. Un altro corteo si è formato per iniziativa degli studenti medi degli istituti ricompresi nella cerchia dei viali. Da via Colonna, si sono mossi verso via Lamarmora, ricongiungendosi coi più grandi in piazza della Libertà. Il corteo ha sfilato per viale Matteotti, piazza Donatello, per poi dirigersi e arrivare in piazza della Signoria. Quasi una prova generale, in piccolo, di quanto accadrà oggi, giornata di sciopero generale e, a Roma, di una manifestazione nazionale. Le forze dell?ordine hanno preparato il controllo del trasbordo di domani di alcune migliaia di partecipanti. Fonti della questura parlano di non meno di sessanta pullman prenotati, circa tremila persone, più altrettante che partiranno in treno da Santa Maria Novella e Rifredi. NELLA CAPITALE sfilerà anche il Gonfalone del Comune: la decisione è stata presa con l?approvazione, in consiglio comunale, di un ordine del giorno. Una scelta stigmatizzata dal centrodestra. Con particolare riferimento al presidente Eros Cruccolini, bollato come «barricadero» a dimostrazione che «non è più super partes». Secondo Bianca Maria Giocoli (FI-PdL) e il vicepresidente del consiglio comunale Massimo Pieri (FI) «si rischia di strumentalizzare la funzione del gonfalone, che è quella di rappresentare tutta la comunità e di ?sporcarlo?, trascinandolo in una contesa politica. E Palazzo Vecchio ha fatto quadrato per respingere le richieste del centrodestra di inviare il simbolo di Firenze al ?Family Day?. E? stata una giornata di superlavoro per le forze dell?ordine anche per la quasi concomitanza con Fiorentina-Inter. E a proposito di questo «impegno significativo delle diverse risorse territoriali di polizia, vigili e altri organismi», ieri il questore Francesco Tagliente ha voluto sottolineare come nell?ultimo biennio a Firenze siano state pianificate e gestite a livello di ordine pubblico 6712 pubbliche manifestazioni 3692 nel 2007 e 3020 nei primi dieci mesi del 2008, con 38528 rinforzi, di cui 26560 della Polizia». Evidenziato il contributo del Reparto Mobile di Firenze con «23600 unità» reparto che, rispetto a prima, concorre nel controllo del territorio e nelle funzioni di polizia giudiziaria. Nel 2008, con 12 arresti e 47 denunciati a piede libero. «Se ? ha concluso Tagliente ? in oltre 6700 manifestazioni sportive, studentesche, politiche, con oltre 50mila uomini impiegati non ci sono stati lanci di lacrimogeni, uso di sfollagenti, cariche, se non ci sono stati feriti tra i manifestanti, né tra le forze dell?ordine, pur in un periodo di turbolenze sociali, ciò è merito ? oltre che della straordinaria abilità e professionalità dei Funzionari responsabili dell?ordine pubblico e del personale di polizia, in particolare del VIII Reparto Mobile ? della continua opera di mediazione, di una pianificazione condivisa degli eventi e dei momenti organizzativi, che ha ridotto la storica animosità nei confronti delle forze di polizia. E? un merito condiviso».
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 30-10-2008)
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Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2008-10-30 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Le proteste studentesche Ventimila in piazza a Napoli Sprechi, polemica sulla Sun A Napoli 20 mila in piazza contro Gelmini e legge 133. Occupata anche la stazione centrale ( foto). è polemica tra il sottosegretario Pizza e il rettore della Sun, Rossi. Il primo cita «l'università ad Aversa» come esempio di spreco. Il rettore: «Sono facoltà, s'informi». Pizza rimbeccato anche da Pasquale Giuliano (Pdl). A PAGINA 3 Agrippa, Geremicca, Marconi, Mincione
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 30-10-2008)
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PRIMO PIANO FIRENZE pag. 3 LO SHOW DEGLI STUDENTI UN COPIONE TROPPO DEBOLE PER UNA PROTESTA DI SOLI «NO» DALLA PRIMA PAGINA (...) SOLO che è difficile restare sul palcoscenico se il copione è debole. La tv macina persone e spettacoli se entrambi non si rinnovano costantemente e se il copione non è valido. Su questo il testo recitato dai giovani studenti di oggi appare molto debole. Una volta il soggetto veniva scritto negli uffici studi dei vari partiti. Era pensato, coordinato e sostenuto da precise impostazioni culturali. Soprattutto, accanto alla parte destruens (quella della contestazione), era fornito dalla parte costruens, cioè della proposta alternativa a quella che si combatteva. Ora tutta la sceneggiata è imperniata sul «no». Questo fatto rende un grande servigio all?avversario. Infatti la proposta governativa intercetta alcune problematiche che fanno breccia nell?opinione pubblica. E, forse, intimamente anche nei giovani. Quando si dichiara di voler eliminare gli sprechi (via le università sotto casa, via le clientele nelle assunzioni, via i corsi di laurea senza studenti, via gli insegnamenti creati per fittizie occupazioni) si centrano obiettivi che riscuotono un favore quasi unanime. Se si contesta tutto con il «no», si finisce per indebolire la propria posizione. E per essere scarsamente credibili da quel pubblico che con le simpatiche e originali manifestazioni si cerca di intercettare. Insomma, sarà bene che il tutto non scada nella rituale goliardata. Che da un po? di anni sembrava in ribasso. Non a caso questa rianimazione della goliardia, che ha interessato più o meno tutte le generazioni (ai miei tempi si scioperava per Trieste italiana) è scattata su assist del ministro Gelmini. Che ha usato modalità ruvide per impostare problemi vecchi e reali. Un vero detonatore per risvegliare sopiti spiriti in una generazione che continua a pagare in silenzio e senza grandi prospettive i diritti acquisiti e le garanzie ottenute dai padri e dai nonni. Ecco perché dallo spettacolo di piazza occorre entrare in teatro e recitare una parte più corposa nella vita democratica dell?Italia. Auguri! Enzo Martinelli
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 30-10-2008)
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VALDISIEVE pag. 18 di LEONARDO BARTOLETTI NESSUNA SALA negata. Nessuno spa... di LEONARDO BARTOLETTI NESSUNA SALA negata. Nessuno spazio tolto al dibattito. Anzi, il comune di Pontassieve è talmente contrario alla riforma Gelmini da approvare un ordine del giorno contro il provvedimento del Governo. In questo modo l?amministrazione risponde al gruppo di genitori ed insegnanti che, ieri, ha accusato Palazzo Sansoni Trombetta di non voler concedere una sala alla discussione sulla riforma della scuola. ?La maggioranza degli amministratori comunali ? dice una nota del comune - è così aperta al dialogo e cosciente dei contenuti della riforma del ministro Gelmini sulla scuola che risulta incomprensibile il motivo di polemica sollevato da un gruppo di genitori e docenti relativamente al non accoglimento di una domanda per l?utilizzo di una sala comunale per un?assemblea sull?argomento. L?amministrazione, nel suo ruolo d?istituzione pubblica, favorisce il dialogo e le occasioni di discussione democratica e non può altro che esprimere disappunto sulle informazioni inesatte che sono state fornite sul suo operato?. Poi la spiegazione di quanto accaduto, in ?versione comunale?: ?Una richiesta ? si dice ancora dall?amministrazione - è pervenuta tramite e-mail al responsabile del servizio demografico soltanto nella mattina di lunedì. Nella stessa, inoltre, non era riportato nessun nominativo dei richiedenti. La mail chiedeva la possibilità di riunirsi martedì 28 in una sala comunale. QUESTO non è stato possibile sia per la mancanza di uno specifico richiedente, che abbia la responsabilità nel caso di concessione, sia per la mancanza dei tempi tecnici necessari previsti dal regolamento degli uffici comunali. Si tratta dunque a tutti gli effetti di una lettera di richiesta non valida. Il testo del regolamento ? dice ancora la nota del comune - recita che ?La domanda di concessione, deve essere presentata per iscritto al Dirigente dell?Area Amministrativa almeno dieci (10) giorni prima della data prevista per la manifestazione?. E, all?articolo 7, comma 1, si dice ancora che ?L?autorizzazione è rilasciata dal Dirigente della struttura competente entro tre giorni dalla presentazione della domanda, se sono stati rispettati i termini di cui all?articolo 4??. IL CONSIGLIO comunale, tra l?altro, nell?ultima seduta ha approvato (favorevole la maggioranza, contrari i consiglieri di An e Forza Italia) un ordine del giorno nel quale si definiscono ?assolutamente non condivisibili? i contenuti della riforma Gelmini.
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Le bare e il fantoccio di Galileo «A 786 anni è morta l'università» Padova, 5.000 in corteo sotto la pioggia con lumini e striscioni Studenti composti, nessuno scontro: «Parleremo a Napolitano» Anche ricercatori, dottorandi e docenti in religioso silenzio sulle note di un requiem. Come ad un funerale vero PADOVA — E' stata una delle manifestazioni più riuscite che Padova ricordi. Almeno, negli ultimi anni. Il funerale dell'Università, lungo e partecipato corteo, era nato quasi per caso, nei giorni delle proteste contro la riforma-Gelmini. Cresciuto ora dopo ora, grazie al semplice passaparola dentro e fuori le aule universitarie. Maturato via internet, attraverso i tanti blog studenteschi creati per l'occasione. Costruito senza particolari etichette politiche, spontaneamente, senza bisogno di partiti, sindacati, associazioni o movimenti. Bello e sentito il funerale dell'Università, composto ed efficace. Ben lontano dagli episodi di violenza che, quasi in contemporanea, si verificavano a Roma e a Milano. Diventato realtà solo pochi minuti prima delle 18, sotto le finestre illuminate del palazzo del Bo, da più di sette secoli sede dell'Università di Padova. Un corteo silenzioso, zeppo di ombrelli per ripararsi dalla pioggia battente, che ha raccolto più di cinquemila persone. La maggior parte studenti dell'ateneo patavino, ma anche ragazzi delle scuole superiori, ricercatori, dottorandi, personale tecnico-amministrativo e professori universitari. In testa, in diretta telefonica con la trasmissione «Caterpillar» di Radio Due, il preside di Scienze Politiche Gianni Riccamboni. Assente, invece, il rettore Vincenzo Milanesi, che però già in mattinata aveva bacchettato il governo e il suo ministro della Pubblica Istruzione. Tra la folla, anche il sindaco Flavio Zanonato (Pd): «Considero questi giovani il futuro del Paese, l'unico futuro che abbiamo – dirà al termine della sfilata – Sono qui con loro, da privato cittadino, perché condivido la protesta e reputo suicida l'idea dei tagli alla scuola, all'università e alla ricerca. Se non investirà su questi ragazzi, l'Italia non avrà un domani ». Tutti con in mano una candela ardente o un lumino acceso. Bocche cucite e sguardo triste a creare una lunga fiaccolata, intensa come e più di una rappresentazione teatrale. Perché ieri sera, nel cuore della città del Santo, è andato in scena «il funerale dell'Università di Padova». Cartelli e un paio di bare alzate verso il cielo pieno di nuvole: «Università fondata nel 1222 e spentasi lentamente all'età di 786 anni ». Una marcia lenta e muta che, partita dal Bo ha percorso in 45 interminabili minuti via Roma e corso Umberto I, tra lo stupore della gente e la vicinanza di qualche negoziante: «Condoglianze», ha sussurrato qualcuno ai manifestanti in processione. Soltanto le campane a festa della Chiesa di Santa Maria dei Servi a «rovinare», per un attimo, la cupa atmosfera. «Abbiamo messo insieme tutte le anime del mondo della scuola – spiega uno degli organizzatori, il ventenne Leo Kohler – Un modo per far capire a tutti i padovani i danni che provocherà la riforma-Gelmini. Abbiamo coinvolto l'intera città, per farle comprendere che le nostre motivazioni sono fondate e non frutto della disinformazione e della svogliatezza di cui ci accusa Berlusconi. Ogni fiaccola accesa ha rappresentato il sapere che non morirà, mai». All'arrivo in Prato della Valle, attorno alla fontana dell'Isola Memmia, due grandi amplificatori hanno suonato le note di un requiem e poi la bellissima «Only time» di Enya. Mentre tra i cinquemila, si alzava un fantoccio di nome Galileo Galilei, professore al Bo a fine Cinquecento, e alla Specola, sede dell'antico osservatorio astronomico universitario, veniva appeso uno striscione: «Le stelle non staranno a guardare e non ci serviranno gli astri per prevedere il nostro futuro». Poco dopo le 19, tutti a casa al grido: «Università pubblica». Oggi, intanto, si replica: appuntamento alle 9 ancora in Prato della Valle, con i sindacati, nel giorno dello sciopero generale. Un'altra sfilata per le vie del centro di Padova. E dalle 18.30 alle 21 luci accese al Bo in segno di protesta e porte aperte alla città. Luci accese anche in Municipio. Poi, mercoledì prossimo 5 novembre, quando in città arriverà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, toccherà di nuovo agli universitari, decisi a incontrare il capo dello Stato per convincerlo a non firmare la legge-Gelmini. La protesta continua. Davide D'Attino Il funerale Il lungo corteo funebre che ieri ha percorso le vie di Padova sotto la pioggia. Studenti, professori e rappresentanti delle istituzioni celebravano il funerale dell'Ateneo padovano. «Università fondata nel 1222, spentasi lentamente all'età di 786 anni», recitavano gli slogan. (Fotoservizio Gobbi/ Bergamaschi)
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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Bo Vincenzo Milanesi «Essere virtuosi non è servito Il governo ha tagliato a tutti» PADOVA — Il decreto Gelmini è passato al Senato ed è diventato legge. E negli occhi del rettore Vincenzo Milanesi, che fin dal primo giorno si era scagliato contro i tagli alla ricerca che «ricordano più la mannaia del boia che il bisturi del chirurgo », si legge la delusione nel vedere svanire i sogni di una università migliore. Rettore, la partita è chiusa? «La partita è chiusa, ma in realtà era già chiusa il 25 di giugno con la manovra finanziaria ». Il maestro unico o la reintroduzione del voto in condotta sono poca cosa secondo il numero uno dell'ateneo padovano, se confrontati a quei tagli che in realtà ben poco hanno a che vedere con la riforma Gelmini. Nonostante Padova sia Ateneo virtuoso, sarà comunque colpito dai tagli... «La morale della favola è che ora, come si dice in Veneto, siamo "bechi e bastonai" - ha continuato il rettore in un vero e proprio sfogo - a cosa ci è servito far quadrare i conti, dimostrarci virtuosi se poi il governo ha deciso di tagliare con la scure, indiscriminatamente in tutti gli atenei, senza premiare nessuno, ma punendo tutti. Sono un rettore "mona" perché se fossi stato furbo avrei anch'io sperperato denaro pubblico, tanto non sarebbe cambiato niente». Come legge la manovra? «Uno stratagemma per fare quadrare i bilanci dopo il taglio dell'Ici sulla prima casa». La speranza è ora riposta nelle proposte specifiche che il ministro Gelmini farà nelle prossime settimane, proposte magari in grado di offrire un briciolo di aiuto in più alle università. Che significato politico dà a quanto sta accadendo? «Mi dite voi qual è il senso politico di questa manovra? - ha continuato Milanesi - il fatto è che se io avessi qualche anno di meno di sicuro andrei all'estero a cercare fortuna perché qui in Italia non c'è spazio per i giovani, la riforma toglie il futuro ai nostri figli, ai ricercatori che noi formiamo». L'alternativa è quindi una trasformazione delle università in fondazioni? «Niente di più falso - conclude il rettore Milanesi - se volete domani metto in vendita l'università di Padova. Ma chi volete che abbia i mezzi per comprarla con quello che costa la ricerca?» Riccardo Bastianello Rettore di Padova Vincenzo Milanesi, deluso dai tagli indistinti del governo: anche l'università di Padova è stata penalizzata
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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Passa il decreto, gli studenti invadono le strade Occupazioni e cortei, in Veneto dilaga la protesta. Venezia guida, oggi studenti sul ponte della Libertà VENEZIA – Il Senato approva il decreto Gelmini e gli studenti invadono le strade. Ieri è stata Venezia il cuore della protesta delle superiori in Veneto, con 12 scuole su 25 investite da occupazioni, assemblee, autogestioni e sit-in. Alla notizia del sì alla riforma in pochi secondi i giovani si sono riversati per le strade di Mestre fino a raggiungere il centro in un migliaio. «Voi bloccate il nostro futuro e noi blocchiamo le città», lo slogan della mobilitazione nata spontaneamente dai sit-in del liceo Bruno e dell'istituto Zuccante di parco Bissuola e poi estesa al grosso delle superiori di terraferma. Ieri però non si è protestato solo a Venezia, anche a Verona e Treviso i ragazzi hanno occupato gli istituti e a Vicenza un centinaio di ragazzi delle superiori ha sfilato in serata contro «il funerale della scuola pubblica». E non è che l'inizio, promettono gli studenti che oggi manifesteranno in tutte le province venete. In laguna l'appuntamento è alle 10 in piazzale Roma per poi andare sul ponte della Libertà mentre genitori e bimbi delle elementari si troveranno a Rialto. Ieri a Mestre la giornata di mobilitazione è scattata alle prime ore dell'alba ai licei Stefanini (rione Pertini), Morin e al tecnico Luzzati Gramsci (Asseggiano), occupati dai giovani qualche ora prima dell'apertura dei cancelli. Subito al Morin l'occupazione si è trasformata in autogestione. «C'è stato solo un piccolo disguido con un docente che è voluto entrare con la forza, ma per il resto la giornata è stata molto produttiva», racconta Andrea Del Morin. Più tesa invece la situazione allo Stefanini, la preside ha infatti avvisato la polizia e sono volate minacce di sgombero. Alla fine però la voglia di invadere la città ha avuto la meglio e i giovani hanno tolto le barricate e si sono uniti ai colleghi di Bruno e Zuccante. Qui fino alle 11 hanno studiato la riforma e avanzato proposte per migliorare la formazione. «Vogliamo un ministro professore o preside – dice Eleonora del Bruno – docenti motivati, borse di studio e scuole di livello europeo». Intanto il decreto è passato in Senato e al Bruno corre voce che a Milano e Roma gli studenti sono già in piazza. «Hanno approvato il decreto – urlano i rappresentanti dal megafono – andiamo per le scuole a invitare tutti in corteo ». Da via Bissuola in oltre 300 hanno raggiunto il vicino rione Pertini e lì il corteo improvvisato si è subito ingrossato. Poi, il serpentone ha fatto dietro front verso il centro sotto lo sguardo incuriosito e accondiscendente di molti passanti e residenti. Pacinotti, Franchetti, Istituto d'arte, il corteo passa e raccoglie adesioni. Tappa su tappa e senza l'arrivo di polizia o vigili arriva in centro, in piazza Ferretto e via Poerio (dove da un quinto piano i residenti hanno salutato i giovani brandendo scope dalle finestre). In Laguna sono proseguite le autogestioni all'artistico e all'istituto Corner, assemblee al classico Marco Polo e al turistico Algarotti dove si sono avvicendati in un acceso botta e risposta i professori Alberto Mazzonetto consigliere comunale di Lega Nord e Fabrizio Reberschegg delegato per i Verdi in Municipalità e notte bianca infine allo scientifico Benedetti. A Verona invece sono 3 le scuole occupate: lo scientifico Fracastoro, il tecnico Marco Polo e l'alberghiero Berti che contesta pure problemi di edilizia scolastica. A Treviso all'Itc Riccati le barricate sono subito state rimosse per passare all'autogestione e oggi manifestano i medi dell'Itc, del liceo Duca degli Abruzzi, dell'Itis Fermi e del Besta. Corteo pure a San Donà di Piave nel Veneziano con presidio in centro città alle 17. Gloria Bertasi A Mestre Sotto, lo striscione appeso dagli studenti allo Stefanini di Mestre. A lato il corteo spontaneo degli studenti si riversa per le strade della città (Errebi)
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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Le facce del dissenso E' un ragazzo veneto il regista della mobilitazione nazionale Da Belluno a Roma per guidare la protesta VENEZIA — E' veneto il leader nazionale delle barricate studentesche. Luca De Zolt di Belluno, 22 anni, è a capo della mobilitazione. Da un anno ha lasciato le montagne dove è nato e coordina la rete degli studenti medi di tutta Italia, da Roma. Alunno modello, ha abbracciato la causa dell'impegno in prima linea quand'era alla superiori, al liceo scientifico Galileo di Belluno, folgorato dal movimento per la pace. Da lì, l'ascesa. Una battaglia dopo l'altra, mentre carisma e popolarità salivano. «La spinta è sempre stata l'idea che gli studenti riuscissero a cambiare le proprie condizioni di studio e di vita», sottolinea. Adesso marcia alla testa di chi frequenta le superiori, anche se è universitario, terzo anno di filosofia a Venezia, allievo di Umberto Galimberti. «Il nostro statuto prevede che i vertici nazionali possano anche essere più grandi dei liceali», spiega. Vota a sinistra il leader degli studenti, ma ci tiene a precisare che «il movimento rifiuta la politica. La questione forte è quella generazionale: un senso di militanza per decidere del nostro futuro. Chi scende in piazza va oltre gli schieramenti, si sente parte di un movimento più ampio ». Il giovane barricadiero veneto ce l'ha soprattutto con l'anacronismo dell'istruzione: «Abbiamo una scuola fuori dal tempo, totalmente slegata dai problemi della gente». Però la sua esperienza di alunno è stata fortunata. «Ho sempre trovato docenti intelligenti e preparati, una vera rarità. Quand'ero sui banchi non ho avuto problemi, mai bocciato». In Veneto Luca ormai ci torna poco, solo quando può, ma le radici gli mancano: «Ho spesso nostalgia della famiglia e degli amici — rivela — . Di Roma però apprezzo lo stile di vita più lento, meno frenetico. E l'offerta culturale, le tantissime occasioni di trovarsi, stare insieme. Sul fronte dei servizi invece, trasporti e sanità, un disastro». Single, con l'hobby della filosofia («m'interessa davvero quello che studio»), è appassionato di musica d'opera e di letteratura. Ultimo libro letto? «"La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano. Bello, ma non ho condiviso il messaggio che siamo tutti unici e senza possibilità di incontrarci». Film preferito? «Mi viene in mente solo l'ultimo che ho visto: "Mamma mia"». La priorità per lui resta fermare la riforma Gelmini. All'insegna dello slogan «avanziamo diritti». Sua la regia di scioperi, lezioni all'aperto e notti bianche in tutta Italia. E anche della manifestazione nazionale a Roma. «Ostacolare il governo e bloccare l'azione in corso è il nostro obiettivo», scandisce. Il futuro? «Probabilmente nel sindacato». Guidare la carica del popolo degli studenti non lo spaventa. «Non sono solo, ai vertici della rete lavoriamo in squadra», ci tiene a evidenziare. Momenti difficili? «Il movimento contro la Moratti è stato più impegnativo — sostiene — ma questo è di certo un momento forte». La politica preferisce lasciarla ad altri. Vuole continuare a occuparsi del popolo degli studenti, che cresce come un fiume in piena. E non pare sfiorato dalla tentazione di trasformare il movimento in partito. «No - si schermisce - nessuna vocazione di convogliare la protesta in un partito». Parola di leader. Francesca Visentin Leader degli studenti Luca De Zolt, 22 anni, di Belluno. Coordina da Roma la mobilitazione degli studenti di tutta Italia
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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE I dati Le forbici del Ministero in Veneto Tagli, un centinaio le scuole che rischiano l'accorpamento VENEZIA — I nomi sono oggi sotto la lente del Ministero, la loro sorte è invece in mano alla Regione, all'Ufficio scolastico e agli enti locali che, pena il commissariamento, dovranno agire e tagliare. Sono le 100 scuole venete a rischio dimensionamento: 24 nella provincia di Belluno, 22 a Venezia, 15 nella provincia di Vicenza, 13 a Padova, 11 a Treviso, 9 a Rovigo e 5 a Verona. Per l'esattezza 99 istituti che rischiano di essere accorpati già entro il prossimo settembre sotto un'unica dirigenza, e sulle quali entro il 30 novembre la Regione dovrà legiferare. Una misura che ricadrebbe sulle famiglie solo in parte, rispetto a quella ben più pesante sui plessi al di sotto dei 50 alunni che sulla carta rischiano di chiudere i battenti e che nel solo territorio veneziano sarebbero una ventina. Questi i dati forniti dal Ministero, e diffusi ieri da Andrea Ferrazzi, portavoce dell'Unione Province Italiane, vice presidente e assessore alle Politiche Educative della provincia Veneziana, dopo le rassicurazioni dell'assessore regionale Elena Donazzan, che aveva promesso la salvezza ad ogni scuola. «La legge parla chiaro, al di là delle interpretazioni che cercano di attenuare la situazione, e chi dice il contrario non l'ha letta - afferma Ferrazzi - . Il Piano prevede la soppressione delle scuole con meno di 50 alunni e in provincia sono molte. Un piano che non è stato discusso con nessuno e che di certo gli enti locali non accetteranno », precisa Ferrazzi dopo la sospensione della Conferenza Stato-Regioni dei giorni scorsi e i ricorsi già effettuati da cinque regioni. Intanto, la lista nera delle scuole non corrisponde ancora all'elenco degli istituti che cadranno sotto i decreti di Maria Stella Gelmini, ma i provvedimenti da prendere rappresenteranno il prezzo da pagare per permettere allo Stato di raggiungere in tre anni su scala nazionale un risparmio pari a 7 miliardi e 832 milioni di euro, così come indicato dal Piano Programmatico emanato dal Ministro. Penalizzate, nel veneziano, soprattutto le scuole delle aree periferiche: tra i plessi con meno di 50 alunni compaiono istituti di Venezia, Chioggia, Portogruaro. Due gli istituti superiori nominati, il Ponti di Mirano e del Sanudo legato all'istituto Vendramin Corner. Le scuole dell'infanzia a rischio con meno di 30 alunni, come previsto dal decreto, si concentrano invece soprattutto a Chioggia, Cavarzere, Concordia Sagittaria. Ma se sugli accorpamenti la Provincia veneziana si dice disposta a collaborare, sul taglio dei plessi promette aspra resistenza: «Ci sono realtà che non possono avere più di cinquanta iscritti», dice Ferrazzi.. Maria Paola Scaramuzza
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da "Messaggero, Il (Marche)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi La protesta degli studenti all'università di Macerata: i ragazzi hanno manifestato contro la riforma Gelmini con assemblee e lezioni all'aperto (Foto di PIERPAOLO CALAVITA)
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da "Messaggero, Il (Marche)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi CAMERINO - L'on. Mario Cavallaro (Pd) ha presentato un'interrogazione sulle dichiarazioni del ministro Gelmini, che aveva indicato l'Università di Camerino in un gruppo di cinque con «buchi di bilancio». In realtà - segnala Cavallaro - è «almeno un evidente e grossolano equivoco» dato che Camerino è «uno dei due atenei italiani che adottano la contabilità economica e non finanziaria». Da quei dati «non solo non risulta alcun disavanzo o deficit, ma anzi un avanzo di amministrazione nel consuntivo 2007 per oltre cinque milioni di euro».
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da "Messaggero, Il (Marche)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Grande partecipazione di tutte le componenti universitarie alle iniziative che hanno caratterizzato il giorno del blocco della didattica Studenti e docenti in piazza per ascoltare In mattinata protesta contro il decreto Gelmini, nel pomeriggio lezione all'aperto
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da "Messaggero, Il (Marche)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di NICOLA PACIARELLI "Qui giace l'università". Con questo striscione che campeggiava accanto al palco dell'auditorium San Paolo, si è svolta, ieri mattina, l'assemblea pubblica di protesta contro il decreto Gelmini. Decreto che, nel frattempo, veniva approvato dal Senato, diventando così legge. La mobilitazione contro la riforma dell'istruzione non si ferma. C'è stata grande partecipazione di studenti, professori, presidi di facoltà, ricercatori. Tutti hanno voluto assistere alla riunione, nessuna sedia è rimasta libera e qualcuno è dovuto rimanere fuori dalla chiesa sconsacrata, gremita di persone. Gli interventi sono stati numerosi, brevi ma tutti significativi. Hanno cercato di spiegare e di capire il perché di questa riforma. «Siamo contrari - dice Maurizio Ciaschini, preside di scienze della comunicazione - alla privatizzazione dell'università. Questa non è una riforma, è inaccettabile. Le argomentazioni sono folli». E questo è stato un po' il filo conduttore della mattinata. La platea ha dimostrato il suo assenso, con scrosci di applausi e voci di approvazione, man mano che gli interlocutori si avvicendavano. Tra i tanti, è intervenuto anche il presidente della Provincia, Giulio Silenzi, che ha voluto rimarcare «solidarietà e vicinanza della Provincia alle università di Macerata e Camerino. Qualcuno, forse, non si rende conto - ha detto Silenzi - che in questa battaglia per l'istruzione c'è il futuro dell'Italia. Bisogna investire, non tagliare». Ciò che è emerso è stata, soprattutto, la non politicità dell'iniziativa, la mancanza di condizionamenti ideologici, e, quindi, la volontà di manifestare per una causa comune, che tocca tutti. «Siamo venuti qui - dice Francesco Adornato, preside di scienze politiche - in maniera autentica e motivata, per manifestare il disagio e la preoccupazione per il futuro dell'università». Anche il Senato accademico ha ritenuto insostenibili le misure della Gelmini. In una nota, firmata dal senatore accademico Francesco Maria Gennaro si legge: «Dopo che l'assemblea pubblica ha smosso le coscienze, basta con le piazze. Rimbocchiamoci le maniche, per elaborare una piattaforma programmatica di proposte da suggerire al ministro Gelmini. In questa direzione, sarà presto messa in cantiere un'iniziativa dall'autorevole risonanza, "le primarie delle idee, verso la proposta", con personalità del mondo economico, accademico e istituzionale». L'evento nuovo, presumibilmente il primo di una serie, è stata la lezione di Luca Scuccimarra, docente di storia delle dottrine politiche, in piazza Cesare Battisti, sul ruolo dell'università nella società italiana. Nel giorno del blocco della didattica, in tutte le facoltà dell'ateneo, circa duecento studenti, ma anche professori e ricercatori, tutti seduti compostamente in cerchio sul selciato della piazza, hanno assistito con attenzione. In realtà, Scuccimarra, cercando di spiegare cos'è la democrazia, ha voluto coinvolgere i partecipanti sugli aspetti del decreto sull'istruzione. Tra le tante iniziative della giornata, durante l'assemblea serale, nell'aula 8 della facoltà di scienze della comunicazione, gli studenti hanno anche deciso di fare una notte bianca anti Gelmini.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 30-10-2008)
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Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il rettore della Seconda università Rossi: macché fallimento, da noi 28 mila iscritti NAPOLI — «Ho appena finito di scrivere una lettera al sottosegretario alla Ricerca scientifica, Pizza». E cosa gli ha scritto? «Devo supporre che la sua conoscenza del sistema universitario sia quantomeno approssimativa. Sì, è disinformato. In quanto ad Aversa non c'è una università, bensì due facoltà, Ingegneria e Architettura, che fanno parte del Secondo ateneo, il quale con le sue dieci facoltà conta ben ventottomila iscritti. Inoltre, l'attività didattica che si svolge presso la facoltà di Architettura, secondo valutazioni nazionali, è considerata tra le migliori in Italia. Ad Architettura si laureano circa 400 studenti ogni anno e oltre 300 ad Ingegneria ». Francesco Rossi, rettore della Sun, non solo difende la sua università, ma corregge la pesante proiezione futura che il sottosegretario Pizza, in una intervista a Repubblica, vorrebbe disegnare intorno ai destini della Sun: «Ma come si fa — si è chiesto il vice della Gelmini — ad avere una università ad Aversa e un'altra a Campobasso? Falliranno, è chiaro». Professore Rossi, c'è il rischio fallimento per la Sun? «Macché! Con ventottomila iscritti nessuna università è destinata a fallire. Piuttosto, il Governo se vuole intervenire davvero, lo faccia in quegli atenei vuoti, improduttivi, dove non ci sono laureati e non si fa ricerca». Per esempio? «No, io guardo dentro casa mia. Alle mie criticità. Conti alla mano, stiamo seguendo passo passo il dettato del decreto legislativo 270, con il quale si delinea il nuovo ordinamento. è per effetto di queste disposizioni che l'anno prossimo chiuderemo qualche corso di laurea». Quale? «Accorperemo, qualche corso è stato già modificato per assecondare i criteri di efficienza: sa, l'offerta formativa cambia in relazione alle nuove esigenze del mondo del lavoro. Ma non vi è una sola facoltà coinvolta, tutte sono coinvolte in questo sforzo». Al di là della Gelmini, si avverte da tempo la necessità di una riforma universitaria. Troppe dinastie baronali nelle facoltà, troppi parenti con gli stessi cognomi. Anche alla Sun. «Non credo sia un problema di cognomi identici e di parenti. Ma di efficienza, di impegno personale e capacità di far crescere le facoltà. Certo, occorre fare autocritica e cambiare le modalità di accesso alle carriere accademiche. Per esempio, quei corsi di laurea con indirizzi un po' eccessivi. Ecco, occorreva mettere riparo in tempo utile». Quali saranno i contraccolpi diretti che si rovesceranno sulla Seconda università a causa dei tagli previsti? «Noi siamo fortunati, in quanto abbiamo chiuso il nostro bilancio in pareggio: condizione non così diffusa. Tuttavia, saremo costretti a tagliare i fondi alle facoltà e ai dipartimenti e ad aumentare le tasse agli studenti». Le tasse di quanto aumenteranno? «Almeno del 10 per cento, mentre i fondi destinati alle facoltà e ai dipartimenti saranno ridotti di circa il 15 per cento: parliamo di risorse destinate alla ricerca, giacché una quota proviene dall'università e si basa su due milioni di euro circa; e un'altra quota è quella attratta dai dipartimenti in virtù di accordi con altre università: grazie alla serietà e alla professionalità di chi fa ricerca si tratta di una quota che aumenta di anno in anno. Ma ciò che mi preoccupa è il blocco del turn over. Che significa meno giovani e più fuga di cervelli». Angelo Agrippa La lettera Ho scritto una missiva al sottosegretario, gli ho detto che è disinformato sulle facoltà di Aversa Le tasse in aumento Il primo effetto dei tagli sarà l'aumento delle tasse universitarie di circa il 10 per cento Il parlamentare Pdl Pasquale Giuliano, ex magistrato e parlamentare del Partito delle libertà Francesco Rossi rettore della Sun
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 30-10-2008)
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LETTERE E COMMENTI pag. 43 IL FIGLIO di Bossi bocciato due volte con ricorso al Tar. Ma il ministro Gelmini non vuole u... IL FIGLIO di Bossi bocciato due volte con ricorso al Tar. Ma il ministro Gelmini non vuole una scuola più dura? Come la ?fattoria degli animali? di Orwell: alcuni sono diversi, sia davanti alla legge che ai docenti. Lo fa anche la sinistra? Malissimo. Non lo faccia nessuno. Senatur, un po? di buonsenso: il mondo è pieno di gente che, anche senza la scuola, ha trovato la sua strada. Magari ha fatto anche i miliardi. Rita Nanni, Casalecchio di Reno (Bologna)
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 30-10-2008)
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Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Abbracci ai passanti, la protesta di Napoli Iniziativa delle studentesse. Ventimila giovani in piazza. Occupata la stazione Ieri mattina occupata Lettere e Filosofia della Federico II Nel pomeriggio i manifestanti bloccano la stazione.Oggi sfila la scuola a Roma NAPOLI — All'una l'emiciclo del Plebiscito è gremito di studenti. Ventimila, secondo la Digos. Cinquantamila, per l'Udu ed il Prc. Medi ed universitari concludono il corteo in una piazza inondata di sole e colori. Gli iscritti a Veterinaria e a Medicina indossano i camici bianchi e innalzano cartelli a lutto per la ricerca. Quelli di Sociologia citano Eduardo: «Addà passà a nuttata». Agraria avanza con lo striscione: «Governo incompetente, lascia stare lo studente». Ingegneria e Farmacia seguono di un passo. C'è pure la Commissione Scuola del Comune, in seduta all'aperto. «Dopo l'approvazione di un decreto altamente lesivo per le sorti della scuola pubblica e in particolare per la città di Napoli — spiega il presidente Sandro Fucito — era giusto rappresentare simbolicamente la vicinanza agli studenti che manifestano». In strada, ma a piazza Dante, anche i genitori dei bambini delle elementari e medie del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele, che garantisce ancora il tempo pieno fino alle 17.30, ma è tra le scuole a rischio secondo la legge appena approvata. Le mamme hanno deciso di non mandare i bambini a lezione per un giorno e hanno assistito tutti insieme, in piazza, ad uno spettacolo di burattini offerto da Bruno Leone. Poco lontano, altri «Abbracci contro la Gelmini» in piazza del Gesù, una iniziativa del Genovesi occupato: decine di studenti medi hanno abbracciato chiunque prima di cominciare una conferenza davanti al portone del liceo. Invece Tutti a Scuola, la Onlus per i diritti degli alunni disabili, resterà oggi in piazza Trieste e Trento, tutto il giorno, contro le cosiddette «classi differenziate». L'intera giornata di proteste, ieri, era in preparazione di quella odierna, della partecipazione al corteo romano in concomitanza con lo sciopero generale della scuola contro il decreto 137 appena divenuto legge. I manifestanti sono partiti dalla sede centrale della Federico II. L'assemblea diventa un corteo sotto gli occhi del rettore Trombetti e dei docenti. Massimo Marrelli, l'ex preside di Economia, osserva e commenta: «L'obiettivo degli studenti è assolutamente condivisibile». Luciano Gaudio, presidente del corso di laurea in Biologia, sta coi suoi allievi: «Una manifestazione non folcloristica, vanno al cuore del problema». Che poi, per l'università, è la legge 133, che taglia drasticamente il Fondo Ordinario di finanziamento agli atenei, blocca il turn over al 20% e stabilisce che gli atenei possano trasformarsi in Fondazioni. Da piazza Plebiscito il corteo si disperde in mille rivoli. Quelli di Lettere si riuniscono sotto lo striscione che invita Confindustria a restare fuori dalle Università, poi vanno ad occupare la loro facoltà. Più tardi, sarà occupata anche Sociologia. In cinquecento — tra studenti dell'Orientale, Federico II e medi — raggiungono la stazione di piazza Garibaldi, quindi occupano i binari e chiedono a Trenitalia, come già Rifondazione al prefetto, treni «speciali » per il corteo romano. Trascorrono due ore: si tratta. «Noi possiamo al massimo fare un biglietto comitiva, chiedete al prefetto», dice un funzionario delle Ferrovie, sessantottino non pentito, però: «Questi ragazzi mi fanno venire i brividi per l'emozione». Il tagliando per i gitanti piace poco agli studenti. Alla fine, passate le cinque, i manifestanti decidono di tornare all'Orientale e di inviare una delegazione in Prefettura. Sfilano tra chi deve partire ed aspetta imbronciato, ma incassano anche applausi e incoraggiamenti: «Bravi ragazzi». Oggi a Roma è dunque il giorno della scuola. I sindacati confederali e autonomi hanno prenotato solo a Napoli 100 autobus in partenza da piazza Garibaldi e Vanvitelli. Sono decine anche quelli «spontanei», ad esempio del Comitato Genitori Democratici, che partiranno da Napoli e Salerno. Sfila a Roma anche l'assessore all'Istruzione di palazzo Santa Lucia, Corrado Gabriele, che invita di nuovo gli studenti ad «allargare la protesta» ma «in maniera non violenta, facendo attenzione alle provocazioni», ma anche gli amministratori a «farsi promotori del referendum abrogativo». La sua collega alla Provincia, Angela Cortese, responsabile Scuola del Pd Campania, rincara la dose: «Non si governa contro il popolo, sminuire con atteggiamenti arroganti e qualunquisti uno straordinario movimento di studenti che chiedono più scuola di qualità non rappresenta certo un modello di democrazia partecipata. Il Governo ha inferto un duro colpo al federalismo, agli Enti locali e le Regioni». Fabrizio Geremicca Luca Marconi Sui binari Numerosissimi gli studenti che ieri hanno manifestato in strada a Napoli
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-10-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-30 - pag: 16 autore: Mappa delle misure 1 EDUCAZIONE CIVICA p Dall'inizio di quest'anno scolastico l'educazione civica torna in tutte le classi delle elementari, medie e superiori: una parte di ore delle aree storico-geografica e storico-sociale è dedicata alla materia «Cittadinanza e Costituzione». Le scuole dell'infanzia avviano iniziative analoghe. Promosso lo studio degli statuti regionali. 4 LIBRI DI TESTO PER 5 ANNI p I docenti possono adottare solo quei libri di testo per i quali gli editori si sono impegnati a conservare i contenuti per cinque anni. Eventuali aggiornamenti devono essere disponibili separatamente. La misura si applica alle scuole elementari, medie e superiori. 2 VOTO IN CONDOTTA E VOTI IN DECIMI p Il voto in condotta è reintrodotto da quest'anno alle medie e alle superiori: si valuta il comportamento nello scrutinio intermedio e finiale. Chi non raggiunge il sei è bocciato. Alle elementari e alle medie si reintroduce il vecchio sistema di voti (in decimi) in tutte le materiee all'esame finale.Alle medie si deve raggiungere il 6 in tutte le discipline 5 ACCESSO ALL'INSEGNAMENTO p Si possono iscrivere alle graduatorie per insegnare coloro che hanno iniziato le scuole per l'insegnamento secondario (Ssis) nel 2007-2008. Le stesse regole valgono per gli aspiranti docenti di educazione musicale. La laurea in scienze della formazione torna ad abilitare all'insegnamento nelle scuole d'infanzia e alle elementari. 3 MAESTRO UNICO DAL 2009 p Dal 2009-2010, le classi delle elementari (a iniziare dalla prima) saranno affidate a un unico insegnante che farà lezione 24 ore alla settimana e sarà affiancato da docenti di inglese e religione. Il ministero dell'Economia, d'intesa con quello dell'Istruzione, verificherà gli effetti finanziari delle misure 6 EDILIZIA SCOLASTICA p Almeno il 5% delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche è destinato al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Parte delle risorse è destinata a opere anti-sismiche. Gli stanziamenti possono essere revocati se non si avviano i lavori entro due anni.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 30-10-2008)
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Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il caso E sulla Gelmini si litiga anche in Consiglio regionale NAPOLI — Meno male che nella convocazione era specificato che la seduta sarebbe continuata ad oltranza. Un segnale di buona volontà puntualmente contraddetto alla prova dei fatti. Ieri il Consiglio regionale non è riuscito ad approvare uno straccio di delibera: niente nomine (Corecom e Ufficio di presidenza), niente legge «comunitaria». è andata in onda solo una sterile bagarre sulla riforma della scuola promossa dalla ministra Mariastella Gelmini, scatenata dall'intevento del capogruppo della Sinistra democratica Tonino Scala che ha chiesto di leggere in aula un ordine del giorno sull'argomento. L'opposizione è insorta appellandosi al regolamento. In segno di protesta Scala ha abbandonato l'aula usando parole molto dure. «La vile aggressione, seppur verbale, di cui sono stato oggetto — ha accusato — è qualcosa che fa male alle istituzioni tutte». Nell'ordine del giorno della discordia i capigruppo di maggioranza chiedevano al Governo di fare dietro-front sulla riforma della scuola. Solidali con Scala anche i consiglieri Ragosta dei Verdi e Rosania del Prc. Fulvio Martusciello di Fi, invece, ha abbandonato l'aula per esprimere il dissenso sull'accaduto. Critico anche il capogruppo di An Rivellini. La seduta si è sciolta con un nulla di fatto. G. C.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-10-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-30 - pag: 16 autore: I voti già da quest'anno Maestro unico dal 2009, sarà bocciatura con il 5 in condotta ROMA Il decreto Gelmini deriva dal disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso agosto, un documento più ampio che, evidentemente, non offriva garanzie sui tempi di approvazione. Il cambio di passo è stato immediato: nel giro di un mese il Dl – contenente molte delle misure già presenti nel Ddl – è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e ha iniziato il percorso parlamentare completato con il disco verde di ieri. Dal maestro unico alla valutazione che ritrova i voti, si delinea un nuovo volto della scuola primaria. E altri cambiamenti interessano l'intero sistema scolastico. Statuti regionali nei programmi. Lo prevede lo studio della materia "Cittadinanza e Costituzione" destinato a tutti gli alunni, dall'infanzia alle superiori. La disciplina viene inserita già da quest'anno ed è di carattere sperimentale; non ci saranno nuovi professori ad insegnarla. Non una nuova materia, ma l'acquisizione di saperi da collocare «nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale». Il voto in condotta fa media con quello delle altre discipline; il "5" determina la bocciatura, già da quest'anno. Nel testo c'è la delega al ministro a emanare un decreto per specificare «i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonché eventuali modalità applicative». Nelle elementari e medie i voti rientrano in pagella. Per le elementari saranno affiancati dai giudizi. Riforma che parte dall'anno scolastico in corso.Alle elementari si potrà bocciare solo in casi eccezionali e con decisione unanime; per le medie basterà la maggioranza del consiglio di classe. Il primo impatto del provvedimento lo si potrà valutare già alla fine del trimestre/ quadrimestre. Il ritorno al maestro unico nelle elementari è previsto per il 2009/10 «relativamente alle prime classi» e avrà un orario settimanale di 24 ore. Il decreto lascia aperta la questione del tempo scuola e del rilievo che dovranno avere le classi funzionanti per 24 ore settimanali. Saranno i regolamenti a disciplinare nel dettaglio la novità. L'articolo, di fatto, è un emendamento alla manovra estiva. Le adozioni dei libri di testo si faranno ogni cinque anni nelle elementari e ogni sei anni nelle medie e superiori. Le prime avranno validità per «il successivo quinquennio»; le seconde per «i successivi sei anni». Gli organi scolastici adotteranno libri per i quali «l'editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per le pubblicazioni di eventuali appendici di aggiornamento ». La vigilanza è affidata ai presidi. Riapertura per le graduatorie a esaurimento (ex permanenti) dei docenti precari. I docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo Ssis (Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello a indirizzo didattico (Cobaslid) attivati nell'anno accademico 2007/08 posso essere iscritti in graduatoria, nella posizione spettante in base ai punteggi e ai titoli posseduti. Stesso discorso per gli insegnanti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello per docenti di educazione musicale delle classi di concorsi 31/A e 32/A e di strumento musicale nelle medie (classe di concorso 77/A) e hanno conseguito l'abilitazione. Iscrizione con riserva per coloro che si sono iscritti nel 2007/08 al corso di laurea in Scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica. Il testo ripristina anche il valore abilitante della laurea in Scienze della formazione primaria e dà una stretta all'accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia. Per edilizia scolastica e sicurezza, almeno il cinque per cento dei fondi per il programma delle infrastrutture strategiche deve essere destinato al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici. Nell'immediato è previsto un intervento su cento edifici «che presentano particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica ». Il testo stabilisce anche il recupero di somme inutilizzate. Saranno revocati e rassegnati i finanziamenti per lavori non avviati entro due anni dall'assegnazione. A parte il primo punto, su tutti gli interventi c'è il catenaccio dell'Economia, che deciderà, di volta in volta, se autorizzare o meno gli interventi. L. Ill. TRA LE NOVITà Via immediato anche all'insegnamento della Costituzione e degli statuti regionali, libri di testo senza modifiche per 5/6 anni
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-10-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-30 - pag: 17 autore: L'errore del referendum: incita la piazza, sfiducia le Camere L a città di Roma ha vissuto ieri una giornata inquietante. Intorno a Palazzo Madama, a Piazza Navona e nelle vie adiacenti sembrava d'esseretornati ad anni lontani. Gli studenti di sinistra e di estrema destra che contestavano il decreto Gelmini prima hanno manifestato insieme, poi si sono divisi e si sono affrontati con violenza. Le forze dell'ordine li hanno separati e ne hanno arrestati alcuni (in prevalenza di destra, gli aggressori). Due funzionari di polizia sono stati feriti. Abbiamo rivisto l'armamentario del tempo che fu: aste di bandiera usate come bastoni, lanci di bottiglie, barricate approssimative costruite con le sedie e i tavolini dei bar. Sullo sfondo, un senso di sgomento generale; mentre a Milano e Napoli venivano occupate le stazioni ferroviarie. Davvero tutto questo è per opporsi alla legge sulla scuola voluta dal ministro dell'Istruzione? Al maestro unico, ai grembiulini, al voto in condotta, ai risparmi di spesa? L'opposizione parlamentare è stata severa, come è giusto che sia, e si è espressa tra l'altro nelle parole molto chiare di Anna Finocchiaro. Ma fuori del Senato abbiamo assistito a un altro spettacolo, tutt'altro che rassicurante. Abbiamo osservato un movimento disordinato e confuso, privo di una guida certa, in cui si esprime un ribellismo aspro, persino violento, che prende in prestito riti e comportamenti di altre epoche. Un movimento esiguo nei numeri, ma portatore di un radicalismo forse suggestivo per qualcuno e tuttavia assai pericoloso nei suoi esiti politici. è forte la tentazione, per qualche segmento dell'opposizione, di correre dietro ai contestatori, quasi fosse una scorciatoia per recuperare consensi. Fanno pensare quegli striscioni penzolanti da una finestra del Senato, ad opera di rappresentanti dell'Italia dei Valori, con la scritta «Siamo con voi». Come se il mestiere di legislatore non si esercitasse all'interno del Parlamento, bensì in una sorta di limbo fra il palazzo e la piazza. Ma ancor più stupisce e preoccupa l'idea di Veltroni di sostenere un referendum contro la legge Gelmini. è vero che lo stesso segretario del Pd in serata è apparso più cauto, rendendosi conto che le misure sulla scuola s'intrecciano con le leggi di bilancio e che un referendum in materia andrebbe attentamente calibrato. Comunque sia, è lo strumento del referendum in se stesso che viene agitato a sproposito. Come un vessillo da issare davanti ai manifestanti. Così facendo, da un lato li si incita a proseguire. Dall'altro si pone il Pd, la principale forza di un'opposizione che vuole essere «riformista », al traino del movimento studentesco. L'opinione pubblica è autorizzata a pensare che il Partito democratico crede talmente poco al Parlamento, da preferire la democrazia diretta. Anche perché sembra ossessionato dalla concorrenza di Di Pietro. Ma allora perché sulla scuola sì e sulla giu-stizia, cioè sul Lodo Alfano, no? Una volta scoperchiato il vaso di Pandora non ci sono limiti. Eppure i dirigenti del Pd dovrebbero ricordare l'infausto esito della consultazione sulla scala mobile promossa negli anni Ottanta dal Pci. Si risolse in una débacle che segnò il declino del partito berlingueriano. Veltroni dovrebbe pensarci. Sulla scuola il referendum potrebbe riservare amare sorprese ai promotori. E risolversi in un successo di Berlusconi e della Gelmini, visti come difensori di un'Italia che studia e lavora.Meglio pensarci in tempo. www.ilsole24ore.com Online «Il Punto» di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli Quali strategie dopo il via alla legge e gli scontri di Roma. Dubbi sulla mossa Pd
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-10-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-30 - pag: 17 autore: L'annuncio di Veltroni. «Stiamo studiando il Dl» Pd sulle barricate: «Ora voto popolare» D'Alema tiepido Lina Palmerini ROMA Non erano ancora scoppiati gli scontri tra studenti a piazza Navona quando Walter Veltroni mette sul tavolo del coordinamento Pd la proposta di un referendum per abrogare il decreto Gelmini. «Nella giornata in cui la riforma diventa legge, noi dobbiamo dare ai ragazzi un obiettivo democratico: convincerli a raccogliere firme e non lasciarli in balia della rabbia ». Così Giorgio Tonini, il fedelissimo del segretario, parlava alla riunione tra qualche silenzio dei presenti che poco dopo è diventato mugugno. La riunione del Pd dura comunque poco,una mezz'ora,l'unica perplessità è quella di verificare la costituzionalità dei quesiti visto che il decreto coinvolge materie di spesa e così il lavoro passa nelle mani esperte di Salvatore Vassallo. «Che si abroghi tutto l'abrogabile», interviene Pierluigi Bersani tra i più convinti a sostenere l'iniziativa che pure ha molti rischi. Il primo: schiacciare il Pd su un'opposizione dipietresca e poco riformista. Secondo: i referendum vanno vinti e da qui al 2010 il rischio che tutto si sgonfi c'è. Ma il ragionamento di Veltroni è stato quello di rischiare, ancora un volta, come rischiò annunciando la manifestazione del Circo Massimo tre mesi prima. E ora fa lo stesso – cogliendo l'attimo di una piazza che l'ha rivitalizzato – per capitalizzare il consenso, cercarne di nuovi nel mondo della scuola e delle nuove generazioni. La decisione di giocare la carta referendaria è maturata in un giorno e ha lasciato perplessi molti. Per capirci, tutta l'area dalemiana. è stata notata la freddezza, quasi sarcastica, di Massimo D'Alema: «è stato annunciato che raccoglieremo le firme, mi pare. Bene, le raccoglieremo». Ma a qualche giorno dal bagno di folla Veltroni sembra non curarsi più del fuoco amico. Anzi, lo attacca parlando di una «politica virtuale fatta di discorsi sulle alleanze e le tattiche contro un mondo reale fatto di problemi: un italiano non si chiede se sta o no con l'Udc ma come fa a pagare il mutuo». Oggi Walter Veltroni ha appuntamento con un altro corteo, quello della sciopero generale sulla scuola. Lì incontrerà il sindacato che pure si è diviso sul referendum: la Cgil aderirà ma Raffaele Bonanni della Cisl prende le distanze: «Mentre lo allestiamo la scuola crollerà». Anche dentro al Parlamento trova il fronte delle opposizioni diviso nonostante l'appello a «tutti i partiti e alla società civile ». Ma trova solo Di Pietro pronto con i suoi banchetti sul lodo Alfano a raccogliere firme pure contro le legge Gelmini mentre l'Udc si tira indietro. «Sarà votato nel 2010, mi pare più un'operazione simbolica», così Pier Ferdinando Casini ha motivato il no. Ma sono gli scontri tra studenti che danno il verso alla giornata. «è stata l'aggressione di una parte politica », accusa il segretario Pd che in serata racconta: «Al Circo Massimo ho coronato il sogno della mia vita: vedere un unico partito riformista di massa». E se la prende con chi «criticava la manifestazione: provate ora a vedere se ce n'è uno che dice ho sbagliato». La convinzioneè che «con la scuola è finita la luna di miele del premier, l'incredibile Hulk non c'è più». SINDACATO DIVISO La Cgil aderisce all'iniziativa Ma Bonanni (Cisl) prende le distanze: mentre lo allestiamo la scuola crollerà
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-10-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-30 - pag: 17 autore: Negli atenei I rettori in allerta sui tagli: insostenibili ROMA. Rettori in allerta. Tutti d'accordo sulla«insostenibilità » dei tagli previsti dalla legge 133/ 08, ora attendono il progetto per l'università annunciato «entro una settimana» dal ministro Mariastella Gelmini. Nulla è trapelato ancora sui contenuti del programma, ma le riduzioni del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) contenute nella manovra d'estate hanno già agitato la protesta dei rettori. Che, in alcuni casi, hanno appoggiato le manifestazioni degli studenti, invitandoli, come ha fatto il rettore di Roma Tre, Guido Fabiani, a «lottare per portare avanti la linea del No contro i tagli», in altri hanno minacciato le dimissioni, come il numero uno del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, che nei giorni scorsi si è detto «pronto a lasciare tutto, insieme agli altri rettori italiani, se il Governo non cambierà strada ».Dichiarazioni ridimensionate dal segretario generale della Crui (Conferenza dei rettori) e rettore dell'ateneo della Tuscia, Marco Mancini, che ha precisato: «L'argomento delle dimissioni non è stato mai preso in considerazione dalla Conferenza». Ma le acque restano agitate in attesa di una«risposta adeguata del Governo – ha detto il rettore della Statale di Milano Enrico Decleva, presidente Crui – per poter programmare il futuro dell'università». Un appello avanzato anche dai rettori dell'Aquis, l'Associazione per la qualità delle università statali, che lo scorso 21 ottobre hanno presentatoa Gelmini la proposta di patti di stabilità per gli atenei in cambio della revisione dei tagli, nella convinzione che «il ministro condivide la nostra strategia» e per questo «dobbiamo sostenerla». Al. Tr.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-10-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-30 - pag: 17 autore: Sì al decreto, scontri tra studenti A Roma rissa tra destra e sinistra - Berlusconi: l'opposizione truffa i ragazzi Luigi Illiano ROMA Maestro unico e voto in condotta sono legge. Nessuna sorpresa: dal Senato è arrivata l'approvazione al Dl Gelmini che contiene provvedimenti già adottati per l'anno scolastico in corso e altri che scatteranno dal 2009/10. Ma la giornata del via libera al decreto è stata anche quella degli scontri di piazza più cruenti. A Roma scene di guerriglia urbana, ragazzi con caschi e volto coperto armati di spranghe in piazza Navona: si sono fronteggiati studenti di destra e di sinistra, fino allo scontro fisico. Il bilancio è di quattro feriti, tre manifestanti e un poliziotto. Due gli arrestati: un militante di sinistra di 34 anni e uno di destra di 19 anni, con l'accusa di danneggiamento,resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Molti gli identificati, quattropersone denunciate a piede libero per porto abusivo di oggetti atti a offendere. Nella battaglia tra Uds (sinistra) e Blocco studentesco ( movimento di destra) sono stati lanciati fumogeni, bottiglie e scagliati tavolini e sedie di ristoranti e bar della zona. Il cordone di sicurezza creato dalle forze dell'ordine per separare i due schieramenti non ha funzionato. Opposte, ovviamente, sono state le versioni sull'accaduto, con scambio di accuse tra i due movimenti. L'alta tensione ha spinto il Pd a chiedere al Governo di riferire in Aula sugli scontri. Il presidente dei senatori del Pdl si è detto d'accordo nel sollecitare un'informativa, «prima di abbandonarsi a interpretazioni soggettive». A Milano due ragazzi hanno denunciato di essere stati «caricati a colpi di manganelli dagli agenti di polizia». Le proteste sono andate avanti per l'intera giornata in tutta Italia, tra atenei e scuole. Manifestazioni si sono svolte a Milano, Catanzaro, Napoli (dove è stata occupata la facoltà di Lettere), Torino (con un volantinaggio degli studenti a Mirafiori), Firenze. Attività didattica sospesa all'università di Macerata, affollata assemblea alla Sapienza di Romae anche all'università di Palermo. E ancora lezioni all'aperto, nella Capitale (davanti a Montecitorio), a Bologna (una tenuta dal politologo Gianfranco Pasquino). E ancora istituti occupati e fiaccolate in tantissime città. Sulle manifestazioni è intervenuto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, affermando che il Governo è stato «di manica larga ». «Abbiamo detto: manifestate come volete, dove volete, ma non potete impedire a chi vuole studiare e a chi vuole insegnare di esercitare il proprio diritto », ha detto Berlusconi. Tornando all'approvazione del decreto (162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti), il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha detto: «La scuola cambia. Si torna alla serietà, al merito e all'educazione. Provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l'introduzione dell'educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famigliee il ritorno del maestro unico sono condivisi dalla gran parte degli italiani. Entro una settimana presenterò il piano sull'università ». Anche ieri il dibattito al Senato è stato aspro. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, si è rivolta direttamente al ministro: «Il suo silenzio indifferente è opaco, alle domande lei non risponde. Colpisce il disprezzo per le ragioni degli altri». La maggioranza ha reagito urlando «Pagliacci! » ai senatori del Pd. Polemiche hanno provocato le parole del senatore a vita, Francesco Cossiga che si è detto favorevole al decreto e ha accusato chi era in piazza di «protestare contro il nulla» favorendo i «baroni universitari ». Cossiga ha affermato che «quando Luciano Lama venne cacciato dall'università, il gruppo del Pci si alzò in piedi ad applaudirlo. E io venni applaudito perché avevo fatto picchiarea sangue gli studenti che avevano contestato Lama». Oggi è il giorno dello sciopero generale della scuola. Mobilitazione unitaria promossa da FlcCgil, Cisl, Uil, Snals-Confsal e Gilda degli insegnanti. A Roma il corteo partirà alle 9 e 30 da Piazza della Repubblica e si concluderà in Piazza del Popolo. allepagine 33-34 Il testo del decreto convertito in legge SCIOPERO GENERALE Oggi mobilitazione unitaria promossa da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda: a Roma si preannuncia blindata la manifestazione principale Battaglia a Piazza Navona. Un momento degli scontri tra diverse fazioni di studenti REUTERS
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE I dati Le forbici del Ministero in Veneto La denuncia Ferrazzi: non accetteremo mai questo piano Chioggia, Cavarzere, Concordia i tagli colpiscono le periferie Tagli, un centinaio le scuole che rischiano l'accorpamento VENEZIA — I nomi sono oggi sotto la lente del Ministero, la loro sorte è invece in mano alla Regione, all'Ufficio scolastico e agli enti locali che, pena il commissariamento, dovranno agire e tagliare. Sono le 100 scuole venete a rischio dimensionamento: 24 nella provincia di Belluno, 22 a Venezia, 15 nella provincia di Vicenza, 13 a Padova, 11 a Treviso, 9 a Rovigo e 5 a Verona. Per l'esattezza 99 istituti che rischiano di essere accorpati già entro il prossimo settembre sotto un'unica dirigenza, e sulle quali entro il 30 novembre la Regione dovrà legiferare. Una misura che ricadrebbe sulle famiglie solo in parte, rispetto a quella ben più pesante sui plessi al di sotto dei 50 alunni che sulla carta rischiano di chiudere i battenti e che nel solo territorio veneziano sarebbero una ventina. Questi i dati forniti dal Ministero, e diffusi ieri da Andrea Ferrazzi, portavoce dell'Unione Province Italiane, vice presidente e assessore alle Politiche Educative della provincia Veneziana, dopo le rassicurazioni dell'assessore regionale Elena Donazzan, che aveva promesso la salvezza ad ogni scuola. «La legge parla chiaro, al di là delle interpretazioni che cercano di attenuare la situazione, e chi dice il contrario non l'ha letta - afferma Ferrazzi - . Il Piano prevede la soppressione delle scuole con meno di 50 alunni e in provincia sono molte. Un piano che non è stato discusso con nessuno e che di certo gli enti locali non accetteranno », precisa Ferrazzi dopo la sospensione della Conferenza Stato-Regioni dei giorni scorsi e i ricorsi già effettuati da cinque regioni. Intanto, la lista nera delle scuole non corrisponde ancora all'elenco degli istituti che cadranno sotto i decreti di Maria Stella Gelmini, ma i provvedimenti da prendere rappresenteranno il prezzo da pagare per permettere allo Stato di raggiungere in tre anni su scala nazionale un risparmio pari a 7 miliardi e 832 milioni di euro, così come indicato dal Piano Programmatico emanato dal Ministro. Penalizzate, nel veneziano, soprattutto le scuole delle aree periferiche: tra i plessi con meno di 50 alunni compaiono istituti di Venezia, Chioggia, Portogruaro. Due gli istituti superiori nominati, il Ponti di Mirano e del Sanudo legato all'istituto Vendramin Corner. Le scuole dell'infanzia a rischio con meno di 30 alunni, come previsto dal decreto, si concentrano invece soprattutto a Chioggia, Cavarzere, Concordia Sagittaria. Ma se sugli accorpamenti la Provincia veneziana si dice disposta a collaborare, sul taglio dei plessi promette aspra resistenza: «Ci sono realtà che non possono avere più di cinquanta iscritti», dice Ferrazzi.. Maria Paola Scaramuzza
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 30-10-2008)
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PIANORO pag. 27 La scuola è salva Polemiche sul come TOLE? DECRETO GELMINI ? VERGATO ? RITORNA IL SERENO sulle scuole elementari di Tolè, a Vergato. Non c?è più il rischio di chiusura. La conferma è scaturita l?altra sera da un acceso dibattito organizzato dal Comune. «Questi amministratori ? ha detto il consigliere regionale di An, Alberto Vecchi ? hanno continuato a seminare allarmismi pur sapendo da una settimana che l?assessore della Regione, Paola Manzini ha escluso soppressioni in Emilia Romagna perché l?obiettivo dell?ottimale dimensionamento e del contenimento della spesa è già stato raggiunto con l?ultima Finanziaria del governo Prodi». Vecchi ha inoltre ricordato che per cinque anni sarà boloccato il caro-libri. Secca la replica del primo cittadino dei Vergato: «La legge Gelmini ? ha precisato Sandra Focci ? dice un?altra cosa ed il plesso di Tolè resta aperto grazie alla deroga sui comuni montani prevista dalla apposita normativa regionale. Il nostro impegno, peraltro condiviso con la proposta avanzata dal consigliere regionale Ubaldo Salomoni, sarà quello di coinvolgere i parlamentari bolognesi affinché lo Stato, attraverso i decreti attuativi, salvaguardi i territori montani». g. cal.
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2008-10-30 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'accesso al centro storico Interscambio ai Pili, 700 auto in meno sul Ponte Numero chiuso, a Venezia solo col pass VENEZIA — A Venezia si entra solo con la prenotazione. Altrimenti si paga, e anche tanto. Ecco cosa sta pensando Ca' Farsetti per ridurre i mezzi che arrivano in centro storico e puntare solo sulla prenotazione. Lo dice chiaro e tondo il Pum che ha previsto una serie di ipotesi per rendere la città «vivibile». A partire proprio da quello che viene chiamato Pass Venezia — a pagamento (ma non è escluso che possa essere anche gratuito) — da prenotare con almeno una settimana di anticipo rispetto alla visita e in numero chiuso, in funzione al numero massimo di visitatori che l'amministrazione vuole avere giornalmente. Per poi continuare con l'ecopass sul ponte della Libertà (dieci euro per le auto, da definire per i bus turistici rimodulando l'attuale tariffazione Ztl) a cui saranno esenti però i possessori del Pass, e l'introduzione del ticket per i non abbonati ai servizi di autobus e treni. In sostanza chi ha il Pass e prenota prima ha sconti, gli altri pagano. Un modo per limitare e programmare l'accesso in centro storico ma anche per limitare il passaggio sul ponte della Libertà. E' questo infatti uno degli obbiettivi del Pum anche perché Gelmini suggerisce l'uso esclusivo di una corsia per senso di marcia del tram che deve arrivare — seppura passando per piazzale Roma — a San Basilio. Con questa ipotesi ci sarebbe un incremento della domanda dei passeggeri del 39 per cento. Senza considerare il fatto che dal nuovo arrivo in centro storico potrebbe essere realizzato un collegamento veloce fino a San Marco. Un aspetto per nulla indifferente anche perché così ci sarebbe una riduzione del numero dei vaporetti che passano in Canal Grande— meno 30 per cento — nell'ora di punta del mattino di un giorno feriale. Fondamentale sarà anche la realizzazione di un interscambio ai Pili tra tram, gomma e treno. In questo modo ci saranno 700 auto e 26 bus (turistici e di linea) in meno sul Ponte. Discorso a parte merita la sublagunare che seppur inserita tra i possibili accessi a Venezia non viene inserita tra le priorità. Tra gli scenari futuri di collegamento tra la terraferma e il centro storico, in cui le varianti sono soprattutto l'arrivo del tram (piazzale Roma o San Basilio) e il tracciato della sublagunare, è bocciato senza mezzi termini quello Tessera-Arsenale con numeri di passeggeri ben più modesti — poco più di 500 in ingresso nelle ore di punta — rispetto a quelli che hanno permesso all'Ati (18 mila al giorno) di redigere il piano economico-finanziario. F.B. Meno vaporetti Arrivo del tram a San Basilio con vaporetti diretti per San Marco: 30 per cento dei mezzi in meno in Canal Grande
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2008-10-30 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Gli abitanti Tra nove anni previsto un aumento di 40 mila residenti Gli effetti Il piano elimina 150 mila tonnellate di anidride carbonica 2017, cinque linee di tram «Così ridurremo i gas serra» Tangenziale interrata: sì della Venezia-Padova Il Comune presenta il piano della mobilità alle categorie. Mingardi: «L'obiettivo è abbassare l'inquinamento» MESTRE — Tre nuove linee di tram che arrivano all'ospedale dell'Angelo, a Spinea (lungo la Miranese) e in via Torino passando per Bissuola; due nuove fermate della metropolitana di superficie a Catene e a San Giuliano; nuove strade e prolungamento dei Bivi, l'interramento della tangenziale. E' la Mestre del 2017 disegnata dal Pum, il piano urbano della mobilità, che ieri l'assessore alla Mobilità Enrico Mingardi ha presentato ai rappresentanti di categorie, associazioni, ordini professionali e istituzioni. «L'obiettivo è ridurre i gas serra del 20 per cento, diminuendo la congestione del traffico », dice Pietro Gelmini, autore del piano. La sfida Una bella impresa, perché nei prossimi dieci anni aumenteranno gli abitanti dell'8,4 per cento, ossia di quasi 40 mila persone tra Venezia e altri sette comuni dell'hinterland (Dolo, Marcon, Martellago, Mira, Mogliano, Quarto d'Altino e Spinea) e di quasi il 17 le attività produttive. E come sottolinea Mingardi questi non sono numeri. «Sono persone, automobili o passeggeri di mezzi pubblici dei quali dobbiamo e vogliamo occuparci», dice l'assessore. Non c'è più l'esodo verso l'esterno, il Veneziano riprende a crescere, se anche il Comune lagunare nel 2017 dovrebbe superare quota 281 mila (+6,6%), e gli altri sette aumentano quasi tutti a doppia cifra. Se nessuno fa niente il futuro è certo: saremmo sommersi dal traffico con quasi centomila spostamenti al giorno dei quali più della metà in auto. Messi uno sotto l'altro i progetti arrivano a 466 milioni di euro, che si vanno a sommare ai 1240 già previsti, e finanziati in gran parte. La tangenziale Alle fine però i benefici sono significativi con una riduzione di 150 mila tonnellate all'anno di anidride carbonica, il risparmio di 47 mila tonnellate di carburante e una diminuzione del traffico del 40 per cento nel centro di Mestre e tra il 30 e il 40 in tangenziale. «E penso non sia un'utopia lavorare per l'interramento dell'autostrada libera — dice l'assessore alla Mobilità —. La nuova città passa attraverso la sutura di queste ferite che sono state inferte». Un tunnel di poco meno di tre chilometri dalla Miranese al Terraglio, dove in superficie al posto della strada ci sarà del verde. Il costo previsto da Gelmini è di 150 milioni di euro: tanti anche se Mingardi sottolinea che potrebbe essere pagato con il normale pedaggio a patto che tutti gli enti siano d'accordo. Sulla possibilità apre anche la Venezia-Padova: «Finalmente cominciamo a ragionare e non parliamo più di boulevard — dice l'amministratore delegato Lino Brentan — L'idea di interrare la tangenziale mi sembra urbanisticamente valida». Il traffico Una spinta al miglioramento degli spostamenti lo dovrà dare anche il tram. Non ci dovranno essere solo le due linee — su cui ci sono ancora incognite riguardante la chiusura dei lavori sia sulla prima tratta che su quella che dovrebbe arrivare a Venezia — ma altre tre, fondamentali per collegare i nuovi insediameni (ospedale, Catene, Bissuola-via Torino- via Elettricità). Indispensabile infatti per rendere competitivo il trasporto pubblico è diminuire i percorsi tra casa e fermate. Con tram e metropolitana a regime solo il 40 per cento degli abitanti saranno coperti, l'obiettivo è arrivare almeno al 70. Ecco che dovranno essere rivoluzionate le linee degli autobus, ci dovranno essere due nuove fermate della metropolitana a Catene e a San Giuliano e una nuova linea ferroviaria sul tracciato dell'alta capacità per Campalto- Tessera. Del resto prendendo i movimenti nelle ore di punta del 2007 e proiettandoli nel 2017 dopo l'introduzione del Pum si potrebbero avere incrementi fino al 400 per cento. Francesco Bottazzo La rivoluzione Ticket e tram, meno mezzi sul Ponte
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-10-30 num: - pag: 40 autore: di ANGELO PANEBIANCO categoria: REDAZIONALE PD E RIFORME I rischi dei troppi no SEGUE DALLA PRIMA Si tratti di scuola, di pubblica amministrazione o di università, il Partito democratico deve dunque ricalibrare la sua azione. Le proposte di riforma (in dieci punti) appena avanzate dal Pd in materia di istruzione sono ancora troppo generiche (è facile dire che si vuole premiare il merito; il difficile è farlo) e sembrano, più che altro, un mezzo per fare fuoco di sbarramento contro la Gelmini. Più di proposte generiche servirebbe, da parte del Pd, un serio ripensamento sui problemi dell'università e della scuola. Per esempio, ci vorrà pure, prima o poi, una pubblica spiegazione sul perché, a suo tempo, Luigi Berlinguer, ministro dell'istruzione del primo governo Prodi, venne bruciato, fatto fuori, quando tentò di introdurre (contro i sindacati) un po' di meritocrazia negli avanzamenti in carriera degli insegnanti. Riflettere sugli sbagli del passato è l'unico modo per non ripeterli in futuro. E per non trovarsi (di nuovo) a marciare accanto a chi difende cause indifendibili.
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il direttore dell'ufficio scolastico Pontara: molti istituti parteciperanno oggi allo stop Lezioni all'aperto e scuole ferme «Adesione alta allo sciopero» VERONA — Giornata particolarmente «calda», quella di oggi. Anzi: rovente. Il corteo degli studenti universitari, e le lezioni in piazza Dante dai liceali indette dai maffeiani, sono «corollario» dello sciopero generale proclamato dai sindacati, cui hanno aderito anche le confederazioni dei comitati di base. La città rischia sul serio di fermarsi: scuole per prime. «La percezione è che ci sia una partecipazione allo sciopero generale molto significativa – annuncia Giovanni Pontara, direttore dell'Usp, ufficio scolastico provinciale - . L'adesione allo sciopero sarà anche da parte dei dirigenti scolastici, soprattutto quelli del primo ciclo. Ma la certezza si avrà solamente in giornata». Fino a questa mattina si starà con il fiato sospeso, per poi capire come «rattoppare » i buchi delle lezioni, lasciati dai prof assenti. Se mai lezione ci sarà. «Io ho deciso di aderire allo sciopero generale», annuncia Mauro Murino, preside dell'istituto tecnico statale Marco Polo, da ieri occupato. Aderisce allo sciopero anche un altro preside, Dino Poli, dirigente del Ferraris. «Per il modo con cui il ministro Gelmini ed il governo introducono novità nella scuola, per decreto e senza ascoltare nessuno, né alcuna persona della scuola, né i politici della minoranza, né gli studenti le loro famiglie e le varie associazioni, né gli insegnanti, né i dirigenti scolastici, né le organizzazioni sindacali». Ci sono però delle precisazioni, da parte del dirigente, utili forse all'intera collettività. «La Riforma delle scuole superiori è pronta da tempo e non è stata preparata Marco Polo Anche le pareti all'interno dell'Istituto sono
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da "Corriere del Veneto"
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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 2 categoria: BREVI I blitz Scuole occupate L'alberghiero Berti, al Chievo, è stato occupato dagli studenti non solo per protestare contro il decreto Gelmini. I ragazza hanno messo in risalto i troppi problemi dell'edifcio scolastico L'Istituto tecnico statale Marco Polo è stato occupato dai coetanei del Berti per protestare contro la riforma scolastica Al liceo scientifico Fracastoro l'occupazione du tre giorni degli alunni è terminata ieri sera
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE «Radunatevi», l'ordine via sms Occupati il Berti e il Marco Polo Tam tam partito dagli studenti del Fracastoro, blocco in altri due istituti Caos all'alberghiero del Chievo, compiti in classe gettati giù dalle scale Nella scuola del Chievo monta la protesta soprattutto per le condizioni dell'istituto «Perde pezzi» VERONA — E tre. Come una miccia, l'occupazione ha infiammato due istituti veronesi: così ora sono tre le scuole occupate. Oltre al liceo scientifico Fracastoro, occupato da lunedì fino a oggi, ieri mattina si sono aggiunti anche l'istituto tecnico statale Marco Polo e l'alberghiero Berti, al Chievo. Un'escalation in cui gli studenti hanno seguito l'esempio dei coetanei del Fracastoro, con i quali c'è stato un assiduo tam-tam di messaggi, contatti e incontri per l'organizzazione delle occupazioni. Tutti contro la Gelmini, o quasi. L'Istituto alberghiero Berti infatti si discosta in parte dalla motivazione anti-decreto che accomuna gli altri due istituti (e gli altri licei che parteciperanno al corteo e alle lezioni in piazza Dante oggi). Per loro, l'occasione è mettere in risalto i problemi della scuola. La loro scuola: un edificio senza palestra, senza aula magna e dove il contro soffitto dell'ultimo piano qualche anno fa è crollato. «L'istituto cade a pezzi», urlavano i ragazzi ieri mattina, nel cortile della scuola. All'entrata, vicino al cancello, una scritta: «Berti occupato ». «La nostra è un'occupazione apolitica, né di destra né di sinistra – dice Giada, tra i rappresentanti d'istituto - : siamo uniti nel bene comune della scuola». Il decreto – convertito proprio in quelle ore in legge al Senato – non passa però in silenzio. «Siamo qui sia per puntare l'attenzione sulla nostra condizione, ma anche perché siamo contro alcuni punti del decreto». Ad aiutarli nella pianificazione «tecnica» dell'occupazione, alcuni esponenti del Blocco studentesco, che, come dicono gli studenti stessi del Berti, hanno gettato le basi per l'occupazione, cosa di cui loro erano sostanzialmente «nuovi». Ma non sono mancati i momenti di panico, in cui la situazione è sfuggita di mano ai ragazzi: un gruppo di loro, di propria iniziativa, ha forzato l'archivio dell'ultimo piano, gettando una pioggia di fogli giù dalle scale, documenti e compiti in classe del 1995. Dopo qualche momento di confusione, in cui la maggior di loro sembrava spaesata all'idea dell'occupazione, avvenuta all'improvviso, hanno deciso di dividersi in gruppi di dibattito. Continueranno fino a venerdì, dormendo a scuola, ma garantendo le lezioni di cucina e per gli studenti delle serali. In concomitanza all'occupazione del Berti, è scoppiata anche quella al Marco Polo: gli iscritti, un migliaio, si erano accordati il giorno prima. Cartelloni, striscioni, e il piccolo corteo degli alunni della sede staccata, in corso porta nuova, che si sono riuniti in sede. «Noi non molliamo», dice un cartello, «La chiamate istruzione ma create distruzione», c'è scritto in un altro. Più organizzati e decisi dei coetanei all'alberghiero, al Marco Polo avevano da subito strutturato i gruppi per discutere la riforma, sulla scia del Fracastoro, con cui parteciperanno oggi al corteo. «Dopo aver radunato i rappresentanti martedì abbiamo deciso l'occupazione attuata oggi – dice Eleonora Presa, rappresentante degli studenti -. Abbiamo avuto parecchie richieste di occupare la scuola e in poco tempo abbiamo attuato l'azione, accordandoci via sms». Alle 8 una delegazione ha avvertito il preside Mauro Murino. «Era tentennante, non voleva fornirci microfoni e sedie, ma alla fine ha accettato, suo malgrado, la situazione ». Nessuna solidarietà da parte sua. «Ognuno fa il suo lavoro – spiega con una battuta Murino –; ma quando vedo dei ragazzi che prendono coscienza dei problemi che li riguardano e prendono atto di cosa sta accadendo nel loro Paese, non posso che essere soddisfatto». Hanno «pernottato » a scuola anche loro, stanotte, come è successo nelle altre tre scuole. Unico punto ancora in discussione: il termine dell'occupazione. «Andremo avanti – informa Giada - finché non ce la faremo più». Anna Martellato Alberghiera I due striscioni «Berti occupato» che ne annunciano l'occupazione
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE I personaggi I volti, gli slogan e le battaglie degli studenti che hanno detto no Wudy l'irriducibile, Paolo (il convertito) e Melissa la liceale Il popolo dei No-Gelmini fra assemblee e notti a scuola VERONA - Apartitici, ma politici. Quella che è una definizione molto in voga nei giorni della contestazioni universitarie sembra calzare a pennello a molti studenti dell'ateneo di Verona impegnati nelle iniziative di questi giorni. Ragazzi quasi privi di esperienza politica, ma che si sono dati anima e corpo in quella che considerano «una battaglia per il futuro della società ». C'è Wudy, al secolo Walter Riviera, studente di Scienze che non si perde una singola assemblea, a prescindere dalla facoltà che la ospita. «Ho iniziato a interessarmi del decreto dopo la protesta dei miei professori a Scienze. Non credo che quanto facciamo sia né di destra né di sinistra: combattiamo per qualcosa che sta sopra”. Convertito alla protesta dai prof di Scienze anche Paolo Vanini, studente di Filosofia. «Dobbiamo la nostra presa di coscienza alla scelta di alcuni docenti - spiega - devo però ammettere che quelli che si stanno dando più da fare adesso, sono gli studenti di lettere ». Facoltà in cui studia anche Matteo Trebeschi, animatore di un piccolo gruppo che ha nome «Legalità e giustizia». «La disinformazione degli studenti, e a volte anche la loro pigrizia sono il nostro maggiore nemico - racconta - la sfida che ci si pone davanti non è solo di ordine economico ma anche etico. Oltre a combattere i tagli dobbiamo chiedere a gran voce che la politica rispetti le regole ». Ma il vero motore del corteo di domani è il Collettivo Studentesto, realtà minoritaria a Verona, ma capace di fare massa critica. Al suo interno Jack Salbego, studente lavoratore 24enne. «Il corteo è aperto a tutti, ed essendo apartitico, ci aspettiamo la partecipazione di qualche migliaio di persone». Ad attivarsi anche gli studenti delle scuole superiori. Melissa Susco, 17 anni, è rappresentante di istituto al liceo Fracastoro. Una delle menti che hanno organizzato l'occupazione del liceo, iniziata lunedì e che terminerà oggi. «è la forma di protesta più forte che abbiamo – dice Melissa - ma vogliamo anche documentarci e informarci. Per questo abbiamo studiato il decreto in questi giorni». Concluderanno l'occupazione oggi, unendosi in corteo. Nicolò Moroni, studente, è coordinatore di Reds Verona, la Rete degli studenti. Tra le loro iniziative: assemblee e striscioni fuori dalle scuole. «Parteciperemo senza bandiere e simboli al corteo – assicura. Almeno lo farà chi tra noi resterà qui: siamo in 50 a lasciare la città per raggiungere Roma». Massimiliano Venudo, 17 anni, fa parte della consulta studentesca provinciale dell'istituto alberghiero Berti, occupato ieri mattina, e anche del Blocco Studentesco, che ha aiutato gli studenti del Berti a occupare l'istituto. Venudo annuncia che il Blocco – e il Berti - «non parteciperà al corteo. Contestiamo il 5 in condotta, ma non siamo totalmente contro il decreto Gelmini». D.O.
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da "Tempo, Il"
del 30-10-2008)
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stampa Oggi lo sciopero della scuola, mobilitazioni anche in regione CAMPOBASSO Il serpentone della protesta, oltre una trentina di pulman, parte stamane dal Molise per dirigersi verso la capitale. Dove per stamane è previsto il corteo dello sciopero della scuola e dell'Università. Una presenza cosciente quella molisana del problema maturata dall'esperienza quotidiana e soprattutto dal confronto che c'è stato in questi giorni in decine di assemblee organizzate in tutti i centri del Molise e quindi negli istituti scolastici e nell'Ateneo molisano. Istituzioni che si ritengono danneggiati dal Decerto Gelmini approvatio ieri mattina dal Senato all'interno di un territorio già con i suoi problemi di crescita sociale ed economica «Si tratta di un risultato storico - ha affermato ieri il segretario regionale della Cgil scuola Sergio Sorella - che non ha eguali e dimostra la determinazione dei docenti degli Ata ma anche dei genitori e degli studenti di battersi contro le devastanti politiche scolastiche e di riduzioni in tre anni di altri 800 posti ed un abbassamanto delle qualità dell'offerta formativa. Intanto in Senato c'è stato anche qualche intervento di parlamentare molisano. Giuseppe Astore a difesa del suo emendamento e quindi delle protezioni antisismiche delle scuole italiane e di quelle locali ha affermato «questa situazione disastrosa è aggravata dalla classificazione sismica del nostro Paese avvenuta pochi anni fa a seguito della tragedia di San Giuliano considerando che oltre i due terzi del nostro territorio nazionale sono considerati a rischio e che quanto contenuto nel Dl è solo una goccia d'acqua di fronte alla necessità dei prossimi anni». Al.Cia.
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il Berti e le proteste Il preside: «L'edificio è disastrato» VERONA— Spiazzato dal blitz dei suoi studenti. Il preside dell'istituto alberghiero Berti, Andrea Sivero, ieri mattina è stato colto di sorpresa alla notizia dell'occupazione. Ma lucido abbastanza per parlare ai suoi ragazzi, facendo notare loro la diversità che di fatto, li caratterizza. Una scuola in cui sono presenti pericoli che in altri istituti non ci sono. «C'è una cucina, c'è il gas, ci sono dei coltelli, ci sono degli alcolici: dovete avere responsabilità, la situazione non può sfuggirvi ancora di mano», li ammonisce Sivero dopo il blitz dei documenti dell'archivio. Sa che la motivazione dell'occupazione dell'istituto non è tanto la protesta in corso contro il decreto – ora legge – Gelmini; bensì la condizione dell'edificio fatiscente. Un edificio di triplice proprietà: Ussl, Comune e Provincia, che gestisce gli istituti superiori di Verona. «La Provincia ha sempre investito su questo istituto – difende il preside – il problema è che è troppo disastrato. Non è quanto ci si metta adesso, a ristrutturarlo: la questione è alla base». In sostanza, qualsiasi intervento - a meno che non sia particolarmente ingente – sarebbe poco più che un rattoppo. A.Ma.
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-10-30 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Giù le saracinesche dei bar tra danni e fuggi fuggi: Blocco e collettivi si danno battaglia nel cuore della Capitale Piazza Navona, un giorno da anni '70 Scontri, poi ritorno alla Sapienza occupata. E oggi corteo blindato sulla scuola Battaglia d'altri tempi, a piazza Navona, fra opposte fazioni: mentre la legge Gelmini veniva approvata, giovani di destra e di sinistra si sono picchiati usando anche sedie e tavoli di ristoranti e bar. Il bilancio finale è stato di quattro poliziotti feriti, decine di ragazzi contusi e tre all'ospedale. Due arrestati, quattro denunciati, una ventina fra identificati e rilasciati. Per la città, che da giorni sopporta più di un corteo ogni mattina, sono state altre ore di paralisi e di difficoltà. Sulla vicenda è intervenuto il sindaco Alemanno: «Abbiamo bisogno di un regolamento diverso per le manifestazioni e i cortei in città — ha detto — che senza ridurre il sacrosanto diritto di manifestare, eviti che i cittadini ne paghino le conseguenze». La Sapienza resta occupata e, oggi, nuovo corteo da piazza della Repubbblica a piazza del Popolo ALLE PAGINE 2 E 3 Sassi, De Santis e Salvatori
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Dall'ateneo alla Bra, l'Onda in corteo Rischio caos traffico Vigili in assemblea, appello del comandante ai veronesi «La mattina non usate l'auto». Lezioni in piazza Dante Oggi la manifestazione anti-Gelmini, partenza alle 8,30 da via San Francesco. Il blocco studentesco non aderisce VERONA — Non li ha scoraggiati la decisione presa ieri dal Senato. Oggi è il giorno del corteo «apartitico, senza bandiere e aperto a tutta la cittadinanza » spiega Jack Salbego, studente di filosofia all'ateneo scaligero, parte del collettivo di lettere e filosofia Ottovolante e una delle menti organizzative della manifestazione. «Per la prima volta a Verona - aggiunge - dopo molto tempo, è stato programmato qualcosa: una contestazione contro una legge che demolirà la scuola italiana, anche quella elementare, considerata a livello europeo la migliore ». Per questo sarà aperto a tutti, il corteo «Non pagheremo noi la vostra crisi»: in primis docenti e studenti universitari, insegnanti di licei, medie e superiori, alunni del primo ciclo e del secondo, genitori; ma anche a tutta la cittadinanza che ritiene di essere sensibile al tema. Il corteo ha un percorso ad anello: l'appuntamento è per le 8,30 in via San Francesco, davanti alla biblioteca Frinzi. «Attesi in migliaia» secondo gli organizzatori, si dirigeranno poi in via dell'Artigliere, via San Paolo, attraverseranno Ponte Navi per proseguire poi su Lungadige Rubele, via Sottoriva, Corso Sant'Anastasia, dove arriveranno verso le 11 a raccogliere gli studenti dei licei riuniti in piazza Dante, per le lezioni in piazza. Assieme ai liceali, e agli eventuali professori, il corteo continuerà a marciare imboccando Corso Porta Borsari, via Oberdan, fino ad arrivare in Piazza Bra. Poi ancora, si incammineranno in stradone Maffei e stradone San Fermo, per ritornare poi all'Università, dove erano partiti, riattraversando Ponte Navi. Il tempo che si preannuncia, pessimo, non fermerà la manifestazione, dicono. A fermarsi, se mai, sarà il traffico. La città infatti rischia, dal punto di vista della viabilità, di trovarsi in ginocchio. Motivo: contemporaneamente alla manifestazione di protesta si svolgeranno tre assemblee organizzate da Cgil, Cisl e Uil e rivolte proprio ai vigili urbani. Dalle 7.30 alle 10, dalle 10.30 alle 13 e dalle 13.30 alle 16: le assemblee vedranno coinvolto tutto il personale dipendente. «In questi orari non sarà garantita la funzionalità dei servizi, anche se abbiamo preso accordi con la Questura – spiega il comandante della Polizia Municipale Luigi Altamura, seriamente preoccupato - . Sarà una giornata campale per la viabilità. Il mio consiglio, che è anche un appello alla cittadinanza, è di evitare tra le 9 e le 12 di utilizzare l'auto, e parcheggiare il più lontano possibile andando poi a piedi », conclude il comandante. Non parteciperanno alla manifestazione i ragazzi del Blocco Studentesco – e gli studenti dell'alberghiero occupato Berti - , perché «non siamo totalmente in disaccordo con quanto previsto dal decreto», annunciano. Con o senza loro, la maggior parte degli studenti, ci sarà. «Chi non andrà a Roma potrà unirsi in questa manifestazione. Senza bandiere, però», tengono a precisare gli organizzatori. «Il nostro corteo sarà pacifico – ripete Salbego - . Ma se qualcuno proverà a strumentalizzarlo prenderemo provvedimenti». Ma non si concluderà qui, la manifestazione. «Una volta rientrati convocheremo un'assemblea pubblica nel giardino dell'università, per fare il punto della situazione: anche se il decreto è stato approvato dal Senato la speranza è l'ultima a morire, puntiamo sul referendum abrogativo». Non finiranno nemmeno le proteste, quindi? Altra data sul calendario è il 7 novembre, quando è previsto un coordinamento tra tutte le università. Perché il 14 ci sarà una manifestazione nella capitale, a cui parteciperanno anche alcuni studenti dell'ateneo veronese. A.M.
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 30-10-2008)
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SAN LAZZARO pag. 23 Cartelli e denunce a Castenaso E Bacchiocchi fa lezione ai ragazzi ? CASTENASO ? UN CARTELLO anonimo, con la scritta ?Castenaso dice no alla riforma Gelmini?, apparso ieri mattina davanti alle elementari Nasicae, manda su tutte le furie il Pdl. E oggi il consigliere di An, Andrea Castelli, si presenterà in caserma dai carabinieri per sporgere denuncia. «Ho telefonato ai vigili - spiega ? i quali mi hanno risposto che non era loro compuito rimuoverlo, mentre la direttrice didattica mi ha detto che non ne sapeva nulla. Ma un cartello di quel tipo, anonimo, non è accettabile, per questo presenteremo una denuncia contro ignoti». INTANTO il giorno prima anche San Lazzaro è scesa in piazza contro la riforma. Genitori e insegnanti si sono ritrovati, a causa della poggia, sotto il portico del palazzo comunale con lumi per un presidio. Aldo Bacchiocchi, ex sindaco e oggi presidente del consiglio d?istituto delle Rodari-Jussi, ha tenuto una lezione di educazione civica. L?iniziativa si è spostata in consiglio comunale per assistere al dibattito e voto della mozione contro il decreto legge 137 presentata dalla maggioranza. l. p. Image: 20081030/foto/1244.jpg
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da "Corriere del Veneto"
del 30-10-2008)
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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-30 num: - pag: 3 categoria: BREVI Il gesto I documenti dell'archivio scolastico lanciati dalle scale dagli studenti del Berti Marco Polo L'Istituto tecnico occupato dagli studenti ieri mattina come protesta al decreto Gelmini sulla riforma scolastica approvato in senato Cartelloni Tanti i fogli colorati con slogan anti Gelmini (Fotoservizio Sartori)
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-10-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il giorno più lungo da Navona alla Sapienza L'università occupata, la piazza contesa tra i manifestanti Oggi centinaia di pullman per la manifestazione antiGelmini Conferenza stampa degli universitari: «è stata una aggressione, il nostro è un movimento non violento» Arrivano alla spicciolata gli studenti in mobilitazione della Sapienza, in piazza Navona. Ci sono alcuni ragazzi delle facoltà di Fisica, Studi Orientali, Lettere. Sono le 9 del mattino e, in Senato, sta per riprendere la discussione sul decreto Gelmini. Nella città universitaria, però, le aule delle facoltà occupate sono piene di gente: si aspettano notizie sul voto finale (e sulla scontata approvazione) della riforma, prima di decidere come organizzare un corteo. Spuntano anche i cornetti per la colazione, nel-l'atrio di Scienze Politiche. Comincia così il giorno più lungo dall'avvio dell' «Onda» di protesta. Mancano pochi minuti alle undici, quando parte un piccolo corteo: saranno duecento. Dal piazzale della Minerva, gli studenti si spostano su viale Regina Margherita per prendere il metrò B: fermata Policlinico. Si entra senza pagare il biglietto. Dal Colosseo, l'arrivo a Largo Argentina è rapido. è qui che arrivano le prime notizie: «Studenti denunciano di essere stati aggrediti da esponenti di Blocco Studentesco armati di spranghe e catene». E inizia il tam tam sui cellulari: «Blocco studentesco ha caricato i medi a piazza Navona, ci sono feriti». L'invito lanciato al megafono è di «mantenere la calma e di verificare l'accaduto ». Su Corso Vittorio, i duecento della Sapienza s'incontrano con altri studenti di Roma Tre e Tor Vergata. Altri, di ritorno da piazza Navona, riferiscono dell'«aggressione»: «L'Unione degli Studenti chiedeva al Blocco Studentesco di lasciare la testa del corteo, e di non strumentalizzare la manifestazione. Al no del Blocco sono partite le sprangate verso i liceali e i pochi universitari presenti». All'altezza di Corso Rinascimento, il corteo ha ingrossato le fila. E a piazza San Pantaleo, si consumano pochi (fondamentali) secondi di discussione: «C'è o no il Blocco in piazza?», «Entriamo o no?«. Confusione. La testa del corteo fa l'ingresso a piazza Navona. Una parte rimane più indietro. Da questo punto in poi sarà il caos. Elena D., insegnante di scuola media riferisce: «C'erano quelli con le mazze, quando sono entrati gli universitari li stavano aspettando». Dopo il parapiglia, gli studenti in mobilitazione di Sapienza e Roma Tre si ricompattano. Un corteo, con in mezzo anche tanti liceali, s'avvia verso la Sapienza. Sulle scalinate del rettorato comincia una conferenza stampa: «Non c'è stato alcuno scontro tra studenti, c'è stata un'infiltrazione di neofascisti armati di catene e bastoni, soggetti estranei, pericolosi, che si sono inseriti nella protesta di scuola e università» dice al megafono, Giorgio Sestili. Conclude Luca Cafagna: «Questo è un movimento non violento, noi abbiamo altro da fare che stare dietro a 40 imbecilli usciti dai covi: abbiamo un futuro da costruire». In serata, alla Sapienza, affollate assemblee si susseguono in tutte le facoltà occupate. Oggi, alle 8.30, gli studenti in mobilitazione partono in corteo per «attraversare» lo sciopero della scuola. La facoltà di Lettere di Roma Tre, ieri, è per la prima volta rimasta in occupazione: «Ma per una sola notte». Simona De Santis
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da "Tempo, Il"
del 30-10-2008)
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stampa La ministra in trincea: preparava l'apertura ma torna sulle barricate La Gelmini: «Pronti al dialogo è il Pd che vuole la guerra» Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it La mattinata volge al termine. Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo Pdl al Senato e uno dei consiglieri più ascoltati dalla Gelmini (salvo durante le partite del Napoli), passeggia nel transatlantico del Senato. Pensieroso, ricalca i passi della battaglia parlamentare appena conclusa. E Quagliariello riflette ad alta voce: «Non siamo preoccupati perché chi protesta è una larga minoranza. Che ora è probabile tenda a sgonfiarsi. Poi verrà la riforma universitaria. E allora dovremo pensare a discutere. Magari attraverso una commissione bipartisan». Commissione bipartisan? «Sono ancora idee così, buttate lì. Vediamo come costruirle». Ecco, anche nella maggioranza affiora il pensiero del cambio. Del cambio di strategia. Certo, sul decreto legge per la scuola è stato come uno tsunami. Al ministero non prevedevano montasse sino a quel punto. Però è successo. Per esempio ad agosto la Gelmini pensava a una lettera aperta agli studenti per prepararli ai cambiamenti. Ne fu anche stesa una versione. Poi ritoccata, ne fu prevista una seconda. Insomma, l'ipotesi del dialogo non è mai tramontata. D'altro canto proprio la Gelmini ha sottolineato nella replica nell'aula del Senato giovedì scorso come in commissione dal Pd fossero arrivate aperture nel merito. Aprire. Aprire un nuovo capitolo sembra la parole d'ordine. Non più decreto ma un disegno di legge. Anzi, più disegni di legge in modo da tenere il dibattito sempre nel merito e senza generalizzazioni che possono scaturire da un provvedimento omnibus. Si tenta il dialogo. Almeno sino al primo pomeriggio, quando Veltroni annuncia che raccoglierà le firme per il referendum. Al ministero lo prendono male. «Ma di che parla Veltroni? Sul 133 non si può chiedere il referendum perché è un decreto finanziario. E allora su che cosa lo fa? Contro il grembiule? Contro il voto in condotta?», insiste un consigliere del ministro. Il clima cambia. Basta fare due passi nell'altro transatlantico, quello della Camera per trovare Giorgio Stracquadanio, altro consigliere politico della ministra, è su tutte le furie: «Ma quale dialogo. Veltroni soffia sul fuoco. Vadano pure avanti con il referendum, vogliamo proprio vedere chi lo firma. Poche decine protestano, sono tanti solo per Riotta». Arriva Jole Santelli, ha preparato una nota stampa. Lui la legge ed esclama: «Bene». Scrive la sanguigna Santelli: «Quello di Veltroni è il più grave strappo che si possa praticare nei confronti della corretta dialettica politica». E ancora: «O Veltroni non ha memoria della storia d'Italia oppure ha scoperto lo scontro di piazza cavalcando consapevolmente la tigre della protesta. Il tutto avviene mentre attraversiamo la crisi economica globale più grave dal '29. Alla faccia della responsabilità politica!». Riprende Stracquadanio: «Basta con le aperture. Abbiamo dato tutto quello che vogliono. Il capo della segreteria tecnica per l'Università della Gelmini è uno del Pd. Non prendiamoci in giro. Lo sanno benissimo che anche quelli del Pd che ci avvicinano e ci dicono che abbiamo ragione. Lo dicono nelle commissioni. L'altro giorno l'ha detto pure Fassino alla radio. Ora basta». E il dialogo è già finito.
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-10-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Le elementari Assemblea convocata dalla Iqbal Masih Bandiere e notti bianche il «no» alla Gelmini continua Cento scuole nel coordinamento romano Non sarà il Senato che approva il decreto 137 a fermare il movimento del «no» alla riforma Gelmini. Che cerca nuove forze e che pensa a nuove iniziative per far sentire tutte le sue ragioni. Dalle bandiere sui balconi alle notti bianche, dai coordinamenti agli stati generali. «A questo punto - spiega la direttrice scolastica dell'Iqbal Masih, Simonetta Salacone, alla platea di insegnanti e di genitori che si è riunita ieri sera nell'atrio della scuola Ada Negri, in via Latina - è fondamentale tenere vivo il dibattito e continuare a diffondere le nostre idee». Seguendo l'esempio di altre grandi città, da Milano a Bologna, da Firenze a Parma, da Torino a Palermo, anche a Roma nascerà quindi un coordinamento cittadino. In cui confluiranno le reti esistenti (come la Roma nord, che conta una quarantina di istituti del XVII, XVIII, XIX e XX municipio) e a cui hanno già aderito oltre cento scuole: ad esempio la Crispi, Villa Lazzaroni, la Trilussa, i licei Dante e Montale, le medie Radice e San Benedetto. Restano da decidere i dettagli tecnici: se dividere la città in quattro o più quadranti, se in ognuno ci sarà una sola scuola che farà da coordinatrice, se come rappresentanti possano bastare un insegnante e un genitore, se far entrare anche gli studenti. Assodato poi che senatori e deputati del Partito democratico e dell' Italia dei Valori hanno fatto propria l'idea del referendum (che per altro non entusiasma proprio tutti i presenti all'assemblea di ieri alla Negri), al nascente coordinamento resta l'ipotesi di dare vita a una legge di iniziativa popolare. Ma chi pensa che il fronte del no alla riforma Gelmini si perderà nei meandri della burocrazia, si sbaglia. La protesta contro tagli, maestro unico e ridimensionamento scolastico, continuerà. Sarà ben visibile. E entrerà anche nelle case. Dove in molti appenderanno a finestre e balconi la bandiera gialla con la scritta nera «Giù le mani dalla scuola pubblica». Continueranno anche le notti bianche. Ma niente iniziative individuali. «Stiamo pensando - anticipa Patrizia Zucchetta, un'insegnante dell'Iqbal Masih - di concordare un giorno in cui passare la notte nelle aule in tutte le scuole di Roma contemporaneamente». Presto potrebbe essere organizzata una conferenza degli stati generali della scuola per sentire pareri di pedagogisti e giuristi. «E non smetteremo - continua - di stare col fiato sul collo dei parlamentari per ogni singolo decreto attuativo». Intanto oggi, nella manifestazione che partirà da piazza della Repubblica, non mancheranno le magliette verdi con la slogan «No al maestro unico». L'appuntamento per tutti i sostenitori della lotta al decreto Gelmini è alle 8,30 davanti alla chiesa di Santa Maria degli Angeli. Clarida Salvatori
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 30-10-2008)
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LA PAGINA DEI LETTORI pag. 35 «Che fine farà l?educazione tecnica?» L?INTERVENTO: RIFORMA GELMINI GLI INSEGNANTI di educazione tecnica hanno scritto al Ministro Gelmini per esprimere la preoccupazione per il pericolo di un forte ridimensionamento che potrebbe subire il loro insegnamento nel quadro della Riforma della scuola. Mentre, infatti, nella scuola elementare la prossima rivoluzione sarà costituita dal maestro unico, nella scuola media è il quadro orario delle ore d?insegnamento che subirà sostanziali modifiche, specialmente nelle attività tecnico-pratiche. Se, com?è previsto nel progetto di riforma, l?orario delle lezioni sarà ridotto da trentadue a ventinove ore settimanali, quale sarà il destino dell?educazione tecnica e delle materie scientifiche, quale disciplina subirà la decurtazione, o quale sarà la modalità di accorpamento tra l?area tecnica e quella matematica? I docenti interessati, in particolare quelli di educazione tecnica, sono molto preoccupati per il destino della loro disciplina, che sarà deciso in questi giorni dal Ministro Gelmini col definitivo varo della sua Riforma. Ne va del loro futuro degli insegnanti. L?educazione tecnica è una delle poche materie che lascia spazio all?apprendimento del ?fare? attraverso l?esperienza e la manualità, il che non è poca cosa per la formazione di alunni tra i dodici e i quattordici anni. Ma già nella Riforma Moratti era stata paventata la soppressione della disciplina, tradotta poi in una riduzione del numero delle ore da tre ad una per classe. Sarebbe molto grave ? sostengono gli interessati ? non tener conto che oggi l?insegnamento è affidato a laureati in discipline tecniche e scientifiche abilitati in una classe di concorso specifica e portatori di un sapere determinante per l?equilibrata formazione dei nostri giovani studenti. Se a questo si aggiunge il fatto che 1500 docenti si accingono a frequentare il secondo anno della SSIS, a sostenere il conseguente tirocinio ed a superare un regolare esame di Stato per conseguire l?abilitazione in una materia che potrebbe non esistere in futuro, si può convenire con loro che il problema non è di poco conto. D?altra parte sono gli stessi docenti ad ammettere che un cambiamento dovrà pur esserci nel quadro orario delle lezioni, ma la loro speranza è che, a fronte di un calo delle ore di educazione tecnica vengano affidate alla loro disciplina le ore di informatica. Ed è questo che hanno detto al Ministro. Alfonso Caruso - Dirigente scolastico provinciale Arezzo
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 30-10-2008)
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BUDRIO pag. 25 di MATTEO RADOGNA ? BUDRIO ? MOMENTI di tensione tra studenti e f... di MATTEO RADOGNA ? BUDRIO ? MOMENTI di tensione tra studenti e forze dell?ordine nel corso dei quattro giorni di occupazione al liceo Giordano Bruno di viale Primo Maggio a Budrio. A confermarlo sono stati gli stessi alunni, ieri sera, nel corso di una conferenza stampa convocata sotto il voltone di piazza Filopanti. I ragazzi hanno raccontato attraverso un documento l?occupazione intelligente. Le incomprensioni iniziali con i carabinieri della stazione di Budrio si sono verificate mercoledì scorso quando un insegnante, attenendosi alle legge, ha informato gli uomini dell?Arma che era in atto l?occupazione. Gli alunni avevano sbarrato aule e corridoi per impedire l?accesso ai docenti. SUL POSTO sono intervenute due pattuglie dei militari che hanno prima preso le generalità dei 6 maggiorenni del gruppo e poi hanno spiegato ai ragazzi che l?occupazione è illegale. Ma i giovani hanno mantenuto corridoi e aule bloccati. I carabinieri allora li hanno spiegato che erano costretti a portarli in caserma. Prima che la situazione degenerasse sono intervenute due insegnanti spiegando di non aver richiesto un?azione di questo tipo. Alla fine è stato raggiunto un compromesso: i ragazzi hanno permesso l?ingresso al personale Ata e alle due vicepresidi per svolgere il servizio di segreteria. IL GIORNO DOPO i carabinieri hanno effettuato un altro sopralluogo rilevando che la situazione era tranquilla. Gli studenti non hanno affatto bivaccato durante l?occupazione. «Due professori ? spiegano gli alunni ? Bruno Moretto dell?istituto Sabin e Orazio Sturgnolo del liceo Copernico, ci hanno raggiunto assicurando una copertura didattica. Anche la sinistra universitaria ha effettuato alcune lezioni per informarci delle novità introdotte dal decreto Gelmini. Nel documento dell?occupazione viene sottolineato che la nostra iniziativa aveva l?obiettivo di sensibilizzare tutti gli studenti sui tagli della riforma. Non ci sono stati danni alle strutture. Sia insegnanti che genitori hanno potuto osservare che il nostro comportamento è stato ineccepibile». Sulla stessa lunghezza d?onda il sindaco Carlo Castelli: «Sono ragazzi molto seri, preoccupati per il loro futuro. Sentono che questa riforma crea per tutti loro un avvenire ancora più incerto. Qui si taglia la scuola invece che migliorarla».
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da "Tempo, Il"
del 30-10-2008)
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stampa A sinistraDiciamo no ai tagli per puntare sulla qualità Veltroni: «Sarà referendum» Il sì dell'Aula di palazzo Madama al decreto sulla scuola suscita la soddisfazione della maggioranza, ma scatena la protesta degli studenti e dell'opposizione. Che insieme chiedono, a gran voce, un referendum per abrogare la legge. Ma l'offensiva dei giovani e del centrosinistra non tocca il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che commenta il via libera al testo del governo confermando di avere «un miracoloso 72% di gradimento nonostante la scuola» e spiegando di essere «superiore a queste cose» perchè «le critiche e le invettive» non lo «toccano». «Con le proteste - sottolinea - noi siamo stati già di manica larga», mentre l'opposizione «inganna e prende in giro tanti ragazzi». Quindi il governo andrà avanti. Unica possibilità di ripensamento: una correzione alle risorse per la scuola privata. La reazione del premier non piace affatto al leader della Cgil Guglielmo Epifani, che lo accusa di «soffiare sul fuoco», mentre scalda gli animi tra manifestanti e minoranza. La tensione era nell'aria da giorni, ma è successo ieri, con il voto finale alla riforma Gelmini, che Pd e Idv affilano le armi e gli studenti annunciano una mobilitazione ad oltranza. Poi gli scontri tra studenti a Piazza Navona complicano di più le cose. In Aula il ministro Mariastella Gelmini ascolta composta, per lo più a braccia conserte, gli interventi dei senatori. Stretta in un bolerino grigio su pantaloni neri, con capelli raccolti a coda di cavallo, si mostra impassibile alle critiche dell'opposizione. Anche quando il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro l'accusa di aver risposto solo «con il silenzio» e «l'afasia» alle istanze del mondo della scuola e della società civile. Non un sospiro, nè un gesto. Solo dopo il voto finale parla e stringe mani ai colleghi della maggioranza che si complimentano con lei. Unico commento: «è tornata la serietà». In Aula, il rito del voto fila via tranquillo nonostante l'intervento di Francesco Cossiga che ribadisce di aver «infiltrato», quando era ministro dell'Interno, il movimento studentesco di agenti provocatori «pronti a tutto» per poi «manganellare» gli universitari riportandoli «alla ragione». Ad un certo punto i vertici del Pd convocano una conferenza stampa alla Camera per dire che ormai l'unica strada è il referendum. «Dobbiamo riportare scuola e università al centro dell'agenda politica - annuncia Walter Veltroni - per dire "no" al taglio imposto dal governo e puntare alla qualità». Al via dunque i banchetti per raccogliere le firme insieme al mondo della scuola.
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 30-10-2008)
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SPECIALE OZZANO pag. 24 «Spezzo una lancia per il ministro» Parlano i dirigenti di oggi e di ieri di FRANCESCA GOLFARELLI ? OZZANO EMILIA ? NEL MARASMA della rivolta scuola c?è un assolo nel comune di Ozzano. Qui la voce fuori campo è del dirigente dell? Istituto comprensivo, che vanta materna, primaria e secondaria di primo grado, con oltre 1.085 famiglie. Lamberto Montanari si schiera infatti per il ridimensionamento degli istituti: «Mi riferisco al presidente Napolitano, che invita, rispetto all? obiettivo di una minor spesa per la scuola, a non rifiutare ogni revisione necessaria ai fini del risparmio; che tale obiettivo deve tradursi nel massimo sforzo sul piano della razionalizzazione e del maggior rendimento della spesa per la scuola, sul piano del sostanziale miglioramento della sua qualità». Anche sulla valutazione degli apprendimenti in decimi, reintrodotta con il decreto Gelmini, il professor Montanari chiama in causa un testimonial eccellente, che estese questa valutazione a tutti i protagonisti del mondo scuola, in particolare gli insegnanti e i dirigenti, Luigi Berlinguer. Con il cui slogan concorda pienamente: «Va introdotto il concetto di merito: chi vale di più deve avere di più». MONTANARI, PER, è scettico sulla strada scelta, quella del decreto, a cui avrebbe preferito una discussione in parlamento. «Punto dolente delle previsioni della finanziaria ? aggiunge polemico ? è la destinazione del solo il 30% alla scuola sull?intero risparmio ottenuto con i tagli». Qui Montanari non transige: «Il risparmio che si andrà ad accantonare deve essere reinvestito totalmente nella scuola». Si astrae dalla polemica di questi giorni un altro personaggio chiave del sistema scuola di Ozzano, il professor Ercole Giardino, dirigente per oltre 30 anni dell?istituto ozzanese, da poco in pensione. «La scuola ? dice ? è sempre stata teatro di polemica politica, ma oltre alle battaglie ideologiche bisogna dare risposte concrete al territorio. Qui ad Ozzano, per esempio, manca un istituto che faccia da ponte tra la scuola secondaria di primo grado e l?Università».
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da "Messaggero, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di MARIA LOMBARDI ROMA - Le urla di paura strappano la piazza ai cori di protesta, le mazze spazzano via gli striscioni, il sangue macchia i sampietrini e colora un movimento che di colori diceva di non volerne. Finisce con i fumogeni e gli studenti a terra, chi si tocca la testa e chi il ginocchio, accanto un Pinocchio di legno grande come un bambino, è mezzo rotto, hanno usato anche il giocattolo rubato al negozio "Il sogno" per picchiarsi. Sono le 12.30 quando l'Onda che da giorni assedia di slogan il Senato all'improvviso s'ammutolisce, a piazza Navona c'è fumo e silenzio. Ragazzi con le mani alzate s'aggirano sperduti intorno alla fontana dei Fiumi e ripetono, quasi a volersene convincere, «la violenza non la vogliamo». Ma la violenza si è già presa la loro piazza. Quelli di sinistra dicono d'essere stati aggredisti da «provocatori fascisti», quelli di destra raccontano d'aver subito l'assalto di collettivi e centri sociali che vogliono imporsi alla guida del movimento. Finisce con quattro feriti, tre studenti e un agente, due arrestati - un militante di destra di 19 e uno di sinistra di 34 - per danneggiamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Fra i 21 fermati, 14 sono vicini al Blocco e 3 ai collettivi della Sapienza. Ecco quel che resta di una mattina di lotta che voleva essere «pacifica»: vetri rotti, sedie di vimini sventrate, tavolini sfasciati, fazzoletti sporchi di sangue e il movimento anti-Gelmini in frantumi. E' guerriglia, a due ore dall'approvazione del decreto sulla scuola, in una piazza superblindata, protetta da furgoni, carabinieri, e poliziotti con scudi, caschi e manganelli. I primi scontri già dalla mattina. Migliaia di studenti sono stretti tra le transenne sulla Corsia Agonale, la stradina che collega piazza Navona a corso Rinascimento. In prima fila c'è il camion dei Cobas, laddove il giorno prima s'era piazzato il furgone del Blocco Studentesco, formazione di destra. Le prime schermaglie a colpi di slogan, «Siamo tutti antifascisti», urlano da una parte, «Nè rossi, nè neri solo liberi pensieri», replicano dall'altra. Quelli del Blocco, è la versione dell'Uds - gli studenti di sinistra - cercano di farsi largo per conquistare la prima fila, non ci riescono. Arrivano una trentina di ragazzi più grandi - racconta l'Unione degli studenti - sono infiltrati, provocatori tirano fuori cinghie, mazze, caschi e moschettoni, e colpiscono i ragazzi delle scuole. Tre restano feriti, un ragazzo ha un taglio in testa, un altro un orecchio lacerato. «La polizia non è intervenuta - s'indigna Vito Russo, Uds - Eppure c'erano migliaia di agenti». Ci volevano cacciare dalla piazza - replicano quelli del Blocco - i nostri cori apolitici li infastidivano, così ci siamo spostati con il nostro camion verso il bar Navona. «Ma non vogliamo cedere al ricatto, noi non vogliamo andare via da qui», alcuni ragazzi del Blocco si sfogano ai microfoni di una Tv. La tensione è già alta, si sa che da largo Argentina sta arrivando il corteo degli universitari partito dalla Sapienza, tra loro anche ragazzi dei centri sociali. Alcuni hanno caschi in testa, le sciarpe della Roma a coprire il viso, i colli delle felpe fin sotto gli occhi, entrano nella piazza da Corso Vittorio, sul lato opposto a quello dove si è piazzato il Blocco, urlando «Siamo tutti antifascisti». Un triplo cordone di agenti li blocca, poi pian piano indietreggia. Gli studenti avanzano con le mani alzate, «fascisti, carogne, tornate nelle fogne», la polizia li lascia passare. E la testa del corteo punta diritto verso il Blocco, studenti di destra e sinistra sono ormai a dieci passi, qualcuno cerca di mettersi in mezzo per impedire lo scontro. Volano insulti, quelli dei collettivi lanciano bottiglie di vetro, posaceneri, quelli di destra rispondono a colpi di bastoni tricolore che custodiscono nel camioncino. E ancora sedie, tavolini e caschi usati come armi, i due gruppi ormai si toccano e sono calci, pugni e mazzate. I bar e i negozi chiudono, c'è un fuggi-fuggi di studenti, un cordone di agenti si mette in mezzo e blocca i tafferugli. Ventuno ragazzi del Blocco vengono caricati sul blindato, saranno rilasciati più tardi tranne uno. «La polizia è arrivata alle nostre spalle, per questo hanno preso noi», racconta Guelfo Bartalucci. «Quelli dei collettivi si sono dispersi tra la folla». Lunghi minuti di silenzio, a terra i ragazzi contusi. «Torniamo uniti - urla qualcuno dal megafono - questa è una protesta pacifica, ma non è idiota. Tre studenti stamattina sono stati aggrediti e gli universitari hanno fatto un po' di pulizia in questa piazza». Ma i ragazzi continuano a urlare: «La violenza non la vogliamo». Il corteo lascia la piazza per dirigersi alla Sapienza per un'assemblea. L'Uds chiede lo scioglimento del Blocco studentesco, «il movimento è antifascista, d'ora in poi marchiamo le distanze». Ma Lotta studentesca, vicina a Forza Nuova, insiste: restiamo uniti contro la Gelmini senza cadere nelle provocazioni. Sarà difficile. Prima dei tafferugli romani avevano tenuto banco quelli di Milano, paralizzata dagli studenti in marcia. Uno dei cortei ha raggiunto a metà mattinata l'Accademia di Brera, dove è stato lanciato un petardo, quindi Palazzo Marino e la sede di Mediobanca, in pieno centro. Due studenti hanno denunciato di essere stati colpiti dalla polizia: i ragazzi sono stati medicati con prognosi di 5 e 8 giorni. La notizia a metà mattina che il decreto Gelmini era stato approvato ha interrotto l'intervento di Dario Fo alla Statale. «Bisogna rompere con questa tradizione nefasta, non basta prendere ciò che si può - stava dicendo il Premio Nobel - bisogna capovolgere l'ordine». Infine la decisione, nel primo pomeriggio, di bloccare alcuni binari della stazione ferroviaria di Lambrate.
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da "Corriere della Sera"
del 30-10-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-10-30 num: - pag: 61 categoria: REDAZIONALE A fil di rete di Aldo Grasso Compagnia di giro al «teatro» Ballarò L a Compagnia di Giro (CdG) è in grado di risolvere i problemi che non riesce ad affrontare nelle sedi istituzionali? Il Parlamentino in seduta televisiva permanente quale copione sta seguendo, a quale genere si sta appellando, di quale format è schiavo? La CdG recitava al Teatro Ballarò, diretto da Giovanni Floris ( Raitre, lunedì, ore 21.10) ed era composta, tra altri, dai molto onorevoli Pierluigi Bersani, Gianfranco Rotondi, Maurizio Lupi, Antonio Di Pietro. Si discuteva di scuola, del decreto Gelmini. Il bravo Floris non si arrabbierà se dico che, sull'argomento, il libro di Roberto Perotti «L'università truccata » (Einaudi) è molto più utile del suo «La fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana» (Rizzoli) e lungi da me il sospetto che Floris faccia come Vespa, affronti cioè problemi con bibliografia personale a seguito. La CdG, tra discussioni accese sui tagli e pesanti rinfacci, non ha mai affrontato la questione centrale dell'università italiana (e delle scuole superiori). La nostra è un'università di massa non fondata sul merito, resa ancora più fragile dalla sciagurata riforma del cosiddetto 3 + 2. Vi si entra senza test (la famosa e terribile application delle università americane) e per quanto i professori siano dei lavativi e raccomandati è difficile lavorare con persone che, in media, non sanno scrivere una ricerca di quattro paginette. Il merito (riguarda anche il reclutamento della docenza) è l'unica condizione che permette ai meno abbienti di prendere l'ascensore sociale e di affrancarsi dalla loro condizione. Invece di aprire le ridicole università sottocasa (maturità significa anche uscire dalla famiglia a 18 anni, andare altrove, misurarsi con il diverso) bisognava garantire borse di studio e prestiti ai necessitanti. Giusto attaccare i professori, ma tutte quelle persone della CdG della tv che da diversi anni insegnano in università solo come specchietti per le allodole?
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 30-10-2008)
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BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 8 di GIOVANNI PANETTIERE QUESTE per l?Università sono giornate convul... di GIOVANNI PANETTIERE QUESTE per l?Università sono giornate convulse. Nelle facoltà si susseguono assemblee e sit in, mentre le strade si riempiono di studenti che protestano contro la legge Tremonti, rea di prevedere tagli alla ricerca e di aprire le porte alla trasformazione degli Atenei in fondazioni di diritto privato. Uno scenario elettrico davanti al quale che cosa provano gli univeritari cattolici? O almeno quelli che, ieri pomeriggio, hanno partecipato alla messa presieduta dal cardinale Carlo Caffarra per l?apertura dell?anno accademico? Pochi minuti prima dell?Eucarestia chiacchierano sul sagrato della basilica di San Petronio, divisi in piccoli capannelli di non più di quattro o cinque persone. Sono in prevalenza studenti di Comunione e Liberazione, arrabbiati per le modalità della protesta, ma, almeno in parte, solidali con le ragioni dei manifestanti. «Sinceramente ? dice Marta Piermattei, 21 anni, studentessa di Medicina, iscritta a Student office, il ramo universitario di Cl ? concordo con i contenuti della protesta. La Legge Tremonti non è certo di grande aiuto al futuro dell?Università. Tuttavia i collettivi dicono solo di no. Almeno i nostro rappresentanti, in questi giorni, sono a Roma a confrontarsi con il ministro dell?Università Mariastella Gelmini, portando delle proposte concrete». Anche Francesco Rossi, 21 anni di Agraria non boccia del tutto i motivi delle agitazioni (perché «è ingiusto tagliare, le gambe all?Università che naviga in cattive acque»). Ma subito precisa: «Resta il fatto che non è corretto impedire il diritto allo studio, come sta accadendo in Ateneo». ED E? proprio sulle limitazioni alla possibilità di seguire le lezioni e sostenere esami che si concentrano le obiezioni dei cattolici. «Si parla tanto di diritto allo studio, ma con queste manifestazioni si prende di mira proprio questo principio», attacca Elisa Benelli, ventenne , studentessa di ingegneria, anche lei di Comunione e Liberazione. Che, però. ammette di non stare incontrando particolari difficoltà in Università. Così come Benedetta Pasini iscritta a Lingue: «Nessuno mi ha impedito di studiare, ma qualche amica mi ha segnalato il caso di una docente che, nella nostra facoltà, ha rimesso agli studenti, attraverso delle votazioni, la decisione di partecipare a un corteo oppure di continuare le lezioni». E, alla fine, la maggioranza dei ragazzi ha scelto la strada della contestazione. Il tempo stringe e l?ora della messa si avvicina, ma c?è ancora spazio per le parole di chi come Filippo Simili, 26 anni di Lettere e filosofia e appartenente al Rinnovamento dello Spirito ? altra organizzazione cattolica conservatrice ? tuona contro la protesta. Senza sconti: «E? strumentale e cavalcata dalla solita sinistra che si conferma solidale con le corporazioni. Prima i magistrati e ora i baroni degli Atenei che la legge Tremonti vuole eliminare. Per fortuna».
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 30-10-2008)
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BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 9 Corteo notturno, traffico in tilt Ieri sera ?passeggiata? non autorizzata di 500 studenti «NOI LA CRISI non la paghiamo, tuona l?assemblea ?No Gelmini? uscendo dalla facoltà di giurisprudenza per un corteo notturno non autorizzato. Sono le otto e mezza di ieri sera quando circa 500 universitari dei collettivi decidono di bloccare la città con una ?passeggiata?. «Noi la crisi non la paghiamo. Non è che l?inizio», recita lo striscione d?apertura. Quando il corteo raggiunge via Irnerio ? dopo aver percorso via Zamboni, Largo Respighi, Moline e Capo di Lucca ? si vedono otto poliziotti seguiti da due gipponi e una pattuglia. Le strade rimbombano di slgogan. Se ci toccano il futuro blocchiamo la città, Confindustria stiamo arrivando. Da via Irnerio gli studenti ? armati di fumogeni e petardi ? attraversano viale Filopanti mandando in tilt il traffico. Poi si riversano in via San Vitale per raggiungere infine piazza Verdi. Quello di ieri sera è stato l?epilogo dell?ennesimo giorno di mobilitazione per gli universitari bolognesi. Assemblee sono state tenute al Dams e a Scienze. Gli studenti di Medicina hanno fatto lezione sul viale davanti al Sant?Orsola. Il politologo Gianfranco Pasquino, docente di Scienze Politiche, ha tenuto lezione in piazza Maggiore. Sul muro di Lettere è comparso un grande murales ?La vostra crisi non la paghiamo?». Azione Universitaria ha realizzato azioni di denuncia contro gli sprechi dell?Ateneo con una simbolica pioggia di ?rettorEuro?. Infine i dottorandi del dipartimento di italianistica hanno firmato un documento con cui si condivide la mobilitazione. OGGI INTANTO si preannuncia una giornata di passione per la scuola. I sindacati di categoria Flc/Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals hanno proclamato lo sciopero nazionale. Per partecipare alla manifestazione di Roma da Bologna è prevista la partenza di un migliaio di lavoratori. Secondo la Cisl gli effetti del decreto Gelmini sul nostro territorio saranno pesanti: 716 tagli di cui 438 supplenze in meno. «In particolare nelle elementari 168 tagli previsti e 93 supplenze in meno, alle medie 238 tagli e 174 supplenze in meno. Infine nelle superiori 127 tagli e 60 supplenze in meno». In seguito allo sciopero la stragrande maggioranza delle scuole, dalle materne alle superiori, è a rischio chiusura. In città fari puntati sul corteo di studenti universitari e giovani dei centri sociali che nelle intenzioni sarebbe dovuto arrivare fino in via San Domenico, sede di Unindustria. Ma la questura ha detto no, imponendo una serie di prescrizioni. Il corteo si dovrà concludere all?angolo fra via Castiglione e vicolo Santa Lucia, per questioni di sicurezza legate alle dimensioni anguste di alcune strade. L?obiettivo comunque, ribadito anche ieri sera, è quello di arrivare sotto le finestre di Unindustria.
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 30-10-2008)
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BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 9 NELL?ARIA TROPPA VOGLIA DI UN ALTRO ?68 IL COMMENTO «BOLOGNA capitale dell?onda anomala, il movimento di protesta che sta coinvolgendo diversi atenei», così scriveva nei giorni scorsi un quotidiano annunciando, con una punta visibile di compiacimento, per novembre che l?assemblea dei movimenti spontanei insorti contro il decreto Gelmini e i tagli all?università. Un altro quotidiano (anch?esso folgorato sulla via di Damasco) ha definito Bologna come la «trincea delle maestre». Insomma, noi bolognesi non perdiamo occasione per farci riconoscere alla stregua dei «bravi compagni dell?Emilia rossa». Nei giorni scorsi una «cattiva maestra» come Margherita Hack (comunista non pentita) ha dato il via alla sceneggiata delle lezioni all?aperto, come ormai impone l?ultima moda dei docenti gauchisti. Altri hanno seguito il suo esempio. Eppure alcuni anni fa, a lanciare un grido di allarme sulle prospettive finanziarie dell?Alma Mater fu proprio il Magnifico Rettore, Pier Ugo Calzolari, il quale si assunse altresì l?onere e la responsabilità di proporre un piano di risanamento che ? alla prova dei fatti ? non ebbe molta fortuna. TALE PIANO puntava al contenimento della spesa prefigurando una sorta di prepensionamento volontario dei docenti che avevano raggiunto i requisiti di quiescenza e che fossero disposti, da pensionati, a proseguire nell?attività con un rapporto di collaborazione. In sostanza, anche in quel caso emergeva in piena evidenza che, nella pubblica amministrazione, i risparmi vanno realizzati anche sul personale. C?è troppa voglia di un nuovo ?68 nell?aria. Ma come è noto le tragedie, se ripetute con protagonisti inadeguati e sotto la direzione di registi nostalgici, prima o poi finiscono in farsa. Suggeriamo al patrio governo di andare a rileggere (e a diffondere) quel documento (Il libro verde sulla spesa pubblica) che l?allora ministro di Prodi, Tommaso Padoa Schioppa, pubblicò nel settembre del 2007. «Il sistema universitario italiano ? era scritto tra l?altro ? presenta elementi di criticità derivanti... da una politica di assunzioni attuata da numerosi atenei senza adeguata attenzione ai vincoli finanziari. Inoltre, è sostanzialmente assente qualunque meccanismo che premi gli atenei meglio in grado di rispondere alla domanda proveniente dalle famiglie e dalle imprese».
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da "Giorno, Il (Lodi)"
del 30-10-2008)
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PAVIA pag. 10 Cortei in città e a Vigevano Università nel caos LEGGE GELMINI ? PAVIA ? IL MONDO della scuola scende in piazza. Oggi nel capoluogo pavese (con partenza alle 9 dalla stazione per confluire in piazza della Vittoria dove parleranno i sindacalisti) e a Vigevano (in piazza Ducale) si terranno due manifestazioni contro il decreto Gelmini e in difesa della scuola pubblica. Alla protesta partecipano anche gli universitari che ieri hanno assistito sotto i portici di piazza della Vittoria a una lezione di Economia. Un momento di didattica regolare del professor Fumagalli con un centinaio di studenti presenti, più alcuni curiosi. A interromperli ad un certo punto sono arrivati dei ragazzi di destra che al grido di «Andata a lavorare, schiavi dei baroni» e dietro uno striscione «Docente sessantottino, studente senza destino», hanno cercato di interrompere la lezione. Per farli tacere è stato richiesto l?intervento della Polizia, che ha lasciato si zittissero da soli. M.M.
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da "Tempo, Il"
del 30-10-2008)
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stampa Alla prima tappa hanno partecipato rappresentanti di Comuni, associazioni e imprese «Governincontra» parte da Viterbo La Tuscia ha elencato le sue priorità Tiziana Mancinelli Supera la prova a pieni voti il primo appuntamento con «Governoincontra», l'iniziativa pensata per creare un canale diretto tra il potere centrale e le province. A Viterbo, prima tappa del tour, l'incontro con i ministri Rotondi, Meloni e Fitto e altri esponenti del governo, moderato dal direttore editoriale di «Il Tempo» Roberto Arditti, ha registrato un'enorme e qualificata affluenza: oltre alle autorità locali hanno partecipato molti sindaci della provincia e molti rappresentanti del mondo dell'associazionismo e dell'imprenditoria del territorio viterbese. Aeroporto, infrastrutture e distretto ceramico di Civita Castellana sono le indicazioni prioritarie che i ministri portano con sé. Ha introdotto l'iniziativa il ministro Rotondi, specificandone lo spirito: quello di calarsi dentro i territori per meglio comprenderli. «Siamo partiti da Viterbo per sperimentare un modo nuovo di comunicare — ha esordito il ministro — Il Governo non ha una propria struttura organizzativa con le province ma la vogliamo creare per dare continuità ad un canale comunicativo diretto e immediato con ogni singolo territorio. Chi pone un quesito deve sempre trovare un interlocutore per ridare fluidità al rapporto governo-cittadino». Il ministro ha poi parlato delle modifiche introdotte dal ministro Gelmini (maestro prevalente, voto in condotta e grembiule): «Si tratta di un ritorno a vecchie abitudini» e che comunque riguardano «solo la scuola elementare e non l'Università». Il ministro dopo la manifestazione si è intrattenuto in piazza per circa mezz'ora con alcuni studenti, che avevano iniziato contestandolo ma hanno finito per gradire la disponibilità del ministro a rispondere alle loro domande sul tema della scuola. Il ministro Meloni dal canto suo ha parlato della «necessità di preparare la società ad un mondo del lavoro flessibile. Individuare un limite oltre il quale si può parlare di precariato. Non dobbiamo parlare dei giovani — ha affermato — ma parlare con loro, fare in modo che possano dare libero sfogo alla loro creatività, esprimere i loro talenti, confidare in un ritorno alla meritocrazia». «Su scuola e università il governo aprirà una fase due, che andrà a sanare le storture e le inefficienze che tutti, a cominciare dagli studenti, riconoscono essere molte e gravi. Allora si aprirà un confronto con tutte le parti interessate» ha detto invece Fitto replicando agli interventi di tre studenti che hanno preso la parola durante la manifestazione. «Il decreto Gelmini è una una razionalizzazione della spesa. Quindi la protesta degli studenti e dei docenti non rispecchia la realtà dei fatti». Agli interventi dei ministri si sono alternati quelli del sindaco di Viterbo, Marini, e del presidente della Provincia, Mazzoli, che hanno espresso il forte bisogno di infrastrutture ma anche esaltato il patrimonio ambientale, storico e culturale di Viterbo.
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da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)"
del 30-10-2008)
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BERGAMO pag. 2 Genitori e studenti oggi in corteo contro la riforma SCUOLA ? BERGAMO ? TUTTI UNITI contro il ministro Gelmini. Sindacati, insegnanti, personale non docente, genitori e studenti universitari e medi scenderanno in piazza questa mattina per lo sciopero generale. I manifestanti si ritroveranno alle 9 in Piazzale Marconi, sfileranno per le vie del centro e raggiungeranno piazza Vittorio Veneto. La manifestazione rischia di essere teatro di possibili tensioni: all?iniziativa, infatti, vogliono prendere parte anche i ragazzi di Lotta Studentesca, il movimento che fa capo all?organizzazione di estrema destra Forza Nuova e che nei giorni scorsi sul proprio Forum aveva annunciato l?intenzione di voler partecipare alla protesta: «Preso atto delle intenzioni del presidente Berlusconi di reprimere con la forza l?insurrezione contro la riforma Gelmini, Lotta Studentesca Bergamo si associa alla linea nazionale di resistenza ad oltranza e sarà in prima linea per combattere insieme agli studenti bergamaschi contro il sistema repressivo dello Stato». Il Movimento Studentesco, temendo provocazioni, chiederà al prefetto di vietare a Forza Nuova iniziative contemporanee al corteo. «Non vogliamo correre rischi - spiega Alfredo Di Sirio, coordinatore del Movimento -: Lotta Studentesca può fare quello che vuole, ma non insieme a noi».
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da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 30-10-2008)
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OSIMO pag. 11 ? OSIMO ? SONO giunti alla spicciolata davanti al Comune, senza organizzare alcun corte... ? OSIMO ? SONO giunti alla spicciolata davanti al Comune, senza organizzare alcun corteo: gli studenti del Corridoni-Campana hanno voluto così protestare contro il decreto Gelmini. Senza striscioni né slogan, hanno stazionato, dinanzi all?ingresso del Comune, mentre poco distante hanno vigilato alcuni agenti del commissariato. Alcuni degli studenti hanno annunciato che questa mattina, peraltro giorno di mercato, per cui il centro è chiuso al traffico veicolare, si organizzeranno in corteo al Piazzale San Carlo per raggiungere il centro storico e manifestare contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. «Protestiamo e protesteremo con civiltà ? ha detto uno studente del quinto anno ? perché, ad esempio, a geometri abbiamo un laboratorio ma non c?è personale sufficiente, e poi per le ragioni di cui tanto si discute in questo momento». Poche parole che esprimono il malessere sentito dagli studenti specie dell?ultimo anno delle superiori, che si dicono preoccupati per la situazione delle università, verso cui indirizzeranno i propri studi al termine di questo travagliato anno scolastico. E? dunque prevedibile che stamani gli studenti che confluiranno in Piazza del Comune saranno sicuramente molto più numerosi ed organizzati rispetto ieri per far sentire la loro voce di dissenso verso questa ulteriore riforma della scuola. v. d.
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da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)"
del 30-10-2008)
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BRESCIA pag. 7 Studenti in presidio, traffico ko Contestati i tagli previsti dal nuovo decreto Gelmini UNIVERSITARI IN VIA GRAMSCI CORTEO Un momento della manifestazione studentesca contro il decreto Gelmini sulla scuola ? BRESCIA ? STUDENTI universitari ieri in corteo e poi davanti alla sede del rettorato in via Gramsci contro il decreto Gelmini che nelle stesse ore veniva approvato in Senato. Gli universitari sono partiti dalle sede di via San Faustino verso le 10 del mattino e hanno raggiunto il personale tecnico e amministrativo che si trovava in assemblea in via Gramsci. Insieme hanno organizato un presidio bloccando il traffico per un paio d?ore nella centralissima strada, l?unica che dà accesso al parcheggio di piazza Vittoria. Sia i dipendenti che gli iscritti contestano i gravi tagli agli atenei pubblici che porteranno a decurtazioni nelle retribuzioni, al rallentamento del turn over, alla cancellazione di un futuro per i giovani ricercatori. In pericolo è l?autonomia universitaria e finirà che gli studi diventeranno privati. Con i lavoratori c?erano i segretari confederali Marco Fenaroli della Cgil, Renato Zaltieri della Cisl. stato chiamato anche il rettore Augusto Preti, il quale ha detto con forza di non accettare le colpevolizzazioni generiche e generalizzate al mondo accademico. «Non accetto il linciaggio che viene fatto, si effettuino delle valutazioni serie. Se ci sono cose da migliorare, si faccia in base a reali approfondimenti. Ai dipendenti però ho detto che non ci dovranno essere interruzioni dell?attività che andrebbero a danno degli studenti. Niente azioni eclatanti, l?università resterà comunque il luogo della discussione». Gli studenti dal canto loro hanno dato vita a un comitato ?Universitaglia: 133 passi indietro e nessuno avanti?? contro quella che viene definita legge Tremonti. Questa mattina sarà invece la scuola a muoversi e, in occasione dello sciopero proclamato dai sindacati, alle 9.30 una manifestazione sfilerà per il centro. Ci saranno gli studenti, gli insegnanti dei confederali e degli autonomi; il comitato per la difesa della scuola pubblica chiamerà anche i genitori. M.B.
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da "Giorno, Il (Lecco)"
del 30-10-2008)
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CALOLZIOCORTE E OLGINATE pag. 4 Le elementari provano la riforma «Così si spreca un anno di scuola» Il bilancio del preside De Battista: «I bambini perdono 990 ore» ? OLGINATE ? GLI ALUNNI delle elementari, rispetto ad oggi, perderanno un anno esatto di scuola. I conti sono presto fatti: invece delle 30 ore attuali i nuovi curriculm ne prevedono 24, ovvero 6 in meno, che moltiplicate per le 33 settimane di lezioni diventano 198, che combinate con la durata del percorso delle primarie forniscono il risultato di 990 ore, esattamente le stesse che si svolgono adesso da settembre a giugno. A proporre i calcoli è stato il preside dell?Istituto comprensivo di Olginate, il professor Angelo De Battista, dove è in corso una simulazione su quello che dal 2009-?10 attende scolari, genitori e docenti dopo l?entrata in vigore della riforma Gelmini approvata ieri. «DA QUESTA settimana di sperimentazione emerge chiaramento che le future generazioni - spiega lo stesso dirigente - in pratica avranno un anno in meno di istruzione rispetto a quelle attuali, che significa minor preparazione e cultura». Per non parlare degli insegnanti che rimarranno a casa con il ritorno al maestro unico. A farsi carico dei circa 500 alunni suddivisi in 26 classi, che fanno capo a quattro plessi, due a Olginate, uno a Garlate e uno a Valgreghentino, al momento ci pensano 39 persone, a cui si aggiungono chi si occupa di religione e chi di inglese, per complessive 42 unità, che però diventeranno neppure 30. «MI SI DEVE spiegare - prosegue il preside - come faremo a svolgere gli stessi programmi con un terzo del personale in meno». Non si potrà appunto, come, visti gli orari, garantire il servizio di mensa. «Ci sentiamo profondamente offesi - sostiene sempre De Battista - Veniamo dipinti dal chiacchiericcio dei politici come fannulloni, ma garantisco che qui da noi non viene sperperato neppure un minuti di tempo nè un centesimo. La nostra struttura vanta una storia decennale; qualsiasi ispettore che volesse verificarlo può rendersene conto, perchè non abbiamo nulla da nascondere». NE CONVINTO lui, i suoi collaboratori, ma pure le famiglie dei bambini che frequentano la scuola. Per questo padri e madri hanno accettato di buon grado la proposta di provare sulla propria pelle la riforma, un?iniziativa che ha riscosso risonanza a livello nazionale. «L?obiettivo è quello di far riflettere - dice il preside - di toccare con mano le conseguenze per spingere chi di dovere a ripensarci e mi sembra che l?obbiettivo sia stato pienamente raggiunto». Tra l?altro senza bisogno di scioperi, assemblee, manifestazioni e senza creare disagi alle famiglie degli alunni.
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da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 30-10-2008)
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JESI pag. 13 Il collettivo studentesco organizza oggi una manifestazione che partirà da Piazza della Repubbl... Il collettivo studentesco organizza oggi una manifestazione che partirà da Piazza della Repubblica a Jesi alle ore 9 contro il decreto legge Gelmini. Sempre stamane sono partiti i pullman diretti a Roma per la manifestazione nazionale.
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da "Giorno, Il (Lecco)"
del 30-10-2008)
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CALOLZIOCORTE E OLGINATE pag. 4 Un?ora di lezione sotto l?acqua LECCO ? LECCO ? ANCHE le insegnanti del Quarto Circolo didattico di Lecco, che comprende i rioni Maggianico, Chiuso, Germanedo e Acquate, hanno attuato ieri la singolare forma di protesta. Il giorno precedente avevano avvisato le famiglie: «Faremo le lezioni all?aperto, portatevi l?occorrente». Alcuni genitori sono sobbalzati alla notizia comunicata dai loro figli: «Mamma - è stata la battuta di un ragazzo - domani faremo lezioni all?aperto». Infatti nel documento consegnato c?era scritto: «Gli insegnanti che ancora credono in una scuola piena faranno lezione all?esterno». In questo modo vogliono «dimostrare che dentro la scuola c?è un mondo di vita e di speranze che non deve essere cancellato». Sulle lezioni all?aperto alcune mamme hanno sollevato perplessità e ieri mattina, attorno alle 10.30, davanti alle scuole si è formato un capannello di mamme per vedere se effettivamente i loro figli erano all?esterno e sotto l?acqua. «Già non condividiamo questa forma di protesta - spiega la mamma di un alunno di prima elementare - se poi fa lezione all?esterno sarei pronta com mio marito a dare battaglia, perché così non ci si comporta». Secondo le insegnanti la riforma Gelmini svuota la scuola del tempo utile a far crescere i bambini imparando a stare con gli altri, rispettando le diversità di ognuno, poi non dà futuro alle nuove generazioni a cui va garantita la possibilità di imparare nel miglior modo possibile e infine nega la possibilità di integrare fra loro chi ha esperienze, culture e provenienze diverse.
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da "Giorno, Il (Como)"
del 30-10-2008)
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COMO E PROVINCIA pag. 4 Ragioneria occupata contro il decreto Gelmini Su 900 ragazzi 600 in assemblea permanente di MAURIZIO MAGNONI ? COMO ? SCUOLE SUPERIORI comasche sempre in agitazione, soprattutto dopo l?approvazione del decreto Gelmini di ieri. Dopo il liceo scientifico Paolo Giovio (scuola occupata per tre giorni da giovedì della scorsa settimana), dopo la lezione all?aperto dell?altro ieri davanti al portone del liceo ginnasio Alessandro Volta, ieri è stata occupata la sede di via Italia Libera dell?Istituto tecnico commerciale statale Caio Plinio Secondo e gli stessi allievi oggi parteciperanno con quelli di Giovio, Volta e magistrali Teresa Ciceri, oltre ad altri colleghi di altre scuole superiori di tutta la provincia, alla manifestazione concomitante con la giornata di sciopero generale della scuola. «In effetti - spiega la preside Magda Zanon - è stata un?occupazione un po? annacquata, visto il tempo atmosferico, ma comunque, circa 300 degli oltre 900 studenti dell?istituto sono rimasti in aula a far lezione, mentre gli altri hanno preferito riunirsi in assemblea per discutere sui vari problemi che sta attraversando oggi la scuola ed in particolare la riforma. NON CI SONO stati assolutamente problemi anche perché il corpo docente si è adoperato per andare incontro alle esigenze dei ragazzi ed ha offerto loro l?opportunità di assemblee, di dialogo, di scambi di opinione. Quindi occupazione sì, ma tutto sommato soft e all?insegna della civiltà». In occasione della manifestazione studentesca anche il Caio Plinio sarà in prima linea. «Ho sentito - aggiunge Zanon - che i rappresentanti degli studenti si sono messi d?accordo con colleghi di altre scuole per partecipare alla manifestazione. Credo comunque che la questione-occupazione si risolverà nel più breve tempo possibile dato che il 31 ottobre, già per decisione del Consiglio d?istituto, la scuola è chiusa, poi ci sono due giorni di festa e si rientrerà il 3 novembre». «IN EFFETTI - conclude Magda Zanon - c?era un gruppo di una cinquantina di studenti che voleva fermarsi anche durante la notte, probabilmente per dare un segno maggiore all?occupazione, ma il regolamento d?istituto lo vieta e quindi qui di notte non si ferma nessuno. Anche domani (oggi per chi legge, ndr) chi non partecipa alla manifestazione può fare assemblee e, chi non vuole, parteciperà alle lezioni, compatibilmente con la disponibilità del corpo docente che non aderisce allo sciopero generale».
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da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 30-10-2008)
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JESI pag. 13 ? JESI ? IL DECRETO legge Gelmini, che sta suscitando la «rivolta» del mondo ... ? JESI ? IL DECRETO legge Gelmini, che sta suscitando la «rivolta» del mondo scolastico e universitario non avrà ripercussioni nell?ateneo jesino che ospita i corsi e, dalla prossima settimana, anche un nuovo dipartimento dell?Università di Macerata. Ad assicurarlo il presidente della Fondazione Colocci, Gabriele Fava. «Il bilancio della Fondazione ? spiega Fava ? è costituito dai contributi dei soci, tra cui Fondazione Cassa di Risparmio, Banca Popolare di Ancona e Banca Marche, per questo i tagli nazionali non avranno ripercussione da noi». In effetti all?interno della nuova sede universitaria, adiacente a Corso Matteotti, non si sono registrate proteste al contrario di quanto sta accadendo a Macerata. Non ci sono rischi nemmeno per il nuovo dipartimento giuridico economico che inaugurerà il 6 novembre (ore 17). «Otto ricercatori, per otto anni, porteranno avanti il dipartimento giuridico a spese della Fondazione Colocci ? ha spiegato il presidente ?. Al termine il dipartimento sarà finanziato dall?Università di Macerata». «Fino ad oggi ? spiega Gabriele Fava ? abbiamo corrisposto ogni anno una somma all?università di Macerata per i corsi attivati a Jesi; con la nuova convenzione corrisponderemo un?altra somma per il dipartimento giuridico economico, ma non più per i corsi». «Di sicuro non abbiamo nessun corso con soli tre iscritti» aggiunge riferendosi alle affermazioni della Gelmini. «Sono più di 400 gli iscritti all?ateneo jesino, di cui 70 al primo anno. Un aumento di iscrizioni determinato dai tre nuovi corsi attivati e dal nuovo dipartimento che ha già suscitato curiosità». sa. fe.
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da "Giorno, Il (Lodi)"
del 30-10-2008)
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CODOGNO CASALPUSTERLENGO pag. 9 Scuole che chiudono e addio tempo pieno Genitori e insegnanti sul piede di guerra CODOGNO CONTRO IL DECRETO GELMINI ? CODOGNO ? GRANDE allarme anche a Codogno per le conseguenze del Decreto Gelmini sulle scuole pubbliche locali. Le preoccupazioni principali sono state sviscerate martedì sera alla scuola elementare San Biagio nell?ambito di un incontro pubblico promosso dal neo costituito «Comitato in difesa della scuola pubblica» al quale hanno partecipato oltre cento persone, tra genitori ed insegnanti. In apertura sono stati illustrati i contenuti del decreto 137, «diretta conseguenza - è stato ricordato - della legge 133 che il 6 agosto scorso il Governo ha approvato stabilendo i pesanti tagli al mondo scolastico, sia in termini di personale che di investimenti». «I riflessi sulla realtà codognese saranno pesanti», hanno sostenuto i vari relatori, soprattutto docenti chiamati a portare la loro testimonianza di lavoro attuale e a prefigurare gli scenari futuri alle materne, alle primarie, alle medie ed anche alle superiori. In particolare le scuole di infanzia della città, già al momento strapiene e con carenza di spazi, con molta probabilità potrebbero essere chiamate ad accogliere i bambini in arrivo dai plessi dei centri limitrofi oggi con meno di 50 frequentanti che, in base alla legge, dovrebbero chiudere. Un esempio per tutti la materna comunale di Retegno, oggi con 28 bambini. Per loro l?alternativa è finire a Codogno oppure a Fombio, dove c?è un plesso privato gestito dalle suore che però non potrà ovviamente soddisfare tutte le richieste. L?ACCENTO è stato posto sul fatto che il tempo pieno attuale, così come rientrante ora pienamente nella programmazione didattica sparirà. Problemi anche di spazi a Codogno per l?annunciato incremento del numero di scolari per classe in ogni ordine di scuola. In città genitori ed insegnanti manifesteranno il 14 novembre in centro e consegneranno una richiesta nelle mani del sindaco Emanuele Dossena. Si pensa anche ad una giornata di «festa a scuola» in cui i genitori potrebbero occupare pacificamente le aule dei loro figli. A Casalpusterlengo intanto, il mondo scolastico oggi protesta, con un presidio in piazza del Popolo dalle 8,30 alle 12,30 e con una fiaccolata al via alle 21. Tiziano Troianello
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da "Giorno, Il (Como)"
del 30-10-2008)
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SARONNO TRADATE VALLE OLONA pag. 8 La protesta continua Oggi altre iniziative in tutto il Varesotto CONTRO LA RIFORMA L?OK definitivo al decreto legge di riforma della scuola del ministro all?Istruzione Mariastella Gelmini è arrivato ieri in Senato. La protesta di studenti e insegnanti non si ferma. Oggi, con lo sciopero della scuola, sono previste iniziative in tutta la provincia. A Varese, dove ieri alcuni allievi del classico Cairoli hanno occupato «simbolicamente» il cortile dell?istituto con tanto di striscione, gli studenti si ritroveranno alle 9 in via XX settembre e poi sfileranno per la città. I ragazzi delle scuole del Basso Varesotto, in particolare degli istituti di Busto Arsizio - dove il collegio docenti dell?artistico Candiani ha deliberato lo stato di agitazione permanente -, Gallarate e Saronno saranno a Milano per la manifestazione regionale. Scendono in piazza anche gli insegnanti. Flc-Cgil e Cisl-Scuola hanno organizzato due pullman partiti ieri dalla provincia con 130 persone per il corteo nazionale a Roma. Si levano anche voci pro-Gelmini. Gli studenti di Forza Italia varesini hanno stilato un comunicato stampa di sostegno al ministro. I giovani del PD, invece, hanno espresso il loro appoggio all?agitazione. R.V.
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da "Giorno, Il (Como)"
del 30-10-2008)
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SARONNO TRADATE VALLE OLONA pag. 8 Studenti in sciopero Cinquecento ragazzi invadono le strade ? SARONNO ? LA PIOGGIA BATTENTE non ha fermato gli studenti delle scuole superiori di Saronno che ieri, per il terzo giorno consecutivo, hanno marciato nelle vie cittadine, percorrendo oltre cinque chilometri a piedi, per protestare contro la riforma Gelmini che in contemporanea otteneva a Roma il disco verde del Senato. Per quanto riguarda la città degli amaretti, ieri il raduno è avvenuto sul sagrato del Santuario della Beata Vergine dei Miracoli dove attorno alle 9.30 un corteo costituito da circa cinquecento ragazzi ha raggiunto il liceo scientifico «Grassi» i cui alunni, riuniti in assemblea, non hanno per ora aderito alle iniziative di piazza. QUINDI IL PASSAGGIO davanti alla scuola privata Prealpi con qualche coro per invitare i colleghi a lasciare le aule e lo stesso copione si è ripetuto davanti all?istituto delle Orsoline di San Carlo, dove tutte le tapparelle erano abbassate. Il «serpentone» di studenti, che passando da via San Giuseppe e piazza Cadorna ha praticamente paralizzato il traffico cittadino, si è quindi sciolto alle 10.30 alla stazione ferroviaria centrale. I giovani sono saliti sul primo treno in arrivo per raggiungere Milano ed unirsi alle iniziative «anti Gelmini» in programma nel capoluogo. Anche ieri non si sono registrati danneggiamenti o incidenti di sorta e i ragazzi hanno ribadito il loro desiderio di rimanere fuori dalla politica:«La nostra - hanno rimarcato i rappresentanti degli studenti - è una mobilitazione che guarda al futuro della scuola. Della politica non ci interessa ed è per questo che durante i cortei di questi giorni non è apparsa neppure una bandiera con simboli di partiti o quant?altro. Qui si sono uniti studenti di destra e di sinistra, per manifestare insieme». In base ad una stima, nei quattro istituto superiori interessati dalla protesta studentesca, ovvero liceo classico Legnani, Ipsia Parma, Itc Zappa e Itis Riva, hanno aderito fra il 70 e l?80 per cento degli alunni, disertando le lezioni. Ro.B.
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da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 30-10-2008)
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RICCIONE pag. 12 Esplode la rabbia al ?Savioli? Studenti in strada dopo l?approvazione del decreto Gelmini APPENA saputo dell?approvazione del decreto Gelmini hanno dato sfogo alla loro rabbia. Protagonisti gli studenti dell?Istituto Alberghiero Savioli. L aprotesta è esplosa verso le 11, mentre i ragazzi discutevano in assemblea sui punti della nuova riforma. Avuta la notizia, si è sentito un boato, poi in massa gli studenti si sono riversati nel parcheggio della scuola con un enorme lenzuolo con scritto: «Il Savioli contro la Gelmini». Poi giù con slogan e frasi contro il ministro. «Una reazione improvvisa e incontrollata», raccontano gli studenti. Tanto da far indignare il preside, che si è barricato nel suo studio, deciso a non rilasciare alcun commento ai giornalisti. «Appena abbiamo saputo che il decreto sulla scuola è diventato legge è esploso il finimondo _ racconta Martina Cicchetti, rappresentante d?istituto _. Sono apparsi gli striscioni e i ragazzi sono scesi a manifestare. Una protesta incontrollabile. Dalle otto stavamo leggendo articoli di giornali e documenti sulla riforma, discutendoli insieme». Tra i punti più contestati il taglio dei professori e la perdita di autonomia che al ?Savioli? costa l?accorpamento con l?Istituto d?arte Fellini. Intorno alla rappresentante si accalcano altri compagni di scuola. «Questa protesta è trasversale a ogni partito _ puntualizzano _. Domani sciopereremo senza causare danni, ma in modo sentito. Poi entreremo in autogestione. Intanto si terrà un?assemblea». «L?anno scorso ci hanno dato degli ignoranti e quest?anno ci tolgono i fondi, è un controsenso», tuona Michol. «Le scuole non vanno chiuse, se ci sono pochi iscritti», si sfoga Alice. «Questo decreto è una stupidaggine _ fa eco Antonio _, ci toglie i fondi e crea un danno alla Stato che un domani saremo noi a formare». «Anziché togliere i soldi a noi, li tolgano ai parlamentari», sbotta Carlo. La protesta monta, mentre a pochi passi, in un silenzio surreale, nelle aule del Liceo Volta si svolgono normalmente le lezioni. Nives Concolino Image: 20081030/foto/11545.jpg
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da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 30-10-2008)
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LUGO pag. 15 CI SI ASPETTAVA un gran trambusto, invece tutto si è s... CI SI ASPETTAVA un gran trambusto, invece tutto si è svolto piuttosto pacatamente: il vice coordinatore dei giovani di Forza Italia, Mirko De Carli, si è presentato puntuale alle 10.30 ieri davanti alla sede del liceo scientifico di Lugo, attualmente occupata dagli studenti nell?ambito della protesta contro la riforma della scuola, ed è stato autorizzato ad entrare per tenere un dibattito con i ragazzi. Non si è dunque svolta la conferenza stampa ?all?aperto? che De Carli aveva annunciato nel caso gli fosse stato impedito di accedere all?istituto di viale Orsini, e non ci sono state neppure particolari proteste o disordini in occasione del suo arrivo. All?interno della scuola, il clima era comunque un po? agitato: tra studenti ed insegnanti, l?aula magna era affollata da un pubblico di oltre 500 persone, molte delle quali in piedi o sedute sui gradini, oltre che stipate all?ingresso. IL NERVOSISMO si tagliava col coltello, e si percepiva anche tra gli insegnanti, uno dei quali è intervenuto per esporre la protesta del corpo docente e presentare una raccolta di firme contro la riforma. De Carli ha risposto alle numerose domande che gli sono state poste dagli studenti, che hanno manifestato soprattutto preoccupazione per il loro futuro di universitari, di fronte ai tagli economici previsti dalla riforma. Tra gli argomenti dibattuti, il taglio ai fondi per la ricerca e il coinvolgimento dei privati nel finanziamento delle attività di ricerca, che da alcuni studenti viene visto come uno ?scadimento? in quanto «la ricerca finanziata dalle imprese non può essere ricerca ?pura? come quella finanziata dagli enti pubblici, bensì ricerca finalizzata al profitto». Un tema, tra l?altro, inerente all?attualità lughese, in quanto il Patto per lo Sviluppo recentemente firmato tra enti pubblici, associazioni di imprese e altri portatori di interessi prevede proprio una maggior collaborazione tra imprese private e centri di ricerca universitari. Acque agitate, comunque, anche nell?ambiente dei docenti: tra loro, c?è chi non ha gradito la presenza del cronista, vista come ?abusiva? e ?furbesca?, toni comunque smorzati dalla preside Mariangela Liverani, che ha sottolineato come «lo stato di occupazione della scuola impedisca di fatto un controllo ?a tappeto? su entrate e uscite». IN QUESTI giorni il nervosismo si avverte anche tra i genitori degli studenti: nelle scorse ore, la mamma di uno studente che partecipa all?occupazione dell?Itc Compagnoni, ha diffuso una nota per segnalare la telefonata ricevuta dal figlio da parte di un genitore «che ha detto che avrebbe mosso azioni legali nei confronti dei firmatari responsabili dell?occupazione, perché ledono il diritto a suo figlio di studiare». Una minaccia rigettata dalla madre del ragazzo che ha difeso l?occupazione pacifica degli studenti. L?agitazione culminerà oggi nello sciopero generale ?anti Gelmini? che coinvolgerà anche le scuole medie del territorio lughese. Lorenza Montanari
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da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 30-10-2008)
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CATTOLICA E VALCONCA pag. 14 LE MAMME di Cattolica scendono in piazza ancora, stavolta con i loro bambini, con... LE MAMME di Cattolica scendono in piazza ancora, stavolta con i loro bambini, contro il decreto Gelmini. E così anche oggi, in occasione dello sciopero nazionale, a Cattolica la situazione vedrà il coinvolgimento dei genitori, in modo ancor più vivace e sentito che in altri Comuni. Nell?ultima settimana molti genitori hanno iniziato un vero e proprio tam-tam telefonico prima e su Internet poi. Giovedì sera si è tenuta un?assemblea pubblica in piazza Roosevelt, martedì sera una piccola dimostrazionesempre in piazza e per oggi si annuncia una dimostrazione pacifica dalle 8.30 alle 12,40 in piazza Repubblica. «Gli operatori della scuola sono sul piede di guerra _ scrivono da qualche giorno su Internet alcune mamme del plesso di piazza Repubblica dove frequentano le scuole elementari oltre 500 alunni _ gli studendi delle Università si mobilitano in aperta ribellinione contro il decreto Gelmini, e noi genitori stiamo a guardare? Vogliamo davvero la «squola» partorita dall?equazione sbilenca ?meno scuola uguale a più qualità?? Il 30 ottobre noi che non potremo manifestare a Roma a sostegno della scuola rendiamo noti comunque il nostro dissenso e la nostra preoccupazione. Riempiamo piazza della Repubblica con le nostre perplessità sul futuro dei nostri bambini. Dimostriamo a chi crede di poter prendere decisioni unilaterali che in democrazia ci si confronta e si discute pacificamente per trovare soluzioni che accontentino tutti e che soprattutto siano a tutela della cosa pubblica... Il 30 ottobre, giorno di sciopero nazionale della scuola, portiamo i nostri figli a scuola di democrazia». MOLTE MAMME saranno con i propri figli in piazza, non li porteranno a scuola dove comunque difficilmente in questa giornata sarà garantito il normale svolgimento delle lezioni. Dunque una giornata diversa dove pacificamente in molti vorranno far sentire la propria voce. Le riflessioni potrebbero essere tante, di sicuro le mamme cattolichine in questo caso dimostrano un forte impegno su un tema molto delicato. Luca Pizzagalli
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da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 30-10-2008)
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CATTOLICA E VALCONCA pag. 14 «SICCOME ho rispetto per gli insegnanti e per il ruolo che svolgo... «SICCOME ho rispetto per gli insegnanti e per il ruolo che svolgono - scrive Marco Lombardi - voglio credere che le preoccupazioni delle maestre di Mondaino siano reali e non strumentalmente a sostegno di una parte politica, e per questo - aggiunge l?esponente di Fi-Pdl - voglio tranquillizzare loro ma soprattutto le famiglie che hanno i loro figli nell?Istituto comprensivo di Mondaino che questo non corre alcun pericolo». «La presenza di un forte squilibrio verso la piccola dimensione delle classi ? aggiunge il consigliere regionale ? anche indipendentemente dall?orografia e articolazione comunale del Paese, è un dato evidenziato non dal Ministro Gelmini ma dal Quaderno bianco di Prodi a pag. 97». In ogni caso - prosegue marco Lombardi - il ministro Gelmini ha più volte affermato in occasioni pubbliche ed in modo formale, che non prevede alcuna chiusura di scuole di Montagna e delle isole, ma semplicemente l?accorpamento delle dirigenze e del personale amministrativo quindi nessun disagio per studenti e famiglie». «SPERO ?- conclude il consigliere Lombardi ? che le maestre di Mondaino una volta verificato nei fatti che il loro timore è infondato ne diano atto con la stessa pubblicità con cui hanno espresso in questo caso le loro critiche al provvedimento del ministro».
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da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 30-10-2008)
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VENETO pag. 17 Scuola, ?prove generali? per lo sciopero di oggi LA PROTESTA studentesca anti Gelmini cresce anche in Veneto. Ieri sei province su sette sono state avvolte dal vento di fronda degli studenti scesi in strada un po? dovunque, una sorta di prova generale dello sciopero di oggi. Nel veneziano sette istituti superiori sono stati occupati dai ragazzi che nel primo pomeriggio hanno sfilato a Mestre. Particolarmente dura la protesta di un istituto: gli studenti hanno ammassato banchi e cattedre all?entrata per impedire l?accesso.
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da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 30-10-2008)
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URBINO E PROVINCIA pag. 26 Ruggeri (Pd): «Gran demagogia e populismo, così non va bene» UNIVERSITA? di ALBERTO RUGGERI * SONO preoccupato per la demagogia e il populismo che contraddistinguono gli interventi sulla riforma universitaria. Non essendo riuscito in passato ad affossare l?Università di Urbino evitandone la statalizzazione, il centrodestra ci riprova oggi continuando polemiche che non portano alcun contributo al dibattito e servono solo a difendere l?azione del Governo. L?Università di Urbino deve affrontare gli stessi problemi degli altri Atenei statali e grazie all?impegno dei Ds prima e del Pd è entrata nel novero delle Università statali. Se così non fosse stato, ci dicano le forze politiche del centrodestra cosa sarebbe oggi del nostro Ateneo se fosse rimasto ?libero?, su quali risorse avrebbe potuto contare e chi gli avrebbe garantito queste risorse. Oggi non si protesta contro la riforma Gelmini semplicemente perché questa riforma non esiste. Esiste invece un decreto che impone dei tagli senza alcun criterio con l?unico fine di sottrarre risorse alle Università per spostarle verso altri settori forse più vicini e familiari a questo Governo di centrodestra: una situazione drammatica, visto che per il 2010 è prevista una diminuzione del Fondo di Finanziamento addirittura di 700 milioni (più del 10 per cento dell?attuale fondo). Perché i soldi risparmiati dagli Atenei con questa cura dimagrante (blocco quasi totale del turn over, scatti triennali per la progressione di anzianità dei docenti) non possono essere riutilizzati per migliorare i servizi agli studenti e per la ricerca, ma devono essere consegnati alle casse dello stato? Perché il ministro Gelmini ha ?scelto? proprio quelle cinque Università espressione di due sole regioni del centro Italia, guarda caso Marche e Toscana, per criticarne i bilanci, e quali sono i veri motivi che l?hanno spinta a mettere Urbino tra queste? Gli studenti tutte queste cose le hanno capite benissimo e la loro protesta non è strumentalizzata da nessuno. Gli studenti non hanno mai voluto identificarsi con questo o quel partito politico, portano avanti una protesta vera, sana, sulla loro pelle e per il loro futuro. Non è vero che sono disinformati e seguono l?onda ideologica della protesta, questi giovani conoscono benissimo i motivi della loro protesta e stanno portando avanti una lotta in prima persona, forse anche perché evidentemente non si sentono adeguatamente rappresentati da noi e dai nostri partiti. Anche per questo è sbagliato pretendere sempre di insegnare loro qualcosa, quando a volte forse dovremmo pensare che abbiamo anche da imparare da loro». * responsabile provinciale del Pd per l?Università Image: 20081030/foto/10122.jpg
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da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 30-10-2008)
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CARPI pag. 11 ?CHIUSO per sciopero?: a decreto Gelmini già conferm... ?CHIUSO per sciopero?: a decreto Gelmini già confermato, anche a Carpi si sciopera. Volenti o nolenti dovranno rimanere a casa, oggi, i 1400 studenti del Liceo Fanti insieme ai loro colleghi dell?istituto tecnico Meucci: le due scuole, infatti, sono ufficialmente chiuse per mancanza di personale Ata (cioè i bidelli) e la decisione era stata comunicata alle famiglie già qualche giorno fa. Unica eccezione il Vallauri dove, nonostante come accade durante ogni sciopero, il preside non può garantire la continuità e la completezza del servizio, la scuola rimarrà aperta per gli studenti che riterranno opportuno entrare in classe. E gli insegnanti che non volessero scioperare? Potranno accedere alle aule e firmare regolarmente la presenza, ma non avranno alunni a cui fare lezione. «Sono esterrefatto, come genitore e come consigliere di Forza Italia dal modo in cui alcune scuole hanno condotto la protesta ? ha dichiarato Roberto Andreoli ? ieri mattina davanti al liceo si è tenuto un comizio dei rappresentanti di Rifondazione Comunista, in altre scuole elementari e materne gli stessi insegnanti hanno volantinato all?interno della scuola distribuendo materiale pro sciopero e, cosa ancora più assurda, la chiusura forzata degli istituti». Per oggi è prevista, anche a Carpi, una manifestazione studentesca che prenderà il via alle ore 9,00 dal piazzale delle piscine e si porterà davanti al municipio.
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da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 30-10-2008)
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FERMO PRIMO PIANO pag. 14 Gli studenti: la protesta continua Il sì del Senato alla riforma non ferma la mobilitazione. Lezioni all?aperto «IL GOVERNO non può ignorare la voce della scuola, le proteste di noi studenti che subiremo le conseguenze della riforma Gelmini». E? il grido lanciato da tanti giovani in tutta Italia e anche a Fermo il dissenso si fa sentire sempre di più. Come il giorno precedente, ieri gli studenti della città si sono ritrovati per far sentire il loro ?no? davanti al liceo scientifico ?Onesti? e all?Istituto d?arte ?Preziotti?. Proprio mentre erano lì a discutere della riforma è arrivata la notizia: il decreto è stato approvato dal Senato, 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti. Coro di «buu» e slogan contrari si sono alzati dai gruppi di manifestanti. Ma per i ?contestatori? non finisce così: «Continuiamo a protestare», affermano convinti. Davanti al ?Preziotti? ieri lo hanno fatto con comizi, musica e striscioni. Al cortile del liceo scientifico si sono tenute lezioni all?aperto: cinque professori davanti a un numeroso pubblico di studenti attenti e partecipativi hanno parlato di storia, Costituzione, del decreto Gelmini e dell?attuale momento storico. «Oltre al fatto che siamo direttamente coinvolti anche noi insegnati perché saranno tagliate delle cattedre ? dichiara Rosanna Vittori, docente di storia ? questa riforma è uno ?schiaffo? alla scuola e alla sua funzione sociale». Dopo aver parlato per un?ora davanti ai ragazzi commenta: «La mia è stata una vera lezione e loro erano molto attenti: hanno dimostrato un amore per la conoscenza, la ricerca di un maggior sapere e la scuola deve supportarli. E? la voglia di approfondire che caratterizza la protesta di questi giorni». Una contestazione, sostengono gli stessi manifestanti, che «non è schierata politicamente. Siamo solo un gruppo di ragazzi contrari alla riforma, indipendentemente dal partito politico che prediligiamo». Il numero di studenti che protestano sta crescendo: rispetto a martedì ieri erano di più sia davanti allo scientifico che al ?Preziotti?. Ma in molte scuole non c?è ancora una grande adesione, secondo quanto dichiarano i presidi dell?Iti Montani, del Classico ?A. Caro? e dell?Ipsia ?O. Ricci?: quasi tutti i ragazzi in questi istituti vengono a scuola. Va detto che da nessuna parte, in città, le lezioni sono state bloccate, per ora la contestazione si è limitata agli spazi esterni. Ma non è escluso che non si passi a un?occupazione: «Bisogna provarle tutte, se non ci ascoltano occuperemo la scuola», dicono alcune alunne del ?Preziotti?. Camilla Corradini Image: 20081030/foto/677.jpg
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da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 30-10-2008)
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FERMO PRIMO PIANO pag. 14 Beni culturali: assemblea sul futuro dell?università DOCUMENTO CONTRO IL DECRETO GELMINI STUDENTI, docenti universitari, precari e semplici cittadini si ritroveranno oggi, a partire dalle 15, nell?Aula magna della facoltà di Beni culturali, per parlare del presente e del futuro dell?università italiana. La facoltà ha indetto l?assemblea generale per discutere i provvedimenti adottati dal Governo con il decreto Gelmini e le conseguenze sul sistema di formazione scolastica e universitaria del paese. Il personale della facoltà fermana ha steso un documento nel quale si legge una ferma contrarietà ai provvedimenti, ribadendo che opporsi alle legge 133 non è una protesta corporativa ma una reazione civile a un provvedimento che lede l?istruzione pubblica. Si chiede dunque che Parlamento e Governo rivedano i loro orientamenti, perchè il problema della formazione universitaria e della ricerca non venga trattato ?a colpi di maggioranza ma con un serio confronto nel paese, con il coinvolgimento degli esponenti della cultura e di tutti i soggetti interessati?. Il mondo universitario è preoccupato in particolare per la possibilità che le istituzioni statali si trasformino in fondazione private, ?colpendo per questa via la natura pubblica delle università italiane?. Si tiene in considerazione anche ?la rilevante, giustificata protesta studentesca e la profonda preoccupazione dei giovani laureati e dei giovani docenti che svolgono con sacrifico e senza la giusta rimunerazione tanta parte delle funzioni didattiche degli atenei italiani?. La facoltà di Beni culturali sottolinea che si colpisce in questo momento il sistema pubblico nel suo insieme, penalizzando anche gli atenei con maggiore tradizione nella ricerca e nell?insegnamento. Il documento conclude con la preoccupazione per i tagli applicati senza criteri di valutazione che rischia di essere insopportabile per un settore già di grave sofferenza e sottofinanziato. Il pericolo è che si chiuda le porte degli atenei a molti giovani talenti con curricula di tutto rispetto.
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da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 30-10-2008)
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CARPI, MIRANDOLA, FINALE E BASSA pag. 12 ?MIRANDOLA? TUTTI PRONTI a difendere il liceo tecnologico di Mirando... ?MIRANDOLA? TUTTI PRONTI a difendere il liceo tecnologico di Mirandola. Dopo la denuncia al Carlino del Preside Giuseppe Pedrielli in cui veniva segnalata la possibilità, già dal prossimo anno scolastico, di veder soppresso il corso tecnologico al Galilei, il consiglio comunale, con una votazione ?bipartisan?, tranne ?la Destra? contraria, sancisce l?impegno dell?Amministrazione locale a tutela della scuola mirandolese. Presto la vicenda finirà anche sui tavoli di Provincia e Regione. Nel documento approvato lo Scientifico Tecnologico viene definito una realtà d?eccellenza ?indispensabile per il nostro territorio? e viene espressa contrarietà ad ogni ipotesi di dispersione o perdita di ?una esperienza e di un patrimonio per la formazione acquisiti dal Liceo Scientifico Tecnologico in 13 anni di ricerca e sperimentazione didattica?. LA SOLUZIONE per salvare il Tecnologico in realtà sarebbe dietro l?angolo anche se nessuno l?ha intrapresa: il decreto Gelmini abolisce infatti le sperimentazioni e la miriade di sottocorsi nati negli ultimi anni, ma sarebbe sufficiente che Provincia e Regione si impongano per decretare la trasformazione del corso tecnologico in scientifico puro. Poi sarebbe il Galilei, attraverso il 20% del monte orario di lezioni che può scegliere in autonomia, a dare il taglio ?tecnologico? tanto apprezzato da ragazzi e famiglie. «An ? spiega la consigliera Giulia Bellodi ? presenterà in Provincia e Regione un nuovo ordine del giorno per vedere se la volontà di difendere il Tecnologico è trasversale anche negli altri livelli istituzionali». Antonio Platis
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da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 30-10-2008)
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PESARO PRIMO PIANO pag. 2 Sindaco da una parte assessore dall?altra: scoppia un caso politico Ad Apecchio la Maltagliati riconsegna la delega UN CASO Apecchio è sorto in seguito alla manifestazione di martedì contro il decreto Gelmini. Il sindaco Stefano Cristini (indipendente di sinistra, ma a capo di una lista civica mista, ossia con esponenti sia di centrosinistra che di centrodestra) ha aderito alla protesta indetta dal presidente della Provincia, senza avvisare la giunta comunale. La qual cosa ha infastidito l?assessore alla Cultura e alla pubblica istruzione Laura Giuseppina Maltagliati, che ha riconsegnato la delega alla Pubblica istruzione. «Il sindaco ? ha commentato ? non ci ha comunicato la sua partecipazione alla manifestazione. Comunque, anche se l?avesse fatto, non mi avrebbe trovato d?accordo perché è una protesta prettamente politica. Oltretutto, abbiamo verificato già nei giorni scorsi che le scuole del nostro territorio non sono coinvolte dal provvedimento. Voglio però sottolineare che, nonostante le divergenze su questo punto, il mio rapporto con il sindaco e gli altri amministratori non cambia. Continuerò a fare l?assessore alla Cultura e a collaborare con il resto dell?amministrazione, con il quale mi sono sempre trovata bene». La decisione della Maltagliati ha ricevuto il plauso del commissario provinciale di FI Roberto Giannotti, che ha anche inviato una lettera al sindaco Cristini per «esprimere il pieno dissenso di FI rispetto alla partecipazione del primo cittadino di Apecchio, con tanto di fascia tricolore, alla manifestazione. Una partecipazione più che inopportuna, poiché non è il frutto di una decisione collegiale e non rispetta il pluralismo politico esistente all?interno dell?esecutivo». Prima delle dichiarazioni di Giannotti e della decisione della Maltagliati, Giacomo Rossi de «La Destra» era intervenuto sul caso Apecchio per chiedere ai due consiglieri comunale del Pdl, tra i quali all?assessore Maltagliati, quale fosse il loro pensiero sul comportamento del sindaco e per «segnalare l?ennesimo comportamento ambiguo di Giannotti, il quale più che abbaiare e minacciare denunce contro Ucchielli, farebbe bene a prendersela prima con quei sindaci che lui stesso sostiene che hanno partecipato alla manifestazione». SONO quindi due i casi politici sollevati dalla manifestazione di martedì. Infatti, il caso di Apecchio si aggiunge alla diatriba tra il presidente della Provincia e il centrodestra. Dice Francesco Amone (FI): «Ho incaricato il senatore Salvatore Piscitelli di fare una interrogazione parlamentare su questa mossa di Ucchielli. Ne ho parlato col prefetto, e informato la stessa Gelmini. Ucchielli fa leva sul campanilismo di alcuni comuni dando per scontato che chiuderanno le scuole con meno di 50 alunni. Ma tutto ciò non è vero, le scuole di montagna resteranno dove sono e il dimensionamento c?è sempre stato». pa.ba. Image: 20081030/foto/9897.jpg
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da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 30-10-2008)
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PESARO PRIMO PIANO pag. 3 La difesa di Ucchielli: «Ho agito sollecitato da sindaci e cittadini» Ma il Pdl insiste sul sopruso del partito-istituzione di PATRIZIA BARTOLUCCI LA MANIFESTAZIONE di martedì contro il decreto Gelmini ha riportato alla ribalta l?identità istituzioni-partito già criticato per la Festa Pesaro. Il commissario provinciale di FI Roberto Giannotti ha accusato Ucchielli di essersi servito dei soldi pubblici per fomentare «una protesta di parte» contro il provvedimento sulla scuola. «Il presidente ? ha puntualizzato Giannotti ? ha indossato gli abiti dell?agitatore politico, inviando una lettera ai sindaci, ai presidi degli istituti scolastici e ai rappresentanti dei sindacati per invitarli a partecipare alla manifestazione da lui indetta. Un comportamento scorretto da parte di chi, con la scusa di essere il presidente di tutti, rappresenta solo gli elettori di sinistra ed utilizza denaro pubblico per interessi di partito». Insomma, per l?esponente di FI questa è l?ennesima dimostrazione di quanto l?amministrazione e il Pd locale siano un tutt?uno. «IO POSSO convocare gli amministratori se sono sollecitato, come in questo caso, da 30 sindaci preoccupati per la chiusura di 32 plessi scolastici ? è la risposta di Ucchielli ?. E? mio dovere difendere il territorio e il prestigio delle scuole. Ci vada a parlare Giannotti con quei cittadini che vivono nell?entroterra e che hanno il diritto di avere gli stessi servizi di chi sta a Pesaro. Ascolti il loro malcontento prima di fare battute goliardiche che fanno fare brutta figura a tutto il centrodestra, oltre che a lui. Ma d?altronde Giannotti deve ogni giorno attaccare qualcuno per dimostrare che esiste, ora che mira alla candidatura per la Provincia. Noi continueremo a fare battaglia contro il decreto. Fa inorridire il fatto che ci sia qualcuno che vuole impedire al presidente della Provincia di manifestare le proprie opinioni, soprattutto quando è sollecitato a farlo dai cittadini». Ma Giannotti rilancia: «La mia posizione ? commenta ? non è personale, ma di gran parte del partito che rappresento. Ho inviato una lettera alla Corte dei Conti perché faccia chiarezza sulla questione dei fondi pubblici utilizzati per interessi di partito. Una denuncia largamente condivisa». Non solo dagli altri esponenti di FI («In questa occasione Ucchielli ? scrive il consigliere provinciale Ugo Tapponi ? parla più da leader partitico che da presidente che deve rappresentare tutte le opzioni in gioco»), ma anche da quelli di An. « Bene ha fatto Giannotti ? commenta Elisabetta Foschi ? a fare un esposto alla Corte dei Conti. Utilizzare il ruolo istituzionale per organizzare manifestazioni di parte è un pessimo costume di questa sinistra che considera proprie le istituzioni e le usa per fini non corretti. Ucchielli da libero cittadino può scendere in piazza quando e come vuole. Ma quale presidente della Provincia non può scendere in piazza, con tanto di fascia azzurra addosso che indica il suo ruolo istituzionale, per farsi portavoce delle posizioni ideologizzate di studenti, docenti e cittadini». Image: 20081030/foto/9909.jpg
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da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 30-10-2008)
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ANCONA pag. 5 di ILARIA TRADITI ? ANCONA ? BASTA INDUGI, anche ad Ancona da lun... di ILARIA TRADITI ? ANCONA ? BASTA INDUGI, anche ad Ancona da lunedì le lezioni accademiche si spostano nelle piazze, nei parchi, negli spazi pubblici cittadini. Tutti d?accordo, alunni e professori, adesso manca solo l?autorizzazione del Comune per l?occupazione di suolo pubblico. La protesta degli universitari contro la riforma Gelmini prende sempre più forma dunque e al pari di quanto già accaduto in moltissime città italiane dopo le assemblee straordinarie, le occupazioni e i cortei, fa un passo avanti portando le lezioni all?esterno delle aulee: un modo per prendere ulteriormente le distanze dalle modalità con cui sarà gestita l?Università e per ricordare che la cultura deve essere accessibile a tutti e il sapere un diritto inalienabile. Sono già oltre trenta i professori che hanno aderito all?iniziativa e con ogni probabilità se ne andranno ad aggiungere altri nei prossimi giorni. Un tavolo di lavoro, formato da alcuni rappresentanti delle Facoltà dell?Ateneo dorico si è occupato di coinvolgere i docenti e preparare banchetti e volantini per informare i loro compagni della novità. I referenti sono Dario Fadeani per medicina, Laura Amadi per Agraria, Andrea Baldassarri per Scienze, Matteo Bernardini per Ingegneria e Davide Butani per Economia. «Gli studenti sono entusiasti e motivati, l?Università ha dato massima disponibilità nel fornirci il materiale, come casse per l?amplificazione e microfoni» afferma Laura. Gli studenti hanno pensato proprio a tutto insomma e non si fermeranno fino all?assemblea nazionale del 14 novembre: «Faremo una o anche più lezioni contemporaneamente ? spiega Baldassarri ? oltre a convegni e seminari, tutti rigorosamente ?all?aperto». Intanto quella di ieri è stata la seconda notte passata dagli universitari all?interno dell?aula polifunzionale di Ingegneria: in pochi hanno dormito, i più hanno continuato a preparare striscioni e volantini dagli slogan creativi (Ho fame...sono studente) e d?effetto (E? l?ignoranza che crea la violenza, è l?ignoranza che crea l?intolleranza).«Siamo circa settanta, in molti abbiamo dormito sui banchi» spiega Attila Porchia, dolorante ma soddisfatto. E c?è chi ritiene ancora tiepide le proteste anconetane, come Simone Cartaro studente di economia: «Per ora abbiamo mantenuto la calma, potremmo fare molto più rumore».
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da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 30-10-2008)
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ANCONA pag. 5 Oggi sfilano quelli delle superiori LA PROTESTA STUDENTI MOBILITATI CONTRO LA LEGGE GELMINI LA PROTESTA contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini è entrata anche nelle aule dei licei del capoluogo, dove ormai da giorni gli studenti si confrontano, dibattono e distribuiscono volantini informativi in cui sono sintetizzati i punti focali della legge 133. E proprio stamane coordinati dal collettivo Metropolis, gruppi di studenti delle superiori sono scesi in piazza per dire «no» agli ingenti tagli all?istruzione approvati dal Governo e per difendere il loro diritto a una scuola migliore. Inoltre al centro delle contestazioni anche l?emendamento proposto dalla Lega sulle classi separate per i bambini stranieri che non parlano l?italiano. «Abbiamo fatto una considerevole azione di informazione e comunicazione durante l?assemblea d?Istituto» spiega uno dei rappresentanti del collettivo, Giacomo Guidarelli, V anno al tecnico industriale Itis Volterra. Una settimana intensa che ha preceduto il corteo di oggi, ricca di assemblee e riunioni per sensibilizzare il più alto numero di compagni sul futuro che li aspetta e per decidere insieme le azioni da intraprendere. «Siamo una trentina nel gruppo organizzativo tutti dai 15 anni in su, ma non avendo una sede fissa ci si riunisce un po? dove capita» prosegue Giacomo. E così gli studenti si sono trovati una volta in un bar di piazza Roma, un?altra sono stati «ospitati» nella sede Anpi (associazione partigiani d?Italia), un?altra ancora si sono raccolti nel parco della Cittadella alla fine delle lezioni. Qualcuno ha preparato gli striscioni, altri hanno pensato a slogan creativi e d?effetto da intonare con il megafono. Un collettivo, il Metropolis, costituitosi tre anni fa, anche se delle vecchie leve è rimasto ormai solo Giacomo. Riunisce studenti di tutti gli Istituti, classico, scientifico, tecnico etc e si definisce apartitico, autogestito e ?unito per il bene degli studenti?. AD APPOGGIARLI nel corteo di questa mattina anche tanti universitari, qualche Ata (personale ausiliario tecnico amministrativo) e professori. Già, i professori, che ne pensano dello sciopero e dell?assenza delle lezioni? Dovrete presentare all?indomani della manifestazione una giustificazione firmata dai genitori? «Gli studenti minorenni dovranno portare la giustificazione ? spiega Giacomo ? ma i professori sono con noi, non abbiamo avuto segnalazioni di minacce né inviti a disertare la protesta. Penso che il futuro della scuola stia a cuore a tutti allo stesso modo». i. t. Image: 20081030/foto/82.jpg
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da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 30-10-2008)
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FANO pag. 27 Studenti verso lo sciopero ma non ci sarà occupazione Dal PdL consigli ai giovani: «Leggete la riforma» IL SENATO ha approvato la riforma Gelmini, ma la protesta non si ferma. «E? confermato lo sciopero del 15 novembre ? ribadisce Iacopo Cesari del liceo classico Nolfi ?. Ci stiamo organizzando perché ogni scuola media superiore (allo sciopero hanno dato la loro adesione tutti gli istituti superiori fanesi) prima del 15 novembre fissi le assemblee di istituto». Assemblee che serviranno a informare la totalità degli studenti sui contenuti della riforma Gelimini. La prima assemblea dovrebbe essere quella dell?istituto d?arte Apolloni. Sciopero, ma non occupazione delle scuole: «In questo momento riteniamo ? spiega ancora Iacopo Cesari ? sia rischioso e controproducente l?occupazione che, comunque, rimane uno dei modi per manifestare il proprio dissenso. Preferiamo le manifestazioni di piazza». In vista dello sciopero del 15 novembre gli studenti si stanno organizzando per elaborare delle proposte costruttive sulla scuola da inviare al ministro Mariastella Gelmini. «Quello che ci preoccupa ? fanno sapere i giovani ? è il tentativo di fare passare come una operazione pedagogica quella che è semplicemente un?operazione finanziaria». LE PRINCIPALI contestazioni che gli studenti fanesi muovono alla riforma Gelmini riguardano: «La mancata rappresentanza studentesca nei consigli d?istituto e l?ingresso degli investitori privati; le classi formate da più di 30 studenti che non garantiscono il regolare svolgimento dell?attività didattica e non permettono agli insegnanti di seguire chi non tiene il passo; le classi separate per gli stranieri quando la scuola dovrebbe essere garanzia di pluralità e accoglienza; l?abbassamento dell?obbligo scolastico». Obiezioni cui replicano i Giovani per la Libertà: «Sono solo strumentalizzazioni della sinistra e dei gruppi giovanili a essa legati. Non ci sarà nessun licenziamento di insegnanti, ma semplicemente non se ne assumeranno di nuovi. Nessuna scuola sarà chiusa: sarà invece unificato il personale amministrativo con un unico preside e un unico segretario per due scuole vicine. Con l?introduzione del maestro prevalente e l?eliminazione delle compresenze (cioè due insegnanti per la stessa ora) si libereranno maestri da utilizzare per aumentare il tempo pieno. IN 5 ANNI ci saranno 5.750 classi in più con il tempo pieno. Al maestro prevalente saranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religione. Per quanto riguarda lo studio delle lingue, esso non subirà nessuna variazione, anzi, se richiesto dalle famiglie, sarà potenziato alle scuole medie. Gli insegnanti di sostegno sono e rimarranno gli stessi, cioè 93.000. Il voto di condotta sarà sicuramente uno strumento importante, ma non si sarà bocciati col 7 in condotta». Come portavoce provinciale dei giovani Lucia Salucci invita gli studenti fanesi «a leggere la riforma Gelmini prima di prendere qualsiasi decisione, perché è importante vedere con i propri occhi, senza farsi trascinare dalle parole catastrofiste e disfattiste di pochi. Nei prossimi giorni la riforma sarà spiegata nelle scuole di Fano, perché la strumentalizzazione e l?ignoranza si battono solo con la conoscenza». A proposito di riforma Gelmini nella giornata di ieri era rimbalzata notizia di una occupazione di alcune scuole elementari della città da parte di genitori. Una storia prima di qualsiasi fondamento perché non vi sono state occupazioni di scuole in città. Anna Marchetti
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da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi TERAMO - Scuola: continua la protesta anti-Gelmini in tutto l'Abruzzo. Lezioni all'aperto nelle università. Il rettore teramano Mauro Mattioli (foto Armando Di Antonio) sostiene le ragioni degli studenti. FRANCHI, PROCOPIO E RECCHIA ALLE PAGG.38, 42 E 44
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da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 30-10-2008)
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ROVIGO pag. 5 Dal Polesine a Roma contro la nuova scuola Manifestazioni e proteste anche in città di OSVALDO PASELLO SAR una giornata di mobilitazione in tutta la scuola polesana contro il decreto-Gelmini approvato ieri in via definitiva dal Senato. Una manifestazione dalle forme variopinte. Una parte del personale docente e Ata, di Cgil, Cisl, Uil e Snals, sarà a Roma con mezzi propri, ma anche con due pullman dell?organizzazione partiti da Rovigo nella nottata. Un?altra parte del corpo docente promuoverà iniziative di protesta nel territorio. Pare che alcuni ?prof? delle Superiori del capoluogo provinciale intendano portare le classi a far lezione all?aperto, in sintonia con quanto avviene da giorni in varie Università italiane. C?è poi il corteo degli studenti rodigini, che dovrebbe confluire nella mattinata a piazza Cervi e da lì verso il centro cittadino. Un corteo al quale probabilmente si aggregheranno colorate coreografie promosse da tanti insegnanti elementari. In altri istituti di base della provincia il personale in sciopero farà volantinaggio davanti ai plessi per richiamare l?attenzione dell?opinione pubblica e informare. Nella serata, alla Gran Guardia, incontro pubblico promosso dai docenti rodigini, in particolare del ?Celio-Roccati?. Insomma una grande giornata di mobilitazione in tutta la provincia, come da anni non si vedeva. «C?è attorno alla protesta un enorme fermento - diceva ieri sera Teresa Bradiani, segretaria provinciale della Cgil-scuola -, un fermento che si misura con forza nella scuola elementare, che credo parteciperà alla protesta massicciamente. Più a macchia di leopardo negli altri ordini di istruzione. Ma sono convinta siamo di fronte alla più coinvolgente protesta della scuola degli ultimi anni, anche in Polesine». Una protesta acuita dalla ?fretta? del Governo di far approvare, ieri al Senato, in via definitiva il decreto-Gelmini. E i sindacati snocciolano i dati che sostengono il ?grande sciopero?: la spesa, quella per l?istruzione, è già oggi, a loro avviso, nettamente più bassa (siamo al 3,3% del Pil) rispetto alla media dei Paesi-Ocse, dove si arriva al 3,8% del Pil, e con i tagli di 8,5 miliardi in tre anni previsti dal Governo la distanza aumenterà ancora di più. Rispetto poi al bilancio dello Stato, gli oneri per la scuola in Italia sono del 9%, quando tra i Paesi-Ocse la media è del 13%. Il tutto, in un contesto di incremento degli alunni, per effetto delle immigrazioni, incremento molto marcato proprio in Veneto. I sindacati e gli studenti intravedono dietro il decreto-Gelmini l?idea di ?sacrificare? la scuola pubblica e la formazione. Image: 20081030/foto/12067.jpg
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da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 30-10-2008)
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RIMINI CRONACA pag. 9 QUARTO giorno di protesta oggi nelle scuole riminesi. Una protesta, quella contro... QUARTO giorno di protesta oggi nelle scuole riminesi. Una protesta, quella contro il decreto del ministro Gelmini approvato ieri, che si sposterà dalle aule alle strade. Alcuni studenti andranno a Roma per prendere parte alla manifestazione nazionale sui pullman messi a disposizione dai vari sindacati. «Abbiamo già riempito 4 mezzi, da Rimini partiranno quasi 300 persone e tra loro ? conferma la Cgil ? ci saranno anche alcune decine di studenti». E poi, naturalmente, insegnanti, dirigenti scolastici, «e persino alcuni genitori». Altri studenti riminesi andranno a manifestare a Bologna, mentre un piccolo corteo si dovrebbe svolgere in mattinata anche qui a Rimini, anche se la manifestazione principale è attesa per domani. In ogni caso, a scuola andranno davvero in pochi. Nonostante ieri in diversi istituti, tra cui al liceo Serpieri, le lezioni siano riprese quasi normalmente, dopo un?assemblea dei ragazzi. Pure all?Einaudi si è conclusa ieri mattina la protesta. «Ma abbiamo l?intenzione di riprendere l?autogestione da lunedì prossimo ? annuncia Marco, uno dei portavoce degli studenti ? Oggi noi invece andremo a scuola normalmente, dimostrando che l?occupazione e l?autogestione fatte all?Einaudi non sono state affatto un modo per non fare lezione...». Terminata l?autogestione anche al liceo Einstein, mentre ieri è iniziata al Marco Polo, all?istituto alberghiero Malatesta, ed è proseguita all?Itis Leonardo da Vinci e all?istituto per geometri Belluzzi. Animi molto agitati da ieri anche all?istituto Savioli di Riccione (altro servizio a pagina 12). MOLTISSIMI studenti riminesi questa mattina non si presenteranno comunque a scuola, aderendo di fatto allo sciopero nazionale indetto dal mondo della scuola. Pure chi ci andrà, stamattina avrà non poche difficoltà a fare lezioni. Tantissimi docenti infatti hanno già comunicato ai dirigenti l?intenzione di fare sciopero. L?adesione dei professori si annuncia di molto superiore al 50%. Ma a Rimini la vera manifestazione di protesta contro il decreto Gelmini, sarà quella che gli studenti hanno organizzato per domani pomeriggio. I ragazzi si daranno appuntamento a partire dalle 14 in piazza Cavour, è previsto anche un corteo per la città. E anche il Paz dovrebbe partecipare alla manifestazione. Manuel Spadazzi
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da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 30-10-2008)
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ROVIGO pag. 5 «Sono in parte d?accordo con la Gelmini» SINDACO A S. BORTOLO LA RIFORMA SCOLASTICA è un tema ?caldo? che accende la discussione fra genitori, insegnanti, sindacato e istituzioni. Martedì sera al teatro San Bortolo per iniziativa del Gruppo Famiglie si è svolto un assemblea per approfondire in chiave critica i contenuti del decreto. Alcune madri e insegnanti hanno affermato di confrontarsi ormai regolarmente al bar su queste tematiche, preoccupate per il futuro scolastico dei figli. Barbara Panin ha precisato: «non concordo con l?uso del grembiule né con il voto in condotta che può determinare la bocciatura». Marina Santi, docente all?Università di Padova, ha aggiunto: «è bene comprendere qual è il progetto didattico e pedagogico della Gelmini chiedendoci che tipo di scuola vogliamo. Il decreto fissa il valore abilitante della laurea in Scienza della Formazione Primaria, ma, per quanto riguarda il rapporto fra laurea ed abilitazione professionale vorrei soprattutto delle regole chiare sul percorso formativo e sulla selezione dei docenti». Chiara Milani ha posto l?accento sul Piano Programmatico elaborato dal Miur lo scorso 25 giugno e convertito in legge il 6 agosto: «in esso notiamo che agli studenti si attribuisce un ritardo nell?apprendimento in matematica e comprensione linguistica, disinteresse e scarsa motivazione. E non va meglio per gli insegnanti». Resta alta la polemica sul maestro unico. Critiche aspre anche al taglio del 17% al personale ausiliario tecnico amministrativo. Al teatro San Bortolo è intervenuto anche il sindaco Fausto Merchiori che ha affermato: «non sono contrario al cento per cento al decreto che va valutato nei singoli aspetti. Ad esempio, sono favorevole al voto in condotta accompagnato da azioni di sostegno verso gli studenti più fragili e indisciplinati. La scuola merita una riflessione globale su metodi, didattica, qualità del corpo insegnante, che prescinde da questo intervento legislativo. Più problematica la questione dei tagli e la chiusura di 4000 istituti scolastici. Se questo dovesse accadere nel nostro territorio il Comune potrebbe ipotizzare, in collaborazione con le scuole e i genitori, un servizio di trasporto dei ragazzi, ma non potrebbe con certezza assicurare la gratuità alle famiglie». Daniela Muraca
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da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 30-10-2008)
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MODENA PRIMO PIANO pag. 2 Studenti in piazza. Ancora una volta Ieri un sit in al parco Novi Sad e stamattina il corteo in centro storico di DAVIDE MISERENDINO LA MANIFESTAZIONE, quella con la ?emme? maiuscola. Stamattina, in piazzale Sant?Agostino, va in scena l?atto principe della protesta modenese (mentre a Roma si tiene quella nazionale), lo sciopero che metterà insieme studenti, universitari, metalmeccanici, sindacalisti; insomma, di tutto e di più. Gli organizzatori si aspettano grandi numeri e tanta creatività: gli universitari del collettivo ?Lettereinmovimento?, infatti, hanno già preparato alcune coreografie da mettere in scena durante il corteo, e dagli studenti delle superiori è lecito aspettarsi un?altra vivace forma di protesta. IL CORTEO, che si muoverà lungo le vie del centro fino a piazza Grande, raccoglierà tutte le anime che hanno espresso in questi giorni la loro condanna nei confronti della Gelmini. Ci saranno gli studenti, in testa al corteo, che hanno deciso di tenere le bandiere politiche fuori da questa manifestazione: gli universitari del collettivo ?Lettereinmovimento? indosseranno magliette bianche, con i loro pensieri ?indelebili? scritti sopra. Poi i sindacalisti e i metalmeccanici della Fiom Cgil, che porterà una propria rappresentanza di lavoratori. A chiudere, i partiti politici. Ci saranno sicuramente Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e il Pd. IERI MATTINA, intanto, gli studenti delle superiori hanno radunato duemila persone sulle tribune del parco Novi Sad. L?ennesima iniziativa informativa, durante la quale si è parlato dei cambiamenti in atto e si è inneggiato contro il ministro, soprattutto dopo che si è diffusa la notizia dell?approvazione al Senato della legge. Chi ha parcheggiato la propria macchina intorno all?anello di Piazza d?armi, dunque, si è trovato di fronte questa scena da concerto. Tanti giovani sulle tribune, tanti striscioni sulle ringhiere e una gran voglia di farsi sentire. MA COSA dicono i genitori, dopo questa settimana di lezioni ?a singhiozzo?? Molti sono perplessi e cercano di capire quando la situazione tornerà stabile. E anche le scuole non sanno bene che cosa raccontare, perché tra scioperi, assemblee e manifestazioni è sempre più difficile vedere i ragazzi in aula due giorni di fila. «Vogliamo precisare ? spiegano ad esempio dalla scuola d?arte Venturi ? che le manifestazioni degli studenti hanno tutte luogo all?esterno dell?istituto e che le lezioni, pertanto, procedono regolarmente in tutte e tre le sedi». Sicurezze che è più difficile dare oggi, perché l?adesione allo sciopero da parte dei professori solitamente non viene anticipata. SUL FRONTE università, invece, sono stati gli studenti di Lettere e Filosofia, riuniti nel collettivo ?Lettereinmovimento?, i primi a portare la discussione in piazza Grande, ai piedi del Duomo: nel corso di un?assemblea, hanno definito il ?piano d?azione? dei prossimi giorni, e le ?soluzioni coreografiche? per l?assemblea di oggi. «Porteremo un bavaglio ? spiegano ? che ci serve per simboleggiare l?effetto liberticida della cosiddetta ?riforma? Gelmini sul mondo accademico e sul diritto allo studio e alla conoscenza critica, mentre con i fischietti esprimeremo tutto il nostro dissenso». Dopo l?improvvisato ?sit - in? all?ombra della Ghirlandina, gli studenti si sono spostati al parco Novi Sad, dove hanno avuto modo di dialogare con alcuni rappresentanti delle superiori. E LE VOCI nell?ateneo continueranno a farsi sentire anche oggi. Alle 17 meno un quarto, presso l?aula G di fisica, il gruppo ?Student Office? ha organizzato un incontro informativo. Si farà lettura del testo della legge, e si aprirà il dibattito al quale parteciperà anche il rettore Gian Carlo Pellacani. All?incontro potrebbe esserci una rappresentanza piuttosto eterogenea dei diversi indirizzi. Sono attesi, infatti, i ragazzi di Azione Universitaria e non è da escludere la presenza di qualche esponenente di Sinistra Studentesca.
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da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 30-10-2008)
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MODENA PRIMO PIANO pag. 2 Referendum anti Gelmini PD FIORONI LANCIA LA RACCOLTA FIRME LA BATTAGLIA politica contro il decreto Gelmini non si ferma. E la nuova arma anti riforma è il referendum. Domani alle 16 alla sala Panini della Camera di commercio, ci sarà l?ex ministro all?istruzione del Pd Giuseppe Fioroni (nella foto), che insieme ai suoi colleghi di partito Mariangela Bastico, Manuela Ghizzoni e agli assessori Querzé e Facchini, darà il via alla raccolta delle firme contro la legge Gelmini. Image: 20081030/foto/7348.jpg
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da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 30-10-2008)
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OCCHIOBELLO pag. 9 Tosini: «Piccoli Comuni contro la Gelmini» BOSARO «NON POSSIAMO accettare la chiusura delle scuole nei piccoli comuni». Questo l?appello dei sindaci, che si aggiungono al corteo di protesta che sta investendo il nostro Paese, con mobilitazioni nelle scuole e università italiane contro la riforma del ministro dell?Istruzione Gelmini. La riforma, presenta diversi aspetti criticati dall?Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani, tra questi il ritorno al ?maestro unico?, dal finanziamento basato sull?efficienza delle uiversità. Al centro delle proteste dei sindaci dei Piccoli Comuni, però soprattutto la possibilità della chiusura di alcuni istituti decentrati. «Lascia, più che perplessi, sbigottiti ? attacca Oscar Tosini vice sindaco di Bosaro e componente dell?Anpci ? la decisione del Governo di tagliare nei piccoli Comuni anche le scuole. La possibilità che i piccoli Comuni, continuino a vivere dipende soprattutto dal mantenimento dei servizi» Mario Tosatti
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da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 30-10-2008)
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BREVI DALLA PROVINCIA pag. 18 ANCHE GLI STUDENTI delle scuole superiori di Vignola protestano contro il decreto... ANCHE GLI STUDENTI delle scuole superiori di Vignola protestano contro il decreto Gelmini (approvato ieri al Senato con 162 voti favorevoli) attraverso occupazioni e cortei. Dopo l?autogestione di martedì indetta dai rappresentanti dell?istituto Primo Levi, ieri la protesta si è estesa alla piazza di Vignola, con l?aiuto di molti studenti del liceo classico/scientifico Paradisi. Neppure la pioggia battente ha fermato la protesta che si è prolungata per ore.
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da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi La protesta nelle scuole. Rischio esuberi per insegnanti e ausiliari, ieri il consiglio comunale straordinario «In Abruzzo 1500 posti in meno» Le stime della Cgil sugli effetti dei tagli previsti dal decreto Gelmini
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da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di GIUSEPPE RECCHIA Il consiglio comunale straordinario indetto ieri pomeriggio per discutere della riforma della scuola inizia a cose già fatte. «Tuttavia nel nostro piccolo - comincia il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantornio - vogliamo far sentire la nostra voce, approvando un ordine del giorno contro la riforma perché sia strumento di pressione nei confronti del Governo, che si unisca a quello di tanti altri Comuni». Primi ad arrivare in aula, ed è un'abitudine dall'inizio di questa protesta, sono le mamme e i papà del Comitato genitori degli alunni delle scuole primarie, che reggono uno striscione che recita: "Col decreto Gelmini si diventa tutti cretini". Viene fatto rimuovere prima che Di Pietrantonio continui a sottolineare i punti della riforma che la maggioranza giudica dannosi: 8 miliardi di tagli in tre anni; la riduzione del tempo pieno; il ritorno al maestro unico; la chiusura dei plessi scolastici più piccoli. «Ma la cosa più grave è che una legge di questa portata venga approvata con un atto di prepotenza, di fronte a un dissenso che ha portato nelle piazze studenti, docenti e genitori». I genitori e alcuni docenti sono già in aula, gli studenti vi irrompono di lì a poco gridando al megafono e in coro "noi la scuola non la paghiamo". Sono poco più di 200, in prevalenza universitari in arrivo da viale Pindaro. Giusto in tempo per ascoltare l'intervento filogovernativo di Lorenzo Sospiri: «Non c'è nulla di incivile o di scandaloso nella protesta degli studenti. Tuttavia nella mozione presentata dalla maggioranza ci sono molte inesattezze: anzitutto un terzo degli 8 miliardi tagliati verranno reinvestiti. Il ritorno al maestro unico, poi, non mi pare un reato se negli anni ha reso la scuola primaria italiana la migliore del mondo. L'abolizione del tempo pieno, inoltre, è una solenne sciocchezza: se si legge bene il decreto si evince che verrà aumentato del cinquanta per cento. un bene che in consiglio si discuta finalmente di scuola e università, ma mi chiedo perché se ne parli solo oggi, alla vigilia della campagna elettorale per le elezioni regionali». La difesa d'ufficio della riforma Gelmini fatta dal consigliere del Pdl fa sì che tutti la prendano polemicamente di mira nei successivi interventi. Eccezionalmente viene concessa la parola anche agli studenti e ai rappresentanti dei sindacati. Chiude Emilia Di Nicola, responsabile del settore scuola della Cgil: «Solo in Abruzzo sono previsti 1521 lavoratori in meno nel mondo della scuola, di qualunque ordine e grado essa sia, tra insegnanti e personale ausiliario Ata». Con l'organizzazione dei sindacati e di Rifondazione comunista, dodici autobus partono oggi da Pescara per Roma, dove è prevista la grande manifestazione per lo sciopero nazionale del settore scuola.
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da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 30-10-2008)
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FERMANO pag. 16 Prima media chiusa, disagi per le famiglie MONTEFORTINO DIFFICILE IL TRASPORTO DEGLI ALUNNI AD AMANDOLA. QUALE FUTURO PER LA SCUOLA? ? MONTEFORTINO ? E? STATA chiusa, a Montefortino, la prima media statale per carenza di iscritti. Gli studenti, tra molti sacrifici, stanno frequentando la scuola nel comune limitrofo di Amandola. Le iscrizioni per l?anno scolastico 2008/2009 erano solo quattro e con un numero così esiguo non è stato possibile costituire una monoclasse (necessario un minimo di otto studenti). Per mantenere la prima media, si era pensato di creare una pluriclasse incorporando la prima e la seconda, ma questa decisione sarebbe andata a discapito della formazione scolastica degli studenti. Il comune di Montefortino si diceva disponibile ad integrare economicamente gli stipendi degli insegnanti in modo da permettere la normale attività scolastica. «Determinante è stata la decisione dei genitori degli studenti ? dice il sindaco Siliquini ? che di comune accordo hanno iscritto i figli ad Amandola, per non privarli di un?adeguata formazione scolastica e del normale processo di socializzazione». L?unico inconveniente è il trasporto pubblico. Le corse degli autobus che collegano Montefortino ad Amandola non sono compatibili con gli orari di ingresso e di uscita della scuola, e gli studenti sono per ora accompagnati dai genitori. Una possibile soluzione è quella di concedere in appalto una delle linee comunali addette al trasporto scolastico ed estenderne il chilometraggio fino ad Amandola. In paese tutti si chiedono se il prossimo anno la situazione migliorerà, o se la scuola media sarà chiusa. Il rischio è notevole. Il decreto Gelmini che è stato proprio ieri mattina approvato dal Senato prevede, come condizione necessaria alla conservazione delle scuole, il raggiungimento di cinquanta iscritti per plesso scolastico. Montefortino è a quota quarantasette. Il sindaco Siliquini si dice preoccupato, ma ottimista. Alice Alessandrini
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da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi «Inviterò il ministro Mariastella Gelmini a venire nella nostra provincia per conoscere le problematiche della scuola nel nostro territorio». il pensiero della presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, visto che entro il 30 novembre la Regione, su indicazione delle Province, dovrà preparare un nuovo sistema di riorganizzazione delle scuole e inviarlo al Governo per l'approvazione. «Noi - ha proseguito - non daremo nessuna indicazione in quanto il tempo concesso è poco, mentre noi vogliamo prima discuterne con i dirigenti scolastici, sindaci, studenti e genitori. A breve convocheremo un Consiglio provinciale sulla questione». L'assessore provinciale Benedetto Di Pietro ha aggiunto che «è possibile l'arrivo di altri "tagli" nelle scuole della provincia, perché il decreto Gelmini prevede la soppressione di plessi scolastici con meno di 50 alunni a cominciare dai territori non ubicati nelle Comunità montane. Non è specificato bene se la chiusura possa poi interessare anche quelli dei centri montani che in provincia sono presenti per il 72% del territorio. Va ricordato poi che la Regione è decaduta per le già note vicende: come si può preparare l'atto?». La Provincia ha aderito alla manifestazione odierna di Roma e l'ente sarà rappresentato da Di Pietro. Intanto ieri sera sit in degli studenti del Classico "Cotugno" a Piazza duomo.
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da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Ieri mattina gli studenti, i docenti, il personale tecnico-amministrativo e alcuni rappresentanti del mondo sindacale dell'Ateneo cassinate si sono di nuovo riuniti in assemblea per mettere a punto una serie di manifestazioni contro la Legge 133, che in questi giorni ha scatenato a catena cortei e proteste su tutto il territorio nazionale. Dopo la Facoltà di Lettere e Filosofia, ieri è stata la volta di Ingegneria che, a quanto sembra, ha dimostrato di avere le idee chiare sul da farsi. Da lunedì occupazione e lezioni - come da calendario - all'interno della vicinissima villa comunale e in alcune piazze di Cassino. Obiettivo: sensibilizzare la cittadinanza sui danni che arrecherà, da qui a breve, la riduzione dei fondi alle accademie italiane. Il tutto si è concretizzato quasi al termine dell'incontro, che ha visto oltre 300 persone riunite nell'aula magna al secondo seminterrato della struttura di via Di Biasio. E' stato proprio il preside della Facoltà, il professor Giovanni Betta, a dare il via libera alle iniziative di protesta. Lui stesso, per primo, ha dato la propria disponibilità ad iniziare, la settimana prossima, le lezioni all'interno del polmone verde cittadino. La proposta ha raccolto consenso unanime fra la popolazione studentesca presente. Tutti i docenti in aula, una trentina, in men che non si dica hanno approvato l'iniziativa e, ad uno ad uno, hanno comunicato orari e luogo delle lezioni. Ed ancora. Si è deciso di organizzare una giornata in cui tutti i laboratori della facoltà resteranno aperti per permettere a chiunque sia interessato di potervi entrare e verificare con mano i risultati delle ricerche fatte dagli universitari cassinati. Intanto, questa mattina, una folta rappresentanza di studenti partirà in direzione della capitale per partecipare alla manifestazione nazionale, indetta dai sindacati di categoria, contro il decreto del ministro Gelmini sui i tagli alla scuola. "Siamo preoccupati - ha detto Francesco Di Tommaso, senatore degli studenti - soprattutto per l'idea che qualcuno ha di trasformare gli atenei in fondazioni. Una manovra che comporterà un indebolimento dell'offerta formativa pubblica, creando un sistema in cui sarà privilegiata più la tecnica che la ricerca, più il mercato che la conoscenza".
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da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 30-10-2008)
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ASCOLI E PROVINCIA pag. 7 ?Solo un invito, non un volantino politico? LA RISPOSTA DEL PRESIDE EMILIO ROSSI LA SCUOLA e l?Università si preparano a nuove proteste, che diventeranno più aspre alla luce dell?approvazione del decreto Gelmini. Scuola in subbuglio e a farne le spese, come al solito, sono gli addetti ai lavori, che di fronte ad una situazione così complessa e delicata non sanno davvero più che pesci prendere. Tutto si fa più difficile quando alla protesta si avviluppa la politica. Evitata l?occupazione, che sembrava lo spauracchio più grosso dei dirigenti scolastici, rimane per alcuni la minaccia di un esposto alla Procura della Repubblica e al Garante per aver permesso il volantinaggio nelle scuole materne. E? quanto minacciato dal consigliere di An Guido Castelli a Emilio Rossi dirigente dell?Isc di Castorano, Colli e Spinetoli. Il pomo della discordia un volantino che il Comune ha fatto recapitare alle famiglie tramite i bimbi. Si tratta di un documento dei gruppi consiliari di maggioranza dei comuni, che invitava i genitori a discutere sul tema: «Dopo il decreto Gelmini, quale scuola per i nostri figli?». Il dirigente Rossi chiarisce che ai bambini è stato consegnato solo un invito che non ha nulla di politico. «Sono circolate semplici comunicazione, noi insegnanti siamo dipendenti dello Stato, obbidiamo alle sue leggi. Le nostre rivendicazioni le facciamo tramite sindacati e non attraverso gli alunni, su questo i genitori possono stare tranquilli. Abbiamo seguito la vicenda evitando atti sconsiderati come l?occupazione, questi inviti erano rivolti anche al dirigente dell?Ufficio scolastico provinciale Discenza». Al fuoco sarebbe meglio non gettare benzina, i dirigenti sono chiamati a recitare un ruolo difficile, sarebbe utile lasciarli lavorare in pace. m.g.l.
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da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 30-10-2008)
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ASCOLI E PROVINCIA pag. 7 «Bimbi strumentalizzati contro la riforma Gelmini» Castelli (An): «Esposto al garante per l?infanzia» ? SPINETOLI ? I BAMBINI della scuola materna di Spinetoli si improvvisano addetti al volantinaggio contro la riforma della scuola promossa dal ministro Gelmini. La denuncia dell?accaduto arriva dal consigliere regionale di Allenza Nazionale, Guido Castelli, che sollecitato da alcuni genitori ha presentato un esposto al Provveditorato e al Garante per l?infanzia. «Nella giornata di martedì ? spiega Castelli ?, i bambini della scuola materna di Spinetoli sono tornati a casa con un volantino che propagandava un?iniziativa politica contro il Ministro della Pubblica Istruzione. Una bimba di cinque anni in particolare, appena tornata a casa, si è rivolta al padre dicendogli: ?mi hanno detto che devi andare. E? per il mio bene?». A QUEL PUNTO, i genitori della piccola, sconcertati, hanno segnalato l?accaduto al consigliere regionale consegnadogli una copia del volantino. «La manifestazione, intitolata ?Quale futuro per i nostri figli?, ? aggiunge Guido Castelli ? è stata promossa dai gruppi di sinistra delle maggioranze Pd che governano Castorano, Colli del Tronto e Spinetoli. Gruppi che hanno ritenuto, evidentemente, di dover ricorrere anche alla ?strumentalizzazione? dei bimbi dell?asilo pur di alimentare il loro happening anti-Gelmini». «RITENGO mio dovere denunciare il caso di Spinetoli sia all?Ufficio scolastico provinciale che al Garante per l?Infanzia ? conclude il consigliere Castelli ?. Non penso che simili condotte vadano ignorate. Informerò anche il gruppo parlamentare del Pdl per un?interrogazione in Parlamento. Un?ultima notazione vernicia di comico la condotta dei consiglieri coreani del Pd Spinetolese: il volantino contiene pure degli errori in italiano...». Emanuela Astolfi Image: 20081030/foto/560.jpg
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da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 30-10-2008)
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ASCOLI E PROVINCIA pag. 7 «Senza scuola non c?è Stato» CONSIGLIO APERTO I SINDACI DELLA VALLATA RIUNITI A CASTEL DI LAMA ? CASTEL DI LAMA ? LA SCUOLA cambia di nuovo: serietà, merito e disciplina saranno i principi che guideranno la nuova riforma, approvata ieri mattina, firmata Gelimini. Il muro dell?opposizione è stato infranto, ma l?opposizione non demorde e chiede un referendum che dovrà essere preceduto da un dialogo tra le parti. A Castel di Lama si sono dati appuntamento i sette sindaci dell?Unione per discutere sul decreto Gelmini. Al consiglio aperto hanno partecipato anche l?onorevole Luciano Agostini, il presidente della Provincia Massimo Rossi, il vicepresidente Emidio Mandozzi, l?assessore Olimpia Gobbi, il vicepresidente del consiglio provinciale Cinzia Peroni, il rappresentante dell?Idv Dante Merlonghi, inoltre molti politici locali e rappresentanti sindacali, nonché gli addetti ai lavori. Il mondo della scuola e dell?Università si prepara ad una nuova mobilitazione e parole dure sono state adoperate nel corso del consiglio aperto. Dopo i saluti del presidente dell?Unione, il sindaco del comune di Castorano Franco Pezza, che ha sottolineato i problemi di casa sua, cioè la possibilità di perdere la scuola materna, la parola è passata al sindaco di Appignano Agostini, che ha sottolineato che la riforma serve a far quadrare i conti. Un grido di dolore quello dei sindaci che hanno sottolineato come senza scuola non ci sia più Stato e che i piccoli comuni rischiano di morire. Agostini lancia una sfida: «Piuttosto che chiudere le scuole ci lasceremo commissariare». Durissimo l?intervento del sindaco di Offida D?Angelo: «La riforma non la può fare la Gelmini perché non è esperta e non è un esempio morale visto che per prendere l?abilitazione di avvocato ha dovuto raggiungere Reggio Calabria». Respingiamo pregiudizialmente questa riforma, faremo muro contro muro». Anche il sindaco di Castel di Lama Rossini ha ribadito che la Vallata ha lavorato bene: «Non permetteremo di distruggere quello che abbiamo costruito». Il presidente Rossi ha messo in discussione le modalità del decreto. Agostini invece ha auspicato un ritiro, mentre la Gobbi ha sottolineato come ci si trovi in un momento difficile da capire, in quanto non ci sono a disposizione informazioni e purtroppo non solo sui temi della scuola. Mandozzi ha detto che è la Vallata, dove per anni si è fatta sperimentazione e integrazione, a pagare il prezzo più alto e ha sottolineato la sforzo di cedere alcuni studenti per mantenere l?Isc di Offida, un gesto di solidarietà che sottolinea anche la valenza dell?Unione dei Comuni di fronte alle difficoltà. Maria Grazia Lappa
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da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi L'approvazione, ieri in Senato, del contestato decreto Gelmini non ferma la marcia dei genitori e degli insegnanti di Contigliano, tra i primi nel Reatino a riunirsi in coordinamento per contrastare la riforma della scuola. Domani alle 17,30 l'appuntamento è al Cinema Kursaal per un incontro pubblico cui parteciperanno la consigliera regionale Anna Maria Massimi (nella foto a sinistra) (che a Contigliano è stata a lungo direttrice didattica) e l'assessore provinciale Gustavo Marcheggiani. Sarà l'occasione per valutare l'impatto della riforma sulle scuole del territorio, con Contigliano che rischia di veder falcidiato l'istituto comprensivo (per Monte San Giovanni e Greccio il pericolo di soppressione è imminente, per quello di Contigliano l'accorpamento è appena rinviato). Ce n'è abbastanza per interrogarsi su "prospettive e conseguenze" del decreto Gelmini. A.L.
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da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di VALENTINA PROCOPIO Hanno sfilato con i camici bianchi, simbolo di quella ricerca in laboratorio che rischia di subire i danni maggiori se i tagli previsti all'interno della cosiddetta Riforma Gelmini diventeranno realtà. Così gli studenti della Facoltà di Medicina Veterinaria si sono presentati ieri mattina al sit-in di protesta organizzato in piazza Aldo Moro, davanti alla sede della loro Facoltà. Ieri pomeriggio i ragazzi di Agraria hanno invece promosso un'assemblea affollatissima, a cui hanno partecipato anche i docenti. Gli studenti di Scienze Politiche hanno invece programmato un dibattito che si è svolto nei corridoi della Facoltà. A dare il via alle proteste, sono stati gli studenti di Giurisprudenza, dove i rappresentanti dell'Unione degli universitari hanno acceso un dibattito dai toni forti, con la voce fuori dal coro dei rappresentanti di Azione Universitari. La preside, Rita Tranquilli Leali, è intervenuta accogliendo con favore la proposta di realizzare una commissione composta anche da studenti, docenti e ricercatori con il compito di stilare un progetto di riforma per l'Ateneo. Anche il rettore Mauro Mattioli ha preso parte alle diverse manifestazioni, incoraggiando gli studenti: «Penso sia sempre una buona idea quella di parlare per capire - ha affermato il rettore-. L'impegno per la formazione da parte della politica è sempre stato troppo scarso, per noi non si tratta di un fatto politico, i governi si sono alternati ma l'istruzione è rimasto un problema accessorio. Devono rendersi conto che non c'è futuro senza formazione». Un'unione d'intenti, quella tra studenti e professori, che, almeno per il momento, non ha provocato la paralisi delle lezioni e l'occupazione dell'Ateneo. «Preferiamo parlare e confrontarci sull'argomento dando delle corrette informazioni - afferma Sandro Mariani, rappresentante degli studenti al Consiglio di amministrazione dell'Università di Teramo -. Il 6 novembre organizzeremo un convegno a Veterinaria a cui inviteremo anche diverse autorità politiche, per renderle partecipi della nostra realtà. Se si parla di tagli, l'Ateneo teramano sta applicando una politica volta al risparmio e alla riduzione degli sprechi da molto tempo». Stamattina 70 delegati dell'Ateneo teramano parteciperanno alla manifestazione indetta a Roma, insieme ad altri 12 pullman organizzati da docenti, dirigenti scolastici e personale Ata delle scuole superiori. «I nostri fondi per l'autonomia scolastica - afferma il preside dell'Istituto liceale "Milli" di Teramo- saranno tagliati del 29%. I costi di gestione degli istituti sono elevati mentre i contributi statali per una scuola di modesta complessità, ossia con 30-35 classi, si aggirano attorno ai 9.500 euro».
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da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di ZENO LEONI SALE la rabbia degli studenti: oggi manifestano le scuole superiori, con un grande corteo (attesi più di mille ragazzi) da piazza Cavour alle Muse. Contro il decreto Gelmini, ieri convertito il legge, prosegue l'occupazione della facoltà di Ingegneria da parte dell'assemblea "No 133". Tengono duro anche le mamme delle scuole primarie Tavernelle-Grazie, che anche oggi non manderanno a lezione i loro figli. Con ordine. Pur essendo meno coinvolti dalla riforma, gli studenti degli istituti superiori manifesteranno a partire dalle ore 9 in piazza Cavour contro il maestro unico, i tagli di 130.000 tra insegnanti e tecnici, e il ritorno del voto in condotta. Alla testa del corteo (raduno sotto la statua del Conte) il collettivo studentesco Metropolis guiderà il "serpentone" di ragazzi lungo corso Stamira per raggiungere prima piazza Kennedy poi piazza del Teatro. «Sarà una manifestazione apolitica - spiega Enrico Bonventi del liceo scientifico Savoia -. Ci battiamo per una scuola migliore più pubblica e meno privata". Agli studenti di licei, istituti tecnici e professionali si uniranno nella marcia di oggi anche gli universitari dell'assemblea "No 133" che da martedì sera stanno occupandoil salone polifunzionale della Facoltà di ingegneria. Nella giornata di ieri gli studenti che partecipano all'Assemblea contro la legge Tremonti hanno "preso contatti con molti professori al fine di programmare lezioni in piazza"e distribuito volantini lungo corso Garibaldi. Non si placa intanto la protesta delle mamme degli studenti dell'istituto comprensivo Grazie-Tavernelle le quali ieri mattina hanno "invitato i genitori anconetani a portare nelle sale della parrocchia del Pozzetto i loro figli" come gesto dimostrativo. Tra genitori e figli ieri mattina hanno partecipato in 40. Oggi si replica dalle ore 8 alle 13.
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da "Messaggero, Il (Viterbo)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Il decreto Gelmini da ieri è legge. Ed aumentano le proteste dal mondo della scuola. Questa mattina saranno molti gli studenti ed i docenti di Civitavecchia che parteciperanno allo sciopero nazionale per l'ultimo appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In tutto questo terremoto si è costituito in città il Coordinamento del Movimento Studentesco. Nel quale sono rappresentate tutte le scuole superiori citatdine. Il Coordinamento dichiara di essere apartitico e che «Vuole rappresentare il libero pensiero degli studenti e la loro volontà di difendere la scuola pubblica contro i tagli apportati alla scuola dalla finanziaria e dalla Riforma Gelmini. Gli studenti stanno elaborando una serie di iniziative che andranno dalle lezioni all'aperto ad incontri tra scuole a sit in pacifici e non violenti, senza interruzione dell'attività didattica». Inoltre in questi giorni in ogni scuola cittadina si terranno assemblee dei rappresentanti di classe e assemblee studentesche per discutere, anche con gli insegnanti che si dichiareranno interessati, i motivi della protesta. Si prevedono numerose iniziative e quanto prima il coordinamento comunicherà le date stabilite. Era prevedibile che gli studenti civitavecchiesi in questo momento così difficile per il mondo della scuola facessero sentire la loro voce come sta accadendo in molte altre città italiane. Le variazioni all'aspetto organizzativo e didattico nel mondo scolastico volute dal Ministro delle Pubblica istruzione non hanno trovato d'accordo molti docenti. Si parla adesso di un referendum abrogativo, ma lo tsunami è nel pieno delle forze come dimostrano le molteplici proteste già attuate ieri alla notizia dell'approvazione del decreto da parte del Senato. L.B.
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da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Le prime reazioni politiche e amministrative alla mobilitazione anti-Gelmini promossa dal presidente della Provincia Palmiro Ucchielli sono state le "dimissioni" dell'assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Apecchio che ieri mattina ha rimesso la sua delega nelle mani del sindaco, Stefano Cristini, simpatizzante Pd, in polemica con la partecipazione del primo cittadino alla manifestazione che si è svolta martedì pomeriggio nella sala del consiglio. Intanto oggi è il giorno dello sciopero generale a scuola. Manifestazioni a Pesaro ma anche all'Università di Urbino. Boiani, Fabbri e Rossi a pag.36
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da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 30-10-2008)
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(Messaggero, Il (Rieti))
(Messaggero, Il (Viterbo))
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di SARA GRASSOTTI Lanciato da Viterbo il trailer dello spot berlusconiano "Governincontra". Passerella di ministri e sottosegretari ieri sul palco del teatro dell'Unione, per il primo atto della tournee nazionale organizzata dal dicastero dell'Attuazione al programma a forma di confronto tra classe dirigente politica e realtà locale, ma che nella sostanza ha assunto i contorni e i toni di un battage pubblicitario. Come da programma, ha aperto il convegno di fronte a una platea gremita il ministro Gianfranco Rotondi, elencando le missioni portate a termine negli ultimi mesi dal Pdl. «Questa iniziativa vuole essere un esperimento per snellire i rapporti tra Governo e territorio - ha esordito Rotondi - perché solo ascoltando le diverse esigenze delle città italiane si possono capire e risolvere i problemi. E' così che siamo riusciti a salvare Alitalia dal fallimento, Napoli dai rifiuti, e le banche dalla bufera finanziaria. Ed è su questa linea che intendiamo proseguire per adottare tutte le riforme di cui il Paese ha bisogno». Dopodiché, per fornire l'identikit della Tuscia alla compagine pidiellina, si sono passati il microfono il prefetto Alessandro Giacchetti, il sindaco di Viterbo Giulio Marini, il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli e i primi cittadini di Civita Castellana e Tarquinia, Massimo Giampieri e Mauro Mazzola. Il profilo tracciato dalle autorità locali ha disegnato una provincia con grandi potenzialità, ma ancora condizionata da un alto tasso di disoccupazione (il 9,6% contro il 6,6% del dato nazionale) e fortemente penalizzata dai collegamenti scadenti con il resto della regione. Un limite che secondo gli amministratori potrebbe essere superato dal famigerato aeroporto viterbese, indicato come la soluzione provvidenziale per la crescita economica e culturale della città. Poi finalmente i riflettori di "Governincontra" si sono spostati sul vero argomento al centro della discussione politica italiana. E a prendere di petto la protesta studentesca made in Tuscia contro il decreto Gelmini è stata Giorgia Meloni, ministro della Gioventù. «Mi fa piacere che ci siano tanti ragazzi - ha subito ammiccato l'esponente dell'esecutivo - a cui chiedo di essere fiduciosi. La scuola italiana così com'è non funziona e stiamo provando a migliorarla, razionalizzando le risorse. Peccato che non appena il Governo proponga un cambiamento, scoppi una polemica che faccio fatica a capire». Del resto è il rischio che si corre quando non si ascolta, visto che mentre la diciassettenne Martina Beverini muoveva la propria critica al decreto (ai liceali non è stato permesso di rivolgere domande ai politici, ma solo di esporre la relazione), il ministro della Gioventù si è allontanata dal palco. Poca attenzione mostrata anche per le parole degli universitari Alessandro Telli e Marta Zugaro, che chiedevano il ritiro della legge appellandosi al diritto allo studio sancito dalla Costituzione.
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da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Ad Apecchio l'assessore di Forza Italia rimette la delega all'istruzione in polemica con il sindaco e Ucchielli La scuola sciopera e scoppia caso politico Contro la Gelmini oggi sit-in a Pesaro, a Urbino si bloccano le lezioni all'Università
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da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Studenti contro la legge Gelmini Blocco delle lezioni per 10 minuti
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da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi PESAROAl presidente Ucchielli non sono andate giù le accuse dell'azzurro Giannotti sulla protesta organizzata in Provincia, meno che meno l'esposto alla Corte dei Conti. Così nel day-after si è scagliato contro quello che probabilmente sarà il candidato del Pdl per prendere il suo posto in via Gramsci. «Conosco Giannotti e le sue - spiega Palmiro Ucchielli - mi sembrano più le dichiarazioni di uno che deve urlare tutti i giorni per dimostrare di esistere. Forse ha ragione Amone quando dice che non è il candidato adatto per guidare la Provincia». Toni aspri che denotano il risentimento del presidente Ucchielli. Non ha agito per «un dissenso di parte» come sostenuto dal commissario provinciale di Forza Italia, bensì per difendere gli interessi del territorio. Un territorio che, in seguito alla legge Gelmini, vedrà chiudere 32 complessi scolastici dell'entroterra, con conseguente riduzione di 540 cattedre nei prossimi tre anni. «Giannotti non sa di cosa parla - continua Ucchielli - questa legge danneggia il nostro territorio ed come rappresentante istituzionale sono intervenuto in prima persona, per difendere l'interesse collettivo. Chiuderanno scuole, diminuiranno gli insegnanti, per questo ho deciso di manifestare contro il provvedimento del ministro Gelmini che penalizza l'istruzione pubblica nella nostra provincia. Non è una questione di colore politico, già in passato, quando al governo c'era il centrosinistra, protestai per la chiusura di alcuni uffici postali nell'entroterra». Intanto oggi il Comune di Novafeltria ha organizzato alle 18 un consiglio comunale "aperto" a Perticara per difendere la scuola elementare a rischio. Lu.Fa.
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da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di ELISABETTA ROSSI URBINO - Blocco delle lezioni per 10 minuti in tutte le facoltà dell'Ateneo contro il decreto, ora legge, Gelmini. Da lunedì, gruppi di studenti irromperanno in modo pacifico nelle aule per interrompere le lezioni e «fare informazione sulla legge e i danni che provoca». La "controriforma" è partita. E questa è solo la prima mossa decisa ieri dagli studenti di "Urbino in lotta" riuniti in assemblea nell'aula C1 di Magistero. L'aula divenuta simbolo delle contestazioni studentesche dai tempi delle proteste contro la Moratti. Ma non è tutto. «Nei prossimi giorni - spiega Silvia Filighera, studentessa di Sociologia ed esponente del movimento "Urbino in lotta" - incontreremo i docenti uno per uno per valutare la disponibilità di ciascuno a mettere in piedi un tavolo per l'elaborazione di una proposta alternativa alla legge Gelmini. Per un'attività di questo tipo è davvero essenziale l'appoggio e il contributo dei docenti». Scongiurata l'ipotesi di un'occupazione, idea accarezzata dalle frange più estreme. Con la benedizione dello stesso rettore Giovanni Bogliolo, che proprio ieri ha avuto parole di apprezzamento vero i toni della protesta augurandosi che non si arrivasse all'occupazione. Intanto è indetta per il 5 novembre una manifestazione di tutte le università delle Marche. Non solo Urbino. La legge Gelmini ha acceso gli animi in tutta la provincia. Undici pullman da Pesaro, oltre ai tre di Urbino, si sono messi in marcia questa mattina alla volta di Roma per prendere parte allo sciopero generale nella capitale. E per oggi a Pesaro, insegnanti e genitori hanno istituito un presidio in via Branca, davanti al portale San Domenico, dalle 15 alle 19. Obiettivo: informare gli interessati sui contenuti della riforma. Nell'occasione si potrà aderire al "Comitato spontaneo per la difesa della scuola pubblica". La protesta coinvolge anche gli studenti. Alle 9.30 i ragazzi del collettivo "Zero in condotta" si riuniranno in piazzale Matteotti e sfileranno in corteo. Mobilitazione anche al Mamiani: il no alla Gelmini da parte degli studenti del classico si concretizzerà questa mattina in un raduno nello spiazzo davanti al liceo. Intanto arriva oggi a Urbino l'ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni che illustrerà le idee e i programmi del "governo ombra" sulla cuola. Alle 18 nella sala Serpieri del Collegio Raffaello.
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da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di CHIARA BOIANI PESAROLe prime reazioni politiche e amministrative alla mobilitazione anti-Gelmini promossa dal presidente della Provincia Palmiro Ucchielli sono state le "dimissioni" dell'assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Apecchio che ieri mattina ha rimesso la sua delega nelle mani del sindaco, Stefano Cristini, simpatizzante Pd, in polemica con la partecipazione del primo cittadino alla manifestazione che si è svolta martedì pomeriggio nella sala del consiglio "Wolframo Pierangeli". Protagonista l'assessore Laura Maltagliati, esponente di Forza Italia all'interno di una giunta che in gergo politichese si potrebbe definire "anomala", come lo sono d'altra parte tanti esecutivi dei piccoli centri dell'entroterra, espressione diretta di liste civiche dove destra e sinistra si fondono in una convivenza amministrativa purgata delle asperità degli scenari nazionali. «Faccio parte della lista civica del comune di Apecchio dal 2004 - spiega Laura Maltagliati - e ho sempre condiviso l'operato dell'amministrazione. Questo non toglie che non mi sono trovata d'accordo sulla partecipazione ufficiale del sindaco alla manifestazione di dissenso tenutasi martedì in provincia. Che non ho ritenuto corretta in quanto non concordata con la giunta e gli altri consiglieri, tanto più che avevamo già verificato insieme l'inesistenza ad oggi di rischi reali di chiusura delle nostre scuole legati al decreto Gelmini. Per questo ho ritenuto opportuno rinunciare alla delega alla Pubblica istruzione, senza che questo cambi la condivisione di tutto il restante operato dell'amministrazione di cui faccio parte». E ad avvalorare le parole dell'assessore Maltagliati ci pensa il commissario provinciale di Forza Italia, Roberto Giannotti, firmatario dell'esposto inviato alla Corte dei Conti per verificare l'eventuale «utilizzo, in occasione della manifestazione, di denaro pubblico per fini non propriamente istituzionali, ma per interessi di partito». «La partecipazione del primo cittadino di Apecchio alla manifestazione di Ucchielli - spiega Giannotti - è stata più che inopportuna. Non c'è stata una decisione collegiale e non si è rispettato il pluralismo politico all'interno del consiglio». D'accordo con Giannotti anche il capogruppo provinciale di An, Elisabetta Foschi:«Assurdo che Ucchielli si sia presentato con la fascia a guidare una protesta nei confronti del Governo. Ucchielli da libero cittadino può scendere in piazza quando e come vuole. In veste di dirigente di un partito di opposizione può continuare a manifestare contro il governo, ma quale presidente della Provincia no, non può scendere in piazza indossando la fascia azzurra che indica il suo ruolo istituzionale. In qualità di Presidente della Provincia deve rappresentare tutti, anche i docenti che approvano, gli studenti che apprezzano e i cittadini che giudicano di buon senso i provvedimenti sulla scuola. Per questo bene ha fatto Giannotti a fare un esposto alla Corte dei Conti».
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da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di THOMAS DELBIANCO PESARO «Non capisco chi passa con il rosso e poi forma comitati per fare ricorso, rispettino la legge piuttosto». Sono parole del presidente della Provincia, Palmiro Ucchielli. Parole che hanno fatto arrabbiare non poco quei cittadini che hanno seguito proprio la strada di riunirsi in un movimento civico per chiedere di annullare le multe inflitte dalle telecamere piazzate sulla Statale di Pesaro. Il comitato Videored si sente «offeso» dall'intervento del presidente della Provincia, che reputano «alquanto partigiano: forse Ucchielli non vuole vedere oltre il proprio dito - afferma il portavoce del comitato Franco Boccarossa - E critica, da bravo politico, usando lo stesso comportamento che il Governo nazionale usa per tutelare il ministro Gelmini, etichettando chiunque manifesti contro la legge 133 come strumentalizzati e manovrati dall'opposizione politica». Per il comitato quello che dice Ucchielli «è un'ovvietà. Che il Codice della Strada debba essere rispettato è naturale, che con il rosso non si passa è altrettanto naturale». La scelta di aderire ad un comitato e denunciare il sistema Vidoered è dettata da diversi motivi relativi ad illegittimità della violazione accertata e dei costi. Il comitato li ha riportati negli esposti diretti alla Procura della Repubblica, alla Guardia di Finanza e nei ricorsi che stanno giungendo, giorno dopo giorno, negli uffici del Giudice di Pace. Boccarossa e soci vogliono evidenziare i motivi della loro azione anche a Ucchielli: «Si parla di un'assegnazione ad una ditta privata senza preventiva indagine di mercato e senza successiva gara, si parla di un semaforo che impropriamente accendeva il giallo per meno di quattro secondi, si parla di una scelta infelice propinando questo strumento ad un incrocio non certamente pericoloso, si parla di una richiesta accessoria di ben 47 euro cammuffata sotto la voce spese di notifica che, invece, nascondeva la tariffa prevista e concordata dal Comune da riconoscere alla ditta fornitrice del Videored per ogni multa accertata».
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da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi FANO - Il comitato genitori-docenti di Fano invita a un contraddittorio la responsabile provinciale dei Giovani per la Libertà, Lucia Salucci: "Scelga il luogo e la data". In questo modo, sostiene Gianluca Magini, il portavoce del gruppo per la difesa della scuola pubblica, si dimostrerà "chi dice bugie". Per Salucci infatti le polemiche contro la Gelmini sono stumentali mentre per Magini "Salucci ripete cose che non stanno scritte da nessuna parte". Oggi intanto, un nuovo incontro fra i rappresentanti delle superiori, per preparare le assemblee in vista dello sciopero locale del 15 novembre. Infine Pd e Su aderiscono allo sciopero odierno. "Il 5 novembre organizzeremo un'assemblea sugli effetti della legge Gelmini", scrive il dirigente Samuele Mascarin.
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 30-10-2008)
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PRIMA PAGINA 30-10-2008 ISTRUZIONE IL MINISTRO: «TORNA LA SERIETA' E IL MERITO». OGGI LO SCIOPERO. A PARMA LEZIONI IN PIAZZA Il decreto Gelmini è legge Scontri tra studenti a Roma: arresti. Veltroni: «Pronti al referendum» ROMA II Il Senato, in un clima reso rovente dalle polemiche in aula e dagli scontri tra studenti in piazza Navona, ha trasformato in legge il decreto sulla riforma della scuola che porta il nome del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. è stato approvato con 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti. «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione», è stato il commento a caldo del ministro Gelmini, convinta che «gran parte degli italiani » condivida le novità introdotte con il decreto. Ma l'opposizione non si dà per vinta e si prepara a proseguire la battaglia raccogliendo le firme per chiedere un referendum abrogativo. Lo ha annunciato Walter Veltroni che oggi parteciperà allo sciopero generale della scuola deciso dai sindacati che hanno organizzato cortei e manifestazioni in tutta Italia. Intanto continuano le manifestazioni in tutto il Paese, maieri ci sono stati violenti scontri tra giovani di destra e di sinistra in piazza Navona a Roma. Il bilancio è di 4 feriti (tra cui un poliziotto) e di due fermati. Tutto pacifico invece a Parma, dove continua la protesta di studenti e professori. Ieri ci sono state lezioni universitarie in piazza Garibaldi e anche una lezione liceale in via Repubblica. Inoltre è stato approvato un documento del senato accademico molto critico con il governo. Cola, Dallapina e Facchinetti PAG. 3-8-9 Roma Piazza Navona FOTO ANSA Parma Via Repubblica
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da "Nazione, La (Livorno)"
del 30-10-2008)
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CRONACA LIVORNO pag. 3 E? UN DOCUMENTO molto critico quello firmato dalla giunta provinciale sulla ... E? UN DOCUMENTO molto critico quello firmato dalla giunta provinciale sulla riforma della scuola firmata dal ministro Gelmini. «I provvedimenti proposti ? si legge nella nota ? causeranno la riduzione delle risorse finanziarie e professionali; una scure che si abbatte più duramente sulla scuola primaria considerata a livelli di eccellenza nel mondo». La giunta provinciale si impegna ad impedire che, nel territorio livornese, siano soppresse ed accorpate le scuole in base a semplici dati numerici, con gravi rischi soprattutto per l?isola d?Elba e per alcuni istituti di Livorno. La giunta di Kutufà manifesta la propria vicinanza e solidarietà «agli studenti, alle famiglie ed al personale della scuola che in questi giorni stanno lottando insieme per salvare la scuola pubblica». Sulla riforma appena approvata dal Governo Berlusconi, è intervenuto anche il capogruppo provinciale del Partito Democratico Fabio Di Bonito. «Non è una riforma, ma una manovra economica che taglia 8 miliardi in 3 anni sulle spalle dei nostri figli e delle generazioni future ? scrive Di Bonito-. Nei momenti di crisi si deve avere il coraggio di tagliare dove è necessario, ma non nella scuola, nell?istruzione, nella cultura,nella sanità, nel sociale in nessun Paese, e soprattutto nel nostro in cui storicamente proprio il sapere rappresenta il nostro punto di forza». Di Bonito accusa «la mancata apertura alla discussione, alla modifica, alla sua messa in discussione. Continueremo a stare al fianco degli insegnanti, dei ragazzi, dei nostri figli in una protesta che deve essere sempre più ampia e stringente nei confronti di questo governo che non fa gli interessi dei propri figli». m.b.
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da "Nazione, La (Livorno)"
del 30-10-2008)
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CRONACA LIVORNO pag. 3 di MONICA DOLCIOTTI SCUOLE in autogestione, con lezioni regolari e al termine ... di MONICA DOLCIOTTI SCUOLE in autogestione, con lezioni regolari e al termine delle lezioni seminari autogestiti e assemblee permanenti. Questo era il quadro della situazione negli istituti superiori di Livorno e Provincia nella giornata di ieri, segnata dall?approvazione in Senato del decreto Gelmini. Stando ai dati arrivati di minuto in minuto sul tavolo del dirigente dell?Ufficio scolastico provinciale, la professoressa Elisa Amato, risultava che ieri si sono tenute lezioni regolati al Iti Galilei di Livorno e al Cerboni di Portoferraio. Al Niccolini-Palli di Livorno lezioni regolari fino alle 14 e dopo seminari autogestiti; lezioni regolari anche al Marco Polo e al Fermi di Cecina e al Carducci, all?Einaudi-Ceccherelli e al Volta di Piombino, ma gli assenti dalle aule avevano dichiarato la volontà di partecipare alle manifestazioni di piazza. Ancora lezioni fino alle 14 all?Enriques, Buontalenti e Vespucci di Livorno, ma al termine inizio dell?asemblea permanente fino alle 7.45 di questa mattina. Autogestione invece al Cappellini, Colombo e Orlando e autogestione e assemblea permanenente al Cecioni sempre a Livorno. Autogestione all?Istituto alberghiero di Rosignano e autogestione al Foresi di Portoferraio. MENTRE gli studenti svolgevano le loro inziative, in consiglio comunale ieri pomeriggio si è parlato di scuola. Ad ascoltare il dibattito, protrattosi fino a tarda ora, c'era solo una rappresentanza di insegnanti e sindacalisti, l'ex sindaco Gianfranco Lamberti, mentre mancava quella degli studenti che, per giorni e anche ieri, hanno protestato nelle pubbliche piazze e hanno dato vita ad occupazioni, autogestioni e assemblee permanenti come abbiamo ampiamente riportato. Viene da chiedersi il perché di questa assenza dei ragazzi dall'aula consiliare di Palazzo Civico, dove è approdato un documento, licenziato dalla VII commissione, in cui viene manifestato apprezzamento per «l'impegno espresso dalla giunta regionale, provinciale e comunale a contrastare, nell'ambito delle proprie competenze, gli effetti negativi sull'ordinamento scolastico provinciale e comunale» del decreto Gelmini. Sul documento e sulla politica del governo Berlusconi in materia scolastica, le opinioni dei consiglieri hanno preso direzioni opposte come prevedibile. Tamburini di An: «La parola d'ordine per la Cgil è 'conservare conservare conservare' immutata la scuola. E a ruota vanno Csil e Uil». E sulle proteste: «Servono solo a far resuscitare Rifondazione Comunista». Cannito di Città Diversa: «Il governo ha abusato del decreto legge per imporre senza confronto la sua politica dei taglia a danno della scuola pubblica». Gli interventi sono poi proseguiti ad oltranza fino a tarda ora.
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da "Nazione, La (Livorno)"
del 30-10-2008)
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CRONACA LIVORNO pag. 3 VENTI pulman, organizzati da Cgil, Cisl e Snals, sono partiti dalla pr... VENTI pulman, organizzati da Cgil, Cisl e Snals, sono partiti dalla provincia di Livorno diretti alla manifestazione di Roma contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. Molti livornesi hanno scelto il treno per raggiungere la capitale mentre in pochi hanno varcato i confini di Roma in auto; l?allerta maltempo ha lasciato a casa i meno convinti. Oltre mille persone, dal capoluogo all?isola d?Elba, tra studenti, genitori, insegnanti e lavoratori nelle scuole labroniche hanno scelto la via della protesta . «Anche se il decreto è stato approvato ? dice Patrizia Villa, Cgil ? non è troppo tardi per manifestare. Aspettiamo i regolamenti attuativi che trasformeranno le chiacchiere in fatti». «Le superiori e l?Università ? continua Villa ? hanno bisogno di un confronto aperto. Non certo la scuola elementare, rinomata nel mondo». Le priorità dei sindacati sono l?abolizione del maestro unico e del voto in condotta: «Non si possono fare le nozze con i fichi secchi ? dice la sindacalista ? e le spiegazioni che ci sono state date non ci convincono affatto. Questo decreto penalizza gli alunni, le famiglie ed i lavoratori». Michela Berti
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da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 30-10-2008)
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(Messaggero, Il (Metropolitana))
(Messaggero, Il)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di MARCO DE RISI Sono stati per ore al commissariato Trevi Campomarzio di piazza del Collegio Romano gli studenti (ma anche qualche trentenne che non studia più da tempo), fermati dalla polizia durante gli scontri fra giovani di sinistra e quelli di destra a piazza Navona. Ad aspettarli, famigliari e amici. Nel pomeriggio sono stati portati in Questura e da lì a poco rilasciati, tranne due trattenuti per gli incidenti. «Si è trattata di una vera e propria aggressione da parte di quelli dei centri sociali - racconta Andrea, 20 anni, che fa parte di "Blocco Studentesco", movimento legato alla Fiamma Tricolore - Questa volta non dicessero che è colpa nostra. Ci sono anche i filmati a disposizione. Da giorni protestiamo contro il decreto della Gelmini e sostiamo a piazza Navona. Ci aspettavamo un'aggressione, per questo abbiamo registrato tutto». Andrea è stato medicato al Fatebenefratelli all'Isola Tiberina per una ferita alla mano destra. «I medici - continua - mi hanno applicato alcuni punti di sutura. Credo che si sia trattato di un colpo di piccone». Fra i ventuno giovani fermati dalla polizia ce n'è anche qualcuno di sinistra. Un gruppetto dei centri sociali è stato medicato al Santo Spirito. Scortato dalla polizia è stato poi riaccompagnato negli uffici del commissariato "Trevi". Uno di loro ha un braccio bloccato da una benda e un occhio nero. «Siamo stati provocati da quelli di destra- racconta - Non è vero che abbiamo aggredito prima noi. Ci sono stati due scontri a distanza di pochi minuti uno dall'altro. Quelli di "Blocco Studentesco" aveva già picchiato quattro di noi davanti al Senato per prendersi la testa del sit-in. Poi s'è verificato il secondo e più lungo corpo a corpo a piazza Navona». Momenti di estrema tensione. Tavolini dei bar che volavano, turisti impauriti e allibiti, negozianti che hanno chiuso i loro esercizi commerciali. «Noi eravamo una trentina - racconta Antonio di "Blocco Studentesco", anche lui rilasciato dalla polizia - Ragazzi fra i 15 e i 19 anni. Improvvisamente in piazza si sono materializzati un centinaio di autonomi con caschi e bastoni. In prima fila c'erano degli adulti: uomini sui 40 anni, con il volto coperto e con spranghe». «Le cose non stanno così - contesta un altro giovane del gruppo di sinistra - Ad aggredire per prima sono stati proprio i ragazzi di "Blocco Studentesco". Noi ci siamo solo difesi».
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 30-10-2008)
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PRIMA PAGINA 30-10-2008 EDITORIALE Scuola: gli errori di maggioranza e opposizione Ottorino Gurgo L a definitiva approvazione da parte del Senato del contestatissimo decreto Gelmini non esaurisce che in minima parte la disputa sul futuro della scuola italiana le cui condizioni di profondo degrado, unanimemente riconosciute, impongono ulteriori e ben più approfonditi interventi. Quel che è accaduto in questi giorni attorno ad un provvedimento che, per la limitatezza dei suoi contenuti, non giustifica il gran trambusto che attorno ad esso è stato sollevato, è tuttavia meritevole di qualche considerazione che può essere utile anche in vista delle prossime (e già annunciate) misure con le quali il governo si è impegnato a cercare di rivitalizzare il nostro decadente ordinamento scolastico. E la prima considerazione da fare concerne il comportamento che maggioranza e opposizione hanno tenuto in questa vicenda e che merita un giudizio di censura per l'una come per l'altra parte. Quella della scuola, infatti, è materia estremamente delicata che, per sua stessa natura, non può in alcun modo essere oggetto di strumentalizzazioni di parte come, invece, è purtroppo accaduto. Ha sbagliato la maggioranza a non accettare alcun dialogo, orgogliosamente fiera dei propri numeri che le consentivano, comunque, di vincere il braccio di ferro con l'op - posizione. E ha fortemente sbagliato quest'ultima, cavalcando una protesta studentesca apparsa una sorta di revival del Sessantotto, priva di motivazioni reali e di proposte alternative. Non prospettando soluzioni diverse da quelle contenute nel decreto Gelmini, ma limitandosi a contestarle facendo da supporto ad una protesta spesso sgangherata, l'opposizione ha finito con il venir meno al proprio stesso impegno riformista. Ha sciorinato una lunga lista di «no» che l'hanno fatta apparire come una forza conservatrice, impegnata nella difesa dello status quo. segue PAG. 4
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da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi di VERONICA CURSI «C'era gente che scappava da una parte all'altra della piazza, turisti terrorizzati che si barricavano dentro ai bar. I camerieri urlavano chiudete tutto. Mentre qui davanti volavano in aria sedie, tavolini, posacenere». Antonio Scibona, titolare del bar Navona, centralissimo caffè a pochi passi dal Senato, ancora non riesce a levarsele dalla testa le immagini degli scontri violentissimi che ieri mattina hanno coinvolto studenti di destra e sinistra in mezzo a piazza Navona. «Decine di ragazzi coi volti coperti e i caschi» che si sono picchiati proprio davanti al suo bar «usando tutto quello che si trovavano davanti: sedie di vimini, tavolini, persino le stufe utilizzate a mo' di ariete». Un finimondo scoppiato in pochissimi minuti. Tra turisti seduti ai tavolini per pranzo e pittori che scappavano dalla piazza con quadri e ritratti sotto braccio. «Due bande di studenti, armati coi bastoni, il viso nascosto da caschi e passamontagna, si sono ammazzati di botte a colpi di posacenere, bicchieri e sediate - racconta Scibona ancora sotto choc - Noncuranti dei passanti e dei turisti che li guardavano atterriti. Hanno cominciato a litigare, ad insultarsi, poi all'improvviso sono volate bottiglie ed è stato il caos. Abbiamo appena fatto in tempo a togliere di mezzo piatti e coltelli che questi ragazzi sono arrivati come furie, armandosi strada facendo, rubando oggetti dai tavolini sulla piazza, mentre i turisti scappavano senza riuscire nemmeno a pagare il conto e noi con qualche tavolo sotto braccio ci siamo barricati dentro al bar». Dieci minuti di pura follia. Una guerriglia tra studenti che per picchiarsi, «oltre a sbarre, caschi e cinte hanno usato persino un pinocchio di legno, altezza uomo, che si trovava davanti al nostro negozio - dice Emiliano, del negozio di giocattoli "Il sogno" - E' successo tutto talmente all'improvviso che non abbiamo fatto in tempo a portarlo dentro quando abbiamo deciso di chiudere le porte con i lucchetti di ferro». Una guerriglia nel pieno centro di Roma. E ora tra manifesti rotti e cestini divelti, di quella che doveva essere una protesta pacifica e apolitica contro il decreto Gelmini, si contano i danni: «i vetri rotti dell'edicola all'angolo, tredici sedie - dice Scibona - due funghi, dieci tavolini distrutti». Danni per migliaia di euro. «C'è mancato davvero poco che qualcuno ci rimettesse la pelle - si foga Piero Congiusti, direttore del ristorante la Dolce Vita - C'erano ragazzi col viso pieno di sangue sdraiati in mezzo alla strada. Il titolare dell'edicola ha dovuto chiudere in fretta e furia, prima che gli spaccassero le vetrine. E' stato terribile vedere la violenza di questi ragazzi. Io ho vissuto il '68 e quello che ho visto qui davanti, mi ha riportato indietro di 40 anni». Fino all'una e trenta, i bar sulla piazza sono rimasti vuoti, c'era chi provava a sistemare i tavolini, chi contava i danni «qualche stufa rotta, due tre sedie», dice Salvatore Monteforte, titolare de La Dolce Vita. Anche sulla piazza solo pochi «coraggiosi» si sono rimessi lì con i loro ritratti e le cartoline. «Sapevamo che oggi sarebbe successo qualcosa - confessa Monteforte - Ma non ci aspettavamo scontri così violenti. Mi chiedo perché la polizia abbia fatto passare quegli studenti. Quello che è successo qui davanti è una brutta immagine per la nostra città».
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 30-10-2008)
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CRONACA 30-10-2008 Liceo Sanvitale, alunni e professori «in strada» Azioni dimostrative, assemblee e documenti anche al Romagnosi e all'Ulivi Giorgia C. Facchinetti II Ieri mattina, mentre il decreto Gelmini veniva approvato, un gruppo di studenti del liceo socio pedagogico Sanvitale ha deciso di tenere nel piazzale antistante la scuola l'ora di lezione di Pedagogia e diritto, trasportando sedie e zaini in strada, all'attenzione dei passanti. Argomento trattato dalla docente: l'articolo 34 della Costituzione, quello appunto sul diritto all'istruzione. Un'azione dimostrativa, l'ennesima, che vede alunni e professori fianco a fianco in questa lotta contro una legge che ritengono ingiusta. «Con i tagli alla scuola sarà questo il futuro che ci attende, in mezzo ad una strada. Noi siamo in autogestione da martedì, ma abbiamo voluto sfruttare quest'occasione per documentarci sul decreto e sulla legge 133. Sono stati costituiti 4 gruppi di discussione. Stamattina in aula magna abbiamo seguito le votazioni in Senato, mentre ieri, durante il cineforum abbiamo visto alcune registrazioni di programmi come la puntata di Anno Zero proprio sulla riforma universitaria» ha spiegato Rocco Manfredi, uno dei rappresentanti d'istituto del liceo. E il preside del Sanvitale, Adriano Cappellini, ha commentato: «I ragazzi in quest'occasione stanno dimostrando anche una certa maturità ed una voglia di informarsi su quelli che sono i motivi della protesta. A questo scopo, quello di un approfondimento, sono stati concessi loro due giorni di autogestione, ma l'attività didattica non è stata totalmente sospesa e chi ha voluto ha potuto fare lezione regolarmente. Hanno avuto la massima libertà di scelta. E c'è anche chi ha sostenuto verifiche e compiti e poi ha raggiunto i compagni in autogestio- ne». Stessa situazione al liceo classico Romagnosi. «Il nostro obiettivo è quello di giungere alla creazione di un documento che contenga un'analisi degli interventi fatti e ascoltati in questi giorni durante le ore di assemblea. Vogliamo mettere in luce la nostra capacità di dibattere» ha precisato Tommaso Ronchini, rappresentante d'istituto del liceo classico. «Questa riforma è meramente economica prevede solo tagli, senza apportare nessuna miglioria al sistema scolastico e universitario. Vengono tagliati il numero degli insegnanti, ma anche il monte ore. Inoltre la legge prevede la possibilità di affiancamento di enti privati e istituti pubblici. Questo creerà scuole di serie A e scuole di serie B» ha proseguito Tommaso. «Alcuni ragazzi del gruppo creativo stanno preparando gli striscioni e i cartelloni per la manifestazione di domani (oggi, ndr), alla quale aderiremo in tanti, ma ci teniamo a non essere strumentalizzati». Anche all'Ulivi da lunedì prossimo ci saranno tre giorni di assemblee permanenti durante le quali saranno invitati ad intervenire professori universitari, economisti ed esperti di diritto. Via Repubblica Anche i ragazzi del liceo socio pedagogico Sanvitale hanno fatto lezione in strada.
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 30-10-2008)
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CRONACA 30-10-2008 ISTRUZIONE I DUE ESPONENTI DEL PDL: «BASTA MISTIFICAZIONI» Villani e Moine: «I tagli? Sì, ma agli sprechi» Giovanni Cola II «Gli unici veri tagli sono quelli ai tanti sprechi che imperversano nella maggior parte degli atenei italiani». La presa di posizione del vicepresidente dell'Assemblea legislativa regionale Luigi Giuseppe Villani e del presidente provinciale di An Massimo Moine vuole fare chiarezza sulle «numerose mistificazioni messe in campo dalla sinistra e da alcune frange sindacali, che hanno deliberatamente puntato a stravolgere il reale contenuto del decreto Gelmini». Secondo i due esponenti del polo della libertà, «la strumentalizzazione politica prevale su dati di fatto incontrovertibili». «Per prima cosa - spiega Villani - bisogna affermare senza esitazione che non è in previsione un solo licenziamento in tutto il settore scolastico. Gli 87 mila insegnanti che andranno in pensione non saranno sostituiti, tutti gli altri resteranno saldamente al proprio posto. Nessuna scuola di montagna verrà chiusa, si procederà esclusivamente a un accorpamento del personale amministrativo attualmente dislocato in istituti diversi. Inoltre la figura del maestro prevalente consentirà uno spostamento di vari docenti sul tempo pieno. In cinque anni saranno 5.750 le classi in più con il prolungamento fino al pomeriggio». Anche l'università, secondo Moine, necessita di una profonda riqualificazione: «I nostri ragazzi devono poter contare su una formazione di qualità. Le rilevazioni internazionali relegano l'Italia agli ultimi posti nel mondo per quanto riguarda il numero di laureati. Trentasette corsi sono formati da un unico studente, 327 facoltà non superano i 15 iscritti. Senza dimenticare che importanti atenei devono fare i conti con buchi di bilancio enormi. Il governo Berlusconi intende razionalizzare la spesa, premiando il merito di chi davvero ha voglia di studiare e di mettersi in gioco. Non è più il tempo né dei finanziamenti a pioggia, né della strenua difesa di rendite di posizione che favoriscono soltanto clientele e nepotismi tra i baroni. è arrivata l'ora di prendere decisioni coraggiose che contribuiscano concretamente allo sviluppo culturale delle giovani generazioni». Popolo della libertà Da sinistra: Massimo Moine e Luigi Villani.
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 30-10-2008)
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CRONACA 30-10-2008 E CasaPound «attacca» la preside Il Blocco: «Abbiamo ricevuto pressioni dai Centri sociali» «Il Blocco Studentesco di Parma denuncia con forza l'atteggiamento di prevaricazione e di strumentalizzazione mostrato da alcuni settori dell'antagonismo di sinistra in merito alla manifestazione che si terrà oggi» , afferma in un comunicato Andrea Croci, responsabile Blocco Studentesco Parma. «Il corteo sarebbe dovuto essere stato caratterizzato dall'assoluta mancanza di riferimenti ad appartenenze partitiche e politiche. Il 27/ 10 ai ragazzi del Blocco, dietro pressione di esponenti dei Centri sociali, che non hanno mancato di dilungarsi in minacce, è stato " consigliato" di non presentarsi, per evitare che potessero esservi scontri. Stiano tranquilli, i signori di cui sopra: a noi le mode non piacciono, tantomeno quella di lasciarci intimidire o di cedere ai soliti isterismi di cui altri continuano a dare prova» . In una nota, a nome del Blocco, il responsabile di Casa- Pound- Parma, Pier Paolo Mora, «intende denunciare un grave segnale di ostilità alla libertà ed alla dignità degli studenti che sarebbe certamente stato meglio evitare. Ci riferiamo alla decisione, da parte della preside del Romagnosi, di imporre il proprio '' niet'' ad un dibattito in merito alla riforma Gelmini che si sarebbe dovuto tenere nello stesso istituto, ed a cui avrebbero dovuto partecipare il responsabile del Blocco Studentesco Universitario Filippo Burla, oltre che al responsabile locale del Movimento Giovani Padani. Naturalmente, le scuse accampate sono state le solite, in osservanza del teorema secondo il quale, ogni volta che si voglia delegittimare l'avversario, sia necessario rispolverare l'immarcescibile antifascismo di maniera» .
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da "Nazione, La (Empoli)"
del 30-10-2008)
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CRONACA EMPOLI pag. 5 Il giorno dello sciopero generale SCUOLA NELLA BUFERA DOPO IL VARO DEL DECRETO DA PARTE DEL GOVERNO IL DECRETO Gelmini è legge, ma il popolo della scuola non si arrende. Oggi è il giorno dello sciopero generale indetto dalle organizzazioni sindacali della scuola e molti professori, studenti, ricercatori e personale Ata dell?Empolese Valdelsa saranno a Roma per sfilare nel corteo contro ? si legge nel comunicato unitario ? «la manovra indiscriminata di tagli al comparto per quasi 8 miliardi di euro che mettono a rischio il diritto allo studio e la qualità dell?offerta formativa». Presente oggi nella Capitale anche il consigliere regionale del Pd Diego Ciulli: «L?approvazione del decreto nel momento di massima mobilitazione è uno schiaffo al mondo della scuola. Invito a intensificare la protesta in modo da bloccare i regolamenti attuativi e costringere il Governo a tornare indietro sui tagli». Brenda Barnini, segretario del Pd di Empoli, fa sapere che «il Pd sosterrà le forme civili di mobilitazione». A SOSTEGNO dello sciopero anche i Comunisti Italiani: «Siamo di fronte a un movimento che vuole tenere aperto il diritto all?istruzione, alla cultura, al sapere». Al fianco del mondo della scuola anche l?Associazione nazionale partigiani di Fucecchio: «Chi attacca o limita la scuola pubblica minaccia la formazione di una coscienza». Condividono i principi delle iniziative contro la riforma Gelmini anche le Rsu di Publiservizi, Acque spa, Acque servizi, Billing solution e Toscana energia. IL «FERRARIS-BRUNELLESCHI» di Empoli, intanto, da martedì ha ripreso l?occupazione sospendendo di nuovo le lezioni. Gli studenti andranno avanti fino a domenica, poi da lunedì potrebbero riprendere la didattica al mattino, ma mantenere il presidio di pomeriggio e di notte. Al «Pontormo», invece, per due giorni è andata avanti (si è conclusa ieri) l?esperienza di cogestione: occupazione, ma con lezioni regolari al mattino. Negli altri istituti si è ripreso a fare lezione regolarmente ma tenendo sempre ?accesa? la protesta. Ieri sera, infatti, a Castelfiorentino si è svolta la fiaccolata per le vie cittadine organizzata dal gruppo «Tutti e tutte per la scuola pubblica». Il corteo è partito dall?istituto superiore Enriques e si è concluso davanti alla scuola elementare Tilli. Stasera alle 21.15, sempre a Castelfiorentino, nel palazzo comunale si terrà un consiglio aperto sul tema «Quale futuro per l?istruzione? Gli effetti della riforma Gelmini sulla scuola». «Con questo consiglio aperto ? precisa il sindaco Laura Cantini ? non intendiamo riprodurre la logica delle contrapposizioni e del ?muro contro muro?, ma ascoltare la voce dei diretti interessati». DAL MONDO universitario empolese, corso di laurea triennale e magistrale in Pianificazione territoriale, parte la proposta di far partecipare come membri onorari nelle commissioni di tesi del 3 e 4 novembre alcuni rappresentanti delle istituzioni locali, associazioni sociali ed economiche. Hanno già aderito il direttore e il presidente del Circondario Empolese Valdesa, i sindaci di Vinci, Capraia e Limite e Rapolano e i rappresentanti dell?Unione provinciale agricoltori e della Cisl. Irene Puccioni
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da "Nazione, La (Siena)"
del 30-10-2008)
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CRONACA SIENA pag. 6 di GIULIA MAESTRINI NEL GIORNO in cui il Senato dà il via libera definiti... di GIULIA MAESTRINI NEL GIORNO in cui il Senato dà il via libera definitivo alla riforma della scuola firmata dal ministro Gelmini, a Siena come nel resto d?Italia succede un pò di tutto. Mentre cortei spontanei, sit-in, proteste e blocchi del traffico si moltiplicano in moltissime città, anche nella nostra le iniziative e i movimenti si inseguono, minuto dopo minuto. Innanzitutto, i blocchi del traffico. Dopo le notizie che si diffondono in tarda mattinata, l?assemblea permanente insediata nel Rettorato occupato da vita ad un corteo spontaneo che prima attraversa il centro, poi per due ore ? dalle 14,30 alle 16, 30 circa ? percorre, a piedi, gran parte dell?«anello» stradale intorno alle mura. Blocchi del traffico temporanei, con i ragazzi seduti sull?asfalto che spiegano al megafono le ragioni della propria protesta, si registrano, in rapida successione, in via Diaz, in via Battisti, all'incrocio con la strada di Pescaia, all'Antiporto, con comprensibili disagi per la circolazione dell'intera zona. DEL RESTO, la giornata era iniziata nello stesso modo, di fronte all'istituto «Bandini». Dopo l'occupazione che si era conclusa lunedì e una nuova assemblea generale straordinaria il giorno seguente, ieri gli studenti hanno voluto «portare la protesta fuori dalla scuole»; hanno quindi deciso di non entrare in classe, attuando un «flash-block» in via Battisti, ovvero un blocco spontaneo del traffico ? per altro preventivamente deviato dalle forze dell'ordine su via Diaz ? al grido di «Chi taglia la conoscenza blocca il paese; gli studenti bloccano la città». In mattinata, poi, lo stato di agitazione si è spostato di fronte al Rettorato occupato. UN GRUPPO di rappresentanti di Azione Universitaria ? la giovanile di An ? sono entrati all'interno del palazzo ed hanno calato tre striscioni tricolore con la scritta «Un'altra Università è possibile»: l'azione dimostrativa, che Au ha definito «un'occupazione simbolica», voleva da una parte riportare l'attenzione sul «buco» di bilancio dell?ateneo senese e dall'altra contestare la forma di protesta che da 15 giorni si tiene all'interno del Rettorato. In realtà ha avuto come conseguenza facilmente prevedibile oltre un'ora di agitazione, conversazioni in strada e scambi di posizioni piuttosto coloriti da entrambe le parti. «Una provocazione gratuita e non costruttiva, li avevamo invitati a parlare in assemblea ma non si sono mai presentati al confronto», sostengono i ragazzi dell'assemblea permanente. «NON CONDIVIDIAMO l'occupazione di uno spazio pubblico, andare in piazza a saltare contro Berlusconi non serve di fronte all'esigenza di sanare un buco di 150 milioni di euro», rispondono quelli di Azione Universitaria. La stessa situazione ? compresi gli striscioni appesi e staccati ? si è verificata, all'ora di pranzo, al Polo Mattioli (giurisprudenza e scienze politiche); anche lì momenti di tensioni, con conseguenti dichiarazioni infuocate dall'una e dall'altra parte, ma fortunatamente niente di più. Un bel risultato, considerando le immagini che, in quelle stesse ore, arrivavano da altre piazze. Una curiosità, infine: l?università degli studi è stata messa in vendita su «ebay» a prezzi stracciati: 1,45 euro quello di partenza, offerta valida per dieci giorni.
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da "Nazione, La (Lucca)"
del 30-10-2008)
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24 ORE LUCCA pag. 7 Decreto approvato La protesta continua Oggi lo sciopero degli insegnanti I L DECRETO Gelmini è stato approvato ma la protesta continua anche nella nostra città. Il senatore Andrea Marcucci (Pd), segretario della commissione Pubblica istruzione e beni culturali, è molto critico. «Un governo appena insediato, un ministro alla prima esperienza, in pochi giorni hanno imposto uno stravolgimento della qualità della formazione. Il risultato di tutto ciò è il testo licenziato dal Senato con il maestro unico e 24 ore di lezione settimanale per quanto concerne la scuola elementare: dal prossimo anno ci saranno meno insegnati e l?assoluta impossibilità di mantenere il tempo pieno. E? improprio anche definirla "riforma Gelmini": il decreto è infatti una mera operazione di taglio economico dettata dal ministro Tremonti. E purtroppo non è finita così: nei prossimi giorni il Parlamento sarà chiamato a convertire in legge il decreto sugli accorpamenti degli istituti con meno di 500 iscritti e la chiusura delle scuole dei piccoli Comuni e delle aree montane con meno di 50 iscritti. Anche nella nostra provincia le conseguenze saranno particolarmente pesanti: con il prossimo anno scolastico avremo 652 posti di lavoro in meno, 12 istituti che perderanno l?autonomia e la chiusura delle scuole dei piccoli Comuni. Come Partito democratico, faremo di tutto e con tutti gli strumenti utili per bloccare l?applicazione di una legge sbagliata». TIZIANA Ulivieri, consigliera comunale di «Vivere Montecarlo» attacca la locale amministrazione. «L?ampio dibattito che si è sviluppato nelle ultime settimane intorno ai provvedimenti del governo sulla scuola ha solo lambito il comune di Montecarlo, dove ancora una volta il sindaco ha voluto distinguersi per la chiusura alle istanze provenienti dal mondo reale, oltre che per il totale disprezzo del consiglio comunale e del suo ruolo di rappresentanza civica. Noi consiglieri di opposizione abbiamo presentato un documento, con cui si sollecitava una discussione, in parte avvenuta il 29 settembre ma poi rimandata per decisione del sindaco a data da destinarsi e ad oggi non ancora votato». INTANTO continua l?occupazione dell?Istituto d?arte «Passaglia» dove è stato affisso tra l?altro uno striscione in... vernacolo, i cui errori sono stati evidenziati con sorpresa da molti cittadini lucchesi. Oggi la scuola si ferma per lo sciopero indetto da chi si batte per «una scuola pubblica, laica e di qualità».
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da "Nazione, La (Lucca)"
del 30-10-2008)
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24 ORE LUCCA pag. 7 Uno scambio proficuo tra studenti e prof DUE ASSEMBLEE studentesche a Castelnuovo: una allo scientifico Galilei e l?altra all?Itcg Campedelli. Si è chiusa così la settimana di proteste degli studenti delle superiori contro il decreto Gelmini. Al liceo erano presenti l?assessore comunale Pierotti e quello provinciale Pedreschi, col presidente del consiglio d?istituto Remo Rossi, gli alunni e il personale. Liceo e Iti hanno portato avanti anche due giornate di occupazione, terminate ieri prima dell?assemblea. Ora sarà insediato un gruppo di lavoro paritetico: 6 alunni, 6 genitori, 6 docenti, il dirigente scolastico e 2 del personale Ata. Al Campedelli due momenti distinti. Prima l?incontro con il segretario Cgil Massari, contrario al decreto. Il secondo è stato con il presidente di Azioni Giovani Biagioni che ha ne illustrato invece gli aspetti positivi. In entrambe le occasioni c?è stato un civile dibattito fra relatori e studenti.
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da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 30-10-2008)
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(Messaggero, Il (Pesaro))
(Messaggero, Il (Ancona))
(Messaggero, Il (Metropolitana))
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(Messaggero, Il (Ostia))
(Messaggero, Il (Abruzzo))
(Messaggero, Il (Umbria))
(Messaggero, Il (Marche))
(Messaggero, Il (Latina))
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi ROMAVia libera del Senato al decreto Gelmini, ma è scontro. Veltroni: «Subito un referendum abrogativo». Il premier Berlusconi: «La sinistra inganna i giovani».
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da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Chiudi Via libera del Senato alla riforma Gelmini. Rissa tra studenti di destra e sinistra. Oggi sciopero generale Scuola, sì al decreto. Scontri a Roma Berlusconi: la sinistra inganna i ragazzi. Veltroni: ora il referendum
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da "Resto del Carlino, Il (Imola)"
del 30-10-2008)
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FAENZA pag. 10 Lezioni all?aperto contro i ?tagli? Iniziativa dell?Isia in corso Mazzini e in piazza. Autogestione al ?Ballardini? Lezioni in piazza a Milano contro i tagli alla ricerca e all?università NESSUNA scuola occupata a Faenza per manifestare contro la legge con cui si tagliano i fondi per la ricerca e contro la legge di riforma Gelmini, ma due iniziative: una di pacifica protesta, la seconda di approfondimento. La Consulta degli studenti uniti dell?Isia (Istituto superiore per le industrie artistiche) promuove per oggi sette lezioni di circa due ore ciascuna nel centro faentino, quindi all?aperto. Si parte alle 8.30 dall?esterno di palazzo Mazzolani per concentrarsi sotto il Duomo in piazza della Libertà. Orario delle lezioni, 8.30-13-30. «VOGLIAMO manifestare pubblicamente il nostro dissenso e la nostra indignazione ? scrivono gli studenti dell?Isia ? I tagli alla ricerca e i tagli all?università pubblica hanno messo in ginocchio la ricerca e negano il diritto allo studio in istituzioni pubbliche». Nel mirino c?è la legge 133 del 2008. ALL?ISTITUTO d?arte per la ceramica Ballardini, invece, l?assemblea generale degli studenti a stragrande maggioranza ha deciso di non occupare l?istituto, «bensì di programmare giornate di approfondimenti sui temi inerenti il Decreto (ora è legge, ndr), e il genere la riforma della scuola. Questi momenti saranno autogestiti e svolti su un programma che coinvolgerà anche dei docenti». Gli studento prevedono letture, riunioni e attività creative come la creazione di pannelli artistici realizzati da gruppi di allievi con un programma che verrà fissato il 3 novembre. I pannelli serviranno ad abbellire la scuola, struttura storica già ora oggetto di sistemazioni da parte della Provincia. Image: 20081030/foto/6388.jpg
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da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 30-10-2008)
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CESENA PRIMO PIANO pag. 3 La Bianconi: «Studenti strumentalizzati» «MI AUGURO che adesso la politica di sinistra e tutti coloro che fino ad oggi hanno utilizzato l?istruzione del nostro Paese la smettano di approfittare dei nostri giovani, e invito tutti loro a leggere la nuova legge così da non farsi strumentalizzare ulteriormente». A parlare è la senatrice Laura Bianconi (nella foto), vicepresidente dei senatori del Pdl a margine del voto al Senato sul Decreto Gelmini. «Al contrario di quanto ci viene rimproverato dagli insegnanti, dai sindacati e dai sistema dei baroni universitari ? sottolinea la senatrice ? questa riforma ci aiuta a cambiare pagina ridando a tutti coloro che sono chiamati ad educare un ruolo più attivo e consapevole. La scuola così come l?università devono essere i luoghi in cui il docente si riconosce nella sua missione di educatore, nella sua funzione di portatore di valori comuni e condivisi. Strumentalizzare ragazzi e bambini ad aderire a manifestazioni e scioperi per i propri interessi è una preoccupante e pericolosa istigazione». Image: 20081030/foto/1787.jpg
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da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 30-10-2008)
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CESENA PRIMO PIANO pag. 3 UN?ASSEMBLEA «con carattere prettamente informativo sulla legge Gelmini... UN?ASSEMBLEA «con carattere prettamente informativo sulla legge Gelmini». Con queste parole le sigle di associazioni studentesche universitarie «Analysis, Astice, Mysta, Spazi e Sprite annunciano l?assemblea con «Discussione sul decreto Gelmini che si tiene oggi alle 10 all?aula Magna di Psicologica del Polo scientifico-didattico di Cesena. (In mattinata si terrà anche un corteo degli allievi delel superiori). Ma i relatori che interverranno per illustrare il decreto sono due iscritti al Pd che si sta ferocemente opponendo al decreto approvato ieri in Senato, tant?è che il partito di Veltroni ha annunciato di voler raccogliere firme per un referendum che faccia cadere il provvedimento: si tratta dell?assessore alla scuola e alla cultura Daniele Gualdi e di Tommaso Dionigi, presidente della Consulta degli studenti universitari del Comune, candidato alle primarie del Pd per un posto da consigliere comunale. Come mai non avete inviato nessuno dello schieramento opposto che sostiene il decreto, per poter promuovere un vero contraddittorio tra le parti? «Mah, noi universitari avevamo invitato tante persone ? risponde Enrica Gibertini, rappresentante degli studenti e moderatrice dell?incontro ? e i primi a rispondere sono stati i due relatori, dopo i quali interverranno anche docenti e ricercatori del Polo universitario di Cesena. «La situazione in Università a Cesena ? prosegue la Gibertini ? è tranquilla e non sono previste mobilitazioni. Le nostre associazioni sono apolitiche e quella domani vuole essere solo un?assemblea per informarsi su traformazione degli atenei in Fondazioni private, tagli all?Università e blocco del turn-over al 20%».
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da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 30-10-2008)
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COMACCHIO E LIDI pag. 18 LA SCUOLA elementare di Volania è a rischio. L?approvazione della rifor... LA SCUOLA elementare di Volania è a rischio. L?approvazione della riforma Gelmini aumenta la preoccupazione, già alta, del sindaco di Comacchio Cristina Cicognani, sulla situazione delle scuole del territorio. «In questi giorni abbiamo incontrato le scuole ? dice il primo cittadino ? e la preoccupazione è tanta, soprattutto per Volania, dove siamo un po? al di sotto dei 50 bimbi necessari per legge». Nel comune di Comacchio ci sono 2.442 studenti, così suddivisi: 31 all?asilo nido, 526 alla scuola materna, 870 alla scuola elementare, 472 alla scuola media inferiore, 491 alla scuola media superore e 52 al liceo classico. «L?Amministrazione ha previsto grossi interventi di progettazione rivolti ai portatori di disabilità e in programma ci sono pure progetti di informatica e ambientali, settori nei quali la formazione scolastica deve puntare le proprie attenzioni. Sono previsti anche investimenti strutturali finalizzati all?ampliamento della scuola elementare di Porto Garibaldi, i cui lavori saranno ultimati nella primavera del 2009». Ma adesso la situazione si aggrava: «La scuola di Volania è importante per la comunità e se dovessero chiuderla sarebbe un grave disagio. Aumenterebbero poi le spese di trasporto, che oggi sono di 400mila euro l?anno». E attacca: «I tagli del governo pesano sugli enti pubblici, ma i Comuni non sono in grado di far fronte a tutto». Preoccupazione anche per gli orari: «Quasi tutte le nostre scuole fanno i rientri pomeridiani e per questo abbiamo investito e aumentato le mense. Ora che si fa? Sono tutti soldi che saranno buttati via? Noi amministratori siamo sconcertati da ciò che sta succedendo e dobbiamo chiederci dove finiranno le esperienze e i risultati tanto preziosi, conseguiti nelle nostre scuole, che dovevano essere e restare il luogo di progettazione, il cantiere per le future generazioni del nostro Paese ? aggiunge, ricordando anche la richiesta di riorganizzazione delle presidenze -. Il governo ha previsto tagli per 7.832 miliardi di euro, riducendo l?orario a 24 ore settimanali. Non ammissibile giustificare questa scelta, riconducendola solo alla riforma del 1990, frutto di un presunta impropria politica occupazionale. E? forte la preoccupazione perché temiamo che tutti gli sforzi compiuti siano vanificati da una riforma che mette al primo posto i costi e non la crescita formativa degli alunni». Paola Vancini
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da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 30-10-2008)
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CRONACA CARRARA pag. 9 IN ATTESA del grande sciopero di oggi, giovedì ? cui parteciperanno cen... IN ATTESA del grande sciopero di oggi, giovedì ? cui parteciperanno centinaia di studenti e insegnanti carraresi ? in tutte le scuole cittadine è continuata la protesta contro la riforma Gelmini. Ma gli studenti, in accordo con la maggior parte dei professori, hanno optato per altre forme di dissenso rispetto alla sospensione della didattica: in molte scuole si è svolta lezione regolare, alternata da momenti di dibattito e confronto sulla riforma (come all?artistico e allo scientifico). «Aspettiamo l?esito della manifestazione di oggi ? ha detto Matteo Rocca, dell?artistico ?. Poi vedremop cosa fare». L?istituto Einaudi, invece, continua nell?autogestione. Gli studenti hanno voluto anche fare alcune precisazioni circa l?articolo uscito ieri in cronaca di Carrara su quanto avvenuto nel loro istituto: «Alla nostra richiesta di poter fare lezione all'aperto ? si legge in una nota ? la dirigente Giuliana Ficini ha risposto che avrebbe deciso entro le 12 dopo aver chiesto l'adesione ai docenti; dato il caos che si era creato, gli studenti sono stati invitati a entrare se volevano seguire regolarmente le lezioni, in caso contrario ad uscire. Vogliamo inoltre sottolieare che tra noi e la dirigente il clima è sempre stato di confronto e mai di scontro». SULLE AGITAZIONI all?interno delle scuole interviene anche uno studente universitario carrarese, Luca Pugnana: «Ho 23 anni ? scrive Luca in una lettera ? e sto vivendo sulla mia pelle la riforma dell'istruzione. Leggendo un commento alla nota del segretario comunale del partito Socialista, Sergio Scaletti, pubblicata martedì dal quotidiano, mi è sorta spontanea questa replica. Vorrei sottolineare che l'uso della parola "manganelli" è frutto di ironia, che segue ad una lunga riflessione. Proprio il Presidente Berlusconi, infatti, ha minacciato l'intervento della forza pubblica nelle Università e nelle scuole, salvo rimangiarsi le sue affermazioni. In quanto riformista convinto, sostengo il dialogo come strumento per arrivare a soluzioni condivise sopratutto in questioni importanti come l'istruzione».
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da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 30-10-2008)
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CESENA pag. 4 OGGI DALLE 11 alle 13, il candidato alle primarie Paolo Lucchi sarà presente... OGGI DALLE 11 alle 13, il candidato alle primarie Paolo Lucchi sarà presente al mercato di Borello per incontrare i cittadini e promuovere le primarie del Pd del 23 novembre. Sempre il Pd, a seguito dell?approvazione del decreto Gelmini, attraverso il capogruppo in consiglio comunale Maurizio Mancini, commenta: « una riforma assolutamente deprecabile sia nel metodo che nel merito.Ci impegneremo affinché il referendum annunciato in queste ore possa essere lo strumento per salvare da questo attacco la scuola».
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da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 30-10-2008)
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REGGIO PRIMO PIANO pag. 4 L?ateneo si accende Prima la conferenza sulla riforma, poi una di SAVERIO MIGLIARI IN UN?AULA magna colma di studenti e professori ieri i docenti di scienze della formazione hanno illustrato la riforma scolastica Gelmini. Durante la conferenza che, intervento dopo intervento ha assunto sempre più i connotati dell?assemblea, hanno trovato ampio spazio anche le voci degli studenti che, al pomeriggio, si sono poi presentati davanti alla prefettura reggiana per manifestare il loro dissenso. I docenti Giuliano Lemme e Luciano Cecconi hanno ampiamente spiegato ai propri alunni la nuova idea di scuola decisa dal ministro Gelmini. Alla notizia, arrivata durante il dibattito, dell?approvazione al Senato della nuova riforma si è accesa ulteriormente la fiaccola della protesta. A quel punto i rappresentanti del Collettivo universitario autonomo (Cua) hanno proposto un?assemblea degli studenti, svoltasi poi due ore dopo nel corridoio del primo piano dell?università. Nonostante il numero esiguo (erano circa 50 studenti) l?assemblea ha poi deciso di muoversi immediatamente, spostandosi davanti alla prefettura in Corso Garibaldi. Professor Cecconi, a questo punto, dopo l?approvazione al senato, a cosa può servire protestare? «Effettivamente ora bisogna prendere atto che è diventata legge dello stato ? commenta il professore universitario Luciano Cecconi alla notizia del presidio a cui i professori non hanno, ovviamente, partecipato ?, ma noi continueremo a fare seminari di approfondimento su questa riforma. Il nostro obiettivo è informare i nostri studenti su una legge che li toccherà da vicino, dato che studiano per diventare maestri e professori». Si aspettava una reazione maggiore da parte degli studenti? «Premettendo che stamane è stato un successo avere l?Aula magna piena, è vero che la nostra facoltà ha una capacità di reazione inferiore ad altre. Ma c?è un motivo». Quale? «I nostri studenti hanno una formazione spesso da istituto tecnico e professionale. Per cui sono cresciuti in ambienti meno dinamici e coscienti di certe forme di dissenso. Siamo rimasti un po? stupiti che fino ad oggi non fosse accaduto nulla. D?altronde anche la storia ci insegna che i grandi movimenti di protesta partono dagli atenei più prestigiosi». Perché occuparsi di questa riforma con questo metodo ?informativo? quindi, e non sotto forma di aperta protesta? «Perché noi siamo docenti e dobbiamo sempre mirare alla formazione degli studenti. Ma è chiaro che davanti al metodo del decreto legge, che esclude ogni forma di dialettica con il mondo accademico, noi non possiamo rimanere silenziosi. I legislatori del passato, sia la Moratti sia Berlinguer, avevano coinvolto il mondo universitario e scolastico per scrivere la riforma. Questa volta non è stato interpellato nessuno. altrettanto certo che la nostra facoltà, in quanto Scienze della formazione, dev?essere la prima a informare i propri studenti su questi problemi». E ora? Ci sarà un coordinamento con le altre facoltà? «Questo non lo so. Ma Lettere e filosofia ha già dibattuto sulla riforma. E proprio oggi pomeriggio (ieri per chi legge ndr) anche Scienze della comunicazione ha indetto una sospensione delle lezioni per lo stesso motivo. Staremo a vedere».
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da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 30-10-2008)
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REGGIO PRIMO PIANO pag. 4 Il Pdl difende il ministro Gelmini «Non si possono usare i ragazzi per fini politici» ORDINE DEL GIORNO IN CONSIGLIO COMUNALE A GUASTALLA UN ORDINE del giorno al consiglio comunale di Guastalla viene proposto dai consiglieri Francesco Benaglia e Avio Manfredotti, del Pdl, a difesa della riforma del ministro Maria Stella Gelmini. UN ORDINE del giorno che «esprime apprezzamento per i provvedimenti di riforma della scuola del ministro Gelmini perché intervengono in un settore delicato e di grande importanza, finalizzato a rilanciare qualitativamente la scuola italiana caratterizzata da tempo da una profonda crisi di qualità e per riportarla finalmente agli standars europei». SECONDO i due consiglieri, «gli insegnanti non possono contestare le scelte politiche coinvolgendo gli studenti come verificatosi negli ultimi giorni in alcuni istituti scolastici della Regione». Benaglia e Manfredotti condividono la norma sul maestro unico, «il cui ritorno ha il chiaro intento di fornire agli allievi un?unica figura di riferimento in una fase importante della crescita e dell?apprendimento, e quella sul voto in condotta che mira ad arginare il fenomeno del bullismo e rendere equilibrato il rapporto nell?ambito della valutazione complessiva degli studenti, perché giudica necessario dettare canoni improntati sul rispetto nel rapporto insegnante-alunno e sulla buona educazione. E? INOLTRE PREVISTO, nell?ottica della riforma della scuola primaria, un aumento del tempo pieno pari al 50%, per cui vi sarà più offerta per le famiglie. Con l?obiettivo di combattere il caro-libri e contenere i gravosi costi che le famiglie devono sostenere per garantire l?istruzione dei propri figli, si prevede la scelta di libri testo di cui l?editore garantisce di mantenere invariato il contenuto per cinque anni, con la possibilità di fornire gli aggiornamenti eventualmente necessari disponibili separatamente. E respingiamo i tentativi di diffamazione dell?operato del ministro e di distorsione dei contenuti della riforma». a. le. (Nelle foto: da sinistra Francesco Benaglia e Avio Manfredotti)
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da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 30-10-2008)
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REGGIO PRIMO PIANO pag. 5 di SAVERIO MIGLIARI IN UN?AULA magna colma di studenti e professori ieri ... di SAVERIO MIGLIARI IN UN?AULA magna colma di studenti e professori ieri i docenti di scienze della formazione hanno illustrato la riforma scolastica Gelmini. Durante la conferenza che, intervento dopo intervento ha assunto sempre più i connotati dell?assemblea, hanno trovato ampio spazio anche le voci degli studenti che, al pomeriggio, si sono poi presentati davanti alla prefettura reggiana per manifestare il loro dissenso. I docenti Giuliano Lemme e Luciano Cecconi hanno ampiamente spiegato ai propri alunni la nuova idea di scuola decisa dal ministro Gelmini. Alla notizia, arrivata durante il dibattito, dell?approvazione al Senato della nuova riforma si è accesa ulteriormente la fiaccola della protesta. A quel punto i rappresentanti del Collettivo universitario autonomo (Cua) hanno proposto un?assemblea degli studenti, svoltasi poi due ore dopo nel corridoio del primo piano dell?università. Nonostante il numero esiguo (erano circa 50 studenti) l?assemblea ha poi deciso di muoversi immediatamente, spostandosi davanti alla prefettura in Corso Garibaldi. Professor Cecconi, a questo punto, dopo l?approvazione al senato, a cosa può servire protestare? «Effettivamente ora bisogna prendere atto che è diventata legge dello stato ? commenta il professore universitario Luciano Cecconi alla notizia del presidio a cui i professori non hanno, ovviamente, partecipato ?, ma noi continueremo a fare seminari di approfondimento su questa riforma. Il nostro obiettivo è informare i nostri studenti su una legge che li toccherà da vicino, dato che studiano per diventare maestri e professori». Si aspettava una reazione maggiore da parte degli studenti? «Premettendo che stamane è stato un successo avere l?Aula magna piena, è vero che la nostra facoltà ha una capacità di reazione inferiore ad altre. Ma c?è un motivo». Quale? «I nostri studenti hanno una formazione spesso da istituto tecnico e professionale. Per cui sono cresciuti in ambienti meno dinamici e coscienti di certe forme di dissenso. Siamo rimasti un po? stupiti che fino ad oggi non fosse accaduto nulla. D?altronde anche la storia ci insegna che i grandi movimenti di protesta partono dagli atenei più prestigiosi». Perché occuparsi di questa riforma con questo metodo ?informativo? quindi, e non sotto forma di aperta protesta? «Perché noi siamo docenti e dobbiamo sempre mirare alla formazione degli studenti. Ma è chiaro che davanti al metodo del decreto legge, che esclude ogni forma di dialettica con il mondo accademico, noi non possiamo rimanere silenziosi. I legislatori del passato, sia la Moratti sia Berlinguer, avevano coinvolto il mondo universitario e scolastico per scrivere la riforma. Questa volta non è stato interpellato nessuno. altrettanto certo che la nostra facoltà, in quanto Scienze della formazione, dev?essere la prima a informare i propri studenti su questi problemi». E ora? Ci sarà un coordinamento con le altre facoltà? «Questo non lo so. Ma Lettere e filosofia ha già dibattuto sulla riforma. E proprio oggi pomeriggio (ieri per chi legge ndr) anche Scienze della comunicazione ha indetto una sospensione delle lezioni per lo stesso motivo. Staremo a vedere».
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da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 30-10-2008)
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REGGIO PRIMO PIANO pag. 5 Da Reggio a Roma con dodici pullman LO SCIOPERO ALLA notizia dell?approvazione al Senato del decreto Gelmini tanti movimenti politici della città sono intervenuti nel dibattito. In previsione poi della manifestazione degli insegnanti di oggi a Roma non si esclude che possano esserci disagi in alcune scuole. CGIL. Il sindacato ha lanciato la mobilitazione per la manifestazione nazionale di Roma. Dalla nostra provincia partiranno ben 12 pullman: due da Castelnovo Monti, uno da Guastalla, uno da Sant?Ilario, uno da Castellarano e sette da Reggio (per questi ultimi l?appuntamento era addirittura alle 2 di stamani presso il parcheggio del tribunale). Il concentramento a Roma è previsto per le 9 in piazza della Repubblica. «Le tante iniziative promosse sul territorio dai sindacati, unitariamente agli studenti e dalle famiglie, evidenziano un vasto fronte di protesta, che tende ad allargarsi contro questo disegno regressivo ? commentano i sindacalisti ? lo sciopero generale e la manifestazione nazionale hanno l?obiettivo di unificare quel vasto movimento per costringere il governo a rivedere le proprie scelte e ad aprire il confronto». SINISTRA DEMOCRATICA. «Un provvedimento che rischia di far tornare indietro di decenni la scuola italiana è stato approvato dal Senato ? commenta Sd ? senza alcuna capacità di ascolto delle ragioni provenienti dal mondo della scuola, dell?università e della ricerca, che riguardano il futuro non solo di ragazzi e ragazze, ma del Paese intero». Una rappresentante della formazione di sinistra era presente anche alla conferenza della mattina: «Esprimiamo solidarietà agli studenti e professori che in questi giorni stanno manifestando». ANPI. Anche i partigiani si schierano a fianco degli studenti: «Siamo solidali con la manifestazione sindacale unitaria a Roma». BELLICOSA la senatrice reggiana del Pd Albertina Soliani: «La grande ribellione continua, sciopero generale della scuola, Regioni e gli Enti locali in rivolta, ricorsi alla Corte Costituzionale. Da subito si raccoglieranno firme per il referendum abrogativo. A gennaio sarà un freddo inverno per Gelmini».
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da "Resto del Carlino, Il (Imola)"
del 30-10-2008)
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IMOLA pag. 3 «Siamo contro i tagli perché vogliamo studiare» In 500 sotto la galleria del Centro cittadino. Oggi il corteo VOLANTINI rosa, un cartellone e un palco sotto la galleria del Centro cittadino: circa 500 tra studenti, insegnanti e genitori sono scesi in piazza ieri contro la riforma Gelmini diventata legge. Sul palco tanti studenti si sono alternati per spiegare i motivi della protesta. E in prima fila il sindaco Daniele Manca, l?assessore all?Istruzione Andrea Bondi e il segretario del Pd, Fabrizio Castellari; oltre ai segretari di Cgil e Cisl, Elisabetta Marchetti e Danilo Francesconi. «Non abbiamo occupato ? hanno detto i ragazzi ? per non dare l?idea di essere fannulloni che non vogliono studiare. Protestiamo perché siamo preoccupati per il futuro della scuola». Poi mentre Marianna Castellari, del Polo liceale, legge alcuni punti della riforma, Fabrizio Minganti spiega cosa non va bene: «Cresce il numero di alunni per classe, e per noi vuol dire diminuire la qualità delle lezioni». E giù applausi dei supporter, mentre un papà sventola un cartello: «Non tagliate le elementari. Genitore Cappuccini». «Ho ascoltato con interesse i ragazzi ? dichiara il sindaco Manca ?. E? positivo che abbiano organizzato questa manifestazione per protestare in modo civile contro una riforma che avrà pesanti ripercussioni. C?è un movimento nuovo che deve essere ascoltato e letto con attenzione». Oggi gli studenti replicano: un corteo parte alle 9 da piazzale Michelangelo per arrivare in piazza dell?Ulivo dove la riforma Gelmini passerà l?ennesimo esame. IN CENTRO ieri mattina anche la protesta di insegnanti e studenti dell?Itis Alberghetti: i ragazzi del liceo tecnologico, in camice bianco, hanno fatto lezione sotto l?Orologio. L?attività in piazza è stata decisa dall?assemblea del personale dell?Alberghetti, assieme alla sospensione delle gite scolastiche. «Non sono contemplate fra le attività dei docenti», dicono i prof. Che si rivolgono alle famiglie per fare presente i rischi della riforma. Non ultimo, la scomparsa del liceo tecnologico sull?onda della soppressione delle sperimentazioni didattiche. E OGGI protestano anche i genitori dei 15 bambini che frequentano l?elementare di Sassoleone. L?assessore regionale all?Istruzione, Paola Manzini, ha escluso la chiusura di scuole, comprese quelle di montagna, ma a Sassoleone continuano a temere la norma che prevede la chiusura delle scuole con meno di 50 iscritti (ma sarebbe la Regione a concedere le deroghe). I genitori manifestano davanti alla scuola dalle 9.30 alle 12.30, in concomitanza con lo sciopero nazionale. I sindacati portano alla manifestazione di Roma oltre 300 persone (4 pullman, auto e treno speciale).
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da "Resto del Carlino, Il (Imola)"
del 30-10-2008)
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IMOLA pag. 3 Il Pdl ribatte a Mondini: «Basta con gli insulti» «E? OPPORTUNO che Mondini la smetta di insultarci gratuitamente se vuole instaurare un rapporto civile e corretto». Firmato Simone Carapia (Pdl) che rilancia l?ennesimo strappo nel centrodestra consumato sul fronte della scuola. Riccardo Mondini (Ucd) ha criticato in aula il decreto Gelmini e dal Pdl hanno risposto negando le firme per il consiglio tematico a quel punto proposto dal Pd. «Mondini e la sinistra ? aggiunge Carapia ? dimenticano che questo decreto blocca per 5 anni il carolibri». E sempre dal Pdl, Alessandro Fiumi aggiunge: «Mi aspetto che Mondini sfili con il Pd per contestare la Gelmini e il governo Berlusconi».
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da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 30-10-2008)
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CESENA AGENDA pag. 6 )SCUOLA Guidazzi: «Troppa superficialità in chi protesta»... )SCUOLA Guidazzi: «Troppa superficialità in chi protesta» LA MIA IMPRESSIONE è che i contestatori scesi in piazza per protestare contro il Decreto Gelmini in molti casi non abbiano conoscenza, se non molto superficiale, del problema e abbiano ancora meno chiare le modalità per modificare in positivo la situazione della scuola italiana. Un visitatore straniero che dovesse ascoltare le voci dei dissidenti, potrebbe pensare che l?iniziativa legislativa del Governo intende rovinare ciò che è perfetto. Invece che la situazione della pubblica amministrazione e della scuola in particolare sia rispondente alle necessità di un Paese moderno, credo che nessuno possa affermarlo. Che poi le modalità di riforma siano opinabili e che proposte migliorative potrebbero e dovrebbero essere avanzate, è sacrosanto. Ma le proposte migliorative, chi le fa? Forse i giovani della contestazione? Forse il partito di opposizione? Io non ne ho ascoltate. Prendo le mosse da un articolo di Luca Ricolfi pubblicato da La Stampa il 25 settembre scorso. Ricolfi ha molte perplessità su come si procede, ma rileva la carenza assoluta di controproposte chiare e inequivocabili e, elemento aggravante, questo vuoto viene nascosto dietro patenti ?bugie?. «Non è vero che il bilancio della scuola subirà tagli per 8 miliardi: il taglio del prossimo anno sarà inferiore a 0,5 miliardi (1% del budget), tagli netti previsti per il triennio 2009/2011 sono pari a 3,6 miliardi spalmati in tre anni». Poi aggiunge: «Non è vero che saranno licenziati 87.000 insegnanti: la riduzione avverrà limitando le nuove assunzioni? la riduzione di 87.000 unità si raggiungerà nel 2012 e include le riduzioni già pianificate da Prodi (circa 20.000 unità)». NON INTENDO dilungarmi ulteriormente, ma ho l?impressione che la polemica sia strumentale. D?altra parte, l?unica cosa che chiedo al Pd è di essere coerente.Nel programma economico illustrato dall?on.Morando nel corso della campagna elettorale, si diceva che, in caso di vittoria, il Pd intendeva tagliare le spese correnti di circa 40 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Da stime fatte, gli sprechi assommano a circa 80 miliardi di euro annui. Alcuni studi redatti da esperti, sicuramente non berlusconiani, rilevano che gli sprechi sono suddivisibili su almeno quattro settori: sanità 18%, scuola 25%, false pensioni di invalidità 32%, giustizia civile 31%. Ora, se questo è, non si può non chiedere al Pd: quali tagli fareste o intendete proporre? Mario Guidazzi, segretario Consociazione Pri Cesenate
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da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 30-10-2008)
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FORLI' PRIMO PIANO pag. 10 Stamattina tocca alle superiori SCUOLA RITROVO ALLE 9 IN PIAZZALE DELLA VITTORIA, POI IL CORTEO SFOCER IN PIAZZA di MILENA MONTEFIORI «NONOSTANTE il decreto Gelmini sia diventato legge noi non ci fermeremo, continueremo a protestare». A parlare, a nome di numerosi studenti degli istituti superiori forlivesi è Luca Bertani, del liceo scientifico tra i rappresentanti dell?associazione apartitica Rete degli studenti medi di Forlì che sarà una delle anime dell?assemblea studentesca che si propone di infiammare piazza Saffi dalle 9.30 di stamattina con corteo in partenza dalle 9 in piazzale della Vittoria. «Siamo contrari a qualsiasi azione violenta e all?interruzione delle lezioni ? spiega Gabriella Principalli, rappresentante degli studenti medi del liceo classico ?. Ci stiamo riunendo da giorni con tutti i rappresentanti delle altre scuole perché vogliamo proporre l?autogestione negli istituti. Intanto parteciperemo all?assemblea studentesca». IL PROGRAMMA dell?iniziativa, in collaborazione con gli studenti universitari, gli insegnanti ed alcune mamme di alunni di medie e superiori comincerà nella prima mattinata e si snoderà attraverso più interventi «Il nostro scopo ? continua Bertani ? è quello di illustrare la riforma Gelmini, dai punti che riguardano le elementari a quelli che interessano gli universitari». INTANTO ieri mattina gli studenti dell?istituto d?arte hanno voluto giocare d?anticipo. «Abbiamo deciso di fare sciopero come risposta all?approvazione del decreto ? racconta Antonio ? Avevamo già gli striscioni preparati, così siamo partiti in corteo verso il centro studi, invitando gli altri istituti ad unirsi a noi». Tutti uniti contro il decreto Gelmini, che ora è legge. Nella foto a sinistra, un momento della lezione universitaria ieri mattina in piazza Saffi
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 30-10-2008)
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SPETTACOLI 30-10-2008 ATTACCO AL POTERE ESAURITI I BIGLIETTI PER IL NUOVO SPETTACOLO DEL COMICO-TRIBUNO GENOVESE AL PALASPORT «BRUNO RASCHI» E domani c'è anche Grillo con «Delirio» E' di ieri la sua ultima provocazione sul blog: «Camera e Senato? Tanto vale chiuderli» II «Il decreto dell'egida Gelmini è stato approvato. Il Parlamento è ormai esautorato. Non serve a nulla. Il Governo decide, decreta, ordina. Io a questo punto propongo la chiusura della Camera e del Senato». E' la nuova, provocatoria proposta lanciata ieri attraverso il suo blog da Beppe Grillo, subito dopo il voto al Senato sul contestato «pacchetto scuola». E proprio questo argomento di strettissima attualità (sul quale già da diversi giorni ha messo il proprio blog a disposizione di studenti e insegnanti), potrebbe ritagliarsi uno spazio nel nuovo spettacolo «Delirio», che il comico-tribuno genovese sta portando in giro per i palazzetti italiani e che domani alle 21,30 farà tappa al PalaRaschi, già esaurito in prevendita (casse comunque aperte per informazioni dalle 19,30). L'organizzazione della data parmigiana dello show è di Kolosseo e Ad Arte. Sul palco ci saranno una lavatrice con la quale verrà fatto un bucato senza detersivo, tre schermi con altrettanti superesperti di economia e una bara. Ma - promettono dall'entourage di Grillo - «Delirio» è uno show divertente, in cui il comico genovese lascia da parte i toni apocalittici del V-Day e punta soprattutto a far ridere, pur raccontando «tragedie». Sarè presente il Meetup Non- SoloGrilli di Parma, che segue da anni l'attività di Grillo, supportandolo a livello nazionale ma agendo anche sulle problematiche locali. E a questo riguardo, il gruppo interverrà durante lo show presentando alcuni video e illustrerà soluzioni ed alternative alle politiche finora adottate dall'amministrazione di Parma. Il Meetup invita a seguire la sua attività attraverso il sito: beppegrillo. meetup.com/69/it/ oppure telefonando al 320 8135073. Fustigatore Grillo torna a Parma per la quarta volta in quattro anni.
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da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 30-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 3 «Battaglia responsabile e strategica» INTERVENTI APPELLO DELL?IDV ALLE ISTITUZIONI MENTRE I SOCIALISTI PLAUDONO ? MASSA ? «TAGLIARE le spese per la scuola, l?università e la ricerca è l?obiettivo del duo Tremonti-Gelmini. Al contempo pretendono di far credere che così si migliora l?efficienza e l?efficacia delle istituzioni formative pubbliche. In realtà l?intero percorso formativo risulta duramente penalizzato». L?avvocato Paola Pasini del coordinamento provinciale dell?Italia dei Valori rileva poi come, a fronte dei pesanti e dello smantellamento del sistema formativo pubblico di ogni grado, siano «più che giuste le iniziative di protesta e di lotta degli studenti e dei docenti, dei sindacati e delle famiglie, compreso lo sciopero generale con la grande manifestazione nazionale di Roma». L?Idv ritiene che «istituzioni locali, Comuni e Provincia, dovrebbero garantire un impegno politico di sostegno alla mobilitazione sociale in difesa della scuola pubblica. E visto il clima non violento è opportuno che anche le forze di polizia svolgano il loro ruolo con la necessaria discrezione». Plaudono ai giovani anche i socialisti di Forno. «La protesta è sicuramente nuova e diversa ? scrivono ? : è più matura e più genuina perchè sorge spontanea». « Ci eravamo illusi ? proseguono ? , noi figli della ex contestazione di massa, di avere noi soli la capacità di vedere oltre il velo della politica e di dare la ricetta giusta per risolvere i problemi. Ma a nulla sono servite le nostre battaglie per i diritti civili, per il lavoro sicuro e un mondo migliore. Spesso non abbiamo neanche individuato l?interlocutore giusto. Così quando, com?è accaduto per la Eaton, qualcuno ha deciso di giocare sporco non siamo risusciti neanche a fargli arrivare l?eco della nostra protesta. Ed allora apprendiamo con estremo piacere che i nostri ragazzi sono cresciuti da soli e protestano con autonomia di giudizio e con lungimiranza, e che questo modo di agire estremamente responsabile ha messo alle corde il governo». I socialisti «non possono non condividere la serietà delle intenzioni, delle idee e delle soluzioni proposte per migliorare la scuola: la difesa della scuola pubblica significa la difesa anche di sanità, assistenza e previdenza pubblica». Infine ribadiscono «solidarietà agli studenti consapevoli della centralità e della importanza strategica della protesta», e li invitano «a non rinunciare alla grande potenzialità riformatrice che stanno portando in piazza».
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da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 30-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 3 ? MONTIGNOSO ? «COME amministrazione comunale di Montignoso sosteniamo la protesta... ? MONTIGNOSO ? «COME amministrazione comunale di Montignoso sosteniamo la protesta degli studenti contro la riforma Gelmini che il governo vuol portare avanti. Riteniamo che impoverisca la scuola pubblica e che non contenga un vero e proprio progetto scolastico di cui la scuola ha bisogno». L?assessore alla cultura Settimo Del Freo va avanti così: «La riforma mette davanti a tutto l?aspetto del contenimento della spesa senza affrontare il problema organizzativo con ricadute negative anche per gli enti locali che vedranno impoveriti mezzi e risorse per la programmazione in atto per costruire una scuola di qualità».
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da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 30-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 3 ? MASSA ? DUECENTO studenti del Liceo Pascoli e dell?istituto T... ? MASSA ? DUECENTO studenti del Liceo Pascoli e dell?istituto Toniolo ieri mattina si sono ritrovati sotto il palazzo comunale per protestare contro la riforma Gelmini. E? stata una mobilitazione non programmata, frutto di contestazioni avvenute all?interno delle scuole e che ha coinvolto studenti di diverse idee politiche. «In questo momento di mobilitazione permanente ? ci ha dichiarato ieri mattina Angelica Gatti, coordinatrice provinciale della Rete degli studenti Medi ? abbiamo deciso di organizzare per domattina (stamani, ndr) alle 9, in concomitanza con lo sciopero generale dei sindacati, un sit-in in piazza Garibaldi al quale parteciperannao i ragazzi che non potranno andare allla manifestazione di Roma. E se sarà possibile faremo anche un corteo». «Noi siamo qui ? ha tenuto a dire Martina Tongiani, 5° L, rappresentante del Pascoli nella Consulta studentesca provinciale ? perchè nell?assemblea straordinaria di stamani, nonostante il preside ci avesse concesso di fare lezione in piazza e tutti noi studenti fossimo d?accordo non abbiamo trovato disponibilità da parte dei professori. Molti docenti, infatti, hanno detto no all?iniziativa. E così ci siamo riuniti qui per parlare della riforma della scuola. E domattina (stamani, ndr) inizieremo uno stato di agitazione». Gianluca Improta, 5 AM (Itcg Toniolo), rappresentante di ragioneria nella Consulta studentesca, ci ha spiegato: «Lunedì scorso in assemblea straordinaria nel nostro istituto avevamo chiesto la possibilità di mettere in atto iniziative per riflettere sulla riforma Gelmini ed esprimere il nostro no. Avevamo proposto autogestione o lezioni all?aperto o altre forme di protesta ottenendo solo un?ora di comitato studentesco. Il preside non ha accettato nessuna delle nostre proposte. E così stamani al momento di entrare a scuola, davanti all?istituto abbiamo sventolato uno striscione di protesta. E? arrivata la Digos a dirci che non potevamo ostacolare la partecipazione alle lezioni. Noi, così come era nelle nostre intenzioni, non abbiamo impedito a nessuno di entrare. Ma in pochi sono andati in classe». Fino a mezzogiorno, nonostante la pioggia, la protesta sotto il palazzo è andata avanti con gli studenti del Liceo sociale e del linguistico del Pascoli, del Toniolo (geometri e ragioneria) e con i rappresentanti della Rete degli studenti medi. Ma in atto ci sono anche altre proteste di studenti del Liceo classico Rossi (lezioni all?aperto) e del Liceo scientifico Fermi dove è in atto un?assemblea permanente. Alberto Sacchetti
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da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 30-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 3 di ANGELA M. FRUZZETTI STUDENTI del Liceo Classico Rossi a lezione di ?p... di ANGELA M. FRUZZETTI STUDENTI del Liceo Classico Rossi a lezione di ?politica?. La protesta non si limita però alla sola lezione in piazza ma si estende ad incontri programmati per approfondire il tema che sta incendiando l?Italia: la riforma Gelmini. E ieri, sul palco del Teatrino dei Servi, hanno preso parola il vice sindaco Martina Nardi, l?assessore Gabriella Gabrielli, il consigliere comunale Simone Ortori (tutti di Sinistra Arcobaleno) e il capogruppo Pdl in consiglio comunale Corrado Amorese, i quali hanno risposto alle domande, incalzati dagli studenti Francesco Morchi e Luca Nicolini. Non è stato un dibattito particolarmente acceso e, i toni ragionevolmente pacati, hanno consentito di coinvolgere la giovanissima platea, attenta al tema. Tutti i politici (Amorese compreso) si sono trovati d?accordo sulla necessità di difendere la scuola pubblica italiana, manifestando il loro disappunto contro i finanziamenti alla scuola privata. «Ognuno è libero di protestare ? ha aggiunto Amorese incalzato dalle domande degli studenti ? ma non bisogna difendere l?esistente, perché l?università di oggi è in mano ai ?baroni?». E ancora: «Il decreto Gelmini ha registrato un consenso nazionale del 62%. Invito quindi gli organizzatori a ripetere un incontro come questo ma con la possibilità di disporre del decreto nella sua interezza, perché è importante leggerlo per poi discuterne». Amorese ha aggiunto che «studi e università devono essere pubblici» e che «il privato deve essere pagato da chi lo sceglie e frequenta». Non dovrà mai passare il messaggio che ?privato è meglio? e ?pubblico bassa qualità?. L?importante è fare in modo che tutto ciò rientri nella spesa e che la scuola non diventi uno ?stipendificio?». Martina Nardi non si è lasciata sfuggire l?occasione per controbattere: «Non si può dire che si è contro il finanziamento alle scuole private sostenendo politicamente la Gelmini e il governo Berlusconi. Privatizzare l?università significa dare più potere ai ?baroni? ed escludere dal diritto allo studio i meno abbienti. In questo paese per la prima volta non abbiamo un?opposizione vera e questo non aiuta a conferire una visione reale complessiva. Penso che la manifestazione di oggi, a Roma, farà scendere l? appeal di Berlusconi perché, stavolta, a fare ?vera? opposizione, in piazza, sarà il popolo» . Da Massa partiranno per la capitale undici pullman.
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 30-10-2008)
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PRIMO PIANO 30-10-2008 Primo piano ISTRUZIONE RIFORMA APPROVATA CON 162 VOTI A FAVORE E 134 CONTRARI. L'OPPOSIZIONE: «NON FINISCE QUI». OGGI SCIOPERO GENERALE E CORTEO A ROMA Il Senato dice sì, la scuola volta pagina Il premier: «Spiace vedere tanti ragazzi presi in giro dalla sinistra». Veltroni e Di Pietro: «Referendum» ROMA II Il decreto Gelmini sulla scuola è legge. Il Senato lo approva in via definitiva con 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti. Un'approvazione scontata, vista la forza dei numeri del centrodestra a Palazzo Madama, salutata con soddisfazione dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: «La scuola cambia, si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione»; e dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: «Il voto è andato come era logico che andasse. Spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra». La maggioranza ha fretta di chiudere questa partita e considera archiviata la lunga battaglia in Parlamento sul decreto, nella speranza che le proteste degli studenti scemino in breve tempo. Ma non la pensa così l'opposizione che, appena approvata la legge, è scesa in piazza a parlare con gli studenti che da martedì stazionano a piazza Navona, promettendo nuove iniziative, considerando affatto chiusa la partita. Anzi. E' stato lesto il capogruppo dei dipietristi Felice Belisario ad urlare agli studenti, accalcati davanti al Senato, nella stradina che collega piazza Navona a corso Rinascimento: «L'Idv cercherà con tutti i mezzi di ribaltare la situazione: se servirà anche con un referendum abrogativo». La capogruppo del Pd Anna Finocchiaro, anche lei scesa a parlare con gli studenti, ha definito la proposta «una buona idea», sostenendo la necessità di «aprire un confronto ampio in tutto il Paese». Stessa presa di posizione da parte di Walter Veltroni. Dopo l'approvazione del contestato provvedimento non accenna quindi a calare la tensione tra i due schieramenti come è apparso chiaro prima del voto finale. E questa tensione, forse, si è riverberata anche nella piazza dove si è avuto un breve scontro tra le anime di destra e di sinistra di questo inedito movimento studentesco che è esteso in tutta Italia. E' stato il capogruppo della Lega Nord Federico Bricolo ad esporre, senza giri di parole, la posizione della maggioranza: «Avete soffiato sul fuoco della protesta ma oggi vi diciamo che la ricreazione è finita»; mentre Maurizio Gasparri ha aggiunto: «Non ci hanno fermati, andiamo avanti», rinnovando le accuse alla sinistra di «manovrare» studenti definiti «ridicoli». «Oggi ha replicato in Aula Finocchiaro pensate che approvando questo decreto sia finita qui. Non è così, non è così per noi e non credo che sarà così per il Paese». La capogruppo del Pd ha protestato, con vivacità, per l'asprezza delle polemiche sollevate dalla maggioranza prendendosela, in particolare, con il capogruppo del Pdl. «Per voi ha osservato chi protesta, chi non è d'accordo, è disinformato, strumentalizzato o, come dice Gasparri, "un cretino in malafede" ». «Mi colloco ha aggiunto tra gli applausi dei senatori democratici spontaneamente nella categoria, anzi tutto il mio gruppo, siamo tutti cretini in malafede, bugiardi, anche, fascio- comunisti». A accendere il clima ci ha pensato Francesco Cossiga che, nel motivare il suo voto a favore del decreto perché è contro i baroni «un tempo invisi agli studenti», ha ricordato, tra gli applausi della maggioranza e le proteste del Pd: «Venni applaudito dal Pci perché avevo fatto picchiare a a sangue gli studenti che avevano contestato Luciano Lama» all'Università di Roma nel '77. «Non finisce qui»: lo ha promesso l'opposizione e lo griderà forte oggi il mondo della scuola che, rispondendo all'appello dei sindacati di categoria, arriverà a Roma da tutta Italia per manifestare contro le politiche dell'istruzione, in concomitanza con lo sciopero generale della scuola. Aule semideserte e piazze piene, non solo a Roma, è l'auspicio dei promotori. «Ci aspettiamo afferma il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo una grande partecipazione». «L'iniziativa aggiunge il leader della Uil scuola, Massimo Di Menna - deve convincere il governo ad aprire un confronto». Imponente la macchina organizzativa: un migliaio di pullman partiranno dalle varie zone d'Italia. Almeno 7 i treni speciali. Prevista la partecipazione di tanti politici: Veltroni, Ferrero, Vendola, Di Pietro; prenderanno la parola i segretari generali dei cinque sindacati di categoria. Chiuderà il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. Palazzo Madama Il ministro dell'Istruzione Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, ieri mattina nell'aula del Senato. FOTO ANSA
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da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 30-10-2008)
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SARZANA pag. 14 LA «SETTIMANA DI PASSIONE» degli studenti sarzanesi prosegue... LA «SETTIMANA DI PASSIONE» degli studenti sarzanesi prosegue con assemblee e dibattiti che vedono uniti gli studenti del liceo Parentucelli e dell?Itc Arzelà. Dopo la manifestazione di martedì per le vie della città, ieri mattina i rappresentanti dei sindacati della scuola, che in queste ore manifestano a Roma contro il decreto Gelmini, sono stati invitati dai ragazzi a spiegare le ragioni della protesta, hanno risposto alle loro domande e condiviso le preoccupazioni di molti studenti sulle trasformazioni in atto nel mondo della scuola e dell?università. C?erano Gino Castiglione per la Cisl, Lara Ghiglione per la Cgil, Enrico Tonelli per Snals. «Cosa succederà se le università si trasformeranno in fondazioni? Che effetto avrà il decreto sulla scuola?», hanno chiesto gli studenti. All?assemblea hanno partecipato anche molti insegnanti; il preside Marco Mezzana ha voluto complimentarsi con gli studenti per il comportamento «civilissimo». Fra interrogativi e tentativi di dare risposte, continua la protesta degli studenti di Sarzana, che per il momento evita le soluzione estreme come l?occupazione o l?autogestione. Una protesta che ha trovato «conforto» e supporto anche nel mondo politico. Oggi molti studenti e insegnanti hanno lasciato vuote le aule di Liceo e Ragioneria per lo sciopero, una delegazione sarà a Roma. Domani mattina dalle 11 alle 13 si torna in classe, ma con una lezione speciale tenuta dal preside del liceo Marco Mezzana e dalla professoressa Daniela Tartarini dell?Arzelà per chiarire agli studenti alcuni punti di educazione civica, costituzione, decreti legge: due ore per fare un panorama di «come è organizzato lo stato italiano». Al rientro dal ponte dei Santi, il 3 novembre dalle 10 alle 13 ci sarà un?altra assemblea con alcuni studenti universitari di Pisa, il 4 una manifestazione.
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 30-10-2008)
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PRIMO PIANO 30-10-2008 I punti salienti Dal maestro unico al voto in condotta, ecco le novità Il maestro unico alle elementari, il ritorno dei voti in pagella, la valutazione della condotta nel giudizio finale sullo studente, l'aumento della durata dei libri di testo. Sono questi i punti salienti del decreto Gelmini, approvato ieri mattina in aula al Senato. MAESTRO UNICO: alle elementari, già dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente. Il maestro unico sarà però affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese. Per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento, è previsto che si possa attingere, per l'anno 2009, dai bilanci dei singoli istituti scolastici. VOTO IN CONDOTTA: si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. VOTI IN PAGELLA: tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi sufficiente, buono, distinto, ottimo con i quali finora si concludeva il percorso di studi). LIBRI DI TESTO: i testi scolastici dovranno durare almeno cinque anni (salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento) evitando così continue riedizioni spesso inutili (soprattutto per alcune materie) e certamente onerose per le famiglie. SI INSEGNA LA COSTITUZIONE: il decreto prevede la sperimentazione dell'insegnamento di educazione civica («Cittadinanza e Costituzione»). DOCENTI SISS: è stata introdotta una norma che salvaguarda le aspettative di alcune categorie di docenti, come, ad esempio, gli abilitati Siss (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento. EDILIZIA SCOLASTICA: vengono destinate risorse (una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni di euro) all'edilizia scolastica.
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 30-10-2008)
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PROVINCIA 30-10-2008 Parmense PROGETTO PER SALVARE LA SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE Affitti agevolati per sconfiggere lo spopolamento Iniziativa del Comune di Bore rivolta a coppie giovani con figli dai 3 agli 8 anni BORE Gaetano Coduri II Il Comune di Bore rilancia l'iniziativa «Green school for babies? Yes, we can» per salvare la scuola materna ed elementare dai rischi dello spopolamento. L'azione che punta a contrastare il continuo spopolamento della montagna prevede affitti agevolati per favorire la residenza di coppie giovani con reddito da lavoro dipendente o autonomo e soprattutto con figli in età scolare dai 3 agli 8 anni. A questo riguardo, il Comune si pone come intermediario tra i possessori di locali da affittare sul territorio del comune di Bore (che devono rispondere a determinate caratteristiche) e i potenziali locatari che avanzeranno la domanda, fornendo un supporto economico in termini di agevolazioni e contributi. «Visto il basso trend di natalità della popolazione di Bore - spiega il sindaco Fausto Ralli - il rischio di chiusura delle scuole si fa sempre più concreto». «Abbiamo quindi ritenuto necessario - ha precisato - avviare misure che possano incrementare la presenza stabile di famiglie giovani sul territorio comunale mirando ad evitare, al contempo, l'aggravio del doloroso spopolamento delle località montane». Un progetto, quello che verrà riproposto nei prossimi giorni già attuato lo scorso anno con il supporto della Provincia di Parma, atto a fermare lo spopolamento e la chiusura dei servizi di prima necessità. Un'iniziativa che si spera possa essere un passo avanti verso il mantenimento della popolazione nel territorio della nostra montagna, da ani soggetto a calo. A Bore la preoccupazione per le sorti della scuola è dettata innanzitutto dal numero degli alunni. Una preoccupazione a cui, nello scenario aperto dalla dibattuta riforma Gelmini, si sommano quelle dovute alla prevista diminuzione degli orari scolastici e al taglio del personale docente. «In base al decreto - ha detto Ralli - non c'è il rischio di chiusura basato sui numeri per le nostre scuole, poiché protette dalla formula dell'Istituto comprensivo fondato nella Valceno da oltre due anni. In secondo luogo il decreto esonera i territori ricadenti nelle Comunità Montane. I timori sono tuttavia legati al ruolo che i Comuni, in un momento di tagli finanziari come questo, saranno chiamati a giocare per offrire una scuola di qualità anche in seguito alla diminuzione sia degli orari che del personale e alle esigenze che ne deriveranno». Il nuovo bando sarà disponibile a partire dai prossimi giorni sul sito Internet www.comune. bore.pr.it. Per informazioni si potrà contattare il Comune di Bore allo 0525-79137 o 0525-79438. Scuola L'iniziativa vuole incentivare le famiglie con figli in età scolare a non abbandonare il paese.
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da "Gazzetta di Parma Online, La"
del 30-10-2008)
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Oggi lo sciopero generale della scuola - L'ateneo prende posizione: "No ai tagli del Governo" Dopo il sì al decreto Gelmini, il mondo della scuola arriva oggi a Roma da tutta Italia per manifestare contro le politiche del governo sull'istruzione. Lo sciopero generale, indetto dalle principale sigle sindacali che operano nella scuola, porterà nella capitale con treni speciali e un migliaio di pullman da tutta Italia, studenti, insegnanti e personale amministrativo. Il corteo sfilerà stamane da Piazza della Repubblica a Piazza del Popolo, dove parleranno i leader sindacali. LA GIORNATA DI IERI Il decreto Gelmini è legge. Il Senato ha infatti detto sì al provvedimento con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. A Roma, Palazzo Madama è assediato dai manifestanti contro la riforma. A Parma, invece, molti istituti superiori sono stati impegnati in assemblee. Ora anche l'università parmigiana, dopo due riunioni del Senato Accademico ieri, e del cda oggi, ha preso ufficialmente posizione nei confronti della legge 133. Una posizione fortemente critica, che punta il dito contro i tagli previsti dal Governo. Ieri sera, sempre per protestare contro le novità nel mondo scolastico -universitario, circa mille persone fra docenti, genitori e ragazzi hanno sfilato sotto la pioggia da piazzale Picelli al ponte di Mezzo con fiaccole e...ombrelli. L'UNIVERSITA' CONTRO LA LEGGE 133 - Il Senato accademico dell'università parmigiana si è riunito ieri. Il Consiglio di amministrazione oggi. Entrambi concordano: i tagli previsti dal Governo sono "pesanti" e "indiscriminati", e "non tengono conto della qualità dell'università". Leggi la mozione nella sua versione completa LEZIONI IN PIAZZA - Continueranno per tutta la giornata diverse lezioni universitarie in piazza. Borsa a tracolla e quaderno per gli appunti, tanti ragazzi questa mattina si sono presentati in piazza Garibaldi per assistere a corsi all'aperto. In programma approfondimenti sulla legge 133, ma anche lezioni di chimica metallorganica e sull'arte di risoluzione del sudoku. (Scarica il programma in allegato sotto l'articolo) ASSEMBLEE NELLE SCUOLE - Diversi sono gli istituti superiori che sono stati impegnati in assemble. L'istituto Sanvitale è in autogestione, mentre un'assemblea permanente è in corso al liceo classico Romagnosi (guarda le foto di ieri in Mediagallery). Assemblea di approfondimento anche al liceo scientifico Marconi, mentre all'Istituto tecnico Melloni si riuniranno solo i rappresentanti del comitato studentesco per poi riferire alle diverse classi. Incontri fra gli studenti anche al Toschi e al Giordani e al liceo musicale Boito. All'Ipsia, la preside convocherà i rappresentanti d'istituto.Lezioni regolari per gli studenti del Maria Luigia, dell'Ulivi, del Bodoni, Rondani, Bocchialini, Chieppi. LA FIACCOLATA DI IERI SERA - Guarda le foto e i video in Mediagallery COSA DICE LA LEGGE 133 (AMBITO UNIVERSITARIO)- Leggi l'articolo COSA DICE LA LEGGE GELMINI (AMBITO SCOLASTICO) - Leggi l'articolo
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da "Tempo, Il"
del 30-10-2008)
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stampa Tiziana Briguglio Si è conclusa con ... Tiziana Briguglio Si è conclusa con una lezione del professor Bordignoni sui «campi elettromagnetici» proprio nel bel mezzo di piazza del Popolo, la manifestazione che ieri ha visto sfilare in corteo circa 200 persone, fra studenti, docenti e ricercatori del polo pontino dell'Università La Sapienza di Roma. Un'iniziativa apartitica, hanno tenuto a dire gli organizzatori, mossa dal desiderio comune di difendere il diritto all'istruzione. Partiti alle 9 in punto dalla sede della facoltà di ingegneria di via Doria, al grido «se ci bloccano lo studio noi blocchiamo la città», armati di striscioni e con il cartello «Affittasi» provocatoriamente attaccato alle magliette, hanno voluto unirsi al coro unanime dei colleghi di tutta Italia che nelle stesse ore in cui il Decreto Gelmini diventava legge manifestavano il loro dissenso. A preoccuparli, le disposizioni riguardanti la razionalizzazione del sistema universitario; norme che se così applicate , hanno voluto sottolineare alcuni dei partecipanti, comprometterebbero seriamente il futuro del distaccamento di Latina così come la possibilità di studiare per le migliaia di studenti. «Pian piano i docenti di Roma - ha commentato il professore di ingegneria Budoni - saranno richiamati dalle facoltà madri perché in gravissime difficoltà e quindi a nessuno di quelli impegnati a Latina sarebbe concessa la possibilità di potervi continuare a insegnare». Tra le proposte avanzate, quella di invitare le istituzioni a promuovere un consorzio di sostegno finanziario alle attività didattiche e di ricerca della sede di Latina, aperto ad enti pubblici e privati e non una fondazione come vorrebbe il Governo. Il tutto per continuare a tenere alta la qualità della ricerca e il mantenimento dell'autonomia dell'università pubblica. Per domani in piazza del popolo è prevista una manifestazione del «Blocco studentesco», il movimento giovanile di Casapound.
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da "marketpress.info"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 ADAMO (PD): LA LEGA FA PROCLAMI IDEOLOGICI SULLE CLASSI DIFFERENZIALI E VOTA IL COMMISSARIAMENTO DI COMUNI E REGIONI Roma, 30 ottobre 2008 - Come purtroppo previsto, larroganza del centrodestra e della Gelmini hanno portato al voto finale sul decreto 137, contestato dal Paese, senza che nemmeno uno degli emendamenti dellopposizione sia stato accolto. Cè un punto che è rimasto in ombra, nel dibattito giustamente concentrato sul tempo scuola così caro alle famiglie, ed è il taglio ai fondi per la sicurezza nelledilizia scolastica. Ma non basta: con larticolo 7 i fondi, già decurtati per ledilizia scolastica, competenza esclusiva di Regioni e Comuni, vengono letteralmente scippati dal Governo che li darà ad un nuovo Ente Gestore per provvedere alle opere. Che cosa fa la Lega aspettando il mitico federalismo fiscale? Copre anche questo nuovo atto di centralismo "romano" peraltro poco trasparente, come sta coprendo il commissariamento previsto per le regioni che si opporranno ai tagli degli istituti previsto sempre dalla coppia Tremonti-Gelmini. . . <
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da "Giornale.it, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola n. 260 del 2008-10-30 pagina 2 Gli studenti bloccano i treni di Maria Sorbi E a protestare sono i pendolari I manifestanti occupano i binari alla stazione di Lambrate Ritardi di mezz'ora, lavoratori furenti: «Ci svegliamo alle 5» Ci tenevano proprio gli studenti a occupare i binari. E stavolta ce l'hanno fatta. Dopo il tentativo della scorsa settimana di invadere la stazione di Cadorna, ieri hanno occupato, in circa mille, le rotaie di Lambrate, mandando in tilt la circolazione dei treni. Risultato: pendolari furenti e ritardi di circa un'ora su tutta la linea ferroviaria. «E allora cosa dovrei dire io? - insorge un operaio mentre aspetta il treno - Guadagno così poco che dovrei scioperare da tre anni. Ma mi alzo alle cinque del mattino per il turno e non ho il tempo di fare certe cose». Il vero obbiettivo dei collettivi studenteschi, nel giorno dell'approvazione del decreto Gelmini, è raggiungere la tangenziale e bloccare il traffico. Non ce la fanno. La polizia li ferma in via Rombon. Questo tuttavia non arresta «l'onda anomala», alimentata dalla rabbia per le notizia che arrivano in diretta, con un tam tam via cellulare, dalle piazze di Roma, dove gli studenti sono arrivati alle mani con i gruppi di estrema destra. I collettivi si diramano per tutte le vie del centro, dal mattino presto, sotto la pioggia, sottobraccio l'uno all'altro. I liceali di decine di scuole partono da largo Cairoli e sfilano a zig zag per le vie del centro fino al liceo Manzoni, in occupazione. Tutto tranquillo, eccetto qualche momento di tensione in via San Paolo quando una parte del corteo improvvisato sfugge alle forze dell'ordine. La polizia per recuperare alcuni manifestanti è costretta a inseguirli e spintonarli. Uno studente di 15 anni si ferisce a un gomito e viene portato al Fatebenefratelli. In via Torino, un ragazzo sfodera la bomboletta spray e scrive su un tram in sosta: «Blocca la città». E in via Conservatorio viene lanciato un fumogeno. «Bloccheremo tutta Milano - scandiscono in coro gli studenti - questo è solo l'inizio». In programma c'è il blocco delle lezioni, alle superiori e all'università. Con annesso il tentativo di non fare entrare nelle aule chi invece vuole studiare. «Andremo avanti a oltranza» promettono i collettivi. Quelle di ieri sembrano prove generali per il maxi corteo di stamattina, che si unirà alla manifestazione dei sindacati in sciopero. L'appuntamento è per le 9,30 in largo Cairoli per una manifestazioni che gli studenti dedicano ad Abba, il giovane ucciso a sprangate lo scorso settembre in via Zuretti. «Siamo contro il razzismo e contro il fascismo» precisano i capipopolo dei collettivi. Come a dire: non è gradita la presenza nel nostro corteo infiltrazioni di altri gruppi, soprattutto se di estrema destra. L'appuntamento è in largo Cairoli la destinazione è l'università Statale in via Festa del Perdono. Parola d'ordine: «Salva i saperi, ferma Gelminetor». I sindacati di categoria della Cgil hanno organizzato dalle 10,30 un presidio in Piazza Santo Stefano, durante il quale interverranno studenti, precari della scuola, docenti. I ricercatori precari sfileranno dietro allo striscione «Il futuro è di chi lo ricerca». SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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da "Giornale.it, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola n. 260 del 2008-10-30 pagina 2 11 e 15 di Redazione Forza Italia, dalle 11 alle 15, sarà davanti alla Statale, in via Festa del Perdono, per continuare con l'«operazione verità» sul decreto Gelmini. Per illustrare i reali contenuti dell'intervento governativo e «smascherare le bugie» dei contestatori. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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da "Giornale.it, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola n. 260 del 2008-10-30 pagina 2 Sciopero di Redazione Oggi scenderanno in piazza i sindacati, con una manifestazione unitaria contro il decreto - ormai divenuto legge - Gelmini. Ma gli studenti sembrano determinati a giocare un'altra carta, prima dell'eventuale ricorso al referendum: l'appello diretto al presidente della Repubblica. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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da "Giornale.it, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola n. 260 del 2008-10-30 pagina 2 Gli slogan, vecchi ritornelli e idee confuse: «Via i fascisti! Chi sono? Non lo so, cioè sì» di Redazione «Via i fascisti dalla nostra scuola». Lo urlano a gran voce i liceali durante il loro corteo improvvisato. I fascisti. Ma chi sarebbero «i fascisti» nella scuola secondo loro? Le idee sono confuse, parecchio. «No, ecco, forse non lo stai chiedendo proprio alla persona giusta» arrossisce uno studente di 16 anni, preso alla sprovvista. «Non lo so. Cioè sì - risponde timido un compagno - insomma, non intendiamo proprio fascisti». Però lo urlano. Un altro ragazzino fa marcia indietro davanti alla domanda diretta. «Io non ho partecipato al coro» si giustifica. Eppure è tra le prime file del gruppo del corteo che blocca le strade di Milano, che urla «razzisti» e «bastardi» alla polizia. Parole evidentemente intonate da pochi e ripetute a vanvera dagli altri. Senza particolare consapevolezza. Qualcuno spiega che è contro all'insegnante unico ma non sa che la riforma riguarda solo le elementari. Allora ridacchia: «Ah vabbè, meglio, io sono in quinta ginnasio». Solo una ragazza, look da centro sociale e sigaretta fai-da-te tra le dita, dà la sua risposta e spiega cosa intende lei per «fascisti». «I nazi - spiega mentre marcia in via Torino con gli altri - sono quelli che non capiscono niente. Sono quelli che spaccano tutto e basta. Io sono del Boccioni e alcuni di loro sono venuti a rovinare la nostra occupazione spaccando i contro soffitti della scuola. Quelli sanno usare solo la violenza». Un'altra ragazza, coda di cavallo e impermeabile chiaro, prende le distanze dai cori intonati dalle prime file: «No, io non la penso allo stesso modo. Io manifesto solo perché sono contraria ai tagli della riforma Gelmini». Milano è stata piegata da una minoranza di manifestanti. «Precisamente - puntualizza il vicesindaco Riccardo De Corato - lo 0,5 per cento, che hanno preferito bigiare mandando in tilt la città con cortei non autorizzati, scimmiottando vecchi stilemi dei centri sociali, come quello di inveire contro le forze dell'ordine». SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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da "Nuova Venezia, La"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola Via libera del Senato, la riforma Gelmini è legge. Scontri nella capitale. Mobilitazione generale in terraferma e a Venezia Scuola, la protesta sale sul Ponte Il corteo parte da piazzale Roma. Ieri bloccato il centro di Mestre VENEZIA. Il Senato dà il via libera alla riforma della scuola e in tutta Italia la protesta dilaga. A Roma violenti scontri in piazza Navona. Oggi, giornata di sciopero generale del settore, a Venezia è in programma la marcia degli studenti sul Ponte della Libertà: traffico bloccato dalle 10 in poi. Ieri un corteo improvvisato ha mandato in tilt per tutta la mattina il centro di Mestre (nella foto, i manifestanti in piazza Ferretto). Continuano in centro storico e in terraferma occupazioni e assemblee. ALLE PAGINE 3, 4, 5 E 6
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da "Mattino di Padova, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola Il decreto Gelmini è legge, le opposizioni: l'abrogheremo col referendum. Oggi sciopero generale Il rettore: senza fondi il Bo chiude Cinquemila in corteo al «funerale» dell'università PADOVA. L'Università invade la città: dopo le lezioni in piazza, questa mattina studenti, docenti e famiglie si radunano in Prato della Valle, per sfilare, in sincrono con lo sciopero generale della scuola, contro il decreto Gelmini, divenuto legge. Mentre le opposizioni già annunciano un referendum per abrogarla. «Sebbene il mio ruolo istituzionale mi impedisca di scendere in piazza, ribadisco il mio rifiuto alla legge 133», attacca il rettore del Bo, Vincenzo Milanesi; che avverte il rischio di doversi trovare nel prossimo futuro dinanzi all'alternativa se tagliare corsi di laurea o aumentare le tasse d'iscrizione. Intanto, ieri sera cinquemila studenti in corteo al «funerale» dell'università. ALLE PAGINE 3, 5, 6 E 7
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da "Nuova Venezia, La"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola L'Ad della Venezia-Padova alla presentazione del Piano urbano della mobilità «Giusto l'interramento della tangenziale» Brentan rilancia l'idea del Comune: «Si può fare, servono 120 milioni» Si punta alla riduzione del traffico leggero del 40 per cento entro i prossimi dieci anni MASSIMO SCATTOLIN Tangenziale interrata, spunta la proposta della Venezia-Padova. «Abbiamo anche noi una nostra idea - ha annunciato ieri Lino Brentan, ad della società autostradale - Con 120 milioni di euro (30 in meno rispetto a quelli preventivati dal Comune, ndr) si può fare». Il via libera è arrivato ieri al Vega in coda alla prima presentazione pubblica del Pum, il Piano urbano della mobilità messo a punto dal Comune di Venezia in collaborazione con il Centro studi sul traffico del trasportista Pietro Gelmini. Il Piano urbano della mobilità ha un obiettivo ambizioso: guarda avanti, fino al 2027, e oltre i confini del Comune di Venezia, comprendendo Dolo, Marcon, Martellago, Mira, Mogliano, Quarto d'Altino e Spinea. Un'area destinata a un aumento dei residenti dell'8,4 per cento di qui al 2017, con un aumento del numero di addetti ancora maggiore (+16,8 per cento) proprio grazie a questa «massa critica». Con la redazione del Pum il Comune da un lato con la consapevolezza di disporre di uno studio completo e importante, dall'altro, però, conserva l'umiltà di aprire al dibattito com amministratori, categorie, associazioni professionali, ordini. «Con questa prima presentazione pubblica - spiega l'assessore alla Mobilità del Comune Enrico Mingardi - apriamo un confronto con tutti i soggetti interessati su una proposta di progetto che può essere migliorata con il contributo di tutti». Brentan prende la palla al balzo. L'interramento della tangenziale (con l'abbattimento della barriera autostradale compresa tra Terraglio e Miranese) rappresenta l'intervento più significativo di ridefinizione della mobilità e della qualità urbana in terraferma. Sopra la tangenziale interrata si recupererà spazio verde, ricompattando la città. Sotto il verde si passerà in tunnel. Quello che chiede Brentan è di «non lavorare in maniera disgiunta, ma insieme con tutti gli enti interessati, in modo da avere una gestione unitaria e arrivare a un equilibrio della tariffazione». In sostanza concordare - per evitare effetti paradossali - una tariffa tale per cui i camionisti siano incentivati a usare il Passante anzichè, comunque, la tangenziale. Risultato previsto: una riduzione del traffico leggero, di qui a dieci anni, del 40 per cento. La riduzione del traffico non è fine a se stessa, ma collegata agli altri obiettivi di riduzione dell'inquinamento e del consumo energetico. Tra gli «obiettivi irrinunciabili del Pum» c'è, infatti, anche l'affermazione del trasporto pubblico (tram e Sfmr) e l'incentivazione della mobilità ciclabile (obiettivo: +30 per cento in dieci anni). L'obiettivo per il trasporto pubblico è di aumentare del 15 per cento la sua quota di mercato e del 50 per cento il numero di passeggeri da oggi al 2017: significherebbe spostare dalle auto private 18.800 passeggeri nell'ora di punta. Il Pum prevede che il tram (più appetibile rispetto al bus per i «tempi certi» di percorrenza) riesca a catturare 44 mila passeggeri al giorno sulla linea Favaro-Venezia e 23 mila sulla linea Mestre-Marghera. La conseguenza immediata di un maggior utilizzo dei mezzi pubblici sarebbe una riduzione dell'inquinamento e un avvicinamento agli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto. «E quindi - ha ricordato Gelmini - ridurre del 20 per cento i gas serra, dovuti in gran parte proprio alle emissioni dei veicoli». I numeri di questi benefici ambientali parlano di una riduzione di 152mila tonnellate/anno di emissione di CO2 e di 47mila tonnellate di consumo di carburante.
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da "Mattino di Padova, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola Pagina 24 - Altre Ancora nessuna notizia Ancora nessuna notizia di un pacco prioritario In data 19 settembre 2008, ho spedito dall'ufficio postale di Conselve un pacchetto prioritario (tempi di consegna 24/48 ore) con destinazione Roma. E dopo oltre un mese il pacchetto non è arrivato a destinazione, nonostante fosse indicato chiaramente indirizzo, cap, mittente (in caso di mancato recapito). Ho segnalato il fatto attraverso un reclamo alle Poste, che non hanno saputo darmi nessun tipo di risposta. Pertanto vorrei capire perché il pacchetto non mi viene restituito. Il servizio postale risulta essere sempre e comunque di bassa qualità e competenza, nonostante l'utente paghi un corrispettivo per il servizio richiesto. Emanuela Longo Una riforma che elimina il tempo pieno a scuola Leggo l'allarme lanciato dall'assessore comunale Piron, sul mattino del 21 ottobre dal titolo «Scuole a rischio bancarotta» e devo dire che, da genitore sono preoccupato, molto preoccupato. Ora, sia ben chiaro, non voglio fare un discorso di destra o di sinistra, non me ne può importare di meno in questo momento, ma dico che questa riforma Gelmini mi sta facendo nascere funesti presagi per il delicato equilibrio della mia famiglia (e del mio reddito) che, con 2 figli alle elementari e 2 genitori che lavorano si basa di molto sul tempo pieno, senza il quale non riusciremmo a gestire il nostro nucleo. Leggere che l'assessore non sa che scrivere sulla prossima lettera che ci invierà per chiederci se aderiremo o meno al tempo pieno non è una bella sensazione. Sono molto d'accordo col ministro Gelmini per il 7 in condotta e grembiule, ma la reintroduzione della maestra chioccia temo si riveli un madornale errore. Ho capito che mancano risorse per la scuola e una bella sforbiciata di maestri/e aiuta, ma perché dobbiamo pagare noi genitori e soprattutto i nostri figli? Al contrario di quanto afferma Gelmini credo che il tempo pieno sia il primo ad essere toccato. E come fanno due poveri cristi che lavorano entrambi, a prendere i bimbi alle 13? Schiavizziamo in perpetuo i nonni? Lo sa il ministro cosa costa una baby sitter in nero? Già la famiglia con figli a scuola non ha un minimo di supporti dallo Stato, vogliamo proprio tagliarle le gambe definitivamente? Ma mi preoccupo soprattutto della didattica. Non sono più i tempi della maestra so tutto io, non può avere le competenze. E se la maestra unica non va? Rischi di rovinare il bambino per 5 anni. Signor ministro, stavolta ha toppato. Francesco Cera Padova La Regione «dimentica» documentario non in linea Leggo sul sito della Regione Veneto e sui giornali, che al documentario «Stranieri in Patria» di Roberto Citran e Gianni Ferraretto, prodotto dalla Regione del Veneto, è stato assegnato il «Premio Libero Bizzarri». La dirigente regionale Maria Teresa De Gregorio gongola felice per l'esito e si augura che vi sia un seguito. Ma quanto ci è costato in tre anni parlare del fenomeno emigrazione? 264 mila euro per il documentario «Un popolo di ambasciatori» di Enrico Lando; 40 mila questo di Citran e Ferraretto, con in più 4.100 euro per le proiezioni e copie dvd a carico dell'ente regionale; 20 mila euro per «Merica» di Federico Ferrone, Michele Manzolini e Francesco Ragazzi, quest'ultimo realizzato grazie al premio di Videopolis, manifestazione finanziata dalla Regione per 120 mila euro. In tre anni, più di 300 mila euro. Pochi? Il documentario più meritevole? A mio giudizio e secondo il gusto del pubblico che l'ha visto in moltissime proiezioni in giro per l'Italia e nei festival, è «Merica», dal costo-beneficio più favorevole perché ci è scostato solo 20 mila euro. Purtroppo è stato «dimenticato» dalla Regione perché non in linea con le aspettative, diciamo «istituzionali». Michele Francesco Schiavon Immigrati in Italia occorre più severità Io sto con lo scrittore Ferdinando Camon e approvo in pieno le sue sacrosante argomentazioni, con ciò non significa di non accettare l'Islam che rispetta le nostre leggi e si guadagna la vita con onesto lavoro. Quotidianamente da codesto giornale vengo informata di violenze inaudite sia verso la forza pubblica che al cittadino comune, compiute da una grossa parte di personaggi appartenenti all'Islam siano essi regolari o clandestini, questi ultimi sono tantissimi anzi troppi. Mi chiedo se noi in casa loro ci comportassimo in tal modo che cosa ci aspetterebbe, come minimo e bene che ci vada ci rinchiuderebbero in galera e butterebbero la chiave. Ci si lamenta del personaggio pubblico che dichiara più severità nell'accettare tutta la «mercanzia» che ci arriva via mare e terra, allora apriti cielo, tutti contro. Bene, non si può buttarla a mare allora prima di mollarla a scorazzare per l'Italia la si deve istruire sul modo civile del nostro vivere insegnandogli le nostre leggi e la nostra cultura, visto che fra poco gli insegnanti non mancheranno e potrebbero passare dalla scuola ai centri di insegnamento del buon vivere se si vuole una buona integrazione e convivenza con altre culture diverse dalla nostra e catapultate da noi. Datevi una mossa miei cari rappresentanti al parlamento perché la gente comune è stanca non dichiara apertamente il suo malessere ma lo fa al momento della votazione, vedi l'ultima. Maria Pia Pavan Padova Grazie al personale della Clinica Ostetrica La sanità italiana non funziona sempre male. La sera del 22 settembre scorso sono stata ricoverata d'urgenza per emorragia interna dovuta a gravidanza extrauterina. La tempestività e la grande professionalità dei medici ed infermieri del Pronto soccorso dell'Ospedale civile di Padova e l'enorme esperienza medica dell'equipe del dottor Ambrosini mi hanno salvata da morte certa. Un grazie di cuore a questi meravigliosi angeli incontrati lungo il mio cammino. Un grazie di cuore per la disponibilità e all'umanità che ho trovato nel reparto di Clinica Ostetrica nei giorni in cui sono stata ricoverata. Un grazie di cuore perché queste persone che amano il proprio lavoro, mi hanno donato ancora la possibilità di diventare mamma. Alessandra Borgato e marito Luca Levorato
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da "Nuova Venezia, La"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola Pagina 19 - Cronaca Unindustria: «Dopo il Passante opere complementari subito» «Qui si parla di 2027. Un orizzonte temporale che, sinceramente, sento citare in poche occasioni negli incontri a cui partecipo per Unindustria». Massimo Codato sottolinea la capacità del Pum targato Comune di Venezia-Gelmini di guardare a un obiettivo di medio-lungo termine. Certo, in vent'anni potrebbe succedere di tutto. Ma è proprio questo il giusto orizzonte temporale da tenere in considerazione. Per gli industriali, però, c'è un'urgenza ravvicinata. «La priorità numero uno - continua Codato - per noi è la viabilità complementare al Passante. Per il casello di Scorzè, come noto, non abbiamo fatto sconti a nessuno». E così, fa capire, sarà anche per le opere complementari, da realizzare entro «due, massimo tre anni dall'apertura del Passante». Codato sottolinea l'importanza di guardare avanti, ai prossimi due decenni, anche alla luce delle previsioni dell'industria del turismo (28-30 milioni previsti nel 2027) e dei dati e previsioni di crescita nell'area dell'Est Europa («moldavi, polacchi e Paesi limitrofi, che crescono a ritmi del 7 per cento del Pil all'anno e tra meno di dieci anni competeranno con noi a tutti i livelli»). L'assessore provinciale alla Mobilità Enza Vio sottolinea lo sforzo di coordinamento fatto finora, denuncia l'assenza della Regione e anticipa alcune linee del Ptcp, il piano territoriale provinciale «con un orizzonte limitato, nel nostro caso, a 10 anni». A proposito dello sforzo di coordinamento, in particolare, Vio sottolinea che «su provinciale 81, idrovia e Romea la Provincia ha svolto un lavoro di mediazione con i Comuni» di cui non si potrà non tener conto. E proprio questi rappresentano tre nodi cruciali anche per l'ad della Venezia-Padova. «Dopo i 50 milioni spesi in 6 anni per la tangenziale - conclude Lino Brentan - siamo pronti a spenderne altri 16 per la messa in sicurezza della sp 81. Ma non basterà, bisognerebbe avere una strada a quattro, non a due corsie». Assolutamente necessari, infine, saranno il raccordo Romea-Passante e l'interconnessione tra l'interporto di Padova e quello di Venezia. (m.sca.)
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da "Centro, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola Rissa tra studenti a Roma, in Abruzzo la protesta dilaga nelle Università. Il Pd annuncia un referendum Scuola, la riforma Gelmini è legge Dal Senato il sì definitivo, oggi sciopero e manifestazione ROMA. Scuola, la riforma Gelmini è legge. Dal Senato l'ok definitivo al provvedimento che prevede, tra le altre cose, il ritorno del maestro unico e il voto in condotta. L'opposizione promette battaglia, il Pd promuoverà un referendum per abrogare il provvedimento. Non si ferma nel frattempo la protesta degli studenti nella capitale. Momenti di tensione a piazza Navona (foto), dove si sono registrati scontri tra studenti di destra del Blocco Studentesco e manifestanti dell'Unione degli Studenti. In Abruzzo la contestazione è arrivata nelle Università, alla D'Annunzio decisa l'assemblea permanente. (Alle pagine 4, 5, 6 e 7)
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da "Giornale.it, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola n. 260 del 2008-10-30 pagina 16 Stasera la Guzzanti torna in Rai, da Santoro travestita da premier di Antonio Signorini Dopo cinque anni di assenza la comica torna il televisione. Altro che regime: ad AnnoZero imiterà Berlusconi nella puntata dedicata alla scuola. Più altri due pezzi classici del repertorio: già registrati gli interventi Roma - Tutto è pronto. I pezzi sono già stati registrati per andare in onda questa sera ad AnnoZero. Di ostacoli politici, almeno per il momento, manco a parlarne. Anzi, il fatto che a Palazzo Chigi ci sia il suo bersaglio politico preferito non può che avere favorito il ritorno di Sabina Guzzanti nella televisione di Stato. Quando ne era uscita, nel 2003, c?era ancora il tubo catodico. Questa sera, in piena era degli schermi piatti, l?attrice si esibirà in tre pezzi facili del vecchio repertorio: l?imitazione di Berlusconi. Facilissimi se si tiene conto del contenitore: la puntata della trasmissione firmata da Michele Santoro, dedicata al ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini. Benzina, verrebbe da pensare, gettata sui fuocherelli della rivolta appiccati nei cortei studenteschi, visto che da una parte la voglia di menare le mani è tanta e dall?altra la capacità di provocare non manca. Perché di dubbi su come la pensi la Guzzanti sulla Finanziaria e sulla legge Gelmini non ce ne sono. Quelli residui li ha tolti lei annunciando che il 6 novembre sarà a Firenze «per fare una lezione in piazza per sostenere gli studenti. Se, calendario del tour alla mano, volete organizzare altri incontri con scuole e università sono disponibile», si è premurata di informare. Chi si aspettava sorprese, magari critiche agli studenti che difendono i baroni come quelle di Umberto Eco, rimarrà deluso. La Guzzanti sa sempre da che parte stare e quella di oggi è un?occasione unica. Perché è difficile mobilitare folle di studenti sui precedenti cavalli di battaglia. La legge Gasparri non ha mai provocato moti di piazza. E anche i temi degli spettacoli tenuti nell?interregno televisivo, non erano di facile comprensione. Un po? indiretti. L?imitazione di Oriana Fallaci a teatro non ha portato al suo fianco folle di islamici. Gli exploit dai palchi di Italia dei valori contro il Papa le hanno procurato la presa di distanza persino di Antonio Di Pietro. E rischiano persino di ritorcersi contro di lei. L?attrice ieri dal suo blog ha ammesso che sta soggiornando in un albergo di proprietà della Chiesa, provocando qualche malumore tra i fan. Piccoli guai, soprattutto se paragonati a quelli che le ha provocato una battutaccia contro il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna: una querela da un milione di euro. Con la scuola potrà invece contare su nuove generazioni. Abbracciando la causa degli studenti ha le stesse possibilità di fare breccia di uno sciopero studentesco in un sabato di primavera. Moltissime. Nella speranza che non condividano le idee di chi ha accolto nel suo blog la notizia del ritorno in tv così: «Non cambierà un c... se non con la lotta armata questi sono mafiosi non si può combattere una guerra... Tu facci ridere, serve per il morale della truppa, purtroppo ancora disarmata, ma per poco». SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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da "Giornale.it, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola n. 260 del 2008-10-30 pagina 6 Eco agli studenti:" La vostra battaglia è solo per i baroni" di Matteo Sacchi Dopo la "Lectio" a Siena lo scrittore discute coi ragazzi dell?ateneo. E boccia la protesta L?università di Siena è un?università garbatamente sotto assedio. Studenti che fanno riunione permanente sotto i portici del rettorato, ricercatori spaventati all?idea che i contratti a progetto non vengano rinnovati. E non si tratta solo di riforma Gelmini o di legge 133, i conti dell?ateneo erano tutt?altro che rosei a prescindere. Così i dottorandi stilano documenti, i docenti si spaccano tra chi dà ragione ai ricercatori e chi no. Insomma, quella che era la bomboniera delle università italiane, il modello certificato dal Censis, si è scoperta piena di debiti, si parla di 240 milioni di euro, fa fatica a pagare i ricercatori a contratto. E tutto questo a partire dalle gestioni precedenti, non dai tagli della 133. In questa situazione «calda» è approdato l?altro ieri Umberto Eco, scrittore-semiologo che degli studenti e della sinistra è un?icona, quasi un oracolo culturale. Il matre à penser era a Siena per fare una Lectio Magistralis sul musicista Luciano Berio. Un?aula magna gremita proprio a fianco del rettorato. L?università che recita il suo ruolo di salotto buono della città, anche in un momento delicato. A un certo punto spuntano i ricercatori, leggono un documento. Fanno sapere che se non verranno pagati smetteranno di fare lezione. Quando finiscono la platea applaude. Applaude anche Eco, un po? meno il rettore Silvano Focardi: la gatta da pelare è sua. Il resto della prolusione di Eco scorre tranquilla. Poi gli studenti lo invitano a fare quattro chiacchiere sotto i portici. Il vecchio professore accetta. E gli studenti immediatamente festeggiano, immaginano che «sposerà» la causa. Ma quello che, invece, parla, microfono in mano e oratoria tranquilla, è un Eco che nessuno si aspetta: «Il taglio dei fondi annunciato dal governo danneggia più i professori che gli studenti. è molto curioso che facciate una battaglia del genere per i baroni». E poi: «Credo che l?intenzione del governo sia quella di aiutare il più possibile le scuole private, a livello elementare e medio, perché è lì che si formano i ragazzi. A livello universitario non vale più la pena». Poi tranquillizza quelli delle facoltà umanistiche con una favoletta intrisa di ironia: «Non credo che taglieranno le vostre facoltà. C?è una storiella... In un grande ateneo americano discutono su quale facoltà aprire avendo pochi fondi. Qualcuno dice: “Apriamo una facoltà di ingegneria...”. Un altro: “Ma no, i loro macchinari costano troppo, meglio matematica, i matematici si accontentano di una matita, di un foglio e di un cestino!”. E il rettore: “Allora meglio Filosofia, ai filosofi serve solo il foglio e la matita, senza il cestino”». Insomma, un discorso che per gli studenti è stato un po? una doccia fredda, come ci racconta Tommaso Sbriccoli, ricercatore di sociologia e attivo nella protesta: «Lo abbiamo applaudito comunque per la cortesia che ha mostrato venendo a parlare con noi... Certo in molti un discorso così non se lo aspettavano... Due ricercatrici gli hanno ribadito il nostro punto di vista. Tagliando, i docenti riusciranno comunque a mantenere cattedre e stipendi: saranno i ricercatori non assunti a pagare per tutti...». Ed Eco alle obiezioni ha replicato. Insomma, l?Oracolo non ha dato risposte scontatamente gradevoli all?uditorio. Certo ha detto che la ricerca va difesa, ma il nodo del discorso si è concentrato su altro, come quando consiglia: «Non iscrivetevi a quelle facoltà inutili che spuntano dappertutto...». E gli studenti, i ricercatori? Come ci spiega ancora Sbriccoli sulle idee di Eco riflettono: «Abbiamo preso atto... Ha delle ragioni, ma su questa riforma sbaglia... In fondo Eco si muove nell?iperuranio della conoscenza... Ci ha spiegato che ormai lui è in pensione, fuori da queste cose... Lo capisco, non si può chiedere a tutti di essere sempre impegnati... Poi forse più di così non si è sentito di dire... Con il sistema baronale gli tocca avere a che fare...». Il dubbio però che ci si dovrebbe porre è: ma se questa volta il professore da lassù, dall?iperuranio, vedesse qualcosa che gli studenti non vedono? SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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da "Giornale.it, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola n. 260 del 2008-10-30 pagina 7 Elementari, che disastro: peggio della Moldavia di Francesca Angeli Altro che "modello": le classi della nostra primaria non funzionano bene come vogliono farci credere. Col modulo a tre maestre l?Italia è scivolata dal 15° al 26° posto nel mondo per risultati in matematica e scienze I bambini delle elementari bocciati in matematica. E nelle classifiche internazionali finiscono dietro gli alunni della Repubblica Moldava. è il dato più preoccupante che emerge dalla ricerca internazionale Timss, Trend in International Mathematics and Science Study. Indagine sul rendimento in matematica e nelle scienze partita nel ?95 e ripetuta con periodicità quadriennale nel ?99, nel 2003 e infine nel 2007. E se nel 2003 eravamo appena sopra la media, al 15° posto rispetto ai 22 Paesi partecipanti, scopriamo che le cose sono peggiorate nel 2007. Siamo scivolati al 26° posto rispetto ai 54 Paesi che hanno partecipato all?indagine e siamo sotto la media. Allora, forse, non è vero che la scuola elementare italiana è la migliore del mondo. Che il modulo con tre maestre è un modello imitato da tutti e il decreto del ministro Mariastella Gelmini lo distruggerà visto che a far di conto sono più bravi i piccoli moldavi dei nostri bimbi. Da quando il governo ha presentato il provvedimento l?opposizione si è sgolata per dimostrare che, da quando è stato inserito il modulo, le elementari rappresentano un meccanismo dagli ingranaggi perfetti. Ma davvero la primaria italiana è migliorata con il team dei tre docenti o le cose andavano bene o addirittura anche meglio prima? Il senatore del Pdl Giuseppe Valditara, dati alla mano, vuole sfatare il mito di una elementare perfetta e dunque immodificabile. Le cifre più interessanti emergono da un?anticipazione dei dati offerti dal Timss per il 2007,che verranno pubblicati integralmente a fine anno. «Già nel 2003 eravamo sotto la Moldavia - denuncia Valditara -. E le cose sono peggiorate nel 2007, perché nella classifica sono entrati Paesi africani che hanno punteggi bassissimi e dunque la media è scesa e noi siamo comunque sotto». Alla ricerca prendono parte 54 Paesi con elevata presenza di asiatici e pure di africani. Vengono analizzati i risultati ottenuti dagli studenti del quarto anno della primaria appunto in matematica ed in scienze. L?Italia si colloca sotto la media dei partecipanti. E proprio la matematica diventa alle superiori la bestia nera dei ragazzi italiani. Valditara sottolinea come il nostro Paese fosse già nel 2003 al 15° posto, dietro Cipro e la Repubblica Moldava. Nel 2007 poi assistiamo ad arretramento notevole, scivolando addirittura al 26° posto. Ci sono Paesi che hanno il 38 per cento di alunni che raggiungono rendimenti avanzati sempre nella matematica, mentre l?Italia è il fanalino di coda con solo il 6 per cento di studenti con prestazioni di eccellenza. Per le scienze le cose non sembrano andare meglio. Gran Bretagna, Usa e Giappone hanno tra il 12 ed il 15 per cento di studenti che hanno livelli avanzati di prestazioni, mentre l?Italia si colloca appena al di sopra della media internazionale con il 9 per cento. Rispetto alla lettura le cose vanno molto meglio, perché nelle classifiche internazionali gli alunni della primaria si collocano all?ottavo posto. Va detto però che negli anni ?70, sempre tenendo conto che si tratta di rilevazioni differenti, l?Italia era al quinto. Se si recuperano poi i risultati dell?Invalsi del 2005 (l?Istituto nazionale di valutazione messo in piedi dal ministro Luigi Berlinguer, reso operativo dal ministro Letizia Moratti e poi smantellato dal predecessore della Gelmini, Giuseppe Fioroni) si scopre che in prima media soltanto uno studente su quattro sapeva calcolare il perimetro di un triangolo. Un calcolo per l?appunto che sarebbe stato necessario apprendere durante le elementari. Due su tre poi ignoravano la forma di un triangolo rettangolo. Uno su tre poi non era in grado di fare le addizioni con i numeri decimali. Carenze accumulate durante il ciclo primario. Che il modello con tre insegnanti sia poi il più imitato, assicura Valditara, è una leggenda metropolitana che va assolutamente sfatata. Nessun Paese europeo basa la sua organizzazione didattica sulla compresenza dei docenti in classe. In molti esiste invece il maestro prevalente che copre circa l?80 per cento della didattica e gli specialisti (inglese o informatica), che lo affiancano come accadrà con la figura introdotta dal ministro Gelmini. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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da "Centro, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola Pagina 6 - Regione Docenti e precari sfilano con i ragazzi L'Aquila, mille in corteo tra slogan e striscioni. Oggi nuovo sit-in L'AQUILA. Tra slogan e striscioni colorati, circa un migliaio di studenti ha riempito, nella mattinata di ieri, le strade del centro aquilano per protestare contro i provvedimenti del governo. Un serpentone di studenti, docenti e rappresentanti sindacali senza caratterizzazioni politiche, ha voluto manifestare così il proprio dissenso contro il decreto Gelmini, proprio mentre diventava legge. La protesta degli studenti del capoluogo, che ha anticipato quella nazionale di oggi, è partita fin dalle prime ore del mattino. Dal polo scolastico di Colle Sapone centinaia di ragazzi hanno raggiunto la fontana Luminosa, per unirsi ad universitari, precari e lavoratori della scuola, personale Ata e pensionati. Con loro anche i Cobas (comitati di base della scuola), i militanti dello "SpazioLibero51" e gli attivisti del Coordinamento Antirazzista. Appuntamento per tutti alle ore 9. Senza neanche un minuto di ritardo, il corteo dei manifestanti ha invaso le vie del centro: dalla fontana Luminosa ai quattro cantoni, al Comune e poi sul corso, fino a piazza della Prefettura, dove una delegazione di studenti si è fermata per un sit-in di protesta. La pioggia a tratti ha accelerato il corteo (che alle 10,30 si era già sciolto), ma non è riuscita a fermarlo. Intanto, nelle scuole superiori continua la mobilitazione: occupato il liceo Scientifico, in autogestione gli studenti del Cotugno (licei Classico, Pedagogico, delle Scienze sociali e Linguistico), dell'Itis (Istituto tecnico industriale) e dell'Itc (istituto tecnico commerciale). Hanno scioperato, invece, gli studenti dell'Ipsiasar, dell'istituto d'Arte e dell'Itg (istituto tecnico per geometri). Alle 18 è partito un altro sit-in, questa volta in piazza Duomo, a firma degli studenti del Cotugno. Per oggi è previsto anche un corteo organizzato dall'Unione degli universitari e dall'Unione degli studenti, che partirà alle 9,30 dalla fontana Luminosa con un percorso insolito: si spiegherà verso il viale Duca degli Abruzzi, risalirà per via Roma per passare davanti palazzo Carli (dove è prevista una seduta del Senato Accademico dell'Ateneo) e concludersi in piazza della Prefettura. Insieme agli studenti che andranno a Roma (dalla città partiranno dieci autobus), ci sarà anche l'assessore provinciale alla scuola Benedetto Di Pietro, che ieri ha annunciato la volontà di non obbedire ai «diktat del Governo», che ha chiesto ad ogni Provincia di comunicare entro la fine del mese indicazioni riguardo alle scuole da accorpare. Michela Corridore
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da "Centro, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola Pagina 6 - Regione A Lanciano protesta con i classici greci Iniziativa all'aperto dei liceali, assemblee in tutto il Vastese LANCIANO. Il decreto Gelmini è passato tra lo stupore e la delusione degli studenti riuniti nell'ultima riunione di piazza prima dello sciopero generale a Roma. Un minuto di silenzio, e poi ancora megafoni e parole. Questa volta non più urlate con gli slogan, ma affidate ai testi di Tucidide, Erodoto, Eschilo, Ariosto, Dante, letti all'aperto dai ragazzi del liceo classico. Una protesta pacifica, dai toni più dimessi, ma dai contenuti forti. «Il governo popolare ha il nome più bello di tutti», scrive Erodoto letto da una ragazza in tunica chiara. «Qui ad Atene il nostro governo favorisce i molti invece che i pochi, per questo viene chiamato democrazia», legge Giorgia in piedi su una panchina di piazza Pace riportando un testo di Tucidide. Tutt'intorno decine di ragazzi che in silenzio digeriscono l'ultima brutta notizia dal Parlamento. Ma la protesta continua. Al dissenso di tutte le scuole elementari della città, si unisce quello della scuola primaria di Fossacesia. Stamane lungo la Statale 524 sfilano le scuole elementari di Mozzagrogna e Santa Maria Imbaro. Protesta, invece, domani con un corteo lungo le strade principali della cittadina il liceo classico di Atessa. Stamane tutti a Roma, maestri, professori, studenti e genitori: 19 sono gli autobus in partenza dal Frentano organizzati dalle sigle sindacali, circa 8 i bus di soli studenti. Da Vasto partono invece due pullman, uno da San Salvo. Quasi 200, tra docenti, non docenti e personale amministrativo delle scuole del comprensorio. Di tagli e novità del decreto hanno parlato gli studenti del liceo scientifico Mattioli di Vasto. Altre assemblee si sono svolte nelle scuole. Per Roma parte anche un numeroso gruppo di insegnati e studenti del Molise, dove solo la Fp-Cgil ha prenotato dieci autobus. (cr.la.)
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da "Centro, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola Pagina 6 - Regione Università, in campo il rettore Teramo, Mattioli in assemblea con studenti e prof TERAMO. Il rettore dell'Università di Teramo Mauro Mattioli scende in campo insieme con gli studenti, i professori e i ricercatori: «L'istruzione sembra essere un problema accessorio», ha detto Mattioli, «ma non esiste futuro senza formazione». Il rettore è intervenuto nelle assemblee di Veterinaria ed Agraria, con lui i presidi delle due facoltà, Fulvio Marsilio e Dino Mastrocola. E ieri mattina gli studenti di Veterinaria sono scesi in strada in camice bianco, con striscioni e cani in braccio, davanti la sede della facoltà, per sensibilizzare l'opinione pubblica sui motivi della protesta contro il decreto Gelminie. Ecco alcuni protagonisti del sit-in. Gaia Giovannelli, studentessa di Biotecnologie afferma: «I tagli alla ricerca incentivano la fuga dei cervelli. Bisogna finirla con la storia che si tratta di una protesta politica, il diritto allo studio riguarda tutti». Davide Simone, studente di Medicina Veterinaria dice: «Con questa legge non mi sento tutelato. Sono una persona normale e se le tasse arriveranno a prezzi stellari saranno in molti come me a non poter più accedere allo studio». Sandro Mariani, studente e consigliere d'amministrazione dell'Ateneo: «Perché approvare il decreto ad agosto quando le università erano chiuse, perché non c'è stato dibattito?». Giorgio D'Iscar, professore, non si tira indietro: «Il nostro paese deve incentrare il suo sviluppo su ricerca e conoscenza; ora l'università italiana non è in grado di offrire questo servizio e le misure in atto contribuiscono ad aumentarne l'inefficienza». Virginia Poggi, studentessa spiega: «Di questo passo si assisterà a una demarcazione sempre più netta tra università privata e pubblica, a scapito di quest'ultima che ne uscirà dequalificata. E qualora si interverrà con le fondazioni, gli atenei non saranno più liberi, ma guidati dagli sponsor». Dorota Malarska, studentessa, afferma: «Combattiamo non solo contro il decreto Gelmini, ma per riportare l'attenzione sulle università: bisogna rimodellare i fondi, non tagliarli in modo indiscriminato». Giuseppe Maruchella, ricercatore: «Nell'università italiana si stanno compiendo i miracoli da un punto di vista qualitativo e ci sono pure riconoscimenti europei. Secca essere indicati come i papponi di turno». Infine Alessandro Gramenzi, anch'egli docente: «Perchè si tace sul fatto che nel nostro paese il rapporto tra Pil e investimenti sulla ricerca è il più basso d'Europa?». E la mobilitazione continua malgrado l'approvazione della legge. Questa mattina, all'alba, da tutta la provincia di Teramo partono sedici autobus per Roma per partecipare alla protesta della scuola: tre autobus di studenti universitari, uno organizzato autonomamente dalla scuola elementare Noè Lucidi, i restanti nove coordinati dai sindacati Cgil, Cils, Uil e Snals. Emanuela Michini
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da "Giornale.it, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola n. 260 del 2008-10-30 pagina 2 E adesso tra studenti rossi e neri di Daniela Uva è esplosa la guerriglia Tafferugli a Roma a colpi di sedie, cinghiate e bastoni Due arresti e quattro feriti. Oggi lo sciopero generale Ore 12: il Senato approva il decreto Gelmini. Centinaia di studenti universitari milanesi scendono in piazza per protestare, unendosi al corteo dei liceali. In contemporanea, nell'aula magna della Statale Dario Fo intrattiene un migliaio di giovani con una lezione - «Rappresentazione dell'immaginario» - travestita da spettacolo teatrale. Per un'ora e mezzo il premio Nobel per la Letteratura inneggia alla protesta. Critica il governo, se la prende con l'opposizione. Demonizza il sistema dei baroni. Si schiera apertamente con il fronte anti Gelmini. E loro, i giovani che in questi giorni minacciano di bloccare l'Italia intera, applaudono concitati. Ridono e poi battono i piedi per terra. Annuiscono a ogni passaggio. Fino a mezzogiorno, appunto, quando decidono di sospendere il seminario del drammaturgo per scendere in corteo al fianco delle scuole. Fo maschera con l'ironia il suo personalissimo inno alla rivoluzione. Ma le sue parole sono benzina sul fuoco della protesta: «Non basta prendere ciò che si può - dice il Nobel alla platea assiepata in ogni angolo dell'aula -, bisogna capovolgere l'ordine». Qualcuno commenta, qualcun altro si limita a guardare ammirato verso il palco. Dal quale subito dopo arriva l'invito esplicito, rivolto agli studenti in lotta, a continuare nella contestazione, a proseguire con la protesta e i corsi in piazza: «Tenere lezioni all'aperto non è una trovata, ma un'idea straordinaria per coinvolgere la gente e dimostrare che voi per studiare fate davvero dei sacrifici: questa è la vostra vittoria». Non teme di esasperare il clima, Dario Fo. Le sue parole contro l'esecutivo sono dure: «Non mi piace la spocchia con cui questo governo, e il premier Silvio Berlusconi per primo, guarda a questo movimento, ovvero come a qualcosa di passeggero, come uno sfogo. Queste sono bolle che possono scoppiare ed esplodere». E poi rincara: «Bisogna sputare in faccia al problema del loro denaro, non lo molleranno mai se non gli farete sentire quanto sono inutili». Ne ha per tutti il premio Nobel. Anche per i ministri del governo Prodi, ormai in pensione: «Hanno sbagliato anche loro quando stavano al potere. Hanno sbagliato a non eliminare il sistema dei baroni perché di baroni ce ne sono anche nel centrosinistra. Non li perdono perché dovevano muoversi prima». Per sradicare un sistema che definisce nefasto: «Quella dei baroni è una tradizione con la quale bisogna rompere». E per evitare il «proliferare dell'università a pezzi». Ai ragazzi in mobilitazione - che loda e incoraggia tutto il tempo per le forme di protesta scelte in questi giorni - Fo suggerisce di non mollare: «Tutto dipende da quanto si resiste e si inventa, non basta occupare ma bisogna inventare un nuovo modo di studiare e fare cultura». L'ultimo attacco della mattinata è per il Papa, Benedetto XVI. La lettura del Mistero Buffo è solo di contorno: «Ho visto il Pontefice in televisione che parlava di banche che franano e di economia a rotoli, dicendo che non vale la pena di seguire il potere del denaro, ma è meglio ascoltare la parola della Chiesa. Insomma, se avete fame...». E poi conclude: «Sul giornale ho letto che con un anno di anticipo rispetto alla catastrofe il Papa ha dato l'ordine di dismettere gli impegni bancari e comprare oro. Così ora sta seduto su una tonnellata di oro... che sia quella la Parola?». La benzina inevitabilmente alimenta il fuoco. E l'incendio divampa intorno a mezzogiorno, quando cominciano ad arrivare le prime notizie da palazzo Madama. Fra gli studenti un portavoce prende la parola e zittisce il premio Nobel. Invita i suoi compagni a seguirlo in piazza al grido: «Passa il decreto, blocchiamo la città». L'aula magna si svuota in fretta. E la protesta torna per strada. Proprio come insegna Dario Fo. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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Argomenti: Scuola n. 260 del 2008-10-30 pagina 4 Veltroni scavalca Di Pietro in piazza: di Laura Cesaretti referendum contro il maestro unico Walter anticipa Tonino: subito la mobilitazione contro la riforma Ma il Pd è perplesso. D'Alema: «Si voterebbe solo fra due anni, vedremo...» RomaFatta la legge, già parte il referendum per abrogarla. Il decreto Gelmini sulla scuola è stato approvato in via definitiva dal Senato ieri mattina: 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti. E subito un gruppetto di senatori di opposizione esce da Palazzo Madama, davanti al quale sono assembrati gli studenti in lotta, portando uno striscione: «Passa la Gelmini, referendum». Di lì a poco sia Antonio Di Pietro che Walter Veltroni annunciano ufficialmente che ora partirà una grande raccolta di firme per abolirla. Pierferdinando Casini invece si dissocia: « una battaglia simbolica, guardiamo con rispetto ma non aderiamo». L'idea del referendum era nell'aria già da qualche giorno, in casa Pd. Veltroni ne aveva discusso con alcuni esponenti del suo partito, a cominciare dalla capogruppo al Senato Anna Finocchiaro. E oggi ha sciolto la riserva rendendo pubblica l'iniziativa: « uno strumento che va usato con parsimonia, ma scuola e università sono temi importantissimi e le misure del governo provocheranno effetti seri sul sistema formativo», dunque vanno contrastate: e ora che in Parlamento la partita è chiusa bisogna andare «nel Paese». ben vero, come fa notare Casini e come sottolineano sarcastici dalla maggioranza, che il referendum non si potrà tenere prima della primavera del 2010, e «di qui ad allora mancano due anni, si vedrà...», chiosa Massimo D'Alema. Ma non è questo il punto: a questo stadio, del fatto che il referendum si tenga o meno importa poco o nulla ai suoi promotori del Pd. Ai quali stanno a cuore due cose: continuare ad alimentare una battaglia (la prima di questa legislatura) che mobilita, interessa a larghe fasce sociali e che è stata capace di aprire la prima falla nei sondaggi del governo. E non farsi soffiare il treno sotto al naso da Di Pietro. Nei colloqui di questi giorni, una delle preoccupazioni che lo stesso Veltroni aveva affacciato era quella di non finire scavalcati dall'ex pm, già mobilitato coi suoi raccoglitori di firme anti-lodo Alfano, né dai comitati spontanei pronti a nascere tra studenti e insegnanti. Insomma, il referendum qualcuno lo avrebbe tirato presto in ballo, e il Pd si è affrettato a metterci sopra il cappello. Riuscendo, per una volta, nell'operazione di oscurare Di Pietro che già si sgolava ad annunciare la «sua» raccolta di firme. Per farlo, però, ha finito per scavalcare anche alcuni maggiorenti del Pd, che ieri non nascondevano l'irritazione per essere stati informati solo a cose fatte, e le loro perplessità sull'iniziativa: D'Alema che con i suoi si è detto «non entusiasta», pur ritenendo «inevitabile strumento di mobilitazione» la raccolta di firme. Franco Marini che ha notato acido di averlo appreso «solo dalle agenzie», e di non avere dunque commenti da fare. E Marco Follini, che ammette senza peli sulla lingua la propria contrarietà. L'altra preoccupazione che ora ci si trova per le mani non è da poco: su cosa fare il referendum? Le norme che fanno riferimento a leggi di bilancio non possono essere sottoposte a consultazione abrogativa, e chiamare i cittadini alle urne sul grembiulino parrebbe un po' bizzarro. «Questioni come i tagli al fondo universitario non si possono toccare», spiega il senatore Stefano Ceccanti, costituzionalista ed esperto referendario. Quindi? «Quindi credo che il pezzo forte e simbolico su cui concentrarsi sia quello del maestro unico». Ironia della sorte, qualche anno fa la stessa materia fu sottoposta a referendum, promosso dai radicali (oggi eletti nel Pd). Ma in senso inverso: per ripristinare proprio il maestro unico, abolito dalla precedente riforma varata da Sergio Mattarella (oggi Pd). Ma il contenuto poco importa: «Mettiamo al lavoro i tecnici e abroghiamo l'abrogabile», ha incitato Pierluigi Bersani nella riunione di ieri del vertice Pd: l'importante è proseguire la campagna, e - come spiega il veltroniano Giorgio Tonini - «offrire al movimento anti-Gelmini uno sbocco politico e non-violento, anche per evitare degenerazioni rischiose in questa fase, e una divisione tra chi torna a casa deluso e chi si dà alle risse come oggi». SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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Argomenti: Scuola Pagina 7 - Regione Università D'Annunzio, la protesta non si ferma Studenti e docenti: le lezioni vanno avanti, ma da oggi assemblea permanente «Il decreto Gelmini penalizza l'ateneo e farà aumentare le tasse» PESCARA. Comincia con una brutta notizia l'assemblea dei mille studenti universitari: «Il Senato ha approvato la riforma Gelmini», annuncia Corrado Di Sante dei Giovani comunisti alla folla dell'aula magna. Ma la protesta degli studenti, dei ricercatori e dei docenti non si arresta. Pescara sceglie la linea «democratica», il blocco delle lezioni è scongiurato ma da oggi è assemblea permanente. Alle 11,30 la massa degli studenti si raduna davanti all'aula 19 dell'ateneo D'Annunzio. Ma questa stanza da duecento posti non ce la fa a contenere tutti. Lo capisce subito Bernardo Razzotti, preside della facoltà di Lingue e Letterature straniere, che invita l'esercito di studenti a trasferirsi nell'aula magna dedicata all'economista Federico Caffè. Alle 12 la sala è gremita. In prima fila, intorno al preside della facoltà di Lingue e letterature straniere ci sono anche la presidente del corso di laurea Elisabetta Fazzini e Carlo Consavi, presidente del corso di laurea in Mediazione linguistica. Seduti tra gli studenti anche i docenti Luciano Paesani (Storia del teatro) e Federico Bilò (Architettura). Il primo atto dell'assemblea è la lettura di un documento ufficiale che bolla la riforma come «nefasta», è il verbale del consiglio di facoltà di Lingue e letterature straniere. «Un Paese che soffoca la ricerca è semplicemente suicida», recita il verbale. «Senza ricerca si ferma ogni miglioramento di vivibilità dell'ambiente, della prevenzione e cura delle malattie, della conoscenza, di insegnare e di apprendere». «Da anni», è l'accusa dei docenti della D'Annunzio, «l'università italiana si dibatte tra mille difficoltà, tanto più che una minima parte del Pil viene investita nella ricerca, al livello più basso degli standard europei e mondiali. Perfino i trecento milioni di euro dell'8 per mille destinati esclusivamente alla ricerca sono stati scippati a beneficio del risanamento di Alitalia. Il decreto Gelmini non solo esclude la ricerca dalle priorità del Paese ma addirittura riduce drasticamente la sua stessa sopravvivenza». «Il consiglio di facoltà», così termina il verbale che mette studenti, ricercatori e docenti sullo stesso piano, «si unisce alla resistenza crescente nelle università sia contro la nefasta proposta del ministero sia contro lo scempio ai danni degli atenei italiani». La verità degli studenti è affidata, invece, a una lettera inviata al rettore Franco Cuccurullo per chiedere di «mobilitarsi» e far valere i diritti dell'università di Chieti-Pescara in possesso di bilanci sani: «L'ateneo è il più autonomo d'Italia, cioè ha una quota di entrate autonome intorno al 40 per cento». Parla agli studenti Razzotti, chiede loro di non lasciarsi strumentalizzare e di non bloccare le lezioni ma non nasconde che «la situazione è drammatica». Il preside disegna il quadro di una università che perde colpi «da almeno dieci anni»: «Oggi però il degrado è forte», accusa, «la riforma Gelmini? Ma quale riforma, manca un progetto vero». A calcolare i danni del decreto ci pensa Matteo Gorilla, rappresentante degli studenti nel senato accademico: «Con la riforma Gelmini i tagli stimati per l'ateneo D'Annunzio sono di 22 milioni di euro in meno. Questo significa l'aumento delle tasse universitarie fino a 1.500 euro. Inoltre così si preclude agli studenti la strada di diventare ricercatori». Sono proprio i ricercatori, secondo lo studente, i più colpiti dalla riforma: «I tagli favoriscono la precarietà diffusa». La rabbia degli studenti e del mondo accademico monta ma Pescara sceglie la linea morbida contro il progetto del governo: il preside chiede agli studenti di non fermare le lezioni perché, avverte, «sarebbe un danno culturale enorme. La protesta deve essere vissuta nell'ambito dello studio». L'assemblea dei mille studenti dice sì: alla D'Annunzio da oggi entra in vigore l'assemblea permanente con un presidio di studenti in corridoio pronto a sviscerare i punti critici del decreto Gelmini. Pietro Lambertini
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Argomenti: Scuola n. 260 del 2008-10-30 pagina 7 Lecco, per protesta una sola maestra in classe: «Così subite la riforma» di Redazione L'insolita protesta ha preso il via già da ieri e proseguirà per tutta la prossima settimana. Le elementari di tre comuni della provincia di Lecco hanno simulato di essere già state riformate dal decreto Gelmini e hanno cominciato a organizzare le lezioni con il maestro unico. Lo ha stabilito tramite votazione un collegio dei docenti straordinario dell'istituto omnicompresivo cui fanno capo due scuole di Olginate (nella foto), una di Valgreghentino e una di Garlate, tutte nel Lecchese. Catapultati in un ipotetico futuro, i cinquecento alunni delle elementari, distribuiti in 27 classi per 13 moduli e un totale di 39 docenti, da ieri e per i prossimi giorni sperimenteranno la riduzione degli insegnanti a 26. «Senza contare poi le difficoltà che la mancanza del tempo pieno creerà a molte famiglie, dove lavorano entrambi i genitori», ha spiegato il dirigente scolastico in aperta polemica con le nuove regole varate ieri anche dal Senato. Gli insegnanti si sono premurati di spiegare che i ragazzi non potranno partecipare a laboratori, lavori di interclasse e uscite didattiche. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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Argomenti: Scuola Pagina 7 - Regione «L'Abruzzo perderà 114 istituti» Il senatore Lusi: i tagli colpiranno i piccoli Comuni PESCARA. «Il governo aveva assicurato al Paese che non avrebbe toccato i piccoli Comuni e le scuole dei piccoli Comuni, che non avrebbe tolto il tempo pieno, che non avrebbe mandato a casa nessun insegnante, che avrebbe investito sulla sicurezza degli edifici scolastici e che avrebbe reso detraibili i libri di testo. Nulla di tutto questo è vero». Lo dichiara il senatore del Partito democratico Luigi Lusi, vice presidente della commissione Bilancio, che precisa: «Con l'approvazione del decreto Gelmini, la scuola italiana è più povera». Il vice presidente Lusi continua: «I piccoli Comuni saranno travolti dagli effetti del decreto 154 (in materia di contenimento della spesa sanitaria e di regolazioni contabile con le autonomie locali) che colpirà oltre 4.000 istituti scolastici, quasi tutti collocati in piccolissimi Comuni. Anche l'Abruzzo sarà colpito da questa norma, con 25 unità scolastiche nella provincia di Chieti, 45 in quella de L'Aquila, 19 nella provincia di Pescara e 25 in quella di Teramo, per un totale di 114 istituti». Lusi sottolinea: «Il Paese però non si arrende e la protesta continua oggi con lo sciopero generale della scuola, con le Regioni e gli enti locali in rivolta, con i ricorsi alla Corte Costituzionale». E intanto anche la Regione Abruzzo si appresta a presentare ricorso contro il decreto sulla scuola del ministro Gelmini, approvato ieri dal Senato. Lo ha annunciato il capogruppo dei Verdi, Walter Caporale. Si tratta di «un importante impegno del centrosinistra regionale, nonché di un'importante vittoria di coloro che si battono per i diritti delle persone e dei lavoratori», ha detto Caporale.
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Argomenti: Scuola n. 260 del 2008-10-30 pagina 9 «Aiuteremo le famiglie a uscire dalla crisi» di Vincenzo La Manna Berlusconi: «Stiamo studiando provvedimenti, c'è margine di movimento coi fondi Ue. Importante non fermare il flusso economico ora che le Borse sono ripartite». Vertice tra i ministri al Tesoro. Malpensa, incontro a Palazzo Chigi con Bossi Roma«Ipotesi diverse, fondi scarsi». Tanto per essere chiari. Detto questo, «vedremo, stiamo lavorando». Silvio Berlusconi non si sbilancia, neppure sull'eventuale detassazione delle tredicesime. Ma assicura l'impegno del governo, guidato da un premier che si dichiara «come sempre, ottimista». Insomma, le contromisure da prendere, per uscire dalla crisi economica, sono ancora allo studio. Nell'attesa, un dato positivo: «Le Borse sono ripartite». E il nuovo invito: «L'importante è che non si fermi il flusso di finanziamenti delle banche a imprese e famiglie. Su questo noi interverremo». Le modalità emergeranno nelle prossime ore, anche alla luce del vertice con Abi, Confindustria e varie confederazioni, in programma oggi a Palazzo Chigi. Ma intanto, ieri mattina, riunione ad hoc nella sede del Tesoro. Insieme al padrone di casa, Giulio Tremonti, i ministri di spesa, ma non solo: Claudio Scajola (Sviluppo), Altero Matteoli (Trasporti), Maurizio Sacconi (Welfare), Renato Brunetta (P.A.), Roberto Calderoli (Semplificazione). Un'ora e mezzo di confronto, puntato su consumi e potere d'acquisto. Sacconi delimita il raggio d'azione: «Lavoriamo all'interno del bilancio che c'è». E Tremonti avverte: la crisi «è sicuramente globale, ma che sia recessione è una formula eufemistica, ottimistica. Magari fosse così». L'impressione è che sia «qualcosa di diverso». «La recessione - spiega - è nell'ordinarietà dei cicli». Ma «siamo di fronte ad una discontinuità, a una rottura nella linea di sviluppo». Berlusconi, intanto, torna a parlare di modifiche alla Finanziaria, seppur all'interno dei saldi prestabiliti. «Sono deciso a mantenerla così com'è, ma ciò non vieta che ci siano margini di differenza. E nella distribuzione delle risorse, che i singoli ministeri hanno fatto, ho colto delle cose da correggere: penso per esempio alla scuola privata». Correzioni che potrebbero arrivare «anche dai soldi che vengono dall'Ue, dove siamo i terzi contribuenti». Intervenuto al Consiglio generale di Confcommercio, a cui chiede di «dare una mano» sul fronte prezzi, il premier rimarca: «Ciò che non si deve fare è diffondere il panico e il pessimismo. Bisogna invece tenere i nervi saldi e stare tranquilli». E ribaltare, quindi, il «fattore ansiogeno» diffuso dalla tv. Anche perché, ripete, «il sistema delle banche è solido». Certo, se gli istituti di credito lo richiedono, «il governo è pronto ad assisterli, alle regole di mercato, ma senza imporre nulla, senza condizioni punitive per il management, né per gli azionisti». Sul monte-prestiti, il Cavaliere concorda con il presidente francese, Nicolas Sarkozy, che propone di aumentarlo «del 2-3-4-5%», per «una norma che penso possa diventare di tutti gli Stati». Poi non esclude che il Cdm di domani possa esaminare nuovi provvedimenti sulle banche. Nella stessa riunione in cui potrebbe finire il decreto sui rifiuti, «che introdurrà il reato e le pene per chi imbratta i muri». Inevitabile, nel giorno in cui il decreto Gelmini ottiene il sì anche dal Senato, tornare sul tema scuola. « stato un gran risultato», commenta il premier, che sottolinea di nuovo la «truffa» subita dai ragazzi che manifestano - verso i quali «siamo stati di manica larga» - la messa in campo «alle loro spalle» dalla sinistra. Altro fronte caldo, la legge elettorale per le Europee. Dopo aver rinnovato, martedì sera, i suoi «paletti» (no alle preferenze, 5% di sbarramento), il Cavaliere si confronta nel tardo pomeriggio con la Lega (oggi vedrà a pranzo il presidente della Camera, Gianfranco Fini), ricevendo una folta delegazione, capitanata da Umberto Bossi. E al termine dell'incontro, dichiara come sia «evidente» che il progetto, «proprio per la sua rilevanza politica, necessita della convergenza più ampia possibile delle forze parlamentari». Un'apertura, dunque, all'opposizione. Nell'auspicio che il Parlamento «continui a lavorare per ricercare ogni soluzione possibile». Ma è «altrettanto evidente», rimarca, che «in mancanza di una convergenza, si voterà con la legge esistente». Nella riunione con gli esponenti del Carroccio, infine, a cui prende parte pure il sindaco di Milano, Letizia Moratti, spunta anche la vicenda Alitalia. E Berlusconi, sollecitato in maniera diretta dal Senatùr, rassicura gli alleati e il primo cittadino sul ruolo di Malpensa e Linate. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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Argomenti: Scuola Pagina 7 - Regione La contestazione arriva in consiglio Studenti e prof in Comune, il centrosinistra si schiera con le scuole PESCARA. La protesta contro la riforma Gelmini, approvata ieri al Senato, è arrivata anche in consiglio comunale. Ieri pomeriggio, l'aula si è riempita di studenti, docenti e sindacati, in occasione della seduta straordinaria, convocata alla vigilia della grande manifestazione di oggi a Roma per discutere dei tagli alla scuola pubblica, decisi dal governo. C'erano almeno 200 persone. Nella sala consiliare si è svolto un accesissimo dibattito, in cui si è registrato anche un durissimo scontro tra il centrosinistra, schierato dalla parte dei giovani e degli insegnanti che protestano e il centrodestra, che ha difeso strenuamente la riforma del ministro Gelmini. Sono comparsi degli striscioni nella sala consiliare con le scritte: «Col decreto Gelmini si diventa tutti cretini» e «Facoltà di ribellarsi». Alla fine, è stato approvato con 16 sì, della maggioranza e 6 no, dell'opposizione, un ordine del giorno presentato dal capogruppo del Pd, Moreno Di Pietrantonio, che invita il sindaco e la giunta «ad esprimere» - si legge nel testo - «la propria contrarietà a questo progetto teso solo a ridurre considerevolmente le risorse e la qualità della scuola pubblica; a fare pressioni sul governo per rivedere tale provvedimento; a sostenere le iniziative di mobilitazione». Il consiglio ha dato anche modo ad alcuni docenti e studenti di intervenire per esprimere le loro ragioni. Ha cominciato Matteo Gorilla, in rappresentanza degli studenti. «La riforma taglierà i fondi» ha detto «verranno cancellati i ricercatori e l'istruzione così non avrà futuro». «Sono scesi in piazza tutti i giovani di qualsiasi fede politica, contro questa riforma che taglia i fondi», ha aggiunto Federico D'Amico, un altro studente. «La scuola rappresenta il futuro di tutti noi e in questo modo verrà compromesso», ha fatto notare Emilia Di Nicola, sindacalista della Cgil scuola. «Così, l'Italia si ritroverà con un livello di investimento per l'istruzione molto al di sotto degli altri Paesi dell'Ocse», ha osservato la preside, Daniela Casaccia, rappresentante dell'associazione Cidi. «Continueremo a batterci contro il maestro unico previsto nella riforma», ha avvertito Barbara Magnani, rappresentante dei genitori. Sono intervenuti anche diversi consiglieri. Lorenzo Sospiri (Pdl) ha cercato di difendere il decreto Gelmini, ma è stato pesantemente contestato da studenti e docenti. (a.ben.)
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Argomenti: Scuola n. 260 del 2008-10-30 pagina 16 Al marito senatore l'sms della moglie: non ti voterò più di Redazione Mentre il decreto sulla scuola passa in aula, la signora Quagliariello, moglie del senatore Gaetano, vicepresidente vicario del Pdl a Palazzo Madama, insegnante come del resto anche il marito, ha inviato un sms scherzoso per commentare il dibattito. Sullo schermo del cellulare il senatore si è trovato scritto: «La Finocchiaro cita il Vangelo, tu paragoni la Gelmini a Gentile e io la prossima volta voterò per Bricolo». Una battuta scherzosa, s'intende, che dà la misura del clima in aula. A Montecitorio invece è andato in scena un crac. Di nome e di fatto. Non era mai accaduto prima, si erano visti volare fogli e libri, si erano visti microfoni divelti ma non si erano mai visti deputati che distruggessero il loro banco, semplicemente appoggiandovisi. Ebbene, stavolta è accaduto al leghista Gianluca Buonanno, 42 anni, imprenditore, che dopo il crac ha restituito i rottami agli inservienti mentre i colleghi commentavano: «Però, così piccolo e così forzuto». SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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Argomenti: Scuola VETRINA pag. 35 Il mio Neo Bon Ton prescrive il «tu» a tutti Un corso per dare il voto in condotta ai salotti L?INTERVISTA LA CONTESSA PININA GARAVAGLIA SALE IN CATTEDRA di MAURIZIO MARSICO ? MILANO ? TITOLI E BLASONI. Beata nobiltà. La contessina Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare è notoriamente un personaggio di fantasia che il genio irridente di Paolo Villaggio creò per il suo Fantozzi. La contessa Pinina Garavaglia, al contrario, esiste per davvero, sebbene ad alcuni possa apparire talmente eccentrica da sembrare finta. Cappellini stravaganti, capelli platinati, interessi eclettici a dir poco e innumerevoli ospitate. Opinionista ironica di salotti televisivi e non, art director e pierre di serate glamour, esperta di danza, tendenze e buone maniere, non si è fatta mai mancare nulla. Come dire: dalla poesia d?avanguardia alla discoteca, andata e ritorno, teatro compreso. Ma l?ultima provocatoria trovata della contessa yé-yé è un corso di «Neo Bon Ton e Personality Design» a numero chiuso che si terrà (straordinariamente) presso la gentilizia di lei magione a partire da oggi. Signora contessa ci parli un po? dei suoi avi... «Guardi, negli anni il titolo s?è come mescolato al personaggio ed è diventato quasi un gioco tra immaginazione e realtà, fantasia e piacevolezza. Comunque i nobili natali esistono e nell?archivio di famiglia si possono trovare documenti e bolle papali che l?attestano. Mia madre, conosciuta come la contessa Garavaglia-Corvini, era una nobildonna che negli anni Cinquanta appariva nel libro verde (?!) dei salotti più importanti di Milano. Discendiamo dai conti palatini marchigiani e in particolare da Venanzio Corvini, che a sua volta pare discendesse da Mattia Corvino Re d?Ungheria. Garavaglia invece proviene dalla nobiltà spagnola. Per chiudere con l?araldica, le posso anche dire che il mio ex-marito, il marchese Ulivieri, era di famiglia toscana di origine guelfa». La classe non è acqua. «Sì, ma la nostra era un tipo di nobiltà di campagna, più di cappa che di spada. Comunque oggi come oggi si può per certo affermare che la maleducazione è ormai diventata trasversale, mentre la buona educazione è un bene comune da preservare. Al di là dei titoli troviamo gente maleducata anche tra gli aristocratici, i borghesi e non parliamo dei ricchi, mentre esiste molta gente umile ma di buone maniere. Snobismo, spocchia e alterigia sono da eliminare mentre certi valori vanno assolutamente ripristinati». Ed eccoci giunti al «Neo Bon Ton». Scusi, ma in cosa differisce da quello «old»? «Abbiamo attualizzato ?l?etichetta? secondo esigenze pratiche e contemporanee e adeguato le regole di comportamento al self-control e alle cortesie per il prossimo. Le belle maniere riportate alle situazioni di oggi. Quando dare del ?tu? e quando del ?lei?. Bere e mangiare per strada. Bon Ton salutistico-ecologico o riferito al look». Un esempio, please, se il «Neo Bon Ton» lo consente. «Si figuri. In una festa conviviale di oggi bisogna dare del tu a tutti, anche alle signore anziane. Un giovane non deve aspettare che sia la persona più anziana a dire: dammi del tu, ma fare sempre il primo passo». Un po? provocatorio, forse. «Ma no. Basta saper ascoltare, osservare e utilizzare un pizzico di psicologia. E avere grande attenzione sempre e comunque verso gli altri. Per esempio non esiste che si invitino le persone alla propria festa di compleanno al ristorante per poi farle pagare. Se non puoi permettertelo, piuttosto che mettere in imbarazzo gli ospiti, non fare nulla». Tra i nostri politici c?è qualche fulgido esempio di belle maniere? «Televisivamente siamo a livelli spaventosi. In ogni caso trovo che, tra le donne, la Gelmini abbia un buon comportamento. Non è aggressiva, non raccoglie le provocazioni, ma al tempo stesso è determinata, neutra, imperturbabile. Tra gli uomini, tutto sommato direi Veltroni». Info: Arservice, tel. 02.6457377.
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Argomenti: Scuola LETTERE & COMMENTI pag. 17 Lo sapevamo: la scuola non vuole cambiare. Siamo agli ultimi posti nella cultura europea, un ter... Lo sapevamo: la scuola non vuole cambiare. Siamo agli ultimi posti nella cultura europea, un terzo dei laureati confonde ancora il condizionale con il congiuntivo, si presentano ai colloqui di lavoro e non sanno scrivere un curriculum a mano. Propongo la libertà d?ignoranza, la libertà di nepotismo e la proliferazione delle cattedre. Assumiamo un milione di bidelli (laureati, s?intende) e mezzo milione d?insegnanti (pagati meno) e finiranno scioperi, proteste e occupazioni. Manderemo i più bravi all?estero e assumeremo consulenti stranieri: diventeremo un Paese del terzo Mondo e riceveremo aiuti da Unesco, Onu e dei Paesi avanzati. Chi glielo fa fare alla Gelmini di dannarsi l?anima per aiutare delle future nullità? Giampaolo De Maria
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Argomenti: Scuola RHO BOLLATE pag. 28 Gli studenti scendono in piazza Traffico in tilt in corso Europa RHO CONTRO IL DECRETO GELMINI ? RHO ? NELLA GIORNATA dell?approvazione da parte del Senato del decreto Gelmini, anche gli studenti delle scuole superiori di Rho sono scesi in piazza per esprimere il loro dissenso. Dopo giornate di dibattiti e confronti pacifici, in classe con professori o esperti, ieri mattina la notizia dell?ok di Palazzo Madama ha interrotto le lezioni e agitato gli animi. L?ipotesi di un corteo cittadino decisa nei due istituti professionali, il Puecher di via Mattei e l?Olivetti di via Dei Martiti, ha trovato subito l?appoggio degli studenti del liceo scientifico Majorana, del classico Rebora e dell?istituto magistrale. Intorno alle undici gli studenti si sono dati appuntamento in piazza Visconti: davanti al municipio, quasi 500 giovani che hanno spiegato le ragioni della loro protesta: «Vogliamo andare anche noi all?università, invece il ministro sta tagliando fondi e saperi», spiega una liceale del Majorana. Uno studente del Rebora ci invita a fare una visita alla loro scuola, per vedere le condizioni di degrado dell?edificio: «Senza soldi le scuola non si sistemano». Il corteo di studenti ha attraversato il centro cittadino, raggiunto corso Europa dove ha bloccato il traffico creando disagi alla circolazione stradale, per concludersi all?altezza di Villa Burba. R.R.
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da "Giorno, Il (Milano)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola MILANO ATTUALITA' pag. 4 di TINO FIAMMETTA ? MILANO ? AVEVANO PROMESSO che avrebbero blocc... di TINO FIAMMETTA ? MILANO ? AVEVANO PROMESSO che avrebbero bloccato la città e non si può dire che la promessa non sia stata mantenuta. Anzi, obiettivo centrato in pieno. Centinaia di studenti per l?intera mattinata e fino al tardo pomeriggio hanno creato disagi al traffico come nemmeno un temporale monsonico. E non erano nemmeno migliaia e migliaia. Anche se durante il lunghissimo corteo - mai manifestazione si era prolungata fino alle cinque ore e oltre - la partecipazione ha sfiorato le duemila presenze, la protesta ha raggruppato le solite centinaia e centinaia di studenti, «medi» al mattino e universitari nel pomeriggio. Ma nonostante l?esiguità delle risorse, l?obiettivo è stato centrato in pieno, da piazza San Babila a Loreto, fino alla tangenziale est passando per la stazione di Lambrate. Blocchi rapidi, traffico in tilt, strade intasate e lunghe colonne di auto con gli automobilisti comprensibilmente agitati. Blocchi volanti a scacchiera in diverse zone contemporaneamente. MA NESSUN incidente, solo in piazza Meda-San Paolo verso mezzogiorno la tensione si è alzata con qualche manganellata. Tecnicamente si è trattato più di un incidente che di un vero e proprio tafferuglio. Le forze dell?ordine nel tentativo di riprendere la testa del corteo si sono «scontrate» con gli studenti, ma il contatto si è risolto in una manciata di minuti (due studenti picchiati hanno minacciato querela). Per il resto, la protesta contro l?approvazione del decreto e la ormai legge Gelmini si è mantenuta negli argini di una manifestazione senza spargimento di sangue e i manganelli degli agenti sono sempre stati tenuti a debita distanza dalle teste degli studenti. Anche se la manifestazione non era autorizzata - ed è pur sempre un reato - anche se l?occupazione dei binari e il blocco del servizio pubblico è pur sempre un reato, di cui forse i sedicenti organizzatori «anonimi» potrebbero prima o poi rispondere. Già, gli organizzatori. Senza bandiere, senza striscioni «politici», senza agitatori di professione, il corteo è parso non solo spontaneo ma addirittura orfano di padri e padrini. Certo che il contagio tanto cercato dalle fronde più arrabbiate, non c?è stato. Se le occupazioni, le agitazioni, le lezioni bloccate si replicano di istituto in istituto, in strada si ritrova sempre un?«elite» studentesca che sembra non avere un seguito oceanico. «BLOCCHIAMO la città fino a quando il Senato non voterà contro il decreto Gelmini» e «La vostra crisi non la paghiamo noi» sono stati gli slogan più gettonati fin da quando il corteo si è mosso da largo Cairoli per entrare nel centro di Brera. Il traffico in via Pontaccio è rimasto fermo per 15 minuti perchè gli studenti si sono rifiutati di concordare con le forze dell?ordine un percorso. Da quel momento il corteo si è mosso come un torrente impetuoso che decide a sorpresa il suo corso, per scegliere sempre la soluzione più dannosa per il traffico e più efficace per la visibilità della protesta. Il serpentone si è spostato quindi in Corso Garibaldi in direzione di Piazza XXV Aprile. Dopo i giri viziosi lungo la cerchia dei Bastioni, gli universitari spaccati in almeno tre gruppi numerosi hanno puntato in zona Città Studi dove hanno occupato - per 30 minuti - i binari della stazione dei treni di Lambrate e tentato di dirigersi verso la tangenziale Est. Alle 16 rientro in facoltà a Scienze politiche. FUORI PROGRAMMA per gli studenti del liceo Carducci in sit in in galleria, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, (dopo i funerali di Stato del reduce Delfino Borroni, celebrati nel Duomo di Milano) verso mezzogiorno, ha attraversato la Galleria per raggiungere Palazzo Marino, nell?Ottagono, La Russa ha incrociato gli studenti e si è fermato a salutarli. Un blitz troppo rapido per organizzare una rumorosa protesta, quando gli studenti hanno «realizzato» il ministro era già lontano.
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da "Centro, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola Pagina 25 - Cronaca Gelmini, autogestione e corteo allo scientifico Volta La scuola superiore di Francavilla oggi in sciopero contro la riforma FRANCAVILLA. Il liceo scientifico Alessandro Volta scende in piazza contro il decreto Gelmini. Si è avviata ieri con l'autogestione, la protesta degli studenti dell'unico istituto superiore di Francavilla. I ragazzi hanno deciso di unirsi alla mobilitazione generale che coinvolge il mondo della scuola, durante l'assemblea straordinaria tenuta nelle ultime due ore di martedì e così, ieri mattina, in alternativa alle lezioni tradizionali hanno seguito le attività organizzate nell'ambito dei vari laboratori gestiti in autonomia sulle tematiche attinenti le discipline curriculari, mentre nel pomeriggio si sono incontrati per predisporre cartelli, striscioni e slogan in vista dello sciopero indetto per stamani. Il raduno è fissato davanti alla scuola in via Giorgio Cirillo, quindi, riuniti in corteo gli studenti si dirigeranno alla volta del Museo Michetti dove è prevista la presenza del presidente della Provincia di Chieti Tommaso Coletti, in occasione dell'inaugurazione della due giorni dedicata al tema «Terzo settore l'impresa che ci appassiona». Il corteo scenderà poi verso il centro cittadino sfilando sul viale Nettuno fino a raggiungere piazza Sirena. Lì i ragazzi apriranno un dibattito pubblico per esprimere il loro dissenso al decreto del ministro dell'Istruzione Gelmini. Gli studenti non hanno ancora deciso se la protesta si concluderà con lo sciopero di oggi o se andrà avanti anche nei prossimi giorni. «E' ancora tutto da valutare», precisano i ragazzi. (g.g.)
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da "Centro, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola Ottimi risultati per il progetto Scuola-lavoro dell'istituto Amedeo di Savoia di Popoli Formazione, «promossi» 20 studenti POPOLI. Aprire le porte del mondo del lavoro ai giovani studenti di Ipsia e liceo scientifico, per orientarli nello loro scelte future. Questo l'obiettivo del progetto «Alternanza scuola-lavoro», organizzato dall'Istituto Amedeo di Savoia di Popoli, con un finanziamento del ministero dell'Istruzione. I venti ragazzi del quarto anno di Ipsia e liceo coinvolti, hanno concluso brillantemente il percorso lavorativo in varie aziende del territorio e nei giorni scorsi hanno ricevuto gli attestati di credito formativo per l'attività svolta dal Comitato tecnico-scientifico formato dal preside Nicola De Grandis, il tutor Pietro Felice Morizio, l'assessore comunale all'Istruzione, Concezio Galli. Dal 19 giugno al 9 agosto, i ragazzi si sono cimentati in diversi lavori del progetto organizzato e coordinato da Morizio, incaricato per la progettazione di percorsi formativi in collaborazione con enti e istituzioni del territorio. Il progetto ha avuto tre obiettivi principali: il recupero delle motivazioni allo studio in un contesto diverso da quello scolastico; l'acquisizione di competenze professionali direttamente spendibili nel mondo del lavoro; l'orientamento alla scelta degli studi universitari. «Quest'ultimo punto», afferma il professor Morizio, «è molto sentito dai ragazzi che si avvicinano al quinto anno e che hanno bisogno di chiarirsi le idee su quella che è l'offerta lavorativa, in vista dell'importante scelta universitaria». Il prossimo anno sarà inserito nel progetto anche l'istituto superiore di Torre de Passeri. SCIOPERO STUDENTI. Sciopero e corteo degli studenti oggi a Lettomanoppello contro la riforma Gelmini. Raduno alle 8 in via Marconi, quindi sfilata lungo le vie del paese e dibattito in piazza Umberto I. Silvia Lattanzio
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da "Panorama.it"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola - Italia - http://blog.panorama.it/italia - Protesta anti Gelmini, scontri tra studenti di destra e sinistra: feriti e fermi Posted By redazione On 29/10/2008 @ 16:26 In Headlines | 11 Comments Guarda la GALLERY degli scontri a Roma Fuori dal Senato, più che la "vita" - come indicava il capogruppo del Pd Anna Finocchiaro al minsitro Gelmini, prima del voto che [1] ha convertito in legge il testo di riforma della scuola - è andato in scena il caos. Prima un'aggressione isolata partita dagli studenti di destra per guadagnare la testa del presidio. Poi veri scontri, con tanto di lancio di tavolini, in piazza Navona, a pochi passi dal Senato, tra studenti di estrema destra e di sinistra, davanti ai turisti impauriti e l'immediata serrata dei negozi. Gli scontri si sono scatenati all'arrivo degli studenti del corteo degli universitari, tra cui alcuni esponenti anche dei centri sociali, arrivati nella piazza, dopo una tappa sotto al ministero. Prima dell'ingresso in piazza c'erano stati momenti di tensione perché le forze dell'ordine, avevano creato una barriera. Poi dopo una trattativa il cordone delle forze dell'ordine ha permesso il passaggio degli universitari, circa 400, che hanno sfilato con le mani alzate. Subito dopo gli studenti si sono avvicinati al camioncino attorno al quale erano radunati i ragazzi di [2] Blocco Studentesco, di destra, e sono nati gli scontri. Per picchiarsi hanno usato anche tavolini e sedie dei bar circostanti. Poi la polizia ha formato un cordone per dividere le due fazioni. Alcuni studenti di Blocco Studentesco sono stati portati in Questura. Il bilancio, parziale, è stato di tre feriti lievi. Ma lo scambio di accuse è stato pesante. "A seguito della carica da parte del gruppo di estrema destra" spiegano esponenti dell'[3] Uds "due studenti a piazza Navona riportano gravi traumi alla testa e un ragazzo riporta un orecchio lacerato. scandaloso il comportamento delle forze dell'ordine che non intervengono per ripristinare una situazione pacifica". "Ero a terra mi hanno colpito con bottiglie, cinte e caschi" ha detto uno dei due feriti. "Ci hanno caricato con violenza, alcuni avevano anche dei moschettoni che hanno utilizzato come arma contundente". E un altro: "Mi sono saltati addosso, colpivano con violenza, molti utilizzando il casco". "Noi stavamo davanti" aggiunge una studentessa, "ma loro con forza volevamo guadagnare la prima fila". Completamente diversa la versione del gruppo di destra: "I ragazzi del Blocco Studentesco sono stati caricati dagli antifascisti che volevano escluderli dalla manifestazione. Rifiutiamo questo tentativo di spaccare il fronte unito degli studenti da parte di alcuni idioti antifascisti". Da piazza Navona, il corteo si è mosso per raggiungere la Sapienza. Gli studenti dell'ateneo di Roma hanno invitato tutti gli studenti, anche quelli dei licei, a partecipare all'assemblea che si terrà all'università. Perché, soprattutto dopo che Palazzo Madama ha dato il suo sì definitivo al decreto sulla scuola, la protesta degli studenti continua: "Tutti gli studenti, uniti nella battaglia comune per la difesa del sistema formativo pubblico, proseguiranno nelle loro proteste, come sempre pacifiche e non violente, contro lo smantellamento del sistema formativo pubblico italiano". quanto afferma l'Unione degli Universitari ricordando che le proteste continueranno in tutta Italia, oltre al sit-in sotto Palazzo Madama. Traffico bloccato in centro, manifestazioni "spontanee" e occupazione della stazione Lambrate invece a Milano. Questa mattina un corteo partito da largo Cairoli, procedendo a zig-zag per le strade della città, ha raggiunto l'Accademia di Brera dove è stato lanciato un petardo e sono state lanciate delle uova. Gli studenti si sono poi mossi verso Palazzo Marino per proseguire verso "non si sa dove", hanno spiegato: "questa è una manifestazione libera che nasce spontanea". L'intento degli studenti delle superiori, ha detto Gianmarco del Coordinamento, è "andare in giro per Milano per bloccare tutta la città ed iniziare l'occupazione a raffica degli istituti". Superata la sede di Mediobanca un gruppo di ragazzi ha iniziato a scappare gridando: "Aiuto, aiuto ci sono i manganelli". Due studenti hanno denunciato di essere stati "caricati a colpi di manganelli dagli agenti della polizia" all'angolo di piazza Meda e via San Paolo. Ivan, 19 anni dell'istituto Vespucci, sarebbe stato colpito alla spalla sinistra; Paolo, 20 anni, dell'istituto Fusi, al braccio destro. A detta degli studenti lo scontro sarebbe avvenuto perché un piccolo gruppetto di ragazzi si era staccato per tagliare per via San Paolo mentre le forze dell'ordine, che avevano formato un cordone, facevano andare il corteo da piazza Meda verso San Babila. Gravi i disagi al traffico nel centro cittadino. Secondo le cifre fornite dalla Questura di Milano, un corteo partito da piazza XXIV Maggio sarebbe stato alimentato da circa 200 partecipanti, mentre a Cairoli si sarebbero radunati un migliaio di studenti. Nel frattempo alla Statale di Milano oltre mille studenti affollavano l'aula magna, dove il premio Nobel Dario Fo ha tenuto una lezione su "La scienza della rappresentazione". La notizia che il decreto Gelmini era stato approvato ha interrotto l'intervento di Fo e la decisione delle migliaia di studenti riuniti ad ascoltare il premio Nobel è stata spontanea e immediata, affidata a un portavoce: "Le altre scuole sono già in strada, andiamo a raggiungerli". Il corteo - ha spiegato il portavoce degli studenti che aveva introdotto l'intervento di Fo - "deve essere pacifico e determinato". In pochi minuti, in modo ordinato, l'aula magna si è svuotata e gli studenti si sono riversati in strada, per confluire nel corteo delle superiori. Dopo aver tentato un presidio in corso Monforte, dove ha sede la Prefettura, gli studenti, bloccati dalle forze dell'ordine, hanno paralizzato il traffico lungo viale Bianca Maria, nella seconda circonvallazione. Il corteo si è poi diviso in due tronconi: mentre gli studenti delle medie superiori hanno fatto ritorno verso la sede di Scienze Politiche, un centinaio e oltre di universitari della Statale hanno proseguito lungo la circonvallazione. Nel frattempo questi ultimi hanno raggiunto il migliaio e si sono diretti alla stazione ferroviaria di Lambrate, dove hanno deciso di fermarsi e di sedersi sui binari per bloccare il traffico ferroviario. Bloccato un treno Eurostar Milano-Roma. Dopo un tentativo scoraggiato dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa di arrivare alla tangenziale, la manifestazione ha di nuovo preso la direzione del centro. Il movimento quindi non si ferma. Ecco l'elenco delle iniziative odierne. Ancona, dove l'"Assemblea No 1333 continua la pacifica occupazione dela Facoltà di Ingegneria; Brescia, dove è previsto un sit-in con volantinaggio in piazza S. Faustino da parte del "Comitato universitaglia: 133 passi indietro nessuno avanti"; Cagliari, in cui nella Facoltà di Lettere a Piazza del Carmine ci sarà un Laboratorio di approfondimento, sul futuro dell'università italiana; Lecce, nelle cui Facoltà di Lettere e di Economia sono previste Assemblee studentesche; Pavia, dove hanno luogo le proteste alternative di lezioni di Geometri e Fisica in piazza; Padova, dove una fiaccolata di protesta contro la Legge 133, sfilerà per le vie della città; A Macerata gli studenti, che hanno ieri occupato il Rettorato improvvisando un corteo nella città, oggi si sono nuovamente organizzati per ulteriori forme di protesta; Urbino, Ateneo in cui gli studenti, dopo la partecipazione di circa 1000 persone all'Assemblea d'Ateneo di ieri, si sono dati appuntamento per oggi pomeriggio per una nuova mobilitazione. Infine, nell'Ateneo di Chieti-Pescara il Movimento studentesco Chieti-Pescara ha organizzato un'Assemblea d'Ateneo a Pescara e delle lezioni all'aperto a Chieti. LEGGI ANCHE: [4] Le novità introdotte dalla riforma Gelmini - [5] Università: l'insostenibile peso del mattone - [6] La Gelmini star di Facebook - [7] I siti della protesta - [8] La cura Gelmini, punto per punto. Partecipa al [9] FORUM
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da "RomagnaOggi.it"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola 30 ottobre 2008 - 9.48 (Ultima Modifica: 30 ottobre 2008) Emilia-Romagna in fermento per lo sciopero nazionale dei lavoratori della scuola di oggi indetto da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. I sindacati stanno mobilitando migliaia di persone da tutte le province che sono giunte a Roma con pullman e treni speciali. I manifestanti partecipano al corteo da piazza della Repubblica fino a piazza del Popolo, dove ci sara' un comizio conclusivo. Ma anche per chi resta in regione non mancheranno occasioni per far sentire la voce del dissenso. In occasione della manifestazione di Roma, il 95% dei plessi scolastici della provincia di Ravenna chiudera' completamente i battenti. Sono gia' al completo 12 pullman che partiranno alle tre di mattina da Cervia, Ravenna, Lugo e Faenza alla volta della manifestazione di piazza del Popolo. Nella citta' romagnola circa 300 insegnanti rischiano di ritrovarsi senza posto di lavoro dall'1 settembre 2009, per la maggior parte donne laureate, spesso con figli. Proteste in piazza anche a Forli'. Gli studenti universitari del movimento "no133forli" e la rete degli studenti medi, con alcuni allievi di liceo Classico, Scientifico, Melozzo, Oliveti, Artistico e Iti, organizzano un corteo che si concludera' con una grande assemblea studentesca in piazza Saffi. Il concentramento e' previsto in piazzale della Vittoria alle 9. I ragazzi sfileranno poi lungo corso della Repubblica, corso Garibaldi, piazza Duomo, via delle Torri, fino a giungere in piazza Saffi. L'invito al corteo e' rivolto a tutti, spiegano gli studenti, "esponenti del mondo dell'istruzione, dell'universita', genitori, cittadini e lavoratori". Gli studenti inoltre invitano a non portare in corteo bandiere o simboli politici. I pullman diretti alla manifestazione di Roma partiranno invece alle quattro di mattina. Dal riminese i pullman sono partiti alle 2.45 dal Centro Commerciale Diamante di Cattolica, alle 2.30 da viale Ceccarini a Riccione, alle 2.15 da via Caduti di Marzabotto a Rimini, ed alle 2 dal casello dell'autostrada Rimini Nord. A livello nazionale, saranno organizzati nove treni i speciali e quasi 1.000 i pullman, ma i sindacati annunciano gia' che saranno tanti i gruppi e le delegazioni che hanno raggiunto Roma autonomamente.
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da "RomagnaOggi.it"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola 30 ottobre 2008 - 9.23 (Ultima Modifica: 30 ottobre 2008) I tagli previsti dalla legge Gelmini sulla riforma della scuola non sono l'unico grido d'allarme che viene lanciato dal mondo dell'Università. Il Magnifico Rettore dell'Università di Bologna, Pier Ugo Calzolari è preoccupato per le ristrettezze economiche in cui versa l'Alma Mater. Se il trend del prestigioso ateneo bolognese continuerà ad essere questo, "nel 2010 saremo nella condizione di non poter fare il bilancio", afferma Calzolari in un'intervista apparsa sul "Sole 24Ore". Il quotidiano economico, infatti, mette in guardia l'Alma Mater: nel 2007 la spesa per il personale tecnico-amministrativo, affiancata a quella per i docenti, ha divorato ben l'86,1% del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), una torta da 384,1 milioni di euro in contributi statali che, euro piu' euro meno, vale i due terzi del bilancio dell'ateneo. Il conto complessivo degli stipendi nell'anno passato ha segnato un preoccupante +5% rispetto al 2006, contro una media nazionale del +2%. E, tra le universita' del centro-nord, soltanto Macerata, con un +5,7%, ha conosciuto nel 2007 una crescita maggiore nell'incidenza delle buste paga sul Fondo. Tra le voci a destare preoccupazione c'è anche il confronto con le performance medie degli atenei nazionali racconta infatti che la spesa per il corpo docenti assorbe a Bologna il 73,3% delle risorse del Fondo ordinario, mentre nel resto d'Italia non si va oltre il 71,7%. Inoltre sulla ripartizione del Ffo influiscono il numero di studenti iscritti ai corsi di laurea e le relative tasse d'iscrizione: se nel 2007 gli 88.525 aspiranti laureati contribuivano con il 23,8% alle risorse statali poi dirottate sull'Alma Mater, in prospettiva l'attuale calo delle immatricolazioni (-2,9% a settembre) non puo' che mettere in pericolo le casse dell'universita'.
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da "Varesenews"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola Web - Approdano in rete i video realizzati dai ragazzi durante le manifestazioni dei giorni scorsi Le proteste degli studenti varesini su Youtube Da Saronno e da Gallarate. Sono i video che sono comparsi nella rete, soprattutto su www.youtube.com , dopo le manifestazioni di inizio settimana da parte degli studenti delle scuole superiori contro il decreto Gelmini. E così è possibile ?vivere? in soggettiva il punto di vista dei ragazzi che seguono il corteo, come a Saronno o a Gallarate. Pifferi46 ha realizzato anche un montaggio con i momenti salienti della manifestazione saronnese del 28, mentre miticoste93 ha puntato soprattutto sui cori in giro per la città, oppure 6bambolita6 che riprende l?invasione del centro città che è anche il video più cliccato della nostra playlist di questi due giorni. Due i video dedicati all?Ipsia, e caricati da pitagobbo90. Due, invece, i video della manifestazione di Gallarate del 28, davanti al teatro Condonomio e dove si sarebbe dovuto presentare il ministro Gelmini. Entrambi i video, che riprendono diversi momenti della protesta sono stati realizzati da unamolotov. Ecco la nostra playlist. Giovedi 30 Ottobre 2008 M.S.
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da "RomagnaOggi.it"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola 30 ottobre 2008 - 10.59 (Ultima Modifica: 30 ottobre 2008) "La scuola va certamente riformata ma viene contrabbandata per riforma una politica di tagli". Alla manifestazione organizzata dai sindacati a Roma per protestare contro il decreto Gelmini arriva il leader della Cgil Guglielmo Epifani salutato da un tripudio di folla. E lui non risparmia critiche al decreto appena approvato al Senato: "Il governo non ha avuto l'onesta' di dire che si trattava di tagli. Milioni di giovani, di famiglie, di insegnanti lo hanno capito". Veltroni: governi ascolti la manifestazione. Il governo "dovrebbe avere il desiderio di ascoltare la societa' italiana". La manifestazione indetta oggi a Roma dai sindacati della scuola "rappresenta una parte importante della societa', il mondo della scuola. E l'idea di trasformare tutto questo in qualcosa che puo' essere identificato politicamente e', secondo me, un grande errore di valutazione". Lo sottolinea Walter Veltroni. In piazza anche ?baby manifestanti'. Per protestare contro il decreto Gelmini sulla scuola diventato legge ci sono anche tanti baby manifestanti. A piazza Barberini, all'arrivo del segretario della Cgil Guglielmo Epifani, intonano un simpatico coretto: "Chi non salta la Gelmini e', chi non salta la Gelmini e'". Epifani si diverte e sorride applaudendo la baby iniziativa. E subito un suo stretto collaboratore gli si accosta dicendo: "Guglielmo, stai attento, ora ti considereranno uno strumentalizzatore di bambini". Lui sorride di nuovo e saluta i piccoli manifestanti. Al corteo si uniscono anche il governatore della Puglia Nichi Vendola e Anna Finocchiaro
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da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola Centinaia di pullman da tutta Italia.In piazza Repubblica già alcuni parlamentari del Pd e il ministro ombra dell'Istruzione Maria Pia Garavaglia. Veltroni: "Qui per esprimere solidarietà"Gli studenti bloccano i treni
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Scuola)
11 e 15
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Sciopero
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Gli slogan, vecchi ritornelli e idee confuse: <Via i fascisti! Chi sono? Non lo so,...
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scuola, la protesta sale sul ponte
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il rettore: senza fondi il bo chiude
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giusto l'interramento della tangenziale - massimo scattolin
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ancora nessuna notizia
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unindustria: dopo il passante opere complementari subito
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scuola, la riforma gelmini è legge
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Stasera la Guzzanti torna in Rai, da Santoro travestita da premier
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Eco agli studenti:" La vostra battaglia è solo per i baroni"
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Elementari, che disastro: peggio della Moldavia
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docenti e precari sfilano con i ragazzi
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a lanciano protesta con i classici greci
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università, in campo il rettore
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E adesso tra studenti rossi e neri
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Veltroni scavalca Di Pietro in piazza:
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università d'annunzio, la protesta non si ferma
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Lecco, per protesta una sola maestra in classe: <Così subite la riforma>
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l'abruzzo perderà 114 istituti
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<Aiuteremo le famiglie a uscire dalla crisi>
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la contestazione arriva in consiglio
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Al marito senatore l'sms della moglie: non ti voterò più
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Il mio Neo Bon Ton prescrive il <tu> a tutti
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Lo sapevamo: la scuola non vuole cambiare. Siamo agli ultimi posti nella cultura europea, un ter...
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Gli studenti scendono in piazza Traffico in tilt in corso Europa
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di TINO FIAMMETTA MILANO AVEVANO PROMESSO che avrebbero blocc...
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gelmini, autogestione e corteo allo scientifico volta
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formazione, promossi 20 studenti
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Protesta anti Gelmini, scontri tra studenti di destra e sinistra: feriti e fermi
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Scuola, tutta la Romagna mobilitata contro la legge Gelmini
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Università, per l'ateneo di Bologna è allarme rosso: "Bilancio a rischio"
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Le proteste degli studenti varesini su Youtube
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Il mondo della scuola in piazza a Roma: "Solo tagli, nessuna riforma"
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E' il giorno dello sciopero generale Roma invasa da prof e studenti
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da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Attesa per i dati sui Pil negli Stati Uniti, che dovrebbero dare indicazioni sullo stato di salute dell’economia. In rialzo anche il petrolio dopo il calo del dollaro
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Il Cac40 ha aperto in rialzo del 2,22%, il Dax dell?1,78% e il Ftse100 dell?1,22%. Avvio sprint anche a Piazza Affari, con il Mibtel a +2,22%. MERCATI ASIATICI I mercati asiatici proseguono la loro corsa al rialzo, drogati dal ribasso dei tassi d?interesse negli Stati Uniti e la speranza di una identica misura in Giappone, mentre i dati del pil negli Usa, attesi per oggi, dovrebbero rivelare l?estensione dei problemi della prima economia mondiale. Galvanizzata dalle informazioni di stampa che attribuiscono alla Banca del Giappone l?intenzione di abbassa, domani, il suo tasso d?interesse di riferimento di un quarto di punto portandolo allo 0,25 per cento e dalla rapida ricaduta dello yen, la Borsa di Tokyo ha chiuso oggi con un rialzo del 9,96 per cento, dopo aver guadagnato il 7,74 per cento ieri e il 6,41 martedi. Le altre piazze della regione Asia-Pacifico sono oggi altrettanto euforiche. Alle 7.15 (ora italiana), Hong Kong era in rialzo del 10,11 per cento, Singapore del 6,91 per cento, Bangkok del 5,28 per cento e Giacarta del 5,28 per cento. Seoul, Taipei, Manila e Sydney hanno chiuso con rialzi rispettivamente di 11,95%, 6,29%, 4,73% e 4,04%. Come previsto, la Riserva Federale statunitense (Fed) ha ridotto ieri di 0,50 punti il suo tasso di interesse di riferimento all?1 per cento. Prendere a prestito danaro negli Stati Uniti torna al suo più basso livello dal giugno del 2004. La Borsa di New York ha tuttavia chiuso la seduta di ieri senza mostrare troppo interesse a questa decisione, largamente anticipata. Il Dow Jones ha perso lo 0,82 per cento chiudendo a 8.990,96 punti all?indomani di uno spettacolare rimbalzo di circa l?11 per cento. Il Nasdaq ha da parte sua chiuso con un rialzo dello 0,47 per cento. ”Ci sono due modi di vedere: da un lato la Fed riconosce che tutto quel che ha fatto per ora non basta a impedire agli Stati Uniti di cadere nella recessione; dall?altro lato ciò mostra che è determinata a agire per sostenere la crescita” ha commentato Lindsey Piegza, di Ftn Financial. i segnali di espansione monetaria si moltiplicano nel mondo. La Banca centrale della Cina ha annunciato ieri il suo terzo ribasso dei tassi d?interesse in sei settimane. La Banca centrale europea (Bce) ha già giudicato “possibile” un ribasso dei suoi tassi la settimana prossima e anche la Banca d?Inghilterra dovrebbe abbassare i suoi. Negli Stati Uniti, i dati del prodotto interno lordo, il pil, per il terzo trimestre, la cui diffusione è prevista oggi, dovrebbero confermare l?ampiezza delle difficoltà della prima economia mondiale, un anno dopo l?inizio della crisi dei muti a rischio. Gli analisti prevedono in media una contrazione del pil dello 0,5 per cento su base annua, dopo una crescita del 2,8 per cento nel secondo trimestre. Sul fronte delle monete, l?euro continua a risalire di fronte al biglietto verde, tornando sopra la soglia di 1,30 dollari per la prima volta dal 22 ottobre. Lo yen prosegue il suo ribasso rispetto al dollaro e all?euro dopo il suo forte rialzo degli ultimi giorni. In Giappone, il primo ministro Taro Aso deve rivelare oggi le nuove misure di sostegno all?economia. Secondo i media giapponesi, l?ammontare del nuovo piano si avvicina ai 5.000 miliardi di yen (38 miliardi di euro) e comprende aiuti finanziari generalizzati per tutte le famiglie e esenzioni fiscali per i mutui. Qualche settimana fa, il parlamento nipponico ha già adottato un primo piano di rilancio di 1.810 miliardi di yen (14 miliardi di euro). Aso dovrebbe inoltre annunciare, sempre oggi, che rinuncia a indire elezioni anticipate prima della fine dell?anno, come aveva inizialmente detto di avere intenzione, al fine di dedicarsi pienamente alla crisi economica. Per reagire alla crisi mondiale, la Commissione europea ha promesso da parte sua misure di rilancio per sostenere l?economia minacciata dalla recessione, chiudendo gli occhi sui deficit. Un piano d?azione che sarà presentato il 26 novembre “comprenderà azioni mirate sul breve termine” per la crescita e l?occupazione, ha detto il presidente della commissione europea Josè Manuel Barroso. In Salvador, la ventina di capi di Stato e di governo che partecipano al diciottesimo vertice ibero-americano preparano una “posizione responsabile, comune” di fronte alla crisi finanziaria internazionale. PETROLIO Il calo del dollaro fa aumentare il prezzo del greggio. Nel dopomercato elettronico che fa riferimento al Nymex, la Borsa merci di New York, a Singapore il greggio per consegna a dicembre è stato trattato oggi a mezzogiorno (ora locale) a 69,61 dollari a barile, con un rialzo di 2,11 dollari. A New York ieri sera il greggio per consegna a dicembre aveva fatto registrare un rialzo di 5,56 dollari a barile portando il prezzo a 68,29 dollari. Piazza Affari in tempo reale Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Bloccate le vie d'accesso al Senato Berlusconi: "Polizia nelle scuole? 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Simon ad un passo dalla qualificazione00:26:25 - Non esiste alcun decreto Gelmini che riguardi l'università. Il provvedimento messo a punto dal minis[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona00:05:54 - Simo è molto migliorato, invece, nell'uso del back, che lo aiuta anche a difendersi. In risposta, a [...] Bolelli spreca un'altra chance23:33:34 - Belle parole che, immagino, avranno riempito di gioia ed orgoglio Pietrangeli & Pericoli.[...] Daniele Bracciali consigliere FIT23:24:42 - Stasera ho rivisto nel gioco di Simone alcune titubanze che già gli avevo notato in varie altre occa[...] Bolelli spreca un'altra chance23:17:25 - José Mourinho, s o MAIOR!!! Itlia é fantastica!!! Adriano gioca in una squadra seria per ci o lav[...] Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... 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da "Metronews"
del 30-10-2008)
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La Gelmini è legge Scontri fra studenti uscito su Metro il 30/10/2008 Lascia il tuo commento! La conversione in legge del decreto Gelmini scatena reazioni in tutta Italia ROMA. Senato assediato, scontri fra fazioni studentesche e fra studenti e polizia, dichiarazioni trionfali e polemiche roventi. è legge da ieri mattina il decreto Gelmini che introduce fra l?altro nelle scuole italiane il maestro unico e il ritorno al voto al posto dei giudizi. La votazione definitiva a Palazzo Madama è stata accompagnata da violenti scontri per tutta la mattina a piazza Navona e nelle vie del centro di Roma. Quattro i feriti, fra i quali un agente, una ventina i fermati. A innescare i tafferugli il contatto di un gruppo di giovani di destra con le avanguardie, composte dai gruppi sociali, del corteo dei ragazzi della sinistra. Cortei e manifestazioni anche nelle altre città italiane.
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da "Metronews"
del 30-10-2008)
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Le novità del decreto uscito su Metro il 30/10/2008 Lascia il tuo commento! . Queste le principali novità del contestato decreto Gelmini, convertito ieri in legge dal Senato della Repubblica: 1. Cittadinanza e Costituzione Previste attivita` di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all?insegnamento dell?educazione civica a elementari e medie. 2. La condotta sarà valutata Voto di condotta per contrastare i diffusi fenomeni di bullismo. Con meno di 6 in condotta si incorre nella bocciatura. Il voto e` deciso collegialmente dai professori. 3. Ritornano i voti in numeri A elementari e medie voto in pagella in numeri. Alle primarie affiancato da giudizio. Bocciatura alle medie solo con la maggioranza dei prof, alle primarie solo per casi eccezionali. 4. Alle elementari maestro unico Dal prossimo anno scolastico 2009-2010 alle elementari torna il maestro unico. Nei regolamenti attuativi sara` tenuto conto di una piu` ampia articolazione del tempo scuola 5. I libri scolastici validi un ciclo Contro il carolibri il decreto prevede che alle elementari i testi adottati siano validi per 5 anni, alle superiori per 6. Possibili solo aggiornamenti o appendici. 6. Graduatorie e classi ponte Ammissione dei docenti in ruolo, alle elementari, su base provinciale. Il governo dovra` pensare a classi di inserimento per gli stranieri che non superano un test di ammissione. 7. Edilizia scolastica L?articolo 7 del decreto prevede risorse per interventi di edilizia scolastica e messa in sicurezza degli istituti scolastici, impianti e strutture sportive. 8. Studenti Ssis in graduatoria Gli studenti al nono ciclo della Ssis (Scuola di specializzazione per l?insegnamento secondario), attualmente esclusi, saranno riammessi in graduatoria in base ai punteggi dei titoli posseduti.
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da "Voce d'Italia, La"
del 30-10-2008)
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Cronaca Articoli correlati: *I soliti imbecilli *Scuola, treni bloccati dai manifestanti *Dl Gelmini, proposto referendum abrogativo. Bottiglie e cinghiate fra studenti Guarda tutti i correlati
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da "Nazione, La (Viareggio)"
del 30-10-2008)
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PIETRASANTA pag. 14 «SIAMO TANTI e belli»: parola di genitori, studen... «SIAMO TANTI e belli»: parola di genitori, studenti e insegnanti che martedì sera hanno sfidato la pioggia per l?annunciata fiaccolata anti-Gelmini. Quasi mille persone (700 secondo le forze dell?ordine) sono scese infatti in strada per dire «no» al decreto del ministro della pubblica istruzione, attraversando il centro storico per circa un?ora e mezza tra ombrelli, torce, pile e tanti striscioni. Non sono mancate le polemiche, vista la presenza in fondo al corteo di vessili con falce e martello portate dal Partito comunista dei lavoratori, ma alla fine tutto è filato liscio. Con un solo rammarico: «Senza la pioggia ? dice un gruppo di mamme ? saremmo stati il doppio. E? un peccato, pensare che alcuni sono venuti anche da Stazzema, nonostante il maltempo». Il corteo, pieno di slogan come «Giù le mani dalla scuola pubblica» e «Beata ignoranza» (riferito al ministro), è partito da piazza Duomo arrivando fino a via San Francesco, per poi tornare da via Marconi. In scena, come detto, il «funerale» della scuola pubblica: «Non è solo una questione di grembiulini ? aggiungono mamme e insegnanti ? ma del futuro dei nostri figli. Chi non ha un reddito di un certo livello non potrà ad esempio iscrivere i propri figli all?università: andrà avanti non il più capace, ma il più ricco». MENTRE studenti e intere famiglie fanno notare la «non politicizzazione» della serata, in fondo al corteo sbuca la falce e martello del Pcl, presenza non gradita da alcune mamme, anche se i responsabili del partito assicurano che la protesta è partita «da una sola persona». «Confesso che ho sentito intonare ?Bella ciao? ? testimonia Luca Mori del Pd, presente in veste di padre ? ma ero davanti al corteo e non ho visto bandiere politiche. Credo sia stato un successo, se consideriamo il brutto tempo. Da parte nostra abbiamo volutamente messo da parte qualsiasi simbolo, lasciando spazio solo a striscioni contro il ministro». Più deluso, infine, il neo assessore alla pubblica istruzione Paola Brizzolari (Forza Italia). «Manifestare è un diritto, ma sarebbe stato meglio se i partiti si fossero astenuti per non ?connotare? un?iniziativa di carattere sociale. E? stata persa un?occasione perché chi ha portato i suoi vessilli ha mancato di rispetto nei confronti di mamme, studenti e insegnanti». Daniele Masseglia
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FORTE DEI MARMI/SERAVEZZA/STAZZEMA pag. 15 CONSIGLI comunali ad hoc per le problematiche degli studenti si terranno stasera ... CONSIGLI comunali ad hoc per le problematiche degli studenti si terranno stasera a Seravezza e il 4 Forte, mentre oggi tutta la giunta di Stazzema parteciperà alla manifestazione romana dopo il consiglio comunale aperto di ieri sera. E se il sindaco di Forte, Umberto Buratti, ha mantenuto la parola data agli studenti dello scientifico, la Riforma Gelmini terrà banco nel consiglio comunale aperto di stasera alle 21 al Marzocchino. Una sessione aperta dei consiglieri, in cui saranno permessi gli interventi ai cittadini, agli insegnanti e agli studenti. E? prevista anche la presenza dei sindacati, ma non mancheranno anche gruppi del centro-destra, dalla Lega ad An. L?assessore alla pubblica istruzione Stefano Faraboschi ha spiegato che «da giorni con gli uffici stiamo esaminando gli effetti sul territorio di quella che io non esito a definire la controriforma Gelmini, da ieri legge. Il rischio maggiore è la possibile chiusura dei plessi sotto i cinquanta alunni: nel nostro territorio sarebbero quelli di Azzano, Basati, Querceta». Un problema avvertito anche da Stazzema che oggi appunto è a Roma proprio per manifestare contro questo rischio. Nel caso di Stazzema anche il Comprensivo è a rischio chiusura, mentere nel mirino ci sono Arni, Le Mulina, Ruosina e Terrinca. Si terrà invece al Michelangelo (alle 17) del 4, la seduta del consiglio comunale di Forte. La decisione di rinviare la discussione è stata concordata dal sindaco con gli studenti. I ragazzi, nel frattempo, hanno preparato un documento nel quale espongono i motivi della protesta: possibile privatizzazione delle Università, blocco del turn over, i tagli dei fondi destinati all?istruzione pubblica e alla ricerca, l?eliminazione delle graduatorie per l?assunzione dei docenti, l?istituzione delle classi ponte per stranieri ed extra comunitari, l?accorpamento delle scuole.
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da "Nazione, La (Viareggio)"
del 30-10-2008)
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CAMAIORE / MASSAROSA pag. 13 LA PROTESTA dei genitori e degli studenti ? per i problemi che stanno emerge... LA PROTESTA dei genitori e degli studenti ? per i problemi che stanno emergendo nel mondo della scuola ? tocca anche Camaiore: oggi pomeriggio alle 18 è infatti in programma un corteo con fiaccolata che si svolgerà nel centro storico, con doppio passaggio da piazza Romboni e concentramento in piazza San Bernardino dove è previsto un incontro con l?assessore alla pubblica istruzione del comune di Camaiore, Alessya Dini. La mobilitazione delle mamme e dei bambini è molto sentita non solo nel capoluogo ma soprattutto nelle piccole scuole di paese, quelle che potenzialmente potrebbero essere a rischio di dimezzamento, con ripercussioni di non poco conto sugli impegni della vita quotidiana. La fiaccolata potrebbe essere estesa anche in altre località del Comune proprio per fare forza alla protesta: tra l?altro in occasione della prossima seduta del consiglio comunale, il consigliere di opposizione Cristiano Ceragioli presenterà un ordine del giorno in cui si chiede il massimo impegno del Comune a difesa della scuola. ANCHE sul territorio del comune di Massarosa c?è la massima attenzione al caso-scuola: un nutrito gruppo di genitori di bambini iscritti alla scuola elementare di Piano Mommio ha infatti deciso di affiancarsi alla dilagante proteste contro la riforma-Gelmini: fuori dalla scuola saranno esposti striscioni.
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da "Nazione, La (Umbria)"
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CITTA' DI CASTELLO pag. 12 ? CITTA? DI CASTELLO ? SOPRALLUOGO alla scuola media Dante Alig... ? CITTA? DI CASTELLO ? SOPRALLUOGO alla scuola media Dante Alighieri di Città di Castello: una delegazione composta dal sindaco Fernanda Cecchini, l?assessore Arcangelo Milano, il dirigente dei lavori pubblici Paolo Gattini e Stefano Morini, responsabile per l?edilizia scolastica, ha effettuato una visita all?istituto in vista di alcuni interventi già programmati e per una ricognizione sullo stato generale della scuola, che sorta nel 1961, è il primo plesso esterno alle mura urbiche. Incontrando il dirigente scolastico Rita Capacci, il sindaco Cecchini ha ribadito come «negli anni la collaborazione orizzontale tra ente locale e scuole abbia dato buoni frutti, permettendo, come nel caso della Dante Alighieri, di mantenere e potenziare la funzionalità di un edificio che pure risale a quasi mezzo secolo fa». Nel corso dell?incontro il dirigente Capacci ha illustrato le esigenze della scuola: in particolare l?installazione un ascensore, il cui appalto è già stato aggiudicato e l?ammodernamento di infissi e punti luce, richiesta su cui è stato annunciato dai tecnici del Comune un finanziamento di 142mila euro, su 250mila complessivi per l?Umbria, da parte dell?Inail, che permetterà di sostituire i corpi illuminanti e di completare l?intervento su porte e finestre. «Complessivamente alla scuola Dante Alighieri sono stati riservati investimenti pari a 730mila euro» ha aggiunto il sindaco «un segno dell?attenzione con cui l?ente locale ha curato, qui come negli altri casi, il settore dell?edilizia scolastica. Ci aspettiamo che questo impegno venga riconosciuto e valutato, quando la legge Gelmini su istruzioni e università passerà dalle parole ai fatti». La Cecchini analizza poi «i casi concreti per inserire il parametro della territorialità: Città di Castello, con i suoi 38mila ettari, è il ventesimo comune per estensione in Italia. Qualsiasi semplificazione nella mappa delle scuole dovrà verificare la sostenibilità dei tempi e delle modalità e valutare il percorso già compiuto da istituzioni e comunità per razionalizzare il sistema scolastico locale».
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CITTA' DI CASTELLO pag. 12 ? MONTONE ? IL CAPOGRUPPO di Rifondazione comunista, Stefano Vinti i... ? MONTONE ? IL CAPOGRUPPO di Rifondazione comunista, Stefano Vinti in un ordine del giorno ha invitato il Consiglio regionale ad esprimersi sulla «soppressione dell?Istituto scolastico comprensivo di Montone e Pietralunga» che viene ritenuta «impensabile e irrealizzabile». Secondo Vinti l?Istituto, che conta 317 alunni, con un incremento del 5 per cento degli ultimi tre anni «non può essere considerato strumento di compensazione per altre situazioni confinanti che possono trovarsi in difficoltà» e chiede perciò che la Regione realizzi tutte le necessarie garanzie del mantenimento dell?assetto scolastico attuale dei due Comuni. Nel documento, Vinti spiega che la riforma Gelmini «mette in dubbio l?autonoma esistenza dell?istituto scolastico comprensivo, fatto questo da evitare perché la salvaguardia della situazione attuale è un fattore fondamentale ed imprescindibile per il territorio stesso, anche come garante di stabilità sociale, culturale e abitativa, considerato che la scuola è il principale soggetto culturale presente nel territorio». «Un territorio vasto ? rimarca Vinti ? e con una popolazione distribuita in zone disagiate e con difficoltà di collegamento».
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ORVIETO / CONCA TERNANA pag. 18 ? ORVIETO ? ANCHE SULLA RUPE una parte degli studenti scende in piaz... ? ORVIETO ? ANCHE SULLA RUPE una parte degli studenti scende in piazza per protestare contro il decreto Gelmini. L?iniziativa è prevista per questa mattina, organizzata dal collettivo LiberaMente. La manifestazione studentesca, che coinvolge anche il personale docente, è aperta ai genitori ed a chiunque sia interessato a contestare le manovre ministeriali riguardanti la scuola. «Intendiamo proporre una manifestazione apartitica, aperta a tutti, convinti che questo problema riguardi ognuno di noi, al di là di qualsiasi ideologia o schieramento politico», anticipano i promotori. La manifestazione partirà alle 8.30 a piazza Cahen. E? previsto un corteo con arrivo in piazza della Repubblica, dove si svolgeranno attività di comizio da parte di studenti e docenti. «Crediamo che la manifestazione sia necessaria per ribadire il comune dissenso riguardo ai decreti legge e alle manovre finanziarie inerenti la scuola. Ci opponiamo al taglio dei finanziamenti alle scuole pubbliche, ai cambiamenti riguardanti le Università statali, nonché alla riduzione del personale docente e non docente». L'iniziativa vuole anche esprime il dissenso riguardo alla formazione di classi separate per i bambini extracomunitari.
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PRIMO PIANO pag. 11 Il premier: «Tv pessimiste Devono collaborare con noi» STASERA AD ANNOZERO TORNA LA GUZZANTI: «FARO? IL CAVALIERE» ? ROMA ? «FARO? TUTTO il possibile ? dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ? perché le tv pubbliche e private non siano dei fattori ansiogeni, come purtroppo stanno diventando». In particolare il premier punta il dito contro la Rai: «La televisione pubblica, che dovrebbe cooperare perché le cose vadano al meglio, adesso è il punto principale di diffusione del pessimismo». La sortita del Cavaliere viene ripresa dal sottosegretario allo Sviluppo Economico, Paolo Romani («I tg Rai spieghino la crisi e non creino allarme»), e contrastata dall?opposizione: «La campagna di Berlusconi contro la tv pubblica non è più tollerabile ? commenta Roberto Cuillo, responsabile cultura del Pd ?. In realtà è il Governo a seminare ansia tra gli italiani». «E? la stampa bellezza» risponde un po? ironicamente il senatore Riccardo Villari, componente della commissione di Vigilanza per il Pd. «Berlusconi se ne deve fare una ragione ? aggiunge ? i giornalisti raccontano i fatti, danno notizie, ansiogene o meno, ma sempre notizie». A PROPOSITO di ironia, arriva la notizia che Sabina Guzzanti torna in tv questa sera ad Annozero (nella puntata dedicata al decreto Gelmini sulla scuola) per vestire i panni del premier. E? lei stessa ad annunciarlo sul blog del suo sito: «Ho registrato tre pezzi di Berlusconi». La Guzzanti torna in tv dopo cinque anni. Era il novembre del 2003 quando del suo programma, delle cinque puntate previste, andò in onda soltanto la prima per la polemica politica che ne scaturì.
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PRIMO PIANO pag. 6 Vince la Gelmini: «La scuola La riforma è legge. Il ministro: «Ora tocca all?Università». di ELENA G. POLIDORI ? ROMA ? IL DECRETO Gelmini sulla scuola è legge. Il Senato lo ha approvato in via definitiva con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti. Un?approvazione scontata, vista la forza dei numeri del centrodestra e salutata con soddisfazione dal ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini («La scuola cambia, si torna a serietà, merito, educazione») che, dopo aver ringraziato governo e maggioranza parlamentare per il sostegno, ha anche annunciato che entro una settimana presenterà il piano sull?università». SODDISFATTO anche Silvio Berlusconi: «Il voto è andato come era logico che andasse. Spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro». Dopo l?approvazione del contestato provvedimento (che prevede il ritorno al maestro unico alle elementari e ai voti in pagella, la valutazione della condotta nel giudizio finale sullo studente, nonchè lo stop alla riedizione dei libri di testo prima che siano trascorsi 5 anni) non accenna tuttavia a calare la tensione tra i due schieramenti, come è apparso chiaro fin da prima del voto finale. E? stato il capogruppo della Lega Nord, Federico Bricolo, ad esporre, senza giri di parole, la posizione della maggioranza: «Avete soffiato sul fuoco della protesta ma oggi vi diciamo che la ricreazione è finita». Mentre Maurizio Gasparri ha aggiunto: «Non ci hanno fermati, noi andiamo avanti», rinnovando le accuse alla sinistra di «manovrare» studenti definiti «ridicoli». «Oggi ? ha replicato in aula Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd ? pensate che approvando questo decreto sia finita qui. Non è così». La capogruppo democratica ha anche protestato, con vivacità, per l?asprezza delle polemiche sollevate dalla maggioranza prendendosela in particolare con il capogruppo del Pdl. «Per voi ? ha osservato ? chi protesta, chi non è d?accordo, è disinformato, strumentalizzato o, come dice Gasparri, un cretino in malafede; mi colloco spontaneamente nella categoria, anzi tutto il mio gruppo: siamo tutti ?cretini in malafede?, bugiardi, anche fascio-comunisti». A RISCALDARE il clima, ci aveva già pensato il senatore a vita Francesco Cossiga che, nel motivare il suo voto a favore, ha ricordato: «Venni applaudito dal Pci perché avevo fatto picchiare a sangue gli studenti che avevano contestato Luciano Lama all?Università di Roma nel ?77». Contestato da alcuni senatori, ha replicato: torniamo alle scazzottate in Aula «come ai miei tempi», quando un dibattito poteva anche finire a cazzotti. Con un invito preciso rivolto alla Finocchiaro: «Da lei un pugno lo gradirei».
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PRIMO PIANO pag. 6 PRIGIONIERI DEL PASSATO L?ANALISI NEGLI ultimi anni della sua vita, Montanelli mi confessava che aveva, ormai, la testa rivolta sempre all?indietro, al passato. Viveva solo di ricordi e il futuro non lo interessava più. Diceva queste cose con una punta di rammarico: più che la nostalgia, prevaleva in lui il senso di tristezza per non potersi immaginare anche un futuro. L?altro giorno, mi sono ricordato di Indro leggendo un bell?articolo di Ernesto Galli della Loggia in cui il politologo sosteneva che gli italiani sono prigionieri del passato: non riusciamo mai a cambiare nulla perché, per cambiare, ci vogliono coraggio e determinazione mentre noi preferiamo restare legati al solito tran-tran quotidiano, al deja vu. Sappiamo che restare ancorati a vecchi stereotipi non ci farà progredire di un millimetro, ma preferiamo procedere ugualmente secondo vecchie regole, piuttosto che proiettarci in un domani pieno d?incognite. Accade, così, che, pur rendendoci conto che il sistema scolastico italiano perde colpi, scendiamo in piazza (una minoranza, per fortuna) contro il decreto Gelmini, al grido di: ?La scuola non si tocca!?. Altro esempio: da quanto tempo parliamo della necessità di snellire la Pubblica Ammistrazione? Non appena, però, Brunetta cerca di muovere le acque stagnanti della burocrazia, insorgono in molti (e non solo i burocrati o i fannulloni) dicendo ?no? ai tornelli. Insomma, non possiamo rinunciare ad antichi privilegi o a consolidate rendite di posizione, anche se capiamo perfettamente che ci porteranno al baratro. Sì, come Montanelli siamo prigionieri del passato. Il problema è che quando Indro diceva queste cose, aveva ormai novant?anni e poteva permettersi il lusso di non guardare al futuro, mentre oggi siamo un Paese ancora relativamente giovane che ha, però, assoluto bisogno di rinnovarsi per non sprofondare definitivamente. O abbiamo il coraggio di cambiare, oppure siamo destinati a restare sempre più marginali sullo scenario internazionale. Anche perché, pur guardando sempre con la testa rivolta all?indietro, non riusciamo comunque a sapere mai realmente da quale storia proveniamo perché, oltre al passato, siamo pure prigionieri delle ideologie.
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PRIMO PIANO pag. 7 ? ROMA ? REFERENDUM. Così risponde il Pd all?approvazione ... ? ROMA ? REFERENDUM. Così risponde il Pd all?approvazione lampo della riforma sulla scuola. «Poiché il Governo ha ignorato quello che un grande movimento civile ha segnalato ? ha spiegato Walter Veltroni, che oggi scenderà in piazza nel tentativo di agganciare la protesta degli studenti a quella del Circo Massimo ? e poiché non ha ascoltato nessun appello per il ritiro del decreto Gelmini, ricorreremo al referendum». Già allo studio, da parte dei tecnici del Pd, la migliore formulazione dei quesiti. LA MOSSA improvvisa del segretario ha spiazzato, in verità, anche alcuni maggiorenti del partito, riuniti ieri per un coordinamento durato appena mezz?ora. Massimo D?Alema e Franco Marini, per esempio, sarebbero stati informati da altri (e non da Veltroni) della scelta del referendum. L?ex presidente del Senato ha risposto con stupore a domanda di un giornalista: «Non ne sapevo nulla, voglio capire bene i dettagli, le motivazioni... Domani, quando avrò tutti gli elementi, farò un commento». D?Alema è apparso poco entusiasta dell?iniziativa: «Mi pare che sia stato annunciato che raccoglieremo le firme... Bene, le raccoglieremo. Però c?è troppo tempo che ci separa dal possibile voto». La stessa argomentazione usata dal leader dell?Udc, Pier Ferdinando Casini per dire no all?iniziativa di stampo dipietrista di Veltroni: «Ben che vada andrebbe in votazione nel 2010...». Intanto, dal Pd, fanno sapere che sono già allo «studio i quesiti migliori» per coprire tutte le pieghe della riforma Gelmini («un sistema di riforma occultato»). Con Veltroni si sono già schierati Idv, Pdci e Prc.
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PRIMO PIANO pag. 7 di ELENA G. POLIDORI ? ROMA ? IL DECRETO Gelmini sulla scuola ... di ELENA G. POLIDORI ? ROMA ? IL DECRETO Gelmini sulla scuola è legge. Il Senato lo ha approvato in via definitiva con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti. Un?approvazione scontata, vista la forza dei numeri del centrodestra e salutata con soddisfazione dal ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini («La scuola cambia, si torna a serietà, merito, educazione») che, dopo aver ringraziato governo e maggioranza parlamentare per il sostegno, ha anche annunciato che entro una settimana presenterà il piano sull?università». SODDISFATTO anche Silvio Berlusconi: «Il voto è andato come era logico che andasse. Spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro». Dopo l?approvazione del contestato provvedimento (che prevede il ritorno al maestro unico alle elementari e ai voti in pagella, la valutazione della condotta nel giudizio finale sullo studente, nonchè lo stop alla riedizione dei libri di testo prima che siano trascorsi 5 anni) non accenna tuttavia a calare la tensione tra i due schieramenti, come è apparso chiaro fin da prima del voto finale. E? stato il capogruppo della Lega Nord, Federico Bricolo, ad esporre, senza giri di parole, la posizione della maggioranza: «Avete soffiato sul fuoco della protesta ma oggi vi diciamo che la ricreazione è finita». Mentre Maurizio Gasparri ha aggiunto: «Non ci hanno fermati, noi andiamo avanti», rinnovando le accuse alla sinistra di «manovrare» studenti definiti «ridicoli». «Oggi ? ha replicato in aula Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd ? pensate che approvando questo decreto sia finita qui. Non è così». La capogruppo democratica ha anche protestato, con vivacità, per l?asprezza delle polemiche sollevate dalla maggioranza prendendosela in particolare con il capogruppo del Pdl. «Per voi ? ha osservato ? chi protesta, chi non è d?accordo, è disinformato, strumentalizzato o, come dice Gasparri, un cretino in malafede; mi colloco spontaneamente nella categoria, anzi tutto il mio gruppo: siamo tutti ?cretini in malafede?, bugiardi, anche fascio-comunisti». A RISCALDARE il clima, ci aveva già pensato il senatore a vita Francesco Cossiga che, nel motivare il suo voto a favore, ha ricordato: «Venni applaudito dal Pci perché avevo fatto picchiare a sangue gli studenti che avevano contestato Luciano Lama all?Università di Roma nel ?77». Contestato da alcuni senatori, ha replicato: torniamo alle scazzottate in Aula «come ai miei tempi», quando un dibattito poteva anche finire a cazzotti. Con un invito preciso rivolto alla Finocchiaro: «Da lei un pugno lo gradirei».
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PRIMO PIANO pag. 8 di ELENA G. POLIDORI ? ROMA ? COMINCIA sempre così, p... di ELENA G. POLIDORI ? ROMA ? COMINCIA sempre così, piano, con un?aggressione isolata (e un po? grossolana) partita dagli studenti di destra per guadagnare la testa del presidio. Poi, come sempre, sono cominciati a volare spintoni, sputi e cazzotti veri. E piazza Navona è diventata un ring, teatro di una maxi rissa tra studenti di estrema destra e di sinistra, davanti ai turisti impauriti e con l?immediata serrata dei negozi. Difficile dire da chi è partito il primo colpo che ha fatto degenerare il clima, già teso, della piazza in subbuglio per l?avvenuto via libera in Senato al decreto Gelmini. Di certo c?è che gli scontri sono cominciati nel momento in cui alcuni studenti del corteo degli universitari e altri esponenti anche dei centri sociali hanno fatto il loro ingresso in piazza, dopo una tappa davanti al ministero. PRIMA del loro arrivo in piazza c?erano stati momenti di tensione perché le forze dell?ordine avevano creato una barriera. Poi, dopo una serrata trattativa, è stato consentito il passaggio degli universitari, circa 400, che hanno sfilato con le mani alzate. Subito dopo gli studenti si sono avvicinati al camioncino attorno al quale erano radunati i ragazzi di ?Blocco Studentesco?, di destra, e si è scatenato l?inferno. Sono improvvisamente spuntati bastoni fasciati di tricolore, spranghe e una decina di «omaccioni», come li definirà più tardi un parlamentare testimone dell?evento, che se studenti erano, sicuramente si trattava di fuori corso storici all?università. Per darle (e darsele) di santa ragione hanno usato anche tavolini e sedie dei bar circostanti, caschi, cinte e perfino un Pinocchio di legno, altezza uomo, sottratto da una vetrina storica della piazza. Fino a quando non è arrivata la polizia a dividerli: una ventina di giovani di ?Blocco? sono stati portati in Questura, 14 dei quali successivamente fermati. Comunque, all?ospedale sono finiti in tre. IL BILANCIO finale è di due arresti e 4 denunce a piede libero. I due arrestati sono un ragazzo di 34 anni, appartenente a un movimento di sinistra, e un diciannovenne che invece milita in uno di destra: condividono l?accusa di danneggiamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. «La polizia non ha impedito gli scontri ? ha raccontato un ex parlamentare di sinistra presente alla manifestazione studentesca ? sono allibito per il comportamento dei funzionari: siamo stati noi a segnalare il rischio di quello che stava per accadere. Stamattina i giovani di destra avevano picchiato tre ragazzi e per questo è arrivato in piazza Navona un grosso gruppo di universitari decisi a difenderli. Ma è incredibile il fatto che abbiano lasciato entrare i giovani di destra in piazza Navona su un furgone sul quale erano chiaramente visibili le mazze». DOPO gli scontri, il ?Blocco Studentesco? è stato accusato di aver scatenato la rissa, ma loro si sono difesi: «Siamo noi gli aggrediti». «Intorno alle 11 ? spiega in una nota l?organizzazione studentesca vicina a Fiamma Tricolore ? i ragazzi di ?Blocco Studentesco? sono stati caricati da sedicenti studenti antifascisti un po? troppo avanti con l?età che volevano escluderli dalla manifestazione». «Alle cariche ? prosegue la nota ? sono seguite le proteste di tutto il corteo per questo tentativo di esclusione di una parte di studenti dalla protesta anti-Gelmini». «Rifiutiamo ? sottolinea l?organizzazione ? questo tentativo di spaccare il fronte unito degli studenti da parte di alcuni idioti antifascisti». Diversa la versione dell?Uds (Unione degli studenti, di sinistra), che se la prende con la polizia che «non ha garantito l?incolumità dei manifestanti».
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PRIMO PIANO pag. 8 E oggi sciopero. Epifani: «Non rispondere alle BOTTA E RISPOSTA L?OPPOSIZIONE PUNTA IL DITO SU «CHI VA IN GIRO CON SPRANGHE E CASCHI». IL PDL ? ROMA ? ECCOLO QUA «l?effetto delle menzogne della sinistra» : ha alimentato «il clima di violenza» culminato negli incidenti a piazza Navona. E no, lì c?è stata una «chiara aggressione politica» della destra contro «ragazzi inermi» per indebolire «la protesta democratica». Gli scontri tra studenti scatenano reazioni di segno opposto nel mondo politico, che pure solidarizza con i poliziotti feriti: la maggioranza accusa il centrosinistra di responsabilità morale, l?opposizione punta il dito verso i ?provocatori? di destra «arrivati in camion, con spranghe e caschi». Complice lo sciopero nazionale di oggi contro il decreto Gelmini, il caso non appare destinato a chiudersi presto: ci sarà un?informativa del Viminale in Parlamento che il centrosinistra si augura «sia al più presto e la più autorevole possibile». Ma Berlusconi è netto: «Spiace vedere tanti ragazzi presi in giro dalla sinistra» che li utilizza per combattermi. «E? una truffa organizzata alle spalle dei loro sostenitori. Nulla di ciò che ho letto nei volantini corrisponde alla realtà». Anche perché «sull?università non abbiamo deciso niente». MA A DIFENDERE gli studenti interviene il segretario della Cgil, Epifani, che accusa le forze dell?ordine di non essere intervenute tempestivamente: «Fin quando lo scontro non è diventato tra fascisti e centri sociali c?è stata una sostanziale indifferenza della polizia». E? tranchant: «Stiamo attenti, non rispondiamo alle provocazioni». Dà voce a un timore diffuso a sinistra: che «possa ripetersi lo schema» oggi, alla manifestazione organizzata dai sindacati a Roma contro le politiche del governo sulla scuola. Nell?attesa di vedere se si tratta di paura fondata, l?opposizione condivide la chiave di lettura di Epifani: «I disordini sono stata un?aggressione di una parte politica sull?altra», sottolinea Veltroni. Che replica al premier: «Meglio i giovani in piazza che nelle tv Fininvest». SECCO Giordano (Prc): «E? stata una provocazione fascista», mentre i dipietristi chiedono al governo di «non alimentare la tensione», e Casini (Udc) consiglia ai giovani di «guardarsi dagli agitatori di professione». Di qui, la richiesta del Pd di un?informativa parlamentare, richiesta condivisa nel Pdl. Che rilancia le accuse alla sinistra: «Chi attira con qualsiasi bugia i protestanti raccoglie tempesta», sottolinea il ministro della Difesa La Russa. Gli fa eco Gasparri: «Chi ha alimentato questa situazione chieda scusa e cambi modo di agire». Antonella Coppari
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PRIMO PIANO pag. 8 LA MICCIA ERA GI INNESCATA IL COMMENTO IL sommovimento nel mondo della scuola, riflesso del sobbollire sociale specchio della crisi economica mondiale, non m?ha sorpresa. Due anni fa, riflettendo su segnali per lo più sottovalutati, ammonii in un articolo sul Qn contro un possibile neo ?68. A mio avviso, non è il ministro Mariastella Gelmini con la riforma in itinere ad aver acceso la miccia. Anzi, possiamo definirla un ministro ?utile? e vi spiego perché. Da anni la scuola delle cronache era quella incendiata, vandalizzata, ostaggio dei bulli. Oggi c?è una generale riscoperta dell?appartenenza: la sentono parte di sé insegnanti, famiglie, quegli allievi che fino a pochi mesi fa non esitavano a ?calpestarla? e non solo in senso metaforico. ORA TUTTI insieme la rivendicano, riscoprono un amore, un attaccamento, radici e valori comuni e un senso dello sforzo collettivo rimasti seppelliti in decenni di disattenzione e distrazione. Anche la scuola ha riscoperto se stessa e le sue verità, la sua missione educativa di cui aveva smarrito il perché e il percome; e i giovani sentono l?appartenenza a un corpo sociale. Hanno, soprattutto, percepito che la strategia della riforma non ha davvero un intento riformatore ? le riforme che davvero riformano vanno pensate, richiedono tempi, guardano lontano ? bensì è dettata da mere questioni economiche, da tagli immediati di bilancio. Ovvero, la scuola non è il baricentro della sua riforma, ma un accessorio. Ciò vale anche per l?Università. Dovrebbe essere il passepartout per il futuro; invece, viene impoverita e ingessata nel presente. DISSENTO dalle manifestazioni che sono altrettanto effimere quanto una politica scolastica che non bada al medio-lungo termine. La risposta però non è il muro contro muro, bensì il dialogo, la collaborazione per il futuro del Paese.
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PRIMO PIANO pag. 9 «Noi vogliamo fare lezione Ma i prof sono in assemblea» RACCOLTA DI FIRME A MILANO ? MILANO ? NON TUTTI gli studenti erano ieri in piazza a Milano per manifestare contro il decreto Gelmini. Alcuni volevano andare a lezione, per esempio, alla facoltà di Scienze Politiche della Statale, ma non hanno potuto, perché i professori erano in assemblea, e così sono rimasti ad aspettare l?arrivo del corteo; altri, invece, hanno preferito andarsene a casa. «Non sono d?accordo con queste manifestazioni ? dice Marco, 18 anni, che aspetta, con cappuccio in testa per riparasi dalla pioggia, fuori dall?università ? eleggiamo i nostri rappresentanti proprio per evitarle. Sono per il diritto allo studio, che evidentemente in questi giorni non è rispettato». E intanto Francesco Cacchioli e Alberto Garbo, rispettivamente responsabili della lista aperta Obiettivo studenti di Scienze politiche e di lista Unicentro, sottolineano che negli ultimi due giorni a Scienze politiche c?è stata una raccolta di firme contro «qualunque forma di sospensione della didattica». Risultato: 1.025 firme raccolte. E i ragazzi si chiedono: «Perché vale di più lo sparuto gruppo di chi vuole sospendere le lezioni?»
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PRIMO PIANO pag. 9 ? ROMA ? ECCOLO QUA «l?effetto delle menzogne della sinis... ? ROMA ? ECCOLO QUA «l?effetto delle menzogne della sinistra» : ha alimentato «il clima di violenza» culminato negli incidenti a piazza Navona. E no, lì c?è stata una «chiara aggressione politica» della destra contro «ragazzi inermi» per indebolire «la protesta democratica». Gli scontri tra studenti scatenano reazioni di segno opposto nel mondo politico, che pure solidarizza con i poliziotti feriti: la maggioranza accusa il centrosinistra di responsabilità morale, l?opposizione punta il dito verso i ?provocatori? di destra «arrivati in camion, con spranghe e caschi». Complice lo sciopero nazionale di oggi contro il decreto Gelmini, il caso non appare destinato a chiudersi presto: ci sarà un?informativa del Viminale in Parlamento che il centrosinistra si augura «sia al più presto e la più autorevole possibile». Ma Berlusconi è netto: «Spiace vedere tanti ragazzi presi in giro dalla sinistra» che li utilizza per combattermi. «E? una truffa organizzata alle spalle dei loro sostenitori. Nulla di ciò che ho letto nei volantini corrisponde alla realtà». Anche perché «sull?università non abbiamo deciso niente». MA A DIFENDERE gli studenti interviene il segretario della Cgil, Epifani, che accusa le forze dell?ordine di non essere intervenute tempestivamente: «Fin quando lo scontro non è diventato tra fascisti e centri sociali c?è stata una sostanziale indifferenza della polizia». E? tranchant: «Stiamo attenti, non rispondiamo alle provocazioni». Dà voce a un timore diffuso a sinistra: che «possa ripetersi lo schema» oggi, alla manifestazione organizzata dai sindacati a Roma contro le politiche del governo sulla scuola. Nell?attesa di vedere se si tratta di paura fondata, l?opposizione condivide la chiave di lettura di Epifani: «I disordini sono stata un?aggressione di una parte politica sull?altra», sottolinea Veltroni. Che replica al premier: «Meglio i giovani in piazza che nelle tv Fininvest». SECCO Giordano (Prc): «E? stata una provocazione fascista», mentre i dipietristi chiedono al governo di «non alimentare la tensione», e Casini (Udc) consiglia ai giovani di «guardarsi dagli agitatori di professione». Di qui, la richiesta del Pd di un?informativa parlamentare, richiesta condivisa nel Pdl. Che rilancia le accuse alla sinistra: «Chi attira con qualsiasi bugia i protestanti raccoglie tempesta», sottolinea il ministro della Difesa La Russa. Gli fa eco Gasparri: «Chi ha alimentato questa situazione chieda scusa e cambi modo di agire». Antonella Coppari
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CRONACA PERUGIA pag. 7 ? PERUGIA ? I N UN CONSIGLIO comunale ... ? PERUGIA ? I N UN CONSIGLIO comunale «aperto» indetto per discutere del decreto Gelmini, ieri pomeriggio l?ospite più atteso è stato il Rettore Francesco Bistoni. Che infatti ha esordito: «La legge della Gelmini (la 137) non dice nulla sull?Università». Per esser chiari. Ma davanti a sindaco e assessori al completo (solo per la prima ora), i rappresentanti del mondo universitario c?erano tutti: sindacati e studenti, di destra (Idee in movimento e Alleanza universitaria) e sinistra. «I tagli del Governo ? ha detto il Rettore ? toglieranno all?ateneo di Perugia 30 milioni circa in 4 anni. Ora, con l?84% del budget totale dedicato al personale, rientriamo nel tetto fissato al 90%. Con le riduzioni, nel 2010, non riusciremo a coprire gli stipendi. E? un fatto, non un opinione». Non ha prestato il fianco alle mozioni di maggioranz a e minoranza. ma chiudendo ha precisato: «Io non sono un barone, perché vengo da una famiglia di povera gente. E non si parli di cooptazione, quella ce la insegna la politica». E poi via. Fuori dall?aula il Magnifico agli studenti che martedì sera l?hanno fischiato, dice: «Partecipo al loro senso di precarietà. Con il cuore sono con loro, ma il luogo dove mi compete parlare è la Crui. Lì facciamo proposte. Se poi un giorno gli studenti applaudono e l?altro fischiano non mi stupisco». E sulle aule ?autogestite?, che il movimento studentesco tenta di organizzare in tutte le facoltà, aggiunge: «Bisogna concedere ai ragazzi un luogo per sfogare la rabbia. Presto, se il Governo procede, anche le famiglie si arrabbieranno». Ma sulla mancanza di razionalità della spesa, anche l?Ateneo ha qualche responsabilità. Troppe sedi distaccate? «Assegniamo i ruoli ? si difende il Rettore ?: il polo di Terni chi l?ha confermato? Il governo, prima di centro sinistra e poi la Moratti. Noi abbiamo dovuto fare i conti: se i ragazzi del Trasimeno vanno a Firenze, conquistiamo il 10% di iscritti dal Lazio con le università della Conca. Certo il sistema, che ha guardato solo al profitto, è da riformare. Ma facciamo il nostro: Orvieto l?abbiamo chiuso. E altri ne chiuderemo». A non voler mantenere lo statu quo è anche l?Udu, che finora ha guidato le iniziative di protesta. «Organizziamo gli stati generali dell?Università ? ha chiesto in Consiglio il coordinatore Tommaso Bori ?: docenti, studenti e ricercatori lavorino a una proposta di riforma. Perché i tagli drastici non colpisco i baroni, che hanno potere per difendersi, ma i più deboli: ricercatori e studenti». Di ?baroni?, nella protesta perugina, finora avevano parlato solo gli attivisti. Che i fischi al Rettore prennuncino una svolta? Il «movimento» sta riflettendo. Marta Gara
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CRONACA PERUGIA pag. 7 ? PERUGIA ? L?«OK» DEL SENATO al decreto Gelmini sca... ? PERUGIA ? L?«OK» DEL SENATO al decreto Gelmini scalda la politica umbra. «Non si puo? pensare a far cassa sul futuro e sull?educazione delle giovani generazioni. Quella approvata ieri è una controriforma che taglia fondi e risorse umane, riducendo a zero le aspirazioni e le speranze di studenti e di ricercatori». E? quanto ha detto il capogruppo dei Verdi e Civici dell?Umbria Oliviero Dottorini, annunciando il sostegno allo sciopero generale di questa mattina. «Con la conversione in legge del decreto Gelmini votata al Senato, il Governo Berlusconi si assume una grave responsabilità ? sottolinea la segretaria regionale del Partito Democratico, Maria Pia Bruscolotti ? A colpi di maggioranza, in modo arrogante e completamente autoreferenziale, passa un decreto piuttosto che una riforma che modifica profondamente l?assetto del sistema scolastico italiano». Di tutt?altro avviso, il capogruppo di An in Consiglio regionale Franco Zaffini. «Il ?si? del Senato dà finalmente il via libera ad una legge che è solo il primo passo verso una riforma più incisiva, volta a riqualificare il mondo della scuola e dell?università. Il decreto di cui molti studenti, strumentalizzati da partiti e sindacati, non conoscono neanche i contenuti ? continua ? ha coniugato due esigenze improrogabili del paese: quella di eliminare gli sprechi della pubblica amministrazione e quella di restituire dignità all?istruzione, ai docenti validi e agli allievi meritevoli».
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POLITICA pag. 13 Europee, Berlusconi avverte «Larghe intese o nulla» Segnale a Veltroni, penalizzato dalla legge elettorale attuale ? ROMA ? «O SI TROVA un?ampia convergenza in Parlamento sulla riforma elettorale per le elezioni europee, o si vota con le legge esistente». Se è davvero un passo verso il Quirinale, basterà aspettare qualche giorno: il tempo necessario perché si torni a discutere il provvedimento in Aula. Di sicuro, la nota diffusa da Silvio Berlusconi viene letta come un avvertimento a Veltroni a non tirare la corda e a uscire allo scoperto, se interessato (come giurano i colonnelli del premier) al testo nuovo, visto che il maggior danneggiato da un ritorno al passato è senza dubbio lui. Sì, perché il Pd è il più esposto alla concorrenza dei partitini oggi esclusi dal Parlamento. Con la legge attuale basta meno dell?1% per eleggere un deputato europeo, e Veltroni rischia di vedere rosicchiati i consensi del Pd dal ritorno di Prc, Pdci, Verdi, Socialisti... «Noi però non abbiamo intenzione di cedere ai ricatti», dicono i democratici. C? DI PI: con questa mossa, Berlusconi ottiene il risultato di accogliere le perplessità della Lega. Raccontano che ieri Bossi ? nell?incontro a Palazzo Chigi con il premier ? abbia suggerito di evitare l?ennesimo muro contro muro sulla questione di natura istituzionale. «Bisogna andarci cauti, soprattutto dopo lo scontro sul decreto Gelmini». La preoccupazione del Senatùr ? che ha chiesto rassicurazioni anche sul rilancio di Malpensa nel piano Alitalia ? è quella di non inasprire troppo i rapporti con il centrosinistra per ottenere un?opposizione più morbida sul federalismo fiscale, l?unico provvedimento che gli sta veramente a cuore. Non fa mistero di temere lo sbarramento del cinque per cento ma non si vuole impiccare sulle preferenze. Meno soddisfatto certamente è Fini: lo sa bene, il premier, perché An con la vecchia normativa rischia di ritrovarsi con la concorrenza di Storace a destra. Peraltro: il mal di pancia stava montando dentro An: il ritorno alle preferenze raccoglie diversi fan che hanno presentato un emendamento in tal senso. L?obiettivo? Contarsi con FI nel Pdl. A TIRARE le fila, il sindaco Alemanno, con cui Fini si è intrattenuto al telefono: un sistema che medi tra preferenze e liste bloccate ? dicono a Montecitorio ? potrebbe essere la soluzione. Anche perché il voto segreto potrebbe garantire sorprese. Di certo, l?ultimatum del premier entrerà oggi nel menu del pranzo con Fini. E di riforma il presidente della Camera ha parlato ieri con Napolitano che insiste per cercare «un ampio consenso». Anche perché è una legge di iniziativa parlamentare, non governativa. Antonella Coppari
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LA PAGINA DEI LETTORI pag. 31 «Che fine farà l?educazione tecnica?» L?INTERVENTO: RIFORMA GELMINI GLI INSEGNANTI di educazione tecnica hanno scritto al Ministro Gelmini per esprimere la preoccupazione per il pericolo di un forte ridimensionamento che potrebbe subire il loro insegnamento nel quadro della Riforma della scuola. Mentre, infatti, nella scuola elementare la prossima rivoluzione sarà costituita dal maestro unico, nella scuola media è il quadro orario delle ore d?insegnamento che subirà sostanziali modifiche, specialmente nelle attività tecnico-pratiche. Se, com?è previsto nel progetto di riforma, l?orario delle lezioni sarà ridotto da trentadue a ventinove ore settimanali, quale sarà il destino dell?educazione tecnica e delle materie scientifiche, quale disciplina subirà la decurtazione, o quale sarà la modalità di accorpamento tra l?area tecnica e quella matematica? I docenti interessati, in particolare quelli di educazione tecnica, sono molto preoccupati per il destino della loro disciplina, che sarà deciso in questi giorni dal Ministro Gelmini col definitivo varo della sua Riforma. Ne va del loro futuro degli insegnanti. L?educazione tecnica è una delle poche materie che lascia spazio all?apprendimento del ?fare? attraverso l?esperienza e la manualità, il che non è poca cosa per la formazione di alunni tra i dodici e i quattordici anni. Ma già nella Riforma Moratti era stata paventata la soppressione della disciplina, tradotta poi in una riduzione del numero delle ore da tre ad una per classe. Sarebbe molto grave ? sostengono gli interessati ? non tener conto che oggi l?insegnamento è affidato a laureati in discipline tecniche e scientifiche abilitati in una classe di concorso specifica e portatori di un sapere determinante per l?equilibrata formazione dei nostri giovani studenti. Se a questo si aggiunge il fatto che 1500 docenti si accingono a frequentare il secondo anno della SSIS, a sostenere il conseguente tirocinio ed a superare un regolare esame di Stato per conseguire l?abilitazione in una materia che potrebbe non esistere in futuro, si può convenire con loro che il problema non è di poco conto. D?altra parte sono gli stessi docenti ad ammettere che un cambiamento dovrà pur esserci nel quadro orario delle lezioni, ma la loro speranza è che, a fronte di un calo delle ore di educazione tecnica vengano affidate alla loro disciplina le ore di informatica. Ed è questo che hanno detto al Ministro. Alfonso Caruso - Dirigente scolastico provinciale Arezzo
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sciopero nazionale indetto dai sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil), Snals e Gilda Roma, Veltroni al corteo no-Gelmini Manifestanti arrivati da tutta Italia con pullman e treni speciali, tra bandiere e palloncini. «Siamo 300mila» ROMA - Dopo la conversione in legge del decreto Gelmini e le proteste spontanee degli studenti in molte città d'Italia, è il giorno dello sciopero nazionale indetto dai sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil), Snals e Gilda. A Roma è partito da piazza della Repubblica il coloratissimo corteo che raggiungerà piazza del Popolo dove intorno alle 11.30 parlerà il segretario generale Guglielmo Epifani. VELTRONI IN TESTA - In testa al corteo, partito intorno alle 9.30, Walter Veltroni e Guglielmo Epifani. «Il governo ascolti la società e non trasformi questo movimento in un fatto politico» ha detto il leader del Pd. Ed Epifani: «Faremo il possibile per contrastare la riforma della scuola targata Gelmini, la nostra protesta non si ferma». Anche Di Pietro partecipa alla manifestazione. «Non appena il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale insieme alle firme per l'abrogazione del lodo Alfano inizieremo anche un'altra raccolta di firme contro la riforma Gelmini. Giustizia e istruzione sono settori fondamentali per la democrazia» ha detto il leader Idv. Per il Pd partecipano al corteo anche Anna Finocchiaro e Mariapia Garavaglia. « una enorme manifestazione di popolo» ha detto il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero. In apertura lo striscione «Uniti per la scuola di tutti». E poi tante bandiere e palloncini colorati. Ci sono studenti, insegnanti e dirigenti scolastici arrivati da tutta Italia con centinaia di pullman e treni speciali, nonostante il brutto tempo e la pioggia. «Saremo almeno in 300 mila» dice il leader della Cisl Scuola, Francesco Scrima. SCUOLE ELEMENTARI - Tanti gli scolari delle scuole elementari e medie, accompagnati da insegnanti e genitori. «Mamme e papà non state a guardare, c'è la scuola da salvare» recita uno striscione; «Belli e brutti, la scuola è di tutti» ricordano sventolando un lenzuolone colorato gli alunni di una scuola elementare di Bologna, mentre il settimo circolo Montessori affida a un colorato cartello lo slogan «Con un popolo ignorante è più facile governare». Un secondo corteo è partito dall'università La Sapienza. «Siamo l'onda che vi travolge» si legge nello striscione degli universitari che scandiscono lo slogan «siamo tutti antifascisti». Giunto all'altezza di piazza dei Cinquecento, vicino alla stazione Termini, il corteo ha deviato per via Cavour, senza dirigersi quindi unirsi al corteo principale come era previsto. L'intenzione degli studenti è di raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione in viale Trastevere. Al troncone del corteo si stanno unendo anche gli studenti delle scuole superiori e alcuni gruppi di universitari giunti da varie regioni. PROBLEMI AL TRAFFICO - Il corteo attraversa via Emanuele Orlando, largo di Santa Susanna, piazza Barberini, via Sistina, Trinità dei Monti. Complice la violenta pioggia e i limiti alla circolazione, il traffico a Roma è particolarmente intenso con veri e propri ingorghi a ridosso del centro. Disagi sono previsti anche per il trasporto pubblico con la deviazione di 27 linee bus e la chiusura della fermata di piazza di Spagna. Dalle 10 chiusa anche la stazione Repubblica della linea A della metropolitana. MILANO, A MIGLIAIA IN CENTRO- Sono migliaia gli studenti, gli insegnanti e i genitori delle scuole e delle università milanesi partiti prima delle 10 da Largo Cairoli. In testa al corteo (guarda le foto) ci sono i rappresentanti di Rete Scuole, accompagnati da bambini e genitori, con lo striscione: «Scuola pubblica a rischio di estinzione, proteggiamola». Subito dopo le organizzazioni sindacali con le loro bandiere e gli studenti medi guidati dal coordinamento dei collettivi con lo striscione «L'onda è anomala, imprevedibile e antirazzista». Gli alunni del liceo Artistico di Brera, truccati da clown, sfilano dietro uno striscione con la rappresentazione dell'«Ultima cena» di Leonardo da Vinci che recita «Che questa sia l'ultima». Tre studenti, inoltre, sostengono un altro striscione che riproduce il volto del ministro dell'Istruzione truccata da pagliaccio e con la scritta: «Il regime dei buffoni». Tra i partecipanti spunta anche il «santino» con l'effige del ministro Gelmini ribattezzata «Beata Ignoranza». Tra gli striscioni tutti rivolti contro il ministro dell'Istruzione, ne spicca uno: «Rimedio Enterogelmini. Attenzione: non somministrare in età scolastica». PROTESTE IN TUTTA ITALIA - Gli universitari dell'Udu scendono in piazza per «rivendicare un sistema formativo pubblico e sul quale non si possono operare tagli così vistosi». Oltre a Milano e Roma gli studenti medi e universitari sono al fianco dei lavoratori anche ad Ancona, Cagliari, Catania, L'Aquila, Lecce, Palermo, Pavia e Torino. A Torino è partito da Palazzo Nuovo il corteo degli studenti universitari delle facoltà umanistiche. In piazza Arbarello incontreranno gli studenti delle scuole medie superiori e in cui confluiranno anche gli universitari di altre facoltà e del Politecnico. Sfilano anche i precari della ricerca. A Genova migliaia di studenti in corteo. Presente anche il presidente della Regione CLaudio Burlando. La protesta degli universitari e delle scuole superiori si unirà con quella delle scuole elementari e dei Cobas. A Bologna diverse migliaia di studenti medi e universitari si sono concentrati in piazza Nettuno e in piazza Maggiore. A Brescia i manifestanti hanno occupato la stazione ferroviaria fino alle 11. ALTRE CITT - In Sicilia si prevede un'adesione molto elevata allo sciopero da parte degli insegnanti. Secondo la Flc Cgil molti istituti sono rimasti chiusi a Palermo e provincia. A Palermo due i cortei: uno di docenti, personale scolastico e genitori e l'altro di studenti delle superiori e dell'università. Cortei anche a Messina, Reggio Calabria e Cagliari. Ancora manifestazioni a Napoli: tre istituti superiori sfilano a Portici, uno a Ischia, mille studenti ad Arzano. A Bari sono circa 2mila gli studenti di scuole superiori e universitari che stanno manifestando. La protesta odierna sarà seguita in diretta radiofonica a reti unificate con uno speciale promosso da RadUni, l'associazione nazionale degli operatori radiofonici degli atenei italiani. stampa |
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del 30-10-2008)
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Sul suo sito: «Ho registrato tre pezzi» Sabina Guzzanti in tv dopo 5 anni «Ad Annozero farò Berlusconi» Nella trasmissione di Santoro, dedicata al decreto Gelmini tornerà per vestire i panni del premier Sabina Guzzanti (Ap) ROMA - «Sono felice di annunciarvi in anteprima che ho registrato tre pezzi di Berlusconi per la puntata di Annozero di giovedì sera». Così Sabina Guzzanti scrive sul blog del suo sito ufficiale. Nella puntata di giovedì della trasmissione di Michele Santoro, dedicata al decreto Gelmini sulla scuola, intitolata «Io non ho paura», dunque tornerà in tv, per vestire i panni del premier, a cinque anni dallo stop al suo programma Raiot. RAIOT - Era il novembre del 2003 quando del suo programma, delle cinque puntate previste, ne andò in onda soltanto la prima per la protesta politica che ne scaturì. Da allora l'autrice ed attrice ha lavorato in teatro ed ha realizzato il film di satira, ma anche di denuncia politica, Viva Zapatero (2005). L'ultima delle sue uscite pubbliche, alla quale sono seguite molte polemiche e una querela da parte del ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna (che le ha chiesto un milione di euro di danni) è stata quella della manifestazione di Piazza Navona del luglio scorso. In questi giorni l'attrice è impegnata nelle prove del suo nuovo spettacolo, Vilipendio Tour - parte 3, al via il 4 novembre dal Teatro civico di La Spezia. stampa |
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da "Corriere.it"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
A fil di rete Compagnia di giro al «teatro» Ballarò La Compagnia di Giro (CdG) è in grado di risolvere i problemi che non riesce ad affrontare nelle sedi istituzionali? Il Parlamentino in seduta televisiva permanente quale copione sta seguendo, a quale genere si sta appellando, di quale format è schiavo? La CdG recitava al Teatro Ballarò, diretto da Giovanni Floris (Raitre, lunedì, ore 21.10) ed era composta, tra altri, dai molto onorevoli Pierluigi Bersani, Gianfranco Rotondi, Maurizio Lupi, Antonio Di Pietro. Si discuteva di scuola, del decreto Gelmini. Il bravo Floris non si arrabbierà se dico che, sull'argomento, il libro di Roberto Perotti «L'università truccata » (Einaudi) è molto più utile del suo «La fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana» (Rizzoli) e lungi da me il sospetto che Floris faccia come Vespa, affronti cioè problemi con bibliografia personale a seguito. La CdG, tra discussioni accese sui tagli e pesanti rinfacci, non ha mai affrontato la questione centrale dell'università italiana (e delle scuole superiori). La nostra è un'università di massa non fondata sul merito, resa ancora più fragile dalla sciagurata riforma del cosiddetto 3 + 2. Vi si entra senza test (la famosa e terribile application delle università americane) e per quanto i professori siano dei lavativi e raccomandati è difficile lavorare con persone che, in media, non sanno scrivere una ricerca di quattro paginette. Il merito (riguarda anche il reclutamento della docenza) è l'unica condizione che permette ai meno abbienti di prendere l'ascensore sociale e di affrancarsi dalla loro condizione. Invece di aprire le ridicole università sottocasa (maturità significa anche uscire dalla famiglia a 18 anni, andare altrove, misurarsi con il diverso) bisognava garantire borse di studio e prestiti ai necessitanti. Giusto attaccare i professori, ma tutte quelle persone della CdG della tv che da diversi anni insegnano in università solo come specchietti per le allodole? Aldo Grasso stampa |
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da "Basilicanet.it"
del 30-10-2008)
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RIFORMA SCUOLA, AUTILIO REPLICA A FIERRO 30/10/2008 11.24.21 [Basilicata] (AGR) - ??Comprendiamo le motivazioni del consigliere Gaetano Fierro alla base delle sollecitazioni ad affrontare gli aspetti della riforma della scuola, approvata ieri in Parlamento, perché conosciamo bene il suo alto impegno a favore dell??istruzione pubblica e della cultura, ma le sue parole nei confronti della Giunta Regionale sono ingenerose?. E?? quanto sostiene l??assessore regionale alla Formazione-Lavoro-Cultura, Antonio Autilio, sottolineando ??l??attività quotidiana svolta dal Dipartimento e dall??intera giunta a partire dal ricorso alla Corte costituzionale avverso la legge sulla rete scolastica. Lunedì scorso ?? aggiunge Autilio - abbiamo tenuto la prima riunione del gruppo di lavoro tecnico-politico, finalizzato alla definizione del Piano di organizzazione della rete scolastica regionale e dell??offerta formativa, istituito di recente dalla giunta. Il gruppo, composto da rappresentanti della Regione, delle Province di Potenza e di Matera, dell??Ufficio Scolastico Regionale, Anci, Anci-Piccoli Comuni e sindacati, come abbiamo già riferito, ha individuato un percorso di attività mentre non va dimenticato che solo ieri il pacchetto di misure del Ministro Gelmini è diventato legge. Sono inoltre impegnato nella Commissione degli assessori regionali alla Cultura a realizzare un ??fronte unico? delle Regioni contro la legge Gelmini e stiamo lavorando per promuovere a Napoli nei prossimi giorni gli Stati Generali della scuola del Mezzogiorno attraverso una grande iniziativa, la prima in assoluto al Sud, che metta insieme Regioni, Province, Comuni, organismi scolastici, rappresentanze sindacali e del personale della scuola, associazioni studentesche delle regioni meridionali. Riteniamo infatti ?? continua l??assessore ?? che la riforma-taglia fondi abbia un??anima antimeridionalista perché gli effetti più negativi si scaricheranno sulle scuole del Sud. Di queste iniziative non appena, come Giunta Regionale della Basilicata e coordinamento degli assessori regionali alla Cultura avremo messo a punto nel dettaglio la nuova strategia ?? annuncia Autilio ?? non mancherò di informare la IV Commissione Permanente, come ha già detto il Presidente Straziuso del quale sottolineo l??iniziativa per evitare di creare una polemica che non ha alcuna motivazione?. L??assessore infine ha detto di condividere le motivazioni alla base dello sciopero generale di oggi dei sindacati del personale della scuola e le iniziative degli studenti lucani che sono in sintonia con la posizione della Regione. BAS 05
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da "Basilicanet.it"
del 30-10-2008)
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EUROPEE, RAGONE (PD): ADESIONE CAMPAGNA ??DECIDO IO!? 30/10/2008 10.07.34 [Basilicata] "Mentre in Parlamento si è consumato l'ennesimo atto di arroganza da parte del Governo con l'approvazione del decreto Gelmini che riforma la Scuola e taglia il futuro, una nuova scellerata scelta antidemocratica si fa strada: quella della riforma elettorale per le prossime elezioni europee che rischia di trasformarsi in un nuovo Porcellum?. E?? quanto afferma in una nota l??esponente dell??esecutivo cittadino Pd di Potenza, Sergio Ragone che aggiunge: ??La testardia con cui l??attuale maggioranza ha difeso le liste bloccate e lo sbarramento al 5 per cento (assolutamente spropositato rispetto al ruolo del Parlamento Europeo), la chiusura alle proposte di prevedere per legge le primarie e una norma di garanzia per le pari opportunità di genere, sono il segno di un??idea di democrazia plebiscitaria inaccetabile. Per questo ?? continua - ho deciso di dare il mio appoggio all'iniziativa lanciata da Gianni Pittella, europarlamentare del Pd, dal titolo "Decido Io!?. Togliere ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti - conclude Ragone - allontana dalla politica e trasforma la democrazia in un mondo di cooptati. Vi chiedo di aderire a questa campagna aggregandovi sul gruppo di Facebook sottoscrivendo l'appello sul blog http://decidoio.wordpress.com/ e firmando la petizione su http: //firmiamo.it/decidoio. Questa volta decidiamo noi". BAS 05
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da "Panorama.it"
del 30-10-2008)
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- Italia - http://blog.panorama.it/italia - La scuola, la piazza e Veltroni: referendum sulla legge Gelmini Posted By vasco_pirri_ardizzone On 29/10/2008 @ 19:01 In Headlines | 2 Comments Il [1] Walter Veltroni che è arrivato oggi pomeriggio in sala stampa a Montecitorio era un leader molto preoccupato. Accigliato. Uno che capisce di dover prendere, e spiegare ai giornalisti, una decisione di quelle che non si prende a cuor leggero. Il [2] Partito Democratico, dopo aver reso pubbliche le [3] proprie 10 proposte per l'università, ha annunciato di voler promuovere una raccolte di firme per indire un referendum abrogativo del decreto [4] Gelmini. Una decisione forte, che spinge, di nuovo, i democratici a seguire le orme dell'Idv (che ha annunciato il ricorso al voto popolare non appena l'aula del Senato ha dato il via libera al testo Gelmini) . Lo stesso [5] Veltroni giustifica e spiega così la scelta: "Non siamo persone aduse a usare questo strumento facilmente, lo facciamo perché pensiamo che sia in gioco l'idea stessa del futuro del Paese, perciò ne abbiamo discusso e abbiamo deciso senza esitazione". Per Veltroni il decreto approvato questa mattina dal [6] Senato "è una decisione fortemente negativa per il Paese, perché il governo ha ignorato quello che è un grande movimento civile e maggioritario del Paese". "Il governo" ha aggiunto il segretario del Pd "si è comportato in maniera arrogante ed ha radicalmente sbagliato il modo di governare". Quindi parlando del movimento ha sottolineato come questo debba "rimanere pacifico e ispirato alla non violenza e alla tolleranza". Quindi una frase netta sui [7] disordini di piazza Navona di questa mattina: "I disordini di oggi sono stati solo l'aggressione di una parte politica sull'altra". Per Veltroni il referendum non dovrà essere di proprietà del Pd: "Sarà un momento aperto a tutte le forze politiche perché è un referendum della società civile, e non di un partito". A quando la raccolta delle firme? "Il momento della raccolta delle firme, che dovrà partire nelle prossime ore, sarà un luogo in cui aggregare in maniera civile la protesta politica. E per questo facciamo appello a tutte le forze politiche e sociali". Veltroni in questo senso ha aperto sia all'Udc che alle forze di maggioranza, dove" ha spiegato "il malessere sta crescendo. C'è un crescente malessere nella maggioranza, chissà che anche tra loro ci non ci sia chi può convergere sulla proposta di un disegno di scuola e università diverso da quello contenuto nel decreto Gelmini". Chi seguirà il Pd sulla strada del referendum abrogativo che, guardando le recenti consultazioni popolari, rappresenta ormai una sfida alla partecipazione popolare per raggiungere il fatidico 50% più uno necessario che rende valido il voto? Una cosa, per ora, è certa: nella corsa alle 500 mila firme necessarie per chiedere la consultazione popolare, il Pd e tutto il movimento che protesta nelle piazze d'Italia, non potrà contare sui principali protagonisti delle contestazioni: gli studenti dei licei che, da minorenni, non potranno recarsi alle urne.
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da "Opinione, L'"
del 30-10-2008)
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Oggi è Gio, 30 Ott 2008 Edizione 232 del 30-10-2008 Passano le innovazioni della Gelmini e la piazza si anima Cazzotti & referendum l?Italia che non ha paura di Francesco Blasilli Un tranquillo giorno italiano, con il decreto Gelmini che viene approvato, gli studenti che fanno a cazzotti i piazza, Veltroni che si dimostra alla canna del gas e Cossiga che regala l?ennesimo show. A piazza Navona, dove si erano riuniti i manifestanti, si è iniziato con un?aggressione isolata partita dagli studenti di destra per guadagnare la testa del presidio, poi è stata la volta di veri scontri, con tanto di lancio di tavolini tra studenti di estrema destra e di sinistra, davanti ai turisti impauriti e l?immediata serrata dei negozi. Alla fine è intervenuta la Polizia e la giornata si è conclusa con qualche ferito lieve in entrambi gli schieramenti e due arresti. Nel frattempo, a due passi, il Senato ha approvato il decreto Gelmini. ?La scuola cambia ? queste le prime parole del ministro - si torna alla scuola della serietà, del merito e dell?educazione. Entro una settimana presenterò il piano sull?università?. Per il quale, gli studenti hanno messo in atto una sorta di protesta preventiva. Manifestazioni che non sono proprio andate giù a Berlusconi, per il quale ?le occupazioni di aeroporti e stazioni non sono un atto di democrazia, non sono espressione diretta di democrazia, sono una violenza contro i cittadini, le istituzioni, lo Stato?. E pur ribadendo il diritto a manifestare, il premier confessa che il governo è stato ?addirittura di manica larga, perché gli studenti non possono intralciare il traffico, occupare piazze e impedire a chi vuole studiare di farlo?. Veltroni, dal canto suo. ha proseguito la discesa negli inferi dipietreschi promuovendo ?un referendum abrogativo? contro il decreto Gelmini, visto che ?il Governo non ha voluto ascoltare nessuno? ed ha anche ?rifiutato il confronto con il mondo della scuola?. Quindi via al referendum, ?affinché non sia l?espressione di una iniziativa di un partito politico ma il più grande referendum partito dalla società civile?. Evidentemente, il segretario del Pd è ancora ubriaco di folla. E Di Pietro gongola, pronto con i suoi banchetti a raccogliere le firme anche contro la Gelmini. Fortuna, di fronte a tanto grigiore politico, che c?è Cossiga. L?emerito presidente vota a favore del decreto e accusa gli studenti di protestare ?contro il nulla? favorendo i ?baroni universitari?. Cossiga ha poi ringraziato i manifestanti, perché ?per me ? ha detto - è stata una botta di vita sentire echeggiare slogan che temevo ormai desueti, sapere che esisto e che qualcuno si ricorda di me con Cossiga boia, Cossiga assassino e Cossiga piduista?. E poi, più serio ma non troppo, Cossiga si è lasciato andare ai ricordi, ai ?tempi di Berlinguer non di Walter Veltroni, i tempi di Alessandro Natta e non di Franco Marini. Erano i tempi del glorioso Partito comunista. Quando Luciano Lama venne cacciato dall?Università, il gruppo del Pci si alzò in piedi ad applaudirlo. E io venni applaudito perché avevo fatto picchiare a sangue gli studenti che avevano contestato Luciano Lama?. Si torna poi al al presente con la sinistra che cala il suo jolly: stasera Sabina Guzzanti torna ad Annozero. In una puntata dedicata alle proteste degli studenti da un titolo assai pacifista: ?Io non ho paura?.
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da "Opinione, L'"
del 30-10-2008)
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Oggi è Gio, 30 Ott 2008 Edizione 232 del 30-10-2008 Il Parlamento stabilisce i principi che dovrebbero essere naturali Quando il decreto è educativo di Alessandro Bertirotti ?Professore, per favore, mi dice che cosa vuol dire lungimirante?? ? ?Beh! ? rispondo - Non è una parola molto difficile nel lessico della nostra lingua. anche sufficiente ragionarci sopra, per sapere che cosa possa dire. Comunque, Le consiglio di andare a comprarsi un vocabolario di lingua italiana?. Siamo alla facoltà di architettura dell?Università degli Studi di Firenze, al terzo e ultimo anno di un corso qualsiasi, prima di ottenere il diploma di laurea triennale. Si tratta di una di quelle domande che definirei normali e che caratterizzano il livello alfabetico-intellettuale dei nostri attuali studenti. ?Professore, per favore, sono andata a vedere nella vocabolario la parola intoto che lei ci ha detto a lezione la volta scorsa, ma non l?ho trovata. Mi può dire che cosa vuol dire?? E? vero che oramai il latino non si studia più, né meno ai licei scientifici e classici, ma che cosa deve fare una docente di antropologia culturale per poter insegnare qualcosa di importante, se gli studenti che si trova di fronte sono, purtroppo nella maggioranza dei casi e con qualche originalissima eccezione, degli analfabeti di ritorno. Questa è la situazione della nostra Università, senza contare che il decreto Gelmini non ha ancora affrontato appieno la questione universitaria italiana, ma ha annunciato proprio ieri che entro la prossima settimana presenterà una sua proposta (meno male?). E questo è quello che concerne il livello intellettuale della maggior parte dei nostri giovani, quelli che in questo momento stanno manifestando per le strade di Milano o di Roma senza nemmeno sapere o aver letto il decreto del Ministro. In effetti, per l?università italiana la lettura è diventata un optional. Parliamo ora del livello di educazione civica, quella che invece dovrebbe essere patrimonio di ogni famiglia italiana, mentre gli studenti universitari sembrano tutti dei bastardi, cioè privi, nella loro storia biografica, anche di quella primordiale forma di genitorialità. Si presentano in sede di esame studenti maleodoranti, che indossano, durante la sessione estiva degli appelli di esame, degli infradito con i piedi sporchi e che, dulcis in fundo, sostengono il loro esame continuando a masticare una chewing gum, offrendo al piacere visivo del professore un rivolo di bava che esce dai lati della loro bocca. Cosa dire? Cosa fare? Buttarli fuori, anche se alla fine dell?anno accademico il Presidente del Corso di Laurea ti toglie le cattedre! Se qualcuno dei lettori ha qualche idea, che non sia in linea con quelle espresse dal decreto del Ministro Gelmini, e dunque alternativa, per indurre i nostri giovani a trovare anche nella famiglia, come presso gli insegnanti della scuola elementare, un barlume di civiltà, prego di farsi avanti. La vera questione, e che finalmente viene affrontata da una Ministro che non ha paura di dire le cose come stanno, è che oggi debba diventare legge una questione che una volta veniva chiamata semplicemente educazione, semplicemente buon senso e civiltà. Oggi, siamo in un tale baratro etico-morale, che ciò che era semplicemente qualcosa di naturalmente normale (ad esempio la buona educazione, l?assunzione di una condotta rispettosa, il mantenimento di atteggiamenti di lealtà verso il prossimo, etc.) si trasforma in legge dello Stato. come se l?essere cittadini di una nazione fosse diventato qualche cosa che non riguarda tutti noi, fin dall?infanzia, ma debba piovere dall?alto. Non è un caso, infatti, che il primo articolo dell?ex-decreto, ora legge, faccia riferimento sostanziale alla cittadinanza ed alla costituzione. Peccato, però, che a scuola vadano solo gli studenti mentre i genitori restino a casa, oppure vadano a lavorare. Bisognerebbe trovare il modo, con un progetto interministeriale, di riportare anche i genitori a scuola, visto che sembrano aver completamente dimenticato quando loro andarono a scuola, con un maestro unico. Era un maestro che sapeva dire tante cose, e che aveva la caratteristica di studiare le lezioni che andava a proporre, senza eccessivi corsi di aggiornamento, oggi peraltro continuamente disertati, a meno che non siano imposti dalla dirigenza scolastica. vero che i tempi sono cambiati, ma è anche vero che con essi è cambiata la responsabilità personale e civile di ogni docente e di ogni genitore. Si tratterrebbe, semplicemente, di studiare con maggiore serietà anche quando si è insegnanti alla scuola primaria e, una volta per tutte, capire che essere genitori è oggi diventata quasi una professione. Dobbiamo tutti diventare un poco più specialisti, e lasciare alla sinistra la sua tuttologia, che peraltro non ha portato a nulla di buono. Questi i risultati.
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da "Opinione, L'"
del 30-10-2008)
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Oggi è Gio, 30 Ott 2008 Edizione 232 del 30-10-2008 Assemblea d?Ateneo nell?aula Santa Lucia di Bologna Gelmini e il pretesto per l?arcaismo di Caterina Giannelli Nell?era della globalizzazione le accuse rivolte contro ?il regnante? di turno sono un ritornello consueto. Mentre per la crisi economica si punta il dito contro l?America, colpevole di aver ?fomentato? il capitalismo che starebbe distruggendo il pianeta, allo stesso modo in casa nostra si accusa l?attuale governo per lo scempio del sistema scolastico, peraltro da troppo tempo inefficiente, a opera del decreto Gelmini. Come stupirsi se l?Italia è riconosciuta come un paese dal passo elefantiaco, scivolato agli ultimi posti nella graduatoria dei più ricchi? Come non ricordare che il paese che ha inventato le ?corporazioni?, guarda caso, all?estero fa rima con ?mafia?? Come al solito quando nel Belpaese si propone il cambiamento si sollevano le masse, oggi ampiamente inquadrate nelle svariate corporazioni, tronfie dei propri interessi sempre più particolari. L?accusa? Il cambiamento deve venire dal basso! Così accade che a Bologna si promuovano sbiadite esortazioni di ?iniziative di lotta, che rendano visibile il dissenso esplicito e radicale contro l?attuale disegno di ristrutturazione dell?università proposto dal Governo?. Questo il tono e le parole dell? ?Associazione non riconosciuta di studenti, ricercatori e professori?, che battezza i precari del settore come ?diversamente strutturati? e che ha gridato a gran voce il proprio No-Gelmini durante l?assemblea d?Ateneo tenutasi nell?aula di Santa Lucia giovedì scorso a Bologna. Queste le richieste a rettore e senato accademico: una giornata di blocco completo e generalizzato della didattica; una giornata di sciopero del lavoro gratuito, intendendo per tale una astensione collettiva del personale non strutturato dalle attività; la cancellazione dell?inaugurazione dell?anno accademico; ?una grande giornata di mobilitazione territoriale, il 30 ottobre, lanciata con una lettera aperta alla cittadinanza e costruita dal basso, da tutti i segmenti della formazione, dalle scuole primarie all?università?. L?idea che risalta davanti a toni come questi è che l?Italia sia destinata all?arcaismo finché ?la lotta? si farà per proteggere l?infinita serie di interessi particolari che stanno corrodendo il paese. I promotori delle proteste rappresentano una popolazione vecchia, perché vecchi sono gli stereotipi che ancora coltivano. All?assemblea dell?Ateneo alcuni studenti hanno precisato: ?Siamo quelli delle lezioni in piazza e quelli delle occupazioni di questi giorni. Ancora, siamo quelli dei seminari di autoformazione e siamo quelli del blocco del primo binario alla stazione di Bologna. Insomma, siamo quelli dell?ala dura e creativa...?. Sembrano risuonare le cantilene di un?Università degli anni Settanta ?in stato di agitazione permanente?, con la differenza che allora si manifestava contro la didattica obsoleta e per i diritti dell?uomo di domani, mentre oggi si scende in piazza a braccetto con baroni e baronetti, proprio quelli che hanno gettato le basi dell?attuale ?sistema? universitario. Ancora un modo per lasciare indiscussi i veri problemi dell?Università: cattedre in eccesso, moltiplicazione di corsi funzionali alla sistemazione di docenti e molti altri sprechi. Insomma, l?impressione è che questa auspicata agitazione permanente punti a far sì che tutto resti come prima.
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da "Opinione, L'"
del 30-10-2008)
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Oggi è Gio, 30 Ott 2008 Edizione 232 del 30-10-2008 Sciocchezze bipartisan Scuola, dalla politica risposte sconcertanti di Paolo Malaguti L?epicentro delle proteste contro il decreto Gelmini pare sia nella nostra regione. Per forza, si potrebbe pensare, l?Emilia rossa non può che strumentalizzare politicamente la protesta. Al di là dell?orientamento politico prevalente, ci sono anche altri aspetti che fanno sì che la contestazione parta propro da qui. Il primo potrebbe essere un?aspettativa particolarmente alta nei confronti della scuola. Non va dimenticato l?alto livello qualitativo degli asili in molte zone della nostra regione. In passato infatti non sono mancate nemmeno proteste a carattere locale, ad esempio per migliorare la qualità delle mense scolastiche. L?altro aspetto determinante credo sia l?alto tasso di occupazione femminile, che comporta l?esigenza per le famiglie di conciliare i tempi della scuola con quelli del lavoro. Credo siamo tutti d?accordo sul fatto che la scuola italiana, non da oggi e non per colpa di una sola parte politica, versi in una situazione drammatica. Su quale sia la strada per uscire da questa crisi le opinioni sono naturalmente molto diverse. Difficile però credere che la risposta possa limitarsi ai tagli di risorse e personale o al ritorno alla scuola di mezzo secolo fa. In effetti l?elemento di maggior rilievo del decreto, inizialmente presentato come una grande riforma, sembra stare proprio nell?affermazione che ?le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali?. Un evidente ritorno ad un passato dall?apparenza rassicurante come tutti i ricordi d?infanzia, ma molto lontano dalle esigenze di una società moderna. E? la risposta della politica rispetto ai problemi della scuola in generale ad essere sconcertante. Nel caso delle contestazioni alla base di tutto sembra esserci l?idea, assolutamente sbagliata, che studenti e docenti siano tutti di sinistra. Si tratta peraltro di una sciocchezza bipartisan, perchè anche a sinistra c?è qualcuno convinto che i giovani e gli insegnanti, così come gli operai o i precari, non possano votare che in un modo. La conseguenza di questo ragionamento è che, a seconda dello schieramento, qualunque cosa venga dal mondo della scuola va rifiutata a priori o difesa ad oltranza, senza cedimenti al compromesso. Fin quando la politica segue schemi come questi non potrà mai trovare nessuna soluzione ai problemi del nostro Paese. E famiglie, studenti e insegnanti si troveranno a fare i conti quotidianamente con le frustrazioni, le incertezze e le carenze di questa scuola ingessata.
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da "Opinione, L'"
del 30-10-2008)
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Oggi è Gio, 30 Ott 2008 Edizione 232 del 30-10-2008 Se Ghini è il più visto, Scotti fa più share: il prime time tra Rai Uno e Canale 5 finisce in pareggio. E Ballarò è da record RACCONTAMI AL PIPER... di Federica Strangolagalli Il prime time di martedì 28 ottobre finisce con pareggio tra Rai Uno e Canale 5. Se la prima rete del servizio pubblico conquista infatti una platea più nutrita in termini di ascolti, grazie ad una durata maggiore l?ammiraglia Mediaset consegue percentuali più alte di share. Sono 4 milioni 614mila i telespettatori che decidono di seguire il quinto appuntamento con la fiction ?Raccontami Capitolo secondo? (17,99% della platea televisiva); a seguire l?episodio incentrato sull?apertura della discoteca Piper di Roma è principalmente il pubblico femminile (20,46% di share), appartenente a pressoché tutte le classi socioeconomiche, in possesso di licenza di scuola elementare (24,21% di share), anziano (23-24% di share tra gli over 55enni), ma anche giovane, con il 22,06% di share nella fascia di età 8-14 anni. Su Canale 5 tornano Gerry Scotti e Maria Amelia Monti, interpreti di ?Finalmente a casa?. A seguire la simpaticissima coppia già protagonista della sitcom ?Finalmente soli? sono quasi 4 milioni e mezzo di telespettatori, pari al 18,83% di share. Il film tv proposto dalla rete ammiraglia del Biscione totalizza il 21,62% di share tra le donne e conquista i telespettatori di tutte le età, raggiungendo il picco massimo del 28,17% di share tra i telespettatori tra i 4-7 anni. Record di ascolti per ?Ballarò?, che trova i riscontri di 4.191.000 telespettatori pari al 17,17% di share. A far registrare al talk show di Giovanni Floris il suo miglior risultato dall?inizio della stagione ad oggi è una puntata dedicata alla riforma Gelmini. Maggiormente interessati a questo tema di stretta attualità sono gli uomini (19,59% di share), di età superiore ai 45 anni, appartenenti alle classi socioeconomiche più abbienti e in possesso di licenza di scuola elementare (19,75% di share) e di diploma di laurea (26,28% di share). Proseguono su rai due gli episodi inediti di ?Senza traccia?, che totalizzano complessivamente una media di 3.395.000 telespettatori e il 12,57% di share. La serie poliziesca statunitense della CBS trova il suo pubblico preferenziale tra le donne (14,81% di share) e i telespettatori di età compresa tra i 25 e i 64 anni, facendo registrare il picco del 15,71% di share tra i 45-54enni. Su Italia 1 ?Le iene show? raggiunge il suo record personale, pari a 3.063.000 telespettatori e 13,95% di share. Fabio De Luigi e Ilary Blasi catturano prevalentemente l?audience maschile (15,75% di share), giovane e giovanissima (31,28% di share nella fascia 15-24 anni), ma con un?istruzione e un?estrazione socioeconomica estremamente variegata. Cinema in replica su Rete 4 e La7. La pellicola del 2000 ?Rapimento e riscatto? fa sfiorare alla cadetta Mediaset i 2 milioni e 100mila spettatori, raggiungendo il 9,31% di share. Sul terzo polo televisivo, infine, il film ?I 4 dell?oca selvaggia? conquista una media di 550.000 telespettatori, pari al 2,38% della platea televisiva.
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 IL DECRETO LEGGE. Scontri tra studenti in tutta Italia. Oggi sciopero generale Gelmini: «Torna la serietà» E il Pd vuole il referendum   Il Senato ha approvato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il provvedimento che porta il nome del ministro dell?Istruzione e che prevede, tra le altre cose, il ritorno dal 2009-2010 delle classi con il maestro unico nella scuola primaria e il voto in condotta. «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell?educazione» ha detto la Gelmini. Soddisfatto il premier Berlusconi. Dopo il voto, tutti i 119 parlamentari del Pd e i 14 dell?Idv sono scesi in Piazza per parlare con gli studenti. E il Pd appoggia l?idea del referendum. In tutta Italia si protesta. 2 e 3  
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 L?EDITORIALE Non c?è alcun bisogno di ulteriori polarizzazioni   Ottorino Gurgo   La definitiva approvazione da parte del Senato del contestatissimo decreto Gelmini, non esaurisce che in minima parte la disputa sul futuro della scuola italiana le cui condizioni di profondo degrado, unanimemente riconosciute, impongono ulteriori e ben più approfonditi interventi. E la prima considerazione concerne il comportamento che maggioranza e opposizione hanno tenuto in questa vicenda. Ha sbagliato la maggioranza a non accettare alcun dialogo, orgogliosamente fiera dei propri numeri che le consentivano, comunque, di vincere il braccio di ferro. E ha fortemente sbagliato l?opposizione, cavalcando una protesta studentesca apparsa una sorta di revival del Sessantotto, priva di motivazioni reali e di proposte alternative. Non prospettando soluzioni diverse da quelle contenute nel decreto, ma limitandosi a contestarle facendo da supporto ad una protesta spesso sgangherata, l?opposizione ha finito con il venir meno al proprio stesso impegno riformista. Ha sciorinato una lunga lista di «no» che l?hanno fatta apparire come una forza conservatrice, impegnata nella difesa dello status quo. C?è ancora spazio perché maggioranza e opposizione si decidano finalmente a rinunciare alle rispettive chiusure, ad un ostinato e sterile muro contro muro che non giova ad alcuno e men che meno alla scuola italiana e alla sua indispensabile riqualificazione? C?è la possibilità che la maggioranza rinunci a esibizioni muscolari per aprire le porte al confronto con l?opposizione e che quest?ultima, prospetti idee e progetti senza limitarsi a respingere quelle della maggioranza?2  
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 IN CITT. In piazza lumini anti-Gelmini, oggi 20 pullman per Roma Forum tra docenti, genitori e studenti: «Per ora solo tagli»   Mobilitazione anche a Vicenza, ieri, sui temi della scuola. In un forum promosso dal nostro Giornale si sono confrontati insegnanti, dirigenti scolastici, genitori , studenti e sindacati, sostanzialmente tutti allineati nella critica al decreto 137 e soprattutto sul tema delle risorse, troppo scarse per l?istruzione. In serata circa 300 tra docenti e genitori hanno sostato con candele in piazza dei Signori annunciando che la protesta continuerà con lezioni plein air e occupazioni notturne delle scuole. Stasera da Vicenza partono 20 pullman per il corteo che ci sarà domani a Roma. 20 e 21  
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 RIFORMA. Opposizione in piazza con gli studenti subito dopo l?approvazione. La Finocchiaro, Pd: «La maggioranza crede che sia finita qui, ma non è cosi» Scuola, sì del Senato Ora il decreto è legge Berlusconi: «Spiace vedere tanti giovani presi in giro» La Lega attacca il Pd: «La ricreazione è finita»   ROMA Il decreto Gelmini è legge. Il Senato lo ha approvato in via definitiva con 162 sì, 134 no e tre astenuti. Soddisfatti Mariastella Gelmini, ministro dell?Istruzione: «La scuola cambia, si torna alla scuola della serietà, del merito e dell?educazione»; e il premier Silvio Berlusconi: «Il voto è andato come era logico che andasse. Spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro». L?opposizione è scesa subito in piazza a parlare con gli studenti che da martedì stazionavano davanti a Senato, «L?Idv cercherà con tutti i mezzi di ribaltare la situazione: se servirà anche con un referendum abrogativo» ha urlato Felice Belisario, Idv. Anna Finocchiaro, Pd, ha definito la proposta «una buona idea», per la necessità di «aprire un confronto ampio in tutto il Paese». Dopo l?approvazione non cala la tensione tra gli schieramenti come è apparso chiaro prima del voto. Federico Bricolo Lega aveva esposto la posizione della maggioranza: «Avete soffiato sul fuoco della protesta ma oggi vi diciamo che la ricreazione è finita»; Maurizio Gasparri, Pdl, aveva aggiunto: «Non ci hanno fermati, andiamo avanti», rinnovando le accuse alla sinistra di «manovrare» studenti definiti «ridicoli». «Oggi», ha replicato in Aula Finocchiaro, «pensate che approvando questo decreto sia finita qui. Non è così per noi e non credo sarà così per il Paese». La Finocchiaro ha protestato con la maggioranza prendendosela in particolare con Gasparri.«Per voi», ha osservato «chi protesta, chi non è d?accordo, è disinformato, strumentalizzato o, come dice Gasparri, ?un cretino in malafede?. Mi colloco nella categoria», ha dichiarato tra gli applausi dei democratici, «Anzi tutto il mio gruppo è composto di ?cretini in malafede?, bugiardi e fascio-comunisti». Il riferimento era a un altro epiteto di Gasparri all?indirizzo degli studenti che protestano. Ad accendere il clima, peraltro, ci aveva pensato Francesco Cossiga che, nel motivare il sì al decreto contro i baroni «un tempo invisi agli studenti», ha ricordato, tra gli applausi della maggioranza e le proteste del Pd: «Venni applaudito dal Pci perché avevo fatto picchiare a sangue gli studenti che avevano contestato Luciano Lama» all?Università di Roma nel 1977.  
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 LA BATTAGLIA. Rissa in piazza Navona a Roma, polemiche. Il governo riferirà alla Camera Il Blocco in azione, scontri tra studenti Giovani di estrema destra arrivano armati di bastoni, scoppia il caos: quattro feriti, anche un agente, due arresti   ROMA Arriva verso le 10.30 la notizia dell?approvazione in legge del decreto Gelmini, in una piazza Navona, a pochi passi dal Senato, già gremita dagli studenti che da giorni stanno portando avanti la protesta, universitari e liceali insieme. Ma anche destra e sinistra. E proprio tra i due schieramenti si creano momenti di tensione che poi sfociano in veri e propri scontri. Bilancio: quattro feriti, tre studenti e un agente, e due arrestati (un giovane di sinistra e uno di destra) oltre a 21 giovani appartenenti al movimento di estrema destra Blocco Studentesco, portati negli uffici della polizia per essere identificati. Le prime avvisaglie di un clima pesante in strada poco dopo l?approvazione del decreto Gelmini nell?aula di Palazzo Madama accolto dagli studenti con slogan irriverenti e un risoluto «Noi non ce ne andiamo». Improvvisamente un gruppo di giovani facenti capo a Blocco studentesco, aggredisce gli studenti radunati a Piazza Navona. Un blitz a colpi di cinte e mazze nascoste tirate fuori da un camioncino che molti testimoni, esponenti del Pd compresi, dicono fosse parcheggiato già da ieri sera nei pressi del Senato. Non solo: gli studenti aggrediti lamentano anche l?assenza delle forze dell?ordine, «tutte schierate solo davanti Palazzo Madama». Ma l?aggressione è solo un anticipo. Gli scontri veri avvengono più tardi quando a Piazza Navona, dove la polizia intanto forma un cordone per dividere studenti di destra e sinistra, arriva il corteo degli studenti universitari, con esponenti dei centri sociali, partito dall?Università La Sapienza. Scoppia la rissa subito: per picchiarsi gli studenti usano anche tavolini e sedie dei bar circostanti, oltre a caschi e un pinocchio di legno, altezza d?uomo, davanti a turisti spaventati e a esercenti che chiudono le saracinesche dei loro negozi. Poi torna la calma. Gli esponenti del movimento di destra sostengonodi essere stati aggrediti «dagli antifascisti». Diversa la versione dei manifestanti dell?Unione degli stuidenti: «Erano una ventina di infiltrati», racconta il coordinatore nazionale Roberto Iovino, «era un?azione premeditata. Siamo scandalizzati dalle forze dell?ordine che stanno a guardare». L?Uds chiede ora lo scioglimento di Blocco studentesco e la non leggitimazione di tale associazione negli organismi di rappresentanza studentesca quali i consigli di istituto e le consulte provinciali degli studenti. Il governo riferirà in Aula alla Camera sugli scontri, su richiesta del Pd. Gli studenti, dopo le tensioni, sono poi tornati all?Università La Sapienza per prepararsi alla giornata di oggi. Proprio dall?ateneo romano partirà il secondo corteo, quello degli studenti. Preoccupa intanto il clima. Una delegazione dei rappresentanti delle istituzioni locali della sinistra ha incontrato il prefetto di Roma, Carlo Mosca. A lui hanno chjesto: « necessaria una gestione dell?ordine pubblico tale da tutelare il carattere pacifico e pluralista del movimento».  
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da "Tempo, Il"
del 30-10-2008)
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stampa Manifestazione contro il ministro Gelmini Studenti e docenti marciano su Roma Adesione record per lo sciopero della scuola previsto questa mattina a Roma.In base alle previsioni di alcuni soggetti impegnati nell'organizzazione della protesta, la presenza della provincia di Frosinone si farà sentire. Tante, infatti, sono le persone che partiranno dai principali centri della Ciociaria, alla volta della capitale, con i mezzi più disparati. Qualche esempio? La Cigl ha messo a disposizione ben sette pullmann, dalla capienza di cinquantasette posti ciascuno, per il trasporto, con partenze previste da Cassino, Sora, Frosinone. Già martedì tutti i posti risultavano esauriti. «Abbiamo terminato il giro di assemblee nelle scuole, e il malcontento è evidente» ha commentato Raffaele Miglietta segretario generale Cgil Scuola della provincia di Frosinone. Adesione massiccia alla protesta è previsto anche dalla Cisl: «Almeno l'80% del personale sciopererà», ha annunciato ieri Alessandro De Santis, segretario generale Cisl-scuola di Frosinone. De Santis illustra anche il target degli scioperanti: «Nei nostri pullmann (quattro/cinque in totale i mezzi con tappe a Cassino, Sora, Anagni, Frosinone ndr) ci saranno famiglie, professori, dirigenti scolastici, Ata, universitari». E i giovani non stanno a guardare. La «Rete degli studenti medi» ha organizzato più di qualche pullmann alla volta della capitale. Nell'occhio del ciclone, anche se con sfumature diverse, i tagli previsti per scuola e ricerca. Per il governo si tratta di una razionalizzazione delle spese, in un settore in cui abbondano sprechi e disservizi. I manifestanti sostengono, invece, che i tagli andranno a discapito della qualità della formazione e che si tradurranno nella perdita di posti di lavoro.
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da "Denaro, Il"
del 30-10-2008)
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Campania consiglio regionale Bagarre in aula, saltano le nomine Scontri verbali sul decreto Gelmini tra Scala (Sinistra democratica) e Rivellini (An) Si è conclusa prima del tempo, e senza affrontare il nodo delle nomine Corecom all'ordine del giorno, la seduta del Consiglio regionale campano. A bloccare i lavori le polemiche, subito sfociate in scontri verbali. sul decreto Gelmini, convertito in legge ieri al Senato. Il capogruppo di Sinistra Democratica Tonino Scala ha abbandonato l'aula dopo che l'insorgere dell'opposizione gli ha impedito di leggere un ordine del giorno firmato dai gruppi di maggioranza in cui si chiedeva il ritiro della riforma della scuola. Angela Milanese "Quello che è accaduto è grave, mi è stato impedito di esprimere il mio pensiero", Sbotta così Tonino Scala prima di lasciare l'aula, spiegando che "la vile aggressione di cui sono stato oggetto, seppur verbale, è qualcosa che fa male alle istituzioni tutte". Solidali con Scala abbandonano i lavori anche i consiglieri Michele Ragosta (Verdi) e Gerardo Rosania (Prc). Di tutt'altro segno la presa di posizione di Fulvio Martusciello (Forza Italia) che lascia l'aula per esprimere dissenso sullo svolgimento dei lavori, in polemica con il centrosinistra. Immediata la replica del capogruppo di An Enzo Rivellini, indicato dalla maggioranza come colui che più di altri si è scagliato contro il consigliere di Sd alzando la voce per impedirgli di andare avanti con la lettura dell'ordine del giorno: "Ringrazio Scala, Anzalone e Rosania dice - per avermi attaccato. Aver disturbato il manovratore è un riconoscimento alla mia opposizione. La verità è che la settimana scorsa con la discussione su Saviano, questa volta con il decreto Gelmini, la maggioranza trova sempre alibi per mascherare le divisioni al suo interno e per non lavorare sulle cose concrete". Dopo la bagarre e una sospensione, il dibattito prosegue per un po', ma il clima teso e, sullo sfondo, il mancato accordo sulle nomine da fare (ufficio di presidenza e Corecom), hanno come inevitabile conseguenza la fine anticipata dei lavori. del 30-10-2008 num.
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 MANIFESTAZIONE. Ieri in centro manifestazione con lumini dei docenti berici, sotto la pioggia La piazza riaccende la scuola ?al buio? Annunciate lezioni in piazza e notti bianche in novembre   Nel giorno del sì al decreto legge Gelmini da parte del Senato, trecento vicentini tra insegnanti, genitori e studenti delle superiori cittadine si sono radunati in piazza dei Signori e sono rimasti sotto la pioggia per far sentire la loro protesta contro "quella che non è una riforma, ma solo tagli". L'iniziativa era targata "Assemblea per la difesa della scuola pubblica", una sorta di comitato trasversale che ha in serbo, per la prima metà del mese prossimo, altre forme di sensibilizzazione: le "notti bianche" dell'insegnamento, con lezioni serali tenute in luoghi pubblici, e pacifiche improvvisate in altri luoghi quali piazze o supermercati, dove si trasferiranno idealmente le cattedre e i banchi. «Un messaggio per sottolineare che la scuola pubblica lo è davvero, ed è di tutti e per tutti. Una ricchezza che qualcuno vorrebbe smantellare, a partire da ciò che funziona di più: la scuola primaria». La voce degli addetti ai lavori che bacchettano il ministro dell' Istruzione Maria Stella Gelmini è riassunta da Antonella Cunico, insegnante dell' istituto Boscardin: «Il ritorno del maestro unico darà meno opportunità formative ai nostri ragazzi in un' epoca in cui i saperi si modificano velocemente, e aggredisce un'intera filosofia didattica, che oggi permette ai ragazzi che hanno difficoltà di non restare indietro. La scuola primaria italiana è una delle migliori del mondo, e la si ripaga impoverendo le ore di lezione, con il passaggio a 22 più le due ore di religione, spalancando le porte a una maggiore competitività da parte delle private e di chi potrà permettersele, tempo continuato incluso. L' ignorare l'aspetto didattico è un marchio di questo decreto legge, come dimostra anche la chiusura delle Ssis, i corsi biennali che formano gli insegnanti anche con 300 ore di tirocinio pratico. Un modello che funziona in tutta Europa, mentre il ministro Gelmini afferma che questa formazione è inefficace perché solo teorica. Mi chiedo che conoscenza concreta abbia del nostro mondo». G.M.MAS.  
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 Ma la riforma Gelmini esiste davvero? Quei vecchi ?compensi? al Dal Molin   In Germania con una popolazione studentesca che supera i 10 milioni ci sono 50.000 bidelli. Da noi invece i bidelli sono oltre il triplo, 160.000 e superano i carabinieri. Per quanto riguarda i provvedimenti legati al rigore alla condotta certamente rispondono all'esigenza di rafforzare la serietà degli studi. Per quanto riguarda il ?maestro unico" ricordo che già con il decreto adottato nel 1996 da un governo di centro sinistra nella scuola elementare è stato adottato il ?maestro prevalente", un insegnante che svolge la gran parte del lavoro didattico coadiuvato dallo specialista di inglese e in alcuni casi dall'insegnante di matematica e scienze. I provvedimenti intrapresi, per evidenti motivi di contenimento della spesa pubblica, non penso causeranno i disastri di cui si parla. Basta considerare che in Francia, Germania e USA c'è il maestro unico e non mi pare che ci siano situazioni di disagio. Tuttavia si può legittimamente pensarla diversamente e ritenere che la pluralità di maestri abbia un importante valore pedagogico. Quello che sta veramente a cuore a Confindustria è la riforma che il Ministro Gelmini ha annunciato per le prossime settimane e di cui si parlerà a Verona il 20 novembre nella diciottesima edizione di Job e Orienta: quella degli Istituti tecnici. una riforma importante che risponde all'esigenza di modernizzare i programmi delle scuola tecnica e collegarle maggiormente mediante stage e alternanza, con le imprese. Altro ragionamento va fatto per l'università. Mentre infatti la nostra spesa per la scuola è sovradimensionata rispetto alle medie europee, per l'università spendiamo poco. Anzi oltre che poco spendiamo male. La ripartizione fra gli Atenei del Fondo ministeriale di funzionamento prevede un ?modello teorico" basato su parametri e indicatori oggettivi per collegare il finanziamento pubblico con la valutazione delle performance. Ma questo modello rimane ormai da anni sulla carta. I fondi vengono attribuiti alle università sulla base della ?spesa storica". In pratica chi ha in passato gonfiato gli organici e le altre spese ci guadagna. Chi ha speso con oculatezza i suoi fondi viene penalizzato. Per l'università è necessario un collegamento forte tra finanziamento pubblico e valutazione senza il quale qualunque aumento dei fondi, pur necessario, sarebbe controproducente. *Coordinatore Commissione Scuola Confindustria Vicenza   Il contorno era fatto, in quei giorni, con altre corpose speranze di ?compensazioni?: dagli sconti doganali statunitensi per orafi e conciari ad un?università tecnologica figliata in città da oltreoceano; dalla partnership berico-americana per incrementi qualitativi del San Bortolo, collegabili al nuovo ospedale militare Usa al Dal Molin, fino a favoleggiati sconti su Irpef o benzina. «Cari americani, vi diamo la base e voi ci fate tutto quel che serve, ma proprio tutto»: era questo lo slogan del Comune tramite l?assessore Cicero. Da allora: due governi di sinistra e di destra dritti sull?obiettivo di realizzare il progetto americano; un nuovo sindaco, con maggioranza striminzita, che invece non lo vuole; la delibera dell?ottobre 2006 sostituita con un «no»; il referendum in cui i pro-Usa non si sono fatti contare; lo scontro senza scampo tra istituzioni, con lo Stato inesorabilmente dalla parte di chi sa di vincere. E che ne è di quelle ?compensazioni? che sono un?impronunciabile parola-tabù su un fronte - perché significherebbe accettare la sconfitta - e sull?altro vengono evocate solo per dire che il sindaco Variati non se ne occupa? Forse vale la pena di ricordarsene, per vedere che fine stanno facendo mentre s?installano in città e vanno su e giù da Washington - alla chetichella perché non sono notizie da comunicati-stampa - gli ingegneri arrivati dalla base di Sigonella già in ampliamento o gli ufficiali del Genio militare mandati a Vicenza dal Pentagono. Dunque: - quanto alle condizioni a) e b), sull?aeroporto civile è stata alzata bandiera bianca e la pista di volo da rototraslare - con 11 milioni di euro garantiti dal commissario governativo Costa - è stata mutilata nelle eventuali prospettative di sviluppo, se ce n?erano davvero, dal realismo del premier Berlusconi («ci sono già Verona, Venezia e Treviso»); per non parlare dell'uso militare di imprecisabile intensità che prima o poi ne verrà fatto (atterrerà pure qualche generale accanto alla più affollata caserma d?Europa...); - l?auspicio c) è tuttora inquantificato nel limbo degli sperati subappalti che farebbero le ?coop rosse? assegnatarie forestiere dei lavori (a meno di immaginare silenziosi compensi ad aziende vicentine altrove); - sta molto meglio il punto d) con il rugby oggi provvisorio nell?intoccata zona est dell?area Dal Molin e poi traslocato ai Ferrovieri, ma con soldi per metà vicentini e per metà della Regione; - per cui si deve fare riferimento, per trattare di ?rifusione del danno?, al punto d). La tangenziale nord è diventata la ?madre di tutte le compensazioni?, però nessuno può oggi scommettere se avrà mai una prole di altre opere al sèguito. indispensabile al collegamento Dal Molin-Ederle, ed è anche un pluridecennale bisogno del Vicentino a nord del capoluogo, ma se ne farà carico urbanistico praticamente solo Vicenza. Il governo, attraverso Costa, ha promesso un adeguato intervento: ma non è stato precisato quanti euro sui 400 milioni calcolati in Provincia. Doveva essere in galleria sotto l?aeroporto, ma il progetto è emerso dal sottosuolo e correrà in superficie, tagliando la punta nord del Dal Molin tra fili spinati e mura doverosamente ben protette dal rischio intrusioni: sarà così schivato il pericoloso impatto sulla falda idrica, ma verrà anche chiusa la partita su teorici spazi in più per il futuro aeroportuale. Per il resto, si sa solo della pista ciclabile oltre il ponte del Marchese promessa da Costa al Comune di Caldogno. Serve a qualcosa tutta questa commemorazione delle aspettative vicentine del 2006 con il bilancio delle rare certezze odierne? Può servire a tener presente - tutti quanti, oppositori e favorevoli nel confronto-scontro con Roma - che il vecchio «sì» comunale, cui hanno sempre fatto riferimento i governi per i loro «sì» agli americani (Prodi prima e Berlusconi adesso), non era stato presentato all?epoca come frutto dell?acquiescenza amministrativa all?inesorabile decisione statale. E serve per mantenere in agenda il ?caso compensi? per quando, tra una settimana, negli Stati Uniti ci sarà una nuova Amministrazione - e probabilmente a Roma, tra poco, un nuovo ambasciatore - cui ri-fare presenti le aspettative fatte balenare due anni fa. Finora sono state molto disattese o comunque lasciate senza risposta da chi doveva darne. Una realtà, questa, che dovrebbe importare - e suggerire proposte da fare - almeno a quella metà di Vicenza politica che la base dice di non subirla, ma di volerla.  
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da "Denaro, Il"
del 30-10-2008)
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Napoli Scuola, sit-in sui binari e abbracci ai passanti C'e' chi ha protestato sfilando in corteo e chi lo ha fatto abbracciando il passante di turno. C'e' chi ha occupato i binari della stazione ferroviaria e chi l'aula dell'universita'. Anche oggi la citta' di Napoli ha ribadito il suo no al decreto, oggi legge, Gelmini. E, promettono gli studenti, lo fara' anche nei prossimi giorni perche', dicono, ''la Gelmini e' bene che ci ripensi''. L'ennesima giornata di protesta e' iniziata a suon di cortei, piu' o meno spontanei. Migliaia di studenti si sono riuniti nel cuore della citta', in piazza del Plebiscito, li' dove, dopo l'annuncio dell'approvazione del decreto, ha trasferito i suoi lavori anche la Commmissione scuola del Consiglio comunale di Napoli. L'obiettivo? ''Esprimere solidarieta' agli studenti dopo l'approvazione di un decreto altamente lesivo per le sorti della scuola pubblica e, in particolare, per la citta' di Napoli'', hanno spiegato il presidente e i commissari. del 30-10-2008 num.
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da "Secolo XIX, Il"
del 30-10-2008)
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Scontri fra studenti dopo il sì al decreto LEGGE IL PROVVEDIMENTO GELMINI SULLA SCUOLA Il Pd: referendum. Estremisti di destra, blitz in piazza Roma. Il decreto Gelmini, prima tappa della riforma della scuola, è diventato legge in Senato, ieri mattina. E l'opposizione ha lanciato subito il referendum. Ma negli stessi momenti, a piazza Navona, un'azione organizzata di estremisti di destra, armati di bastoni fasciati con il tricolore, ha scatenato duri scontri con gli studenti che manifestavano. Due arresti, qualche ferito leggero e pessimo prologo per lo sciopero di oggi. BOCCONETTI E MARGIOCCO >> 2 e 3 30/10/2008
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da "NZZ Online"
del 30-10-2008)
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Generalstreik gegen Bildungsreform an Italiens Schulen Aus Protest die Arbeit niedergelegt Mit einem Generalstreik an den ffentlichen Schulen haben die Gewerkschaften auf die Verabschiedung einer Bildungsreform der Regierung Berlusconi reagiert. Das Schulpersonal legte aus Protest gegen die Reform die Arbeit nieder. ... International " /> Artikel versenden als E-Mail: Sie mssen in Ihrem Browser Cookies aktivieren, um einen Artikel weiterempfehlen zu knnen. *Empfnger: *Ihr Name: *Absender: (optional)Ihre Mitteilung: Bitte bertragen Sie den Code in das folgende Feld: *Code: *Pflichtfeld Fenster schliessen Mit einem Generalstreik an den ffentlichen Schulen haben die Gewerkschaften auf die Verabschiedung einer Bildungsreform der Regierung Berlusconi reagiert. Das Schulpersonal legte aus Protest gegen die Reform die Arbeit nieder. (sda/apa) In Rom versammelten sich seit dem frhen Donnerstag trotz heftigen Regens Tausende von Demonstranten auf der Piazza della Repubblica. Hunderte von Bussen und Sonderzgen wurden aus ganz Italien organisiert, um die Demonstranten nach Rom zu bringen. In vielen anderen Stdten sind Protestkundgebungen vorgesehen. Die von Unterrichtsministerin Mariastella Gelmini verfasste Reform wurde wie erwartet am Mittwoch vom Senat gebilligt. Da die Abgeordnetenkammer bereits am 9. Oktober zugestimmt hatte, kann die Reform jetzt in Kraft treten. Anzeige Die Reform sieht die Streichung von 87'000 Lehrerstellen und 44'500 Arbeitspltze im administrativen Schulbereich innerhalb der nchsten drei Jahre vor, was dem Staat Einsparungen im Wert von sieben Prozent der jhrlichen Ausgaben fr die Schulen bescheren soll. Berlusconi will ausserdem das Budget der Universitten krzen. Zudem sollen Schler knftig wegen schlechten Benehmens durchfallen knnen. Volksschler sollen fnf Jahre lang vom gleichen Lehrer unterrichtet werden und Schuluniformen tragen. Die Gewerkschaften und die Oppositionsparteien behaupten, die Regierung Berlusconi wolle dem ffentlichen Schulwesen Geldmittel entziehen, um das private Bildungssystem zu frdern. Die Regierung erwidert, dass die Reform aus Spargrnden notwendig sei, da die Zahl der Lehrer pro Schler in Italien zu den niedrigsten der Welt zhle.
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da "Giornale.it, Il"
del 30-10-2008)
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n. 260 del 2008-10-30 pagina 0 Legge Gelmini, Veltroni: referendum Ieri gli scontri, oggi sciopero generale di Redazione Il decreto Gelmini convertito in legge dal Senato. Il ministro: "Ora si torna alla scuola della serietà". Scontri fra studenti e polizia a Milano (guarda il video). Guerriglia in piazza Navona tra destra e sinistra: due arrestati (guarda il video e le immagini). Berlusconi: "La sinistra truffa i ragazzi". Oggi blocco totale in tutta Italia contro la riforma Roma - Il decreto Gelmini è diventato legge, ma non si sono fermate le contestazioni. Tutt'altro. Il via libera del Senato alla riforma del sistema scolastico ha scatenato cortei e proteste in molte città del Paese. Manifestazioni che in alcuni casi sono sfociati in veri e propri scontri. Nell'occhio del ciclone la Capitale. In Piazza Navona si sono scontrati giovani di estrema destra e di sinistra, dieci dei quali sono stati fermati dalle forze dell'ordine. Nel corso della giornata sono arrivate anche le reazioni del mondo della politica. Il ministro Gemini ha preannunciato il "ritorno a una scuola della serietà" e il premier ha commentato soddisfatto i risultati dell'aula di palazzo Madama senza dimenticare le proteste di piazza: "Dispiace - ha detto Berlusconi -, che tutti questi ragazzi siano stati presi in giro". Il Pd, attraverso il suo leader - ha annunciato di voler organizzare un referendum abrogativo: "Iniziativa civile - ha spiegato Veltroni -, non un referendum di partito" E oggi c'è sciopero Hanno già cominciato ad affluire verso piazza della Repubblica, in una giornata che si è aperta con un tempo piovoso, i manifestanti che sfileranno oggi per le vie di Roma per contestare le politiche del governo in materia di istruzione, in concomitanza con lo sciopero generale della scuola proclamato dai sindacati di categoria (Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda e Snals). Centinaia di pullman e diversi treni speciali hanno portato a Roma, da tutta Italia, i lavoratori del settore. Ma in piazza ci saranno anche tante famiglie e studenti, compresi gli universitari che sin dall'inizio hanno solidarizzato con la protesta della scuola. Si contesta il decreto Gelmini, approvato ieri in via definitiva al Senato, che ripristina il maestro unico alle elementari, con il rischio di mettere in discussione la "tenuta" del tempo pieno, ma non solo. Nel mirino ci sono i tagli dei posti di lavoro e degli orari di lezione, il dimensionamento della rete scolastica (con l?accorpamento di istituti con pochi alunni), la mancanza di investimenti nel settore. Il corteo si snoderà per le vie del centro e arriverà a piazza del Popolo, dove sono previsti i comizi finali. Piazza Navona, due arresti: uno di destra, uno di sinistra Due studenti finiti in maenette. Questo il risultato degli scontri di questa mattina in piazza Navona. Si tratta di G.Y., di 34 anni, appartenente ad un movimento di sinistra e D.M, di 19 anni, che invece milita in uno destra. Per i due l?accusa è di danneggiamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Sarebbero stati fermati anche 17 studenti, quattordici apparterrebbero al Blocco studentesco, l?organizzazione di studenti delle scuole superiori dell'estrema destra. Rissa fra estremisti di destra e sinistra Lanci di fumogeni e di bottiglie, colpi di caschi in testa. A piazza Navona è scoppiata la guerriglia fra opposte fazioni che si sono affrontate in una maxi rissa, scoppiata quando nella piazza sono arrivati alcuni giovani dei centri sociali. La tensione era già nell?aria: studenti di sinistra raccontavano di violenze subite dai colleghi di destra e questi a loro volta rispondevano di essere stati aggrediti per primi. Poco dopo le 12, mentre i giovani di Blocco Studentesco (gruppo di estrema destra) stavano lasciando la piazza, un centinaio in tutto, sono comparsi degli esponenti dei centri sociali: diverse centinaia, con i caschi in testa e il volto coperto. A quel punto la situazione è degenerata e, dopo le minacce reciproche dei due schieramenti, improvvisamente sono volate bottiglie e bastoni: a quel punto i due gruppi sono venuti violentemente alle mani. Completamente distrutto l?arredo esterno di un bar all?angolo tra piazza Navona e via Agonale. Solo qualche minuto dopo è arrivata la polizia in assetto antisommossa e ha iniziato a caricare i partecipanti alla rissa per cercare di riportare la calma. Milano: binari bloccati Le proteste sono spuntate in molte città. Circa 1.500 universitari hanno occupato la stazione di Milano Lambrate. Tutti i 12 binari sono bloccati e personale ferroviario stima che almeno 10-15 treni siano rimasti fermi nel nodo ferroviario. La protesta ha impedito il regolare traffico ferroviario in una tratta in cui normalmente transitano gli Eurostar che partono e arrivano a Milano sia da Roma che da Venezia. Sul posto sono sopraggiunte una decina di camionette di carabinieri e polizia, in tenuta antisommossa. La manifestazione, partita nel corso della mattinata da Largo Cairoli, ha mandato in tilt il traffico cittadino. All?altezza di piazza Meda la polizia ha caricato gli studenti e uno di questi è rimasto ferito in maniera lieve al gomito ed è stato trasportato all?ospedale Fatebenefratelli. Poi si sono aggiunti gli studenti dell?accademia delle belle arti di Brera e gli studenti del liceo Manzoni. Momenti di tensione anche a Napoli. Dove gli studenti della facoltà di Lettere, dopo aver occupato l'ateneo, hanno bloccato i binari della stazione Centrale, blocco rimosso nel corso del pomeriggio. Proteste fuori da Palazzo Madama, ferito agente Fuori da Palazzo Madama, durante la votazione del decreto legge, sono continuate le proteste degli studenti anti-Gelmini. Alcuni, nonostante il diluvio che martedì notte si è abbattuto sulla Capitale, hanno presidiato piazza Navona e la zona del Senato. "Non sarà certo la pioggia a frenarci - ha assicurato Simona studentessa in un liceo classico romano - oggi saremo qui tantissimi per fare sentire la nostra voce contro questa riforma sbagliata". Luigi Mone, dirigente generale dell?Ispettorato della polizia di Stato presso palazzo Madama, è rimasto ferito negli incidenti di questa mattina davanti alla camera alta, dopo il via libera alla riforma della scuola. Mone era intervenuto alla testa delle forze di polizia per dirimere gli scontri tra gli studenti. Con Mone è rimasto ferito anche l?ispettore Luigi Langella, che ha riportato contusioni in diverse parti del corpo. Entrambi i dirigenti della polizia di palazzo Madama sono stati trasferiti all?infermeria del Senato, dove sono state riscontrate a Mone contusioni ed escoriazioni in diverse parti del corpo, con una abbondante emorragia dal naso. Mentre sono state escluse fratture. Sì del Senato al Dl Gelmini Il decreto Gelmini sulla riforma della scuola è stato convertito in legge dal Senato, con 162 voti favorevoli, 134 contrari e tre astenuti al termine di un acceso dibattito. Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori. "La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell?educazione" è stato il primo commento del ministro Gelmini dopo l?approvazione del decreto che non si fa spaventare dalla piazza, tira dritto per la sua strada e rilancia annunciando, entro una settimana, il piano per l?Università. Berlusconi: "La sinistra truffa gli studenti" Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, considera "un gran risultato" il via libera definitivo del Senato al decreto Gelmini. Rispondendo ai giornalisti prima di partecipare ad un incontro a Confcommercio, il premier ha infatti detto: "Spiace soltanto che siano stati presi in giro tutti questi ragazzi che sono in giro per Roma, o anche nelle altre città, perchè evidentemente è una truffa che si è combinata alle loro spalle". Berlusconi ha poi osservato: "Sull?università ancora nulla è stato deciso". Il premier ha dunque insistito: "Mi dispiace davvero che ci sia questa capacità della sinistra di truffare ancora i propri stessi sostenitori. Non c?è nulla di ciò che ho letto nei volantini che corrisponda alla realtà. Nulla di nulla". Veltroni: referendum Walter Veltroni ha rivolto un appello "a tutte le forze del mondo della scuola e a tutte le forze politiche di opposizione" per il referendum abrogativo del decreto Gelmini. Durante la conferenza stampa per annunciare la volontà di promuovere il referendum abrogativo, il segretario del Pd ha precisato infatti che questo deve essere "un referendum della società civile non di un partito, non del Pd che vuole solo promuoverlo", quindi chiede di costituire comitati per raccogliere le firme in ogni città. Idv: già pronti per il referendum Anche Italia dei Valori sostiene il referendum sulla legge Gelmini sulla scuola approvata oggi dal Parlamento e Antonio Di Pietro ha annunciato che i banchetti per la raccolta di firme del suo partito sono già in strada e saranno attivi sulla scuola all?indomani della entrata in vigore della nuova legge. "I militanti dell?Italia dei Valori - ha dichiarato Antonio Di Pietro- sono già per strada con i banchetti per raccogliere le firme per il referendum contro l?ignobile Lodo Alfano". Cossiga "Sono per il Dl contro i baroni" Anche l'ex presidente della Repubblica ha preso la parola in aula per spiegare le ragioni del suo voto a favore del Dl Gelmini. "Ho letto solo fuggevolmente - ha detto Cossiga parlando dopo le dichiarazioni di voto dei partiti - il testo del decreto e solo per accertarmi, di fronte alla vasta protesta degli studenti universitari, dei ricercatori di quelli contro i quali un tempo gli studenti manifestavano: e cioè i "baroni" universitari, che il decreto legge non contenga nessuna disposizione in materia di università e quindi costoro protestano contro il nulla". "Anzitutto - ha proseguito Cossiga - voglio ringraziare da questi banchi gli organizzatori e i partecipanti delle oceaniche manifestazioni di questi giorni: dai "baroni universitari" alle irresponsabili mamme di bambini innocenti portati in piazza a urlare slogan di cui essi non comprendevano certo il contenuto". "Per me - sostiene il senatore a vita - è stata una botta di vita sentire echeggiare slogan che temevo ormai desueti, sapere che ?esistò e che qualcuno si ricorda di me con: Cossiga boia, Cossiga assassino e Cossiga piduista" SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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da "Giornale.it, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
n. 260 del 2008-10-30 pagina 0 Verità e bugie sui contenuti del decreto di Redazione Il decreto Gelmini sulla scuola è legge. Il Senato ha approvato ieri con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il provvedimento che porta il nome del ministro dell'Istruzione. Ecco tutte le bugie sulla riforma Il decreto Gelmini sulla scuola è legge. Il Senato ha approvato ieri con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il provvedimento che porta il nome del ministro dell'Istruzione. Il sì definitivo è arrivato al termine di una due giorni di fuoco nell'aula di palazzo Madama, con l'ostruzionismo dell'opposizione, e dopo settimane di proteste di piazza fra scontri e occupazioni. Ecco tutte le bugie sulla riforma. VERO Maestro unico Nelle scuole elementari torna il maestro unico. Le classi funzioneranno per 24 ore alla settimana. Le ore di straordinario all'insegnante nel 2009 verranno pagate con il fondo di istituto, che sarà poi reintegrato dal ministero dell'Istruzione. Tempo pieno Con il maestro unico il tempo pieno aumenterà. Infatti passando da due insegnanti a uno si avranno più docenti a disposizione e si potranno aumentare del 50% le classi che possono usufruire del tempo pieno. Voto in condotta Torna il voto in condotta: farà media con i voti conseguiti nelle diverse materie scolastiche, e se sarà inferiore al 6 determinerà la bocciatura dell'alunno. Educazione civica L'apprendimento della Costituzione diventa uno dei cardini dell'educazione. Viene infatti reintrodotto lo studio dell'educazione civica, che diventa materia obbligatoria. Il nome della disciplina sarà "Cittadinanza e Costituzione". FALSO Tagli agli stipendi Nessuna diminuzione sui salari dei docenti: grazie alla stretta sulle spese aumenteranno gli stipendi. Si tratta di 2 miliardi da dividere fra innovazione e gratifiche ai docenti. Dal 2012 il "premio" sarà destinato a 257 mila insegnanti. Classi per stranieri La proposta della Lega, approvata dalla Camera, è solo una mozione al decreto che non ha effetto concreto ma solo una valenza politica. La mozione parla di un eventuale test di ingresso per verificare lo stato di conoscenza della lingua italiana. Licenziamenti Tecnicamente non verrà licenziato nessuno. Nei tre anni (2009 - 2011) gli interventi ricadono solo sui posti a tempo determinato. Per gli insegnanti la riduzione riguarda 87.400 cattedre. Per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario 42.500 posti. Meno docenti per i disabili Non viene attaccata la quota degli insegnanti di sostegno per gli alunni diversamente abili. Si tratta di circa 90mila docenti. Anzi, nelle ultime assunzioni la quota dei docenti di sostegno è stata tra le più ampie. Scompare la lingua inglese Nelle scuole elementari rimane lo studio della lingua inglese. Dall'anno prossimo sarà affidato a un docente specializzato, che affiancherà il maestro unico, così come accadrà per l'insegnamento di religione, educazione fisica e informatica. SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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da "Reuters Italia"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA (Reuters) - Studenti, insegnanti e genitori stanno manifestando in diverse città tra cui Roma, Milano e Torino contro la legge Gelmini, nel giorno di sciopero nazionale della scuola indetto da Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals. Nelle intenzioni degli organizzatori lo sciopero odierno sarebbe dovuto avvenire prima del voto finale di conversione del decreto Gelmini al Senato, ma l'opposizione - che ieri, Udc compresa, ha votato compatta contro il decreto - ha accusato la maggioranza di aver stretto il calendario dei lavori in aula proprio per battere sul tempo i sindacati. Nella capitale il corteo è partito intorno alle 9.30 dalla centrale piazza della Repubblica ed è arrivato a piazza del Popolo, dove la manifestazione si concluderà con l'intervento del leader della Cgil Guglielmo Epifani. A Milano un corteo è partito da largo Cairoli diretto a piazza Duomo, mentre a Torino i manifestanti sono partiti da piazza Albarello verso piazza Castello. A Roma gli organizzatori parlano di "800.000 partecipanti", provenienti da tutta Italia, mentre per il momento la Questura non fornisce stime. Lo striscione di apertura del corteo, che riporta le cinque sigle sindacali che hanno indetto lo sciopero, recita "Uniti per la scuola di tutti". E' seguito dai bambini che portano un altro striscione su cui sono disegnati quattro bimbi che si tengono per mano - un nero, un cinese, un indiano e un bianco - tra fiori e farfalle e la scritta "Lui è mio amico". Alcuni pullman diretti a Roma per la manifestazione, hanno detto gli organizzatori dal palco di piazza del Popolo, sono rimasti bloccati e le persone a bordo hanno improvvisato una manifestazione sull'Anagnina. EPIFANI: UN MILIONE IN PIAZZA IN TUTTA ITALIA "Avremo in piazza un milione di persone in tutta Italia", ha commentato Epifani parlando coi giornalisti a Roma. "Mi sembra una manifestazione oltre le attese, un clima molto sereno ma anche molto determinato". Continua...
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da "gomarche.it"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
navigazione: Home > Attualità > Macerata: notte bianca anti-Gelmini Nella foto: Immagine da http://www.glomeda.org Giovedì 30 Ottobre 2008 11:27 Macerata: notte bianca anti-Gelmini Un'altra giornata di occupazione e la prima "Notte Bianca Anti-Gelmini": questa la reazione dell'assemblea No133 dell'UniMC all'approvazione del dl Gelmini al Senato. Più di 300 persone ieri notte nell'aula 8 di Scienze della Comunicazione occupata. MACERATA - Un'altra giornata di occupazione e la prima "Notte Bianca Anti-Gelmini": questa la reazione dell'assemblea No133 dell'UniMC all'approvazione del dl Gelmini al Senato. Più di 300 persone hanno attraversato ieri notte l'aula 8 di Scienze della Comunicazione occupata dove campeggiava lo striscione: "L'onda non si arresta". Questa la risposta degli studenti maceratesi alla posizione assunta dal Rettore Roberto Sani con le minacce di sgombero. In tutto il panorama nazionale la mobilitazione no 133 vede l'intero mondo della scuola e dell'università unito nel fronte della protesta. Anche a Macerata il Senato Accademico ha deliberato una mozione di netta contrarietà alla legge 133 accogliendo le richieste avanzate dal movimento studentesco. La straordinaria assemblea di mercoledì scorso all'auditorium San Paolo ha visto la partecipazione di centinaia fra studenti, ricercatori, docenti e lavoratori precari ed ha sancito l'inizio della mobilitazione permanente dell'intero ateneo. Previste per oggi 30 ottobre, giornata di sciopero generale, lezioni in piazza e assemblee di facoltà. L'appuntamento con la prossima assemblea generale è per martedì 4 novembre alle 15.00 nell'atrio di Scienze della Comunicazione per preparare la manifestazione del 7 novembre che vedrà scendere in piazza gli studenti medi insieme agli universitari. Il corteo lancerà la manifestazione nazionale del 14 novembre a Roma. L'assemblea No133 dell'UniMc chiederà a tutti i Consigli di Facoltà di approvare, come già deliberato da Beni Culturali, la richiesta di predisporre pullman gratuiti per consentire la più ampia partecipazione. Vedi anche... Nella rete Informazioni
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da "Vita non profit online"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, le botte e la protesta Reading time: 3 minutes --> di Franco Bomprezzi - pubblicato il 30 Ottobre 2008 alle 11:58 Mariastella Gelmini incassa il voto favorevole del Senato ma il mondo della scuola è profondamente diviso sui provvedimenti varati dal Governo e i giornali raccontano la cronaca di una giornata carica di tensione Oggi lo sciopero generale nelle scuole, ieri il voto definitivo del Senato a favore del decreto Gelmini. La scuola, ovviamente, è al centro delle cronache dei giornali, con articoli, commenti, tabelle. E inoltre la rassegna stampa oggi si occupa di: Crisi economica Carceri e suicidi Congo Voto Usa Apocalittica Repubblica apre in prima (tornando al titolo unico): "Scuola, referendum sulla Gelmini", dedicando la fotonotizia a R2 che intervista un poliziotto: "Io, celerino nato nel '68 e i ragazzi dei cortei". A pagina 2 e 3 la cronaca degli incidenti di ieri: "Scuola, sì al decreto: scontri a Roma". Apre Marco Reggio che riferisce della mattinata, dell'arrivo verso le 10 dei giovani manifestanti, dell'approvazione del decreto e dell'aggressione da parte del manipolo di Blocco studentesco, arrivato armato di manganelli come da tradizione. La polizia è intervenuta solo quando, sopraggiunti i centri sociali, lo scontro si è fatto acceso, ma pare non abbia mosso un dito quando a essere picchiati erano gli studenti. Questa anche la tesi della Cgil. Riferisce Marina Cavalieri: "Epifani: non hanno difeso ragazzi inermi Veltroni: disordini? Aggressione politica". "C'è stata una sostanziale indifferenza delle forze di polizia", ha detto il capo del sindacato. Secondo Francesco Pardi, senatore dell'Idv: "c'è stato un difetto di collocazione delle forze dell'ordine" (in pratica non si sono frapposti tra i neofascisti e gli studenti). Anche Curzio Maltese, "Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos", sottolinea come il camion sia "misteriosamente" stato ignorato dalla polizia. Maltese riferisce anche di scambi fra le professoresse in piazza e la polizia inerme. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti"... "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra" (che nel frattempo prendono manganellate dal Blocco studentesco, armano di spranghe e urlanti "Duce, Duce", "La scuola è bonificata"). Commento di una insegnante: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? E' un reato e voi dovete intervenire". Maltese racconta di aver seguito un gruppo di fascisti che avevano attraversato indisturbati il cordone della polizia: loro sono passati, lui è stato fermato. "Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto...La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati"». Commenta uno studente: "E' il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo". Come registra puntuale pagina 4: "La crisi dell'Onda, si spacca il movimento". Maria Novella De Luca riferisce le reazioni dalle università e dalle scuole: il tentativo di ideologizzare il movimento è fallito, dice qualcuno, ma intanto secondo molti "tutto è cambiato", niente più manifestazioni insieme. In appoggio la cronaca di Milano: "Dario Fo alla statale, quarant'anni dopo poi a Milano scatta 'blocco selvaggio'", ovvero manifestazioni che bloccano il traffico e mandano in tilt la città. Quanto alla politica, le pagine 6 e 7 ne descrivono gli umori. Algida Gelmini che incassa il voto (ma scrive Giovanna Casadio è "La vittoria amara di Mariastella e la lettera della pace va in archivio": aveva pensato di scrivere agli studenti...), mentre Veltroni e Idv lanciano un referendum (subito bocciato dallo scettico D'Alema). Dalla prima alla 26 l'editoriale di Aldo Schiavone, "La morte dell'università" (la cui data è il 2010: quando arriveranno i tagli). Schiavone propone un'autoriforma, da fare assieme al ministero: riduzione drastica dei corsi di laurea, del numero di materie insegnate e degli esami, riduzione delle sedi distaccate (la cui apertura è stata spesso clientelare), revisione dei meccanismi di governance e autovalutazione severa. Gli scontri fra studenti di destra e sinistra offrono l?apertura al Corriere della Sera di oggi. Oltre alla cronaca dei tafferugli di piazza Navona da segnalare due focus. Uno a firma di Marco Imarisio sull?occupazione di un liceo a Bolzano. Racconta il giornalista: «Sul portone c?è un piccolo tazebao che detta le regole: vietato fumare, vietato introdurre alcolici, vietato gettare carta: il caos non sarà tollerato». Altro che svacco e casino. «Chi verrà sorpreso a sostare nel corridoio verrà subito allontanato. L?ingresso è consentito solo previa esibizione del libretto scolastico. Davanti al portone ci sono due ragazzi dallo sguardo severo. Indossano una maglietta bianca con la scritta: Servizio d?ordine». Infine lo striscione: “Destra e sinistra, questa riforma ci riguarda tutti”. L?altro affondo mette la lente su Blocco studentesco, il gruppo di destra protagonista degli scontri di ieri. Il leader nazionale è tal Francesco Polacchi, 22 anni, ieri ospite a Matrix. L?obiettivo, raggiunto era di far parlare di sé, dei «nuovi fascisti del nuovo millennio, né nostalgici, né fanatici, né razzisti, né antisemiti, mille cuori una bandiera». Come quella che espongono all?Olimpico quando gioca la Roma, “padroni di casa” che in trasferta si trasforma in “Ospiti indesiderati”. Nelle scuole la loro battaglia è contro «la mafia delle case editrici e dei professori» e in difesa delle gite in montagna «la nostra è una visione spirituale» e «con l?energia alternativa si risparmierebbe veramente. Non coi tagli della legge Gelmini». Sulla scuola il Sole 24 Ore non enfatizza la cronaca. In prima un titolo secco: “Al via la riforma della scuola”. All?interno il testo integrale della legge commentato. Internamente Il Sole tocca alcune questioni interessanti. Il taglio alle private è di 133 milioni nel 2009 ma sarà di 222 milioni nel 2011. Berlusconi corre ai ripari dicendo che ci sono margini di correzione. Molto critico il Sole rispetto all?idea di un referendum lanciato dal Pd: “L?errore del referendum: incita la piazza, sfiducia le Camere” è il titolo del commento di Stefano Folli. Tra le decisioni che il Sole mette in rilievo, c?è il vincolo sui libri di testo: si possono adottare solo quelli che gli editori si impegnano a conservare intatti nei contenuti per cinque anni. Interessante il commento di Roberto Perotti, docente della Bocconi, sul prossimo passo della riforma, quello che tocca l?università. La linea è chiara, viva una riforma che dirotti i soldi sui migliori. Dice Perotti: «Su questo principio per una volta i politici (o almeno alcuni di essi) sono più avanti di docenti e studenti». Aperturona de il Giornale su sciopero e manifestazioni, servizi da pag 2 a pag 7. Foto a tutta pagina sugli scontri in Piazza Navona di ieri con titolone “Come volevasi dimostrare”, occhiello “Dopo che per settimane la sinistra ha soffiato sul fuoco, gli studenti si picchiano in piazza”. Non è un po? troppo semplice? E quel camioncino con le aste di legno come è entrato in Piazza Navona? Comunque la linea de Il Giornale è chiara, l?editoriale di Vittorio Macioce recita nel titolo: Chi avvelena la protesta, Attenti agli stregoni. E scrive: “Quando gli apprendisti stregoni prendono in mano la scopa, e il megafono, si sa dove si parte, ma non si sa dove si arriva”. Ricchissime di foto e richiami ai video di Youtube le pagine 2-3 che letteralmente illustrano “la guerriglia tra rossi e neri”. Di taglio basso un pezzo di cronaca sul ritorno all?Università statale di Dario Fo quarant?anni dopo. Occhiello “L?agitatore”, titolo “Fo dà lezioni di rivoluzione: ragazzi capovolgete l?ordine”. L?approfondimento sulla scuola continua alle pagine 4-5 ma sul versante politico. Infografico per ipovedenti illustra verità e bugie sul decreto Gelmini. Un pezzo è dedicato all?opposizione “Veltroni scavalca Di Pietro in piazza: referendum contro il maestro unico”. L?altro è dedicato alla maggioranza “La Gelmini incassa il sì e guarda oltre «Ora cambiamo anche l?Università”, si annuncia per settimana prossima il piano per gli atenei che prevederebbe il dimezzamento dei corsi di laurea e la trasparenza dei bilanci. A pag 6-7 un grande vecchio e un?altra puntata del festival dei numeri. Umberto Eco dice agli studenti: «La vostra battaglia è solo per i baroni», a Siena dopo la lezione si ferma a discutere con gli studenti e boccia la protesta. E invita «Non iscrivetevi più a corsi inutili». Grande spazio con infografico poi alla classifica di Timss, Trend International Mathematic and Science Study che certifica come la scuola italiana (per matematica e scienze) stia nel 2007 al 27° posto (peggio della Moldavia, segnala il titolo), nel 2003 era 15°. Fotonotizia da Lecco, un?insegnante a LECCO, va in classe da sola: “Così subite subito la riforma” con fotografo al seguito of course. Ovviamente il Manifesto cavalca “l?onda”, sin dal titolo con una foto molto bella di un ragazzo che fa le linguacce e il titolo di cover (“siamo in onda”). Poi Vauro che trasforma la Gelmini in una strepitosa Gelminia Demon e Gabriele Polo nell?editoriale, secondo cui l?«aggressione» di ieri in piazza Navona puntava allo snaturamento del movimento fatto di ragazzi apartitici e apolitici, «cercando di ridurre le battaglie contro la Gelmini a un terreno di guerra fra opposte fazioni (con la benedizione di Cossiga e del suo antico metodo)». «Gli studenti di Roma hanno fatto bene a resistere a questa trama, ora sono chiamati a non farsi accecare da essa, sfuggendo la trappola tesa dai ragazzi neri. Partendo dai contenuti e dalla creatività che hanno saputo esprimere in questi giorni » «Sapranno sfuggire alla trappola, difendendo la loro autonoma innocenza, che non è sinonimo di ingenuità». Poi le prime sei pagine sulla questione, a cui viene collegato anche il giro di vite sui graffitari annunciato ieri da Berlusconi, come un altro fronte della guerra giovani-governo. Oggi l'occupazione si fa con la mamma. La Stampa oggi dedica molte pagine alla scuola, alle manifestazioni e all'approvazione del decreto Gelmini. Un reportage racconta la caratteristica nuova di questa protesta: genitori, studenti e docenti allineati sulla stessa linea del fronte. «Mamma che dici, la facciamo o no l'occupazione? Vieni con me?» si è sentita dire la giornalista del quotidiano di Torino che firma il reportage. Se una volta la protesta era anche "contro" il mondo degli adulti, i tempi ora sono cambiati. C'è Sandro Veronesi che occupa insieme al figlio, c'è il preside che passa la notte a scuola con il sacco a pelo insieme ai ragazzi, il docente universitario che va a protestare insieme agli studenti. Nell'editoriale Luca Ricolfi interpreta questo allineamento come una sorta di complicità: le vere vittime sono solo gli studenti, di una scuola che ha progressivamente rinunciato alla qualità. «I docenti difendono i posti di lavoro (nella scuola) e le carriere (nell'università). I genitori difendono una scuola che insegna poco e male, mai in compenso non stressa i ragazzi e risolve non pochi problemi reali delle famiglie, specie quando la mamma lavora. I ragazzi sono preoccupati per l'avvenire e temono di essere le uniche vittime dei cambiamenti che si stanno preparando per loro». «Se fossero calmi e lucidi avrebbero già capito che il futuro non glielo ruba la Gelmini ma glielo hanno già rubato molti degli adulti al cui fianco marciano con tanta convinzione» aggiunge. Avvenire richiama in prima: “Sì al decreto Gelmini. Veltroni: referendum. Si ripetono cortei e proteste, a Roma scontri fra studenti. Berlusconi: faremo correzioni per le risorse alle paritarie”. Alla scuola sono dedicate tre pagine (4,5 e 6). Il titolo della prima: “Roma, scontri fra studenti: 5 feriti e 2 fermi”. Riporta gli episodi di «guerriglia urbana» fra qualche decina di ragazzi del Blocco studentesco (emanazione di Casapound, organizzazione attiva della destra radicale) e un gruppo di giovani di sinistra. A pochi minuti dai primi scontri su Indymedia, la voce internet dei centri sociali, partiva il tam tam: «ultime da Radio Onda rossa: i fascisti hanno caricato duramente il camion del Cobas scuola a piazza Navona... La situazione è grave!». L?appello è stato efficace e dopo poco sono arrivati i “rinforzi” ed è esplosa una vera e propria guerriglia urbana. Polizia e carabinieri sono riusciti a ristabilire l?ordine. Intanto a la Sapienza, la mobilitazione proseguiva con un?assemblea. L?Unione degli studenti si è dissociata dalle manifestazioni violente, accusando però la polizia di non essere intervenuta con tempestività. Disordini vari, ma senza pestaggi, anche a Napoli, Firenze, Palermo, Messina, Catania. Come sempre, Avvenire non manca di dare spazio a “Quelli che... A lezione ci vogliono andare”, ovvero, l?altra faccia «di un?Italia che cerca di capire, che si confronta, ma lo fa sui banchi e nelle aule continuando, in definitiva, a fare il proprio dovere» . «Da nord a sud», si legge, «sono tante le scuole dove, anche in questi giorni di “mobilitazione”, l?attività didattica è proseguita regolarmente». Cita alcuni esempi di scuole “virtuose”, come molti licei piemontesi e bolognesi. Didascalico il titolo di pag. 5: “Scuola, passa la riforma. Il Pd: referendum”. «Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell?educazione», dice la Gelmini, annunciando che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l?università. Berlusconi non ha mancato di comunicare il suo “dispiacere” per il fatto che: «siano stati presi in giro e ingannati dalla sinistra molti ragazzi a Roma e in altre città». Federico Bricolo, capogruppo della Lega, rincara la dose sottolineando che sulla scuola: «la sinistra ha sparso solo critiche e falsità, nessuna proposta costruttiva. Su questo tema ci saremmo aspettati un?opposizione più matura». Gaetano Quagliarello, vicepresidente vicario del Pdl commenta: «Noi dobbiamo questa chiarezza di linguaggio a chi protesta, ma soprattutto la dobbiamo ai tanti giovani che sono a maggioranza silenziosa del Paese e che pensano che per il loro futuro sia proficuo seguire corsi, dare esami e magari esprimere fiducia nei meccanismi della democrazia rappresentativa». Caustico Gasparri: «Invitiamo gli studenti, pochi in verità, che ancora si fanno manipolare da Veltroni a prendere atto che la ragione è dalla nostra parte e che non è utile la loro opera in difesa della casta dei baroni. Peraltro la loro protesta è condizionata dalla meteorologia». Ad accendere ulteriormente il clima da stadio ci pensa Cossiga, abbandonandosi ai ricordi di quando, ministro dell?interno si trovò a fronteggiare la contestazione studentesca e il Movimento degli autonomi nelle università. Annuncia il suo voto a favore del decreto Gelmini ma il bersaglio del suo intervento è la differenza di atteggiamenti sulla scuola fra il “vecchio” Pci e il Pd: «Ai tempi della Cgil di Lama ci mettemmo d?0accordo così: prima gli studenti li picchiavano quelli del servizio d?ordine della Cgil, poi toccava alle forze dell?ordine. Sono stato il ministro dell?Interno di tre governi di solidarietà nazionale», dice l?ex presidente della Repubblica, contestato dai banchi della sinistra. “Veltroni lancia la raccolta delle firme“ (pag. 5). è Anna Finocchiaro a dare voce agli studenti di piazza Navona, leggendo in Senato la lettera dei ragazzi del liceo Orazio. Fuori dall?aula, i senatori dell?Idv calano uno striscione con la scritta «Siamo con voi». Solo l?Udc limita la su battaglia all?iter parlamentare del decreto: «In piazza con gli studenti devo andare gli studenti», dice Casini. «E siccome ho finito la scuola da un bel po?, domani (oggi, ndr) sarò al mio posto in parlamento». Per i centristi della minoranza, la voce di Giampiero D?Alia chiede al Pdl: «Come vi è saltato in mente di fare cassa con i soldi dell?istruzione?». Veltroni e Di Pietro cavalcano pienamente la protesta e sono pronti a raccogliere le firme per abrogare la legge. Il leader del Pd accusa il governo di non aver voluto ascoltare nessuno e di aver «rifiutato il confronto con il mondo della scuola. E ha ignorato un movimento civile che va rispettato nella sua autonomia». Non concorda con lo strumento referendario il leader dell?Udc. «IL referendum andrà in votazione nel 2010, per tanto mi sembra che sia una presa di posizione di valore simbolico, alla quale guardiamo con rispetto, ma alla quale non aderiamo». Per motivi di ordine pubblico salta l?intervento della Gelmini all?inaugurazione dell?a.a. dell?Università Lateranense e, forse, per motivi analoghi, anche della Luiss, l?università romana della Confindustria. L?arcivescovo Rino Fisichella esprime apprezzamento per il ministro: «Tutta la mia stima per il ministro dell?Istruzione: un giudizio non legato ai fatti contingenti degli ultimi 15 giorni, ma al suo impegno complessivo nella legislatura. è una persona che sa ascoltare e sono convinto che sarà anche capace di ascoltare non le grida, ma le voci di studenti e docenti, e di instaurare un vero dialogo». Non manca, però, di esprimere preoccupazione per i rischi di chiusura che incombono su molti istituti paritari. Pag. 6: “Famiglie nei guai se chiudono le paritarie”. Il punto è: in molte zone, le scuole paritarie sono l?unica realtà educativa: il taglio di 133 milioni di euro porterebbe alla chiusura di diversi istituiti. Si fanno tre esempi: la materna di Vione, in alta Vallecamonica nel bresciano, la materna di Marmertino in Val Trompia e la materna di Martignana, vicino a Empoli. «Sono solo tre delle centinaia di esempi che si potrebbero fare. Sono scuole, ma anche volti, storie, famiglie reali, che rischiano dio veder sparire un servizio pubblico oggi garantito anche dalle 8 mila materne aderenti alla Fism e alle centinaia di scuole elementari che aderiscono alla Fidae. “Le nostre materne - dice Luigi Morgano, segretario nazionale della Fism - sono spesso sorte là dove lo Stato non ha un proprio istituto scolastico e dove magari il Comune, viste le proprie finanze, preferisce sostenere con un piccolo contributo la nostra scuola paritaria”, il tutto in un?ottica non solo di sana sussidiarietà, ma anche nel principio sancito con la legge 62 del 2000, nota come legge sulla parità, in cui si parla di un unico sistema scolastico pubblico, a cui partecipano scuole di diversi gestori, compreso lo Stato». E inoltre sui quotidiani di oggi: Crisi economica Italia Oggi - Archiviato il voto, Italia Oggi fa un analisi di quello che potrebbe succedere dopo la manifestazione nazionale del 30 ottobre indetto dai sindacati. L?evento potrebbe acuire la spaccatura tra i sindacati, scrive Italia Oggi. Bonanni e Angeletti, non sembrerebbero disposti a trasformare la manifestazione contro il provvedimento appena votato in una manifestazione generale contro il governo. In altre parole, scrive Italia Oggi, la piazza finale della mobilitazione anti-Gelmini, si avvia a diventare, anche la piazza di Epifani. Forte della quale si presenterà poche ore dopo a Palazzo Chigi, dove il premier ha convocato proprio i sindacati. Mai sanata la rottura sulla vicenda Alitalia, lo sciopero della scuola e poi dei pubblici potrebbe segnare la nuova e forse decisiva spaccatura all?interno della Triplice. La Cisl e la Uil hanno infatti già dato la loro disponibilità a trattare con il governo sulla proposta formulata da Brunetta sui contratti pubblici. La Cgil ha pronunciato un sonoro no. Tanto da disertare anche l?incontro tecnico di ieri a Palazzo Vidoni. Il Sole 24 Ore - Il ritorno di Antonio Fazio. L?ex governatore di Bankitalia a tre anni dall?abbandono dell?incarico oggi presenta un nuovo libro. A tema: “Globalizzazione e dottrina sociale della Chiesa”. «Senza etica globalizzazione alla deriva: il patto sociale si fonda sulla “amicizia civile”: ma i migliori emergono soltanto nei regimi dove la concorrenza è corretta». Il Sole 24 Ore - Sulla crisi. Un articolo interviene sui possibili interventi a sostegno delle famiglie. Detassazione degli straordinari per gli statali, forse bonus bebé. Niente quoziente famigliare. Carceri e suicidi Il Sole 24 Ore - Notizia dalla Francia. Citofoni antisuicidio in tutte le celle. A disposizione die compagni di cella per chiamare soccorso immediato. Dall?inizio del 2008 nelle carceri francesi 80 persone si sono tolte la vita (+18% sul 2007). Congo Corriere della Sera - “I ribelli avanzano, caos in Congo”, una foto di una famiglia di sfollati campeggia in prima pagina del Corriere. Spiega il corrispondente Massimo Alberizzi nel servizio: «L?esercito del generale Laurent Nikunda ha sconfitto le truppe del presidente Joseph Kabila e ora minaccia Goma, la capitale del Nord-Kivu. Le truppe dell?Onu, 17mila uomini, stanno a guardare impotenti la catastrofe umanitaria». Voto Usa Corriere della Sera - Sul voto americano Ennio Caretto firma “L?incubo dei democratici: il voltafaccia dei bianchi”. Il servizio mette sotto esame gli Stati dove la Clinton fece meglio del previsto. La tesi è che il vantaggio di Obama che nei sondaggi varia dal 2 al 15%, potrebbe essere più virtuale che reale. Come accadde nel 1982 quando il democratico nero Tom Bradley alle elezioni a governatore della California accreditato di un +7% sull?avversario alla fine fu sconfitto nella sorpresa generale. I bianchi infatti, malgrado le dichiarazioni di voto alla fine nell?urna gli voltarono le spalle, per motivi razziali. Ma non c?è solo l?effetto Bradley. In occasione delle primarie democratiche la Clinton in diversi stati fece molto meglio del previsto. Il caso più clamoroso in New Hampshire dove Obama nei sondaggi era avanti del 6,3%, ma alla fine vinse Hillary con un margine di 2,6 punti percentuali. Ma la Clinton recuperò molte preferenze anche in Rhode Island, West Virginia, Ohio e California.
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da "Avvenire"
del 30-10-2008)
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PRIMA 30-10-2008 Riforma. Il varo definitivo ieri al Senato con il no delle opposizioni. Il ministro: si torna alla scuola della serietà Sì al decreto Gelmini Veltroni: referendum Si ripetono cortei e proteste, a Roma scontri fra studenti Berlusconi: faremo correzioni per le risorse alle paritarie Guerriglia urbana in piazza Navona tra sinistra antagonista e neofascisti: 5 feriti tra Il ministro: entro una settimana il piano sull'università. Berlusconi soddisfatto, ma gli «spiace vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra» Pd e Idv annunciano il ricorso al referendum abrogativo. L'Udc si sfila e oggi Casini non sarà in piazza con Veltroni e di Pietro manifestanti e poliziotti, 2 fermi e 21 identificati. Tafferugli anche a Milano Oggi lo sciopero generale della scuola indetto da tutte le sigle sindacali: attesi nella Capitale nove treni speciali e mille Il ministro Gelmini pullman 4/5/6 D'ANGELO, D'AQUINO, FERRARIO, LENZI, LIVERANI, PAOLINI, SCAVO
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CRONACA 30-10-2008 LA SCUOLA NELLA BUFERA Roma, scontri tra studenti: 5 feriti e 2 fermi Momenti di «guerriglia urbana». Oggi scuole in sciopero DA ROMA DANILO PAOLINI P rima tutti contro il governo, poi tutti contro tutti. A bastonate, nel cuore nobile di Roma. finito così l'assedio anti-decreto Gelmini al Senato: botte in piazza Navona tra «compagni» e «camerati», 2 fermati (un dipendente di Rifondazione comunista di 36 anni e un neofascista diciannovenne), 21 identificati, 3 feriti tra i litiganti e 2 tra i poliziotti. Si è infranto in pochi istanti lo slogan «né rossi né neri, liberi pensieri» e ciascuno è tornato dalla propria parte della barricata. Diverse, ovviamente, le versioni fornite dalle opposte fazioni, ma per fortuna (e malgrado le apparenze) non siamo più negli anni '70 e internet aiuta a fare un po' di chiarezza. successo che a metà mattinata, nel corso della manifestazione davanti al Senato, si sono affrontati, prima a colpi di slogan dai rispettivi furgoni e poi fisicamente, qualche decina di ragazzi del Blocco studentesco (emanazione di Casapound, organizzazione molto attiva della destra radicale) e un gruppo di giovani di sinistra. Tutti indossavano caschi da moto e brandivano bastoni, avvolti nel Tricolore quelli del Blocco. «Non ci faremo cacciare da chi vuole monopolizzare questa battaglia, è finita la cultura dell'antifascismo», spiegava uno di loro ai giornalisti. Ma subito dopo c'è stato il primo contatto con gli altri studenti e si è scatenata la violenza. Qualche minuto dopo su Indymedia, la voce in internet dei centri sociali, partiva il tam tam: «Ultime da Radio Onda rossa: i fascisti hanno caricato duramente il camion del Cobas scuola a piazza Navona. Gli studenti universitari ancora non si vedono... La situazione è grave!». Di lì a poco, con l'arrivo degli universitari della sinistra antagonista, è scoppiata un'autentica guerriglia urbana a colpi di manici di piccone, manganelli, caschi. Sono volate le sedie e i tavolini di un bar e perfino il Pinocchio gigante in legno che da anni accoglie i clienti di un celebre negozio di giocattoli. L'intervento di polizia e carabinieri ha riportato la calma, mentre la maggior parte dei manifestanti già era ripartita alla volta dell'università La Sapienza, dove la mobilitazione è proseguita con un'assemblea. L'Unione degli studenti si è «dissociata dalle fazioni che si sono scontrate» e ha condannato gli atti violenti, accusando però la polizia di non essere intervenuta con tempestività «a seguito della carica di un gruppo di estrema destra». Il Blocco studentesco ha ribattuto che i suoi militanti «sono stati caricati dagli antifascisti che volevano escluderli dalla manifestazione». E ha pubblicato su Youtube e sul sito di Casapound un video in cui, effettivamente, si vede che il primo lancio di bottiglie proviene dai giovani di sinistra. Nel frattempo, la notizia dell'approvazione della legge 133 ha radicalizzato la protesta studentesca anche nel resto d'Italia: a Napoli circa 300 studenti hanno bloccato per qualche ora i binari ferroviari; a Firenze alcune centinaia di iscritti alla facoltà di Scienze sociali si sono riversati in strada provocando pesanti disagi al traffico; analoghe azioni di protesta si sono registrate nel centro di Palermo dove, come a Messina e a Catania, ci sono stati numerosi cortei e si sono tenute lezioni in piazza. E oggi l'agitazione del mondo della scuola si concentrerà a Roma, per la manifestazione organizzata in occasione dello sciopero generale del settore proclamato dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda: il corteo partirà alle 9,30 da piazza della Repubblica e arriverà per le 11,30 a piazza del Popolo, dove si terrà il comizio conclusivo. Un secondo corteo, promosso dagli studenti, prenderà il via alle 9 dalla Sapienza, sempre diretto a piazza del Popolo. Nella Capitale sono attesi 9 treni speciali e un migliaio di pullman. Tensione alle stelle quando giovani dei centri sociali e della destra sono venuti in contatto; sono volati i tavolini dei bar e i turisti sono fuggiti spaventati Gli scontri a piazza Navona (Ansa)
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CRONACA 30-10-2008 Quelli che... a lezione ci vogliono andare l'altra faccia Da Nord a Sud sono tante le scuole dove, anche in questi giorni di "mobilitazione", l'attività didattica è proseguita regolarmente DI PAOLO FERRARIO S i può discutere della riforma della scuola senza occupare gli istituti, bloccare le lezioni, andare in piazza e, magari, menare le mani? La risposta è «sì» e viene dalle tante città dove, anche in questi giorni di "mobilitazione" contro il ministro Gelmini, le lezioni sono continuate regolarmente, così come i momenti di confronto sulla nuova legge. l'altra faccia di un'I- talia che cerca di capire, che si confronta, ma lo fa sui banchi e nelle aule continuando, in definitiva, a fare il proprio dovere. il caso del Piemonte, dove al liceo classico "D'Azeglio" è cominciata ieri l'autogestione, che si concluderà alle 18 di oggi. Prima e dopo, però, tutti in aula. E per chi non è interessato all'occupazione, fa sapere una circolare del preside Salvatore Iuvara, le lezioni vanno avanti. Come proseguono, a dire la verità, in molti altri istituti superiori di Torino: dal " Volta" all'"Avogadro", passando per il "Gioberti" e il "Beccaria", la parola d'ordine è «protestare e occupare», ma senza interrompere le lezioni. Originale l'iniziativa attuata, ieri se- ra, al liceo classico "Cavour"; oltre 400 studenti hanno partecipato alla lettura pubblica del decreto Gelmini. Presenti all'incontro anche genitori e docenti, che hanno sostenuto in questi giorni la protesta «propositiva» dei ragazzi che hanno continuato nelle mattine a svolgere regolarmente le lezioni. Scuole aperte anche a Bologna e nel resto dell'Emilia Romagna, con esempi di calmorosi flop delle proteste annunciate. il caso di Porretta Terme, dove la manifestazione anti-Gelmini, sponsorizzata anche dagli amministratori locali, ha visto la partecipazione di pochissimi studenti. Episodio significativo al liceo "Righi" di Bologna. Il giorno dopo l'occupazione uno studente, che aveva passato due notti a scuola ed era un po' stanco e deluso, ha detto in classe: «In fondo nessuna riforma può garantire la cosa più importante, cioè che ci siano studenti desiderosi di imparare e insegnanti capaci e desiderosi di insegnare». E allora, ha raccontato un'insegnante «la discussione ha preso forma: il problema non era più il "no" al decreto o decidere da che parte stare, la scuola pubblica o quella privata, il numero dei maestri o degli Ata, ma il desiderio di capire che cosa può aiutare quel modo di imparare e di insegnare. Alla fine dell'ora i ragazzi erano grati per aver potuto "dialogare" come non era stato possibile durante l'occupazione ». E, a quanto sembra, quello del Righi non è un episodio isolato. Gli studenti medi genovesi si sono dati appuntamento per questa mattina per un corteo che attraverserà il capoluogo ligure, al quale si uniranno anche gli universitari. Negli ultimi giorni non sono mancate iniziative e mobilitazioni anche se, girando per gli istituti della città, l'impressione e che la maggioranza degli studenti si sia astenuta da ogni forma di protesta continuando a frequentare regolarmente le lezioni. Clima tranquillo anche in Trentino, dove nessuna scuola è stata ocupata. Gli studenti, infatti, sanno che la competenza della Provincia autonoma in materia potrebbe anche rendere ininfluenti le novità della riforma Gelmini. Il presidente uscente, Lorenzo Dellai, ha già di- chiarato che se sarà riconfermato alle amministrative del 9 novembre, non applicherà la riforma. Di parere opposto il candidato del centrodestra, Sergio Divina, che, di contro, intende attuare la nuova legge. Aule piene e lezioni regolari anche in Abruzzo, dove prevale la voglia di stare sui banchi, mentre da Pavia arriva la notizia di un preside che, per oggi, aveva previsto la sospensione delle lezioni in tutte e cinque le sedi della propria scuola. Il motivo? «L'alto numero di adesioni allo sciopero ». «Sono andata dal preside racconta una docente chiedendo di verificare la reale adesione allo sciopero e mi sono sentita rispondere che la previsione era stata effettuata sulla base delle firme per presa visione di un avviso sullo sciopero. Ho verificato di persona, scoprendo così che, in realtà, chi aveva in programma di disertare le lezioni era una minoranza». Il preside ha così ritirato la circolare ma soltanto nella sede dell'insegnante che aveva protestato e mantenendo la sospensione dell'attività didattica nelle altre quattro. «L'eventuale "massiccia" adesione allo sciopero si misurerà anche così...», commenta l'insegnante. (Hanno collaborato: Diego Andreatta, Stefano Andrini, Dino Frambati e Alex Vittone) In un liceo di Torino è stata promossa la lettura pubblica del decreto Gelmini
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CRONACA 30-10-2008 LA SCUOLA NELLA BUFERA Il testo del dl già approvato alla Camera il 9 ottobre non è stato modificato dai senatori e ora è legge. In tre anni sarà ridotto di 87mila unità il numero degli insegnanti Scuola, passa la riforma. Il Pd: referendum La Gelmini: si torna alla serietà. Berlusconi: un grande risultato DA ROMA GIORGIO D'AQUINO S cuola si cambia. Alle 10,44 il decreto legge Gelmini diventa legge nell'aula di palazzo Madama, con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. lo stesso Ministro per l'Istruzione, Mariastella Gelmini a spiegare in uno scarno comunicato come da oggi «la scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione » annunciando, fra l'altro, che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l'Università. Gli fa eco il Presidente del Consiglio. «Bene, è stato un voto che è andato come è logico che andasse. Un grande risultato» dice Sivio Berlusconi, che aggiunge: «Dispiace solo che sono stati presi in giro e ingannati dalla sinistra tanti ragazzi a Roma e in altre città». Il contestato dl 137, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori e ora è legge. Il provvedimento, che introduce tra l'altro il maestro prevalente nelle scuole e punta a ridurre in tre anni di 87.000 unità il numero degli insegnanti bloccando il turnover, è stato convertito in legge a Palazzo Madama. «Provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l'introduzione dell'educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l'introduzione del maestro unico sono condivisi dalla gran parte degli italiani», afferma Gelmini. Un sì caratterizzato dentro Palazzo Madama da dichiarazioni di voto al vetriolo e fuori, in strada, dalla vivace protesta degli studenti che radunati in sit in urlavano cori e slogan. Ma la maggioranza va avanti senza tentennamenti. «La ricreazione è finita», dice polemicamente Federico Bricolo, capogruppo della Lega, rivolto all'opposizione sottolineando che sulla scuola «la sinistra ha sparso solo critiche e falsità, nessuna proposta costruttiva. Su questo tema ci saremmo aspettati un'opposizione più matura, ma così non è, e quindi andremo a fare questa riforma da soli». Il governo andrà avanti con le sue riforme nel settore dell'istruzione, perché «l'università è malata e bisogna cambiarla» con interventi che rispondono al principio in base al quale «la meritocrazia è sinonimo di democrazia», promette il vicepresidente vicario del Pdl, Gaetano Quagliariello. E aggiunge: «Noi dobbiamo questa chiarezza di linguaggio a chi protesta, ma soprattutto la dobbiamo a quei tanti giovani che sono la maggioranza silenziosa del Paese e che pensano che per il loro futuro sia proficuo seguire corsi, dare esami e magari esprimere fiducia nei meccanismi della democrazia rappresentativa». Per il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri l'approvazione del dl «è un altro importante risultato nell'azione del centrodestra» perché razionalizza la spesa della scuola elementare, riporta con il maestro prevalente «una figura pedagogica importante soprattutto per i bambini che avviano la loro attività scolastica, e ripristina principi di tutela del merito con i voti e con criteri di valutazione più chiari e più utili anche alle famiglie». E aggiunge: «La campagna di menzogne non ci ha fermato ed il voto è giunto nei tempi programmati. Invitiamo gli studenti, pochi in verità, che ancora si fanno manipolare da Veltroni a prendere atto che la ragione è dalla nostra parte e che non è utile la loro opera in difesa della casta dei baroni. Peraltro la loro protesta è condizionata dalla meteorologia». Ad accendere ulteriormente il clima da stadio ci pensa Francesco Cossiga. «Erano i tempi di Berlinguer non di Walter Veltroni, i tempi di Alessandro Natta e non di Franco Marini. Erano i tempi del glorioso Partito comunista. Quando Luciano Lama venne cacciato dall'Università, il gruppo del P- ci si alzò in piedi ad applaudirlo. E io venni applaudito perché avevo fatto picchiare a sangue gli studenti che avevano contestato Luciano Lama». Parla a braccio il senatore a vita, penultimo degli iscritti a intervenire in Aula per dichiarazione di voto. E si abbandona ai ricordi di quando, ministro del-- l'Interno, si trovò a fronteggiare la contestazione studentesca e il Movimento degli autonomi nelle Università. Cossiga annuncia il suo voto a favore del decreto Gelmini, ma il bersaglio del suo intervento è la differenza di atteggiamenti fra il 'vecchio' Pci e il Partito democratico sui problemi della scuola. «Ai tempi della Cgil di Lama ci mettemmo d'accordo così: prima gli studenti li picchiavano quelli del servizio d'ordine della Cgil, poi toccava alle forze dell'ordine. Sono stato il ministro dell'Interno di tre governi di solidarietà nazionale», dice l'ex presidente della Repubblica, contestato dai banchi della sinistra. Il ministro: «Voto in condotta, voti e maestro unico sono condivisi dagli italiani. Entro una settimana metterò mano all'università»
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CRONACA 30-10-2008 la riforma in pillole COSTITUZIONE L' Sarà una materia autonoma insegnamento partirà in forma sperimentale già da quest'anno e punta a diventare una materia autonoma affidata ai docenti dell'area storico-geografica e storico-sociale. Saranno trentatrè ore annuali e avranno un proprio voto in pagella. Oltre alla Costituzione, è stato inserito anche lo studio degli Statuti regionali sia di quelle ordinaria, sia di quelle a statuto speciale. VOTO DI CONDOTTA I Valutato il comportamento l voto in condotta viene ripristinato dopo essere stato abolito con l'introduzione dello Statuto degli studenti e delle studentesse una decina di anni fa. Di fatto i docenti dovranno valutare anche il comportamento complessivo tenuto dallo studente durante l'anno scolastico ed esprimere una valutazione che andrà a fare media nel giudizio finale. Attenzione agli studenti con difficoltà. VOTO IN NUMERO D Vanno in pensione i giudizi opo oltre un decennio di giudizi, alle elementari e alle medie tornano i voti per valutare gli studenti. Saranno espressi in decimi, come accadeva in passato. Per ottenere la promozione servirà raggiungere il 6 in ogni materia di studio. La bocciatura nella scuola elementare avverrà solo in 'casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione'. Inoltre dovrà essere decisa all'unanimità dai docenti. IL MAESTRO UNICO Una figura di riferimento I l ritorno alla figura di un unico docente per classe, che sarà affiancato, come ha annunciato il ministro Gelmini, sicuramente dai docenti di inglese e di religione (per chi se ne avvale), è previsto per le prime elementari che inizieranno il loro percorso nel settembre 2009. Il maestro unico avrà un impegno settimanale di 24 ore, due ore in più rispetto all'orario previsto dal contratto. LIBRI DI TESTO L Edizione fissa per cinque anni a nuova legge prevede che l'adozione dei libri di testo sia quinquennale «salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze». L'editore si impegna a non fare modifiche durante questi 5 anni. Una norma che vuole limitare il caro libri che ogni anno ha colpito le tasche delle famiglie italiane. Ovviamente saranno possibili modifiche in casi d'urgenza e comprovati. SCUOLE E SICUREZZA N Arriva un piano straordinario on previsto nell'originale decreto, il maxiemendamento prevede la creazione di un piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Prevede,però, un taglio dei fondi che il precedente governo aveva fissato, nella misura del 50%. Nello stesso articolo in un altro comma previsto l'accesso in graduatoria per gli iscritti Ssis del IX biennio. a cura di Enrico Lenzi
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CRONACA 30-10-2008 E il ministro rinuncia a Lateranense (e Luiss) sicurezza Ordine pubblico: la responsabile dell'Istruzione non va alle inaugurazioni DA ROMA LUCA LIVERANI G li echi della contestazione contro la riforma della scuola arrivano all'Università lateranense. All'inaugurazione dell'anno accademico tutto fila liscio, ma l'intervento del ministro Mariastella Gelmini salta all'ultimo momento per motivi di ordine pubblico. E, forse per analoghi motivi, anche la sua presenza prevista per oggi alla Luiss, l'università romana di Confindustria (c'erano state accuse da parte del Pd che aveva sottolineato l'inopportunità di partecipare nel giorno della mobilitazione sindacale contro il decreto). All'ateneo del Papa ieri mattina di studenti c'erano solo quelli interni delle facoltà di teologia, filosofia e giurisprudenza. Ma la 'mamma' della contestata riforma, approvata proprio ieri in Senato, preferisce rimandare l'incontro. il magnifico rettore, l'arcivescovo Rino Fisichella, a dare l'annuncio: «Il ministro Gelmini per questioni di sicurezza pubblica non potrà essere qui con noi. Sappiamo che sono giornate e settimane un pochino turbolente e cominceremo l'anno accademico senza il nostro ospite d'onore che mi ha assicurato che sarà con noi in un altro momento più tranquillo ». Alla fine della cerimonia, conversando con i cronisti monsignor Fisichella ha parole di «stima» per il ministro, anche se si dice «preoccupato» per il taglio di 133 milioni di euro previsto in Finanziaria per la scuola paritaria. «Non ho assolutamente trovato preoccupato il ministro », dirà dopo l'inaugurazione l'arcivescovo Fisichella. «Abbiamo parlato per telefono e mi ha detto che sarebbe anche venuta, ma purtroppo anche lei deve obbedire a chi ha cura della sua persona». Poi ribadisce: «Tutta la mia stima per il ministro dell'I- struzione: un giudizio non legato ai fatti contingenti degli ultimi quindici giorni, ma al suo impegno complessivo nella legislatura. una persona che sa ascoltare e sono convinto che sarà capace anche di ascoltare non le grida, perché quando uno grida è difficile poter ascoltare quello che si dice, ma le voci di studenti e docenti, e di instaurare un vero dialogo». Sui tagli ai fondi per le paritarie monsignor Fisichella sottolinea i rischi di chiusura che incombono su molti istituti: «Il nostro Paese deve convincersi che le scuole non statali sono una ricchezza formativa e non un peso per lo Stato. Quindi le scuole cattoliche devono essere paritetiche a tutte le altre, come avviene in tutti i paesi d'Europa». A chi gli domanda se sia preoccupato, risponde: «Se invece di avere lo stipendio che merita, le dessero metà del suo stipendio, lei sarebbe preoccupato? E se chiudono le scuole che sono una ricchezza per il Paese e per le famiglie, lei sarebbe contento?». Maria Stella Gelmini
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CRONACA 30-10-2008 l'opposizione Veltroni lancia la raccolta delle firme DA ROMA ROBERTA D'ANGELO N ell'aula del Senato che si accinge a votare senza sorprese il decreto-Gelmini è Anna Finocchiaro la grande protagonista, che dà voce agli studenti, assembrati in piazza Navona. La capogruppo del Pd legge la lettera dei ragazzi del liceo romano Orazio, a integrare l'ennesima dichiarazione sferzante dedicata al provvedimento. Fuori dall'aula, i senatori dell'Italia dei valori calano dalle finestre del gruppo uno striscione, con la scritta «Siamo con voi». I giovani che manifestano sotto a Palazzo Madama hanno i loro riferimenti, ma sanno che sono impotenti contro la forza dei numeri della maggioranza. E loro, i rappresentanti dei due partiti di opposizione che hanno sposato la protesta degli studenti e che considerano strumentalizzazioni le risse scoppiate tra le parti avverse , scendono di corsa in strada a voto consumato per dare la notizia: ora si farà il referendum abrogativo. Solo l'Udc limita la sua battaglia all'iter parlamentare del decreto. «In piazza con gli studenti devono andare gli studenti dice Pier Ferdinando Casini . E siccome ho finito la scuola da un bel po', domani (oggi, ndr) sarò al mio posto in Parlamento», dice il leader udc, che invita i ragazzi a tenersi lontano da chi strumentalizza la loro battaglia. Nell'assemblea, per i centristi della minoranza, la voce di Giampiero D'Alia chiede con preoccupazione al Pdl «come vi è saltato in mente di fare cassa con i soldi dell'I- struzione? Non si può disporre di scuola e università senza parlare con gli studenti, con le famiglie, i docenti». I leader degli altri due partiti di opposizione cavalcano invece pienamente la protesta, e oggi sia Walter Veltroni che Antonio Di Pietro saranno in piazza per la manifestazione, nel giorno dello sciopero generale. E sia il segretario del Partito democratico che quello dell'Idv sono pronti a raccogliere le firme per abrogare la legge. «Il governo dice Veltroni non ha voluto ascoltare nessuno di quanti chiedevano il ritiro del decreto» e ha anche «rifiutato il confronto con il mondo della scuola, la maggioranza del quale è critico verso il decreto ». Di più: «Ha ignorato un movimento civile che va rispettato nella sua autonomia» senza contare i «tentativi di radicalizzazione» di questo movimento, dice riferendosi agli scontri di piazza. Perciò, conclude l'ex sindaco di Roma, «quando delle forze politiche ritengono che delle decisioni del governo ledono gli interessi del Paese, esse si avvalgono di un altro strumento previsto dalla Costituzione che è il referendum ». Un'arma di cui il vertice del Pd ha più volte denunciato l'abuso, ma in questo caso appare davvero indispensabile. Il referendum, spiega il segretario democratico, «va usato con parsimonia, ma la scuola e l'università sono temi importantissimi». Anche l'ex pm è pronto a raddoppiare i banchetti per la raccolta delle firme e ad aggiungere il decreto Gelmini a quello Alfano, contro il quale è già partita la sottoscrizione. Non concorda, invece, con lo strumento referendario il leader dell'Udc. «Il referendum motiva Casini andrà in votazione nel 2010, pertanto mi sembra che sia una presa di posizione di valore simbolico, quella di Veltroni, alla quale guardiamo con rispetto, ma alla quale non aderiamo». Nel merito, comunque, l'opposizione è compatta nella protesta. E a quella parlamentare, si unisce anche la voce dei partiti della sinistra radicale che con Ferrero e Diliberto sostengono gli studenti in piazza. E è compatto il Pd, in cui la voce di Massimo D'Alema si allinea perfettamente con quella del segretario. «Agire a colpi di decreti scontrandosi con la società, la cultura, gli studenti, è una scelta disastrosa», dice. Ma per il ministro ombra dell'Istruzione Maria Pia Garavaglia «i veri problemi per le famiglie cominciano ora». L'Udc: no alla consultazione, ma il governo spieghi perché vuole fare cassa con i soldi dell'istruzione Oggi in piazza Idv e Partito democratico
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da "Avvenire"
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CRONACA 30-10-2008 Fisichella: alleanza tra famiglia, scuola e università Lateranense DA ROMA LUCA LIVERANI U n'«alleanza formativa tra famiglia, scuola e università » per dare risposta all'emergenza educativa denunciata dal Papa. L'arcivescovo Rino Fisichella lancia un appello per una «circolarità» della formazione in cui si inserisca anche il ruolo della scienza, quando questa è guidata «dalla passione per la verità ». All'inaugurazione del 236° anno accademico della Pontificia università lateranense aperto per la prima volta alla presenza del cardinale Vicario Agostino Vallini il Rettore sottolinea come la scienza non può non coniugare fede e ragione. Nella prima giornata dell'anno accademico 2008/2009 è il Gran cancelliere dell'ateneo e Vicario del Papa ad aprire la cerimonia, ricordando quando - «in anni lontani » frequentava la Lateranense prima da studente e poi da docente. «Anni indimenticabili in cui l'università era una fucina di idee, spinte dal rinnovamento delle discipline favorito dalle idee che, dal Concilio, venivano trasferite nelle aule universitarie». Oggi «le grandi trasformazioni antropologiche e il tramonto delle ideologie totalizzanti hanno creato per contraccolpo smarrimento intellettuale e incertezza sul futuro». Dal Cardinale vicario un invito a studiare «con paziente ricerca della verità, secondo un coerente progetto culturale», alla ricerca «del vero e del bello»: «Organizzate la vostra vita di studenti allenandovi al silenzio, gustando la solitudine interna ed esterna, attiva e feconda. Ciò vi permetterà di fuggire la superficialità ». Infine un mandato: «La Chiesa ha bisogno di pescatori nuovi», dice il Cardinale agli studenti. «Il mondo in cui sarete mandati aggiunge ha più che mai urgenza di uomini e donne capaci e preparati a dare ragione della loro speranza. Navigate nel vasto mondo del sapere confidando nella parola di Dio». All'inizio dell'inaugurazione è il Magnifico Rettore a spiegare che l'«ospite d'onore» della cerimonia, il ministro dell'Istruzione, università e ricerca Mariastella Gelmini non potrà intervenire «per questioni di sicurezza pubblica » ( ndr, vedi servizio a pagina 5). Monsignor Fisichella ricorda poi come «l'università deve essere il luogo dove la passione per la verità viene non solo conservata ma mantenuta viva con la costante attenzione a quanto avviene nel mondo per essere capaci di fornire una risposta che raggiunga la mente e il cuore delle persone». Qui sta «il cuore della questione», sottolinea monsignor Fisichella: «Come sia possibile coniugare fede e ragione, come riconoscere l'apporto fondamentale che il cristianesimo ha portato alle culture, come l'Università può rispondere alle grandi sfide che sono oggi sul tappeto della storia». Il rettore della Lateranense mette in guardia su certe derive 'neopositiviste': «In un periodo come il nostro che soffre la piaga del relativismo, soprattutto nell'ambito etico, è importante educare al senso della verità, della sua ricerca e del valore critico che essa comporta». Perché, sottolinea l'arcivescovo Fisichella, «l'uomo raggiunge pienamente se stesso solo nella misura in cui si incontra con la verità». Impossibile dribblare le domande profonde di senso «davanti ai tanti lutti che coinvolgono in prima persona molti giovani» vittime di «incidenti stradali, dosi tagliate male, suicidi». la verità «che fa scoprire la vera dimensione dell'amore », termine «spesso inflazionato » tra i giovani che lo confondono «con la passione e il desiderio ». A maggior ragione, quindi, bisogna dare risposta all'«emergenza formativa». Come? Creando «una circolarità formativa», vale a dire «un'alleanza tra la famiglia, l'università e la scuola in genere con le istituzioni civili e la comunità cristiana, per evidenziare quanta unità vi sia nel trasmettere dei contenuti di cui si devono riempire le menti e i cuori delle giovani generazioni». Un progetto ambizioso, se lo stesso rettore confessa che «al momento mi sembra che questa circolarità sia ancora lontana: in alcuni casi pertanto saremo chiamati a svolgere un ruolo di supplenza». Il rettore all'inaugurazione dell'ateneo Pontificio: di fronte all'emergenza educativa serve una circolarità formativa. Il cardinale Vallini agli studenti: cercate il vero e il bello, allenandovi al silenzio
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da "Arena.it, L'"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 LA RIFORMA. Bagarre dopo il via libera. Berlusconi: la sinistra inganna i giovani Scuola, sì alla legge Gelmini Lite in Aula. Pd: referendum Scontri tra studenti a Roma. Oggi lo sciopero e cortei in molte città A Verona Occupati altri due istituti. A Roma una delegazione di studenti8 In provincia S.Giovanni Ilarione: genitori in sciopero. Piano per le scuole di montagna23   Il decreto Gelmini è legge, approvato in via definitiva dal Senato (162 sì, 134 no, 3 astenuti), ma la fine dell?iter della discussa riforma non placa le polemiche che hanno fatto alzare i toni anche in Parlamento fra le forze politiche. Pd e IdV annunciano già un referendum abrogativo. Il premier Berlusconi accusa «la sinistra» di «truffare i ragazzi», il leader del Pd Veltroni punta il dito sulla «grande arroganza» del governo. Per il ministro Gelmini «si torna alla scuola della serietà, del merito e dell?educazione ed entro una settimana presenterò il piano sull?università». Anche ieri vicino al Senato migliaia di studenti hanno manifestato contro il decreto. Scontri tra estremisti di destra e manifestanti: quattro feriti, due arresti. E oggi il mondo della scuola si ferma per sciopero.2 e 3  
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da "Arena.it, L'"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 L?EDITORIALE Il Paese non ha alcun bisogno di ulteriori polarizzazioni   Ottorino Gurgo   La definitiva approvazione da parte del Senato del contestatissimo decreto Gelmini, non esaurisce che in minima parte la disputa sul futuro della scuola italiana le cui condizioni di profondo degrado, unanimemente riconosciute, impongono ulteriori e ben più approfonditi interventi. Quel che è accaduto attorno a un provvedimento che, per la limitatezza dei contenuti, non giustifica il gran trambusto sollevato, è tuttavia meritevole di qualche considerazione in vista delle già annunciate misure con cui il governo si è impegnato a cercare di rivitalizzare il nostro ordinamento scolastico. E la prima considerazione concerne il comportamento che maggioranza e opposizione hanno tenuto in questa vicenda e che merita un giudizio di censura per l?una come per l?altra parte. Quella della scuola, infatti, è materia estremamente delicata che, per sua stessa natura, non può in alcun modo essere oggetto di strumentalizzazioni di parte come, invece, è purtroppo accaduto. Ha sbagliato la maggioranza a non accettare alcun dialogo, orgogliosamente fiera dei propri numeri che le consentivano, comunque, di vincere il braccio di ferro. E ha fortemente sbagliato l?opposizione, cavalcando una protesta studentesca apparsa una sorta di revival del Sessantotto, priva di motivazioni reali e di proposte alternative. Non prospettando soluzioni diverse da quelle contenute nel decreto, ma limitandosi a contestarle facendo da supporto ad una protesta spesso sgangherata, l?opposizione ha finito con il venir meno al proprio stesso impegno riformista. Ha sciorinato una lunga lista di «no» che l?hanno fatta apparire come una forza conservatrice, impegnata nella difesa dello status quo. C?è ancora spazio perché maggioranza e opposizione si decidano finalmente a rinunciare alle rispettive chiusure, ad un ostinato e sterile muro contro muro che non giova ad alcuno e men che meno alla scuola italiana e alla sua indispensabile riqualificazione? C?è la possibilità che la maggioranza rinunci a esibizioni muscolari per aprire le porte al confronto con l?opposizione e che quest?ultima, prospetti idee e progetti senza limitarsi a respingere quelle della maggioranza?2  
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da "Arena.it, L'"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 RIFORMA. Opposizione in piazza con gli studenti subito dopo l?approvazione. La Finocchiaro, Pd: «La maggioranza crede che sia finita qui, ma non è cosi» Scuola, sì del Senato Ora il decreto è legge Berlusconi: «Spiace vedere tanti giovani presi in giro» La Lega attacca il Pd: «La ricreazione è finita»   ROMA Il decreto Gelmini è legge. Il Senato lo ha approvato in via definitiva con 162 sì, 134 no e tre astenuti. Soddisfatti Mariastella Gelmini, ministro dell?Istruzione: «La scuola cambia, si torna alla scuola della serietà, del merito e dell?educazione»; e il premier Silvio Berlusconi: «Il voto è andato come era logico che andasse. Spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro». L?opposizione è scesa subito in piazza a parlare con gli studenti che da martedì stazionavano davanti a Senato, «L?Idv cercherà con tutti i mezzi di ribaltare la situazione: se servirà anche con un referendum abrogativo» ha urlato Felice Belisario, Idv. Anna Finocchiaro, Pd, ha definito la proposta «una buona idea», per la necessità di «aprire un confronto ampio in tutto il Paese». Dopo l?approvazione non cala la tensione tra gli schieramenti come è apparso chiaro prima del voto. Federico Bricolo Lega aveva esposto la posizione della maggioranza: «Avete soffiato sul fuoco della protesta ma oggi vi diciamo che la ricreazione è finita»; Maurizio Gasparri, Pdl, aveva aggiunto: «Non ci hanno fermati, andiamo avanti», rinnovando le accuse alla sinistra di «manovrare» studenti definiti «ridicoli». «Oggi», ha replicato in Aula Finocchiaro, «pensate che approvando questo decreto sia finita qui. Non è così per noi e non credo sarà così per il Paese». La Finocchiaro ha protestato con la maggioranza prendendosela in particolare con Gasparri.«Per voi», ha osservato «chi protesta, chi non è d?accordo, è disinformato, strumentalizzato o, come dice Gasparri, ?un cretino in malafede?. Mi colloco nella categoria», ha dichiarato tra gli applausi dei democratici, «Anzi tutto il mio gruppo è composto di ?cretini in malafede?, bugiardi e fascio-comunisti». Il riferimento era a un altro epiteto di Gasparri all?indirizzo degli studenti che protestano. Ad accendere il clima, peraltro, ci aveva pensato Francesco Cossiga che, nel motivare il sì al decreto contro i baroni «un tempo invisi agli studenti», ha ricordato, tra gli applausi della maggioranza e le proteste del Pd: «Venni applaudito dal Pci perché avevo fatto picchiare a sangue gli studenti che avevano contestato Luciano Lama» all?Università di Roma nel 1977.  
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Giovedì 30 Ottobre 2008 OPPOSIZIONI. Annuncio di Veltroni, l?Idv aderisce, l?Udc no. E il premier pensa di ridurre i tagli alle scuole cattoliche Il Pd: faremo un referendum   ROMA Per i vertici del Pd l?unica strada ora è il referendum. «Dobbiamo riportare scuola e università al centro dell?agenda politica», ha dichiarato Walter Veltroni «per dire no al taglio imposto dal governo e puntare alla qualità». Al via dunque i banchetti per raccogliere le firme insieme con l mondo della scuola. L?Idv, che si era presentata poco prima ai manifestanti con lo striscione «Passa il decreto Gelmini: referendum», ha aderito subito. I banchetti contro il Lodo Alfano ci sono già, ha spiegato Antonio Di Pietro, saremo presto operativi. Ma c?è un problema: la riforma della scuola è legata alla finanziaria e la Costituzione vieta che possano essere sottoposte a referendum leggi tributarie e di bilancio. «Stiamo studiando con cura i quesiti», ha affermato Veltroni, « e cercheremo di abrogare la massima parte di questa legge ingiusta e iniqua». Comunque, secondo Veltroni «la luna di miele del Paese con il governo è finita. Fino a dieci giorni fa», ha affermato il leader del Pd in un forum con i giornalisti dell?Unità, «sembrava che il governo fosse l?incredibile Hulk. Adesso sta emergendo la verità: lo stato di grazia derivava dal contesto internazionale con il generale spostamento a destra, e da quel credito che è naturale per l?aver vinto le elezioni. Ma adesso la luna di miele è finita: è finita sulla scuola» Sempre nelle opposizioni ma tra i centristi, L?Udc, non condivide l?iniziativa del referendum: capiamo la protesta, afferma Pier Ferdinando Casini, ma diciamo no anche perché «se tutto va bene si voterà nel 2010». «Malgrado le promesse elettorali, le politiche del governo su scuola e famiglia restano del tutto disattese. I tagli previsti dalla Finanziaria 2009 causeranno o la chiusura degli istituti paritari, che sono spesso luoghi d?eccellenza, o un aumento delle rette, mettendo così in difficoltà le famiglie». ha affermato Luisa Capitanio Santolini, responsabile dell?Udc per la Famiglia. E il messaggio, anche se non esplicitamente pere che sia stato raccolto dal presidente del consiglio. «Sono deciso a mantenere la finanziaria così com?è, ma ciò non vieta che ci siano dei margini» per alcune modifiche, ha dichiarato Berlusconi parlando alla platea della Confcommercio, «per esempio nella distribuzione delle risorse dei vari ministeri ho colto delle cose nella scuola privata che vanno corrette». La Fism, Federazione delle scuole materne di ispirazione cristiana ha registrato con soddisfazione l?apertura di Berlusconi.  
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Giovedì 30 Ottobre 2008 LA BATTAGLIA. Rissa in piazza Navona a Roma, polemiche. Il governo riferirà alla Camera Il Blocco in azione, scontri tra studenti Giovani di estrema destra arrivano armati di bastoni, scoppia il caos: quattro feriti, anche un agente, due arresti   ROMA Arriva verso le 10.30 la notizia dell?approvazione in legge del decreto Gelmini, in una piazza Navona, a pochi passi dal Senato, già gremita dagli studenti che da giorni stanno portando avanti la protesta, universitari e liceali insieme. Ma anche destra e sinistra. E proprio tra i due schieramenti si creano momenti di tensione che poi sfociano in veri e propri scontri. Bilancio: quattro feriti, tre studenti e un agente, e due arrestati (un giovane di sinistra e uno di destra) oltre a 21 giovani appartenenti al movimento di estrema destra Blocco Studentesco, portati negli uffici della polizia per essere identificati. Le prime avvisaglie di un clima pesante in strada poco dopo l?approvazione del decreto Gelmini nell?aula di Palazzo Madama accolto dagli studenti con slogan irriverenti e un risoluto «Noi non ce ne andiamo». Improvvisamente un gruppo di giovani facenti capo a Blocco studentesco, aggredisce gli studenti radunati a Piazza Navona. Un blitz a colpi di cinte e mazze nascoste tirate fuori da un camioncino che molti testimoni, esponenti del Pd compresi, dicono fosse parcheggiato già da ieri sera nei pressi del Senato. Non solo: gli studenti aggrediti lamentano anche l?assenza delle forze dell?ordine, «tutte schierate solo davanti Palazzo Madama». Ma l?aggressione è solo un anticipo. Gli scontri veri avvengono più tardi quando a Piazza Navona, dove la polizia intanto forma un cordone per dividere studenti di destra e sinistra, arriva il corteo degli studenti universitari, con esponenti dei centri sociali, partito dall?Università La Sapienza. Scoppia la rissa subito: per picchiarsi gli studenti usano anche tavolini e sedie dei bar circostanti, oltre a caschi e un pinocchio di legno, altezza d?uomo, davanti a turisti spaventati e a esercenti che chiudono le saracinesche dei loro negozi. Poi torna la calma. Gli esponenti del movimento di destra sostengonodi essere stati aggrediti «dagli antifascisti». Diversa la versione dei manifestanti dell?Unione degli stuidenti: «Erano una ventina di infiltrati», racconta il coordinatore nazionale Roberto Iovino, «era un?azione premeditata. Siamo scandalizzati dalle forze dell?ordine che stanno a guardare». L?Uds chiede ora lo scioglimento di Blocco studentesco e la non leggitimazione di tale associazione negli organismi di rappresentanza studentesca quali i consigli di istituto e le consulte provinciali degli studenti. Il governo riferirà in Aula alla Camera sugli scontri, su richiesta del Pd. Gli studenti, dopo le tensioni, sono poi tornati all?Università La Sapienza per prepararsi alla giornata di oggi. Proprio dall?ateneo romano partirà il secondo corteo, quello degli studenti. Preoccupa intanto il clima. Una delegazione dei rappresentanti delle istituzioni locali della sinistra ha incontrato il prefetto di Roma, Carlo Mosca. A lui hanno chjesto: « necessaria una gestione dell?ordine pubblico tale da tutelare il carattere pacifico e pluralista del movimento».  
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Giovedì 30 Ottobre 2008 ALLE SUPERIORI. Si allargano le agitazioni. Lezione in Piazza Dante. Delegazione studentesca ai cortei a Roma. In città organizzata una maratona di lettura Altre due occupazioni. «Aula» in piazza L?iniziativa del Maffei «sposata» da Fracastoro, Galilei e Messedaglia. Molti docenti solidali con i ragazzi     Ilaria Noro Il Palazzo della Ragione, quello della Prefettura, la statua di Dante, a fare da pareti al posto dei muri di scuola. Questa mattina, dalle 8.30 alle 11, gli studenti di molti istituti superiori della città si troveranno a far lezione in piazza dei Signori, nel cuore della città. All?iniziativa, che vuole essere una protesta contro la riforma della scuola disegnata dal ministro Gelmini ma anche un «chiaro segno che non vogliamo perdere tempo utile togliendolo all?insegnamento», spiegano gli organizzatori, parteciperanno anche alcuni insegnanti, che hanno dato la propria disponibilità ad impartire all?aperto lezioni di matematica e scienze, filosofia, spagnolo e tedesco. L?idea è partita dal liceo classico Maffei e ha coinvolto molti altri licei della città, dal Galilei al Fracastoro e al Messedaglia. E volantini sono stati distribuiti anche all?uscita di molti altri istituti superiori e gli organizzatori prevedono un?altissima affluenza. Assenti giustificati, si fa per dire, la cinquantina di studenti veronesi degli istituti superiori che partiranno in pullman questa mattina alla volta di Roma, per partecipare alla manifestazione di protesta organizzata nella capitale. «Altri otto pullman partiranno dalla città, ma si tratta di quelli organizzati dai sindacati», aggiungono. Per quanti hanno scelto invece di rimanere e manifestare il proprio dissenso entro le mura scaligere, in piazza Dante, oltre alle lezioni, è stata organizzata una maratona di lettura. La scelta dei brani è libera, tuttavia gli organizzatori hanno già pensato a qualche brano e autore particolare, tra cui «Pennac, Don Milani, qualche pagina di Gomorra di Saviano e anche Io non ho paura di Ammaniti, che ormai è diventato un po? il libro simbolo di questa protesta», spiega Tobia Passigato, rappresentante d?istituto del Galilei e tra gli organizzatori della mattinata di «studio e cultura all?aperto». «Ci schieriamo a fianco dei nostri insegnanti per ribadire a una sola voce che quello che stanno facendo alla nostra scuola e al nostro futuro non ci piace e non ci va bene», puntualizzano gli organizzatori, «la manifestazione non avrà alcuna caratterizzazione o connotazione politica e partitica». Oltre a lezioni e letture, anche un dibattito sui temi della riforma. «Inoltre staremo a sentire anche», aggiunge Passigato, «quanto hanno preparato in questi giorni e i temi su cui hanno dibattuto nelle ultime ore durante l?occupazione i ragazzi del liceo Fracastoro. Che però, al termine di un?assemblea con 800 partecipanti hanno emesso un comunicato, in cui annunciano che parteciperanno al corteo organizzato dal Collettivo Universitario. «Abbiamo preso in considerazione l?opportunità di prendere parte al sit-in organizzato in piazza Dante», scrivono, «ma, dopo tre giorni di assemblea permanente durante la quale ci si è informati ampiamente riguardo il tema della protesta, siamo giunti alla conclusione unanime di aver sufficientemente discusso la tematica e che ora, per il Fracastoro, è tempo di agire concretamente. bene far presente che comunque il sit-in confluirà nel corteo e che pertanto le due manifestazioni non sono indipendenti e in contrapposizione tra loro». Alle 11, appunto, i ragazzi dei licei e degli istituti superiori riuniti in piazza Dante si uniranno al corteo organizzato dagli studenti universitari e sfileranno con loro per le vie della città, fino all?Università dove si terrà un?assemblea generale. Intanto, però, nella maggior delle scuole la giornata di ieri è trascorsa tranquilla, con qualche agitazione solo al Montanari. Oggi si vedrà quanti saranno gli studenti che aderiranno alla manifestazione.
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Giovedì 30 Ottobre 2008 OCCUPAZIONE/1. Istituto alberghiero «Berti» Falsa partenza e registri gettati giù per le scale Sul posto sono intervenuti gli agenti della Digos   Il subbuglio nel mondo della scuola ha svegliato la protesta anche all?istituto alberghiero Angelo Berti, del Chievo, scuola che, storicamente, non ha mai aderito con grandi numeri ai cortei studenteschi degli ultimi anni. Ma il vento di passione di questi giorni ha fatto alzare la testa a molti studenti, che non intendono protestare direttamente contro la riforma Gelmini, ma che vogliono portare all?attenzione di tutte le istituzioni i molti problemi logistici della scuola. Solo che l?esordio non è stato dei più felici: non appena proclamato lo stato di agitazione, un gruppetto di una quarantina di studenti ha fatto irruzione nell?archivio scolastico e ha gettato giù dalla tromba delle scale tutti i registri e i compiti in classe presenti. Un gesto grave che ha indotto i dirigenti della scuola a chiamare la polizia: infatti per tutta la mattinata gli agenti della Digos sono stati nella scuola a «intervistare» studenti, professori e testimoni di quanto era accaduto cercando di individuare i responsabili della discutibile iniziativa. I rappresentanti di istituto hanno subito preso le distanze dal gesto e hanno invitato i quasi mille ragazzi della scuola a tenere un comportamento «responsabile». Intanto, fuori dalla scuola, alcuni esponenti del Blocco studentesco cercavano di dare una mano alla protesta, provando a convincere quanti volevano tornare a casa a prendere parte all?occupazione. Intanto in biblioteca, il dirigente scolastico Andrea Sivero, creava un buon dialogo con tutti i rappresentanti delle classi, rendendoli edotti delle conseguenze di una occupazione. «Dovreste solo rendervi conto che l?anno scolastico deve essere di 200 giorni e quelli persi vanno recuperati a fine anno, posticipando quindi gli scrutini. Forse questo interessa a quanti dovranno fare l?esame di maturità», ha spiegato il preside. «Non abbiamo una palestra, il terzo piano è bloccato perché tre anni fa è crollato il tetto e i lavori sono ancora fermi, le aule sono messe malissimo, in alcune non funziona il riscaldamento e molte finestre non si aprono perché sono rotte», fa notare Giada Poffe. « ora che qualcuno si preoccupi di sistemare il Berti». Per questi motivi gli studenti non prenderanno parte questa mattina al corteo contro la riforma Gelmini, ma occuperanno la scuola, notte e giorno fino a venerdì, proprio per «accendere le luci sull?istituto».G.C.  
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Giovedì 30 Ottobre 2008 OCCUPAZIONE/2. Istituto «Marco Polo» Sì allo sciopero «Ma poi si deve fare lezione» Il preside: «Condivido il dissenso non il blocco»   «Non facciamo rivoluzioni, non siamo nel Sessantotto, ma vogliamo un?istruzione seria e quindi non molliamo». Parlano così gli studenti dell?istituto tecnico Marco Polo che, ieri, hanno deciso di seguire le orme del Fracastoro e occupare l?istituto per tutta la giornata e anche durante la notte. I capi-popolo degli studenti, hanno le idee chiare: per loro il decreto Gelmini sulla pubblica istruzione, quello che ieri mattina è stato trasformato in legge dal Senato con la maggioranza dei voti, non va bene e «porterà la scuola pubblica al definitivo sfascio». Francesca Zanoni, rappresentante di istituto spiega: «Siamo consapevoli che gli istituti superiori non sono al centro della riforma, ma tagli del 46 per cento nelle scuole pubbliche hanno notevoli conseguenze per tutti». E aggiunge: «Così facendo chi avrà voglia di studiare, non potrà farlo se non in costose scuole private. Noi vogliamo una scuola pubblica importante, che ti formi davvero e non è con questa riforma che si può ottenere tutto questo». Di questo e di molti altri temi caldi, i ragazzi hanno discusso nelle riunioni organizzate durante tutta le giornata. «Siamo soddisfatti», prosegue Francesca, «più metà della scuola ha preso parte a questa occupazione, e contemporaneamente abbiamo garantito le lezioni per chi voleva invece stare in classe. Ci siamo riuniti nelle palestre e nell?aula magna per un confronto aperto e domani mattina (oggi per chi legge, ndr) prenderemo parte al corteo che parte da Corso Porta Nuova con tutte le altre scuole». Per oggi è anche proclamato lo sciopero generale dei dipendenti delle scuole e Francesca spiega: «Ovviamente gli insegnanti e il preside non hanno approvato l?occupazione, ma siamo sicuri che molti di loro sciopereranno». E in effetti tra questi ci sarà lo stesso dirigente scolastico del «Marco Polo», Mauro Murino, che ammette: «Anche io aderirò allo sciopero. Questo non toglie che l?occupazione sia un fatto illegittimo e perciò non giustificheremo l?assenza». . E prosegue: « una legge che ci colpisce nel profondo e che ha reso perplessi molti di noi». Intanto, dentro e fuori la scuola, l?atmosfera è calda: tra i ragazzi si percepisce la voglia di un cambiamento, il desiderio di una scuola migliore, pensata a loro misura. «Sciopereremo a oltranza? Lo decideremo insieme. Tutto dipende da quanto seguito ci sarà», annunciano i rappresentanti di istituto.G.C.  
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Giovedì 30 Ottobre 2008 ALL?ATENEO. A Lingue il preside ha illustrato agli studenti nuove regole e tagli; a Medicina riunione in aula magna; a Lettere incontro fissato per giovedì 6 novembre «La riforma danneggia il mondo universitario» Giornata di assemblee Gli studenti: «A rischio le facoltà umanistiche: quale privato vi investirebbe?»     Elisa Pasetto «Una normativa ricca di contraddizioni». Così Franco Piva, preside vicario di Lingue e Letterature straniere, ha introdotto ieri agli studenti della facoltà riuniti in assemblea la legge 133, con i suoi pesanti tagli agli atenei. Proprio nel giorno in cui, trasformato in legge il decreto 137 sulla scuola, il ministro Gelmini ha annunciato che passerà a dedicarsi all?università, con la presentazione ufficiale delle attese linee guida di intervento entro non più di una settimnana. Un incontro, rispetto a quanto visto finora, numericamente tra i meno partecipati, nonostante circa duecento presenti e l?aula quasi piena. Tanto che una studentessa, dalla platea, sbotta: «Questa legge danneggia tutta l?università, ma di più facoltà umanistiche come la nostra: quale privato, nel caso l?ateneo da pubblico diventasse fondazione privata (possibilità sancita dalla 133, ndr) farebbe a gara per investire nella ricerca letteraria?». Ma più ancora del rischio che le esigenze degli eventuali finanziatori possano prevaricare la libertà degli studiosi, secondo il preside vicario l?aspetto preoccupante della manovra è un altro: «Io vengo dal basso, da una famiglia povera ed è grazie all?università che ho raggiunto la posizione che ricopro oggi. Il mio timore è che nel giro di pochi anni la vera università diventi solo d?élite. Perché quella attuale, per come è concepita, rischia di non preparare adeguatamente i ragazzi. E chi vorrà una formazione seria dovrà rivolgersi a master di eccellenza, che solo i ?figli di papà? potranno permettersi». Addio al diritto allo studio, insomma. E poi c?è la questione del merito. «Quella italiana è un?università mafiosa», accusa Rita Severi, docente di Lingua e letteratura inglese. «Ho lavorato in America: là non si vedono concorsi truccati. E nemmeno», conclude in polemica con alcuni colleghi, «docenti che possono evitare di fare lezione impunemente, senza pagare di persona per l?impegno mancato, come accadrebbe a qualsiasi altra categoria di lavoratori». Tanta preoccupazione anche tra gli studenti, intenzionati a chiedere al preside un altro momento di discussione, magari in concomitanza con l?assemblea fissata alla vicina facoltà di Lettere e Filosofia. Dove il preside Mario Lombardo conferma l?idea di convocarla per il pomeriggio di giovedì 6 novembre. «Sospensione delle lezioni? Non posso imporla ai docenti, ma solo invitarli a intervenire all?incontro con gli studenti». Ufficiale, invece, la convocazione dell?assemblea a Giurisprudenza: «L?abbiamo fissata con i ragazzi venerdì alle 10.30», afferma il preside Maurizio Pedrazza Gorlero nel giorno dell?elezione del suo successore, Francesca Zanuso, ordinaria di Filosofia del diritto. «Le attività didattiche taceranno: tutti i docenti, che sono invitati a partecipare, hanno assicurato che le recupereranno al più presto». Intanto, fuori tempo massimo, visto che il contestato decreto ieri è passato in Senato, gli studenti di Medicina si sono ritrovati ieri pomeriggio nell?aula magna intitolata per analizzare nei dettagli il provvedimento Gelmini. «Una decisione presa la settimana scorsa in consiglio di facoltà», chiariscono i rappresentanti degli studenti aprendo l?assemblea, «perchè sul decreto c?è molta disinformazione. Abbiamo chiesto e ottenuto di poterci incontrare, in orario non di lezione per non creare problemi, e di studiare nei dettagli in provvedimento». A dare una mano agli studenti, il professor Roberto Corrocher, che ha analizzato il «decreto Gelmini in tempi non sospetti». Anche il preside della facoltà di Medicina, Michele Tansella, ha salutato gli studenti, invitandoli «a fare tanti interventi». Gli studenti di Medicina non hanno ipotizzato, per ora, iniziative di protesta sulla scorta di quanto stanno facendo i colleghi di Scienze.
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da "Mattino, Il (Caserta)"
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Il Senato converte in legge il decreto Gelmini. Ma in aula e in piazza è bagarre. Berlusconi accusa la sinistra di «truffare» i ragazzi. Veltroni e Di Pietro annunziano la raccolta di firme per il referendum. Approvata la legge, gli studenti non mollano, i cortei si moltiplicano. Nelle università tante assemblee. Piazza Navona diventa teatro di scontri e di violenza: è proprio il «possesso» della piazza a mandare in frantumi l'alleanza degli studenti. In un attimo lo slogan «né rossi né neri solo liberi pensieri» si è trasformato in «siamo tutti fascisti» e «noi siamo antifascisti». Mazze in mano da una parte, catene dall'altra, i gruppi si fronteggiano lanciandosi sedie e oggetti. La polizia fa fatica per separare i contendenti. La giornata finisce con 2 arresti, 14 fermi e 6 feriti. BARTOLI E ROMANAZZI ALLE PAGINE 2, 3, 5
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da "Arena.it, L'"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 «Ma io temo un autunno caldissimo»   «Abbiamo ampiamente illustrato a tutti, studenti, insegnanti, genitori, i contenuti dell?articolo 64 della legge 133, del decreto 137, noto come Gelmini, e della proposta di legge per la riforma della scuola dell?onorevole Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura della Camera». Il preside del liceo classico Maffei, Francesco Butturini, illustra così l?attività svolta nell?ultima settimana per fronteggiare le arie di burrasca che scuotono il mondo scolastico italiano, di cui una tappa si vivrà proprio oggi con lo sciopero generale della scuola. «Durante l?assemblea elettorale degli studenti, per la nomina dei loro rappresentanti negli organi collegiali, sono stati invitati a illustrare i contenuti delle decisioni che si stanno prendendo a Roma alcuni professori di diritto indicati dagli allievi stessi. Io stesso, poi, sono ritornato tecnicamente sugli stessi temi prima con il comitato e poi con la Giunta degli studenti, quindi in collegio docenti e infine in una affollatissima assemblea elettorale dei genitori, cui hanno partecipato oltre 350 persone. Tutto per offrire la massima conoscenza affinché si sappia bene di che cosa si sta parlando e che cosa c?è in ballo. Dopo di che ognuno è libero di decidere che cosa fare». Perché, quando si parla di scuola, non è facile semplificare le questioni. Da un lato, infatti, ci sono alcuni ipotetici aspetti di riforma che sono ancora in fase di disegno di legge, dall?altra c?è la certezza di tagli radicali alle risorse, che però non si sa bene quali ricadute avranno sull?organizzazione delle attività didattiche, sulla quantità di espulsioni di lavoratori (insegnanti e personale tecnico e ausiliario). 7 miliardi e 834 milioni di euro di tagli significa togliere alla scuola italiana quasi un quinto delle risorse a sua disposizione, visto che il bilancio annuale attuale è di 42 miliardi di euro. «Che cosa succederà? Credo che nessuno lo sappia bene. Si parla di 30 mila esuberi nell?istruzione primaria provocato dal decreto Gelmini. C?è qualcuno che ha idea di quanti siano? Non siamo mica di fronte ai 1.500 esuberi di Alitalia, ma a molti di più. E se quelli facevano volare gli aerei, questi fanno volare le menti e le intelligenze dei nostri bambini. Ritengo che si diffonderà un malessere ancora più ampio, perché arriveranno tagli su cose che sono già in essere. Oggi come oggi», conclude, «non sono in grado di dire come sarà la mia scuola nel prossimo anno scolastico. E vedo l?inizio di un autunno caldo che mi preoccupa tantissimo».G.B.  
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da "Arena.it, L'"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 «A rischio la qualità dell?insegnamento»   Dopo l?approvazione del decreto Gelmini, dice il consigliere regionale del Pd Franco Bonfante,« in tutta Italia, e anche a Verona, c?è stata una forte mobilitazione di studenti, docenti, e anche di un numero crescente di famiglie, preoccupate per il futuro dei ragazzi. Ora emerge il vero volto di questa pseudo-riforma: la cosiddetta riduzione dei costi improduttivi è in realtà un taglio generalizzato che mette in crisi la qualità dell?insegnamento dalle elementari all?università. Vengono tolte risorse fondamentali per mantenere le sedi scolastiche nei piccoli Comuni veronesi, con il rischio di una dispersione scolastica crescente. Il blocco del turnover rende docenti e ricercatori precari più a lungo, impedendo loro di essere assunti nel percorso che seguono da anni, con conseguenze gravi per la qualità dell?insegnamento e della ricerca. La presentazione di una mia mozione in Consiglio Regionale ha costretto la Giunta ad essere trasparente mentre prima cercava di minimizzare i tagli del decreto».  
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Mario Ajello Come Buddha. Immobile. Impassibile. Braccia conserte. Apparentemente lontana, emotivamente distante. Irraggiungibile perfino dalle frecce (San Sebastiano soffriva più di lei, cioè di Mariastella Gelmini, ossia MaryStar come la chiama la Littizzetto) che le lancia, da donna a donna, Anna Finocchiaro e che saettano dai banchi del centrosinistra fino al bersaglio che siede nel tavolo dei ministri e che si rifiuta di sanguinare. SEGUE A PAGINA 2
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Il Senato dà via libera in un clima rovente. Il ministro Gelmini soddisfatto: si torna alla serietà e al merito Sì al decreto scuola, rissa in piazza Veltroni e Di Pietro: ora il referendum. Berlusconi: il Pd truffa i ragazzi Scontri tra studenti di destra e sinistra a Roma: due arresti. Oggi sciopero generale
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Giovedì 30 Ottobre 2008 SCUOLA/1 Il professore fannullone   Bella e poetica la lettera del professore, solo o quasi nell'istituto superiore. Si vanta tra l'altro di essere un fannullone, cosa che sembra faccia moda in questi tempi, perché tutto fa brodo per andare contro la povera Gelmini che nulla è se non l'ultima dei tanti che hanno provato a cambiarla. Tutti e dico tutti dicono che l'insegnamento in Italia è carente, le scuole quando non sono da demolire sono comunque insufficienti come attrezzatura, accoglienza ed altro. Ma, veniamo al perché di questa mia. Il professore trova, "dichiara", due studenti in tutto; divide con loro il pranzo e si inalbera per le risposte che il ragazzo dà alle sue domande. Ora una riflessione, se il ragazzo "sparla" di destra non è per colpa sua, vuol dire che ha avuto solo cattivi maestri come il professore che si definisce fannullone. E visto che tiene a precisare che è napoletano diciamo che anche lui non gli ha" imparato" bene la lezione. Piergiuseppe Dal Cortivo  
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Antonio Galdo Vedremo presto se il ministro Mariastella Gelmini riuscirà a seppellire una vecchia regola dei governi italiani: guai a chi tocca la scuola e l'università. Per il momento, la Gelmini incassa un sì definitivo in Parlamento al suo decreto sulla scuola e annuncia di essere pronta a mettere sul tavolo anche alcune misure per l'università. Di fronte alla piazza che si infiamma, con preoccupanti tensioni da anni Settanta, il ministro rilancia e difende con determinazione le sue scelte. SEGUE A PAGINA 18
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da "Arena.it, L'"
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Giovedì 30 Ottobre 2008 I TAGLI NELLA PUBBLICA ISTRUZIONE. Oggi l?assessore regionale incontra i colleghi delle province per affrontare la situazione: penalizzati gli istituti di montagna Piccole scuole: ricetta per salvarle Il Pd: «La Provincia, visti i rischi, stimoli la Regione a presentare ricorso alla Corte costituzionale Chiediamo anche che siano convocati tutti i sindaci e i consigli d?istituto FRANCO BONFANTE CONSIGLIERE DEL PD     Vittorio Zambaldo Il Partito democratico veronese, in vista dell?incontro in calendario oggi tra l?assessore regionale Elena Donazzan con tutti gli assessori provinciali all?istruzione, avanza proposte concrete per contenere o impedire i rischi di chiusura delle piccole scuole elementari e medie di pianura e di montagna derivanti dalla legge Gelmini. Giandomenico Allegri, segretario provinciale del Pd, con i consiglieri provinciali Vincenzo D?Arienzo, Luciano Sterzi e Sergio Ruzzenente chiedono che «la Provincia, visti rischi per le scuole veronesi, stimoli la Regione a presentare ricorso alla Corte costituzionale per salvare l?autonomia decisionale in materia scolastica e la inviti ad applicare le deroghe per evitare l?abbandono della montagna e dei centri minori. In questa direzione riteniamo che la Regione debba considerare ?di montagna? tutti i paesi che rientrano nelle due comunità montane». Nelle attese del Pd c?è anche l?auspicio che entro il 10 novembre sia preparata una dettagliata relazione nella quale «siano precisate le conseguenze per il territorio veronese della contestata legge Gelmini; siano valutate le singole situazioni e in particolare le ripercussioni nei Comuni interessati, le capacità di ospitare gli alunni delle scuole che chiuderanno, la lontananza dai luoghi ove dovrebbero confluire gli alunni e le condizioni di applicazione del provvedimento». «Chiediamo anche che siano convocati tutti i sindaci ed i consigli d?istituto delle scuole dei Comuni interessati dai rischi di chiusura per acquisirne il parere e la necessaria condivisione», aggiungono gli esponenti del Pd. «Sono stupito del silenzio su questo argomento della Provincia e dell?assessore all?istruzione Maria Luisa Tezza in particolare», denuncia D?Arienzo, «perché nel Veronese sono a rischio di chiusura 32 scuole ma l?assessore non ne parla affatto. un grave danno all?immagine e al prestigio della Provincia e l?assessore farebbe bene a rimettere il mandato», attacca il consigliere del Pd. Come pubblicato da L?Arena la scorsa settimana, la norma prevede per le scuole elementari di montagna un numero minimo di 12 alunni per classe e nella altre zone almeno 15 alunni per classe. Per le scuole medie il parametro è ridotto a 16 alunni per classe nelle zone di montagna e a 20 nelle altre aree. Salvo deroga regionale per le scuole poste sopra i 600 metri sono a rischio le medie di Selva di Progno, Erbezzo e S. Zeno di Montagna e 10 scuole elementari (Bolca, San Bortolo, San Mauro di Saline, San Rocco, Velo, Roveré, Alcenago e Azzago di Grezzana, Erbezzo e Breonio di Fumane). Nella pianura veronese rischiano le scuole medie di Castagnaro e Fagnano di Trevenzuolo e le elementari di Salizzole, Asparetto di Cerea, Pellegrina e Tarmassia di Isola della Scala, Legnago (Istituti Boscagin e Dal Cero e una a Vigo di Legnago), Sustinenza di Casaleone, Zimella (Istituti Venezian e Meneghello), Villabartolomea, Zevio, Boschi Sant?Anna e Albaro di Ronco all?Adige. Sono a rischio anche le scuole elementari di Garda, Soave e Custoza mentre potrebbero perdere l?autonomia gli istituti di Badia e Peri-Dolcè.
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Giovedì 30 Ottobre 2008 SAN GIOVANNI ILARIONE. A casa il 60 per cento degli alunni di Castello E? riuscito lo sciopero deciso dai genitori Famiglie in prima linea in difesa del tempo pieno nella sede, che è l?unica dell?Istituto comprensivo   Il 60 per cento dei bambini della scuola primaria di Castello ieri ha disertato le aule: alla elementare «Tonin» si sono presentati solo 33 degli 83 iscritti. Va in archivio con un bilancio positivo la protesta dei genitori ilarionesi contro la riforma Gelmini. E che il decreto di riordino della scuola ieri abbia passato il vaglio del Senato, ai genitori più di tanto non sorprende: «Non ci siamo mai illusi che l?iniziativa potesse in qualche modo influire sull?iter del decreto, anche se è pur vero che sarà nella fase di stesura dei regolamenti che le istanze dei genitori potrebbero avere un peso. Volevamo dare, però, un segnale di dissenso alla riforma che mette a rischio il tempo pieno, che all?Istituto comprensivo di San Giovanni è garantito solo da Castello». Manuela Viali, coordinatrice dei genitori che hanno aderito all?iniziativa, spiega così la protesta: «Il tempo pieno è un servizio fondamentale per le famiglie, e lo dimostra il fatto che il 60 per cento dei bambini che ne usufruiscono abitano nel capoluogo. Il decreto Gelmini», spiega la mamma, «non parla del tempo pieno, col risultato che si è legittimati a credere che questo servizio non venga abrogato ma che a pagarlo debba essere chi ne usufruisce». Questo è stato il punto su cui lei stessa e i genitori più convinti della bontà della protesta hanno insistito nel corso dell?incontro di martedì tra i genitori: per questo hanno citato alla lettera il decreto laddove prevede di portare l?orario settimanale a 24 ore e non fa cenno al tempo pieno salvo aggiungere che «nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola». Con chi la pensa in maniera diversa nessuno strappo, «non si è condiviso il modo di protestare, cioè tenendo a casa i bambini, mentre sulla sostanza più di qualcuno è sembrato perplesso». Educativa l?assenza da scuola? «L?esempio che ho dato ai miei figli tenendoli a casa è che si ha diritto a non essere d?accordo e a opporsi a cose che non si ritengono giuste». Non basta, a calmare gli animi, l?impegno del ministro ad aumentare del 50 per cento l?opportunità per le famiglie di usufruirne. Saranno ora proprio le associazioni nazionali dei genitori a sedersi attorno allo stesso tavolo col ministro per raggiungere l?obiettivo. «Il tempo pieno è e deve rimanere gratuito», rimarcano però i genitori di Castello. E alzano gli scudi anche contro il maestro unico: «Gli insegnanti giovani e specializzati rischiano di diventare disoccupati, e le maestre storiche, a cui sarà data carta bianca sulla formazione senza il prezioso lavoro collegiale di oggi, si vedranno costrette a tornare loro sui banchi per imparare l?inglese e l?informatica da insegnare ai ragazzi. Siamo proprio sicuri che sia poi così positivo?».P.D.C.  
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Giovedì 30 Ottobre 2008 SAN BONIFACIO. Documento dal primo circolo I papà e le mamme: stop alla riforma «Decisioni al risparmio che fanno un danno all?istruzione: bisogna riaprire il dialogo»   A conclusione di una riunione nella scuola, diversi genitori del primo Circolo didattico di via Fiume, hanno emesso un comunicato in cui si dichiarano «profondamente indignati per l?introduzione del maestro unico nella scuola primaria: poca chiarezza e tanta disinformazione da parte del ministro Gelmini». Dopo una dettagliata contestazione dei più importanti capitoli del decreto legge, scrivono: «Non si tiene conto dei rischi derivanti da un?azione quasi punitiva verso un servizio che continua ad avere il costante gradimento e la forte domanda delle famiglie... a differenza di quello che si verifica per il tempo prolungato della scuola media, che registra un costante decremento di domanda». Ancora: «Chiediamo al ministro, dopo le ripetute assicurazioni di potenziamento del servizio di tempo pieno, di uscire dall?ambiguità e definire puntualmente i reali obiettivi del suo piano». Si chiedono: «Perchè si vuole imporre un modello uguale per tutti (maestro unico)? Perchè evitare il confronto con i docenti e le famiglie e si è fatto ricorso a un decreto legge?». «Tutta la manovra sul maestro unico», sottolineano, «mira a ridurre le ore di lezione e risparmiare sul personale: le questioni didattiche sono conseguenti a tale scelta e purtroppo poco interessano». I firmatari del documento affermano poi che «la scelta tra l?affidare i bambini a un team di maestri che si alternano nella classe o incaricare un unico maestro, trattandosi di una scelta prettamente didattica, non dovrebbe riguardare solo il ministero della Finanza, il Governo e il Parlamento, ma soprattutto docenti, genitori e i dirigenti, i primi in grado di stabilire il modello rispondente alle esigenze degli alunni». «Chiediamo», si conclude, «di sospendere il decreto legge e di accettare un confronto con i rappresentanti della scuola per equilibrare razionalizzazione della spesa e salvaguardia dell?eccellente livello della scuola primaria».G.B.  
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Giovedì 30 Ottobre 2008 LA RIFORMA. Bagarre in aula al Senato dopo il via libera. Pd: ora referendum Scuola, sì alla legge Gelmini Scontri tra studenti a Roma. Oggi lo sciopero e cortei in tutta Italia La contestazione/1 Proteste anche in città e provincia Oggi a Brescia blocco totale 8 e 9 La contestazione/2 Brescia, gli agenti scendono in piazza «Tagli alla polizia: paga la gente»9   Il decreto Gelmini è legge, approvato in via definitiva dal Senato (162 sì, 134 no, 3 astenuti), ma la fine dell?iter della discussa riforma non placa le polemiche che hanno fatto alzare i toni anche in Parlamento fra le forze politiche. Partito Democratico e Italia dei Valori annunciano già un referendum abrogativo. Il presidente del consiglio Berlusconi accusa «la sinistra» di «truffare i ragazzi», il leader del Pd Veltroni da parte sua punta il dito sulla «grande arroganza» del governo. Per il ministro alla Pubblica istruzione, la bresciana Gelmini, «si torna alla scuola della serietà, del merito e dell?educazione ed entro una settimana presenterò il piano sull?università». Anche ieri vicino al Senato migliaia di studenti hanno manifestato contro il decreto. Scontri tra estremisti di destra e manifestanti: quattro feriti, due arresti. E oggi il mondo della scuola si ferma per sciopero.2 e 3
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Giovedì 30 Ottobre 2008 RIFORMA. Opposizione in piazza con gli studenti subito dopo l?approvazione. La Finocchiaro, Pd: «La maggioranza crede che sia finita qui, ma non è cosi» Scuola, sì del Senato Ora il decreto è legge Berlusconi: «Spiace vedere tanti giovani presi in giro» La Lega attacca il Pd: «La ricreazione è finita»   ROMA Il decreto Gelmini è legge. Il Senato lo ha approvato in via definitiva con 162 sì, 134 no e tre astenuti. Soddisfatti Mariastella Gelmini, ministro dell?Istruzione: «La scuola cambia, si torna alla scuola della serietà, del merito e dell?educazione»; e il premier Silvio Berlusconi: «Il voto è andato come era logico che andasse. Spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro». L?opposizione è scesa subito in piazza a parlare con gli studenti che da martedì stazionavano davanti a Senato, «L?Idv cercherà con tutti i mezzi di ribaltare la situazione: se servirà anche con un referendum abrogativo» ha urlato Felice Belisario, Idv. Anna Finocchiaro, Pd, ha definito la proposta «una buona idea», per la necessità di «aprire un confronto ampio in tutto il Paese». Dopo l?approvazione non cala la tensione tra gli schieramenti come è apparso chiaro prima del voto. Federico Bricolo Lega aveva esposto la posizione della maggioranza: «Avete soffiato sul fuoco della protesta ma oggi vi diciamo che la ricreazione è finita»; Maurizio Gasparri, Pdl, aveva aggiunto: «Non ci hanno fermati, andiamo avanti», rinnovando le accuse alla sinistra di «manovrare» studenti definiti «ridicoli». «Oggi», ha replicato in Aula Finocchiaro, «pensate che approvando questo decreto sia finita qui. Non è così per noi e non credo sarà così per il Paese». La Finocchiaro ha protestato con la maggioranza prendendosela in particolare con Gasparri.«Per voi», ha osservato «chi protesta, chi non è d?accordo, è disinformato, strumentalizzato o, come dice Gasparri, ?un cretino in malafede?. Mi colloco nella categoria», ha dichiarato tra gli applausi dei democratici, «Anzi tutto il mio gruppo è composto di ?cretini in malafede?, bugiardi e fascio-comunisti». Il riferimento era a un altro epiteto di Gasparri all?indirizzo degli studenti che protestano. Ad accendere il clima, peraltro, ci aveva pensato Francesco Cossiga che, nel motivare il sì al decreto contro i baroni «un tempo invisi agli studenti», ha ricordato, tra gli applausi della maggioranza e le proteste del Pd: «Venni applaudito dal Pci perché avevo fatto picchiare a sangue gli studenti che avevano contestato Luciano Lama» all?Università di Roma nel 1977.
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Giovedì 30 Ottobre 2008 OPPOSIZIONI. Annuncio di Veltroni, l?Idv aderisce, l?Udc no. E il premier pensa di ridurre i tagli alle scuole cattoliche Il Pd: faremo un referendum   ROMA Per i vertici del Pd l?unica strada ora è il referendum. «Dobbiamo riportare scuola e università al centro dell?agenda politica», ha dichiarato Walter Veltroni «per dire no al taglio imposto dal governo e puntare alla qualità». Al via dunque i banchetti per raccogliere le firme insieme con l mondo della scuola. L?Idv, che si era presentata poco prima ai manifestanti con lo striscione «Passa il decreto Gelmini: referendum», ha aderito subito. I banchetti contro il Lodo Alfano ci sono già, ha spiegato Antonio Di Pietro, saremo presto operativi. Ma c?è un problema: la riforma della scuola è legata alla finanziaria e la Costituzione vieta che possano essere sottoposte a referendum leggi tributarie e di bilancio. «Stiamo studiando con cura i quesiti», ha affermato Veltroni, « e cercheremo di abrogare la massima parte di questa legge ingiusta e iniqua». Comunque, secondo Veltroni «la luna di miele del Paese con il governo è finita. Fino a dieci giorni fa», ha affermato il leader del Pd in un forum con i giornalisti dell?Unità, «sembrava che il governo fosse l?incredibile Hulk. Adesso sta emergendo la verità: lo stato di grazia derivava dal contesto internazionale con il generale spostamento a destra, e da quel credito che è naturale per l?aver vinto le elezioni. Ma adesso la luna di miele è finita: è finita sulla scuola» Sempre nelle opposizioni ma tra i centristi, L?Udc, non condivide l?iniziativa del referendum: capiamo la protesta, afferma Pier Ferdinando Casini, ma diciamo no anche perché «se tutto va bene si voterà nel 2010». «Malgrado le promesse elettorali, le politiche del governo su scuola e famiglia restano del tutto disattese. I tagli previsti dalla Finanziaria 2009 causeranno o la chiusura degli istituti paritari, che sono spesso luoghi d?eccellenza, o un aumento delle rette, mettendo così in difficoltà le famiglie». ha affermato Luisa Capitanio Santolini, responsabile dell?Udc per la Famiglia. E il messaggio, anche se non esplicitamente pere che sia stato raccolto dal presidente del consiglio. «Sono deciso a mantenere la finanziaria così com?è, ma ciò non vieta che ci siano dei margini» per alcune modifiche, ha dichiarato Berlusconi parlando alla platea della Confcommercio, «per esempio nella distribuzione delle risorse dei vari ministeri ho colto delle cose nella scuola privata che vanno corrette». La Fism, Federazione delle scuole materne di ispirazione cristiana ha registrato con soddisfazione l?apertura di Berlusconi.
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Giovedì 30 Ottobre 2008 LA BATTAGLIA. Rissa in piazza Navona a Roma, polemiche. Il governo riferirà alla Camera Il Blocco in azione, scontri tra studenti Giovani di estrema destra arrivano armati di bastoni, scoppia il caos: quattro feriti, anche un agente, due arresti   ROMA Arriva verso le 10.30 la notizia dell?approvazione in legge del decreto Gelmini, in una piazza Navona, a pochi passi dal Senato, già gremita dagli studenti che da giorni stanno portando avanti la protesta, universitari e liceali insieme. Ma anche destra e sinistra. E proprio tra i due schieramenti si creano momenti di tensione che poi sfociano in veri e propri scontri. Bilancio: quattro feriti, tre studenti e un agente, e due arrestati (un giovane di sinistra e uno di destra) oltre a 21 giovani appartenenti al movimento di estrema destra Blocco Studentesco, portati negli uffici della polizia per essere identificati. Le prime avvisaglie di un clima pesante in strada poco dopo l?approvazione del decreto Gelmini nell?aula di Palazzo Madama accolto dagli studenti con slogan irriverenti e un risoluto «Noi non ce ne andiamo». Improvvisamente un gruppo di giovani facenti capo a Blocco studentesco, aggredisce gli studenti radunati a Piazza Navona. Un blitz a colpi di cinte e mazze nascoste tirate fuori da un camioncino che molti testimoni, esponenti del Pd compresi, dicono fosse parcheggiato già da ieri sera nei pressi del Senato. Non solo: gli studenti aggrediti lamentano anche l?assenza delle forze dell?ordine, «tutte schierate solo davanti Palazzo Madama». Ma l?aggressione è solo un anticipo. Gli scontri veri avvengono più tardi quando a Piazza Navona, dove la polizia intanto forma un cordone per dividere studenti di destra e sinistra, arriva il corteo degli studenti universitari, con esponenti dei centri sociali, partito dall?Università La Sapienza. Scoppia la rissa subito: per picchiarsi gli studenti usano anche tavolini e sedie dei bar circostanti, oltre a caschi e un pinocchio di legno, altezza d?uomo, davanti a turisti spaventati e a esercenti che chiudono le saracinesche dei loro negozi. Poi torna la calma. Gli esponenti del movimento di destra sostengonodi essere stati aggrediti «dagli antifascisti». Diversa la versione dei manifestanti dell?Unione degli stuidenti: «Erano una ventina di infiltrati», racconta il coordinatore nazionale Roberto Iovino, «era un?azione premeditata. Siamo scandalizzati dalle forze dell?ordine che stanno a guardare». L?Uds chiede ora lo scioglimento di Blocco studentesco e la non leggitimazione di tale associazione negli organismi di rappresentanza studentesca quali i consigli di istituto e le consulte provinciali degli studenti. Il governo riferirà in Aula alla Camera sugli scontri, su richiesta del Pd. Gli studenti, dopo le tensioni, sono poi tornati all?Università La Sapienza per prepararsi alla giornata di oggi. Proprio dall?ateneo romano partirà il secondo corteo, quello degli studenti. Preoccupa intanto il clima. Una delegazione dei rappresentanti delle istituzioni locali della sinistra ha incontrato il prefetto di Roma, Carlo Mosca. A lui hanno chjesto: « necessaria una gestione dell?ordine pubblico tale da tutelare il carattere pacifico e pluralista del movimento».
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Giovedì 30 Ottobre 2008 LA PROTESTA. Scatta oggi l?astensione dal lavoro contro il decreto approvato ventiquattro ore fa dal Senato. Ma già ieri in città si sono svolti presìdi e assemblee Lo sciopero anti Gelmini svuota le scuole di Brescia Incontro sindacati-rettore alla Statale. Preti: «Sbagliato colpevolizzare. E ogni ateneo va valutato singolarmente» Secondo la Cgil l?astensione sarà circa del 75% ma nelle medie e superiori anche dell?85% Contestati i tagli del fondo di finanziamento ordinario e la riduzione delle assunzioni I ricercatori precari si dicono preoccupati per il silenzio dei vertici sulla piattaforma Per Zaltieri (Cisl), potrebbero esserci ripercussioni sulle aziende legate all?Università  
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Giovedì 30 Ottobre 2008 LA «BASE». E alle 9 da corso Garibaldi partirà un lungo serpentone che confluirà in piazza Loggia, dove con genitori e insegnanti si chiederà il ritiro del provvedimento Studenti in corteo per le vie del centro Solidale con lo sciopero l?associazione «A Sinistra» Per «Universitaglia» nuova protesta contro la 133   Dalle scuole superiori all?università, scatta la protesta degli studenti bresciani contro i decreti Tremonti e Gelmini. E al loro fianco scendono pure i genitori preoccupati per il futuro scolastico dei loro figli. Ieri alle 17.30 il Comitato per la difesa della scuola pubblica ha chiamato tutti alla manifestazione in piazza Loggia in contemporanea con la votazione del decreto Gelmini al Senato. E stamattina la gli studenti daranno vita a un corteo per le vie del centro. Partiranno alle 9 da piazzale Garibaldi e confluiranno in piazza Loggia, dove genitori e insegnanti chiederanno il ritiro del decreto. ALLA RICHIESTA SI ASSOCIA l?associazione «A sinistra», che sostiene lo sciopero di oggi e promette di essere presente a tutte le manifestazioni che si organizzeranno in provincia. «La pseudo riforma della scuola dà l?esatta misura delle politiche governative che, al di là delle dichiarazioni populistiche - si legge in un comunicato del coordinatore Paolo Pagani - colpiscono i ceti più deboli». E la stessa misura vede anche nella «proposta del ministro brunetta per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, con aumenti medi di 47 euro al mese sui tre anni, pari alla metà dell?inflazione reale». Tra l?altro, «A sinistra» vede con preoccupazione la possibile disponibilità di Cisl e Uil ad accogliere la proposta Brunetta in cambio del ritiro della norma che taglia dal 2009 parte dello stipendio integrativo. E auspica che «unitariamente i sindacati respingano la proposta del governo e confermino le iniziative di mobilitazione di novembre». Intanto scendono in piazza pure gli universitari della lista Studenti democratici, che si riconoscono nel Pd. Lunedì scorso hanno fatto un passo indietro come lista e hanno dato vita al comitato «Universitaglia, 133 passi indietro nessuno avanti». E con il nuovo nome hanno protestato ieri contro la legge 133 Finanziaria. Per effetto della quale - dicono - a Brescia prevedono aumento di tasse universitarie e di costo dei servizi, meno docenti e blocco dell?ingresso di giovani ricercatori, e tagli a pioggia «che colpiscono università virtuose come la nostra». Gli universitari bresciani del Pd chiedono l?abrogazione degli articoli 16 e 66 della Finanziaria (richiesta inviata con lettera anche al ministro Gelmini), e l?apertura di un confronto con il ministro stesso. Chiedono più ricerca e la riabilitazione dell?Agenzia nazionale valutazione università (Anvur) per tagliare i finanziamenti non in modo indiscriminato ma in base al merito. Ieri sera si sono ritrovati nella sala polifunzionale Cedisu di via Valotti per programmare le prossime iniziative. E per oggi invitano tutti a una lezione sulla Finanziaria di Tremonti, che terrà Marzia Barbera (docente di Diritto del lavoro) alle 10.15 nell?aula 1 di Giurisprudenza. Nelle intenzioni dei prossimi giorni, poi, due assemblee a Nord e in centro con i docenti che si sono resi disponibili, e magari anche con qualcuno che sostiene i provvedimenti Tremonti - Gelmini. «Vogliamo informare la maggior parte degli studenti possibile - dice il presidente del Consiglio rappresentativo degli studenti Dario Belletti ? prima e durante le lezioni, chiedendo la disponibilità ai professori».MI.VA.
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da "Brescia Oggi"
del 30-10-2008)
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Giovedì 30 Ottobre 2008 LA PETIZIONE. Quasi 1400 firme contro la riforma scolastica Cellatica e Gussago bocciano la Gelmini   C?è chi manifesta in strada contro il decreto Gelmini e chi invia una petizione al ministro all?Istruzione e alle più alte cariche dello Stato per protestare contro la riforma. A raccogliere le firme - ben 1391 - sono stati i genitori e gli insegnanti delle otto scuole elementari e materne del Circolo didattico di Gussago-Cellatica che le hanno depositate in direzione didattica. La lettera riassume quanto emerso in due incontri. Genitori e insegnanti si sono infatti riuniti in assemblea martedì scorso e hanno discusso del decreto. I temi più scottanti: il maestro unico, la riduzione a 24 ore del curricolo obbligatorio e la valutazione decimale, il piano di tagli di risorse umane alla formazione. I rappresentanti dei genitori hanno sottoscritto il documento che era stato inviato a tutte le famiglie dopo la riunione del Consiglio di circolo, condividendo le forti preoccupazioni espresse nei numerosi interventi in assemblea. Sottolineando l'elevata qualità dell'insegnamento e delle sperimentazioni didattiche a Cellatica e Gussago, genitori e insegnanti esprimono «netta contrarietà ad una riforma che, al contrario delle precedenti, di qualsiasi colore politico, modifica profondamente un modello scolastico che ha avuto successo». Nella lettera si legge inoltre: «Pur avendo letto e commentato insieme il decreto, non comprendono quale pensiero pedagogico ci possa essere alla base di un intervento che ci porta indietro di trent'anni. Forti della consapevolezza che la scuola primaria italiana è considerata eccellente in numerosi studi e statistiche internazionali, convinti che vada difeso il diritto all'istruzione e alla formazione dei cittadini, si dichiarano contro la riduzione del tempo scuola con il conseguente impoverimento dell'offerta formativa, il ritorno al maestro unico, l'aumento medio degli alunni per classe e l'attacco insomma alla scuola elementare». C.M.
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da "Basilicanet.it"
del 30-10-2008)
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SIMONETTI: DAGLI STUDENTI LUCANI IL NO ALLA CONTRORIFORMA 30/10/2008 13.16.55 [Basilicata] (ACR) - ??Migliaia di studenti delle scuole superiori di Potenza, hanno percorso ieri in corteo alcune delle principali vie della città. La manifestazione di protesta contro la riforma della scuola si è conclusa nella sede di Rione Francioso dell'Università degli Studi della Basilicata. I giovani studenti, delle scuole superiori, con questo gesto hanno voluto sottolineare il fatto che il Governo non si fermerà con la controriforma e che, la prossima settimana andrà ad inficiare pesantemente la vita democratica dell??Università. I giovani hanno dimostrato di aver perfettamente compreso la gravità della situazione che coinvolge gli Atenei?. Sono le considerazioni della presidente del gruppo regionale del Prc, Emilia Simonetti, dopo la manifestazione di ieri degli studenti a Potenza. ??La riforma della scuola, voluta dal Ministro Mariastella Gelmini ?? afferma Emilia Simonetti - prevede numerosi cambiamenti: dal maestro unico al blocco del turn over nei prossimi tre anni per circa 150 mila insegnanti, dal ritorno al grembiule al voto in condotta (e alle cifre da uno a 10 per le valutazioni nelle singole materie). Sul maestro unico, uno dei punti più contestati da tutte le forze politiche di sinistra e dai sindacati, il decreto prevede l??abolizione, a partire dal prossimo anno, del team di insegnanti alle elementari (ora sono tre per due classi). Quanto alle ore del tempo pieno, queste saranno coperte dallo stesso maestro unico, che dovrebbe lavorare un maggior numero di ore. Gli studenti non fermeranno ?? aggiunge l??esponente del Prc - la protesta che continuerà, mi auguro, ad essere pacifica, trasversale e non violenta. La manifestazione di oggi a Piazza Esedra a Roma è una forte risposta all'arroganza di questo Governo e l??approvazione del decrato Gelmini che è avvenuta al Senato italiano, nel mezzo delle proteste dell??intero mondo della scuola e dell??istruzione pubblica, è un vero atto di arroganza del Governo delle destre. II movimento potentino, dalle scuole superiori all??università, ha preparato una corposa adesione alla manifestazione nazionale di oggi, giorno dello sciopero nazionale indetto dai sindacati confederali della scuola insieme a Gilda e Snals?. ??Hanno fatto notizia, nei giorni scorsi ?? ricorda Simonetti - gli zainetti del liceo scientifico ??G.Galilei? di Potenza e il comportamento degli studenti che, l??altro ieri, sono entrati in classe solo perché bisognava eleggere i rappresentanti di classe e per rimarcare la protesta, hanno deciso di appendere alle ringhiere del parcheggio, antistante l??istituto, mille zainetti. Una pacifica e originale manifestazione di protesta. Oggi, a Roma, centinaia di migliaia di persone sfileranno per salvare il futuro del Paese, il diritto al sapere, il valore della conoscenza. L??atteggiamento del Governo, che si è mostrato sordo di fronte alle richieste del popolo della scuola, rappresenta una ulteriore spinta per una battaglia destinata a caratterizzare un autunno che si preannuncia caldissimo su tanti fronti. Le minacce di Berlusconi non hanno funzionato, siamo di fronte al movimento più unito e più rappresentativo di tutta la scuola pubblica, perché vi sono all'interno di questo movimento gli studenti di ogni ordine e grado, i docenti, ma anche i cittadini che vogliono difendere la scuola pubblica dalla materna fino all'università?. ??Un movimento non guidato da estremisti di sinistra, come tenta di far credere Berlusconi. Non c??è affatto un??egemonia politica, ma la convinzione diffusa che la scuola sia un bene da difendere e da migliorare, e che questo è l??attacco quantitativamente più rilevante che sia mai stato portato alle decisioni del Ministero dell'istruzione. Confermo ?? conclude Emilia Simonetti - il mio totale sostegno alla protesta e per questo mi sento di stare ben volentieri al fianco delle famiglie, degli studenti, degli insegnanti e di tutto il personale della scuola?. (dt )
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da "Basilicanet.it"
del 30-10-2008)
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PITTELLA (PD): ALLA SCUOLA LUCANA OCCORRE UNITA?? D??INTENTI 30/10/2008 12.44.05 [Basilicata] (ACR) - ??La maggioranza di centrosinistra si è dimostrata, con atti e con iniziative pubbliche, critica e contraria alla sedicente ??riforma?? Gelmini. Lo ha fatto in modo compatto, anche se con sfumature differenti. Lo stesso consigliere regionale Gaetano Fierro, in un suo articolo pubblicato nei giorni scorsi, argomentava dettagliatamente gli effetti, preoccupanti, che tale impianto normativo produrrà sulla popolazione scolastica. Mi sorprende particolarmente, tuttavia, l??affermazione di Fierro quando dice di non avere altre sedi di confronto sui temi della scuola, per via della presunta latitanza del governo De Filippo. Le sedi istituzionali funzionano e il governo, a mio avviso, dimostra di difendere le ragioni della scuola lucana?. Lo ha detto il consigliere regionale e presidente della Prima commissione consiliare permanente, Marcello Pittella (Pd). ??Il ricorso alla Corte costituzionale promosso dalla Giunta e adottato per competenza in Prima commissione consiliare permanente, di cui Fierro è un componente, mi pare sia un atto sostanziale che difende i tagli alla scuola lucana e, al contempo, invita ad aprire una riflessione su come la maggioranza dovrà affrontare nei prossimi mesi il ridimensionamento della scuola messo in atto dal governo Berlusconi?. ??Negli incontri pubblici promossi da me e dal consigliere Di Sanza, in uno al presidente della Provincia Altobello ?? ha detto Pittella ?? è emersa la necessità di provvedere entro l??anno all??adozione di un provvedimento che scongiuri ricadute negative sulle istituzioni scolastiche. ? mia e nostra convinzione l??idea che la maggioranza dovrà proporre nella prossima Finanziaria regionale, in accordo con i sindacati, una proposta quadro a sostegno della scuola e di un vero diritto allo studio, oltre ad azioni di sostegno per ragazzi particolarmente difficili affinché l??accesso allo studio sia mezzo reale di opportunità e di crescita. Solo così potremo garantire un sviluppo di qualità alla Basilicata, che potrà avvenire attraverso le disponibilità dei saperi e delle conoscenze?. ??Dico al consigliere Fierro che la Regione siamo noi, non altri, e quindi spetta a noi l??unità di intenti e l??unitarietà delle proposte, anche se corroborate da legittime ma mai fuorvianti sollecitazioni?. (dt )
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da "Panorama.it"
del 30-10-2008)
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- Italia - http://blog.panorama.it/italia - Scuola in corteo: è il giorno dello sciopero generale Posted By redazione On 30/10/2008 @ 9:58 In Headlines | 2 Comments Hanno già cominciato ad affluire verso piazza della Repubblica, in una giornata che si è aperta con un tempo piovoso, i manifestanti che sfileranno oggi per le vie di Roma per contestare le politiche del Governo in materia di istruzione, in concomitanza con lo sciopero generale della scuola proclamato dai sindacati di categoria (Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda e Snals). Centinaia di pullman e diversi treni speciali hanno portato a Roma, da tutta Italia, i lavoratori del settore. Ma in piazza ci saranno anche tante famiglie e studenti, compresi gli universitari che sin dall'inizio hanno solidarizzato con la protesta della scuola. Si contesta il decreto Gelmini, [1] approvato ieri in via definitiva al Senato, che ripristina il maestro unico alle elementari, con il rischio di mettere in discussione la "tenuta" del tempo pieno, ma non solo. Nel mirino ci sono i tagli dei posti di lavoro e degli orari di lezione, il dimensionamento della rete scolastica (con l'accorpamento di istituti con pochi alunni), la mancanza di investimenti nel settore. Il corteo si snoderà per le vie del centro e arriverà a piazza del Popolo, dove sono previsti i comizi finali. La [2] grande manifestazione organizzata dai sindacati del settor è partita intorno alle 9,30 da piazza della Repubblica: la testa del corteo si sta avviando verso piazza Barberini, mentre la coda ancora non si è mossa e al momento si trova a piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini. In piazza della Repubblica continuano a confluire gruppi di manifestanti, soprattutto studenti. I professori, infatti, si trovano quasi tutti in testa al corteo. Coloratissima la partecipazione: bandiere dei sindacati e dei partiti di sinistra, soprattutto tanti striscioni come "Maestro unico? No grazie, tutti in piazza come un unico maestro", "La scuola siamo noi, i fannulloni siete voi", "La scuola è pubblica e non si tocca" oppure "Se il decreto non si arresta non si ferma la protesta". Il corteo è anche molto rumoroso: si suonano fischietti, si battono tamburi e si gridano cori contro il Governo. Gettonatissimi, ovviamente, quelli contro il ministro dell'Istruzione, [3] Maria Stella Gelmini. Numerosi anche gli studenti universitari che pur non essendo in sciopero hanno aderito alla manifestazione dei sindacati della scuola: chiudono il corteo insieme ai ricercatori precari. Il [4] segretario del Pd Walter Veltroni e il [5] segretario della Cgil Guglielmo Epifani si sono aggiunti alla testa del corteo partito da Piazza della Repubblica a Roma. "La nostra protesta non si ferma", ha promesso Epifani spiegando che il referendum è "uno degli strumenti ma non il solo". "Per il sindacato il referendum non è la via maestra - conclude il numero uno della Cgil lo sono invece le lotte sindacali". "Il Governo" ha fatto eco l'ex sindaco di Roma "dovrebbe avere il desiderio di ascoltare la società italiana e questa di oggi è una parte importante della società, c'è tutto il mondo della scuola". Il leader Pd è stato, poi, raggiunto da [6] Antonio Di Pietro che è sbucato facendosi largo tra i simpatizzanti. Nella bolgia c'è appena il tempo di un'affettuosa stretta di mano: pochi minuti ma importanti dopo la presenza-assenza del leader Idv dalla piazza del Circo Massimo, per la grande manifestazione del Pd di sabato scorso. invece partito da piazza Cairoli il corteo milanese nell'ambito dello sciopero della scuola si è di fatto spezzato in due: la parte con genitori, sindacati e piccole rappresentanze di partiti politici della sinistra è stata lasciata andare verso il percorso previsto, mentre gli studenti sono fermi in piazza Cairoli e dovrebbero entro breve partire lungo lo stesso percorso. Tra questi gli alunni del liceo Artistico di Brera che, truccati da clown, sfilano dietro uno striscione con la rappresentazione dell'Ultima cena di Leonardo da Vinci che recita "Che questa sia l'ultima". Tre studenti, inoltre, sostengono un altro striscione che riproduce il volto del ministro dell'Istruzione truccata da pagliaccio e con la scritta: "Il regime dei buffoni". Slogan di protesta ma anche tante rime ironiche al corteo milanese. La parola d'ordine più diffusa è "Giù le mani dalla scuola pubblica" e "La scuola pubblica non si tocca": almeno tre striscioni con queste scritte sono portati dai bambini delle scuole elementari. Molti criticano la riforma che impone il maestro unico: "Maestro unico no grazie: tutti in piazza come un unico maestro", "Un maestro uguale meno cultura", "Maestro unico: ora dateci pennino e calamaio", "Meno insegnanti più bambini ignoranti", "Nella scuola pubblica sono i bambini ad essere unici", "Siamo contro il pensiero unico". Tanti manifesti prendono di mira l'introduzione del grembiule: "non basta il grembiule per coprire l'ignoranza in cui sprofonda la vostra arroganza". LEGGI ANCHE: [7] Approvato il decreto Gelmini - [8] Scontri a Roma tra studenti - [9] Le novità introdotte dalla riforma Gelmini - [10] Veltroni: referendum sulla legge - [11] La Gelmini star di Facebook - [12] I siti della protesta - [13] La cura Gelmini, punto per punto. Partecipa al [14] FORUM
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da "Varesenews"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Busto Arsizio - Attività didattica paralizzata in tutta la città. In molti dalle superiori a Milano. Il coordinamento degli studenti prepara un corteo cittadino Alta adesione allo sciopero nelle scuole bustocche Adesione alta allo sciopero nazionale della scuola negli istituti di Busto Arsizio. Quasi tutte le scuole, dalle primarie alle superiori, sono chiuse o a ritmo ridottissimo. Al liceo artistico Candiani l'adesione tocca la punta massima dell'80% dei professori e solo una quindicina su oltre 100 è andato a scuola. inutile dire che le lezioni sono state fermate in toto. Situazione non molto diversa all'istituto professionale Verri dove oltre il 70% dei professori si è astenuto dal lavoro fermando, praticamente, tutta la scuola. Oltre che dalle scuole superiori la partecipazione allo sciopero è stata massiccia anche negli istituti comprensivi, quelli maggiormente toccati dal decreto Gelmini approvato ieri. Così all'istituto comprensivo Galilei (2 materne, 2 elementari e 2 scuole medie) tre scuole sono completamente chiuse mentre le altre tre lavorano a ritmo ridotto; anche qui l'adesione ha superato il 50%. Poco stupore da parte dei presidi che commentano la situazione tutti allo stesso modo definendo «prevista l'alta partecipazione». La mobilitazione dei giorni scorsi, dunque, ha toccato anche il "profondo nord" dove sembrava che le acque fossero meno agitate che nelle città più grandi. Riguardo alla partecipazione degli studenti alla grande manifestazione di Milano non ci sono numeri ma dal Candiani, a capo della protesta studentesca bustocca, in molti hanno preso il treno per raggiungere il capoluogo e unirsi ai manifestanti. Il preside della scuola Andrea Monteduro sottolinea il fermento di questi giorni: «I ragazzi stanno mettendo in atto una protesta ordinata e finalizzata sia a capire e far capire i contenuti dei decreti che a dare segnali di contrarietà netta - spiega il dirigente scolastico - martedì i rappresentanti di istituto delle scuole bustocche si sono unite in un coordinamento che prevede proprio di fare delle vere e proprie lezioni per spiegare i contenuti insieme ad alcuni professori che hanno accettato di buon grado. Inoltre credo che sia in previsione un corteo anche a Busto nei prossimi giorni». A confermare le parole del preside Monteduro è Alessandro Luoni, rappresentante d'istituto del Candiani, già protagonista di un'occupazione morbida e tra i promotori del coordinamento: «Stiamo confrontandoci con insegnanti e studenti per creare qualcosa di costruttivo in questo momento di protesta diffusa - spiega - con tutta probabilità durante la prossima settimana ci sarà un corteo che raggrupperà tutte le scuole di Busto Arsizio. Non abbiamo ancora deciso il giorno ma stiamo lavorando intensamente per unire i vari fronti e creare qualcosa di veramente unitario. Non vogliamo protestare solo per far casino, vogliamo capire i contenuti di questi decreti che ci toccano da vicino e spiegarli a chi ancora non sa cosa si sta decidendo sopra le nostre teste». Giovedi 30 Ottobre 2008 Orlando Mastrillo
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da "Affari Italiani (Online)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Istruzione/ Sciopero generale, la scuola si ferma. Il kit dei panterini: essere informato per protestare Gioved 30.10.2008 10:00 10:01 La protesta in diretta radio di 19 atenei Oltre venti web radio universitarie a reti unificate daranno voce a ciò che sta accadendo in atenei, scuole e piazze. Fino alle 12 su in onda una diretta a staffetta per raccontare e documentare - grazie agli inviati di Raduni, l'Associazione nazionale degli operatori radiofonici e televisivi - i cortei, le manifestazioni e le assemblee in tutte le città italiane 09:57 Epifani, non c'è solo il referendum "Faremo il possibile per contrastare la riforma della scuola targata Gelmini" ha detto il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, che all'altezza di via Barberini è entrato ala testa del corteo nazionale di protesta organizzato da Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals. Il leader della Cgil ha spiegato che quella del governo non è una riforma ma "un'esigenza di blancio". "Faremo il possibile per contrastarla. Il referendum è solo uno degli strumenti a disposizione, ma per il sindacato ci sono moltissime altre strade" 09:51 Corteo di studenti a Ischia Proteste e corteo di studenti, contro la riforma Gelmini, oggi a Ischia (Napoli). Un corteo di circa duecento studenti è partito da piazza Antica reggia, a Ischia Porto. Slogan e cori vengono urlati contro il ministro Gelmini e il governo Berlusconi 09:50 Torino, al via anche il secondo corteo Sono circa diecimila ma il numero è destinato ad aumentare, gli studenti, gli insegnanti e i genitori del corteo partito ora da piazza Arbarello a Torino. Ad aprire la manifestazione un furgone con lo striscione "Giù le mani dal nostro futuro", poi bandiere colorate e altri striscioni come "Mariastella, stellina la riforma è una rovina" oppure 'Il governo dei dementi toglie soldi agli studenti'. Molti genitori delle scuole elementari con un fiore di carta con la scritta "La scuola pubblica è un fiore all'occhiello". Il corteo percorrerà le vie del centro dove si uniranno quelli partiti da palazzo Nuovo per confluire in Piazza Castello, dove l'orchestra del Teatro Regio proporrà un momento musicale "di solidarietà" agli studenti 09:42 Torino, partito corteo degli universitari E' da poco partito da palazzo Nuovo il corteo degli studenti universitari delle facoltà umanistiche di Torino. Gli studenti, alcune centinaia, si stanno dirigendo verso piazza Arbarello in cui si stanno concentrando gli altri studenti delle scuole medie superiori e in cui confluiranno anche gli universitari di altre facoltà e del Politecnico. Il corteo sta sfilando in via Po dietro lo striscione con la scritta "Tutta l'università contro la Gelmini" e con numerosi cartelli satirici sulla riforma e sullo stato dell'università italiana: "Riforma Gelmini nuoce gravemente alla salute" riporta un cartello con il disegno di un pacchetto di sigarette, oppure "Offresi baby-sitter, una laurea, due master e dottorato di ricerca". Con gli universitari sfilano anche i precari della ricerca molti dei quali in camice bianco 09:40 Centinaia di pullman bloccati alle porte di Roma Ingorgo alle porte di Roma dove centinaia di pullman diretti alla manifestazione sono bloccati per il traffico 09.37 Parte il Corteo E' partito da piazza della Repubblica, sotto la pioggia, il corteo promosso dai sindacati confederali per protestare contro la riforma Gelmini. Il corteo di migliaia di persone, preceduto da un triplo cordone di forze di polizia, è aperto da un camioncino che "spara" musica a tutto volume e costellato da centinaia di palloncini colorati. Tanti gli slogan e gli striscioni: "Tagli malefici" e' la scritta che campeggia sotto una gigantesca silhouette del ministro Gelmini, raffigurata come una strega di Halloween. "Gelmini e Carfagna sarte subito", proclama un altro striscione. 08:40 Roma, piazza Esedra gremita Manca più di mezz'ora all'avvio del corteo organizzato dai confederali Flc-Cgil, Uil e Cisl scuola e piazza della Repubblica (chiamata anche piazza Esedra) è già gremita di bandiere, palloncini e stendardi dei sindacati. Tanti i ragazzi che, a fianco dei professori, protestano contro la riforma Gelmini e i tagli alla scuola. Fischietti, tamburelli e musica allietano l'attesa per la partenza, prevista intorno alle 9. Immancabili, anche oggi, i 'santini' con il volto del ministro Gelmini, nominata 'beata ignoranza' 08:38 Studenti in piazza da Ancona a Torino L'Unione degli universitari (Udu) annuncia che oggi gli studenti medi e universitari scenderanno in piazza ad Ancona, Cagliari, Catania, L'Aquila, Lecce, Palermo, Pavia e Torino, dove i cortei cittadini sfileranno per le città in contemporanea con la manifestazione nazionale di Roma 08:21 In piazza anche i genitori Centinaia di pullman e diversi treni speciali hanno portato a Roma, da tutta Italia, i lavoratori del settore. In piazza ci saranno anche tante famiglie e studenti, compresi gli universitari che sin dall'inizio hanno solidarizzato con la protesta della scuola. Si contesta il decreto Gelmini, approvato ieri in via definitiva al Senato, che ripristina il maestro unico alle elementari, con il rischio di mettere in discussione la "tenuta" del tempo pieno, ma non solo. Nel mirino ci sono i tagli dei posti di lavoro e degli orari di lezione, il dimensionamento della rete scolastica (con l'accorpamento di istituti con pochi alunni), la mancanza di investimenti nel settore 07:29 A Roma corteo anche degli universitari Due i cortei che si muoveranno per le strade della Capitale. Oltre a quello da piazza Esedra una ulteriore manifestazione partirà dall'università La Sapienza. Alle nove dalla città universitaria un corteo di studenti si muoverà per raggiungere i dimostanti che aderiscono alla manifestazione indetta dai sindacati 07:26 Attesi migliaia di studenti a Roma Sono attesi migliaia di studenti a Roma per la manifestazione. Il corteo principale partirà alle nove da piazza Esedra, attraverserà le strade del centro e raggiungerà Piazza del Popolo. Previsto l'intervento del leader della Cgil Guglielmo Epifani < < pagina precedente
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da "RomagnaOggi.it"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
30 ottobre 2008 - 11.29 (Ultima Modifica: 30 ottobre 2008) BOLOGNA - Migliaia di studenti universitari e delle scuole superiori hanno partecipato giovedì mattina a Bologna alla manifestazione contro il decreto Gelmini. I manifestanti si sono radunati in piazza Nettuno e Piazza Maggiore. Il corteo è stato autorizzato marciare fino a via Castiglione davanti alla Chiesa di Santa Lucia. "No alla fondazione, sì alla formazione", "Tremonti-Gelmini giù le mani dai bambini", "Noi la crisi non la paghiamo. Indietro non si torna", sono alcuni degli slogan che campeggiano sugli struscioni esposti dai manifestanti. Il serpentone è stato controllato a distanza da un cordone di poliziotti che hanno proceduto la prima linea di manifestanti armati di fischietti, megafono e fumogeni. Presenti anche alcuni rappresentanti dei sindacati Rdb e Cobas che hanno esposto alcune bandiere malgrado gli studenti avessero chiesto di non esporre simboli sindacali.
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da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
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Per il gup Paolo Micheli sono estremamente forti i rischi di fuga all’estero per la ragazza americana eun pericolo di inquinamento dell’indagine attraverso una massiccia e morbosa campagna mediatica proveniente da oltre Oceano
" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Cronaca SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa PERUGIA / L'OMICIDIO DI MEREDITH No ai domiciliari per Amanda e Raffaele c'è il pericolo di fuga all'estero Per il gup Paolo Micheli sono estremamente forti i rischi di fuga all?estero per la ragazza americana e un pericolo di inquinamento dell?indagine attraverso una massiccia e morbosa campagna mediatica proveniente da oltre Oceano Perugia, 29 ottobre - Restano in carcere Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Per il gup Paolo Micheli sono estremamente forti i rischi di fuga all?estero per la ragazza americana e ci sarebbe anche un pericolo di inquinamento dell?indagine attraverso una massiccia e morbosa campagna mediatica proveniente da oltre Oceano. L?avvocato Luciano Ghirga, legale di Amanda Knox, ha parlato di una decisione del Gup “totalmente priva di fondamento”. Condanna a 30 anni per Rudy. Processo per Amanda e Raffaele - OMICIDIO REGGIANI 29 anni a MailatMULTIMEDIA Meredith uccisa in casa e il processo Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (95 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (47 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (35 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (34 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (18 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (16 commenti) Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa (11 commenti) E' la guerra dell'Happy Hour Baristi contro il regio decreto (10 commenti) 13:12:27 - Nello sport c'e' chi vince spesso e chi perde spesso ma un conto e' lottare tra i coltello tra i den[...] I Menarini: "Arrigoni per ora rimane, ma a Cagliari deve vincere" 12:59:46 - ottima scelta bracciali ragazzo sempre educato e irrepresenbile in campo tipo wimbledon 2006 dove su[...] Daniele Bracciali consigliere FIT12:55:31 - Bolelli ha fatto match pari con Blake ed è uscito sconfitto senza riuscire ad invertire il trend di [...] Bolelli spreca un'altra chance12:44:21 - BEATO REGINALDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!![...] Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa12:35:02 - Cinque anni per una causa civile. Penso che molti non conoscano la realtà della giustizia in Italia:[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando"12:34:48 - Per me è un pessimo risultato. Blake non è quello dlle ultime stagioni e Bolelli doveva batterlo. Ce[...] Bolelli spreca un'altra chance12:25:41 - Era da un po che non vedevo giocare Bolelli e ieri sera ho visto dei miglioramenti sugli spostamenti[...] Bolelli spreca un'altra chance Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno La moda secondo Mary-Kate e Ashley Olsen Gemelle e attrici, ma anche trend-setter. Le due giovani star hanno scritto un libro a quattro mani, intitolato 'Influence', in cui parlano della loro visione della moda e dispensano consigli di stile GUARDA LE FOTO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec iv>
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da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
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L'ex presidente sul palco in Florida con candidato democratico. McCain stizzito replicaattaccando sui finanziamenti per la campagna elettorale. Ma perde ancora nei sondaggi
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Non è l?ultimo appello agli indecisi da oggi al voto, ma è senza dubbio il più ambizioso. E ambizioso è anche il progetto di governo: “Se busserete ad alcune porte per me, se andrete a votare per me - ha detto, chiudendo in diretta da un megacomizio in Florida il suo megaspot - cambieremo questo paese e cambieremo il mondo”. Nonostante il grande entusiasmo che la sua campagna elettorale ha suscitato, molti americani di lui sanno poco o nulla. Sono soprattutto quelli che vivono lontano dalle metropoli, nell?America profonda, dal Midwest agli Appalachi. Mezz?ora come questa può essere vitale per lanciare la volata finale prima del voto. “Dal punto di vista tecnico è stato un messaggio maledettamente perfetto, geniale”, lo ha definito Mark Halperin, uno dei grandi nomi di Time magazine. “Una mezz?ora di grande televisione”. Solo Cnn non ha mandato in onda lo spot, visto da milioni di spettatori su Cbs, Nbc e Fox e sui canali via cavo Univision, Bet, Msnbc e TV One. Abc manderà in onda lo spot nei prossimi giorni. Obama ha alternato momenti di dialogo con i telespettatori, schegge di comizi della lunga campagna elettorale e storie di gente comune, stritolata da un?America che ha dimenticato di prendersi cura della classe media. Storie drammatiche e commoventi al contempo. Il democratico era la voce narrante nel racconto del regista Davis Guggenheim (lo stesso di “Una scomoda verità”, il documentario da Oscar dell?ex vicepresidente Al Gore sull?effetto serra) e al termine di ogni segmento è entrato nel dettaglio del suo programma di governo, guardando dritto alla telecamera, da un ufficio che sembra una fotocopia dello Studio Ovale della Casa Bianca. Posti di lavoro, istruzione, sanità: il messaggio è indirizzato alle famiglie. E le storie di vita sono state scelte per risuonare con un elettorato particolare. quello del Kentucky, dell?Ohio, della Florida, del New Mexico. Fino a quattro anni fa erano tutti Stati repubblicani, quest?anno sono confronti dove i democratici possono mettere a segno una storica vittoria con il più atipico dei candidati. I personaggi? Una madre che fa i conti con costi impossibili della sanità, costretta a razionare il cibo ai figli: ciascuno ha un ripiano nel frigorifero e sa che deve farsi durare la sua parte per una settimana. Un anziano del Kentucky (ha 72 anni, come McCain) costretto a lavorare anche se è già in pensione, per pagare i 12 farmaci per curare la moglie, senza copertura medica. ”Non sono un uomo perfetto e non sarò un presidente perfetto, ma saro sempre onesto, vi dirò sempre quello che penso, vi ascolterò”. Sono parole che assomigliano a quelle del giovane Bill Clinton, un volto nuovo nel 1991: I?ll always be with you until the last dog dies”, vi resterò al fianco per sempre, fino alla fine. Il messaggio mescola alla politica anche il personaggio Obama, le radici del Kansas, il rapporto con la madre, il padre del Kenya, visto una sola volta, il padre che lo ha cambiato con la sua assenza, non la sua presenza. E il padre Obama, quello che ha letto, pagina dopo pagina, tutti i libri di Harry Potter alle sue figlie. MACCAIN STIZZITO McCain ha commentato con stizza, in una intervista a Larry King, su Cnn, notando la differenza di mezzi tra lui e il suo avversario. Le parole di McCain sono andate in onda poco dopo il mega spot di Obama. “Aveva firmato un documento per dire che avrebbe accettato i finanziamenti pubblici e ha mentito. Noi sappiamo da dove arrivano tutte le donazioni che ha ricevuto”. Oltre 660 milioni di dollari, più di George Bush e John Kerry, gli sfidanti del 2004, messi insieme e il doppio di McCain. La differenza si vede nei numeri. Obama manda in onda una media di 7.700 spot televisivi ogni giorno, il doppio rispetto all?avversario, e può permettersi messaggi di oltre un minuto, mentre McCain non supera i 30 secondi. Nelle ultime settimane Obama ha comprato spazi anche durante programmi seguitissimi e quindi costosissimi come le partite di football americano, le fiction e i programmi televisivi in prima serata. Tenendo conto del fatto che gli spot sono concentrati in un piccolo numero di stati incerti, si ha l?idea della potenza di fuoco di Obama in Pennsylvania, Virginia, Florida, Colorado, Nevada, e nel Midwest. Obama ha speso 150 milioni di dollari in inserzioni su circuiti televisivi locali, 30 milioni su reti nazionali e via cavo. McCain ha speso in tutto 13 milioni di dollari. BILL CLINTON A FIANCO DI OBAMA Bill Clinton e Barack Obama hanno fatto la loro prima apparizione congiunta all?Osceola Park a Kissimmee in Florida. Clinton ha introdotto il candidato democratico davanti a una folla di circa 40mila persone e ha detto che ci sono quattro ragioni principali per eleggere Barack Obama. La prima è la “filosofia, una filosofia che vuol far partire le cose dal basso verso l?alto e non viceversa. La seconda è nelle politiche. Ho visto i suoi programmi sull?educazione, sull?energia, sulla sanità e sono politiche tagliate sulle esigenze del paese”. Clinton ha anche detto che la terza risorsa di Obama è nella sua capacità di decidere e la quarta è la sua capacità di eseguire “come prescritto nella costituzione Barack Obama è il chief executive ideale per il nostro paese”. Clinton ha parlato a braccio, appena finito ha abbracciato Obama e gli ha ceduto il podio. E? toccato a Obama a quel punto motivare la folla, chiedere a tutti di mobilitare il voto per martedì 4 novembre “perchè il futuro del nostro paese è nelle vostre mani”. La Florida è uno degli stati decisivi per l?esito di queste elezioni presidenziali. Secondo due sondaggi di oggi il distacco era nel primo caso di 2 punti, 47 per McCain e 49 per Obama e secondo Bloomberg era invece di 7 punti, 43 a 50. La media è comunque calcolata in un vantaggio di cinque punti per Barack Obama. Gli Stati in cui Obama e McCain si confrontano sono anche l?Ohio, Nord Carolina e Pennsylvanya che hanno complessivamente 82 voti elettorali. Le reti televisive hanno trasmesso solo l?inizio dell?apparizione congiunta di Obama e Clinton e la Cnn ha ospitato John McCain al talk show Larry King live. SONDAGGI: OBAMA AUMENTA IL VANTAGGIO A cinque giorni dalle presidenziali Usa del 4 novembre prossimo, Barack Obama allunga ancora su John McCain e torna al 50 per cento dei consensi, per la settima volta in dieci rilevamenti consecutivi, contro il 43 per cento dell?avversario, che retrocede quindi di un punto percentuale rispetto alla quota su cui era sembrato essersi consolidato. Il candidato democratico ha dunque un vantaggio di 7 punti nei confronti dell?esponente repubblicano, che in oltre tre settimane non è mai riuscito ad andare oltre il 45 per cento come massimo; Obama inoltre ne ha guadagnati ulteriori 2 rispetto a ieri. E il tempo per McCain ormai stringe sempre di più. Questo il verdetto dell?ultimo aggiornamento in ordine di tempo del sondaggio realizzato dall?istituto demoscopico ?Zogby? per conto dell?agenzia di stampa ?Reuter?s? e del notiziario telematico ?C-Span?, e che è corretto ogni 24 ore sulla base di blocchi di tre giorni consecutivi, così da garantire la massima attendibilità possibile. «Non è una buona notizia per McCain», ha commentato l?autore del sondaggio, John Zogby. «Per qualche giorno il confronto si era fatto serrato, ma adesso sta tornando a essere come prima»: cioè, almeno in apparenza, senza alcuna possibilità di successo per l?anziano eroe della Guerra del Vietnam. Obama in 30 minuti: la docu-fiction trasmessa in tvBill e Obama sfidano i sondaggisti - Palin si candida per il 2012 - ELEZIONI USA La mappa interattiva dei sondaggiObama o McCain, chi vincerà? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (95 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (47 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (35 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (34 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (18 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (16 commenti) Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa (11 commenti) E' la guerra dell'Happy Hour Baristi contro il regio decreto (10 commenti) 13:12:27 - Nello sport c'e' chi vince spesso e chi perde spesso ma un conto e' lottare tra i coltello tra i den[...] I Menarini: "Arrigoni per ora rimane, ma a Cagliari deve vincere" 12:59:46 - ottima scelta bracciali ragazzo sempre educato e irrepresenbile in campo tipo wimbledon 2006 dove su[...] Daniele Bracciali consigliere FIT12:55:31 - Bolelli ha fatto match pari con Blake ed è uscito sconfitto senza riuscire ad invertire il trend di [...] Bolelli spreca un'altra chance12:44:21 - BEATO REGINALDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!![...] Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa12:35:02 - Cinque anni per una causa civile. Penso che molti non conoscano la realtà della giustizia in Italia:[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando"12:34:48 - Per me è un pessimo risultato. Blake non è quello dlle ultime stagioni e Bolelli doveva batterlo. Ce[...] Bolelli spreca un'altra chance12:25:41 - Era da un po che non vedevo giocare Bolelli e ieri sera ho visto dei miglioramenti sugli spostamenti[...] Bolelli spreca un'altra chance Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno La moda secondo Mary-Kate e Ashley Olsen Gemelle e attrici, ma anche trend-setter. Le due giovani star hanno scritto un libro a quattro mani, intitolato 'Influence', in cui parlano della loro visione della moda e dispensano consigli di stile GUARDA LE FOTO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec
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da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Si aggrava il bilancio degli attentati nella parte orientale del paese: le esplosioni hanno colpito Guwahati. I feriti sarebbero oltre trecento
" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Esteri SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ATTENTATI IN INDIA Forti esplosioni in Assam I morti sarebbero almeno 48 Si aggrava il bilancio degli attentati nella parte orientale del paese: le esplosioni hanno colpito Guwahati. I feriti sarebbero oltre trecento Guwahati, 30 ottobre 2008 - Si è ulteriormente aggravato il bilancio complessivo, ma ancora provvisorio, degli attentati in serie che si sono susseguiti oggi in Assam, nell?India orientale: secondo un portavoce del locale ministero dell?Interno, Subhas Das, il numero dei morti accertati è infatti salito ad almeno 48, mentre i feriti ammontano a oltre trecento. Le esplosioni sono state in tutto undici, tre delle quali hanno colpito Guwahati, centro principale dello Stato indiano incastonato ai confini con Cina, Bhutan, ex Birmania e Bangladesh; le altre si sono verificate in tre ulteriori località. Proprio a Guwahati il primo attacco dinamitardo, che ha fatto strage di passanti in un mercato ortofrutticolo, situato non lontano dalle sedi del Parlamento statale e del ministero per la Sicurezza; la capitale dell?Assam è Dispur, un sobborgo della stessa Guwahati. Al momento non risultano rivendicazioni, ma gli inquirenti hanno subito puntato il dito contro i guerriglieri dell?Ulfa, il Fronte Unito di Liberazione dell?Assom, denominazione del Paese in lingua assamita. L?Ulfa, che si batte per la secessione da New Delhi, è attivo dal ?79; ma è fin dalla nascita dell?India indipendente, nel 1947, che si susseguono le rivolte separatistiche, con oltre diecimila persone uccise in vent?anni. L?Assam è una delle aree meno omogenee rispetto al resto della Federazione sotto il profilo etnico, linguistico, religioso e culturale; è abitato da circa duecento gruppi diversi. Guarda la videonewsSPAGNA Attentato a Pamplona: feriti lievi Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (95 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (47 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (35 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (34 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (18 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (16 commenti) Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa (11 commenti) E' la guerra dell'Happy Hour Baristi contro il regio decreto (10 commenti) 13:12:27 - Nello sport c'e' chi vince spesso e chi perde spesso ma un conto e' lottare tra i coltello tra i den[...] I Menarini: "Arrigoni per ora rimane, ma a Cagliari deve vincere" 12:59:46 - ottima scelta bracciali ragazzo sempre educato e irrepresenbile in campo tipo wimbledon 2006 dove su[...] Daniele Bracciali consigliere FIT12:55:31 - Bolelli ha fatto match pari con Blake ed è uscito sconfitto senza riuscire ad invertire il trend di [...] Bolelli spreca un'altra chance12:44:21 - BEATO REGINALDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!![...] Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa12:35:02 - Cinque anni per una causa civile. Penso che molti non conoscano la realtà della giustizia in Italia:[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando"12:34:48 - Per me è un pessimo risultato. Blake non è quello dlle ultime stagioni e Bolelli doveva batterlo. Ce[...] Bolelli spreca un'altra chance12:25:41 - Era da un po che non vedevo giocare Bolelli e ieri sera ho visto dei miglioramenti sugli spostamenti[...] Bolelli spreca un'altra chance Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno La moda secondo Mary-Kate e Ashley Olsen Gemelle e attrici, ma anche trend-setter. Le due giovani star hanno scritto un libro a quattro mani, intitolato 'Influence', in cui parlano della loro visione della moda e dispensano consigli di stile GUARDA LE FOTO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec iv>
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da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ieri autorità tibetane in esilio in India avevano detto che il Dalai Lama ha chiamato a partecipare il mese prossimo a un incontro dei tibetani in esilio per discutere la promozione di discussioni con la Cina
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da "RomagnaOggi.it"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
30 ottobre 2008 - 11.30 (Ultima Modifica: 30 ottobre 2008) Sabina Guzzanti è pronta a tornare in tv: e lo farà in grande stile, con la partecipazione alla puntata di questa sera di "Annozero", la trasmissione televisiva di Michele Santoro che continua a far parlare di sé. "Sono felice di annunciarvi in anteprima che ho registrato tre pezzi di Berlusconi per la puntata di Annozero di giovedì sera", rivela la Guzzanti dal suo blog. La puntata di questa sera sarà intitolata "Io non ho paura" ed è dedicata alla legge Gelmini per la riforma della scuola. Si tratta di un appuntamento importante per la storia televisiva recente, visto che la Guzzanti è diventata in questi anni un simbolo dell'estremismo anti-Berlusconiano e della satira contro il governo. Il ritorno sul piccolo schermo avviene a cinque anni dallo stop a "Raiot", il suo show televisivo che nel novembre 2003 andò in onda solo con la prima delle cinque puntate previste a causa dello scandalo che suscitò nella politica la prima apparizione. Recentemente la Guzzanti è tornata a fare discutere per gli attacchi sui presunti rapporti tra il ministro Mara Carfagna e il premier Silvio Berlusconi.
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da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Lo stilista: "E' una icona di stile, una donna dinamica con carisma e notorietà". La prima campagna pubblicitaria di cui l’ex ‘spice' sarà protagonista per la primavera estate 2009
" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Gossip SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa POSH SPICE Victoria sulle orme del marito David Testimonial Armani per la linea intimo Lo stilista: "E' una icona di stile, una donna dinamica con carisma e notorietà". La prima campagna pubblicitaria di cui l?ex ?spice' sarà protagonista per la primavera estate 2009 Houston, 30 ottobre 2008 - Sarà Victoria Beckham la nuova testimonial mondiale di Emporio Armani Underwear donna. La prima campagna pubblicitaria di cui l?ex ?spice' sarà protagonista per la primavera estate 2009, verrà realizzata dai famosi fotografi Mert Alas e Marcus Piggott. «Chi meglio di Victoria Beckham per il lancio della nostra nuova campagna mondiale - ha commentato Giorgio Armani - Victoria è un?icona di stile, una donna dinamica. Il suo carisma e la sua notorietà aggiungeranno nuovo impulso alla costante crescita del business globale di Emporio Armani Underwear donna». Guarda la videonews - FOTOSTORY Coppia vip fra calcio, moda e musica Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (95 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (47 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (35 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (34 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (18 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (16 commenti) Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa (11 commenti) E' la guerra dell'Happy Hour Baristi contro il regio decreto (10 commenti) 13:12:27 - Nello sport c'e' chi vince spesso e chi perde spesso ma un conto e' lottare tra i coltello tra i den[...] I Menarini: "Arrigoni per ora rimane, ma a Cagliari deve vincere" 12:59:46 - ottima scelta bracciali ragazzo sempre educato e irrepresenbile in campo tipo wimbledon 2006 dove su[...] Daniele Bracciali consigliere FIT12:55:31 - Bolelli ha fatto match pari con Blake ed è uscito sconfitto senza riuscire ad invertire il trend di [...] Bolelli spreca un'altra chance12:44:21 - BEATO REGINALDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!![...] Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa12:35:02 - Cinque anni per una causa civile. Penso che molti non conoscano la realtà della giustizia in Italia:[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando"12:34:48 - Per me è un pessimo risultato. Blake non è quello dlle ultime stagioni e Bolelli doveva batterlo. Ce[...] Bolelli spreca un'altra chance12:25:41 - Era da un po che non vedevo giocare Bolelli e ieri sera ho visto dei miglioramenti sugli spostamenti[...] Bolelli spreca un'altra chance Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno La moda secondo Mary-Kate e Ashley Olsen Gemelle e attrici, ma anche trend-setter. Le due giovani star hanno scritto un libro a quattro mani, intitolato 'Influence', in cui parlano della loro visione della moda e dispensano consigli di stile GUARDA LE FOTO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec
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da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
La presentatrice del 'Grande fratello' in crisi con il portiere Cudicini a cui è legata da quattro anni. A gettare scompiglio l'attore Sermonti, con il quale quest'estate ha girato la fiction 'Un amore di strega'
" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Gossip SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa DA 'CHI' I dubbi di Alessia Marcuzzi Cuore diviso tra Carlo e Pietro La presentatrice del 'Grande fratello' in crisi con il portiere Cudicini a cui è legata da quattro anni. A gettare scompiglio l'attore Sermonti, con il quale quest'estate ha girato la fiction 'Un amore di strega' Milano, 29 ottobre 2008 - Alessia Marcuzzi divisa tra due fuochi. Secondo quanto riportato dal settimanale 'Chi', la bella presentatrice del 'Grande fratello' sarebbe in piena crisi con il fidanzato Carlo Cudicini, il portiere del Chelsea al quale è legata da 4 anni. A gettare scompliglio nella sua vita amorosa sarebbe stato l'attore Pietro Sermonti, conosciuto quest'estate sul set della fiction 'Un amore di strega' (in onda su Canale 5 nel 2009). I due colleghi avrebbero trascorso "mesi di passione", riporta la rivista, e questo avrebbe fatto vacillare le certezze sentimenali della Marcuzzi. La bionda Alessia si sarebbe gettata sul lavoro, trasferendosi anche a Milano per le riprese di una nuova sit-com di Italia 1, intitolata 'Vous les femmes', e starebbe seriamente riflettendo sul da farsi. Da una parte, starebbe cercando di capire se quello con l'attore è vero amore o un semplice flirt, dall'altra non vuole rinunciare alle certezze che l'amore con Cudicini le ha dato (il calciatore è anche diventato un punto fermo nella vita del figlio di 7 anni, Tommaso). Chi la conosce bene - si legge ancora su 'Chi' - sostiene che in questo momento le quotazioni sono a favore di Cudicini, con il quale, se dovessero tornare insieme, farebbe subito un figlio. Alessia, una lunga carriera in tv Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (95 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (47 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (35 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (34 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (18 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (16 commenti) Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa (11 commenti) E' la guerra dell'Happy Hour Baristi contro il regio decreto (10 commenti) 13:12:27 - Nello sport c'e' chi vince spesso e chi perde spesso ma un conto e' lottare tra i coltello tra i den[...] I Menarini: "Arrigoni per ora rimane, ma a Cagliari deve vincere" 12:59:46 - ottima scelta bracciali ragazzo sempre educato e irrepresenbile in campo tipo wimbledon 2006 dove su[...] Daniele Bracciali consigliere FIT12:55:31 - Bolelli ha fatto match pari con Blake ed è uscito sconfitto senza riuscire ad invertire il trend di [...] Bolelli spreca un'altra chance12:44:21 - BEATO REGINALDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!![...] Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa12:35:02 - Cinque anni per una causa civile. Penso che molti non conoscano la realtà della giustizia in Italia:[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando"12:34:48 - Per me è un pessimo risultato. Blake non è quello dlle ultime stagioni e Bolelli doveva batterlo. Ce[...] Bolelli spreca un'altra chance12:25:41 - Era da un po che non vedevo giocare Bolelli e ieri sera ho visto dei miglioramenti sugli spostamenti[...] Bolelli spreca un'altra chance Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno La moda secondo Mary-Kate e Ashley Olsen Gemelle e attrici, ma anche trend-setter. Le due giovani star hanno scritto un libro a quattro mani, intitolato 'Influence', in cui parlano della loro visione della moda e dispensano consigli di stile GUARDA LE FOTO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec v>
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da "Varesenews"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Malpensa - Intervento del senatore della Lega Nord Rizzi: "Malpensa è viva e vitale" «La partita su Malpensa e' tutt'altro che chiusa e il governo non potra' non tener conto che il nostro aeroporto e' vitale per l'economia non solo della Padania ma di tutto il paese. Fiumicino e' solo l'assistenzialismo . Capisco il Pd ormai allo sbando che si attacca alle frattaglie, col solo intento di sobillare la folla!». Cosi' il senatore della Lega Fabio Rizzi sulle polemiche del Partito Democratico nel nord relative a Malpensa e ai fondi per Roma e Catania riportate oggi su alcuni quotidiani nazoinali. Tornando a polemizzare invece con il Pd Rizzi rileva come sulla legge Gelmini, «quattro gatti hanno devastato la citta' con atti di teppismo tipici della sinistra a difesa delle sue falsita', mentendo sapendo di mentire. Ricordo che la Lega piu' volte e' scesa in piazza con milioni di persone, dal Po a Roma a Venezia, ma mai il benche' minimo incidente. Che imparino, loro che si ritengono depositari della cultura e del welfare, la civilta' dai "rozzi leghisti»". Giovedi 30 Ottobre 2008
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da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Secondo quanto riporta una fonte, "nel 2009 Michael toccherà 30 città diverse" portando in giro per il mondo le sueperformance che, in passato, hanno entusiasmato migliaia di fan
" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Musica SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa L'EVENTO Il tour mondiale di Jackson A distanza di tredici anni Secondo quanto riporta una fonte, "nel 2009 Michael toccherà 30 città diverse" portando in giro per il mondo le sue performance che, in passato, hanno entusiasmato migliaia di fan Los Angeles, 28 ottobre 2008 - A distanza di 13 anni dal suo ultimo tour mondiale, Michael Jackson si sta preparando per riportare i suoi incredibili show in giro per il globo. Una tournée di 30 tappe che dovrebbe riportare Jacko in giro per i continenti. A rivelare quella che per ora è solo un?indiscrezione è stata una fonte anonima, intervistata dal Sun. Secondo l?informatore, "nel 2009 Michael toccherà 30 città diverse". "Mi ha detto che vuole farlo per i suoi bambini, perché possano vedere quello che sa fare - ha detto la fonte - Li porterà in tour con sè. In questi giorni sarà a Los Angeles per definire gli ultimi dettagli". MULTIMEDIA Jacko, un mito della musica Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (95 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (47 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (35 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (34 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (18 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (16 commenti) Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa (11 commenti) E' la guerra dell'Happy Hour Baristi contro il regio decreto (10 commenti) 13:12:27 - Nello sport c'e' chi vince spesso e chi perde spesso ma un conto e' lottare tra i coltello tra i den[...] I Menarini: "Arrigoni per ora rimane, ma a Cagliari deve vincere" 12:59:46 - ottima scelta bracciali ragazzo sempre educato e irrepresenbile in campo tipo wimbledon 2006 dove su[...] Daniele Bracciali consigliere FIT12:55:31 - Bolelli ha fatto match pari con Blake ed è uscito sconfitto senza riuscire ad invertire il trend di [...] Bolelli spreca un'altra chance12:44:21 - BEATO REGINALDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!![...] Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa12:35:02 - Cinque anni per una causa civile. Penso che molti non conoscano la realtà della giustizia in Italia:[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando"12:34:48 - Per me è un pessimo risultato. Blake non è quello dlle ultime stagioni e Bolelli doveva batterlo. Ce[...] Bolelli spreca un'altra chance12:25:41 - Era da un po che non vedevo giocare Bolelli e ieri sera ho visto dei miglioramenti sugli spostamenti[...] Bolelli spreca un'altra chance Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive? La foto del giorno La moda secondo Mary-Kate e Ashley Olsen Gemelle e attrici, ma anche trend-setter. Le due giovani star hanno scritto un libro a quattro mani, intitolato 'Influence', in cui parlano della loro visione della moda e dispensano consigli di stile GUARDA LE FOTO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec
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del 30-10-2008)
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del 30-10-2008)
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del 30-10-2008)
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Angeletti: "Non ci rassegnamo al fallimento dell'operazione". La società convoca il consiglio di amministrazione: l'accordo era una condizione per l'offerta per Alitalia
" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa IL FUTURO DI ALITALIA Rottura coi sindacati, Colaninno preoccupato Le nove sigle si incontrano nel pomeriggio Angeletti: "Non ci rassegnamo al fallimento dell'operazione". La società convoca il consiglio di amministrazione: l'accordo era una condizione per l'offerta per Alitalia Roma, 30 ottobre 2008 - Le nove sigle sindacali di Alitalia si riuniranno questo pomeriggio alle 14.30 per fare il punto della situazione dopo la rottura, questa notte, delle trattative con la Cai per la definizione del contratto della nuova Alitalia. L?incontro si terrà presso la sede dell?Anpac. “Abbiamo fatto tanto per cercare di salvare Alitalia, ovviamente non ci siamo rassegnati al fallimento dell?operazione”. E? quanto ha affermato il leader della Uil, Luigi Angeletti, riferendosi alla rottura delle trattative tra la Cai e i sindacati sul nuovo contratto. ”Oltretutto - ha aggiunto Angeletti a margine della manifestazione sulla scuola - non vediamo alternative. Non esiste un?alternativa che non sia immaginaria. L?unica alternativa a questa offerta è la liquidazione”. COLANINNO Il presidente della Cai, Roberto Colaninno, esprime “forte preoccupazione” per la situazione determinata dalla rottura delle trattative con i sindacati, “il cui auspicabile buon esito rimane condizione essenziale al proseguimento del progetto”. Colaninno in una nota sottolinea che “nel contesto generale dell?economia italiana e internazionale, il valore di 12.600 posti di lavoro non puo? essere gestito in un contesto di radicalizzazione degli interessi di parte”. Colaninno auspica quindi che “tutte le sigle sindacali ritrovino rapidamente le ragioni della coerenza con gli accordi stipulati a palazzo Chigi”. RIUNIONE DEL CDA "A queste condizioni è impossibile proseguire, per noi non c?è più trattativa. Domani si riunirà il consiglio di amministrazione e deciderà cosa fare, visto che l?accordo con i sindacati è condizione per la presentazione dell?offerta vincolante per Alitalia". Lo ha detto il portavoce di Cai dopo la rottura della trattativa di questa notte fra società e sindacati. Cai, azioni 'bloccate' per 5 anni Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Nome: Email: Commento: Caratteri rimasti Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (95 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (47 commenti) "Questa è un'isola felice ma la guardia resti alta" (35 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (34 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (18 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (16 commenti) Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa (11 commenti) E' la guerra dell'Happy Hour Baristi contro il regio decreto (10 commenti) 13:12:27 - Nello sport c'e' chi vince spesso e chi perde spesso ma un conto e' lottare tra i coltello tra i den[...] I Menarini: "Arrigoni per ora rimane, ma a Cagliari deve vincere" 12:59:46 - ottima scelta bracciali ragazzo sempre educato e irrepresenbile in campo tipo wimbledon 2006 dove su[...] Daniele Bracciali consigliere FIT12:55:31 - Bolelli ha fatto match pari con Blake ed è uscito sconfitto senza riuscire ad invertire il trend di [...] Bolelli spreca un'altra chance12:44:21 - BEATO REGINALDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!![...] Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa12:35:02 - Cinque anni per una causa civile. Penso che molti non conoscano la realtà della giustizia in Italia:[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando"12:34:48 - Per me è un pessimo risultato. Blake non è quello dlle ultime stagioni e Bolelli doveva batterlo. Ce[...] Bolelli spreca un'altra chance12:25:41 - Era da un po che non vedevo giocare Bolelli e ieri sera ho visto dei miglioramenti sugli spostamenti[...] Bolelli spreca un'altra chance Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... 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da "Gazzetta di Modena,La"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, in tremila al Novi Sad Protesta anti-Gelmini: parte da Modena il referendum del Pd di Nikolas Cremonini «La scuola è morta», questo il grido degli oltre tremila studenti assiepati sulle tribune del Novi Sad ieri mattina. L'approvazione del Decreto Gelmini da parte del Senato ha scatenato la protesta degli studenti, che in massa hanno deciso di manifestare ancora una volta la propria contrarietà al decreto. Guarini, Cattaneo, Selmi, Barozzi, Corni, persino il Ferrari di Maranello: nessuno è voluto assolutamente mancare a quella che potrebbe passare come la prova generale della maxi-manifestazione prevista per questa mattina in piazza Grande, dove al fianco di studenti ed universitari si schiereranno anche gli operai metalmeccanici. Nonostante non sia stato registrato alcun incidente il clima è stato molto acceso. Ovviamente non si contano i cori scanditi a voci spiegate contro il ministro Gelmini e contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che hanno deciso di andare avanti decisi sulla riforma della scuola approvando proprio ieri il decreto. Grandi striscioni rivendicano il diritto degli studenti allo studio: «No alla privatizzazione del nostro futuro», «Non siamo dei burattini», «Rispettate i nostri diritti». Con l'approvazione del decreto in Senato, la rabbia e la voglia di mobilitazione immediata si è scatenata divampando rapidamente, ed era prevedibile. E' stato persino richiesto ed ottenuto un minuto di silenzio in rispetto alla cosiddetta morte della scuola, un decreto, a detta loro, che "uccide il futuro" e che "permetterà solo ad una ristretta fascia benestante di proseguire gli studi" e che proietterà la società futura "nella più totale ignoranza". Classico di ogni manifestazione che si rispetti, ogni appello dei rappresentanti è stato accolto da una serie di fragorosi boati. L'ingresso di un rappresentante della Cgil-Fiom, il sindacato dei metalmeccanici, ha scatenato l'entusiasmo. Paolo Brini ha voluto spiegare che ogni legge può essere cancellata, anticipando la presenza dei metalmeccanici in una manifestazione - quella di oggi - che si preannuncia davvero molto «calda» dopo giorni di sit-in, cortei e occupazioni. Un ruolo fondamentale inoltre è stato fornito anche dagli studenti universitari, i quali si sono ritrovati nella prima mattinata con rappresentanti degli istituti superiori, dimostrando il loro pieno appoggio alla protesta e cercando anche di trovare insieme proposte e soluzioni per "salvare la scuola". Il messaggio che arriva è chiaro e deciso: «Questo è solo l'inizio della nostra protesta, andremo avanti nell'intento di far cadere una legge che non ha davvero nulla di democratico, vogliamo che i nostri diritti vengano rispettati». Prima decisione: gli studenti raccoglieranno firme da consegnare successivamente al Comune. Punta più in alto il Partito democratico modenese, che ha deciso di lanciare proprio da Modena il referendum contro il decreto della Gelmini: domani alle 16 si parte alla Camera di commercio. All'incontro parteciperà anche l'ex-ministro del Pd, Giuseppe Fioroni.
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da "Gazzetta di Modena,La"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
LA POLEMICA Studenti di destra "Ci censurano" "Prima siamo stati invitati tramite i giornali a partecipare all'assemblea studentesca organizzata da Lettere in Movimento al parco Novi Sad", ma, una volta giunti "per dire la nostra sul decreto Gelmini, è apparsa chiara fin dal primo momento la faziosità dell'incontro". Questa la denuncia di Mattia Verna, responsabile provinciale di Azione universitaria: "Peccato che appena arrivati ci è stato detto ripetutamente che la nostra presenza non era gradita, che non avevamo il diritto di partecipare e che avremmo avuto la parola solo per interventi contrari al provvedimento... Basti dire delle foto 'segnaletiche' che ci sono state scattate, squallido e demodè clichè sessantottino". Da parte loro, gli studenti di Lettere in Movimento tengono a precisare di non aver neppure partecipato all'iniziativa al Novi Sad - organizzata dagli studenti delle superiori - e per questo respingono le accuse di Azione universitaria.
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da "Gazzetta di Modena,La"
del 30-10-2008)
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UNIVERSITARI Oggi in marcia imbavagliati Lettere In Movimento, collettivo costituitosi contro la riforma della scuola e dell'Università e composto da studenti della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università, oggi parteciperà al corteo studentesco. «Gli studenti - è scritto nel comunicato emesso dal collettivo - secondo quanto deciso nel corso dell'assemblea, per identificarsi indosseranno una maglietta bianca, sulla quale ognuno esprimerà il proprio pensiero e porteranno anche un bavaglio per simboleggiare l'effetto liberticida della cosiddetta riforma del ministro Mariastella Gelmini sia sul mondo accademico che sul diritto allo studio». Infine, il comunicato emesso da Lettere In Movimento precisa che «il collettivo non si riunisce sotto bandiere nè simboli per sottolineare la propria assoluta autonomia rispetto a qualsiasi altra organizzazione politica e universitaria».
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da "Gazzetta di Modena,La"
del 30-10-2008)
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A Fiorano il bando per borse di studio agli universitari FIORANO. L'amministrazione comunale fioranese, anche come risposta indiretta all'approvazione del decreto Gelmini, comunica di aver dato vita a un bando per borse di studio universitarie. «Fiorano è impegnata a favorire il diritto allo studio dei giovani fioranesi al fine di incentivare la prosecuzione del percorso formativo verso gli studi universitari». Promuove quindi un bando pubblico per l'attribuzione di assegni di studio a parziale copertura delle spese di iscrizione, trasporto, acquisto libri per l'anno scolastico 2008/2009. Sono 15 assegni di studio di mille euro cadauno. Il bando è stato pubblicato e chi intende rispondere deve farlo entro le 13 di mercoledì 26 novembre, presentando la domanda presso l'Ufficio.Istruzione a Villa Pace, in via Marconi 106. Cinque assegni saranno destinati agli studenti iscritti al primo anno del corso di laurea prescelto e dieci assegni saranno concessi a chi risulti iscritto agli anni successivi. L'Amministrazione si riserva comunque la possibilità di utilizzare le economie di una fascia per soddisfare le eventuali maggiori richieste presenti nell'altra fascia.
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del 30-10-2008)
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Mirandola: destra divisa sul liceo da salvare MIRANDOLA. La riforma Gelmini rischia di contribuire alla chiusura del liceo e in municipio si registra la nuova spaccatura tra La Destra e An. Ad incalzare è Giulia Bellodi di An che non ha digerito il voto contrario de La Destra per la salvaguardia dell'istituto. «Si vota per assicurare la continuità del nostro liceo, considerato un'eccellenza e La Destra si schiera contro. Si potrebbe pensare a leggerezza o incompetenza, ma come pensare che chi ha sempre portato la bandiera del 'duri ma puri' possa scivolare su una buccia di banana? Non è che Lodi, portando in volata il Comune di Finale e il suo sindaco, abbia di fatto voluto suggerire un'eventuale scelta alla Regione e alla Provincia a favore di un istituto anzichè di un altro?». Seccata la risposta di Roberto Lodi. «Intanto dell'ordine del giorno nè io, nè la Zagnoli avevamo avuto comunicazione. Non ero in consiglio, così come mancava l'assessore alla pubblica istruzione, Folloni, colei che più è interessata alla questione. La Zagnoli perciò ha chiesto un rinvio. Al voto contrario del consiglio, ha scelto di votare contro. Siamo favorevoli al liceo e all'incremento di tutto il polo scolastico mirandolese. Chi ipotizza i contrasti tra Finale e Mirandola usa solo la fantasia. Auspico però un coordinamento nella Bassa per evitare che, mentre due galline si scontrano, la Provincia spenni la nostra istruzione». (f.d.)
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del 30-10-2008)
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Scuola, il Pdl critica i genitori Castelvetro. Dopo l'incontro a Solignano contro la riforma CASTELVETRO. Anche le scuole materne ed elementari di Solignano non si sono sottratte alle proteste che sono in corso in tutta Italia contro la riforma Gelmini. Lunedì scorso un nutrito gruppo di insegnanti, genitori ed alunni si è ritrovato dalle 17 alle 19 per commentare aspetti del decreto e realizzare slogan antiriforma. Ma il Centrodestra per Castelvetro contesta l'iniziativa. «Sono stati i genitori che hanno proposto questo incontro, l'impulso è venuto da loro - ha spiegato un'insegnante che è membro del collegio docenti della scuola - e questo ci ha fatto molto piacere, perché significa che da parte loro c'è tanta sensibilità nei riguardi delle problematiche che riguardano il futuro dell'istruzione dei loro figli. Siamo soddisfatti come insegnanti anche per l'alta adesione che abbiamo visto esserci per l'iniziativa, secondo noi è una cosa positiva (oltre una sessantina di persone per un plesso di 130 iscritti, ndr)». Se gli adulti, durante questa iniziativa, sono stati coinvolti nell'approfondimento dei diversi aspetti del decreto e nel commento ad esso, i bambini hanno realizzato durante un laboratorio cartelloni anti - riforma, su indicazione dei genitori. Tale iniziativa è però stata contestata duramente da Bruno Rinaldi, capogruppo del Centrodestra per Castelvetro, che ha affermato: «E' molto grave, a mio avviso, utilizzare i bambini in modo improprio, attraverso l'annunciato e fantomatico "laboratorio", dove è stata eseguita cartellonistica antiriforma non soltanto, immagino, con la fantasia dei più piccoli. Questa sinistra che si ammanta sempre di elaborati metodi educativi, dovrebbe sapere che non si educano i bambini "contro" e che tale messaggio ha nelle loro menti una forza differente rispetto agli adulti. Non sono nemmeno sicuro della piena legittimità di quanto è avvenuto, in quanto la legge tutela i minori e, in tal caso, ravviso qualche problema in questo senso». (m.ped.)
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Veltroni: avanti con il referendum «Vogliamo abrogare le norme più inique». Cicchitto: auguri D'Alema: ci daremo da fare. Convergenze da tutto il centrosinistra RENATO VENDITTI ROMA. Walter Veltroni ha annunciato che il Partito democratico ricorrerà al referendum per abrogare «la parte più estesa possibile» del decreto Gelmini sulla scuola. E' la risposta all'atteggiamento del governo, che non ha voluto ascoltare nessuno di quanti, dagli studenti alle famiglie, dai professori ai rettori, avevano chiesto di aprire una discussione sul provvedimento. Il referendum - ha detto il segretario del Pd - va usato con parsimonia Ma le misure decise dal governo vanno contrastate. Perché sono destinate a produrre effetti seri sul sistema formativo. Ledono gli interessi del paese. A loro difesa, non rimane che ricorrere a uno strumento previsto dalla Costituzione. Veltroni si è rivolto a tutte le forze politiche interessate, dopo aver registrato «un crescente malessere all'interno della maggioranza» e anche divisioni nelle forze di governo; e si è chiesto se anche una parte del centrodestra non possa aderire all'iniziativa. Veltroni e la capogruppo del Senato, Anna Finocchiaro, hanno anche parlato di una «questione delicata», perché la legge sulla scuola investe anche problemi di bilancio, che non possono essere soggetti a referendum. I quesiti da sottoporre al voto devono essere formulati con attenzione, tenendo conto dei divieti previsti. Si avrà riguardo soprattutto ai profili di incostituzionalità. Non a caso, già sei regioni hanno deciso di rivolgersi alla Consulta. Sul merito della legge, Veltroni ha annunciato per fine novembre gli «Stati generali della scuola», per «una vera riforma». Le reazioni registrano sorpresa, con irritazione, degli esponenti del centrodestra, ampi consensi nel centrosinistra. Massimo D'Alema, dopo l'annuncio di Veltroni sulla raccolta delle firme per il referendum, ha detto: «Bene, le raccoglieremo»; «ci batteremo ancora per eliminare queste norme negative, che poi sono semplici tagli e non riforme». Secondo Rosy Bindi, il decreto Gelmini è il segno di una «grande arretratezza culturale». Antonio Di Pietro ha ricordato che l'Italia dei valori ha già aperto i banchetti per le firme contro il «lodo Alfano»: saranno utilizzati anche per le firme sulla scuola. Oliviero Diliberto, segretario Pdci, si è attribuito il merito di aver proposto il referendum e ha espresso soddisfazione perché vi hanno «aderito» anche Pd e Idv. In realtà, l'annuncio di Veltroni era maturato da molte ore, perché già alle undici del mattino, Maria Pia Garavaglia aveva preannunciato il referendum. Claudio Fava, Sd, vede nel decreto l'obiettivo di Berlusconi di sovvertire il diritto alla scuola pubblica. Pier Ferdinando Casini ha detto che l'Udc «non aderirà alla raccolta delle firme» e ha parlato di «valore simbolico» dell'iniziativa, alla quale guarda comunque «con rispetto», anche se il voto non ci sarà prima del 2010. Altra musica da Pdl e Lega. Cicchitto irride a Veltroni e dice: «Auguri». Italo Bocchino, ramo An, non vede in Veltroni «progettualità alternativa». La Russa è pronto al referendum, sicuro di vincerlo. Il leghista Pittoni annuncia volantini contro il «terrorismo mediatico» dell'opposizione.
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Ok del Senato, il decreto Gelmini è legge Finocchiaro (Pd): disprezzo per le ragioni dei giovani. Berlusconi: tutto bene Altissima tensione in aula: 162 sì, 134 no Lega: ricreazione finita ANDREA PALOMBI ROMA. Il decreto Gelmini è legge. Il Senato l'ha approvato definitivamente con 162 voti a favore, quelli di Pdl e Lega, 134 contrari, Pd, Udc e Idv, e 3 astenuti. La Gelmini esulta. «La ricreazione è finita» dice la Lega. Ma il Pd promette: «Non finisce qui». Una cosa di cui sembrano toralmente convinti gli studenti che anche ieri hanno assediato il Senato e manifestato in tutta Italia. Chi ostenta sicurezza è Berlusconi: «Bene, è stato un voto che è andato come è logico che andasse: spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra». Nell'aula di Palazzo Madama anche ieri mattina la tensione è stata altissima. Non manca l'ennesima provocazione di Cossiga che si vanta di essere stato applaudito dal Pci di allora quando fece picchiare gli studenti nel 1977. L'intervento più applaudito dalle opposizioni è quello di Anna Finocchiaro contro cui si sono alzati i «buuh» della maggioranza. Il capogruppo del Pd si è rivolta direttamente alla ministra Gelmini: «Il suo silenzio è indifferente e opaco. Alle domande lei non risponde e colpisce questa vostra cupa determinazione. Di queste giornate colpisce il disprezzo per le ragioni degli altri. Avete detto che gli studenti sono strumentalizzati, bugiardi e facinorosi o, come dice Gasparri, cretini in malafede. E allora vi dico: noi siamo tutti cretini in malafede». «Voi pensate che approvato questo decreto sia finita qui - ha avvertito poi - ma non è così per noi; credo che non sarà così neanche per il movimento che si è acceso nel Paese». Avverte la Lega: la richiesta di soli insegnanti padani in Padania «peserà come un macigno sulla strada dell'approvazione del federalismo». Legge la lettera degli studenti del liceo romano Orazio che rivolgono ai senatori «l'ultimo, strenuo appello affinché qualcuno, finalmente, prenda in considerazione il nostro parere, il parere degli studenti». Cita Montale, ma anche il prologo al vangelo di Giovanni: «In principio era il verbo», per richiamare l'importanza del dialogo, mentre, accusa, il silenzio della Gelmini è come «una pietra tombale sull'approvazione di questo decreto». Alla fine i senatori dell'opposizione sono tutti in piedi in un lunghissimo applauso, mentre dai banchi della destra si grida: «Pagliacci!». La Gelmini sembra però impermeabile sia alla contestazione di tutta Italia, sia alle parole dell'opposizione. «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione», esulta dopo il voto. Ringrazia governo e maggioranza e annuncia già che entro una settimana presenterà un piano per l'università. Subito dopo il voto molti senatori dell'opposizione scendono invece in strada a parlare con gli studenti raccolti sotto. «Non lasciateci soli», chiedono gli studenti. «Ora verrà il momento più duro». «Non è finita qui», assicura la Finocchiaro. E quando i parlamentari dell'Idv alzano lo striscione: «Se passa la Gelmini referendum», gli studenti rispondono in coro: «Referendum! Referendum!». Poco dopo davanti a Montecitorio un altro gruppo di studenti vede uscire Giorgio Napolitano, applaudono e qualcuno in un microfono chiede: «Presidente, non ci lasci soli!». Chi non ha dubbi è l'opposizione: «Agire a colpi di decreti scontrandosi con la società, la cultura, gli studenti, un pezzo di società - avverte Massimo D'Alema - è una scelta disastrosa per il Paese».
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da "Gazzetta di Modena,La"
del 30-10-2008)
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(Nuova Ferrara, La)
(Tribuna di Treviso, La)
(Trentino)
(Alto Adige)
(Gazzetta di Mantova, La)
(Gazzetta di Reggio)
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Maestro unico, tornano i voti Per l'edilizia scolastica solo 20 milioni Queste le principali novità della legge Gelmini. Maestro unico. Alle elementari, già dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente. Il maestro unico sarà però affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese. Per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento, è previsto che si possa attingere, per l'anno 2009, dai bilanci dei singoli istituti scolastici. Voto condotta. Si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente. Voti in pagella. Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi). Libri di testo. I testi scolastici dovranno durare almeno cinque anni (salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento) evitando così continue riedizioni spesso inutili (soprattutto per alcune materie) e certamente onerose per le famiglie. Costituzione. Il decreto prevede la sperimentazione dell'insegnamento di educazione civica («Cittadinanza e Costituzione»). Docenti Siss. E' stata introdotta una norma che salvaguarda le aspettative di alcune categorie di docenti, come, ad esempio, gli abilitati Siss (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento. Edilizia scolastica. Vengono destinate risorse (una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni di euro) all'edilizia scolastica.
(
da "Gazzetta di Modena,La"
del 30-10-2008)
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RIFORME E REALTA' L'UNIVERSITà DEI PARENTI VITTORIO EMILIANI Di riforme della scuola ce ne sono state parecchie ormai. Nessuna di esse però partiva da una raffica di tagli pesanti o pesantissimi messi in legge finanziaria e tali da condizionare poi qualunque intervento sul sistema didattico. Che è integralmente investito da questa politica di secca riduzione delle risorse, pensata come se istruzione, ricerca e cultura fossero soprattutto un costo e non invece un investimento, anzi l'investimento per eccellenza. Sistema scolastico, il nostro, con forti differenze al suo interno. Una scuola materna per lo più di alto livello. Una scuola elementare che ha mantenuto, in generale, uno standard spesso valido. Una scuola media inferiore dove invece il livello si abbassa, e cominciano, nel Sud anzitutto, gli «abbandoni», ed una scuola superiore a macchia di leopardo. Come la rete delle Università pubbliche per le quali la riforma del tre+due è stata nel complesso negativa portando gli Atenei a pensare essenzialmente a «fare cassa». La protesta di massa - altro che le «frange» rimarcate dal ministro Gelmini - si è coagulata attorno al tema, fondamentale, dei tagli alle risorse e, fatto del tutto inedito rispetto al '68 o al '77, non ha riguardato gli studenti universitari, ma i genitori, le famiglie, i bambini, i ragazzi, i docenti di ogni ordine e grado, fino ai rettori. Un capolavoro politico del duo Berlusconi-Gelmini fortemente sospettato di voler rattrappire l'istruzione pubblica a vantaggio di quella privata. La massa di dissenso e di protesta si è compattata sul campo, anche se risulta molto variegata al proprio interno. Con forze che probabilmente tirano a conservare le risorse per continuare a fare quello che hanno fatto sinora oppure per difendere conquiste di vera civiltà didattica come il tempo pieno. Su questo punto non ci piove: la riduzione degli insegnanti e quindi dell'orario di permanenza a scuola colpiranno soprattutto il Mezzogiorno e i ragazzi delle famiglie meno acculturate, che così non recupereranno. Il traino alla protesta lo forniscono gli studenti delle Università e degli istituti superiori. I cui discorsi si fondano sulla esigenza primordiale di studiare, magari meglio e non a costi elevati, cosa possibile soltanto nella Università pubblica, e di poter fare validamente ricerca. Né vi è stata sin qui una spaccatura destra/sinistra e nemmeno vi dovrebbe essere dopo la spedizione chiaramente squadristica di ieri mattina in piazza Navona, con un camion che, sfuggito «miracolosamente» ai blocchi della polizia (abito nella zona e quindi so di che parlo), ha portato i bastonatori contro gli studenti all'inequivocabile grido di «duce, duce». Credo però che questo movimento di massa dovrà alzare il livello della propria proposta critica, soprattutto per l'Università. Per esempio, reclamare che una quota consistente dei fondi venga assegnata agli Atenei in base al lavoro di ricerca effettivamente prodotto e che le Regioni, cui compete, attuino sul serio il «diritto allo studio». E, ancora, rompere la gabbia del clientelismo famigliare. Roberto Perotti (Bocconi ed ex Columbia University) nel recente libro «L'Università truccata» (Einaudi), denuncia casi come quello dell'appena eletto rettore della Sapienza di Roma che ha moglie e due figli nella sua stessa Università.
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del 30-10-2008)
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via d'annunzio Tenta rapina bloccato in diretta Bloccato dai condor in una gioielleria: minacciava i titolari con un'arma giocattolo gina@@37 A Catania città sono 16 gli istituti sottodimensionati - e che quindi rischiano l'accorpamento - di cui 13 nella scuola di base e 3 nella media superiore. Le scuole con un numero di alunni inferiore a 500, limite massimo per conservare l'autonomia, sono: i circoli didattici Biscari, Capponi, Caronda (alunni 471), Corridoni, D'Annunzio (400 alunni), Don Milani; gli istituti comprensivi Pirandello, Manzoni, Martoglio, Mazzini- Di Bartolo, Meucci, Recupero, Ungaretti. Per quanto riguarda gli istituti di secondo grado, le scuole medie superiori sono quasi tutte sovradimensionate, in particolare i licei scientifici. Sono sottodimensionati solo l'Eredia, il Duca degli Abruzzi, l'Einaudi. Nel complesso, nella provincia di Catania sono 115 gli istituti interessati al dimensionamento delle rete scolastica: 64 le scuole sovradimensionate e 51 quelle sottodimensionate (43 con meno di 500 e 8 con meno di 300). Ovviamente, le scuole che saranno accorpate conserveranno l'istituzione, cioè gli alunni non saranno trasferiti in altre scuole; andranno in mobilità i dirigenti scolastici, il direttore amministrativo e qualche altro lavoratore. Potrebbero inoltre conservare l'autonomia istituti con meno di 500 alunni se vi sono delle motivazioni particolari per conservare l'autonomia: gli istituti che si trovano in zone di montagna o istituti d'arte. Le organizzazioni sindacali sono per mantenere un equilibrio, cioè qualora dovessero verificarsi accorpamenti, creare nuove scuole che scaturirebbero dallo sdoppiamento degli istituti con oltre 900 alunni, limite massimo per l'autonomia. Dal canto suo l'assessore provinciale alle Politoche scolastiche, Giovanni CiampiI ricorda che il decreto legge Gelmini, presentato lo scorso primo settembre, obbliga le Regioni a predisporre piani di ridimensionamento degli istituti scolastici entro il 30 novembre. Per adempiere alle disposizioni governative, l'assessore Ciampi, ha riunito nella sede della Provincia un tavolo tecnico composto dal dirigente csa, da presidi e docenti, e dai dirigenti della Provincia, Ente a cui attengono gli istituti di istruzione superiore. Nel corso della riunione, i quattro dirigenti della provincia (Eleonora Caserta, Giovanni Ferrera, Nunziata Spatafora e Maurizio Trainiti) hanno proposto un piano per dismettere alcuni plessi scolastici, accorpando uffici di segreteria e presidenze. Il piano, predisposto tenendo conto del numero degli iscritti nei vari istituti, sarà sottoposto al vaglio del presidente Giuseppe Castiglione. MARIO CASTRO
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Scontri in Piazza Navona, tornano le spranghe Gruppo di estrema destra attacca gli studenti, i centri sociali reagiscono Paura a due passi dal Senato, volano le poltrone dei bar, critiche alla polizia «Doveva prevenire» ROMA. Arriva verso le 10.30 la notizia dell'approvazione in legge del decreto Gelmini, in una piazza Navona, a pochi passi dal Senato, già gremita dagli studenti che da giorni stanno portando avanti la protesta, universitari e liceali insieme. Ma a incendiare l'ennesima giornata di mobilitazione è l'aggressione a freddo contro gli studenti di un gruppo di giovani armati di spranghe aderenti al Blocco studentesco, un'associazione di estrema destra. Un blitz a colpi di cinte e mazze foderate di tricolore, tirate fuori da un camioncino bianco che molti testimoni, tra i quali più di un esponente del Pd, dicono fosse parcheggiato già da martedì sera nei pressi del Senato. Non solo: gli studenti aggrediti lamentano anche l'assenza delle forze dell'ordine, «tutte schierate solo davanti Palazzo Madama». Ma l'aggressione è solo l'anticipo di una giornata ad alta tensione. Gli scontri più gravi avvengono più tardi, quando a Piazza Navona, dove la polizia intanto forma un cordone per dividere studenti di destra e sinistra, arriva il corteo degli studenti universitari, con esponenti dei centri sociali, partito dall'Università La Sapienza. Scoppia la rissa subito: per picchiarsi gli studenti usano anche tavolini e sedie dei bar circostanti, oltre a caschi e un pinocchio di legno davanti a turisti spaventati e a esercenti che chiudono le saracinesche dei loro negozi. Poi torna la calma. E gli studenti, nuovamente in corteo, nuovamente bloccando la città già messa a dura prova dal nubifragio, tornano all'Università La Sapienza. Qui si riuniscono in assemblea prima davanti al rettorato, poi nelle facoltà: discutono di un decreto che ormai è legge e si preparano alla giornata di oggi. Proprio dall'ateneo romano partirà il secondo corteo, quello degli studenti. Alla fine il bilancio registra quattro feriti, tre studenti e un agente, e due arrestati, oltre a 21 giovani portati negli uffici della polizia per essere identificati, quasi tutti di destra. I fermati sono un ragazzo di 19 anni appartenente alla fazione di destra, M.B., accusato di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, che agli agenti ha detto di essere uno studente universitario e di essersi trovato per caso in piazza quando sono scoppiati gli incidenti. L'altro fermato, Y.G. di 36 anni, è un dipendente di Rifondazione Comunista. Dovrà rispondere di danneggiamento, violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Durante gli scontri ha ferito un dirigente della Digos procurandogli la frattura di un dito di una mano. Il poliziotto guarirà in dieci giorni. Altri tre poliziotti sono stati medicati in ospedale. Sui fatti di Piazza Navona interviene la Consap (sindacato autonomo di polizia), che da una parte esprime solidarietà ai poliziotti rimasti contusi e dall'altra manifesta «forte preoccupazione per la deriva che sta assumendo il controllo dell'ordine pubblico». «E' preoccupante - si legge in una nota - che manifestanti con armi atte ad offendere, (spranghe, catene ecc) siano potuti giungere, fino alla sede del palazzo istituzionale che rappresenta la seconda carica del Paese». Dopo i colpi assestati, il pomeriggio politico è di accuse incrociate. Veltroni non ci sta ad accreditare la tesi degli "opposti estremisti": «I disordini avvenuti - dichiara - sono stati l'aggressione di una parte politica sull'altra, io penso che il movimento di protesta contro il decreto del ministro Gelmini debba restare pacifico». L'Unione degli studenti chiede provvedimenti di polizia in base alla legge Mancino sul neofascimo contro il Blocco studentesco. Questo, dal quartier generale di Casa Pound addita Rifondazione come mandante degli scontri. Forza nuova, destra, invita alla moderazione. L'Onda lunga, movimento, rifiuta ogni «cappello politico». Il Senato chiede al governo un'informativa sul comportamento delle forze di polizia - perché non hanno prevenuto gli scontri aspettando per intervenire l'arrivo del corteo degli universitari? -. Il prefetto Carlo Mosca chiude, per oggi, la metropolitana di piazza di Spagna.
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del 30-10-2008)
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Oggi a Roma. In arrivo decine di treni speciali e migliaia di pullman, rafforzata la presenza della polizia Il movimento tenta la prova di forza Sciopero generale, scuole vuote: «Sarà la manifestazione più grande di sempre» ROMA. La lunga marcia di avvicinamento allo sciopero generale della scuola è finita. Per «salvare il futuro del Paese, il diritto al sapere, il valore della conoscenza, contro i tagli a scuola, università e ricerca», oggi, all'indomani dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini, il mondo della scuola si ferma per l'intera giornata. E con lo slogan «Uniti per la scuola di tutti», scende in piazza a Roma per quella che «sarà - assicuravano ieri i sindacati - la più grande manifestazione della scuola che si ricordi». Nove treni speciali, 1.000 pullman, e tanti, tantissimi manifestanti «fai da te» sono previsti in arrivo nella Capitale per il corteo organizzato, insieme allo sciopero generale, da Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda. Anche gli studenti sono mobilitati: l'Uds (Unione degli studenti) ha ieri assicurato altri 100 pullman e altri treni carichi di studenti decisi a partecipare al corteo. Il concentramento è alle ore 9.30 in piazza della Repubblica dove è prevista una massiccia presenza delle forze dell'ordine che controlleranno tutto l'itinerario del corteo che si snoderà per via Barberini, via Sistina, piazza Trinità dei Monti per concludersi in piazza del Popolo con i comizi dei leader sindacali. A monitorare dall'alto l'andamento della manifestazione anche un elicottero della polizia. Alla manifestazione parteciperanno anche gli studenti delle scuole superiori di Roma. Un secondo corteo partirà invece alle 9 dall'Università La Sapienza per unirsi a quella dei sindacati. Il Comune di Roma ha predisposto tre parcheggi periferici dove dovranno sostare i bus: Tiburtina, Eur e Anagnina. I manifestanti potranno poi raggiungere piazza della Repubblica utilizzando la metropolitana. Dalle 12 e fino al termine della manifestazione la fermata Spagna della metropolitana, per decisione del prefetto Carlo Mosca, sarà chiusa, mentre saranno 27 le linee deviate. Insieme ai lavoratori della scuola e agli studenti, ci saranno il segretario del Pd, Walter Veltroni, il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il segretario del Prc Paolo Ferrero, delegazioni di Idv, Prc, Verdi e Sinistra Democratica, l'Arci nonchè i gonfaloni di numerosi Comuni italiani come Firenze e Bari. E sostegno alla manifestazione è arrivato anche dalle associazioni Federconsumatori e Cittadinanzattiva. In contemporanea alla manifestazione nazionale di Roma, cortei sono previsti un po' in tutte le città italiane. A Milano gli alunni delle scuole superiori, gli studenti degli atenei cittadini, insieme ai bambini, genitori e insegnanti delle primarie di ReteScuole si sono dati appuntamento in largo Cairoli per sfilare lungo le vie del centro. (m.v.)
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nei giorni della protesta antigelmini anche il nodo del dimensionamento, da sciogliere entro novembre Lezioni all'aperto in piazza Università ieri per manifestare contro il decreto Gelmini, diventato ieri legge. Le lezioni di malcontento hanno visto concordi docenti e studenti che hanno formato un blocco unico in facoltà come Fisica (la più colpita dai tagli) e Lingue. Per oggi è stato indetto lo sciopero generale con concentramento alle 9 in piazza Roma Belfiore36
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del 30-10-2008)
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ANNOZERO Sabina Guzzanti «Farò Berlusconi» Torna Sabina Guzzanti, stasera nella puntata di Annozero dedicata al decreto Gelmini e intitolata "Io non ho paura". «Ho registrato tre pezzi di Berlusconi», annuncia. Durante la trasmissione è previsto anche un collegamento da Pisa. La troupe guidata da Sandro Ruotolo sarà nel Polo Carmignani, la sede universitaria occupata con storie e commenti di ricercatori, precari e studenti.
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PROTESTA IN BICICLETTA Un centinaio di studenti universitari e di dottorandi italiani e stranieri ... PROTESTA IN BICICLETTA Un centinaio di studenti universitari e di dottorandi italiani e stranieri hanno partecipato a una ciclopedalata nel centro storico di Firenze (foto) per protestare contro i tagli all'università. Poi almeno mille studenti hanno manifestato davanti agli Uffizi. «Contro la Gelmini blocchiamo la città», lo slogan più gettonato.
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ABBRACCI E OCCUPAZIONI C'è chi ha protestato sfilando in corteo e chi lo ha fatto ... ABBRACCI E OCCUPAZIONI C'è chi ha protestato sfilando in corteo e chi lo ha fatto abbracciando il passante di turno. C'è chi ha occupato i binari della stazione (foto) e chi l'aula dell'università. Così Napoli ha ribadito il suo no al decreto Gelmini con una serie di manifestazioni. E, promettono gli studenti, lo farà anche nei prossimi giorni perchè, dicono, «la Gelmini è bene che ci ripensi».
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Lezione di malcontento all'aperto prof e studenti in piazza Università Alessandra Belfiore Alla fine anche Catania ha avuto le sue lezioni in piazza. Una folla, via via sempre più fitta con il passare delle ore, ha invaso pacificamente Piazza Università nel giorno in cui il Decreto Gelmini è diventato legge e alla vigilia dello sciopero generale di questa mattina (il corteo partirà alle 9 da piazza Roma). Forse un po' in ritardo rispetto al panorama nazionale, dove cortei di migliaia di studenti attraversano Roma praticamente ogni giorno e dove le piazze più belle di Italia si sono tramutate da tempo in aule universitarie. Ma protesta studentesca cresce anche qui: è originale, è ironica. E l'ironia è il sale della vita e di questa lotta trasversale che si espande, incarnandosi in una lotta per i diritti di tutti, non solo degli studenti. Lotta per i diritti dei precari, della ricerca, dei professori, delle famiglie: per far credere loro che è ancora possibile un futuro migliore per i propri ragazzi. "A Catania, la protesta è partita più lentamente, ma è partita da zero arrivando a 100", spiega Antonio Scalia, di Scienze Politiche - "A Roma o in altre città partiva da livelli di consenso più alti e collettivamente condivisi. Qui abbiamo dovuto fare una campagna di informazione e sensibilizzazione ad ampio spettro, che sta iniziando a dare i suoi frutti non solo in città ma anche nell'hinterland", aggiungono Daniele Zito, assegnista per la facoltà di Ingegneria, e Claudia Astuto, studentessa di Lingue - Era da vent'anni che non si vedevano cortei spontanei che attraversavano la città, come quello che la scorsa settimana ha raggiunto le Ciminiere". Studenti e docenti hanno dato anima a un blocco unico, dove sono gli stesso Organi Collegiali a incoraggiare le proteste, specie in isole felici come l'Università di Fisica, minacciata nel cuore della propria essenza dalla Legge 133, e la facoltà di Lingue che, in adesione allo sciopero, per oggi ha dichiarato la sospensione di tutte le lezioni. E' la Legge Tremonti-Brunetta il pericolo numero uno. I tagli che ammontano a 1,4 miliardi di euro. E allora eccoli lì i proff con tanto di lavagna e "scrivania" a spiegare le ragioni di un malcontento che ogni giorno si fa ovunque più incisivo. Ad aprire è il prof. Renato Pucci, docente di Struttura della Materia presso il Dipartimento di Fisica di Catania: "Il pubblico è bombardato da una campagna informativa che tende a sviare i nodi sostanziali: si parla tanto della avvenuta moltiplicazione dei corsi di laurea. Ma in fondo si tratta di un falso problema. E' sufficiente concepire dei requisiti minimi, per numero di docenti e di possibili iscritti, per permettere o meno l'attivazione di un corso. I problemi del paese e dell'università reale sono altri. I ministri battono tanto sugli sprechi ma non è certamente con i tagli selvaggi che si può ovviare al problema ed avere un'università più funzionale". Considerato poi che con un bilancio praticamente falciato le università potrebbero non avere neanche le risorse per pagare le bollette della luce. Altro che ricerca! "Lo scenario è drammatico. Qui si tratta di sopravvivenza quotidiana, della sopravvivenza degli interruttori per la luce! Si dimezza la voce del Fondo Ordinario Universitario dedicato ai servizi - continua Pucci - Le cifre dei parametri internazionali sono lampanti. L'indagine dell'Ocse, l'organo internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, parla chiaro. L'Italia spende per la formazione una percentuale ridicola: solo lo 0,9% del Pil, a fronte di tassi europei che superano ampiamente il 2%. L'Italia, per l'intera carriera di uno studente, arriva a spendere una media di appena 8.000 euro, a fronte di un'Europa che spende quasi 15.000 euro a ragazzo. E se è l'Ocse a fornire questi dati un motivo ci sarà: lo sviluppo economico di un paese parte dalla formazione, dall'istruzione, dalla ricerca". "Non si tratta di semplice solidarietà nei confronti degli studenti - spiega il prof. Rappazzo, docente di Letteratura Italiana, presso la facoltà di Lingue - Noi lottiamo per la sopravvivenza di un sistema pubblico di formazione. La proposta di trasformare gli atenei in Fondazioni relegherà il Sud in una posizione di subordine gravissimo, per ovvi motivi: quali privati investiranno nel Meridione? Inoltre si tratta di una manovra apertamente anticostituzionale, che prevede il trasferimento di risorse pubbliche al privato". Si taglia il diritto allo studio, si accusano i precari della ricerca di essere dei fannulloni: "Ma il Ministro Brunetta tiene conto di tutte le ore di straordinario non pagate che gravano sulle spalle di ricercatori che lavorano 24 ore su 24?", aggiunge il prof. Pucci.
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da "Sicilia, La"
del 30-10-2008)
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Tutti in piazza per protestaScuola. Concentramento e corteo di studenti, docenti e genitori questa mattina in città contro la riforma Gelmini Il popolo latino diceva «dura lex sed lex» tradotto nell'esortazione a rispettare la legge in tutti i casi. Ma non è così per gli studenti italiani che all'indomani dell'approvazione in via definitiva del decreto 137 sulla scuola scioperano ugualmente. Questa mattina anche Agrigento si ritrova assediata da giovani che contestano la riforma Gelmini. Una delegazione invece è partita nei giorni scorsi alla volta di Roma per partecipare alla ?rivolta? di oggi. Da Agrigento, tra studenti e docenti, hanno raggiunto la capitale un centinaio di rappresentanti. L'approvazione del decreto da parte del Senato non scoraggia i sindacati Cgil e Cisl Scuola ne i Cobas. «Aderiamo allo sciopero supportati da legittime motivazioni - ci riferisce da Roma il segretario provinciale Cisl Scuola Salvatore Montaperto ? non dimentichiamo che per rendere esecutiva la legge occorrono regolamenti e decreti attuativi. Non abbiamo paura del confronto ? aggiunge il sindacalista ? siamo pronti al dialogo, a quel dibattimento che in realtà in parlamento non c'è stato». Nessun cambio di programma ad Agrigento, nella sede del provveditorato agli studi, e a Sciacca in piazza Scandaliato dove sono attesi per questa mattina fitti e animati cortei. Deciso il ruolo oppositivo dei giovani coordinati dai vari rappresentanti d'istituto e dai responsabili della Consulta studentesca. «Ritengo che la manifestazione di oggi non sia sterile ne fine a se stessa ? spiega Andrea Giglia della Consulta. A maggior ragione che il decreto è stato approvato dobbiamo farci sentire. E' triste constatare l'indifferenza del Governo nazionale al malcontento di migliaia e migliaia di studenti». Alla manifestazione di oggi aderiscono larghe rappresentanze di Palma di Montechiaro, Canicattì e Casteltermini, mentre gli studenti di Ribera e Licata si organizzeranno autonomamente. A sbandierare i loro diritti ci saranno anche gli universitari, preoccupati per le sorti del polo universitario. Per le strutture decentrate come quella di contrada Calcarelle avanza il rischio della chiusura. In ogni caso anche ad Agrigento si attuerà una restrizione dei numero di corsi, legando gli indirizzi di laurea alle esigenze del territorio, e soprattutto ? come ha detto il presidente D'orsi nel suo intervento in consiglio provinciale ? bisognerà equiparare gli stipendi dei docenti di Agrigento a quelli di Palermo, in quanto un docente a Palermo costa 800 mentre ad Agrigento anche 2.000 euro. Intanto l'approvazione del decreto sulla scuola non arresta l'onda studentesca che per tutta la mattinata attraverserà piazze e strade per dire «no» ai tagli dell'istruzione e «si» a una scuola ed università pubblica di qualità. DEBORAH ANNOLINO
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Gli studenti sdraiati a terra in piazza Marconi Appresa la notizia del voto al Senato, alcuni studenti delle superiori di Agrigento, intorno alle 11 di ieri, hanno inscenato una clamorosa protesta in piazza Marconi. Un centinaio di giovani si sono radunati dinanzi alla stazione ferroviaria e, dopo avere bloccato il traffico, e sotto gli occhi di increduli automobilisti, si sono distesi sopra il manto stradale. Ad osservare l'inusuale scena hanno assistito anche i vigili urbani. Gravi i disagi arrecati in quei minuti al traffico nel centro cittadino. Per alcune decine di minuti il centro cittadino è andato letteralmente in tilt. In tutte le arterie cittadine si sono formate lunghe code di autovetture, mentre gli studenti continuavano a ripetere «paralizziamo tutta la città». In tanti sono rimasti imbottigliati in diversi punti del centro cittadino. Perfino un'ambulanza del 118 è rimasta intrappolata in via Acrone. Vana è risultata l'opera di convincimento dei vigili urbani, i quali sono stati costretti a chiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Sul posto si sono portate tutte le pattuglie della polizia e dei carabinieri in servizio in quel momento. Giunto sul posto anche il dirigente della sezione Volanti, Corrado Empoli. Gli studenti, trovatisi di fronte le forze dell'ordine hanno desistito solo per pochi minuti. Una breve concitata contrattazione e in pochi minuti, i poliziotti e i militari dell'Arma, hanno fatto sgomberare la strada e il gruppo di studenti è stato disperso. Dunque anche ad Agrigento l'approvazione del decreto Gelmini ha scatenato mobilitazioni studentesche ed altre se ne attendono. Antonino Ravanà
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del 30-10-2008)
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Ravanusa Liceo Saetta e Livatino «No alla riforma Gelmini» Ravanusa. g.bl) Gli studenti del Liceo Scientifico e Pedagogico «Giudici Saetta e Livatino» di Ravanusa, in autogestione da alcuni giorni, stamattina con inizio alle ore 9, manifesteranno per le principali vie cittadine contro la riforma Gelmini che è stata approvata ieri in Parlamento. Gli studenti saranno muniti di striscioni e cartelloni di protesta, tra uno slogan e l'altro. Ma quali sono i motivi della protesta degli studenti? «Noi abbiamo deciso intanto di autogestire le lezioni scolastiche: due ore di lezioni e poi dibattiti sulla riforma del Ministro Gelmini, inoltre pianificare le nostre strategie di lotta - dicono gli studenti -. Perché la nostra protesta? Per vari motivi: i previsti tagli cospicui alla scuola pubblica, l'abbassamento dell'obbligo scolastico a 14 anni, il ritorno al maestro unico. E ancora: il numero dimezzato di insegnanti di sostegno ed i finanziamenti alle scuole private». Il 14 novembre, invece, manifesteranno il mondo universitario e della ricerca. E accanto agli studenti, anche i professori sono in subbuglio, mentre i Cobas hanno annunciato sit-in di protesta a Palazzo Madama. Insieme agli studenti di Ravanusa saranno migliaia gli studenti che hanno deciso di scendere in piazza contro la Riforma targata Pdl. Giovanni Blanda
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Studenti contro la Riforma naccio @@Prevista per oggi la manifestazione per dire no al decreto Gelmini Nell'ambito delle proteste contro la riforma della scuola del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, anche il liceo «Vincenzo Linares» di Licata ha manifestato il proprio dissenso verso il decreto Gelmini. Gli studenti del «Linares» sono stati per quattro giorni in assemblea permanente al fine di discutere i punti del decreto che, peraltro, è stato approvato in via definitiva dal Senato nella giornata di mercoledì con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. Il provvedimento, votato lo scorso 9 ottobre alla Camera, non è stato modificato dai senatori e adesso è legge. Gli studenti contestano diversi punti di quella che, appunto, ormai è una legge: la perdita di lavoro di 87.000 precari, la privatizzazione dell'università, la collocazione dei ricercatori universitari, l'introduzione di classi composte da bambini extracomunitari e, per ultimo, il voto in condotta. La protesta dei ragazzi del «Linares» ha avuto inizio lo scorso 24 ottobre e si è conclusa ieri quando si sono tenute le elezioni dei nuovi rappresentanti di istituto. Le assemblee sono sempre state portate avanti dai rappresentanti tranne che per lunedì 28 quando a gestire l'assemblea sono stati i futuri candidati a rappresentanti d'istituto. Intanto, per questa mattina è in programma una manifestazione congiunta degli istituti superiori di Licata. La partenza del corteo è fissata per le 8,30 del mattino e avrà luogo in via Palma (a ridosso dell'Itc), per concludersi in Piazza Progresso. Giuseppe Cellura
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Ingegneria. Nel corso dell'assemblea di ieri pomeriggio approvate sette mozioni Il popolo del «no» alla riforma Erano entrati quando il sole era alto e l'orologio segnava le 15.30, quando escono dall'aula magna di Ingegneria quel sole non c'è più e sono passate da poco le 18.30. Hanno sulle gambe più di tre ore di assemblea ma sono ancora tutti lì gli studenti dell'Università di Palermo. Provengono da tutte le facoltà e con loro ci sono anche tanti ricercatori, docenti titolari di cattedra e personale amministrativo dell'ateneo. L'universo accademico palermitano è concentrato in quell'aula: poco piu' di 500 posti a sedere ma tanta gente resta in piedi o fuori ad ascoltare gli interventi dal palco (24 iscritti a parlare), sotto il quale campeggia uno striscione con quello che ormai è diventato lo slogan della protesta: «Non pagheremo la vostra crisi». Gli argomenti sono due: i provvedimenti del Governo sulla scuola e i tagli operati dalla Finanziaria sull'università. Differenti i metodi di lotta che di volta in volta vengono suggeriti. C'e' chi vorrebbe trasferire l'assemblea per le strade della città, dove altri studenti stanno protestando, ma alla fine una votazione sancisce di rimanere. All'interno del movimento ci sono diversità di vedute ma non spaccature, e sullo sfondo anche un pò di rassegnazione per il decreto legge sulla Scuola che è appena stato convertito dal Senato: «Purtroppo me l'aspettavo ? afferma Giulia Morana, rappresentante della facoltà di Scienze Naturali ? ma noi andiamo avanti. Tutto l'Ateneo si sta muovendo». Nel corso dell'assemblea arriva anche il prorettore, Giovanni Santangelo, che porta la «solidarietà» dell'Ateneo ai ragazzi. «Non c'è nessuna volontà di strumentalizzare gli studenti ? spiega Maurizio Leone, docente di Fisica Applicata ?. I ragazzi hanno capito che questi provvedimenti minano le basi del loro futuro». C'è chi come Marco Trapanese, ricercatore d'Ingegneria, suggerisce di occupare le facoltà, mentre in tanti altri chiedono che la protesta non resti chiusa nell'ambito universitario. Alla fine arriva anche il momento delle votazioni. Complessivamente sette le mozioni approvate: tra queste anche la richiesta di dimissioni del ministro Gelmini e la scelta di scendere in piazza anche oggi con un corteo da viale delle Scienze al Politeama. Salvo Cataldo
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da "Sicilia, La"
del 30-10-2008)
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Decreto Gelmini è legge e la protesta s'infiamma Giù i tassi. La Fed ha tagliato di mezzo punto i tassi. La notizia è stata accolta con euforia dalle Borse europee che hanno fatto registrare forti rialzi, ad eccezione di Francoforte. berlusconi. In un vertice al ministero del Tesoro, il premier Berlusconi ha allontanato l'ipotesi di una detassazione delle tredicesime annunciando interventi a favore delle famiglie e delle aziende.
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da "Sicilia, La"
del 30-10-2008)
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Consiglio provinciale Partirà alle 9 di stamattina da via Martoglio, proprio davanti all sede del Csa, il corteo degli studenti, del personale docente e non docente delle scuole superiori che scenderanno in piazza contro la riforma Gelmini. Il ?gruppone? dei manifestanti attraverserà le principali vie della città per giungere fino alla sede della Prefettura in viale Regina Margherita. Ma gli studenti non saranno da soli visto che in piazza scenderanno anche gli iscritti a Cgil, Cisl e Uil scuola. E sono proprio le associazioni sindacali di categoria ad aver organizzato la manifestazione per la quale si prevede una massiccia partecipazione di studenti e docenti. Intanto, però, la riforma Gelimi è già stata approvata, ma gli studenti di Caltanissetta (assieme ai loro compagni del resto d'Italia) non sono intenzionati a mollare e la protesta potrebbe proseguire anche dopo la definitiva approvazione del presidente della Repubblica. I ragazzi, all'interno dei comitati costituiti nel corso dell'autogestione, stanno valutando quali nuove iniziative intraprendere. Il momento è sicuramente delicato, in tanti vedono nel nuovo decreto sulla scuola una potenziale minaccia per lo sviluppo del sistema scuola. Ma cosa pensano le istituzioni? Abbiamo chiesto un parere al dirigente del Csa Antonio Gruttadauria, il quale ha affermato: «Studenti e personale scolastico hanno preso liberamente la decisione di partecipare alla manifestazione. Da parte nostra monitoreremo la situazione per poi comunicare i dati al Ministero. Come istituzione è chiaro che siamo qui per fare quello che ci viene detto da Roma, ma personalmente ritengo che prima di emanare un provvedimento del genere forse era meglio sentire le varie parti sociali, in particolare i diretti interessati. normale che le cose che piovono all'improvviso dall'alto possano dare fastidio». Messaggi di solidarietà a coloro i quali scenderanno in piazza oggi arrivano dal Carmelo Manta, presidente dell'associazione ?Madagascar? di Milena che attacca pesantemente la nuova riforma asserendo che «in breve produrrà risultati catastrofici, distruggendo la nostra cultura trasformando le università in ?fondazioni di diritto privato?». Anche il sindaco di Sutera Gero Di Francesco conferma il suo dissenso verso la riforma Gelimini associandosi a studenti, docenti e forze sindacali: «Per problemi di salute non potrò essere presente alla manifestazione - spiega Di Francesco - questa riforma farà arretrare di decenni il nostro sistema scolastico». Vincenzo Pane
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Musica, sport e protesteMUSSOMELI. Iniziative contro il decreto Gelmini Serradifalco. All'indomani dell'approvazione del bilancio di previsione 2008, non si placano le polemiche negli ambienti della politica cittadina. «Hanno approvato, salvo qualche piccolo assestamento intervenuto nel frattempo, lo stesso bilancio di tre mesi fa», ha affermato l'assessore Totò Alaimo. «La cosa paradossale è che allora i sindaci revisori diedero parere contrario al bilancio, mentre ora hanno dato parere favorevole; sugli emendamenti del centrosinistra, invece, prima hanno dato parere favorevole, ed ora parere negativo». L'assessore ha poi sottolineato: «Dopo che a giugno avevamo approvato la bozza di bilancio sono arrivati dalla Regione 110 mila euro per il trasporto scolastico, che avevamo già anticipato, e 42 mila euro per altri due contributi; da questa somma avevamo tolto 50 mila euro per l'Ici, 10 mila per la premialità, 5 mila per la Tosap, 7 mila per diritti di segreteria e mille per diritti di affissione, con un saldo finale di 79.604, 75 euro che abbiamo ritenuto di utilizzare proponendo il cosiddetto "emendamento Cigna" al quale poi i sindaci revisori hanno dato parere negativo; gli stessi soldi previsti nell'emendamento li abbiamo poi calati nella nuova bozza di bilancio, ed il parere dei revisori è stato favorevole. La verità è che - ha concluso l'assessore - dopo aver paralizzato la vita amministrativa del comune, la paura di perdere la poltrona in consiglio ha portato diversi consiglieri a votare lo stesso bilancio, anche perché, in caso contrario, dal 4 novembre sarebbero rimasti disoccupati considerato che il commissario li aveva già diffidati». Sulla questione è intervenuto poi il coordinatore cittadino del centrosinistra Tanino Cino. «Il Presidente del Consiglio Michele Territo per giustificare il voto contrario al Bilancio di previsione cerca di arrampicarsi sugli specchi, non rendendosi conto di aggravare la sua posizione; è grave che la coalizione di centrodestra non partecipi al voto dello strumento finanziario che, a parte i pochi emendamenti, come dichiarato dallo stesso Presidente, riguarda la programmazione dell'Amministrazione comunale, e contestualmente il Sindaco rimanga attaccato alla sua poltrona. E' grave - ha proseguito Cino - che si cerchi di scaricare sull'opposizione, che ha scelto il male minore per la collettività, mentre la fantomatica coalizione, creata dal Sindaco per vincere a tutti i costi le elezioni, continua a seminare macerie; altro che etica politica: alla fine, la barca affonda sempre più, ed ormai non ci resta che piangere». Infine, il vice presidente del consiglio Amedeo Pace, nel chiedere al presidente del consiglio Territo che fine abbiano fatto le interrogazioni prodotte dal suo gruppo sulla Tarsu, sull'assistente sociale, sulle modifiche a Statuto e regolamento comunale e sulla presunta incompatibilità dell'assessore Cigna, ha rilevato: «Se il presidente del consiglio afferma che gli emendamenti approvati nel bilancio sono ininfluenti, perché non li ha votati? La sua si che è incoerenza! Anche perché ha votato contro un bilancio che ha proposto la sua stessa amministrazione». Carmelo Locurto
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Assoro La contestazione dei docenti Invitati anche i genitori alla mobilitazione Il gruppo docenti del Comprensivo "Pantano" di Assoro ha comunicato di avere deciso di aderire, in maniera compatta, allo sciopero generale del comparto scuola di oggi e di mettere in atto, inoltre, delle iniziative pacifiche di protesta, alle quali si invitano ad aderire i genitori degli alunni, nei modi e nei tempi da concordarsi. «I docenti - dice il prof. Lillo Calì -, riunitisi in assemblea, dopo acceso e appassionato dibattito sulla riforma Gelmini, dichiarano che l'introduzione del maestro unico per le classi della scuola primaria rappresenta un passo indietro di alcuni decenni, segnando un momento di regresso nella scuola pubblica italiana. Infatti, il docente tuttologo dovrebbe insegnare tutte le discipline, (inglese, informatica e religione comprese) per un monte orario di 24 ore e non tutti i docenti possiedono le necessarie specializzazioni. Ne consegue un impoverimento della qualità dell'insegnamento. Una contrazione dell'orario avrebbe conseguenze negative per le famiglie in quanto la chiusura degli orari d'ufficio non verrebbe più a coincidere con la fine delle lezioni». Poi, si parla della richiesta di famiglie del tempo prolungato, sempre, però, a carico dell'insegnante unico, per la cui retribuzione straordinaria si dovrebbe accedere al fondo d'istituto, con conseguente taglio di tutte le altre attività di ampliamento dell'offerta formativa. I docenti della scuola associa, inoltre, contestano Il ripristino del voto decimale (come negli anni 50-60) in sostituzione del giudizio, favorendo una valutazione sbrigativa che spesso non rispondente alla situazione dell'alunno. E sul voto in condotta? «Siamo convinti che, specie nella scuola primaria, comportamenti inadeguati, sono il sintomo di un disagio sociale che non può certo essere risolto con un 5 in condotta e conseguente bocciatura». Poi, si parla anche di formazioni di classe e di retribuzioni, per arrivare ad altre valutazioni. «Le conquiste degli anni Sessanta e Settanta - ricorda Calì - che sancivano il diritto ai bambini portatori di handicap di essere inseriti nelle classi comuni e di essere altresì seguiti da docenti specializzati, vengono vanificate dal decreto Gelmini che prevede, come conseguenza dei suddetti tagli, la riduzione delle ore assegnate al bambino». Carmelo Pontorno
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Piazza armerina Attesi 2 mila giovani per le strade anche il sindaco scende con loro Agira. Oggi le otto scuole (materne, elementari e per adulti) appartenenti al circolo didattico resteranno chiuse perché tutti, insegnanti e personale Ata, con in testa il dirigente scolastico Filippo Cancellieri, hanno deciso di aderire alla protesta contro il decreto Gelmini, trasformato ieri mattina in legge dopo il voto favorevole del Senato. La scuola media "Diodoro Siculo" apre invece i battenti ma difficilmente ci sarà spazio per la didattica, considerato il fatto che più del 90% degli insegnanti incrocerà le braccia. Percentuale simile anche al Liceo delle Scienze Sociali "Fortunato Fedele", dove oltre alla quasi totalità del corpo docenti e del personale Ata, anche il dirigente scolastico Antonio Di Blio aderirà allo sciopero generale. Discorso diverso per il Liceo Linguistico provinciale Martin Luther King: alle 13 di ieri soltanto il 30% degli insegnanti aveva aderito allo sciopero. Chiaramente protestano anche gli studenti. I due licei agirini, "King" e "Fedele", sono in autogestione e stanno al momento alternando ore di lezione a momenti di dialogo, svago ed approfondimenti sul tormentone del momento. Stamattina diversi studenti si recheranno a Catania per partecipare ad una manifestazione che, secondo le previsioni, dovrebbe coinvolgere migliaia e migliaia di persone. "Nonostante il decreto sia già divenuto legge - dice il presidente d'istituto del "Fedele", Antonio D'Agostino - noi non ci fermeremo, vogliamo continuare a manifestare le nostre ragioni, siamo pronti a proseguire la protesta, ma sempre in maniera pacifica". Emanuele Parisi
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vertenze Legge finanziaria dello Stato protesta delle Forze di polizia Al Senato è passata la riforma scolastica targata Gelmini, ma le proteste restano e anche oggi a Roma ci saranno docenti e studenti in delegazione dalla provincia di Ragusa. Intanto il Consiglio comunale del capoluogo ha proseguito la seduta di lunedì stoppata a causa della mancanza del numero legale. I consiglieri hanno esaminato la mozione presentata dal Centrosinistra per chiedere il ritiro del decreto Gelmini. La mozione non é passata in quanto il Centrodestra si è astenuto e i voti del Centrosinistra non sono bastati per raggiungere l'obiettivo. Contestazioni da parte del Centrosinistra. Ed intanto le proteste continuano anche a Ragusa. Stamani corteo e sit in organizzato da docenti e studenti nel capoluogo per manifestare in contemporanea con lo sciopero generale che avrà concentramento a Roma. Commenti negativi da parte degli studenti. Uno di loro dice: "Le manifestazioni organizzate si sono svolte in pieno spirito informativo e di protesta. Noi studenti non mancheremo di partecipare alle altre iniziative poiché questa riforma colpisce tutta la scuola e non solo gli studenti". Ed intanto una precaria lancia un messaggio: "Sono una "anziana" precaria della scuola che dopo tanti anni di lavoro verrò messa nell'arco del triennio fuori dalla porta grazie alla legge 133/08 Gelmini-Tremonti. Ci sono momenti in cui non possiamo stare a guardare facendo finta di nulla o dicendo questo non mi interessa. Quando gli uomini hanno fatto questo hanno perso la loro libertà e la loro dignità. Ci sono momenti in cui occorre dire mi interessa, mi interessa quello che potrà accadere domani, mi interessa esprimere la mia opinione". M. B.
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L'on. Vinciullo ricorda che il contratto di questi precari è in scadenza Si torna a parlare dei catalogatori E' veramente un universo fragile, frammentario e disordinato, quello in cui si muovono oggi i nostri bambini. La contraddizione di fondo è una: in teoria oggi più di ieri si hanno a disposizione maggiori e migliori strumenti per guardare ai bambini e per far sì che le loro potenzialità si sviluppino in modo ottimale. Oggi la «quantità» di nozioni e di informazioni di cui disponiamo dovrebbe permettere di evitare gli errori grossolani che un tempo creavano ostacoli imponenti alla crescita e alla formazione sana di bambini e adolescenti, specie in ambito scolastico, territorio in cui si manifestano prevalentemente i loro disagi. Oggi si ha la pretesa di elevare le menti, di stimolare le capacità, di creare reti aperte di collaborazione, si cercano ossessivamente figure specialistiche di sostegno e di riferimento. E' da dire però che assieme con i programmi «di eccellenza» e i tentativi di perfezionamento nelle varie aree, offriamo ai bambini di continuo messaggi di precarietà e di incertezza che di certo non giovano a solidificare la loro crescita. La comunicazione attorno a loro è sempre più frettolosa, frammentaria, incompleta, a volte anche anaffettiva. I bambini si trincerano dentro un mondo costellato da computer, playstation, cellulari, chat; adoperano un linguaggio tecnicistico dentro un mondo che gli adulti non hanno la possibilità né la voglia di condividere, si circondano di tutto ciò che possa loro servire ad estraniarsi e a non partecipare alla loro stessa vita? è un autismo collettivo! Quello che in realtà riusciamo a offrire ai nostri bambini è una moltitudine di stimoli e di nozioni dentro un gigantesco universo di solitudine. Si è preoccupati di fornire una formazione tecnicistica e impersonale più che una effettiva vicinanza che permetterebbe loro di crescere più solidi. A scuola il discorso non cambia: i docenti, spesso genitori anch'essi, vivono un disagio anche doppio: quello di genitori e quello di coloro ai quali spetta il compito della formazione dei bambini. Ma l'incubo dell'avanzamento tecnicistico domina su qualunque altro tipo di bisogno. Che certezze possono dare ai nostri ragazzi i docenti impregnati essi stessi d'incertezza e precarietà? Che spazio e che tempo è previsto nelle scuole per le relazioni umane tra allievi e docenti? Un anno tre maestre, l'anno successivo il maestro unico, un anno abolito il grembiulino, l'anno dopo nuovamente il grembiulino, un anno i giudizi, l'anno dopo i voti. Oggi il ministro Gelmini preferisce porre l'attenzione sul voto in condotta, tagliando risorse fondamentali come gli insegnanti di sostegno e togliendo alla scuola la possibilità di creare spazi fondamentali come i laboratori, contesti importantissimi nella relazione tra insegnanti e alunni. Non si può pensare che i bambini sviluppino una personalità sana e solida tra questa serie interminabile di incertezze e contraddizioni, circondati da normative che cambiano di continuo; le loro menti in formazione sono ingolfate di nozioni e di stimoli frenetici, le loro giovani personalità sono guidate da ritmi ansiogeni che neanche gli adulti riescono a metabolizzare. Gli insegnanti sono lasciati in balia di se stessi, costretti ad affrontare una molteplicità di problematiche senza che sussistano le condizioni primarie per operare in un clima sereno e sicuro. Francesca Cianci
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«Riscattarsi dalla marginalità» naccio @@In programma interventi previsti dal piano della viabilità. Ad annunciarli l'assessore Di Rosolini Sciopero degli operatori della scuola oggi a Pachino. La Cgil locale, retta dal segretario Antonio Armone, si unirà questa mattina alle 10 al coro di proteste contro la riforma Gelmini con un sit-in in piazza Vittorio Emanuele per chiedere la garanzia degli organici del personale in modo da assicurare la continuità didattica, la funzionalità del mondo della scuola e la buona organizzazione degli istituti. La Cgil protesta contro la reintroduzione del maestro unico e la riduzione a 24 ore settimanali dell'orario nella scuola primaria e per la tutela del precariato. «A Pachino, -ha affermato Antonio Armone- con questa riforma si perderanno 23 posti nella scuola per l'infanzia, 35 per la scuola elementare, ed 8 posti di insegnanti di sostegno nonostante il numero di alunni diversamente abili sia previsto in aumento di almeno 10 unità». Secondo i dati forniti dal segretario della Cgil di Pachino, in provincia significherebbe un aumento di disoccupati di quasi mille unità. «Si tratta di un aumento della disoccupazione che la provincia di Siracusa proprio non si può permettere, -ha affermato Armone- visto che stiamo parlando di una delle province con il più alto tasso di disoccupazione d'Italia. Mentre nel resto d'Europa si investe in istruzione e conoscenza, in Italia si riducono le già limitate risorse per la ricerca e l'educazione dei nostri figli». Secondo la Cgil inoltre ridurre la spesa per la scuola significa comprimere la capacità di crescita di tutto il Paese. Sa.Mar.
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mirarchi «Il gruppo che mi sostiene è in continua crescita» Si sono riuniti ieri mattina in un'assemblea straordinaria gli studenti del Liceo Scientifico «Archimede» per dibattere sulla rovente tematica riguardante il decreto Gelmini che contemporaneamente veniva approvato in Senato. A dirigere i lavori dell'assemblea sono stati i rappresentanti degli studenti. Mentre in qualità di relatori sono intervenuti il preside del Liceo Classico di Ispica Maurizio Franzò e il preside del Liceo Classico di Palazzolo Corrado Spadaro, invitati dal dirigente dell'Archimede Corrado Baglieri. L'assemblea si è mossa in termini di «contraddittorio» cercando di individuare aspetti positivi e negativi del decreto. Eccetto qualche punto nel quale si è registrata una opinione parzialmente positiva, ad esempio la riduzione del monte di ore settimanali, per il resto entrambi i relatori hanno criticato il provvedimento che, come ha ammesso Franzò, «sembra essere indirizzato prevalentemente alla realizzazione dei tagli che al reale miglioramento della scuola». Spadaro ha evidenziato i punti caldi del provvedimento: la riduzione dei posti di lavoro, l'aggravarsi della situazione già critica nella quale opera il personale docente, i termini propagandistici della misura riguardante la reintroduzione del voto in condotta, ed infine ha ravvisato che misure come quella dell'obbligo del grembiule fungono in realtà da specchietto per le allodole. «Come si fa - ha detto in un punto del suo discorso Spadaro - introdurre lo studio dell'Educazione civica quando si diminuisce il monte di ore». Ancora «nelle regioni sottosviluppate del mezzogiorno la trasformazione delle istituzioni scolastiche in fondazioni private metterà in crisi il sistema perché mancano i privati che investirebbero nella scuola, aumentando così il divario fra il nord e il sud». Dall'acceso dibattito è emersa la posizione fermamente contraria dell'assemblea al decreto Gelmini che «distrugge il futuro». Intanto stamattina è prevista una manifestazione che si tiene in «simbiosi» con quella nazionale. E' previsto un corteo lungo le principali vie della città mentre durante la giornata sono previste altre forme di aggregazione per gli studenti per discutere sulla riforma. l. s.
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Riunione a palermo dei quadri dirigenti scolastici sul piano di dimensionamento A Catania il record siciliano di istituti con più di 900 alunni Sopra il dibattito di ieri a Palazzo Madama. In alto il ministro Gelmini ascolta gli interventi
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scontro sulla scuola @@titolo@@il senato approva Anna Rita Rapetta Roma. Manca la firma del capo dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, poi il provvedimento sulla scuola targato Gelmini sarà legge. Ieri, con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti, Palazzo Madama ha convertito il decreto 133 contro cui l'opposizione ha subito annunciato un referendum abrogativo. "La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione", commenta a caldo il ministro Gelmini secondo cui la maggioranza degli italiani condivide il provvedimento. Per niente intimorita dalla piazza, il ministro si prepara quindi per la prossima mossa. Tocca all'università: "Entro una settimana - annuncia - presenterò il piano". Attivissimo nella difesa della manovra sulla scuola, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che cerca di contrastare la "campagna di menzogne" della sinistra e di spostare l'attenzione sulla "casta dei baroni". "Razionalizziamo la spesa della scuola elementare, riportiamo con il maestro prevalente una figura pedagogica importante soprattutto per i bambini che avviano la loro attività scolastica, ripristiniamo principi di tutela del merito con voti e con criteri di valutazione più chiari e più utili anche alle famiglie", spiega. Ma anche nella maggioranza c'è chi contesta i metodi del governo. Giovanni Pistorio dell'Mpa, annunciando in aula il suo sì al provvedimento, ha sottolineato che il decreto "non è lo strumento più idoneo a favorire la dialettica", non solo all'interno tra maggioranza e opposizione, ma "anche all'interno della maggioranza". "Non voglio esprimere un giudizio negativo su questo provvedimento - ha concluso ricordando interventi come quello sull'Ici che avrebbe penalizzato il Mezzogiorno - ma qualche volta vorrei votare un provvedimento perché sono convinto dei contenuti che esso porta". Per il Pd "non finisce qui". Anna Finocchiaro infiamma l'Aula. Dai suoi banchi partono lunghi applausi mentre la maggioranza la fischia soprattutto quando accusa la Gelmini di "afasia". "Il suo silenzio è indifferente e opaco ma anche esplicito. Di queste giornate colpisce il disprezzo per le ragioni degli altri", dice prima di leggere una lettera di alcuni studenti determinati a far sentire la propria voce "per cercare di garantire fino in fondo quella democrazia conquistata dai nostri padri". "Ora pensate che approvate questo decreto e che sia finita qui. Non è così", avverte anticipando in qualche modo l'annuncio del ricorso al referendum. Mentre il ministro dell'Istruzione ha già in mente un piano per rifare la faccia agli atenei, l'opposizione si prepara a dare battaglia alla legge Gelmini fuori dal Parlamento. Il leader del Pd, Walter Veltroni, annuncia l'intenzione di indire un referendum (a cui aderisce l'Idv ma non l'Udc) chiamando i cittadini a formare comitati in ogni città: "Non abbiamo alcuni interesse a far diventare questo referendum un'iniziativa del Pd", spiega gongolante: "Sembrava l'incredibile Hulk, ma la luna di miele del governo col paese è finita sulla scuola". Anna Finocchiaro ribatte a chi dal Pdl obietta che solo il giorno prima Veltroni aveva detto che non si sarebbero fatti referendum su una "riformetta". Il Pd, spiega, sta studiando la migliore formulazione dei quesiti referendari per chiedere l'abrogazione di una riforma "occultata" che il governo starebbe facendo sulla scuola con una serie di provvedimenti, dalla Finanziaria a diversi decreti, come quello sulla sanità che minaccia il commissariamento alle Regioni che non daranno seguito alla normativa sull'accorpamento degli istituti. Il Pd conta inoltre sui ricorsi alla Consulta da parte della Regioni. "Finalmente una buona notizia", commenta il ministro Ignazio La Russa: "Forse andrò a firmarlo, così si vedrà che gli italiani voteranno per il sì alla riforma all'80%".
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Provocatori aizzano gruppi di destra e sinistra La polizia carica i due fronti: 21 i fermati, 4 i feriti LUIGI RONSISVALLE NOSTRO INVIATO Roma. E' finita come ormai da anni non si vedeva quando gli studenti scendevano in piazza per protestare. Ovvero con quattro feriti (tre manifestanti e un poliziotto), due arrestati per danneggiamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale (uno "studente" di destra di 19 anni e uno "studente" di sinistra di 34), 21 fermati (tutti appartenenti a "Blocco studentesco", organizzazione di destra) e quattro denunciati a piede libero. La manifestazione di Roma contro il decreto Gelmini è stata assai diversa da come l'avevano immaginata quei professori che ieri mattina avevano accompagnato i loro studenti a protestare davanti al Senato dove si votava la riforma voluta dalla ministra della Pubblica Istruzione. Lo slogan «né di destra né di sinistra», urlato nei megafoni, insieme ai «vaffa» per la ministra e ai «buu» per il governo, non ha fermato chi, in questa protesta dei liceali romani, ha invece cercato e trovato l'occasione per lo scontro. Tutto è cominciato poco dopo le 10, mentre a Palazzo Madama veniva approvato il decreto. Corso Rinascimento e le strade attorno al Senato erano state tutte preventivamente bloccate dalle forze dell'ordine. L'unico posto dove i ragazzi potevano radunarsi era piazza Navona, da cui si affaccia una piccola stradina, bloccata dalle transenne e dai poliziotti, proprio di fronte all'ingresso del Senato. Conclusasi la votazione, da Palazzo Madama escono alcuni senatori dell'Idv che scavalcano le transenne e si infilano tra la folla degli studenti. Li segue la capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro. Viene lanciata l'idea di bloccare il decreto Gelmini con un referendum. C'è tensione nell'aria ma sembra che la situazione sia ampiamente sotto controllo. Fin quando in piazza Navona non fa la sua comparsa un camioncino bianco di "Blocco Studentesco", movimento di destra, che «spara» a tutto volume le canzoni di Rino Gaetano. Un nulla e comincia il parapiglia. Sbucano una decina di giovani che cominciano a colpire i loro coetanei con i caschi. Scoppia la paura. I ragazzi scappano. Dalla parte opposta arriva un altro gruppo: una decina o poco più. Volti coperti e bastoni avvolti nella bandiera tricolore. Cominciano le botte. Nella piazza si crea un vuoto mentre volano le sedie e i tavolini dei bar, un Pinocchio di legno preso da un negozio di giocattoli e soprattutto pietre e bottiglie. La polizia e i carabinieri non arrivano subito perché l'ordine era quello di evitare qualsiasi scontro e usare la massima cautela. Ma quando lo fanno - dopo una decina di minuti - vanno a colpo sicuro. Si pongono tra i gruppi dell'«Uds» (organizzazione studentesca di sinistra) e del «Blocco Studentesco». Poi una breve carica con relative manganellate. Una decina almeno di quei ragazzi con le mazze colorate di bianco, rosso e verde vengono fermati, ammanettati e fatti stendere per terra. Solo dopo vengono fatti salire sui cellulari e portati alla Digos per essere identificati. Non sono ancora le 11,30 quando piazza Navona, dopo i tafferugli, è ormai quasi deserta: a terra bottiglie rotte, fazzoletti sporchi di sangue, qualche cintura, pietre, sedie e tavolini rotti. Restano solo i turisti che non capiscono cosa sia accaduto e continuano a passeggiare. Sulla dinamica degli incidenti il solito rimpallo di accuse tra destra e sinistra. Quelli dell'«Uds» denunciano di essere stati caricati e aggrediti con violenza «dai fascisti» a colpi di casco, moschettoni, pietre e bottiglie e che due di loro sono stati feriti, mentre le forze dell'ordine tardavano ad intervenire. Quelli del «Blocco studentesco» denunciano, a loro volta, di essere stati aggrediti «dagli antifascisti universitari» e che due dei loro ragazzi «sono rimasti feriti». E aggiungono: «Abbiamo filmati che pubblicheremo su youtube e su facebook che come al solito dimostreranno una realtà ben diversa da quella che raccontano i giornali». Adesso cresce la preoccupazione per la manifestazione di questa mattina quando Roma sarà attraversata da due cortei che confluiranno in piazza del Popolo dove parleranno i leader sindacali.
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Diario di un preside «L'autogestione rende inutili gli adulti e svuota di senso la scuola» Alfio Pennisi* Lo confesso: detesto l'autogestione. E siccome faccio il preside in un liceo confesso ancora che ho sofferto maledettamente, da lunedì a mercoledì, a vedere due scritte cubitali, una su uno striscione rimasto - per stessa ammissione dei ragazzi - inutilizzato da anni, l'altra sul retro di vecchi manifesti di Rifondazione, che annunciavano al mondo che la mia scuola si gestiva da sola. Chiariamo subito una cosa: non detesto questa autogestione perché è contro la Gelmini. La detesterei anche se fosse contro Veltroni, Di Pietro o Diliberto. La detesto perché la considero un mostro, ed ho provato a dirlo anche ai miei professori e ai miei alunni, a quest'ultimi imbracciando un megafono (inutilizzato anch'esso da anni): un mostro giuridico, innanzitutto, perché gli alunni - nei corridoi, in qualche aula, in cortile - ci sono, ma è come se non ci fossero; sono presenti-assenti, simili alle anime morte di Gogol, e noi adulti (preside, docenti, personale non docente) siamo lì a non capire bene se siamo spettatori o cor- responsabili di ciò che dicono e fanno. Ma la mostruosità maggiore è quella educativa: l'autogestione dice a noi adulti di farci da parte. Ci sbatte in faccia il fatto che, per sentirsi protagonisti della scuola, per potere discutere e capire argomenti che stanno loro a cuore, i giovani non hanno bisogno di noi, che - anzi - siamo d'impiccio. A meno che non li aduliamo ideologicamente. Ai miei alunni ho proposto di lavorare insieme in classe per qualche ora e di farlo poi, sempre insieme, anche fuori dalla classe, magari il pomeriggio. "E se pensate - ho aggiunto - che voglia togliervi il diritto di protestare, state tranquilli: non ci saranno provvedimenti, anche se non entrate a scuola". Niente da fare, gli animi erano troppo accesi: è partito il coro "Spe-da-lie-ri / au-to-ge-stito!", ritmato come fanno gli ultras quando gridano "Noi vogliamo / questa vittoria!", e l'autogestione è scattata: gruppi di studio, film e tutto il resto. Molti, è stato evidente in questi giorni, hanno lavorato seriamente, appassionatamente, sinceramente desiderosi di capire cosa stesse succedendo: qualcuno, invece, ha fatto il verso ai politici di professione, muovendosi agilmente tra demagogia e settarismo. Qualche mio professore, forse dopo aver visto la mia faccia sconsolata, ha pensato di rincuorarmi dicendomi - con una certa aristocratica soddisfazione - che, insomma, se i nostri alunni - insieme a quelli degli altri licei - facevano così è perché i nostri ragionano. Mi è venuto subito di pensare ai miei carissimi alunni dell'anno scorso, studenti di un Industriale, involontari ed umili secondo termine del sottinteso paragone. Ed ho pensato anche a quello che amava dire Alexis Carrell, Nobel per la medicina: " Scarse osservazioni e molti ragionamenti sono causa di errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità". Spazio per l'osservazione, cioè per i fatti, in questi giorni ce n'è stato poco; d'altronde, per riempire strade e piazze sono molto più utili, da sempre, parole d'ordine bisbigliate e slogan urlati. Ma l'educazione è un'altra cosa: vuole tempo, dedizione, pazienza. E' un cammino comune, è una co-gestione quotidiana, una sorta di alleanza tra adulti e giovani, impegnati con ruoli diversi lungo la strada della ricerca di senso, di sé e delle cose. Se non servono a questo, a che servono le scuole? E noi che ci andiamo a fare? Lasciamole stare, si gestiranno da sé. *dirigente scolastico
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da "Sicilia, La"
del 30-10-2008)
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walter veltroni ci crede: «il tempo sta cambiando» Roma. Il Pd riparte dal Circo Massimo. Walter Veltroni ci crede: «Ho visto realizzato il sogno di una vita», dice, convinto che «il tempo sta cambiando, e cambierà anche di più nei prossimi giorni». Il bagno di folla è stato un toccasana secondo molti dirigenti del partito, che contano di poter archiviare il clima di veleni e divisioni ha finora zavorrato il Pd. «Si era diffusa l'idea che fosse un corpo inerte, e invece non lo è», afferma Franco Marini, guardando ora con più ottimismo all'appuntamento dell'assemblea programmatica che dovrà riempire di contenuti il progetto politico. Ma è Veltroni che, più di altri, tira un sospiro di sollievo, dopo mesi passati a difendere la sua leadership attaccata anche dal fuoco amico. Il governo ombra, per esempio, «ha affrontato i problemi del Paese con più serietà del governo vero», dice, reagendo alle accuse interne. Certo, le difficoltà non mancano, ammette, ma «stiamo cercando di realizzare un'utopia difficile», e «la marea umana di sabato ha spazzato via tutte le diagnosi negative». A un anno dalla nascita del partito, insomma, per Veltroni il bilancio è in attivo. Ma bisogna fare i conti - dice - con una maggioranza che gode di larghissimo consenso popolare, anche se è portatore di «una gigantesca confusione». Marini concorda. «Il centrodestra è un partito conservatore ma intriso di populismo, sul modello di un leader forte, e questo provoca un grande squilibrio». Anche per questo la strada del Pd sarebbe particolarmente tortuosa. Perfino Arturo Parisi, una delle voci più critiche contro Veltroni fin dalla prima ora, sembra aver recuperato fiducia: grazie alla manifestazione e al referendum annunciato contro il decreto Gelmini. «Sono sicuro che anche la segreteria del partito seguirà prima o poi i democratici che da subito hanno condiviso anche il referendum contro il lodo Alfano». Gabriella Bellucci
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da "Sicilia, La"
del 30-10-2008)
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La carenza idrica della diga Ancipa provoca disservizi nei turni in città La protesta degli studenti ennesi scende in piazza dopo giorni di manifestazioni, assemblee e riunioni che non sono serviti a fermare il ministro Gelmini e il suo decreto sulla riforma scolastica. Così questa mattina anche ad Enna, come nel resto d'Italia, gli studenti scenderanno in piazza per manifestare contro una riforma che a loro dire pregiudica il futuro di molti istituti e studenti. Gli studenti ennesi si ritroveranno alle 8 in piazza Europa da dove, verso le 9, si snoderà il corteo che, attraversando tutta via Roma, giungerà in pieno centro storico fino al Belvedere Marconi dove ci sarà un sit in ed un dibattito dei manifestanti. Per gli organizzatori oggi in corteo ci saranno almeno tre mila studenti anche se altre fonti parlano di mille e cinquecento manifestanti; resta da vedere se agli istituti del capoluogo si aggiungeranno anche quelli della provincia, mentre non si preannuncia la presenza di universitari come accadrà nel resto d'Italia. Il clima è abbastanza teso perché l'ultima speranza degli studenti era che il decreto si fermasse al Senato che però ieri ha votato con parere positivo tra la contestazione generale che adesso apre diversi scenari futuri tra la continuazione di assemblee permanenti fino al rischio occupazione che fino ad oggi non ha interessato il capoluogo. I licei e gli istituti tecnici di Enna, infatti, da quasi dieci giorni hanno proclamato un'assemblea permanente che in alcune scuole è perdurata anche di notte, mentre in altre dalle 8 di mattina alle 20. Quella di oggi, dunque, non sarà l'ultima tappa della protesta fanno sapere quasi tutti i rappresentanti d'istituto, ma si continuerà fino a quando verrà rivisto un decreto, diventato ormai legge, che non piace a tutti. Ciò che si augura è che quella di oggi ad Enna sia una pacifica manifestazione e non un proposito per far politica. William Savoca (altri servizi a pagina 35)
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da "Sicilia, La"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
scuola Oggi corteo in centro città Manifestazione contro la legge Gelmini di quanti non sono a Roma per la protesta nazionale torneo 38 L'assessore regionale al Territorio e Ambiente Pippo Sorbello apre alla realizzazione dell'impianto di rigassificazione della Ionio Gas. E' un'apertura, come ha ribadito lo stesso Sorbello, condizionata alla sicurezza dell'impianto. «E' ovvio - ha detto Sorbello - che un rigassificatore, realizzato in una zona industriale a rischio d'incidente, com'è quella del petrolchimico di Priolo, deve essere estremamente sicuro. A certificare questa sicurezza dovrà essere una Società internazionale, esperta del settore. Se verranno date garanzie sulla sicurezza dell'impianto, non sarò certamente io a ostacolare la sua realizzazione». Tra l'altro, come ha fatto rilevare Sorbello, la costruzione di un impianto di rigassificazione è, certamente, un'opportunità di crescita per l'intero comprensorio del polo industriale Melilli-Augusta-Priolo. Ovviamente, se partiranno i lavori per la realizzazione del rigassificatore, Sorbello ricorda alla Ionio Gas di rispettare l'impegno preso sull' impiego di 1500 lavoratori nei tre anni che occorreranno per costruire l'impianto. Inoltre, sempre Sorbello fa rilevare alla Ionio Gas che sia le imprese, sia le risorse umane impiegate, dovranno essere locali, così come gli addetti impiegati, poi, nella fase di esercizio del terminale e tutti i lavoratori interessati all'indotto Il progetto del rigassificatore, inoltre, arriva in un momento non particolarmente felice per il polo industriale. Infatti, il comparto chimico sta, da diverso tempo, dando segnali di crisi, con preoccupanti ricadute sui livelli occupazionali. «Il rigassificatore - ha concluso Sorbello - oltre a far parte dell'accordo di programma per la chimica, avrà il compito di rilanciare l'economia della zona, apportando benefici economici diretti e indiretti, immediati e a medio e lungo termine». Paolo Mangiafico
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da "Corriere.it"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Venerdì sera, su cult, il documentario «Sesso, scuola e videotape» «Non chiamatemi pornoprof: il sesso è gioia di vita e libertà» Anna Ciriani, dopo il video senza veli che le "costò" il posto, è tornata a insegnare. E adesso si racconta in tv MILANO - Guai a chiamarla pornoprof: «No, non mi sta bene per niente». Eppure è l'appellativo che l'ha resa celebre. «Perché sui giornali hanno scritto tante bugie sul mio conto». Tipo? «Io non sono una pornostar. E a scuola mi sono sempre comportata bene». Anna Ciriani, ora che è stata riammessa in classe, non rinuncia a quella che chiama la sua «battaglia di libertà». E, soprattutto, non rinnega nulla del passato: le «trasgressioni sessuali» con il marito, gli incontri piccanti che le hanno permesso di «conoscere persone nuove», quella passeggiata senza veli a una fiera erotica di Berlino che fece il giro della Rete scatenando un putiferio. «Tutto per quel video finito su Youtube» racconta Madameweb, come da tempo si fa chiamare su Internet. «In passato ammette - ero sempre riuscita a far rimuovere le immagini che venivano diffuse a mia insaputa, ma in quel caso è stato impossibile». Dunque, scandalo inevitabile e sospensione dall'insegnamento. Fino a settembre, quando Anna è tornata in servizio nella sua provincia, Pordenone. IN TV - Ma non è tutto. Madameweb, adesso, sbarca anche in tv. Con un documentario («Sesso, scuola e videotape») che sarà trasmesso venerdì 31 ottobre su Cult (canale 142 di Sky alle 22.30), per la serie "Erotika Italiana". Anna e suo marito, davanti alle telecamere, raccontano la loro storia tra incontri "hot", libertà individuali e scandali pubblici. «Una donna deve avere la possibilità di vivere la propria sessualità come più le piace, senza per questo rischiare il posto di lavoro» rivendica la prof. Che tra l'altro, come precisa lei stessa, insegna agli adulti e non ai ragazzini. «Ma se lavorassi in una scuola media non cambierebbe nulla». E cioè? «Ho capito che il mio caso può essere d'esempio contro tutte le discriminazioni sessuali». Addirittura. «Certo, è per questo che conduco la mia battaglia. Perché non c'è nulla di male a trasgredire con la complicità del proprio marito. In Italia insegnanti condannati per pedopornografia o che si fanno palpare dagli alunni sono tornati a insegnare prima di me. Io invece certe cose le faccio solo nel privato. A scuola, sono sempre stata impeccabile». Una doppia vita, insomma. «No, nessuna doppia vita. La mia vita è una e basta». E chi è allora Madameweb? «Una donna normalissima che non si vergogna del proprio corpo e che vuole divertirsi, senza falsi pudori o ipocrisie. Madameweb è gioia di vita e libertà». Video: guarda un' COMPLICITA' Come l'hanno presa i tuoi colleghi, dopo il pandemonio dei mesi scorsi? «Da loro ho ricevuto molta solidarietà. Così come l'ho ricevuta da alcuni preti con i quali ho parlato. E sono moltissime le donne che mi hanno scritto dicendo che avevo fatto ciò che loro non avevano il coraggio di fare. La mia storia non è diversa da tante altre, l'unica differenza è che io ci metto la faccia». E quelli che ti criticano, additandoti come un pessimo esempio di moglie e di insegnante? « giusto che ognuno abbia il proprio parere. Ma chi è che mi giudica? Donne e uomini che magari, in segreto, tradiscono il loro partner? Peccare e trasgredire con il proprio marito non è certo peggio che mettergli le corna. Io non ho mai fatto del male a nessuno. Al massimo, ho fatto del bene». GLI INCONTRI Ma la vita "segreta" di Madameweb continua ancora, oppure dopo questa bufera hai deciso di lasciar perdere? «Innanzitutto ci tengo a precisare che queste mie trasgressioni si possono contare sulle punte delle dita. Prima di tutto ci sono la famiglia e i figli, poi il mio lavoro e infine tutto il resto. Non è che di giorno vado a insegnare e poi la sera, o nel week end, organizzo i miei incontri. Non è una malattia, non è una cosa che cerco con perseveranza. Ammetto però di essermi divertita, anche perché ho conosciuto persone nuove. Insomma, il mio è anche un modo per socializzare». SCUOLA E TV - Su Internet, nel frattempo, continui a mantenere i contatti con ammiratori e curiosi. «Sì, grazie a un forum e a un blog che è uno dei più visitati su Internet. Un modo per parlare della mia storia, ma anche di politica». A proposito: riforma Gelmini, cosa ne pensi? «Ci sono alcune cose su cui concordo, a scuola esistono troppi sprechi. Una cosa però voglio dirla: i ministri dell'Istruzione sono sempre medici, avvocati e professionisti che la scuola l'hanno frequentata solo da studenti. Il ministro, invece, dovrebbe essere uno che ha lavorato 30 anni nel settore. Solo così puoi avere un'idea di come funzionano le cose». E il tuo futuro professionale? Pensi solo all'insegnamento o se arrivasse qualche proposta dal mondo dello spettacolo saresti pronta ad accettarla? «Qualche offerta l'ho ricevuta. E se mi dessero l'opportunità di portare avanti il mio pensiero in tv, lo farei. Perché se devo mettere la mia faccia per combattere questa battaglia, lo faccio, così come ho fatto quel giorno a Berlino. L'ho detto e lo ripeto: io non mi vergogno». Germano Antonucci stampa |
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da "Corriere.it"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
il ministro: «si torna alla serietà». berlusconi: «la sinistra truffa gli studenti» Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni e Di Pietro: «Ora il referendum» Sì del Senato al provvedimento. Palazzo Madama «assediato». I parlamentari dell'opposizione in piazza Mariastella Gelmini (Ansa) ROMA - Il decreto Gelmini (il 137 del 2008) è legge. Il Senato ha approvato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il provvedimento che porta il nome del ministro dell'Istruzione e che prevede, tra le altre cose, il ritorno dal 2009-2010 delle classi con il maestro unico nella scuola primaria e il voto in condotta che farà media con quelli conseguiti nelle altre materie (la scheda). «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione» ha detto la Gelmini dopo il voto al Senato, annunciando che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l'Università. REFERENDUM E PROTESTE - L'opposizione però promette battaglia e Walter Veltroni, facendo sua la proposta del leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, ha annunciato che il Pd promuoverà un referendum per abrogare il provvedimento sulla scuola. «Il governo non ha voluto ascoltare nessuno di quanti chiedevano il ritiro del decreto» ha detto il segretario dei democratici «ed ha anche rifiutato il confronto con il mondo della scuola, la maggioranza del quale è critico verso decreto». Non si ferma nel frattempo la protesta degli studenti nella Capitale. Momenti di tensione a piazza Navona, dove si sono registrati scontri tra studenti di destra del Blocco Studentesco e manifestanti dell'Unione degli Studenti. «Continueremo al nostra lotta nelle Università e nelle scuole», hanno annunciato dopo il sì definitivo al decreto i manifestanti radunati sotto Palazzo Madama, raggiunti dopo il voto da tutti i 119 parlamentari del Pd e i 14 dell'Idv. BERLUSCONI - Proprio all'opposizione ha riservato dure critiche Silvio Berlusconi, accusandola di ingannare i manifestanti. «Spiace che i manifestanti siano stati presi in giro, perché evidentemente è una truffa che si è combinata alle loro spalle» ha detto il presidente del Consiglio annunciando inoltre che nella Finanziaria saranno effettuate delle correzioni che riguardano la scuola privata. Riferendosi alle proteste degli studenti, il premier ha anche detto che il governo è stato «di manica larga». «Abbiamo detto: manifestate come volete, dove volete, ma non potete impedire a chi vuole studiare e a chi vuole insegnare di esercitare il proprio diritto» ha detto Berlusconi, precisando che solo per aver pronunciato queste frasi è stato frainteso dalla stampa. «SILENZIO OPACO» - Clima acceso in Aula durante le dichiarazioni di voto. La Pd Anna Finocchiaro si è rivolta direttamente al ministro nel suo intervento. «Il suo silenzio è indifferente e opaco - ha attaccato la senatrice siciliana -. Alle domande lei non risponde. Di queste giornate colpisce il disprezzo per le ragioni degli altri» è l'affondo della senatrice siciliana. «Pensate che approvando questo decreto finisca qui. Non è così». Un avvertimento alla maggioranza, accolto dai colleghi del partito, tutti in piedi, con un lungo applauso. «Pagliacci» hanno gridato invece i senatori del Pdl. COSSIGA SHOW - Ha suscitato non poche polemiche l'intervento a Palazzo Madama di Francesco Cossiga. Il senatore a vita si è detto favorevole alla conversione in legge del decreto sulla scuola, accusando chi è in piazza di «protestare contro il nulla» favorendo i «baroni universitari». Il presidente emerito ha parlato a braccio, abbandonandosi ai ricordi di quando, ministro dell'Interno, si trovò a fronteggiare la contestazione studentesca e il Movimento degli autonomi nelle università. «Erano i tempi di Berlinguer non di Walter Veltroni, i tempi di Alessandro Natta e non di Franco Marini. Erano i tempi del glorioso Partito comunista - ha ricordato Cossiga in Aula - Quando Luciano Lama venne cacciato dall'Università, il gruppo del Pci si alzò in piedi ad applaudirlo. E io venni applaudito perché avevo fatto picchiare a sangue gli studenti che avevano contestato Luciano Lama». LA LEGA BACCHETTA IL MINISTRO - A Palazzo Madama il gruppo della Lega ha bacchettato il ministro per le dichiarazioni su Obama. «La sosterremo sempre nella sua azione, signor ministro. Ma una cosa dobbiamo dirle in tutta sincerità - ha detto il presidente dei senatori del Carroccio Federico Bricolo -: l'intervista rilasciata giorni fa (al Corriere, ndr) in cui lei sosteneva che il suo modello è Barack Obama, francamente non ci è piaciuta». Parole che hanno suscitato il forte disappunto dei senatori dell'opposizione, in particolar modo di quelli del Partito Democratico. stampa |
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da "Quotidiano.it, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Manifestano anche gli studenti di San Benedetto San Benedetto del Tronto | Anche gli studenti di San Benedetto del Tronto hanno deciso di manifestare oggi contro la Riforma Gelmini. di Redazione studenti in manifestazione Erano circa 600 i ragazzi che questa mattina hanno dato corpo a un corteo energico e compatto. Provenienti dai vari istituti della città (Ragioneria, Liceo Linguistico, Ipsia, Alberghiero, i Licei Classico e Scientifico, nonché l?Istituto per Geometri e Turistico di Grottammare,), alle 8.30 circa, invece della solita lezione in classe, si sono ritrovati tutti in viale de Gasperi, di fronte al Liceo Scientifico, e hanno iniziato la loro marcia verso la piazza Giorgini del centro (arrivati intorno alle 10). Tra i loro striscioni, ben in vista per tutto il tempo, le loro idee: “l?istruzione non è una merce e la scuola non è un?azienda”. E anche “ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città”. E così è stato; si sono seduti al centro dell?incrocio di viale de Gasperi e per qualche minuto il traffico si è paralizzato. Hanno proseguito facendosi anche sentire con cori unanimi contro il ministro Gelmini e la sua riforma, tipo: “non tagliate il nostro futuro” o “noi paghiamo la vostra crisi” e ancora, più ironici, come “per avere una laurea ci serve il bancomat”. Ovviamente niente di paragonabile a ciò che è accaduto ieri in piazza Navona. Oltre ai ragazzi che sinceramente non avevano ben chiare le motivazioni della manifestazione (e, seduti al bar, per loro questo è stato solo un pretesto per non andare a scuola), ci sono anche studenti che, alquanto infervorati, vogliono far valere il loro pensiero. “Questa riforma è solo un taglio di spese, quando in realtà lo Stato potrebbe limitare altrove i soldi spesi inutilmente (ad esempio per i portaborse)”. “A noi non interessa la destra o la sinistra, noi vogliamo semplicemente far sentire la nostra voce, perché noi non ci stiamo a tornare al maestro unico, alla privatizzazione delle Università: questa è una regressione per il Paese”. Queste le parole un po? indignate di alcuni di loro: Giulia Callarelli, Luisa Urbani e Benedetta Bludzin del Liceo Scientifico. Per i prossimi giorni pensano di continuare la loro protesta, probabilmente si uniranno alla manifestazione nazionale del 17 novembre. 30/10/2008
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da "Stampaweb, La"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Gli organizzatori sostengono che oggi a Roma sono scese in piazza più di un milione di persone per protestare contro l?approvazione della riforma della scuola. In città sono arrivati tanti treni e pullman, molti più del previsto. Alcuni manifestanti non sono riusciti a raggiungere in tempo la partenza del corteo e hanno dato luogo a manifestazioni spontanee sparse in diverse zone della città. Per dire no alla Gelmini altri cortei si sono mossi a Milano, Torino, Palermo, Napoli, Bari, L?Aquila, Messina, Cagliari, Genova, Bologna, Firenze. Non si sono registrati episodi di violenza. Slogan di protesta ma anche tante rime ironiche contro il ministro alla manifestazione a Roma. La parola d?ordine più diffusa è «Giù le mani dalla scuola pubblica» e «La scuola pubblica non si tocca»: almeno tre striscioni con queste scritte sono portati dai bambini delle scuole elementari. Molti criticano la riforma che impone il maestro unico: «Maestro unico no grazie: tutti in piazza come un unico maestro», «Un maestro uguale meno cultura», «Maestro unico: ora dateci pennino e calamaio», «Meno insegnanti più bambini ignoranti». Alcuni manifestanti si sono poi a viale Trastevere al grido di «Assedio, assedio» stanno circondando il ministero dell?Istruzione. A sfilare per le strade della capitale anche tanti politici e sindacalisti. «Per me è naturale stare qui. importante che ci sia tanta gente, tante persone, anche di orientamenti politici così differenti, anche lo Snals», ha detto Walter Veltroni. «Spero che le tante persone che si raccoglieranno per firmare il referendum - ha aggiunto - spingeranno il governo a ritirare queste misure. Un governo sbaglia quando non ascolta la voce della società che si trova ad amministrare pro tempore». Per il segretario generale della Cisl, Bonanni: «Le scelte per il futuro si fanno con la gente, non si discute la scuola dei lavoratori come se fosse un consiglio di amministrazione, è una vergogna. Non si può riformare la scuola senza mantenere fede alla Costituzione; i tagli non sono una riforma ma un modo per mascherare la controriforma in atto». Secondo il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro «la manifestazione di oggi smentisce le previsioni del centrodestra secondo il quale con l?approvazione al Senato del decreto legge Gelmini tutto sarebbe finito». Per il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, infine, la partecipazione al corteo contro la riforma è «straordinaria. Oggi è davvero una giornata memorabile». Per il sindacalista quando così tante persone scendono in piazza è necessario che il governo rifletta.
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da "Stampaweb, La"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA Beppe Grillo rifiutato, con slogan non gentili, come i toni da lui usati proprio a Bologna dove lanciò il VaffaDay, dal corteo di protesta contro la riforma Gelmini che dalle 9,30 ha sfilato per le vie del centro del capoluogo emiliano e al quale il comico genovese aveva portato la propria solidarietà. Appena la testa del corteo lo ha scorto, si è levato il grido «Beppe Grillo non lo vogliamo, non vogliamo le primedonne», slogan conditi anche da insulti irripetibili. Lo showman, attorniato da fotografi e telecamere, si è fatto da parte ed è ritornato verso piazza Verdi, il cuore della zona universitaria: «Non mi sorprende, erano solo cinque o sei, hanno perfettamente ragione. la loro manifestazione e la gestiscono loro. La mia voleva essere solo una testimonianza. D?altra parte questa è la piazza, quando vanno tutti d?accordo c?è qualcosa che non va». Però Grillo ha ribadito di essere comunque contento e soddisfatto per una protesta che parte dal basso e che ha definito «molto interessante».
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da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
STUDENTI, DOCENTI E ANCHE IL SINDACO IN CORTEO. IL RETTORE:«TAGLI INACETTABILI». OGGI SCIOPERO DELLE SCUOLE Celebrato per le vie del centro il "funerale" dell'Università «Per la prima volta il governo mette le mani nelle tasche dell'università: la nostra protesta non nasce dal fatto che non ci vogliono aumentare i fondi, ma che ce li tagliano. E i conti non li ha certo fatti la Gelmini, ma il suo collega al ministero dell'Economia». Questo lo sfogo, ieri, del Rettore Vincenzo Milanesi. «Drenano a noi per rimpinguare le casse dello Stato in cui affluiscono meno soldi perché hanno deciso di togliere l'ici. Vi prego, non facciamoci fuorviare, guardiamo all'aspetto politico di quanto sta accadendo».Ieri pomeriggio intanto qualche migliaio di studenti e fra di loro il sindaco, hanno partecipato al "funerale del sapere" sfilando per le vie del centro contro gli effetti del decreo Gelmini approvato in Senato.Oggi sciopero nelle scuole, in mille sono partiti per partecipare alla manifestazione a Roma. In città si terrà un corteo che partirà da Prato della Valle.A pagina III
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da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Bassano Una lettera con 120 firme e un grido d'allarme: ... BassanoUna lettera con 120 firme e un grido d'allarme: i tagli alla scuola azzereranno le possibilità del "Brocchi" di mantenersi un liceo all'avanguardia e di confermare le sue eccellenze riconosciute in tutto il Veneto. E' il documento che oggi, giornata nazionale di sciopero contro la riforma Gelmini, i docenti dell'istituto andranno a consegnare in municipio al sindaco o comunque a un rappresentante dell'amministrazione comunale. «Abbiamo deciso di non limitarci all'astensione dal servizio, ma di interloquire con le autorità politiche per far presenti le conseguenze che le recenti scelte del governo in carica avranno sulla scuola ed, in modo particolare, sul nostro liceo - soiega il professor Riccardo Poletto a nome degli insegnanti - Ci ritroveremo alle 10 nel cortile della sede di via Beata Giovanna per poi recarci in municipio con una rappresentanza di insegnanti. Lo stesso scritto sarà poi inviato all'assessore provinciale Morena Martini e a quello regionale Elena Donazzan, nonché ai deputati e senatori del collegio di riferimento della nostra città».«Con rammarico e nostro malgrado ci stiamo convincendo che, se i piani predisposti dal governo in carica avranno attuazione, la scuola che abbiamo contribuito a costruire rimarrà soltanto un bel ricordo e che stessa sorte toccherà a tutte le altre istituzioni scolastiche», scrivono i docenti, per poi passare a ricordare l'attività del loro istituto: «Contrariamente a quanto affermato in queste settimane da alcune parti ossia che la scuola italiana sarebbe refrattaria ad ogni tipo d'innovazione e cambiamento, la nostra, come del resto molte altre, ha affrontato, non da ieri, ma negli ultimi decenni, ogni tipo di riforma e di sperimentazione. Spesso, paradossalmente, il Liceo Brocchi ha dovuto chiedere il permesso per sperimentare e riformare, anticipando più di qualche volta i tempi lunghi delle decisioni politiche.Il risultato di questo lavoro, durato decenni, è un Liceo che ospita duemila studenti, provenienti da un bacino d'utenza che spazia su quattro province, distribuiti in cinque indirizzi di studi.Una scuola nella quale ogni componente ha contribuito ad ampliare l'offerta formativa, la cui ricchezza è motivo d'orgoglio per noi e di riconoscimento da parte delle istituzioni, del territorio e, soprattutto, delle famiglie, considerato che le domande d'iscrizione da anni superano la disponibilità di spazi.Una scuola che, contrariamente all'accusa d'isolamento dalla realtà produttiva, ha avviato percorsi d'alternanza scuola-lavoro in diretta collaborazione con le imprese, che ripetutamente ha vinto il premio Storie d'impresa assegnato dall'Associazione Industriali che, con imprese ed Università, da anni organizza e gestisce corsi post-diploma. Una scuola che, contrariamente alle accuse di autoreferenzialità, si è aperta all'esterno con una serie lunghissima di proposte e collaborazioni culturali e formative oltre che con la disponibilità a farsi valutare, sempre con risultati positivi, da agenzie esterne nazionali e internazionali. Una scuola che si è avviata verso il percorso del Bilancio Sociale: uno strumento di rendicontazione e trasparenza che, attraverso il dialogo ed il coinvolgimento del territorio, intende dare ragione delle risorse utilizzate, degli obiettivi perseguiti e dei risultati raggiunti.Una scuola che ben prima delle istituzioni politiche si è aperta all'Europa con un ampio ventaglio di scambi internazionali, stage all'estero, progetti comunitari, simulazioni del Parlamento europeo e viaggi studio. L'elenco potrebbe continuare: non c'è accusa che venga mossa in questi giorni contro la scuola, a cui non corrispondano, nel nostro Liceo, processi e azioni che vanno in direzione esattamente opposta».«Che ne sarà di tutto questo bagaglio di esperienze, di ricchezza di proposte, di creatività progettuale?», si chiedono i firmatari. «Materiale per gli annuari: storia passata... I tagli previsti dal Piano programmatico del ministro Gelmini priveranno drasticamente di risorse umane ed economiche tutte le scuole. Le fatiche affrontate, in questi anni di ristrettezze, per mantenere alto ed ampio il profilo dell'offerta formativa del nostro Liceo non saranno sufficienti per far fronte ai ridimensionamenti programmati, che non hanno eguali nei provvedimenti precedenti. A titolo d'esempio basti pensare che solo per la riduzione d'orario, la quasi certa eliminazione delle compresenze e la normalizzazione delle cattedre, la nostra scuola dovrà lavorare con almeno una ventina d'insegnanti in meno».«Paradossalmente proprio il governo che, per voce di un suo eminente rappresentante, ci ha segnalato come buon esempio per aver vinto il premio delle Pubbliche amministrazioni del 2008 (settore istituzioni scolastiche), ora sta per metterci nelle condizioni di non poter più garantire quegli standard... Noi siamo convinti che, al di là delle personali convinzioni e appartenenze politiche, ogni cittadino e, ancor più, ogni amministratore abbia il dovere morale di dire al proprio governo che sbaglia, qualora sia persuaso che le sue scelte portino inevitabilmente il paese ad arretrare».
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Dipendenti in sciopero per il contratto (f.br.) Oltre alla scuola per la riforma Gelmini, a scendere in piazza, per motivi di versi, sono i lavoratori dei Consorzi di bonifica che hanno indetto uno sciopero nazionale per oggi per il mancato rinnovo del contratto, scaduto il 31 dicembre 2007.L'astensione dal lavoro, fanno sapere i segretari di Flai Cgil, Fai Cisl e Filbi Uil, sarà di 8 ore e i dipendenti dei tre enti polesani il Consorzio Polesine Adige Canalbianco, Padana Polesana e Delta Po Adige si aduneranno nel piazzale dietro la Rotonda in fondo a via Verdi, proprio in prossimità del Consorzio Padana Polesana, per un sit in di protesta. La mobilitazione spiega una nota sindacale è stata indetta a seguito della rottura delle trattative con lo Snebi, il sindacato nazionale degli enti di bonifica, che ha rigettato le richieste di miglioramento salariale avanzate dai sindacati attestandosi sulla proposta di un aumento del 5,3 per cento su scala biennale, a fronte di un'inflazione reale annua che sfiora il 4 per cento. Che si tramuterebbe in una perdita del potere dacquisto dei salari dei lavoratori, invece di un aumento.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
TREVISO Gli alunni del Riccati aprono le porte all'occupazione Parte dell'Istituto commerciale Riccati la protesta studentesca in città. Ieri mattina gli studenti del Riccati hanno dichiarato l'assemblea permanente all'interno dell'edificio, dicendo il loro secco "No" al decreto del ministro dell'istruzione Gelmini. E oggi, secondo gli stessi studenti, faranno sentire la loro voce anche il Duca degli Abruzzi, il Fermi e lo stesso Luzzati. E forse risponderà all'appello anche il liceo classico Canova. Pare fiducioso il preside dell'istituto che precisa come questa non sia un'occupazione, «ma un'assemblea permanente che si esaurirà con la protesta di oggi». Ma precisa pure la sua ferma intenzione di far intervenire le forze dell'ordine per far effettuare lo sgombero dei locali, qualora i ragazzi decidessero di dormire a scuola. Intanto oggi va in scena lo sciopero, che arriva a decreto già approvato.Mani a pagina II
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 30-10-2008)
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L'INTERVENTO Le molte cose che il Pd tace sulle anomalie della scuola di Ilario Bellinazzi * La sinistra, quando cerca di nascondersi dietro ad un dito, è veramente patetica, se poi vuole dare lezioni di democrazia, fa solo ridere.Cercare di dimostrare, come cerca di fare la coordinatrice comunale del Pd Cinzia Sivier; che le manifestazioni di questi giorni di studenti ed insegnanti sono spontanee e non strumentalizzate politicamente dalla sinistra, è un esercizio forse più complicato che arrampicarsi sugli specchi.Partiamo da alcune premesse di carattere generale: vorrei ricordare che per percentuale di proprietà delle scuole l'Italia si piazza subito, ma di poco, sotto alcuni celebrati bastioni della democrazia che si chiamano Cina, Corea del Nord, Vietnam e Cuba.La scuola italiana è l'unica nei paesi occidentali nella quale i genitori non possono scegliere l'impostazione dell'istruzione che verrà impartita ai loro figli per cui se l'insegnante di filosofia di mio figlio sostiene che il marxismo-leninismo è la verità rivelata, che Sant'Agostino era un pazzo furioso e che John Locke ed Adam Smith erano degli sporchi capitalisti o ho il tempo e le conoscenze per fare personalmente a casa della contoinformazione o la mia prole crescerà convinta che molto probabilmente ciò che sente è vero visto che la televisione non parla di filosofia e cercare su internet questi temi è più noioso che sfogliare youtube.Ma osserviamo anche altre amenità: il ministro Fioroni, governo Prodi, è stato il più odiato dagli studenti delle superiori, che si sono visti costretti in molti casi a trascorrere l'ultima estate studiando sotto l'incubo degli esami di riparazione che l'allora responsabile del dicastero della Pubblica Istruzione aveva reintrodotto, ebbene non è stato oggetto di tutte le contumelie rivolte al ministro Gelmini che ha semplicemente detto che per i bulletti ed i violenti, previo 5 in condotta deliberato con un iter piuttosto complesso, può esserci la bocciatura indipendentemente dal profitto.Spero vivamente che nella scuola italiana siano in numero maggiore gli studenti che hanno problemi di alcuni debiti formativi che non quelli che hanno comportamenti da codice penale ma questo non è servito a salvare la povera Mariastella.E allora come non ricordare con rimpianto i tempi in cui l'on. Enrico Berlinguer, asserendo che bisognava studiare, studiare e studiare, riappacificava quasi magicamente il mondo della scuola; ma come direbbe Marco Travaglio, quelli erano i bei tempi del Pci.O come non inorgoglirsi per gli striscioni odorosi di naftalina visti ai cortei che si scagliavano contro la scuola privata, anche se di scuola privata non si parla minimamente nel decreto in contestazione, che ricordano antiche battaglie studentesche a favore del pluralismo casuale ed eventuale e non di quello vero.Tutte queste cose sono frutto di autoorganizzazione e di sostanziale autonomia dai partiti come sostiene il Pd di Rovigo o c'è anche qualche aiutino?Perché si tacciono invece molte altre cose? Perché non si dice che il cosiddetto modulo è applicato solo in Italia? Perché non si ricorda che quando fu introdotto la sinistra scatenò lo stesso putiferio di adesso? Perché nella Francia della dottrina Mitterand le classi di inserimento per gli studenti stranieri che non conoscono il francese esistono da quasi 40 anni e la loro sinistra si arrabbia solo se si riducono i finanziamenti per mantenerle? Perché le università italiane producono meno laureati di quelle cilene? Perché in Italia esistono 37 corsi di laurea con un solo iscritto? Non sarebbe, non dico economicamente conveniente ma solo più opportuno, fare un unico corso con 37 studenti completamente spesati dallo Stato? Perché ci sono 327 facoltà con meno di 15 iscritti sparse tra le 94 università e le loro 320 sedi staccate, delle quali neanche una risulta essere tra le prime 150 del mondo, con 5.500 corsi di laurea, il doppio della media europea, e 170.000 materie di insegnamento, contro le 90.000 della solita media europea? Perché le 5 università che hanno i più spaventosi buchi di bilancio sono quelle di Siena, Firenze, Pisa, Urbino e Camerino si trovano in tradizionali roccaforti della sinistra? Mistero.Presa poi dalla fretta di scrivere ripetendo come una registrazione quanto affermato da Dario Franceschini, la coordinatrice Sivier, che proprio per la sua origine politica dovrebbe stare più attenta quando si inerpica in spiegazioni su cosa sia il liberismo, inciampa in qualche piccolo errore: anzitutto la democrazia è un sistema politico mentre il liberismo è una teoria politico-economica, per cui la democrazia è proprio l'esercizio del potere su mandato del popolo nel rispetto delle minoranze ma senza cadere nella trappola di assegnare a queste il potere. Al contrario invece è il marxismo leninismo che teorizza il potere delle minoranze organizzate.Ancora più divertente è la affermazione della Sivier che invita al rispetto delle leggi costitutive della repubblica che assicurano parità di diritti e di doveri per tutti i cittadini. In una parola: rispetto della legalità; bene, rispetto della legalità significa impedire il compimento di una serie di reati che si chiamano: interruzione di pubblico servizio (perseguibile d'ufficio), occupazione di edificio pubblico (perseguibile d'ufficio), violenza privata (è il termine che usa il codice penale per definire il picchettaggio quando non scivola nelle percosse anche questo perseguibile d'ufficio), manifestazione non autorizzata (perseguibile d'ufficio), per non parlare di reati minori come il danneggiamento di proprietà pubbliche e/o private e voglio sperare che la Sivier convenga con me che i reati sono tali indipendentemente da chi li compie e che la libertà di espressione deve essere garantita a tutti in assoluto indipendentemente se sono contro o a favore.*Coordinatore comunale F.I.
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da "Gazzettino, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Un maresciallo dell?Arma in municipio e all?istituto, dove intanto è stata rimossa la bandiera italiana. Dal centrodestra fuoco di fila contro gli insegnanti 4 Novembre, Villafranca muove ministri e carabinieri La polemica sindaco-scuola diventa un caso nazionale. Fini: il tricolore non offende nessuno. La Russa: vengo io PadovaNOSTRO SERVIZIOTricolore tolto dalla cancellata della scuola media "Dante Alighieri" di Villafranca Padovana e visita dei carabinieri per capire meglio cosa sta accadendo fra scuola e Comune. Il comandante della locale stazione, di propria iniziativa, ha avviato questa sorta di ispezione esplorativa. Non vi sono atti formali, al momento. In municipio il maresciallo ha peraltro acquisito copia del programma della manifestazione. Poi si è recato nella sede dell'Istituto comprensivo, dove ha cercato di parlare con la dirigente scolastica Maria Grazia Bollettin, ma gli è stato detto che in quel momento non c'era.La mancata partecipazione degli alunni alle celebrazioni civili e religiose del 4 Novembre, organizzate da Comune e associazione Combattenti e Reduci, ha avuto eco nazionale.«Non è piacevole leggere che alcuni insegnanti non ritengono opportuno celebrare il quattro novembre perché la bandiera tricolore offenderebbe la sensibilità dei bambini immigrati» ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini stigmatizzando il comportamento del dirigente scolastico Maria Grazia Bollettin. Una vicenda che potrebbe portare nella cittadina padovana il ministro della Difesa Ignazio La Russa come segno di solidarietà al sindaco Beatrice Piovan. «Non escludo di fare un salto a Villafranca - ha detto La Russa - come atto di solidarietà a un Comune che si trova costretto a fare i conti con la decisione di una professoressa che trovo incredibile. In questo modo potrei esprimere la mia vicinanza a tanti ragazzi che desiderano essere protagonisti delle celebrazioni del quattro novembre e crescere come italiani, più di quanto non vogliano i loro insegnanti». « vergognoso che alcuni docenti abbiano deciso di non far partecipare i bambini alla cerimonia di piazza in ricordo del 4 novembre, perché l'alzabandiera potrebbe urtare la sensibilità degli immigrati» gli fa eco il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri sostenendo che «Chi vive in Italia, vuole godere degli stessi diritti degli italiani, compresa la cittadinanza, ha il dovere di conoscere e rispettare la nostra storia. Senza censure ed onorando i simboli che a questa storia rimandano, perché anche questo vuol dire integrazione». «La scuola deve tutelare le minoranze. Ma chi tutela - chiede Gasparri - i nostri figli da certi maestri che umiliano la storia, i valori ed i simboli che appartengono a tutti gli italiani?».«Un direttore scolastico o i professori di un istituto che non consentono agli alunni di partecipare alle celebrazioni del 4 novembre dimostrano poco senso civico e assoluta mancanza di amor di patria» afferma l'esponente di An Filippo Ascierto. «Ho presentato un'interrogazione parlamentare al ministro Gelmini affinché faccia luce sull'accaduto e adotti dei severi provvedimenti - conclude il deputato del Pdl - se dovessero emergere prevaricazioni della libertà di pensiero degli studenti». Il Consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Raffaele Zanon, interviene presentando un'interrogazione in giunta regionale e interessando il ministri La Russa. «Il 4 novembre è la festa delle Forze Armate e dell'unità nazionale, la celebrazione della fine della Prima Guerra Mondiale ha detto - siamo in regime dettato dalla strumentalizzazione politica e dall'ignoranza profonda di alcuni insegnanti».«La mancata partecipazione dell'Istituto scolastico comprensivo di Villafranca Padovana alle celebrazioni per il 4 novembre, la dice lunga su quanto siano ideologizzate alcune scuole», afferma Paola Goisis, capogruppo della Lega Nord in Commissione cultura a Montecitorio. «Abdicare alle proprie tradizioni religiose e culturali, come si è fatto nel caso in questione - ha aggiunto - è sintomatico di un approccio all'insegnamento del tutto sbagliato». A chiedere l'allontanamento degli insegnati di Villafranca è il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Menia che dice «Scoprire che vi sono cosiddetti insegnanti che tutto ciò mettono in discussione, e hanno pure a disposizione una cattedra, indigna e dovrebbe preoccupare. Non è solo una questione valoriale e romantica, ma anche una questione di rispetto dei principi costituzionali di fedeltà alla Patria e alla Repubblica, alla sua unità e alla sua bandiera, cui sono palesemente infedeli».Barbara Turetta
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Provincia, schiramento oltre i partiti Ho letto ... Provincia,schiramentooltre i partitiHo letto la lettera aperta di Enrico Michieletti, del Circolo della Libertà di Adria, che mi ha invitato a rimeditare il ritiro della mia candidatura a presidente della provincia, dopo che sono state raccolte, in qualche ora, con un singolare spontaneismo ed a mia insaputa circa 2500 firme che mi sollecitano in tal senso. La rimeditazione è un atto dovuto nei confronti di queste persone e di tanta altra gente che si rammarica per non aver saputo che venivano raccolte firme perchè avrebbe apposto anche la propria. Resta però, per me, l'interrogativo di fondo: è possibile costituire uno schieramento, con possibilità di vincere le elezioni provinciali, non "contro" i partiti, ma "oltre" i partiti? Qualcuno potrà dire che insisto in ritornelli che sembrano giochi di parole ed allora cercherò di ancorarmi sì a parole, ma a quelle degli articoli 19 e 20 del decreto legislativo 18/8/2000 n.267 che fissano funzioni e compiti dell'Ente provincia. L'art.19 stabilisce le funzioni della Provincia che rientrano nei compiti dei Ddrigenti-pubblici dipendenti,con ruolo solo di indirizzo per presidente ed assessori: ritengo che ciò sarebbe per me agevole perchè, occupandomi di diritto amministrativo, conosco come funziona la macchina della pubblica amministrazione e nella nostra provincia ho rapporti di cordialità o di amicizia con tutti (esclusi i pochi che non conosco) i dirigenti provinciali e ritengo vi sia reciproca stima. I compiti principali degli amministratori-politici sono fissati dall'art. 20 che significativamente stabilisce che la Provincia, innanzitutto raccoglie e coordina le proposte avanzate dai comuni ai fini della programmazione economica, territoriale ed ambientale della Regione. Ecco allora, a mio avviso, che i miei apparenti giochi di parole sono in realtà figli delle disposizioni di legge: secondo me, infatti - ferme restando le eventuali divergenze di vedute su tematiche di esclusiva competenza del Legislatore nazionale - come si può efficacemente coordinare le proposte dei vari Comuni se l'Amministrazione provinciale ha chiare denominazioni d'origine politica, più o meno controllata, con la tentazione o quanto meno il sospetto che il coordinamento sia rivolto solo verso analoghi marchi comunali? Non è auspicabile che nuovi politici o vecchi disposti a rinnovarsi ,verifichino se vi è coincidenza tra loro su di una concreta metodologia operativa nonché su proposte concrete e nel contempo creative, con cui dialogare proficuamente con la Regione. Va considerato che questo importante ruolo di coordinamento e sintesi imparziale delle proposte dei Comuni è caratteristica peculiare dell'Ente provincia, i Comuni, invece, non hanno questo compito perchè l'art.13 dello stesso decreto legislativo stabilisce che il Comune per l'esercizio delle funzioni in ambiti territoriali adeguati, attua forme sia di decentramento sia di cooperazione con altri comuni e con la Provincia: pertanto un Comune, a differenza della Provincia, può scegliere di cooperare con altri Comuni soltanto, eventualmente, anche sulla base di affinità politiche di tipo nazionale. Qualcuno sostiene che le mie sono elucubrazioni e che il richiamo della foresta, almeno verso la fine della campagna elettorale, sarà irresistibile perchè la maggioranza degli elettori guarderà ai feticci - simboli senza neppure curarsi delle persone che li usano come usbergo o paravento per cui anche le elezioni amministrative saranno decise dal maggior o minor gradimento per Berlusconi o Veltroni o Bossi. Conseguentemente, considerato che questi big lontani predeterminano chi deve andare nel Parlamento Italiano e tra poco anche in quello Europeo, è mai possibile che da loro dipenda anche la scelta di chi dovrà amministrare anche la provincia di Rovigo? Io che non so rassegnarmi a tanta sudditanza, sarei un novello Don Chisciotte che si aggirerebbe, inutilmente, per borghi e città, per cercare di imprimere una daltonica polesinità alle elezioni provinciali? Ancora non so rispondere a tali interrogativi: chi vuole mi aiuti.Luigi MiglioriniUno scioperosenzamotivazioniDurante la relazione introduttiva della recente assemblea Anci di Trieste, il sindaco di Firenze (Pd) Leonardo Domenici ha onestamente ammesso, anche se un po' a denti stretti, che i piani di dimensionamento scolastico, che ora sta attuando il ministro Gelmini e che sono oggetto di tante contestazioni da parte della sinistra, sono datati 1998, e cioè durante il Governo Prodi, sui quali pertanto il Parlamento è in ritardo di ben 10 anni. Come pure altre misure prese dall'attuale Governo, in realtà, non si scostano, nei principi ed in molte proposte, da quelle suggerite dal Quaderno Bianco dei ministri Padoa-Schioppa e Fioroni (sempre del Governo Prodi!), nella prospettiva del vincolo di pareggio entro il 2011 richiesto all'Italia dall'Unione Europea.Ecco perché la razionalizzazione di spesa all'interno di un sistema tanto elefantiaco quanto improduttivo è urgente ed indispensabile. I provvedimenti approvati dalla Gelmini a favore di interventi per l'edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli Istituti ne costituiscono un primo significativo segnale.Non si può perciò aderire allo sciopero della scuola del 30 ottobre perché è senza motivazioni, anzi una c'è di sicuro. Ed è il tentativo di una Sinistra, divisa e sempre più lontana dal Paese reale, di farsi sentire, di far vedere che ancora esiste. Ma non si possono accettare le posizioni corporative di un certo sindacalismo che, guidato in particolare dalla Cgil, continua ad opporsi, per ragioni di mero potere, a qualsiasi serio tentativo di cambiamento del sistema di istruzione nazionale. I signori che invocano lo sciopero e la piazza sono lontani anni luce dai veri bisogni educativi della nostra scuola e dal comune sentire della maggioranza delle famiglie italiane, anche se magari votano a sinistra, che vedono positivamente il ritorno al maestro unico alle elementari, la reintroduzione del voto in condotta, il dare valore all'educazione civica. Insomma un sano ritorno al buon senso che né la piazza né uno sciopero corporativo potranno fermare!Paolo Avezzù
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da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, mobilitazione (bagnata) anti riforma Circa 200 tra studenti, insegnanti e genitori ieri pomeriggio in centro. In serata partenza di undici pullman alla volta di Roma Sotto una pioggia battente, candele e lumini per dire «no alla scuola dei tagli, del maestro unico e della riduzione d'orario». E se il tempo è scaduto e il decreto è già diventato legge, poco importa ai circa duecento manifestanti che ieri sera si sono dati appuntamento in piazza dei Signori per dire no alle scelte del governo in tema di scuola. «Andremo avanti ugualmente», dicono. Una protesta che precede di poche ore altri due momenti di contestazione: il primo è la discesa a Roma di oltre cinquecento persone, tra insegnanti, dirigenti, studenti e personale Ata. Undici i pullman che nella tarda serata di ieri sono partiti da Vicenza, Bassano, Schio, Thiene e Valdagno per unirsi al corteo previsto per questa mattina nella Capitale. Il secondo appuntamento è la manifestazione parallela che andrà in scena nelle stesse ore a Vicenza, per chi resta. E non saranno poche, secondo le stime dei sindacati, le scuole che oggi dovranno chiudere i battenti per lo sciopero del personale docente e Ata.Intanto ieri verso le 18 a sfidare il tempo inclemente c'erano gruppi di insegnanti, rappresentanze studentesche sia delle scuole superiori sia dell'università e genitori, tutti uniti nel contrastare le riforme. «Il fatto che sia già stato deciso tutto non ci ferma - dice Francesco Marcante, studente del liceo artistico ex Martini - anzi, segna il punto di inizio di una protesta più partecipata».C'erano anche numerose maestre dell'istituto comprensivo 11, che hanno scelto di sospendere il collegio docenti per essere presenti al presidio-fiaccolata.Oggi quasi tutte le scuole del comprensivo dovranno chiudere per la gran parte del personale aderirà allo sciopero. Come Gianna Beltrame, maestra della primaria di Polegge: «Siamo sconfortate. Il modello a "modulo" e le compresenze erano una ricchezza. Non ci battiamo per noi, ma per il futuro dei bambini». Nella doppia veste di insegnante e mamma Paola Tapparo, si dice «preoccupata che i miei quattro figli non possano più avere una scuola così ricca di stimoli come ora». La primaria di Vivaro, dove presta servizio, «con 58 bambini purtroppo è a rischio estinzione». A farsi sentire anche un gruppetto di studenti universitari vicentini: spiega Sara Magaraggia, 20 anni, iscritta alla facoltà di Filosofia di Padova: «Vogliamo cercare si sensibilizzare i cittadini sui cambiamenti che si intende apportare all'università, i tagli, il blocco del turn over e la trasformazione degli atenei in fondazioni».Intanto proseguono le iniziative spontanee fuori e dentro le scuole, con assemblee studentesche e momenti di incontro tra genitori. Come quello che l'altro ieri a Noventa Vicentina ha dato vita a un documento sottoscritto dai papà e dalle mamme degli studenti del comprensivo Fogazzaro, che dicono no alla riforma Gelmini. Frequente è anche la scelta di sospendere alcuni progetti extracurriculari, come nel comprensivo di Costabissara. Saranno presenti anche oggi a Schio e Santorso gazebo informativi a cura di alcuni insegnanti.Laura Pilastro
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da "Gazzettino, Il"
del 30-10-2008)
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Cacciari: il consenso al governo scende ma non va al Pd «Il centrosinistra deve uscire dalla trincea e avviare confronti su temi concreti, Regione per Regione, con Pdl e Lega» VeneziaLa luna di miele tra Berlusconi e gli italiani potrà anche affievolirsi, ma questo non significa che vada a vantaggio del centrosinistra. Il Pd, semmai, oltre a diventare un partito vero dovrebbe avviare al Nord un confronto con Lega e Pdl, senza escludere intese di governo. Così Massimo Cacciari, filosofo, sindaco di Venezia, da sempre voce critica della sinistra e del Pd, di cui ha contestato anche la manifestazione a Roma.Professor Cacciari, dopo l'insurrezione delle scuole contro il decreto Gelmini, c'è chi sostiene che il "vento" stia cambiando.« fisiologico che una luna di miele duri quel che duri. Ma questo per la sinistra non vuol dire nulla. Un calo di adesioni a Berlusconi, come dicono gli ultimi sondaggi, può riversarsi sulla Lega o sul non voto. Per farcela il centrosinistra deve scendere in campo non soltanto con proposte sue, ma anche con un assetto organizzativo decente, un assetto da partito che ora non ha assolutamente. Pensare che la sinistra possa fare una opposizione vincente a Berlusconi con armi tutto sommato analoghe alla sue - la forte leadership, la manifestazione, eccetera - è una pia illusione».Cosa deve fare la sinistra?«Darsi una organizzazione territoriale diffusa, capillare, essere presente in tutti i conflitti del territorio, come faceva il vecchio Pci essere sindacato di territorio, per certi versi fare quello che ha fatto la lega nel Lombardo-Veneto». immaginabile un confronto programmatico con la Lega?«Può essere un confronto programmatico con la Lega come può essere con il Popolo della libertà. Soprattutto nelle regioni settentrionali, il centrosinistra, il Pd o si muove con grande agilità, con intelligenza tattica, o sennò non si sfangherà dal suo 25\%. In certe regioni bisogna individuare i 2-3 grandi temi su cui c'è un confronto davvero concreto e programmatico con il centrodestra, la Lega e il Pdl».Per risolvere i problemi o per amministrare assieme?«Per affrontare i problemi che ci sono e poi chi vivrà vedrà. Il carro non va mai messo avanti i buoi, sennò non parte mai».Lo ritiene possibile?«Prima di tutto bisogna avere un partito in palla, soprattutto nel Lombardo-Veneto., che delinei 2-3 punti sui quali aprire, pubblicamente e con trasparenza, un confronto dialettico con il governo di queste regioni. Questo confronto lo articoli a livello territoriale diffuso, fai crescere un gruppo dirigente locale attorno a questi temi e poi si vede, a livello locale e a livello regionale, cosa è possibile fare, quali intese è possibile raggiungere per il bene comune, come si diceva una volta. Ma quello che è certo è che bisogna essere in movimento».In che senso?«La posizione di trincea, soprattutto quando di fronte hai un esercito che è quadruplo rispetto al tuo, è patetica».Alda Vanzan
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da "Gazzettino, Il"
del 30-10-2008)
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Il ministro: «Cambia l?istruzione, torna la serietà». Tra le novità il maestro unico e il voto in condotta che farà media Sì alla riforma Gelmini, resta lo scontro Diventa legge il decreto sulla scuola. Il Pd non si rassegna: faremo un referendum Il Senato approva la riforma Gelmini e contemporaneamente in Piazza Navona tra gli studenti, universitari e liceali, che da giorni portano avanti la protesta torna alta la tensione diventando contrapposizione politica, con la presenza dei centri sociali. Il confronto tra i due schieramenti sfocia in veri e propri scontri. Bilancio: quattro feriti, tre studenti e un agente, e due arrestati, oltre a 21 giovani portati negli uffici della polizia per essere identificati.Anche in aula a Palazzo Madama si è vissuta un'altra giornata "calda". Appena terminata la conta della votazione, alcuni deputati di centrosinistra hanno srotolato uno striscione che annuncia un referendum per contrastare la legge di riforma della scuola. Il ministro Gelmini è convinta che con il provvedimento «cambia l'istruzione, torna la serietà». Tra le novità della legge, il maestro unico e il voto in condotta che entrerà nel conteggio della media con tutte le altre materie.Il centrosinistra non si rassegna. Veltroni annuncia la decisione di organizzare «un referendum» che, ne è certo, rivolto al centrodestra, «li seppellirà». A dimostrazione della fermezza dell'intenzione, il leader del Pd ha già previsto la convocazione degli stati generali per organizzare la raccolta di firme.BelluccieGianninialle pagine 2, 3
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da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 30-10-2008)
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In migliaia piangono la fine dell'Università Un lungo corteo anti-Gelmini ha sfilato per le vie del centro Gli studenti: « morto il sapere, ma non le manifestazioni» Nemmeno la pioggia ha spento le migliaia di fiaccole (dalle 3.000 alle 5.000 a seconda degli osservatori) che da palazzo del Bo hanno sfilato fino a Prato della Valle per celebrare il funerale dell'università e della scuola pubblica dopo l'approvazione del decreto-Gelmini. Ad aprire il corteo, poco dopo le 17.30, un grande bara, di cartone, nera. A sorreggerla Anna e Luca, due studenti iscritti alla Facoltà di Lettere e Filosofia per ricordare il sapere estinto. A sfilare sono stati soprattutto studenti, come Edoardo Canella, di Lettere e Filosofia: «Il sapere libero non deve morire ripete sotto la pioggia, accanto al Bo Siamo qui per questo. Vogliamo un futuro migliore per noi e per chi verrà dopo». O come Bledar: «Sarò costretto a terminare l'università in un altro Paese. E mi dispiace, perché a Padova ho già studiato tre anni, però non potrò fare la specialistica». Il corteo si muove lento. Silenzioso. Eterogeneo, politicamente trasversale e assolutamente pacifico.«Questi ragazzi sono una bellissima sorpresa e fanno davvero ben sperare per il futuro», commenta sotto ai portici di corso Umberto I il preside della Facoltà di Scienze politiche, Gianni Riccamboni. Prima di entrare in Prato della Valle, accanto alla bara che apre la sfilata, alla quale nel frattempo si è unito anche il sindaco Zanonato, spunta un manichino vestito a lutto. «E' Galileo Galilei sottolineano gli studenti Oggi è morto quel sapere che lui aveva difeso».Poi la generazione universitaria-2008 varca uno dei piccoli ponti dell'Isola Memmia. Le bare, perché nel frattempo se sono aggiunte altre due, vengono sistemate di fronte alla fontana. Sulle note di Only time, di Enya, Attilio Motta, precario di Lettere, legge una parodia del Giulio Cesare di Shakespeare dedicata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Dopo di lui intervengono alcuni studenti delle scuole superiori. Alle 18.47 un minuto di silenzio. L'estremo omaggio alla scuola che è stata.«Il ministro Gelmini dice che dobbiamo essere più seri interviene Sebastian, della Facoltà di Scienze politiche - Noi le rispondiamo che non siamo mai stati così seri. E questo sarà anche il funerale del sapere, ma non è certo quello delle mobilitazioni». Appuntamento stamane sempre in Prato della Valle, per il corteo organizzato dai sindacati in occasione dello sciopero generale della scuola. Ma c'è anche chi la riforma-Gelmini la difende a spada tratta attaccando il rettore Vincenzo Milanesi. Azione universitaria e Azione giovani con Federico Bruson ed Enrico Pavanetto. «Ma dov'era il rettore l'anno scorso scrivono in una nota durante il governo Prodi e quando è stato approvato il decreto Bersani? Forse in vacanza. E' evidente che le proteste sono comandate da una certe classe docente politicizzata. E la lettera del rettore a tutti gli studenti ci pare quanto mai inopportuna in quanto ad ogni finanziaria di ogni governo avrebbe dovuto mandarla oltre ai costi per spedirla a 50 mila famiglie». Anche il senatore della Lega Nord Alberto Filippi riguardo alla lettera parla di "pura azione di baronìa" e chiede agli studenti "di iniziare uno sciopero contro il rettore, reo di fomentare gli animi e di chiudere in faccia ai ragazzi che vogliono studiare le porte del sapere".Matteo Bernardini
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da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 30-10-2008)
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Duro il Rettore: «Per la prima volta il governo mette le mani nelle tasche dell?ateneo per rimpinguare le casse dello Stato» «Non accettiamo questi tagli» Milanesi assicura: «Per adesso, nessun aumento delle tasse. Vedremo dal 2010» (M.B.) Ore 10.36 con 162 voti a favore, 134 contrari e 3 astenuti, il Senato approva il decreto-scuola del ministro Gelmini che diventa legge. Alle 12.15 il rettore Vincenzo Milanesi convoca una conferenza stampa nella Sala da pranzo di palazzo del Bo per commentare il passo del Parlamento. Alla sua destra siede il vice Giuseppe Zaccaria. E inizia un lungo sfogo che parte da una premessa: Oggi spiega il rettore è stato approvato un testo che riguarda la scuola e non l'università. E non sono preoccupato se il maestro sarà unico o trino, o se verrà reintrodotto il voto in condotta o i grembiulini. Il problema qui è la riduzione degli investimenti nella formazione. Non accettiamo e non digeriamo il carattere indiscriminato dei tagli. Non condividiamo la scelta politica di ridurre gli investimenti sull'istruzione. Di fare cassa a spese di scuola e università. Un cronista abbozza una domanda, ma il professor Milanesi lo stoppa immediatamente: mi lasci finire, la prego. E allora continua: Per la prima volta il governo mette le mani nelle tasche dell'università. Quindi la nostra protesta non nasce dal fatto che non ci vogliono aumentare i fondi, ma che ce li tagliano. E i conti non li ha certo fatti la Gelmini, ma il suo collega al ministero di via XX Settembre, ovvero il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che è il vero bersaglio del professor Milanesi.Drenano a noi riprende il rettore, mentre il suo vice annuisce per rimpinguare le casse dello Stato in cui affluiscono meno soldi perché hanno deciso di togliere l'ici. Vi prego, non facciamoci fuorviare, guardiamo all'aspetto politico di quanto sta accadendo. Arriva una domanda sulle Fondazioni enti in cui l'articolo 63, comma 9 della legge 133 sulla riforma della scuola prevede possano trasformarsi gli atenei. Per il professor Milanesi è un assist a porta vuota: Sono una bufala. Una stupidaggine. Sapete cosa recita l'articolo di legge? Che più i privati investono e più lo Stato riduce il suo intervento. Ma stiamo scherzando? A chi ha pensato una cosa del genere manca il bene dell'intelletto. Quale privato può sostenere il nostro bilancio che è di 560 milioni di euro l'anno. Se c'è qualcuno in grado di farlo si faccia avanti: io metto in vendita l'università. Poi l'attenzione si sposta sui contraccolpi che la manovra del governo potrebbe avere nell'immediato futuro sul nostro ateneo. Il nostro bilancio non subirà contraccolpi precisa il rettore -, anzi, nonostante tutto investiremo senza aumentare le tasse. Dal 2010 però, se le cose continuano così, le piogge saranno molto acide. Infine sulle proteste: Mi è piaciuto lo striscione appeso a Scienze politiche in cui c'è scritto Università aperta e non invece occupata con due k. Perché è proprio quello che vogliamo essere: aperti alla città, come faremo questa sera nel cortile del Bo, e aperti al confronto anche con il ministro Gelmini purché si smetta di fare di ogni erba un fascio delegittimando il sistema universitario come a dire che è tutto guano. Non stiamo difendendo i baroni, semmai ci sono dei colleghi cialtroni, ma anche tra i dodici apostoli c'era qualcuno che proprio santo non era. Per richiamare l'attenzione sui rpoblemi dell'ateneo, il Bo resterà oggi con le luci accese dalle 18.30 alle 21 e dalle 18.30 nel cortile si terrà un incontro con la città con video, testimonianze e interventi di carattere informativo. Anche palazzo Moroni per solidarietà resterà illuminato.
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da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 30-10-2008)
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Sciopero e corteo da Prato della Valle Il decreto Gelmini è legge ma la protesta non rallenta, anzi si inasprisce: questa notte dal Veneto sono partiti alla volta di Roma cinquemila tra maestri, precari, supplenti, docenti di ruolo, studenti e genitori. Mille i partecipanti provenienti da Padova in quello che Nereo Marcon della Cisl Scuola del Veneto definisce «il più grande sciopero della didattica non solo a memoria d'uomo ma a partire dall'unità d'Italia: non s'era mai visto un attacco così duro da parte del Governo, che va a minare la sopravvivenza stessa della scuola pubblica». Il concentramento è per le 9 in piazza della Repubblica, attese centinaia di migliaia di persone che sfileranno "per salvare il futuro del Paese, il diritto al sapere, il valore della conoscenza, contro i tagli a scuola, università e ricerca". I sindacati organizzatori, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, che per l'occasione hanno messo da parte vecchi attriti abbracciando un comune obiettivo, prevedono a Padova una adesione quasi totale degli istituti di ogni ordine e grado. Elementari, medie, superiori in subbuglio, personale assente, cancelli chiusi, alle pareti cartelli che avvisano: "Cari genitori oggi non siamo a scuola perchè i decreti voluti dai ministri Gelmini e Tremonti mettono in discussione il diritto dei nostri figli ad avere una scuola efficiente".Ecco cosa succederà a partire dal prossimo anno scolastico, secondo i sindacati. Materne: i piccoli potranno andare a scuola solo al mattino dalle 8 alle 13 mentre le sezioni potranno arrivare a comprendere 29 bambini. Elementari: riduzione dell'orario scolastico da 30 a 24 ore settimanali, si andrà a lezione dalle 8.30 alle 12.30, riduzione del tempo lungo, aumento del numero di alunni fino a 28 per classe, ritorno al maestro unico o prevalente affiancato da quelli di religione e di inglese. Per queste ragioni il Comitato genitori e insegnati per la scuola pubblica di Padova no-Gelmini scenderà stamane in corteo (dalle 9.30 con partenza da Prato della Valle) insieme a studenti medi, universitari e professori che così replicheranno, a livello locale, la protesta nella Capitale dove i sindacalisti veneti sfileranno vestiti col grembiulino, per sbeffeggiare una delle direttive introdotte dalla Gelmini che, rileva Leopoldino Lago dello Snals, "è sintomatica della "nuova" scuola che si vuole costruire, in realtà vecchia di un secolo". A Roma i padovani "ricomporranno" una classe, con venticinque prof vestiti da scolaretti e striscioni del tono "Arriva la scuola dei balocchi", ideati da Valentina Battistella della segreteria Cisl di piazza Petrarca. Ma il provvedimento firmato Gelmini (attesa a Padova il 6 novembre all'apertura di Exposcuola) prevede anche novità dai più salutate con favore come il contenimento del costo dei libri di testo stabilendo che durino almeno cinque anni, il ritorno ai voti espressi in numero (col 5 in condotta si rischierà la bocciatura), la particolare cura riservata all'educazione civica. Intanto anche il Conservatorio Cesare Pollini annuncia battaglia contro l'attacco alla formazione musicale: organizzato un requiem, intonato in diretta, per il 3 novembre.Federica Cappellato
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 30-10-2008)
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Scuola, il Riccati fa da apripista ai contestatori Ieri gli studenti hanno dichiarato l?assemblea permanente dentro l?edificio per protestare contro il decreto Gelmini stato l'istituto Tecnico Commerciale "Riccati - Luzzatti" di piazza della Vittoria il primo in città a crollare sotto la protesta studentesca che sta infervorando l'Italia intera: da ieri mattina gli studenti hanno dichiarato l'assemblea permanente all'interno dell'edificio. Almeno al livello degli istituti superiori, la Marca ha deciso di dire il suo No al decreto del ministro dell'Istruzione Maristella Gelmini. E oggi, secondo gli studenti stessi, toccherà anche al Duca degli Abruzzi, al Fermi e allo stesso Luzzati, far sentire la propria voce. E chissà, si domanda qualche studente, forse anche il liceo classico Canova si muoverà sulla stessa linea, «visto che ieri ha dato forfait, quando sembrava che fossero anche loro intenzionati ad incrociare le braccia». Intanto oggi è previsto lo sciopero generale della scuola. «Non è un'occupazione, si tratta di un'assemblea permanente che però si esaurirà con la protesta di oggi». Sembra fiducioso il preside Giovanni Vassallo, forse non sa che i ragazzi sono fermamente intenzionati a portare avanti la loro sommossa fino alla conclusione della settimana. Vassallo, assieme alla vicepreside Maria Cristina Mozzato, ha cercato di far ragionare i rappresentanti di istituto che, fino alla notte tra martedì e mercoledì, volevano assolutamente occupare. Così non è andata, occupare avrebbe significato impedire a tutti di seguire le lezioni e dormire a scuola la notte avrebbe voluto anche dire affrontare le forze dell'ordine: «Prima la persuasione, poi, se cercheranno di restare a scuola anche di notte li farò sgomberare», ha affermato Vassallo. Insomma, la via di mezzo è piaciuta a tutti ed è stata imboccata. Ieri mattina, alle sette in punto, dieci giovani di Lotta studentesca, con cinque del Riccati, fra i quali naturalmente i rappresentanti di istituto, più cinque del Luzzati, si sono presentati a scuola. Qualche striscione con segni celtici è apparso ma subito fatto sparire: tutti hanno ribadito a gran voce «questa non è una manifestazione politicizzata». Alle 7.30, è apparso lo striscione più importante, Riccati occupato, evidentemente da aggiornare, e la protesta è diventata realtà. Nell'istituto è entrata la metà degli 800 iscritti, solo 15 hanno voluto seguire le lezioni. Banchi messi di traverso, squadre di controllo e mantenimento dell'ordine, ragazzi un po' ciondoloni, insomma, tutti gli ingredienti delle sommosse studentesche, in più un'assemblea per spiegare il decreto. Poi i No: no ai tagli, no alla soppressione delle ore di laboratorio, no alla riduzione degli insegnanti. Oggi infine lo sciopero, che arriva a decreto già approvato.b.m.
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da "Gazzettino, Il"
del 30-10-2008)
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Il decreto Gelmini è legge: «Torna la serietà» Approvata al Senato la riforma della scuola tra le proteste dell?opposizione. Il ministro: più spazio al merito e all?educazione RomaNOSTRA REDAZIONEA Palazzo Madama, i giochi si chiudono a metà mattinata: con 162 sì, 134 no e 3 astenuti, il Senato approva in via definitiva la conversione in legge del contestatissimo decreto Gelmini sulla scuola. Una approvazione scontata, che l'opposizione - contando anche sull'impatto della massiccia mobilitazione di studenti, docenti e famiglie - ha vanamente fino all'ultimo cercato di bloccare, perché vi si potesse almeno apportare qualche modifica.Il clima di tensione ha raggiunto punte altissime, dentro e fuori il Parlamento, ma la maggioranza esulta: «La ricreazione è finita», comunica, rivolto agli studenti, il leghista Federico Bricolo. Silvio Berlusconi è soddisfatto: «Bene, è stato un voto che è andato come è logico che andasse: spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra», commenta. Poi, facendo riferimento alle proteste degli studenti, afferma: «Siamo stati di manica larga. Abbiamo detto: manifestate come volete, dove volete, ma non potete impedire a chi vuole studiare e a chi vuole insegnare di esercitare il proprio diritto. Possono manifestare - aggiunge - ma mi dispiace che manifestino contro cose che non esistono. Per la scuola elementare abbiamo fatto le scelte del buon padre di famiglia». A chi poi insiste nel denunciare che non ci sarà il tempo pieno, torna a replicare sostenendo che «è assolutamente il contrario» e che, anzi, «ci sarà il 50 per cento di classi in più che potranno fare il doposcuola». In ogni caso, delle critiche e del calo di consenso che il decreto Gelmini ha causato al suo governo, il Cavaliere se ne buggera: «Sono superiore a queste cose, le critiche e le invettive non mi toccano!».Canta vittoria anche Mariastella Gelmini: «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione», dice, sostenendo che «provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l'introduzione dell'educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l'introduzione del maestro unico sono condivisi dalla gran parte degli italiani». Poi, dopo le strette di mano, le congratulazioni e i festeggiamenti, il ministro dribbla i giornalisti e si rifugia al ministero, lontano dal clamore della piazza. Avrebbe dovuto partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Lateranense, ma non va: la Questura, fa sapere l'Ateneo, le avrebbe consigliato di rinunciare per ragioni di sicurezza. Lei, intanto, non sta con le mani in mano: archiviato il capitolo della scuola, informano fonti del ministero, passa tutto il pomeriggio con i dirigenti del ministero che si occupano di Università «perché non vuole perdere tempo».Ieri intanto, intervenendo in aula, Gaetano Quagliariello (Pdl) ha difeso le ragioni del decreto accusando, tra l'altro, l'opposizione di voler difendere la casta dei baroni universitari e di strumentalizzare gli studenti: «Se abbiamo proposto il maestro unico, il ritorno ai voti, il voto in condotta - ha affermato - è perché siamo convinti che nella scuola debba tornare ad abitare un principio di autorità e di rispetto, che si debba arrestare quel processo di degradazione che sempre più sovente sfocia in bullismo e offende i più deboli e i più indifesi. Del quadro economico in un momento di crisi internazionale - ha aggiunto - non si può non tener conto, ma una cosa deve essere chiara: pur in una situazione difficile, noi non siamo disposti a sottoporre a criteri di mera economicità il futuro dei nostri figli».Nel Pd, Massimo D'Alema definisce «arrogante» la decisione della maggioranza di approvare il decreto Gelmini senza prima ascoltare studenti e docenti: « una decisione grave - dice - che crea una frattura tra il governo e la maggioranza da una parte, e una grandissima parte del mondo studentesco, degli insegnanti ed anche dei rettori dall'altra. La decisione di non sospendere il decreto per ascoltare le parti interessate è un segnale di arroganza che non è utile al paese e nemmeno al governo. Noi ci batteremo ancora per eliminare queste norme negative, che poi sono semplici tagli e non riforme. Vedo che si levano richieste da tutto il mondo scolastico, compreso il mondo cattolico, e noi ci batteremo con ogni mezzo».Claudia Giannini
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da "Gazzettino, Il"
del 30-10-2008)
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Roma NOSTRO SERVIZIO «Il voto non ci fermerà»: ... RomaNOSTRO SERVIZIO«Il voto non ci fermerà»: neanche di fronte all'approvazione del decreto Gelmini gli studenti indietreggiano, in vista dello sciopero generale in programma per oggi. Ma nel crescendo di proteste, che si è propagato in tutta Italia fin dalle prime ore del mattino, a Roma e Milano si sono verificati anche scontri con le Forze dell'Ordine e tra fazioni politiche di destra e di sinistra. Una trentina di fermi, quattro denunce e cinque feriti è il bilancio della giornata.L'epicentro della protesta è stato anche ieri Palazzo Madama, dove migliaia di studenti si sono raccolti prima ancora che il decreto fosse approvato, per rafforzare il presidio e gridare slogan: «Non siamo una minoranza, siamo un popolo che avanza», «Non siamo stupidi, siamo informati, rivogliamo le nostre scuole». Nella concitazione della protesta è scattato anche l'applauso quando è comparso il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, reduce dal convegno sul 4 novembre a Montecitorio: «Presidente, non ci lasci soli».Manifestazione pacifica, anche se di tanto in tanto la Polizia ha dovuto impegnarsi in piccole cariche di alleggerimento. Dopo l'approvazione del decreto, però, accolto dalla folla con ulteriori sussulti di proteste verbali (« un atto di grave irresponsabilità, non ci fermeremo»), nella vicina piazza Navona si è innescato lo scontro diretto tra i giovani di estrema destra e quelli di sinistra, in una spirale di violenza che ha provocato cinque feriti, e l'arresto di due ragazzi - uno per parte - con l'accusa di danneggiamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Una ventina di altri ragazzi del Blocco studentesco (estrema destra) sono state fermati e identificati dalla Digos, mentre nella piazza si scatenava il fuggi-fuggi di turisti, e i bar abbassavano le saracinesche. Poco chiara la dinamica dei fatti, su cui il governo presenterà una informativa in Parlamento. Tra i manifestanti sono scattate subito le accuse reciproche: «Un gruppone dei centri sociali ha cercato di aggredire i ragazzi di destra», secondo gli uni; «Erano tutti del Blocco studentesco, si sono tolti le cinture e ci hanno aggrediti», secondo gli altri.La protesta, ieri, ha coinvolto tutto il Paese. Nel Veneziano, sette istituti superiori sono stati occupati da ragazzi che nel primo pomeriggio avevano sfilato a Mestre. Oggi la contestazione si sposta sul Ponte della Libertà, con l'autorizzazione della Questura. Particolarmente dura la protesta dell'istituto Luzzatti: gli studenti hanno ammassato banchi e cattedre all'entrata per impedire l'accesso. E mentre al linguistico Renier di Belluno l'autogestione è servita per tenere corsi di recupero, a Verona è stato occupato il liceo Fracastoro. Sempre a Verona, gli universitari hanno organizzato una assemblea nella facoltà di Lingue, mentre quella di Scienze politiche è l'unica a confermare il blocco delle lezioni. A Padova, invece, è stata organizzata una veglia per celebrare «il funerale dell'istruzione», con tanto di bara portata in corteo da Prato della Valle fino al Bo, sede dell'Università. Veglia di protesta anche a Vicenza: qui con piccoli ceri accesi, per rendere evidente il significato del «funerale dell'istruzione». A Treviso, il preside e gli insegnanti dell'Istituto Riccati hanno convinto gli studenti a trasformare l'annunciata occupazione in autogestione con assemblee permanenti.A Milano è andata peggio. Un corteo ha sfilato per 5 ore nelle vie del centro con l'intenzione di «bloccare la città», ma la tensione è salita quando, in risposta al lancio di uova e petardi, le Forze dell'Ordine sono intervenute. «Siamo stati caricati a colpi di manganelli», hanno riferito i ragazzi, alcuni dei quali sono stati fermati. Nel pomeriggio sono stati bloccati alcuni binari della stazione ferroviaria di Lambrate. Alla Statale, invece, è filato tutto liscio, tra centinaia di giovani che si sono radunati per raccogliere la solidarietà di Dario Fo: «Resistete e inventate un altro modo di produrre cultura».Da Torino a Napoli, da Cagliari a Firenze, Catanzaro, Bologna, Brescia, Palermo, Ancona, Pavia, le manifestazioni (fatte di cortei, volantinaggi, sit-in e lezioni all'aperto) hanno creato disagi alla circolazione. Studenti e insegnanti si sono mobilitati e continueranno a farlo anche nei prossimi giorni. A cominciare da oggi, con lo sciopero generale indetto dai sindacati confederali che, almeno sulla carta, conta su una adesione massiccia. Anche da parte dei metalmeccanici della Cisl, «per il futuro dei nostri figli». Nella Capitale, oggi, i cortei saranno due - uno dei sindacati, l'altro degli studenti - ma si incontreranno in piazza del Popolo, dove si terranno i comizi.Gabriella Bellucci
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da "Gazzettino, Il"
del 30-10-2008)
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LA PROSSIMA MOSSA «Tra una settimana il piano per l'Università» Roma«Entro una settimana presenterò il piano sull'università». Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, commentando l'approvazione del decreto sulla «riforma» della scuola da parte del Senato.Gli studenti universitari l'attendono al varco. «Riteniamo gravissima la conversione in legge a tappe forzate da parte del Senato del decreto 137 - osserva, in una nota, l'Unione degli universitari (Udu) - Le proteste degli studenti non si fermeranno anche per fare capire al ministro Gelmini che la sua intenzione di presentare entro una settimana un piano sull'università è del tutto fuori luogo perché prerogativa indispensabile per poter discutere di una riforma degli atenei è l'abrogazione di tutti quei provvedimenti che distruggono il sistema formativo pubblico».«Il governo e la maggioranza parlamentare scelgono di dare ancora una volta alle tante centinaia di migliaia di giovani che in questi giorni stanno protestando per chiedere una scuola e un'università migliori il segnale che -sottolinea poi l'Udu- nessun dialogo è possibile, che la loro opinione non conta e che ciò che importa è procedere secondo i piani senza tenere conto se le manovre siano o meno condivise dai diretti interessati».
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da "Gazzettino, Il"
del 30-10-2008)
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Veltroni: un referendum li seppellirà Il centrosinistra convoca gli stati generali e promuove la raccolta di firme RomaNOSTRA REDAZIONEUna valanga di firme seppellirà la riforma della Gelmini e il governo: lo promette il centrosinistra, che ha ritrovato, grazie all'ottobre caldo degli studenti, una voce sola. Non solo. A novembre saranno convocati gli Stati generali della scuola. Tutti insieme appassionatamente, dal Prc all'Idv, per combattere contro un governo «arrogante» che ha fatto il «primo passo falso», calpestando la democrazia e i diritti degli studenti». Veltroni, leader del Pd e promotore del «referendum anti-Gelmini» (come lo chiama senza infingimenti il rifondatore Niki Vendola) punta ancora più in alto: «Con la nostra iniziativa referendaria intendiamo rivolgerci a tutte le forze politiche interessate, anche perché registriamo un crescente malessere all'interno della maggioranza, quindi chissà che anche delle forze del centrodestra non possano aderire a questa nostra iniziativa». Per Veltroni, che si appella a insegnanti, studenti e famiglie, il referendum deve diventare una «grande battaglia civile». L'Idv è già pronta a fare la sua parte, e Antonio Di Pietro dichiara: «I nostri militanti sono già per strada a raccogliere firme contro l'ignobile lodo Alfano. Lo stesso faranno contro la famigerata riforma Gelmini». Stesso entusiasmo si registra tra verdi, nel Prc e nel Pdci.Riparte, dunque, la gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria e scalda i motori per pestare l'esecutivo con un referendum e con lo sciopero generale di oggi. Da Veltroni, parole di fuoco e di fiamme: «Il governo è arrogante. Non ha voluto ascoltare nessuno di quanti chiedevano il ritiro del decreto e ha anche rifiutato il confronto con il mondo della scuola, la maggioranza del quale è critico verso decreto. Il governo ha ignorato un movimento civile, che va rispettato nella sua autonomia senza contare i tentativi di radicalizzazione di questo movimento». E dunque è guerra. O meglio referendum. Veltroni sa bene che lo strumento referendario va usato con parsimonia, ma sostiene che la riforma Gelmini val bene una raccolta di firme. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, definisce una «buona idea» il referendum e torna ad attaccare la Gelmini e la sua «cieca obbedienza a Giulio Tremonti».Ben altro slancio dai dipietristi: «L'Idv raddoppia: dalla settimana prossima staremo nelle piazze non solo contro il lodo Alfano ma anche per la raccogliere le firme contro la legge Gelmini», dichiara Donadi, capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori. Contro il lodo Alfano, a tutt'oggi, sono state raccolte 700 mila firme. Donadi è ottimista: «Se ci sarà l'unità a sinistra, potremo sommergere questo Paese con quattro milioni di firme».Benedetta de Vito
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 30-10-2008)
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Decreto Gelmini, oggi possibili disagi Lezioni non garantite Scioperi a scuola Comunicato dei docenti alle elementari Motta di Livenza(g.r.) Possibili disagi anche a Motta nelle scuole questa mattina a causa degli scioperi indetti contro la riforma Gelmini. Ieri è comparsa all'esterno della lementare la comunicazione di possibili disagi con diversi maestri che potrebbero partecipare alla manifestazione. Pertanto in alcune classi c'è la possibilità che per oggi non si tenga il normale orario scolastico. «Cari genitori recita il comunicato questa mattina non siamo a scuola perché i decreti voluti dai ministri Gelmini e Tremonti mettono in discussione il diritto dei vostri figli ad avere una scuola efficiente». La nota appesa pubblicamente spiega: «Dal prossimo anno scolastico per la scuola materna c'è la possibilità di fare solo orario antimeridiano dalle 8 alle 13 con classi che potranno arrivare fino a 29 bambini. Per l'elementare, riduzione dell'orario da 30 a 24 ore settimanali: si andrà a scuola dalle 8.30 alle 12.30; scomparsa del tempo lungo, aumento del numero di alunni a 27 per classe e ritorno al maestro unico tuttologo e non più specializzato in discipline specifiche. Per la scuola media riduzione dell'orario scolastico da 33 a 29 ore settimanali e scomparsa del tempo prolungato: aumento degli alunni a 30 per classe. Per la scuola superiore riduzione da 38 a 32 ore settimanali negli istituti tecnici e professionali; per i licei riduzione dell'orario da 28 a 25 ore settimanali aumento del numero di alunni a oltre 30 per classe». Proprio qualche giorno fa era nato un coordinamento di insegnanti di scuole primarie, appartenenti a dieci istituti della Sinistra Piave. Il progetto riguarda Oderzo, Ponte di Piave, Gorgo e Motta, ma anche Cappella Maggiore, Codognè, Gaiarine, San Fior, Susegana e Vazzola. «Questa manovra spiegano gli insegnanti - non ha alcuna base pedagogica ma vuole solo tagliare: assurdo che la manovra riguardi proprio quella scuola classificatasi ai primi posti a livello internazionale secondo uno studio degli addetti ai lavori. L'introduzione del maestro unico e la riduzione del tempo scuola a 24 ore tramite decreto legge e con il voto della fiducia, ha eluso ogni confronto, senza un vero esame parlamentare. La figura del maestro unico è superata perché la società è cambiata. Il ritorno al maestro "tuttologo" con classi fino a 30 alunni comporterà la perdita di opportunità di recupero e di potenziamento. Ricordiamo che non ci sono tre maestri per classe ma i tre docenti sono divisi per due classi, alternandosi negli interventi didattici».
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da "Gazzettino, Il"
del 30-10-2008)
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Dal maestro unico al tempo pieno: i punti che dividono L?opposizione contro i tagli: «Si rischia il degrado». Il ministro assicura che non ci sarà alcuna diminuzione del servizio RomaCon i suoi 8 articoli - due cartelle di testo in tutto - il vituperato decreto Gelmini è da giorni il bersaglio privilegiato di una protesta furibonda. Ma quel testo disciplina solo alcuni degli oggetti del contendere - come il contenimento dei costi dei libri di testo, il ritorno al maestro unico o prevalente, il voto in condotta, i voti in decimi, l'insegnamento dell'educazione civica, oltre a norme in favore dei docenti abilitati Siss e stanziamenti per l'edilizia scolastica pari a 20 milioni di euro - tra una opposizione che parla di «distruzione della scuola» e una maggioranza che invece promette più fulgidi destini appunto grazie a questa «ambiziosa riforma». Questi i principali temi di uno scontro che - oltre alle aule parlamentari - ormai dilaga nelle piazze.MAESTRO UNICOIl decreto Gelmini prevede (articolo 4) che, per la scuola primaria, «le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate a un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola». Il ministero ha fatto sapere che la norma scatta dal prossimo anno scolastico «a partire dalle prime elementari» e che «il maestro unico o prevalente sarà affiancato dai docenti di religione e di inglese». Per opposizioni, sindacati e studenti, questo significa, oltre ad un degrado dell'insegnamento, anche il taglio di 87 mila insegnanti, per lo più precari. Per la Gelmini è «allarmismo ingiustificato: non è vero che ci saranno licenziamenti di insegnanti».TEMPO PIENOSecondo le opposizioni, la fine del tempo pieno (40 ore settimanali) sarebbe la seconda diretta conseguenza del ritorno al maestro unico, con evidenti gravi disagi per le famiglie. Anche qui, però, il governo assicura che è l'esatto contrario: con il ritorno al maestro unico non si sarà alcuna diminuzione di servizio ed anzi in 5 anni si dovrebbero avere almeno 5.750 classi in più col tempo pieno.VOTO IN CONDOTTALa reintroduzione del voto in condotta nelle scuole secondarie di primo e secondo grado (l'articolo 2 del decreto stabilisce che sarà valutato, dal consiglio di classe, il comportamento dello studente e, se inferiore al 6, questi sarà bocciato) non scalda troppo gli animi. I critici l'attaccano così: la Gelmini si preoccupa di minuzzaglie e ignora il fenomeno del bullismo. Replica: si parla di valutare il comportamento complessivo durante tutto l'anno, quindi anche degli eventuali episodi di teppismo.VOTI DECIMALIDall'anno prossismo, tornano i voti in numeri decimali, «illustrati con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno». Senza almeno il 6 in ciascuna materia, si è bocciati. Sul tema, contestazioni più di maniera che sostanziali. Anche se, tra gli insegnati, soprattutto delle elementari, perplessità e confusione sono alte: sul voto in condotta come sulla possibile bocciatura.LIBRI SCOLASTICIQualche critica, peraltro subito abbandoata, anche alla previsione (articolo 5 del decreto) anche all'obbligo di mantenere il libro di testo per cinque anni (non più tre) salvo «le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili».EDUCAZIONE CIVICA il primo articolo del decreto Gelmini: «Sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a "Cittadinanza e Costituzione", nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse.PICCOLE SCUOLE? uno dei temi forti della protesta. Di questo, nel decreto Gelmini non c'è parola, ma l'opposizione denuncia: «Nei prossimi giorni il Parlamento sarà chiamato a convertire in legge il decreto 154 sugli accorpamenti degli istituti con meno di 500 iscritti e la chiusura delle scuole dei piccoli comuni e delle aree montane con meno di 50 iscritti». Per la maggioranza, il leghista Pittoni spiega invece che si tratta di applicare «una norma varata proprio dalla sinistra nel 1998: se allora tale provvedimento salvaguardava le strutture di montagna, non è possibile che oggi abbia l'effetto opposto. Contro il «terrorismo mediatico» dell'opposizione, la Lega distribuisce da oggi 500 mila volantini, per spiegare i punti più significativi della legge.CLASSI DIFFERENZIATEL'accusa è di voler costruire una scuola razzista, con classi-ghetto per gli studenti immigrati. In nealtà, è una proposta della Lega: con lo scopo di insegnare l'italiano agli immigrati, per favorirne l'integrazione. E lo governo ha spiegato che non di ghetti si tratterà, ma più probabilmente di corsi aggiuntivi di insegnamento della nostra lingua.UNIVERSITA E TAGLIIl decreto Gelmini non se ne occupa, ma qui ad essere nel mirino è la legge finanziaria, che prevede un taglio di 8 miliardi di euro al settore dell'istruzione. Il governo assicura però che è comunque previsto un investimento di 2 miliardi per l'innovazione e la ricerca. I tagli hanno subito messo in grande allarme sindacati e insegnanti: il rischio, denunciano, è di veder bloccata ogni attività universitariae e di non poter pagare i ricercatori. E per la scuola, di ritrovarsi davanti a tagli complessivi di 90-110 mila insegnanti.
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da "Gazzettino, Il"
del 30-10-2008)
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Roma Decreto Gelmini, Lodo Alfano, legge elettorale. ... RomaDecreto Gelmini, Lodo Alfano, legge elettorale. Arrivano a quota tre i referendum su cui cittadini potrebbero essere chiamati a esprimersi nei prossimi due anni.LEGGE ELETTORALE- Delle tre iniziative referendarie, l'unica che ha già completato la raccolta firme è quella che chiede la modifica della legge elettorale per Camera e Senato. La consultazione avrebbe dovuto svolgersi quest'anno, ma è slittata di 12 mesi per la concomitanza con le elezioni anticipate. Si svolgerà dunque nel 2009 e riguarderà due proposte: il premio di maggioranza alla lista più votata e abrogare il listone bloccato dei candidati.LODO ALFANO - Promosso da Idv e sinistra radicale subito dopo l'ok del Parlamento allo scudo giudiziario per il presidente del Consiglio e le altre alte cariche dello Stato, il referendum anti-lodo è nella fase della raccolta delle firme, partita l'11 ottobre. L'obiettivo è consegnare in Cassazione oltre due milioni di firme entro settembre del 2009 per poter andare alle urne nel 2010.RIFORMA SCUOLA- Stessa finestra temporale per il referendum sul decreto Gelmini: gli organizzatori avranno tempo per raccogliere le firme fino al settembre del 2009 e il voto dovrebbe esserci l'anno seguente. Ma c'è già una piccola complicazione sul quesito da sottoporre agli elettori: poiché il decreto Gelmini tocca anche la legge di bilancio (che non può essere sottoposta a referendum) i proponenti dovranno stare attenti a non farsi bocciare il quesito dalla Corte Costituzionale.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 30-10-2008)
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SCUOLA Medie ed elementari, Conegliano è un "caso" CONEGLIANO - Entro tre anni dovrà essere essere attuata l'organizzazione verticale delle scuole elementari e materne statali e delle medie. Conegliano è uno dei pochi casi in tutta la regione in cui è stata mantenuta l'impostazione tradizionale, ma si dovrà cambiare.«Così come sono impostate - spiega l'assessore all'Istruzione Fabio Chies - le nostre scuole funzionano, richiamando alunni anche da altri Comuni, e, pur non presentando il problema di dover creare nuovi accorpamenti, che si sta vivendo in altre realtà, dove da un'unica dirigenza non possono più dipendere plessi con meno di 500 alunni, dovremo adeguarci entro il 2011 alle prescrizioni regionali che ci impongono la verticalizzazione».Attualmente funziona la scuola media Grava, che la sede principale in via Filzi ed a cui sono accorpate la Cima di via Sbarra, la Brustolon di via Einaudi e la scuola media di Rua di Feleto. Invece per quanto riguarda le scuole elementari e materne statali ci sono tre direzioni didattiche, a cui fanno capo diversi plessi, ciascuna delle quali ha un numnero di alunni che va dai 700 agli 800. Inoltre nessun plesso ha meno di 50 alunni, per cui il decreto Gelmini sulla scuola non produrrà alcun effetto e saranno tutti mantenuti. La direzione didattica n. 1 ha la sede alla scuola Marconi in via Toniolo, la numero 2 alla scuola Kennedy in via Kennedy, la numero 3 (da cui dipendono anche le scuole elementari del Comune di San Pietro di Feletto) alla scuola Rodari di via Einaudi.Con la verticalizzazione si dovrebbero formare tre aggregazioni di scuole medie ed elementari e materne, per cui ci sarà una dirigenza in meno rispetto alle attuali quattro. Ma è troppo presto per dire quali scuole faranno parte di ciascuna delle tre aggregazioni verticali.L'assessore all'istruzione spiega che «esse sono un obbligo, che però nulla ha a che vedere con il decreto legge Gelmini, ma sono riferite a precedenti provvedimenti a cui non ci si può sottrarre» e che «sono stati avviati contatti con i dirigenti scolastici chiedendo la loro collaborazione dal momento che non si vogliono compiere scelte avventate o calate dall'alto, ma che tengano conto delle esigenze organizzative e della didattica».Giampiero Maset
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da "Gazzettino, Il"
del 30-10-2008)
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Quei ragazzi manifestano contro il loro futuro Sono stupito da tutto questo fragore suscitato da un decreto che non è una riforma. Mi dispiace vedere questi ragazzi sfilare, protestare non per una scuola migliore ma per mantenere la scuola attuale: stanno manifestando contro il loro futuro!.I ragazzi hanno giustamente paura del futuro, del precariato, ma questa scuola allo stato attuale non è in grado di garantire le competenze e la preparazione che il mercato del lavoro "globalizzato" richiedono. Il Veneto, pur protestando sta dimostrando di avere un atteggiamento più pragmatico e propositivo; sono sempre più i gruppi che non vogliono il blocco della didattica, ma che guardano con grande passione a quelle riforme da avviare che potranno garantirgli un futuro da professionisti nel mondo.Dal punto della riforma scolastica la nostra regione rappresenta un ottimo osservatorio. Confindustria Veneto, per raccogliere sul territorio proposte e istanze, sta collaborando da tempo con la Direzione Scolastica Regionale e la Regione Veneto e con molti presidi ed insegnanti degli istituti scolastici veneti che hanno a cuore più di quanto si immagini il futuro dei giovani.Il ministro Gelmini, in un momento in cui a parte le strumentalizzazioni è chiaro che non ci sono più i soldi per proseguire nella strada di prima, sta cercando di fare qualcosa di positivo non è certo con le manifestazioni e con i proclami che si può costruire una scuola diversa e più innovativa.Si parla continuamente di rilanciare la competitività, di investire in ricerca e innovazione ma negli ultimi anni i costi dell'istruzione sono lievitati a dismisura, senza che vi sia corrisposto nessun vero miglioramento o investimento in qualità o innovazione. Un dato può essere significativo sui corsi di laurea che dal 2001 ad oggi sono passati da 2500 a 5500, pur non riuscendo a far entrare alcuna università italiana tra le prime 100 al mondo. Da molto tempo silenziosamente, Confindustria Veneto, sta lavorando alla riorganizzazione degli Istituti tecnici, con la consapevolezza che la formazione tecnica e professionale siano determinanti e strategiche per il futuro ed il rilancio del nostro Paese.Riqualificare la formazione professionale e tecnica, intercettando le esigenze delle nostre imprese e del mercato, significa infatti combattere la dispersione scolastica ed aiutare i ragazzi ad imparare delle professioni.Confindustria Veneto, in questo momento di così grave crisi economica, ritiene che questa sia l'ultima importante occasione per rivedere il meccanismo di finanziamento, con la razionalizzazione delle risorse in base al merito scientifico e didattico della formazione.Ora che il decreto è stato approvato mi auguro che si inizi a guardare concretamente al futuro della scuola e dell'università italiana. Dopo che la protesta sarà passata è necessario riavviare un ragionamento sulla riforma, una sorta di Commissione Attali composta da studiosi, docenti e "portatori di interesse" del mondo del lavoro. Il loro contributo verrà poi discusso negli Stati Generali della Scuola riuniti in varie sessioni tematiche.Ritengo che il percorso che Confindustria Veneto sta realizzando con gli Istituti Tecnici e Professionali possa rappresentare un valido modello di analisi, di confronto e di proposta; mi auguro quindi che in futuro venga adottato anche da altre regioni e a livello centrale.*Presidente Giovani Imprenditoridel Venetoe delegato ai temidell'Educationper Confindustria Veneto
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da "Gazzettino, Il"
del 30-10-2008)
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I "cattivi maestri" delle proteste di piazza A ... I "cattivi maestri"delle protestedi piazzaA vedere e sentire la "protesta" di allievi ed insegnanti della scuola pubblica mi convinco sempre di più che il ministro Gelmini ha ragione da vendere. Passi per i vacanzieri che affollano i cortei: sono giovani e da quella età non si può pretendere troppo. Quello che è veramente preoccupante sono gli atteggiamenti ed i suggerimenti che vengono da parte del cosiddetto corpo docente. Ne è un'esempio da manuale l'originale (chiamimola così) iniziativa presa dalla scuola di Villafranca il cui preside ha deciso di non far partecipare la scolaresca alla celebrazione del 4 novembre adducendo motivi di opportunità politica verso gli immigrati. Secondo questo campione del politicamente corretto, frutto delle menti bacate cattocomuniste, gli alunni extracomunitari si sarebbero sentiti offesi nel veder celebrata una festa che ricorda, in Italia, che questa nazione appartiene agli italiani.A parte il fatto che chi eventualmente si ritenesse offeso può tenere a casa i figli, non è passato in mente a queste vestali del terzomondismo che la stragrande maggioranza di questi ragazzi extracomunitari chiederà (se non l'ha già fatto ) la cittadinanza italiana perchè questa è la loro futura patria visto che molti di loro nel paese di origine dei genitori magari non ci sono neanche mai stati? E non è forse partecipando anche alle celebrazioni della propria (futura) patria che si forma il sentimento di appartenenza nazionale?Carlo MaschioSelvazzano Dentro (Pd)Io, genitorecontro la riformadella scuolaCome genitore di due bambini e come cittadino italiano, vorrei dimostrare il mio appoggio a quanti si oppongono a questa vergognosa "riforma" della scuola.Giancarlo PeregoCrocetta del Montello (Tv)Caso Englaro,se la fedediventa corazzaL'Infedele di Gad Lerner, lunedì sera, era dedicato a quello che purtroppo siamo abituati a denominare caso Englaro. Alla fine dell'interessante programma, ho ricavato una sgradevole sensazione di non detto o, meglio, un retrogusto di insincerità. In quei non detti (per pudore, per tatticismo, per furbizia) sta il cuore del problema, ed il punto di vista che ci deve soccorrere è necessariamente quello politico. Icasticamente e ingenuamente, lo riassumo così: Eluana non può essere lasciata finire quel poco che resta della sua vita, secondo natura, in dignità, perché se la società lo permette indebolisce se stessa e ciascun individuo di fronte alle sfide epocali imposte dalla cosiddetta Guerra tra Civiltà. Il gennaio scorso, prima che iniziasse la campagna elettorale conclusa nelle votazioni di aprile, vidi pubblicata una mia lettera inviata a questo giornale, circa la propaganda svolta dal direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, contro l'aborto. Sorprendentemente, se oggi in quella lettera sostituisco la parola aborto, e i significati ad essa correlati, con la parola caso Englaro, il prodotto finale e il senso complessivo di quella lettera, incredibilmente, non cambia. Com'è possibile? Cos'hanno in comune fenomeni così diversi?Ragionando, mi accorgo che è necessario accettare con non poca preoccupazione che quando ci si trova davanti interlocutori del calibro di Giuliano Ferrara, papa Ratzinger o, per concludere gli esempi, il senatore Pera (già presidente del Senato ed intimo amico dell'attuale pontefice), per quanta fatica essi spendano in termini di ragionamento, argomentazione, comprensione e sensibilità verso l'interlocutore, in fondo alla loro opinione rimarrà sempre un tenue ma tenace luccichìo, come quello di una corazza. La corazza della fede come un'aura di intangibilità a qualsiasi filosofare. Paradossalmente, una fede ferrea indossata con orgoglio specie dai non credenti, come Ferrara, campione dei nostrani atei devoti: uno dei più bizzarri ossimori della modernità.Lorenzo MazzucatoPadovaQuesta voltail Nobel arriveràin Italia?Ricercatori italiani hanno scoperto una molecola che sarebbe la chiave di volta nella lotta contro l'Aids, se le previsioni saranno confermate questa malattia potrà essere sconfitta una volta per tutte e il suo virus sopravviverà solo più nei laboratori, proprio come accade ancora oggi con quello del vaiolo.Dovranno passare ancora anni prima di avere la conferma che la cura faccia effetto, non sarà certamente un farmaco da comprare in farmacia domani mattina. I ricercatori italiani tuttavia dovrebbero iniziare a prenotare il posto in prima fila presso l'accademia svedese che assegna i premi Nobel, di sorprese spiacevoli ne abbiamo viste a sufficienza e gli scienziati italiani che quest'anno meritavano di ricevere il premio sono stati scalzati da altri colleghi dall'altra parte del mondo. Meglio pensarci per tempo per evitare che salti fuori qualcuno che si appropria della scoperta e della relativa gloria.Lettera firmata"Fondi sovrani",i pericolici sonoContinua, anche sul Gazzettino, il dibattito sugli effetti della crisi e sul ruolo dei così detti fondi sovrani.L'ingresso nella proprietà delle aziende di tali fondi può senz'altro essere utilissimo per contribuire a superare difficoltà finanziarie del momento; è il caso della partecipazione libica in Unicredit. Tuttavia, non va sottovalutato un altro importantissimo aspetto che è strettamente connesso a quello finanziario: è il governo della azienda finanziata. Chi fa un investimento così importante come quello libico non si accontenta certo di eventuali ritorni economici ma mira anche, e in taluni casi, soprattutto, al governo dell'azienda; è ciò che pretendono, giustamente, ora i libici (un posto nel Cda e la vicepresidenza di Unicredit) forti del fatto di essere diventati secondi nell'assetto proprietario della banca di cui trattasi.Ma se nella maggior parte delle aziende è tollerabile la presenza nelle stanze dei bottoni di rappresentanti dei fondi sovrani non lo è, invece, per talune aziende che sono particolarmente importanti dal punto di vista strategico per il nostro Paese. E' il caso, per esempio, di Finmeccanica fornitrice per il nostro esercito di delicatissime apparecchiature militari. Cosa si potrebbe dire, e cosa direbbero i nostri alleati, se nel Cda di detta azienda si collocasse un rappresentante di un fondo sovrano iraniano?Luigi FistarolloMira (Ve)
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da "Corriere Di Como, Il"
del 30-10-2008)
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Oggi il corteo lungo le vie di Como In trasferta Trecento comaschi manifesteranno invece contro la Gelmini nella Capitale Trecento comaschi sindacalisti e prof sono oggi a Roma, nel maxicorteo contro il decreto Gelmini, approvato ieri in Senato, e i tagli alla scuola. Contemporaneamente, però, circa mille ragazzi sono attesi al corteo studentesco organizzato a Como, che parte da piazzale Gerbetto e arriva in piazza Cacciatori delle Alpi. Inevitabili le ripercussioni sul traffico, dato che il corteo inizia a muoversi alle 9 di stamattina. Oggi è il clou della protesta anti-Gelmini: i sindacati infatti hanno indetto uno sciopero generale del settore scolastico. I responsabili di Cisl e Cgil scuola di Como prevedono (e si augurano) una «massiccia adesione», perciò molte scuole (soprattutto elementari) potranno essere chiuse per mancanza di docenti. Ieri, intanto, il decreto 137 (decreto "Gelmini") è passato in Senato, diventando così legge: tra le novità, il testo dispone l'introduzione del maestro unico (alle elementari) e la possibilità di essere bocciati per un "cinque" in condotta. «Ci aspettiamo diverse scuole chiuse spiega Gerardo Larghi, segretario della Cisl Scuola di Como e contiamo che il mondo dell'istruzione aderirà in massa allo sciopero». Secondo Larghi, le ragioni della mobilitazione si possono riassumere in un paio di righe: «Stiamo protestando contro la perdita di 140mila posti di lavoro, tra docenti e personale Ata. Solo a Como potrebbero sparire 1.000-1.500 posti. Per qualcuno sono razionalizzazioni, noi preferiamo chiamarli "tagli selvaggi". E non è detto che a perdere il posto saranno solo i precari: Brunetta (ministro della Funzione pubblica, ndr) ha detto che è previsto il licenziamento anche per i dipendenti pubblici. Non mi stupirei di nulla». La protesta è quindi centrata sul decreto Gelmini e sulla legge 133 (6 agosto 2008), che prevede un taglio dei costi scolastici di circa 8 miliardi di euro entro il 2012. «L'adesione allo sciopero sarà altissima conferma Giuseppe Granata, segretario comasco della Cgil Scuola Tutti siamo consapevoli che la scuola meriti una riforma, ma il problema non si risolve certo tagliando 8 miliardi di euro. Da sindacalisti contestiamo la perdita dei posti di lavoro, ma non possiamo ignorare il fatto che con questa manovra si rischia il decadimento della qualità scolastica». Il corteo studentesco di oggi, intanto, partirà alle 9 del mattino da piazzale Gerbetto e proseguirà lungo il seguente percorso: via Sirtori, viale Battisti, via Nazario Sauro, via Perti, via Vittorio Emanuele, via Giovio, via Cesare Cantù, via Parini, via Diaz, piazza Mazzini, via Carcano, piazza Volta, via Garibaldi e piazza Cacciatori delle Alpi. Andrea Bambace Nella foto: Un migliaio di studenti sono annunciati nel corteo di questa mattina in città Home Cassa integrazione triplicata In crisi soprattutto il tessile Nove morti sul lavoro da gennaio Oltre 4.400 gli infortuni sul Lario Via libera della giunta alla fusione tra Acsm e Agam Franco super, tornano in auge i pendolari della spesa Bancarelle e "super" aperti il 1 novembre
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da "Gazzettino, Il"
del 30-10-2008)
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TELEVISIONE Paola Cortellesi torna in tv: «La mia ... TELEVISIONEPaola Cortellesi torna in tv:«La mia Gelmini vi divertir໫Sono stata ragazzina negli anni Novanta, non era un periodo molto attivo. Protestavamo per cose concrete, la carta igienica, i laboratori, il riscaldamento. Eravamo dei tontoloni e forse se ci fossimo svegliati prima la scuola non sarebbe in questo stato». Lo racconta al settimanale Gioia in uscita oggi Paola Cortellesi (foto) che dal 6 novembre tornerà in tv, su Rai Tre, con "Non perdiamoci di vista". Nel suo nuovo programma, l'attrice proporrà nuovi personaggi: tra questi, la candidata alla vicepresidenza americana Sarah Palin e il ministro Mariastella Gelmini, la cui imitazione è già cliccatissima su Youtube.
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da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 30-10-2008)
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GEMONA Le previsioni della vigilia sull?adesione allo sciopero di oggi La scuola si mobilita Assemblea degli studenti del Marchetti sulla riforma Gelmini GemonaNessuna occupazione o autogestione di scuole già annunciata nel Gemonese e, per quanto riguarda lo sciopero generale in programma per oggi a livello nazionale, soltanto la direzione didattica di Piovega ha confermato la partecipazione dei suoi insegnanti e del suo personale Ata: «Per il momento - hanno detto ieri i responsabili degli uffici della scuola - il 95\% fra corpo docenti e Ata hanno confermato la loro volontà di scioperare per protestare contro scelte governative che prevedranno tagli al tempo pieno». Dunque, se tale affermazioni si confermeranno nel corso della giornata, oggi potrebbero restare chiuse le scuole primarie di Piovega, Campolessi, Ospedaletto, Artegna, e le scuole d'infanzia del capoluogo, di Piovega, Campolessi e Montenrs.Per il resto del Gemonese altri dati non sono emersi: tuttavia, a sentire le segreterie delle scuole, sembra che una buona partecipazione potrà registrarsi alla direzione didattica di Trasaghis (che conta scuole primarie e materne ad Alesso,Avasinis, Osoppo, Venzone e Bordano).Per quanto riguarda le scuole superiori, a Gemona per il momento nessuno ha annunciato occupazioni o autogestioni. Ieri gli studenti del Marchetti hanno affrontato il tema della riforma Gelmini in assemblea d'istituto: «L'assemblea - ha spiegato la preside Laura Decio- si è svolta normalmente come diritto degli studenti che in quell'occasione hanno voluto essere informati sulla nuova riforma. Alla fine della seduta non mi sono pervenuti annunci di manifestazioni o scioperi. Vedremo domani». E «Vedremo domani» lo dice pure la preside del liceo Magrini, Carla Zanier, che non ha ricevuto alcun annuncio. All'Isis D'Aronco dove ci sarebbe la volontà di partecipare alla manifestazione di oggi.A Venzone i genitori dei ragazzi frequentanti le scuole medie (che fanno capo come sezione alla A.Cantore di Gemona) hanno chiesto un incontro con il sindaco Amedeo Pascolo per affrontare la futura riforma scolastica. L'incontro è fissato per stamattina alle 8.15: «Abbiamo chiesto l'incontro a scopo informativo - spiega Giovanni Garlatti - uno dei genitori ed insegnante - perché in base alle direttive del decreto le sezioni con meno di 50 alunni rischiano di scomparire e a Venzone ci sono 45 bambini. La legge dice che saranno i Comuni a farsi carico dei disagi dovuti ai futuri tagli, per questo abbiamo voluto sentire l'amministrazione comunale».Piero Cargnelutti
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da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 30-10-2008)
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CERVIGNANO Al Malignani mobilitazione per ottenere l?ok alla riunione. Oggi tutti a Udine per manifestare Non si occupa, si discute Al liceo e all?Iti assemblee degli studenti con dibattiti aperti ai professori CervignanoLiceo e Malignani, le assemblee al posto dell'occupazione. Si è svolta così la mattinata di ieri all'interno dei due istituti superiori di Cervignano: discussioni e dibattiti aperti non solo agli studenti, ma anche ai professori e a relatori esterni. Il tutto, per approfondire gli aspetti più controversi del decreto Gelmini, passato proprio ieri alla prova del Senato. stata una giornata positiva, apprezzata in primis da dirigenti, insegnanti e addetti ai lavori, che hanno scelto di venire incontro agli studenti non appena ravvisate le loro intenzioni di gestire costruttivamente la giornata, approfondendo i nodi legati al mondo della scuola.All'Einstein l'assemblea straordinaria tenutasi in palestra e organizzata dai rappresentanti d'istituto Adriano Casola, Giulia Dal Forno e Mirta Cozzolino ha visto la partecipazione di insegnanti, professori e rappresentanti sindacali al dibattito sui pro e i contro della riforma. Tra gli ospiti, i professori Venturini, Casser, Matassi, Grion, unitisi ai docenti del liceo Marri, D'Odorico e Castellan. La discussione è stata introdotta da filmati tratti da note trasmissioni televisive. Atmosfera distesa anche all'Iti Malignani, nonostante i dubbi manifestati alla vigilia riguardo alle intenzioni degli studenti di mobilitarsi davanti all'ingresso dell'istituto per chiedere chiarimenti sulla posizione della scuola rispetto alla riforma e sulle motivazioni concrete della non concessione di un'assemblea di istituto in questi giorni. I ragazzi si sono ritrovati davanti alla scuola a partire dalle 7.30 della mattina e dopo circa un'ora di attesa hanno ottenuto la possibilità di riunirsi in assemblea. Anche in questo caso il comportamento è stato propositivo e il dibattito proficuo.Oggi i ragazzi cervignanesi si sposteranno ad Udine per partecipare alla manifestazione prevista in piazza Primo Maggio. Sembra inoltre che sia in previsione una manifestazione a livello locale per l'8 novembre, con la costituzione di un corteo che sfilerà dal liceo Einstein fino a piazza Indipendenza.S.B.
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da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 30-10-2008)
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Udine Piazza Primo Maggio, ieri mattina, è stata il ... UdinePiazza Primo Maggio, ieri mattina, è stata il cuore pulsante della protesta studentesca contro la riforma Gelmini.Negata dalla dirigente scolastica la possibilità di organizzare un'autogestione nei locali della scuola, gli studenti del liceo classico "Stellini" si sono organizzati per creare spazi di discussione e dibattito sulla riforma. Coperti da teloni e gazebo tra gli alberi all'ingresso del liceo, circa 450 stelliniani, la stragrande maggioranza dei 650 studenti dell'istituto, hanno seguito in diretta alla radio l'approvazione del decreto in Parlamento e si sono suddivisi in vari gruppi di studio e lavoro per discutere i vari nodi della riforma. Dall'altro lato della piazza proseguiva, intanto, l'occupazione pacifica degli studenti del Sello, che hanno trascorso la seconda notte a scuola. Anche ieri notte un gruppetto di ragazzi ha tentato di entrare senza titolo, ma è stato allontanato dal servizio d'ordine. Ieri mattina, intanto, è terminata la due giorni di autogestione degli studenti del Copernico, svoltasi, a detta della stessa dirigenza, in un clima di democrazia e di dialogo, nel rispetto delle istituzioni. Altissima la partecipazione dei ragazzi che ha toccato anche le mille presenze. «Gli studenti fa sapere lo staff dell'istituto - hanno dato prova di maturità nell'organizzare e nel gestire le varie attività».Viottoa pagina IV
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 30-10-2008)
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(Gazzettino, Il (Vicenza))
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Feltre Il decreto Gelmini, diventato legge ieri dopo il ... FeltreIl decreto Gelmini, diventato legge ieri dopo il via libera del Senato, continua a far discutere. In più Comuni si sollevano voci di dissenso in merito ai provvedimenti redatti dal Ministro della Pubblica Istruzione. Gli insegnanti della scuola elementare di Cesiomaggiore e Soranzen hanno informato i genitori degli alunni, attraverso un avviso inviato a casa, delle motivazioni che hanno spinto l'intero corpo docente a prendere parte allo sciopero di oggi contro il dl Gelmini. Il Comitato Genitori della scuola primaria di Cesio ha invece organizzato un incontro pubblico proprio sul tema della riforma, che ha coinvolto numerose persone, tra queste anche gli stessi insegnanti. «Attraverso l'adesione allo sciopero - hanno scritto nell'avviso i docenti delle elementari - dimostriamo ed esprimiamo la nostra contrarietà nei confronti del decreto Gelmini, che prevede una serie di provvedimenti che saranno attuati già dal prossimo anno, tra i quali la riduzione dell'offerta formativa per gli alunni iscritti alla scuola pubblica, la riduzione dell'orario scolastico, ulteriori tagli negli investimenti per la Pubblica Istruzione in Italia. Non sono sicuramente queste, a nostro parere, le modalità utili a riformare la scuola e l'istruzione nel nostro Paese». Un centinaio di persone ha partecipato martedì sera all'assemblea organizzata nella scuola elementare di Seren del Grappa dai genitori per parlare del decreto. All'appuntamento erano stati invitati Anna Oorsini del sindacato scuola Cisl, Nadia Fusinato vicaria vice preside dell'Istituto Comprensivo di Pedavena e il sindaco Loris Scopel con il vice sindaco Livio Scopel. La filosofia di questo decreto, secondo la Orsini e di tutto il sindacato si finalizza in un grande "taglio" di risorse per "risparmiare" senza una finalità culturale, senza un progetto sociale. La vicepreside ha fatto alcune valutazioni riguardanti il ritorno al voto, rigettando il metodo della valutazione, del giudizio, soprattutto per la scuola primaria. Fusinato ha dato le cifre riguardanti l'Istituto Comprensivo che oscilla tra i 698 ai 700 studenti, numero che, per il momento, lascia abbastanza tranquilli in base ai possibili tagli previsti. Infine il sindaco Scopel e il vice sindaco hanno spiegato che l'Amministrazione comunale attuerà tutti i provvedimenti per far vivere tutti i plessi comunali, favorendo anche l'afflusso di iscritti anche dai comuni limitrofi.
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da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 30-10-2008)
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Piazza Primo Maggio, ieri mattina, è stata il cuore pulsante ... Piazza Primo Maggio, ieri mattina, è stata il cuore pulsante della protesta studentesca contro la riforma Gelmini.Negata dalla dirigente scolastica la possibilità di organizzare un'autogestione nei locali della scuola, gli studenti del liceo classico "Stellini" si sono organizzati per creare spazi di discussione e dibattito sulla riforma. Coperti da teloni e gazebo tra gli alberi all'ingresso del liceo, circa 450 stelliniani, la stragrande maggioranza dei 650 studenti dell'istituto, hanno seguito in diretta alla radio l'approvazione del decreto in Parlamento e si sono suddivisi in vari gruppi di studio e lavoro per discutere i vari nodi della riforma: le classi ponte, il maestro unico, l'impatto della riforma sulle scuole superiori, con la riduzione del tempo scuola, e l'iter legislativo seguito per arrivare alla riforma.I ragazzi elaboreranno poi un loro manifesto di sintesi: «Abbiamo creato questa sorta di autogestione assolutamente apartitica per informarci e approfondire la situazione spiegano i due rappresentanti della consulta studentesca, Mattia Minisini e Luca Lendaro -. Il fatto che il decreto sia stato convertito non pregiudica la nostra possibilità di continuare a informarci. Siamo poi intenzionati a stilare un manifesto in cui proporre anche la nostra idea di scuola, con una rielaborazione mediante il dialogo e il pensiero autonomo e critico che proprio il nostro indirizzo di studi ci insegna ad utilizzare»."SELLO" ANCORA OCCUPATO. Dall'altro lato della piazza proseguiva, intanto, l'occupazione pacifica degli studenti del Sello, che hanno trascorso la seconda notte a scuola. Anche ieri notte un gruppetto di ragazzi ha tentato di entrare senza titolo, ma è stato allontanato dal servizio d'ordine. Al momento dell'approvazione del decreto i ragazzi, che hanno scoperto l'esito della votazione via internet, sono rimasti molto delusi perché le varie proteste levatesi a Udine come in tutto il resto d'Italia sono state ignorate. E così i ragazzi, che hanno continuato a preparare insieme ai loro insegnanti gli striscioni da esibire alla manifestazione di questa mattina, stanno addirittura pensando di prolungare l'occupazione fino a venerdì.DIBATTITO AL COPERNICO. Ieri mattina, intanto, è terminata la due giorni di autogestione degli studenti del Copernico, svoltasi, a detta della stessa dirigenza, in un clima di democrazia e di dialogo, nel rispetto delle istituzioni. Altissima la partecipazione dei ragazzi che ha toccato anche le mille presenze, mentre in classe chi voleva poteva continuare a svolgere regolarmente le lezioni. «Gli studenti fa sapere lo staff dell'istituto - hanno dato prova di maturità nell'organizzare e nel gestire le varie attività, cosicché l'esperienza è risultata un'occasione di crescita per tutti coloro che vi hanno partecipato». Acceso il dibattito tenutosi ieri mattina nella palestra della scuola, alla presenza di ospiti pro e contro la riforma, tra i quali il consigliere regionale Paolo Ciani (Pdl) e il sindaco Furio Honsell, accolto da un'autentica ovazione dei ragazzi quando ha detto loro «abbiamo una scuola pubblica che prepara a guardare il mondo con capacità critica ed è per questo che siete qui in tanti. Tutti quelli che hanno il senso del futuro sono con voi. Progettate il futuro».AUTOGESTIONE AL MARINELLI. Autogestione anche al Marinelli, con la presenza dei 27 studenti che avevano occupato la scuola martedì, e allo Zanon, con dibattiti con i politici. Assemblea d'istituto con dibattito pure al Malignani e incontri all'aperto davanti al Percoto. Scuola per scuola gli studenti stanno preparando documenti per esprimere la loro contrarietà alla riforma.Elena Viotto
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da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Raduno alle 9 in Giardin Grande poi in corteo fino a piazza Venerio (EV) - La protesta di studenti, insegnanti, personale amministrativo e genitori, intenzionati ad esprimere il proprio dissenso alla riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini, si potrà toccare con mano oggi nelle strade e nelle piazze del centro cittadino, in occasione della giornata di sciopero nazionale. Un primo ritrovo di studenti è fissato alle 8.15 in piazzale Cavedalis, nella zona del centro studi, per poi confluire, tra le 8.30 e le 9, in piazza Primo Maggio. Da qui, punto di incontro di tutti i manifestanti che non sono andati a Roma per prendere parte alla protesta organizzata dalle sigle sindacali nella capitale, il corteo si snoderà lungo le vie del centro per arrivare in piazza Venerio. L'obiettivo dei ragazzi che hanno organizzato la manifestazione è quello di coinvolgere e sensibilizzare sui temi della riforma del mondo della scuola e dell'università tutta la comunità udinese.
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da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
L?INTERVENTO Vi spiego perché io docente oggi sciopero di Ruggero Da Ros (*) C'è molta confusione sulle motivazioni che portano studenti e docenti delle scuole e delle università, a manifestare contro l'approvazione della riforma Gelmini. Quasi tutte le discussioni in merito girano intorno al maestro unico, al voto in condotta, alla riduzione del numero degli insegnanti a tutti i livelli, al grembiulino e ai bei ricordi del passato scolastico. Questi provvedimenti non sono i problemi più importanti che si sono approvati.Sono solo uno specchietto per le allodole. Vorrei evidenziare alcuni gravi aspetti della riforma Gelmini di cui raramente si parla:- riforma imposta senza discussione: per la prima volta nella storia recente del nostro Paese una riforma scolastica viene proposta (imposta) nella forma di decreti legge, senza la possibilità di un confronto tra le parti coinvolte;- il taglio indiscriminato dei finanziamenti (siamo già tra gli ultimi in Europa per investimenti nell'istruzione, investiamo metà della Danimarca, oltre il 20\% in meno della media europea);- nel prossimo biennio sarà tagliato un ulteriore 10\% all'università con gravi ripercussioni sulla ricerca;- la riduzione dell'obbligo scolastico a soli 14 anni (unici in Europa e in controtendenza rispetto agli altri Paesi europei che stanno discutendo di portare l'obbligo a 18 anni);- la mancanza di turnover degli insegnanti (in Italia 1 insegnante su 1000 ha meno di 30 anni, mentre in Europa la media è superiore a 30 insegnanti su 1000);- nei prossimi anni, all'università, verrà assunto solo un docente ogni 5 pensionamenti.- la forte limitazione nella scelta, da parte dei ragazzi, dell'indirizzo della scuola superiore: le classi prime dovranno essere tutte di almeno 27 alunni e le eccedenze, a sorteggio fra tutti, saranno deviate (ad altro indirizzo o altra scuola);- la denigrazione e la distruzione dell'istruzione: questo è forse il punto più grave. La scuola è un ascensore sociale, non possiamo migliorare la nostra società se non sosteniamo e promuoviamo l'istruzione.(segue a pagina V)(*) insegnante
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 30-10-2008)
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Erano davvero tanti i sindaci bellunesi ieri sera in Sala ... Erano davvero tanti i sindaci bellunesi ieri sera in Sala Affreschi di Palazzo Piloni per discutere sulla scuola. Arrivati da ogni angolo della provincia. Quelli del Comelico addirittura sfidando la chiusura a singhiozzo della galleria. Segno che il problema esiste. Alla fine, sul registro delle presenze si sono contati rappresentanti di 45 Comuni. Nessun documento, nessuna presa di posizione forte, per ora. Ma la promessa di una costante attenzione su come la riforma della scuola procederà. Con una convinzione: nessun taglio o accorpamento dovrà avvenire se non con la condivisione delle amministrazioni e del territorio che esse rappresentano. E la Provincia è stata chiamata da più parti a fare da coordinatrice di questo movimento perché, come ha detto il presidente Sergio Reolon, «qui non agiamo come rappresentanti di un colore politico, ma come amministratori di un territorio». E, soprattutto, senza seguire le chimere delle prossime elezioni di primavera. Un accenno più volte fatto sia da Reolon che dall'assessore Claudia Bettiol che, pur senza mai citarlo, hanno stigmatizzato la posizione del sindaco di Belluno Antonio Prade, che non solo ha declinato l'invito di ieri sera, ma, hanno rivelato alcuni primi cittadini, ha anche inviato a tutti i sindaci della provincia una mail riportando le rassicurazioni dell'assessore regionale Elena Donazzan, che nessuna scuola sarà probabilmente chiusa. La riunione convocata per quest'oggi con gli assessori provinciali è saltata per impegni della stessa Donazzan. Sindaci, dunque, seriamente preoccupati, tanto da chiedere di andare essi stessi in udienza dall'assessore regionale, per sentire dalla sua voce come stanno le cose. «La scuola debbono lasciarcela, la sacrificherei anche al municipio», ha detto il rappresentante di Danta, in Comelico, mentre il sindaco di San Gregorio, Ermes Vieceli, ha perorato l'obiettivo di unire le forze, senza lasciarsi condizionare da sirene elettorali. Ma anche criticando lo scarso decisionismo dei sindaci. «Basta fermarci alle parole». Da San Nicolò di Comelico e da Forno di Zoldo la preoccupazione per i trasporti, che costerebbero di più per portare altrove gli alunni nel caso venissero scippati plessi scolastici. E Stefano Murer di Falcade ha per lo meno auspicato che, prima di tagliare in montagna, lo si faccia in pianura, dove le difficoltà logistiche sono minori. «Ma - ha riflettuto Sisto Da Roit di Agordo ci piacerebbe essere cittadini che vivono nel diritto, dove risorse e servizi ci debbono essere garantiti». Da Edi Fontana di Limana la richiesta di poter decidere per i propri cittadini, mentre Fulvio De Pasqual di Ponte nelle Alpi comprende l'esigenza di risparmiare soldi, ma senza rinunciare alla qualità. Da Seren del Grappa la convinzione di dover ascoltare genitori e insegnanti. «Ogni plesso ha la sua peculiarità». Piermario Fop di Calalzo ha posto l'accento sulle difficoltà dopo i tagli di orario della riforma Gelmini, di assicurare i laboratori didattici. Sindaci bellunesi finalmente tutti uniti? Quasi. Miracolo della scuola, in questo caso maestra davvero.Maurizio Dorigo
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 30-10-2008)
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«Troppi sprechi ma così si fanno soltanto tagli» L'Associazione Mazziniana Italiana ha organizzato per domani alle 17.30 all'Auditorium di Belluno, una conferenza-dibattito sui temi della scuola con la pedagogista Danila Tirabeni e il dirigente scolastico Felice Doria. Due addetti ai lavori che cercheranno di spiegare cosa comporterà la riforma Gelmini e i tagli del governo alla scuola. «Le nuove norme sulla scuola afferma l'Associazione Mazziniana potrebbero modificare la didattica, ridurre le ore di lezione, bloccare il turn-over dei docenti e soffocare la ricerca». Misure, secondo il ministro, necessarie per abolire gli sprechi che determinerebbero un risparmio di 9 miliardi di euro. «Ma la scuola è qualcosa di più di un capitolo di bilancio spiega l'associazione i provvedimenti di contenimento debbono essere compatibili con i compiti educativi e sociali della scuola. Difficile che il maestro unico, il 7 in condotta o il grembiulino possano apportare grandi benefici didattici».M.D.
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 30-10-2008)
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La protesta studentesca sul Ponte della Libertà Disagi in vista per la circolazione VeneziaManifestazione degli studenti questa mattina sul ponte della Libertà. Alle 10 è previsto il ritrovo dei ragazzi in piazzale Roma, poi il corteo attraverserà il ponte sulla corsia in arrivo da Mestre che verrà quindi chiusa alle auto. Consistenti i controlli dei vigili urbani che assicureranno il transito degli autoveicoli nella corsia da Venezia. I rallentamenti sono previsti a partire dalle 9.30. Ieri, appena saputo che il decreto Gelmini era stato convertito in legge, gli studenti delle scuole di Mestre, già riuniti in assemblea, si sono riversati sulle strade. Un corteo spontaneo partito da via Baglioni, dove c'è il Giordano Bruno e lo Zuccante, passato poi per lo Stefanini di via del Miglio e approdato, dopo avere attraversato il centro città, in Corso del Popolo dove ci sono l'istituto d'arte e il Franchetti. Qualche centinaio di studenti che ha creato rallentamenti alla viabilità. L'occupazione allo Stefanini si è conclusa con vetri rotti, allarme disattivato e porte di sicurezza bloccate, tanto che la preside ha chiamato la polizia.Dusoa pagina IX
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 30-10-2008)
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L?INTERVENTO «Scuola, da uomo di montagna temo i tagli e sull'economia aspetto ancora il tifone» Spazia a 360 gradi Raffaele Bonanni su quei problemi sociali che in questo periodo stanno attanagliando l'Italia. A partire dalla riforma Gelmini che «a parte la reintroduzione del fiocco e dell'8 in condotta non fa nessuna proposta costruttiva. Un taglio di 8 miliardi di euro non è un contenimento degli sprechi, è una vera e propria mannaia. Io, da uomo di montagna, temo ad esempio i tagli ipotizzati perché so cosa vuol dire portare via la scuola a un piccolo paese. Su questa difficile tematica serve un confronto sereno, assolutamente privo di qualsiasi forma di violenza che, tra l'altro aiuta ancor più il Governo a barricarsi nelle proprie certezze. Bisogna aprire un dialogo con le famiglie, oltre che con i sindacati, per comprendere quali sono i servizi che servono loro. Un referendum sulla tematica può essere un'idea ma i tempi lunghi di realizzazione faranno nel frattempo crollare la scuola».La crisi finanziaria la definisce come «un tifone che ancora deve investire del tutto il nostro paese che basa la propria economia sul manifatturiero che merita tutto il sostegno possibile. In primis da quelle banche che hanno abbondantemente guadagnato privatamente. Ci aspettiamo un taglio delle tasse sul salario di produttività e un aiuto agli anziani e ai non autosufficienti. Tre, in definitiva, le linee prioritarie nelle quali investire: infrastrutture (materiali e immateriali), istruzione ed energia».
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da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Oggi lo sciopero dei docenti. Ragazzi in piazza per un sit-in. Gli allievi del "Grigoletti" in assemblea Scuola, in cattedra sale la crisi Gli studenti hanno lasciato da parte lo scontro Governo-Pd per parlare di economia I comizi e le occupazioni nelle scuole superiori pordenonesi lasciano spazio ad assemblee informative che dichiarano apertamente la loro a-partiticità restando fuori dallo scontro Governo-Pd per affrontare non tanto le questioni della legge Gelmini, quanto i problemi economici che, inevitabilmente, si riflettono sul futuro dei giovani. quanto successo ieri all'istituto Kennedy in cui è intervenuto all'assemblea di istituto, un esponente della Crup a parlare di crisi finanziaria, attraverso un'accurata analisi storica utile a stabilire lo scenario futuro.I periti del domani sono stati impegnati a discutere dell'organizzazione della propria scuola, delle iniziative sportive, dei progetti di protezione civile e a latere dell'incontro sono stati toccati pure i nodi della riforma. «I ragazzi ha dichiarato la dirigente dell'Itis Kennedy, Adriana Sonego hanno una buona conoscenza di quanto sta accadendo, il loro atteggiamento è quello del tecnico, molto attento ai fatti e poco disponibile agli slogan».Passando per il Grigoletti si leggono inzuppati gli striscioni dei ragazzi che hanno preparato fino a sera tardi per illustrare ai compagni che oggi a partire dalle 8.30 ci sarà un dibattito informativo no-stop. Economia o ideologia? Decreto Gelmini sta scritto su un gigantesco manifesto che penzola dalle classi del primo piano affacciate sul cortile della scuola, quello che sarà oggi invaso da studenti tempo permettendo e dagli insegnanti che hanno optato per lo sciopero, dando un chiaro segnale di dissenso al Governo Berlusconi. Se scenderà la pioggia sul Grigoletti, l'assemblea si sposterà sotto il portico o in auditorium. Gli studenti che vi parteciperanno, in ogni modo, dovranno all'indomani presentarsi in classe con la giustificazione dei genitori. Dopo una breve presentazione di come si svolgerà la mattinata da parte dei rappresentanti dello scientifico Grigoletti, seguirà l'intervento di un docente esperto di economia che affronterà il tema sentito della crisi finanziaria che sta a monte dei tagli previsti da Tremonti-Gelmini. Abbiamo chiamato docenti non ideologicamente impegnati che affronteranno la questione economica prima che la riforma, in modo di certo obiettivo, ha commentato il rappresentante degli studenti Alberto Gaspardo. Azione studentesca non sciopererà, prima vuole vedere le applicazioni della legge. Diversi giovani ma a livello individuale prenderanno, invece, i treni per Padova e Udine dove si uniranno a movimenti studenteschi più organizzati. Ai licei Leopardi-Majorana lunedì durante l'assemblea di istituto e la presentazione delle liste studentesche ancora una volta si tratteranno i temi economici con l'esperto Zeno Bozzola, senza dimenticare i progetti di cui l'istituto va orgoglioso come quello che ha consentito ad una scuola del Kenya di avere un pulmino per il trasporto degli studenti. «Sentiamo più vicino a noi il problema economico - ha chiarito lo studente Filippo Del Tedesco che riguarda non solo la scuola, ma l'intera società, ed è fondamentale per il nostro futuro». Nel frattempo continuano a circolare volantini in tutte le scuole in cui emerge il timore principale: i tagli. Ci sarà partecipazione allo sciopero ha rivelato il prof Piervincenzo Di Terlizzi le preoccupazioni sono sotto gli occhi di tutti, la prima è una ragione di metodo, con cui è calato il decreto, la seconda di sostanza, tocca la scuola elementare fino all'università.Sara Carnelos
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
SAN VITO In concomitanza con lo sciopero nazionale Liceo in assemblea «No alla riforma Gelmini» San VitoIl Comitato studentesco del liceo classico di San Vito ha organizzato per oggi giovedì, in concomitanza con lo sciopero generale che coinvolgerà il mondo della scuola, un'assemblea-manifestazione. L'appuntamento è presso la sala don Pietro Alverà di Cortina, dalle 9.30 alle 12.30.« stato deciso così - spiega il presidente del Comitato studentesco Luca Dell'Osta - in quanto si è ritenuto opportuno non effettuare l'occupazione della scuola o altre iniziative che ledono i diritti di ogni individuo sanciti dalla Costituzione».La manifestazione, durante la quale, è opportuno sottolinearlo, non si parlerà di politica ma di scuola, è stata organizzata per fornire a tutti gli studenti e a coloro che vorranno parteciparvi un'informazione sulle attuali vicende quanto più oggettiva possibile.Dell'Osta anticipa i contenuti: «Dopo la lettura del decreto legge e di alcuni articoli della Finanziaria, gli studenti si confronteranno in un forum di discussione. Seguiranno le testimonianze di insegnanti che hanno deciso di scioperare e di altri che invece non hanno aderito allo sciopero. In sala verranno proiettati alcuni video e filmati tratti dai palinsesti televisivi della settimana. Al Comitato Scientifico del Liceo questo è sembrato il modo più opportuno per esprimere democraticamente e costruttivamente la propria contrarietà alla riforma della scuola. Ci auguriamo che alla manifestazione interverranno numerosi e desiderosi di un confronto, tutti gli studenti del Liceo ma anche tutti coloro che vorranno essere informati sui contenuti della protesta».N.M.
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
«Niente auto sul ponte della Libertà e via i vaporetti dal Canal Grande» Le proposte del professor Pietro Gelmini nel Piano urbano del traffico Tra gli obiettivi, la riduzione dei veicoli del 40 per cento in centro a Mestre MestreSi chiama Pum ed è la medicina che risolve i nostri problemi. Senza affidarsi ai miracoli. Anzi, il Piano urbano della mobilità fa esattamente il contrario e cioè si affida a soluzioni possibili, ma dopo aver preso in esame tutte le variabili. Ma non è solo questo che convince. «E' la prima volta che si prende in considerazione l'area vasta e non più solo il Comune di Venezia» - dice Lino Brentan dell'autostrada Mestre-Padova. «E' la prima volta che si ragiona sul lungo periodo, con un respiro di 10 anni e addirittura, di 20» - dice Massimo Codato di Unindustria. Adesso si tratterà di studiare il dettaglio, ma la filosofia del Pum piace.Ieri mattina per la prima volta l'assessore alla Mobilità, Enrico Mingardi e il prof. Pietro Gelmini del Centro studi traffico, hanno illustrato nel dettaglio il Piano urbano della mobilità. Che, per l'appunto, mette insieme tutti gli indicatori. E vuol dire che il prof. Gelmini ha analizzato i Piani regolatori e le previsioni di sviluppo economico dell'intera area, che comprende i Comuni di Venezia, Dolo, Marcon, Martellago, Mira, Mogliano, Quarto d'Altino e Spinea. Non solo, ha preso in esame i flussi di traffico attuali ed ha aggiunto i nuovi insediamenti per vedere se le strade che ci sono - e quelle previste - andranno o meno ad intercettare le nuove attività produttive e i nuovi residenti. Poi ha aggiunto le grandi infrastrutture - tram e metropolitana di superficie in primis - e alla fine ha tirato le somme.Ne è uscito un Piano di grande respiro che permette anche ai politici di prendere decisioni con cognizione di causa - e bisogna sottolineare che è la prima volta che un amministratore pubblico ragiona su un periodo che va oltre il suo mandato. Vuol dire che, comunque, dopo Mingardi, anche se cambia colore politico dell'amministrazione comunale, il Piano urbano della mobilità resta valido.E non è solo carta perchè il prof. Gelmini propone cose concrete. Vediamo le più clamorose: l'interramento della tangenziale, per Mestre; il blocco al traffico privato del Ponte della Libertà e la liberazione del Canal Grande dalla morsa dei vaporetti, per Venezia. In mezzo c'è di tutto, dalla strada dei Bivi, che Gelmini vuole collegata alla Provinciale 81, alle nuove tratte del tram - ospedale dell'Angelo, Miranese, via Torino - alla ciclabilità. E Mingardi ha rivendicato con orgoglio alla sua gestione la crescita esponenziale del numero delle biciclette in città. «Passare da 50 chilometri di piste ciclabili a 100 chilometri, come facciamo con il Biciplan, vuol dire mettere i cittadini nelle condizioni di utilizzare sul serio la bici come mezzo di trasporto alternativo a tutti gli altri». Il Pum ha anche obiettivi concreti dal punto di vista della diminuzione dell'inquinamento e del traffico. Se viene attuato, il Pum porta ad una diminuzione del 40 per cento del traffico in centro a Mestre. E per la tangenziale avremo un -30 per cento di traffico leggero e un -40 per cento di traffico pesante, se sapremo dirottare sul Passante tutto il traffico di attraversamento. Ma Pietro Gelmini avverte che della tangenziale non si potrà fare a meno e, dunque, bisogna lavorare per farla diventare sempre più una strada urbana. Cioè a servizio della città. Con più svincoli e più "attacchi" alla viabilità esistente. Ma se Mestre si deve adattare a questa ineluttabilità, può fare molto per diminuire l'impatto che ha sulla città. E così 2 chilometri e mezzo di tangenziale possono finire in trincea. Vuol dire che si tira giù la tangenziale fino a portarla 3 metri sotto terra - all'altezza della base dei piloni che reggono la struttura - poi la si copre e sopra si fa quel che si vuole. Verde pubblico con parchi giochi e campi da tennis. Oppure case - come ha fatto Amsterdam. Ma attenzione, dice Gelmini che il Pum va attuato e in fretta. Perchè entro il 2017 avremo almeno 20 mila abitanti in più solo a Mestre-Venezia e i residenti degli 8 Comuni passeranno da 453 mila di adesso a 491 mila. Vuol dire 38 mila abitanti in più. E, per quanto riguarda le attività produttive, negli 8 Comuni avremo 33 mila addetti in più. Solo il Comune di Venezia ne avrà 21 mila in più. E se si mette insieme il dato di 21 mila persone in più che lavorano con quasi 20 mila persone in più che scelgono il Comune di Venezia per abitarci, si arriva ad avere 40 mila persone che si spostano ogni giorno. 40 mila in più rispetto alle attuali. Ecco perchè Gelmini insiste sul fatto che bisogna decidere in fretta.Maurizio Dianese
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 30-10-2008)
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Lino Brentan (Venezia-Padova): «Cento milioni per interrarla? Possiamo trovarli» MESTRE - «Non mi interessa la gestione, mi interessa la proprietà di 2 chilometri e mezzo di tangenziale, per poterla interrare e per metterci limitazioni ai tir». Così l'assessore alla Mobilità, Enrico Mingardi, il quale chiarisce che la richiesta del Comune è che la tangenziale diventi di proprietà del Comune per poche centinaia di metri, quanto basta per trasformarla a tutti gli effetti in una strada urbana lì dove passa in mezzo alla città. più o meno quel che si è fatto con via Orlanda. L'Anas si è tenuta la strada ed ha dato al Comune solo il pezzetto che va da villaggio Laguna all'incrocio con via Gobbi. Quando basta per metterci telecamere e limitazioni di velocità. E l'amministratore delegato della Mestre-Padova, Lino Brentan, coglie la palla al balzo: «Bene. Vedo che finalmente vi siete convinti che la tangenziale non può essere eliminata. Avete ragione a chiedere l'interramento e credo che 100 milioni di euro li possiamo trovare. Vi ricordo che negli ultimi 6 anni abbiamo speso 60 milioni di euro per mettere la tangenziale a norma». A Brentan piace la filosofia di una tangenziale che sparisce. Perchè permetterà di continuare a ragionare sulla sua utilità pur facendola del tutto sparire sotto terra. Lo ha già fatto Madrid con tutte le sue superstrade attorno al centro, lo sta facendo Amsterdam. Le condizioni sono molto simili a Mestre, anche in quei casi si tratta di strade a 4 corsie che passavano in mezzo alle case. Adesso la strada corre sotto e sopra ci sono le case. O parchi pubblici con campi da tennis. Vuol dire - ha spiegato il prof. Gelmini - che si può pensare a ricucire lo strappo urbanistico, avvicinando le case che ci sono di qua e di là della tangenziale, ricostruendo quel tessuto urbano che è stato sventrato dalla strada. Il costo dell'interramento non è astronomico perchè è stato calcolato attorno ai 100-120 milioni di euro - il Passante costa 1 miliardo di euro - e i quattrini potrebbero essere tranquillamente ricavati sempre nello stesso modo e cioè aggiungendo qualche centesimo al pedaggio che paga chi percorre l'A4.
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 30-10-2008)
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VENEZIA Sublagunare solo se lunga e se sarà collegata al tram Bocciato il progetto "breve" fra Tessera e Fondamente Nuove Più sostenibile quello che prevede di transitare al Lido e toccare San Marco e Giudecca per arrivare a San Basilio MestreIl Centro studi traffico del professor Pietro Gelmini ha elaborato una serie di soluzioni per la città antica a partire dalle analisi sulle presenze turistiche. Nel 2006 a Venezia sono state registrati 19 milioni di turisti, con un aumento del 70 per cento rispetto al 1997. Tutti gli studi di settore sono concordi nel dire che si arriverà molto presto a 25 milioni di turisti. Il Piano urbano della Mobilità propone di valorizzare treno e tram per l'arrivo a Venezia da Mestre, mantenendo invece Punta Sabbioni come terminal di ingresso a Venezia dal litorale. E la sublagunare? Al massimo porterebbe 18 mila persone nei giorni feriali e 26 mila nei festivi fino a Fondamenta Nuove. Tante o poche? Bè, in un giorno normale ne arrivano 100 mila. Dunque, la sublagunare qualcosa porterebbe via, ma troppo poco. E Gelmini boccia comunque la proposta perchè 20 mila turisti verrebbero scaricati in una zona delicata di Venezia, con calli piccole, strette e impraticabili. Dalle Fondamenta Nuove a Rialto e San Marco sarebbe un via vai continuo di gente che comprometterebbe tutta la zona. E poi per 18 mila persone non ha senso. Discorso diverso se la sublagunare andasse fino al Lido, ma a quel punto, dice Gelmini, avrebbe più senso farla passare per la Giudecca e San Marco, allora sì che avremmo numeri veri, da trasporto pubblico. Ma ha senso puntare a spendere 400 milioni di euro per togliere di mezzo i vaporetti che solcano il canale fino al Lido? Secondo Gelmini no. Dunque, la proposta è quella di porttare il tram fino a San Basilio e di fare a meno della sublagunare - a meno che non la si agganci a San Basilio e la si porti fino al Lido passando per San Marco. Con l'ipotesi di prolungamento del tram fino a San Basilio passando da Piazzale Roma ci sarebbe un incremento della cosiddetta domanda acquisibile dal trasporto pubblico al tram ovvero dei passeggeri potenziali - del 39 per cento. Da San Basilio si accede a Venezia con un vaporetto che porta a San Marco. Il prolungamento della linea del tram fino a San Basilio, dunque, consentirà di ridurre il numero dei vaporetti che passano in Canal Grande meno 30 per cento nell'ora di punta del mattino di un giorno feriale. Sono previste misure di restrizione del transito in Canal Grande anche delle barche da trasporto. E piazzale Roma? Secondo Gelmini i parcheggi di piazzale Roma devono essere riservati ai residenti. E, dunque, bus turistici e auto dei turisti si fermano ai Pili. Le alternative al nodo di San Giuliano-Pili sono, in prospettiva, i terminal di Fusina e Tessera. Il nodo dei Pili-San Giuliano valorizza il tram e permette di spostare sul trasporto pubblico il carico dei turisti permettendo un controllo capillare degli accessi. Il Ponte della libertà diventa accessibile solo ai mezzi pubblici, ai residenti e a chi, munito di prenotazione, deve recarsi negli alberghi o nei residences, lavora a Venezia o deve recarsi al Lido.
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 30-10-2008)
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San Donà/Jesolo Gli echi delle proteste contro il ... San Donà/JesoloGli echi delle proteste contro il decreto Gelmini arrivano anche nel Sandonatese e nello Jesolano. A San Donà, addirittura, la protesta contro il decreto Gelmini approda in piazza. Dopo l'assemblea organizzata dalla Cgil all'Itis Alberti, venerdì scorso, si è costituito infatti il Comitato in difesa della scuola pubblica. Oggi quindi, studenti, insegnanti e genitori scenderanno in strada. L'appuntamento è alle 17, in piazza IV Novembre. Non si tratterà però di un semplice corteo, ma di una vera e propria manifestazione culturale. Verranno promosse infatti letture e drammatizzazioni, da parte di studenti e insegnanti, per evidenziare il valore della scuola pubblica e contrastare i tagli previsti dalla riforma Gelmini. Il tutto al motto: Uniti per la scuola di tutti. Nei giorni scorsi sulla questione avevano preso posizione con un documento pure gli insegnanti della scuola primaria di alcuni istituti. Il rischio del decreto Gelmini - rincarano gli esponenti del comitato - è che la scuola pubblica sarà più povera. Per questo, riteniamo che sia necessario continuare con la mobilitazione. E un certo clima effervescente si registra anche all'Istituto Cornaro di Jesolo, dove nei giorni scorsi gli studenti si sono riuniti per discutere sulle conseguenze del decreto Gelmini. Il dibattito interno a quanto pare, avrebbe portato alla decisione di non partecipare alle lezioni di oggi aderendo così allo sciopero nazionale. Non è escluso inoltre, che studenti jesolani si possano aggiungere alle manifestazioni in programma questa mattina a Venezia e nel pomeriggio a San Donà. Sempre a Jesolo a rischio sciopero anche le lezioni nelle scuole elementari e medie.G.B.
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 30-10-2008)
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LA PROTESTA A SCUOLA Carabinieri all'Algarotti per un'assemblea Notti bianche al Benedetti e al Foscarini Atmosfera tesa all'Istituto tecnico per il turismo Algarotti, dove ieri mattina un rappresentante dei genitori ha inviato una pattuglia dei carabinieri a verificare che gli studenti non stessero facendo autogestione oppure occupazione. Un gesto plateale privo di ogni fondamento secondo Simone Biscuola, uno dei rappresentanti d'istituto, che dichiara: Nessuno di noi ha mai detto che avremo occupato o autogestito la scuola senza prima averne discusso civilmente con tutto il Consiglio d'Istituto. Oggi volevamo semplicemente tenere un'assemblea/dibattito in Campo San Geremia, ma alla fine non ci siamo organizzati in tempo per ottenere i permessi necessari e non se ne è fatto più nulla.Assemblea che si è però tenuta all'interno dell'aula magna, dove è intervenuto tra gli altri anche il docente di Lettere e consigliere comunale della Lega Nord, Alberto Mazzonetto, che ha cercato di spiegare agli studenti gli aspetti positivi del decreto Gelmini e che è stato accolto da numerosi fischi quando, nel corso del dibattito, ha annunciato che il suo partito intende proporre il reclutamento regionale per gli insegnanti.Giornata di assemblea anche al Liceo classico Marco Polo, dove sono intervenuti ex professori in pensione, ricercatori universitari e alcuni esponenti del Coordinamento Scuola Pubblica. Abbiamo cercato di dare al nostro dibattito un'impronta apartitica afferma Margherita Pandolfo, rappresentante della Consulta provinciale degli studenti, secondo la quale l'incontro di ieri oltre ad aver tentato di sensibilizzare anche chi finora non ha prestato molta attenzione all'argomento, è servito ad informare meglio i ragazzi sul decreto e sulle sue eventuali conseguenze. Stessa volontà di dialogo e di confronto è stata espressa duranti le notti bianche tenutesi ieri sera allo scientifico Benedetti e al classico Foscarini, dove sono intervenuti rappresentanti degli studenti, dei docenti e anche dei genitori.Ilia Cianchi
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del 30-10-2008)
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Nemmeno il forte acquazzone che per una buona mezz'ora ha ... Nemmeno il forte acquazzone che per una buona mezz'ora ha imperversato su tutto il litorale le ha fermate.Sono le mamme degli studenti delle scuole elementari e medie Carpaccio di Cavallino-Treporti. Avevano promesso un'assemblea spontanea nel parcheggio antistante le scuole di Cavallino per cercare di approfondire gli effetti del decreto Gelimini e così hanno fatto. Avrebbero di gran lunga preferito confrontarsi all'interno della scuola, magari sedute in aula, ma il regolamento della scuola non le ha permesso di entrare nell'edificio scolastico.Nei giorni scorsi avevano infatti chiesto l'utilizzo di un'aula, permesso che come detto è stato negato. Un divieto, che a quanto pare, sarebbe dovuto dal regolamento della scuola nel quale non è presente nessuna norma che vieta un'assemblea per parlare dei problemi della scuola o in questo caso, degli effetti del decreto Gelmini, ma un articolo, l'11, stabilisce che le richieste di utilizzo delle aule fuori dall'orario scolastico, vengono decise dal Consiglio d'Istituto secondo le stesse richieste pervenute. Così sotto la pioggia, senza megafoni o striscioni, ma armate solo di ombrello, una cinquantina di mamme si sono ritrovate nel piazzale antistante la scuola alle 15 in punto con l'obiettivo di capirne più. A cercare di dare qualche spiegazione un' insegnate. Il tutto è durato una decina di minuti, poi l'assemblea si è sciolta lasciando irrisolte numerose domande.«Abbiamo più dubbi di prima ha detto una mamma abbiamo avuto dieci minuti di spiegazioni veloci e la promessa di fare un volantino più esaustivo». «Visto il tempo ha detto un' altra signora era davvero difficile pretendere di più. Speriamo ci possano essere altre occasioni per approfondire meglio la questione». Ma la delusione maggiore è per non essere potute entrare dentro la scuola per avviare assieme agli insegnanti un dibattito. «Non volevamo fare nessuna protesta e tanto meno nessuna occupazione hanno ribadito le mamme il nostro intendo era solo quello chiarire dei dubbi. Per questo ci siamo ritrovare ugualmente nel piazzale antistante la scuola».Giuseppe Babbo
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 30-10-2008)
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Vetri in frantumi, uscite di sicurezza bloccate e sistema ... Vetri in frantumi, uscite di sicurezza bloccate e sistema d'allarme disattivato. Alcuni studenti del liceo Stefanini hanno scelto decisamente la maniera peggiore per dire no, ieri mattina, al decreto Gelmini. Un gruppetto di circa una sessantina di studenti sin dal primo mattino si sono barricati dentro la scuola di via Del Miglio spingendo fuori dall'istituto docenti e personale Ata. Ma quello che pareva solo un maldestro tentativo di occupazione, come hanno ammesso alcuni dei partecipanti, è poi sfuggito di mano agli stessi organizzatori, uno dei quali ha aggiunto: «ci siamo giocati il jolly, ora l'occupazione non si farà più». Tutto perché alcuni hanno iniziato a bloccare le porte di entrata, comprese le porte di sicurezza, disattivando poi il sistema di allarme che nel frattempo era entrato in funzione, e mandando in frantumi il vetro della bacheca che contiene tutte le chiavi di aule e laboratori della scuola. Nonostante gli occupanti fossero ormai visibilmente in disaccordo tra loro sono comunque occorse ben tre ora alla preside, la professoressa Sandra Carraro, per trovare un accordo con i ragazzi e poter quindi entrare nello stabile, verso le 10. Pacate ma decise le sue parole, poco dopo, davanti a gran parte degli studenti, nell'aula magna dell'Istituto: «Avete il pieno diritto di manifestare, ma solo nel rispetto delle regole. L'intervento della Polizia poi fermata telefonicamente dalla stessa preside è stato chiesto solo perché vi siete messi in una situazione di grave pericolo, bloccando anche le uscite di sicurezza. Ora faremo una ricognizione dei danni, sappiate che ho intenzione di presentare il conto per intero ai responsabili. Ricordatevi ha aggiunto , che le azioni distruttive portano solo al nulla e che tutte le cose più malvagie della storia sono partite da distruzioni. Non è certo barricandosi dentro, senza alcuna possibilità di dialogo con il mondo esterno, che si risolvono i problemi». I protagonisti, invitati ad esporre le proprie ragioni, hanno silenziosamente declinato l'invito.D.D.
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 30-10-2008)
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L?ASSESSORE PROVINCIALE ANDREA FERRAZZI «Le scuole con meno di 50 alunni non si toccano» «Nessun taglio sulla carta, quelle scuole non si toccano». Andrea Ferrazzi, assessore all'Educazione e all'edizione scolastica della Provincia, è determinato nel voler difendere le scuole di tutta la Provincia che rischiano di essere cancellate fisicamente. In totale sono venti. Nello specifico dieci scuole per l'infanzia, otto elementari e due superiori (nella tabella la lista completa,dati Miur). Sono quei centri di erogazione, così vengono ora chiamati i plessi, al di sotto dei 50 alunni, una soglia che si abbassa ai 30 alunni per la scuola dell'infanzia, che secondo il piano di ridimensionamento del ministro Gelmini devono essere chiuse. E, ovvio, sono tutte scuole imbucate nella periferia della periferia. Si va dalla elementare di Ca' Sabbioni in fondo a Malcontenta ai plessi ai margini di Cavarzere o Gruaro. Far sparire una scuola da queste parti significa mettere in grossa difficoltà le famiglie o mettere in ginocchio gli enti locali che devono sobbarcarsi i costi di scuola-bus e di adeguamento dei plessi che dovranno accogliere gli alunni rimasti senza scuola.«Non si può procedere con la calcolatrice quando si parla di scuola e di alunni - continua Ferrazzi - alla Regione spetta solo un ruolo di programmazione, mentre il piano di razionalizzazione è in mano alla Provincia per le superiori e ai Comuni per le scuole elementari e dell'infanzia. Il piano è stato chiuso nel 1999 e questo è quello valido. Si potranno fare dei ritocchi solo dopo aver sentito sindaci e genitori. A tavolino non verrà chiusa nessuna scuola».Ma il discorso dell'assessore Ferrazzi si allarga: «Noi difendiamo la qualità della scuola nel territorio e ci opponiamo al governo che vede la scuola come un bacino da depredare per recuperare risorse». Al di là del decreto 137, ieri convertito in legge, ricorda un'altra legge: la 133, una legge di natura economica e finanziaria approvata dal parlamento il 6 agosto quando tutti erano in spiaggia a godersela. Questa prevede un taglio di 7 miliardi e 832 milioni di euro. Il piano programmatico è del 25 settembre. Qui c'è un capitolo dedicato alla scuola che parla chiaro, basta leggerlo. «Si parla di maestro unico alle materne e alle elementari per 24 ore alla settimana - spiega Andrea Ferrazzi con la legge alla mano - questo significa che sparisce il tempo pieno. Così come sparirà il docente di inglese, ne vogliono tagliare 11mila in tre anni. Ad insegnare l'inglese sarà il maestro, sempre lo stesso quello di tutte le altre materie, e lo farà dopo aver seguito un corso di 150 ore». Ed ecco che snocciola numeri, tutti con un meno davanti. Aumentando il numero di studenti e diminuendo il numero degli insegnanti il governo ottiene di avere un taglio di 87.341 docenti e 44.500 Ata, giusto il numero dei precari che si ritroveranno a casa senza contratto. E in più si aggiunge il piano di razionalizzazione che dovrà essere deciso dalle Regioni entro la fine di novembre altrimenti scatta il commissariamento. «La nostra posizione sarà di intelligente dialogo - conclude Ferrazzi - ma non si chiudono le scuole con meno di 50 alunni. Anche per quanto riguarda gli istituti con meno di 500 studenti siamo già intervenuti accorpando presidenze e talvolta anche plessi, quindi la situazione non si tocca».Raffaella Ianuale
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 30-10-2008)
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Pochi minuti dopo la votazione al Senato i primi studenti ... Pochi minuti dopo la votazione al Senato i primi studenti erano già in piedi. partito così, spontaneo, senza programmi e senza una meta, il corteo studentesco che nella tarda mattinata di ieri ha attraversato le principali strade di Mestre causando forti rallentamenti al traffico cittadino.Nella giornata che ha preceduto lo sciopero generale odierno inizialmente erano previsti solo sit-in, come all'Itis Zuccante e al liceo scientifico Giordano Bruno, o incontri di preparazione allo sciopero generale di domani, in programma nelle altre scuole dall'Istituto d'arte, al Gramsci al liceo scientifico Morin. Lo sperimentale Stefanini, nell'attesa, avrebbe dovuto far regolarmente lezione. Le notizie giunte da Roma, per quanto abbiano rispettato le previsioni, hanno tuttavia rivoluzionato la giornata. I due sit-in di Bruno e Zuccante, autorizzati dai presidi, già nel corso della mattinata si erano uniti insieme per discutere dei vari aspetti del decreto, simulando un parlamento italiano in cui, molto più civilmente che nella realtà, le diverse fazioni proponevano, discutevano e votavano leggi sulla pubblica istruzione.Alla notizia della votazione favorevole del Senato i primi studenti sono scattati in piedi. Nel giro di pochi minuti il corteo, nato quasi spontaneamente, era pronto per partire da via Baglioni e giusto un'ora dopo l'approvazione del decreto Gelmini, verso le 11.30, un centinaio di studenti si avviava verso l'istituto più vicino, lo Stefanini di via del Miglio. Singolare l'idea degli studenti: attraversare tutta la città occupando simbolicamente le vie principali e recuperando, durante il tragitto, gli studenti degli altri istituti cittadini. Verso le 12 il corteo ha raggiunto così via del Miglio, dove si stava giusto chiudendo una giornata grigia nell'unica scuola di Mestre che ha saputo registrare qualche disordine. Dallo Stefanini il gruppo, più numeroso, è quindi ripartito pochi minuti più tardi lungo via Bissuola in direzione via Caneve, dove dall'Itis Pacinotti altri studenti si sono aggregati alla manifestazione. Fugace l'apparizione in piazza Ferretto, attraversata verso le 13 prima di una sosta in via Poerio, dove si sono aggregati alcuni rappresentanti dell'Istituto Gramsci. Quindi via verso le ultime due scuole raggiungibili, in corso del Popolo, dove sotto le finestre dell'Istituto d'Arte e del Liceo Franchetti, oltre ai consueti slogan che invitavano il ministro Gelmini a recarsi in altro loco, gli studenti gridavano Fuori! Fuori!, invitando gli occupanti ad aggregarsi. Il tutto fino alle 14 circa, quando gli ultimi dei manifestanti che hanno invaso Corso del Popolo si sono salutati dandosi appuntamento per stamani.A parte qualche disagio per il traffico cittadino non si è registrato alcun disordine. Poco lavoro per le due sole pattuglie, rispettivamente di Polizia e Carabinieri, che fin dalla partenza hanno seguito a breve distanza il corteo di circa 300 studenti (almeno 500 secondo gli studenti).Pacifica anche l'iniziativa organizzata dal liceo Morin, dove già verso le 7 del mattino gli studenti hanno iniziato a prendere possesso della scuola, riaprendo le porte solo dopo qualche trattativa a docenti e personale Ata. L'occupazione si è trasformata in un'assemblea allargata dove, fino alle 14 circa, studenti, docenti e preside hanno discusso di vari temi legati alla scuola e della manifestazione di oggi. Per stamani, escluso per motivi organizzativi un corteo in partenza da Mestre, tutti i partecipanti degli istituti superiori partiranno alle 9.45 da piazzale Roma da dove, assieme agli studenti universitari, si muoveranno per manifestare sul ponte della Libertà e dire ancora una volta no alle riforme ministeriali della scuola.Daniele Duso
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
(gi.gim.) No alle classi differenziate per alunni stranieri. ... (gi.gim.) No alle classi differenziate per alunni stranieri. questo uno punti fermi dell'ordine del giorno approvato, martedì, dai consiglieri di centro sinistra della Municipalità di Marghera. Nel documento, si esprime contrarietà ai provvedimenti sulla scuola adottati attraverso lo strumento del Decreto Legge, esautorando il Parlamento, le forze sociali, il mondo della scuola, dalla possibilità di un confronto.Ma la discussione sulle norme inserite nella legge 133 e nei decreti 137 (convertito in legge) e 154, firmati dal ministro per la Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, non ha mancato di suscitare polemiche da parte dei rappresentanti dell'opposizione. Che hanno espresso la loro contrarietà abbandonando la seduta cui partecipava anche l'assessore alle Politiche Educative Annamaria Giannuzzi Miraglia e una rappresentanza di insegnanti e di docenti universitari. «Quanto contenuto nell'ordine del giorno ha contestato l'opposizione (Alleanza Nazionale e Forza Italia) che avrebbe preferito che l'argomento fosse affrontato in un'assemblea pubblica e non in un consiglio per cui è previsto il pagamento di un gettone di presenza - va oltre i poteri previsti dall'art. 4 del Regolamento della Municipalità non essendo suo compito promuovere discussioni su leggi e decreti la cui emanazione è riservata al Parlamento».Di tutt'altro parere la maggioranza di centro sinistra ed il presidente, Renato Panciera che precisa come la decisione di convocare «un consiglio di Municipalità che affrontasse la questione della riforma della scuola era stata condivisa dalla conferenza dei capigruppo in cui erano presenti i rappresentanti d'opposizione. Non si capisce come mai, poi, - fa presente Panciera che ha proposto ai consiglieri di devolvere ai lavoratori della Sirma il gettone di presenza della seduta - a consiglio convocato si sia obiettato che sarebbe stato meglio non riunire il consiglio».L'opportunità di affrontare la tematica della scuola in consiglio è stata condivisa dallo stesso assessore Miraglia: tanto più che, come nota Panciera, i tagli riguardano anche il territorio visto che determineranno la chiusura della scuola elementare S. Giovanni Bosco di Ca' Sabbioni.E se il testo del documento parla di provvedimenti governativi che ledono i principi costituzionali e che colpiscono il sistema scolastico pubblico, i consiglieri hanno voluto ricordare come «il livello di democrazia di un Paese si misura dalla sua capacità di investimento a sostegno di un sistema di istruzione». «Si deve porre uno stop alla controriforma della scuola del Governo che si legge nel documento - vuole privatizzare l'istruzione gettando discredito sulla scuola pubblica, trasformando, in particolare, le Università in Fondazioni di diritto privato».
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da "Reuters Italia"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
di Paola Diana ROMA (Reuters) - Studenti, insegnanti e genitori hanno manifestato a Roma, Milano, Torino e in molte altre città contro la legge Gelmini, nel giorno di sciopero nazionale della scuola indetto da Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals. Nelle intenzioni degli organizzatori lo sciopero odierno sarebbe dovuto avvenire prima del voto finale di conversione del decreto Gelmini al Senato, ma l'opposizione - che ieri, Udc compresa, ha votato compatta contro il decreto - ha accusato la maggioranza di aver stretto il calendario dei lavori in aula proprio per battere sul tempo i sindacati. A Roma gli organizzatori parlano di 800.000 partecipanti, provenienti da tutta Italia. La Questura non fornisce stime, ma nel corso della mattinata, oltre al corteo principale da piazza della Repubblica a piazza del Popolo, ne ha autorizzati altri due: uno da via Nazionale, l'altro da via Cavour. Il corteo principale è partito alle 9.30, e si è snodato per le vie del centro fino a piazza del Popolo, dove il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha chiuso gli interventi. Lo striscione di apertura del corteo, che riportava le cinque sigle sindacali che hanno indetto lo sciopero, recitava "Uniti per la scuola di tutti". Era seguito dai bambini con un altro striscione su cui erano disegnati quattro bimbi che si tengono per mano - un nero, un cinese, un indiano e un bianco - tra fiori e farfalle e la scritta "Lui è mio amico". Alcuni pullman diretti a Roma per la manifestazione, hanno detto gli organizzatori dal palco di piazza del Popolo, sono rimasti bloccati e le persone a bordo hanno improvvisato una manifestazione sull'Anagnina. A Milano un corteo è partito da largo Cairoli per arrivare a piazza Duomo. A Torino, dove secondo gli organizzatori hanno manifestato 100.000 persone, da piazza Castello, dopo l'arrivo del corteo principale, un altro corteo spontaneo di studenti delle superiori e universitari si è diretto alla stazione di Porta Nuova, dove un gruppo di manifestanti hanno occupato i binari 17 e 18 ma sono stati allontanati dalla polizia e fischiati da altri studenti contrari. Continua...
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il nuovo movimento con piùdi mille iscritti ha aperto punti informativi in aula magna"Già venti docenti dalla nostra parte" "Lezioni in piazza per protestare" Gli studenti di Ingegneria distribuiscono volantini in centro e lanciano idee ANCONA - In tutta Italia divampa la protesta degli studenti contro il decreto Gelmini e Ancona non fa eccezione. Martedì è stata occupata l'aula polifunzionale di ingegneria. A decidere l'occupazione sono stati gli studenti dell'assemblea generale d'ateneo dell'Università politecnica delle Marche, un movimento costituitosi immediatamente dopo l'incontro indetto martedì dai sindacati per discutere dei tagli all'Università. "Siamo un gruppo completamente apartitico, indipendente da qualsiasi associazione studentesca o sindacale - hanno dichiarato i rappresentanti del movimento - formatosi unicamente per tentare di dare risposta alle problematiche createsi con l'approvazione della legge 133". Il primo atto del movimento è stato un corteo di più di mille persone, che ha attraversato tutte le facoltà del polo di Monte Dago, per sfociare infine in aula magna, dove si è decisa l'occupazione. "E' stato un gesto dimostrativo di natura pacifica, che intendeva far capire agli studenti, che non avevano preso parte all'assemblea, che c'era una mobilitazione in atto". Durante il corteo non è stata interrotta alcuna lezione e anche la presa di possesso dell'aula polifunzionale è stata pensata in quest'ottica: "E' un'aula che non è adibita allo svolgimento di lezioni e che abbiamo occupato con il solo obiettivo di farne la base per i tavoli di discussione. A questo serve l'occupazione. Non per creare problemi, ma per dare informazioni, raccogliere proposte e organizzare iniziative". Dopo la notte, che ha visto rimanere a dormire nell'aula una settantina di studenti, ieri mattina si è iniziato con il contattare i docenti di ogni facoltà, per proporre loro la possibilità di tenere lezioni nelle piazze del centro o negli spazi all'aperto dell'area universitaria. "La risposta è stata positiva. Si sono già detti disponibili quindici professori di ingegneria e cinque di scienze, ma sappiamo che ci saranno adesioni in tutte le facoltà. Probabilmente non si inizierà prima di lunedì. I tempi e i modi verranno studiati per arrecare a tutti il minor disagio possibile. Ribadiamo la ferma intenzione di non interrompere le lezioni ordinarie". Ieri pomeriggio un gruppo di volontari si è ritrovato in centro per distribuire settemila volantini in cui si spiegavano le ragioni della protesta. "Quello che non abbiamo intenzione di fare sono azioni puramente dimostrative come i blocchi del traffico. La nostra non è una contestazione del governo di centro-destra, ma di singoli fatti che mettono ulteriormente in crisi un sistema, quello universitario, già problematico di per sé. L'obiettivo è quello di produrre, attraverso deliberazioni collegiali, un documento che illustri le linee guida del movimento e le controproposte alla legge Tremonti, in modo da arrivare agli appuntamenti del 5 e del 14 novembre (date delle manifestazioni regionale e nazionale) con una piattaforma condivisa dal maggior numero possibile di studenti". MICHELE ROCCHETTI,
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ieri sit-in al Comune Un corteo a Osimo OSIMO - Una cinquantina di studenti dell'Istituto superiore Corridoni-Campana hanno organizzato ieri mattina un sit-in davanti all'ingresso di Palazzo Comunale. Si è trattato di una manifestazione pacifica e spontanea, senza striscioni e altoparlanti. Tuttavia, non essendo autorizzata, le forze dell'ordine hanno presidiato piazza del Comune per accertare che la protesta rimanesse civile. Nel mirino dei ragazzi il decreto Gelmini, che ieri mattina è passato al Senato diventando legge. I ragazzi hanno contestato i tagli previsti per l'università e la tendenza alla privatizzazione. "No alla scuola per le elite. Vogliamo una scuola che sia per tutti, come indica la Costituzione", hanno detto gli studenti. La manifestazione sarà ripetuta stamattina, in occasione dello sciopero nazionale di tutte le scuole. Ai ragazzi del Corridoni-Campana si uniranno alcuni studenti dell'Ipsia. Ritrovo alle 8.30 al San Carlo, il corteo salirà per via Colombo, via Battisti e San Marco senza bloccare il traffico. Infine, con striscioni e slogan, giungerà sotto il Comune.
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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Rc chiede un dibattito sui possibili accorpamenti La scuola in primo piano FABRIANO - "Anche a Fabriano, nel suo piccolo, si deve discutere di scuola, di istituti, di accorpamenti, di miglioramenti, di riforme e di qualità". Lo sottolinea il consigliere comunale di Rifondazione comunista Francesco Armezzani, per il quale le problematiche della pubblica istruzione devono essere affrontate pure nella nostra città. "La situazione della scuola in generale è difficile - spiega Armezzani - e il decreto Gelmini l'aggrava in maniera drammatica. Pure a Fabriano, comunque, è necessario prendere di petto i problemi del mondo scolastico, poiché anche in questa realtà la corsa all'ultima iscrizione, aggiunta a una pessima interpretazione dell'autonomia scolastica, ha finito troppe volte per abbassare la qualità dell'insegnamento. Deve cominciare subito un riesame complessivo delle nostre scuole in modo trasparente e partecipato".
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
I ragazzi di Azione studentesca contro l'Italia scolastica Manifestazione pro Gelmini FABRIANO - A favore della riforma Gelmini, contro la protesta dell'Italia scolastica. La pensano così i ragazzi di Azione studentesca che ieri si sono incontrati nella sede cittadina del movimento giovanile di An (nella foto Ferretti). "Noi siamo d'accordo con la riforma portata avanti dalla Gelmini - spiegano i rappresentanti di As - Siamo concordi sull'introduzione nei programmi della educazione alla cittadinanza, con quella del voto in condotta, con la valutazione del rendimento scolastico, l'introduzione dell'insegnante unico polivalente e l'adozione di libri di testo per l'intero quinquennio. Proprio perché siamo d'accordo, non scenderemo in piazza, ma anzi vogliamo entrare nelle nostre aule. Riteniamo sbagliato infatti, protestare prima ancora di sapere in cosa si concretizzerà la riforma realmente. Prima di prendere una posizione di negazione, vogliamo essere sicuri di ciò che comporterà il decreto 137".
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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Ma anche la Foschi critica la scelta dell'enteE un assessore di Apecchio si dimette Il presidente Ucchielli replica deciso a Giannotti che lo ha denunciato alla Corte dei Conti "La Provincia organizzerà altre manifestazioni" pesaro - "Un attacco ridicolo e poco elegante tipico di uno come Giannotti, abituato a sparare su tutti per constatare che esiste. Non avrà vita facile all'interno del suo schieramento". Sono parole al vetriolo quelle che il presidente della Provincia, Palmiro Ucchielli, rivolge al commissario provinciale di Forza Italia Roberto Giannotti che ha presentato un esposto alla Corte dei conti per fare chiarezza sui finanziamenti della manifestazione di martedì pomeriggio contro il decreto Gelmini. Manifestazione considerata dallo stesso esponente di FI una "protesta di partito" in cui "non è ammissibile - rincara Giannotti - indossare la fascia istituzionale, simbolo dell'unità territoriale. Bastava che il presidente facesse una conferenza delle autonomie con i parlamentari locali". E in risposta all'accusa di utilizzo di soldi pubblici per fini non istituzionali, il presidente Ucchielli non si lascia intimorire: "La battaglia che ho iniziato continuerà con altre manifestazioni ancora - alza il tiro Ucchielli -; la Provincia sta facendo solo il suo dovere e Giannotti non può mettere in discussione il mio operato. Considerando anche che la Provincia di Ascoli ha fatto una manifestazione contro il Governo davanti alla Prefettura. Ho solo raccolto e dato voce alle preoccupazioni dei sindaci di 34 comuni e dei cittadini". Poi l'appello del presidente, condito da un pizzico di provocazione: "Lo invito ad andare personalmente nei comuni dell'entroterra dove tante scuole rischiano la chiusura - propone Ucchielli -, anzi lo porto io in macchina. Poi lo ringrazio per avermi fatto propaganda gratis. Si è reso ridicolo da solo". Nei fatti, la polemica è arrivata fino ad Apecchio dove ieri mattina l'assessore comunale con delega alla pubblica istruzione, Laura Giuseppina Maltagliati ha presentato le dimissioni dal suo incarico-delega al sindaco. Come segno di protesta rispetto alla partecipazione del primo cittadino alla manifestazione contro il governo Berlusconi. Sulla questione entra nel merito anche la Destra che in una nota fa sapere: "Il signor Giannotti con il suo ennesimo comportamento ambiguo, più che abbaiare e minacciare denuncie contro Ucchielli, farebbe bene a prendersela prima contro quei sindaci presenti alla manifestazione che lui stesso ha appoggiato e sostiene". Dalla parte del commissario di Fi ("Non ballo da solo perchè posso contare sul sostegno unanime degli altri politici" ha messo in chiaro Giannotti smorzando le polemiche che lo vorrebbero solo ed osteggiato all'interno del suo stesso schieramento), si schiera il capogruppo in Provincia di An verso il Pdl, Elisabetta Foschi che dice: "Ha fatto bene Giannotti a fare un esposto alla Corte dei Conti. Utilizzare il ruolo istituzionale per organizzare manifestazioni di parte è un pessimo costume di questa sinistra che considera proprie le istituzioni e le usa per fini non corretti". VALENTINA GALLI,
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Insegnanti e genitori anti Gelmini La protesta prosegue Incontro in via Branca pesaro - Non si ferma il vento di protesta contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. Gli insegnanti e i genitori si incontrano oggi, in occasione dello sciopero del comparto scuola, in via Branca (zona portale S. Domenico) dalle ore 15 alle 19. Nel corso dell'incontro si approfitterà per informare gli interessati sui contenuti delle leggi e dei decreti noti all'opinione pubblica come riforma Gelmini. Sarà anche possibile dare la personale adesione al Comitato spontaneo per la difesa della scuola pubblica che intende promuovere informazione e conoscenza sul contenuto delle riforme in atto. L'incontro si caratterizza per il carattere apolitico non promuovendo nient'altro che la conoscenza dei dettami legislativi e la ricaduta sulla scuola (con i diversificati problemi annessi), sulla famiglia e in particolar modo sui bambini. Anche a Novafeltria, la giornata di oggi si preannuncia calda. In programma per le 10,30 di questa mattina al Teatro Sociale c'è la manifestazione contro la chiusura delle scuole in Altavalmarecchia. All'evento prenderanno parte sette Comuni anche di diverso schieramento politico. Tra cui quello di Pennabilli, amministrato dal centrodestra,. E poi Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello. Sempre oggi arrivo a Urbino (sala Serpieri del Collegio Raffaello) l'ex ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, ora responsabile nazionale dell'organizzazione del Partito Democratico. L'onorevole illustrerà le idee e i programmi del governo ombra sul mondo della scuola. L'incontro intitolato "Allarme scuola, le proposte del Pd", si svilupperà in forma di intervista da parte del pubblico. V.G.,
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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Genitori e insegnanti rilanciano a Lucia Salucci l'accusa di strumentalizzazione In piazza il funerale della scuola pubblica FANO Il comitato genitori e insegnanti per la difesa della scuola pubblica invita la portavoce provinciale dei giovani per la libertà Lucia Salucci a partecipare ad un contraddittorio pubblico "dove e quando vuole, per dimostrare chi dice bugie o è strumentalizzato, ma dubito che lei scrive il portavoce Gianluca Magini - accetterà il confronto, perché è difficile dimostrare false verità davanti a gente informata sui fatti". Dopo aver celebrato martedì pomeriggio in piazza Venti Settembre il funerale della scuola pubblica (foto) il comitato - il quale sottolinea che non è e non sarà mai strumentalizzato da nessuno - continua a dar battaglia contro la riforma Gelmini rispondendo all'attacco di Lucia Salucci, che ieri aveva accusato chi protesta di mera strumentalizzazione. "Forse che i docenti precari, che non possono essere licenziati perché non assunti a tempo indeterminato, perdano il lavoro poco importa, forse non sono lavoratori della scuola che attendano da anni di essere stabilizzati? Secondo la Salucci per la scuola a tempo pieno non cambierebbe nulla, quando invece è chiaro come il sole che il tempo scuola sarà antimeridiano e che i docenti non potranno più stare con i bambini per esempio durante la pausa mensa e che nel pomeriggio non si farà scuola di qualità ma assomiglierà più a un parcheggio per le famiglie. Ha ragione quando invece dice che ci sono sprechi e situazioni inaccettabili soprattutto nelle università, ma allora perché tagliare a tutti?". F.G.,
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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L'amaro sfogo di due iscritti durante l'incontro che si è svolto in mattinata "E noi della Ssis siamo i panda di Macerata" MACERATA "Siamo due esponenti del IX ciclo della Ssis. Siamo i panda di Macerata, quelli che speravano di insegnare ai vostri figli ma che, se ci andrà bene, insegneremo ai vostri nipoti". Si sono presentati così, ad un San Paolo stracolmo di studenti, ricercatori, docenti e presidi universitari, ieri mattina, Roberto Coltrinari e Giorgio Raccichini, due studenti iscritti all'ultimo ciclo della Ssis (Scuola di specializzazione all'insegnamento secondario), paragonandosi al tenero mammifero cinese con cui condividono la triste condizione di essere una specie a rischio di estinzione. Già, perché la riforma del sistema scolastico ha decretato la chiusura di tutte le Ssis al termine dell'ultimo ciclo di studi (anno accademico 2007/2008), il IX appunto. E ieri, con la conversione in legge del decreto Gelmini, gli studenti dell'ultimo ciclo che fino a quel momento erano esclusi, sono stati rimessi in graduatoria con i punteggi attribuiti ai titoli posseduti. Una ben magra consolazione per quelli che sarebbero dovuti essere i futuri maestri e che invece, con i tagli imposti al corpo docente e con il blocco del turnover, rischiano di diventare, semplicemente, maestri di se stessi. "I maestri sono visti come mangiapane a tradimento ha continuato Coltrinari -, che lavorano sì e no tre ore al giorno. A noi del IX ciclo ci hanno messo in graduatoria, ma ci prendono alle spalle tagliandoci i posti futuri".
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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Ieri è stato il giorno della protesta Sospesa l'attività didattica Una denuncia in Questura per l'occupazione dell'aula 8 di Scienze della comunicazione Studenti, docenti, precari, rappresentanti delle istituzioni all'auditorium San Paolo "Restituite all'ateneo i fondi tagliati" MACERATA Restituzione dei fondi ricavati dai tagli effettuati sul sistema scolastico, l'avviamento di un confronto e di iniziative didattiche mirate. Sono alcuni dei punti contenuti nella proposta di mozione - indirizzata al Parlamento e al Governo redatta ieri mattina al termine dell'assemblea d'ateneo svoltasi all'auditorium San Paolo. Il documento riassume quella che è stata definita una "palestra di democrazia" a cui hanno preso parte diverse centinaia tra studenti, ricercatori, docenti, presidi di facoltà e rappresentanti delle istituzioni locali. L'assemblea, infatti, si è rivelata un luogo di incontro di idee, posizioni e punti di vista differenti che si sono confrontati in modo frizzante, ma costruttivo, nonostante qualche riserbo manifestato da alcuni esponenti del movimento studentesco che la sera prima sono stati denunciati alla Questura per aver occupato illegalmente l'aula 8 di Scienze della comunicazione. Un episodio che comunque non ha inficiato la buona riuscita dell'assemblea d'ateneo al San Paolo. Così, dopo una prima parentesi informativa in cui sono stati affrontate nello specifico alcune tematiche, come i tagli al Fondo di finanziamento ordinario statale per l'Università per Unimc sono destinati oltre 37 milioni e 700 mila euro -, la riduzione del turnover e la possibilità per gli atenei pubblici di trasformarsi in fondazioni private, l'incontro è entrato nel vivo con gli interventi di diversi esponenti delle parti in causa. A partire da Maurizio Ciaschini, preside della facoltà di Scienze della comunicazione, che ha sottolineato come Unimc ed in particolare la sua facoltà "è stata la prima ad attivare il sistema di gestione Iso 9000 per la qualità e sta facendo sforzi immani per garantire gli stessi livelli. Anche se noi non consideriamo gli studenti dei clienti, bisogna adottare nei loro confronti la politica del customer satisfaction". Ed è proprio a loro, agli studenti e alle loro famiglie, che si è indirizzata la preoccupazione del preside di Scienze politiche, Francesco Adornato, considerandoli le prime vittime dei tagli alle università. Adornato, poi, ha sottolineato anche l'imprescindibile importanza del rapporto tra Università e territorio: "E' un legame che va implementato soprattutto con la ricerca. Bisogna fare sistema così come stiamo facendo ora". Una posizione condivisa anche dal presidente della Provincia Giulio Silenzi. "In questi anni abbiamo puntato su Unicam e Unimc perchè stiano dentro alle dinamiche economiche e sociali del nostro territorio. Abbiamo affidato l'elaborazione del Piano di sviluppo strategico alle due Università. In passato non è stato così. Le Università sono protagoniste del futuro e la sfida del futuro ha bisogno di una istruzione che è fatta dai bisogni dello sviluppo e gli atenei sono chiamati a interagire con i problemi reali. O facciamo questo o saremo terra di conquista". Nel pomeriggio, poi, il senatore accademico di Unimc, Francesco Maria Gennaro, ha sottolineato la necessità di "rimboccarsi le maniche per elaborare una piattaforma programmatica di proposte da suggerire al ministro Gelmini, nel solco di una declinazione equa tra diritti e doveri, coniugando al meglio meriti e bisogni e puntando su eccellenze, qualità, responsabilità ed obiettivi. In questa direzione ha poi continuato -, sarà presto messa in cantiere un'iniziativa dall'autorevole risonanza, Le primarie delle idee, verso la proposta', con personalità del mondo economico, accademico ed istituzionale". Contemporaneamente, a seguito dell'assemblea, i giovani del Pd della provincia hanno espresso, con una nota scritta, il proprio sostegno al movimento studentesco. "Appoggiamo e ci uniamo a tutte quelle forme di protesta spontanee e trasversali alle ideologie politiche che si sono formate nei due atenei del Maceratese, e che hanno finora mantenuto toni civili, costruttivi e rispettosi della pluralità di pensiero del movimento in questione. Ci rammarichiamo continua la nota - delle metodologie utilizzate dalle componenti studentesche filo governative che stanno intenzionalmente strumentalizzando la protesta in atto per finalità politiche locali, mortificando l'interesse legittimo di migliaia di studenti, delle famiglie, dei docenti, dei ricercatori e del personale tecnico-amministrativo". BENEDETTA LOMBO,
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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La lezione è stata tenuta dal prof Scuccimarra Tutti in piazza Battisti per parlare di democrazia MACERATA Una piazza gremita di studenti, ricercatori e docenti universitari seduti a cerchio, gomito a gomito, per seguire con una partecipazione (forse mai come ieri) forte, accorata, la lezione all'aperto tenuta dal professore Luca Scuccimarra, docente di Storia del pensiero politico alla facoltà di Scienze politiche. stata questa piazza Cesare Battisti ieri pomeriggio, su cui campeggiavano due striscioni con le scritte "La protesta non si denuncia" e "Non la paghiamo noi la vostra crisi!". Un'agorà che col passare del tempo vedeva crescere di minuto in minuto, il numero degli studenti universitari giunti a prender parte alla lezione incentrata sul diritto all'istruzione. Così, tra riferimenti diretti all'attualità e qualche digressione storica, Scuccimarra ha ritracciato il percorso che dal concetto di democrazia porta al ruolo dell'istruzione pubblica passando attraverso il rapporto tra società e ordine politico, tra popolo e cittadinanza, fino alla crisi della democrazia rappresentativa e alle teorie normative sulla democrazia. La lezione in piazza si è poi conclusa con gli interventi di altri docenti, tra questi Vincenzo Lavenia, docente di Storia moderna a Scienze politiche e Benedetta Barbisan, docente nella stessa facoltà, di Diritto costituzionale comparato. A seguire, alle 17, hanno preso il via tre assemblee nelle sedi di Lettere e filosofia, Giurisprudenza e Scienze della Comunicazione. E proprio in quest'ultima alle 18.30 si è svolta un'assemblea generale in cui si è fatto il punto della situazione e sono state prese in esame le azioni di protesta future. Nell'occasione è stata anche avanzata la proposta di indire per la stessa sera una sorta di piccola notte bianca nel cortile di Scienze della Comunicazione. E la protesta non si ferma. Oggi l'onda anomala si unirà allo sciopero generale indetto dai sindacati della scuola di Cgil, Csl e Uil contro la riforma scolastica del ministro Gelmini, preludio della manifestazione che si svolgerà il prossimo 7 novembre quando il movimento studentesco scenderà in piazza con gli studenti delle scuole superiori maceratesi. La grande rivolta della scuola, in ogni ordine e grado, quindi, sta solo muovendo i primi passi. B.LOM.,
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da "Gazzettino, Il (OgniSport)"
del 30-10-2008)
Pubblicato anche in:
(Gazzettino, Il (Belluno))
(Gazzettino, Il (NordEst))
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Corteo contro la Gelmini E i sindaci lottano uniti BELLUNO - Nel giorno annunciato dello sciopero generale della scuola parte questa mattina alle 9.30 dalla stazione il corteo di protesta bellunese contro il decreto Gelmini diventato legge ieri. Lungo le vie Dante Alighieri e Loreto, le piazze Castello e Duomo, le vie San Lucano e Mezzaterra (con sosta sotto le finestre del Centro servizi amministrativi (ex Provveditorato), e ancora via Sant'Andrea, i manifestanti si fermeranno in piazza Duomo, dove sono previsti gli interventi di studenti, genitori e insegnanti. Poi una delegazione salirà dal prefetto per consegnare alcuni testi preparati in questi giorni, che esprimono le preoccupazioni del mondo della scuola, e di quella bellunese in particolare, sul provvedimento.Intanto ieri 45 sindaci si sono riuniti a palazzo Piloni per costruire insieme una costante attenzione sulla riforma della scuola. Assente il sindaco di Belluno Antonio Prade che, nei giorni scorsi, ha inviato a tutti i colleghi della provincia una email con le rassicurazioni dell'assessore Donazzan.Dorigoa pagina II
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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Dieci pullman per la manifestazione di Roma. Castelli: "No alla strumentalizzazione dei bambini" L'eventuale chiusura di 35 plessi metterà in crisi i piccoli paesi della Vallata I sindaci si preparano alla rivolta CASTEL DI LAMA "Resistere! Resistere! Resistere!" Un motto che si perpetua, quello coniato da Francesco Saverio Borrelli, ex procuratore capo del Tribunale di Milano ai tempi del pool Mani Pulite, ed ora preso in prestito dal mondo della scuola in rivolta e da sindaci e pubblici amministratori chiamati ad una resistenza ad oltranza dal rischio di chiusura di plessi scolastici come conseguenza del decreto Gelmini. Così alla levata di scudi messa in mostra davanti al prefetto Cifelli martedì mattina, i sindaci dell'Unione dei Comuni della Vallata si sono ripetuti in serata davanti ad un'assiepata platea, nel corso di un consiglio aperto a cui hanno partecipato anche l'onorevole Luciano Agostini, il presidente della Provincia Massimo Rossi, il vice Emidio Mandozzi ("sono qui come consigliere comunale di Spinetoli", ha tenuto a precisare quest'ultimo) e l'assessore Olimpia Gobbi. Con il sindacato a dire che saranno dieci i pullman che oggi muoveranno alla volta della Capitale per dare visibilità alla protesta nel giorno dello sciopero della scuola, è stato il presidente di turno dell'Unione, il sindaco di Castorano Franco Pezza ("con questo decreto si vuole far decollare la scuola privata ed affossare quella pubblica"), a leggere quello che poi, con alcune integrazioni, è diventato l'ordine del giorno approvato dal consiglio, da inviare a governo e Presidente della Repubblica. E se per il sindaco di Appignano Nazzarena Agostini "il decreto Gelmini è per sua natura aziendalista e non certo una riforma, visto che di pedagogico non ha nulla", e che "chiudere una scuola vuol dire far morire un piccolo paese come Appignano", per Patrizia Rossini, sindaco lamense, "tutto quello che abbiamo investito in questi anni viene cancellato d'un colpo, e noi non ci presteremo al progetto di annientare la scuola pubblica". Di attacco del Governo all'autonomia degli enti locali ha parlato il sindaco di Offida, Lucio D'Angelo, secondo il quale "il decreto è da respingere pregiudizialmente e lo faremo con tutti i mezzi, sino al commissariamento", con il presidente Massimo Rossi ad evidenziare i tagli imposti dal ministro Tremonti, "che produrranno in Provincia 160 cattedre in meno e 120 esuberi di personale Ata, oltre all'aumento dei costi per i Comuni". Uno dei problemi più gravi, secondo l'assessore Olimpia Gobbi, "riguarda drammaticamente la comunicazione politica, la mancanza di informazioni. Castelli invece denuncia che martedì i bambini della scuola materna di Spinetoli sono tornati a casa con un volantino che propagandava l'iniziativa politica contro il ministro Gelmini: «Non si possono strumentalizzazione i bimbi dell'asilo». PIERO LUCIANI,
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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L'appello ai giovani "Liberi dai telecomandi politici" FERMO - "Le manifestazioni di questi giorni, a livello nazionale, sono diventate la clava di una parte politica contro le scelte del decreto Gelmini. Questa politica intende far guardare il dito per non far vedere la Luna, nell'intento di evitare che si rompa quel torpore che viene dal sessantotto e che porta la sinistra ad usare l'istruzione come fosse cosa propria". E' il punto di vista di Gualberto Vitali Rosati, dirigente provinciale di azione giovani; Giovanni Enrrico Petruzzi, Responsabile Azione studentesca ed ultimo banco; Carlo Ortenzi, Presidente della consulta provinciale che vogliono puntualizzare alcune cose. "Chi vuole protestare sul decreto, avendolo letto o meno, lo faccia pure, ma noi vogliamo rimettere in discussione l' intero sistema formativo italiano, senza farci strumentalizzare dai baroni che nelle università fanno nepotismo, e dai professori che nelle scuole fanno parassitismo. I giovani in mobilitazione devono sganciarsi dal telecomando politico che rischia di far perdere l' occasione storica di costruire il futuro, di essere protagonisti di un grande cambiamento, che vedrà, dopo un piccolo decreto, venire una riforma quanto mai necessaria per portare l' istruzione verso un grande progetto educativo che la adegui alle esigenze del tempo, dei giovani e della storia italiana". "Auspichiamo che a Fermo la maggioranza silenziosa - dicono gli esponenti del centrodestra - che vuole studiare e non fare scalpore, ma che guarda con interesse a una fondamentale rivoluzione del sistema educativo, e la minoranza che manifesta in questi giorni, si uniscano nella volontà di affrontare liberamente e coscientemente questa fase, avendo voce in capitolo e non subendo il passaggio, come quarant' anni fa', quando la rivoluzione si trasformò in regime, e agli studenti rimase la frivola rivoluzione di costume, legittimando, con la massa in piazza, un nuovo potere che ancora tenta di conservare se stesso. Noi guideremo questo movimento per la nuova scuola, senza fare sconti, né al governo, né ai gerontocrati. Per questo invitiamo tutti i coordinamenti studenteschi ad un confronto aperto".
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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Oggi assemblea nell'aula magna dell'Università. Si muove anche l'Einaudi Studenti, la protesta continua FERMO "Non è finita, noi continuiamo". Gli studenti dopo aver saputo dell'esito della votazione al Senato, che ha trasformato in Legge il contestato Decreto Gelmini, non hanno intenzione di mollare e la protesta continua. Ieri hanno organizzato ancora sit-in davati all'Istituto d'Arte Preziotti e al Liceo Scientifico "T.Calzecchi Onesti". Oggi intanto si terrà anche a Fermo lo sciopero generale dei docenti, in contemporanea con tutta Italia. Una assemblea generale è stata indetta per le 15 nell'aula magna dalla Facoltà di Beni Culturali (corso Cefalonia, 30). L'iniziativa è aperta a docenti, studenti, personale tecnico amministrativo della Facoltà "Ma anche sottolineano gli organizzatori - alle altre realtà universitarie fermane, ai professori e studenti delle superiori e alla cittadinanza. Perché siano presenti con l'obiettivo di informare e discutere in relazione ai provvedimenti governativi, ai problemi dell'università in generale e della realtà universitaria fermana in particolare". E intanto oggi è mobilitazione anche a Porto Sant'Elpidio, gli studenti dell'Einaudi partiranno in corteo alle 9 dalla scuola di via Legnano, percorrerà a piedi la Statale Adriatica fino ad arrivare, intorno alle 10,30, in Piazza Garibaldi dove si terrà un dibattito presidiato da due esponenti della destra e della sinistra politica di Porto Sant'Elpidio. Gli studenti del polo scolastico però tengono a precisare che il corteo sarà apolitico e pacifico, finalizzato esclusivamente ad informare e sensibilizzare su ciò che sta accadendo alla scuola in questi giorni.
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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Oggi lo sciopero indetto dai sindacati per protestare contro i tagli ROMA - "Non finisce qui": lo ha promesso ieri l'opposizione al governo dopo il prevedibile sì del Senato al decreto Gelmini e lo griderà forte oggi il mondo della scuola che, rispondendo all'appello dei sindacati di categoria, arriverà a Roma da tutta Italia per manifestare contro le politiche dell'istruzione del governo Berlusconi, in concomitanza con lo sciopero generale della scuola. Aule semideserte e piazze piene, non solo a Roma - è l'auspicio dei promotori dell'iniziativa. "Ci aspettiamo - afferma alla vigilia dell'appuntamento romano il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo - una grande partecipazione e che la piazza ribadisca non solo la volontà di opporsi alle politiche di questo Esecutivo, ma anche che venga rilanciata un'idea alternativa di istruzione che sia fatta di qualità e che assicuri a tutti il diritto di apprendere". "L'iniziativa indetta, tutta sindacale - aggiunge il leader della Uil scuola, Massimo Di Menna - deve convincere il governo ad aprire un confronto per affrontare le due questioni centrali: le basse retribuzioni e un piano concordato che punti alla qualità e all'innovazione nella scuola pubblica, anzichè a tagli indiscriminati". L'imponente macchina organizzativa del sindacato si è messa in moto da giorni. Circa un migliaio di pullman partiranno dalle varie zone d'Italia per portare a Roma i manifestanti - 200 dalla Toscana li ha organizzati la sola Cgil, 150 dalla Campania e 150 dalla Puglia la Uil che ha chiesto alla questura il permesso per 700 autobus (35.000 persone). Almeno 7 treni speciali sono già stati previsti (oltre a navi dalla Sardegna) e altri viaggi collettivi sono stati organizzati dalle singole scuole, dalle Camere del Lavoro, per non contare le partenze fai da te. Maxischermi per seguire l'evento romano saranno allestiti a Milano, Modena, Torino e, in diverse città, sfilate di lavoratori e studenti faranno da corollario al corteo romano che partirà da piazza della repubblica per approdare a piazza del Popolo, location scelta per i comizi finali. Il sito della Flc-Cgil offrirà un filo diretto con la piazza via web e 19 radio universitarie daranno vita a una diretta a reti unificate. Al corteo è prevista la partecipazione di tanti politici, compresi Veltroni, Ferrero, Vendola, Di Pietro; sul palco prenderanno la parola i segretari generali dei cinque sindacati di categoria promotori dell'adunata. Chiuderà il leader della Cgil, Guglielmo Epifani.
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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Scontri tra studenti, feriti e arresti A Roma è battaglia tra giovani di destra e di sinistra. Bastoni in un camion ROMA - Arriva verso le 10.30 la notizia dell'approvazione in legge del decreto Gelmini, in una piazza Navona, a pochi passi dal Senato, già gremita dagli studenti che da giorni stanno portando avanti la protesta, universitari e liceali insieme. Ma anche destra e sinistra. E proprio tra i due schieramenti si creano momenti di tensione che poi sfociano in veri e propri scontri. Bilancio: quattro feriti, tre studenti e un agente, e due arrestati, oltre a 21 giovani portati negli uffici della polizia per essere identificati. Le prime avvisaglie di un clima pesante in strada poco dopo l'approvazione del decreto Gelmini nell'aula di Palazzo Madama accolto dagli studenti con slogan irriverenti e un risoluto "Noi non ce ne andiamo". Improvvisamente un gruppo di giovani facenti capo a Blocco studentesco, un'associazione di estrema destra, aggredisce gli studenti radunati a Piazza Navona. Un blitz a colpi di cinte e mazze nascoste tirate fuori da un camioncino che molti testimoni, esponenti del Pd compresi, dicono fosse parcheggiato già da martedì sera nei pressi del Senato. Non solo: gli studenti aggrediti lamentano anche l'assenza delle forze dell'ordine, "tutte schierate solo davanti Palazzo Madama". Ma l'aggressione è solo un anticipo. Gli scontri veri avvengono più tardi quando a Piazza Navona, dove la polizia intanto forma un cordone per dividere studenti di destra e sinistra, arriva il corteo degli studenti universitari, con esponenti dei centri sociali, partito dall'Università La Sapienza. Scoppia la rissa subito: per picchiarsi gli studenti usano anche tavolini e sedie dei bar circostanti, oltre a caschi e un pinocchio di legno, altezza d'uomo, davanti a turisti spaventati e a esercenti che chiudono le saracinesche dei loro negozi. Poi torna la calma. E gli studenti, nuovamente in corteo, nuovamente bloccando la città già messa a dura prova dal nubifragio, tornano all'Università La Sapienza. Qui si riuniscono in assemblea prima davanti al rettorato, poi nelle facoltà: discutono di un decreto che ormai è legge e si preparano alla giornata di domani. Proprio dall'ateneo romano partirà il secondo corteo, quello degli studenti. Preoccupa intanto il clima. Una delegazione dei rappresentanti delle istituzioni locali della sinistra incontra nel pomeriggio il prefetto di Roma, Carlo Mosca: gli sottolineano "la necessità di una gestione dell'ordine pubblico tale da tutelare il carattere pacifico e pluralista del movimento". Ovvero che in strada a protestare possano convivere studenti di destra e sinistra. Ieri sera è stato proiettato durante la conferenza stampa indetta dal Blocco Studentesco nella sede della Casa Pound un video che riprende gli scontri avvenuti a piazza Navona durante la protesta contro il decreto Gelmini davanti al Senato. "Le immagini di questo video sono incontrovertibili. Gli studenti del Blocco Studentesco sono stati aggrediti da un gruppo di ragazzi armati arrivati a piazza Navona con il solo scopo di scontrarsi con il Blocco Studentesco" ha detto Andrea Antonini, uno dei responsabili di Casa Pound. Alla conferenza erano presenti anche il vice capogruppo di An al comune Luca Gramazio e il consigliere comunale di An Ugo Cassone. "Questa azione ha i suoi mandanti nei partiti di sinistra" ha detto Gramazio. "Invito tutti gli studenti sia di destra che di sinistra a non farsi dividere da quello che è accaduto - ha proseguito Ugo Cassone rivolgendosi ai ragazzi del Blocco Studentesco presenti - perché questi episodi hanno come mandante Rifondazione comunista e i Centri sociali. Non accettate provocazioni, non dividetevi - ha concluso Cassone -, continuate la protesta pacificamente come avete fatto fino ad ora". SIMONA TAGLIAVENTI,
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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La Uil chiede il coinvolgimento di tutte le forze sociali "I regolamenti non penalizzino il tempo pieno nella primaria" ROMA - Per l'emanazione dei regolamenti attuativi del decreto Gelmini la Uil si augura che "ci sia il coinvolgimento di tutte le forze sociali e soprattutto non si penalizzi il tempo pieno nella scuola primaria". Secondo il segretario confederale, Guglielmo Loy, "la riforma della scuola, settore nevralgico per il Paese, non può partire prima dal taglio delle risorse finanziarie ed umane e poi dalla sua organizzazione. Tutto ciò merita un dibattito approfondito fra tutti gli attori in gioco, che ne valuti attentamente ogni singolo aspetto". Per quanto riguarda il tempo pieno, per Loy "i dati parlano chiaro": gli studenti iscritti alla scuola primaria di ogni gestione scolastica (statale, equiparata, paritaria e non paritaria) sono stati nel 2007/2008, 2.834.994, il 31,7% degli studenti iscritti a tutti gli ordini di scuola. Gli alunni con cittadinanza non italiana iscritti alla scuola primaria sono stati 217.716, il 7,7% degli iscritti alla scuola primaria e il 38% del totale degli iscritti con cittadinanza non italiana a tutti gli ordini della scuola. Per quanto riguarda il tempo scuola il 54,7% dei bambini iscritti (1.544.613) resta a scuola fino ad un massimo di 30 ore settimanali, il restante 45,3% (1.290.381) frequenta un orario che va da 31 a 40 ore settimanali. Nel dettaglio, il 4,9% degli alunni (138.983) frequenta la scuola con un orario settimanale di 27 ore; il 49,8% (1.405.630) frequenta un orario tra le 28 e le 30 ore settimanali; il 20% (568.989) frequenta un orario compreso tra le 31 e le 39 ore settimanali; il 25,3% (721.392) frequenta il classico "tempo pieno" di 40 ore settimanali.
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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Alta tensione in Senato, la maggioranza esulta, il ministro: "Ritorna il merito" Il decreto Gelmini adesso è legge ROMA - Il decreto Gelmini sulla scuola è legge. Il Senato lo approva in via definitiva con 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti. Un'approvazione scontata, vista la forza dei numeri del centrodestra a palazzo Madama, salutata con soddisfazione dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: "La scuola cambia, si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione"; e dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "Il voto che è andato come era logico che andasse. Spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro". La maggioranza ha fretta di chiudere questa partita e considera archiviata la lunga battaglia in Parlamento sul decreto, nella speranza che le proteste degli studenti scemino in breve tempo. Ma non la pensa così l'opposizione che, appena approvata la legge, è scesa in piazza a parlare con gli studenti che da ieri stazionano a piazza Navona, promettendo nuove iniziative, considerando affatto chiusa la partita. Anzi. E' stato lesto il capogruppo dei dipietristi Felice Belisario ad urlare agli studenti, accalcati davanti al Senato, nella stradina che collega piazza Navona a corso Rinascimento: "L'Idv cercherà con tutti i mezzi di ribaltare la situazione: se servirà anche con un referendum abrogativo". La capogruppo del Pd Anna Finocchiaro, anche lei scesa a parlare con gli studenti, ha definito la proposta "una buona idea", sostenendo la necessità di "aprire un confronto ampio in tutto il Paese". Dopo l'approvazione del contestato provvedimento non accenna quindi a calare la tensione tra i due schieramenti come è apparso chiaro prima del voto finale. E questa tensione, forse, si è riverberata anche nella piazza dove si è avuto un breve scontro tra le anime di destra e di sinistra di questo inedito movimento studentesco che è esteso in tutta Italia e non sembra "controllato" dalla sinistra, come ha sostenuto anche ieri il centrodestra. E' stato il capogruppo della Lega Nord Federico Bricolo ad esporre, senza giri di parole, la posizione della maggioranza: "Avete soffiato sul fuoco della protesta ma oggi vi diciamo che la ricreazione è finita"; mentre Maurizio Gasparri ha aggiunto: "Non ci hanno fermati, noi andiamo avanti", rinnovando le accuse alla sinistra di "manovrare" studenti definiti "ridicoli". "Oggi - ha replicato in Aula Finocchiaro - pensate che approvando questo decreto sia finita qui. Non è così, non è così per noi e non credo che sarà così per il Paese". La capogruppo del Pd ha anche protestato, con vivacità, per l'asprezza delle polemiche sollevate dalla maggioranza prendendosela, in particolare, con il capogruppo del Pdl. "Per voi - ha osservato - chi protesta, chi non è d'accordo, è disinformato, strumentalizzato o, come dice Gasparri, 'un cretino in malafedè". "Mi colloco - ha aggiunto tra gli applausi dei senatori democratici - spontaneamente nella categoria, anzi tutto il mio gruppo siamo tutti 'cretini in malafedè, bugiardi, anche, fascio-comunisti". Il riferimento è ad un altro epiteto del capogruppo del Pdl all'indirizzo degli studenti che protestano. Ad accendere il clima, peraltro, ci ha pensato Francesco Cossiga che, nel motivare il suo voto a favore del decreto perchè è contro i baroni "un tempo invisi agli studenti", ha ricordato, tra gli applausi della maggioranza e le proteste del Pd: "Venni applaudito dal Pci perchè avevo fatto picchiare a a sangue gli studenti che avevano contestato Luciano Lama" all'Università di Roma nel '77. "Anche se il decreto Gelmini è stato approvato dal Senato, noi come Partito democratico continueremo a lottare e denunciare, senza abbandonare il campo". A dirlo è Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, a margine della presentazione di un libro sull'aborto. "Presenteremo una nostra proposta alternativa - ha affermato Turco - e staremo accanto a famiglie e docenti. Una cosa è parlare di efficienza e merito, un'altra il taglio indiscriminato di risorse". CORRADO SESSA,
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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Il Pd deciso ad abrogare il provvedimento Veltroni annuncia "Via al referendum" ROMA - Il sì dell'Aula di palazzo Madama al decreto sulla scuola suscita la soddisfazione della maggioranza, ma scatena la protesta degli studenti e dell'opposizione. Che insieme chiedono, a gran voce, un referendum per abrogare la legge. Ma l'offensiva dei giovani e del centrosinistra non tocca il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che commenta il via libera al testo del governo confermando di avere "un miracoloso 72% di gradimento nonostante la scuola" e spiegando di essere "superiore a queste cose" perchè "le critiche e le invettive" non lo "toccano". "Con le proteste - sottolinea - noi siamo stati già di manica larga", mentre l'opposizione "inganna e prende in giro tanti ragazzi". Quindi il governo andrà avanti. Unica possibilità di ripensamento: una correzione alle risorse per la scuola privata. La reazione del premier non piace affatto al leader della Cgil Guglielmo Epifani, che lo accusa di "soffiare sul fuoco", mentre scalda gli animi tra manifestanti e minoranza. La tensione era nell'aria da giorni, ma è con il voto finale alla riforma Gelmini, che Pd e Idv affilano le armi e gli studenti annunciano una mobilitazione ad oltranza. Poi gli scontri tra studenti a Piazza Navona complicano di più le cose. Anche in vista dello sciopero generale della scuola di oggi. In Aula il ministro Mariastella Gelmini ascolta composta, per lo più a braccia conserte, gli interventi dei senatori. Stretta in un bolerino grigio su pantaloni neri, con capelli raccolti a coda di cavallo, si mostra impassibile alle critiche dell'opposizione. Anche quando il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro l'accusa di aver risposto solo "con il silenzio" e "l'afasia" alle istanze del mondo della scuola e della società civile. Non un sospiro, nè un gesto. Solo dopo il voto finale parla e stringe mani ai colleghi della maggioranza che si complimentano con lei. Unico commento: "E' tornata la serietà". In Aula, il rito del voto fila via tranquillo nonostante l'intervento di Francesco Cossiga che ribadisce di aver "infiltrato", quando era ministro dell'Interno, il movimento studentesco di agenti provocatori "pronti a tutto" per poi "manganellare" gli universitari riportandoli "alla ragione". Tornata la calma, i vertici del Pd convocano una conferenza stampa alla Camera per dire che ormai l'unica strada è il referendum. "Dobbiamo riportare scuola e università al centro dell'agenda politica - annuncia Walter Veltroni - per dire no al taglio imposto dal governo e puntare alla qualità". ANNA LAURA BUSSA,
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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Margherita Hack ospite di Confindustria"Un paese che tagliai fondi alla ricercaè masochista". A Urbino l'ex ministro Fioroni Da Ancona a Macerata contro la legge Gelmini. Anche i docenti scendono in piazza ma per fare lezione Aule occupate e volantini, monta la protesta ANCONA - Aule occupate, assemblee, volantinaggi, lezioni libere con i docenti in piazza. La protesta degli studenti contro l'ormai legge Gelmini infiamma le aule delle università. Ad Ancona in settanta hanno dormito la scorsa notte nell'aula polifunzionale occupata di Monte Dago. L'aula ospita assemblee due, tre volte al giorno, cui partecipano mediamente 150-200 studenti, fungendo inoltre da punto di aggregazione per i giovani intenzionati a organizzare iniziative di protesta, principalmente lezioni, in ateneo e in centro città, in accordo con i docenti che aderiscono alle manifestazioni. L'attività riprenderà lunedì con lezioni nelle piazze e negli spazi aperti dell'università. La protesta trova voce anche nelle parole di Margherita Hack ospite degli incontri della sera promossi dal Club della Qualità di Confindustria Ancona. "Un paese che taglia i fondi all'università e alla ricerca è un paese masochista", ha detto l'astrofisica. Oltre in duecento ad ascoltarla. "La scienza e la conoscenza sono fondamentali - ha continuato - perché ci liberano dalle paure dovute all'ignoranza e ci aiutano ad avere senso critico". Anche a Macerata una quarantina di studenti ha dormito la scorsa notte nell'aula 8, occupata, di Scienza delle comunicazioni, mentre nella mattinata di ieri, nell'aula San Paolo di Giurisprudenza, si è svolta un'assemblea di 500-600 persone, tra studenti, docenti e presidi di facoltà che hanno ribadito contrarietà alla legge Gelmini. E sempre nell'ambito delle iniziative di protesta, un docente di Storia del pensiero politico ha tenuto, nella piazza centrale della città, una lezione sul ruolo dell'università pubblica. In serata, nuova assemblea e Scienza delle comunicazioni e poi una "notte bianca anti Gelmini", anche se il senatore accademico Francesco Maria Gennaro ha invitato a passare ad azioni più concrete. "Basta con le piazze - ha detto - e rimbocchiamoci le maniche, per elaborare una piattaforma programmatica di proposte da suggerire al ministro Gelmini, nel solco di una declinazione equa tra diritti e doveri, coniugando al meglio meriti e bisogni e puntando su eccellenze, qualità, responsabilità ed obiettivi". Sempre a Macerata i giovani del Pd esprimono - in una nota - "indignata contrarietà" alla legge 133/2008, "che prevede - si legge - tagli ai finanziamenti ordinari per l'università, la riduzione del turnover, la possibilità per gli atenei pubblici di trasformarsi in fondazioni private". "Non saremo noi - scrivono - a difendere le carenze e gli sprechi che in alcuni casi vessano il mondo accademico, siamo tuttavia fermamente convinti che la soluzione delle problematiche non scaturisce dalla riduzione dei fondi, ma, semmai da un incremento e da un miglior loro utilizzo". A Camerino assemblea nel quadriportico di Giurisprudenza con 350 studenti. Nel pomeriggio seduta anche dei docenti con la stesura di un documento di denuncia. "L'università non deve essere presa come bersaglio dei mali dell'Italia", dice il professor Buti docente di diritto romano e rettore dal '96 al 2004. A Urbino assemblea nell'aula C di Magistero, autogestita, e concessa dalle autorità accademiche; all'ordine del giorno: la riforma Gelmini, l'idea di università e la pianificazione di nuove iniziative di protesta; un'altra assemblea si è tenuta anche nella facoltà di Scienze politiche. Gli studenti, riuniti nel movimento spontaneo "Uniurbinlotta" chiedono " l'abrogazione dei 2 articoli che - spiegano in una nota - se entreranno in vigore, permetteranno alle facoltà di divenire fondazioni con un taglio di un miliardo e 500 milioni di euro in 5 anni, impedendo dunque di chiudere i bilanci in pareggio". Sempre a Urbino, mobilitazione per l'arrivo dell'ex ministro della pubblica istruzione Fioroni, ora responsabile nazionale dell'organizzazione del Pd. Fioroni illustrerà le idee e i programmi del "governo ombra" sul mondo della scuola alle 18 nella sala Serpieri del Collegio Raffaello. PIA BACCHIELLI,
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da "Corriere Adriatico"
del 30-10-2008)
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Cavallaro: "Camerino senza buchi, anzi meritoria" CAMERINO - Buchi in bilancio e università che, se fossero state aziende, avrebbero portato "al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni". Parola di ministro Gelmini che addita, insieme ad altre, anche Camerino. Ma, dopo le rimostranze del rettore Esposito ("i nostri conti sono in regola"), tocca ora al senatore del Pd Mario Cavallaro prendere le difese dell'ateneo camerte perlando di "grossolano equivoco". Camerino è una delle due università italiane "che - spiega Cavallaro - adottano la contabilità economica e non quella finanziaria, e pertanto in grado di offrire un quadro più dettagliato ed analitico della condizione economico-finanziaria dell'Ateneo". Da tali dati, "non solo non risulta alcun disavanzo o deficit, ma che anzi l'Università di Camerino presenta un avanzo di amministrazione nel consuntivo 2007 per 5.437.024 di euro". Cavallaro chiede pertanto al ministro "su quali elementi ed in base a quali dati si sia basato nell'esprimere un giudizio tanto pesantemente negativo" e se "alla luce dei dati effettivi" il ministro non intenda prendere atto della effettiva situazione di Camerino e, visto il "grave danno" dovuto alle sue dichiarazioni, "quali iniziative intenda assumere al fine di ristabilire la verità".
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da "Italia Sera"
del 30-10-2008)
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Politica Interna Anna Finocchiaro (Pd): ?Non finisce qui?. Intanto assediato Palazzo Madama Il decreto Gelmini è legge Sì del Senato al provvedimento. Il Ministro: ?La scuola cambia?
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da "Monde, Le"
del 30-10-2008)
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Reportage La contestation persiste après le vote de la réforme scolaire italienne LE MONDE | 30.10.08 | 14h22 * Mis à jour le 30.10.08 | 15h10 Réagir Classer E-mail Imprimer Partager Partager: ROME CORRESPONDANT Des centaines de milliers de manifestants étaient attendus à Rome, jeudi 30 octobre, à l'occasion de la grève générale de l'école à l'appel des trois principales confédérations syndicales du pays. Cette nouvelle journée de mobilisation contre les coupes budgétaires du gouvernement de Silvio Berlusconi arrive au lendemain de l'adoption définitive, par le Sénat, du très controversé texte de la ministre de l'éducation, Mariastella Gelmini, qui apporte d'importants changements à l'école, en particulier dans le primaire. SUR LE MME SUJET Reportage La contestation persiste après le vote de la réforme scolaire italienne Les faits En Italie, Veltroni reprend l'offensive contre Berlusconi Portfolio Des centaines de milliers d'Italiens défilent contre Berlusconi Edition abonnés Fiche pays : Italie Le retour au matre unique dans le primaire est contesté C'est en 1990 que le matre unique à l'école primaire avait été remplacé par une équipe d'instituteurs. 3 pour 2 classes pour la formule "modulaire" ( du lundi au vendredi de 8 h 30 à 12 h 30 avec deux après-midi par semaine jusqu'à 16 h 30) et 2 par classe pour la formule à temps plein (du lundi au vendredi de 8 h 30 à 16 h 30), la plus prisée des familles. D'autres enseignants s'ajoutent à l'équipe pour l'apprentissage de l'anglais, la religion ou l'animation d'ateliers. Tout ceci devrait s'arrter à partir du 1er septembre 2009, avec le retour au matre unique pour les élèves de cours préparatoire. D'où la colère des parents d'élèves et des enseignants : les 24 heures de cours prévues par semaine sont jugées insuffisantes. Chaque établissement, selon le texte, peut élargir le temps de l'enseignement, mais sur ses fonds. Pour les contestataires, continuer à envoyer les enfants à l'école l'après-midi nécessitera un service de cantine privé et des classes d'étude payantes. Par 162 voix contre 134 et 3 abstentions, les sénateurs ont donné leur feu vert au décret-loi, tandis qu'à l'extérieur éclataient des affrontements entre plusieurs milliers de manifestants venus protester et un groupe d'étudiants d'extrme droite. Le bilan est de quatre blessés, deux arrestations et une vingtaine d'interpellations. Après les échauffourées avec la police, mardi 21 octobre, à Milan, ce sont les premiers incidents graves de cette mobilisation qui, jusqu'à présent, a été pacifique et ne cesse de prendre de l'ampleur. Dans la journée de mercredi, les assemblées et les manifestations se sont poursuivies un peu partout. A Naples et à Milan, des manifestants ont bloqué des gares de chemin de fer. FACULTS OCCUPES Fort de sondages qui lui accordent 73 % d'opinions favorables - ce qu'il trouve lui-mme "embarrassant" -, Silvio Berlusconi s'est dit "attristé" par le fait que "tant de jeunes soient manipulés par la gauche", qui utilise, selon lui, la grogne scolaire pour "se revigorer". La ministre de l'éducation s'est, elle, dite satisfaite du "retour à l'école du mérite et du sérieux". Pour l'opposition, Walter Veltroni, secrétaire national du Parti démocrate (PD), a jugé le gouvernement "arrogant" et a annoncé que son parti va recueillir les signatures nécessaires pour organiser un référendum, afin de revenir sur une loi qu'il juge néfaste. "Il ne s'agit pas d'une réforme mais d'une saignée des ressources (...) inspirée par le ministre de l'économie", a lancé Anna Finocchiaro, chef du groupe PD au Sénat. Ces coupes sont nécessaires, a fait valoir Mariastella Gelmini, dans la mesure où "97 % du budget (de l'éducation) est englouti par les salaires des personnels". Selon la réforme, 7 % des effectifs, soit 87 000 postes d'enseignants, disparatront d'ici à quatre ans, afin de réaliser 7,8 milliards d'euros d'économie. Pour y parvenir, la disposition la plus controversée du texte prévoit de revenir au principe d'un enseignant unique par classe dans le primaire (ils sont aujourd'hui trois enseignants pour deux classes) et de ramener la semaine scolaire à 24 heures, contre 35 heures de cours et 5 heures de cantine dans la majorité des écoles aujourd'hui. Cette dernière disposition risque de mettre fin à l'école dite "à temps plein", qui scolarise aujourd'hui les enfants huit heures par jour, cinq jours par semaine. C'est cette remise en question du "temps plein", après l'annonce du retour de la note de conduite qui deviendra déterminante pour le passage en classe supérieure, qui a mis le feu aux poudres. De l'école primaire, la mobilisation s'est ensuite propagée à l'enseignement secondaire et à l'université, qui sont concernés par des coupes budgétaires de l'ordre de 1,5 milliard d'euros. Ces réductions de crédits, votées dans la discrétion en aot, font partie du plan sur l'université que la ministre de l'éducation fera bientt connatre. Une grève générale est prévue le 14 novembre. On ne compte plus les facultés occupées. La menace de faire intervenir la police pour les "libérer", que Silvio Berlusconi a fait récemment planer, avant de se rétracter, n'a fait que renforcer la détermination des étudiants. La mobilisation continue avec, particularité, des leons données en plein air pour ne pas interrompre le cours des études. Devant le Parlement, le Colisée ou encore le Dme de Milan, les étudiants prennent leurs notes. Salvatore Alose Article paru dans l'édition du 31.10.08. Abonnez-vous au Monde à 16€/mois
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da "Panorama.it"
del 30-10-2008)
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- Italia - http://blog.panorama.it/italia - Scuola in sciopero: gli anti Gelmini fischiano anche Grillo Posted By redazione On 30/10/2008 @ 12:53 In Headlines | 1 Comment Studenti in manifestazione a Roma contro il decreto Gelmini Chi di Vaffa ferisce. A Bologna, dove il [1] re dei blogger Beppe Grillo, è stato rifiutato, con slogan dai toni da lui usati proprio a Bologna dove lanciò il [2] VaffaDay, dal corteo di protesta contro la riforma Gelmini che dalle 9,30 ha sfilato per le vie del centro del capoluogo emiliano e al quale il comico genovese aveva portato la propria solidarietà. Appena la testa del corteo lo ha scorto, si è levato il grido "Beppe Grillo non lo vogliamo, non vogliamo le primedonne", slogan conditi anche da insulti irripetibili. Lo showman, attorniato da fotografi e telecamere, si è fatto da parte ed è ritornato verso piazza Verdi, il cuore della zona universitaria: "Non mi sorprende, erano solo cinque o sei, hanno perfettamente ragione. la loro manifestazione e la gestiscono loro. La mia voleva essere solo una testimonianza. D'altra parte questa è la piazza, quando vanno tutti d'accordo c'è qualcosa che non va". Però Grillo ha ribadito di essere comunque contento e soddisfatto per una protesta che parte dal basso e che ha definito "molto interessante". Ha avuto solo il tempo, il leader dei grillini, di mettere in guardia i manifestanti: "Dovete cercare di scoprire chi sono i poliziotti finti. C'è un filmato messo online dove si vede benissimo questi qui con le mazze che parlano affettuosamente con un poliziotto quasi da collega a collega. Queste cose le hanno sempre fatte dai G83. Grillo ha proseguito sostenendo che "non c'è più destra, non c'è più sinistra, il Parlamento doveva [3] essere chiuso domani", citando uno dei suoi ultimi interenti on line. " in mano a questi nani, ballerine, ruffiani, amanti, cugini, amici. Un gruppo di legulei che vanno là, approvano un decreto e se ne vanno". Dopo la contestazione, Grillo si è diretto verso piazza Verdi, dove è stato raggiunto da altri manifestanti che gli hanno chiesto di aderire alla manifestazione: gli è stato anche offerto un camice bianco dei precari che ha indossato, prima di dirigersi verso piazza Maggiore. Secondo lo staff di Grillo, la contestazione sarebbe opera di una ventina di esponenti dei centri sociali bolognesi che già in passato si erano manifestati critici con i grillini.
(
da "RomagnaOggi.it"
del 30-10-2008)
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30 ottobre 2008 - 15.34 (Ultima Modifica: 30 ottobre 2008) E' di sei feriti il primo bilancio degli scontri tra manifestanti e Polizia a Bologna. Il corteo degli studenti universitari, scesi in piazza contro il decreto Gelmini, si è scontrato con il muro delle forze dell'ordine in via Castiglione, nei pressi dell'Aula Magna di Santa Lucia. I giovani hanno cercato di sfondare il muro creato dalla Polizia allo scopo di arrivare sotto la sede di Confindustria di via San Domenico. A quel punto sono volate bottiglie e fumogeni. TENSIONE - La prima linea del serpentone è arrivato faccia a faccia con gli agenti e quando gli studenti hanno tentato di forzare il blocco, i poliziotti hanno fermato i giovani con alcune manganellate. Gli universitari, invece, hanno tirato della vernice bianca contro gli scudi antisommossa, lattine e alcuni fumogeni Dopodichè si sono allontanati dalla sede di Confondustria dove erano quasi arrivati, defluendo per via Santo Stefano verso i viali. SEI FERITI- Il bilancio degli scontri parla di sei feriti. Tra questi c'è anche una giornalista del Corriere di Bologna che seguiva la manifestazione. La corrispondente è rimasta ferita alla testa dopo essere stata colpita da una bottiglia di vetro lanciata da alcuni manifestanti. Soccorsa dai sanitari è stata trasportata in ambulanza all'ospedale per gli accertamenti del caso. Degli altri cinque feriti, tre sono stati colpiti da manganellate alla testa e uno alla caviglia. Una ragazza del Tpo è rovinata al suolo nel corso degli scontri ed è stata calpestata durante le cariche. CONTESTATO BEPPE GRILLO - In mezzo al corteo era presente a sorpresa anche Beppe Grillo. Il comico è stato contestato da una trentina di persone circa, appartenenti ai centri sociali, che si trovavano alla testa del corteo. "Buffone", gli hanno urlato. Poi in coro: "Non vogliamo le primedonne". E' volato anche qualche spintone, ma poi la situazione è tornata nella normalità. Grillo poi ha ricevuto un camice da parte dei chimici precari e lo ha indossato, proseguendo per un pezzo di strada con loro e fare ritorno quindi in piazza Verdi.
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da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
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Secondo il promoter Harvey Goldsmith, che ha seguito i Led Zeppelin negli anni Settanta e Ottanta, non ha senso che la leggendaria rockband organizzi un mega-tour con un nuovo cantante. "Dovrebbero cambiare nome del gruppo"
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Un milione di persone a Romasecondo gli organizzatori. Sfila anche Veltroni: "Qui per esprimere solidarietà". Nel capoluogo emiliano forze dell'ordine e manifestanti sono entrati in contatto
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Secondo i dati parziali rilevati alle 14.30 dal ministero dell`Istruzione e comunicati direttamente dalle scuole, la partecipazione allo sciopero generale della scuola indetto da Cgil, Cisl, Ui, Snals e Gilda è stata pari a 57,1%. Su 452.105 dipendenti tenuti al servizio, 258.152 hanno scioperato. Un milione di persone stanno manifestando a Roma contro il decreto Gelmini, diventato ieri legge, e contro i tagli all?Università e alla ricerca previsti dalla legge Finanziaria. La grande manifestazione organizzata dai sindacati del settore nel giorno dello sciopero generale della scuola, è partita intorno alle 9.30 da piazza della Repubblica. Coloratissima la partecipazione: bandiere dei sindacati e dei partiti di sinistra, soprattutto tanti striscioni come ?Maestro unico? No grazie, tutti in piazza come un unico maestro?, ?La scuola siamo noi, i fannulloni siete voi?, ?La scuola è pubblica e non si tocca? oppure ?Se il decreto non si arresta non si ferma la protesta?. Il corteo è anche molto rumoroso: si suonano fischietti, si battono tamburi e si gridano cori contro il Governo. Gettonatissimi, ovviamente, quelli contro il ministro dell?Istruzione, Maria Stella Gelmini. Anche il segretario del Partito democratico Walter Veltroni ha preso parte a un pezzo del corteo sindacale contro la nuova legge sulla scuola. “Naturale per me essere qui”, commenta con i cronisti dopo aver stretto la mano al leader di Idv Antonio Di Pietro e al segretario nazionale del Pdci Paolo Ferrero, anche loro al corteo. E sottolinea che il referendum annunciato dal Pd contro il pacchetto scuola “potrà riguardare le parti del Dl Gelmini che sono di carattere normativo”. FIRENZE Momenti di tensione alla stazione Campo di Marte di Fienze dove alcuni binari sono stati occupati da un centinaio di giovani soprattutto dei centri sociali. Il decreto Gelmini è legge. Scontri e feriti in piazza NavonaUniversità occupate - Fiaccolata a Bologna - Tensione a MilanoPolizia per fermare le occupazioni? - Giuste le proteste studentesche? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (103 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (50 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (35 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (21 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (18 commenti) Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa (11 commenti) E' la guerra dell'Happy Hour Baristi contro il regio decreto (11 commenti) Tragedia grottesca (9 commenti) 15:39:05 - Bracciali non è credibile. Invece di perdere tempo a fare l'azzeccagarbugli, dovrebbe concentrarsi e[...] Daniele Bracciali consigliere FIT15:19:53 - se si tornasse a votare ora.. la destra prenderebbe ancora più voti!!! ci vuole rigore morale,etico [...] Tragedia grottesca15:18:44 - ah! dimenticavo...un cenno per quello/gli idiota/i che si è prodotto in quel gesto di eccezionale st[...] I Menarini: "Arrigoni per ora rimane, ma a Cagliari deve vincere" 15:14:54 - non avete ancora capito che questa manifestazione è l'unico modo che ha la sx per far capire che esi[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona15:10:43 - ho visto la partita...squadra lunga, incapacità di fare superiorità numerica e lanci diagonali sulla[...] I Menarini: "Arrigoni per ora rimane, ma a Cagliari deve vincere" 15:09:35 - Bravo governo, brava Gelmini. Avanti così.[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona15:04:12 - Guai se i magistrati dovessero timbrare il cartellino ed essere pagati per le ore di lavoro effettiv[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" La Chiesa vieta il sacerdozio ai gay, sei d'accordo?Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi? La foto del giorno La moda secondo Mary-Kate e Ashley Olsen Gemelle e attrici, ma anche trend-setter. 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Attesa per i dati sui Pil negli Stati Uniti, che dovrebbero dare indicazioni sullo stato di salute dell’economia. In rialzo anche il petrolio dopo il calo del dollaro
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In Europa corre soprattutto il comparto dell?auto e delle banche, trainati rispettivamente dai buoni risultati di Volkswagen e dalla performance sopra le attese di Deutsche Bank. Londra avanza del 2,14%, Parigi sale dell?1,64% e Francoforte cresce del 4,23%. In forte rialzo anche Zurigo che segna un +2,33%. WALL STREET La borsa di New York apre la giornata di contrattazioni in rialzo. All?inizio della giornata di contrattazioni a Wall Street, il Dow Jones guadagna 22,85 punti (+2,35%), a quota 9.152,09 punti, mentre il Nasdaq avanza di 41,13 punti (+2,56%), a 1.698,56 punti. In rialzo anche lo S&P 500, che sale di 21,90 punti (+2,35%), a 951,99 punti. Il trend positivo sulla scia della pubblicazione dei dati sul Pil Usa che ha registrato una contrazione nel terzo trimestre. In base alla stima preliminare del governo, è risultato in calo dello 0,3% ma il dato è superiore alle attese degli analisti che avevano messo in conto una flessione dello 0,5%. è la prima volta dal quarto trimestre del 2007 che l?economia Usa torna a contrarsi, dopo l?aumento del 2,8% nel secondo trimestre. Il calo del Pil è legato a un indebolimento dei consumi e degli investimenti, controbilanciato da un aumento della spesa pubblica e delle esportazioni. La spesa per i consumi, una voce che pesa per due terzi del pil, è calata del 3,1% su base trimestrale e del 14% su base annuale, la prima contrazione dall?ultimo trimestre del 1991. Scivolano del 19,1% anche gli investimenti immobiliari, a dimostrazione che la crisi del settore è ancora lontana dal risolversi. In aumento i prezzi, con il deflatore sui consumi personali in rialzo del 5,4%, ai massimi dall?inizio del 1990. MERCATI ASIATICI Volano le piazze asiatiche con Tokyo, che registra la terza impennata consecutiva: il Nikkei è tornato sopra la soglia psicologica dei 9.000 punti con un progresso del 9,95%. La tendenza positiva è stata stimolata da un ulteriore deprezzamento dello yen sui mercati valutari e soprattutto dall?ottimismo alimentato tra gli investitori nipponici dalle previsioni di un taglio dei tassi d?interesse da parte della Banca del Giappone, sulla scia di quanto già effettuato sia dalla Federal Reserve americana sia dall?istituto centrale in Cina. Il governo giapponese si prepara intanto a varare un nuovo pacchetto di aiuti da 51 miliardi di dollari per far fronte alla crisi finanziaria. Si tratta di misure per un totale di 5 mila miliardi di yen (50,8 miliardi di dollari), che si aggiungono a quelle da 11.700 miliardi di yen (118 miliardi di dollari) già varate in agosto. Hong Kong ha chiuso in rialzo del 12,8% e Shanghai ha messo a segno un progresso del 2,55%. PETROLIO Il calo del dollaro fa aumentare il prezzo del greggio. Nel dopomercato elettronico che fa riferimento al Nymex, la Borsa merci di New York, a Singapore il greggio per consegna a dicembre è stato trattato oggi a mezzogiorno (ora locale) a 69,61 dollari a barile, con un rialzo di 2,11 dollari. A New York ieri sera il greggio per consegna a dicembre aveva fatto registrare un rialzo di 5,56 dollari a barile portando il prezzo a 68,29 dollari. Piazza Affari in tempo reale Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (103 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (50 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (35 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (21 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (18 commenti) Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa (11 commenti) E' la guerra dell'Happy Hour Baristi contro il regio decreto (11 commenti) Tragedia grottesca (9 commenti) 15:39:05 - Bracciali non è credibile. Invece di perdere tempo a fare l'azzeccagarbugli, dovrebbe concentrarsi e[...] Daniele Bracciali consigliere FIT15:19:53 - se si tornasse a votare ora.. la destra prenderebbe ancora più voti!!! ci vuole rigore morale,etico [...] Tragedia grottesca15:18:44 - ah! dimenticavo...un cenno per quello/gli idiota/i che si è prodotto in quel gesto di eccezionale st[...] I Menarini: "Arrigoni per ora rimane, ma a Cagliari deve vincere" 15:14:54 - non avete ancora capito che questa manifestazione è l'unico modo che ha la sx per far capire che esi[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona15:10:43 - ho visto la partita...squadra lunga, incapacità di fare superiorità numerica e lanci diagonali sulla[...] I Menarini: "Arrigoni per ora rimane, ma a Cagliari deve vincere" 15:09:35 - Bravo governo, brava Gelmini. 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Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi? La foto del giorno La moda secondo Mary-Kate e Ashley Olsen Gemelle e attrici, ma anche trend-setter. 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del 30-10-2008)
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A tre anni da un documento della Congregazione per l’educazione cattolica, lo stesso dicastero della Santa Sede pubblica un testo in cui ribadisce il divieto del sacerdozio alle persone omosessuali
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A tre anni da un documento della Congregazione per l?educazione cattolica (2005), lo stesso dicastero della Santa Sede pubblica un testo di più ampio raggio, ?Orientamenti per l?utilizzo delle competenze psicologiche nell?ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio?, che torna anche sul tema dell?omosessualità in seminario. ”Il cammino formativo - si legge nel documento - dovrà essere interrotto nel caso in cui il candidato, nonostante il suo impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia, continuasse a manifestare incapacità ad affrontare realisticamente, sia pure con la gradualità di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturità (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate, ecc). Lo stesso - aggiunge il documento - deve valere anche nel caso in cui risultasse evidente la difficoltà a vivere nel celibato, vissuto come un obbligo così pesante da compromettere l?equilibrio affettivo e relazionale”. Più specificamente, “nella valutazione della possibilità di vivere, in fedeltà e gioia, il carisma del celibato, quale dono totale della propria vita ad immagine di Cristo capo e pastore della Chiesa, si tenga presente che non basta accertarsi della capacità di astenersi dall?esercizio della genitalità, ma è necessario anche valutare l?orientamento sessuale, secondo le indicazioni emanate da questa congregazione”. Nel 2005 la congregazione vaticana responsabile dell?educazione pubblicò una ?Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al seminario e agli ordini sacri?. L?iniziativa venne assunta sulla scia dello scandalo pedofilia negli Stati Uniti, anche se, all?interno della stessa Chiesa cattolica, diverse voci si levarono contro una connessione tra pedofilia e omosessualità. “La castità per il Regno - scrive oggi il dicastero vaticano - è molto di più della semplice mancanza di relazioni sessuali”. Sei d'accordo? 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Invece di perdere tempo a fare l'azzeccagarbugli, dovrebbe concentrarsi e[...] Daniele Bracciali consigliere FIT15:19:53 - se si tornasse a votare ora.. la destra prenderebbe ancora più voti!!! ci vuole rigore morale,etico [...] Tragedia grottesca15:18:44 - ah! dimenticavo...un cenno per quello/gli idiota/i che si è prodotto in quel gesto di eccezionale st[...] I Menarini: "Arrigoni per ora rimane, ma a Cagliari deve vincere" 15:14:54 - non avete ancora capito che questa manifestazione è l'unico modo che ha la sx per far capire che esi[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona15:10:43 - ho visto la partita...squadra lunga, incapacità di fare superiorità numerica e lanci diagonali sulla[...] I Menarini: "Arrigoni per ora rimane, ma a Cagliari deve vincere" 15:09:35 - Bravo governo, brava Gelmini. Avanti così.[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona15:04:12 - Guai se i magistrati dovessero timbrare il cartellino ed essere pagati per le ore di lavoro effettiv[...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" La Chiesa vieta il sacerdozio ai gay, sei d'accordo?Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi? La foto del giorno La moda secondo Mary-Kate e Ashley Olsen Gemelle e attrici, ma anche trend-setter. Le due giovani star hanno scritto un libro a quattro mani, intitolato 'Influence', in cui parlano della loro visione della moda e dispensano consigli di stile GUARDA LE FOTO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec div>
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da "Mattino, Il (Avellino)"
del 30-10-2008)
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Blocco delle scuole su vasta scala in Irpinia. Il personale, per la gran parte, aderirà allo sciopero generale di oggi, mentre la carovana del «popolo della scuola» parte all'alba per partecipare a Roma alla manifestazione nazionale. Gli studenti in provincia, intanto, continuano la mobilitazione che proseguirà anche nei prossimi giorni. Le cifre degli astenuti dal lavoro tra docenti, dirigenti scolastici, amministrativi, tecnici e collaboratori dovrebbero essere molto alte, circa l'80- 85%, con punte che possono arrivare pure al 95%. Pochi gli insegnanti e i lavoratori della scuola in servizio, per cui diverse scuole resteranno addirittura chiuse sia in provincia che in città. La determinazione a contrastare l'azione di Governo è tale che non si ferma neppure dopo il voto di fiducia dato al Senato, ieri, sul decreto Gelmini sempre tanto contestato. Saranno 14 i pullman che da Avellino, Calitri, Lioni, Frigento, Ariano Irpino, Caposele, Sant'Angelo dei Lombardi, Montoro Superiore, Lauro, San Martino Valle Caudina (con fermate anche a Nusco, Montemarano, Grottaminarda, Baiano e Rotondi) partiranno per la Capitale. In più di 750 faranno parte del corteo nazionale, ad accompagnarli anche gli studenti irpini con un loro pullman. « tale la partecipazione- spiega Stefano Iannillo, responsabile organizzativo dell'Unione degli Studenti (Uds)- che tanti ragazzi sono purtroppo rimasti fuori. Ci muoviamo dalla città, ma anche dalla provincia, in particolare da Lioni ed Ariano. A chi resta, però, stiamo raccomandando di entrare in classe e continuare la discussione». Dovrebbero, dunque, proseguire le assemblee e le autogestioni anche stamattina in diverse delle 34 scuole secondarie di secondo grado irpine, ma c'è anche la volontà di fare un'altra manifestazione, come quella di ieri mattina in città che si è fermata a piazza del Popolo. «Ci siamo riuniti tutti là- continua Iannillo- ma in modo del tutto autonomo, non organizzato, per continuare la protesta contro Gelmini. Abbiamo, poi, letto dei brani che c'hanno aiutato a capire meglio la situazione che stiamo vivendo e che ci impone di continuare la battaglia». so.ac.
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da "Mattino, Il (Salerno)"
del 30-10-2008)
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Trecento studenti delle scuole secondarie superiori parteciperanno stamattina alla manifestazione di protesta a Roma contro il provvedimento del ministro Gelmini convertito in legge nella seduta di ieri dal Senato. Malgrado la protesta studentesca a Salerno abbia registrato negli giorni un riflusso, i ragazzi sono intenzionati a organizzare ancora iniziative di autogestione negli istituti coinvolgendo anche i professori. DE LUCA A PAG. 35
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da "Mattino, Il (Salerno)"
del 30-10-2008)
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Riforma Gelmini, arriva l'ok del Senato: s'infiamma la protesta, gli studenti tentano di occupare lo svincolo del Raccordo autostradale. Poi ripiegano per un sit-in. Giornata movimentata e ricca di avvenimenti quella vissuta ieri al campus di Fisciano. Quando è arrivata la notizia da Roma, i manifestanti erano impegnati a in un'affollatissima assemblea generale. Tante le presenze che i "disobbedienti" avevano dovuto trasferirne la location nello spazio antistante il rettorato. RICCA A PAG. 35
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da "Mattino, Il (Salerno)"
del 30-10-2008)
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GIANPAOLO RICCA Fisciano. Riforma Gelmini, arriva l'ok del Senato: s'infiamma la protesta, gli studenti tentano di occupare lo svincolo del Raccordo autostradale. Poi ripiegano per un sit-in. Giornata movimentata e ricca di avvenimenti quella vissuta ieri al campus di Fisciano. Del resto era anche la giornata cruciale: in Senato si discuteva dell'approvazione in via definitiva della Legge 133, l'ormai famigerata riforma della pubblica istruzione. E, come prevedibile, l'approvazione è giunta in tarda mattinata. Naturalmente in tutta Italia e quindi anche all'Università di Salerno, i toni della protesta si sono accesi quando è giunta la notizia che quei 162 voti favorevoli contro i 134 a sfavore avevano sancito l'approvazione definitiva della normativa. I manifestanti erano impegnati a quell'ora in un'affollatissima assemblea generale. Talmente tante le presenze che, per permetterne il regolare svolgimento, i "disobbedienti" avevano dovuto trasferirne la location dall'aula delle lauree della facoltà d'ingegneria allo spazio antistante il rettorato. Un'area decisamente più ampia che ha permesso a centinaia di persone di seguire gl'interventi di ricercatori, docenti e studenti tutti uniti nel coro di contestazione contro una legge che potrebbe causare in prospettiva un autentico collasso del sistema scolastico ed universitario. Accanto ai manifestanti anche il Rettore Raimondo Pasquino che, sin dall'inizio di quest'autunno caldo, ha dimostrato grande sensibilità ed attenzione verso le rimostranze del mondo universitario circa gli effetti del decreto da ieri trasformatosi in legge a tutti gli effetti. Del resto lo stesso Pasquino, conti alla mano, aveva affermato qualche giorno fa: «Se davvero il governo apportasse tagli così significativi al settore istruzione, l'università fra un paio d'anni sarebbe costretta a chiudere i battenti. Non saremmo più in grado di pagare gli stipendi, sarebbe il tracollo totale. L'idea di trasformare gli atenei in fondazioni è decisamente utopica». Una voce forte quella del Rettore, numero due della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Come forte è anche la voce di chi da giorni ormai protesta quotidianamente manifestando all'interno del campus di Fisciano. E ieri i dissenzienti hanno anche cercato di attuare un'azione dimostrativa piuttosto eclatante. Al termine dell'assemblea infatti qualcuno ha proposto l'occupazione dello svincolo, in uscita da Salerno ed in ingresso per Avellino, del Raccordo autostradale E841. Una forma di protesta suggestiva, probabilmente ispirata a quanto nelle stesse ore avveniva a Napoli dove centinaia di ragazzi avevano invaso i binari della stazione centrale per chiedere che venissero concessi da TrenItalia dei convogli speciali per la manifestazione nazionale prevista per oggi a Roma. Manifestazione per la quale da Fisciano saranno in pochi a mobilitarsi. Così come non tantissimi erano quelli che ieri allo svincolo del Raccordo, in corteo, ci sono in effetti arrivati. Ma l'idea di occupare paralizzando il traffico veicolare è sfumata. Per evitare degenerazioni della protesta, a presidiare l'area c'erano già carabinieri e polizia. Si è quindi optato per un sit-in a pochi metri dallo svincolo, ma nessuna occupazione. Un'ora di traffico intenso causato anche dall'evidente stato di smarrimento in cui centinaia di studenti si son ritrovati temendo di non poter far rientro a casa a causa dell'eventuale blocco stradale. Sono gli stessi studenti che, fin dal mattino, alla protesta avevano preferito la regolare attività didattica. E così, anche nel clima infuocato di ieri, non è passata inosservata una costante degli ultimi giorni: da una parte chi era intenzionato a dar battaglia nella speranza che il governo arrivi ad una mediazione; dall'altra chi seguiva in religioso silenzio la lezione o si accomodava con l'emozione di sempre alla cattedra per aggiungere un voto in più al libretto. E magari "salutare" quanto prima l'università.
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da "Mattino, Il (Salerno)"
del 30-10-2008)
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«Il Gruppo del Partito Democratico al Senato e le altre forze di opposizione avevano chiesto il ritiro del decreto Gelmini. Il Governo non soltanto lo ha negato ma ha precluso, con lo sbarramento della sua maggioranza, ogni possibilità di apportarvi anche il benché minimo correttivo». Lo dice il senatore Alfonso Andria che parla di «pauroso arroccamento su posizioni retrive» da parte della maggioranza. «Questa - prosegue Andria - non è una riforma della scuola ma è un taglio alla spesa per la scuola» perchè «la vera riforma passa attraverso l'ascolto ed il dialogo ma in questa vicenda le componenti del mondo scolastico non sono state assolutamente consultate». In Aula, riferisce ancora Andria «abbiamo ascoltato cose inenarrabili» come l'affermazione del capogruppo della Lega che «ha rivendicato la necessità di parlare i dialetti locali nella scuola primaria e perciò l'esigenza che gli insegnanti del Veneto restino nel Veneto, i lombardi in Lombardia, i piemontesi nella propria regione». E conclude: «I cittadini, le elettrici e gli elettori al di là del loro orientamento politico, devono sapere che la maggioranza mortifica il ruolo dell'Assemblea legislativa e dunque calpesta le regole della democrazia».
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da "Mattino, Il (Salerno)"
del 30-10-2008)
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SALVATORE CICENIA* L'articolo 64 del decreto legge n. 154 del 7/10/08 obbliga le Regioni a predisporre entro il 30 novembre il piano di ridimensionamento scolastico ai sensi del DPR 233/2008. La Gelmini ha fretta, ma le questioni sociali non vanno ignorate. I problemi di razionalizzazione sono reali e devono essere affrontati, ma questo è un motivo in più per raccordare le esigenze di spesa e i posti di lavoro. sicuramente giusto sopprimere i plessi di 50 alunni, che non vivono alcuna esperienza educativa significativa in una scuoletta, che si mantiene in vita per motivi di campanile. Si assiste, però, ad un fatto molto singolare. Il DPR del 1998 prevede che al di sotto dei 500 alunni le scuole vanno accorpate, ma non bisogna dimenticare che al di sopra dei 900 devono essere sdoppiate. E, invece, senza che i media se ne siano accorti, sembra che si voglia solo accorpare e non sdoppiare, dando ragione in questo modo a chi giudica il complesso dei provvedimenti normativi di questi ultimi mesi come leggi di spesa e non di riforma. Una scuola di 1500:2000 alunni ha oggettivamente una serie di problemi logistici e, nella quasi totalità dei casi, ha una succursale.? ragionevole allora sdoppiare le succursali e accorparle alle scuole sottodimensionate; questo, a parità di spesa, risponde ai criteri della ragionevolezza e della razionalizzazione previsti dalla legge. L'assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, Pasquale Stanzione, ha convocato i sindaci, corre voce che convocherà i sindacati, ma non commetta l'errore di ignorare la scuola militante, da cui non può che avere utili suggerimenti. *Preside del Liceo Scientifico "L. da Vinci"
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da "Mattino, Il (Salerno)"
del 30-10-2008)
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Venticinque professori del liceo classico "F. De Sanctis" hanno affidato il no alla riforma Gelmini sottoscrivendo un documento unitario. "E' evidente che una riforma seria della scuola non può nascere e svilupparsi, come sta accadendo attualmente, solo ed esclusivamente sulla base delle esigenze economiche e dei tagli alla spesa pubblica, previsti dalla legge finanziaria". E' questo uno dei capitolo della missiva spedita a mezzo fax anche al Ministero alla Pubblica Istruzione ed alla Presidenza della Repubblica. Per Anna Rotunno, Giovanni Battista Rimentano, Loredana Inghilleri, Guiseppina Martino, Maria Gaetana Guida, Antonio Adinolfi, Giulia Frattini, Giovanna Piccirillo, Dario Ianneci, Maurizio Del Grippo, Vincenzo Schiavone, Aniello De Bellis, Patrizia Liguori, Marina Cantilena, Amalia Coppola, Piera Rocco, Graziano Pellegrino, Erminia Piegari, Rosetta Tomeo, Marcello Maresca, M. Rosaria Di Bianco, Carmela Caldarola, Rosalba Gervasi e Amelia Imparato l'aver messo nero su bianco il non condiviso è stata anche l'occasione per avanzare delle proposte. Otto i punti: la immediata sospensione dei Decreti divenuti legge; la salvaguardia dello stato giuridico dei docenti tutti, del lavoro dei precari e delle possibilità di inserimento dei giovani; il diritto allo studio per tutti; l'autonomia delle istituzioni scolastiche funzionale solo al potenziamento delle risorse; la razionalizzazione dei processi e lo snellimento anche burocratico delle procedure organizzative; la rivendicazione di un sistema di reclutamento attraverso concorsi nazionali e assunzioni a tempo indeterminato ed infine la creazione di luoghi di incontro, dialogo e ricerca. "Questo documento non impegna il liceo - precisa Loredana Inghilleri - Così come nel corso di questi giorni, in qualità di docenti, abbiamo incoraggiato i ragazzi ad entrare in classe, magari discutere anche della riforma, ma sempre in un discorso educativo".
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da "Mattino, Il (Caserta)"
del 30-10-2008)
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Mobilitati anche a Caserta contro la riforma Gelmini e i tagli alla scuola pubblica Matese, l'appello dei sindaci
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da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 30-10-2008)
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TERESA BARTOLI Roma. L'unica cosa pacifica è lo scarto tra i sì ed i no, quei 162 voti a favore contro i 134 contrari ed i tre astenuti con cui il decreto Gelmini ieri mattina è stato convertito in legge. Maggioranza prevista e scontata. Il resto è scontro: dentro l'aula del Senato e in piazza, dove continua la protesta e scoppiano i primi scontri. Silvio Berlusconi è soddisfatto e accusa la sinistra di «truffare» i ragazzi. Walter Veltroni ed Antonio di Pietro, che oggi sfileranno con insegnanti e studenti, decidono la raccolta di firme per il referendum abrogativo. «Il voto è andato come è logico che andasse, spiace solo vedere tanti ragazzi truffati» accusa Berlusconi sventolando ancora il suo «72 per cento di gradimento» e assicura le scuole cattoliche: «Sono deciso a mantenere la finanziaria così com'è, ma ciò non vieta che ci siano dei margini» per alcune modifiche «per esempio nella distribuzione delle risorse dei vari ministeri ho colto delle cose nella scuola privata che vanno corrette». E poi avverte: con gli studenti che protestano «siamo stati addirittura di manica larga perché non possono intralciare il traffico, occupare piazze e impedire a chi vuole studiare di farlo». Gelmini incassa il sì, assicura che «si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione», annulla gli impegni pubblici per evitare contestazioni e annuncia che entro una settimana presenterà il piano per l'università. La seduta del Senato è tesissima. La maggioranza difende il provvedimento e lancia accuse a chi «strumentalizza» la protesta. «Avete soffiato sul fuoco» urla il leghista Federico Bricolo. «Non ci hanno fermati, andiamo avanti» avverte dal Pdl Maurizio Gasparri. La replica dell'opposizione non è tenera. Anna Finocchiaro, Pd, legge la lettera degli studenti di un liceo romano che chiedono di pensare al loro futuro e attacca Gelmini per il suo «silenzio indifferente, opaco». «Di queste giornate colpisce il disprezzo per le ragioni degli altri» dice per poi concludere: «Avete detto che gli studenti sono strumentalizzati, bugiardi e facinorosi o, come dice Gasparri, cretini e in malafede. Allora vi dico: siamo tutti cretini e in malafede». A far crescere la bagarre, il Francesco Cossiga vota sì «contro i baroni» sostenendo che fu applaudito dal Pci «quando feci picchiare a sangue gli studenti che contestavano Luciano Lama alla Sapienza» e ricorda Berlinguer. Finocchiaro e Belisario, Idv, annunceranno poco dopo agli studenti che si proporrà il referendum. «Sarà una grande battaglia civile» dice Veltroni. Il segretario del Pd ne aveva discusso già col coordinamento del partito: dare seguito alla manifestazione del Circo Massimo puntando su scuola e crisi economica per far leva sulla «fine della luna di miele tra il governo ed i suoi elettori». Perché la prova di forza di questi giorni - dice anche Massimo D'Alema - è «una manifestazione di arroganza non utile al paese e che non fa bene neanche al governo». La stessa iniziativa è annunciata da Di Pietro mentre Verdi, Pdci e Rifondazione sono «pronti alla mobilitazione». I tecnici sono già al lavoro per studiare i quesiti su cui raccogliere le firme. « una questione delicata» spiega Finocchiaro: il decreto tocca norme di bilancio non sottoponibili a consultazione popolare. Ma la raccolta di firme si farà, serve «una valanga di firme per far cambiare idea al governo» spiega il vice segretario del Pd Dario Franceschini. Intanto, una pressione politica dunque, perché al voto si andrebbe nel 2010 ed è uno dei motivo per cui l'Udc non aderirà alla campagna: «Mi sembra una presa di posizione di valore simbolico» dice Pier Ferdinando Casini che oggi non sarà alla manifestazione («il nostro compito è lavorare in Parlamento») e chiede agli studenti di «guardarsi da provocatori ed infiltrati». Ignazio La Russa, plenipotenziario di An, scrolla le spalle: «Il referendum? Lo firmerò anche io. Così il 70 per cento degli italiani dimostrerà di condividere il decreto».
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del 30-10-2008)
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Lodo Alfano, legge elettorale e ora la riforma Gelmini: Walter Veltroni propone un altro referendum su cui i cittadini potrebbero essere chiamati a esprimersi nei prossimi due anni. Ma nell'ultimo caso c'è un problema: la riforma è legata alla finanziaria e la Costituzione vieta che possano essere sottoposte a referendum leggi tributarie e di bilancio. «Stiamo studiando con cura i quesiti - dice Veltroni - e cercheremo di abrogare la massima parte di questa legge ingiusta e iniqua». L'Udc, invece, non condivide: capiamo la protesta, afferma Pier Ferdinando Casini, ma diciamo no anche perché «se tutto va bene si voterà nel 2010» Intanto sulla legge elettorale, già completato l'iter della raccolta delle firme, il voto è slittato al 2009 per la concomitanza con le elezioni politiche anticipate. Due le proposte: attribuire un premio di maggioranza alla lista più votata e abrogare il listone bloccato dei candidati. Sul lodo Alfano, invece, l'Idv raccoglie le firme per abrogare lo scudo giudiziario per il premier e le altre alte cariche dello Stato. L'obiettivo: portare in Cassazione oltre 2 milioni di firme entro settembre 2009, scadenza prevista dalla legge per la consegna. In caso di successo, si voterà nel 2010.
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SEGUE DALLA PRIMA PAGINA MARIO AJELLO «Lei, signor ministro Gelmini, è in preda all'afasia. A quel silenzio di cui parla il "Nabucco" di fronte alle istanze e alle richieste del popolo». Cioè del popolo degli studenti che fuori dal Senato, nel Gelmini Day, aspetta la ministra per farle la festa. Dentro l'Aula ha vinto lei, ma non solo non si festeggia se non regalandosi un mezzo sorrisino timido e operativo («Ora torno al ministero a lavorare e entro una settimana preparo il piano di riforma dell'università», è il suo brindisi) fa di più. Addirittura respinge gli abbracci trionfali che i senatori della maggioranza le propongono e sbriga le pratiche della vittoria a colpi di fugaci strette di mano. «Signora ministra, solo a Tremonti lei ubbidisce!», tuona il dipietrista Belisario: «Il suo decreto - incalza - l'ha scritto lui a Via XX Settembre!». E D'Alia, dell'Udc: «Signora ministra, lei è la prima vittima di Tremonti!». La Finocchiaro: «Signora ministra, Tremonti le ha ordinato di tagliare e lei taglia!». Ma il Buddha bresciano - «Lei è un roboootttt!!!!», la pensa invece uno del Pd e glielo grida - non è toccata da nulla. C'è ma è come se non ci fosse. Poi incassa il successo e fila via dal Senato, da una porta laterale e super-scortata, in modo da evitare le proteste della piazza che l'aspetta e che in questi giorni di anti-Gelmini Day le ha scaricato addosso di tutto: fiaccolate anti-Gelmini, pedalate anti-Gelmini, appelli e petizioni e raccolte di firme anti-Gelmini, spogliarelli anti-Gelmini, gruppi anti-Gelmini su Facebook che continuano a raccogliere decine di migliaia di persone al grido «Anch'io voglio che la Gelmini ripeta l'esame di Stato», preghiere anti-Gelmini, veglie anti-Gelmini, okkupazioni anti-Gelmini, fumetti, poesiole, canzoni, filmini anti-Gelmini come quello che spopola su YouTube e in cui si vede una sua compagna ai tempi dell'università che così parla di lei: «Mariastella non era brillante negli studi nè le piaceva fare politica». Ma Buddha, con addosso la sua divisa da prima della classe e i capelli raccolti, ora guarda avanti: «E' andata come doveva andare, cioè bene. E finalmente si torna alla scuola della serietà e del merito. La gran parte degli italiani condivide il ritorno del voto in condotta, dell'educazione civica e dei voti al posto dei giudizi. E anche le misure contro il bullismo e l'introduzione del maestro unico». E ancora: «Ringrazio il governo e la maggioranza per il sostegno che mi hanno dato». Intanto sta per arrivare la telefonata di rallegramento di Berlusconi, che dopo l'estate aveva avvertito i suoi: «Dobbiamo stare tutti vicini a Mariastella». E «Mariastella sei stata perfetta», sarà il complimento targato Cavaliere. Dietro di lei, ad inseguirla, ora che Mariastella è in riunione con i suoi collaboratori a Viale Trastevere e ha rinunciato per motivi di ordine pubblico a partecipare a un convegno all'Università Pontificia, restano gli scontri fra studenti a Piazza Navona, la richiesta di referendum da parte dell'opposizione e un fiume di polemiche e di rancori. Ma lei è "oltre". Smessi i panni da Buddha, indossa di nuovo, come prima e più di prima, quelli della Secchiona ubbidiente e incrollabile.
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Contro il clima di proteste e di violenza ieri è scesa in campo anche Raffaella Carrà. La showgirl ha lanciato un accorato appello intervenendo al Tg1. «Mi appello al dialogo per il bene dei nostri ragazzi da una parte e dall'altra», ha affermato la nota conduttrice televisiva presentando in abito da sera la puntata di «Carramba che fortuna» che aveva come ospite d'onore il pianista e compositore statunitense Burt Bacharach. «Abbiamo il compito dell'intrattenimento e di portare serenità, ma io non sono insensibile a quello che accade fuori da questo studio» ha aggiunto Raffaella Carrà facendo riferimento al fatto che il Senato proprio ieri ha approvato in via definitiva il decreto sulla scuola presentato dal ministro Mariastella Gelmini e, contemporaneamente, le proteste e le occupazioni degli studenti in tutte le città italiane sono degenerate a Roma, a piazza Navona, negli scontri tra giovani di destra e giovani di sinistra.
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Contro il preoccupante fenomeno del bullismo che dilaga ormai in tutte le scuole italiane, torna in pagella il voto in condotta. Il decreto del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini introduce, infatti, anche la valutazione della condotta degli studenti: un voto che farà media con quelli conseguiti nelle altre materie ai fini del giudizio finale. I ragazzi, quindi, con il cinque in condotta rischieranno di essere bocciati. «Le immagini degli insegnanti messi alla berlina - ha detto nei giorni scorsi il ministro Gelmini - mi auguro diventino così un ricordo».
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Alle elementari e alle medie tornano in pagella i voti in decimi. Nella primaria, però, il voto decimale sarà accompagnato anche dai giudizi. Nella scuola media, invece, saranno previsti soltanto i voti decimali. «I voti in pagella - ha spiegato il ministro Mariastella Gelmini - sono stati reintrodotti soprattutto per esigenza di trasparenza» nella valutazione scolastica degli alunni. E si torna al voto in decimi anche per l'esame di terza media. Vanno quindi in soffitta i giudizi - sufficiente, buono, distinto, ottimo - con i quali finora si concludeva il percorso di studi.
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Il decreto Gelmini dichiara guerra al «caro libri». Si prevede, infatti, che i libri di testo adottati dagli insegnanti dovranno durare almeno cinque anni nella scuola elementare e almeno sei anni nella scuola media e superiore. Unica eccezione: la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento, ma solo se considerate indispensabili. In questo modo, si dovrebbero evitare le continue riedizioni dei testi scolastici (soprattutto per alcune materie), troppo spesso inutili e certamente onerose per tutte le famiglie italiane.
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da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 30-10-2008)
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Le graduatorie per le scuole elementari relative all'immissione in ruolo dei docenti, saranno su base provinciale e non su base nazionale. Il provvedimento del ministro Gelmini rispecchia, quindi, su questo punto, quanto richiesto dalla Lega. Sotto accusa da parte del mondo della scuola ci sono però i tagli previsti per l'intero settore Istruzione dalla manovra di quest'estate che prevede la riduzione di 87.500 cattedre e di 40.000 posti per il personale Ata. Ma, ha ribadito la Gelmini, che i risparmi ottenuti dalla riforma saranno destinati alla premialità degli insegnanti, che sono tra i meno pagati d'Europa.
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da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
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Caivano. Mobilitazione anche da parte dei circa 1100 studenti dello scientifico. Ieri, al termine di una tre giorni di approfondimenti sulla Gelmini con la presenza dei docenti, si è svolto un forum al quale ha partecipato tra gli altri anche l'assessore alla pubblica istruzione, Simone Monopoli. All'Itis «Morano» del Parco Verde, invece, i circa 800 alunni, dopo qualche giorno di autogestione, hanno sospeso la protesta, «ma - assicurano - oggi parteciperemo allo sciopero». a.par.
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ELENA ROMANAZZI Roma. Otto articoli in tutto. Poche pagine per una rivoluzione che in realtà, al di là del testo che verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, deve essere ancora tutta definita attraverso i regolamenti attuativi. Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, esulta: «La scuola cambia - spiega - si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione». Tornano il voto in condotta, le votazioni in decimali a partire dalle elementari (verranno affiancate anche dai giudizi), verrà introdotta una nuova materia «Cittadinanza e Costituzione», in classe si studierà anche lo statuto della Regione di residenza. Ma soprattutto torna il maestro unico o prevalente che sia e va in soffitta a partire dal prossimo anno il team di tre docenti alle elementari (il modulo) in vigore da ben 18 anni. quest'ultimo il punto di forza della riforma targata Gelmini, ed anche il punto più controverso. Nella legge appena approvata, non si fa alcun cenno al tempo pieno, demandato ai successivi regolamenti. Ventiquattro ore settimanali. Questo l'orario previsto nella legge. Poi si vedrà come andrà a finire, se le famiglie avranno altre opzioni. «Nei regolamenti - si legge nel testo approvato - si terrà conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo scuola». Alle elementari il maestro unico verrà affiancato dall'insegnante di religione (sono 26mila in tutto e la materia è opzionale) e da quello di lingua inglese, sempre che il maestro prevalente non abbia conseguito l'abilitazione all'insegnamento della lingua straniera. Ma tutto ciò non è inserito nella legge. quanto detto e assicurato dal premier e dalla Gelmini. La legge Gelmini affronta anche il nodo del contenimento della spesa per i libri di testo. E impone agli editori un freno alle riedizioni, per quanto riguarda la scuola primaria, di cinque anni, per la secondaria di I grado (medie) e II grado (licei) di sei anni. Gli editori, potranno apportare delle integrazioni al testo, solo attraverso la pubblicazione (dovranno essere vendute a parte) di appendici di aggiornamento. L'esecutivo se taglia da una parte, si impegna ad investire 20 milioni di euro per l'edilizia scolastica. L'ultimo capitolo riguarda le scuole di specializzazione. I docenti delle Ssis e dei Cobaslid che hanno conseguito la specializzazione nel 2007/2008 saranno inseriti nelle graduatorie permanenti ad esaurimento.
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da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 30-10-2008)
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Bacoli. Una veglia contro la legge Gelmini e la proposta di un referendum abrogativo le iniziative degli studenti condivise dall'istituto di Torregaveta. «Proseguiremo la protesta - dicono Matteo e Lorenza - contro chi taglia otto miliardi di euro all'istruzione e lottiamo affinché i comuni di Bacoli e Monte di Procida ci rendano più partecipi in merito alle politiche sociali e giovanili». p.ca.
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da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 30-10-2008)
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Un capitolo a parte, quello sull'edilizia scolastica. Il provvedimento del ministro Mariastella Gelmini, infatti, prevede di destinare risorse (una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai venti milioni di euro) all'edilizia scolastica. Ma è polemica con le Regioni sul ridimensionamento della rete scolastica - che prevede l'accorpamento delle scuole con meno di 500 alunni - introdotto nel decreto sul contenimento della spesa sanitaria. Sei Regioni hanno già fatto ricorso alla Consulta.
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da "Mattino, Il (Salerno)"
del 30-10-2008)
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ELISABETTA MANGANIELLO Vallo della Lucania. «Se rivuoi il telefonino, mi devi dare qualcosa». la richiesta che uno studente di Vallo della Lucania si sarebbe sentito rivolgere dopo aver perso il proprio cellulare per le vie della cittadina, durante la protesta studentesca che negli ultimi giorni ha investito anche gli istituti cilentani. Ma all'appuntamento concordato il ragazzo si è presentato con i carabinieri che hanno arrestato A.M., 49 anni, di Casal Velino, con l'accusa di estorsione. Per l'uomo, già noto alle forze dell'ordine per il reato di furto, sono scattati i domiciliari. L'episodio si è verificato martedì tra le strade di Vallo della Lucania, dove presumibilmente il telefonino è stato smarrito, e il piazzale della stazione ferroviaria di Castelnuovo-Vallo Scalo, dove la vittima e il presunto estorsore si sono ritrovati per effettuare lo scambio. Tutto è iniziato con la mancata entrata a scuola, in adesione della protesta studentesca contro la riforma Gelmini. Solo che a metà mattinata il ragazzo di Vallo si è accorto di non aver più con sé il proprio telefonino. Come spesso accade in tali circostanze, ha chiesto a un conoscente di fargli uno squillo per cercare di rintracciare l'apparecchio smarrito. Ma, contrariamente a quanto si aspettava, invece di udire la nota suoneria o di sentire una voce amichevole, il giovane è stato vittima di quella che sembra un'estorsione. «Ho trovato il tuo cellulare per terra. Ma se lo rivuoi mi devi dare qualche euro in cambio», sarebbe stato il tono della richiesta rivoltagli dallo sconosciuto all'altro capo del telefono. Poi, l'appuntamento fissato nel piazzale antistante la stazione ferroviaria di Castelnuovo-Vallo Scalo per la consegna dei soldi e la restituzione del cellulare. Solo che lo studente, prima di raggiungere il luogo indicato per lo scambio, ha pensato bene di denunciare l'accaduto ai carabinieri della compagnia vallese, guidati dal capitano Daniele Campa. Così all'appuntamento ci sono andati anche i militari dell'aliquota operativa agli ordini del tenente Salvatore Luciano. E, al momento del passaggio di mano degli euro e del cellulare smarrito, sono intervenuti bloccando il quarantanovenne di Casal Velino, che è poi risultato avere precedenti specifici per furto. L'arrestato è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari. Stamattina alle 9,30 si celebrerà l'udienza di convalida presso le aule del tribunale di Vallo della Lucania. Procede invece senza incidenti la protesta degli alunni delle scuole vallesi che anche ieri mattina si sono ritrovati in piazza Vittorio Emanuele per manifestare. E stamattina si svolgerà l'assemblea degli studenti davanti all'istituto professionale di Vallo Scalo.
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In piazza per dire no alla riforma Gelmini: a Portici circa 600 studenti di tutte le scuole superiori hanno manifestato, ieri mattina, per le strade scandendo slogan e agitando striscioni di protesta. Appuntamento in piazza San Ciro per tutti e partenza intorno alle 9.30 lungo le strade principali della città. Ma cosa chiedono gli studenti al ministro Gelmini? «I tagli solo laddove serve, ma non all'istruzione - dice Paolo, studente del liceo classico Flacco - bisogna finanziare la ricerca universitaria e non dare vita a classi separate per italiani ed immigrati: un provvedimento che non favorirebbe l'integrazione». un no senza appello anche da Chiara, studentessa nello stesso liceo «sono contraria a questo decreto e domani conto di andare a Roma a protestare». «No a un maestro unico - dice Valentina, iscritta all'Itc Tilgher di Ercolano -. E poi, non vogliamo scuole per ricchi e poveri». Il corteo ha percorso le strade principali via Libertà viale Leonardo da Vinci, via Diaz e si è sciolto in via Gianturco con qualche ripercussione sul traffico. A Torre del Greco sit-in degli studenti questa mattina in villa comunale. «Abbiamo deciso di dare un segnale forte - dicono i rappresentanti d'istituto delle scuole torresi - nel giorno della manifestazione nazionale a Roma contro la riforma Gelmini. L'idea è maturata nel corso degli incontri alla Cgil con i responsabili del Mast (Movimento autonomo studentesco torrese). Circa un centinaio (studenti, docenti e personale Ata) quelli che invece andranno a Roma con i pullman gratuiti messi a disposizione dalla Flc- Cgil di Torre del Greco. Intanto ieri mattina al commerciale Degni gli studenti hanno tenuto un'assemblea all'esterno della scuola; i ragazzi di Ipam, istituto d'Arte e alcune classi del liceo scientifico Nobel hanno scioperato, i ragazzi del Nautico hanno tappezzato la villa comunale con volantini di protesta, denunciando anche le carenze strutturali dell'istituto. «A partire dalla prossima settimana - dice un rappresentante del liceo classico - stiamo valutando di concerto con i docenti la possibilità di dedicare ogni giorno due ore della didattica per informare i ragazzi sulla riforma e per lezioni alternative». A Volla dopo l'approvazione del decreto Gelmini in Senato comincia il percorso di «raccolta firme che porterà al referendum» annuncia l'assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, Angela Cortese, ieri intervenuta nell'assemblea pubblica del «Comitato genitori-docenti-studenti contro la riforma Gelmini». Questo coordinamento vede coinvolti gli istituti cittadini e dei paesi limitrofi ed ha innanzitutto il compito «di informare sulla questione, raccogliere le firme sul territorio e, quindi, supportare l'iniziativa». Ad offrire il proprio appoggio sono anche le diverse associazioni giovanili vollesi tra cui "Laboratorio democratico». Corteo anti-Gelmini anche sull'isola azzurra. Si sono dati appuntamento per le nove di domani mattina gli studenti capresi che frequentano il Liceo Classico, l'Istituto Professionale per il Commercio e l'Alberghiero. Oltre quattrocento studenti dell'Istituto Comprensivo Axel Munthe, tra Capri e Anacapri, che anche oggi hanno continuato la loro azione di protesta con l'autogestione degli studenti liceali, prenderanno parte al corteo che sfilerà lungo la via Provinciale che collega il centro dell'isola con Marina Grande. Lo slogan che parte da Capri è «la cultura non ha prezzo». Sarà questo il primo degli striscioni che aprirà il corteo. A Castellammare hanno svolto fino a ieri regolarmente le lezioni gli studenti della città delle acque che, però, non hanno rinunciato al confronto con i vertici comunali; intanto una delegazione di ragazzi delle scuole superiori oggi rappresenteranno la piccola realtà scolastica nella Capitale. Ad oltrepassare i cancelli degli istituti solo i ragazzi del tecnico Renato Elia, due giorni fa gli studenti hanno chiesto al preside la revisione dell'orario scolastico per agevolare gli alunni provenienti dalle città limitrofe. Il confronto tra la classe politica e gli studenti si è tenuto lo scorso pomeriggio, ed è stato il sindaco Vozza a mediare con gli studenti sottolineando l'inadeguatezza di proteste eclantanti a discapito delle lezioni. Ma il «sì» per il Decreto Gelmini ha accelerato le fasi del dissenso. Decine e decine di giovani si recheranno a Roma per la manifestazione di oggi, nessun bus organizzato, solo viaggi singoli di studenti intenti a manifestare il proprio no contro una riforma che rischia di penalizzare proprio le scuole dei centri di periferia.
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Proseguono le proteste contro la riforma Gelmini. A Pozzuoli, una folta delegazione di studenti medi provenienti dagli istituti superiori dei Comuni dell'hinterland flegreo si recherà questa mattina a Roma per la manifestazione nazionale contro il decreto Gelmini, convertito ieri in legge. Sul fronte delle occupazioni, intanto, ancora lezioni sospese all'Itis di Pozzuoli ed all'Isis di Quarto, mentre all'istituto polispecialistico «Pitagora» del rione Toiano i circa 1100 studenti stanno partecipando alle attività di didattica alternativa: in pratica si svolgono assemblee studentesche ed autogestioni, come del resto avviene anche all'istituto superiore di Bacoli-Monte di Procida, al liceo scientifico «Ettore Majorana» di Monterusciello, all'Ipsar «Petronio» di Pozzuoli. Al liceo artistico di Monterusciello ed al «Vilfredo Pareto» di Arco Felice, intanto, l'assemblea degli studenti ha deciso per l'occupazione, che potrebbe avvenire nelle prossime ore, anche se questa mattina ci sara' un nuovo incontro tra docenti e studenti. A Giugliano, gli studenti dell'Itis Galvani e del liceo scientifico De Carlo si sono riuniti per seguire tutti insieme il voto in Senato e ora sono più arrabbiati di prima. Così si dicono pronti a tornare in piazza per far sentire il loro dissenso dopo l'occupazione delle due scuole di via Marchesella. «Abbiamo occupato le scuole per dare un segnale forte, ma non è servito - dice Fedele Barretta, Quinta C del Galvani- Ritorneremo tutti in piazza a ribadire il No a questo provvedimento che penalizza il diritto allo studio». E ai genitori che si preoccupano di lezioni perse invano i ragazzi sono pronti a dire che dopo il corteo «studieranno forme alternative di protesta». La scelta potrebbe essere tra l'assemblea permanente e l'autogestione. Intanto oggi un folto gruppo di ragazzi di Giugliano sarà presente alla manifestazione nazionale a Roma, mentre la maggior parte sfilerà per le strade cittadine. Continua l'occupazione anche al professionale Marconi di via Basile, accanto all'ospedale. Ci saranno anche gli studenti del liceo Cartesio che, ieri dopo un tentativo fallito di occupazione perché mancava l'accordo unanime, hanno disertato ancora una volta le lezioni, alla stregua dei loro colleghi del tecnico Minzoni, di via Bartolo Longo. A Pomigliano, ieri mattina centinaia di studenti del liceo socio-psico-pedagogico Matilde Serao sono usciti dalle classi e hanno improvvisato un'assemblea davanti al portone della scuola, mandando in tilt il traffico. Poco dopo i genitori degli alunni del terzo circolo didattico di via Sulmona si sono recati in consiglio comunale per protestare contro il nuovo dimensionamento della scuola primaria deciso dall'assessore comunale alla pubblica istruzione, Sofia Salvati. Una nuova organizzazione che l'assessore sostiene sia il frutto dei «tagli imposti dalla riforma-Gelmini». Mamme che erano sostenute dal consigliere comunale di maggioranza Carmine Toscano, che ha suggerito all'assessore di «sospendere la riorganizzazione territoriale in attesa di conoscere meglio i dettagli del decreto-Gelmini». A Nola, gli alunni delle scuole di Nola continuano a disertare le lezioni. Ieri un'altra giornata è trascorsa tra picchetti ed assemblee d'istituto. E intanto ci si organizza per contrastare un decreto, quello che porta il nome del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini, che ieri ha ricevuto anche il via libera del Senato. «Adesso che si fa?», si chiedono gli alunni. «Si occupa», suggeriscono in molti. Intanto in alcune scuole si tratta per ottenere l'autogestione. A vigilare affinché non si verifichino incidenti ci sono le forze dell'ordine che però fino ad oggi non hanno registrato problemi. Per oggi sono annunciati nuovi sit-in e sono in tanti ad aver assicurato la propria presenza alla giornata di mobilitazione generale indetta dai sindacati a Roma. Classi decimate alle scuole superiori di Somma Vesuviana e Sant'Anastasia. Al liceo scientifico «Torricelli» di Somma, oggi sarà la volta dei professori giacché la maggior parte di loro ha aderito allo sciopero per protestare contro la riforma Gelmini. Ma è solo l'ultima goccia giacché solo il 30 per cento degli studenti, ormai da una settimana, entra regolarmente in classe, sia nella sede centrale di via Aloia, sia nella succursale di via Aldo Moro. «Spero almeno che da lunedì le lezioni riprendano con regolarità - dice il preside Sabato D'Agostino - le Gelmini passano, ma se i ragazzi continuano a disertare le lezioni avranno problemi in seguito». Stessa situazione a Sant'Anastasia dove nel plesso di via Primicerio del «Luca Pacioli», ma anche nella sede principale e in quella del liceo pedagogico di piazzetta Sant'Antonio, molti studenti non entrano in classe improvvisando sparuti sit in con tanto di megafono. A Quarto, l'istituto superiore di via Vaiani, che conta 900 iscritti, è stato occupato ieri mattina. Il dirigente scolastico, Daniela Sciarelli, ha informato i carabinieri della stazione di Quarto: sul posto si è recato di persona il maresciallo Antonio Flore, mentre i ragazzi hanno lasciato aperto gli uffici di segreteria, regolarmente in funzione. «Vogliamo dialogare con i nostri ragazzi - ha detto la professoressa Sciarelli - Ma ci auguriamo che la scuola venga liberata per permettere la ripresa delle lezioni». Scioperi e lezioni disertate a Palma Campania. Cartelloni con slogan, striscioni e volantini sono stati preparati dagli alunni del Liceo classico «Antonio Rosmini» e del Polispecialistico che hanno fatto sentire la loro voce contro la riforma Gelmini. Tensione alta anche a San Gennaro Vesuviano dove l'onda lunga della protesta ha coinvolto gli alunni dell'Istituto d'Arte di piazza Margherita. A Frattamaggiore, accanto agli studenti dell'istituto professionale per l'artigianato e l'industria, Niglio, che da giorni hanno bloccato le attività didattiche, ieri mattina sono scesi in piazza anche gli studenti del liceo classico Durante e quelli dell'itc Filangieri, mandando in tilt per alcune ore anche il traffico allo svincolo dell'asse mediano. L'ultimo raduno degli studenti frattesi è previsto per questa mattina alle 8, nei pressi della stazione ferroviaria per andare tutti insieme in treno a Napoli e partecipare al corteo organizzato dagli studenti napoletani. Una piccola rappresentanza di studenti dei tre istituti superiori frattesi, affiancherà i loro professori che parteciperanno al maxicorteo a Roma.
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E proprio adesso, quando la maggioranza mostra la sua forza in Parlamento, è lecito aspettarsi una fase due nell'azione del governo. Innanzitutto sui tagli, previsti dalla Finanziaria, che non sono né drammatici né incomprensibili, ma potrebbero diventarlo se non fossero accompagnati da un'operazione di chirurgia nel sistema dell'istruzione. Quella che nessun ministro è riuscito mai a realizzare. Da un lato ci sono gli sprechi, scritti, documentati e certificati. Dall'altro versante, invece, una cronica mancanza di risorse che punisce da sempre i tanti insegnanti che lavorano con passione e con professionalità e gli studenti impoveriti nel loro percorso di studi. Qui si gioca la partita vera. Qui si vedrà se il governo, sulla scuola e sull'università, è in grado di affermare un autentico profilo riformista, una voglia di cambiamento rispetto allo status quo avvolto nella nube del corporativismo e delle lunghe reti sindacali, professionali, lobbistiche, che proteggono non dei diritti, ma spesso soltanto consolidati privilegi. Faccio un esempio: la scuola italiana è l'unica in Europa che nessuno riesce a valutare. Non si può. Eppure, nelle nostre famiglie sappiamo quali sono gli istituti migliori, le sezioni giuste, i professori rigorosi. Queste informazioni devono diventare patrimonio della collettività, e non di minoranze di cittadini privilegiati. Così come è indispensabile che la pubblica amministrazione, nelle scuole, nelle università, negli ospedali, esca dal buio del «tutto a tutti» e individui i meccanismi attraverso i quali i più bravi possono essere gratificati e incoraggiati. Anche e innanzitutto nelle buste paga, che oggi gridano vendetta. Infine, qualche parola sulla protesta dei giovani. Non deve spaventare il governo, anzi. Nell'onda lunga degli studenti che scendono in piazza si mescolano tante cose, e non potrebbe essere diversamente considerata la posta in gioco e gli interessi che rappresenta. Scuola e università, per esempio, significano un blocco sociale, una sorta di serbatoio di consensi dove la sinistra ha sempre pescato, anche con molta spregiudicatezza. Certo: fa riflettere, e perfino sorridere, vedere gli studenti che protestano a difesa delle baronie universitarie che invece dovrebbero smontare; è triste vedere il codazzo di personaggi che non riescono più a fare film e libri decenti e si tuffano a piazzare il loro cappello sulle punte increspate dell'onda. Dichiarano solidarietà ai ragazzi, con l'abbraccio dell'ipocrisia e con quella furbizia tipica di un certo ceto intellettuale protetto e arrogante nella sua povertà di idee. Ma l'arte del governare, con un progetto forte, deve misurarsi anche con questi aspetti della vita pubblica, altrimenti diventa un esercizio retorico di autoritarismo. Il ministro Gelmini apprezzi le cose migliori della piazza, come l'uscita dei ragazzi dal letargo dell'indifferenza, trovi i canali giusti di comunicazione con un universo così variegato, costruisca alleanze con le famiglie, con gli studenti, con le associazioni che svolgono seriamente la loro attività di volontariato. Faccia la sua rete. Ascolti sempre, prima di decidere. E vedrà che una scossa salutare, un capovolgimento di orizzonti e di metodi, nella scuola e nell'università, si trasformeranno nel tempo anche in un'onda nuova. Non di protesta, ma di approvazione. Antonio Galdo
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Rosy Gargiulo Roma. «Montalbano mi mancava. Mi mancava il personaggio nel suo continuo divenire, mi mancavano i miei amici siciliani, il contadino che mi portava la ricotta calda, la masseria col pane appena sfornato... Montalbano è come un amico che vive in un paesino sperduto e ogni tanto vado a trovarlo». Così, Luca Zingaretti spiega alcuni dei motivi che lo hanno portato a cambiare idea rispetto allo stop annunciato tre anni fa per seguire altri progetti: basta con «Il commissario Montalbano». Domenica torna su Raiuno in prima serata con «La vampa d'agosto», il primo di quattro nuovi episodi tratti dai romanzi di Andrea Camilleri, con la regia di Alberto Sironi - come per gli altri 18 film-tv della serie, che ha sempre registrato ascolti record, anche nelle numerose repliche - e lo stesso cast fisso, da Cesare Bocci a Peppino Mazzotta («la mia seconda famiglia») ma con una novità: alcune splendide donne riusciranno a fare crollare il mito della sua fedeltà alla fidanzata coinvolgendolo in appassionati (e pericolosi) rapporti. La prima delle donne che riusciranno a turbare l'incorruttibile commissario è Adriana, gemella di una ragazza violentata e uccisa. Nel ruolo di Adriana, che sfrutta la prorompente bellezza per sedurre Montalbano e servirsene per la sua vendetta, c'è Serena Rossi. La giovane attrice napoletana lanciata da «Un posto al sole» è già sul set di un'altra fiction che le ha impedito di essere presente all'incontro stampa, con il palese disappunto del produttore della fortunata serie, Carlo Degli Esposti, al quale sono andati gli elogi di Sironi, Zingaretti e di tutto il cast per avere mantenuto alto, assieme a Raifiction, lo standard dell'investimento economico. «Il successo a volte addormenta, ma per noi non è stato così, non abbiamo girato con la mano sinistra», dice Zingaretti, preoccupato di non deludere le aspettative del pubblico, in tempi di ascolti frammentati. Nei quattro film del ciclo il commissario dovrà vedersela con casi legati allo sfruttamento di ragazze che vengono dall'Est, con la mafia che ruota intorno al mondo delle corse di cavalli, con la piaga degli incidenti sul lavoro, e tutto, sempre, avendo come unico punto di riferimento la giustizia. L'attore è chiamato a dire la sua sulla protesta anti-Gelmini. «Non vorrei mancare di rispetto a Camilleri ipotizzando quello che farebbe Montalbano ma, per quello che mi riguarda, questi ragazzi nelle piazze mi piacciono proprio come allo scrittore siciliano». Quando gli si chiede se in futuro sarà ancora nei panni del commissario più amato della nostra televisione (350 milioni di telespettatori nelle 64 volte in cui i 18 episodi sono andati in onda, fra prime visioni e repliche), risponde prudentemente: «Non dico più niente. Dipenderà anche dall'accoglienza di questo ciclo». Sironi, intanto, progetta di girare, sempre per la Rai, una fiction dal libro di Emilio Lussu «Un anno sull'altopiano», sulla guerra '15-'18. Le altre «donne» di Montalbano sono Mandala Tayde, Pia Lanciotti, Antonia Liskova, Francesca Chillemi.
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La mobilitazione anti-Gelmini. Dopo l'Orientale lezioni ferme anche alla Federico II. E oggi sciopero Gli studenti occupano i binari Protesta continua, sit-in alla stazione centrale: stop ai treni per due ore, disagi per i viaggiatori Corteo fiume, città paralizzata: in ventimila a piazza Plebiscito. Bloccate Lettere e Sociologia
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Un'altra giornata di proteste e di caos, ennesima mobilitazione contro la riforma Gelmini. In piazza ventimila studenti e professori, tre cortei che confluiscono in piazza del Plebiscito. La tensione sale quando arriva la notizia dell'approvazione della legge. Sulla strada del corteo un blitz alla stazione: binari occupati, treni bloccati per circa due ore. I cortei provocano caos nel traffico, città paralizzata. Sul fronte universitario assemblea nel cortile della Federico II, presente il rettore Trombetti: « una bella protesta, mi hanno invitato, sono qui per loro. Mi auguro che la didattica non venga interrotta e non ci siano occupazioni». Una speranza che svanisce nel giro di qualche ora perché cadono in mano agli studenti Lettere e Sociologia, presidiate entrambe come palazzo Giusso all'Orientale (dove da giorni ogni attività è bloccata). PAPPALARDO ALLE PAGINE 34 E 35
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Anche i genitori dei bambini delle scuole elementari e medie del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele, insieme con i ragazzi dei licei classico europeo e scientifico, hanno protestato contro il decreto Gelmini. Il Convitto è una delle scuole napoletane che rischiano la chiusura.Le mamme hanno deciso di non far entrare i bambini a scuola tenendoli con sè in piazza.
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In molti non si accorgono nemmeno della sua presenza. Perché il rettore Trombetti arriva con discrezione nel bel mezzo dei cori e degli applausi che sono la scenografia dell'assemblea d'ateneo che si tiene sugli scaloni della Minerva. Al dibattito, certo, non interviene ma subito dopo spiega: « una bella protesta, loro sono i miei studenti e dal momento che mi hanno invitato, sono qui per loro. Mi auguro, però, che la didattica non venga interrotta e non ci siano occupazioni». Una speranza svanita nel giro di qualche ora perché cadono in mano agli studenti prima la facoltà di Lettere e poi, in serata, quella di Sociologia. Presidiate entrambe sul modello di palazzo Giusso (dove da giorni ogni attività è bloccata) diventato il quartier generale della protesta napoletana contro la riforma Gelmini. Scenari destinati a cambiare perché a molti studenti non è piaciuto che il collettivo dell'Orientale abbia appoggiato la manifestazione di oggi a Roma. « un corteo indetto dai sindacati e noi dobbiamo sforzarci di rimanere apartitici altrimenti è la fine» spiega uno studente di Lettere nel pomeriggio quando la facoltà è già stata occupata e i suoi colleghi sono alla stazione a bloccare i binari per ottenere vagoni gratis per Roma. «Che vadano pure - minaccia un altro - perché noi qui a Napoli ci faremo sentire lo stesso». Alla Federico II, dopo giorni d'indecisione, si è passati alla linea dura. E con gli studenti si sono mossi compatti anche dottorandi e ricercatori dell'ateneo federiciano che ieri in assemblea hanno deciso di bloccare qualsiasi attività didattica (collaborazioni gratuite comprese) e rimandare ogni altra scelta a domani quando, alle 16, si rivedranno in una riunione a palazzo Giusso. Un blocco che va compattandosi se ieri sera cade anche sociologia. «Da ora - recita il verbale d'assemblea di ieri sera - ci sarà un presidio permanente. Dottorandi, studenti e ricercatori si alterneranno e daranno vita a incontri tesi a strutturare programmi ed interventi». Un fronte compatto che scatena tensioni tra studenti di destra e sinistra. accaduto anche ieri quando nella sede di Porta di Massa è stato impedito l'ingresso a due studenti di Giurisprudenza. E sono volate parole grosse e qualche spintone. «Collaborano con quelli di estrema destra, e li accolgono nelle loro assemblee. Non hanno preso posizione contro i fascisti e perciò non possono entrare» hanno poi spiegato i rappresentanti della facoltà occupata. Opposta la versione dei due esclusi: «Abbiamo semplicemente dato a tutti la possibilità di parlare per evitare di sviare la protesta verso un conflitto anacronistico». Tutto subito archiviato anche se l'assemblea ha deciso di troncare qualsiasi tentativo di infiltrazione nella facoltà occupata. E per sicurezza si è deciso di far scattare la chiusura del portone alle 20 in punto. ad. pa.
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Abbracci contro la Gelmini: questa l'iniziativa degli studenti dei licei Genovesi e Vittorio Emanuele in piazza del Gesù. Decine di studenti hanno abbracciato i passanti per manifestare contro il decreto Gelmini. Davanti al liceo Genovesi invece è stata organizzata una conferenza stampa con banchi e sedia davanti al portone d'ingresso.
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Una veglia di preghiera per convincere il ministro Gelmini e il governo «a rivedere la legge». A proporla sono i rappresentanti della Confederazione degli studenti che hanno dato appuntamento agli studenti per domani pomeriggio nel Duomo. Gli studenti si augurano che «anche il cardinale Sepe possa sostenere questa forma di protesta civile».
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DIANA CATALDO MELINA CHIAPPARINO Sono partiti in gruppi di cinquanta o anche cento sin dalle prime ore del mattino. Ognuno dalla propria scuola, stringendo tra le mani cartelloni e striscioni colorati. Poi verso piazza del Gesù, con i mezzi pubblici, in motorino, a piedi, urlando slogan a squarciagola contro il decreto Gelmini. Una breve sosta, poi di nuovo in corteo, fino a Corso Umberto, fuori la sede centrale della Federico II, attraversando via Mezzocannone. Quanti erano? Impossibile saperlo con certezza anche se il passaparola e la spensieratezza sono state le armi vincenti degli agguerritissimi studenti delle superiori provenienti da ogni parte della città. «Il decreto è legge», ha urlato qualcuno nella folla. Fischi e cori di protesta mentre gli universitari della Federico II abbandonavano l'aula dove si era appena conclusa l'assemblea e si univano al corteo degli studenti medi. Per le strade intanto esplode la protesta di migliaia di ragazzi, mentre nelle scuole occupate (ormai salite a quota quindici a Napoli) continua la mobilitazione. E così i ragazzi del Fonseca (occupato), hanno distribuito ai passanti «L'ipotesi di Calamandrei» e quelli del Genovesi (sempre occupato) in serata, da navigati comunicatori, hanno tenuto una breve conferenza stampa per spiegare le ragioni del loro «no» alla riforma. Vista dal lato degli universitari, invece, la protesta appare meno spensierata e saltano all'occhio le divisioni sulle strategia da adottare. Certo, in corteo, c'erano gli striscioni delle facoltà di Medicina, Giurisprudenza, Sociologia, Architettura e Lettere della Federico II, passando per l'Orientale sempre in prima linea, sino alla Sun e alla Parthenope. Ma in strada, davanti alla Federico II, anche un centinaio di giovani di Forza Italia a distribuire volantini in favore della nuova legge. «Università e formazione - spiega Armando Cesaro, responsabile nazionale per l'Università dei giovani di Forza Italia - necessitano di un riassetto e di una razionalizzazione partendo dal presupposto che i laureati italiani hanno notevoli difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro. Scandaloso invece che interi atenei vengano sequestrati da gruppetti di facinorosi estremisti che fanno solo disinformazione». Ma le voci fuori dal coro di protesta sono anche di altro tipo. Perché gruppetti di studenti discutendo ad alta voce durante la manifestazione, criticano «la scelta di improvvisare un corteo senza il consenso e l'organizzazione condivisa da tutti», spiega Mauro matricola di Lettere e Filosofia. «Era importante ritornare a Giusso per collaudarci in maniera unitaria - spiega Valeria, ricercatrice dell'Orientale - invece che disperderci in un ennesimo corteo». Disorientati anche i «camici bianchi» dei comitati anti-Gelmini, alcuni dei quali non hanno aderito al corteo per confluire a palazzo Giusso in attesa di confrontarsi con gli organizzatori delle mobilitazioni all'Orientale. «Ci aspettavamo l'assemblea cittadina prevista - spiega Federica, studentessa di Medicina - soprattutto perché noi delegazioni delle facoltà scientifiche siamo in ritardo con l'organizzazione della protesta e abbiamo bisogno di confronti e appoggi da chi già ha intrapreso questo percorso». Senza contare che molti studenti di Lettere esprimono un netto dissenso contro l'occupazione della facoltà: «Una scelta di pochi che noi dobbiamo subire» dicono sui blog da ieri annunciando un incontro per oggi. E all'orizzonte s'intravede qualche incrinatura che potrebbe minacciare la compattezza degli studenti.
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La legge Gelmini infiamma anche la Regione. In Consiglio regionale, infatti, la seduta è stata sciolta senza affrontare il nodo delle nomine all'ordine del giorno. Polemiche scaturite quando Tonino Scala, capogruppo Sd, abbandona i lavori perché l'opposizione gli impedisce di leggere un ordine del giorno firmato dai gruppi di maggioranza in cui si chiedeva il ritiro della riforma della scuola. «Quello che è accaduto è grave, mi è stato impedito di esprimere il mio pensiero» attacca Scala spalleggiato da Ragosta (Verdi) e Rosania (Prc). Di tutt'altro segno la presa di posizione di Martusciello (Fi) che abbandona l'aula ed Enzo Rivellini (An), indicato dalla maggioranza come colui che più di altri si è scagliato contro Scala alzando la voce per impedirgli di parlare. «Aver disturbato il manovratore è un riconoscimento alla mia opposizione. La verità è che la settimana scorsa con la discussione su Saviano, questa volta con il decreto Gelmini, la maggioranza trova sempre alibi per mascherare le divisioni al suo interno e per non lavorare sulle cose concrete» replica Rivellini. Una polemica che si accende anche quando l'assessore regionale Corrado Gabriele annuncia la sua partecipazione al corteo di oggi a Roma: «Saremo al fianco di studenti e docenti come amministratori e come cittadini, perché la loro protesta è sacrosanta». Palazzo San Giacomo invece, ieri mattina, decide di trasferire i lavori della commmissione scuola del consiglio comunale in piazza del Plebiscito in contemporanea con l'assemblea studentesca: «Occorreva solidarietà per un decreto altamente lesivo per le sorti della scuola pubblica» hanno spiegato il presidente e i commissari. E intanto da Antonio Marciano della segreteria regionale Pd arriva una dura reprimenda: «L'arroganza del governo e della Gelmini ha chiuso qualsiasi possibilità di discussione e di modifica: un atto di una gravità inaudita e di una irresponsabilità che non ha precedenti».
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da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 30-10-2008)
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Anche l'Istituto salesiano del Vomero partecipa alla mobilitazione contro la riforma Gelmini. Questa mattina è prevista l'assemblea autogestita degli studenti e delle studentesse dell'istituto. «L'inizitiva punta sostenere la protesta degli studenti italiani e, contestualmente, approfondire attraverso il dibattito e la discussione le problematiche sollevate dalla legge Gelmini. la prima volta - sottolineano gli studenti in un loro volantino - che la scuola salesiana prende parte alla mobilitazione di protesta degli studenti napoletani».
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da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 30-10-2008)
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ADOLFO PAPPALARDO «Non "immischiamoci" con i ragazzi», urla al megafono il leader di un gruppo di precari in presidio davanti la Prefettura. Ha visto solo la testa del corteo che varca piazza del Plebiscito e deve aver pensato che gli studenti, tutto sommato, sono pochi. E, invece, anche se entrano in piazza a gruppi, finiscono per occuparla tutta: dal porticato a Palazzo Reale. Perché sono più di ventimila. il clou della protesta napoletana anti-Gelmini che ieri ha avvolto la città. Mandando il traffico in tilt per l'intera mattinata e, nel pomeriggio, bloccando anche i treni per oltre due d'ore. Paralisi totale a contare anche i 38 treni soppressi. La normalità tornerà solo in serata. Che qualcosa stia per accadere in città, comunque, s'intuisce dalle 8 del mattino: perché i vagoni del metrò e i bus diretti verso il centro sono stipati di studenti delle superiori. Tutti all'assemblea generale convocata da giorni a palazzo Giusso, la sede dell'Orientale occupata che è l'architrave di tutta la protesta. Ma sono tanti, troppi i gruppi e i cortei che si ritrovano nel centro storico. «Riprendiamoci la città» è lo slogan urlato, il passaparola che serve a far prendere forma al corteo che entra nella Federico II da via Mezzocannone e ne esce raddoppiato dal lato di corso Umberto. Portandosi dietro anche ricercatori e dottorandi dell'ateneo federiciano. L'obiettivo è quello di tenere l'assemblea generale nella piazza-simbolo della città e decidere lì il da farsi. Il corteo procede, scortato da Digos e agenti in servizio antisommossa per il timore che anche a Napoli, come accade a Roma più o meno in contemporanea, possano verificarsi incidenti e tafferugli tra studenti di destra e sinistra. Ma procede tutto tranquillo quando il serpentone attraversa corso Umberto, passa per la Questura e il San Carlo. Compreso quando gli studenti incrociano un paio di mini cortei di disoccupati che vorrebbero unirsi alla marea di ragazzi. Ma il servizio d'ordine studentesco dà l'ordine di tirare dritto per evitare rogne. «Se ci toccano il futuro bruciamo la città» deve rimanere uno slogan e le strategie si dovranno discutere solo nell'assemblea in piazza che inizia quando il decreto Gelmini è già ormai legge. «Ma non finirà qui» urla al microfono Paola, studentessa di Farmacia che promette: «Nella nostra facoltà, legge o non legge, non faremo mai ricerca per conto delle multinazionali». Intanto i leader dei vari atenei salgono sulla postazione allestita sotto il porticato osservando il medesimo rito: scrutare la piazza e ritrovarsi la faccia visibilmente soddisfatta. «Siamo fortissimi in questo momento e non dobbiamo disperdere la nostra forza» urla uno studente dell'Orientale che rilancia con forza il corteo di oggi a Roma. Un progetto, però, che inizia a incrinare anche il fronte di protesta: perché c'è chi non vuole saperne di aderire a una manifestazione indetta dai sindacati e rilancia un corteo, sempre a Roma, per il 14 novembre. Dettagli perché un gruppo annuncia: «Basta, non perdiamo tempo: andiamo a occupare la facoltà di Lettere». Cosa che avviene puntuale dopo mezz'ora: giusto il tempo di arrivarci. Altri 500 studenti, invece, si dirigono verso la stazione centrale per occupare i binari ed ottenere così treni gratis per oggi. Proposta respinta dopo lunghe trattative. Eppure il bollettino di guerra redatto da Trenitalia per due ore di blocco è pesante: cancellati 28 treni regionali per l'intero percorso e 10 su parte del tragitto previsto. Senza contare l'ira dei pendolari e una normalità nei collegamenti tra Nord e Sud che arriverà solo in serata. E oggi si ricomincia di nuovo. Perché il fronte più duro della protesta, quello che diserterà il corteo romano, non ha intenzione di arrendersi.
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da "Corriere.it"
del 30-10-2008)
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sciopero nazionale, proteste e occupazioni in numerose città Corteo no-Gelmini: «A Roma un milione» Presidio al ministero con lancio di uova Manifestanti arrivati da tutta Italia. Veltroni: «Governo ascolti il popolo». Berlusconi: «Sinistra scandalosa» ROMA - Il corteo romano contro la legge Gelmini ha avuto un epilogo movimentato quando alcune migliaia di universitari della Statale, invece di riunirsi al serpentone principale, si è diretto verso la sede del ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere. Lì è stato organizzato un presidio, cui si sono uniti studenti delle scuole superiori e di altri atenei, e c'è stato un lancio di uova e fumogeni contro i poliziotti schierati. La Questura ha fatto sapere che tra i manifestanti si erano infiltrati degli anarchici e sarebbero loro gli autori dell'attacco agli agenti. Questi non hanno reagito e, subito dopo, altri studenti hanno creato un cordone di sicurezza per evitare ulteriori tensioni. «Gelmini arrenditi, sei circondata» gridano i manifestanti. Slogan anche contro Berlusconi e il governo. «Siamo l'onda che vi travolge» si legge nello striscione degli universitari che scandiscono lo slogan «siamo tutti antifascisti». Gli studenti hanno poi srotolato un nastro bianco e rosso di fronte all'ingresso principale del ministero per chiudere simbolicamente il dicastero. Poi il corteo ha ripreso a muoversi in direzione della stazione Trastevere. «SIAMO UN MILIONE» - Dopo la conversione in legge del decreto Gelmini e le proteste spontanee degli studenti in molte città d'Italia, è stato il giorno dello sciopero nazionale indetto dai sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil), Snals e Gilda. Roma ha ospitato la grande manifestazione partita da piazza della Repubblica con studenti, insegnanti, famiglie. Secondo gli organizzatori i manifestanti erano un milione. Cortei e proteste anche in molte altre città italiane. Intanto sono tornati liberi senza obbligo di firma, dopo la convalida degli arresti, i due giovani fermati mercoledì per gli scontri in piazza Navona. Yassir Goretz, 33 anni, di Rifondazione, e Michele Bauml, 19 anni, di Blocco Studentesco, sono stato giudicati per direttissima. Il primo è imputato di lesioni, per aver colpito un'agente mentre si divincolava e resistenza. Bauml soltanto di resistenza. Il processo per entrambi è fissato al 17 novembre. VELTRONI IN TESTA - In testa al corteo, partito intorno alle 9.30 da piazza della Repubblica, Walter Veltroni e Guglielmo Epifani. «Il governo ascolti la società e non trasformi questo movimento in un fatto politico» ha detto il leader del Pd. «A Roma centinaia di migliaia di persone, professori, studenti, genitori, personale non docente, hanno dato vita a una straordinaria manifestazione di popolo - ha sottolineato -. Il governo deve ascoltare questa protesta, non può restare sordo alla voce di chi nella scuola vive ogni giorno». Silvio Berlusconi non ha tardato a replicare parlando di «sinistra scandalosa» in merito alla manifestazione odierna: «Vedo una sinistra scandalosa che ha la capacità di rovesciare il vero e dire il contrario della verità». EPIFANI E BONANNI - Epifani ha tenuto il comizio finale in piazza del Popolo. Prima degli interventi il pubblico ha riservato una raffica di fischi e boato assordante ai ministri Gelmini e Brunetta. Il segretario della Cgil ha parlato di «un'intero paese che insorge». «State segnando una giornata memorabile, non solo per la scuola ma per la nostra democrazia, per il futuro del paese, per i nostri giovani - ha detto Epifani nel suo intervento -. La forza di questa piazza è la forza della democrazia ed è uno scudo per i nostri giovani. Qui c'è la maggioranza del paese che non si rassegna, che non abbassa la schiena, che non si fermerà». Epifani ha quindi rimproverato al governo di aver mascherato con una finta riforma una mera esigenza di cassa. Anche per Bonanni, anche lui intervenuto sul palco di piazza del Popolo, i tagli al sistema scolastico sono solo un modo «per mascherare la controriforma in atto». Bonanni ha chiesto al governo di «riaprire un confronto con i sindacati, gli enti locali e le famiglie, perché la scuola non può essere diretta come una azienda». Anche Di Pietro era presente alla manifestazione. Per il Pd hanno sfilato anche Anna Finocchiaro e Mariapia Garavaglia. CORTEO DIVISO IN TRE - In apertura del corteo lo striscione «Uniti per la scuola di tutti». E poi tante bandiere e palloncini colorati. Studenti, insegnanti e dirigenti scolastici sono arrivati da tutta Italia con centinaia di pullman e treni speciali, nonostante il brutto tempo e la pioggia. Tanti anche gli scolari delle elementari e medie. Gli organizzatori hanno spiegato che il corteo si è diviso in tre parti «per ragioni di spazio», a causa dell'enorme afflusso di persone: il primo, quello dei sindacati, arrivato primo in piazza del Popolo, il secondo degli universitari che ha raggiunto la sede del ministero dell'Istruzione e un terzo alla Magliana, dato che non ha potuto arrivare in centro. Alta l'adesione allo sciopero secondo i sindacati, con il 90% delle scuole pubbliche italiane chiuse. Secondo il ministero dell'Istruzione (dati parziali rilevati alle 14.30) la partecipazione è stata del 57,1%: su 452.105 dipendenti 258.152 hanno incrociato le braccia. La manifestazione si è conclusa in piazza del Popolo con i comizi finali e le note dell'inno di Mameli. PROBLEMI AL TRAFFICO - Il corteo ha attraversato via Emanuele Orlando, largo di Santa Susanna, piazza Barberini, via Sistina, Trinità dei Monti. Complice la violenta pioggia e i limiti alla circolazione, il traffico a Roma è stato particolarmente intenso con veri e propri ingorghi a ridosso del centro. Disagi anche per il trasporto pubblico con la deviazione di 27 linee bus e la chiusura della fermata di piazza di Spagna. Dalle 10 è stata chiusa anche la stazione Repubblica della metropolitana, poi riaperta alle 14.45. Più di venti pullman provenienti da Siena sono rimasti fermi sul raccordo anulare e hanno deciso di inscenare una protesta sul luogo, vista l'impossibilità di arrivare in piazza del Popolo. MILANO, A MIGLIAIA IN CENTRO - Decine di migliaia di persone, tra alunni delle elementari, studenti liceali e universitari, insegnanti, genitori e precari hanno sfilato per il centro di e si sono date appuntamento in piazza Duomo nella giornata di sciopero generale della scuola indetto dai sindacati di categoria (guarda le foto). Secondo i responsabili di «Rete scuole», tra gli organizzatori, i manifestanti erano 200mila; nessuna stima viene invece dalla Questura. Alcuni spezzoni del corteo non si sono fermati in piazza Duomo e si sono diretti con un corteo non autorizzato in piazza Affari, dove circa duemila studenti si sono seduti attorno ai furgoni e hanno improvvisato un'assemblea di fronte alla Borsa. PROTESTE IN TUTTA ITALIA - Manifestazioni e cortei anche in molte altre città italiane. Gli universitari dell'Udu sono scesi in piazza per «rivendicare un sistema formativo pubblico e sul quale non si possono operare tagli così vistosi». Oltre a Milano e Roma gli studenti medi e universitari sono stati al fianco dei lavoratori in sciopero anche ad Ancona, Cagliari, Catania, L'Aquila, Lecce, Palermo, Pavia e Torino. A Torino è partito da Palazzo Nuovo il corteo degli studenti universitari delle facoltà umanistiche, cui si sono uniti gli studenti delle scuole medie superiori, universitari di altre facoltà e i precari della ricerca. A Genova migliaia di studenti in corteo, presente anche il presidente della Regione Claudio Burlando. La protesta degli universitari e delle scuole superiori si è unita con quella delle scuole elementari e dei Cobas. I manifestanti hanno poi occupato i binari della stazione ferroviaria di Piazza Principe. A Bologna diverse migliaia di studenti medi e universitari si sono concentrati in piazza Nettuno e in piazza Maggiore. A Brescia i manifestanti hanno occupato la stazione ferroviaria. Stessa cosa a Firenze, dove un centinaio di manifestanti, tra studenti e aderenti ai centri sociali, ha occupato per circa mezz'ora alcuni binari a Campo di Marte, con alcuni momenti di tensione. ALTRE CITT - In Sicilia si calcola un'adesione molto elevata allo sciopero da parte degli insegnanti. Secondo la Flc Cgil molti istituti sono rimasti chiusi a Palermo e provincia. A Palermo due i cortei: uno di docenti, personale scolastico e genitori e l'altro di studenti delle superiori e dell'università. Cortei anche a Messina, Reggio Calabria e Cagliari. Ancora manifestazioni a Napoli: tre istituti superiori hanno sfilato a Portici, uno a Ischia, mille studenti ad Arzano. A Bari hanno manifestato circa 2mila studenti. stampa |
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da "Grecale, Il"
del 30-10-2008)
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giovedì 30 ottobre 2008 15:58 Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4 Per l?assessore comunale di Lesina è opportuno fare una corretta informazione. “Abbiamo appreso che effettivamente le famiglie non erano completamente a conoscenza del decreto” Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4 Lesina- “Dire la verità”. E? questo l?intento dell?assessore comunale di Lesina Nicola De Mite nel giorno dello sciopero generale della scuola, all?indomani dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini. Per l?assessore è opportuno fare una corretta informazione e collaborare con le famiglie per una conoscenza “vera” della legge. Ecco perché questa mattina davanti la scuola dell?infanzia e nei locali pubblici di Lesina sono stati distribuiti oltre 200 volantini nei quali era riportato integralmente il testo della legge e i punti più essenziali: maestro unico, voto in condotta, educazione civica, ripristino del voto numerico. “Una iniziativa pacifica che ha riscosso interesse da parte dei genitori – ha detto De Mite-. Abbiamo appreso che effettivamente le famiglie non erano completamente a conoscenza del decreto”. (Il Grecale)
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da "Grecale, Il"
del 30-10-2008)
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giovedì 30 ottobre 2008 15:41 Lotta studentesca: manifestazione congiunta con rappresentanti della sinistra Manfredonia - Manifestazioni e scioperi, stamane in tutt'Italia, “contro la Legge Gelmini”, tramite una sinergia con “rappresentanti della sinistra” ma solo dove la stessa dimostri “maturità e consapevolezza politica. Lo affermano in una nota i delegati di Lotta Studentesca, formazione giovanile di Forza Nuova: “Il nostro e' uno sciopero costruttivo: non difendiamo la scuola attuale ma ne pretendiamo una migliore”. (IlGrecale/Mf01)
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da "Grecale, Il"
del 30-10-2008)
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giovedì 30 ottobre 2008 15:37 L'amministrazione comunale ha anche affrontato il problema dei tagli che vuole attuare l'amministrazione provinciale San Severo - Anche gli insegnanti, i genitori e gli studenti di San Severo sono scesi in piazza ieri mattina per protestare contro la riforma della scuola attuata dal Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini. In testa al corteo anche il sindaco di San Severo Michele Santarelli e l?assessore alla pubblica istruzione Michele Monaco che hanno assicurato l?appoggio e il sostegno dell?amministrazione comunale al fianco del mondo scolastico locale. Gli insegnanti partiti alle 9.30 da Piazza Castello hanno percorso via Minuziano, piazza Incoronazione e via Tiberio Solis per poi giungere in corso Gramsci armati di striscioni e cantando cori di protesta. “A colpi di scure vogliono ridimensionare la rete scolastica, e ciò sta avvenendo – ha precisato Michele Monaco – anche in provincia di Foggia, con gli amministratori provinciali che si sono già attrezzati per ridimensionare la rete scolastica locale. Noi non accetteremo istituti comprensivi e ridimensionamenti, le scuole di San Severo sono disponibili a superare in modo solidale alcune difficoltà, ma nessuna scuola sanseverese deve essere toccata perché l?attuale popolazione scolastica può bastare a mantenere in vita tutti gli edifici scolastici della città”. Il video della manifestazione è pubblicato su www.sansevero.tv (Il Grecale - Marilia Castelli)
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da "Sestopotere.com"
del 30-10-2008)
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Scuola, Nervegna (FI/PDl): "Le falsità dell'assessore Gualdi... professore a contratto e senza concorso..." (30/10/2008 15:55) | (Sesto Potere) - Cesena - 30 ottobre 2008 - “Sono veramente stupefatto dalla disinformazione dispensata a piene mani dall?assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Cesena, Daniele Gualdi , sul tema dell'approvazione del Decreto Gelmini. Innanzitutto è da rilevare come un autentico falso parlare di tagli al personale, nel decreto Gelmini non se ne parla in nessuno dei suoi 8 articoli. Trovo assurdo che Gualdi offra sostegno agli slogan dei giovani che disertano le aule e affollano le piazze citando il disegno di legge 133/2008 …. Che non è il decreto Gelmini, bensì il testo della Finanziaria! Confondendo un po? le acque. Anzi svelando in pieno l?intento politico e strumentale di tutta la vicenda. Ma la cosa che più mi disgusta è che la sinistra stia facendo passare questa disinformazione alle famiglie e alle persone che non hanno familiarità con le leggi e con il diritto e che quindi si fidano in buona fede delle loro menzogne”. Così Antonimo Nervegna , coordinatore provinciale di Fi/PDl, replica alle affermazioni dell?assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Cesena, Daniele Gualdi , pubblicate dalla stampa. “Nel merito del decreto – continua Nervegna – ritengo assolutamente fuori luogo il terrorismo dispensato da Gualdi che paventa la mancanza di personale anche a Cesena per la didattica a tempo pieno. Esplicitamente all?articolo 4 del decreto, sul tema Insegnante unico nella scuola primaria, si parla di classi affidate ad un insegnate prevalente con orario di 24 ore settimanali con la possibilità di una più ampia articolazione del tempo-scuola, grazie a quegli insegnanti che, liberati dalla presenza del maestro unico, saranno utilizzati per potenziare il tempo pieno. Sempre l?articolo 4 parla di definizione del trattamento economico dovuto per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all?orario d?obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali”. Antonio Nervegna sottolinea invece l?importanza di un provvedimento di legge che tiene conto delle problematiche economiche in cui versa il sistema scolastico del Paese, gravato da quell?assistenzialismo statale, cavallo di battaglia dei governi di centrosinistra e dei sindacati, “che con uno sperpero totale dei soldi pubblici a scapito del merito, ha dilapidato le risorse statali negli ultimi decenni. Dalla riorganizzazione in atto si ricaveranno fondi per premiare gli insegnanti più capaci e investire in innovazione. Non si vuole spendere meno per la scuola, ma spendere meglio”. Nervegna commenta anche le recenti manifestazioni di occupazione degli istituti scolastici e delle plateali lezioni in piazza che hanno visto la “partecipazione solidale” del sindaco di Forlì Nadia Masini. “Questa sinistra , al governo in Romagna e all?opposizione in parlamento – aggiunge Antonio Nervegna - , non ha nulla da insegnare a nessuno. A Gualdi ricordo che lui stesso , professore a contratto nella facoltà di Economia , ha goduto dell?accesso all?Università senza aver sostenuto un concorso, e gli dico che sia offerta a tutti un?opportunità, superando le ?baronie? politiche e accademiche. La scuola e l?Università, tempio del sapere, non devono essere terreno di lotta politica, ma tutti dovremmo concorrere al miglioramento del sistema scolastico, piagato da quarant?anni di immobilismo grazie allo strapotere, troppo spesso violento, della cultura dell?egualitarismo, figlia del Sessantotto, che tanto male ha fatto all?Italia, eliminando la meritocrazia per mezzo di una falsa uguaglianza”: conclude Nervegna che ribadisce il sostegno agli studenti che vogliono difendere il loro diritto allo studio all?interno delle scuole e delle università.
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da "Sestopotere.com"
del 30-10-2008)
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Scuola , Nervegna (FI/Pdl): "Male ha fatto il sindaco Masini a scendere in piazza" (30/10/2008 15:54) | (Sesto Potere) - Forlì - 30 ottobre 2008 - “Il sindaco di Forlì ha perso l?ennesima occasione per offrire alla città un ruolo istituzionale che , evidentemente, ormai non le compete più. Il decoro amministrativo dell?essere sindaco di tutta la città e non di una parte soltanto, quella che vuole titillare negli istinti più bassi per carpirne il consenso facile e demagogico, non le appartengono. Non prende esempio da altri sindaci della sinistra che , con più serietà, hanno scelto di non scendere in piazza. La Masini, più semplicemente ha scelto di scendere…. Sempre più in basso , in una scala di valori che per noi è ormai ai minimi storici”. Così Antonimo Nervegna, capogruppo comunale di Fi/Pdl a Forlì, commenta l?uscita pubblica del sindaco di Forlì tra gli studenti che in piazza Saffi contestavano il decreto Gelmini. Antonio Nervegna sottolinea invece l?importanza di un provvedimento di legge che tiene conto delle problematiche economiche in cui versa il sistema scolastico del Paese, gravato da quell? assistenzialismo statale, cavallo di battaglia dei governi di centrosinistra e dei sindacati, “che con uno sperpero totale dei soldi pubblici a scapito del merito, ha dilapidato le risorse statali negli ultimi decenni. Dalla riorganizzazione in atto si ricaveranno fondi per premiare gli insegnanti più capaci e investire in innovazione. Non si vuole spendere meno per la scuola, ma spendere meglio”. E Nervegna commenta anche le manifestazioni di occupazione degli istituti scolastici e delle plateali lezioni in piazza che hanno visto la “partecipazione solidale” del sindaco di Forlì Nadia Masini con parole molto dure: “Questa sinistra , al governo in Romagna e all?opposizione in parlamento – aggiunge Antonio Nervegna - , non ha nulla da insegnare a nessuno. Alla Masini , che per il suo ruolo all?interno dell?Anci aveva altre maniere di difendere le sue idee, rimprovero l?esempio comunque diseducativo fornito ai ragazzi ed alla cittadinanza intera. La scuola non deve essere terreno di lotta politica, ma tutti dovremmo concorrere al miglioramento del sistema scolastico, piagato da quarant? anni di immobilismo grazie allo strapotere, troppo spesso violento, della cultura dell?egualitarismo, figlia del Sessantotto, che tanto male ha fatto all?Italia, eliminando la meritocrazia per mezzo di una falsa uguaglianza”: conclude Nervegna che ribadisce il sostegno agli studenti che vogliono difendere il loro diritto allo studio all?interno delle scuole e delle università.
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da "Sestopotere.com"
del 30-10-2008)
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Scuola , Errani (Pd): "Bene ha fatto il sindaco Masini a incontrare gli studenti" (30/10/2008 15:19) | (Sesto Potere) - Forlì - 30 ottobre 2008 - Marco Errani, capogruppo PD in consiglio Comunale a Forlì, con una nota inviata oggi ai mass media difende la scelta del sindaco Nadia Masini di incontrare gli studenti che ieri pomeriggio, in piazza Saffi, hanno inscenato manifestazioni di protesta contro il decreto Gelmini. "Anche a Forlì si è svolta una grande manifestazione degli studenti medi per difendere la qualità dell?istruzione e contrastare le scelte sbagliate del Ministro Gelmini. Questo malessere non può essere strumentalizzato maldestramente dalle forze politiche, ma il Governo e il centro-destra farebbero bene a non sottovalutare un sentire molto profondo che investe largamente il mondo della scuola. Altro che fannulloni! (come aveva affermato l'on.Pini, della Lega, ndr) Gli studenti chiedono più risorse per la scuola, per studiare di più e meglio. Del resto in tutto il mondo civile nessun Paese sta tagliando sulla scuola. Il programma di Obama prevede più investimenti nell?istruzione. Qual è l?idea di futuro del centro-destra italiano? Forse l?istruzione viene scambiata per la televisione. E? di grande significato che il Sindaco di Forlì abbia parlato ieri agli studenti in piazza. Il Sindaco ascolta gli studenti e poi Forlì ha una storia. Il Comune di Forlì in questi anni ha sempre messo al primo posto la qualità del sapere e della formazione con risultati evidenti agli occhi di tutti". "L?eccellenza della nostra scuola è messa a dura prova dalle scelte del Governo. Qui c?è un comune sentire, altro che misere strumentalizzazioni, tra l?operato delle istituzioni locali e i ragazzi delle medie superiori e dell?università. Senza una scuola di qualità il nostro Paese avrebbe un futuro molto difficile. Sono sicuro che con questi ragazzi si può aprire un confronto sereno per avere una scuola migliore.": conclude Marco Errani.
(
da "Sestopotere.com"
del 30-10-2008)
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Scuola, Forza Italia Giovani/PdL Cesena replica alle dichiarazioni dell'Assessore del Comune di Cesena Gualdi (30/10/2008 14:59) | (Sesto Potere) - Cesena - 30 ottobre 2008 - Riceviemo e pubblichiamo l'intervento di Forza Italia Giovani/PdL Cesena in risposta alle dichiarazioni dell'Assessore del Comune di Cesena, Gualdi , sul Decreto Gelmini: "Abbiamo letto con stupore le dichiarazioni rilasciate ieri dal prof. Gualdi in merito all?approvazione del Decreto Gelmini sulla scuola. Gualdi è stato abile nel concentrare così tante frasi strumentali e inesatte in un breve comunicato, che sembrerebbe scritto più da un sindacalista incallito che da un assessore alla Pubblica Istruzione. Tale ruolo istituzionale dovrebbe infatti indurre il prof. Gualdi alla moderazione e all?equilibrio, favorendo il confronto tra le diverse opinioni presenti invece della propaganda per la propria parte politica. La sinistra indica la razionalizzazione delle spese come motivo di un ulteriore peggioramento della qualità della scuola italiana. Non considera tuttavia che siamo già nei primi posti tra i paesi dell?Ocse come spesa per istruzione primaria e secondaria superiore, senza che questo influisca purtroppo sulla qualità dell?insegnamento. La spesa del ministero dell?Istruzione è per il 96,98% spesa per il personale: una razionalizzazione è indispensabile se si vogliono liberare risorse per gli investimenti, tanto più che la riduzione del personale non avverrà attraverso alcun licenziamento ma limitando le nuove assunzioni. Forse Gualdi dimentica che le riduzioni degli insegnanti erano già state pianificate da Prodi (circa 20mila unità, cifra giudicata insufficiente nel Quaderno bianco sulla scuola pubblicato giusto un anno fa dal precedente governo) e che lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico, ha dichiarato che “le condizioni del nostro sistema scolastico richiedono scelte coraggiose di rinnovamento: non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell?esistente. [..] L?Italia deve ridurre a zero nei prossimi anni il suo deficit pubblico per incidere sempre di più sul debito accumulato nel passato”, pertanto “nessuna parte sociale e politica può sfuggire a questo imperativo”. L?introduzione del maestro prevalente nelle elementari (non unico, perché continueranno ad esistere gli insegnanti di inglese ed educazione fisica) libererà un numero di ore sufficiente ad incrementare il tempo pieno, tanto che in 5 anni si prevedono 5.750 classi in più che avranno a disposizione questo importante aiuto per le famiglie. Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Grecia: nella maggior parte dei casi in Europa il maestro è unico o prevalente, senza che per questo i sindacati proclamino scioperi generali o paventino la fine del sistema scolastico. Riguardo all?università, Gualdi dovrebbe conoscere bene i mali che da tempo affliggono i nostri atenei, essendo oltre ad Assessore anche Professore a contratto presso l?Università di Bologna. Non c?è un solo ateneo italiano fra i migliori 150 del mondo, in compenso ci sono 37 corsi di laurea con un solo studente, 327 facoltà che non superano i 15 iscritti, 5500 corsi di laurea in totale ovvero il doppio rispetto alla media europea. Negli anni si sono moltiplicate le cattedre e i posti per i professori senza tener conto delle reali esigenze degli studenti, con casi di nepotismo e concorsi truccati all?ordine del giorno. Il Governo finora è stato prudente: oltre alla necessaria razionalizzazione delle spese e alla graduale trasformazione degli atenei in fondazioni, occorre procedere con forza ad una riforma che possa risolvere i grandi mali dell?università, iniziando ad esempio con l?abolizione del valore legale della laurea e il potenziamento dei criteri di merito per l?assegnazione dei fondi. Ma per questa sfida difficile ed insieme indispensabile il Governo sta già predisponendo un piano, che speriamo possa avere il sostegno di tutte le forze politiche che hanno realmente a cuore il futuro di noi giovani. La sinistra non può più continuare a difendere i privilegi ormai indifendibili dei baroni universitari e di qualche corporazione. Quanto al prof. Gualdi, lo invitiamo a portare avanti tutte le battaglie politiche in cui crede, ma senza utilizzare il suo ruolo di assessore alla Pubblica Istruzione per creare paure e allarmismi ingiustificati negli studenti e nelle famiglie di Cesena."
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da "Sestopotere.com"
del 30-10-2008)
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Protesta scuola e università, cortei e stazioni bloccate. Aduc: "Calpestati i diritti di utenti e consumatori" (30/10/2008 09:34) | (Sesto Potere) - Firenze - 30 ottobre 2008 - Molte stazioni ferroviarie oggi hanno subito l'occupazione dei binari da parte dei cortei studenteschi che protestavano per l'approvazione del decreto Gelmini sulla scuola. La conseguenza e' che il traffico ferroviario e' stato sospeso e i ritardi per i viaggiatori sono stati notevoli e diffusi. In modo piu' o meno simile, anche se con meno conseguenze (a parte Roma, dove quasi ogni mobilita' e' stata impedita), e' accaduto lo stesso nei centri di molte citta' italiane per la circolazione veicolare. "Niente di nuovo, per carita'. Cortei e manifestazioni sindacali per anni hanno continuato e continuano a fare altrettanto. Per non parlare degli scioperi selvaggi (cioe' quelli non preannunciati e non programmati si' che l'utenza possa organizzarsi in modo diverso) nello specifico settore dei trasporti: dai ferrovieri agli autotrasportatori che bloccano le autostrade. Ma chi non c'entrava nulla -cioe' i cittadini che prendono il treno, gli autobus, i taxi o che fruiscono delle strade coi loro mezzi privati- sono diventate tra le principali vittime di queste manifestazioni.": si lamenta Vincenzo Donvito, presidente Aduc, Associazione Diritti Utenti e Consumatori. "Abitualmente, chi fa queste lamentele su queste violenze incivili, viene tacciato come fiancheggiatore dei detrattori di questa o quell'altra motivazione che ha indotti le persone a manifestare. Quindi si viene indicati come destrorsi o sinistrorsi in base alla critica di incivilta' che si fa ad una di queste invasioni, dando per scontato che la critica in se' alla incivilta' di una manifestazione comporti di conseguenza l'accettazione delle motivazioni di chi si oppone alle ragioni opposte a quelle dei manifestanti. E' la logica di chi considera gli utenti e i consumatori solo come funzionali a questa o quella parte politica e non soggetti civici con una loro dignita' e un loro diritto, trasversali a quelli degli schieramenti dei contendenti il potere politico. Logica che dimostra il costante imbarbarimento della lotta politica e, soprattutto, l'incapacita' di quest'ultima di puntare contro il proprio obiettivo, amalgamandolo ai beni e servizi di tutta la comunita': in un certo momento -quello della manifestazione, per l'appunto- i manifestanti se la prendono contro i beni e servizi di tutti, come se questi fossero della loro controparte e non anche loro; oppure, quando li considerano loro, partono dal presupposto -violento- che chiunque, in virtu' della superiorira' delle loro motivazioni, sia disponibile a sospenderne la fruibilita'.": aggiunge Vincenzo Donvito, presidente Aduc. "Quindi noi, che oggi - aggiunge Donvito - rileviamo come siano incivili gli studenti che hanno bloccato stazioni e strade urbane, saremo apostrofati come coloro che sostengono il decreto Gelmini sulla scuola o, peggio, emuli della follia istituzionale dell'ex-presidente della Repubblica, senatore Francesco Cossiga, che vorrebbe fossero picchiati a sangue tutti coloro che manifestano per quello che lui ritiene sbagliato. Noi, invece, crediamo che sia tutta qui la differenza tra civile e incivile. Lasciamo a chi manifesta -oggi gli studenti, ieri e domani tutti gli altri- la voglia di prendere in considerazione questa nostra istanza di utenti e consumatori. Noi crediamo che le loro rivendicazioni sarebbero rafforzate e le ragioni meglio comprese se, nel manifestarle, non creassero vittime inconsapevoli del loro linguaggio. Fate voi. Noi, utenti e consumatori, proprio perche' non succubi di questa o quell'altra scelta di parte, ci difenderemo cercando di portare in tribunale chi ha attentato ai nostri diritti, per niente dissimili o secondari da quelli di manifestazione ed espressione delle proprie idee": conclude il presidente dell' Aduc.
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da "Stampaweb, La"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA La legge-Gelmini segna uno spartiacque, la fase politica che si è aperta con le elezioni dello scorso aprile si va chiudendo e la protesta degli studenti e dei docenti dimostra che è «finita la luna di miele» per il Governo. Walter Veltroni scende di nuovo in piazza, dopo la manifestazione del Pd di sabato scorso, e questa volta sfila accanto agli studenti nel corteo di Roma, dopo aver ieri annunciato la decisione di raccogliere le firme per un referendum contro la riforma della scuola. Il segretario del Pd arriva alla partenza del corteo, dopo aver partecipato alla riunione degli "autoconvocati" contro l?abolizione delle preferenze nella legge elettorale per le europee, e davanti ai fotografi stringe la mano al leader di Idv Antonio Di Pietro e al segretario di Rifondazione Paolo Ferrero. « naturale per me essere qui», dice Veltroni. Nuova fase tra le opposizioni In realtà, nei mesi scorsi il Pd era spesso stato "scavalcato a sinistra" non solo da Rifondazione ma anche, e soprattutto, da Idv, e la stretta di mano di oggi può rappresentare anche l?apertura di una nuova fase tra le opposizioni. Il segretario democratico è convinto che questa rottura tra il governo e il mondo della scuola sia destinata a chiudere un ciclo e ad aprirne un altro e vuole porre il suo partito al centro della nuova fase: «Per il Governo Berlusconi sulla scuola è finita la luna di miele, come quella di Prodi con gli elettori finì sull?indulto. Con la differenza che loro l?indulto lo votarono, mentre noi sulla scuola abbiamo fatto una fortissima opposizione. La scuola è qualcosa che ha chiamato in causa milioni di famiglie, l?errore più grave del governo è stato scambiare questa protesta per un fenomeno politico eterodiretto». Veltroni e Di Pietro d'accordo: «Ricorreremo al referendum» Veltroni conferma la scelta di ricorrere al referendum, pur spiegando che non è uno strumento che il Pd usa «a cuor leggero. Noi non siamo gente che fa i referendum facilmente (e sul "lodo-Alfano" conferma che il Pd continua ad attendere il giudizio della Corte costituzionale, ndr), se l?abbiamo fatto sulla scuola è perchè lo riteniamo paradigmatico di due concezioni del futuro del Paese e anche di due modi di governare». Si sta studiando, precisa, la formulazione migliore per il quesito che comunque «potrà riguardare le parti del dl Gelmini che sono di carattere normativo». L?importante, aggiunge dopo i fatti di ieri a piazza Navona, è evitare che la protesta degeneri: «Mi preoccupa il fatto che ci sia stata un?aggressione violenta da parte di persone identificate, il tentativo, non nuovo, di radicalizzare un movimento pacifico, civile e senza connotazioni politiche va respinto. Credo che tutti debbano fare la loro parte e prendersi le responsabilità». Ma il segretario democratico è attento a non puntare il dito contro la polizia: «Può darsi che ieri qualcosa non abbia funzionato, ma in generale le forze dell?ordine meritano rispetto per il lavoro che svolgono». D'accordo a ricorrere al referendum anche Antonio Di Pietro: «Appena il decreto Gelmini sarà pubblicato, provvederemo a depositare il quesito in Cassazione e cominceremo la raccolta delle firme sugli stessi tavoli in cui stiamo già raccogliendo le firme referendarie contro la legge "salvapremier"». Il premier: «La sinistra mente» Da parte sua, Silvio Berlusconi torna però a difendere la legge Gelmini e commenta così le manifestazioni di oggi degli studenti contro la riforma della scuola: «C?è una scandalosa sinistra che ha questa capacità assoluta di mentire su cose che sono di un buonsenso e di una logicità assoluta». A chi gli fa notare che in piazza ci sono non solo ragazzi ma anche molti genitori e famiglie, il Cavaliere insiste: «La sinistra dice cose che non corrispondono al vero. La nostra non è nemmeno una riforma. Dicono delle cose, ma scherziamo? I nostri sono provvedimenti di buonsenso e assunti con il buonsenso del padre di famiglia. C?è una scandalosa e grandissima capacità della sinistra di diffondere il contrario del vero». In piazza anche Bonanni, Epifani e la Finocchiaro Ma tra i manifestanti per le strade della capitale, insieme al leader del Pd, ci sono anche tanti politici e sindacalisti. Per il segretario generale della Cisl, Bonanni: «Le scelte per il futuro si fanno con la gente, non si discute la scuola dei lavoratori come se fosse un consiglio di amministrazione, è una vergogna. Non si può riformare la scuola senza mantenere fede alla Costituzione; i tagli non sono una riforma ma un modo per mascherare la controriforma in atto». Secondo il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro: «La manifestazione di oggi smentisce le previsioni del centrodestra secondo il quale con l?approvazione al Senato del decreto legge Gelmini tutto sarebbe finito». Per il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, infine, la partecipazione al corteo contro la riforma è «straordinaria. Oggi è davvero una giornata memorabile». Per il sindacalista quando così tante persone scendono in piazza è necessario che il governo rifletta.
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da "AprileOnline.info"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Tsunami scuola Carla Ronga, 30 ottobre 2008, 16:56 L'onda anomala, pacifica, colorata e determinata contro la Gelmini si gonfia sempre più. Un milione i manifestanti radunati a Roma: "Il governo deve ascoltarci". Le misure prese con arroganza, a colpi di decreto, la finta riforma della scuola fatta tutta di tagli e di iniziative spot, sono state bocciate dal Paese. Manifestazioni anche a Milano, Bologna (contestato il comico Grillo), Genova, Pavia, Ancona, Napoli, Cagliari, L'Aquila, Lecce, Palermo, Catania... Siamo un milione. Lo dicono dal grande palco eretto sul lato destro di piazza del popolo, ma l'impressione è che si sia anche di più. La piazza è stracolma, sul Pincio il corteo sfila senza interruzione, via del Babuino è un fiume in piena: gli striscioni degli studenti salernitani, "calabresella mia" suonata dalle scuole calabresi, la musica a palla del camion dei giovani liceali romani e ancora palloncini e bandiere. Piazza del Popolo non riesce a contenerli tutti. Il 90 percento delle scuole italiane oggi sono rimaste chiuse. Nel giorno dello sciopero nazionale indetto dai sindacati confederali, Snals e Gilda, Roma ha ospitato la grande manifestazione partita da piazza della Repubblica con studenti, insegnanti, famiglie. Il governo deve ascoltarci. In testa al corteo, leader sindacali e leader politici del centrosinistra entrano insieme in piazza: Vendola, Ferrero e Bertinotti uno accanto all'altro, Di Pietro a pochi metri di distanza e i militanti di IdV raccolgono le firme contro il lodo Alfano. "Vogliamo firmare per il referendum contro la legge Gelmini", chiedono alcune maestre, "va preparato, ci vuole un po' di tempo", gli rispondono i dipietristi. Entrano insieme anche Walter Veltroni e Guglielmo Epifani "Il governo ascolti la società e non trasformi questo movimento in un fatto politico", dice il segretario del Pd. "Il governo - aggiunge - deve ascoltare questa protesta, non può restare sordo alla voce di chi nella scuola vive ogni giorno. Le misure prese con arroganza, a colpi di decreto, la finta riforma della scuola fatta tutta di tagli e di iniziative spot, sono state bocciate dal Paese. La grande marea di persone che ha riempito Roma, i tantissimi altri nelle piazza delle cento città italiane, con la loro protesta non chiedono il mantenimento della situazione attuale, chiedono una scuola che funzioni davvero, che sappia premiare il merito e offrire a tutti eguali condizioni di partenza". Dalla piazza la protesta riserva raffiche di fischi contro i ministri Gelmini e Brunetta, poi un boato assordante. Sul palco intervengono i leader di tutti i sindacati. Bonanni chiede al governo di "riaprire un confronto con i sindacati, gli enti locali e le famiglie, perché la scuola non può essere diretta come una azienda". Si rimprovera al governo di mascherare con una finta riforma una mera esigenza di cassa. Ma non possono essere i giovani a pagare. Da Renata Polverini l'auspicio che "il governo sappia raccogliere le istanze della piazza convocandoci e mettendoci in condizione di migliorare questa legge". Il referendum, visti i tempi che richiede, spiega il segretario dell'Ugl, "rischia di non essere lo strumento più adatto poiché inciderebbe sui contenuti di una riforma e non sui maggiori punti deboli rappresentati dalla scarsità di risorse e dagli eccessivi tagli al comparto previsti dalla legge finanziaria". "Anche sul fronte dell'Università -conclude Polverini- si presentano gli stessi problemi e il governo, in vista della presentazione del piano annunciato dal ministro Gelmini, ha l'occasione di non ripetere l'errore commesso con la scuola e di aprire un confronto con il sindacato e il mondo accademico". Per il leader della Uil Angeletti "lo sciopero della scuola è stato convocato per risolvere i problemi contrattuali e dei precari, bisogna quindi evitare qualsiasi strumentalizzazione politica". A Epifani il compito di chiudere la manifestazione. Il segretario della Cgil parla di "un intero paese che insorge" e si rivolge ai manifestanti: "State segnando una giornata memorabile, non solo per la scuola ma per la nostra democrazia, per il futuro del paese, per i nostri giovani. La forza di questa piazza è la forza della democrazia ed è uno scudo per i nostri giovani. Qui c'è la maggioranza del paese che non si rassegna, che non abbassa la schiena, che non si fermerà". "Non dividiamoci - è l'appello lanciato dal palco di piazza del Popolo dal segretario Cgil - la forza di questa giornata è l'unità, non scambiamo un piatto di lenticchie per questa forza di unità. Questo è il segno di questa manifestazione e di questo incontro". La sinistra si ritrova. Dentro quella che Paolo Ferrero definisce "una enorme manifestazione di popolo contro un governo che trova i soldi per banche e banchieri e taglia la scuola pubblica", studenti, lavoratori, famiglie al completo di tre generazioni unite dalla volontà di difendere non lo status quo, ma le pari opportunità per tutti, l'accesso al sapere e il diritto di futuro. Per Paolo Nerozzi (sinistra Pd) "chi pensava che la sinistra fosse morta si sbaglia di grosso perché la mobilitazione di oggi dimostra quanto sia ancora viva l'identificazione della sinistra con l'idea di eguaglianza e la difesa dei diritti fondamentali e della non violenza, la ricostruzione del centrosinistra parte proprio da qui". E Anna Finocchiaro rinnova l'auspicio che "il referendum serva per mettere al centro della discussione nel paese nei prossimi mesi il tema della scuola e della formazione. Il tema cioè del futuro dell'Italia". Tutti concordi sul fatto che la lotta contro il decreto Gelmini non finisce con l'approvazione del provvedimento, al contrario, continua sia con il referendum per l'abrogazione della legge, sia con la mobilitazione di massa, affinché il decreto legge sulla scuola finisca come quello sull'abrogazione dell'art.18, che non venne mai applicato. Corteo diviso in tre. In apertura del corteo lo striscione "Uniti per la scuola di tutti". E poi tante bandiere e palloncini colorati. Studenti, insegnanti e dirigenti scolastici sono arrivati da tutta Italia con centinaia di pullman e treni speciali, nonostante il brutto tempo e la pioggia. Tanti anche gli scolari delle elementari e medie. Gli organizzatori hanno spiegato che il corteo si è diviso in tre parti "per ragioni di spazio", a causa dell'enorme afflusso di persone: il primo, quello dei sindacati, arrivato primo in piazza del Popolo, il secondo degli universitari che ha raggiunto la sede del ministero dell'Istruzione e un terzo, che non è riuscito a raggiungere il centro cittadino, ha sfilato alla Magliana, lungo il raccordo anulare. L'onda anomala circonda il ministero della Gelmini. Il corteo romano contro la legge Gelmini ha avuto un epilogo movimentato quando alcune migliaia di universitari della Statale, invece di riunirsi al serpentone principale, si è diretto verso la sede del ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere. Lì circa 15 mila studenti hanno organizzato un presidio, cui si sono uniti studenti delle scuole superiori e di altri atenei. Qualche momento di tensione con un lancio di uova e fumogeni contro i poliziotti schierati. La Questura ha fatto sapere che tra i manifestanti si erano infiltrati degli anarchici e sarebbero loro gli autori dell'attacco agli agenti. Questi non hanno reagito e, subito dopo, altri studenti hanno creato un cordone di sicurezza per evitare ulteriori tensioni. "Gelmini arrenditi, sei circondata" gridano i manifestanti. Slogan anche contro Berlusconi e il governo. "Siamo l'onda che vi travolge" si legge nello striscione degli universitari che scandiscono lo slogan "siamo tutti antifascisti". Gli scontri di mercoledì a Piazza Navona. Su YouTube circola il video con la lettura dell'intervista in cui il presidente Francesco Cossiga invitava a inserire gli infiltrati tra i ragazzi delle scuole. Dichiarazioni di gravità assoluta, che non ha avuto le reazioni che meritavano. è evidente che c'è la tentazione di inquinare il movimento, ma la vigilanza è alta e il fiume umano scorre pacificamente. Preoccupazione è stata espressa anche dall'Unione Europea in una nota ufficiale in cui si invita le autorità italiane a fare chiarezza. Chi ha permesso l'ingresso a piazza Navona del camioncino - arsenale carico di bastoni e spranghe tricolori di Casa Paund? Pd e IdV hanno rivolto delle interrogazioni al governo e, mentre Di Pietro chiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare, Roberto Maroni, ministro degli Interni, si è impegnato a riferire alla Camera tutti i dettagli della ricostruzione di quanto è accaduto. Gli scontri finiscono al vaglio della procura di Roma. Un primo rapporto di polizia, assegnato al pm Patrizia Ciccarese, ha riguardato le posizioni di due ragazzi arrestati, che questa mattina sono comparsi davanti al giudice per il processo per direttissima, e di un altro gruppo di studenti fermati, identificati e poi rilasciati dalla polizia. Nelle prossime ore, però, è attesa a piazzale Clodio un'informativa più completa sui fatti di ieri con la ricostruzione della guerriglia scoppiata nel centro della capitale. Proteste in tutta Italia. Gli universitari dell'Udu sono scesi in piazza per "rivendicare un sistema formativo pubblico e sul quale non si possono operare tagli così vistosi". Oltre a Roma gli studenti medi e universitari sono stati al fianco dei lavoratori in sciopero anche ad Ancona, Milano, Cagliari, Catania, L'Aquila, Lecce, Palermo, Pavia e Torino e Genova. Decine di migliaia di persone, tra alunni delle elementari, studenti liceali e universitari, insegnanti, genitori e precari hanno sfilato per il centro di Milano e si sono date appuntamento in piazza Duomo. Secondo i responsabili di "Rete scuole", tra gli organizzatori, i manifestanti erano 200mila; nessuna stima viene invece dalla Questura. Alcuni spezzoni del corteo non si sono fermati in piazza Duomo e si sono diretti con un corteo non autorizzato in piazza Affari, dove circa duemila studenti si sono seduti attorno ai furgoni e hanno improvvisato un'assemblea di fronte alla Borsa. A Bologna diverse migliaia di studenti medi e universitari si sono concentrati in piazza Nettuno e in piazza Maggiore. A Brescia i manifestanti hanno occupato la stazione ferroviaria. Stessa cosa a Firenze, dove un centinaio di manifestanti, tra studenti e aderenti ai centri sociali, ha occupato per circa mezz'ora alcuni binari a Campo di Marte, con alcuni momenti di tensione. In Sicilia si calcola un'adesione molto elevata allo sciopero da parte degli insegnanti. Secondo la Flc Cgil molti istituti sono rimasti chiusi a Palermo e provincia. A Palermo due i cortei: uno di docenti, personale scolastico e genitori e l'altro di studenti delle superiori e dell'università. Cortei anche a Messina, Reggio Calabria e Cagliari. Ancora manifestazioni a Napoli: tre istituti superiori hanno sfilato a Portici, uno a Ischia, mille studenti ad Arzano. A Bari hanno manifestato circa 2mila studenti. E Bologna contesta Grillo. Il corteo anti Gelmini, al quale hanno partecipato circa 30 mila persone tra studenti e insegnanti, ha vissuto momenti di tensione quando, percorso il centro città si è diretto verso la sede di Confindustria. La polizia ha cercato di impedire ai manifestanti di proseguire. I manifestanti hanno cercato di sfondare il cordone, e sono volate manganellate e bottiglie. Tornata la calma è però arrivato anche Beppe Grillo per esprimere la propria solidarietà ai manifestanti e invitarli a "scoprire chi sono i poliziotti finti" e, parlando degli scontri di piazza navona ha indicato l'esistenza di un filmato che dimostra come alcuni ragazzi di Forza nuova, armati di mazze, dialogassero a "tu per tu" con un poliziotto qualche minuto prima che scoppiassero le violenze. Ma quando il comico e i suoi supporter hanno raggiunto la testa del corteo che stava entrando nella zona universitaria l'accoglienza non è stata quella sperata. "Buffone, non vogliamo le primedonne", gli hanno urlato gli studenti che sfilavano dietro lo striscione d'apertura "Noi la crisi non la paghiamo", visibilmente indispettiti dall'arrivo di Grillo circondato da giornalisti e gli hanno chiesto di mettersi dietro lo striscione come tutti gli altri. Non sono mancati momenti di tensione. Uno degli organizzatori ha urlato che "il protagonismo è da un'altra parte". Grillo gli ha dato del "maresciallo". Un "grillino" è stato spintonato, ma a quel punto è stato lo stesso comico genovese a invitare alla calma i suoi. "Sono cinque o sei, ma hanno perfettamente ragione - ha detto -, è la loro manifestazione e la gestiscono loro. Nonostante tutto siamo con loro. Mi vedono come un artefice della caduta della sinistra. Devono identificare bene i loro nemici".
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da "Tempo, Il"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
stampa scuola, manifestazioni contro il decreto gelmini Veltroni: "Il governo ci ascolti" Berlusconi: "Sinistra scandalosa" Walter Veltroni: "Il governo deve ascoltare questa protesta, non può restare sordo alla voce di chi nella scuola vive ogni giorno". Ribatte Berlusconi: "La sinistra dice cose che non corrispondono al vero" "Oggi a Roma centinaia di migliaia di persone, professori, studenti, genitori, personale non docente, hanno dato vita ad una straordinaria manifestazione di popolo. Straordinaria per la sua forza e insieme per la serenità nella quale si è svolta, per il senso di responsabilità e per la capacità di tenere insieme i diversi soggetti del mondo della scuola". Lo afferma il segretario del Pd, Walter Veltroni, per il quale "il governo deve ascoltare questa protesta, non può restare sordo alla voce di chi nella scuola vive ogni giorno. Le misure prese con arroganza, a colpi di decreto, la finta riforma della scuola fatta tutta di tagli e di iniziative spot, sono state bocciate dal Paese. La grande marea di persone che ha riempito Roma, i tantissimi altri nelle piazza delle cento città italiane, con la loro protesta non chiedono il mantenimento della situazione attuale, chiedono una scuola che funzioni davvero, che sappia premiare il merito e offrire a tutti eguali condizioni di partenza. A queste domande - prosegue - il governo ha risposto guardando solo ai tagli di spesa senza alcun progetto educativo. " Il Partito democratico aveva chiesto al governo di ritirare o accantonare il decreto, è stato scelto di andare avanti con arroganza. A questa politica hanno risposto i tantissimi nella piazza di Roma assieme ai quali ho sfilato, perchè la scuola è un tema vitale per il Paese e il suo futuro. A questa politica il Pd - conclude Veltroni - risponde lanciando una raccolta di firme per un referendum che cancelli il decreto. Una raccolta che deve avere per protagonisti i cittadini, i professori, gli studenti«. «C'è una scandalosa sinistra che ha questa capacità assoluta di mentire su cose che sono di un buonsenso e di una logicità assoluta». Silvio Berlusconi torna a difendere la legge Gelmini e commenta così le manifestazioni di oggi degli studenti contro la riforma della scuola. A chi gli fa notare che in piazza ci sono non solo ragazzi ma anche molti genitori e famiglie, il Cavaliere insiste: «La sinistra dice cose che non corrispondono al vero. La nostra non è nemmeno una riforma. Dicono delle cose, ma scherziamo? I nostri sono provvedimenti di buonsenso e assunti con il buonsenso del padre di famiglia. C'è una scandalosa e grandissima capacità della sinistra di diffondere il contrario del vero».
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da "Tempo, Il"
del 30-10-2008)
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stampa il decreto gelmini è legge Scuola, il giorno dello sciopero. E in piazza torna la violenza Tutti insieme contro il decreto Gelmini ma poi finisce in rissa. Quattro feriti ieri fra i manifestanti, questo il bilancio del 118 sugli scontri a piazza Navona, senza comprendere gli agenti contusi e il dirigente dell'ispettorato Senato. Tutto a poca distanza dal Palazzo Madama letteralmente presidiato dalle forze dell'ordine. Giornata campale ieri contemporaneamente all'approvazione in Senato del dispositivo di riforma della scuola. Infuria la polemica, soprattutto da parte del del movimento studentesco che rinfaccia agli agenti della Mobile presenti in piazza di essere intervenuti solo dopo l'attacco degli studenti di frange estremiste di destra. Situazione complessa, molto confusa, una grande manifestazione, l'adesione al corteo anche del Blocco studentesco e di Lotta Studentesca, movimento giovanile di Forza Nuova, poi il precipitare degli eventi. «Lavoriamo perché il movimento e la protesta siano solo pacifici» sottolinea Cesare Cagnetta, studente del terzo ateneo romano, mentre cerca di spiegare lo svolgimento dei fatti. «Ci siamo preoccupati quando i toni dagli estremisti di destra si sono fatti duri - continua Cagnetta - Inni fascisti, parole mirate. Poi l'attacco, da verbale a fisico. Sono comparse mazze rinforzate, catene, caschi e scudi: c'era premeditazione. Eppure in piazza c'era uno schieramento della Mobile, lì appostato dopo nostre segnalazioni preoccupate: si sono mossi solo dopo che gli estremisti di destra avevano fatto i primi feriti» Lo scenario era apocalittico, localizzato nell'area di piazza delle Cinque Lune, con turisti in fuga, bar e pasticcerie a chiudere precipitosamente. All'arrivo in piazza degli studenti del Terzo Ateneo e della Sapienza, tutti a mani alzate verso i ragazzi delle organizzazioni di destra, la tensione è salita. Poi ogni oggetto è andato bene pur di darsele di santa ragione. Intorno al camion di Blocco Studentesco, molti imbracciavano sbarre avvolte da bandiere tricolori, cinte, catene e fumogeni nelle mani. Quasi in contemporanea all'assalto degli «avversari», i giovani di sinistra, alcuni a volto coperto e caschi, hanno iniziato il lancio di sedie in vimini prese da uno dei bar di piazza Navona. A mo' di lancia è stato utilizzato anche un grosso pinocchio di legno strappato via da un negozio di giocattoli. La polizia ha faticato non poco a fronteggiare le parti e a riportare il controllo della situazione. Alle 13,30 la piazza era un cumulo di carte, detriti, bottiglie a pezzi. I ragazzi erano in gran parte andati via, molti in corteo verso La Sapienza per un'assemblea. Una decina di giovani del Blocco Studentesco sono stati fermati e portati al commissariato Campo Marzio. Contemporaneo piccolo summit di senatori, fra questi l'ex prefetto Achille Serra e Vincenzo Maria Vita. «Stiamo sollecitando le Forze dell'ordine a fare ordine e a vigilare maggiormente. Episodi del genere non devono ripetersi. Intanto chiediamo al governo di riferire in Aula per ricostruire le modalità degli incidenti», sottolinea il senatore Vita. Il bilancio finale è 21 studenti coinvolti, 4 feriti e due arresti.
(
da "Elmundo.es"
del 30-10-2008)
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MULTITUDINARIA PROTESTA EN ROMA Miles de estudiantes, docentes y polticos se levantan contra la reforma educativa en Italia La 'ley Gelmini', aprobada el miércoles, prevé fuertes recortes de presupuesto y personal La ministra de educacin defiende que es necesario 'racionalizar el gasto pblico' Berlusconi dice que los estudiantes 'se estn dejando engaar en manos de izquierdistas' Cientos de manifestantes pasan delante del Coliseo en la protesta de este jueves. (Foto: EFE) Actualizado jueves 30/10/2008 17:31 (CET) AGENCIAS ROMA.- Italia, levantada contra la nueva ley de educacin. Aunque, por supuesto, no son todos, miles de estudiantes, docentes y polticos prosiguen en su lucha contra la nueva ley de educacin que el gobierno del primer ministro Silvio Berlusconi aprob este miércoles. La llamada 'ley Gelmini' (porque su impulsora ha sido la ministra de Educacin Mariaestella Gelmini) fue aprobada este miércoles por el Senado. El decreto ley da va libre a la vuelta al colegio del maestro nico, a la nota de conducta y al recorte del presupuesto (8.000 millones de euros) y el personal (130.000 puestos de profesores y administrativos) en la enseanza pblica en los prximos aos, entre otras medidas. Las escuelas en toda Italia han permanecido cerradas este jueves por una huelga de maestros convocada en protesta contra la controvertida reforma. Miles de alumnos, padres y maestros se sumaron a las marchas organizadas por los principales sindicatos en numerosas ciudades italianas. Lderes de la oposicin de centroizquierda que respaldan la huelga también se sumaron a las protestas. En Madrid, cientos de estudiantes italianos de Erasmus, junto a otros del Liceo italiano, también se manifestaron a las puertas de su embajada. Consideran que la reforma "deja abandonada la educacin pblica". El Senado, donde los conservadores de Berlusconi tienen una cmoda mayora, convirti en ley la lista de reformas que, segn explic Mariastella Gelmini pretenden "mejorar la disciplina de los alumnos introduciendo un sistema de puntuacin por la conducta". La ministra se neg a dimitir pese a las protestas que se estn realizando en todo el pas desde la semana pasada, y que incluyeron sentadas de los estudiantes y alumnos fuera de la sede del Parlamento. El lder del principal partido de oposicin, Walter Veltroni del Partido Democrtico, acus al gobierno de "arrogancia" y anunci que buscar plebiscitar el asunto. Berlusconi critic las protestas y dijo que los alumnos se estn dejando engaar como "herramientas en manos de izquierdistas". La preocupacin de los padres Altercados en la Piazza Navona de Roma durante la manifestacin este miércoles. (Foto: EFE) El miércoles, varias personas resultaron heridas en Roma al ser atacadas por estudiantes de extrema derecha pertrechados con palos y cadenas. Entre los oponentes al plan de gobierno figuran también sindicatos contrarios a que los alumnos tengan slo un maestro por clase en la escuela primaria, lo que hizo cundir el pnico entre miles de maestros que temen perder sus empleos. Muchos padres temen una cada en los estndares educativos por creer que un solo maestro no estar en condicones de ensear correctamente tantas materias, desde las matemticas hasta los idiomas. El tiempo de permanencia en los colegios pasar de las actuales 29 a 31 horas semanales a 24 horas, ocasionndole problemas a los padres que trabajan. Las protestas, iniciadas a finales de la pasada semana, se extendieron a las universidades pblicas que enfrentan cortes presupuestarios e incluso el cierre de algunas facultades. Profesores y asistentes se sumaron a las protestas, en algunos casos impartiendo clases en lugares muy frecuentados por los turistas como el Coliseo en Roma o la Plaza San Marcos en Venecia.
(
da "Elmundo.es"
del 30-10-2008)
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SE UNEN A SUS COMPAEROS EN ROMA Los estudiantes italianos en Madrid, contra la nueva ley de educacin La 'ley Gelmini', aprobada el miércoles, prevé fuertes recortes de presupuesto y personal La ministra defiende que es necesario 'racionalizar el gasto pblico' También ha habido protestas en Valencia Fachada de la embajda italiana en Madrid. (Foto: Web de la institucin) Actualizado jueves 30/10/2008 16:19 (CET) AMANDA FIGUERAS MADRID.- Un centenar de estudiantes italianos en Madrid se han unido a sus compaeros en Italia y han protagonizado esta maana una concentracin a las puertas de su embajada en la calle de Juan Bravo para protestar por la aprobacin de la nueva ley de educacin que "deja abandonada a la enseanza pblica". Universitarios Erasmus (el programa europeo de intercambio de estudiantes) se han unido espontneamente a los del Liceo italiano en Madrid, junto con algunos profesores, para dejar claro su malestar. "Queremos que nuestra voz llegue hasta Italia y estamos preparando una gran plataforma a través de Facebook para movilizar a todos los estudiantes que estn fuera del pas", aseguraba Sandro Giachi, estudiante de Ciencias Polticas en la Universidad Complutense. Segn explicaba, también en Valencia y en Copenhague (Dinamarca) sus compaeros ya han protestado este miércoles. "En Italia hay una falta de democracia clarsima, y esta es la consecuencia", sentenciaba. "Hay que tener en cuenta que también la nueva ley financiera, la ley 133, deja abandonada a la universidad pblica y abre an ms si cabe las puertas para que se establezcan las privadas, a las que se les dé cada vez ms facilidades", aada Giachi. Los recortes de la ley La llamada 'ley Gelmini' (porque su impulsora ha sido la ministra de Educacin Mariaestella Gelmini) fue aprobada este miércoles por el Senado, donde los conservadores de Berlusconi tienen una cmoda mayora. El decreto ley da va libre a la vuelta al colegio del maestro nico, a la nota de conducta y al recorte del presupuesto (8.000 millones de euros) y el personal (130.000 puestos de profesores y administrativos) en la enseanza pblica en los prximos aos, entre otras medidas. Los manifestantes, este miércoles en Roma. (Foto: AFP) Mariastella Gelmini ha afirmado que "es necesario racionalizar el gasto pblico y mejorar la calidad de la educacin", segn recogi la agencia DPA. En la capital italiana, donde los alrededores del Palacio Madama (Senado) llevan das cerrados ante las esperadas protestas, ya el da de su aprobacin hubo una manifestacin de casi 100.000 estudiantes universitarios semidesnudos. Este jueves, de nuevo miles de estudiantes y profesores de toda Italia -un milln segn los organizadores- se han unido Roma en una manifestacin. Recorrieron los dos kilmetros y medio que separan la plaza de la Repblica de la plaza del Popolo, de la capital romana, con pancartas en las que se ironizaba sobre las medidas aplicadas por el Gobierno. Algunas de ellas representaban a Gelmini con un hacha, en referencia a los recortes de presupuesto. Otras reivindicaban que con esta movilizacin se pretende defender el futuro de los estudiantes, mientras que algunas se preguntaban "Dnde ha ido a parar el dinero de la escuela?" o "La escuela? Presente. Gelmini incompetente". Veltroni impulsa un referéndum Entre los manifestantes estaban el lder opositor del Partido Demcrata (PD), Walter Veltroni, el ex presidente de la Cmara de los Diputados Fausto Bertinotti y el mximo exponente del partido Italia de los Valores, Antonio Di Pietro. Veltroni anunci que promover un referéndum para abolir esta ley "al ser una decisin fuertemente negativa para el pas", explic Veltroni durante una rueda de prensa. El lder del centroizquierda dijo que esta decisin ha sido tomada después de comprobar que el Gobierno de Silvio Berlusconi "no tiene alguna intencin de confrontarse", al no escuchar las protestas de los estudiantes. Veltroni aadi que espera implicar a todas las fuerzas polticas y a todos los sectores de la escuela y la universidad en la organizacin de la consulta popular, cuya peticin tendrn que ser depositada ante el Tribunal Supremo antes de la recogida de las 500.000 firmas necesarias para convocarlo.
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da "BBC News"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Italian streets hit by protests Tens of thousands of teachers, students and parents have marched through Italian cities in protest at reforms they fear will "destroy" schools. Prime Minister Silvio Berlusconi's multi-billion-euro education cuts were voted into law on Wednesday. It has been reported that up to 130,000 teachers' jobs could be cut. Organisers claimed that up to one million people marched in the capital, and that nine out of 10 schools across the country were closed. There was no official confirmation of that estimate. "I have worked for 25 years but I am here today to defend my younger colleges. I think the others have the right to dream a future," Rossella Angelini, a teacher who had travelled to join the protest in Rome, told the Reuters news agency. Marches also took place in Milan, Turin, Venice, Naples and other cities. In some places, the protests have been going on, on a smaller scale, for weeks. Mr Berlusconi has reacted to the protests by saying: "I regret that young people have been manipulated by the left." Referendum attempt The plans include changes to primary school education, including a return to one all-purpose class teacher, who will remain with the same class for five years. They will also reinstate a 10-point system for grading pupils' conduct, aimed at curbing bullying. Universities also face budget cuts. Education Minister Mariastella Gelmini said the measures "will bring seriousness and merit back to schools". But Domenico Pantaleo of the General Confederation of Labour union said: "These are not reforms, these are just budgetary cuts. The government is destroying public schools and replacing them with a private system." The opposition is trying to raise enough signatures on a petition to force a referendum on the reforms. After the government decree became law on Wednesday, with 162 senators voting in favour and 134 against, some scuffles broke out in Rome. At the Piazza Navona, a popular tourist spot, several people were lightly injured in a clash between left- and right-wing students. Story from BBC NEWS: http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr/-/2/hi/europe/7700434.stm Published: 2008/10/30 16:07:21 GMT BBC MMVIII
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da "Basilicanet.it"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA, PEPE (CGIL) SU MANIFESTAZIONE DI OGGI A POTENZA 30/10/2008 17.05.18 [Basilicata] ??La Cgil di Basilicata è al fianco degli studenti che con la loro lotta difendono il diritto allo studio e alla scuola pubblica. Oggi in tanti hanno partecipato allo sciopero generale a Roma e anche a Potenza in piazza M. Pagano, al termine del corteo che ha visto sfilare oltre 3000 tra studenti e docenti dalla scuola elementare all??Università, è stata tenuta una lectio-magistralis dal rettore dell??Università di Basilicata,Tamburro. E?? quanto afferma il segretario generale della Cgil di Basilicata, Antonio Pepe che aggiunge: ??Chiediamo alla Giunta regionale di impugnare il decreto Gelmini trasformato in legge, e di promuovere tutte le iniziative utili per sostenere il diritto alla scuola pubblica anche nella comunità lucana. E?? necessaria una convinta partecipazione delle Istituzioni locali alla raccolta delle firme a sostegno del referendum per l??abrogazione delle misure e dei tagli approvati dalla maggioranza che sostiene il Governo nazionale?. BAS 05
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da "gomarche.it"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
navigazione: Home > Cronaca > Scuola: studenti in sciopero e blocco del traffico Nella foto: Immagine da http://www.glomeda.org Giovedì 30 Ottobre 2008 16:46 Scuola: studenti in sciopero e blocco del traffico Manifestazioni in tante città delle Marche nella giornata di sciopero generale. Atenei occupati ad Ancona e Macerata. ANCONA - Giornata di sciopero generale della scuola nelle Marche: gli studenti hanno deciso di manifestare autonomamente, dando vita a diverse forme di protesta in varie città. Più di mille persone hanno sfilato per le vie del centro ad Ancona contro la legge Gelmini, bloccando il traffico nelle principali arterie cittadine. Sempre in mattinata un corteo di più di 600 persone ha sfilato per le vie di Jesi. Il corteo, indetto dal Collettivo studentesco "Corto Circuito", ha visto la partecipazione, oltre che degli studenti, anche di insegnanti, personale della scuola e genitori. Atenei occupati ad Ancona e Macerata.
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da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Più di 2 milioni (62,5%) sono al Nord, circa 1 milione (25%) al Centro e quasi mezzo milione (12,5%) al Sud. La comunità più numerose è quella rumena, poi albanesi, marocchini e cinesi
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Le regioni con il maggior numero di immigrati stranieri sono Lombardia (815.000 residenti e circa 910.000 presenze regolari) e Lazio (391.000 residenti e 423.000 presenze regolari). La collettività di stranieri più presente è quella rumena, che nel 2007, con 625.000 residenti e quasi 1 milione di presenze regolari, è raddoppiata di numero negli ultimi due anni; seguono gli albanesi (402.000), i marocchini (366.000), i cinesi (poco più di 150.000) e gli ucraini (poco meno di 150.000). Inoltre la presenza straniera è in media di 1 ogni 15 residenti, 1 ogni 15 studenti, quasi 1 ogni 10 lavoratori occupati. Su 1/10 dei matrimoni celebrati in Italia, è coinvolto un partner straniero (24.020 matrimoni su 245.992 totali), così come 1/10 delle nuove nascite va attribuito a entrambi i genitori stranieri. Gli immigrati sono una popolazione giovane: l?80% ha meno di 45 anni, mentre sono pochi quelli che superano i 55; 800.000 di loro sono minori, più di 600.000 studenti, più di 450.000 persone nate sul posto. Anche il tasso di fecondità nelle donne straniere è più alto: 2,51 figli per donna, rispetto agli 1,26 delle italiane. Nel 2007 le acquisizioni di cittadinanza sfiorano le 40.000 unità; le nuove nascite sono 64.000; gli studenti aumentano al ritmo di 70.000 l?anno; i minori tra nuovi nati e venuti dall?estero sono più di 100.000; le nuove assunzioni «ufficiali» sono più di 200.000 l?anno; l?aumento minimale della popolazione immigrata si aggira sulle 350.000 unità. Il tasso di attività fornito dagli stranieri (73%) è di 12 punti più elevato degli italiani e sono creatori di ricchezza: concorrono per il 9% alla creazione del PIL, coprono abbondantemente le spese sostenute per i servizi e l?assistenza con 3,7 miliardi di euro utilizzati come gettito fiscale (secondo la stima Dossier). è al Nord che si concentra la presenza maggiore di immigrati lavoratori, pari a 2/3 del totale: a Brescia è straniero 1 lavoratore su 5, a Mantova, Lodi e Bergamo 1 su 6 e a Milano 1 su 7. Nella sola Lombardia, i nuovi assunti per quasi la metà (45,6%) sono nati all?estero. Permesso di soggiorno a punti, sei d'accordo? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (110 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (54 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (35 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (21 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (19 commenti) Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa (12 commenti) E' la guerra dell'Happy Hour Baristi contro il regio decreto (11 commenti) Tragedia grottesca (9 commenti) 18:00:19 - Almeno ha chiamato il time out alla fine di un set, non come qualcun'altro che lo chiama a metà set [...] Tsonga batte Djoko. Di nuovo17:46:29 - Tsonga indegno!!! Alla fine del secondo set ha kiamato il fisioterapista la partita si è fermata x 1[...] Tsonga batte Djoko. Di nuovo17:22:53 - Infatti a casa tua non vengo[...] Bolelli spreca un'altra chance17:15:32 - Gigi, mi scusi, ma mi sembra che il governo stia cercando di tagliare privilegi e sprechi in modo mo[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona17:11:58 - Cosa centrano gli universitari con la riforma Gelmini che riguarda le scuole elementari? I tagli ci [...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona17:11:30 - Godzilla a casa sua ha un sacco di bicchieri mezzi pieni... Invece nella mia morirebbe di sete... ^_[...] Bolelli spreca un'altra chance17:00:27 - se l'università diventerà privata non ci sarà più nessuna cultura!!! RIBELLIAMOCI. CHE SCHIFO L'ITAL[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona Chi preferisci tra Mourinho e Mancini?La Chiesa vieta il sacerdozio ai gay, sei d'accordo?Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi? La foto del giorno La moda secondo Mary-Kate e Ashley Olsen Gemelle e attrici, ma anche trend-setter. Le due giovani star hanno scritto un libro a quattro mani, intitolato 'Influence', in cui parlano della loro visione della moda e dispensano consigli di stile GUARDA LE FOTO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec /div>
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da "Salerno notizie"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola; Legge Gelmini, il giorno dello sciopero generale Il giorno dopo l'approvazione al Senato del decreto Gelmini, è stato il giorno dello sciopero generale della scuola e della manifestazione nazionale a Roma, organizzata dai sindacati contro le politiche dell'istruzione del governo. E se a Roma, malgrado la pioggia, sono state oltre 800 mila le persone che hanno sfilato con ombrelli e poncho impermeabili forniti dagli organizzatori, manifestazioni e cortei di studenti e universitari si sono svolte in contemporanea in diverse città. Nella capitale il corteo principale, preceduto da un triplo cordone di forze di polizia, ha cominciato a muoversi alle 9 e un quarto da piazza Esedra, aperto da un camioncino che "sparava" musica a tutto volume e costellato da centinaia di palloncini colorati. Tanti gli slogan e gli striscioni: ''Gelmini: con te tre metri sotto terra'', "Tagli malefici" è la scritta che campeggia sotto una gigantesca silhouette del ministro Gelmini, raffigurata come una strega di Halloween? mentre tra i manifestanti c?era chi sfilava col lutto al braccio (Codacons e Covige, ovvero il comitato nazionale studenti, insegnanti e genitori vittime della Gelmini) e chi al ritmo delle nacchere a forma di manina (gadget della manifestazione). Intanto oltre venti web radio universitarie a reti unificate ? e tra queste quella dell?ateneo salernitano Unis@und - dalle 9 hanno dato voce a ciò che sta accadendo in atenei, scuole e piazze. Fino alle 12 su http://raduni.wordpress.com/ in onda una diretta a staffetta per raccontare e documentare i cortei, le manifestazioni e le assemblee in tutte le città italiane, oltre alle interviste ai docenti, ai presidi di facoltà, ai rappresentanti degli studenti. Salerno riferisce di aver invitato anche il ministro Gelmini. Un esperimento senza precedenti, che potrebbe diventare un numero zero per un nuovo format da replicare. Ma anche un'occasione per permettere all'Onda ? questo il nome del movimento studentesco 2008 - di prendere coscienza di se stessa. Di più: il web racconta che l?Onda sta gonfiando la rete italiana: si stima che nell'ultimo mese il volume di documenti pubblicati online sui siti studenteschi sia aumentato del 30%. Non solo su quelli istituzionali. Blog e social network come Facebook ? utilizzati per raccontarsi o ritrovare i vecchi amici ? sono diventati spazi per allargare il proprio giro virtuale e luoghi per prendere posizione. C'è un numero che più di altri dà la dimensione del fenomeno: la petizione «A favore dell'istruzione e della ricerca! No alla L.133/08» ? aperta su Facebook ? ha raccolto in pochi giorni più di 130mila adesioni. Fonte LIRATV 30/10/2008
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da "Sardegna oggi"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
martedì, 28 ottobre 2008 Scuola: dilaga la protesta anche in Sardegna Dilaga la protesta della scuola sarda contro la legge 133 sul riordino della scuola e dell'Università. Manifestazioni a Cagliari, Nuoro e Sassari, mentre nelle università ci si prepara al corteo regionale del 30 ottobre, in contemporanea con la manifestazione nazionale indetta a Roma, che porterà in piazza insegnanti, studenti e genitori, richiamati da Cgil Cisl e Uil. -->CAGLIARI - E' iniziata poco prima delle 9 la protesta dei 1.400 studenti del Liceo Classico Siotto di Cagliari, una delle più grandi scuole d'Italia, che hanno occupato viale Trento, la strada antistante l'istituto e dove si trova anche la sede della Regione Sardegna, sedendosi per terra e bloccando il traffico. Con megafoni, striscioni e cori manifestano la propria protesta contro legge 133 per il riordino della Scuola e dell'Università. Gli studenti della sede centrale e di quella staccata di via Falzarego hanno attuato una improvvisa azione di contestazione con un tam tam di richiamo attraverso sms. Da oggi tutte le scuole superiori di Nuoro, dallo Scientifico alle Magistrali, dal Classico agli Istituti tecnici, sono in assemblea permanente autogestita. Dopo le prime avvisaglie di ieri, stamane la protesta si è allargata con un veloce passa parola che ha coinvolto gli studenti di tutti gli istituti scolastici della città, dove di fatto si è bloccata la normale attività didattica. Un gruppo di ragazzi ha anche attraversato le vie principali del centro innalzando striscioni e manifesti e urlando slogan contro il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini alla quale è stata rinnovata la richiesta di ritirare il decreto aspramente contestato per i tagli alla scuola pubblica. La protesta avviene, in quasi tutti i casi, sotto il controllo dei dirigenti scolastici e con la collaborazione degli insegnanti. La mobilitazione studentesca proseguirà anche domani e giovedì, giorno dello sciopero generale della scuola con manifestazioni a Roma e in diverse città italiane, Cagliari compresa. -->
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da "Sardegna oggi"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
giovedì, 30 ottobre 2008 Scuola, la Riforma Gelmini diventa legge Riforma scolastica. Dopo la votazione favorevole avvenuta alla Camera lo scorso 9 ottobre, c?è stata anche l?approvazione da parte del Senato per la conversione in legge del decreto 137/2008 che cambierà il volto della Scuola pubblica italiana. E? con 162 voti a favore, 134 contrari, 3 astenuti tra i senatori, e accese polemiche in tutto il paese, che ha preso il via la riforma Gelmini. Ritorno al maestro unico alle elementari, voti in pagella, valutazione della condotta, aumento della durata dei libri di testo, i punti chiave. Intanto prosegue la protesta degli studenti. -->CAGLIARI - Una cosa è certa: da oggi ?la scuola italiana cambia? come affermato dal ministro Gelmini, ma se in meglio o in peggio lo dirà il futuro. I pareri al momento sono contrastanti: da un lato c?è la convinzione del governo di aver posto il sigillo giusto su una questione assai importante ?si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione?; d?altro canto s?infiamma la protesta degli studenti che continuano a rimanere in piazza e all?unisono si uniscono all?opposizione di PD e IDV per chiedere un referendum abrogativo. ?Oggi pensate che approvate questo decreto e che sia finita qui. Non è così, non è così per noi e non credo che sarà così per il Paese?, ha detto in aula da Anna Finocchiaro, capogruppo dei democratici a palazzo Madama. Tuttavia rimangono perplessità sulla proposta di referendum abrogativo, ipotesi da verificare con attenzione alla luce del fatto che la riforma si inserisce nella legge finanziaria la quale secondo l?articolo 75 della Costituzione non può essere sottoposta a tale tipo di consultazione popolare. Ma aldilà dei dissidi che dividono il paese, ad oggi nero su bianco rimane una riforma della scuola pubblica con la quale si mette mano al sistema didattico e strutturale nella sue linee generali. Dall?anno scolastico 2009/2010 si avranno importanti modifiche quali la reintroduzione del maestro unico nelle prime classi delle elementari che andrà a sostituire i tre docenti per due classi finora previsti. Uno stesso maestro dovrà coprire tutte le ore del tempo pieno, e così lavorare un maggior numero di ore, ma sarà affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese (per questo il governo parla anche di maestro prevalente). Inoltre per quanto riguarda l?ammissione dei maestri di ruolo, la relativa graduatoria verrà stilita su base provinciale e non su quella nazionale. Ma la riforma si presenta come una sorta di revival del passato dato il ritorno, oltre a quello del maestro unico, del voto in condotta, dei voti decimali in pagella e dello studio dell?educazione civica con la materia «Cittadinanza e Costituzione». Nel primo caso la valutazione del comportamento dell?alunno è stata voluta per ?rispondere al fenomeno del bullismo? e sarà determinante al momento dello scrutinio finale (con il 5 si rischia la bocciatura). Nel secondo invece bisogna fare delle distinzioni: il voto decimale nella scuola primaria sarà affiancato da un giudizio, nella scuola media invece saranno previsti soltanto voti decimali. I bambini delle elementari e delle medie con una sola insufficienza non saranno a rischio bocciatura. Infatti nella primaria si arriverà alla bocciatura ?solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione, con decisione assunta all'unanimità dai docenti?, mentre alla secondaria di primo grado dovrà essere d'accordo la maggioranza dei professori. Novità saranno quella dei testi scolastici, che al fine di contrastare il ?caro libri? dovranno durare almeno cinque anni nella scuola elementare e sei nelle medie e superiori (eccetto che per la pubblicazione di appendici di aggiornamento); sono previste risorse per finanziare interventi di edilizia scolastica quali ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici; infine per quanto riguarda la scuola di specializzazione per l?insegnamento secondario (SSIS), gli studenti che ne frequentano il nono ciclo attualmente esclusi dalla graduatoria, saranno riammessi. --> Andrea Deidda
(
da "Sardegna oggi"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
giovedì, 30 ottobre 2008 La scuola in piazza contro la legge Gelmini: in 20mila a Cagliari Si è conclusa senza incidenti e con la partecipazione di oltre 20 mila persone, arrivate da tutta l'isola, la manifestazione organizzata a Cagliari contro la legge Gelmini. Il corteo si è snodato per le principali via cittadine e i comizi finali si sono svolti nella piazza del Carmine dove la folla è rimasta nonostante un acquazzone che si è scatenato mentre intervenivano gli ultimi oratori. Cortei e proteste contro la Legge 133 anche a Nuoro ed in Gallura. -->CAGLIARI - Sotto il palco cagliaritano, insieme con altri esponenti politici regionali anche gli assessori regionali della Cultura e del Lavoro, Maria Antonietta Mongiu e Romina Congera. Lo stesso presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Renato Soru, ha raggiunto piazza del Carmine dove ha parlato con alcuni studenti. Nel corteo, aperto dai genitori e dai bambini della scuola elementare 'Corte Piscedda' di Capoterra che ha subito la disastrosa alluvione del 22 ottobre, hanno sfilato assieme genitori, docenti, studenti delle medie superiori e universitari. Secondo i sindacati la legge 133 significherà la chiusura del 50% dei 1600 istituti scolastici sardi, creando pendolarismo anche nelle classi di grado inferiore. Anche le scuole galluresi sono scese in piazza per manifestare contro la legge 133: 2500 giovani e giovanissimi, accompagnati da insegnanti e genitori, hanno invaso le strade del centro di Olbia. Il corteo, aperto dai ragazzi delle scuole elementari, si è mosso da piazza Crispi alle 9:30, sfilando in via Re di Puglia, via Mameli, passando in via Principe Umberto e in corso Umberto davanti al Municipio. A Tempio Pausania sono stati più di un migliaio gli studenti che hanno partecipato al corteo. Anche qui il corteo, partito dal Parco delle Rimembranze, è stato aperto dai giovanissimi delle elementari accompagnati dalle maestre. Diverse migliaia di studenti, docenti, genitori e semplici cittadini hanno partecipato stamani a Nuoro alla manifestazione che è stata concordata dal movimento studentesco in coincidenza con la giornata di sciopero nazionale proclamata dai sindacati della scuola per protestare contro i tagli e la legge di riforma approvata ieri dal Parlamento. Analoghe manifestazioni si sono svolte in diversi centri della provincia, la più partecipata a Macomer. Quella di Nuoro è stata una sfilata pacifica che ha attraversato le vie del centro, toccando anche i palazzi del Comune e della Provincia e gli istituti superiori diventati il simbolo della protesta. La manifestazione ha rappresentato la sintesi di una settimana di mobilitazione che ha visto il blocco dell'attività didattica tradizionale in buona parte delle scuole cittadine. Ma la protesta - promettono gli studenti - proseguirà anche nei prossimi giorni. -->
(
da "Varesenews"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola - Massiccia adesione anche nelle scuole di Gallarate allo sciopero anti legge Gelmini Docenti in sciopero e studenti in piazza a Gallarate Massiccia adesione anche nelle scuole di Gallarate, con i dati più significativi nelle scuole elementari. In molti istituti lo sciopero del personale ausiliario e del personale docente ha costretto i dirigenti a dichiarare (anche per questioni di sicurezza e vigilanza sugli alunni) un giorno di vacanza supplementare per gli studenti. Molti ragazzi delle superiori hanno comunque deciso di partecipare alle manifestazioni studentesche di Milano. Ai licei di Gallarate - classico e scientifico - adesione del 43%: già nei giorni scorsi i dirigenti dell'istituto avevano comunicato la decisione di tenere a casa i ragazzi di 20 delle 57 classi dei due licei, non potendo garantire la presenza di personale sufficiente. All'IPC Falcone l?adesione supera sicuramente il 20%, ma il dato è parziale, in quanto è in corso la verifica nelle quattro sedi dell?istituto; nella sede di via Checchi lo sciopero ha interessato quasi la metà degli insegnanti, ma è stata garantita tanto la didattica quanto i servizi. All?ITC Gadda-Rosselli adesione sopra il 50%, molti alunni avevano comunque deciso di partecipare alla manifestazione studentesca. Per quanto riguarda le scuole elementari, il 1° Circolo (che riunisce le scuole primarie di centro, Arnate e Madonna in Campagna) ha visto una adesione allo sciopero di circa l'85% del personale docente e non docente. In considerazione dell'adesione massiccia la maggioranza delle classi non è stata chiamata a scuola: nella scuola Dante Alighieri solo una classe su 15 ha visto confermato l'orario completo, mattutino e pomeridiano. Le scuole elementari di via Padre Lega sono rimaste chiuse. Nelle scuole medie significativo è il dato relativo alle scuole Ponti e Maino: nel primo istituto l?alta adesione di docenti (55 su 92 totali) e del personale ausiliario (15 su 25) ha imposto la chiusura totale. Alle medie Maino adesione poco più bassa (39 su 80) e solo sei classi su trentaquattro attive. Giovedi 30 Ottobre 2008 Roberto Morandi
(
da "Merateonline.it"
del 30-10-2008)
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Scuola >> Scuola 30 / 10 / 2008 Nel meratese scuole chiuse, insegnanti in sciopero, alunni a casa per `protesta` Immagini di repertorio della protesta di sabato scorso a Lecco L`adesione allo sciopero nazionale del mondo della scuola per protestare contro l`approvazione della riforma varata dal ministro Gelmini ha avuto un`adesione massiccia e pressochè scontata anche nel meratese dove molte scuole hanno rimandato i pochi alunni presenti a casa mentre altre hanno garantito il servizio minimo di assistenza da parte del personale docente e Ata. Nel territorio non si sono avuti cortei e manifestazione di piazza ma l`adesione, come dicevamo, ha toccato picchi fra l`80 e il 90%. SCUOLE MATERNE-ELEMENTARI-MEDIE Partiamo da Merate. Qui l`istituto comprensivo che fa capo al dirigente scolastico Angelo Colombo ha visto un`adesione del 63% degli insegnanti dei tre gradi (ex materna, elementare e media). Aule vuote a Calco e Olgiate. Alle medie del primo comune, infatti, qualche bambino al suonare della campanella si è presentato ma la carenza di insegnanti ha fatto optare per una chiusura generale dell`istituto così come a Olgiate sia per i plessi delle elementari che delle medie. A Brivio, presso il polo Selvette, ha incrociato le braccia il 70% degli insegnanti (54 su 79) e il 60% del personale ata (10 su 17). Nessun alunno si è presentato in classe anche perchè il preside aveva preventivamente emesso una circolare dove comunicava la sospensione delle lezioni vista la massiccia previsione di adesioni allo sciopero. Al comprensivo di Rovagnate, le elementari sono rimaste chiuse mentre alle medie di sono presentati 5 insegnanti su 36 e 25 alunni su 320. Più ridotta l`adesione del comprensivo di Robbiate dove solo il 50% ha incrociato le braccia. All`istituto Bonfanti Valagussa di Cernusco, cui afferiscono anche le scuole di Osnago e Montevecchia, per il ciclo delle medie solo 2 classi su 15 hanno fatto lezione e gli alunni scioperanti sono stati 293 su 339 (86%). Alla primaria 690 bambini su 837 hanno idealmente ?protestato? contro la riforma. In tutto il comprensivo solamente 10 insegnanti su 119 si sono presentati a scuola. ISTITUTI SUPERIORI All`istituto tecnico commerciale Viganò l`adesione dei docenti ha sfiorato il 90%. Su 76 docenti erano presenti solo 10 mentre solo un centinaio di studenti si è presentato in aula per le lezioni su un totale di 650. Anche all`Agnesi di Merate lo sciopero si è fatto sentire, seppure con percentuali diverse. Su 60 docenti in 38 hanno scioperato per una percentuale del 63% mentre sul fronte studentesco a varcare i cancelli sono stati circa 200 ragazzi su un totale di poco più di 800. Massiccia invece l`adesione del personale non docente, dove solamente 1 su 21 addetti si è presentato a scuola. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 30/10/2008 alle 16.55
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da "Corriere.it"
del 30-10-2008)
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hanno tentato di raggiungere la sede di confindustria Bologna, scontri tra polizia e studenti Ferita una giornalista del «Corriere» Beppe Grillo contestato dai manifestanti: «Non vogliamo primedonne». E lui: «Cercate i poliziotti finti» BOLOGNA - Tensione a Bologna nel corteo degli studenti anti-Gelmini, che percorso il centro si è diretto verso la sede di Confindustria: la polizia, in via Castiglione, ha cercato di impedire ai manifestanti di proseguire. Sono così iniziati cori contro gli agenti, all'insegna dello slogan «Bisogna andare avanti, indietro non si torna», in particolare da alcuni anarchici in testa al corteo. I manifestanti hanno cercato di sfondare il cordone, e sono volate alcune manganellate. I manifestanti hanno risposto con bottiglie e un fumogeno. Un cordone di carabinieri ha impedito ai manifestanti di entrare in vicolo Santa Lucia, dove si trova la sede di Confindustria, dato che questo tratto del percorso era stata vietato dalla Questura. GIORNALISTA FERITA - Durante gli scontri tra manifestanti e polizia, Benedetta Boldrin, una giornalista del Corriere di Bologna è stata raggiunta alla testa da una bottiglia lanciata dai manifestanti ed è rimasta lievemente ferita. stata portata in ospedale. Il corteo è defluito in via Santo Stefano, senza quindi raggiungere la sede di Confindustria presidiata dalle forze dell'ordine. Al corteo hanno partecipato circa 30mila persone tra studenti e insegnanti. Beppe Grillo contestato a Bologna (Ansa) BEPPE GRILLO - A Bologna è arrivato anche Beppe Grillo per esprimere la propria solidarietà ai manifestanti. E non ha perso occasione per lanciare una nuova provocazione: «Dovete cercare di scoprire chi sono i poliziotti finti (ascolta l'intervista). C'è un filmato messo online (guarda) dove si vede benissimo questi qui con le mazze che parlano affettuosamente con un poliziotto quasi da collega a collega. Queste cose le hanno sempre fatte dai G8» ha detto ai cronisti. Grillo ha chiesto al ministro dell'Interno Roberto Maroni di spiegare cosa è successo in piazza Navona e di chiarire la presenza di infiltrati. Quindi - ha aggiunto - dovrebbe dimettersi. CONTESTATO: «BUFFONE» - Poco dopo però Grillo è stato pesantemente contestato dai manifestanti. Quando il comico e il gruppo dei suoi sostenitori hanno raggiunto frontalmente il corteo che stava entrando in via Zamboni, nella zona universitaria, dalle file dei manifestanti sono partite cascate di fischi e grida: «Buffone, non vogliamo le primedonne». I ragazzi, che sfilavano dietro lo striscione d'apertura «Noi la crisi non la paghiamo», erano visibilmente indispettiti dall'arrivo di Grillo circondato da giornalisti e gli hanno chiesto di mettersi dietro lo striscione come tutti gli altri. Non sono mancati momenti di tensione. Uno degli organizzatori ha urlato che «il protagonismo è da un'altra parte». Grillo gli ha dato del «maresciallo». Uno dei supporter del comico è stato spintonato, ma a quel punto è stato lo stesso comico genovese a invitare alla calma i suoi. «Sono cinque o sei, ma hanno perfettamente ragione - ha detto Grillo -, è la loro manifestazione e la gestiscono loro. Nonostante tutto siamo con loro. Certo, sbagliano la comunicazione». «POCHI DEI CENTRI SOCIALI» - Dopo la contestazione, Grillo si è diretto verso piazza Verdi, dove è stato raggiunto da altri manifestanti che gli hanno chiesto di aderire alla manifestazione: gli è stato anche offerto un camice bianco dei precari che ha indossato, prima di dirigersi verso piazza Maggiore. Secondo lo staff di Grillo, la contestazione sarebbe opera di una ventina di esponenti dei centri sociali bolognesi che già in passato si erano manifestati critici con i «grillini». «Non sono venuto a prendere dei meriti - ha spiegato Grillo ai giornalisti dopo aver lasciato il corteo, - la manifestazione è loro. Sono venuto a dare una testimonianza, non sono qui per fare un comizio». Riferendosi alla fredda accoglienza ricevuta, Grillo ha detto: «Mi vedono come un artefice della caduta della sinistra. Devono identificare bene chi sono i nemici». Il comico ha poi descritto l'iniziativa degli studenti contro il provvedimento Gelmini come «una cosa fantastica» perché permette di «rovesciare la piramide e mettere al centro gli studenti». stampa |
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da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
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I duehanno voluto che in platea sedessero200 reduci con le loro famiglie. Gli incassi saranno devoluti alla Royal British Legion e a Help the heroes
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Sciopero generale: un milione fra prof e studenti in corteo a Roma. Sfila anche Veltroni. Berlusconi: "Sinistrascandalosa".Nel capoluogo emiliano forze dell'ordine e manifestanti sono entrati in contatto
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Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, commenta rientrando a Palazzo Chigi la manifestazione e lo sciopero generale della scuola. L'ADESIONE Secondo i dati parziali rilevati alle 14.30 dal ministero dell`Istruzione e comunicati direttamente dalle scuole, la partecipazione allo sciopero generale della scuola indetto da Cgil, Cisl, Ui, Snals e Gilda è stata pari a 57,1%. Su 452.105 dipendenti tenuti al servizio, 258.152 hanno scioperato. IL CORTEO A ROMA Un milione di persone stanno manifestando a Roma contro il decreto Gelmini, diventato ieri legge, e contro i tagli all?Università e alla ricerca previsti dalla legge Finanziaria. La grande manifestazione organizzata dai sindacati del settore nel giorno dello sciopero generale della scuola, è partita intorno alle 9.30 da piazza della Repubblica. Coloratissima la partecipazione: bandiere dei sindacati e dei partiti di sinistra, soprattutto tanti striscioni come ?Maestro unico? No grazie, tutti in piazza come un unico maestro?, ?La scuola siamo noi, i fannulloni siete voi?, ?La scuola è pubblica e non si tocca? oppure ?Se il decreto non si arresta non si ferma la protesta?. Il corteo è anche molto rumoroso: si suonano fischietti, si battono tamburi e si gridano cori contro il Governo. Gettonatissimi, ovviamente, quelli contro il ministro dell?Istruzione, Maria Stella Gelmini. Anche il segretario del Partito democratico Walter Veltroni ha preso parte a un pezzo del corteo sindacale contro la nuova legge sulla scuola. “Naturale per me essere qui”, commenta con i cronisti dopo aver stretto la mano al leader di Idv Antonio Di Pietro e al segretario nazionale del Pdci Paolo Ferrero, anche loro al corteo. E sottolinea che il referendum annunciato dal Pd contro il pacchetto scuola “potrà riguardare le parti del Dl Gelmini che sono di carattere normativo”. FIRENZE Momenti di tensione alla stazione Campo di Marte di Fienze dove alcuni binari sono stati occupati da un centinaio di giovani soprattutto dei centri sociali. Il decreto Gelmini è legge. Scontri e feriti in piazza NavonaIL CORTEO DI ROMA - Scontri a Bologna - Tensione a MilanoPolizia per fermare le occupazioni? - Giuste le proteste studentesche? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (114 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (54 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (35 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (21 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (19 commenti) Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa (12 commenti) E' la guerra dell'Happy Hour Baristi contro il regio decreto (12 commenti) Tragedia grottesca (10 commenti) 18:36:22 - Tanto Ferrer non gioca in modo entusiasmante[...] E' un Ferrer in caduta libera18:22:11 - Medical time o no, Tsonga ha fatto fuori Djokovic, ed è quello che conta. Certo che se mette sotto a[...] Tsonga batte Djoko. Di nuovo18:19:34 - E se anche avesse perso per quello, forse si potrebbe rendere conto di cosa si prova! ;)[...] Tsonga batte Djoko. Di nuovo18:19:34 - come dice il proverbio: la volpe perde il pelo, ma non il vizio, cosi la poco progressista sinistra,[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona18:09:58 - @ Speeter, anche Nadal lo fa a volte...w il fairplay...[...] Tsonga batte Djoko. Di nuovo18:00:19 - Almeno ha chiamato il time out alla fine di un set, non come qualcun'altro che lo chiama a metà set [...] Tsonga batte Djoko. Di nuovo17:46:29 - Tsonga indegno!!! Alla fine del secondo set ha kiamato il fisioterapista la partita si è fermata x 1[...] Tsonga batte Djoko. Di nuovo Chi preferisci tra Mourinho e Mancini?La Chiesa vieta il sacerdozio ai gay, sei d'accordo?Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi? La foto del giorno La moda secondo Mary-Kate e Ashley Olsen Gemelle e attrici, ma anche trend-setter. Le due giovani star hanno scritto un libro a quattro mani, intitolato 'Influence', in cui parlano della loro visione della moda e dispensano consigli di stile GUARDA LE FOTO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec v>
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Boom delle Borse asiatiche. In rialzo anche il petrolio dopo il calo del dollaro
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Contrastati gli indici di settore, con acquisti concentrati su auto, bancari, risorse di base, servizi finanziari, assicurazioni e tecnologici. In rosso hanno chiuso chimica, alimentare, health care, petroliferi e tlc. Londra e Parigi, dopo aver virato temporaneamente in negativo, guadagnano rispettivamente l?1,16% a quota 4.291,65 e lo 0,15% a 3.407,82 punti. Zurigo perde l?1,49% a quota 5.793,22. Positive Francoforte e Milano. Il Dax 30 sale dell?1,26% a 4.869,30 punti sulla scia del rally di Deutsche Bank che ha registrato un rialzo del 17,7% dopo che il gruppo ha annunciato di aver evitato il rosso nel terzo trimestre grazie alla nuova regolamentazione europea. A Piazza Affari il Mibtel termina le contrattazioni in rialzo dell?1,36%, a 16.090 punti. Pesante il comparto petrolifero con Royal Dutch shell, Bp e Total che perdono tra il 4 e il 7% sulla scia della flessione del prezzo del petrolio. WALL STREET La borsa di New York apre la giornata di contrattazioni in rialzo. All?inizio della giornata di contrattazioni a Wall Street, il Dow Jones guadagna 22,85 punti (+2,35%), a quota 9.152,09 punti, mentre il Nasdaq avanza di 41,13 punti (+2,56%), a 1.698,56 punti. In rialzo anche lo S&P 500, che sale di 21,90 punti (+2,35%), a 951,99 punti. Il trend positivo sulla scia della pubblicazione dei dati sul Pil Usa che ha registrato una contrazione nel terzo trimestre. In base alla stima preliminare del governo, è risultato in calo dello 0,3% ma il dato è superiore alle attese degli analisti che avevano messo in conto una flessione dello 0,5%. è la prima volta dal quarto trimestre del 2007 che l?economia Usa torna a contrarsi, dopo l?aumento del 2,8% nel secondo trimestre. Il calo del Pil è legato a un indebolimento dei consumi e degli investimenti, controbilanciato da un aumento della spesa pubblica e delle esportazioni. La spesa per i consumi, una voce che pesa per due terzi del pil, è calata del 3,1% su base trimestrale e del 14% su base annuale, la prima contrazione dall?ultimo trimestre del 1991. Scivolano del 19,1% anche gli investimenti immobiliari, a dimostrazione che la crisi del settore è ancora lontana dal risolversi. In aumento i prezzi, con il deflatore sui consumi personali in rialzo del 5,4%, ai massimi dall?inizio del 1990. MERCATI ASIATICI Volano le piazze asiatiche con Tokyo, che registra la terza impennata consecutiva: il Nikkei è tornato sopra la soglia psicologica dei 9.000 punti con un progresso del 9,95%. La tendenza positiva è stata stimolata da un ulteriore deprezzamento dello yen sui mercati valutari e soprattutto dall?ottimismo alimentato tra gli investitori nipponici dalle previsioni di un taglio dei tassi d?interesse da parte della Banca del Giappone, sulla scia di quanto già effettuato sia dalla Federal Reserve americana sia dall?istituto centrale in Cina. Il governo giapponese si prepara intanto a varare un nuovo pacchetto di aiuti da 51 miliardi di dollari per far fronte alla crisi finanziaria. Si tratta di misure per un totale di 5 mila miliardi di yen (50,8 miliardi di dollari), che si aggiungono a quelle da 11.700 miliardi di yen (118 miliardi di dollari) già varate in agosto. Hong Kong ha chiuso in rialzo del 12,8% e Shanghai ha messo a segno un progresso del 2,55%. PETROLIO Il calo del dollaro fa aumentare il prezzo del greggio. Nel dopomercato elettronico che fa riferimento al Nymex, la Borsa merci di New York, a Singapore il greggio per consegna a dicembre è stato trattato oggi a mezzogiorno (ora locale) a 69,61 dollari a barile, con un rialzo di 2,11 dollari. A New York ieri sera il greggio per consegna a dicembre aveva fatto registrare un rialzo di 5,56 dollari a barile portando il prezzo a 68,29 dollari. Piazza Affari in tempo reale Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (114 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (54 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (35 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (21 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (19 commenti) Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa (12 commenti) E' la guerra dell'Happy Hour Baristi contro il regio decreto (12 commenti) Tragedia grottesca (10 commenti) 18:36:22 - Tanto Ferrer non gioca in modo entusiasmante[...] E' un Ferrer in caduta libera18:22:11 - Medical time o no, Tsonga ha fatto fuori Djokovic, ed è quello che conta. Certo che se mette sotto a[...] Tsonga batte Djoko. Di nuovo18:19:34 - E se anche avesse perso per quello, forse si potrebbe rendere conto di cosa si prova! ;)[...] Tsonga batte Djoko. Di nuovo18:19:34 - come dice il proverbio: la volpe perde il pelo, ma non il vizio, cosi la poco progressista sinistra,[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona18:09:58 - @ Speeter, anche Nadal lo fa a volte...w il fairplay...[...] Tsonga batte Djoko. Di nuovo18:00:19 - Almeno ha chiamato il time out alla fine di un set, non come qualcun'altro che lo chiama a metà set [...] Tsonga batte Djoko. Di nuovo17:46:29 - Tsonga indegno!!! Alla fine del secondo set ha kiamato il fisioterapista la partita si è fermata x 1[...] Tsonga batte Djoko. Di nuovo Chi preferisci tra Mourinho e Mancini?La Chiesa vieta il sacerdozio ai gay, sei d'accordo?Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... Tu chi preferisci?Cure psichiatriche obbligatorie per i pedofili, sei d'accordo?Se vincessi al SuperEnalotto, usciresti allo scoperto?Gay in politica: è vero che sono discriminati?Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham al Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi? La foto del giorno La moda secondo Mary-Kate e Ashley Olsen Gemelle e attrici, ma anche trend-setter. Le due giovani star hanno scritto un libro a quattro mani, intitolato 'Influence', in cui parlano della loro visione della moda e dispensano consigli di stile GUARDA LE FOTO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec
(
da "Articolo21.com"
del 30-10-2008)
Argomenti: Scuola
USA 2008: -5. C?é donna e donna di Ida Tarbell Sono giorni decisivi e la spaventosa Sarah Palin è ovunque. Nel bene e nel male. Faremmo un errore a non guardare con attenzione le masse entusiaste che partecipano ai suoi comizi; molte sono le donne e sembrano contente di riconoscersi in lei. Sarah Palin sta all?America come Maria Star Gelmini sta all?Italia. Guardiamo Sarah Palin e ci specchiamo in un Paese che ancora non conosciamo abbastanza bene. Ci elettrizziamo con gli “endorsement” dei principali quotidiani , compreso il più venduto in Alaska, ma è bene ricordarsi che chi legge regolarmente i giornali è pur sempre una minoranza. Come in Italia. A troppi non importa nulla che la Gelmini dica egìda al posto di ègida e Sarah Palin spenda milioni in vestiti con i soldi del suo partito. Ci sono tante donne che in Italia tifano La Russa che insulta una signora in tv (la direttrice dell?Unità). Intanto il New York Times pubblica una foto di Michelle Obama al telefono. Sta chiamando gli indecisi: racconta che si era preparata un foglietto con scritto cosa dire, poi se lo è dimenticato e si è messa a parlare a raffica di quanto è bravo il marito. Michelle Obama dà la piacevole ed esaltante senzazione di credere più a un?America e a un mondo migliore che alle pulsione presidenziali, seppure legittime, del consorte. E quindi ci mette , se si può, ancora maggiore impegno. Lavora per la patria, insomma. E poi c?è Hillary Clinton. Per lei una menzione speciale. Una delle più dure, ambiziose, intelligenti donne d?America sta scarpinando per Barak Obama. Non tantissimo, ma lo fa. Un altro uomo che le si è messo tra i piedi… eppure non demorde e lavora anche lei per la patria. Di donne così ce ne sono molte anche in Italia che non amano La Russa. Non parliamo di Maria Star, naturalmente. Magari fanno solo le maestre o le professoresse. Per tornare a Sarah Palin però qualcosa di buono lo ha fatto, forse; le hillariane di ferro che avevano giurato e spergiurato che non avrebbero votato per Obama, non possono votare Mc Cain. Dietro di lui c?è un sorriso Barracuda e accanto solo una pelle di alce.
(
da "Grecale, Il"
del 30-10-2008)
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giovedì 30 ottobre 2008 16:53 Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4 Il corteo partito dal liceo de Rogatis e organizzato dalla sede locale dell?Unione degli studenti ha attraversato le principali arterie cittadine Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4 Foggia- Centinaia di studenti oggi per le vie di Cagnano Varano contro i provvedimenti del ministro Gelmini. Il corteo partito dal liceo de Rogatis e organizzato dalla sede locale dell?Unione degli studenti ha attraversato le principali arterie cittadine creando alcuni disagi soprattutto per la circolazione. Alla manifestazione hanno partecipato gli studenti del liceo di Cagnano e della vicina Carpino, i ragazzi delle scuole medie e docenti di scuola elementare, media e del liceo. La protesta è continuata con musica, discorsi e un sit-in in piazza Nicola D?Apolito. “Vogliamo più fondi per la scuola.- si legge in una nota stampa dell?Uds-. Le proposte che il governo e in particolar modo il ministro Gelmini ci propone sono inaccettabili. Il grembiule e il voto in condotta sono solo trucchi per mascherare il principale obiettivo della mossa Gelmini-Tremonti: ridurre i finanziamenti destinati alla preparazione culturale dei giovani immiserendo il budget e creando le premesse affinché venga a mancare il diritto allo studio, specialmente nel Mezzogiorno e nelle aree più disagiate del Paese. Nonostante il decreto sia stato approvato al Senato – si legge amcora- la nostra protesta continua appoggiando anche l?ipotesi del referendum abrogativo”. (Il Grecale – Re/Fg02)
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da "Articolo21.com"
del 30-10-2008)
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La protesta degli studenti e il giornalismo "a tesi" dei quotidiani italiani di Vittorio Emiliani Gran parte dei quotidiani italiani pratica ormai un giornalismo "a tesi" che poco o nulla si cura dell'accertamento dei fatti reali. Se ci sono grandi manifestazioni studentesche e si verificano incidenti, il titolo e l'interpretazione fissa sono "Scontri fra studenti". E' successo puntualmente, per la stragrande maggioranza delle testate italiane, a stampa e televisive, ieri sera e ieri mattina, nel momento in cui esse hanno trattato l'aggressione chiaramente di marca squadrista, messa in atto, unilateralmente, da un gruppo di estrema destra. Anch'essa è diventato uno "scontro fra studenti" ed è stata così liquidata. Chi abita nella zona sa che in questi giorni gli accessi a piazza Navona e dintorni sono addirittura blindati. Non passa un'auto, non passa nulla. Nel caso nostro invece è passato addirittura - miracolo laico - un camion, giunto nella parte nord della piazza e lasciato scaricare dalla polizia presente bastonatori e bastoni avvolti nel tricolore (il sito di "Repubblica" documenta benissimo la cosa con video e foto inequivocabili). Poi, questi giovani, al grido "duce, duce" si sono scagliati contro i primi ragazzi che si sono fatti loro incontro a mani nude e soltanto muniti, per lo più, di caschi. La polizia ha lasciato fare a lungo. Gli studenti aggrediti si sono rivoltati lanciando sedie e tavolini di un bar e finendo, paradossalmente, per avere la meglio. Soltanto a quel punto la polizia, ovviamente, è intervenuta. La dinamica dell'episodio, documentata in modo chiarissimo dai teleoperatori e fotografi presenti e da una testimonianza diretta di Curzio Maltese, è stata completamente stravolta dalla maggioranza dei Tg e, stamattina, dal novanta per cento dei giornali, molti dei quali, temo, disinformati dalle agenzie. Il fatto mi sembra dei più gravi e dimostra come ormai gran parte dell'informazione sia intonata alla tesi unica degli scontri di piazza fra elementi di destra e di sinistra, quasi una riedizione della nefasta teorizzazione degli "opposti estremismi" che poco fece capire della violenza degli anni di piombo. Aggiungo un altro elemento: gli studenti che manifestavano davanti al Senato e nei dintorni non si sono intelligentemente lasciati intrappoolare dalla evidente provocazione neofascista, non si sono abbandonati cioè a ritorsioni e a violenze. Confermando con ciò quanto sia fasulla la tesi del pensatore unico Berlusconi e della sua prediletta Maria Egìda Gelmini secondo cui la massa, crescente e ormai ingentissima, degli studenti di ogni grado e scuola viene "manipolata dalle bugie della sinistra". Per chi pensa con la propria testa e agisce di conseguenza non c'è, credo, offesa peggiore. Ma va bene così: giovani e giovanissimi possono meglio comprendere, nel conflitto e nella lotta a difesa della scuola pubblica, cosa sono Berlusconi e il berlusconismo, quale rovina rappresentano per il nostro infelice (ma non rassegnato) Paese. Perché, assieme alla scuola, ci sono la ricerca e la cultura pubblica, la sanità pubblica, i parchi pubblici e l'ambiente, e tutto ciò che forma ciò che in democrazia si chiama "interesse generale primario".
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da "Articolo21.com"
del 30-10-2008)
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Le carte unitarie del Quirinale di Federico Orlando Due costituzionalisti molto popolari e di diverso orientamento, Antonio Baldassarre e lo scomparso Carlo Mezzanotte, nel loro saggio per la collana di Laterza sugli inquilini del Quirinale, scrivono che il presidente della repubblica deve fornire “prestazioni di unità”. Traducendo per il Governo e per il partito di maggioranza relativa, che in materia hanno le stesse difficoltà di apprendimento che avrei io a studiare il celtico, i due costituzionalisti vogliono dir questo: gli atti del capo dello stato debbono essere atti di pacificazione e quindi di unità fra la politica e i cittadini, impedendo che alcuna realtà sociale o locale o gruppo politico finisca ghettizzato. Non pretenderemmo che il ministro delle riforme Calderoli ripartisse per i suoi studi da Baldassarre e Mezzanotte, ma gli consigliamo un piacevole sguardo a un libro assai più piccolo di pagine, quasi un divertissement intellettuale che il nostro Alessandro Pace ha appena ultimato per l? Editrice Scientifica Napoli. E? proprio in base al principio “prestazioni di unità” che si permette un piccolo “rilievo” al presidente Napolitano: l?aver atteso il discorso del ventaglio (prima delle vacanze) per censurare l?onorevole Bossi, che, come fanno i camionisti a chi li sorpassa, aveva alzato l?indice medio in polemica con non so quale valore nazionale. Doveva bacchettarlo subito, scrive Pace (Libertà individuale e qualità della vita), trovando degradante per la qualità della vita collettiva il fraintendimento di libertà e maleducazione: specie quando questa è rivolta contro elementi simbolici (la bandiera, l?inno nazionale, l?esercito, le istituzioni rappresentative, i luoghi e i nomi sacri della storia patria) che fanno tutt?uno con gli elementi materiali della nazione. Anzi, ne sono il cuore. Vadano dunque Berlusconi e Bossi dalla ministra Gelmini, e si facciano spiegare da lei, che certo le conosce a memoria, le memorabili pagine scritte in proposito da Rudolph Smend. Dunque ha adempiuto al suo compito il presidente della repubblica ricevendo al Quirinale i rappresentanti dei piccoli partiti non rappresentati in parlamento, da dove li ha esclusi sei mesi fa non solo lo sbarramento che protegge il nostro sistema proporzionale puro (puro come la vergine Messalina) ma anche la loro rissosità, il loro settarismo: che sono, specie a sinistra, antichi legati ereditari. (Non solo a sinistra, purtroppo: basti pensare che i miei quattro gatti liberali hanno saputo dividersi in cinque). Ora Napolitano ha spiegato ai padroni del vapore, in testa governo e maggioranza, che la nuova legge elettorale europea non può alzare lo sbarramento al 5 per cento né abolire il voto di preferenza fra i candidati, senza con ciò escludere i partiti minori dall?europarlamento e tutti i cittadini italiani dalla scelta degli europarlamentari. Due lesioni antidemocratiche in un colpo solo. Ecco perché il capo dello stato è intervenuto con una sua ”prestazioni di unità”, sperando di rimediare. E forse è perché i cittadini sentono questo, se il Quirinale svetta nel gradimento oltre l?80 per cento. Si potrebbe scrivere, ed è stato scritto, che in alcuni dei 27 paesi della Comunità europea lo sbarramento al 5 per cento c?è; che in altri c?è la lista bloccata, cioè l?elezione dei deputati senza preferenza. Al tempo stesso si replica obbiettando che il parlamento europeo, a differenza di quelli nazionali, non deve eleggere a sua volta alcun governo, essendo i ministri (commissari) europei designati dai governi nazionali. Cade quindi la giustificazione dello sbarramento alto come strumento di riduzione dei gruppi in favore della governabilità. Su queste e altre motivazioni s?è svolto il braccio di ferro tra maggioranza (Pdl e Lega) e opposizioni (Pd, Idv,Udc) nella commissione affari costituzionali della camera: che ha esaurito il dibattito generale, sicché la settimana prossima si potrà calendarizzare il provvedimento per la discussione in aula. Se prima saranno risolti almeno alcuni dei problemi sui quali Berlusconi s?è inchiodato come l?asino davanti alle ombre. In particolare, il problema della soglia, che dal 5 potrebbe essere abbassata al 4, se la resistenza delle opposizioni e alcune titubanze della Lega fossero tanto forti da creare nel paese un clima di “legge truffa” (che truffa non era per niente, infatti dava un premio di maggioranza a chi la maggioranza dei voti l?aveva conquistata nelle urne, ma tuttavia tale fu giudicata dall?opinione pubblica e bocciata (?) dagli elettori). La soglia del 4 per cento potrebbe consentire ai piccoli partiti di deporre le armi fratricide, di accantonare il settarismo, unirsi in nuove formazioni e così rigenerarsi, consentendo anche al Partito democratico – per quanto guarda la sua sinistra – di tornare non ai baccanali dionisiaci dell?Unione di Prodi ma alla civile convivenza fra alleati convergenti sul programma. La stessa cosa a destra, per i gruppi capitombolati alle politiche. E perfino per un gruppo, quello degli autonomisti siciliani, che s?è salvato entrando nel Pdl, come i radicali nel Pd, ma che aspira ad un autonomo protagonismo elettorale e di coalizione. Certo, questo discorso potrebbe servire a chi mugugna che in Italia ci sono due politiche, una di Palazzo Chigi e l?altra del Quirinale. Ma in primo luogo è falso, perché confonde fra politica e garanzie. In secondo luogo è un richiamo a tutti che tutti i poteri sono limitati. In terzo luogo è connaturale alla repubblica, perché questo e non altro sta nella costituzione.
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da "Stampaweb, La"
del 30-10-2008)
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ROMA Chi occupa abusivamente le scuole impedendo ad altri di studiare sarà denunciato. Il governo sceglie la linea dura contro le mobilitazioni del mondo della scuola. Il ministro dell?Interno Maroni detta la linea pur precisando che «finora il fenomeno delle occupazioni rientra in manifestazioni fisiologiche di dissenso e la continuità didattica finora è garantita», ha rilevato. Il ministro degli Interni giudica positivamente l?operato delle forze dell?ordine in occasione delle manifestazioni studentesche di ieri e di oggi e ritiene di gran lunga esagerato il numero di un milione di manifestanti che avrebbe partecipato allo sciopero della scuola di oggi. «Abbiamo monitorato e gestito in modo impeccabile le manifestazioni», ha detto Maroni rispondendo ai giornalisti a Caserta. Quanto allo sciopero il ministro ha detto: «Ho letto che a Roma ci sarebbe stato un milione di persone. Purtroppo c?è il vezzo di moltiplicare per dieci le cifre reali, anche se 100 mila persone sono comunque tante». Da parte sua, Berlusconi torna a difendere la legge Gelmini e commenta le manifestazioni di oggi degli studenti contro la riforma della scuola con parole dure: «C?è una scandalosa sinistra che ha questa capacità assoluta di mentire su cose che sono di un buonsenso e di una logicità assoluta». A chi gli fa notare che in piazza ci sono non solo ragazzi ma anche molti genitori e famiglie, il Cavaliere insiste: «La sinistra dice cose che non corrispondono al vero. La nostra non è nemmeno una riforma. Dicono delle cose, ma scherziamo? I nostri sono provvedimenti di buonsenso e assunti con il buonsenso del padre di famiglia. C?è una scandalosa e grandissima capacità della sinistra di diffondere il contrario del vero». Per l'opposizione la legge-Gelmini segna uno spartiacque, la fase politica che si è aperta con le elezioni dello scorso aprile si va chiudendo e la protesta degli studenti e dei docenti dimostra che è «finita la luna di miele» per il Governo. Walter Veltroni scende di nuovo in piazza, dopo la manifestazione del Pd di sabato scorso, e questa volta sfila accanto agli studenti nel corteo di Roma, dopo aver ieri annunciato la decisione di raccogliere le firme per un referendum contro la riforma della scuola. Il segretario del Pd arriva alla partenza del corteo, dopo aver partecipato alla riunione degli "autoconvocati" contro l?abolizione delle preferenze nella legge elettorale per le europee, e davanti ai fotografi stringe la mano al leader di Idv Antonio Di Pietro e al segretario di Rifondazione Paolo Ferrero. « naturale per me essere qui», dice Veltroni. Nuova fase tra le opposizioni In realtà, nei mesi scorsi il Pd era spesso stato "scavalcato a sinistra" non solo da Rifondazione ma anche, e soprattutto, da Idv, e la stretta di mano di oggi può rappresentare anche l?apertura di una nuova fase tra le opposizioni. Il segretario democratico è convinto che questa rottura tra il governo e il mondo della scuola sia destinata a chiudere un ciclo e ad aprirne un altro e vuole porre il suo partito al centro della nuova fase: «Per il Governo Berlusconi sulla scuola è finita la luna di miele, come quella di Prodi con gli elettori finì sull?indulto. Con la differenza che loro l?indulto lo votarono, mentre noi sulla scuola abbiamo fatto una fortissima opposizione. La scuola è qualcosa che ha chiamato in causa milioni di famiglie, l?errore più grave del governo è stato scambiare questa protesta per un fenomeno politico eterodiretto». Veltroni e Di Pietro d'accordo: «Ricorreremo al referendum» Veltroni conferma la scelta di ricorrere al referendum, pur spiegando che non è uno strumento che il Pd usa «a cuor leggero. Noi non siamo gente che fa i referendum facilmente (e sul "lodo-Alfano" conferma che il Pd continua ad attendere il giudizio della Corte costituzionale, ndr), se l?abbiamo fatto sulla scuola è perchè lo riteniamo paradigmatico di due concezioni del futuro del Paese e anche di due modi di governare». Si sta studiando, precisa, la formulazione migliore per il quesito che comunque «potrà riguardare le parti del dl Gelmini che sono di carattere normativo». L?importante, aggiunge dopo i fatti di ieri a piazza Navona, è evitare che la protesta degeneri: «Mi preoccupa il fatto che ci sia stata un?aggressione violenta da parte di persone identificate, il tentativo, non nuovo, di radicalizzare un movimento pacifico, civile e senza connotazioni politiche va respinto. Credo che tutti debbano fare la loro parte e prendersi le responsabilità». Ma il segretario democratico è attento a non puntare il dito contro la polizia: «Può darsi che ieri qualcosa non abbia funzionato, ma in generale le forze dell?ordine meritano rispetto per il lavoro che svolgono». D'accordo a ricorrere al referendum anche Antonio Di Pietro: «Appena il decreto Gelmini sarà pubblicato, provvederemo a depositare il quesito in Cassazione e cominceremo la raccolta delle firme sugli stessi tavoli in cui stiamo già raccogliendo le firme referendarie contro la legge "salvapremier"». In piazza anche Bonanni, Epifani e la Finocchiaro Ma tra i manifestanti per le strade della capitale, insieme al leader del Pd, ci sono anche tanti politici e sindacalisti. Per il segretario generale della Cisl, Bonanni: «Le scelte per il futuro si fanno con la gente, non si discute la scuola dei lavoratori come se fosse un consiglio di amministrazione, è una vergogna. Non si può riformare la scuola senza mantenere fede alla Costituzione; i tagli non sono una riforma ma un modo per mascherare la controriforma in atto». Secondo il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro: «La manifestazione di oggi smentisce le previsioni del centrodestra secondo il quale con l?approvazione al Senato del decreto legge Gelmini tutto sarebbe finito». Per il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, infine, la partecipazione al corteo contro la riforma è «straordinaria. Oggi è davvero una giornata memorabile». Per il sindacalista quando così tante persone scendono in piazza è necessario che il governo rifletta.
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da "Quotidiano.it, Il"
del 30-10-2008)
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Il decreto è passato, ma gli studenti non mollano San Benedetto del Tronto | Scioperi di alunni e professori nei maggiori istituti della cittadina rivierasca. Ma il decreto è ormai legge. di Francesca Poli Il liceo scientifico "Rosetti" questa mattina Mentre tutta Italia si mobilita a fronte del decreto Gelmini approvato in via definitiva al Senato della Repubblica nel pomeriggio di ieri, anche gli studenti e i professori sambenedettesi fanno sentire la loro voce di protesta. La riforma, che ripristina il maestro unico alle elementari, ridimensiona i posti di lavoro e gli orari di lezione, il dimensionamento della rete scolastica (con l'accorpamento di istituti con pochi alunni), la mancanza di investimenti nel settore, pare non sia gradita a circa il 70% degli studenti e dei professori dei più importanti istituti superiori della cittadina rivierasca. Ecco i numeri: del Liceo Classico "G.Leopardi" hanno aderito allo sciopero 512 alunni su 619, dell'I.P.S.S.C.T. di Cupra 143 su 151, del Liceo Scientifico "Rosetti" 891 su 1073, circa 600 sugli 890 allievi dell'Ipsia e 640 su 817 studenti dell'ITC Capriotti. In tutti gli istituti, anche l'adesione allo sciopero da parte dei professori è stata molto forte, basti pensare che all'ITC Capriotti, la Dirigente Scolastica Elisa Vita è stata impegnata per tutta la mattina ha cercare professori per controllare gli studenti entrati a scuola. "I ragazzi hanno chiesto il permesso alle autorità per manifestare - spiega la dirigente del liceo Classico Leopardi Silvana Giordano - e i professori avevano già riferito la loro adesione allo sciopero. E' giusto che i ragazzi facciano sentire la loro voce ma oramai il decreto è passato al Senato e dubito che ora si possa tornare indietro. Ma la speranza che si venga a creare un dialogo tra scuola e governo resta". 30/10/2008
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da "Quotidiano.it, Il"
del 30-10-2008)
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Il sindaco Patrizia Rossini dice no alla Gelmini Castel di Lama | "La Legge Gelmini provocherà danni forti al patrimonio scolastico e ai servizi avanzati costruiti in 20 anni nella Vallata del Tronto. Noi non possiamo applicarlo". Il Sindaco di Castel di Lama, Patrizia Rossini. "La legge Gelmini provocherà danni incisivi e forti sul grande patrimonio scolastico, di servizi avanzati e di qualità costruiti dai Comuni della vallata negli ultimi anni, a svantaggio degli enti locali, dei residenti e di tutti gli studenti." Lo ribadisce il sindaco di Castel di Lama Patrizia Rossini, che martedì scorso ha partecipato con gli altri sei sindaci dell'Unione del Tronto al consiglio aperto sulla "riforma" scolastico voluta dal Governo centrale. "Si tratta di un decreto e ora di una legge - sostiene la Rossini - che sta preoccupando moltissimo i genitori del nostro territorio, sia per le conseguenze sull'insegnamento che per gli altri servizi che potranno essere offerti. E' una proposta non solo sbagliata, ma che si cala in una realtà come la nostra, fatta di tanti piccoli Comuni che in tanti anni hanno creato con sacrificio una rete di strutture pubbliche dall'infanzia agli altri livelli scolastici di primo livello, di notevole qualità, e che adesso rischiano di essere ridotte in un sol colpo". Per il sindaco Rossini questa cosiddetta riforma che è solo "un progetto taglia-spese, sarà una mannaia e rischia di diventare molto pericolosa per il comprensorio locale, oltre a far tornare indietro il livello complessivo dei servizi e dell'offerta scolastica. E' impossibile poi applicare questo provvedimento addirittura entro il 30 novembre, come imposto dall'alto dal Governo agli enti locali, senza nessun confronto o parere richiesto. E' noi non solo non possiamo farlo - conclude il sindaco di Castel di Lama - ma non vogliamo farlo : primo che perché non ci sono ne il tempo ne le risorse per la riorganizzazione, ma secondo e soprattutto perché significherebbe dare un colpo durissimo al mondo scolastico locale e anche ai piccoli paesi, che intorno alle scuole vivono e crescono." Info : 073681871 30/10/2008
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da "Sestopotere.com"
del 30-10-2008)
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Scuola, conferenza stampa vertici PDL Modena. La cronaca (30/10/2008 16:30) | (Sesto Potere) - Modena - 30 ottobre 2008 - “Il tempo pieno sarà garantito e incrementato, la legge Gelmini non porterà ad alcun taglio al sistema scolastico modenese, bensì ad una necessaria e virtuosa razionalizzazione delle spese e ad una riorganizzazione della didattica. Gli allarmi lanciati dalla sinistra alle famiglie e agli studenti si sono dimostrati totalmente falsi e lo sciopero di oggi ha connotati esclusivamente politici, che nulla hanno a che fare con gli interessi della scuola pubblica. Mentre la sinistra fomenta la piazza e cerca lo scontro politico ed istituzionale, noi vogliamo esprimere soddisfazione per l?approvazione di un decreto che introdurrà quelle positive e attese novità di cui il sistema scolastico pubblico italiano ha urgente bisogno”. Lo ha affermato l?On. Isabella Bertolini, Componente del Direttivo del PDL alla Camera, aprendo la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina presso il Palazzo dell?Amministrazione provinciale alla presenza dei Consiglieri regionali del PDL Andrea Leoni ed Enrico Aimi, del Coordinatore regionale di Azione Giovani Michele Barcaiuolo, dei Consiglieri provinciali Pdl Dante Mazzi e Luca Caselli. “Autorevoli esponenti della sinistra, come la Senatrice Bastico - ha affermato il Consigliere regionale Andrea Leoni - ci hanno raccontato che il decreto avrebbe portato alla cancellazione di 64 scuole in regione, di cui 12 nella sola provincia di Modena. Nei giorni scorsi l?Ufficio scolastico regionale e l?Assessore regionale all?Istruzione hanno sconfessato questi allarmi, confermando che a Modena non chiuderà nessuna scuola. Ennesima bugia spacciata per verità. Oggi la sinistra e i Sindacati si stanno assumendo un?altra grave responsabilità nei confronti delle famiglie modenesi, ribaltando nuovamente gli indirizzi dell?ufficio scolastico provinciale che ha chiaramente detto che le scuole oggi dovevano rimanere aperte. A molte famiglie con ragazzi che frequentano scuole elementari come le Foscolo di Pavullo e medie inferiori, come le Guidotti di Modena e le Primo Levi di Sassuolo, è stato detto da giorni di rimanere a casa, perché la scuola sarebbe stata chiusa causa sciopero. In questo modo si nega il diritto dei tantissimi che non condividono le ragioni di una protesta politica contro il governo. Non si può imporre lo sciopero anche a chi non lo vuole fare e bisogna garantire a chi vuole lavorare e studiare regolarmente, di farlo. Su questo punto invitiamo le autorità scolastiche preposte a far tutelare il diritto ad andare a scuola. Noi continueremo a batterci per riformare e migliorare la scuola e l?istruzione dei nostri figli. A sinistra invece si vogliono tutelare solo le cattedre”
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da "Sestopotere.com"
del 30-10-2008)
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Scuola, contro la Gelmini studenti di Ingegneria di Bologna fanno lezione in piazza (29/10/2008 17:23) | (Sesto Potere) - Bologna - 29 ottobre 2008 - Per protestare contro il decreto Gelmini , studenti e professore della Facoltà di Ingegneria di Bologna fanno lezione sotto i portici di piazza San Francesco. Il traffico stradale (forse) disturba la lezione? Niente paura le indicazioni alla lavagna sono un richiamo sicuro per gli allievi più distratti. O no?
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da "Giornale di Calabria, Il"
del 30-10-2008)
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Scuola, mobilitazione totale Manifestazioni un pò ovunque in Calabria contro il decreto Gelmini. A Catanzaro bloccata la principale via d?accesso al centro storico CATANZARO. Cortei e manifestazioni di studenti si sono registrati mercoledì mattina in diversi centri della Calabria, in concomitanza con il raduno nazionale di Roma contro la riforma della pubblica istruzione, alla quale hanno partecipato, secondo stime sindacali, almeno 2.000 persone provenienti dalla regione. A Catanzaro, come era già avvenuto, i dimostranti hanno bloccato viale De Filippis, principale via d?accesso al centro del capoluogo regionale, provocando disagi enormi alla circolazione. Manifestazioni analoghe anche nei capoluoghi di provincia ed in alcuni centri minori, come Soverato, nel catanzarese, e Belvedere Marittimo, nel cosentino. Molte adesioni anche da parte dei docenti. Alcentro delle contestazione, tra slogan e striscioni, come sta avvenendo da di versi giorni, il decreto proposto dal ministro Maria Stella Gelmini ed approvato mercoledì dal Senato. Quasi 2.000 i ragazzi scesi in piazza a Lamezia Terme, quarta città della regione per popolazione. Il corteo è partito alle 9,30 in punto da piazza della Repubblica ed ha percorso le vie principali della città fino ad arrivare davanti al Comune di Lamezia su corso Numistrano. Gli studenti hanno percorso prima via Leonardo da Vinci, poi via XX Settembre, per arrivare poi su corso Giovanni Nicotera ed infine su corso Numistrano, dove poi si sono fermati per un sit-in. Durante tutto il tragitto, i manifestanti sono stati scortati dalle forze dell?ordine, in particolare dalla Polizia di Stato, dai Carabinieri e dai finanzieri in divisa ed in borghese, supportati dalla polizia municipale. Molti i disagi alla circolazione, con le strade del centro rimaste completamente bloccate fino al passaggio del corteo, e traffico in tilt. Manifestazioni anche in diversi centri della Locride. A Roccella Jonica gli studenti del liceo scientifico hanno manifestato in piazza insieme con altri loro colleghi provenienti pure da istituti dei centri limitrofi. Durante i vari interventi hanno esposto i motivi del loro dissenso. A Locri, invece, gli studenti hanno occupato il Liceo Classico ?Ivo Oliveti?. La pacifica occupazione è proseguita anche durante la notte con turni alterni effettuati dai giovani. Altre iniziative studentesche contro la riforma Gelmini sono state programmate in diversi centri del comprensorio jonico-reggino. Quasi tremila studenti hanno manifestato a Reggio Calabria. Un corteo, al cui hanno preso parte studenti delle scuole di ogni ordine e grado, partito da piazza De Nava (davanti al museo nazionale della Magna Grecia), ha percorso il corso Garibaldi, fermandosi davanti alle sedi istituzionali. Slogan contro la decisione governativa, accompagnati dalla presenza di cartelli e striscioni, hanno caratterizzato una manifestazione composta ed ordinata. Poi dopo una sosta prolungata davanti al palazzo San Giorgio, sede del Comune, il corteo si è sciolto. Un migliaio di studenti di tutte le scuole si è mobilitato invece a Vibo Valentia. Un corteo, partito da Piazza municipio, ha attraversato tutta la città con striscioni e slogan. Il tutto senza che avvenissero incidenti. A Cosenza alcune centinaia di studenti dei licei hanno riproposto i temi della mobilitazione, analogamente a quanto è avvenuto a Crotone. Studenti, docenti, precari e genitori hanno tenuto nel giardino del liceo classico ?Pitagora? di Crotone un sit in di protesta contro le politiche scolastiche promosse dal Governo Berlusconi. Durante l?assemblea, alla quale erano presenti di circa duecento persone, hanno preso la parola rappresentanti degli studenti, insegnanti e sindacalisti, come il segretario della Federazione lavoratori della conoscenza (Flc) della Cgil, Mimmo Denaro, che hanno denunciato la minaccia alla qualità dell?offerta formativa, rappresentata dal decreto Gelmini che preannuncia una grave riduzione di posti di lavoro nella scuola e quindi la scomparsa di prospettive occupazionali stabili per i numerosissimi precari. Il tutto - hanno sostenuto i manifestanti - con ripercussioni devastanti sulla realtà crotonese che è già priva di speranze: la chiusura di diverse scuole e l?aumento della disoccupazione non potrà giovare sicuramente al Sud e a Crotone in particolare. Da Crotone, per partecipare alla manifestazione di Roma sulla scuola, sono partiti su 3 pullman circa 200 persone, ma altri hanno raggiunto la capitale anche in auto. (30-10-08)
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da "Reuters Italia"
del 30-10-2008)
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di Paola Diana ROMA (Reuters) - Studenti, insegnanti e genitori hanno manifestato oggi a Roma, Milano, Torino e in molte altre città contro la legge Gelmini, nel giorno di sciopero nazionale della scuola indetto da Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals. Intanto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha detto che gli studenti che occupano scuole e università saranno denunciati. "Se ci saranno illeciti ci saranno denunce e per chi occupa illegalmente qualora si presentasse situazione di occupazione abusiva", ha detto Maroni. Nelle intenzioni degli organizzatori lo sciopero odierno sarebbe dovuto avvenire prima del voto finale di conversione del decreto Gelmini al Senato, ma l'opposizione - che ieri, Udc compresa, ha votato compatta contro il decreto - ha accusato la maggioranza di aver stretto il calendario dei lavori in aula proprio per battere sul tempo i sindacati. Secondo i primi dati parziali provenienti direttamente dalle scuole e diffusi dal ministero dell'Istruzione in una nota, la partecipazione allo sciopero alle 14,30 era stata pari al 57,1% del personale scolastico, ossia 258.152 dipendenti tra insegnanti e personale amministrativo e ausiliario su un totale di poco più di 452.000. Secondo i sindacati, invece, il 90% degli istituti scolastici italiani sono rimasti chiusi. A Roma gli organizzatori hanno parlato di 800.000 partecipanti alla manifestazione, provenienti da tutta Italia. La Questura non fornisce stime, ma nel corso della mattinata, oltre al corteo principale da piazza della Repubblica a piazza del Popolo, ne ha autorizzati altri due: uno da via Nazionale, l'altro da via Cavour. Il corteo principale è partito alle 9,30, e si è snodato per le vie del centro fino a piazza del Popolo, dove il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha chiuso gli interventi. Lo striscione di apertura, che riportava le cinque sigle sindacali che hanno indetto lo sciopero, recitava "Uniti per la scuola di tutti". Era seguito dai bambini con un altro striscione su cui erano disegnati quattro bimbi che si tengono per mano - un nero, un cinese, un indiano e un bianco - tra fiori e farfalle e la scritta "Lui è mio amico". Continua...
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da "AprileOnline.info"
del 30-10-2008)
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Pd, le mosse di Veltroni e dei suoi critici Aldo Garzia, 30 ottobre 2008, 17:45 Politica Mano tesa al governo sulle decisioni in politica economica per fronteggiare la crisi finanziaria (iniziando dalla detassazione delle tredicesime), polemica frontale sulla scuola e la riforma della legge elettorale per le europee è la nuova linea del segretario. Le varie anime del Pd potrebbero entrare nuovamente in contrasto con le primarie per le elezioni amministrative ed europee. Elezioni, quest'ultime, che implicano cambiamenti di rotta anche a sinistra Dopo aver partecipato questa mattina alla manifestazione a Roma indetta dai sindacati per lo sciopero generale della scuola, Walter Veltroni è partito per Madrid dove alle 19,30 - presso la sede dell'Istituto italiano di cultura in Calle Mayor - presenterà l'edizione spagnola del suo libro "La scoperta dell'alba" insieme allo scrittore e filosofo Fernando Savater. Si tratta di un impegno preso da tempo, ma che cade in un momento particolare per il segretario del Pd. La sua leadership si è indubbiamente consolidata dopo la manifestazione di sabato scorso al Circo Massimo, eppure ieri sono tornati a circolare malumori rispetto alla gestione veltroniana del partito. Franco Marini e Massimo D'Alema, i due leader di maggiore peso politico dell'ex Margherita e dell'ex Ds, hanno espresso una certa freddezza rispetto alla decisione di Veltroni di indire un referendum contro il "decreto Gelmini" sulla scuola, diventato legge dello Stato a tutti gli effetti dopo il voto favorevole del Senato. A Veltroni si imputa non solo di inseguire l'Idv di Antonio Di Pietro nella sua strategia referendaria inaugurata con la raccolta delle firme per abrogare il "lodo Alfano" (la legge che non rende processabile le massime cariche dello Stato) ma di non aver riflettuto a sufficienza sul fatto che il referendum contro i provvedimenti del governo sulla scuola potrebbe rivelarsi un buco nell'acqua perché quest'ultimi sono in gran parte collegati alla finanziaria che non può essere sottoposta a referendum, come tutte le norme tributarie e di bilancio o riguardanti trattati internazionali. "Una volta c'era la buona abitudine di discutere iniziative impegnative come questa", dichiara ad esempio Gianni Cuperlo, deputato del Pd, che proprio ieri ha rilasciato una intervista al quotidiano "il Riformista" per replicare a Goffredo Bettini, responsabile dell'organizzazione del partito, sull'idea che basti un rinnovamento generazionale per risolvere i problemi di identità e radicamento territoriale della maggiore forza di opposizione. A Veltroni si rimprovera il presunto metodo ondivago di dirigere il partito: prima l'offerta di dialogo al governo di Silvio Berlusconi nelle prime settimane della nuova legislatura, poi un repentino cambiamento di linea che ha chiuso il confronto (proprio come gli aveva chiesto però chi dissentiva dalla prima scelta). Qualsiasi cosa faccia il segretario, c'è sempre il riaffiorare di un'area di dissenso rispetto alle sue scelte. La manifestazione del Circo Massimo ha in ogni caso di sicuro rafforzato il segretario del Pd. Tanto è vero che inizia a circolare l'ipotesi che Veltroni possa essere capolista in tutte le circoscrizioni nelle elezioni europee per confermare la visibilità del segretario del Pd, qualsiasi sia la legge elettorale con la quale si andrà al voto, anche se Ermete Realacci, ministro ombra dell'ambiente, non smentisce e non conferma tale eventualità: "Vedremo. Finora non ne abbiamo proprio discusso". Proprio le elezioni europee sono del resto il traguardo che i non veltroniani hanno posto all'attuale segretario: nel caso il Pd non dovesse raggiungere il 30%, si andrebbe alla scadenza congressuale ponendo il problema di una nuova leadership. Un eventuale cattivo esito delle amministrative (sono in ballo i sindaci di città-roccaforti del Pd come Firenze e Bologna) potrebbe dare il la' a nuove critiche. Mano tesa al governo sulle decisioni in politica economica per fronteggiare la crisi finanziaria internazionale (a iniziare dalla proposta di detassare le tredicesime), polemica frontale sulla scuola e il progetto di riforma della legge elettorale per le europee (abolizione della preferenza e quorum al 5%) è la nuova linea di Veltroni. A cui - fanno notare i suoi collaboratori più stretti - si aggiunge l'accordo con il Partito socialista e i Verdi per una presentazione comune nelle liste del Pd per le europee, il ritorno nel partito di Gavino Angius e della pattuglia di ex diessini che aveva scelto di aderire alla "costituente socialista", la ricucitura dei rapporti con l'Idv e le buone relazioni con l'Udc di Pier Ferdinando Casini. Sui legami futuri con l'Udc non ci sono dissensi all'interno del Pd. Anche i dalemiani, critici per la mancanza di alleanze che imputano al Pd e che stanno costruendo l'associazione di tendenza Red in tutta Italia in collegamento con la fondazione ItalianiEuropei presieduta da Giuliano Amato e Massimo D'Alema, si augurano che i rapporti con il partito di Casini possano essere strategici. "Serve un nuovo centrosinistra che si fondi sulla relazione Pd-Udc, che poi può allearsi anche con l'Idv o con la sinistra", dice un deputato dalemiano che fa notare come il referendum sulla scuola può essere un ostacolo sulla linea della convergenza con Casini (l'Udc, pur critico verso il decreto Gelmini, non ha aderito all'iniziativa referendaria). Del resto, a dimostrazione che nel Pd c'è già stato il rimescolamento tra le componenti di provenienza, il candidato destinato alla successione di Veltroni che più piace ai dalemiani non è certo un ex Ds, bensì l'ex sottosegretario Enrico Letta, dirigente di lungo corso dei Popolari e della Margherita. Ma resta assai difficile conseguire sia l'alleanza con l'Udc sia la ricomposizione con la sinistra: la prima prospettiva rischia di escludere l'altra. "Nel delirio di grandezza, il governo Berlusconi si era illuso che l'opposizione avrebbe svolto una parte supina e di attesa, invece si comincia a capire che l'opposizione è in grado di impedire il processo di cambiamento costituzionale e di forzatura di tutte le regole", fa presente Antonello Soro, capogruppo del Pd a Montecitorio. Malgrado la tregua interna, le varie anime del Pd potrebbero entrare nuovamente in contrasto con le primarie per la scelta dei candidati nelle prossime elezioni amministrative ed europee e in quelle per la scelta di alcuni segretari regionali. Spiccano i casi delle comunali di Firenze, dove sono almeno quattro i candidati alla successione del sindaco uscente Leonardo Dominici, o della leadership del Pd nel Lazio, dove il veltroniano Roberto Morassut potrebbe contrapporsi al dalemiano Gianni Cuperlo. Si sta organizzando anche la sinistra del Pd, che ha costituito di recente l'associazione "A sinistra" su impulso di Vincenzo Vita, Paolo Nerozzi, Famiano Crucianelli e dell'ex ministro Livia Turco che è però anche tra gli sponsor della dalemiana Red. "Uno dei nostri obiettivi - spiega l'ex deputato Sergio Gentili, tra i promotori della nuova Associazione - è cercare di rimettere in comunicazione le varie componenti della sinistra, a iniziare dai temi dell'economia e della crisi finanziaria". "A sinistra" ha per esempio promosso lo scorso 21 ottobre un seminario con Paolo Leon, Nerio Nesi, Alfiero Grandi (Sinistra democratica), Riccardo Nencini (segretario del Partito socialista), Gianni Rinaldini (segretario della Fiom), da cui è scaturito un gruppo di lavoro permanente sui temi del lavoro e dell'economia. Chi resiste al richiamo del Pd è Sinistra democratica di Claudio Fava e Fabio Mussi, che pure ha aderito all'iniziativa veltroniana di referendum contro il decreto Gelmini. Antonello Falomi, ex deputato indipendente di Rifondazione e ora tra i dirigenti di Sd, ha analizzato il discorso di Veltroni al Circo Massimo con il cerca parole del suo computer: "Il segretario del Pd non ha mai pronunciato due vocaboli a noi cari: sinistra ed Europa". Un gruppo di militanti di Sd della sezione romana del quartiere Testaccio ha partecipato alla manifestazione del Pd al Circo Massimo componendo una scritta a caratteri cubitali che voleva essere una manifestazione d'affetto per il loro antico partito: "Spostatevi a sinistra". Nell'ultima riunione di direzione di Sd, il coordinatore Fava ha intanto annunciato che il 13 novembre verrà lanciata ufficialmente una inedita associazione con l'obiettivo di realizzare "la costituente della sinistra" che dovrà dar vita a una nuova forza politica. E' qui che troverebbe approdo la minoranza di Rifondazione guidata da Nichi Vendola, Franco Giordano, Gennaro Migliore, Alfonso Gianni, ormai in totale rotta di collisione con la nuova segreteria di Paolo Ferrero. La nuova aggregazione potrebbe essere ancora di più favorita dall'eventuale ritiro da parte di Silvio Berlusconi della riforma elettorale per le europee. Il permanere della proporzionale senza soglie di sbarramento farebbe rompere gli indugi a Vendola e agli aderenti alla sua mozione congressuale sulla necessità di superare l'appartenenza a Rifondazione. In quel caso, il Pd si presenterebbe alle europee con socialisti e Verdi, Rifondazione accoglierebbe sotto il suo logo alcuni candidati del Pdci di Oliviero Diliberto in vista di una tendenziale "riunificazione dei comunisti" e a sinistra ci sarebbe una nuova lista promossa da Fava e Vendola.
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L'ora del mazziere Enrico Campofreda, 30 ottobre 2008, 17:07 Dibattito La provocazione di piazza Navona ha una funzione scenica ma potrebbe essere seguita da altro. Un maestro del torbido e dell'illegalità, mai tacitato neppure con la Presidenza della Repubblica, qual è Cossiga insinua che nell'attuale movimento di contestazione alla controriforma Gelmini basta infiltrare gli uomini giusti, magari con la striscia orizzontale sulla maglia e la P38 in mano come ai tempi di Giorgiana Masi Per ora l'unica differenza è la mancanza del leader, Almirante affiancava i suoi squadristi come testimonia un'istantanea dell'assalto ai sessantottini della romana Sapienza. Perciò c'è da domandarsi perché se non il democratico e istituzionale Fini, almeno passionari del manganello come Ignazio La Russa e la rampantina Giorgia Meloni non siano stati accanto ai mazzieri del Blocco Studentesco in azione militar-giovanile a Piazza Navona. Non crediamo sarebbe stato imbarazzante per due Ministri della Repubblica essere lì a incitare i propri ragazzi, visto che non perdono occasione salottiero-televisiva o addirittura ufficiale per ricordare la propria pessima gioventù negli anni Settanta e Novanta sviscerando odio e aggressività da perfetti maestri di quello che i militanti praticano nelle piazze. L'ultimo assalto, per ora solo verbale, l'ha subito il neo direttore de L'Unità Concita De Gregorio, alla quale il prode Ignazio (chissà se conosce come Catullo trattava quel suo omonimo di due Millenni or sono) ha minacciato di turare la bocca con un turacciolo. Crediamo che se i mazzieri tornano attivi nelle piazze politiche - uscendo dall'enclave della curva in cui con l'alibi del tifo sono stati svezzati e protetti per anni, mica solo dai presidenti dei club ma da quelli del Consiglio e dai ministri degli Interni - i propri ideologi di riferimento sono coloro che predicano a Palazzo Chigi e nelle enclavi televisive di Stato e che garantiscono impunità. Un tempo il padre di tutto il fascismo del dopoguerra che è stato il Movimento Sociale almirantiano attuava la prassi del doppiopetto, l'ha indossato a lungo anche il delfino Fini. Perbenismo esteriore e squadrismo in corpo, non a caso le anime più losche a lungo protette dal fascismo parlamentare si chiamavano Junio Valerio Borghese, Giulio Caradonna, Pino Rauti ex ragazzi di Salò, appunto. Di che risma fossero lo ricorda "Uomini e no" di Vittorini: cannibali, torturatori di partigiani, collaborazionisti delle SS che praticavano le stragi di civili come a Sant'Anna di Stazzema. Li si è tenuti fuori dalle galere e loro immediatamente ricominciarono con Gladio, i tentativi di golpe, la P2, la strategia della tensione, lo stragismo. I figli e nipoti politici, rimescolati col neo confessionalismo e la maggioranza silenziosa dopo il rimpasto dei primi anni Novanta, siedono al governo e riportano indietro l'Italia fra conformismo classista e quelle imposizioni legislative che sono i decreti legge. A quest'Italia già vista può mancare una nuova ondata di violenza fatta di agguati e magari assassini come l'insanguinata storia del Paese ha conosciuto quarant'anni or sono. La provocazione di piazza Navona ha una funzione scenica ma potrebbe essere seguita da altro. Un maestro del torbido e dell'illegalità, mai tacitato neppure con la Presidenza della Repubblica, qual è Cossiga insinua che nell'attuale movimento di contestazione alla controriforma Gelmini basta infiltrare gli uomini giusti, magari con la striscia orizzontale sulla maglia e la P38 in mano come ai tempi di Giorgiana Masi. Anche il regime democristiano godeva del consenso dell'urna e non accettava spostamenti a sinistra e avanzate di lavoratori che richiedevano cambiamenti di rotta. Il berlusconismo fatto regime non sopporta nient'altro che il proprio apparato di potere. Continua a coprire, proprio come la peggiore Dc, il peggior fascismo dicendo semplicemente che non esiste. Questo ha solo cambiato volto, è addirittura più presente di quarant'anni or sono perché s'è trasformato da nostalgico in neo mitizzatore d'un'esistenza egoista, aggressiva, xenofoba, antisolidale, falsamente patriottica perché dietro di essa nasconde un becero nazionalismo anche guerrafondaio. I suoi ideologi dirigono dicasteri, come La Russa, o propagandano da media lottizzati la musica che piace del lider maximo. Il desiderio di sdoganare anche il camioncino dei mazzieri tricolori è grande. Quale la prossima concessione?
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Protesta, c'è in gioco una grande idea Michele Piras*, 29 ottobre 2008, 11:06 Dibattito Il movimento degli studenti e degli universitari è una sollevazione spontanea e trasversale che boccia la riforma Gelmini contestandola nel merito. Perciò si deve evitare di imporgli un cappello partitico e rispettarne l'originalità. Certo, è anche politica, ma nel senso che tenta di diffondere "un altro" modello di istruzione e dunque di società Mentre scrivo, nella mia città (Cagliari), gli studenti, i miei colleghi delle scuole superiori e dell'università continuano ad organizzarsi e a promuovere momenti di protesta, di sensibilizzazione e di socializzazione. Non un attimo di pausa, da almeno un mese! Erano anni che non si vedeva un'assemblea cosi partecipata e cosi "emotivamente sentita" nella facoltà di ingegneria. I volantinaggi non sono più il passaggio di un pezzo di carta che nella maggioranza dei casi finiva, nel giro di pochi minuti, in un cassonetto. Gli studenti si fermano, ascoltano, fanno domande, leggono fino all'ultima riga il documento che gli hai posto sotto gli occhi. Mi guardano in faccia, fisso negli occhi, ed entrambi capiamo che non stiamo fingendo, condividiamo una forte preoccupazione. Siamo ogni giorno in assemblea permanente, organizziamo lezioni all'aperto, discutiamo fino a tarda sera e troviamo sempre una linea comune, un percorso da seguire, mai una votazione, non ce n'è bisogno. All'assemblea di tutta la facoltà d'ingegneria eravamo più di settecento, un collega, stupefatto, ha affermato: "è bellissimo, è un sogno!". Senza ombra di dubbio la maggioranza degli studenti è sensibile al tema, si rende conto che sta accadendo qualcosa, che non si tratta della solita "riforma". Ma è molto difficile coinvolgerli, le vecchie forme di protesta non convincono tutti. Ci chiedono spesso di continuare, ci dicono che sono con noi, così anche i docenti, ma nessuno vuole bloccare le lezioni, "è controproducente" affermano in tanti. Allora procediamo con metodi di protesta alternativi, ci convinciamo tutti. Lezioni all'aperto, nelle piazze, nella città, lezioni persino di sabato e di domenica, momenti di socializzazione, confronti tra docenti e allievi ecc. Altri occupano simbolicamente alcune aule, ma tutto si muove, non c'è facoltà dove non ci sia esposto uno striscione, non c'è facoltà e non c'è giorno dove non si promuova un'assemblea, e bene sì, lo voglio dire con orgoglio: non c'è facoltà dove uno studente non sappia cosa sia la 133. Una battaglia è già vinta, abbiamo sconfitto l'indifferenza! Ma rimane ancora da combattere la guerra e non so come andrà a finire. Però c'è un aspetto che è corretto ribadire e che appare fondamentale per capire cosa sta accadendo e per dargli la giusta importanza. Il movimento degli studenti e degli universitari è un movimento maturo, responsabile e consapevole. Sia chiaro a tutti che non si tratta dei soliti "facinorosi" o dei soliti "estremisti". Sia chiaro a tutti che il movimento è spontaneo ed è trasversale alle diverse sensibilità politiche. Non ci sono agitatori e non ci sono strumentalizzazioni. E questa è una situazione ben compresa ed accettata da tutti: partiti, mondo della scuola, dell'università e sindacati. Nessuno tenta e/o tenterà di porre il capello al movimento, nessuno pone e/o porrà il proprio marchio in qualsivoglia materiale prodotto da questa protesta. Tutto i documenti, volantini, striscioni, parole d'ordine, slogan sono discussi dagli studenti e girano le vie dell'istruzione e della società con l'unico obiettivo di andare al fondo della questione, dietro non c'è altro! Certo, questo non deve essere, però, un messaggio ambiguo. E' indubbio che la protesta non può essere intesa come un semplice ripetersi di NO. Come è indubbio che non è vero che non esistono controproposte. C'è in "gioco" un'idea, un'idea d'istruzione, un'idea di formazione, un'idea di comunità, un'idea di solidarietà, un'idea di uguaglianza, un'idea di pari opportunità, c'è in "gioco", in fondo in fondo, un'idea di società. Ne sono convinto, ne sono sicuro! C'è l'idea che tutti debbano avere il diritto di poter studiare, di poter scommettere su se stessi, di poter sapere, conoscere, capire. C'è l'idea che certe cose non possono essere affrontate come si stesse compilando il bilancio di un supermercato. C'è un'idea profonda di qualità! C'è un'idea di comunità, di senso, di gruppo, c'è un'idea di forza. La forza che acquistiamo quando siamo vicini, quando siamo compatti, quando condividiamo qualcosa. I giovani, gli studenti non vogliono essere più soli! Cadrebbe in grave errore chi pensasse di strumentalizzarci. Cadrebbe in grave errore anche chi pensasse in una nostra grande ingenuità. Noi crediamo che la scuola e l'università vadano riformate. Questa protesta non vuole difendere i privilegi di nessuno, sappiamo benissimo che esistono i "partiti dei baroni" e che ci sono enormi sprechi e "storture" nel sistema della pubblica istruzione, e sappiamo anche che seguiamo in centinaia corsi e lezioni con un solo docente, che le borse di studio non bastano, che la ricerca è sotto-finanziata, che le strutture spesso sono fatiscenti, che non tutti possono accedere allo studio, al sapere. E' proprio questa consapevolezza che ci spinge a spronare l'inizio di una discussione seria sulla scuola e sull'università. E' proprio questa consapevolezza che ci spinge a credere che il sistema d'istruzione in Italia abbia bisogno di una riforma e non di ulteriori tagli. C'è da sperare che sia solo l'inizio! *Studente Ingegneria facoltà di Cagliari- Coordinamento Nazionale Giovani Comunisti/e
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Spranghe e dialettica Pancho Pardi*, 30 ottobre 2008, 18:14 Il punto La grande manifestazione sulla scuola e contro la legge Gelmini di oggi 30 ottobre forse rimetterà le cose a posto. Ma sui tafferugli di piazza Navona conviene ancora tornare per un momento. Tra le varie novità del movimento degli studenti ( alleanza triangolare con insegnanti e famiglie) c'è stata anche la presenza degli studenti di destra. Intenzionati a sottrarsi al rituale trucido dei gruppi violenti e a irrobustire l'idea di un nuovo movimento apolitico, rappresentabile dallo slogan sintetico "né rossi né neri ma liberi pensieri". Per chi ha superato da un po' di tempo la loro età, una visione così appare inevitabilmente qualunquista. Funziona qui il noto adagio: se una iniziativa non si identifica né con la destra né con la sinistra vuol dire che è di destra. Per conto mio continuo a pensarla così. Ma Marco Bascetta sul Manifesto del 29 ottobre ha spiegato con grande acume che nell'apparente qualunquismo si può invece leggere un atteggiamento molto più maturo e incisivo: una radicata diffidenza verso i partiti che nasce non dal rifiuto qualunquista ma dalla sfiducia in forme di rappresentanza politica così prive di efficacia, e perfino di senso, da porre la necessità di una loro drastica, profonda, nuova invenzione. Va da sé che nuove forme di rappresentanza devono accompagnarsi a nuove capacità progettuali nel merito. In questa luce si può considerare positivo l'incontro, in una prospettiva laica di lotta comune, di gruppi finora distanti e avversari. Ma l'ingresso del Blocco studentesco di CasaPound in piazza Navona con camioncino carico di armi improprie, e una esplicita voglia di usarle su schiena e teste di studenti pacifici -cosa che poi è avvenuta in modo plateale- non può essere considerato espressione di questo nuovo clima di compresenza di parti tradizionalmente avverse. Fa testo qui la testimonianza anche personale di un giornalista affidabile come Curzio Maltese. Tanto è vero che mentre la coabitazione di piazza precedente produceva solo vivaci e magari rumorose contrapposizioni dialettiche, a piazza Navona la spranga ha prevalso sulla dialettica. E' inevitabile che l'ingresso militare del Blocco studentesco a piazza Navona abbia richiamato alla mente di tutti la provocatoria evocazione da parte di Berlusconi di una dimensione dilagante di scontri di piazza da fermare sul nascere con perentorie azioni di polizia. Fate violenza, che poi ci penso io. Una posizione non molto diversa dalla farneticante intervista di Cossiga al Quotidiano nazionale di qualche giorno fa. Di fronte al Senato, il confronto tra manifestanti e polizia era stato, per giorni, fino a un minuto prima mantenuto nei confini della correttezza e anche con spunti di dialogo. Se la pattuglia incaricata non si è interposta, come avrebbe dovuto, tra i picchiatori neofascisti e gli studenti pacifici, non penso dipenda da cattive intenzioni degli agenti. E' più probabile che ci sia stata qualche mancanza, più o meno volontaria, nella catena di comando. Possiamo trarne alcune conseguenze. I parlamentari dell'opposizione devono pretendere risposte non elusive dal governo e dalle autorità preposte all'ordine pubblico. La prevenzione dovrà essere esercitata con maggiore efficacia. Eventuali mancanze devono essere sanzionate: non è possibile continuare col metodo Genova, in base al quale i maggiori responsabili sono stati di fatto tutti promossi. Ma, per la serenità del prossimo lungo ciclo di lotte, è fondamentale che negli studenti non resti dominante il ritratto della polizia come forza ostile. Sta naturalmente anche alla polizia evitare di accreditarsi così. Ma anche i manifestanti devono trovare nella forza della loro mobilitazione gli strumenti persuasivi per scongiurare in anticipo le provocazioni, almeno le più prevedibili. La polizia, così com'è, è assai meno pericolosa del governo che la comanda. E aumenta la preoccupazione sapere che un uomo di grande equilibrio e di sicura affidabilità come il prefetto Mosca rischierebbe di essere allontanato dalla carica di prefetto. Si dice che paghi così il suo civile rifiuto di schedare i bimbi rom con le impronte digitali. Speriamo che la voce sia errata. Ma se così fosse, ciò che gli viene addebitato come colpa, all'opinione pubblica che sostiene la lotta degli studenti per la scuola pubblica come irrinunciabile bene comune, appare piuttosto come merito indiscutibile. *Senatore IdV
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Quello che Tremonti non dice Pier Paolo Caserta*, 29 ottobre 2008, 18:22 C'è gente che ci scrive Si tappano i buchi come si può, a pagare è il Tesoro per le banche che hanno solo un problema di liquidità, mentre per i casi più disastrati si prevede l'intervento diretto dello Stato Sulle pagine dei quotidiani si stagliano le dichiarazioni di Giulio Tremonti: "Le banche sono solide". C'è da dire che, prima di qualsiasi analisi, a leggere il solito ritornello del ministro dell'economia, ormai reiterato da quando è esplosa la crisi dei muti subprime americani, si è assaliti da una giustificata irritazione. Ma come "le banche sono solide"? E, anche ammesso che ora lo siano un po' più di prima, perché lo sono? Ricapitoliamo. 8 ottobre: il governo italiano vara il decreto "salva-banche", in realtà sulla linea dell'atteggiamento di molti governi europei. Il decreto legge contiene provvedimenti d'urgenza per la stabilità delle banche messe a dura prova dal crac dei mercati. Stanziamenti non programmati nell'entità, ma da valutare di volta in volta e da caso a caso. Insomma, si tappano i buchi come si può, a pagare è il Tesoro per le banche che hanno solo un problema di liquidità, mentre per i casi più disastrati si prevede l'intervento diretto dello Stato. "Il sistema italiano - aveva sottolineato Tremonti - è solido". Berlusconi si era affrettato a chiarire che non ci sarebbero state ripercussioni sui risparmiatori. Un messaggio ribadito martedì scorso da Tremonti dopo una riunione del suo "comitato per la stabilità": le banche nel complesso sono solide e stanno continuando a sostenere famiglie e aziende. Francamente riesce difficile crederlo - anche volendo sorvolare su un sistema bancario, quello italiano, che contemplava i costi di gestione da parte dei correntisti tra i più elevati in Europa, anche prima della crisi. Le risorse non sono infinte e scegliere di drenarne molte nelle banche significa inevitabilmente toglierle da altre parti. Per capire da dove si stiano togliendo, basterebbero un paio di considerazioni: la prima è che, dati alla mano, in Italia il divario tra ricchi e poveri sta aumentando; il secondo è che ieri il Senato ha approvato il decreto Gelmini, che riduce drasticamente i fondi destinati alla scuola pubblica. L'Italia non è certamente l'unico paese europeo che sta seguendo una politica volta a sostenere le banche. Quello che non va è che il governo lo sta facendo in modo pochissimo trasparente. Ultimamente molti commentatori, anche autorevoli, osservano che anche la demagogia è diventata bipartisan. Non esageriamo. A volte bisogna capire da che parte viene il pericolo e non stare alla finestra. *pierpaolocaserta.blogspot.com
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Pavia, il corteo è padrone della città Ezio Sartoris, 30 ottobre 2008, 17:20 Cronache in movimento Dopo la giornata, destinata ad entrare nella storia politica pavese, l'Università si prende qualche giorno di vacanza, ma gli appuntamenti sono dietro l'angolo: il 14 novembre tutti a Roma e il 15 novembre tutti a Pavia a contestare la Gelmini Cinquecento studenti delle scuole medie superiori presenti alle ore 9.00 al concentramento in stazione. Almeno cinquemila studenti (dall'interno del corteo è difficile valutare, ma se la cauta questura di Pavia parla di tremila persone...) in corteo e padroni della città per circa quattro ore. La pressione dal basso ha fatto il miracolo: il breve giro intorno alla sede centrale dell'Università si è trasformato in un lungo corteo, all'inizio non autorizzato, che per una mattina intera ha fermato Pavia. D'altra parte lo slogan era: "Se ci tolgono il futuro blocchiamo la città". La manifestazione è stata per la quasi totalità studentesca: pochi gli insegnanti delle scuole medie superiori, praticamente assenti i docenti universitari. Due gli elementi positivi: l'alta adesione allo sciopero ha comportato la chiusura delle scuole e, secondo, non c'erano simboli di partito. Dopo la giornata, destinata ad entrare nella storia politica pavese, l'Università si prende qualche giorno di vacanza, ma gli appuntamenti sono dietro l'angolo: il 14 novembre tutti a Roma e il 15 novembre tutti a Pavia a contestare la Gelmini.
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- Italia - http://blog.panorama.it/italia - Sciopero generale, la scuola si ferma e blocca Roma: "Siamo un milione" Posted By redazione On 30/10/2008 @ 14:58 In Headlines, NotiziaHome | 8 Comments Un lungo corteo di protesta a Roma, dove secondo [1] i sindacati sono in strada un milione di persone per lo sciopero generale contro la "riforma" Gelmini. Iniziative, manifestazioni, proteste e lezioni in strada in tutta Italia, da Bolzano a Palermo. Il giorno dopo l'approvazione in legge del decreto 133 sul maestro unico non si ferma il dissenso del mondo della scuola che si è dato appuntamento a piazza del Popolo a Roma per il comizio finale - con tanto di Inno di Mameli - dello sciopero generale indetto da Flc-Cgil, [2] Cisl scuola, [3] Uil scuola, Snals e [4] Gilda. Slogan di protesta ma anche tante rime ironiche contro il ministro alla manifestazione a Roma. La parola d'ordine più diffusa è "Giù le mani dalla scuola pubblica" e "La scuola pubblica non si tocca": almeno tre striscioni con queste scritte sono portati dai bambini delle scuole elementari. Molti criticano la riforma che impone il maestro unico: "Maestro unico no grazie: tutti in piazza come un unico maestro", "Un maestro uguale meno cultura", "Maestro unico: ora dateci pennino e calamaio", "Meno insegnanti più bambini ignoranti". Il corteo romano è partito in un clima sereno e sotto un cielo carico di pioggia poco dopo le 9, aperto dai bambini delle elementari con mamme e maestre, da leader sindacali di settore e nazionali come Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti, e da quelli del centrosinistra, tra i quali Walter Veltroni, gli ex ministri Giuseppe Fioroni, Fabio Mussi, Rosy Bindi, Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero. Numerosi accanto ai docenti e al personale della scuola anche gli studenti, che si sono contati in oltre 100 mila. "Il governo dovrebbe avere il desiderio di ascoltare la protesta", ha detto Veltroni, mentre Rosy Bindi ha sottolineato che "questa gente non rappresenta un bacino elettorale: ci sono anche molte persone del centrodestra". Di diverso parere la maggioranza: Maurizio Gasparri (Pdl) ha accusato le opposizioni di avere imbastito "una campagna di menzogne" invitandole "a smettere di rinfocolare la piazza". Il corteo romano ha avuto un epilogo movimentato quando alcune migliaia di universitari della Statale, invece di riunirsi al serpentone principale, si è diretto verso la sede del [5] ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere. Lì è stato organizzato un presidio, cui si sono uniti studenti delle scuole superiori e di altri atenei, e c'è stato un lancio di uova e fumogeni contro i poliziotti schierati. "Gelmini arrenditi, sei circondata" hanno gridato i manifestanti. Slogan anche contro Berlusconi e il governo. Gli studenti hanno poi srotolato un nastro bianco e rosso di fronte all'ingresso principale del ministero per chiudere simbolicamente il dicastero. Poi il corteo ha ripreso a muoversi in direzione della stazione Trastevere. "La nostra protesta non si ferma" ha promesso il segretario generale della Cgil, Epifani, sottolineando la "giornata memorabile" e l'importanza del "momento di unita"'. Per il leader della Uil Angeletti "lo sciopero della scuola è stato convocato per risolvere i problemi contrattuali e dei precari, bisogna quindi evitare ogni strumentalizzazione politica". Secondo i sindacati, lo sciopero generale ha bloccato tra il 70 e il 90% delle scuole di tutta Italia: in alcune, come quella dove insegna la sorella del ministro Gelmini, assente per "motivi di famiglia", si è aperto solo per garantire "il servizio di custodia e sorveglianza". Non si contano le proteste nel resto del Paese. A Bolzano sono scesi in piazza insieme ragazzi di lingua italiana e tedesca; presidi e cortei anche a Trento; a Venezia gli studenti hanno sfilato sul Ponte della Libertà; lezioni in stazione a Trieste; a Torino l'orchestra del Teatro Regio ha suonato per gli studenti; a Genova è stata occupata la stazione Principe; a Milano concentramento e corteo organizzato per lo sciopero generale della scuola; a Bologna alla protesta ha partecipato anche Beppe Grillo; cortei di universitari a Napoli; genitori e bambini hanno sfilato a Bari; in Calabria sono segnalati cortei in tutte le città, con il blocco dell'accesso a Catanzaro; in Sicilia, da Palermo a Caltanissetta sono scese in strada 100 mila persone; in migliaia anche a Cagliari. LEGGI ANCHE: [6] Approvato il decreto Gelmini - [7] Scontri a Roma tra studenti - [8] Le novità introdotte dalla riforma Gelmini - [9] Veltroni: referendum sulla legge - [10] La Gelmini star di Facebook - [11] I siti della protesta - [12] La cura Gelmini, punto per punto. Partecipa al [13] FORUM
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30 ottobre 2008 - 19.14 (Ultima Modifica: 30 ottobre 2008) ROMA - Dopo il sì del Senato al decreto Gelmini, approvato in maniera definitiva mercoledì, il mondo della scuola è sceso in piazza per manifestare contro le politiche dell'istruzione del governo Berlusconi. Opposizione e studenti chiedono un referendum per abrogare la legge. Roma ha ospitato la grande manifestazione partita da piazza della Repubblica con studenti, insegnanti, famiglie. Secondo gli organizzatori i partecipanti al corte erano circa un milione. Tra i partecipanti anche il leader del Pd, Walter Veltroni, ed il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha tenuto un comizio in Piazza del Popolo. Veltroni ha invitato il governo ad ascoltare la società, non trasformando "questo movimento in un fatto politico". Immediata la replica del premier Silvio Berlusconi che ha parlato di "sinistra scandalosa che ha la capacità di rovesciare il vero e dire il contrario della verità". Non sono mancati momenti di tensione quando alcune migliaia di universitari si è diretto verso la sede del ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere, dove è stato organizzato un presidio. Vi è stato un lancio di uova e fumogeni contro i poliziotti schierati. La Questura ha fatto sapere che tra i manifestanti si erano infiltrati degli anarchici e sarebbero loro gli autori dell'attacco agli agenti., che non hanno reagito.
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da "Corriere.it"
del 30-10-2008)
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sciopero nazionale, proteste e occupazioni in numerose città Corteo no-Gelmini: «A Roma un milione» Presidio al ministero con lancio di uova Manifestanti arrivati da tutta Italia. Veltroni: «Governo ascolti il popolo». Berlusconi: «Sinistra scandalosa» ROMA - Dopo la conversione in legge del decreto Gelmini e le proteste spontanee degli studenti in molte città d'Italia, è stato il giorno dello sciopero nazionale indetto dai sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil), Snals e Gilda. Roma ha ospitato la grande manifestazione partita da piazza della Repubblica con studenti, insegnanti, famiglie. Secondo gli organizzatori i manifestanti erano un milione. Cortei e proteste anche in molte altre città italiane. VELTRONI IN TESTA - In testa al corteo romano, partito intorno alle 9.30 da piazza della Repubblica, Walter Veltroni e Guglielmo Epifani. «Il governo ascolti la società e non trasformi questo movimento in un fatto politico» ha detto il leader del Pd. «A Roma centinaia di migliaia di persone, professori, studenti, genitori, personale non docente, hanno dato vita a una straordinaria manifestazione di popolo - ha sottolineato -. Il governo deve ascoltare questa protesta, non può restare sordo alla voce di chi nella scuola vive ogni giorno». Silvio Berlusconi non ha tardato a replicare parlando di «sinistra scandalosa» in merito alla manifestazione odierna: «Vedo una sinistra scandalosa che ha la capacità di rovesciare il vero e dire il contrario della verità». EPIFANI E BONANNI - Epifani ha tenuto il comizio finale in piazza del Popolo. Prima degli interventi il pubblico ha riservato una raffica di fischi e boato assordante ai ministri Gelmini e Brunetta. Il segretario della Cgil ha parlato di «un'intero paese che insorge». «State segnando una giornata memorabile, non solo per la scuola ma per la nostra democrazia, per il futuro del paese, per i nostri giovani - ha detto Epifani nel suo intervento -. La forza di questa piazza è la forza della democrazia ed è uno scudo per i nostri giovani. Qui c'è la maggioranza del paese che non si rassegna, che non abbassa la schiena, che non si fermerà». Epifani ha quindi rimproverato al governo di aver mascherato con una finta riforma una mera esigenza di cassa. Anche per Bonanni, intervenuto sullo stesso palco, i tagli al sistema scolastico sono solo un modo «per mascherare la controriforma in atto». Bonanni ha chiesto al governo di «riaprire un confronto con i sindacati, gli enti locali e le famiglie, perché la scuola non può essere diretta come una azienda». Anche Di Pietro era presente alla manifestazione. Per il Pd hanno sfilato anche Anna Finocchiaro e Mariapia Garavaglia. CORTEO DIVISO IN TRE - In apertura del corteo lo striscione «Uniti per la scuola di tutti». E poi tante bandiere e palloncini colorati. Studenti, insegnanti e dirigenti scolastici sono arrivati da tutta Italia con centinaia di pullman e treni speciali, nonostante il brutto tempo e la pioggia. Tanti anche gli scolari delle elementari e medie. Gli organizzatori hanno spiegato che il corteo si è diviso in tre parti «per ragioni di spazio», a causa dell'enorme afflusso di persone: il primo, quello dei sindacati, arrivato primo in piazza del Popolo, il secondo degli universitari che ha raggiunto la sede del ministero dell'Istruzione e un terzo alla Magliana, dato che non ha potuto arrivare in centro. Alta l'adesione allo sciopero secondo i sindacati, con il 90% delle scuole pubbliche italiane chiuse. Secondo il ministero dell'Istruzione (dati parziali rilevati alle 14.30) la partecipazione è stata del 57,1%: su 452.105 dipendenti 258.152 hanno incrociato le braccia. La manifestazione si è conclusa in piazza del Popolo con i comizi finali e le note dell'inno di Mameli. PROBLEMI AL TRAFFICO - Il corteo ha attraversato via Emanuele Orlando, largo di Santa Susanna, piazza Barberini, via Sistina, Trinità dei Monti. Complice la violenta pioggia e i limiti alla circolazione, il traffico a Roma è stato particolarmente intenso con veri e propri ingorghi a ridosso del centro. Disagi anche per il trasporto pubblico con la deviazione di 27 linee bus e la chiusura della fermata di piazza di Spagna. Dalle 10 è stata chiusa anche la stazione Repubblica della metropolitana, poi riaperta alle 14.45. Più di venti pullman provenienti da Siena sono rimasti fermi sul raccordo anulare e hanno deciso di inscenare una protesta sul luogo, vista l'impossibilità di arrivare in piazza del Popolo. PRESIDIO - Il corteo romano contro la legge Gelmini ha avuto un epilogo movimentato quando alcune migliaia di universitari, invece di riunirsi al serpentone principale, si è diretto verso la sede del ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere. Lì è stato organizzato un presidio, cui si sono uniti studenti delle scuole superiori e di altri atenei, e c'è stato un lancio di uova e fumogeni contro i poliziotti schierati. La Questura ha fatto sapere che tra i manifestanti si erano infiltrati degli anarchici e sarebbero loro gli autori dell'attacco agli agenti. Questi non hanno reagito e, subito dopo, altri studenti hanno creato un cordone di sicurezza per evitare ulteriori tensioni. «Gelmini arrenditi, sei circondata» hanno gridato i manifestanti. Slogan anche contro Berlusconi e il governo. «Siamo l'onda che vi travolge» si leggeva nello striscione degli universitari. Gli studenti hanno poi srotolato un nastro bianco e rosso di fronte all'ingresso principale del ministero per chiudere simbolicamente il dicastero. Poi il corteo ha ripreso a muoversi in direzione della stazione Trastevere. IN LIBERTA' - Intanto sono tornati liberi senza obbligo di firma, dopo la convalida degli arresti, i due giovani fermati mercoledì per gli scontri in piazza Navona. Yassir Goretz, 33 anni, di Rifondazione, e Michele Bauml, 19 anni, di Blocco Studentesco, sono stato giudicati per direttissima. Il primo è imputato di lesioni, per aver colpito un'agente mentre si divincolava e resistenza. Bauml soltanto di resistenza. Il processo per entrambi è fissato al 17 novembre. MILANO, A MIGLIAIA IN CENTRO - Decine di migliaia di persone, tra alunni delle elementari, studenti liceali e universitari, insegnanti, genitori e precari hanno sfilato invece per il centro di e si sono date appuntamento in piazza Duomo (guarda le foto). Secondo i responsabili di «Rete scuole», tra gli organizzatori, i manifestanti erano 200mila; nessuna stima viene invece dalla Questura. Alcuni spezzoni del corteo non si sono fermati in piazza Duomo e si sono diretti con un corteo non autorizzato in piazza Affari, dove circa duemila studenti si sono seduti attorno ai furgoni e hanno improvvisato un'assemblea di fronte alla Borsa. PROTESTE IN TUTTA ITALIA - Manifestazioni e cortei anche in molte altre città italiane. Gli universitari dell'Udu sono scesi in piazza per «rivendicare un sistema formativo pubblico e sul quale non si possono operare tagli così vistosi». Oltre a Milano e Roma gli studenti medi e universitari sono stati al fianco dei lavoratori in sciopero anche ad Ancona, Cagliari, Catania, L'Aquila, Lecce, Palermo, Pavia e Torino. A Torino è partito da Palazzo Nuovo il corteo degli studenti universitari delle facoltà umanistiche, cui si sono uniti gli studenti delle scuole medie superiori, universitari di altre facoltà e i precari della ricerca. A Genova migliaia di studenti in corteo, presente anche il presidente della Regione Claudio Burlando. La protesta degli universitari e delle scuole superiori si è unita con quella delle scuole elementari e dei Cobas. I manifestanti hanno poi occupato i binari della stazione ferroviaria di Piazza Principe. A Bologna diverse migliaia di studenti medi e universitari si sono concentrati in piazza Nettuno e in piazza Maggiore. A Brescia i manifestanti hanno occupato la stazione ferroviaria. Stessa cosa a Firenze, dove un centinaio di manifestanti, tra studenti e aderenti ai centri sociali, ha occupato per circa mezz'ora alcuni binari a Campo di Marte, con alcuni momenti di tensione. ALTRE CITT - In Sicilia si calcola un'adesione molto elevata allo sciopero da parte degli insegnanti. Secondo la Flc Cgil molti istituti sono rimasti chiusi a Palermo e provincia. A Palermo due i cortei: uno di docenti, personale scolastico e genitori e l'altro di studenti delle superiori e dell'università. Cortei anche a Messina, Reggio Calabria e Cagliari. Ancora manifestazioni a Napoli: tre istituti superiori hanno sfilato a Portici, uno a Ischia, mille studenti ad Arzano. A Bari hanno manifestato circa 2mila studenti. stampa |
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da "Quotidiano.it, Il"
del 30-10-2008)
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Le scuole di Fermo aderiscono allo sciopero Fermo | Sciopero generale nazionele della scuola: massiccia l'adesione del personale, ma nessuna manifestazione studentesca. di Redazione sciopero, girfalco, studenti, giovani, parco Lo sciopero generale nazionale della scuola previsto per oggi giovedì 30 ottobre, indetto dalle Organizzazioni Sindacali FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA, si è fatto sentire anche a Fermo. Quasi in tutti gli istituti, dalle primarie ai licei, il personale docente e A.T.A. non ha garantito il regolare svolgersi delle attività scolastiche. Fra i disagi la sospensione del servizio mensa in alcune scuole dell'infanzia della Città. Nessuna mobilitazione studentesca organizzata ha manifestato il dissenso per la nuova Legge Gelmini: per le vie del centro gruppi di studenti si sono ritrovati nei bar, nel campo sportivo del Ricreatorio S. Carlo o nei prati del Girifalco come in un giorno di vacanza. Anche i più piccoli, approfittando dell'ultimo caldo, erano in bici o a passeggio con i nonni. Pochi gli studenti regolarmente in aula, molti i rimasti a casa, moderate le partecipazioni del personale scolastico alla manifestazione di Roma, che ha usufruito di pullman gratuiti. 30/10/2008
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da "Basilicanet.it"
del 30-10-2008)
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RIFORMA SCUOLA, TISCI: A VENOSA PER SPIEGARE E ASCOLTARE 30/10/2008 18.58.03 [Basilicata] (ACR) - L??associazione dei Circoli della Nuova Italia di Venosa, con il patrocinio del Gruppo regionale di Alleanza Nazionale, organizzerà per domani, 31 ottobre, un incontro nella città di Orazio per illustrare i temi della riforma Gelmini e per illustrare quale sia lo stato dell??istruzione in Italia ed ascoltare dalle voci dei cittadini, delle parti politiche e della società quali siano le istanze e le necessità di riforma. Lo rende noto il capogruppo di An, Antonio Tisci, il quale dichiara che ??Abbiamo scelto di articolare la conferenza come un dibattito a più voci. Accanto ad esponenti di Alleanza Nazionale vi saranno uomini della scuola e l??Assessore regionale alla Formazione, perché c??è la necessità sia di spiegare i temi della riforma, sia di ascoltare quali siano le istanze di chi vive il mondo della scuola. Sono fermamente convinto che la scuola italiana debba essere riformata, debba essere cambiata per dare una maggiore preparazione culturale alle generazioni che verranno ed offrire loro una possibilità di affrontare adeguatamente le sfide del nuovo mondo. Esiste una sinistra populista e reazionaria che teme ogni forma di cambiamento e si arrocca a difesa di un modello che tutti sanno necessita di modifica, esiste una sinistra che non esita a strumentalizzare gli studenti, nascondendo loro la realtà o deturpandone alcuni aspetti come in un grottesco gioco di specchi.? ??Abbiamo deciso ?? prosegue Tisci che è anche responsabile regionale dell??Associazione dei Circoli della Nuova Italia ?? di entrare nel vivo della polemica politica, dello scontro quotidiano, della querelle, senza nasconderci dietro nessun paravento e senza fuggire dalle polemiche, non soltanto perché siamo convinti della bontà della riforma ma, soprattutto, perché, forti di questa convinzione, siamo ben consapevoli della necessità e della possibilità di illustrarla ai cittadini, agli studenti e agli insegnanti?. ??Noi ?? conclude Tisci - abbiamo raccolto il guanto di sfida che la sinistra ha lanciato al Popolo delle Libertà di spiegare la riforma, vorremmo che la sinistra, invece di soffiare sul vento della protesta, svolgesse il suo ruolo politico e ci dicesse se e come intende riformare la scuola o se, invece, ritiene che tutto vada bene così com??è?. Al convengo, che sarà concluso dall??On. Paola Frassinetti, Vice Presidente della Commissione parlamentare sull??istruzione e la cultura, parteciperanno oltre ad esponenti della politica lucana, fra cui il senatore Digilio, anche personalità che vivono il mondo della scuola come il professor Galgano, componete del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.
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da "Basilicanet.it"
del 30-10-2008)
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DECRETO GELMINI, VITA: PERICOLOSO STRUMENTALIZZARE PROTESTE 30/10/2008 18.28.21 [Basilicata] (ACR) - ??La protesta degli studenti contro il decreto Gelmini, con la legittima rivendicazione di maggiori investimenti per la scuola pubblica, rischia di essere strumentalizzata dai partiti?. Ad affermarlo il consigliere regionale de L??Unione, Rocco Vita, il quale sottolinea che è necessario ??tener fuori dalle aule del Parlamento la protesta degli studenti e chiedere ai partiti d??opposizione di proporre un modello di istruzione pubblica alternativo?. ??Per rendere più efficiente l??Università, in attesa che il governo qualifichi i tagli ?? dichiara Vita ?? è indispensabile destinare maggiori risorse alla ricerca, promuovere un migliore sistema di borse di studio e rivedere i finanziamenti secondo criteri di qualità dell??offerta formativa e della ricerca, premiando chi più merita ed eliminando gli sprechi. Infatti, sia la scuola che l??Università dissipano una considerevole quota di finanziamenti pubblici, spendendo più soldi di quanti basterebbero a garantire gli stessi servizi con una migliore organizzazione della spesa. Ma il problema non sono solo gli sprechi. C??è anche un evidente declino dei livelli di apprendimento e di preparazione dei nostri studenti, frutto di una lunga e colpevole disattenzione per la qualità dell??istruzione. Ad oggi, nei provvedimenti del Governo non c??è quasi nulla che vada nella direzione di un innalzamento consistente del livello di studi. Non convincono nemmeno le Fondazioni che di fatto prefigurano una privatizzazione delle Università e che spesso, per mancanza di fondi, sono destinate al fallimento?. ??Puntiamo invece ?? continua l??esponente de L??Unione - ad una Università, che strutturata in campus, dotata di strutture necessarie allo studente (mense, biblioteche, laboratori, alloggi, centri sportivi), consenta di scegliere dove studiare in base alla qualità della formazione e non in base al costo della vita?. ??Riteniamo pericoloso ?? conclude Vita - alimentare un sentimento di comprensibile smarrimento di questa generazione. Una situazione che porterebbe ad una ulteriore fuga di cervelli con il rischio di aggravare, ancora di più, il già debole sistema Italia?.
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da "Basilicanet.it"
del 30-10-2008)
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LACORAZZA: A ROMA CONTRO DESTRA CHE VUOLE OCCUPARE FUTURO 30/10/2008 18.22.00 [Basilicata] "La mobilitazione degli studenti, dei docenti, degli insegnanti, delle famiglie è una bella, straordinaria, matura e consapevole manifestazione di democrazia e libertà". E' quanto afferma il segretario regionale del Pd di Basilicata, Piero Lacorazza, che stamattina ha partecipato a Roma alla manifestazione organizzata dai sindacati per protestare contro la leggesulla scuola. "Ormai ?? aggiunge - sono tutti consapevoli della furbata della coppia Tremonti-Gelmini, come emerso dal recente sondaggio su La Repubblica, che la dice lunga su come si sono forzatamente voluti presentare i tagli attraverso lo specchietto per le allodole del grembiulino e del voto in condotta. Il giudizio negativo degli italiani è ormai evidente, soprattutto di quanti hanno preso coscienza dei reali effetti di una riforma che sfavorisce soprattutto le fasce deboli, le famiglie e il Mezzogiorno. Più investiment e meno privilegi, più merito e meno baronie, più diritto allo studio e mobilità sociale, queste sono le parole d'ordine di un movimento che sarebbe difficile e sbagliato identificare con un partito o con una sigla. Per questo - conclude Lacorazza - il Governo ha più paura e reagisce ostentando un maggiore decisionismo, facendo emergere il reale carattere di una destra non dialogante e distante dalla gente. E anche grazie a sindacati che a Roma si é ritrovato il popolo della scuola contro un governo delle destre che vuole occupare il futuro?. BAS 05
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da "Quotidiano.net"
del 30-10-2008)
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Si aggrava il bilancio degli attentati nella parte orientale del paese: le esplosioni hanno colpito Guwahati. I feriti sarebbero oltre trecento
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"Un atto di codardia, progettato e portato avanti per diffondere terrore", è stato il commento del governatore dello Stato, Tarun Gogoi. Nonostante non vi siano ancora rivendicazioni, alcuni funzionari del governo hanno puntato il dito contro i ribelli dell?Ulfa, il "Fronte Unito di Liberazione dell?Assom". L?Ulfa, che si batte per la secessione da New Delhi dal 1979, ha negato tuttavia il suo coinvolgimento. Sembra prendere corpo invece l?ipotesi di un attentato di matrice islamica: fonti della polizia hanno parlato di una "possibile collaborazione tra militanti jihaadisti e guerriglieri locali". Negli ultimi mesi, fondamentalisti islamici del vicino Bangladesh hanno già colpito lo Stato di Assam, provocando oltre 125 vittime. Guarda la videonewsSPAGNA Attentato a Pamplona: feriti lievi Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona (115 commenti) Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando" (55 commenti) Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni (36 commenti) "Vietati gli sconti sugli alcolici" (21 commenti) Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play (20 commenti) Adriano in disco fino all'alba Arriva alla Pinetina con 32' di ritardo e Mourinho lo rimanda a casa (12 commenti) E' la guerra dell'Happy Hour Baristi contro il regio decreto (12 commenti) Tragedia grottesca (11 commenti) 21:02:05 - @Baruz--sarà come dici tu, ma averne di ferrer in Italia.........[...] E' un Ferrer in caduta libera20:02:04 - Leggendo questi commenti mi rendo conto che tantissime persone parlano per sentito dire, consiglio i[...] Scuola, bagarre in aula al Senato Non si fermano cortei e occupazioni19:25:15 - Ma xké tutta 'sta paura dei cambiamenti?Io dico:la scuola com'è è uno schifo,guardiamo come va con q[...] Scuola, il decreto Gelmini è legge Veltroni: "Subito un referendum" Scontri e feriti in Piazza Navona18:54:42 - non potrebbero smetterla tutti con stà manfrina per fregarci ancora un po' di soldi ? quando fallirà[...] Rottura coi sindacati, Colaninno preoccupato Le nove sigle si incontrano nel pomeriggio18:53:22 - Perché lo stipendio dei magistrati non è sottoposto a contratto ed è come quello dei politici e dei [...] Tornelli ai magistrati, risponde l'Anm: "Brunetta non sa di cosa sta parlando"18:48:10 - Purtroppo la slealtà sportiva ha radici lontane, probabilmente se ce ne fossero giunte le cronache n[...] Gilardino non ha passato il confine fra buona fede e fair play18:36:22 - Tanto Ferrer non gioca in modo entusiasmante[...] E' un Ferrer in caduta libera Chi preferisci tra Mourinho e Mancini?La Chiesa vieta il sacerdozio ai gay, sei d'accordo?Sanremo, giusto abolire il dopo-Festival?Drink alla nicotina: è una buona idea?Campionato serie A1 pallavolo femmminile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Campionato serie A1 pallavolo maschile: chi vincerà lo scudetto 08/09?Calciatore, scrittore o... 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da "Sestopotere.com"
del 30-10-2008)
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Fabrizio Cicchitto (Fi/Pdl): Il referendum sulla scuola avrà effetti istituzionali gravi (30/10/2008 17:38) | (Sesto Potere) - Roma - 30 ottobre 2008 - "La scelta di Veltroni e del Pd di indire un referendum contro la riforma della scuola del ministro Gelmini ha implicazioni anche istituzionali molto gravi: essa insegue una deriva plebiscitaria ed esprime il massimo della sottovalutazione della dialettica parlamentare". Lo ha dichiarato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl che ha osservato: "Procedendo di questo passo i risultati raggiunti in Parlamento non verrebbero riconosciuti e sarebbero rimessi in questione con questo diretto ricorso al popolo. E?evidente che questa iniziativa veltroniana si innesta su un filone populista-plebiscitario, finora impropriamente messo in conto a Forza Italia. Mai Forza Italia ha pensato di smontare il Parlamento a colpi di referendum. In effetti Veltroni e? un cattivo imitatore di Di Pietro e di Pannella".
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da "Sestopotere.com"
del 30-10-2008)
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Scuola, Cgil: contro decreto Gelmini ogni forma mobilitazione compreso referendum (30/10/2008 17:36) | (Sesto Potere) - Roma - 30 ottobre 2008 -“Un decreto sbagliato per la scuola, i lavoratori, gli studenti e le famiglie italiane”. Così il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, e il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, commentano il decreto sulla scuola approvato ieri al Senato. “Un?approvazione - sottolineano i due dirigenti sindacali – che, con atto di arroganza e autosufficienza, non ha tenuto conto delle proteste in atto in tutta Italia che registrano una straordinaria partecipazione”. “Se il governo pensa di chiudere così una vicenda importantissima per il futuro del paese - proseguono Fammoni e Pantaleo - si sbaglia di grosso. Domani, infatti, si svolgerà la più grande manifestazione di sempre a sostegno del futuro della scuola pubblica”. Ma la mobilitazione contro il decreto Gelmini, che ha come obiettivo finale “la demolizione dell?istruzione pubblica”, proseguirà fino al cambiamento delle norme approvate: contro i tagli all?occupazione e contro la chiusura di scuole con meno di 200 studenti. Le forme di questa iniziativa, dicono i due dirigenti sindacali, “devono essere tutte le possibili, da quelle nelle scuole ai possibili ricorsi alla Corte Costituzionale, dal rapporto con tutti i cittadini al ricorso al referendum abrogativo, alla richiesta alle Regioni di non dare attuazione, nel rispetto dell?autonomia prevista dal titolo V della Costituzione, a diverse norme contenute nel decreto sulla scuola”. La condizione “indispensabile” per raggiungere questo obiettivo, concludono Fammoni e Pantaleo, “è mantenere e sviluppare il vasto movimento di questi mesi e le sue caratteristiche di autonomia”.
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da "Sestopotere.com"
del 30-10-2008)
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Scuola, Clara Valli (Ugl): "Su riforma dell'università il Governo apra al dialogo" (30/10/2008 17:32) | (Sesto Potere) - Roma - 30 ottobre 2008 - “Il ministro Gelmini ha annunciato per la prossima settimana un piano sull?Università: non si commetta l?errore già compiuto per la scuola e si apra il confronto con il sindacato e il mondo accademico. La tensione di queste ore ci auguriamo induca il governo ad approdare ad un approccio più dialogante” Lo ha dichiarato il segretario nazionale dell?Ugl Università, Clara Valli, dopo l?annuncio da parte del ministro della presentazione del piano dell?università per la prossima settimana. Secondo la sindacalista “occorre una riforma del sistema universitario che passi attraverso una riduzione degli sprechi, ripristinando responsabilità e meritocrazia e la valorizzazione del sapere scientifico, attraverso la limitazione delle sedi periferiche, la riforma dello stato giuridico dei docenti e la responsabilizzazione delle Facoltà per l'efficacia e il funzionamento degli Atenei”.
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da "Reuters Italia"
del 30-10-2008)
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ROMA (Reuters) - Una quindicina di giovani sono stati indagati in merito agli incidenti di ieri a piazza Navona, in cui studenti di destra e di sinistra si sono scontrati durante la manifestazione studentesca contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. Come riferito in serata da fonti giudiziarie, la decisone è stata presa in base al primo rapporto stilato dalla Digos e richiesto dal procuratore della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara. Secondo le fonti, i quindici, di entrambi gli schieramenti, sono stati indagati per porto d'armi improprie e resistenza a pubblico ufficiale. Domani è prevista la presentazione di un secondo rapporto al pm Patrizia Ciccarese, incaricata degli accertamenti sulle violenze in piazza.